Uso indebito del titolo professionale – errore di diritto – Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. Sessa, rel. Ausiello), decisione n. 6 del 14 gennaio 2025Uso indebito del titolo professionale da parte dell’incolpato iscritto all’albo degli Avvocati Stabiliti
Costituisce violazione dei doveri di probità, dignità, decoro e correttezza, nonché del canone di cui all’art. 36 CDF, l’uso indebito del titolo professionale da parte dell’incolpato che, iscritto all’albo degli Avvocati Stabiliti, abbia utilizzato reiteratamente il titolo di “avvocato”, omettendo la propria qualifica di “Avvocato Stabilito – Abogado”, esercitando la professione senza la prevista intesa con un avvocato iscritto all’albo ordinario e assumendo incarichi in autonomia, a nulla rilevando l’invocazione di un presunto errore di diritto, basato sulla ritenuta incertezza e difficoltà interpretativa della normativa, le quali non escludono la responsabilità disciplinare.Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. Sessa, rel. Ausiello), decisione n. 6 del 14 gennaio 2025 …...
L’attività professionale del praticante avvocato oltre i propri limiti di competenzaConsiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Caia), sentenza n. 176 del 25 ottobre 2021
Contravviene all’art. 36 cdf (Divieto di attività professionale senza titolo o di uso di titoli inesistenti) il praticante avvocato che agisca in giudizio al di là delle competenze per materia e valore consentitegli dalla Legge, e ciò a prescindere dalla spendita o meno del titolo di avvocato, assumendo autonoma rilevanza e disvalore il comportamento dell’iscritto che abbia assunto il mandato pur non essendo in possesso della necessaria abilitazione per l’esercizio dell’attività difensiva (Nel caso di specie, la praticante -che aveva assunto la difesa pur in difetto della necessaria abilitazione- aveva contestato l’applicabilità della norma in parola perché negli atti giudiziari si era sempre qualificata come “Dott.ssa” e non come “Avvocato/a”, asserendo “di non aver prestato la propria attività professionale in assenza di titolo, ma con un titolo ‘insufficiente'”. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha rigettato l’eccezione, e quindi ritenendo congrua la sanzione della sospensione dall’attività professionale per mesi due).
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Melogli, rel. Caia), sentenza n. 176 del 25 ottobre 2021 …...
Rilevanza, ai fini dell’applicazione della sanzione attenuata, del comportamento assunto dall’incolpato nel corso del procedimento disciplinare decisione n. 25 del 19 aprile 2021Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. Amodio, rel. Andreottola), decisione n. 25 del 19 aprile 2021
Vanno valorizzate, ai fini dell’applicazione della sanzione disciplinare nella misura attenuata, l’ammissione, da parte dell’incolpato, della responsabilità per l’addebito contestatogli e la consapevolezza del disvalore della condotta, manifestata attraverso la formulazione di scuse.
(In applicazione del principio di cui in massima all’incolpato, riconosciuto responsabile della violazione dell’art. 36 comma 1 CDF per aver, quale Praticante Avvocato abilitato, utilizzando il titolo di Avvocato, espletato attività giudiziale extra districtum in materia esclusa dalla previsione di cui all’art. 7 della L. n. 479/1999, è stata applicata la sanzione della censura)
Consiglio distrettuale di disciplina di Napoli (pres. Amodio, rel. Andreottola), decisione n. 25 del 19 aprile 2021 …...
Praticanti avvocati e assistenza legale stragiudiziale: limiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 74Praticanti avvocati e assistenza legale stragiudiziale: limiti - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 74
Il divieto di cui all'art. 7 Legge 16.12.1999 nr. 479 va interpretato nel senso che il patrocinio, al quale sono abilitati i praticanti avvocati, deve essere limitato non solo alle controversie giudiziarie -ivi comprese le attivita' prodromiche o comunque da esse direttamente derivanti ovvero ad esse collegate-, ma anche alle attivita' stragiudiziali che rientrerebbero, per valore o materia, nelle previsioni del richiamato precetto normativo. Consegue che anche l'attivita' stragiudiziale del praticante avvocato soffre degli stessi limiti, imposti dalla legge, all'attivita' giudiziale attraverso il collegamento che intercorre tra le pratiche stragiudiziali e quelle giudiziali ad esse collegate e prodromiche.Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 30 maggio 2014, n. 74 …...
avvocato - non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte del praticante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 181L’avvocato non deve agevolare l’esercizio abusivo della professione da parte del praticante - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 181
Costituisce illecito disciplinare il comportamento dell’avvocato che agevoli o, in qualsiasi altro modo diretto o indiretto, renda possibile a soggetti non abilitati l’esercizio abusivo dell’attività di avvocato o consenta che tali soggetti ne possano ricavare benefici economici (Nel caso di specie, trattavasi di separazione personale dei coniugi, di cui un praticante avvocato era effettivo dominus sebbene la pratica risultasse formalmente seguita da un avvocato del suo studio).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 29 novembre 2012, n. 181 …...
