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0007. Tutela del diritto al nome

Art.7. Tutela del diritto al nome.

0 Codice civile

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Identita' personale - nome (nozione) - tutela - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 9289 del 08/04/2024 (Rv. 670877-01)
Utilizzo del nome di personaggio famoso in assenza di consenso - Finalità informativa coesistente con quella commerciale - Necessario bilanciamento degli interessi - Fattispecie. In tema di diritto al nome, se l'art. 7 c.c. può essere invocato per reagire a indebite utilizzazioni commerciali del proprio nome, tuttavia laddove finalità informative, didattiche o culturali coesistono con finalità di lucro, il giudice è chiamato od operare - in particolare quando il nome di un personaggio famoso venga utilizzato, senza il consenso dell'interessato - un bilanciamento tra i diversi interessi, riferibili, da un lato, al diritto al rispetto del nome e dell'identità personale e, dall'altro, alla libertà d'impresa e al diritto ad essere informati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, operando un bilanciamento tra la funzione pubblicitaria e la funzione informativa del nome - non censibile in sede di legittimità se adeguatamente motivato aveva rigettato le domande inibitorie e risarcitorie promosse dai figli di una notissima attrice defunta, il cui nome era stato impiegato anche al fine di indicare la prestigiosa origine di alcuni modelli di calzature e il contesto storico-sociale nel quale erano state realizzate). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 9289 del 08/04/2024 (Rv. 670877-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0007, Cod_Civ_art_0008, Cod_Civ_art_0010 …...
Identità personale - nome (nozione) - cognome e predicato nobiliare - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 8955 del 04/04/2024 (Rv. 671081-01)
Cognome - Predicato nobiliare - Diritto alla cognomizzazione - Condizioni per il riconoscimento - Legittimazione - Necessaria richiesta di tutti i portatori del cognome - Esclusione - Fondamento. Il diritto alla cognomizzazione del predicato nobiliare e la sua tutela sono riservati a tutti i discendenti dal comune avo cui è stato riconosciuto il titolo nobiliare, cosicché ciascuno di essi, ove si tratti di titolo esistente prima del 28 ottobre 1922 e riconosciuto prima dell'entrata in vigore della Costituzione, può agire con un giudizio ordinario di cognizione, senza necessità che la stessa tutela debba essere richiesta, coevamente, da tutti i suoi congiunti portatori del medesimo cognome, trattandosi di diritto personalissimo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 8955 del 04/04/2024 (Rv. 671081-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0006, Cod_Civ_art_0007, Cod_Civ_art_0008 …...
Personalità (diritti della) - identità personale - nome (nozione) Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 32155 del 20/11/2023 (Rv. 669427 - 01)
Cognome e predicato nobiliare - Cognome - Predicato nobiliare - Possibile cognomizzazione - Presupposti - Fattispecie. La c.d. cognomizzazione dei predicati di titoli nobiliari è possibile, nei limiti fissati dalla sentenza della Corte costituzionale n. 101 del 1967 e nel quadro della tutela giurisdizionale che nell'ordinamento riceve il diritto al nome. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello, che aveva respinto la domanda di cognomizzazione, avendo appurato che il predicato, ancorché esistente prima del 28 ottobre 1922, non era qualificabile come predicato nobiliare secondo la legislazione vigente in epoca antecedente all'entrata in vigore della Costituzione, non risultando, infatti, indicato nel "Dizionario dei predicati della nobiltà italiana", allegato all'Elenco Ufficiale Nobiliare del 1933). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 32155 del 20/11/2023 (Rv. 669427 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0007 …...
Ordine di cancellazione di URL dalle versioni anche extraeuropee dei motori di ricerca – Cass. n. 34658/2022
Personalità (diritti della) - riservatezza - Tutela del "diritto all'oblio" - Ordine di cancellazione di URL dalle versioni anche extraeuropee dei motori di ricerca - Possibilità - Condizioni.   In tema di tutela del "diritto all'oblio", e in conformità al diritto dell’Unione europea, il Garante per la protezione dei dati personali, ed anche il giudice investito della questione, possono ordinare al gestore di un motore di ricerca di effettuare la deindicizzazione su tutte le versioni, anche extraeuropee, di determinati URL dal menzionato motore, previo bilanciamento del diritto della persona interessata alla tutela della vita privata e alla protezione dei suoi dati personali con il diritto alla libertà d'informazione, da operarsi secondo gli standard di protezione dell'ordinamento italiano. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34658 del 24/11/2022 (Rv. 666447 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0006, Cod_Civ_art_0007, Cod_Civ_art_0010   Corte Cassazione 34658 2022 …...
