2043. Risarcimento per fatto illecito.

    Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo IX: DEI FATTI ILLECITI Art.2043. Risarcimento per fatto illecito.

    Art. 2043. Risarcimento per fatto illecito.

    1. Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danni futuri - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 11393 del 30/04/2019 (Rv. 653799 - 01)
    Danno futuro causato da invalidità permanente - Liquidazione - Riferimento al parametro della vita media nazionale - Esclusione - Prognosi sulla durata della vita dello specifico soggetto danneggiato - Necessità - Fattispecie. In tema di danno futuro causato da invalidità permanente, ai fini della liquidazione rileva non la speranza di vita media nazionale ma la prognosi di durata della vita dello specifico soggetto danneggiato. (In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie nella quale il danneggiato aveva chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali conseguenti ad un sinistro stradale in cui era rimasto coinvolto riportando gravi lesioni personali, ha ritenuto esente da critiche la sentenza che aveva proceduto alla liquidazione moltiplicando l'importo annuale delle spese mediche dovute per assistenza fisioterapica per la prognosi di durata della vita, calcolata in misura pari a 35 anni). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 11393 del 30/04/2019 (Rv. 653799 - 01) Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Appalto (contratto di) - responsabilità - del committente - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11194 del 24/04/2019 (Rv. 653775 - 01)
    Per i danni arrecati a terzi - Regole di attribuzione della responsabilità in capo al committente ed all'appaltatore - Applicabilità anche in caso di azione di rivalsa - Fattispecie. In tema di danni cagionati a terzi dall'esecuzione di opere appaltate, la regola per la quale risponde il solo appaltatore, ove abbia operato in autonomia con propria organizzazione e apprestando i mezzi a ciò necessari, e il solo committente, nel caso in cui si sia ingerito nei lavori con direttive vincolanti, che abbiano ridotto l'appaltatore al rango di "nudus minister", mentre rispondono entrambi, in solido, qualora la suddetta ingerenza si sia manifestata attraverso direttive che abbiano soltanto ridotto l'autonomia dell'appaltatore, trova applicazione anche nei rapporti interni tra le parti del contratto di appalto, nell'ipotesi in cui una di esse, sussistendo una responsabilità (esclusiva o concorrente) dell'altra, agisca in rivalsa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza che, in sede di rivalsa azionata dal committente nei confronti dell'appaltatore, aveva riscontrato, conformemente all'art. 1227, comma 2, c.c., una corresponsabilità del committente per aver condiviso la scelta operativa di demolire i muri perimetrali della struttura). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11194 del 24/04/2019 (Rv. 653775 - 01) Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1662, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_1227...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01)
    Danno da lesione del rapporto parentale per le lesioni di non lieve entità patite dal prossimo congiunto - Ricorso alla prova presuntiva del danno - Ammissibilità - Riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta - Fattispecie. Il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall'altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva ed in riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva ritenuto insussistente o, comunque, pienamente ristorato con il riconoscimento del danno biologico proprio, il danno cosiddetto parentale patito dalla ricorrente per le lesioni subite dal convivente a seguito di un sinistro, omettendo di considerare l'entità non lieve delle lesioni personali riportate dal danneggiato, quantificate al 79%, e la relativa incidenza sull'ambito dinamico-relazionale della stessa ricorrente). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01) Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2727...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Possesso   (nozione, caratteri, distinzioni) ("ius possessionis" e "ius possidendi") - Danno da occupazione immobiliare abusiva – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01)
    Risarcimento - Esistenza di danno "in re ipsa" - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie. Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario non può ritenersi sussistente "in re ipsa", atteso che tale concetto giunge ad identificare il danno con l'evento dannoso ed a configurare un vero e proprio danno punitivo, ponendosi così in contrasto sia con l'insegnamento delle Sezioni Unite della S.C. (sent. n. 26972 del 2008) secondo il quale quel che rileva ai fini risarcitori è il danno-conseguenza, che deve essere allegato e provato, sia con l’ulteriore e più recente intervento nomofilattico (sent. n. 16601 del 2017) che ha riconosciuto la compatibilità del danno punitivo con l'ordinamento solo nel caso di espressa sua previsione normativa, in applicazione dell'art. 23 Cost.; ne consegue che il danno da occupazione "sine titulo", in quanto particolarmente evidente, può essere agevolmente dimostrato sulla base di presunzioni semplici, ma un alleggerimento dell'onere probatorio di tale natura non può includere anche l'esonero dall'allegazione dei fatti che devono essere accertati, ossia l'intenzione concreta del proprietario di mettere l'immobile a frutto. (In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie relativa a richiesta di risarcimento danni per trasloco di mobilio e trasferimento degli abitanti in altro alloggio, ha confermato la sentenza secondo cui difettava la prova del danno - qualificato come emergente - avendo i ricorrenti invocato un obbligo di liquidazione "in re ipsa", attraverso il criterio equitativo del valore locativo dell'immobile, anziché provare nell'"an" e nel "quantum" le conseguenze negative derivanti, di regola, dallo spossessamento). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01) Cod_Civ_art_0832, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità' personale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10816 del 18/04/2019 (Rv. 653707 - 02)
    Sinistri stradali - Danno biologico - Art. 32, commi 3-ter e 3-quater, del d.l. n. 1 del 2012 - Portata - Esiti micropermanenti - Prova della lesione - Necessità di un accertamento clinico-strumentale - Esclusione - Fondamento. In tema di risarcimento del danno biologico da cd. micropermanente, ai sensi dell'art.139, comma 2, del d.lgs. n. 209 del 2005, come modificato dall'art. 32, comma 3-ter, del d.l. n. 1 del 2012, inserito dalla legge di conversione n. 27 del 2012, la sussistenza dell'invalidità permanente non può essere esclusa per il solo fatto di non essere documentata da un referto strumentale per immagini, sulla base di un mero automatismo che ne vincoli il riconoscimento ad una verifica strumentale, ferma restando la necessità che l'accertamento della sussistenza della lesione dell'integrità psico-fisica avvenga secondo criteri medico-legali rigorosi ed oggettivi. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10816 del 18/04/2019 (Rv. 653707 - 02) Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Igiene e sanità pubblica - servizio sanitario nazionale - organizzazione territoriale - unità sanitarie locali - personale dipendente - a rapporto convenzionale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10831 del 18/04/2019 (Rv. 653587 - 01)
