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2041. Azione generale di arricchimento.

Art.2041. Azione generale di arricchimento.

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Obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24785 del 08/09/2025 (Rv. 675674 - 01)
Indebito arricchimento - P.A. - Prestazioni sanitarie erogate in mancanza di contratto scritto - Sussistenza dell'arricchimento - Criteri per la quantificazione. In tema di indebito arricchimento derivante dall'erogazione di prestazioni sanitarie, da parte di struttura privata accreditata, in assenza di contratto scritto stipulato con la P.A., l'arricchimento dell'ASL è determinato dal costo che la stessa avrebbe dovuto sostenere per procurarsi le medesime prestazioni, al netto dei ticket sanitari pagati dai pazienti. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24785 del 08/09/2025 (Rv. 675674 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24785 del 08/09/2025 (Rv. 675674-01)
Indebito arricchimento - P.A. - Prestazioni sanitarie erogate in mancanza di contratto scritto - Sussistenza dell'arricchimento - Criteri per la quantificazione. In tema di indebito arricchimento derivante dall'erogazione di prestazioni sanitarie, da parte di struttura privata accreditata, in assenza di contratto scritto stipulato con la P.A., l'arricchimento dell'ASL è determinato dal costo che la stessa avrebbe dovuto sostenere per procurarsi le medesime prestazioni, al netto dei ticket sanitari pagati dai pazienti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24785 del 08/09/2025 (Rv. 675674-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Pignoramento dell’immobile - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20696 del 22/07/2025 (Rv. 675129 - 01)
Esecuzione forzata - pignoramento: forma - effetti - estensione ad accessori, frutti e pertinenze - Immobile locato - Pignoramento dell’immobile - Diritto dei creditori, a mezzo del custode, di ottenere il pagamento del canone di locazione - Legittimazione del locatore ad esperire l’azione di arricchimento - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Nel caso di immobile locato dal debitore in un momento successivo al pignoramento del bene, sussiste il diritto dei creditori procedenti e intervenuti a conseguire i frutti civili del bene pignorato, diritto che comporta la legittimazione esclusiva del custode (e poi dell'aggiudicatario) ad esigere i canoni di locazione e/o l'indennità di occupazione dovuti per l'immobile pignorato e l'esclusione della concorrente legittimazione del locatore; conseguentemente difetta, altresì, un ingiustificato arricchimento dell'occupante e un correlativo impoverimento del locatore, ai sensi dell'art. 2041 c.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva riconosciuto un indennizzo in favore del conduttore-sublocatore di bene immobile, richiesto con riferimento ad una porzione indivisa dello stesso cespite immobiliare). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20696 del 22/07/2025 (Rv. 675129 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_559, Cod_Civ_art_2912, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_2041 …...
Esecuzione forzata - pignoramento: forma - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20696 del 22/07/2025 (Rv. 675129 - 01)
Effetti - estensione ad accessori, frutti e pertinenze - Immobile locato - Pignoramento dell’immobile - Diritto dei creditori, a mezzo del custode, di ottenere il pagamento del canone di locazione - Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Legittimazione del locatore ad esperire l’azione di arricchimento - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Nel caso di immobile locato dal debitore in un momento successivo al pignoramento del bene, sussiste il diritto dei creditori procedenti e intervenuti a conseguire i frutti civili del bene pignorato, diritto che comporta la legittimazione esclusiva del custode (e poi dell'aggiudicatario) ad esigere i canoni di locazione e/o l'indennità di occupazione dovuti per l'immobile pignorato e l'esclusione della concorrente legittimazione del locatore; conseguentemente difetta, altresì, un ingiustificato arricchimento dell'occupante e un correlativo impoverimento del locatore, ai sensi dell'art. 2041 c.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva riconosciuto un indennizzo in favore del conduttore-sublocatore di bene immobile, richiesto con riferimento ad una porzione indivisa dello stesso cespite immobiliare). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20696 del 22/07/2025 (Rv. 675129 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_559, Cod_Civ_art_2912, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_2041 …...
Obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 12943 del 14/05/2025 (Rv. 674697 - 01)
Enti locali - Impegno di spesa attivato dal funzionario in violazione dello schema procedimentale - Conseguenze - Rapporto obbligatorio diretto con il funzionario inadempiente - Esperibilità dell’azione di ingiustificato arricchimento nei confronti dell’ente locale - Esclusione - Riconoscimento del debito fuori bilancio - Presupposti. In tema di assunzione di obbligazioni da parte degli enti locali, qualora le obbligazioni contratte non rientrino nello schema procedimentale di spesa, insorge un rapporto obbligatorio direttamente con l'amministratore o il funzionario che abbia consentito la prestazione, sicché resta esclusa, per difetto del requisito della sussidiarietà, l'azione di indebito arricchimento nei confronti dell'ente, il quale può, comunque, riconoscere a posteriori il debito fuori bilancio, ai sensi dell'art. 194 del d.lgs. n. 267 del 2000, con apposita deliberazione dell'organo competente, che riconosca l'utilità dell'arricchimento, non bastando, a tal fine, il mero comportamento degli organi rappresentativi, in quanto insufficiente ad esprimere un apprezzamento di carattere generale sulla conciliabilità dei relativi oneri con gli indirizzi di fondo della gestione economico-finanziaria dell'ente e con le scelte amministrative compiute. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 12943 del 14/05/2025 (Rv. 674697 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Obbligazioni naturali - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11337 del 30/04/2025 (Rv. 674667 - 01)
Nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Presupposti - Prestazioni di un convivente "more uxorio" nei confronti dell'altro - Azione ex art. 2041 c.c. - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie. L'azione generale di arricchimento ha come presupposto la locupletazione di un soggetto a danno dell'altro avvenuta senza giusta causa, sicché non è dato invocare la mancanza o l'ingiustizia della causa qualora l'arricchimento sia conseguenza di un contratto, di un impoverimento remunerato, di un atto di liberalità o dell'adempimento di un'obbligazione naturale; pertanto, è possibile configurare l'ingiustizia dell'arricchimento da parte di un convivente "more uxorio" nei confronti dell'altro in presenza di prestazioni a vantaggio del primo esulanti dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza - il cui contenuto va parametrato sulle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto - e travalicanti i limiti di proporzionalità e di adeguatezza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, con accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità, aveva ritenuto che le somme versate all'ex convivente per il pagamento del mutuo relativo alla casa in cui i due avevano coabitato, in quanto corrispondenti a quanto notoriamente sarebbe stato speso a titolo di canone di locazione per un immobile, fosse proporzionato e, come tale, da ricondursi ad una forma di collaborazione e di assistenza morale e materiale doverosa nell'ambito di un consolidato rapporto affettivo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11337 del 30/04/2025 (Rv. 674667 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2034, Cod_Civ_art_2041 …...
Nascenti dalla legge - ingiustificato - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9754 del 14/04/2025 (Rv. 674712-01)
Arricchimento (senza causa) - Arricchimento cosiddetto indiretto - Ammissibilità - Presupposti - Fattispecie. In tema di c.d. arricchimento indiretto, l'azione ex art. 2041 c.c. è esperibile contro il terzo che ha conseguito l'indebita locupletazione in danno dell'istante quando l'arricchimento è stato dallo stesso conseguito a titolo gratuito ovvero di fatto, nei rapporti con il soggetto obbligato per legge o per contratto nei confronti del "depauperato", e resosi insolvente nei riguardi di quest'ultimo, mentre è inammissibile se la prestazione è stata conseguita dal terzo in virtù di un atto a titolo oneroso. (Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza di rigetto della domanda di indebito arricchimento proposta da una società di costruzioni, che – in base a un contratto di subappalto stipulato con l'ATI appaltatrice - aveva fornito all'appaltante Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. dei casseri per la realizzazione di una tratta ferroviaria, senza neppure dedurre l'insolvenza dell'ATI). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9754 del 14/04/2025 (Rv. 674712-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Decorrenza - Obbligazioni in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9135 del 07/04/2025 (Rv. 674709-01)
Nascenti dalle legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Azione di arricchimento senza causa - Prescrizione - Decorrenza - Fattispecie in tema di c.d. arricchimento indiretto. Anche per l'azione di arricchimento senza causa, come per ogni altra, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno nel quale può essere fatto valere il diritto all'indennizzo e cioè dal momento in cui detto diritto matura, che coincide con quello in cui si verifica l'arricchimento del beneficiario e la correlativa diminuzione patrimoniale dell'altra parte. (Nella specie, relativa ad azione di c.d. arricchimento indiretto proposta nei confronti del Comune dal suo direttore dei lavori per recuperare le somme versate in forza di sentenza di condanna all'impresa appaltatrice, quale compenso di lavori eseguiti e non previsti nel progetto principale, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva individuato il dies a quo della prescrizione nella data di realizzazione dell'impoverimento per effetto della sentenza di condanna passata in giudicato, anziché nella data di esecuzione dei lavori). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9135 del 07/04/2025 (Rv. 674709-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 …...
Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - regolamento di condominio - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23739 del 04/09/2024 (Rv. 672184-01)
Determinazione del valore proporzionale delle singole proprieta' (millesimazione) - Sentenza di accoglimento della domanda di revisione o modifica dei valori proporzionali di piano nei casi previsti dall'art. 69 disp. att. c.c. - Natura Costitutiva - Fondamento - Conseguenze - Legittimazione del condominio ad agire ex art. 2041 c.c. in caso di versamento di errate quote condominiali da parte del singolo condomino prima della modifica. In tema di condominio negli edifici, la sentenza, di cui all'art. 69 disp. att. c.c., che accoglie la domanda di revisione o modifica dei valori proporzionali delle singole unità immobiliari, espressi nella tabella millesimale, non ha natura dichiarativa ma costitutiva, avendo la stessa funzione dell'accordo raggiunto all'unanimità dai condomini, con la conseguenza che l'amministratore, e non il singolo condomino, è legittimato ad agire per l'indennizzo, ai sensi dell'art. 2041 c.c., nei confronti del singolo che abbia versato, prima della modifica, quote condominiali calcolate sulla base di valori millesimali inferiori e non rispondenti al reale valore dell'unità, perché in tal modo si è realizzato un arricchimento indebito cui corrisponde un depauperamento della cassa comune relativamente a somme altrimenti destinate a far fronte ad esigenze dell'intero condominio, e non dei singoli condomini. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23739 del 04/09/2024 (Rv. 672184-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Eccezione - obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 23471 del 02/09/2024 (Rv. 672214-01)
Deduzione della sussistenza di un’obbligazione naturale - Eccezione - Esclusione - Mera difesa - Configurabilità - Conseguenze. In tema di azione di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c., la deduzione che l'attribuzione patrimoniale asseritamente priva di causa sia conseguenza dell'adempimento di un'obbligazione naturale integra una mera difesa e non un'eccezione, non essendo, pertanto, assoggettata alle preclusioni dettate per la proposizione di quest'ultima. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 23471 del 02/09/2024 (Rv. 672214-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Proc_Civ_art_167 …...
Obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 14735 del 27/05/2024 (Rv. 671176-02)
Obbligo indennitario della P.A. - Presupposti - Riconoscimento dell'utilità - Necessità – Esclusione - Fondamento - Limite dell'"arricchimento imposto". Il riconoscimento dell'utilità da parte dell'arricchito non costituisce requisito dell'azione di indebito arricchimento, sicché il depauperato che agisce ex art. 2041 c.c. nei confronti della P.A. ha solo l'onere di provare il fatto oggettivo dell'arricchimento, senza che l'ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso, potendo, invece, eccepire e provare che l'arricchimento non fu voluto o non fu consapevole, e che si trattò, quindi, di "arricchimento imposto". Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 14735 del 27/05/2024 (Rv. 671176-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Nascenti dalla legge - ingiustificato - arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11938 del 03/05/2024 (Rv. 671481-02)
Pregresso esercizio di azione contrattuale - Rigetto con sentenza irrevocabile - Successiva azione di ingiustificato arricchimento - Prescrizione - Decorrenza - Fondamento. Esperita un'azione contrattuale e passata in giudicato la sentenza di rigetto sulla stessa pronunciata, la prescrizione dell'azione di ingiustificato arricchimento successivamente esercitata non può farsi decorrere dal momento in cui la pronuncia giudiziale sull'azione contrattuale è divenuta irrevocabile, atteso che la richiesta di adempimento contrattuale e quella di indennizzo per l'ingiustificato arricchimento si pongono in una relazione di reciproca non fungibilità e non costituiscono articolazioni di una matrice fattuale sostanzialmente unitaria, ma derivano da diritti cosiddetti "eterodeterminati", per la identificazione dei quali, cioè, occorre far riferimento ai relativi fatti costitutivi, tra loro sensibilmente divergenti sul piano genetico e funzionale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11938 del 03/05/2024 (Rv. 671481-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2943 …...
Nascenti dalla legge – ingiustificato - arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11938 del 03/05/2024 (Rv. 671481-01)
Prescrizione del diritto - Interruzione per effetto della domanda di adempimento contrattuale - Esclusione - Fondamento. La domanda giudiziale volta ad ottenere l'adempimento di un'obbligazione derivante da un contratto non vale ad interrompere la prescrizione dell'azione, successivamente esperita, di arricchimento senza causa, difettando il requisito della pertinenza dell'atto interruttivo all'azione proposta (identificata in base al "petitum" ed alla "causa petendi"), in quanto la richiesta di adempimento contrattuale e quella di indennizzo per l'ingiustificato arricchimento si pongono in una relazione di reciproca non fungibilità e non costituiscono articolazioni di una matrice fattuale sostanzialmente unitaria, ma derivano da diritti cosiddetti "eterodeterminati", per la identificazione dei quali, cioè, occorre far riferimento ai relativi fatti costitutivi, tra loro sensibilmente divergenti sul piano genetico e funzionale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11938 del 03/05/2024 (Rv. 671481-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2943 …...
Nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - carattere sussidiario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9731 del 10/04/2024 (Rv. 670774-01)
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione (nozione, distinzione) - Inefficacia del contratto per mancato avveramento della condizione sospensiva - Adempimento spontaneo della controprestazione dell’obbligazione di pagamento sottoposta a condizione sospensiva non avveratasi - Azione di arricchimento - Proponibilità - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In caso di adempimento spontaneo della controprestazione di un'obbligazione di pagamento sottoposta a condizione sospensiva ma non avveratasi, è proponibile l'azione di ingiustificato arricchimento in ragione dell'inefficacia ab origine del titolo contrattuale, che rende priva di giustificazione l'attribuzione patrimoniale per fatto non imputabile al contraente adempiente. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, rilevato il mancato avveramento di una delle condizioni sospensive a cui era subordinato il contratto, aveva rigettato la domanda di adempimento proposta in via principale e dichiarato inammissibile l'azione di arricchimento, proposta in via subordinata, rilevando la sussistenza, tra le parti, di un contratto valido, ancorché inefficace). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9731 del 10/04/2024 (Rv. 670774-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1353, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Rappresentanza - contratto concluso dal falso rappresentante (rappresentanza senza poteri) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9679 del 10/04/2024 (Rv. 671020-01)
Azione del contraente in buona fede - Azione dello stesso per il recupero di beni o somme acquisiti in forza del negozio inefficace -Compatibilità. L'azione esperibile, ex art. 1398 c.c., dal contraente che abbia confidato senza colpa nell'efficacia del contratto, contro il rappresentante senza poteri della controparte, al fine di essere risarcito del danno sofferto (spese erogate, dispendio di attività, perdita di altri affari, ecc.), non coincide con quella eventualmente proponibile dal medesimo, indipendentemente dal suo atteggiamento psicologico nella conclusione del contratto, per il recupero di beni o somme che il falsus procurator o altri abbiano acquisito senza titolo, in forza del negozio inefficace; ne deriva che l'esperimento di una di tali azioni non è di ostacolo alla proposizione dell'altra. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9679 del 10/04/2024 (Rv. 671020-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1398, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041 …...
Nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 6735 del 13/03/2024 (Rv. 670623-01)
Carattere sussidiario - Sussidiarietà ex art. 2042 c.c. - Presupposti - Fattispecie. Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento, avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale, è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico.(Nella specie, la S.C. ha confermato, sul punto, la sentenza impugnata che aveva ritenuto ammissibile l'azione di arricchimento senza causa, in relazione a dazioni di denaro, proposta in via subordinata rispetto all'azione ex art. 2932 c.c., basata su di un patto fiduciario di intestazione di un immobile, ritenuta infondata per difetto di prova del pactum fiduciae e, dunque, per inesistenza ab origine del titolo giustificativo dell'azione). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 6735 del 13/03/2024 (Rv. 670623-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 6735 del 13/03/2024 (Rv. 670623-01)
Carattere sussidiario - Sussidiarietà ex art. 2042 c.c. - Presupposti - Fattispecie. Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento, avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale, è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico.(Nella specie, la S.C. ha confermato, sul punto, la sentenza impugnata che aveva ritenuto ammissibile l'azione di arricchimento senza causa, in relazione a dazioni di denaro, proposta in via subordinata rispetto all'azione ex art. 2932 c.c., basata su di un patto fiduciario di intestazione di un immobile, ritenuta infondata per difetto di prova del pactum fiduciae e, dunque, per inesistenza ab origine del titolo giustificativo dell'azione). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 6735 del 13/03/2024 (Rv. 670623-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 5480 del 29/02/2024 (Rv. 670225-01)
Azione nei confronti del funzionario ex art. 191, comma 4, T.U.E.L. - Condizioni - Delibera priva dell'impegno contabile e sua registrazione - Sussistenza - Estensione del principio in caso di rispetto di tali requisiti e nullità del contratto per difetto di forma scritta - Esclusione - Conseguenze - Possibilità di esercitare l'azione di ingiustificato arricchimento. L'azione diretta del fornitore nei confronti dell'amministratore o funzionario che, ai sensi dell'art. 191, comma 4, T.U.E.L., abbia consentito l'acquisizione di beni o servizi, può essere esperita unicamente quando la delibera comunale sia priva dell'impegno contabile e della sua registrazione sul competente capitolo di bilancio e non anche quando tali requisiti siano stati rispettati, ma il contratto concluso con l'ente locale sia invalido per difetto di forma scritta, non potendo operare, in ipotesi di invalidità negoziale, il meccanismo di sostituzione nel rapporto obbligatorio previsto dalle legge. Ne consegue che, in tali ipotesi, il fornitore potrà promuovere l'azione di ingiustificato arricchimento nei confronti dell'ente comunale, nella ricorrenza dei presupposti di legge. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 5480 del 29/02/2024 (Rv. 670225-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Nascenti dalla legge - ingiustificato - arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4246 del 16/02/2024 (Rv. 670318-01)
Carattere sussidiario - Azione generale di arricchimento - Esperibilità di azione risarcitoria nei confronti di soggetto diverso dall'arricchito - Difetto di sussidiarietà - Fattispecie. Il carattere sussidiario dell'azione di ingiustificato arricchimento, sancito dall'art. 2042 c.c. in termini generali, comporta che detta azione non possa essere esperita quando l'impoverito, per farsi indennizzare del pregiudizio subito, possa esercitare un' "altra azione" - anche fondata su clausola generale, come quella risarcitoria ex art. 2043 c.c. - nei confronti di un soggetto diverso dall'arricchito, secondo una valutazione da compiersi in astratto. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte di appello, che aveva dichiarato ammissibile l'azione d'ingiustificato arricchimento proposta in via subordinata rispetto a quella contrattuale per il pagamento del residuo prezzo del contratto di cessione di quota latte, in ragione della riconosciuta esperibilità dell'azione di risarcimento del danno nei confronti della p.a. per il mancato recepimento del trasferimento della quota sul bollettino Aima, previsto quale condizione sospensiva per il pagamento del prezzo). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4246 del 16/02/2024 (Rv. 670318-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
termini processuali Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36108 del 27/12/2023 (Rv. 669757 - 01)
Negozi giuridici - fiduciari - Negozio fiduciario avente ad oggetto beni immobili - Carenza di forma scritta - Orientamento anteriore alla sentenza delle Sezioni Unite n. 6549 del 2020 - Omesso ritrasferimento del bene - Azione di ingiustificato arricchimento - Proponibilità - Fondamento - Sopravvenuto mutamento dell'orientamento giurisprudenziale - Conseguenze - Esperibilità di azione contrattuale - Termine di prescrizione - Decorrenza - Fattispecie. In ossequio all'orientamento giurisprudenziale consolidatosi anteriormente alla sentenza delle Sezioni Unite n. 6549 del 2020, la nullità del patto fiduciario, non concluso in forma scritta benché avente ad oggetto il ritrasferimento di un bene immobile, consentiva, in mancanza di azioni contrattuali, la proposizione dell'azione di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c., divenuta, invece inammissibile, a seguito di tale pronuncia (che ha escluso la suddetta nullità), in considerazione dell'esperibilità di un'ordinaria azione contrattuale di adempimento (o di risoluzione per inadempimento), il cui termine di prescrizione non può considerarsi iniziato a decorrere fino a quando, per diritto vivente, non è stato possibile azionarla ub considerazione della ritenuta nullità del patto. (Nella specie, la S.C., nel confermare la statuizione di inammissibilità, per difetto di sussidiarietà, dell'azione di ingiustificato arricchimento proposta dai fiducianti, ha escluso che si vertesse in una fattispecie di cd. "prospective overruling", vuoi perché il mutamento giurisprudenziale non aveva interessato una regola processuale, vuoi perché, in ogni caso, non si era determinato un effetto preclusivo del diritto di azione della parte, potendo quest'ultima giovarsi, in relazione alla proponibilità delle azioni contrattuali, dell'effetto interruttivo della prescrizione, determinatosi per effetto dell'instaurazione del giudizio mediante la proposizione dell'unica domanda - quella ex art. 2041 c.c. - allora ammissibile). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36108 del 27/12/2023 (Rv. 669757 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_1453, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Civ_art_1350, Cod_Civ_art_1705, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 33954 del 05/12/2023 (Rv. 669447 - 01)
Ingiustificato arricchimento (senza causa) - carattere sussidiario - Sussidiarietà ex art. 2042 c.c. - Presupposti - Fattispecie. Ai fini del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di ingiustificato arricchimento (avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale) è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva dichiarato improponibile la domanda di ingiustificato arricchimento, proposta in via subordinata rispetto a quella di risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale, nonostante quest'ultima fosse stata rigettata nel merito per carenza di prova della violazione dell'obbligo di buona fede da parte del convenuto). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 33954 del 05/12/2023 (Rv. 669447 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24370 del 10/08/2023 (Rv. 668648 - 01)
Arricchimento senza causa - Appalto di servizio in favore di un ente locale in esecuzione di un rapporto di fatto - Indennità per indebito arricchimento - Riconoscimento del lucro cessante - Esclusione - Fattispecie. In tema di azione d'indebito arricchimento nei confronti della P.A. conseguente ai servizi resi in esecuzione di un rapporto di fatto, l'indennità prevista dall'art. 2041 c.c. si limita al danno emergente e non si estende al lucro cessante costituito dal guadagno che il professionista o l'imprenditore avrebbe potuto conseguire se fossero stati praticati prezzi maggiori, o prezzi di mercato. (Nella specie, la S.C. ha escluso che ad un consorzio, il quale aveva proseguito il servizio di ristorazione a favore di studenti e dipendenti al prezzo precedente alla scadenza del contratto stipulato con l'ente pubblico, spettasse il ristoro di quanto non conseguito per il mancato rinnovo dei prezzi). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24370 del 10/08/2023 (Rv. 668648 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Obbligazioni in genere Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20521 del 17/07/2023 (Rv. 668377 - 01)
Nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Azione di arricchimento proposta in via subordinata - Difetto di prove sufficienti all'accoglimento di quella principale - Ammissibilità - Esclusione. L'azione di arricchimento può essere valutata, se proposta in via subordinata rispetto all'azione contrattuale articolata in via principale, soltanto qualora quest'ultima sia rigettata per un difetto del titolo posto a suo fondamento, ma non anche nel caso in cui sia stata proposta domanda ordinaria, fondata su titolo contrattuale, senza offrire prove sufficienti all'accoglimento. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20521 del 17/07/2023 (Rv. 668377 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 …...
Azione di indebito arricchimento – Cass. n. 13203/2023
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Azione di indebito arricchimento - Declaratoria di inesistenza del contratto - Carattere ostativo - Esclusione - Sussidiarietà - Sussistenza - Fondamento.  In tema di azione di indebito arricchimento, la sentenza che dichiara l'inesistenza del contratto esclude (in negativo) che l'avente diritto possa nuovamente esercitare l'azione contrattuale e accerta (in positivo) la sussistenza dell'indefettibile presupposto della sussidiarietà (e, cioè, l'indisponibilità di un rimedio alternativo a quello contrattuale), atteso che - a differenza di quanto accade in caso di rigetto della domanda per nullità del titolo contrattuale, preclusivo dell'azione ex art. 2041 c.c. - la domanda di indebito arricchimento non si configura come uno strumento volto ad aggirare l'operatività di norme imperative, bensì come l'unico mezzo idoneo a far valere il diritto all'indennizzo per il pregiudizio subito. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 13203 del 15/05/2023 (Rv. 667656 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_2041   Corte Cassazione 13203 2023 …...
Spese sostenute per migliorie della casa coniugale – Cass. n. 4909/2023
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere - Spese sostenute per migliorie della casa coniugale - Domanda di rimborso di uno dei coniugi - Azione di arricchimento senza causa - Inammissibilità - Ragioni - Decesso del coniuge arricchito - Irrilevanza.   L'azione generale di arricchimento, che presuppone la locupletazione, senza giusta causa, di un soggetto a danno di un altro, non è invocabile per ottenere il rimborso delle spese sostenute da uno dei coniugi per il miglioramento della casa coniugale, poiché sussiste la causa dello spostamento patrimoniale ed è possibile agire ai sensi degli artt. 1150 e 192 c.c., anche in caso di sopravvenuto decesso del coniuge arricchito, dovendosi in tal caso agire nei confronti degli eredi. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 4909 del 16/02/2023 (Rv. 666926 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042, Cod_Civ_art_1150, Cod_Civ_art_192   Corte Cassazione 4909 2023 …...
Riconoscimento di rivalutazione monetaria e interessi al tasso legale – Cass. n. 35480/2022
Pubblica amministrazione - contratti - formazione - forma - Obbligazioni - arricchimento senza causa - Prestazione fornita dal professionista alla Pubblica Amministrazione - Assenza di contratto valido ed efficace - Ingiustificato arricchimento - Calcolo dell'indennizzo - Riconoscimento di rivalutazione monetaria e interessi al tasso legale - Necessità - Maggiorazioni previste da tariffe professionali - Esclusione.   Il credito indennitario ex art. 2041 c.c., per l'espletamento di prestazioni professionali in favore della pubblica amministrazione in assenza di un valido contratto scritto, va liquidato alla stregua dei valori monetari corrispondenti al momento della relativa pronuncia, dovendo il giudice tenere conto della svalutazione monetaria sopravvenuta fino alla decisione, anche di ufficio, a prescindere dalla prova della sussistenza di uno specifico pregiudizio dell'interessato dipendente dal mancato tempestivo conseguimento dell'indennizzo medesimo, producendo, inoltre la somma così liquidata interessi da liquidarsi al tasso legale, e non ai sensi dell'art. 9 della legge 2 marzo 1949, n. 143, decorrenti dalla data dell'arricchimento della pubblica amministrazione, ovvero dal momento del completo espletamento della prestazione in suo favore. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 35480 del 02/12/2022 (Rv. 666352 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_1219, Cod_Civ_art_1224   Corte Cassazione 35480 2022 …...
