2697. Onere della prova.

    Codice Civile Libro Sesto: DELLA TUTELA DEI DIRITTI Titolo II: DELLE PROVE Capo I: DISPOSIZIONI GENERALI Art.2697. Onere della prova.

    Art. 2697. Onere della prova.

    1. Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    2. Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Possesso   (nozione, caratteri, distinzioni) ("ius possessionis" e "ius possidendi") - Danno da occupazione immobiliare abusiva – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01)
    Risarcimento - Esistenza di danno "in re ipsa" - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie. Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario non può ritenersi sussistente "in re ipsa", atteso che tale concetto giunge ad identificare il danno con l'evento dannoso ed a configurare un vero e proprio danno punitivo, ponendosi così in contrasto sia con l'insegnamento delle Sezioni Unite della S.C. (sent. n. 26972 del 2008) secondo il quale quel che rileva ai fini risarcitori è il danno-conseguenza, che deve essere allegato e provato, sia con l’ulteriore e più recente intervento nomofilattico (sent. n. 16601 del 2017) che ha riconosciuto la compatibilità del danno punitivo con l'ordinamento solo nel caso di espressa sua previsione normativa, in applicazione dell'art. 23 Cost.; ne consegue che il danno da occupazione "sine titulo", in quanto particolarmente evidente, può essere agevolmente dimostrato sulla base di presunzioni semplici, ma un alleggerimento dell'onere probatorio di tale natura non può includere anche l'esonero dall'allegazione dei fatti che devono essere accertati, ossia l'intenzione concreta del proprietario di mettere l'immobile a frutto. (In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie relativa a richiesta di risarcimento danni per trasloco di mobilio e trasferimento degli abitanti in altro alloggio, ha confermato la sentenza secondo cui difettava la prova del danno - qualificato come emergente - avendo i ricorrenti invocato un obbligo di liquidazione "in re ipsa", attraverso il criterio equitativo del valore locativo dell'immobile, anziché provare nell'"an" e nel "quantum" le conseguenze negative derivanti, di regola, dallo spossessamento). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01) Cod_Civ_art_0832, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Credito - credito fondiario - distribuzione dell'onere della prova tra creditore e debitore sulla erogazione del mutuo e sulla restituzione delle somme - - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 10507 del 15/04/2019 (Rv. 653570 - 01)
    Opposizione allo stato passivo – Fattispecie In caso di stipulazione del contratto di mutuo fondiario ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976, l'onere della prova dell'erogazione della somma data a mutuo è assolto dall'istituto di credito mutuante mediante la produzione in giudizio dell'atto pubblico notarile di erogazione e quietanza, spettando, in tal caso, al debitore che si opponga all'azione esecutiva del creditore dare la prova della restituzione della somma mutuata e degli accessori ovvero di altre cause estintive dell'obbligazione restitutoria. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione con la quale il Tribunale, decidendo sull'opposizione al diniego d'ammissione allo stato passivo del fallimento di un credito portato da alcuni contratti di mutuo fondiario cui risultavano allegati i rispettivi atti di quietanza ed erogazione parziale, aveva motivato l'esclusione con la mancanza degli estratti conto comprovanti l'erogazione delle somme mutuate). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 10507 del 15/04/2019 (Rv. 653570 - 01) Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10424 del 15/04/2019 (Rv. 653581 - 01)
    Ritardo nella diagnosi di patologie ad esito infausto - Area dei danni risarcibili - Limitazione al pregiudizio all'integrità fisica - Esclusione - Riconducibilità alla perdita di "chance" - Esclusione - Lesione del diritto all'autodeterminazione in relazione all'ultima fase di vita - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In caso di colpevole ritardo nella diagnosi di patologie ad esito infausto, l'area dei danni risarcibili non si esaurisce nel pregiudizio recato alla integrità fisica del paziente, né nella perdita di "chance" di guarigione, ma include la perdita di un "ventaglio" di opzioni con le quali scegliere come affrontare l'ultimo tratto del proprio percorso di vita, che determina la lesione di un bene reale, certo - sul piano sostanziale - ed effettivo, apprezzabile con immediatezza, qual è il diritto di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali; in tale prospettiva, il diritto di autodeterminarsi riceve positivo riconoscimento e protezione non solo mediante il ricorso a trattamenti lenitivi degli effetti di patologie non più reversibili, ovvero, all'opposto, mediante la predeterminazione di un percorso che porti a contenerne la durata, ma anche attraverso la mera accettazione della propria condizione. (Nel ribadire il principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito la quale aveva rigettato la domanda risarcitoria, fatta valere "iure hereditatis", esclusivamente sulla base dell'assenza di prova che la ritardata diagnosi del carcinoma avesse compromesso "chances" di guarigione della paziente o, quantomeno, di maggiore e migliore sopravvivenza, ignorando che l'accertato negligente ritardo diagnostico aveva determinato la lesione del diritto della stessa di autodeterminarsi). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10424 del 15/04/2019 (Rv. 653581 - 01) Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività' fallimentari (accertamento del passivo) - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
    Ammissione al passivo -  Ricognizione di debito - Fallimento dell'autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Esclusione - Valore probatorio del documento - Confessione stragiudiziale al terzo – Fattispecie  In tema di insinuazione allo stato passivo, la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore, non determina la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, trattandosi di documento liberamente apprezzabile dal giudice al pari di quanto avviene per la confessione stragiudiziale resa ad un terzo, qual'è il curatore fallimentare (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva ammesso al concorso il credito vantato dalla banca, sulla base del riconoscimento di debito contenuto in una scrittura privata autenticata sottoscritta dal correntista prima dell'apertura del suo fallimento). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01) Cod_Civ_art_1333, Cod_Civ_art_1988, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - ammissione al passivo - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
    Passività' fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo -  Ricognizione di debito - Fallimento dell'autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Esclusione - Valore probatorio del documento - Confessione stragiudiziale al terzo – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01) In tema di insinuazione allo stato passivo, la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore, non determina la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, trattandosi di documento liberamente apprezzabile dal giudice al pari di quanto avviene per la confessione stragiudiziale resa ad un terzo, qual'è il curatore fallimentare (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva ammesso al concorso il credito vantato dalla banca, sulla base del riconoscimento di debito contenuto in una scrittura privata autenticata sottoscritta dal correntista prima dell'apertura del suo fallimento). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01) Cod_Civ_art_1333, Cod_Civ_art_1988, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735 ricognizione di debito...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - attività' sportiva - Danno subito dall'allievo durante una gara – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9983 del 10/04/2019 (Rv. 653425 - 02)
    Responsabilità della scuola - Riconducibilità ad azione colposa di altro allievo e all'omessa adozione di misure preventive, da parte della scuola, idonee ad evitare l'evento - Necessità - Ripartizione dell'onere probatorio tra studente e scuola - Contenuto - Fattispecie. Responsabilità civile - precettori e maestri -  In genere. In tema di danni conseguenti ad un infortunio sportivo subito da uno studente durante una gara svoltasi all'interno della struttura scolastica nell'ora di educazione fisica, ai fini della configurabilità della responsabilità della scuola ai sensi dell'art. 2048 c.c., è necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente partecipante alla gara, il quale sussiste se l'atto dannoso sia posto in essere con un grado di violenza incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato o con il contesto ambientale nel quale l'attività sportiva si svolge o con la qualità delle persone che vi partecipano, ovvero allo specifico scopo di ledere, anche se non in violazione delle regole dell'attività svolta, e non anche quando l'atto sia compiuto senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole della disciplina sportiva, né se, pur in presenza di una violazione delle regole dell'attività sportiva specificamente svolta, l'atto lesivo sia a questa funzionalmente connesso; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto. Ne consegue che grava sullo studente l'onere di provare l'illecito commesso da un altro studente, mentre spetta alla scuola dimostrare l'inevitabilità del danno, nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee ad evitare il fatto. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso la responsabilità della scuola rispetto all'infortunio, verificatosi durante una partita di pallamano svoltasi nella palestra scolastica sotto il controllo dell'insegnante, ai danni di un alunno il quale, mentre rincorreva un avversario che gli aveva sottratto il possesso della palla senza toccarlo, era caduto scivolando all'esterno del campo da gioco ed urtando contro una panchina la quale, essendo destinata ai giocatori di riserva, era stata ritenuta dal giudice di merito un ordinario completamento dello stesso campo da gioco). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9983 del 10/04/2019 (Rv. 653425 - 02) Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2048, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comodato – durata - Comodato immobiliare - Previsione di efficacia del rapporto vincolata al venir meno degli scopi convenuti – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 9796 del 09/04/2019 (Rv. 653422 - 01)
    Qualificazione automatica del rapporto come contratto senza determinazione di durata - Esclusione - Contratto atipico - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie. In tema di comodato, la circostanza che le parti, pur non prevedendo un termine per la restituzione del bene, abbiano vincolato l'efficacia del contratto al venir meno dell'utilizzazione dello stesso in concomitanza con la cessazione dello svolgimento dell'attività del comodatario, non comporta automaticamente la qualificazione del rapporto alla stregua di comodato senza determinazione di durata (con conseguente potere di recesso "ad nutum" del comodante, ai sensi dell'art. 1810 c.c.), spettando al giudice di merito il compito di verificare se l'assetto di interessi individuato dalle parti non sia riconducibile ad un contratto atipico, meritevole di tutela ai sensi dell'art. 1322 c.c., avente a oggetto la regolamentazione del potere di pretendere la restituzione del bene concesso in godimento, in modo che il comodante sia autorizzato ad esercitarlo non già "ad nutum", bensì unicamente al ricorrere delle condizioni convenute dalle parti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva qualificato come senza determinazione di durata, con conseguente applicabilità dell'art. 1810 c.c. in relazione al recesso "ad nutum" del comodante, un contratto di comodato contenente una clausola che ne ricollegava l'efficacia al persistente espletamento delle attività culturali svolte nell'immobile dall'ente comodatario). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 9796 del 09/04/2019 (Rv. 653422 - 01) Cod_Civ_art_1809, Cod_Civ_art_1810, Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_1362, Cod_Civ_art_1803, Cod_Civ_art_1811, Cod_Civ_art_1367...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9784 del 08/04/2019 (Rv. 653727 - 01)
    Redditi di impresa - determinazione del reddito - detrazioni - perdite, sopravvenienze passive e minusvalenze patrimoniali - Redditi di impresa - Perdita su crediti - Deduzione quali componenti negativi - Inerenza – Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9784 del 08/04/2019 (Rv. 653727 - 01) In tema di imposte sui redditi, ai fini della deducibilità della perdita su crediti, quali componenti negativi del reddito di impresa, il contribuente deve fornire la prova circa la loro inerenza all'attività imprenditoriale. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9784 del 08/04/2019 (Rv. 653727 - 01) Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Acque - acque pubbliche - derivazioni e utilizzazioni (utenze) - Autorizzazione idraulica sottoposta a condizione iniziale di efficacia - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 9679 del 05/04/2019 (Rv. 653555 - 01)
    Avveramento - Onere probatorio - A carico del deducente - Fondamento – Fattispecie  Nell'ipotesi in cui una situazione giuridica risulti disciplinata nel senso che la fattispecie che la regola preveda la sua efficacia solo al verificarsi di una determinata condizione, spetta a colui che agisce per farla valere dimostrarne l'avveramento, ossia il fatto assunto come evento condizionante dell'efficacia, il quale si connota come vero e proprio fatto costitutivo della situazione giuridica dedotta in giudizio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia del TSAP di rigetto del ricorso proposto da una società destinataria di un ordine di demolizione di opere non compatibili con il buon regime delle acque, fondato sull'esistenza di un'autorizzazione idraulica ancora in vigore, non avendo la ricorrente dimostrato, a fronte di specifica eccezione dell'Amministrazione, l'avveramento della condizione iniziale di efficacia, costituita dalla previa verifica dell'ingegnere capo della rispondenza dei lavori preparatori al progetto). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 9679 del 05/04/2019 (Rv. 653555 - 01) Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9526 del 04/04/2019 (Rv. 653244 - 01)
    Conto corrente bancario - Nullità delle pattuizioni relative agli interessi - Ricostruzione del saldo - Estratti conto dall'inizio del rapporto - Prova legale - Esclusione - Condotta del correntista - Argomento di prova - Ammissibilità – Fattispecie  Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta esclusa la validità di talune pattuizioni relative agli interessi a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso la produzione in giudizio dei relativi estratti a partire dalla data della sua apertura; non trattandosi tuttavia di prova legale esclusiva, all'individuazione del saldo finale possono concorrere anche altre prove documentali, nonché gli argomenti di prova desunti dalla condotta processuale tenuta del medesimo correntista (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello, che aveva respinto integralmente la domanda della banca di condanna del correntista al pagamento del saldo passivo, in mancanza di un solo estratto conto relativo ad un periodo in cui il correntista aveva ammesso l'assenza di movimentazioni nel rapporto). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9526 del 04/04/2019 (Rv. 653244 - 01) Cod_Civ_art_1823, Cod_Civ_art_1832, Cod_Civ_art_1857, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_116...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni)   - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9526 del 04/04/2019 (Rv. 653244 - 01)