    Apertura di studi in ambito territoriale diverso da quello originariamente assegnato, sia pure nello stesso distretto - Titolo autorizzativo ritenuto illegittimo ed annullato dalla P.A. o dal G.A. ovvero disapplicato dall'A.G.O. - Relazione tra la condotta illegittima degli enti pubblici e quella dei medici convenzionati - Relazione di corrispondenza necessitata - Esclusione - Fondamento - Responsabilità ex art. 2043 c.c. del medico - Presupposti. La relazione intercorrente tra la condotta degli enti pubblici (che dapprima avevano concluso l'accordo integrativo regionale che consentiva l'apertura di un secondo studio nell'ambito del distretto, e successivamente avevano rilasciato i relativi titoli autorizzativi) e la condotta dei medici convenzionati che esercitarono l’attività professionale anche in un ambito territoriale diverso da quello originariamente loro assegnato (benché collocato nell'ambito del medesimo "distretto"), non si configura come relazione di corrispondenza necessitata, nel senso che dall'illegittimità della prima discenda automaticamente la responsabilità ex art. 2043 c.c. del medico convenzionato, richiedendosi, per l'integrazione di quest'ultima che: 1) la condotta materiale del soggetto privato non riceva (o non riceva più) copertura legale in virtù del titolo amministrativo - ritenuto illegittimo e annullato dalla stessa P.A. o dal giudice amministrativo, ovvero disapplicato dal giudice ordinario (condotta "non jure") -; 2) tale condotta si traduca nella lesione di una situazione giuridica sostanziale meritevole di tutela secondo l'ordinamento giuridico (condotta "contra jus"); 3) le concrete modalità attraverso le quali si manifesta la preesistente relazione tra il titolo amministrativo illegittimo (successivamente annullato o disapplicato) e la condotta materiale realizzata in esecuzione di esso evidenzino la collusione tra privato e P.A., o anche la sola volontà del primo di arrecare un nocumento al terzo (dolo), ovvero ancora un colpevole e inescusabile affidamento del privato nell'agire "secundum legem", sulla base del titolo amministrativo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10831 del 18/04/2019 (Rv. 653587 - 01) Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Enti pubblici - enti pubblici economici e non economici - Federazioni sportive affiliate al C.O.N.I. – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10820 del 18/04/2019 (Rv. 653428 - 01)
    Natura - Funzioni - Responsabilità del C.O.N.I. per le singole gare sportive - Esclusione - Fondamento. All'esito delle modifiche apportate dalla legge n. 91 del 1981, che ha riconosciuto alle Federazioni sportive affiliate autonomia tecnica, organizzativa e di gestione nei rapporti con il C.O.N.I., le prime hanno una duplice natura: pubblicistica, riconducibile all'esercizio in senso lato di funzioni pubbliche proprie del C.O.N.I., e privatistica, riconnessa alle proprie specifiche attività che, in quanto autonome, sono separate dalle prime e fanno capo unicamente alle Federazioni medesime; sicché il C.O.N.I. non ha alcuna competenza nella organizzazione delle singole gare sportive, rientrando tale attività nella autonomia tecnico-organizzativa delle singole Federazioni. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10820 del 18/04/2019 (Rv. 653428 - 01) Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10424 del 15/04/2019 (Rv. 653581 - 01)
    Ritardo nella diagnosi di patologie ad esito infausto - Area dei danni risarcibili - Limitazione al pregiudizio all'integrità fisica - Esclusione - Riconducibilità alla perdita di "chance" - Esclusione - Lesione del diritto all'autodeterminazione in relazione all'ultima fase di vita - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In caso di colpevole ritardo nella diagnosi di patologie ad esito infausto, l'area dei danni risarcibili non si esaurisce nel pregiudizio recato alla integrità fisica del paziente, né nella perdita di "chance" di guarigione, ma include la perdita di un "ventaglio" di opzioni con le quali scegliere come affrontare l'ultimo tratto del proprio percorso di vita, che determina la lesione di un bene reale, certo - sul piano sostanziale - ed effettivo, apprezzabile con immediatezza, qual è il diritto di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali; in tale prospettiva, il diritto di autodeterminarsi riceve positivo riconoscimento e protezione non solo mediante il ricorso a trattamenti lenitivi degli effetti di patologie non più reversibili, ovvero, all'opposto, mediante la predeterminazione di un percorso che porti a contenerne la durata, ma anche attraverso la mera accettazione della propria condizione. (Nel ribadire il principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito la quale aveva rigettato la domanda risarcitoria, fatta valere "iure hereditatis", esclusivamente sulla base dell'assenza di prova che la ritardata diagnosi del carcinoma avesse compromesso "chances" di guarigione della paziente o, quantomeno, di maggiore e migliore sopravvivenza, ignorando che l'accertato negligente ritardo diagnostico aveva determinato la lesione del diritto della stessa di autodeterminarsi). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10424 del 15/04/2019 (Rv. 653581 - 01) Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10445 del 15/04/2019 (Rv. 653583 - 02)
    Responsabilità del padrone o del committente - Fatto del commesso o servitore - Mancata individuazione dell'autore materiale del danno - Configurabilità della responsabilità - Fondamento. La responsabilità del padrone o del committente per il fatto del commesso o servitore, prevista dall'art. 2049 c.c., sussiste anche quando difetti una identificazione precisa dell'autore materiale del fatto illecito, quando sia comunque certo che questo sia da attribuirsi ad un incaricato o preposto del padrone o committente suddetto. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10445 del 15/04/2019 (Rv. 653583 - 02) Cod_Civ_art_2049, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Accertamento del nesso di causalità tra illecito ed evento – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019 (Rv. 653576 - 01)
    Censurabilità in sede di legittimità - Limiti - Fondamento. L'errore compiuto dal giudice di merito nell'individuare la regola giuridica in base alla quale accertare la sussistenza del nesso causale tra fatto illecito ed evento è censurabile in sede di giudizio di legittimità ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., mentre l'eventuale errore nell'individuazione delle conseguenze derivanti dall'illecito, alla luce della regola giuridica applicata, costituisce una valutazione di fatto, come tale sottratta al sindacato di legittimità se adeguatamente motivata. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019 (Rv. 653576 - 01) Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - attività' sportiva - Danno subito dall'allievo durante una gara – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9983 del 10/04/2019 (Rv. 653425 - 02)