Azione di ingiustificato arricchimento – Cass. n. 18145/2022
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere - impugnazioni civili - "causa petendi et petitum" - Azione di ingiustificato arricchimento - Proponibilità per la prima volta in appello - Inammissibilità in ipotesi di proposizione in primo grado di azione contrattuale - Ragioni.   La proposizione per la prima volta in appello dell'azione di ingiustificato arricchimento è inammissibile ai sensi dell'art. 345 c.p.c. quando in primo grado sia stata proposta azione contrattuale, poiché le due azioni sono diverse sia per la "causa petendi", basandosi quest'ultima sull'obbligazione assunta e l'azione di arricchimento sull'assenza di un vincolo negoziale, sia per il "petitum" avendo l'azione contrattuale ad oggetto il corrispettivo pattuito e l'azione di ingiustificato arricchimento la corresponsione di un indennizzo equivalente alla diminuzione patrimoniale subita. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 18145 del 06/06/2022 (Rv. 664950 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0345, Cod_Civ_art_2041   Corte Cassazione 18145 2022 …...
Azione di arricchimento proposta in via subordinata – Cass. n. 14944/2022
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Azione di arricchimento proposta in via subordinata - Difetto di prove sufficienti all'accoglimento di quella principale - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie.   L'azione di arricchimento può essere valutata, se proposta in via subordinata rispetto all'azione contrattuale articolata in via principale, soltanto qualora quest'ultima sia rigettata per un difetto del titolo posto a suo fondamento, ma non anche nel caso in cui sia stata proposta una domanda ordinaria, fondata su titolo contrattuale, senza offrire prove sufficienti al relativo accoglimento. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso l'ammissibilità dell'azione di arricchimento sul presupposto che la stessa fosse stata esercitata in via subordinata rispetto ad un'azione contrattuale respinta per carenza di prova, mentre invece nessuna azione contrattuale era stata esercitata nei riguardi delle parti destinatarie dell'azione ex art. 2041 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14944 del 11/05/2022 (Rv. 664823 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042   Corte Cassazione 14944 2022 …...
Controversia relativa all’indennità per miglioramenti apportati al fondo rustico – Cass. n. 9781/2022
Contratti agrari - controversie - procedimento - competenza e giurisdizione - sezioni specializzate - competenza - Controversia relativa all’indennità per miglioramenti apportati al fondo rustico - Inclusione - Domanda formulata ai sensi dell'art. 2041 c.c. - Irrilevanza - Ragioni.   La controversia relativa all'indennità per i miglioramenti apportati ad un fondo agricolo, oggetto di contratto di affitto di azienda agricola, rientra nella competenza esclusiva delle sezioni specializzate agrarie, essendo attribuite a detto giudice tutte le controversie in materia di contratti agrari, sia sotto il profilo della genesi del rapporto che del suo funzionamento o della sua cessazione, anche ove la decisione venga assunta sulla base delle norme generali del codice civile; è irrilevante, pertanto, che la domanda sia proposta ai sensi dell'art. 2041 c.c. piuttosto che dell'art. 17 della l. n. 203 del 1982, stante la natura indennitaria, e non risarcitoria, della pretesa azionata, che configura una ipotesi di responsabilità da atto lecito connessa con attività realizzate nell'esecuzione del contratto. Corte Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9781 del 25/03/2022 (Rv. 664454 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_1173   Corte Cassazione 9781 2022 …...
Opere compiute dal convivente "more uxorio" a sue spese sull'immobile di proprietà del partner – Cass. n. 5086/2022
Proprietà - acquisto - a titolo originario - accessione - esclusione - opere del terzo con materiali propri - ritenzione delle opere - Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Opere compiute dal convivente "more uxorio" a sue spese sull'immobile di proprietà del partner - Cessazione della convivenza - Azione ex art. 936 c.c. e corrispondente obbligo di indennizzo a carico del proprietario dell'immobile - Non configurabilità - Azione generale di arricchimento senza causa da parte del depauperato - Sussistenza - Condizioni.   In favore del convivente "more uxorio" che abbia realizzato a sue spese opere sull'immobile di proprietà del partner e che, cessata la convivenza, pretenda di essere indennizzato per le spese sostenute ed il lavoro compiuto, trova applicazione non l'art. 936 c.c., che ha riguardo solo all'autore delle opere che non abbia con il proprietario del fondo alcun rapporto giuridico di natura reale o personale che gli attribuisca la facoltà di costruire sul suolo, bensì la disposizione di cui all'art. 2041 c.c. sull'arricchimento senza causa, purché si accerti, tenuto conto dell’entità delle opere in base alle condizioni personali e patrimoniali dei partners, che le spese erano state sostenute ed il lavoro era stato compiuto senza spirito di liberalità, in vista di un progetto di vita comune, e che, realizzando quelle opere, il convivente non aveva intenzione di adempiere ad alcuna obbligazione naturale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5086 del 16/02/2022 (Rv. 663923 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0936, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042   Corte Cassazione 5086 2022 …...
Indennizzo attribuito con sentenza – Cass. n. 2040/2022
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) -Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Arricchimento senza causa - Indennizzo attribuito con sentenza - Operazione imponibile a fini IVA - Configurabilità - Esclusione - Fondamento.   L'indennità dovuta a titolo di indebito arricchimento, prevista dall'art. 2042 c.c. e liquidata con sentenza, a seguito di azione ex art. 2041 c.c., nei limiti della diminuzione patrimoniale subita dalla parte nell'erogazione della prestazione, esula dall'ambito di applicazione dell'I.V.A., per mancanza del presupposto oggettivo, non sussistendo un nesso diretto ed immediato tra la prestazione e l'indennizzo medesimo, il quale si pone fuori da un rapporto sinallagmatico ed ha, piuttosto, la funzione di compensare il pregiudizio economico di chi ha effettuato la prima, in tal modo impoverendosi, con la reintegra del patrimonio nei limiti di tale impoverimento, riequilibrando, così, l'incremento patrimoniale dell'arricchito. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 2040 del 25/01/2022 (Rv. 663661 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042   Corte Cassazione 2040 2022 …...
Attività svolta durante la frequenza della scuola di specializzazione di personale non medico – Cass. n. 40473/2021
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Attività svolta durante la frequenza della scuola di specializzazione di personale non medico - Vantaggio dell'amministrazione e riconoscimento dell'utilità di essa - Configurabilità - Arricchimento senza causa - Esclusione - Fondamento.   L'attività svolta nell'ambito delle scuole di specializzazione da laureati "non medici" (ossia, laureati in discipline diverse dalla medicina, benché relative all'area sanitaria, quali biochimica clinica, microbiologia e virologia, patologia clinica, farmacologia medica) ha come corrispettivo la fruizione dell'attività formativa ed è espletata in base ad una "giusta causa", secondo la disciplina della legge e in forza non già di un obbligo di iscrizione, ma di una scelta libera del personale non medico, sicché non può configurarsi alcun indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. in favore delle università che gestiscono dette scuole di specializzazione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 40473 del 16/12/2021 (Rv. 663577 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041   Corte Cassazione 40473 2021 …...
Presupposti – Depauperamento – Cass. n. 6827/2021
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Presupposti - Depauperamento - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. La sussistenza del requisito del depauperamento, richiesto dall'art. 2041 c.c. come presupposto per l'esercizio dell'azione generale di arricchimento, richiede la dimostrazione che il convenuto non ha alcun titolo per giovarsi di quanto corrisponde alla perdita patrimoniale, subita dall’istante senza la propria volontà e senza un'adeguata esplicita causa giuridica; pertanto, il diritto all'indennizzo non può essere riconosciuto se il depauperamento è giustificato da una ragione giuridica, come quando sia avvenuto per una spesa fatta dall’istante nel proprio esclusivo interesse, sia pure con indiretta utilità altrui. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che, in riforma di quella di primo grado, aveva negato il diritto all’indennizzo preteso da una società per i lavori di adeguamento compiuti su un immobile, requisitole dal Comune, per consentirvi la continuazione dell’attività didattica, avuto riguardo alla circostanza che, pur non risultando formalizzato tra le parti alcun rapporto contrattuale, tuttavia era stata accertata, all'esito di CTU, la congruità del canone di locazione corrisposto dall’ente con riferimento alla nuova destinazione). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6827 del 11/03/2021 (Rv. 660908 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Forniture e servizi senza l'osservanza del procedimento contabile - Cass. n. 5665/2021
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Enti locali- Forniture e servizi senza l'osservanza del procedimento contabile-  Conseguenze - Contraente privato fornitore- Azione di indebito arricchimento nei confronti dell'ente - Esclusione - Azione di indebito arricchimento in via surrogatoria "utendo iuribus" dell'amministratore debitore - Esperibilità - Oneri probatori. In tema di fornitura e servizi prestati in favore degli enti locali senza l'osservanza del procedimento contabile previsto per l'assunzione di obbligazioni vincolanti per l'ente locale, ai sensi dell'art.23, comma 4, del d. l. n. 66 del 1989 conv. con mod. dalla l. n. 144 del 1989, sostituito dall'art. 35, comma 4, del d.lgs. n. 77 del 1995 poi modificato dall'art. 4 del d.lgs. n. 342 del 1997, e trasfuso nell'art. 191 del d.lgs. n. 267 del 2000, il contraente privato fornitore non è legittimato a proporre l'azione diretta di indebito arricchimento verso l'ente pubblico per difetto del requisito di sussidiarietà mentre può esercitare l'azione ex art. 2041 c.c. nei confronti dello stesso ente "utendo iuribus” dell' amministratore suo debitore, agendo in via surrogatoria ex art. 2900 c.c. (contestualmente alla ed indipendentemente dalla) iniziativa nei confronti dell'amministratore onde assicurare e conservare le proprie ragioni quando il patrimonio di quest'ultimo non offra adeguate garanzie. In tal caso, il privato contraente ha l'onere di provare il fatto oggettivo dell'arricchimento in correlazione con il depauperamento dell'amministratore, senza che l'ente possa opporre il mancato riconoscimento della "utilitas", salva la possibilità per l'ente medesimo di dimostrare che l'arricchimento sia stato non voluto, non consapevole o imposto. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 5665 del 02/03/2021 (Rv. 660732 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042, Cod_Civ_art_2900, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Domanda di indennizzo per ingiustificato arricchimento – Cass. n. 3127/2021
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Modifica della domanda ex art. 183, comma 6, c.p.c. - Possibilità - Oggetto - Limiti - Sostituzione della domanda di adempimento di obbligazione contrattuale con quella di ingiustificato arricchimento - Ammissibilità - Presupposti - Fattispecie. Nel processo introdotto mediante domanda di adempimento contrattuale è ammissibile la domanda di indennizzo per ingiustificato arricchimento formulata, in via subordinata, con la prima memoria ai sensi dell'art. 183, comma 6, c.p.c., qualora si riferisca alla medesima vicenda sostanziale dedotta in giudizio, trattandosi di domanda comunque connessa per incompatibilità a quella originariamente proposta. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di appello che aveva ritenuto inammissibile, in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la domanda ex art. 2041 c.c. avanzata, in via subordinata, con la memoria prevista dall'art. 183, comma 6, c.p.c., nei confronti di una ASL per il pagamento di somme relative ad attività di pronto soccorso, terapia intensiva e servizio di urgenza e emergenza medica cd. SUEM). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 3127 del 09/02/2021 (Rv. 660591 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Civ_art_2041 …...
Ingiustificato arricchimento – Cass. n. 3058/2021
Impugnazioni civili - "causa petendi et petitum" - Domanda di adempimento contrattuale - Successiva domanda in appello di arricchimento senza causa - Inammissibilità - Fondamento. Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - In genere. La domanda di indennizzo per arricchimento senza causa integra, rispetto a quella di adempimento contrattuale originariamente formulata, una domanda nuova ed è, come tale, inammissibile se proposta per la prima volta in appello, ostandovi l'espresso divieto previsto dall'art. 345 c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 3058 del 09/02/2021 (Rv. 660579 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Proc_Civ_art_345, Cod_Civ_art_2041 …...
Arricchimento indiretto – Cass. n. 1708/2021
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Arricchimento indiretto - Esercizio dell'azione ex art. 2041 c.c. contro il terzo - Ammissibilità - Condizioni - Insolvenza del soggetto obbligato - Nozione - Fattispecie. In ipotesi di "arricchimento indiretto", l'azione ex art. 2041 c.c. è esperibile contro il terzo a condizione che l'indebita locupletazione sia stata conseguita in forza di un rapporto di fatto (e dunque gratuitamente) con l'istante e che il soggetto obbligato verso il depauperato si sia reso insolvente nei riguardi di quest'ultimo, dovendosi intendere l'"insolvenza" come mancato adempimento e non nel senso tecnico di cui alla legge fallimentare. (Nella specie, la S.C. ha confermato il rigetto della domanda di arricchimento senza causa avanzata nei confronti di terzi, ritenendo che la dichiarazione di fallimento del soggetto obbligato non costituisse insolvenza nel senso indicato, potendo il creditore esercitare l'azione verso il fallito attraverso l'insinuazione al passivo fallimentare). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1708 del 26/01/2021 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Dlgs_14_2019_art_201 …...