Autorizzazione alla conservazione del cognome del marito – Cass. n. 654/2022
Famiglia - matrimonio - scioglimento - divorzio - Autorizzazione alla conservazione del cognome del marito - Carattere eccezionale - Rispondenza al desiderio della moglie di conservare un tratto identitario - Esclusione - Fondamento.   In tema di divorzio, l'autorizzazione alla donna di conservare il cognome del marito accanto al proprio costituisce una eventualità straordinaria, affidata alla decisione discrezionale del giudice di merito, da compiersi secondo criteri di valutazione propri di una clausola generale, che non possono coincidere con il solo desiderio di conservare, quale tratto identitario, il riferimento a una relazione familiare ormai chiusa, non potendo neppure escludersi che il perdurante uso del cognome del marito possa costituire un pregiudizio per quest'ultimo, ove intenda ricreare, esercitando un diritto fondamentale, un nuovo nucleo familiare riconoscibile socialmente e giuridicamente come legame attuale. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 654 del 11/01/2022 (Rv. 663915 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0007, Cod_Civ_art_0143 bis   Corte Cassazione 654 2022 …...
Diritto all'utilizzo del cognome iscritto alla nascita negli atti dello stato civile – Cass. n. 34090/2021
Personalità (diritti della) - identità personale - nome (nozione) - tutela - in genere - Diritto all'utilizzo del cognome iscritto alla nascita negli atti dello stato civile - Sussistenza - Acquisizione da parte della moglie del cognome del marito per effetto di matrimonio all'estero - Utilizzazione dello stesso in vari contesti - Irrilevanza - Fondamento.   In tema di diritto al nome, la persona fisica ha sempre titolo di rivendicare per sé il cognome con il quale è stata individuata e iscritta dai propri genitori negli atti dello stato civile, senza che quello del coniuge, acquisito in sostituzione del proprio a seguito di matrimonio contratto all'estero, anche se utilizzato in molteplici contesti, possa costituire un fatto causativo del suo indebolimento o della sua perdita, restando l'assolutezza di tale diritto un tratto ineliminabile dello stesso. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34090 del 12/11/2021 (Rv. 663105 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0006, Cod_Civ_art_0007   Corte Cassazione 34090 2021 …...
Personalità' (diritti della) - identità' personale - nome (nozione) - tutela – Cass. n. 11635/2020
Partito politico - Tutela ex art. 7 c.c. - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. Ogni partito politico beneficia, ai sensi dell'art. 7 c.c., della tutela della propria identità, la quale trae fondamento dagli artt. 2, 21 e 49 Cost.,riassumibile nella denominazione e nel segno distintivo, ed esprime l'esigenza di evitare nel dibattito pubblico il pericolo di confusione in ordine agli elementi che caratterizzano un partito come centro di espressione di idee e di azioni. (Nella specie la S.C. ha cassato la decisione di merito, che aveva escluso la confondibilità tra le denominazioni e i segni distintivi di due partiti, senza giustificare come avesse tratto il convincimento che il simbolo della fiamma tricolore rappresentasse, con carattere di generalità, patrimonio ideologico di tutta la destra autoritaria e nazionalistica italiana, anziché il segno identificativo di uno dei due partiti). Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 11635 del 16/06/2020 (Rv. 657948 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0007, Cod_Civ_art_2059 CORTE  CASSAZIONE 11635 2020 …...
Stampa - libertà di stampa - sequestro di giornali e di altre pubblicazioni – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016
Testata giornalistica pubblicata, esclusivamente o meno, in via telematica - Equiparazione a quella tradizionale su supporto cartaceo - Condizioni - Conseguenze - Tutela cautelare preventiva di natura sostanzialmente inibitoria - Inammissibilità - Ragioni. La tutela costituzionale assicurata dall'art. 21, comma 3, Cost. alla stampa si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione ed un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati. Ne consegue che, ove sia dedotto il contenuto diffamatorio di notizie ivi pubblicate, il giornale pubblicato, solo o anche, con mezzo telematico non può essere oggetto, in tutto o in parte, di provvedimento cautelare preventivo o inibitorio, di contenuto equivalente al sequestro o che ne impedisca o limiti la diffusione, ferma restando la tutela eventualmente concorrente prevista in tema di diffusione dei dati personali. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016   …...