    Responsabilità della scuola - Riconducibilità ad azione colposa di altro allievo e all'omessa adozione di misure preventive, da parte della scuola, idonee ad evitare l'evento - Necessità - Ripartizione dell'onere probatorio tra studente e scuola - Contenuto - Fattispecie. Responsabilità civile - precettori e maestri -  In genere. In tema di danni conseguenti ad un infortunio sportivo subito da uno studente durante una gara svoltasi all'interno della struttura scolastica nell'ora di educazione fisica, ai fini della configurabilità della responsabilità della scuola ai sensi dell'art. 2048 c.c., è necessario: a) che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente partecipante alla gara, il quale sussiste se l'atto dannoso sia posto in essere con un grado di violenza incompatibile con le caratteristiche dello sport praticato o con il contesto ambientale nel quale l'attività sportiva si svolge o con la qualità delle persone che vi partecipano, ovvero allo specifico scopo di ledere, anche se non in violazione delle regole dell'attività svolta, e non anche quando l'atto sia compiuto senza la volontà di ledere e senza la violazione delle regole della disciplina sportiva, né se, pur in presenza di una violazione delle regole dell'attività sportiva specificamente svolta, l'atto lesivo sia a questa funzionalmente connesso; b) che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto. Ne consegue che grava sullo studente l'onere di provare l'illecito commesso da un altro studente, mentre spetta alla scuola dimostrare l'inevitabilità del danno, nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee ad evitare il fatto. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva escluso la responsabilità della scuola rispetto all'infortunio, verificatosi durante una partita di pallamano svoltasi nella palestra scolastica sotto il controllo dell'insegnante, ai danni di un alunno il quale, mentre rincorreva un avversario che gli aveva sottratto il possesso della palla senza toccarlo, era caduto scivolando all'esterno del campo da gioco ed urtando contro una panchina la quale, essendo destinata ai giocatori di riserva, era stata ritenuta dal giudice di merito un ordinario completamento dello stesso campo da gioco). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9983 del 10/04/2019 (Rv. 653425 - 02) Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2048, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - attendibilità dei testimoni - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9799 del 09/04/2019 (Rv. 653575 - 02)
    Rapporto con il processo penale - Dichiarazioni rese da coimputata in reato connesso - Valutabilità in sede di azione risarcitoria per diffamazione - Ammissibilità. Premesso che, nell'accertamento della sussistenza di determinati fatti, il giudice civile valuta liberamente le prove raccolte in sede penale, in modo del tutto svincolato dal parallelo processo penale, l'utilizzabilità o meno delle dichiarazioni rese da una coimputata ai sensi dell'art. 192 c.p.p. è questione che riguarda esclusivamente le regole che presiedono alla formazione della prova nell'ambito del processo penale, non assumendo alcun rilievo nel giudizio civile, teso a verificare la fondatezza degli addebiti mossi ai fini della decisione sulla domanda di risarcimento civile. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9799 del 09/04/2019 (Rv. 653575 - 02) Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità' civile - diffamazione, ingiurie ed offese -  Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9799 del 09/04/2019 (Rv. 653575 - 01)
    Diffamazione - Esposto disciplinare nei confronti di magistrato - Diritto di critica - Rispetto dei limiti della continenza formale - Liceità - Superamento dei limiti - Valutazione sulla verità putativa dei fatti attribuiti - Necessità - Fattispecie. L'esercizio del diritto di critica nei confronti di un magistrato (consistito, nella specie, nell'averlo additato in un esposto disciplinare come autore di atti viziati da parzialità nella gestione di un procedimento di separazione) può ritenersi lecito quando sia guidato dalla ragionevole convinzione soggettiva che i fatti corrispondano a verità, mentre non è configurabile se supera il limite della continenza non essendo suffragato da fatti obiettivamente riscontrabili e controbilanciato dal requisito della verità putativa. A questo fine, pertanto, il giudizio di liceità sull'esplicazione del diritto di critica richiesto al giudice civile ai fini della decisione sulla domanda di risarcimento deve estendersi in concreto alla verifica del carattere non veritiero o meno, anche solo in termini di verità putativa, dei fatti attribuiti. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, nel ritenere fondata l'azione di responsabilità civile per diffamazione proposta dalla parte civile, ha rilevato la natura illecita dell'esercizio del diritto di critica nel contenuto di un esposto, redatto dalla parte e condiviso dal suo legale, sulla base degli elementi riscontrati in fatto e nella piena disponibilità delle parti prima della redazione dell'esposto, dai quali ben poteva evincersi che il giudice si era pronunciato su ogni richiesta e si era posto in posizione di neutralità ed equidistanza nel valutare gli interessi dei due coniugi). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9799 del 09/04/2019 (Rv. 653575 - 01) Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa -   Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9318 del 04/04/2019 (Rv. 653272 - 01)
    Condotta illecita della P.A. nella gestione e manutenzione dei propri beni - Domande del privato di risarcimento danni e di condanna ad un "facere" - Controversia relativa - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Art. 7 della l. n. 205 del 2000 - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie. L'inosservanza da parte della P.A., nella gestione e manutenzione dei beni che ad essa appartengono, delle regole tecniche, ovvero dei canoni di diligenza e prudenza, può essere denunciata dal privato dinanzi al giudice ordinario non solo ove la domanda sia volta a conseguire la condanna della P.A. al risarcimento del danno patrimoniale, ma anche ove sia volta a conseguire la condanna della stessa ad un "facere", giacché la domanda non investe scelte ed atti autoritativi dell'amministrazione, ma attività soggetta al rispetto del principio del "neminem laedere". Né è di ostacolo il disposto dell'art. 34 del d.lgs. n. 80 del 1998, come sostituito dall'art. 7 della l. n. 205 del 2000 - che devolve al giudice amministrativo le controversie in materia di urbanistica ed edilizia - giacché, a seguito della sentenza n. 204 del 2004 della Corte costituzionale, tale giurisdizione esclusiva non è estensibile alle controversie nelle quali la P.A. non eserciti alcun potere autoritativo finalizzato al perseguimento di interessi pubblici alla cui tutela sia preposta. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto sussistente la giurisdizione del giudice ordinario con riferimento a controversia promossa dalla proprietaria di un immobile nei confronti di un comune al fine di ottenerne la condanna all'esecuzione delle opere necessarie ad eliminare la causa degli allagamenti che interessavano il proprio bene, identificata nell'insufficienza del sistema di raccolta delle acque reflue). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9318 del 04/04/2019 (Rv. 653272 - 01) Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2051...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Attività' pericolosa - Pericolosità della condotta e pericolosità dell'attività in sé considerata - Distinzione -
