Limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 26266 del 26/09/2025 (Rv. 676706-01)Distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - riduzione in pristino (demolizione) - limiti - pregiudizio all'economia nazionale - Concetto di pregiudizio all'economia nazionale ex art. 2933, comma 2, c.c. - Interpretazione - Perdita per l'intera comunità di cose insostituibili ovvero di eccezionale importanza per l'economia nazionale - Demolizione totale o parziale di edificio ad uso di abitazione - Configurabilità - Esclusione.
Il concetto di pregiudizio all'economia nazionale, di cui all'art. 2933, comma 2, c.c., che limita l'eseguibilità in forma specifica degli obblighi di non fare, si riferisce esclusivamente alle cose insostituibili ovvero di eccezionale importanza per l'economia nazionale la cui perdita risulti pregiudizievole per l'intera collettività là dove viene ad incidere sulle fonti di produzione o di distribuzione della ricchezza, e, pertanto, non è invocabile al fine di evitare la demolizione totale o parziale di un edificio ad uso di abitazione.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 26266 del 26/09/2025 (Rv. 676706-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2933 …...
Valutazione e liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24317 del 01/09/2025 (Rv. 676178-01)Obbligazione di risarcimento del danno per equivalente - Indivisibilità - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
L'obbligazione risarcitoria per equivalente, anche se relativa a danni la cui eliminazione avrebbe richiesto necessariamente l'esecuzione di una obbligazione di facere non divisibile, non è, a sua volta, indivisibile, avendo ad oggetto la corresponsione di una somma di danaro. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, con riguardo ai danni riportati da distinti immobili, di proprietà di diversi soggetti, aveva equitativamente determinato il risarcimento per equivalente spettante a ciascuno di essi in una frazione proporzionale dell'importo corrispondente alle opere necessarie per il complessivo ripristino di tutti i suddetti immobili, sul presupposto dell'impossibilità di ordinare la relativa esecuzione quale oggetto di una condanna ex art. 2058 c.c.).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24317 del 01/09/2025 (Rv. 676178-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043 , Cod_Civ_art_1316, Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_1226 …...
Incremento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera - Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 20381 del 21/07/2025 (Rv. 675637 - 01)Conseguenze - Cambiamento climatico - Azione risarcitoria intentata da privati nei confronti dell’ENI, del Ministero dell’Economia e di Cassa depositi e prestiti s.p.a. - Giurisdizione del g.o. - Sussistenza - Fondamento.
La domanda proposta da privati nei confronti dell'ENI, del Ministero dell'Economia e della Cassa depositi e prestiti s.p.a. per il risarcimento dei danni conseguenti al cambiamento climatico derivante dall'incremento della concentrazione di CO2 nell'atmosfera è devoluta alla cognizione del giudice ordinario, trattandosi di pretesa fondata sulla prospettazione di una responsabilità extracontrattuale dei convenuti ex artt. 2043, 2050, 2051 e 2058 c.c., conseguente alla lesione del diritto alla salute, alla vita e al rispetto della vita privata e familiare, di cui agli artt. 2 e 8 CEDU, nonché nella violazione degli artt. 9, terzo comma, e 41, secondo e terzo comma, Cost., come modificati dalla l. cost. n. 1 del 2022.
Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 20381 del 21/07/2025 (Rv. 675637 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2050, Cod_Civ_art_2051, Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_041 …...
Prediali - azioni a difesa della servitù - confessoria (del possesso di servitù) - legittimazione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11601 del 30/04/2024 (Rv. 671126-01)Legittimazione passiva - Titolarità - Condizioni - Fondamento.
In tema di confessoria servitutis, la legittimazione dal lato passivo è anzitutto di colui che, oltre a contestare l'esistenza della servitù, abbia un rapporto attuale con il fondo servente (proprietario, comproprietario, titolare di un diritto reale sul fondo o possessore suo nomine), potendo solo nei confronti di tali soggetti esser fatto valere il giudicato di accertamento, contenente, anche implicitamente, l'ordine di astenersi da qualsiasi turbativa nei confronti del titolare della servitù o di rimessione in pristino ex art. 2933 c.c.; gli autori materiali della lesione del diritto di servitù possono, invece, essere eventualmente chiamati in giudizio quali destinatari dell'azione ex art. 1079 c.c., solo se la loro condotta abbia concorso con quella di uno dei predetti soggetti, o abbia comunque implicato la contestazione della servitù, fermo restando che, nei loro riguardi, possono essere esperite, ex art. 2043 c.c., l'azione di risarcimento del danno e, ai sensi dell'art. 2058 c.c., l'azione di riduzione in pristino con l'eliminazione delle turbative e molestie.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11601 del 30/04/2024 (Rv. 671126-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1079, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2933 …...
Risarcimento in forma specifica - Tutela inibitoria - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 10720 del 22/04/2024 (Rv. 670788-01)Riconducibilità ai rimedi previsti dall'art. 2043 c.c. - Fondamento - Fattispecie.
La tutela inibitoria rientra tra i rimedi previsti dall'art. 2043 c.c. essendo riconducibile alla reintegrazione in forma specifica di cui all'art. 2058 c.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione della Corte d'appello che aveva rigettato la domanda spiegata da un concessionario di tre piste di down hill, volta ad ottenere l'ordine al convenuto di non utilizzare le dette piste, ritenendo erroneamente che la rinuncia della parte alle domande riconducibili alle disposizioni di cui agli artt. 2598 e ss. c.c., ma non a quelle spiegate ex art. 2043 c.c., comportasse anche la rinuncia implicita alla domanda inibitoria).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 10720 del 22/04/2024 (Rv. 670788-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058 …...