    Conto corrente bancario - Nullità delle pattuizioni relative agli interessi - Ricostruzione del saldo - Estratti conto dall'inizio del rapporto - Prova legale - Esclusione - Condotta del correntista - Argomento di prova - Ammissibilità – Fattispecie Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta esclusa la validità di talune pattuizioni relative agli interessi a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso la produzione in giudizio dei relativi estratti a partire dalla data della sua apertura; non trattandosi tuttavia di prova legale esclusiva, all'individuazione del saldo finale possono concorrere anche altre prove documentali, nonché gli argomenti di prova desunti dalla condotta processuale tenuta del medesimo correntista (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello, che aveva respinto integralmente la domanda della banca di condanna del correntista al pagamento del saldo passivo, in mancanza di un solo estratto conto relativo ad un periodo in cui il correntista aveva ammesso l'assenza di movimentazioni nel rapporto). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9526 del 04/04/2019 (Rv. 653244 - 01) Cod_Civ_art_1823, Cod_Civ_art_1832, Cod_Civ_art_1857, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_116 conto corrente...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8978 del 29/03/2019
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo gratuito - Revocatoria di atti a titolo gratuito - Riparto degli oneri probatori - Conseguenze sul piano delle preclusioni processuali. In tema di azione revocatoria degli atti a titolo gratuito, incombe sul curatore la prova della gratuità dell'atto e del compimento nel periodo sospetto, mentre grava sulla controparte l'onere di dimostrare i presupposti per l'applicazione dell'esimente della proporzionalità degli atti rispetto al patrimonio che ha natura di eccezione in senso stretto da proporre, a pena di decadenza, nei termini preclusivi previsti dal codice di rito. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8978 del 29/03/2019 Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Negatoria (nozioni, distinzioni) - Proprietà - Negazione, da parte dell'attore, dell'esistenza di un diritto di passaggio sul proprio bene - Eccezione del convenuto di essere comproprietario - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8694 del 28/03/201
    Proprieta' - azioni a difesa della proprieta' - negatoria (nozioni, distinzioni) - Proprietà - Negazione, da parte dell'attore, dell'esistenza di un diritto di passaggio sul proprio bene - Eccezione del convenuto di essere comproprietario - Natura dell'azione - "Negatoria servitutis" - Oneri probatori rispettivi - Contenuto. L'azione con la quale l'attore, sostenendo di essere proprietario di un immobile, neghi che il convenuto sia titolare di un diritto di passaggio sul medesimo, limitandosi quest'ultimo ad opporre di essere comproprietario del bene stesso, va qualificata come ”negatoria servitutis”, poiché la proprietà dell'attore non è oggetto di controversia, che è limitata ai soli diritti vantati sulla cosa del convenuto. In tal caso, pertanto, mentre il detto attore adempie il suo onere probatorio esibendo il suo titolo d'acquisto, incombe alla controparte dimostrare i fatti costitutivi del suo preteso diritto di comproprietà sul bene. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8694 del 28/03/2019 Cod_Civ_art_0949, Cod_Civ_art_2697 Negatoria servitutis...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Scioglimento - divorzio - obblighi - verso l'altro coniuge - assegno - Indagini sui redditi e sui patrimoni dei coniugi attraverso la polizia tributaria - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8744 del 28/03/2019
    Famiglia - matrimonio - scioglimento - divorzio - obblighi - verso l'altro coniuge - assegno - Indagini sui redditi e sui patrimoni dei coniugi attraverso la polizia tributaria - Obbligatorietà - Esclusione - Condizioni - Fondamento - Fattispecie. In materia di divorzio, il giudice del merito, ove ritenga "aliunde" raggiunta la prova dell'insussistenza dei presupposti che condizionano il riconoscimento dell'assegno di divorzio, può direttamente procedere al rigetto della relativa istanza, anche senza aver prima disposto accertamenti d'ufficio attraverso la polizia tributaria, atteso che l'esercizio del potere officioso di disporre, per il detto tramite, indagini sui redditi e sui patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita rientra nella sua discrezionalità, non trattandosi di un adempimento imposto dall'istanza di parte, purché esso sia correlabile anche per implicito ad una valutazione di superfluità dell'iniziativa e di sufficienza dei dati istruttori acquisiti. (Nella specie la S.C. ha rilevato che il giudice di merito, nell'esercizio delle attribuzioni che gli sono proprie, sulla base degli elementi in atti ed esponendo una motivazione di ordine deduttivo, aveva ritenuto dimostrato il possesso, da parte dell'onerato, di un reddito idoneo a sostenere l'assegno, nella misura concordata negli stessi coniugi a modifica delle condizioni di separazione, per la sola prole). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8744 del 28/03/2019 Cod_Civ_art_2697 assegno di divorzio...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Richiesta di adempimento o di risoluzione del contratto - Conseguenze - Restituzione della caparra - Fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8571 del 27/03/2019
    Contratti in genere - caparra – confirmatoria - Richiesta di adempimento o di risoluzione del contratto - Conseguenze - Restituzione della caparra - Fondamento - Diritto al risarcimento del danno - Sussistenza - Limiti. Qualora, anziché recedere dal contratto, la parte non inadempiente si avvalga dei rimedi ordinari della richiesta di adempimento ovvero di risoluzione del negozio, la restituzione della caparra è ricollegabile agli effetti restitutori propri della risoluzione negoziale, come conseguenza del venire meno della causa della corresponsione, giacché, in tale ipotesi, essa perde la suindicata funzione di limitazione forfettaria e predeterminata della pretesa risarcitoria all'importo convenzionalmente stabilito in contratto e la parte che allega di avere subito il danno, oltre che alla restituzione di quanto prestato in relazione al contratto od in esecuzione del medesimo, ha diritto anche al risarcimento dell'integrale danno subito, se e nei limiti in cui riesce a provarne l'esistenza e l'ammontare in base alla disciplina generale degli artt. 1453 ss. c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8571 del 27/03/2019 Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1382, Cod_Civ_art_1385, Cod_Civ_art_1386, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1458, Cod_Civ_art_2697 restituzione della caparra...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Filiazione naturale - dichiarazione giudiziale di paternità e maternita' - prova Accertamento della paternità - Prova critica - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7197 del 13/03/2019
    Famiglia - filiazione - filiazione naturale - dichiarazione giudiziale di paternità e maternita' - prova Accertamento della paternità - Prova critica - Prova di rapporti sessuali tra la madre ed il presunto padre - Rilevanza indiziaria - Sussiste - Attitudine a costituire piena prova - Insussistenza - Fattispecie. In tema di dichiarazione giudiziale della paternità, la prova dell'esistenza di rapporti sessuali tra il presunto padre e la madre, nel periodo di concepimento del bambino, assume un elevato rilievo indiziario ma, ai sensi del disposto di cui all'art. 269, comma 4, c.c., non è sufficiente a provare la paternità, occorrendo anche l'accertamento almeno di un ulteriore dato indiziario, che sia stato correttamente declinato dal giudice di merito nel suo nucleo essenziale, individuato senza decontestualizzazioni, per una complessiva ed univoca lettura. (Nella specie la S.C. ha ritenuto che l'ulteriore dato indiziario, oltre l'esistenza dei rapporti sessuali non protetti tra le parti, valorizzato dalla Corte territoriale, e consistente nel versamento di somme cospicue dal presunto padre alla madre, non fosse stato adeguatamente valutato dal giudice di secondo grado, il quale non aveva tenuto conto della giustificazione dei versamenti fornita, e neppure aveva consentito l'espletamento delle prove ematologiche, sebbene il presunto padre si fosse assoggettato ai necessari prelievi, a causa dell'omesso versamento dell'anticipo dell'onorario al consulente ad opera dalle parti, quantunque l'ordinamento attribuisca all'ausiliario gli strumenti per il recupero di quanto a lui dovuto). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7197 del 13/03/2019 Cod_Civ_art_0269 , Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_116 dichiarazione giudiziale della paternità...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale - oggetto - esclusioni - beni personali - Coniuge in regime di comunione legale - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7027 del 12/03/2019
    Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale - oggetto - esclusioni - beni personali - Coniuge in regime di comunione legale - Acquisto di beni personali dopo il matrimonio - Esclusione dalla comunione legale - Condizioni - Intervento adesivo del coniuge non acquirente - Sufficienza - Esclusione - Natura effettivamente personale del bene - Necessità - Conseguenze - Azione di accertamento negativo - Ammissibilità - Sussistenza - Fattispecie. Nel caso di acquisto di un immobile effettuato dopo il matrimonio da uno dei coniugi in regime di comunione legale, la partecipazione all'atto dell'altro coniuge non acquirente, prevista dall'art. 179, comma 2, c.c., si pone come condizione necessaria, ma non sufficiente, per l'esclusione del bene dalla comunione, occorrendo a tal fine non solo il concorde riconoscimento, da parte dei coniugi, della natura personale del bene medesimo, richiesto esclusivamente in funzione della necessaria documentazione di tale natura, ma anche l'effettiva sussistenza di una delle cause di esclusione dalla comunione, tassativamente indicate dall'art. 179, comma 1, lett. c), d) ed f), c.c. Ne consegue che l’eventuale inesistenza di tali presupposti può essere fatta valere con una successiva azione di accertamento negativo, non risultando preclusa tale domanda dal fatto che il coniuge non acquirente sia intervenuto nel contratto per aderirvi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva rigettato la domanda di cancellazione della trascrizione della sentenza di fallimento su alcuni immobili acquistati dal coniuge del soggetto fallito, il quale era intervenuto nell'atto di compravendita, riconoscendo la natura personale di detti beni). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7027 del 12/03/2019 Cod_Civ_art_0177, Cod_Civ_art_0178, Cod_Civ_art_0179, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lezioni di equitazione - Danni subiti dagli allievi principianti - Responsabilità del gestore ex art. 2050 c.c. - Configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6737 del 08/03/2019
    Responsabilita' civile - attivita' pericolosa - Lezioni di equitazione - Danni subiti dagli allievi principianti - Responsabilità del gestore ex art. 2050 c.c. - Configurabilità - Danni subiti dagli allievi più esperti - Responsabilità del gestore ex art. 2052 c.c. - Conseguenze in merito alla prova liberatoria - responsabilità' civile - proprietà' di animali - In genere. Il gestore del maneggio risponde quale esercente di attività pericolosa, ai sensi dell'art. 2050 c.c., dei danni riportati dai soggetti partecipanti alle lezioni di equitazione, qualora gli allievi siano principianti, ed ai sensi dell'art. 2052 c.c., nel caso di allievi esperti, con la conseguenza che il danneggiante è onerato, nel primo caso, della prova liberatoria consistente nell'aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e, nel secondo caso, della prova del caso fortuito interruttivo del nesso causale, che può derivare anche da comportamento del terzo o dello stesso danneggiato. (In applicazione del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la decisione di merito, pur correggendone la motivazione, tenuto conto che lo stesso giudice di appello erroneamente aveva qualificato la fattispecie come una ipotesi di responsabilità derivante da danni cagionati da animali, sebbene avesse posto in rilievo che l'allieva fosse una principiante). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6737 del 08/03/2019 Cod_Civ_art_2050, Cod_Civ_art_2052, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto collettivo - Conoscibilità da parte del giudice - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6394 del 05/03/2019
    Lavoro - contratto collettivo - Conoscibilità da parte del giudice - Contratto collettivo nazionale di lavoro privato e contratto collettivo nazionale di lavoro del pubblico impiego - Differenze - Principio "iura novit curia" - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie. La conoscibilità "ex officio" di un contratto collettivo si atteggia diversamente a seconda che si versi in un'ipotesi di violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro privatistico o di un contratto collettivo nazionale del pubblico impiego, atteso che, mentre nel primo caso il contratto è conoscibile solo con la collaborazione delle parti, la cui iniziativa, sostanziandosi nell'adempimento di un onere di allegazione e produzione, è assoggettata alle regole processuali sulla distribuzione dell'onere della prova e sul contraddittorio (che non vengono meno neppure nell'ipotesi di acquisizione giudiziale ex art. 425, comma 4, c.p.c.), nel secondo caso il giudice procede con mezzi propri, secondo il principio "iura novit curia". (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che, nel rigettare la domanda del ricorrente volta a conservare il trattamento economico di dirigente medico di secondo livello, aveva riqualificato d'ufficio la fattispecie controversa secondo la disciplina applicabile del CCNL della Dirigenza Medica). Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 6394 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_113, Cod_Proc_Civ_art_425...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Amministrazione pubblica - Beni demaniali - Responsabilità della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c. - Configurabilità - Caso fortuito - Onere della prova - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6326 del 05/03/2019
    Responsabilita' civile - amministrazione pubblica - Beni demaniali - Responsabilità della P.A. ai sensi dell'art. 2051 c.c. - Configurabilità - Caso fortuito - Onere della prova - responsabilita' civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche - strade - responsabilita' civile - colpa o dolo - caso fortuito e forza maggiore - In genere. In tema di danno cagionato ex art. 2051 c.c. da beni demaniali, grava sulla P.A. custode l'onere di provare la sussistenza di una situazione la quale imponga di qualificare come fortuito il fattore di pericolo, avendo esso esplicato la sua potenzialità offensiva prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell'ente custode. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva ritenuto provato il caso fortuito nella verificazione del sinistro soltanto in ragione della consapevolezza da parte dell'attore della presenza sulla strada di ghiaia e sabbia che avevano causato la caduta, senza indagare se il Comune convenuto avesse dato prova di aver fatto quanto in suo potere per rimuovere o ridurre l'incidenza della situazione di pericolo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6326 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_2051, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019
    Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie. Il danno non patrimoniale subito dai congiunti della vittima primaria dell'illecito, in conseguenza della grave invalidità riportata da quest'ultima, non può dirsi sussistente "in re ipsa", e pertanto deve essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva negato qualsivoglia risarcimento ai fratelli della vittima di un incidente stradale, rimasta invalida all'85%, in mancanza della prova dell'intensità della relazione affettiva con la stessa). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2697 risarcimento ai fratelli della vittima di un incidente stradale...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5873 del 28/02/2019
    Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - rimanenze - valutazione dei beni - Operazione soggettivamente inesistente - Consapevolezza da parte del contribuente - Prova a carico dell'Amministrazione - Oggetto - Fattispecie. Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta – detrazioni. Nel caso di operazioni soggettivamente inesistenti, è onere dell'Amministrazione che contesti il diritto del contribuente a portare in deduzione il costo ovvero in detrazione I'IVA pagata su fatture emesse da un concedente diverso dall'effettivo cedente del bene o servizio, dare la prova che il contribuente, al momento in cui acquistò il bene od il servizio, sapesse o potesse sapere, con l'uso della diligenza media, che l'operazione invocata a fondamento del diritto a detrazione si è iscritta in un'evasione o in una frode. La dimostrazione può essere data anche attraverso presunzioni semplici, valutati tutti gli elementi indiziari agli atti, attraverso la prova che, al momento in cui ha stipulato il contratto (nella specie di leasing immobiliare), il contribuente è stato posto nella disponibilità di elementi sufficienti per un imprenditore onesto che opera sul mercato e mediamente diligente, a comprendere che il soggetto formalmente cedente il bene al concedente aveva, con l'emissione della relativa fattura, evaso l'imposta o compiuto una frode. (Nella specie, la decisione ha riguardato un caso di operazione immobiliare complessa, in cui è stata contestata, tra l'altro, l'indebita deduzione, come componenti negativi di reddito, dei costi dei canoni di leasing di un complesso immobile sopravvalutato). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5873 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni - impugnazioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5611 del 26/02/2019
    Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni - impugnazioni - deliberazioni annullabili - Legittimazione ad agire del condomino dissenziente, assente od astenuto - Prova del dissenso, dell'assenza o dell'astensione - Onere a carico dello stesso condomino - Assenza di legittimazione - Rilievo d'ufficio - Ammissibilità. In tema di impugnazione di delibere condominiali annullabili, la legittimazione ad agire spetta al condomino che sia stato assente all'assemblea nel corso della quale la delibera contestata è stata assunta o che, se presente, abbia espresso in merito il suo dissenso o si sia astenuto, ricadendo sullo stesso l'onere di provare tali circostanze. Il difetto di detta legittimazione può, invece, essere rilevato d'ufficio dal giudice ed il relativo accertamento non è soggetto a preclusioni, non potendosi accordare la facoltà di opporre la menzionata delibera a chi non ne abbia titolo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5611 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_1137, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_081...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Applicazione - opposizione - procedimento - Violazioni al codice della strada - Opposizione a cartella esattoriale - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5403 del 25/02/2019
    Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - Violazioni al codice della strada - Opposizione a cartella esattoriale - Notifica del verbale di accertamento dell'infrazione - Onere della prova - Ripartizione - Fondamento. In tema di opposizione a cartella esattoriale relativa a sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, ove il destinatario di questa deduca l'omessa notifica del verbale di accertamento dell'infrazione, l'onere della prova di detta notifica incombe sull'ente dal quale dipende l'organo accertatore, in quanto l'avvenuta notificazione del verbale, unitamente alla mancata opposizione nel termine di sessanta giorni dalla stessa, costituisce requisito indefettibile perché il verbale acquisisca efficacia di titolo esecutivo, esigibile mediante cartella esattoriale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5403 del 25/02/2019 Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_615 Opposizione a cartella esattoriale...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972 IRAP - Domanda di rimborso - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4576 del 15/02/2019
    Tributi locali (comunali, provinciali, regionali) - tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972 IRAP - Domanda di rimborso - Commercialista che opera presso strutture terze - Onere di provare l'assenza del presupposto impositivo - Sussistenza. In tema di IRAP, il libero professionista non è automaticamente escluso dall'imposizione con riferimento all'esercizio dell'attività di titolare di cariche organiche di enti o società commerciali, con la conseguenza che, ove presenti domanda di rimborso dell'imposta che assume indebitamente versata, ha l'onere di provare l'assenza del requisito dell'autonoma organizzazione in relazione allo svolgimento di detta attività. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4576 del 15/02/2019 Cod_Civ_art_2222, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sentenza - contenuto - motivazione - Motivazione della sentenza "per relationem" alle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4352 del 14/02/2019
    Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - Motivazione della sentenza "per relationem" alle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio - Possibilità – Limiti. Non è carente di motivazione la sentenza che recepisce "per relationem" le conclusioni ed i passi salienti di una relazione di consulenza tecnica d'ufficio di cui dichiari di condividere il merito, ancorché si limiti a riconoscere quelle conclusioni come giustificate dalle indagini esperite e dalle spiegazioni contenute nella relativa relazione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4352 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_132, Cod_Proc_Civ_art_191...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4454 del 14/02/2019
    Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche - Costruzioni in aderenza realizzate in violazione dell'art. 9 della l. n. 1684 del 1962 - Azione volta alla eliminazione dello stato di pericolo mediante idonei interventi o con riduzione in pristino - Esperibilità - Riparto dell'onere della prova In materia di edilizia nelle zone sismiche, qualora sia eseguita una costruzione in aderenza senza rispettare le prescrizioni dettate dall'art. 9, della l. n. 1684 del 1962, il proprietario dell'edificio contiguo ha diritto di chiedere l'eliminazione dello stato di pericolo derivante dalla presumibile instabilità del suo immobile mediante idonei interventi o, se ciò non sia tecnicamente possibile, con la riduzione in pristino, gravando sulla parte interessata a evitare la demolizione l'onere di provare l'esistenza degli accorgimenti tecnici che consentano la messa in sicurezza della costruzione, scongiurandone l'abbattimento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inadeguata la manifestazione generica di disponibilità alla realizzazione di un muro di tamponamento e di un giunto tecnico al posto di soluzioni in grado di eliminare la situazione di pericolo senza dar luogo alla demolizione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4454 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Notificazione - a persona irreperibile - Notificazione effettuata presso la residenza anagrafica – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4274 del 13/02/2019
    Procedimento civile - notificazione - a persona irreperibile - Notificazione effettuata presso la residenza anagrafica – Differente residenza effettiva del destinatario dell'atto – Conoscenza o conoscibilità della differenza - Prova – Valenza fidefacente della relata - Esclusione. La notificazione eseguita, ai sensi dell'art. 140 c.p.c., è valida se eseguita nel luogo di residenza del destinatario risultante dai registri anagrafici, mentre non lo è se, pur effettuata presso tale luogo, sia conosciuta l'effettiva residenza, anche tramite le risultanze della relata, ovvero la stessa sia conoscibile con l'ordinaria diligenza. Difatti la circostanza secondo la quale nell'indirizzo risultante dai registri anagrafici si trovi la residenza effettiva (o la dimora o il domicilio) del destinatario costituisce mera presunzione superabile con qualsiasi mezzo di prova, in quanto non coperta dalla fidefacenza della relata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4274 del 13/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_140, Cod_Proc_Civ_art_137, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10(Tributi anteriori alla riforma del 1972) - tributi doganali (diritti di confine - dazi all'importazione ed alla esportazione - diritti doganali) - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4059 del 12/02/2019
    Tributi erariali diretti - (tributi anteriori alla riforma del 1972) - tributi doganali (diritti di confine - dazi all'importazione ed alla esportazione - diritti doganali) - Accertamento della falsità della dichiarazione d'origine - Contabilizzazione "a posteriori" dei dazi - Esimente della buona fede dell'importatore - Condizioni - Fattispecie. In tema di dazi "antidumping", ai fini dell'integrazione delle condizioni di cui all'art. 220, par. 2, lett. b), del cd. Codice doganale comunitario, l'errore delle autorità doganali non è integrato dalla mera ricezione di dichiarazioni inesatte, in quanto l'Amministrazione non è tenuta a verificarne o valutarne la veridicità, ma richiede un comportamento attivo delle autorità competenti, in quanto la comunità non è tenuta a sopportare le conseguenze dei comportamenti scorretti dei fornitori ed il legittimo affidamento è protetto solo quando sono state tali autorità ad avere determinato i presupposti sui quali si basa la fiducia dell'importatore, che, per tutta la durata delle operazioni commerciali, ha agito con la diligenza professionale richiesta dall'art. 1176, comma 2, c.c. per verificare la ricorrenza delle condizioni del trattamento preferenziale, mediante un esigibile controllo sull'esattezza delle informazioni rese dall'esportatore. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha annullato la decisione impugnata, che aveva ritenuto sussistente l'errore delle autorità doganali, indotto dalle erronee dichiarazioni rese dallo spedizioniere, in assenza di un comportamento attivo delle medesime autorità, idoneo ad ingenerare il legittimo affidamento dell'importatore). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4059 del 12/02/2019 Cod_Civ_art_1176_2, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - territorialità dell'imposta - cessioni di beni - Cessione intracomunitaria - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4045 del 12/02/2019
    Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - territorialità dell'imposta - cessioni di beni - Cessione intracomunitaria - Non imponibilità - Condizioni - Clausola "franco fabbrica" - Onere probatorio del cedente - Contenuto. In tema di cessioni intracomunitarie, il cedente ha l'onere di dimostrare l'effettività dell'esportazione della merce nel territorio dello Stato nel quale risiede il cessionario o, in mancanza, di fornire adeguata prova della propria buona fede, ossia di aver adottato tutte le misure che si possono ragionevolmente richiedere, per non essere coinvolto in un'evasione fiscale avendo riguardo alle circostanze del caso concreto: ne deriva che, in caso di vendita con clausola "franco fabbrica", il cedente ha diritto all'esenzione IVA solo ove fornisca la prova documentale rappresentativa dell'effettiva dislocazione della merce nel territorio dello Stato membro di destinazione o di "fatti secondari", dai quali desumere la presenza delle merci in un territorio diverso dallo Stato di residenza, ovvero, se la documentazione sia in possesso di terzi non collaboranti e non sia acquisibile da altri soggetti, di aver espressamente concordato, nei contratti stipulati con vettore, spedizioniere e cessionario, l'obbligo di consegna del documento e, a fronte dell'altrui inadempimento, di aver esperito ogni utile iniziativa giudiziaria. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4045 del 12/02/2019 Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 4019 del 12/02/2019
    Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - accertamento d'ufficio - Società di comodo - Presunzione di reddito minimo - Prova contraria - Oggetto - Impossibilità - Nozione - Fattispecie. In tema di società di comodo, "l'impossibilità" per l'impresa di conseguire il reddito minimo presunto secondo il meccanismo di determinazione di cui all'art. 30, comma 4-bis, della l. n. 724 del 1994, per situazioni oggettive di carattere straordinario - la cui prova è a carico del contribuente - non va intesa in termini assoluti bensì economici, aventi, cioè, riguardo all'effettive condizioni del mercato. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha annullato la decisione di merito che aveva omesso ogni considerazione sulla crisi del settore automobilistico quale elemento determinante della scelta aziendale di riconversione della produzione nel settore dei pannelli solari). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 4019 del 12/02/2019 Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione Sez. L - , Sentenza n. 3822 del 08/02/2019
    lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - causa della risoluzione del rapporto - licenziamento orale o dimissioni del lavoratore - contrapposizione in giudizio delle due ipotesi - accertamento - distribuzione dell'onere probatorio tra lavoratore e datore di lavoro – conseguenze - Corte di Cassazione Sez. L - , Sentenza n. 3822 del 08/02/2019 Il lavoratore che impugni il licenziamento allegandone l'intimazione senza l'osservanza della forma scritta ha l'onere di provare, quale fatto costitutivo della domanda, che la risoluzione del rapporto è ascrivibile alla volontà datoriale, seppure manifestata con comportamenti concludenti, non essendo sufficiente la prova della mera cessazione dell'esecuzione della prestazione lavorativa; nell'ipotesi in cui il datore eccepisca che il rapporto si è risolto per le dimissioni del lavoratore e all'esito dell'istruttoria - da condurre anche tramite i poteri officiosi ex art. 421 c.p.c. - perduri l'incertezza probatoria, la domanda del lavoratore andrà respinta in applicazione della regola residuale desumibile dall'art. 2697 c.c.. Corte di Cassazione Sez. L - , Sentenza n. 3822 del 08/02/2019 Cod_Civ_art_2118, Cod_Civ_art_2119, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Effetti - usucapione - di beni immobili e diritti reali immobiliari - Onere probatorio a carico di chi invoca l'usucapione - Corte  di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3487 del 06/02/2019
    Possesso - effetti - usucapione - di beni immobili e diritti reali immobiliari - Onere probatorio a carico di chi invoca l'usucapione - Rigore interpretativo - Differenze tra processo civile e penale - Fondamento – Fattispecie - Corte  di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3487 del 06/02/2019 In tema di usucapione, l'assolvimento dell'onere probatorio gravante su chi invoca l'acquisto a titolo originario della proprietà, pur dovendo essere apprezzato con particolare rigore, è comunque soggetto alla regola della "preponderanza dell'evidenza" o "del più probabile che non" propria del processo civile e non a quella della prova "oltre il ragionevole dubbio" propria del processo penale, stante l'equivalenza dei valori in gioco tra le due parti contendenti nel processo civile e la diversità di quelli in gioco tra accusa e difesa in quello penale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata in quanto il giudice del merito aveva rigettato la domanda di usucapione, ritenendo che in questa materia trovasse applicazione il criterio del processo penale della prova oltre ogni ragionevole dubbio e fosse, viceversa, insufficiente il canone civilistico del "più probabile che non"). Corte  di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3487 del 06/02/2019 Cod_Civ_art_1140, Cod_Civ_art_1142, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2729...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Poteri (o obblighi) del giudice - disponibilità delle prove principio di non contestazione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3126 del 01/02/2019
    prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - disponibilità delle prove principio di non contestazione - allegazioni delle parti - applicabilità - prove assunte - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3126 del 01/02/2019 L'onere di contestazione riguarda le allegazioni delle parti e non le prove assunte, la cui valutazione opera in un momento successivo alla definizione dei fatti controversi ed è rimessa all'apprezzamento del giudice. Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3126 del 01/02/2019 Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_115...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Atti di tolleranza (prova mancanza "animus domini") - Onere della prova – Ripartizione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2706 del 30/01/2019
    Possesso - atti di tolleranza (prova mancanza "animus domini") - Onere della prova – Ripartizione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2706 del 30/01/2019 In base al principio fissato dall'art. 2697 c.c., una volta dimostrata la sussistenza del possesso, spetta a coloro che lo contestano l'onere di provare che esso derivi da atti di tolleranza, i quali hanno fondamento nello spirito di condiscendenza, nei rapporti di amicizia o di buon vicinato ed implicano una previsione di saltuarietà e di transitorietà. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2706 del 30/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - invalidita' – prova – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019
    Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - invalidita' – prova – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019 Stato invalidante - Onere della prova - A carico dell'assicurato - Conseguenze - Onere di sottoporsi alla visita medica disposta in sede di consulenza tecnica di ufficio - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Assenza del difensore all'udienza che ha disposto la visita - Irrilevanza. In materia di controversie previdenziali, grava sull'interessato ad ottenere il riconoscimento del diritto alla prestazione uno specifico onere di collaborazione, rientrante nell'ambito del generale onere di provare la fondatezza del diritto controverso, consistente nella sottoposizione alla visita medica disposta in sede di consulenza tecnica di ufficio; ne consegue che la mancata presentazione dell'interessato alla visita peritale disposta in fase di appello - anche se instaurato dall'istituto previdenziale a seguito di una sentenza di primo grado fondata su una consulenza svolta in primo grado e favorevole al ricorrente- comporta il rigetto della domanda per difetto di prova. Né l'assenza del periziando alla visita peritale può ritenersi giustificata dalla mancata presenza del suo difensore all'udienza dinanzi alla corte di appello in cui viene disposta la nuova consulenza tecnica di ufficio, poiché le ordinanze pronunciate dal giudice in udienza ed inserite nel processo verbale si reputano conosciute sia dalle parti presenti che da quelle che avrebbero dovuto esserlo. Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 2361 del 29/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condotta dei veicoli - pedone - Investimento - Presunzione di responsabilità esclusiva del conducente ex art. 2054, comma 1, c.c. – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2241 del 28/01/2019
    Circolazione stradale - condotta dei veicoli - pedone - Investimento - Presunzione di responsabilità esclusiva del conducente ex art. 2054, comma 1, c.c. – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2241 del 28/01/2019 Superamento - Prova liberatoria - Oggetto - Colpa del pedone investito - Riduzione progressiva della percentuale di colpa presunta - Fattispecie. In materia di responsabilità civile da sinistri stradali, stante la presunzione del 100% di colpa in capo al conducente del veicolo di cui all'art. 2054, comma 1, c.c., ai fini della valutazione e quantificazione di un concorso del pedone investito occorre accertare, in concreto, la sua percentuale di colpa e ridurre progressivamente quella presunta a carico del conducente. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto sussistente in capo al pedone il 60% della colpa nella causazione del sinistro di cui era rimasto vittima, per non aver attraversato utilizzando le strisce pedonali, con conseguente riduzione della percentuale di colpa in capo al conducente del veicolo). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2241 del 28/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Segnaletica stradale - Violazione dei limiti di velocità - Accertamento mediante "autovelox"
    Circolazione stradale - segnaletica stradale - Violazione dei limiti di velocità - Accertamento mediante "autovelox" - Obbligo di segnalazione della presenza della postazione fissa di rilevamento - Necessità - Postazione collocata su strada intersecata da altra strada - Apposizione della segnalazione preventiva - Individuazione - Onere probatorio - Ripartizione. Sanzioni amministrative - applicazione - atti di accertamento - In genere. La legittimità delle sanzioni amministrative irrogate per eccesso di velocità, accertato mediante "autovelox", è subordinata alla circostanza che la presenza della postazione fissa di rilevazione della velocità sia stata preventivamente segnalata. Ne consegue, nel caso in cui la postazione anzidetta si trovi su una strada alla quale si acceda da altra strada ad essa intersecantesi, che la preventiva segnalazione, perché possa utilmente spiegare i suoi effetti di avvertimento, deve essere posta a congrua distanza tra tale intersezione e la successiva postazione fissa di rilevazione della velocità, gravando sull'amministrazione l'onere di provare siffatta circostanza, ove non altrimenti risultante dal verbale di accertamento dell'infrazione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2041 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni)
    Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - prova del possesso produzione del titolo dello "ius possidendi" - sufficienza - esclusione - rilevanza "ad colorandum" - configurabilità. In tema di azione di reintegrazione nel possesso, la produzione del titolo da cui il deducente trae lo "ius possidendi" può solo integrare la prova del possesso, al fine di meglio determinare e chiarire i connotati del suo esercizio, ma non può sostituire la prova richiesta nel relativo giudizio, avendo il ricorrente l'onere di dimostrare di avere effettivamente esercitato, con carattere di attualità, la signoria di fatto sul bene che si assume sovvertita dall'altrui comportamento violento od occulto. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2032 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Falso civile - querela di falso - in genere prova
    Prova civile - falso civile - querela di falso - in genere prova - onere a carico del querelante. Nel giudizio di falso, la prova univoca della falsità del documento impugnato con apposita querela deve essere fornita dal querelante perché possa pervenirsi all'accoglimento della relativa domanda, sia essa proposta in via incidentale o in via principale. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2126 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - obbligazioni del condominio e del singolo condomino
    Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - obbligazioni del condominio e del singolo condomino - rimborso delle spese anticipate - dall'amministratore - Azione per il recupero delle somme anticipate dall'amministratore - Rendiconto - Onere della prova - Ripartizione - Fattispecie. Mandato - obbligazioni del mandante - spese e compenso del mandatario - In genere. L'obbligo di rendiconto che, quale mandatario con rappresentanza dei condomini, l'amministratore è tenuto a osservare con riferimento alle somme detenute per conto del condominio, può dirsi adempiuto quando egli abbia fornito la prova, attraverso i necessari documenti giustificativi, non soltanto della somma incassata e dell'entità e causale degli esborsi, ma anche di tutti gli elementi funzionali all'individuazione e al vaglio delle modalità di esecuzione dell'incarico, onde stabilire se il suo operato si sia adeguato, o meno, a criteri di buona amministrazione (nella specie, la S.C., in una fattispecie anteriore all'entrata in vigore della l. n. 220 del 2012, ha confermato la decisione di merito che, sulla base delle prove raccolte nel processo, aveva ritenuto raggiunta la dimostrazione del versamento di una somma di pertinenza del condominio su un conto corrente di gestione intestato all'amministratore e del suo successivo impiego per coprire passività condominiali). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1186 del 17/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Poteri (o obblighi) del giudice - fatti pacifici - Onere di contestazione
    Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - fatti pacifici - Onere di contestazione - Ambito - Fatti ignoti alla parte - Esclusione – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 87 del 04/01/2019 L'onere di contestazione, la cui inosservanza rende il fatto pacifico e non bisognoso di prova, sussiste soltanto per i fatti noti alla parte, non anche per quelli ad essa ignoti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in un giudizio di impugnativa di licenziamento per crisi aziendale, aveva ritenuto non contestati fatti ignoti al lavoratore, quali la riorganizzazione aziendale con soppressione della sua posizione di lavoro e la ridistribuzione delle mansioni ad altro personale). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 87 del 04/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ingegneri e architetti -  Compensi architetti ed ingegneri - Forfetizzazione costi
    Professionisti - ingegneri e architetti -  Compensi architetti ed ingegneri - Forfetizzazione costi - Ammissibilità - Fondamento e conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 44 del 03/01/2019 In tema di compensi professionali spettanti agli architetti ed agli ingegneri, è consentito conglobare nell'onorario anche le spese necessarie per l'espletamento dell'incarico in misura forfetizzata, entro i limiti previsti dall'art. 13 della l.n. 143 del 1949, senza che vi sia pertanto alcun onere per il professionista di documentare ai fini fiscali l'effettività della spesa, con la conseguenza che, in presenza di un'istanza di rimborso del contribuente fondata sull'erronea determinazione dell'imposta, per essere stati inclusi nell'imponibile anche i costi, l'onere di dimostrare l'insussistenza del diritto alla forfettizzazione degli stessi è posto a carico dell'Amministrazione finanziaria. Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 44 del 03/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Documentale (prova) - libri e scritture contabili in genere - registro iva
    Prova civile - documentale (prova) - libri e scritture contabili - in genere - registro iva - efficacia probatoria ex artt. 2709 e 2710 c.c. - esclusione - prova scritta dell’esistenza del credito - configurabilità - condizioni – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 32935 del 20/12/2018 Sebbene alle annotazioni del registro IVA non si applichi la disciplina dettata, per i libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione, dagli artt. 2709 e 2710 c.c. (che ne regolano, rispettivamente, l'efficacia probatoria contro l'imprenditore e quella tra imprenditori), esse possono tuttavia costituire idonee prove scritte dell'esistenza di un credito, giacché la relativa annotazione, con richiamo della fattura ad essa inerente, costituisce atto ricognitivo in ordine ad un fatto produttivo di un rapporto giuridico sfavorevole al dichiarante ex art. 2720 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 32935 del 20/12/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Intermediazione finanziaria - sanzioni a carico degli enti ex art. 187 quinquies t.u.f. - condizioni
    Borsa - in genere - intermediazione finanziaria - sanzioni a carico degli enti ex art. 187 quinquies t.u.f. - condizioni - onere della prova a carico dell'ente - sanzioni amministrative - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 31635 del 06/12/2018 In tema di sanzioni amministrative a carico degli enti per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, per andare esente dalla responsabilità di cui all'art. 187 quinquies del d.lgs. n. 58 del 1998 l'ente è tenuto a provare di avere adottato adeguati modelli organizzativi e gestionali, idonei a prevenire illeciti della specie di quello verificatosi, e che gli stessi siano stati fraudolentemente elusi da parte degli autori materiali del cd. "illecito presupposto". Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 31635 del 06/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Onore (reputazione) - risarcimento del danno - lesione dell’onore e della reputazione
    Personalità (diritti della) - onore (reputazione) - risarcimento del danno - lesione dell’onore e della reputazione - danno non patrimoniale “in re ipsa” - esclusione - onere di allegazione e prova - necessità - liquidazione giudiziale - presupposti – fattispecie - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31537 del 06/12/2018 In tema di responsabilità civile derivante da pregiudizio all'onore ed alla reputazione, il danno risarcibile non è "in re ipsa" e va pertanto individuato, non nella lesione del diritto inviolabile, ma nelle conseguenze di tale lesione, sicché la sussistenza di tale danno non patrimoniale deve essere oggetto di allegazione e prova, e la sua liquidazione deve essere compiuta dal giudice sulla base, non di valutazioni astratte ma del concreto pregiudizio presumibilmente patito dalla vittima, per come da questa dedotto e provato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva accolto la domanda di risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protesto di un assegno sulla base dell'astratta affermazione che tale illecito avrebbe potuto "verosimilmente" pregiudicare la stima e la reputazione di cui gli attori godevano, senza precisare quale fosse tale stima, in quali ambienti fosse goduta e se in essi si fosse propagata la notizia del protesto). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31537 del 06/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento
    Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - in genere - principio di non contestazione - ambito di operatività - deduzione in sede di impugnazione – modalità - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31619 del 06/12/2018 Il principio di non contestazione opera in relazione a fatti che siano stati chiaramente esposti da una delle parti presenti in giudizio e non siano stati contestati dalla controparte che ne abbia avuto l'opportunità: pertanto, la parte che lo deduca in sede di impugnazione è tenuta ad indicare specificamente in quale atto processuale il fatto sia stato esposto, al fine di consentire al giudice di verificarne la chiarezza e se la controparte abbia avuto occasione di replicare. Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31619 del 06/12/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento tributario (nozione) - valutazione della base imponibile - accertamento induttivo o sintetico
    Tributi (in generale) - accertamento tributario (nozione) - valutazione della base imponibile - accertamento induttivo o sintetico - accertamento sintetico - prova contraria a carico del contribuente - stipula di un mutuo per l'acquisto del bene – sufficienza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 31124 del 03/12/2018 In tema di accertamento cd. sintetico, la prova contraria a carico del contribuente richiesta dall'art. 38, comma 6, del d.P.R. n. 600 del 1973, può essere assolta mediante la produzione del contratto di mutuo, idoneo a dimostrare la provenienza non reddituale delle somme utilizzate per l'acquisto del bene. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 31124 del 03/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Denunce infondate - proscioglimento o assoluzione dell'imputato - responsabilità per danni a carico del denunciante