    Responsabilità' civile - attività' pericolosa - Pericolosità della condotta e pericolosità dell'attività in sé considerata - Distinzione - Fattispecie. In materia di responsabilità per esercizio di attività pericolose, considerato che tutte le attività umane contengono in sé un grado più o meno elevato di pericolosità per coloro che le esercitano, occorre sempre distinguere tra pericolosità della condotta e pericolosità dell'attività in quanto tale: la prima riguarda un'attività normalmente innocua, che assume i caratteri della pericolosità a causa della condotta imprudente o negligente dell'operatore, ed è elemento costitutivo della responsabilità ai sensi dell'art. 2043 c.c.; la seconda concerne un'attività che, invece, è potenzialmente dannosa di per sé per l'alta percentuale di danni che può provocare in ragione della sua natura o della tipologia dei mezzi adoperati e rappresenta una componente della responsabilità disciplinata dall'art. 2050 c.c.. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva desunto la pericolosità dell'attività di calata passiva lungo una parete rocciosa dal fatto che la stessa fosse stata svolta da adolescenti principianti, per la cui partecipazione si era resa necessaria una preparazione di quarantacinque minuti sulle tecniche di discesa ed utilizzo della corda, della cintura di sicurezza e dell'intera imbragatura). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 8449 del 27/03/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2050...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilita' civile da incidenti stradali - Veicolo - Mancato uso di cinture di sicurezza da parte del passeggero - Conseguente morte di quest'ultimo - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8443 del 27/03/2019
    Circolazione stradale - responsabilita' civile da incidenti stradali - Veicolo - Mancato uso di cinture di sicurezza da parte del passeggero - Conseguente morte di quest'ultimo - Risarcimento in favore dei congiunti - Riduzione - Configurabilità. In materia di responsabilità civile, in caso di mancata adozione delle cinture di sicurezza da parte di un passeggero, poi deceduto, di un veicolo coinvolto in un incidente stradale, verificandosi un'ipotesi di cooperazione nel fatto colposo, cioè di cooperazione nell'azione produttiva dell'evento, è legittima la riduzione proporzionale del risarcimento del danno in favore dei congiunti della vittima. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8443 del 27/03/2019 Cod_Civ_art_1227, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10 valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Erogazioni per viaggi di cura e spese mediche - Liquidazione equitativa - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8442 del 27/03/2019
    Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Erogazioni per viaggi di cura e spese mediche - Liquidazione equitativa - Ammissibilità - Condizioni. In tema di risarcimento del danno, il giudice, in presenza di sinistri che abbiano costretto il leso ed i suoi familiari a numerosi e ripetuti ricoveri, purché questi ultimi siano documentati, può liquidare il pregiudizio consistito nelle erogazioni per viaggi di cura e spese mediche anche in assenza della prova dei relativi esborsi, ai sensi dell'art. 1226 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8442 del 27/03/2019 Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - risarcimento del danno - Danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile in modo violento o clandestino - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7871 del 20/03/2019
    Possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio - risarcimento del danno - Danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile in modo violento o clandestino - Automatica liquidazione in via equitativa - Ammissibilità - Esclusione - Condizioni - Fondamento - Fattispecie. Non può essere accolta la domanda di risarcimento del danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile (nella specie, tre posti auto all'interno di un cortile condominiale) in modo violento o clandestino (che si configura come fatto illecito) nel caso in cui la parte non abbia fornito la prova dell'esistenza e dell'entità materiale del pregiudizio e la domanda non sia limitata alla richiesta della sola pronuncia sull'"an debeatur", non essendo allora ammissibile il ricorso al potere officioso di liquidazione equitativa del danno. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7871 del 20/03/2019 Cod_Civ_art_1168, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1102...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Colpa o dolo - Condotta omissiva propria e condotta attiva colposa per omesso rispetto di una regola cautelare - Differenze - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7362 del 15/03/2019
    Responsabilita' civile - colpa o dolo - Condotta omissiva propria e condotta attiva colposa per omesso rispetto di una regola cautelare - Differenze - Conseguenze - Fattispecie In tema di responsabilità civile, la condotta attiva colposa, caratterizzata dall'omesso rispetto di regole cautelari proprie (cd. "omissione nell'azione"), va distinta dalla condotta omissiva propria (omissione in senso stretto), in quanto, mentre quest'ultima postula, ai fini del risarcimento del danno ad essa conseguente, la violazione di uno specifico obbligo di agire per impedire la lesione di un diritto altrui, la prima presuppone semplicemente il mancato rispetto di regole di prudenza, perizia o diligenza volte a prevenire il danno medesimo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato un Comune al risarcimento dei danni subìti da un privato in conseguenza delle ustioni riportate dopo essersi seduto su un tratto di spiaggia in cui erano state nascoste le braci ardenti residuate da un falò acceso da ignoti, sul rilievo che tali danni erano stati causati, non già da un'omissione in senso proprio, bensì da una condotta attiva caratterizzata dall'omesso rispetto, da parte della P.A., della regola cautelare che le imponeva di ripulire l'arenile dai rifiuti). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7362 del 15/03/2019 Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Societa' per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - costituzione - modi di costituzione - per pubblica sottoscrizione - promotori - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7298 del 14/03/2019
    Societa' - di capitali - societa' per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - costituzione - modi di costituzione - per pubblica sottoscrizione - promotori - responsabilita' dei promotori - Versamenti - Sussistenza - Verifica - Modalità assembleare - Conseguenze - Mancato perfezionamento dell'"iter" costitutivo - Azione di indebito e azione risarcitoria - Distinzione. In tema di costituzione delle s.p.a. per pubblica sottoscrizione, la verifica della sussistenza delle sottoscrizioni e dei versamenti prescritti non incombe in via esclusiva sui promotori, ma coinvolge anche la posizione dei sottoscrittori, in quanto i riscontri e le valutazioni compiuti dai promotori sono affidati, ai sensi degli artt. 2335, comma 1, n. 1, e 2329, comma 1, n. 1, c.c., all'assemblea dei sottoscrittori, sicché, ove non si perfezioni l'"iter" costitutivo della società, l'obbligo di restituzione delle somme versate, a titolo di ripetizione d'indebito, grava sui promotori solo in relazione alle somme effettivamente acquisite secondo le modalità di versamento dei conferimenti in denaro indicate dalle disposizioni di legge e contrattuali, potendosi tuttavia configurare una responsabilità risarcitoria dei promotori stessi in virtù del peculiare affidamento che può essere stato creato, nel contesto dei sottoscrittori, sulla reale sussistenza delle sottoscrizioni e dei versamenti previsti dalla legge. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 7298 del 14/03/2019 Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2329, Cod_Civ_art_2331, Cod_Civ_art_2333, Cod_Civ_art_2334, Cod_Civ_art_2335, Cod_Civ_art_2337, Cod_Civ_art_2339, Cod_Civ_art_2342 Azione di indebito - azione risarcitoria...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda di risarcimento danni - Regolamento CEE n. 44 del 2001 - Criterio di collegamento previsto dall'art. 5, punto 3, in materia di illeciti dolosi e colposi - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7007 del 12/03/2019