Danno ambientale - Art. 311 d.lgs. n. 152 del 2006 (come modificato dalla l. n. 97 del 2013) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 7073 del 15/03/2024 (Rv. 670384-01)Legittimazione attiva dei soggetti o enti territoriali diversi dallo Stato in relazione alle domande precedentemente proposte - Sussistenza - Domanda di risarcimento del danno per equivalente - Ammissibilità - Statuizione risarcitoria - Contenuto.
L'entrata in vigore della l. n. 97 del 2013 (che, modificando l'art. 311 del d.lgs. n. 152 del 2006, ha concentrato la legittimazione attiva in capo al Ministero dell'Ambiente) non fa venir meno la legittimazione dei soggetti o enti territoriali diversi dallo Stato a coltivare i giudizi di risarcimento del danno ambientale precedentemente instaurati, né determina l'inammissibilità della domanda risarcitoria per equivalente che vi sia stata eventualmente proposta, ferma restando la necessità di coordinarne la statuizione di accoglimento con le prescrizioni della nuova disciplina, alla cui stregua il giudice è tenuto ad individuare le misure di riparazione primaria, complementare e compensativa e a determinarne il costo, il cui rimborso potrà essere oggetto di condanna nei confronti dei danneggianti nel caso di omessa o incompleta esecuzione delle stesse.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 7073 del 15/03/2024 (Rv. 670384-01)Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36511 del 29/12/2023 (Rv. 669729 - 01)Rapporti di vicinato - aperture (finestre) - veduta (nozione, caratteri, distinzioni) - distanze legali - apertura (per l') - vedute dirette - Apertura di vedute ex art. 905 c.c. - Distanze legali - Violazione - Azione ripristinatoria e azione risarcitoria - Legittimazione passiva - Differenze.
In caso di violazione delle distanze legali per l'apertura di vedute ex art. 905 c.c., l'azione volta alla condanna al ripristino dello stato dei luoghi, integrando un'actio negatoria servitutis di carattere reale, può essere proposta esclusivamente nei confronti del proprietario dell'immobile dal quale la veduta abusiva è esercitata, mentre l'azione risarcitoria per il conseguente pregiudizio è esperibile tanto nei confronti di quest'ultimo quanto dell'autore della violazione, quali responsabili in solido.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36511 del 29/12/2023 (Rv. 669729 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_0905, Cod_Civ_art_2058 …...
Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 32898 del 27/11/2023 (Rv. 669627 - 01)Domanda volta alla condanna all'eliminazione della causa del pregiudizio e delle sue conseguenze - Risarcimento in forma specifica - Distinzione dall'azione di adempimento e dall'esecuzione forzata.
La domanda volta alla condanna del convenuto all'esecuzione delle opere necessarie per eliminare la causa del pregiudizio e le sue conseguenze integra un'azione di risarcimento in forma specifica, la quale, rappresentando una modalità di reintegrazione dell'interesse del danneggiato mediante una prestazione diversa e succedanea rispetto al contenuto del rapporto obbligatorio o del dovere di neminem laedere, si distingue sia dall'azione di adempimento (che postula la sussistenza di un rapporto obbligatorio inadempiuto o inesattamente adempiuto, e consente di ottenere un provvedimento di condanna del debitore all'esecuzione della medesima prestazione che formava oggetto dello stesso), sia dall'esecuzione in forma specifica di un obbligo di fare (che costituisce lo strumento di attuazione coattiva di un diritto già accertato in sede di cognizione).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 32898 del 27/11/2023 (Rv. 669627 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2931, Cod_Civ_art_1453, Cod_Proc_Civ_art_612 …...
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25743 del 04/09/2023 (Rv. 668878 - 02)Accordo delle parti - condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - clausole vessatorie od onerose - assicurazione - assicurazione contro i danni - Clausola contrattuale contemplante il risarcimento in forma specifica - Predisposta unilateralmente dal debitore - Vessatorietà - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
In tema di assicurazione contro i danni, la clausola contrattuale contemplante il risarcimento in forma specifica, predisposta unilateralmente dall’assicuratore, non può ritenersi vessatoria, non determinando uno squilibrio in suo favore dei diritti ed obblighi derivanti dal contratto, tenuto conto che, in linea generale, la concreta operatività di tale forma di risarcimento, ove materialmente possibile, trova un limite nelle esigenze di tutela del debitore, il quale può liberarsi mediante il risarcimento per equivalente, ove quello in forma specifica risulti per lui eccessivamente oneroso. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il carattere vessatorio della clausola che prevedeva la riduzione del 50% della franchigia per l’assicurato che si fosse rivolto, per la riparazione del veicolo, ad una carrozzeria indicata dalla società assicurativa).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25743 del 04/09/2023 (Rv. 668878 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_1341, Cod_Civ_art_1342, Cod_Civ_art_1882, Cod_Civ_art_1905 …...
Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24737 del 17/08/2023 (Rv. 668582 - 01)Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - Domanda di reintegrazione in forma specifica - Diversa modalità di risarcimento del danno in forma specifica meno invasiva - Attribuzione d'ufficio - Ultrapetizione - Esclusione - Domanda di risarcimento per equivalente - Pronuncia d'ufficio di reintegrazione in forma specifica - Ultrapetizione - Configurabilità - Fattispecie.