Stampa - libertà di stampa - sequestro di giornali e di altre pubblicazioni – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016
Testata giornalistica pubblicata, esclusivamente o meno, in via telematica - Equiparazione a quella tradizionale su supporto cartaceo - Condizioni - Conseguenze - Tutela cautelare preventiva di natura sostanzialmente inibitoria - Inammissibilità - Ragioni. La tutela costituzionale assicurata dall'art. 21, comma 3, Cost. alla stampa si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione ed un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati. Ne consegue che, ove sia dedotto il contenuto diffamatorio di notizie ivi pubblicate, il giornale pubblicato, solo o anche, con mezzo telematico non può essere oggetto, in tutto o in parte, di provvedimento cautelare preventivo o inibitorio, di contenuto equivalente al sequestro o che ne impedisca o limiti la diffusione, ferma restando la tutela eventualmente concorrente prevista in tema di diffusione dei dati personali. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016   …...
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal falso rappresentante (rappresentanza senza poteri) - ratifica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22891 del 10/11/2016
Contratto di finanziamento - Stipulazione con usurpazione del nome del legale rappresentante di una società - Inefficacia del contratto - Ragioni - Possibilità di ratifica da parte della società - Condizioni. Un contratto di finanziamento stipulato usando falsamente il nome del legale rappresentante di una società per imputarne a quest'ultima gli effetti, è assimilabile ad una spendita indebita del nome della società stessa, con la precisazione che l'ipotesi non è immediatamente riconducibile a quella della rappresentanza diretta ma è tuttavia possibile l'applicazione in via analogica della relativa disciplina, sicché il finanziamento, sebbene inefficace nei confronti della società, della quale è mancato il consenso "ab origine", è suscettibile di ratifica, che deve concretizzarsi in atti od in comportamenti specificamente diretti ad avvalersi del contratto di finanziamento, provenienti dal legale rappresentante avente, allo scopo, adeguati poteri rappresentativi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22891 del 10/11/2016 RAPPRESENTANZA CONTRATTI   …...
Associazioni e fondazioni - associazioni non riconosciute - ordinamento ed amministrazione - in genere – Cass. n. 23401/2015
Associazione non riconosciuta - Denominazione - Usurpazione - Tutela risarcitoria patrimoniale e non patrimoniale - Ammissibilità – Fattispecie - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - In genere. L'associazione non riconosciuta, quale centro di imputazione di situazioni giuridiche e, come tale, soggetto di diritto distinto dagli associati, beneficia della tutela della propria denominazione, che si traduce nella possibilità di chiedere la cessazione di fatti di usurpazione (cioè di indebita assunzione di nomi e denominazioni altrui quali segni distintivi), la connessa reintegrazione patrimoniale, nonché il risarcimento del danno ex art. 2059 c.c., comprensivo di qualsiasi conseguenza pregiudizievole della lesione dei diritti immateriali della personalità, compatibile con l'assenza di fisicità e costituzionalmente protetti, quali sono il diritto al nome, all'identità ed all'immagine dell'ente. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva riconosciuto il risarcimento del danno all'Associazione italiana contro le leucemie ed alla sua affiliata locale di Pescara, ritenendo usurpativa la protrazione dell'utilizzo della denominazione "AIL" effettuato dalla sezione regionale abruzzese nonostante la pregressa esclusione). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23401 del 16/11/2015 corte cassazione 23401 2015 …...
Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 25999 del 23/12/2010
Controversia tra due associazioni relativa a deliberazione assunta da una terza associazione rimasta estranea al giudizio - Intervento in appello da parte di quest'ultima - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie relativa all'uso del nome e del simbolo della Democrazia cristiana. La controversia tra due associazioni, in ordine alla nullità di una deliberazione assunta dagli organi di una terza associazione estranea al giudizio, è utilmente decisa sulla base di accertamenti che acquistano l'efficacia del giudicato soltanto tra le parti, e che non possono in alcun modo essere opposti all'associazione che ha assunto la deliberazione, ma non ha partecipato al giudizio, con la conseguenza che l'intervento in appello da parte di quest'ultima è inammissibile, non ricorrendo il caso dell'art. 344 cod. proc. civ. (Nella specie, nella controversia intercorrente tra il partito politico della Democrazia cristiana e l'Associazione dei Cristiano democratici uniti, avente ad oggetto la validità della delibera di una terza associazione - la Democrazia cristiana "storica" - relativamente al diritto all'uso del nome "Democrazia cristiana" e del simbolo costituito dallo scudo crociato con la scritta "Libertas", era intervenuto in appello il Partito popolare italiano, lamentando la propria pretermissione, ma l'intervento era stato dichiarato inammissibile dalla corte territoriale, non essendovi litisconsorzio necessario; le S.U., enunciando il principio anzidetto, hanno confermato la decisione impugnata). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 25999 del 23/12/2010   …...