Energia elettrica - Fornitura non richiesta – Cass. n. 261/2021
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - Energia elettrica - Fornitura non richiesta - Obbligo per il consumatore di prestazione corrispettiva - Esclusione - Possibilità per il fornitore di agire a titolo di indebito o di arricchimento senza causa - Esclusione - Vantaggio conseguito dal consumatore - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie. Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - In genere. Il consumatore non è tenuto, ai sensi dell'art. 57 del codice del consumo (nella specie, nel testo anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 21 del 2014, venendo in rilievo un contratto concluso prima del 13 giugno 2014), ad alcuna prestazione corrispettiva in caso di fornitura di energia elettrica non richiesta, né il fornitore può agire nei suoi confronti a titolo di indebito o di arricchimento senza causa, ancorché il medesimo consumatore abbia tratto vantaggio dalla detta fornitura, poiché il legislatore ha inteso fare prevalere gli interessi della parte debole del contratto con l'esonero dagli oneri conseguenti a pratiche commerciali scorrette - su quelli del professionista, dovendosi riconoscere al citato art. 57 pure una valenza latamente sanzionatoria. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 261 del 12/01/2021 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1325, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041 corte cassazione 261 2021 …...
Azione di ingiustificato arricchimento - Proposizione per la prima volta in appello - Cass.n. 26694/2020
Impugnazioni civili - "causa petendi et petitum" - Azione di ingiustificato arricchimento - Proposizione per la prima volta in appello - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. La domanda di arricchimento senza causa può essere proposta anche per la prima volta in appello, purché prospettata sulla base delle medesime circostanze di fatto fatte valere in primo grado. (Nel caso di specie, la domanda ex art. 2041 c.c. è stata ritenuta ammissibile, avendo un'agenzia di viaggi posto a fondamento della stessa la medesima circostanza di fatto sulla quale aveva basato l'originaria domanda proposta in primo grado nei confronti del "tour operator”, ovvero l'avvenuta restituzione al cliente del prezzo di un pacchetto turistico). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 26694 del 24/11/2020 (Rv. 659722 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Proc_Civ_art_345 ingiustificato arricchimento domanda di arricchimento corte cassazione 26694 2020 …...
Prestazione di attività professionale di un socio in favore di una società di capitPrestazione di attività professionale di un socio in favore di una società di capitali - Cass. n. 25045/2020ali - Cass. n. 25045/2020
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Prestazione di attività professionale di un socio in favore di una società di capitali - Incremento patrimoniale per mancata spesa da parte della società e corrispondente danno del socio - Arricchimento senza giusta causa - Configurabilità - Ristoro richiesto dal socio - Determinazione - Incremento economico per il socio a titolo di maggiori utili per effetto del vantaggio conseguito dalla società - Rilevanza. Qualora il socio di una società di capitali abbia prestato senza corrispettivo la propria attività professionale a favore della società stessa, è configurabile l'arricchimento senza giusta causa di essa, per l'incremento patrimoniale derivante dalla mancata spesa, con corrispondente danno per il socio. Tuttavia, nel determinare la misura del richiesto ristoro, il giudice deve indagare anche se ed in che misura il vantaggio della società si sia risolto in un concreto incremento economico per il socio, a titolo di maggiori utili, influendo riduttivamente sulla diminuzione patrimoniale subita dal socio e, quindi, sull'indennità a lui spettante ex art. 2041 c.c. (conf. a Cass. n. 5616 del 1981, Rv. 416333 - 01). Corte di Cassazione, Sez. L , Ordinanza n. 25045 del 09/11/2020 (Rv. 659446 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 ingiustificato arricchimento corte cassazione 25045 2020 …...
Servizi di telecomunicazione - radio e televisione - concessioni e licenze - Cass. n. 18603/2020
Poste e radio telecomunicazioni pubbliche - servizi di telecomunicazione - radio e televisione - concessioni e licenze -Telecomunicazioni - Canone concessorio per l'anno 1998 - Contrasto con il diritto comunitario - Conseguenza - Diritto del concessionario di agire ex art. 2033 c.c. - Intervenuta traslazione dell'onere sugli utenti finali - Irrilevanza. Il pagamento del canone di concessione previsto dalla legislazione italiana per l'esercizio dell’attività di telecomunicazione in relazione all'anno 1998, come deciso dalla Corte di giustizia UE (cause c-296/06 e c-34/19), è illegittimo perché in contrasto con l'ordinamento comunitario con la conseguenza che il concessionario ha diritto alla ripetizione di quanto versato allo Stato secondo i principi generali di cui agli artt. 2033 e 2041 c.c. Tale diritto non viene meno per il sol fatto che il concessionario abbia provveduto alla cd. traslazione dell'onere concessorio sugli utenti finali, mediante maggiorazione del prezzo dei servizi prestati, non potendo attribuirsi valenza generale al diverso principio dettato dall'art. 29 della legge n. 428 del 1990, che trova applicazione nello specifico settore dei dazi doganali all'importazione. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 18603 del 07/09/2020 (Rv. 658812 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041 CORTE CASSAZIONE 18603 2020 …...
Avvocato - Nullità del rapporto con il cliente - Azione di arricchimento del professionista - Cass. n. 14120/2020
Avvocato e procuratore - onorari - Avvocato - Nullità del rapporto con il cliente - Azione di arricchimento del professionista - Ammissibilità - Esclusione – Fondamento - obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) . In caso di nullità del rapporto tra cliente ed avvocato, quest'ultimo non puo avvalersi contro il primo dell'azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c., perche la funzione sussidiaria ed integrativa di detta azione osta all'esperibilita della medesima per la tutela di un interesse derivante dalla violazione di norma cogente. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 14120 del 07/07/2020 (Rv. 658413 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_2041 corte cassazione 14120 2020 …...
Arricchimento senza causa - Struttura sanitaria accreditata - Cass. n. 13884/2020
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Struttura sanitaria accreditata - Credito per le prestazioni erogate nell'ambito del servizio sanitario nazionale - Determinazione e comunicazione del tetto di spesa - Conseguenze in tema di indebito arricchimento. L'azienda sanitaria, comunicando alla struttura accreditata il limite di spesa stabilito per l'erogazione delle prestazioni sanitarie, manifesta implicitamente la sua contrarietà ad una spesa superiore, ovvero a prestazioni ulteriori rispetto a quelle il cui corrispettivo sarebbe rientrato nel predetto limite. Pertanto, l'arricchimento che la P.A. consegue dall'esecuzione delle prestazioni "extra budget" assume un carattere "imposto" che preclude l'esperibilità nei suoi confronti dell'azione di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 13884 del 06/07/2020 (Rv. 658618 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 corte cassazione 13884 2020 …...
Mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - Medici specializzandi - Cass. n. 13283/2020
Responsabilità' civile - amministrazione pubblica - Mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - Medici specializzandi con iscrizione iniziale a corsi di specializzazione anteriori al 1983, a partire dal 1983 e dopo il 1991 - Azione generale di arricchimento - Spettanza - Esclusione - Fondamento. In tema di ristoro del pregiudizio da tardiva attuazione di direttive comunitarie (nella specie, le direttive CEE 75/363, 75/362 e 82/76 in materia di retribuzione della formazione dei medici specializzandi), i medici che hanno frequentato corsi di specializzazione a partire dall'anno accademico 1983 (e si siano iscritti dopo il gennaio 1982) sono titolari dell'azione di responsabilità contrattuale "ex lege" contro lo Stato per l'inadempimento dell'obbligazione di attuazione delle direttive e, quindi, non possono agire, nei confronti delle università o dello Stato, con azione di indebito arricchimento, stante il carattere sussidiario di quest'ultima, al pari di coloro che hanno preso parte ai detti corsi anteriormente al 1983 (o, comunque, che si sono iscritti prima del gennaio 1982), le cui prestazioni svolte trovano comunque causa nel rapporto instaurato con l'università per la frequenza della scuola. Allo stesso modo, l'azione di indebito arricchimento non spetta ai medici che hanno seguito tali corsi dopo il 1991, poiché le attività da essi svolte, in base alla disciplina del d.lgs. n. 257 del 1991, trovano causa nel peculiare rapporto contrattuale di formazione - lavoro, oggetto di questa specifica normativa, con la conseguenza che possono avvalersi dell'azione contrattuale per ottenere la remunerazione prevista. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13283 del 01/07/2020 (Rv. 658375 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1173, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042 corte cassazione 13283 2020 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Cass. n. 12405/2020
Locupletazione di una parte derivante dal mancato adempimento di obbligazioni a suo carico per contratto o altri rapporti giuridici - Causa ingiusta - Esclusione - Condizioni - Fattispecie. L'azione generale di arricchimento postula che la locupletazione di un soggetto a danno dell'altro sia avvenuta senza giusta causa, sicché quando essa sia la conseguenza di un contratto o comunque di un altro rapporto non può dirsi che la causa manchi o sia ingiusta, almeno fino a quando il contratto o il diverso rapporto conservino rispetto alle parti e ai loro aventi causa la propria efficacia obbligatoria. (Fattispecie in tema di accordo transattivo su indennità per la perdita dell'avviamento). Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12405 del 24/06/2020 (Rv. 658221 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 corte cassazione 12405 2020 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Cass. n. 11803/2020
Obbligo indennitario della P.A. - Presupposti - Utilizzo della prestazione - Individuazione della data - Fattispecie. Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa- In genere. In tema di azione di ingiustificato arricchimento, l'obbligo indennitario dell'amministrazione non sorge con la compiuta realizzazione dell'opera in conformità al progetto, ma in virtù del dato oggettivo dell'utilizzazione della prestazione, che avviene nel momento in cui l'elaborato progettuale viene acquisito dalla pubblica amministrazione e comunque da essa adoperato; detto momento segna il "dies a quo" per la decorrenza della prescrizione dell'azione, non rilevando a tal fine il riconoscimento soggettivo dell'"utilitas" da parte dell'ente. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 11803 del 18/06/2020 (Rv. 658444 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2935 CORTE CASSAZIONE 11803 2020 …...
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - riconoscimento del diritto - Cass. n. 11803/2020
Riconoscimento del diritto - Requisito della "esternazione" - Necessità - Fondamento - Fattispecie. Ai fini della interruzione della prescrizione, il riconoscimento del diritto, è configurabile in presenza, non solo, dei requisiti della volontarietà, della consapevolezza, della inequivocità e della recettizietà, ma anche dell'esternazione, in quanto funzionale a manifestare alla controparte del rapporto la portata ricognitiva alla base dell'effetto interruttivo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello, che aveva ritenuto che una delibera di giunta con cui un'Amministrazione provinciale aveva comunicato a due professionisti di voler corrispondere loro un importo non avesse effetto interruttivo riguardo all'esercizio dell'azione 2041 c.c., trattandosi del riconoscimento di un diritto, alla prestazione contrattuale, differente rispetto a quello, all'indennizzo per ingiustificato arricchimento, per cui era stata eccepita la prescrizione). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 11803 del 18/06/2020 (Rv. 658444 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2944 CORTE CASSAZIONE 11803 2020 …...
appello - eccezioni non riproposte (decadenza) - Cass. n. 11653/2020
Impugnazioni civili - appello - eccezioni - non riproposte (decadenza) Appello - Eccezioni assorbite - Onere di riproposizione - Appello incidentale - Necessità - Esclusione - Fattispecie. La parte pienamente vittoriosa nel merito in primo grado, difettando di interesse al riguardo, non ha l'onere di proporre, in ipotesi di gravame formulato dal soccombente, appello incidentale per richiamare in discussione le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado, da intendersi come quelle che risultino superate o non esaminate perché assorbite o anche quelle esplicitamente respinte qualora l'eccezione mirava a paralizzare una domanda comunque respinta per altre ragioni, ma è soltanto tenuta a riproporle espressamente nel giudizio di appello in modo tale da manifestare la sua volontà di chiederne il riesame, al fine di evitare la presunzione di rinuncia derivante da un comportamento omissivo, ai sensi dell'art. 346 c.p.c. (Nella specie la S.C., cassando con rinvio la sentenza impugnata, ha affermato che lo scrutinio di sussidiarietà dell'azione, indispensabile ai fini della proponibilità dell'azione di arricchimento senza causa, essendo devoluto al giudice di appello, non obbliga l'arricchito vittorioso a proporre appello incidentale sul punto, potendo costui limitarsi a contestare l'indicato presupposto). Precedente giurisprudenziale conforme:24124/2016. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 11653 del 16/06/2020 (Rv. 658137 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_346, Cod_Civ_art_2041 CORTE CASSAZIONE 11653 2020 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Cass. n. 20869/2020
Rapporto di convivenza - Prescrizione - Termine - Decorrenza. Nell'ambito del rapporto di convivenza "more uxorio", il termine di prescrizione dell'azione di ingiustificato arricchimento decorre non dai singoli esborsi, bensì dalla cessazione della convivenza. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11303 del 12/06/2020 (Rv. 658159 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2034, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2946 CORTE CASSAZIONE 11303 2020 …...