Attività professionale senza titolo nel patrocinio in Cassazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 145Attività professionale senza titolo nel patrocinio in Cassazione - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 145
Commette illecito deontologico, perché costituisce comportamento contrario all’art. 21 cdf, l’avvocato che patrocini una causa in Cassazione pur non essendo iscritto all’albo speciale dei soggetti abilitati alla difesa dinanzi alle giurisdizioni superiori.
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 ottobre 2012, n. 145
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Patrocinio a spese dello Stato
Avvocato gratis …...
Doveri di lealtà e correttezza – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 61Doveri di lealtà e correttezza – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 61
Esercizio di attività difensiva in mancanza di abilitazione – Rilevante disvalore – Arrt. 5, 6, 21 c.d.f. – Violazione – Sanzione – Misura
Assume rilevante disvalore e configura evidenti e gravi violazioni di precetti contenuti nel codice deontologico (artt. 5 co. 1, 6 e 21) il comportamento dell’iscritto che abbia esercitato la professione di avvocato assumendo la difesa di persona offesa nel procedimento penale pur non rientrando tale attività nei limiti della propria abilitazione ex art. 8 comma 2, L.P., in quanto iscritto come praticante abilitato al patrocinio, e che abbia sottaciuto alla propria assistita la circostanza di non essere in possesso della necessaria abilitazione per l’esercizio dell’attività difensiva, inducendo la medesima in errore, anche mediante artifizi, circa la propria qualifica e da questa ricevendo altresì un compenso per le prestazioni così rese. (Nella specie, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dell’esercizio della professione forense per la durata di mesi otto, limitata dal COA in ragione della giovane età ed integrata con la diminuzione di un terzo del massimo edittale). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Vigevano, 23 ottobre 2008).
Consiglio Nazionale Forense, decisione del 21 aprile 2011, n. 61 …...
Praticante avvocato abilitato – Svolgimento funzioni di avvocato sine titulo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263Praticante avvocato abilitato – Svolgimento funzioni di avvocato sine titulo –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263
Violazione art. 21 – Sussistenza
Viola l’art. 1 del RDL n. 1578/1933, nonché l’art. 21 C.d.F. con i principi di probità, lealtà, correttezza e verità, il praticante che, nel richiedere un prestito ad una società finanziaria, si qualifichi con il titolo di avvocato, producendo altresì un biglietto da visita con la medesima qualifica professionale (nella specie, il CNF ha confermato la decisione del COA che irrogava all’incolpato la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale quale praticante abilitato per mesi due). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 20 settembre 2007)
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 31 dicembre 2008, n. 263 …...
L’avvocato sospeso disciplinarmente non può accettare mandati professionali e depositare le relative procure in Cancelleria - Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 326, sez. UL’avvocato sospeso disciplinarmente non può accettare mandati professionali e depositare le relative procure in Cancelleria - Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 326, sez. U
In pendenza di sospensione disciplinare inibente all’avvocato l’esercizio della professione forense, integra violazione della deontologia professionale (“ex” art. 21 del codice deontologico forense 14 aprile 1997) e, quindi, illecito disciplinare l’accettazione di un mandato professionale e il deposito della ricevuta procura presso la cancelleria del giudice competente alla trattazione del relativo processo, trattandosi di comportamenti espressivi, di per sè soli, dell’esercizio, nella specie precluso, di attività di avvocato.
Cassazione Civile, sentenza del 13 gennaio 2003, n. 326, sez. U …...
Divieto di attività senza titolo – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2000, n. 274Divieto di attività senza titolo – Praticante avvocato –Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2000, n. 274
Esercizio di attività non consentita – Illecito deontologico.
Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e contrario ai doveri deontologici il praticante avvocato che svolga attività giudiziale e defensionale pur non essendo abilitato all’esercizio professionale (Nella specie è stata ritenuta congrua la sanzione disciplinare dell’avvertimento). (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Roma, 23 marzo 1999).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 15 dicembre 2000, n. 274 …...