Il giudice che, a fronte della domanda di reintegrazione in forma specifica, dispone d’ufficio una diversa e meno invasiva modalità di risarcimento del danno non incorre nel vizio di ultrapetizione, il quale è invece integrato nella diversa ipotesi in cui sia stato richiesto il risarcimento per equivalente e il giudice abbia disposto il risarcimento in forma specifica. (In applicazione del principio, la S.C. ha escluso il vizio di ultrapetizione in un caso in cui il danneggiato aveva richiesto la cancellazione degli articoli diffamatori ed il giudice ne aveva disposto l'aggiornamento, sul rilievo che l'aggiornamento dell'articolo rappresenta un "minus" rispetto alla cancellazione e, pertanto, deve ritenersi una modalità già ricompresa nella domanda di cancellazione).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24737 del 17/08/2023 (Rv. 668582 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Proprietà' - azioni a difesa della proprietà' Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 18050 del 23/06/2023 (Rv. 668453 - 01)Rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) - PROVA Occupazione abusiva di immobile - Domanda di rilascio non collegata al venir meno di un negozio - Qualificazione - Azione personale di restituzione - Esclusione - Azione di rivendicazione - Configurabilità - Risarcimento in forma specifica della pregressa situazione possessoria - Inammissibilità.
La domanda con cui l’attore chieda di accertare la natura abusiva dell'occupazione di un immobile di sua proprietà da parte del convenuto, con conseguente condanna dello stesso al rilascio del bene ed al risarcimento dei danni, senza ricollegare la propria pretesa al venir meno di un negozio giuridico originariamente idoneo a giustificare la consegna della cosa e la relazione di fatto tra questa ed il medesimo convenuto, dà luogo a un'azione di rivendicazione, non potendo qualificarsi alla stregua di azione personale di restituzione, neppure in quanto tendente al risarcimento in forma specifica della situazione possessoria esistente in capo all'attore prima del verificarsi dell'abusiva occupazione, non potendo il rimedio ripristinatorio ex art. 2058 c.c. surrogare - al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dall'ordinamento - un'azione di spoglio ormai impraticabile.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 18050 del 23/06/2023 (Rv. 668453 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0948, Cod_Civ_art_1168, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Danni riportati da veicolo a seguito di sinistro stradale – Cass. n. 10686/2023Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - Danni riportati da veicolo a seguito di sinistro stradale - Eccessiva onerosità - Possibilità di ordinare ex art. 2058 c.c. il risarcimento per equivalente - Valutazione - Entità dei costi e locupletazione del danneggiato - Necessità - Liquidazione - Criterio.
Ai fini dell'applicazione dell'art. 2058, comma 2, c.c., la verifica relativa all'eccessiva onerosità non può basarsi soltanto sull'entità dei costi, dovendosi valutare, altresì, se la reintegrazione in forma specifica comporti o meno una locupletazione per il danneggiato, tale da superare la finalità risarcitoria che le è propria e da rendere ingiustificata la condanna del debitore a una prestazione che ecceda notevolmente il valore di mercato del bene danneggiato; laddove, peraltro, il danneggiato decida - com'è suo diritto - di procedere alla riparazione anziché alla sostituzione del mezzo danneggiato, non risulta giustificato, traducendosi in una indebita locupletazione per il responsabile, il mancato riconoscimento di tutte le voci di danno che competerebbero in caso di rottamazione e sostituzione del veicolo.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10686 del 20/04/2023 (Rv. 667382 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1223
Corte
Cassazione
10686
2023 …...
Sconfinamento sul fondo contiguo – Cass. n. 7601/2023Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - in genere - Sconfinamento sul fondo contiguo - Demolizione ed ordine di riduzione in pristino - Operatività - Limiti - Trasformazione irreversibile - Fattispecie.
La trasformazione irreversibile della cosa ne preclude la tutela reale e, quindi, la possibilità di chiedere ed ottenere la demolizione e la riduzione in pristino, atteso che essa non può che avere oggetto ed esplicarsi in relazione alla "res" oggetto del diritto di proprietà, ormai modificata in modo tale da non consentire il ripristino della sua condizione originaria. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha negato la tutela in esame in quanto la restituzione della zona rivendicata non era possibile per la sopravvenuta edificazione di travi portanti di un edificio).
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7601 del 16/03/2023 (Rv. 667300 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_0938
Corte
Cassazione
7601
2023 …...
Responsabilità per rovina di edificio – Cass. n. 5368/2023Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - Responsabilità per rovina di edificio - Cumulo del risarcimento in forma specifica col risarcimento per equivalente - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
In tema di responsabilità per rovina di edificio, il danneggiato può agire per il risarcimento in forma specifica e per quello per equivalente purché le due forme risarcitorie vengano dedotte in via subordinata, e non congiunta, optando per l'una o l'altra forma di risarcimento, atteso che la natura oggettiva della responsabilità e la specialità della responsabilità di cui all'art. 2053 c.c. non giustificano una doppia condanna sullo stesso titolo, a cui conseguirebbe l'indebito arricchimento del preteso danneggiato, stante la regola dell'alternatività di cui all'art. 2058 c.c..
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5368 del 21/02/2023 (Rv. 666947 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2053, Cod_Civ_art_2058
Corte
Cassazione
5368
2023 …...
Creazione di stato di fatto dannoso per un immobile – Cass. n. 4677/2023Prescrizione civile - decorrenza - Creazione di stato di fatto dannoso per un immobile - Azione di eliminazione di tale stato e di risarcimento del danno - Illecito permanente - Conseguenze - Pretesa di risarcimento danni in forma specifica mediante rimozione - Prescrizione - Decorrenza dall'ultimazione dell'opera - Esclusione - Pretesa di risarcimento per equivalente - Prescrizione - Decorrenza dalla verificazione dei danni di volta in volta.