    Responsabilità civile - denunce infondate - proscioglimento o assoluzione dell'imputato - responsabilità per danni a carico del denunciante - condizioni - sussistenza degli elementi (oggettivo e soggettivo) del reato di calunnia – necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018 La denuncia di un reato perseguibile d'ufficio o la proposizione di una querela per un reato così perseguibile, possono costituire fonte di responsabilità civile a carico del denunciante (o querelante), in caso di successivo proscioglimento o assoluzione del denunciato (o querelato), solo ove contengano gli elementi costitutivi (oggettivo e soggettivo) del reato di calunnia, poiché, al di fuori di tale ipotesi, l'attività del pubblico ministero titolare dell'azione penale si sovrappone all'iniziativa del denunciante-querelante, interrompendo ogni nesso causale tra denuncia calunniosa e danno eventualmente subito dal denunciato (o querelato). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Onere della prova - in genere - domanda fondata su un contratto di mutuo
    Prova civile - onere della prova - in genere - domanda fondata su un contratto di mutuo - causale del versamento - contestazione da parte dell'asserito mutuatario - natura di eccezione in senso sostanziale - esclusione - onere probatorio a carico dell'attore – permanenza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30944 del 29/11/2018 Qualora l'attore fondi la sua domanda su un contratto di mutuo, la circostanza che il convenuto ammetta di avere ricevuto una somma di denaro dall'attore, ma neghi che ciò sia avvenuto a titolo di mutuo, non costituisce una eccezione in senso sostanziale, sì da invertire l'onere della prova, giacché negare l'esistenza di un contratto di mutuo non significa eccepirne l'inefficacia, la modificazione o l'estinzione, ma vuol dire negare il titolo posto a base della domanda, benché il convenuto riconosca di avere percepito una somma di denaro ed indichi la ragione per la quale tale somma sarebbe stata versata, con la conseguenza, pertanto, che rimane fermo l'onere probatorio a carico dell'attore. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30944 del 29/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Estinzione - restituzione della cosa in genere - azione di restituzione di una somma di danaro data a mutuo
    Mutuo - estinzione - restituzione della cosa in genere - azione di restituzione di una somma di danaro data a mutuo - onere della prova - a carico dell'attore – contenuto - prova civile - onere della prova - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30944 del 29/11/2018 La "datio" di una somma di danaro non vale - di per sé - a fondare la richiesta di restituzione, allorquando, ammessane la ricezione, l'"accipiens" non confermi il titolo posto "ex adverso" alla base della pretesa di restituzione e, anzi, ne contesti la legittimità, posto che, potendo una somma di danaro essere consegnata per varie cause, la contestazione, ad opera dell'"accipiens", della sussistenza di un'obbligazione restitutoria impone all'attore in restituzione di dimostrare per intero il fatto costitutivo della sua pretesa, onere questo che si estende alla prova di un titolo giuridico implicante l'obbligo della restituzione, mentre la deduzione di un diverso titolo, ad opera del convenuto, non configurandosi come eccezione in senso sostanziale, non vale ad invertire l'onere della prova. Ne consegue che l'attore che chieda la restituzione di somme date a mutuo è tenuto a provare gli elementi costitutivi della domanda e, pertanto, non solo l'avvenuta consegna della somma, ma anche il titolo da cui derivi l'obbligo della vantata restituzione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30944 del 29/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni in genere - motivo addotto dal proprietario del veicolo per giustificare la non conoscenza dell'identità del guidatore
    Circolazione stradale - sanzioni in genere - motivo addotto dal proprietario del veicolo per giustificare la non conoscenza dell'identità del guidatore - prova costituenda - ammissibilità – fondamento - prova civile - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30939 del 29/11/2018 In tema di violazioni del codice della strada regolate dal combinato disposto degli artt. 126 bis, comma 2, del codice della strada – nel testo successivo alla modifica di cui al d.l n. 262 del 2006, convertito con modif. dalla l. n. 286 del 2006 - e 180, comma 8, dello stesso codice, il motivo addotto dal proprietario del veicolo per giustificare la non conoscenza dell'identità del guidatore, a fini di esonero dalla relativa responsabilità, deve essere "documentato" e tale ultimo aggettivo va interpretato teleologicamente in senso estensivo quale sinonimo di "provato", non necessariamente con prove di natura documentale, ma anche mediante l'acquisizione di prove costituende. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30939 del 29/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ripetizione di indebito oggettivo - onere probatorio a carico dell'attore
    Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo - onere probatorio a carico dell'attore – contenuto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30713 del 27/11/2018 Nella ripetizione di indebito opera il normale principio dell'onere della prova a carico dell'attore il quale, quindi, è tenuto a dimostrare sia l'avvenuto pagamento sia la mancanza di una causa che lo giustifichi. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30713 del 27/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comproprietà indivisa (nozione, caratteri, distinzioni) - in genere - comunione di una via privata costituita "ex collatione agrorum privatorum"
    Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa (nozione, caratteri, distinzioni) - in genere - comunione di una via privata costituita "ex collatione agrorum privatorum" - accertamento - regime della prova - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30723 del 27/11/2018 L'accertamento della comunione di una via privata, costituita "ex collatione agrorum privatorum", non è soggetto al rigoroso regime probatorio della rivendicazione, potendo tale comunione, al pari di ogni "communio incidens", dimostrarsi con prove testimoniali e presuntive, comprovanti l'uso prolungato e pacifico della strada da parte dei frontisti e la rispondenza della stessa alle comuni esigenze di comunicazione in relazione alla natura dei luoghi, con la conseguente necessità di una valutazione complessiva degli elementi, anche indiziari, addotti, al fine di stabilire l'effettiva destinazione della via alle esigenze comuni di passaggio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30723 del 27/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - illegittimo protrarsi dell'occupazione finalizzata all'espropriazione - prova della proprietà del bene occupato - accertamento rigoroso e diretto del titolo dominicale - necessità - esclusione - fondamento - prove ammissibili - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30705 del 27/11/2018 Nel giudizio sul risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protrarsi delle occupazioni finalizzate alle espropriazioni, l'indagine sulla spettanza all'istante del diritto di proprietà sul bene si traduce nell'accertamento della qualità di titolare del credito risarcitorio e, pertanto, può essere condotta con gli ordinari strumenti probatori, ed anche con il ricorso a presunzioni, non richiedendosi la rigorosa dimostrazione del diritto dominicale prescritta in tema di rivendicazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30705 del 27/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - poteri degli uffici delle imposte
    Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - poteri degli uffici delle imposte - in genere - indagini bancarie - reddito degli agenti e rappresentanti di commercio - qualificazione - reddito d'impresa - fondamento e conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 30211 del 22/11/2018 In tema di indagini bancarie, ai fini dell'operatività della presunzione di cui all'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, i redditi degli agenti e dei rappresentanti di commercio devono essere considerati redditi d'impresa, perché riguardano l'esercizio di attività commerciale, in conformità a quanto disposto dall'art. 2195 c.c., sicché, nei confronti di tali contribuenti detta presunzione opera sia con riferimento ai versamenti che ai prelevamenti risultanti dalle verifiche effettuate sulle movimentazioni del conto corrente. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 30211 del 22/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giustificato motivo – obiettivo - possibilità del "repêchage" - grave crisi economica ed organizzativa dell'impresa - indicazione da parte del lavoratore di posizioni lavorative disponibili - accertata insussistenza di dette posizioni – conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 30259 del 22/11/2018 In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sebbene non sussista un onere del lavoratore di indicare quali siano al momento del recesso i posti esistenti in azienda ai fini del "repêchage", ove il lavoratore medesimo, in un contesto di accertata e grave crisi economica ed organizzativa dell'impresa, indichi le posizioni lavorative a suo avviso disponibili e queste risultino insussistenti, tale verifica ben può essere utilizzata dal giudice al fine di escludere la possibilità del predetto "repêchage". Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 30259 del 22/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - poteri degli uffici delle imposte
    Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - poteri degli uffici delle imposte - in genere - società di persone a ristretta base familiare - indagini bancarie - risultanze di conti correnti intestati ai soci - utilizzazione - legittimità – conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 30098 del 21/11/2018 In tema di accertamenti sui redditi di società di persone a ristretta base familiare, l'Ufficio finanziario può legittimamente utilizzare, nell'esercizio dei poteri attribuitigli dall'art. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973, le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci, riferendo alla società le operazioni ivi riscontrate, perché la relazione di parentela tra i soci è idonea a far presumere la sostanziale sovrapposizione tra interessi personali e societari, identificandosi gli interessi economici in concreto perseguiti dalla società con quelli propri dei soci, salva la facoltà dell'ente di dimostrare l'estraneità delle singole operazioni alla comune attività d'impresa. Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 30098 del 21/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità per danno da prodotto difettoso ex art. 120 del "codice del consumo" - natura di responsabilità "presunta" (e non oggettiva)
    Responsabilità civile - in genere - responsabilità per danno da prodotto difettoso ex art. 120 del "codice del consumo" - natura di responsabilità "presunta" (e non oggettiva) - conseguenze in ordine al riparto dell’onere probatorio - criteri – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29828 del 20/11/2018 La responsabilità da prodotto difettoso ha natura presunta, e non oggettiva, poiché prescinde dall'accertamento della colpevolezza del produttore, ma non anche dalla dimostrazione dell'esistenza di un difetto del prodotto. Incombe, pertanto, sul soggetto danneggiato - ai sensi dell'art. 120 del d.lgs. n. 206 del 2005 (cd. codice del consumo), come già previsto dall'8 del d.P.R. n. 224 del 1988 - la prova del collegamento causale non già tra prodotto e danno, bensì tra difetto e danno e, una volta fornita tale prova, incombe sul produttore - a norma dell'art. 118 dello stesso codice - la corrispondente prova liberatoria, consistente nella dimostrazione che il difetto non esisteva nel momento in cui il prodotto veniva posto in circolazione, o che all'epoca non era riconoscibile in base allo stato delle conoscenze tecnico-scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione di merito che, valorizzando la prova testimoniale in contrasto con le risultanze della disposta consulenza, aveva erroneamente desunto la pericolosità di un fuoco di artificio dal mero verificarsi del danno conseguente all'esplosione anticipata del medesimo, tralasciando le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio ove era stato escluso che il prodotto presentasse difetti di fabbricazione e posto in rilievo che l'evento si fosse verificato per il malgoverno del mortaio da parte del danneggiato). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29828 del 20/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - occupazione illegittima di suolo non edificabile
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - occupazione illegittima di suolo non edificabile - quantificazione del danno - parametro - valore di mercato - onere dell'espropriato di provare lo sfruttamento intermedio del bene - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29992 del 20/11/2018 In tema di tutela risarcitoria per l'illegittima occupazione di suoli non edificabili, posto che il bene della vita richiesto è il risarcimento del danno parametrato al valore di mercato del bene, non occorre che l'espropriato alleghi alcuna ulteriore specificazione in ordine alla possibilità di sfruttamento intermedio tra quello agricolo e quello edificatorio, perché, nel pretendere tale prova, si finirebbe con l'introdurre un inammissibile fattore di correzione del criterio del valore di mercato, con l'effetto indiretto di ripristinare l'applicazione di astratti e imprecisati valori agricoli. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29992 del 20/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cessione dei crediti - cedibilità dei crediti - trasferimento del credito al momento stesso della cessione
    Obbligazioni in genere - cessione dei crediti - cedibilità dei crediti - trasferimento del credito al momento stesso della cessione - cessione "pro solvendo" - effetto traslativo - configurabilità - conseguenze - azione contro il debitore ceduto - diligenza esigibile in capo al cessionario - onere della prova - contenuto – limiti - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29608 del 16/11/2018 La cessione del credito, quale negozio a causa variabile, può essere stipulata anche a fine di garanzia e senza che venga meno l'immediato effetto traslativo della titolarità del credito tipico di ogni cessione, in quanto è proprio mediante tale effetto traslativo che si attua la garanzia, pure quando la cessione sia "pro solvendo" e non già "pro soluto", con mancato trasferimento al cessionario, pertanto, del rischio d'insolvenza del debitore ceduto. Pertanto, in caso di cessione del credito in luogo dell'adempimento (art. 1198 cod. civ.), grava sul cessionario, che agisca nei confronti del cedente, dare la prova dell'esigibilità del credito e dell'insolvenza del debitore ceduto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29608 del 16/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cessione "pro solvendo"
    Obbligazioni in genere - cessione dei crediti - cedibilità dei crediti - trasferimento del credito al momento stesso della cessione - cessione "pro solvendo" - effetto traslativo - configurabilità - conseguenze - azione contro il debitore ceduto - diligenza esigibile in capo al cessionario - onere della prova - contenuto - limiti. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 29608 del 16/11/2018 >>> La cessione del credito, quale negozio a causa variabile, può essere stipulata anche a fine di garanzia e senza che venga meno l'immediato effetto traslativo della titolarità del credito tipico di ogni cessione, in quanto è proprio mediante tale effetto traslativo che si attua la garanzia, pure quando la cessione sia "pro solvendo" e non già "pro soluto", con mancato trasferimento al cessionario, pertanto, del rischio d'insolvenza del debitore ceduto. Pertanto, in caso di cessione del credito in luogo dell'adempimento (art. 1198 cod. civ.), grava sul cessionario, che agisca nei confronti del cedente, dare la prova dell'esigibilità del credito e dell'insolvenza del debitore ceduto. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 29608 del 16/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - in genere
    Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - in genere - accertamento induttivo "puro" - prova documentale contraria del contribuente - ammissibilità - conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 29479 del 15/11/2018 In tema di accertamento, ove l'Amministrazione finanziaria ricorra al metodo induttivo "puro" per l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del contribuente, quest'ultimo ha in ogni caso il diritto di allegare documentazione contabile a prova contraria. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 29479 del 15/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - determinazione dell'imposta – detrazioni
    Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - determinazione dell'imposta – detrazioni - fatture - contenuto - informazioni complementari - utilizzabilità – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 29290 del 14/11/2018 In tema di IVA, ai fini della detrazione, le fatture per prestazioni di servizi devono contenere l'indicazione dell'entità e della natura degli stessi, nonché la specificazione della data nella quale sono stati effettuati o ultimati, come previsto dall'art. 226, punti 6 e 7, della direttiva 2006/112/CE: peraltro, l'Amministrazione finanziaria deve tenere conto anche delle informazioni complementari eventualmente fornite dal soggetto passivo d'imposta, come si evince dall'art. 219 della detta direttiva, che assimila alle fatture tutti i documenti o messaggi che modificano o fanno specifico e inequivoco riferimento ad esse. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 29290 del 14/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento tributario (nozione) - valutazione della base imponibile - accertamento induttivo o sintetico
    Tributi (in generale) - accertamento tributario (nozione) - valutazione della base imponibile - accertamento induttivo o sintetico - accertamento sintetico - prova contraria a carico del contribuente - oggetto – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 29067 del 13/11/2018 In tema di accertamento cd. sintetico, ai sensi dell'art. 38 del d.P.R. n. 600 del 1973, ove il contribuente deduca che la spesa effettuata deriva dalla percezione di ulteriori redditi di cui ha goduto è onerato della prova contraria sulla loro disponibilità, sull'entità degli stessi e sulla durata del possesso, sicché, sebbene non debba dimostrarne l'utilizzo per sostenere le spese contestate, è tenuto a produrre documenti dai quali emergano elementi sintomatici del fatto che ciò sia accaduto o sia potuto accadere. (La S.C., in applicazione del principio, ha annullato la decisione impugnata che aveva accolto il ricorso del contribuente limitandosi a prendere atto della disponibilità liquide derivanti dalla cessazione di due imprese riconducibili allo stesso, senza verificare l'effettivo transito di dette disponibilità su conti correnti a lui riferibili negli anni nei quali erano stati individuati gli incrementi patrimoniali posti a fondamento dell'accertamento). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 29067 del 13/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Documentazione richiesta e non esibita dal contribuente
    Tributi (in generale) - accertamento tributario (nozione) - in genere - documentazione richiesta e non esibita dal contribuente poi fallito - documentazione prodotta in causa dal curatore - utilizzabilità. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 28711 del 09/11/2018 >>> In tema di accertamento, ove l'imprenditore in seguito fallito non abbia esibito la documentazione contabile specificamente richiesta dall'Amministrazione finanziaria, ciò non determina l'inutilizzabilità della stessa se prodotta in causa dal curatore fallimentare, trattandosi di soggetto distinto da quello che ha posto in essere uno specifico comportamento doloso volto ad eludere la verifica. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 28711 del 09/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Credito di avvocato
    Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - imputazione - in genere - credito di avvocato - eccezione del cliente di avere corrisposto una somma maggiore per l'insieme delle prestazioni svolte dal legale nel suo interesse - onere della prova dell'estinzione del debito - modalità - conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28779 del 09/11/2018 >>> Qualora un avvocato agisca per il soddisfacimento di un determinato credito riferito a specifiche prestazioni professionali ed il cliente eccepisca di avere corrisposto nel tempo una somma maggiore rispetto a quella richiesta, riferendola indistintamente a tutte le pratiche curate dal legale nel suo interesse, l'onere del debitore di dimostrare l'efficacia estintiva del versamento non può ritenersi assolto in base al rilievo che il difensore non abbia contestato la ricezione di tale somma, deducendo semplicemente l'incongruenza fra l'ammontare indicato nella domanda e quello oggetto dell'eccezione. Infatti, ove la relazione fra la pretesa e l'adempimento non emerga "ex se" dalla corrispondenza degli importi o da altre circostanze idonee, anche sul piano presuntivo, a circoscrivere l'efficacia estintiva del pagamento, il debitore non può limitarsi a sostenere genericamente la natura omnicomprensiva del pagamento stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28779 del 09/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Imputazione dei componenti di reddito
    Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - in genere - redditi di impresa - determinazione - imputazione dei componenti di reddito - principio di competenza - operatività - onere della prova - riparto. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 28671 del 09/11/2018 >>> In tema di determinazione dei redditi di impresa, ai sensi dell'art. 75 (ora 109), comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, i ricavi, i costi e gli altri oneri sono imputabili nell'esercizio di competenza in cui si è formato il titolo giuridico che ne costituisce la fonte, purché l'esistenza o l'ammontare degli stessi sia determinabile in modo oggettivo, circostanze, queste ultime, che rientrano, per i componenti positivi, nell'onere probatorio dell'Amministrazione finanziaria e per quelli negativi in quello del contribuente. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 28671 del 09/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prestazioni di invalidità civile
    Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - in genere - prestazioni di invalidità civile - documentazione relativa al requisito reddituale - attivazione del potere officioso ex art. 437 c.p.c. - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 28134 del 05/11/2018 >>> In tema di prestazioni di invalidità civile, il giudice ha il potere-dovere, ex art. 437 c.p.c., di acquisire d'ufficio la documentazione relativa al requisito reddituale ove siano stati allegati, nell'atto introduttivo, i fatti costitutivi del diritto in contestazione e vi siano significative "piste probatorie" emergenti dagli atti di causa, intese come complessivo materiale probatorio, anche documentale, correttamente acquisito agli atti del giudizio di primo grado.(Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione impugnata, che aveva ritenuto di non dover acquisire d'ufficio la documentazione necessaria a valutare il requisito reddituale per l'anno 2010, benchè il ricorrente avesse depositato, nella fase di merito, la certificazione sostitutiva di atto notorio, quella dell'Agenzia delle entrate attestante l'impossibilità di certificare la situazione reddituale, per l'anno 2005, del ricorrente medesimo, nonché altra ancora comprovante l'impossibilità di quest'ultimo di acquisire la certificazione reddituale). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 28134 del 05/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Partecipazione agli utili
    Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - impresa familiare - (costituzione - natura - oggetto) - in genere - partecipazione agli utili - riparto degli oneri probatori - criteri. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 27966 del 31/10/2018 >>> In tema di impresa familiare, il partecipante che agisce per ottenere la propria quota di utili ha l'onere di provare la consistenza del patrimonio aziendale e la quota astratta della propria partecipazione, potendo a tal fine ricorrere anche a presunzioni semplici, tra cui la predeterminazione delle quote operata a fini fiscali; sul familiare esercente l'impresa grava invece l'onere di fornire la prova contraria rispetto alle eventuali presunzioni semplici, nonché di dimostrare il pagamento degli utili spettanti "pro quota" a ciascun partecipante. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 27966 del 31/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Operazioni soggettivamente inesistenti
    Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - determinazione dell'imposta - detrazioni - operazioni soggettivamente inesistenti - detrazione - esclusione - prova della consapevolezza del contribuente - necessità - oggetto - prova contraria del contribuente - contenuto. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 27566 del 30/10/2018 >>> In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente; ove l'Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria di avere adoperato, per non essere coinvolto in un'operazione volta ad evadere l'imposta, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto, non assumendo rilievo, a tal fine, né la regolarità della contabilità e dei pagamenti, né la mancanza di benefici dalla rivendita delle merci o dei servizi. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 27566 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Indebito utilizzo del credito d’imposta
    Tributi (in generale) - "solve et repete" - disciplina delle agevolazioni tributarie (riforma tributaria del 1972) - agevolazioni varie - in genere - contestazione dell’indebito utilizzo del credito d’imposta – onere della prova a carico del contribuente – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 27615 del 30/10/2018 >>> In tema d'IVA, ove l'Amministrazione finanziaria contesti al contribuente l'indebita detrazione dell'imposta pagata per l'acquisizione di beni o servizi, spetta al contribuente l'onere di provarne la legittimità e la correttezza. (La S.C., in applicazione del principio, ha annullato la decisione impugnata che aveva riconosciuto la detrazione al contribuente che pure, rispetto alle puntuali osservazioni dell'Ufficio, non aveva dimostrato l'inerenza del veicolo acquistato rispetto all'attività di impresa, consistente in quella di vendita di pane). Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 27615 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Decreto pretorile di riconoscimento della proprietà
    Agricoltura - piccola proprietà contadina - regolarizzazione del titolo di proprietà - decreto pretorile di riconoscimento della proprietà emesso ai sensi dell'art. 4 l. n. 1610 del 1962 - natura - sentenza - esclusione - conseguenze - valenza probatoria. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27648 del 30/10/2018 >>> Il decreto emesso dal pretore, ai sensi della l. n. 1610 del 1962 in tema di cosiddetta usucapione abbreviata, pur costituendo titolo per la trascrizione e per usufruire delle agevolazioni creditizie e fiscali previste dalla legge, non ha natura di sentenza e non acquista autorità ed efficacia di cosa giudicata. Pertanto, da un lato, coloro che da esso ricevono pregiudizio possono proporre opposizione, su cui il pretore decide con sentenza e, qualora siano rimasti estranei al procedimento, possono agire autonomamente per l'accertamento dei loro diritti reali; dall'altro lato, il decreto, ove il soggetto che lo ha ottenuto agisca in rivendicazione, può concorrere, insieme ad altri elementi, a fornire la prova incombente sul rivendicante. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27648 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea
    Procedimento civile - eccezione - in genere - allegazione di fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea - attività di parte - rilevazione dei suddetti fatti ai fini della decisione - potere-dovere del giudice, tranne nelle ipotesi prevedenti l'intervento della parte per necessità "strutturale" o espressa previsione normativa - legittima acquisizione dei suddetti fatti al processo secondo i tempi e modi previsti dalla specifica disciplina processuale - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27405 del 29/10/2018 >>> In relazione all'opzione difensiva del convenuto consistente nel contrapporre alla pretesa attorea fatti ai quali la legge attribuisce autonoma idoneità modificativa, impeditiva o estintiva degli effetti del rapporto sul quale la predetta pretesa si fonda, occorre distinguere il potere di allegazione da quello di rilevazione. Infatti, mentre il primo compete esclusivamente alla parte e va esercitato nei tempi e nei modi previsti dal rito in concreto applicabile (pertanto, soggiacendo alle relative preclusioni e decadenze), il secondo spetta alla parte (ed è soggetto, perciò, alle preclusioni stabilite per le attività di parte) solo qualora la manifestazione della sua volontà sia strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva (come nell'ipotesi di eccezioni corrispondenti alla titolarità di un'azione costitutiva), ovvero quando singole disposizioni espressamente indichino come indispensabile l'iniziativa di parte; in ogni altro caso, si deve ritenere la rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio legittimamente acquisito, senza che, peraltro, ciò comporti un superamento del divieto di scienza privata del giudice o delle preclusioni e decadenze imposte, atteso che il generale potere-dovere di rilievo d'ufficio delle eccezioni facente capo al giudice si traduce semplicemente nell'attribuzione di rilevanza, ai fini della decisione di merito, a determinati fatti, purché la richiesta della parte non sia strutturalmente necessaria o espressamente prevista, essendo, però, in entrambe le situazioni necessario che i predetti fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultino legittimamente acquisiti al processo e provati. (Nella specie, a fronte della richiesta attorea di risarcimento dei danni conseguenti ad occupazione illegittima di suoli privati, la S.C. ha ritenuto che non fosse preclusa l'eccezione con la quale il Comune convenuto aveva dedotto, nella comparsa conclusionale di primo grado, l'avvenuta destinazione ad uso pubblico dei terreni in esame per "dicatio ad patriam", trattandosi di eccezione in senso lato, fondata su fatti acquisiti regolarmente al processo e confermati dall'istruttoria, e non rilevando che, in origine, fosse stato piuttosto dedotta l'acquisizione dei terreni all'esito di un procedimento espropriativo per pubblica utilità). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27405 del 29/10/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Valutazione equitativa
    Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere - liquidazione dell'indennizzo a titolo di danno non patrimoniale - valutazione equitativa - valore di precedente delle sentenze della cedu in casi simili - configurabilità - limiti - onere di allegazione della parte che contesti la liquidazione - contenuto. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27352 del 29/10/2018 >>> In tema di equa riparazione da irragionevole durata del processo ai sensi della l. n. 89 del 2001, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, il giudice nazionale deve, in linea di principio, uniformarsi ai parametri elaborati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per i casi simili, salvo il potere di discostarsene, in misura ragionevole, qualora, avuto riguardo alle peculiarità della singola fattispecie, ravvisi elementi concreti di positiva smentita di detti criteri, dei quali deve dare conto. La parte che si dolga in sede di legittimità della inadeguatezza della liquidazione del danno non patrimoniale in termini di irragionevole divario rispetto ai criteri adottati dalla giurisprudenza della Corte europea ha, comunque, l'onere di allegare sia i fatti ritenuti rilevanti per fondare la censura di malgoverno della valutazione equitativa da parte del giudice di merito sia i concreti elementi di analogia con i casi consimili in cui, in sede europea, sono stati applicati i parametri più favorevoli. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27352 del 29/10/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cause estintive della procura - onere probatorio