societa' con partecipazione statale o pubblica – Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 11265 del 11/06/2020 (Rv. 658051 - 01)
Societa' di capitali - societa' per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - societa' con partecipazione statale o pubblica - Società "in house" - Dipendenti con incarichi elettivi presso l'ente locale partecipante - Permessi retribuiti - Oneri a carico dell'ente locale - Sussistenza - Fondamento. In base al principio civilistico del divieto di indebito arricchimento e tenuto conto della distinzione tra società partecipata e socio pubblico, gli oneri derivanti dalla fruizione da parte dei dipendenti di società "in house" dei permessi retribuiti previsti per l'esercizio di funzioni elettive presso lo stesso ente locale che partecipa alla società sono a carico di quest'ultimo e devono essere rimborsati alla società datrice di lavoro nei termini e secondo le modalità di cui all'art. 80 del d.lgs. n. 267 del 2000. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 11265 del 11/06/2020 (Rv. 658051 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10810 del 05/06/2020 (Rv. 658166 - 01)
Presupposti - Possibilità di concreta restituzione - Azione di ingiustificato arricchimento - Operatività - Limiti - Soggetto legittimato all'azione di reintegra patrimoniale - Individuazione. L'azione di indebito oggettivo ha carattere restitutorio, cosicché la ripetibilità è condizionata dal contenuto della prestazione e dalla possibilità concreta di ripetizione, secondo le regole previste dagli artt. 2033 ss. c.c., che ricorre quando detta prestazione abbia avuto ad oggetto una somma di denaro o cose di genere ovvero, infine, una cosa determinata, operando, altrimenti, ove tale prestazione sia irripetibile e ne sussistano i presupposti, l'azione generale di arricchimento senza causa di cui all'art. 2041 c.c., che assolve alla funzione, in base ad una valutazione obbiettiva, di reintegrazione dell’equilibrio economico; la legittimazione ad esperire l'azione volta alla reintegrazione patrimoniale spetta a colui che abbia disposto il pagamento senza causa e non a chi, da questi e per suo conto, sia stato delegato ad effettuare materialmente la prestazione. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10810 del 05/06/2020 (Rv. 658166 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041, Cod_Proc_Civ_art_100 …...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8137 del 23/04/2020 (Rv. 657510 - 01)
Quantificazione del danno risarcibile - Elementi - Pregiudizio subito dal danneggiato -Arricchimento del danneggiante mediante fatto ingiusto - Irrilevanza - Eccezioni - Fattispecie. In tema di responsabilità aquiliana, anche quando il fatto illecito è fonte di arricchimento per il danneggiante, il risarcimento del danno va commisurato al pregiudizio subito dal danneggiato, salvo che l'arricchimento derivi dallo sfruttamento di beni o risorse dello stesso danneggiato. (Nella specie, la S.C. ha statuito che il risarcimento del danno per la mancata pubblicazione della sentenza di condanna per diffamazione deve essere parametrato al danno inferto al diffamato e non al risparmio, per il diffamante, del costo di pubblicazione). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8137 del 23/04/2020 (Rv. 657510 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_1148 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - cessazione - chiusura del fallimento - decreto di chiusura - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 31659 del 04/12/2019 (Rv. 656125 - 01)
Fallimento - Piano di riparto - Chiusura della procedura - Creditore pretermesso - Azione di ripetizione di indebito - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. A seguito dell'approvazione del piano di riparto fallimentare e della sua mancata impugnazione nei termini di legge, con susseguente chiusura della procedura concorsuale, rimane preclusa ai creditori concorrenti, ancorché pretermessi, la possibilità di far valere in separato giudizio le proprie ragioni - invero attinenti a rapporti giuridici ormai definiti nell'ambito della procedura medesima - mediante inammissibili azioni di ripetizione dell’indebito o arricchimento senza causa nei confronti del creditore avvantaggiato nel concorso e del curatore del fallimento. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 31659 del 04/12/2019 (Rv. 656125 - 01) Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_232, Dlgs_14_2019_art_235, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041 …...
Obbligazioni - arricchimento senza causa – Cass. 12702/2019
Prestazioni di un professionista in favore di un ente locale in esecuzione di contratto invalido - Indennità per indebito arricchimento - Riconoscimento del lucro cessante - Esclusione - Fattispecie. In tema di azione d'indebito arricchimento nei confronti della P.A. conseguente alla prestazione resa da un professionista in assenza di un valido contratto (nella specie, incarico di progettazione e direzione dei lavori per le opere di costruzione di un edificio scolastico comunale), l'indennità prevista dall'art. 2041 c.c. va liquidata nei limiti della diminuzione patrimoniale ("detrimentum") dal medesimo subita nell'erogazione della prestazione, con esclusione di quanto lo stesso avrebbe percepito a titolo di profitto ("lucro cessante") se il rapporto negoziale fosse stato valido ed efficace.  (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, ai fini della determinazione dell'indennizzo dovuto, aveva assunto la parcella del professionista, redatta sulla base delle tariffe professionali e reputata congrua dal C.T.U., quale parametro comparativo dal quale desumere soltanto gli elementi di costo delle attività effettivamente svolte, decurtando poi la somma del 15% per escludere il riconoscimento del lucro cessante). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 12702 del 14/05/2019 (Rv. 653894 - 01) Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2041- Azione generale di arricchimento …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11209 del 24/04/2019 (Rv. 653710 - 01)
Obbligo indennitario della P.A. - Presupposti - Riconoscimento dell'utilità - Necessità - Esclusione - Fondamento - Limite del cd. "arricchimento imposto" - Fattispecie. Il riconoscimento dell'utilità da parte dell'arricchito non costituisce requisito dell'azione di indebito arricchimento, sicché il depauperato che agisce ex art. 2041 c.c. nei confronti della P.A. ha solo l'onere di provare il fatto oggettivo dell'arricchimento, senza che l'ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso; tuttavia, le esigenze di tutela delle finanze pubbliche e la considerazione delle dimensioni e della complessità dell'articolazione interna della P.A. trovano adeguata tutela nel principio di diritto comune del cd. "arricchimento imposto", potendo, invece, l'Amministrazione eccepire e provare che l'indennizzo non è dovuto laddove l'arricchito ha rifiutato l'arricchimento ovvero non ha potuto rifiutarlo perché inconsapevole dell'"eventum utilitatis". (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva riconosciuto all'appaltatrice l'indennizzo per indebito arricchimento per prestazioni sanitarie fornite oltre il tetto di spesa fissato dalla P.A.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11209 del 24/04/2019 (Rv. 653710 - 01) Cod_Civ_art_2041, Cod_Proc_Civ_art_269 …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9809 del 09/04/2019 (Rv. 653424 - 01)
Prestazioni di un professionista a favore della P.A. - Assenza di un valido contratto di incarico professionale - Indennità per indebito arricchimento - Liquidazione - Criteri - Riferimento alla tariffa professionale - Ammissibilità - Esclusione. In tema di azione d'indebito arricchimento nei confronti della P.A., conseguente all'assenza di un valido contratto d'opera professionale, ai fini della determinazione dell'indennità prevista dall'art. 2041 c.c. non può essere assunta, quale valido parametro di riferimento, la parcella del professionista, ancorché vistata dall'ordine professionale, trattandosi di individuare non già il corrispettivo contrattuale per l'esecuzione di prestazioni professionali, ma un importo che deve essere liquidato, alla stregua delle risultanze processuali, se ed in quanto si sia verificato un vantaggio patrimoniale a favore della P.A., con correlativa perdita patrimoniale della controparte. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9809 del 09/04/2019 (Rv. 653424 - 01) Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2222 …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 9317 del 04/04/2019 (Rv. 653420 - 01)
Indennità dovuta al professionista per opera prestata in favore della P.A. in assenza di contratto scritto - Determinazione - Riferimento, anche implicito, alle tariffe professionali - Esclusione. In tema di azione generale di arricchimento, l'indennizzo dovuto al professionista che abbia svolto la propria attività in favore della pubblica amministrazione, ma in difetto di un contratto scritto, non può essere determinato in base alla tariffa professionale, neppure indirettamente quale parametro del compenso che il professionista avrebbe potuto ottenere se avesse svolto la sua opera a favore di un privato, né in base all'onorario che la P.A. avrebbe dovuto pagare, se la prestazione ricevuta avesse formato oggetto di un contratto valido. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 9317 del 04/04/2019 (Rv. 653420 - 01) Cod_Civ_art_2041 …...
Invalidità - nullità del contratto - Effetti della dichiarazione di nullità - In ordine alle prestazioni già effettuate - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 3971 del 12/02/2019
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - Effetti della dichiarazione di nullità - In ordine alle prestazioni già effettuate - Diritto di ripetizione - Limiti. Qualora un contratto di locazione sia dichiarato nullo, pur conseguendo in linea di principio a detta dichiarazione il diritto per ciascuna delle parti di ripetere la prestazione effettuata, tuttavia la parte che abbia usufruito del godimento dell'immobile non può pretendere la restituzione di quanto versato a titolo di corrispettivo per tale godimento, in quanto ciò importerebbe un inammissibile arricchimento senza causa in danno del locatore. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 3971 del 12/02/2019 Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_1571 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Obbligazioni - arricchimento senza causa - enti locali
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - enti locali - impegno di spesa attivato dal funzionario in violazione dello schema procedimentale - conseguenze - rapporto obbligatorio diretto con il funzionario inadempiente - conseguenze in tema di esperibilità dell’azione di ingiustificato arricchimento nei confronti dell’ente locale - riconoscimento del debito fuori bilancio – presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30109 del 21/11/2018 In tema di assunzione di obbligazioni da parte degli enti locali, qualora le obbligazioni siano state assunte senza un previo contratto e senza l'osservanza dei controlli contabili relativi alla gestione dello stesso, al di fuori delle norme c.d. ad evidenza pubblica, insorge un rapporto obbligatorio direttamente tra chi abbia fornito la prestazione e l'amministratore o il funzionario inadempiente che l'abbia consentita. Ne consegue che, potendo il terzo interessato agire nei confronti del funzionario, per la mancanza dell'elemento della sussidiarietà, non è ammissibile l'azione di ingiustificato arricchimento nei confronti dell'ente locale il quale può soltanto riconoscere "a posteriori", ex art. 194 d. lgs. n. 267 del 2000 - nei limiti dell'utilità dell'arricchimento puntualmente dedotto e dimostrato - il debito fuori bilancio. Tale riconoscimento deve avvenire espressamente, con apposita deliberazione dell'organo competente, e non può essere desunto dal mero comportamento degli organi rappresentativi dell'ente, insufficiente ad esprimere un apprezzamento di carattere generale in ordine alla conciliabilità dei relativi oneri con gli indirizzi di fondo della gestione economico - finanziaria dell'ente e con le scelte amministrative. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30109 del 21/11/2018 …...
Ingiustificato arricchimento (senza causa) - carattere sussidiario - natura sussidiaria dell’azione
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - carattere sussidiario - natura sussidiaria dell’azione - portata - inammissibilità - presupposti - azioni esperibili verso soggetti diversi dall’arricchito - irrilevanza dell’esito dell’azione – fattispecie - pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29988 del 20/11/2018 L'azione di ingiustificato arricchimento è contraddistinta da un carattere di residualità che ne postula l'inammissibilità ogni qualvolta il danneggiato, per farsi indennizzare del pregiudizio subito, possa esercitare, tanto contro l'arricchito che nei confronti di una diversa persona, altra azione, secondo una valutazione da compiersi in astratto e prescindendo, quindi, dal relativo esito. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto improponibile l'azione d'ingiustificato arricchimento da parte di un'impresa di pulizie nei confronti di un Comune, sul presupposto della riconosciuta esperibilità, ex art. 23 del d.l. n. 66 del 6 marzo 1989, conv. in l. n. 144 del 1989, dell'azione nei confronti dei singoli funzionari responsabili dell'acquisizione del servizio, che pure aveva sortito in concreto esito infruttuoso per essere stata rivolta nei confronti di soggetti giudicati non responsabili, avuto riguardo alle prestazioni rese dall'impresa). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29988 del 20/11/2018 …...
Domanda di arricchimento senza causa
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere - domanda di arricchimento senza causa - proposta, per la prima volta, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo - ricorso monitorio fondato su domanda di adempimento contrattuale - conseguenze - inammissibilità della domanda ex art. 2041 c.c. - procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto – opposizione. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 27124 del 25/10/2018 >>> La domanda di arricchimento senza causa è inammissibile, ove proposta dall'opposto nel giudizio incardinato ai sensi dell'art. 645 c.p.c. avverso il decreto ingiuntivo dallo stesso conseguito per il pagamento di prestazioni professionali, non potendo egli far valere in tale sede domande nuove, rispetto a quella di adempimento contrattuale posta alla base della richiesta di provvedimento monitorio, salvo quelle conseguenti alla domande ed alle eccezioni in senso stretto proposte dall'opponente, determinanti un ampliamento dell'originario "thema decidendum" fissato dal ricorso ex art. 633 c.p.c. . (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza con la quale la corte d'appello aveva escluso che, nel caso di decreto ingiuntivo ottenuto per il pagamento di prestazioni professionali, la proposizione, da parte dell'opponente, delle sole eccezioni di inesigibilità e prescrizione del credito avessero comportato l'introduzione di nuovi temi di indagine, tali da legittimare la proposizione di una nuova domanda, di arricchimento senza causa, da parte degli opposti). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 27124 del 25/10/2018 …...