Allorquando si lamenti un danno ad un immobile per effetto della creazione di uno stato di fatto e si domandi l'eliminazione di questo ed il risarcimento del danno cagionato all'immobile, sia l'illecito costituito dalla creazione dello stato di fatto in sé e per sé quale fonte di danno come tale all'immobile, sia l'illecito rappresentato dalla verificazione di danni all'immobile in quanto originantisi come effetti della presenza dello stato di fatto, hanno natura di illeciti permanenti, con la conseguenza che il termine di prescrizione della pretesa di risarcimento in forma specifica mediante rimozione dello stato di fatto non decorre dall'ultimazione dell'opera che lo ha determinato, in quanto la condotta illecita si identifica nel fatto del mantenimento dello stato di fatto che si protrae ininterrottamente nel tempo (salvo che tale condotta non cessi di essere illecita per l'eventuale consolidarsi di una situazione di diritto in ordine al suo mantenimento), mentre il termine di prescrizione del diritto al risarcimento per equivalente dei danni subiti dall'immobile in conseguenza dell'esistenza dello stato di fatto decorre in relazione a tali danni "de die in diem", a mano a mano che essi si verificano.
Corte di Cassazione, Sez. 4 - , Sentenza n. 4677 del 15/02/2023 (Rv. 666751 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2058
Corte
Cassazione
4677
2023 …...
Domanda di conversione – Cass. n. 15027/2022Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - Pubblico impiego privatizzato - Contratti a termine - Domanda di conversione - Tutela in forma specifica - Impossibilità giuridica - Tutela per equivalente - Ammissibilità - Conseguenze.
In tema di impiego pubblico privatizzato, qualora sia stata chiesta la conversione o trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti a termine nulli per violazione delle regole che ne condizionano la legittimità, il giudice, a fronte della giuridica impossibilità di una tutela in forma specifica avverso l'illecito perpetrato, deve pronunciare sulla tutela per equivalente, secondo il regime del c.d. danno eurounitario; ne consegue che la parte può far valere la mancata pronuncia sulla domanda di risarcimento come motivo di illegittimità in sede di impugnazione e che, la stessa, in quanto "minus" o "surrogato legale" della tutela in forma specifica, non costituisce domanda nuova se proposta per la prima volta in appello.
Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 15027 del 11/05/2022 (Rv. 664697 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_112
Corte
Cassazione
15027
2022 …...
Danni riportati da veicolo di valore commerciale inferiore al costo delle riparazioni – Cass. n. 10196/2022Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - Danni riportati da veicolo di valore commerciale notevolmente inferiore al costo delle riparazioni - Pronunzia di condanna per equivalente anziché in forma specifica - Ammissibilità - Fattispecie.
La domanda di risarcimento del danno subito da un veicolo a seguito di incidente stradale, quando abbia ad oggetto la somma necessaria per effettuare la riparazione dei danni, deve considerarsi come richiesta di risarcimento in forma specifica, con conseguente potere del giudice, ai sensi dell'art. 2058, comma 2, c.c., di non accoglierla e di condannare il danneggiante al risarcimento per equivalente, ossia alla corresponsione di un somma pari alla differenza di valore del bene prima e dopo la lesione, allorquando il costo delle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato del veicolo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto eccessivamente onerosa la pretesa di rifusione del costo di riparazione del veicolo, superiore a Euro 5.000, rispetto al valore di mercato del mezzo danneggiato, equitativamente determinato in Euro 1.600).
Corte Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10196 del 30/03/2022 (Rv. 664460 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058
Corte
Cassazione
10196
2022 …...
Domanda di rimozione di una conduttura abusiva e risarcimento del danno – Cass. n. 19249/2021Proprietà' - azioni a difesa della proprietà' - apposizione di termini (nozioni, distinzioni) - prova - Proprietà - Azioni a difesa della proprietà - Negatoria - Domanda di rimozione di una conduttura abusiva e contestuale richiesta di risarcimento del danno - Natura.
La domanda di rimozione di una conduttura idrica, che l’attore assuma essere stata abusivamente installata sul proprio fondo da parte del proprietario di un fondo vicino, anche se accompagnata da richieste risarcitorie, va qualificata come " actio negatoria servitutis" (avente come contraddittore il proprietario del preteso fondo dominante) diretta a tutelare la libertà del fondo.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19249 del 07/07/2021 (Rv. 662044 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0913, Cod_Civ_art_0949, Cod_Civ_art_2058
Corte
Cassazione
19249
2021 …...
Domanda di reintegrazione in forma specifica – Cass. n. 11438/2021Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - Domanda di reintegrazione in forma specifica - Attribuzione d'ufficio del risarcimento per equivalente - Ultrapetizione - Esclusione - Domanda di risarcimento per equivalente - Pronuncia d'ufficio di reintegrazione in forma specifica - Ultrapetizione - Configurabilità.