    Contratti in genere - rappresentanza - volontaria (procura) - procura (rapporto col mandato "ad negotia") - estinzione e modificazione- in genere - cause estintive della procura - operatività nei confronti dei terzi - condizioni - onere probatorio del rappresentato o dei suoi eredi - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26779 del 23/10/2018 >>> Le cause estintive della procura sono opponibili ai terzi, ai sensi dell'art. 1369, comma 2, c.c., solo quando sia accertato che questi le hanno colposamente ignorate, dovendo il rappresentato provare le circostanze che escludono l'apparenza e, quindi,l'affidamento dei terzi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha dichiarato valida la compravendita, non avendo l'erede del rappresentato-venditore assolto l'onere probatorio circa la presunta conoscenza, da parte dell'acquirente, del decesso del rappresentato avvenuto prima della cessione). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26779 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c. - differenze. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26769 del 23/10/2018 >>> In tema di ricorso per cassazione, la violazione dell'art. 2697 c.c. si configura soltanto nell'ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l'onere della prova ad una parte diversa da quella su cui esso avrebbe dovuto gravare secondo le regole di scomposizione delle fattispecie basate sulla differenza tra fatti costitutivi ed eccezioni mentre, per dedurre la violazione dell'art. 115 c.p.c., occorre denunziare che il giudice, contraddicendo espressamente o implicitamente la regola posta datale disposizione, abbia posto a fondamento della decisione prove non introdotte dalle parti, ma disposte di sua iniziativa fuori dei poteri officiosi riconosciutigli, non anche che il medesimo, nel valutare le prove proposte dalle parti, abbia attribuito maggior forza di convincimento ad alcune piuttosto che ad altre, essendo tale attività consentita dall'art. 116 c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26769 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria
    Responsabilità civile - professionisti - attività medico - chirurgica - responsabilità contrattuale della struttura sanitaria - inesatto adempimento della prestazione - azione di risarcimento del danno - prova del nesso causale tra aggravamento o insorgenza della malattia e condotta dei sanitari e prova dell'impossibilità della prestazione - ripartizione del relativo onere tra paziente e struttura - criteri – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26700 del 23/10/2018 >>> In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra l'aggravamento della patologia (o l'insorgenza di una nuova malattia) e l'azione o l'omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l'impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l'ordinaria diligenza. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dalla paziente e dai suoi stretti congiunti, in relazione a un ictus cerebrale che aveva colpito la prima a seguito di un esame angiografico, sul rilievo che era mancata la prova, da parte degli attori, della riconducibilità eziologica della patologia insorta alla condotta dei sanitari,ed anzi la CTU espletata aveva evidenziato l'esistenza di diversi fattori, indipendenti dalla suddetta condotta, che avevano verosimilmente favorito l'evento lesivo). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26700 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità oggettiva del datore di lavoro
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libertà e dignità del lavoratore - tutela della salute e dell'integrità fisica - responsabilità ex art. 2087 c.c. - responsabilità oggettiva a carico del datore di lavoro - configurabilità - esclusione -oneri probatori del lavoratore - sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 26495 del 19/10/2018 >>> L'art. 2087 c.c. non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro -di natura contrattuale - va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento; ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare, oltre all'esistenza di tale danno, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'una e l'altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno.(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la responsabilità datoriale per il danno subito da un lavoratore durante un'operazione di taglio a mezzo di una macchina troncatrice, avendo il datore di lavoro messo a disposizione del lavoratore una macchina in perfetto stato di manutenzione, dotata di dispositivi di protezione atti a evitare il contatto con la lama e avendo formato e informato periodicamente il lavoratore sui rischi connessi al suo utilizzo). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 26495 del 19/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio della motivazione
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - vizio della motivazione ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. nella formulazione successiva al d.l. n. 83 del 2012 – censura relativa a fatto pacifico o "non contestato" - deducibilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26274 del 18/10/2018 >>> Il fatto di cui sia stato omesso l'esame, rilevante ai fini dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. (nella formulazione conseguente al d.l. n. 83 del 2012), deve essere stato "oggetto di discussione fra le parti" e, quindi, necessariamente "controverso".Ne consegue che, ove il giudice affermi che un fatto è esistente o provato, perché incontroverso o pacifico (e, quindi, non discusso), tale punto della decisione non può essere censurato in termini di vizio della motivazione ex art. 360, comma 1,n. 5, c.p.c., potendosi piuttosto configurare una violazione dell'art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. o degli artt. 115, comma1 (ove applicabile "ratione temporis"), 167, comma 1, 183 c.p.c. e 2697 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26274 del 18/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Superminimo individuale - principio dell'assorbimento
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – retribuzione - determinazione - scatti di anzianità - minimi salariali - superminimo individuale - principio dell'assorbimento - eccezioni - onere della prova - a carico del lavoratore. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 26017 del 17/10/2018 >>> Il cosiddetto superminimo, ossia l'eccedenza retributiva rispetto ai minimi tabellari, individualmente pattuito tra datore di lavoro e lavoratore, è soggetto al principio dell'assorbimento, nel senso che, in caso di riconoscimento del diritto del lavoratore a superiore qualifica, l'emolumento è assorbito dai miglioramenti retributivi previsti per la qualifica superiore, a meno che le parti abbiano convenuto diversamente o la contrattazione collettiva abbia altrimenti disposto, restando a carico del lavoratore l'onere di provare la sussistenza del titolo che autorizza il mantenimento del superminimo, escludendone l'assorbimento. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 26017 del 17/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Licenziamento per ritorsione
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – estinzione del rapporto - licenziamento collettivo - in genere - licenziamento per ritorsione - distribuzione dell'onere della prova tra datore di lavoro e lavoratore - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26035 del 17/10/2018 >>> In tema di licenziamento, l'allegazione, da parte del lavoratore, del carattere ritorsivo del licenziamento intimatogli non esonera il datore di lavoro dall'onere di provare, ex art. 5 della l. n. 604 del 1966, l'esistenza di una giusta causa o di un giustificato motivo del recesso; solo ove tale prova sia stata almeno apparentemente fornita incombe sul lavoratore l'onere di dimostrare l'illiceità del motivo unico e determinante del recesso. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza che aveva dichiarato nullo un licenziamento collettivo effettuato nei confronti di alcuni dipendenti, desumendone il carattere ritorsivo da gravi e concordanti elementi presuntivi, quali la persistenza nella struttura aziendale dell'unità nella quale lavorava il personale licenziato, l'illegittimità della procedura di mobilità che lo aveva coinvolto e l'adozione di criteri di scelta atti a consentire una selezione assolutamente discrezionale dei lavoratori da licenziare). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26035 del 17/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Licenziamento orale o dimissioni del lavoratore
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – estinzione del rapporto - in genere - causa della risoluzione del rapporto -licenziamento orale o dimissioni del lavoratore - contrapposizione in giudizio delle due ipotesi - accertamento - distribuzione dell'onere probatorio tra lavoratore e datore di lavoro - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 25847 del 16/10/2018 >>> Qualora il lavoratore deduca di essere stato licenziato oralmente e faccia valere in giudizio la inefficacia o invalidità di tale licenziamento, mentre il datore di lavoro deduca la sussistenza di dimissioni del lavoratore, il materiale probatorio deve essere raccolto, da parte del giudice di merito, tenendo conto che, nel quadro della normativa limitativa dei licenziamenti, la prova gravante sul lavoratore è limitata alla sua estromissione dal rapporto, mentre la controdeduzione del datore di lavoro assume la valenza di un'eccezione in senso stretto, il cui onere probatorio ricade sull'eccipiente ai sensi dell'art. 2697,comma 2, c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto che il lavoratore non avesse dimostrato la mancata accettazione della propria prestazione lavorativa da parte del datore di lavoro, risultando unicamente una missiva - inviata dal difensore del lavoratore oltre un mese dopo l'interruzione del rapporto - nella quale si lamentava solo la mancata regolarizzazione, senza fare alcun riferimento ad un pregresso licenziamento ovvero ad un recesso da parte dello stesso lavoratore). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 25847 del 16/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritto al risarcimento del danno da perdita di "chance"
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - carriera - concorsi interni - mancata attribuzione di qualifica superiore - diritto al risarcimento del danno da perdita di "chance" - prova del nesso causale- presunzioni - sufficienza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25727 del 15/10/2018 >>> In tema di risarcimento del danno per perdita di "chance", come conseguenza del mancato riconoscimento di una qualifica superiore,l'onere di provare il nesso di causalità tra l'inadempimento datoriale ed il danno può essere rispettato dal lavoratore anche solo mediante presunzioni. (Nella specie, la dipendente lamentava che la mancata attribuzione della qualifica superiore le aveva precluso anche il riconoscimento della posizione organizzativa e la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva rigettato la domanda senza considerare che gli altri candidati, avendo ottenuto le mansioni superiori, avevano conseguito anche la predetta posizione). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25727 del 15/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danni derivanti da demansionamento e dequalificazione
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione - danni derivanti da demansionamento e dequalificazione del lavoratore dipendente - prova - onere del lavoratore - presunzioni- ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25743 del 15/10/2018 >>> Il danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, ma può essere provato dal lavoratore anche ai sensi dell'art. 2729 c.c., attraverso l'allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tal fine essere valutati la qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25743 del 15/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritto alle provvigioni - inserimento nel conto provvisionale
    Agenzia (contratto di) - diritti dell'agente - in genere - diritto alle provvigioni - inserimento nel conto provvisionale - prova contraria del preponente - ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 25544 del 12/10/2018 >>> In tema di contratto di agenzia, l'inserimento della provvigione nel conto provvigionale, il cui diritto sorge allorquando l'affare sia andato a buon fine o la mancata conclusione del contratto sia imputabile al preponente, non costituisce fonte autonoma di obbligazione ma mera ricognizione di debito, avente effetto confermativo di un preesistente rapporto fondamentale,che comporta l'inversione dell'onere della prova dell'esistenza di quest'ultimo ma non impedisce al preponente di sottrarsi al pagamento, dimostrando che al contratto non è stata data esecuzione per fatti a lui non imputabili. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 25544 del 12/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Inadempimento da parte del creditore - onere della prova
    Obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità - del debitore - onere della prova - ripartizione tra il soggetto attivo e il soggetto passivo del rapporto obbligatorio - criteri - mera allegazione della circostanza dell'inadempimento da parte del creditore che agisce per l'adempimento, la risoluzione, il risarcimento - sufficienza - applicabilità del principio anche all'ipotesi di eccezione d'inadempimento e di inesatto adempimento - sussistenza- fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25584 del 12/10/2018 >>> In tema di prova dell'inadempimento di un'obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento, deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell'inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell'onere della dimostrazione del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento,o dall'eccezione d'inadempimento del creditore ex art. 1460 c.c. (Fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo, in cui la S.C. ha rigettato il ricorso contro l'esclusione di un credito, relativo a compensi derivanti dalla carica di componente del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della società fallita, in virtù della prova fornita in relazione all'eccezione di inadempimento, spiegata dal fallimento, dei doveri inerenti alla carica.) Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25584 del 12/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità verso i terzi per fatto del promotore finanziario
    Contratti di borsa - in genere - intermediari finanziari - responsabilità verso i terzi per fatto del promotore finanziario - nesso di occasionalità necessaria - condizione necessaria e sufficiente - anomalie nella condotta del risparmiatore - interruzione - condizioni – onere della prova – fattispecie - responsabilità civile - padroni, committenti e imprenditori - in genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25374 del 12/10/2018 >>> In tema di contratti di intermediazione finanziaria, la responsabilità dell'intermediario ai sensi dell'art. 31, comma 3,del d.lgs. n. 58 del 1998, per i danni arrecati ai terzi dai propri promotori finanziari, deve essere esclusa ove il danneggiato ponga in essere una condotta agevolatrice che presenti connotati di anomalia, vale a dire, se non di collusione, quanto meno di consapevole acquiescenza alla violazione delle regole gravanti sul promotore, verificandosi in tal caso l'interruzione del nesso di occasionalità necessaria tra il fatto produttivo di danno e l'esercizio delle mansioni cui il promotore finanziario sia adibito, costituente condizione necessaria e sufficiente della responsabilità oggettiva del preponente. Incombe sull'investitore l'onere di provare l'illiceità della condotta del promotore, mentre spetta all'intermediario quello di dimostrare che l'illecito sia stato consapevolmente agevolato dall'investitore. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto l'estraneità dell'intermediario rispetto alla condotta illecita posta in essere dal proprio promotore finanziario ai danni di risparmiatori che avevano consegnato direttamente al promotore, loro congiunto, rilevanti somme senza chiedere copia del contratto di gestione sottoscritto dall'intermediario e senza verificare personalmente, presso la sede di quest'ultimo,l'esistenza di un conto di gestione e delle specifiche operazioni finanziarie all'origine dei profitti riportati nei prospetti contabili ricevuti direttamente dal promotore e da questi falsificati). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25374 del 12/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Azione personale di restituzione ed azione di rivendicazione