Beni - immateriali - marchio - nominativo - geografico - Relativa tutela – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 24620 del 03/12/2010
Utilizzo dei nomi marchio "Sudtirol" e "Alto Adige" da parte di una nome di dominio internet - Violazione della denominazione della Provincia di Bolzano - Insussistenza - Riferimento all'art. 7 c.c. - Esclusione - All'art. 21 legge marchi - Necessità. L'utilizzo dei nomi di dominio "Sudtirol.com" e "AltoAdige.com" non costituisce violazione della denominazione ufficiale della Provincia di Bolzano, in quanto il nucleo essenziale di questa, come si trae dall'art. 116 Cost. e dallo Statuto di Autonomia del 1972, è costituito dalle parole "Provincia di Bolzano" o "Provincia Autonoma di Bolzano", da accompagnarsi con la omologa traduzione ufficiale in tedesco ("Provinz Bozen" o "Autonome Provinz Bozen") e non da quelle "Sudtirol-Alto Adige", che sono semplici nomi geografici privi di capacità distintiva; mentre resta inapplicabile l'art. 7 cod. civ., dal momento che esiste la norma speciale dell'art. 21 r.d. 21 giugno 1942, n. 929. che tutela i segni distintivi nell'ambito del diritto commerciale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 24620 del 03/12/2010   …...
Personalità (diritti della) - riservatezza - immagine - in genere - Denominazione e immagine di un bene – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18218 del 11/08/2009
Tutela invocabile da persone fisiche e giuridiche e da altri soggetti - Tutela dell'utilizzatore e del titolare del diritto di sfruttamento economico - Configurabilità - Fattispecie. La tutela civilistica del nome e dell'immagine, ai sensi degli artt. 6, 7 e 10 cod. civ., è invocabile non solo dalle persone fisiche ma anche da quelle giuridiche e dai soggetti diversi dalle persone fisiche e, nel caso di indebita utilizzazione della denominazione e dell'immagine di un bene, la suddetta tutela spetta sia all'utilizzatore del bene in forza di un contratto di "leasing", sia al titolare del diritto di sfruttamento economico dello stesso. (Principio affermato dalla S.C. in una fattispecie in cui una società, senza ottenere il consenso dell'avente diritto e senza pagare il corrispettivo dovuto, aveva indebitamente riprodotto nel proprio calendario l'immagine e la denominazione di un'imbarcazione altrui, usata a fini agonistici o come elemento di richiamo nell'ambito di campagne pubblicitarie o di sponsorizzazione, inserendo nella vela il proprio marchio). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18218 del 11/08/2009   …...
Impresa - segni di individuazione e di distinzione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11129 del 16/07/2003
Società - Denominazione sociale - Inserimento del nome di un terzo - Legittimità - Condizioni. L'inserimento del nome di un terzo in una denominazione sociale può essere riconosciuto legittimo solo con il consenso dell'interessato e, in ogni caso, con salvezza di quanto stabilito dall'art. 7 cod. civ.. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11129 del 16/07/2003   …...
Impresa - segni di individuazione e di distinzione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11129 del 16/07/2003
Società - Denominazione sociale - Inserimento del nome di un terzo - Legittimità - Condizioni. L'inserimento del nome di un terzo in una denominazione sociale può essere riconosciuto legittimo solo con il consenso dell'interessato e, in ogni caso, con salvezza di quanto stabilito dall'art. 7 cod. civ.. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11129 del 16/07/2003   …...
Personalità (diritti della) - identità personale - nome - tutela - azione per usurpazione – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11129 del 16/07/2003
Azione di cessazione del fatto lesivo - Condizioni - Possibilità di un pregiudizio (derivante dall'utilizzazione indebita del nome) - Sufficienza - Accertamento in concreto della detta possibilità - Necessità. In tema di tutela del diritto al nome, l'accoglimento della domanda di cessazione del fatto lesivo, contemplata dall'art. 7 cod. civ., è subordinata alla duplice condizione che l'utilizzazione del nome altrui sia indebita e che da tale comportamento possa derivare un pregiudizio alla persona alla quale il nome è stato per legge attribuito. Sotto quest'ultimo profilo, quantunque a giustificare l'accoglimento della misura sia sufficiente la possibilità di un pregiudizio, non essendo necessario che esso si sia già verificato, tuttavia la ricorrenza di detta possibilità deve essere accertata in concreto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11129 del 16/07/2003   …...