L'attribuzione al danneggiato del risarcimento per equivalente, invece della richiesta reintegrazione in forma specifica, non viola il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, perché il risarcimento per equivalente, che il giudice del merito può disporre anche d'ufficio, nell'esercizio del suo potere discrezionale, costituisce un "minus" rispetto alla reintegrazione in forma specifica, con la conseguenza che la relativa richiesta è implicita nella domanda giudiziale di reintegrazione in forma specifica; per contro, non è consentito al giudice, senza violare l'art. 112 c.p.c., ove sia stato richiesto il risarcimento per equivalente, disporre la reintegrazione in forma specifica, non compresa, neppure per implicito, in quella domanda così proposta.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11438 del 30/04/2021 (Rv. 661094 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Rovina e difetti di cose immobili – Cass. n. 6192/2021Appalto (contratto di) - rovina e difetti di cose immobili (responsabilita' del costruttore) – danni - Vizi relativi ad unità di proprietà esclusiva in ambito condominiale - Azione risarcitoria nei confronti del costruttore-venditore - Natura - Conseguenze in tema di legittimazione attiva. Procedimento civile - litisconsorzio - necessario
Qualora i vizi di costruzione di un edificio in condominio riguardino soltanto alcuni appartamenti e non anche le parti comuni, l'azione di risarcimento dei danni nei confronti del venditore- costruttore, ex artt. 1669 e 2058 c.c., ha natura personale e può essere esercitata da qualsiasi titolare del bene oggetto della garanzia, senza necessità che al giudizio partecipino gli altri comproprietari. Tale azione va proposta, peraltro, esclusivamente dai proprietari delle unità danneggiate, non sussistendo un'ipotesi di litisconsorzio necessario nei confronti degli altri condòmini, ancorché possa insorgere, in sede di esecuzione ed in modo riflesso, un'interferenza tra il diritto al risarcimento del danno in forma specifica riconosciuto in sentenza ed i diritti degli altri condòmini, dovendo i danneggiati procurarsi il consenso di questi ultimi per procedere, nella proprietà comune, ai lavori necessari ad eliminare i difetti, giacché tale condizionamento dell'eseguibilità della pronuncia costituisce soltanto un limite intrinseco della stessa, che non cessa comunque di costituire un risultato giuridicamente apprezzabile.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 6192 del 05/03/2021 (Rv. 660802 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1669, Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_102 …...
Possibilità di ordinare il risarcimento del danno per equivalente, anziché la reintegrazione in forma specifica – Cass. n. 19942/2020Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica- Eccessiva onerosità - Possibilità di ordinare ex art. 2058 c.c. il risarcimento per equivalente - Azioni tese a far valere un diritto reale - Applicabilità - Esclusione.
L'art. 2058, comma 2, c.c., che prevede la possibilità di ordinare il risarcimento del danno per equivalente, anziché la reintegrazione in forma specifica, in caso di eccessiva onerosità di quest'ultima, non trova applicazione alle azioni intese a far valere un diritto reale, la cui tutela esige la rimozione del fatto lesivo - come nel caso della domanda di riduzione in pristino per violazione delle norme sulle distanze -, atteso il carattere assoluto del diritto leso.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19942 del 23/09/2020 (Rv. 659137 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2058
CORTE
CASSAZIONE
19942
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Reclutamento dei docenti nella scuola pubblica - Cass. n. 12489/2020Istruzione E Scuole - Università - Personale - Reclutamento dei docenti nella scuola pubblica - Concorso per soli titoli e secondo il sistema delle c.d. graduatorie ad esaurimento - Candidato non vincitore che successivamente abbia ottenuto per altra via l'immissione in ruolo - Domanda di risarcimento del danno in forma specifica al fine di ottenere il riconoscimento della decorrenza giuridica del rapporto di lavoro sin dal momento del compimento delle originarie operazioni di selezione - Onere della prova - Contenuto. - prova civile - onere della prova - in genere - risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica
In tema di reclutamento dei docenti nella scuola pubblica, mediante concorso per soli titoli e secondo il sistema delle c.d. graduatorie ad esaurimento, il candidato non vincitore che successivamente abbia ottenuto, per altra via, l'immissione in ruolo e che sostenga di essere stato assunto a tempo indeterminato in ritardo a causa dell'inosservanza, da parte della P.A., di regole non discrezionali di formazione della graduatoria, può proporre domanda di risarcimento del danno in forma specifica, nel solo contraddittorio dell'Amministrazione, al fine di ottenere la condanna della predetta al riconoscimento della decorrenza giuridica del rapporto di lavoro sin dal momento del compimento delle originarie operazioni di selezione, a condizione che sia dimostrato, secondo criteri processuali di certezza, che lo svolgimento della procedura in osservanza delle regole violate avrebbe determinato l'esito positivo in suo favore.
Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 12489 del 24/06/2020 (Rv. 658103 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2697
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Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1270 del 21/01/2020 (Rv. 656586 - 01)Omessa verifica di iscrizione ipotecaria sull'immobile compravenduto - Conseguenze - Risarcimento del danno -Condanna del notaio alla cancellazione della formalità non rilevata - Ammissibilità - Condizioni.
Nel caso in cui il notaio rogante non adempia all'obbligazione di verificare l'esistenza di iscrizioni ipotecarie relative all'immobile compravenduto, dichiarando come libero un bene che risulta, invece, gravato da ipoteca, il risarcimento del danno conseguente può essere disposto anche in forma specifica, mediante condanna del medesimo notaio alla cancellazione della formalità non rilevata, a condizione che sia possibile ottenere il consenso del creditore e che l'incombente non sia eccessivamente gravoso, avuto riguardo sia alla natura dell'attività occorrente allo scopo sia all'entità della somma da pagare in rapporto all'ammontare del danno.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1270 del 21/01/2020 (Rv. 656586 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2882
RISARCIMENTO DEL DANNO
RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA
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Risarcimento in forma specifica - Cass. Sent. 16611/2019Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica - Reintegrazione specifica dei diritti reali - Limite ex art. 2058, comma 2, c.c. - Irrilevanza - Fondamento - Limite del pregiudizio all’economia nazionale - Natura di eccezione in senso lato - Rilevabilità d’ufficio.
In tema di risarcimento del danno, la tutela riservata ai diritti reali non consente l'applicabilità dell'art. 2058 c.c. nel caso di azioni volte a far valere uno di tali diritti, atteso il loro carattere assoluto, salvo che la demolizione della cosa sia di pregiudizio all'economia nazionale, dovendo il giudice, in tale evenienza, provvedere soltanto per equivalente ex art. 2933, comma 2, c.c. La verifica della sussistenza o meno di quest'ultima ipotesi non richiede, però, che la parte obbligata assuma l'iniziativa ovvero manifesti la sua volontà in tal senso, trattandosi, piuttosto, dell'oggetto di un'eccezione in senso lato e, come tale, rilevabile d'ufficio da parte del giudice.
Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 16611 del 20/06/2019 (Rv. 654338 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2058, Cod_Civ_art_2933 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019
Estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giustificato motivo – obiettivo - manifesta insussistenza del fatto - Tutela reintegratoria - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie.
In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ai fini dell'applicazione della tutela reintegratoria prevista dall'art. 18, comma 4, st. lav., come novellato dalla l. n. 92 del 2012, il giudice è tenuto ad accertare che vi sia una evidente e facilmente verificabile assenza dei presupposti giustificativi del licenziamento e, in caso di esito positivo di tale verifica, a procedere all'ulteriore valutazione discrezionale sulla non eccessiva onerosità del rimedio, essendo altrimenti applicabile la sola tutela risarcitoria di cui all'art. 18, comma 5. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che, omettendo completamente le suddette verifiche, aveva riconosciuto la tutela reale in favore di una giornalista adibita a un ufficio di corrispondenza all'estero come collaboratrice fissa, sulla base della semplice constatazione che il datore di lavoro non aveva provato il venir meno dell'esigenza di tale figura professionale).
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2930 del 31/01/2019
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Valutazione e liquidazione - in genere - decadenza da incarico dirigenziale per cd. "spoil system"Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere - decadenza da incarico dirigenziale per cd. "spoil system" - illegittimità costituzionale sopravvenuta - risarcimento del danno - dalla pubblicazione della sentenza costituzionale - fondamento - limiti – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29169 del 13/11/2018
In tema di incarichi dirigenziali, la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 7, della l. n. 145 del 2002, applicativo del cd. "spoil system", fonda il diritto del dirigente dichiarato decaduto al risarcimento del danno derivato dall'anticipata risoluzione del rapporto, il quale decorre non dalla data di cessazione - non potendosi configurare retroattivamente la colpa del soggetto che abbia conformato il proprio comportamento alle norme anteriormente alla pronuncia di incostituzionalità - ma dalla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale, purché a tale data non fosse già decorso anche il termine finale originariamente previsto dell'incarico. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che, ai fini della liquidazione del danno, dovesse aversi riguardo al momento della pronuncia di illegittimità della Corte cost. nonché al termine finale dell'incarico, oltre che al momento della risoluzione del rapporto avvenuto per volontaria iniziativa del dirigente dichiarato decaduto).
Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29169 del 13/11/2018 …...
Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12582 del 17/06/2015Inadempimento di obbligazione contrattuale - Reintegrazione in forma specifica - Ammissibilità - Lesione del diritto del condomino per effetto di violazione del regolamento pattizio - Inclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12582 del 17/06/2015
Il risarcimento del danno in forma specifica, secondo il principio generale fissato dall'art. 2058 cod. civ., é applicabile anche alle obbligazioni contrattuali, in quanto rimedio alternativo al risarcimento per equivalente pecuniario, sicché il danneggiato può chiedere ed ottenere la reintegrazione in forma specifica anche quando il suo diritto di condomino sia leso per effetto di violazione del regolamento pattizio.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12582 del 17/06/2015
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Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza - risarcimento del danno – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21883 del 27/10/2015Occupazione acquisitiva - Valutazione dell'irreversibile trasformazione del fondo - Riferimento ai singoli immobili - Necessità - Fondamento.
La valutazione dell'esistenza dell'irreversibile trasformazione, quale presupposto dell'occupazione cd. acquisitiva, va effettuata con riferimento agli immobili compresi nel piano urbanistico attuativo singolarmente considerati, verificando se essi abbiano subito una trasformazione nel loro aspetto materiale, mutando fisionomia strutturale e funzionale, mentre deve escludersi la possibilità di operare una tale valutazione con sintetico riferimento all'intera area compresa nel piano, non essendo sufficiente che sia globalmente realizzata la destinazione in esso prevista, a prescindere dall'entità e dalla rilevanza manipolativa dei singoli interventi costruttivi, ferma restando la tutela, prevista dagli artt. 40 della l. n. 2359 del 1865 e 33 del d.P.R. n. 327 del 2001, in caso di occupazione acquisitiva parziale, in ragione dell'eventuale deprezzamento subito dalla parte residua.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21883 del 27/10/2015 …...