    Proprietà - azioni a difesa della proprietà - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) – prova - azione personale di restituzione ed azione di rivendicazione - differenze - conseguenze in ordine all'onere probatorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25052 del 10/10/2018 >>> L'azione personale di restituzione è destinata ad ottenere l'adempimento dell'obbligazione di ritrasferire un bene in precedenza volontariamente trasmesso dall'attore al convenuto, in forza di negozi giuridici (tra i quali la locazione, il comodato ed il deposito) che non presuppongono necessariamente nel "tradens" la qualità di proprietario; da essa si distingue l'azione di rivendicazione, con la quale il proprietario chiede la condanna al rilascio o alla consegna nei confronti di chi dispone di fatto del bene nell'assenza anche originaria di ogni titolo, per il cui accoglimento è necessaria la "probatio diabolica"della titolarità del diritto di chi agisce. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25052 del 10/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10successione testamentaria - capacità - di testare
    Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - capacità - di testare - incapacità - in genere - distinzione fra incapacità permanente e temporanea del testatore - conseguenze in ordine al riparto dell'onere probatorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25053 del 10/10/2018 >>> In tema di annullamento del testamento, nel caso di infermità tipica, permanente ed abituale, l'incapacità del testatore si presume e l'onere della prova che il testamento sia stato redatto in un momento di lucido intervallo spetta a chi ne affermala validità; qualora, invece, detta infermità sia intermittente o ricorrente, poiché si alternano periodi di capacità e di incapacità, non sussiste tale presunzione e, quindi, la prova dell'incapacità deve essere data da chi impugna il testamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25053 del 10/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazione dei crediti ammessi - onere della prova
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - formazione dello stato passivo - impugnazione dei crediti ammessi - natura ed oggetto - principio dell'onere della prova - applicabilità - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25066 del 10/10/2018 >>> Nell'impugnazione dei crediti ammessi, di cui all'art. 98 l.fall. – nel testo riformato dal d.lgs. n. 5 del 2006 – trova piena applicazione il principio dell'onere della prova, onde non è il creditore ammesso a dovere dimostrare nuovamente il suo credito,già assistito dalla favorevole valutazione espressa dal giudice delegato in sede di verifica, ma è l'impugnante a dover provare la fondatezza della sua contestazione (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva accolto l'impugnazione proposta dal curatore fallimentare, poiché il creditore ammesso non aveva riprodotto in giudizio le prove documentali su cui si fondava il provvedimento impugnato). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25066 del 10/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condizione di reciprocità - onere della prova
    Fonti del diritto - trattamento dello straniero - condizione di reciprocità - onere della prova - ripartizione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24923 del 09/10/2018 >>> La prova dell'esistenza della condizione di reciprocità di cui all'art. 16 delle preleggi sul trattamento dello straniero incombe, in caso di contestazione, su quest'ultimo, qualora detta condizione si ponga come fatto costitutivo del diritto da lui azionato; ove, al contrario, il medesimo straniero sia convenuto in giudizio per accertare, con riferimento ad un suo acquisto, il mancato rispetto di tale condizione, è l'attore a dovere dimostrare questa circostanza. Il giudice del merito,al fine di compiere il relativo accertamento, può avvalersi di tutte le risultanze istruttorie ritualmente acquisite agli atti, a prescindere dalla loro provenienza. (Nella specie, era contestata la nullità dell'acquisto di un immobile, situato in Italia, da parte della convenuta, una società di diritto svizzero, per mancato rispetto della condizione di reciprocità,da valutare ai sensi dell'art. 2, comma 2, lett. a), della legge federale svizzera del 16 dicembre 1983 sull'acquisto di fondi ad opera di persone non residenti in Svizzera). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24923 del 09/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Onere della P.A. di provare gli elementi costitutivi dell'illecito
    Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere - onere della p.a. di provare gli elementi costitutivi dell'illecito - sussistenza - inerzia processuale della stessa – poteri istruttori officiosi del giudice - ammissibilità - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24691 del 08/10/2018 >>> In tema di opposizione a sanzione amministrativa, grava sull'amministrazione opponente l'onere di provare gli elementi costitutivi dell'illecito, ma la sua inerzia processuale non determina - pur a fronte dell'art. 6, comma 10, lett. b, del d.lgs. n. 150del 2011 e dell'analogo art. 7, comma 9, lett. b - l'automatico accertamento dell'infondatezza della trasgressione, poiché il giudice, chiamato alla ricostruzione dell'intero rapporto sanzionatorio e non soltanto alla valutazione di legittimità del provvedimento irrogativo della sanzione, può sopperirvi sia valutando i documenti già acquisiti sia disponendo d'ufficio i mezzi di prova ritenuti necessari. (La S.C. ha enunciato il detto principio in una fattispecie di infrazione al codice della strada in cui la sentenza impugnata aveva fatto riferimento ad un "rapporto" della polizia stradale, già versato nel fascicolo d'ufficio del primo grado di giudizio, ed il ricorrente, lungi dal contestare la presenza in atti di tale "rapporto", non aveva chiarito in qual modo la mancata produzione di ipotetici atti diversi, alla base dell'accertamento, avrebbe condotto, in via decisiva, al diniego di convalida del provvedimento sospensivo). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24691 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tutela della salute e dell'integrità fisica - Responsabilità del datore di lavoro
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libertà e dignità del lavoratore - tutela della salute e dell'integrità fisica - responsabilità ex art. 2087 c.c. - responsabilità oggettiva a carico del datore di lavoro - configurabilità - esclusione -oneri probatori del lavoratore - sussistenza - prova della nocività dell'ambiente di lavoro - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 24742 del 08/10/2018 >>> L'art. 2087 c.c. non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro - di natura contrattuale - va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento; ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare, oltre all'esistenza di tale danno, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'una e l'altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno e che la malattia del dipendente non è ricollegabile alla inosservanza di tali obblighi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la pretesa risarcitoria della lavoratrice - caduta in ufficio scivolando su di una carpetta di plastica trasparente portadocumenti - sul presupposto che non era stata provata la nocività dell'ambiente di lavoro,non emergendo quale misura organizzativa fosse adottabile per evitare l'infortunio). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 24742 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Mere difese - giudizio di appello
    Impugnazioni civili - appello - eccezioni – nuove - mere difese - nozione - proponibilità nel giudizio di appello - fondamento – fattispecie - procedimento civile - eccezione - in genere. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 23796 del 01/10/2018 >>> Le mere difese, volte a contrastare genericamente le avverse pretese senza tradursi nell'allegazione di un fatto impeditivo, modificativo o estintivo rispetto alle stesse, non sono precluse, ancorché "nuove", in appello poiché esse non rientrano nel campo di applicazione dell'art. 345, comma 2, c.p.c. che vieta espressamente la proposizione delle sole nuove eccezioni in senso proprio, ossia quelle non rilevabili d'ufficio, e non, indistintamente, tutte le difese comunque svolte dalle parti.(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto eccezione nuova la deduzione dell'appellante di infondatezza per mancanza di prova dell'avversa ragione di credito, in quanto basata su documentazione all'uopo inidonea). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 23796 del 01/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto di lavoro - Risoluzione per mutuo consenso
    Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per mutuo consenso - in genere - contratto di lavoro a termine - risoluzione per mutuo consenso - eccezione in senso stretto - esclusione - accertamento d'ufficio- ammissibilità – fattispecie - lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23586 del 28/09/2018 >>> La risoluzione consensuale del contratto non costituisce oggetto di eccezione in senso stretto, essendo lo scioglimento per mutuo consenso un fatto oggettivamente estintivo dei diritti nascenti dal negozio bilaterale, desumibile dalla volontà in tal senso manifestata, anche tacitamente, dalle parti, che può essere accertato d'ufficio dal giudice anche in sede di legittimità, ove non vi sia necessità di effettuare indagini di fatto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva rilevato lo scioglimento per mutuo consenso di un contratto di lavoro a tempo determinato, sulla base dell'ampio intervallo temporale tra la scadenza del contratto e la data di deposito del ricorso introduttivo del giudizio, nonché del fatto, riconosciuto dal lavoratore nel corso dell'interrogatorio libero, dello svolgimento "medio tempore" di un'altra attività lavorativa). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23586 del 28/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Reinserimento del lavoratore
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - trasferimenti - nullità dell'apposizione di un termine al contratto di lavoro - ripristino del rapporto - reinserimento del lavoratore nel precedente luogo e nelle mansioni originarie - necessità - trasferimento successivo - ammissibilità - condizioni – ragioni del trasferimento - onere della prova a carico del datore di lavoro - contenuto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23595 del 28/09/2018 >>> L'ottemperanza del datore di lavoro all'ordine giudiziale di riammissione in servizio, a seguito di accertamento della nullità dell'apposizione di un termine al contratto di lavoro, implica il ripristino della posizione di lavoro del dipendente, il cui reinserimento nell'attività lavorativa deve quindi avvenire nel luogo precedente e nelle mansioni originarie, a meno che il datore di lavoro non intenda disporre il trasferimento del lavoratore ad altra unità produttiva, e sempre che il mutamento della sede sia giustificato da sufficienti ragioni tecniche, organizzative e produttive, fermo restando che, ove sia contestatala legittimità del trasferimento, il datore di lavoro ha l'onere di allegare e provare in giudizio le fondate ragioni che lo hanno determinato e, se può integrare o modificare la motivazione eventualmente enunciata nel provvedimento, non può limitarsi a negare la sussistenza dei motivi di illegittimità oggetto di allegazione e richiesta probatoria della controparte, ma deve comunque provare le reali ragioni tecniche, organizzative e produttive che giustificano il provvedimento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23595 del 28/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Licenziamento discriminatorio
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – estinzione del rapporto - licenziamento individuale - in genere - licenziamento discriminatorio - onere della prova - incidenza sulle parti del rapporto - contenuto - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23338 del 27/09/2018 >>> In tema di licenziamento discriminatorio, in forza dell'attenuazione del regime probatorio ordinario introdotta per effetto del recepimento delle direttive n. 2000/78/CE, n. 2006/54/CE e n. 2000/43/CE, così come interpretate dalla CGUE, incombe sul lavoratore l'onere di allegare e dimostrare il fattore di rischio e il trattamento che assume come meno favorevole rispetto a quello riservato a soggetti in condizioni analoghe, deducendo al contempo una correlazione significativa tra questi elementi,mentre il datore di lavoro deve dedurre e provare circostanze inequivoche, idonee ad escludere, per precisione, gravità e concordanza di significato, la natura discriminatoria del recesso. (Nella specie, è stata esclusa la configurabilità di una condotta discriminatoria nel licenziamento di una lavoratrice affetta da handicap, in forza della dimostrata necessità di riduzione del personale di un'unità e del divieto di recesso nei confronti dell'unica altra dipendente ex art. 54, comma 9,del d.lgs. n. 151 del 2001). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23338 del 27/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Perdita e deterioramento della cosa locata
    Locazione - obbligazioni del conduttore - perdita e deterioramento della cosa locata - in genere responsabilità del conduttore - presunzione di colpa - prova liberatoria - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 22823 del 26/09/2018 >>> L'art. 1588 c.c., in base al quale il conduttore risponde della perdita e del deterioramento della cosa locata anche se derivante da incendio, qualora non provi che il fatto si sia verificato per causa a lui non imputabile, pone una presunzione di colpa a carico del conduttore, superabile soltanto con la dimostrazione che la causa dell'evento, identificata in modo positivo e concreto, non sia a lui imputabile, onde, in difetto di tale prova, la causa sconosciuta o anche dubbia della perdita o del deterioramento della cosa locata rimane a suo carico. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in un caso di allagamento di un immobile, aveva ritenuto integrata la prova liberatoria da parte del conduttore, a fronte della mera allegazione della verosimile rottura di un flessibile di un sanitario del bagno, la quale era però rimasta indimostrata all'esito della disposta consulenza tecnica d'ufficio). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 22823 del 26/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Determinazione dell'imposta - detrazioni
    Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) - determinazione dell'imposta - detrazioni - contabilizzazione costi - sufficienza - esclusione - conseguenze - onere a carico del contribuente - sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 22940 del 26/09/2018 >>> In tema di IVA, ai fini della detrazione dei costi, non è sufficiente l'avvenuta contabilizzazione degli stessi, dovendo il contribuente dimostrarne, nell'ipotesi di contestazione dell'Amministrazione finanziaria, anche l'esistenza, l'inerenza e la coerenza economica. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 22940 del 26/09/2018...

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