Occupazione "sine titulo" originante da contratto preliminare nullo
Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - in genere - occupazione "sine titulo" originante da contratto preliminare nullo - indennità di occupazione – criteri di determinazione – ingiustificato arricchimento - risarcimento del danno – differenze - conseguenze - domanda di risarcimento proposta in primo grado - domanda di indennità di occupazione proposta in appello - novità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25044 del 10/10/2018 >>> In caso di nullità del contratto preliminare di compravendita immobiliare, l'indennità dovuta dal promissario acquirente per l'occupazione, "ab origine" priva di giustificazione, dell'immobile deve essere determinata in base alle norme sull'ingiustificato arricchimento - e, quindi, senza riconoscimento del lucro cessante – e a partire dal momento in cui, avendo il proprietario richiesto la restituzione del bene, il promissario acquirente, da possessore di buona fede, si trasforma in possessore di mala fede. Ne deriva che, considerata la diversità, per natura ed effetti, tra l'azione di ingiustificato arricchimento e quella risarcitoria, integra domanda nuova la richiesta di indennità di occupazione avanzata dal promittente venditore in appello, in sostituzione della domanda di risarcimento del danno conseguente alla risoluzione del contratto proposta in primo grado. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25044 del 10/10/2018 …...
Ingiustificato arricchimento (senza causa)
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere - Modifica della domanda ex art. 183, comma 6, c.p.c. - Possibilità - Oggetto - Limiti - Sostituzione della domanda di adempimento di obbligazione contrattuale con quella di ingiustificato arricchimento – Ammissibilità – Condizioni. procedimento civile - domanda giudiziale – modificazioni. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. U, SENTENZA N. 22404 DEL 13/09/2018 >>> Nel processo introdotto mediante domanda di adempimento contrattuale è ammissibile la domanda di indennizzo per ingiustificato arricchimento formulata, in via subordinata, con la prima memoria ai sensi dell'art. 183, comma 6, c.p.c., qualora si riferisca alla medesima vicenda sostanziale dedotta in giudizio, trattandosi di domanda comunque connessa per incompatibilità a quella originariamente proposta.   …...
Pubblica amministrazione - contratti - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21010 del 23/08/2018
Enti locali – Procedimento di assunzione degli impegni di spesa ex art. 23 del d.l. n. 66 del 1989 – Clausola convenzionale che subordina il pagamento del compenso professionale all’erogazione di un finanziamento – Deroga – Esclusione – Fondamento – Conseguenze - Fattispecie. Il contratto d'opera professionale stipulato da un Comune, nel quale sia inserita una clausola (c.d. di copertura finanziaria) che subordina il pagamento del compenso al professionista al finanziamento dei lavori da progettare, non si sottrae alla normativa in materia di assunzione di impegni di spesa degli enti locali, attesa l'inderogabilità delle modalità procedimentali imposte dalla norma di cui all'art. 23 del d.l. n. 66 del 1989, desumibile sia dalla "ratio" (intesa alla consapevole assunzione da parte degli enti locali degli impegni di spesa) che dalla rilevanza di ordine pubblico di tale norma (diretta a garantire la correttezza nella gestione amministrativa, il contenimento della spesa pubblica e l'equilibrio economico- finanziario degli enti locali), sicchè, in mancanza, il rapporto obbligatorio non è riferibile all'ente ma intercorre, ai fini della controprestazione, tra il privato e l'amministratore o funzionario che abbia assunto l'impegno. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva escluso l'esperibilità dell'azione di ingiustificato arricchimento nei confronti del Comune per l'attività professionale svolta in esecuzione di un contratto, con clausola di copertura finanziaria, stipulato senza l'osservanza del procedimento ex art. 23 del d.l. cit., in quanto tale contratto non era nullo, bensì valido ed efficace nei confronti degli amministratori che avevano assunto l'impegno). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21010 del 23/08/2018   …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15415 del 13/06/2018
Spese comunali fuori bilancio - Rapporto obbligatorio fra privato e funzionario - Configurabilità - Azione di indebito arricchimento del funzionario nei confronti della P.A. - Configurabilità - Presupposti - Verifica del vantaggio o dell’utilità della prestazione - Esclusione. In tema di spese comunali fuori bilancio, qualora il funzionario pubblico attivi un impegno di spesa per l'ente locale senza l'osservanza dei controlli contabili relativi alla gestione dell'ente, si determina una frattura "ope legis" del rapporto di immedesimazione organica, sicché il rapporto obbligatorio, non perfezionatosi nei confronti della P.A., si costituisce tra il privato e l'amministratore. Quest'ultimo peraltro può agire nei confronti della P.A. ai sensi dell'art. 2041 c.c., avendo solo l'onere di provare il fatto oggettivo dell'arricchimento senza che sia necessario alcun riconoscimento dell'utilità della prestazione da parte dell'ente e salva la possibilità, per quest'ultimo, di dimostrare che l'arricchimento sia stato non voluto, non consapevole ovvero imposto. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15415 del 13/06/2018   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15496 del 13/06/2018
Azione contrattuale - Rigetto con sentenza passata in giudicato - Successiva azione di indebito arricchimento - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. L'accertamento, con sentenza passata in giudicato, dell'infondatezza dell'azione contrattuale, per insussistenza del titolo negoziale che attribuisca all'attore il relativo diritto, non preclude alla stessa parte di chiedere, in un successivo giudizio, di essere indennizzato per l'indebito arricchimento dalla controparte conseguito, dato che tale seconda azione è diversa per "petitum" e per "causa petendi" e che, inoltre, avendo funzione sussidiaria e natura residuale, trova il riconoscimento della sua esperibilità proprio nell'indicato diniego di tutela contrattuale. (Principio enunciato dalla S.C. in un giudizio, nel quale era stata chiesta la condanna a titolo di arricchimento senza causa di un Comune, una volta formatosi il giudicato sull'infondatezza dell'azione di pagamento del corrispettivo per la custodia dei veicoli, rimossi per conto dell'ente territoriale). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15496 del 13/06/2018   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11682 del 14/05/2018
Azione di arricchimento proposta in via subordinata - Difetto di prove sufficienti all'accoglimento di quella principale - Ammissibilità - Esclusione. L'azione di arricchimento può essere valutata, se proposta in via subordinata rispetto all'azione contrattuale articolata in via principale, soltanto qualora quest'ultima sia rigettata per un difetto del titolo posto a suo fondamento, ma non anche nel caso in cui sia stata proposta domanda ordinaria, fondata su titolo contrattuale, senza offrire prove sufficienti all'accoglimento. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11682 del 14/05/2018   …...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 18172 del 24/07/2017
Pensione dei pubblici dipendenti - Ratei percepiti dagli eredi dopo il decesso del pensionato - Domanda di ripetizione proposta dall'INPS - Controversia - Giurisdizione del giudice ordinario - Fondamento. La controversia sull’obbligo di restituzione dei ratei di pensione riscossi dagli eredi nel periodo successivo alla morte del pensionato (già dipendente pubblico), appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto afferente alla sola fondatezza dell'azione di ripetizione di indebito promossa dall'INPS, rispetto alle somme versate dopo il decesso, e non alla determinazione dell'ammontare del trattamento pensionistico. Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 18172 del 24/07/2017   …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15937 del 27/06/2017
Obbligo indennitario della P.A. - Presupposti - Riconoscimento dell'utilità - Necessità - Esclusione - Fondamento - Limite del cd."arricchimento imposto" - Fattispecie. Il riconoscimento dell'utilità da parte dell'arricchito non costituisce requisito dell'azione di indebito arricchimento, sicché il depauperato che agisce ex art. 2041 c.c. nei confronti della P.A. ha solo l'onere di provare il fatto oggettivo dell'arricchimento, senza che l'ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso; tuttavia, le esigenze di tutela delle finanze pubbliche e la considerazione delle dimensioni e della complessità dell’articolazione interna della P.A. trovano adeguata tutela nel principio di diritto comune del cd. “arricchimento imposto”, potendo, invece, l’Amministrazione eccepire e provare che l’indennizzo non è dovuto laddove l’arricchito ha rifiutato l’arricchimento ovvero non ha potuto rifiutarlo perché inconsapevole dell’“eventum utilitatis”. (In applicazione del superiore principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso l’indennizzo per indebito arricchimento per l’esecuzione, da parte dell’appaltatore, di opere aggiuntive in assenza di qualsiasi richiesta o autorizzazione e, quindi, in violazione di uno specifico precetto normativo). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15937 del 27/06/2017   …...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - regolamento di condominio - determinazione del valore proporzionale delle singole proprieta' (millesimazione) - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 4844 del 24/02/2017
Sentenza di revisione delle tabelle millesimali – Efficacia retroattiva – Configurabilità – Esclusione – Azione ex art. 2041 c.c. – Ammissibilità. La sentenza che accoglie la domanda di revisione o modifica dei valori proporzionali di piano nei casi previsti dall'art. 69 disp. att. c.c., avendo natura costitutiva, non ha efficacia retroattiva e non consente, pertanto, di ricalcolare la ripartizione delle spese pregresse tra i condomini, ai quali, invece, va riconosciuta la possibilità di esperire l'azione di indebito arricchimento ex art. 2041 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 4844 del 24/02/2017 CONDOMINIO REGOLAMENTO DI CONDOMINIO   …...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22233 del 03/11/2016
Azienda sanitaria - Rimborso prestazioni erogate - Azione ex art. 2041 c.c. - Domanda relativa alla praticata scontistica - Giurisdizione del giudice ordinario - Fondamento. Le domande proposte da un soggetto accreditato con un'azienda sanitaria locale, volte ad ottenere, previa declaratoria di nullità dei contratti tra essi intercorsi, la remunerazione, ex art. 2041 c.c., di tutte le prestazioni dal primo "medio tempore" erogate in luogo del Servizio Sanitario Nazionale, nonché il recupero dello sconto del 20 per cento trattenuto dall'azienda sul tetto di spesa contrattualizzata, sono devolute alla cognizione del giudice ordinario, investendo una situazione di diritto soggettivo perfetto che non coinvolge provvedimenti autoritativi con profili di discrezionalità, né essendo ravvisabili nel procedimento di accertamento del "quantum" elementi di discrezionalità amministrativa implicanti valutazione comparativa degli interessi pubblici e di quelli privati, ma, esclusivamente, parametri normativi predeterminati di cui si contesta la corretta applicazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22233 del 03/11/2016   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - gestione di affari - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22302 del 03/11/2016
Attività posta in essere in favore di soggetto incapace di intendere e di volere - Qualificazione - Gestione di affari - Pagamento eseguito in nome proprio dal gestore - Poteri del gerito - Ripetizione d'indebito - Proponibilità - Fondamento. Il compimento di un'attività negoziale in favore di un soggetto che versi in situazione (ancorché transitoria) di incapacità naturale , va qualificato, ove ricorra l'ulteriore requisito dell'"utiliter coeptum" , come gestione di affari altrui, la quale, a sua volta, può essere rappresentativa o non rappresentativa. Nell'ipotesi in cui il gestore agisca in nome proprio, atteso che la gestione d'affari costituisce un'ipotesi particolare di mandato, legittimato attivamente a ripetere, nei confronti dell'"accipiens", il pagamento indebito eseguito dal gestore è anche il soggetto gerito, in base all'art. 1705 c.c., che consente al mandante, sostituendosi al mandatario, di esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22302 del 03/11/2016   …...
Impugnazioni civili - "causa petendi et petitum" - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 21190 del 19/10/2016 Bis
Domanda di adempimento contrattuale - Successiva domanda in appello di arricchimento senza causa - Inammissibilità - Fondamento. La domanda di indennizzo per arricchimento senza causa integra, rispetto a quella di adempimento contrattuale originariamente formulata, una domanda nuova ed è, come tale, inammissibile se proposta per la prima volta in appello, ostandovi l'espresso divieto previsto dall'art. 345 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 21190 del 19/10/2016 Bis   …...
Cosa giudicata civile - giudicato implicito – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18693 del 23/09/2016
Azione ex art. 2041 c.c. avanzata dall'opposto nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo - Decisione nel merito - Giudicato implicito sulla proponibilità della domanda - Configurabilità - Fondamento. In caso di rigetto della domanda di arricchimento senza causa, proposta per la prima volta dal creditore opposto nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, emesso con riguardo alla sua domanda di adempimento, senza che la relativa statuizione sia stata impugnata con ricorso incidentale da parte del preteso arricchito, unico soggetto interessato alla sua eventuale censurabilità, si forma il giudicato implicito sulla questione pregiudiziale relativa alla proponibilità della domanda ex art. 2041 c.c., costituendo la mancata impugnazione sintomo di un comportamento incompatibile con la volontà di far valere in sede di impugnazione la questione pregiudiziale (che dà luogo ad un capo autonomo della sentenza e non costituisce un mero passaggio interno della decisione di merito, come si desume dall'art. 279, comma 2, n. 2 e 4, c.p.c.), verificandosi il fenomeno dell'acquiescenza per incompatibilità, con le conseguenti preclusioni sancite dagli artt. 324 e 329, comma 2, c.p.c., in coerenza con i principi dell'economia processuale e della durata ragionevole del processo, di cui all'art. 111 Cost. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18693 del 23/09/2016   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14526 del 15/07/2016
Indennità - Determinazione - Riferimento alla diminuzione patrimoniale subita - Necessità - Mancato guadagno - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie in materia di appalto di servizi invalido. In tema di azione di indebito arricchimento, conseguente all'assenza di un valido contratto di appalto, l'indennità prevista dall'art. 2041 c.c. va liquidata nei limiti della diminuzione patrimoniale subita da chi ha eseguito la prestazione, con esclusione di quanto questi avrebbe percepito a titolo di lucro cessante se il rapporto negoziale fosse stato valido ed efficace. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva liquidato l'indennità dovuta alla parte erogante servizi per il funzionamento di due strutture per anziani avuto riguardo al valore di mercato delle prestazioni svolte in esecuzione del contratto invalido). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14526 del 15/07/2016   …...