servitù prediali - azioni a difesa della servitù - confessoria (del possesso di servitù) – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1332 del 22/01/2014legittimazione - Legittimazione passiva - Titolarità - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1332 del 22/01/2014
Riguardo alla "confessoria servitutis", la legittimazione dal lato passivo è in primo luogo di colui che, oltre a contestare l'esistenza della servitù, abbia un rapporto attuale con il fondo servente (proprietario, comproprietario, titolare di un diritto reale sul fondo o possessore "suo nomine"), potendo solo nei confronti di tali soggetti esser fatto valere il giudicato di accertamento, contenente, anche implicitamente, l'ordine di astenersi da qualsiasi turbativa nei confronti del titolare della servitù o di rimessione in pristino ex art. 2933 cod. civ.; gli autori materiali della lesione del diritto di servitù possono, invece, essere eventualmente chiamati in giudizio quali destinatari dell'azione ex art. 1079 cod. civ., soltanto se la loro condotta si sia posta a titolo di concorso con quella di uno dei predetti soggetti o abbia comunque implicato la contestazione della servitù, fermo restando che, nei loro confronti, possono essere esperite, ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., l'azione di risarcimento del danno e, ai sensi dell'art. 2058 cod. civ., l'azione di riduzione in pristino con l'eliminazione delle turbative e molestie.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1332 del 22/01/2014
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risarcimento in forma specificarisarcimento del danno - Risarcimento in forma specifica chiesto in citazione - Domanda di risarcimento per equivalente avanzata in sede di precisazione delle conclusioni - "Emendatio libelli" - Configurabilità - Fattispecie in tema di responsabilità professionale del notaio.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014
Il risarcimento del danno in forma specifica rappresenta, rispetto a quello per equivalente, una forma - più ampia ed onerosa per il debitore - di ristoro del pregiudizio dallo stesso arrecato. Ne consegue che costituisce una mera "emendatio libelli", consentita anche in sede di precisazione delle conclusioni, la richiesta di risarcimento per equivalente avanzata in corso di giudizio, nonostante nell'atto introduttivo dello stesso fosse stato domandato il risarcimento in forma specifica. (Principio enunciato con riferimento ad una fattispecie di responsabilità professionale di un notaio, per non avere reso edotti gli acquirenti di un immobile dell'esistenza di un pignoramento sul bene i quali, pur avendo chiesto inizialmente il risarcimento in forma specifica, mediante cancellazione della trascrizione e, comunque, il ristoro dei danni eventualmente dovuti dall'esecuzione coattiva, avevano poi domandato, al momento della precisazione delle conclusioni il risarcimento del danno per equivalente, sotto forma di rimborso del prezzo dell'immobile).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014
Riferimenti normativi:Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_163, Cod_Proc_Civ_art_183, Cod_Proc_Civ_art_190, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058
Massime precedentiConformi: N. 12964 del 2005
Massime precedentiVedi: N. 1700 del 2009 …...
risarcimento in forma specifica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014Risarcimento in forma specifica chiesto in citazione - Domanda di risarcimento per equivalente avanzata in sede di precisazione delle conclusioni - "Emendatio libelli" - Configurabilità - Fattispecie in tema di responsabilità professionale del notaio. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014
Il risarcimento del danno in forma specifica rappresenta, rispetto a quello per equivalente, una forma - più ampia ed onerosa per il debitore - di ristoro del pregiudizio dallo stesso arrecato. Ne consegue che costituisce una mera "emendatio libelli", consentita anche in sede di precisazione delle conclusioni, la richiesta di risarcimento per equivalente avanzata in corso di giudizio, nonostante nell'atto introduttivo dello stesso fosse stato domandato il risarcimento in forma specifica. (Principio enunciato con riferimento ad una fattispecie di responsabilità professionale di un notaio, per non avere reso edotti gli acquirenti di un immobile dell'esistenza di un pignoramento sul bene i quali, pur avendo chiesto inizialmente il risarcimento in forma specifica, mediante cancellazione della trascrizione e, comunque, il ristoro dei danni eventualmente dovuti dall'esecuzione coattiva, avevano poi domandato, al momento della precisazione delle conclusioni il risarcimento del danno per equivalente, sotto forma di rimborso del prezzo dell'immobile).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014 …...
Azioni a difesa della proprietà - rivendicazione - prova - Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013Domanda di rilascio di bene abusivamente occupato - Mancata allegazione della consegna della cosa in dipendenza di negozio giuridico venuto meno - Conseguenze - Qualificazione della domanda come azione di restituzione - Esclusione - Qualificazione come azione di rivendicazione - Configurabilità - Risarcimento in forma specifica della situazione possessoria ex art. 2058 cod. civ. - Inammissibilità - Fondamento. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013
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Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013
La domanda con cui l'attore chieda di dichiarare abusiva ed illegittima l'occupazione di un immobile di sua proprietà da parte del convenuto, con conseguente condanna dello stesso al rilascio del bene ed al risarcimento dei danni da essa derivanti, senza ricollegare la propria pretesa al venir meno di un negozio giuridico, che avesse giustificato la consegna della cosa e la relazione di fatto sussistente tra questa ed il medesimo convenuto, non dà luogo ad un'azione personale di restituzione, e deve qualificarsi come azione di rivendicazione; né può ritenersi che detta domanda sia qualificabile come di restituzione, in quanto tendente al risarcimento in forma specifica della situazione possessoria esistente in capo all'attore prima del verificarsi dell'abusiva occupazione, non potendo il rimedio ripristinatorio ex art. 2058 cod. civ. surrogare, al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dal nostro ordinamento, un'azione di spoglio ormai impraticabile.
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Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013RITENUTO IN FATTO1. - Per provvedere alla costruzione della strada che collega Nerano alla Marina del Cantone, e del relativo piazzale terminale, l'Amministrazione provinciale di Napoli occupò alcuni suoli, tra i quali quello contraddistinto nel catasto del Comune di Massalubrense al foglio 16, particella 713, appartenente a Raffaele Po....., Marianna Sc...... e Aniello De......Realizzata l'opera pubblica, e non essendo stata perfezionata l'avviata procedura espropriativa, questi ultimi convennero innanzi al Tribunale di Napoli l'Amministrazione provinciale di Napoli per ottenere il risarcimento del danno subito e la restituzione di parte del suolo.La …...
RISARCIMENTO DEL DANNO - RISARCIMENTO IN FORMA SPECIFICA – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21012 del 12/10/2010Danni riportati da veicolo di valore commerciale notevolmente inferiore al costo delle riparazioni - Pronunzia di condanna per equivalente anziché in forma specifica - Ammissibilità.