    Giurisdizione civile - straniero (giurisdizione sullo) - Domanda di risarcimento danni - Regolamento CEE n. 44 del 2001 - Criterio di collegamento previsto dall'art. 5, punto 3, in materia di illeciti dolosi e colposi - Luogo di verificazione dell'evento dannoso - Nozione - Rilevanza dei "danni-conseguenza" - Esclusione - Fondamento. L'art. 5, punto 3, del regolamento CEE n. 44 del 2001 (reiterativo dell'art. 5, n. 3, della Convenzione di Bruxelles 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, resa esecutiva in Italia con la legge 21 giugno 1971, n. 804), che individua il criterio di collegamento per radicare la giurisdizione in materia di illeciti dolosi e colposi nel "luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire", va inteso nel senso che per tale luogo deve intendersi quello in cui è avvenuta la lesione del diritto della vittima, senza considerazione del danno - conseguenza ovvero del luogo in cui si sono verificate o potranno verificarsi le conseguenze future della lesione, e ciò al fine di scongiurare la prassi internazionale (cd. "forum shopping") volta a consentire alle parti di incardinare l'azione nel foro ritenuto più conveniente. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7007 del 12/03/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_386...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimento cd. ampliativo della P.A. - Annullamento in via di autotutela - Danno - Risarcibilità - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 6885 del 08/03/2019)
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Provvedimento cd. ampliativo della P.A. - Annullamento in via di autotutela - Danno - Risarcibilità - Condizioni - Affidamento del privato - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Qualora il privato abbia fatto incolpevole affidamento su un provvedimento amministrativo ampliativo della propria sfera giuridica, successivamente annullato, in via di autotutela od ”ope iudicis", senza che si discuta della legittimità dell'annullamento, la controversia relativa ai danni subiti dal privato rientra nella giurisdizione del giudice ordinario perché ha ad oggetto non già la lesione di un interesse legittimo pretensivo, bensì una situazione di diritto soggettivo rappresentata dalla conservazione dell'integrità del patrimonio, pregiudicato dalle scelte compiute confidando sulla legittimità del provvedimento amministrativo poi caducato. (Principio affermato in fattispecie di intervento edilizio privato per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica da destinare a particolari categorie di conduttori, regolato, quanto alla misura dei canoni di locazione esigibili, da convenzione poi revocata in autotutela, con conseguente riduzione del canone massimo). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 6885 del 08/03/2019) Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_001, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Proc_Civ_art_375...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Violazione del dovere di fedeltà tra i coniugi - Risarcibilità dei danni ex art. 2059 c.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6598 del 07/03/2019
    Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Violazione del dovere di fedeltà tra i coniugi - Risarcibilità dei danni ex art. 2059 c.c. - Configurabilità - Condizioni - Autonomia dell'azione rispetto alla domanda di separazione e di addebito - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. La natura giuridica del dovere di fedeltà derivante dal matrimonio implica che la sua violazione non sia sanzionata unicamente con le misure tipiche del diritto di famiglia, quale l'addebito della separazione, ma possa dar luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ex art. 2059 c.c., senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia a ciò preclusiva, sempre che la condizione di afflizione indotta nel coniuge superi la soglia della tollerabilità e si traduca, per le sue modalità o per la gravità dello sconvolgimento che provoca, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, quale, in ipotesi, quello alla salute o all'onore o alla dignità personale. (Nella specie, la S.C ha confermato la sentenza che aveva escluso non solo, in radice, che la violazione del dovere di fedeltà fosse stata causa della separazione, avendo la moglie svelato al marito il tradimento solo mesi dopo la separazione, ma anche che il tradimento, per le sue modalità, avesse recato un apprezzabile pregiudizio all'onore o alla dignità del coniuge, in quanto non noto neppure nell'ambiente circostante e di lavoro e comunque non posto in essere con modalità lesive della dignità della persona). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6598 del 07/03/2019 Cod_Civ_art_0143_1, Cod_Civ_art_0151, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Finanziamenti erogati ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988 - Beneficiario del finanziamento - Diritto soggettivo perfetto - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6525 del 06/03/2019
    Comunita' europea - comunita' economica europea - Finanziamenti erogati ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988 - Beneficiario del finanziamento - Diritto soggettivo perfetto - Titolarità - Condizioni - Conseguenze - Responsabilità dell'Organismo responsabile dell'attuazione del programma - Avvalimento di soggetti delegati con provvedimenti interni - Natura giuridica e titolo della responsabilità - Art. 1176, comma 2, c.c. In tema di finanziamenti erogati ai sensi del Regolamento (CEE) n. 2052/88 del Consiglio del 24 giugno 1988, il beneficiario, purché individuato soggettivamente secondo le procedure nazionali - in caso di positivo riconoscimento dell'avvenuta realizzazione del programma e della spettanza del contributo -, è titolare di un diritto soggettivo di fonte comunitaria a percepire il contributo cofinanziato dalla Comunità e dallo Stato membro e ad azionarlo direttamente nei confronti dell'organismo responsabile dell'attuazione del programma che, qualora si avvalga di soggetti attuatori delegati con provvedimenti interni, è responsabile ai sensi degli artt. 2043 e 2049 c.c. e degli artt. 21 e 23 dei Regolamenti (CEE) n. 4253/88 del Consiglio del 19 dicembre 1988 e n. 2082/93 del Consiglio del 20 luglio 1993, succedutisi nel tempo, per il fatto illecito dei predetti soggetti, sia a titolo "di culpa in eligendo", per aver preposto al compito un soggetto inadeguato, sia di "culpa in vigilando", per non aver adeguatamente sorvegliato l'attività del preposto; in entrambe le ipotesi la diligenza dovuta va commisurata alla natura dell'attività esercitata ex art.1176, comma 2, c.c. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6525 del 06/03/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2049, Cod_Civ_art_1176...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019
    Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Effetti - Interruzione della prescrizione dell'azione risarcitoria successivamente esercitata contro la P.A. dinanzi al giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Abuso del processo - Esclusione. In tema di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo - nell'assetto normativo anteriore alla l. n. 205 del 2000, che ha concentrato presso tale giudice la tutela risarcitoria con la demolitoria - esprime la volontà del danneggiato di reagire all'azione autoritativa illegittima e, quindi, interrompe per tutta la durata del processo amministrativo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, successivamente esercitata dinanzi al giudice ordinario, non potendosi ipotizzare in tale situazione, una fattispecie di abuso del processo. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto di locazione di immobile da costruirsi ad opera del locatore e da destinare ad edificio pubblico - Irregolarità urbanistica e paesaggistica del bene locato - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 6356 del 05/03/2019