obbligazioni in genere - adempimento - del terzo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12991 del 31/05/2006
Illecito extracontrattuale - Pagamento liberatorio nei confronti del danneggiato da parte di uno dei possibili corresponsabili - Adempimento del terzo - Configurabilità - Condizioni - Esclusione della responsabilità esclusiva o della corresponsabilità del "solvens" - Necessità - Effetti - Domanda di richiesta di indennizzo da indebito da parte del terzo adempiente - Ammissibilità - Qualificazione - Arricchimento senza causa - Corresponsabilità del "solvens" - Azione esperibile - Rimborso per la quota di pertinenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12991 del 31/05/2006 Nell'ipotesi in cui, in dipendenza di un illecito extracontrattuale, il danneggiato (nella specie, il terzo trasportato in occasione di un incidente stradale) riceva da uno dei possibili corresponsabili il pagamento di una somma a totale soddisfo del risarcimento dei danni subiti, rilasciando in proposito dichiarazione completamente liberatoria, la "solutio" può configurarsi come adempimento da parte del terzo di debito altrui qualora rimanga accertata la responsabilità esclusiva di altri nella causazione del sinistro (e, perciò, nella determinazione dei danni conseguenti), nei cui confronti, perciò, il "solvens" - stante l'ingiustificato vantaggio economico dal medesimo ricevuto - può agire, nel concorso delle condizioni di legge, per l'ottenimento dell'indennizzo da arricchimento senza causa. Ove, invece, risulti accertata la responsabilità concorrente, l'azione esperibile dal "solvens" sarà qualificabile come rimborso di quanto pagato per conto del condebitore Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12991 del 31/05/2006   …...
obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - carattere sussidiario – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 621 del 15/01/2007
Occupazione appropriativa - Risarcibilità del danno - Azione di ingiustificato arricchimento - Inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 621 del 15/01/2007 Posto che l'irreversibile trasformazione del fondo privato, che si configura quando entro i termini dell'occupazione legittima (che pur sia stata consentita dal proprietario) non sia stato emesso il decreto di espropriazione, legittima il proprietario a chiedere il risarcimento del danno, non è esercitabile, per difetto del presupposto di residualità, l'azione di ingiustificato arricchimento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 621 del 15/01/2007   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7331 del 13/04/2016
Presupposti - Fattispecie. In tema di azione generale di arricchimento, che presuppone la locupletazione, senza giusta causa, di un soggetto a danno di un altro, non è invocabile la mancanza ovvero l'ingiustizia della causa, allorché l'arricchimento (nella specie, l'assegnazione di un alloggio realizzato da una cooperativa edilizia) dipenda da un atto di disposizione volontaria (nella specie, la cessione, in favore dell'assegnatario, delle quote della società cooperativa), finché questo conservi la propria efficacia obbligatoria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7331 del 13/04/2016   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7331 del 13/04/2016
Presupposti - Fattispecie. In tema di azione generale di arricchimento, che presuppone la locupletazione, senza giusta causa, di un soggetto a danno di un altro, non è invocabile la mancanza ovvero l'ingiustizia della causa, allorché l'arricchimento (nella specie, l'assegnazione di un alloggio realizzato da una cooperativa edilizia) dipenda da un atto di disposizione volontaria (nella specie, la cessione, in favore dell'assegnatario, delle quote della società cooperativa), finché questo conservi la propria efficacia obbligatoria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7331 del 13/04/2016   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10663 del 22/05/2015
Arricchimento indiretto - Esercizio dell'azione ex art. 2041 cod. civ. contro il terzo - Ammissibilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10663 del 22/05/2015 In ipotesi di "arricchimento indiretto", l'azione ex art. 2041 cod. civ. è esperibile soltanto contro il terzo che abbia conseguito l'indebita locupletazione nei confronti dell'istante in forza di rapporto meramente di fatto (e perciò gratuito) con il soggetto obbligato verso il depauperato, resosi insolvente nei riguardi di quest'ultimo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10663 del 22/05/2015   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18878 del 24/09/2015
Arricchimento senza causa - Presupposti - Identità del fatto produttivo dell'impoverimento e dell'arricchimento - Nozione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18878 del 24/09/2015 Non sussistono i presupposti dell'azione ex art. 2041 c.c. quando l'arricchimento sia andato a vantaggio di persona diversa da quella cui era destinata la prestazione dell'impoverito ovvero se lo spostamento patrimoniale, pur ingiustificato, sia determinato da una successione di fatti incidenti su due diverse situazioni patrimoniali soggettive. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile l'azione per carenza di unicità del fatto costitutivo in quanto il proprietario di un immobile, che aveva eliminato a proprie spese i danni da infiltrazioni causati all'appartamento sottostante, aveva esperito l'azione di arricchimento nei confronti del danneggiato per aver quest'ultimo percepito l'indennizzo dalla compagnia assicuratrice del condominio). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18878 del 24/09/2015     …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18878 del 24/09/2015
Arricchimento senza causa - Presupposti - Identità del fatto produttivo dell'impoverimento e dell'arricchimento - Nozione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18878 del 24/09/2015 Non sussistono i presupposti dell'azione ex art. 2041 c.c. quando l'arricchimento sia andato a vantaggio di persona diversa da quella cui era destinata la prestazione dell'impoverito ovvero se lo spostamento patrimoniale, pur ingiustificato, sia determinato da una successione di fatti incidenti su due diverse situazioni patrimoniali soggettive. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile l'azione per carenza di unicità del fatto costitutivo in quanto il proprietario di un immobile, che aveva eliminato a proprie spese i danni da infiltrazioni causati all'appartamento sottostante, aveva esperito l'azione di arricchimento nei confronti del danneggiato per aver quest'ultimo percepito l'indennizzo dalla compagnia assicuratrice del condominio). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18878 del 24/09/2015     …...
Obbligazioni in genere - fonti delle obbligazioni – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25292 del 16/12/2015
Responsabilità per fatto lecito dannoso - Carattere eccezionale - Esclusione - Fondamento - Fattispecie relativa a rapporti condominiali. La responsabilità per fatto lecito dannoso non ha carattere eccezionale poiché l'espressione «ordinamento giuridico» che accompagna, nell'art. 1173 c.c., il riferimento alla terza specie di fonti delle obbligazioni, ossia quelle che derivano «da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico», non si risolve in una mera indicazione riassuntiva di un elenco chiuso costituito da tutte le altre fonti nominate (diverse dal contratto o dal fatto illecito), ma consente un'apertura all'analogia, ovvero alla possibilità che taluni accadimenti, ulteriori rispetto a quelli previsti dalla legge, siano ritenuti idonei alla produzione di obbligazioni alla luce dei principi e dei criteri desumibili dall'ordinamento considerato nella sua interezza, complessità ed evoluzione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza impugnata avesse fatto corretta applicazione di tale principio riconoscendo, pur in difetto di un'espressa previsione normativa, un indennizzo in favore del condomino la cui proprietà esclusiva era stata menomata per effetto dell'opera di consolidamento delle strutture portanti dell'edificio condominiale pericolante, eseguita dal condominio in ottemperanza ad un'ordinanza sindacale). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25292 del 16/12/2015 …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19886 del 06/10/2015
Arricchimento senza causa - Attività svolta da un professionista a favore della P.A. - Determinazione dell'indennizzo - Criteri. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19886 del 06/10/2015 L'indennizzo per ingiustificato arricchimento dovuto al professionista che abbia svolto la propria attività a favore della P.A., ma in difetto di un contratto scritto, non può essere determinato in base alla tariffa professionale che avrebbe potuto ottenere se avesse svolto la sua opera a favore di un privato, né in base all'onorario che la P.A. avrebbe dovuto pagare se la prestazione ricevuta avesse formato oggetto d'un contratto valido. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19886 del 06/10/2015   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18804 del 23/09/2015
Determinazione del "quantum debeatur" - Liquidazione in via equitativa - Applicazione degli artt. 1226 e 2056 c.c. - Conseguenze in ordine alla ripartizione degli oneri probatori tra le parti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18804 del 23/09/2015 In materia di arricchimento senza causa, ai fini della determinazione giudiziale dell'indennizzo previsto dall'art. 2041 c.c. trovano applicazione i principi sanciti dagli artt. 1226 e 2056 c.c. in relazione alla liquidazione del danno in via equitativa, a mente dei quali, affinché il giudice possa provvedere discrezionalmente alla liquidazione, è necessario che il soggetto interessato provi che sia obiettivamente impossibile o particolarmente difficile dimostrare il danno nel suo preciso ammontare. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18804 del 23/09/2015     …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18567 del 21/09/2015
Enti locali - Impegno di spesa attivato in violazione dell'art. 23 del d.l. n. 66 del 1989 - Costituzione del rapporto obbligatorio direttamente con il funzionario - Conseguenze - Esperibilità dell'azione ex art. 2041 c.c. verso l'ente - Esclusione - Fattispecie in tema di opere effettuate presso un ospedale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18567 del 21/09/2015 Il funzionario pubblico che abbia attivato un impegno di spesa per l'ente locale senza l'osservanza dei controlli contabili relativi alla gestione degli enti medesimi, risponde - ai sensi dell'art. 23, commi 3 e 4, del d.l. n. 66 del 1989, conv., con modif., dalla l. n. 144 del 1989, applicabile "ratione temporis" - degli effetti di tale attività di spesa verso il terzo contraente, il quale è, pertanto, tenuto ad agire direttamente e personalmente nei suoi confronti e non già in danno dell'ente, rispetto al quale è preclusa anche l'azione di ingiustificato arricchimento per carenza del necessario requisito della sussidiarietà, che è esclusa quando esista altra azione esperibile non solo contro l'arricchito, ma anche verso persona diversa. (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto inammissibile l'azione ex art. 2041 c.c. contro la gestione liquidatoria di una disciolta USL e la regione, subentrata negli obblighi già facenti capo alla prima, con riferimento a lavori eseguiti all'interno di un ospedale e ordinati dal presidente della USL senza alcuna delibera, né contratto). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18567 del 21/09/2015     …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18567 del 21/09/2015
Enti locali - Impegno di spesa attivato in violazione dell'art. 23 del d.l. n. 66 del 1989 - Costituzione del rapporto obbligatorio direttamente con il funzionario - Conseguenze - Esperibilità dell'azione ex art. 2041 c.c. verso l'ente - Esclusione - Fattispecie in tema di opere effettuate presso un ospedale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18567 del 21/09/2015 Il funzionario pubblico che abbia attivato un impegno di spesa per l'ente locale senza l'osservanza dei controlli contabili relativi alla gestione degli enti medesimi, risponde - ai sensi dell'art. 23, commi 3 e 4, del d.l. n. 66 del 1989, conv., con modif., dalla l. n. 144 del 1989, applicabile "ratione temporis" - degli effetti di tale attività di spesa verso il terzo contraente, il quale è, pertanto, tenuto ad agire direttamente e personalmente nei suoi confronti e non già in danno dell'ente, rispetto al quale è preclusa anche l'azione di ingiustificato arricchimento per carenza del necessario requisito della sussidiarietà, che è esclusa quando esista altra azione esperibile non solo contro l'arricchito, ma anche verso persona diversa. (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto inammissibile l'azione ex art. 2041 c.c. contro la gestione liquidatoria di una disciolta USL e la regione, subentrata negli obblighi già facenti capo alla prima, con riferimento a lavori eseguiti all'interno di un ospedale e ordinati dal presidente della USL senza alcuna delibera, né contratto). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18567 del 21/09/2015   …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10798 del 26/05/2015
Obbligo indennitario della P.A. - Presupposti - Riconoscimento dell'utilità - Necessità - Esclusione - Fondamento - Limite dell'"arricchimento imposto". Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10798 del 26/05/2015 Il riconoscimento dell'utilità da parte dell'arricchito non costituisce requisito dell'azione di indebito arricchimento, sicché il depauperato che agisce ex art. 2041 cod. civ. nei confronti della P.A. ha solo l'onere di provare il fatto oggettivo dell'arricchimento, senza che l'ente pubblico possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso, esso potendo, invece, eccepire e provare che l'arricchimento non fu voluto o non fu consapevole, e che si trattò, quindi, di "arricchimento imposto". Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10798 del 26/05/2015   …...
obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014
Domanda di risoluzione contrattuale per inadempimento - Restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto - Cosa determinata della quale sia impossibile la riconsegna - Applicazione dell'art. 2037 cod. civ. - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014 In caso di risoluzione per inadempimento del vincolo contrattuale, il venir meno della "causa adquirendi" comporta l'obbligo di restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto stesso, secondo le regole dell'indebito oggettivo, sicché, ove si verta nel caso di restituzione di una cosa determinata della quale sia impossibile la riconsegna, l'obbligo dell'"accipiens" risulta disciplinato dall'art. 2037 cod. civ., sicché, ove sia in malafede nel ricevere o trattenere il bene, è tenuto a corrispondere il controvalore, mentre nell'opposta situazione di buona fede è obbligato nei soli limiti del suo arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014   …...
obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6747 del 21/03/2014
Presupposti - Possibilità di concreta restituzione - Prestazione di facere - Esclusione - Azione di ingiustificato arricchimento - Operatività - Sussistenza - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6747 del 21/03/2014 L'azione di indebito oggettivo ha carattere restitutorio, cosicché la ripetibilità è condizionata dal contenuto della prestazione e dalla possibilità concreta di ripetizione, secondo le regole previste dagli artt. 2033 e ss. cod. civ. (e cioè quando abbia avuto ad oggetto una somma di denaro o cose di genere ovvero, infine, una cosa determinata), operando altrimenti, ove ne sussistano i presupposti, in mancanza di altra azione, l'azione generale di arricchimento senza causa prevista dall'art. 2041 cod. civ., che assolve alla funzione, in base ad una valutazione obbiettiva, di reintegrazione dell'equilibrio economico. Pertanto, nel caso di prestazione di "facere", la quale non è suscettibile di restituzione e, in quanto indebita, non è oggetto di valide ed efficaci determinazioni delle parti circa il suo valore economico, non è proponibile l'azione di indebito oggettivo ma, in presenza dei relativi presupposti, solo quella di ingiustificato arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6747 del 21/03/2014   …...