La domanda di risarcimento del danno subito da un veicolo a seguito di incidente stradale, quando abbia ad oggetto la somma necessaria per effettuare la riparazione dei danni, deve considerarsi come richiesta di risarcimento in forma specifica, con conseguente potere del giudice, ai sensi dell'art. 2058, secondo comma, cod. civ., di non accoglierla e di condannare il danneggiante al risarcimento per equivalente, ossia alla corresponsione di un somma pari alla differenza di valore del bene prima e dopo la lesione, allorquando il costo delle riparazioni superi notevolmente il valore di mercato del veicolo.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21012 del 12/10/2010
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Procedimenti cautelari - azioni di nunciazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6480 del 17/03/2010Azione nunciatoria avente ad oggetto il ripristino dello stato dei luoghi - Possibile interpretazione della domanda come richiesta di risarcimento del danno in forma specifica - Ammissibilità - Conseguenze sul piano processuale - Necessità del litisconsorzio tra autore del fatto dannoso e proprietario del bene su cui è stata eseguita l'opera illegittima - Esclusione.
Qualora l'azione nunciatoria non abbia ad oggetto la richiesta di demolizione di un'opera, bensì il ripristino dello stato dei luoghi, la domanda può essere interpretata come richiesta di risarcimento del danno in forma specifica e, pertanto, quando essa sia avanzata contro l'autore del fatto dannoso, non si verifica un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra lo stesso ed il proprietario o comproprietario del fondo sul quale l'opera illegittima è stata eseguita.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6480 del 17/03/2010
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procedimenti cautelari - azioni di nunciazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6480 del 17/03/2010Azione nunciatoria avente ad oggetto il ripristino dello stato dei luoghi - Possibile interpretazione della domanda come richiesta di risarcimento del danno in forma specifica - Ammissibilità - Conseguenze sul piano processuale - Necessità del litisconsorzio tra autore del fatto dannoso e proprietario del bene su cui è stata eseguita l'opera illegittima - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6480 del 17/03/2010
Qualora l'azione nunciatoria non abbia ad oggetto la richiesta di demolizione di un'opera, bensì il ripristino dello stato dei luoghi, la domanda può essere interpretata come richiesta di risarcimento del danno in forma specifica e, pertanto, quando essa sia avanzata contro l'autore del fatto dannoso, non si verifica un'ipotesi di litisconsorzio necessario tra lo stesso ed il proprietario o comproprietario del fondo sul quale l'opera illegittima è stata eseguita.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6480 del 17/03/2010
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Notariato - responsabilità professionale – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14813 del 27/06/2006Omessa verifica di iscrizione ipotecaria sull'immobile compravenduto - Conseguenze - Risarcimento del danno - Condanna del notaio alla cancellazione della formalità non rilevata - Ammissibilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14813 del 27/06/2006
Nel caso in cui il notaio rogante non adempia l'obbligazione di verificare l'esistenza di iscrizioni ipotecarie relative all'immobile compravenduto, dichiarando come libero un bene che risulta, invece, gravato da ipoteca e sottoposto a procedura esecutiva, il risarcimento del danno conseguente può essere disposto anche in forma specifica, mediante condanna del notaio alla cancellazione della formalità non rilevata, a condizione, tuttavia, che vi sia la possibilità di ottenere, a tal fine, il consenso del creditore procedente e che il relativo incombente non sia eccessivamente gravoso, sia per la natura dell'attività occorrente, che per la congruità, rispetto al danno, della somma da pagare.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14813 del 27/06/2006
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Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12177 del 19/08/2003Fondo altrui - Manufatto - Costruzione - Occupazione del fondo attiguo - Divieto - Configurabilità - Portata - Conseguenze - Fattispecie.
In materia di proprietà, è vietato occupare con qualsiasi manufatto il fondo altrui - anche sotto il suolo -, come pure realizzare sul confine nuove costruzioni ( tali dovendosi considerare anche i rifacimenti dei muri di contenimento, nella parte in cui si rendono indispensabili a causa della modificazione, ad opera dell'uomo, delle naturali linee di pendenza ), soccorrendo, in caso di violazione, indipendentemente dall'allegazione e dimostrazione di un qualche ulteriore e specifico danno, i rimedi di tutela reale a carattere ripristinatorio ( come il rifacimento del manufatto secondo le misure iniziali, previa ricostituzione delle pendenze e dei livelli originari ).
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12177 del 19/08/2003 …...
Appalto (contratto di) - rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3037 del 15/03/1995Eliminazione dei difetti costruttivi - Condanna dell'appaltatore o del venditore ad eseguire le opere necessarie - Ammissibilità.
Con l'azione di responsabilità di cui all'art. 1669 cod.civ., in applicazione della regola generale dettata dall'art. 2058, comma primo, cod.civ., possono essere chiesti dal committente e dal compratore il risarcimento in forma specifica del danno patito e, quindi, la condanna dell'appaltatore o del venditore ad eseguire le opere necessarie per l'eliminazione dei riscontrati difetti costruttivi.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3037 del 15/03/1995
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Proprietà - Azioni a difesa della proprietà - Negatoria - In genere (Nozioni, distinzioni) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7984 del 18/07/1991Situazione lesiva del diritto di proprietà - Domanda diretta ad ottenerne la rimozione - Mancanza di contestuale richiesta di declaratoria del diritto reale - Qualificazione dell'azione - Negatoria "servitutis" - Esclusione - Reintegrazione in forma specifica di natura personale - Configurabilità.
La domanda diretta ad ottenere la rimozione di una situazione lesiva del diritto di proprietà, non accompagnata dalla contestuale richiesta di declaratoria del diritto reale, esorbita dai limiti della negatoria "servitutis" e può assumere la veste dell'azione di reintegrazione in forma specifica di natura personale.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7984 del 18/07/1991
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