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Contratto di locazione di immobile da costruirsi ad opera del locatore e da destinare ad edificio pubblico - Irregolarità urbanistica e paesaggistica del bene locato - Domanda del locatore di adempimento di obbligazioni contrattuali - Domanda subordinata di risarcimento dei danni per il legittimo affidamento nella condotta complessiva dell'amministrazione - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza. In caso di domanda fondata su contratto di locazione di immobile da costruirsi ad opera del locatore e da destinare ad edificio pubblico (nella specie, caserma dei carabinieri) spetta alla giurisdizione del giudice ordinario non solo la domanda del locatore volta a conseguire l'adempimento delle obbligazioni nascenti da quel contratto, ma anche quella dal medesimo rivolta contro il locatario e tutte le altre pubbliche amministrazioni che, prima della stipula del contratto e durante l'esecuzione dei lavori di edificazione, abbiano in lui indotto, con complessive condotte, consistite anche in interlocuzioni formali, un affidamento incolpevole sulla legittimità pure urbanistica e paesaggistica dell'opera, esclusa, invece, dall'autorità giudiziaria penale. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 6356 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Compensatio lucri cum danno" - Infortunio del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Obbligazione risarcitoria - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6269 del 04/03/2019
    Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum danno" - Infortunio del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Obbligazione risarcitoria - Emolumenti previdenziali e indennitari - "Compensatio lucri cum damno" - Operatività - Fattispecie. In tema responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni sul lavoro, il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall'ammontare del danno risarcibile l'importo dell'indennità che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto (nella specie rendita Inail, pensione privilegiata ed incentivo all'esodo agevolato), in quanto tale indennità è erogata in funzione di risarcimento del pregiudizio subito dall'assicurato in conseguenza del verificarsi dell'evento dannoso ed essa soddisfa, neutralizzandola in tutto o in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità del terzo autore del fatto illecito. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6269 del 04/03/2019 Cod_Civ_art_1905, Cod_Civ_art_1910, Cod_Civ_art_1916, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2087, Cod_Civ_art_1223...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza dei diritti di cronaca e di critica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5811 del 28/02/201
    Stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza dei diritti di cronaca e di critica - Apprezzamento del giudice di merito - Censurabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie. In tema di azione di risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo della stampa, la ricostruzione storica dei fatti, la valutazione del contenuto degli scritti, l'apprezzamento in concreto delle espressioni usate come lesive dell'altrui reputazione, la valutazione dell'esistenza o meno dell'esimente dell'esercizio dei diritti di cronaca e di critica costituiscono oggetto di accertamenti in fatto, riservati al giudice di merito ed insindacabili in sede di legittimità se sorretti da argomentata motivazione; pertanto, il controllo affidato alla Corte di cassazione è limitato alla verifica dell'avvenuto esame, da parte del giudice del merito, della sussistenza, con riferimento, come nella specie, al diritto di cronaca, dei requisiti della continenza, della veridicità dei fatti narrati e dell'interesse pubblico alla diffusione delle notizie, nonché al sindacato della congruità e logicità della motivazione, secondo la previsione dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., applicabile "ratione temporis", restando estraneo al giudizio di legittimità l'accertamento relativo alla capacità diffamatoria delle espressioni in contestazione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5811 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2043 risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo della stampa...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - nuova domanda - Occupazione c.d. appropriativa - Modifica della domanda introduttiva - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 5968 del 28/02/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - Occupazione c.d. appropriativa - Modifica della domanda introduttiva - Richiesta formulata in grado di appello di liquidare il danno con riferimento al valore venale del bene al momento della domanda e non al momento della trasformazione del fondo - Novità della domanda - Esclusione. In tema di azione per il risarcimento del danno da occupazione c.d. appropriativa, la modifica della domanda introduttiva mediante la richiesta formulata in grado di appello di liquidare il danno con riferimento al valore venale del bene al momento della domanda e non a quello di trasformazione del fondo, risolvendosi in una mera specificazione del criterio di commisurazione del danno, non è idonea ad introdurre una diversa "causa petendi" e non integra, quindi, una inammissibile domanda nuova. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 5968 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_345...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5813 del 28/02/2019
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro -Morte del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Giudizio di colpa - Oggetto – Fattispecie - responsabilità civile - colpa o dolo In tema di responsabilità civile per la morte del lavoratore, il requisito soggettivo della colpa è integrato dalla violazione, da parte del datore di lavoro, delle regole cautelari di prevenzione evocate dall'art. 2087 c.c., strettamente correlate, in termini di ragionevole prevedibilità, alla verificazione dell'evento in quanto fondate, se non sulla certezza scientifica, sulla probabilità o possibilità - concreta e non ipotetica - che la condotta considerata determini l'evento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva condannato il Ministero della Difesa al risarcimento dei danni patiti dai familiari di un militare, morto in conseguenza della malattia contratta nel corso di una missione internazionale a causa dell'esposizione a radiazioni ionizzanti, sul presupposto che si trattava di un rischio ampiamente preventivabile in relazione all'impiego, nelle zone delle operazioni interessate, di armamenti idonei ad esporre le persone alle suddette radiazioni). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5813 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2087, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019