responsabilità civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 307 del 09/01/2014
Mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - Medici specializzandi con iscrizione iniziale tra gli anni accademici 1983/1984 e 1990/1991 - Ristoro del pregiudizio - Azione generale di arricchimento - Spettanza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 307 del 09/01/2014 In tema di ristoro del pregiudizio da tardiva attuazione di direttive comunitarie (nella specie, le direttive CEE 75/363, 75/362 e 82/76 in materia di retribuzione della formazione dei medici specializzandi), va escluso che a favore dei medici specializzandi (con iscrizione iniziale ai relativi corsi tra gli anni accademici 1983/1984 e 1990/1991) spetti - sia nei confronti dello Stato che dell'Università presso la quale avevano frequentato il corso - l'azione generale di arricchimento, che ha carattere sussidiario, in quanto titolari dell'azione di responsabilità contrattuale "ex lege" contro lo Stato per l'inadempimento dell'obbligazione di adempimento delle direttive. (Principio affermato ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc. civ.).Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 307 del 09/01/2014 …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22802 del 28/10/2014
Azione ex art. 2041 cod. civ. nei confronti della P.A. - Giudice territorialmente competente - Individuazione - Criteri - Rilevanza del luogo in cui sia avvenuto il riconoscimento dell'utilità da parte dell'ente pubblico - Esclusione - Ragioni. Le competenze per territorio per la domanda ex art. 2041 cod. civ. proposta nei confronti della P.A. spetta al giudice del foro in cui ha sede la persona giuridica convenuta, ai sensi dell'art. 19 cod. proc. civ., nonché ai sensi del successivo art. 20, del luogo in cui l'obbligazione indennitaria deve essere eseguita, oppure in quello cui è insorto il fatto generativo dell'arricchimento, restando invece irrilevante il luogo in cui si è verificato il riconoscimento dell'utilità da parte dell'ente pubblico, fatto che costituisce condizione necessaria per la proponibilità della azione, ma non fonte dell'obbligazione medesima. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22802 del 28/10/2014   …...
pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5397 del 07/03/2014
Utilità dell'opera - Riconoscimento - Valutazione discrezionale dell'amministrazione beneficiaria nella persona dei suoi rappresentanti - Esclusività - Riconoscimento implicito - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie in tema di spesa pubblica sanitaria. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5397 del 07/03/2014 In tema di azione per indebito arricchimento nei confronti della P.A., il riconoscimento dell'utilità dell'opera e la configurabilità stessa di un arricchimento restano affidati a una valutazione discrezionale della sola P.A. beneficiaria, unica legittimata - mediante i suoi organi amministrativi o tramite quelli cui è istituzionalmente devoluta la formazione della sua volontà - ad esprimere il relativo giudizio, che presuppone il ponderato apprezzamento circa la rispondenza, diretta o indiretta, dell'opera al pubblico interesse, senza che possa operare in via sostitutiva la valutazione di amministrazioni terze, pur se interessate alla prestazione, né di un qualsiasi altro soggetto dell'amministrazione beneficiaria. Tale riconoscimento può essere esplicito o implicito, occorrendo, in quest'ultimo caso, che l'utilizzazione dell'opera sia consapevolmente attuata dagli organi rappresentativi dell'ente, in quanto la differenza tra le due forme di riconoscimento sta solo nel fatto che la prima è contenuta in una dichiarazione espressa, mentre la seconda si ricava da un comportamento di fatto, tale da far concludere che il suo autore abbia inteso conseguire uno specifico risultato. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l'ammissibilità dell'azione di arricchimento nei confronti di una USL sul presupposto dell'insussistenza del riconoscimento, sia pure implicito, dell'"utilitas" da parte degli organi dell'ente pubblico effettivamente deputati a disporre la spesa sanitaria). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5397 del 07/03/2014 …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1391 del 23/01/2014
Spese comunali fuori bilancio - Rapporto obbligatorio fra privato ed amministratore o funzionario - Configurabilità - Presupposti - Esecuzione di fatto del rapporto consentita dall'amministratore o dal funzionario - Proponibilità dell'azione di ingiustificato arricchimento nei confronti della P.A. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. In tema di spese fuori bilancio dei Comuni (e, più in generale, degli enti locali) agli effetti di quanto disposto dall'art. 23, quarto comma, del d.l. 2 marzo 1989, n. 66 (convertito, con modificazioni, in legge 24 aprile 1989, n. 144), l'insorgenza del rapporto obbligatorio direttamente con l'amministratore o il funzionario che abbia consentito la prestazione - con conseguente impossibilità di esperire nei confronti del Comune l'azione di arricchimento senza causa, stante il difetto del necessario requisito della sussidiarietà - si ha in tutti i casi in cui manchi una valida ed impegnativa obbligazione dell'ente locale, con la conseguenza che, dopo l'introduzione di tale normativa, la questione del riconoscimento dell'utilità della prestazione si pone, di regola, solo allorché il funzionario o l'amministratore - responsabili verso il privato - propongano l'azione di cui all'art. 2041 cod. civ. nei confronti della P.A. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1391 del 23/01/2014   …...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3602 del 07/03/2012
Domanda di arricchimento senza causa nei confronti degli associati e domanda ex art. 38 cod. civ. contro chi abbia agito per l'associazione - Identità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. La domanda di arricchimento senza causa nei confronti dei partecipanti ad un'associazione non riconosciuta, ivi compreso il rappresentante della stessa, e la domanda diretta a far valere la responsabilità personale ed accessoria di colui che ha agito in nome e per conto dell'ente, quali azioni che riguardano entrambe diritti eterodeterminati, si differenziano sia quanto alla "causa petendi" (nella prima rilevando come fatti costitutivi la presenza e l'entità del proprio impoverimento e dell'altrui arricchimento, e nella seconda l'essere stata svolta attività negoziale in nome e per conto dell'associazione, responsabile in via primaria per l'adempimento del contratto), sia quanto al "petitum" (pagamento dell'indennizzo o del corrispettivo pattuito). Ne consegue che, promossa, da parte di un appaltatore, azione di arricchimento senza causa nei confronti dei partecipanti all'associazione, per avere costoro usufruito delle opere realizzate in esecuzione dell'appalto, non può ritenersi proposta per implicito, nei confronti di chi ha agito per l'associazione, la domanda fondata sulla garanzia "ex lege" di cui all'art. 38 cod. civ., né è consentito al giudice di sostituire la pretesa di arricchimento senza causa con la diversa domanda diretta a far valere detta garanzia. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3602 del 07/03/2012   …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9441 del 28/04/2011
Esperibilità della relativa azione nei confronti di una P.A. beneficata dall'attività lavorativa di un privato - Presupposti - Indennizzo ricavabile - Limiti - Carattere sussidiario dell'azione - Contenuto - Devoluzione alla giurisdizione dell'A.G.O. - Riferimento alle retribuzioni dei dipendenti pubblici per determinare l'arricchimento - Rilevanza - Esclusione. L'azione di arricchimento ex art. 2041 cod. civ. può essere esercitata anche nei confronti della P.A. che abbia tratto profitto dall'attività lavorativa di un privato non formalmente legato da un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, ma che tuttavia abbia colmato, con la sua opera, una lacuna organizzativa, fermo restando, da un lato, che l'indennizzo che da tale azione può derivare deve corrispondere all'effettivo arricchimento, provato o almeno probabile, e, dall'altro, che tale azione, stante il suo carattere sussidiario, deve ritenersi esclusa in ogni caso in cui il danneggiato, secondo una valutazione da compiersi in astratto, possa esercitare un'altra azione per farsi indennizzare il pregiudizio subito; tale azione è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, né rileva, per escludere l'anzidetta qualificazione, il fatto che il privato, allo scopo di quantificare la portata dell'arricchimento, abbia fatto riferimento ad importi in qualche modo correlati alla retribuzione spettante ai dipendenti pubblici. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9441 del 28/04/2011   …...
Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - "causa petendi et petitum" – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9042 del 15/04/2010
Azione di ingiustificato arricchimento - Proposizione per la prima volta in appello - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. La domanda di arricchimento senza causa può essere proposta anche per la prima volta in appello, purchè prospettata sulla base delle medesime circostanze di fatto fatte valere in primo grado. (Nella specie, sulla base dei medesimi fatti, l'attore aveva fondato la domanda contrattuale nei confronti del Comune, chiedendo la restituzione delle somme eccedenti gli importi dallo stesso già versati, a prescindere da qualsiasi rapporto contrattuale con l'Ente locale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9042 del 15/04/2010   …...
Obbligazioni nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - soggettivo – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9946 del 29/04/2009
Adempimento spontaneo di un'obbligazione altrui - Surrogazione per volontà del creditore - Applicabilità - Esclusione - Surrogazione per volontà del debitore - Applicabilità - Esclusione - Surrogazione legale ex art. 1203 n. 3 cod. civ. - Applicabilità - Esclusione - Indebito soggettivo "ex latere solventis" - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze - Azione d'ingiustificato arricchimento - Ammissibilità. Obbligazioni in genere - adempimento - del terzo. Adempimento spontaneo di un'obbligazione altrui - Surrogazione per volontà del creditore - Applicabilità - Esclusione - Surrogazione per volontà del debitore - Applicabilità - Esclusione - Surrogazione legale ex art. 1203 n. 3 cod. civ. - Applicabilità - Esclusione - Indebito soggettivo "ex latere solventis" - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze - Azione d'ingiustificato arricchimento - Ammissibilità.  L'adempimento spontaneo di un'obbligazione da parte del terzo, ai sensi dell'art. 1180 cod. civ., determina l'estinzione dell'obbligazione, anche contro la volontà del creditore, ma non attribuisce automaticamente al terzo un titolo per agire direttamente nei confronti del debitore, non essendo in tal caso configurabili né la surrogazione per volontà del creditore, prevista dall'art. 1201 cod. civ., né quella per volontà del debitore, prevista dall'art. 1202 cod. civ., né quella legale di cui all'art. 1203 n. 3 cod. civ., la quale presuppone che il terzo che adempie sia tenuto con altri o per altri al pagamento del debito; la consapevolezza da parte del terzo di adempiere un debito altrui esclude inoltre la surrogazione legale di cui agli artt. 1203 n. 5 e 2036, terzo comma, cod. civ., la quale, postulando che il pagamento sia riconducibile all'indebito soggettivo "ex latere solventis", ma non sussistano le condizioni per la ripetizione, presuppone nel terzo la coscienza e la volontà di adempiere un debito proprio; pertanto, il terzo che abbia pagato sapendo di non essere debitore può agire unicamente per ottenere l'indennizzo per l'ingiustificato arricchimento, stante l'indubbio vantaggio economico ricevuto dal debitore. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9946 del 29/04/2009   …...
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1049 del 04/02/1997
Divisione - divisione erria - impugnazione - rescissione per lesione - prescrizione - Domanda di indebito arricchimento proposta per la prima volta in appello - Precedente domanda proposta in primo grado con riferimento alla medesima situazione di fatto ma avente come oggetto la rescissione per lesione della divisione - Interruzione della prescrizione della prima ad opera della seconda - Esclusione. L'azione di arricchimento senza causa contempla una domanda diversa per "petitum" e per "causa petendi" dalla domanda di rescissione della divisione per lesione, atteso che, mentre l'ultima ha origine dal contratto ed ha come oggetto l'invalidazione dell'atto, la prima postula l'insussistenza del vincolo contrattuale ed ha come oggetto la corresponsione di un indennizzo equivalente alla diminuzione patrimoniale subita. Ne consegue che, in virtù del principio secondo cui la domanda giudiziale idonea ad interrompere la prescrizione è soltanto quella avente ad oggetto il diritto della cui prescrizione si tratta, il corso della prescrizione della domanda di indebito arricchimento, proposta per la prima volta in appello, non è interrotto da una domanda precedentemente proposta in primo grado con riferimento alla medesima situazione di fatto, ma avente come oggetto la rescissione per lesione di una divisione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1049 del 04/02/1997   …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2801 del 10/03/1995
Casa di cura convenzionata con il servizio sanitario nazionale - Ricoveri in soprannumero rispetto ai posti letto autorizzati - Effettuazione - Ostatività all'azione ex art. 2041 cod. civ. nei confronti della Regione - Esclusione - Condizioni. L'esercizio da parte di una casa di cura convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale di ricoveri in soprannumero rispetto ai posti letto autorizzati, ancorché sanzionabile ai sensi dell'art. 193 del R.D. 27 luglio 1934 n.1265, non esclude la possibilità per la società proprietaria della struttura sanitaria di esercitare l'azione di cui all'art. 2041 nei confronti della Regione per indebito arricchimento in danno di essa attrice, posto che l'azione generale di arricchimento può legittimamente sperimentarsi anche per ottenere l'indennizzo di un pregiudizio sofferto a causa di contratto "contra lege" - e sempre che la prestazione non sia stata eseguita per uno scopo contrario al buon costume (art. 2035 cod. civ.) - quando la Regione abbia continuato ad avvalersi della struttura sanitari, così implicitamente riconoscendo l'insussistenza di pregiudizi derivanti ai ricoverati dall'utilizzazione di detta struttura. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2801 del 10/03/1995   …...

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