Beni - immateriali - marchio - nominativo - geografico – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16022 del 20/12/2000
Relativa tutela - Riferimento all'art. 7 c.c. - Esclusione - All'art. 21 legge marchi - Necessità - Fattispecie relativa all'utilizzo del marchio "Capri" da parte di una società produttrice di sigarette. In tema di marchi, per verificare se l'uso di un nome geografico possa ritenersi o meno indebito deve farsi riferimento non alla tutela riservata dalla legge ai diritti della personalità (art. 7 c.c.), bensì alla disciplina specifica che la legge riserva a tali "segni distintivi" nell'ambito del diritto commerciale, ossia quella dell'art. 21 della legge n. 929 del 1942 (la S.C. ha così confermato la sentenza che, nella controversia instaurata dal Comune di Capri contro una casa produttrice di sigarette, aveva escluso che l'utilizzo del marchio "Capri" potesse ledere la fama, il credito o il decoro della municipalità dell'isola). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16022 del 20/12/2000   …...
Beni - immateriali - marchio - nominativo - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2735 del 13/03/1998
Uso di nome altrui - Possibilità - Limiti - Incidenza della disciplina ex art. 7 cod. civ. - Esclusione. Al fine di verificare se l'uso di un nome altrui, in occasione dell'adozione di un marchio, possa ritenersi - o meno - indebito, deve farsi riferimento esclusivamente alla disciplina specifica dettata dalla legge sui marchi (art. 21, R.D. 21 giugno 1942, n. 929, il quale , nel testo antecedente alle modifiche di cui al D.Lgs. n. 4809 del 1992, contempla il solo limite che l'uso non comporti la lesione della fama, del credito e del decoro delle persone fisiche), e non a quella desumibile dalla disciplina codicistica del diritto al nome ( art. 7 cod. civ.). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2735 del 13/03/1998   …...
Personalita (diritti della) - identita personale - nome - tutela - azione per usurpazione - morte dell'attore – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978
Costituzione degli eredi in prosecuzione - inammissibilita - limiti - intervento adesivo autonomo o litisconsortile ex art 8 cod civ - configurabilita - condizioni.* Nel giudizio instaurato per la tutela del diritto al nome, ai sensi dell'art 7 cod civ, la morte dell'attore non consente agli eredi di costituirsi in prosecuzione dell'originario rapporto processuale, stante il carattere strettamente personale e la conseguente non trasmissibilita di detto diritto. Peraltro, poiche la legittimazione a chiedere quella tutela spetta autonomamente anche agli eredi, a norma dell'art 8 cod civ, l'indicata Costituzione puo assumere valore ed efficacia di intervento adesivo autonomo o litisconsortile, se, pur in difetto della comparsa prescritta dallo art 267 cod proc civ, sia idonea ad introdurre, nel rispetto del principio del contraddittorio, una domanda di tutela del nome secondo la previsione del menzionato art 8 cod civ.* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978   …...
Personalita (diritti della) - identita personale - nome - tutela – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978
 In genere - diritto al nome - giudicato formatosi nei confronti del de cuius - efficacia vincolante nei confronti degli eredi - esclusione.* Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi).* Il giudicato formatosi nei confronti del de cuius spiega efficacia vincolante nei confronti degli eredi limitatamente alle posizioni giuridiche suscettibili di essere trasferite iure successionis, e non anche, pertanto, con riguardo a diritti personalissimi ed intrasmissibili, quale il diritto al nome.* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978     …...
Personalita (diritti della) - identita personale - nome - cognome e predicato nobiliare - tutela - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978
Uso indebito del predicato nobiliare costituente parte del cognome - tutela - sussistenza - pregiudizio anche soltanto potenziale o morale derivante da tale uso - rilevanza.* 122019 393317* Il nome della persona, e, quindi, anche il predicato nobiliare che, secondo il vigente ordinamento repubblicano, costituisca parte del cognome, puo essere oggetto di tutela nel caso di indebito uso che altri ne faccia, ai sensi degli artt 7 ed 8 cod civ, ove detto uso comporti un pregiudizio anche meramente potenziale o di ordine esclusivamente morale. ( V 2356/70, mass n 348568).* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 3779 del 27/07/1978   …...

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