    Responsabilità civile - proprietà di animali - Danni cagionati dalla fauna selvatica - Responsabilità della P.A. ex art. 2052 c.c. - Esclusione - Responsabilità ex art. 2043 c.c. - Configurabilità anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992 - Onere probatorio - Fattispecie. In tema di responsabilità extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica in circolazione è risarcibile non ex art. 2052 c.c., essendo lo stato di libertà della selvaggina incompatibile con qualsiasi obbligo di custodia a carico della P.A., ma, anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992, in forza dell'art. 2043 c.c., con la conseguenza che, in base all'onere probatorio stabilito da tale ultima disposizione, spetta al danneggiato provare una condotta colposa dell'ente pubblico causalmente efficiente rispetto al danno. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva respinto la domanda, proposta contro la regione, di risarcimento dei danni provocati dall'aggressione di un coltivatore diretto da parte di un cinghiale proveniente da una confinante oasi naturale, non potendo essere pretese la recinzione o la segnalazione generalizzata di tutti i perimetri boschivi, indipendentemente dalle loro peculiarità concrete, e non essendo stato provato che il luogo del sinistro fosse all'epoca abitualmente frequentato da animali selvatici, in un numero eccessivo di esemplari tale da costituire un vero e proprio pericolo per le proprietà vicine anche se adeguatamente protette ovvero teatro di precedenti incidenti.). sul presupposto dell'omessa recinzione idonea ad evitare lo sconfinamento degli animali dal perimetro boschivo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5722 del 27/02/2019 Cod_Civ_art_2052, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile -
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile - Azione di responsabilità promossa dinanzi alla Corte dei conti per gli stessi fatti materiali - Reciproca indipendenza - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di giurisdizione. Responsabilità civile - amministrazione pubblica - danno causato dai dipendenti della p.a. nell'esercizio delle funzioni L'azione di responsabilità per danno erariale e quella di responsabilità civile promossa dalle singole amministrazioni interessate davanti al giudice ordinario restano reciprocamente indipendenti, anche quando investano i medesimi fatti materiali, essendo la prima volta alla tutela dell'interesse pubblico generale, al buon andamento della P.A. e al corretto impiego delle risorse, con funzione prevalentemente sanzionatoria, e la seconda, invece, al pieno ristoro del danno, con funzione riparatoria ed integralmente compensativa, a protezione dell'interesse particolare della amministrazione attrice; ne deriva che le eventuali interferenze tra i due giudizi integrano una questione non di giurisdizione ma di proponibilità dell'azione di responsabilità innanzi al giudice contabile, sempre che non sia contestata dinanzi a quest'ultimo la configurabilità stessa, in astratto, di un danno erariale, in relazione ai presupposti normativamente previsti per il sorgere della responsabilità amministrativa contestata dal P.G. contabile, nel qual caso si configura una questione di giurisdizione risolvibile dalle Sezioni Unite, essendo posta in discussione la "potestas iudicandi" del giudice contabile, la cui definizione è rimessa alla discrezionalità del legislatore ordinario, non essendo la Corte dei conti "il giudice naturale della tutela degli interessi pubblici e della tutela da danni pubblici" (Corte cost., nn. 355/2010, 46/2008, 641/1987). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 4883 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_001, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Proc_Civ_art_382...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Dovere di lealtà e di probità - espressioni sconvenienti e offensive - Azione risarcitoria di un giudice per offese in atti processuali – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4733 del 19/02/2019
    Procedimento civile - dovere di lealtà e di probità - espressioni sconvenienti e offensive - Azione risarcitoria di un giudice per offese in atti processuali – Responsabilità penale a carico della parte – Esclusione – Responsabilità civile della parte - Fondamento. La responsabilità conseguente ad affermazioni offensive per il giudice contenute negli scritti difensivi di un giudizio civile non ha natura penale, ma deriva da un fatto illecito ex art. 2043 c.c. di cui risponde, oltre all'avvocato autore delle espressioni offensive, la stessa parte, quale responsabile civile dell'operato del proprio difensore, posto che nel processo civile non trova applicazione l'art. 589 c.p., ma l'art. 89 c.p.c., quale norma posteriore e speciale rispetto alla prima. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4733 del 19/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_089, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Terzo acquirente di un bene del debitore - Esercizio dell'azione revocatoria da parte del creditore - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4721 del 19/02/2019
    Responsabilità civile - Terzo acquirente di un bene del debitore - Esercizio dell'azione revocatoria da parte del creditore - Compimento da parte dell'acquirente di atti che rendono irrealizzabile l'effetto della revocatoria - Responsabilità dell'acquirente ex art. 2043 c.c. - Condizioni. L'accoglimento della domanda di risarcimento del danno ex art. 2043 c.c., proposta dal creditore nei confronti del terzo acquirente di un bene dal suo debitore in forza di un atto di disposizione assoggettabile a revocatoria, presuppone: 1) che l'atto dispositivo del patrimonio del debitore sia revocabile ai sensi dell'art. 2901 c.c.; 2) che, dopo la sua stipulazione, il terzo abbia compiuto atti elusivi, in modo totale o parziale, della garanzia patrimoniale; 3) che il fatto del terzo sia connotato da un'originaria posizione di illiceità concorrente con quella del debitore ("consilium fraudis") ovvero da una posizione di illiceità autonoma; 4) che sussista in concreto un "eventus damni" causato dal fatto illecito del terzo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4721 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2901...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Compensatio lucri cum danno" - Assegno di invalidità erogato dall’INPS - Rilevanza ai fini della liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4734 del 19/02/2019
    Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum danno" - Assegno di invalidità erogato dall’INPS - Rilevanza ai fini della liquidazione - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - In genere. In tema di danno patrimoniale patito dalla vittima di un illecito, dall'ammontare del risarcimento deve essere detratto il valore capitale dell'assegno di invalidità erogato dall'INPS, attese la funzione indennitaria assolta da tale emolumento e la possibilità per l'ente previdenziale di agire in surrogazione nei confronti del terzo responsabile o del suo assicuratore. (Principio affermato in relazione all'assegno ordinario di invalidità corrisposto, ex art. 1 della l. n. 222 del 1984, dall'INPS alla vittima di un incidente stradale). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4734 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Giudizio di liquidazione del danno - Morte sopravvenuta del danneggiato per cause indipendenti dal fatto oggetto del giudizio - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4551 del 15/02/2019
    Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Giudizio di liquidazione del danno - Morte sopravvenuta del danneggiato per cause indipendenti dal fatto oggetto del giudizio - Liquidazione del danno biologico - Riferimento alla durata probabile della vita - Esclusione - Riferimento alla durata effettiva della vita - Necessità. La liquidazione del danno biologico patito da persona deceduta per cause indipendenti dal fatto lesivo oggetto del giudizio va correlata al tempo, noto, trascorso dal sinistro alla morte, in cui il soggetto ha effettivamente sopportato le conseguenze non patrimoniali della lesione alla sua integrità psicofisica, e non invece alla durata della vita futura, rapportata al momento del sinistro e valutata secondo criteri di probabilità statistica. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4551 del 15/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_1226...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) risarcimento del danno - ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza del diritto di cronaca - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4543 d
    Stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) risarcimento del danno - ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza del diritto di cronaca - apprezzamento del giudice di merito - censurabiltà in cassazione - esclusione - condizioni. In tema di risarcimento del danno a causa di diffamazione a mezzo stampa, la ricostruzione storica dei fatti, la valutazione del contenuto degli scritti, la considerazione di circostanze oggetto di altri provvedimenti giudiziali (anche non costituenti cosa giudicata), l'apprezzamento, in concreto, delle espressioni usate come lesive dell'altrui reputazione, l'esclusione dell'esimente dell'esercizio del diritto di cronaca e di critica costituiscono accertamenti di fatto, riservati al giudice di merito ed insindacabili in sede di legittimità, se sorretti da adeguata motivazione, esente da vizi logici e da errori di diritto. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4543 del 15/02/2019 Cod_Civ_art_2043 diritto di cronaca...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Attività pericolosa - Pericolosità dell'attività - Giudizio relativo - Valutazione riservata al giudice di merito - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4545 del 15/02/2019
    Responsabilità civile - attività pericolosa - Pericolosità dell'attività - Giudizio relativo - Valutazione riservata al giudice di merito - Casi - Sindacato del giudice di legittimità - Limiti - Onere probatorio - Spettanza. L'accertamento in concreto se una certa attività, non espressamente qualificata come pericolosa da una disposizione di legge, possa o meno essere considerata tale ai sensi dell'articolo 2050 c.c.- con conseguente onere a carico di chi invochi il corrispondente regime - è rimesso in via esclusiva al giudice del merito, come tale insindacabile in sede di legittimità, ove correttamente e logicamente motivato con riferimento alle valutazioni sostanziali circa le misure di sicurezza apprestate. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4545 del 15/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Civ_art_2050, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Compensatio lucri cum danno" - Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4309 del 14/02/2019
    Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum danno" - Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto - Diritto al risarcimento del danno - Cumulo con l'indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992 - Assenza di coincidenza tra danneggiante e soggetto erogatore della provvidenza - Possibilità di compensare le somme versate a titolo d'indennizzo con quelle devolute a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno") - Esistenza - Condizioni. In caso di responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto, opera la "compensatio lucri cum damno" fra l'indennizzo ex l. n. 210 del 1992 e il risarcimento del danno anche laddove non vi sia coincidenza fra il danneggiante e il soggetto che eroga la provvidenza - nella specie, rispettivamente, Azienda Sanitaria Locale e Regione Umbria - , allorquando possa comunque escludersi che, per effetto del diffalco, si determini un ingiustificato vantaggio per il responsabile, benché la l. n. 210 del 1992 non preveda un meccanismo di surroga e rivalsa sul danneggiante in favore di chi abbia erogato l'indennizzo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4309 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1241, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_1226...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata penale - autorità nel giudizio civile di danno - Condanna generica contenuta in una sentenza penale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019
    Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità nel giudizio civile di danno - Condanna generica contenuta in una sentenza penale - Rilevanza nel giudizio civile sul "quantum" - Limiti - Accertamento positivo della potenziale capacità lesiva del fatto dannoso e della probabile esistenza del nesso di causalità - Ulteriori affermazioni sulla concreta sussistenza ed entità del danno – Esclusione – Giudicato sull’azione civile - Effetti. La condanna generica al risarcimento dei danni contenuta nella sentenza penale, pur presupponendo che il giudice abbia riconosciuto il relativo diritto alla costituita parte civile, non esige e non comporta alcuna indagine in ordine alla concreta esistenza di un danno risarcibile, postulando soltanto l'accertamento della potenziale capacità lesiva del fatto dannoso e dell'esistenza - desumibile anche presuntivamente, con criterio di semplice probabilità - di un nesso di causalità tra questo ed il pregiudizio lamentato, mentre resta impregiudicato l'accertamento, riservato al giudice civile, in ordine all'"an" - in concreto - ed al "quantum" del danno da risarcire. Entro tali limiti, detta condanna, una volta divenuta definitiva, ha effetti di giudicato sulla azione civile e portata onnicomprensiva, riferendosi ad ogni profilo di pregiudizio scaturito dal reato, ancorché non espressamente individuato nell'atto di costituzione di parte civile o non fatto oggetto di pronunce provvisionali, che il giudice non abbia formalmente dichiarato di escludere nel proprio "dictum". Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2947...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Amministrazione pubblica - opere pubbliche - strade - Strada aperta al pubblico transito - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4160 del 13/02/2019
    Responsabilità civile - amministrazione pubblica - opere pubbliche - strade - Strada aperta al pubblico transito - Responsabilità dell'ente proprietario ex art. 2051 c.c. - Condizioni - Rilevanza del nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento dannoso - Limiti - Fattispecie. La responsabilità ex art. 2051 c.c. dell'ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito è configurabile, nel concorso degli altri presupposti, in presenza di un nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento dannoso, il quale sussiste quando la cosa si inserisca, con qualificata capacità eziologica, nella sequenza che porta all'evento e non rappresenti mera circostanza esterna, o neutra, o elemento passivo di una serie causale che si esaurisce all'interno e nel collegamento di altri e diversi fattori. (Fattispecie in cui, con riferimento ad uno scontro tra pedone e ciclista all'interno di un'area pedonale, la S.C. ha escluso che potesse riconoscersi un siffatto ruolo causale per il solo fatto che l'incidente si era verificato nel perimetro di detta area, in mancanza dell'allegazione e della dimostrazione, da parte del danneggiato, della sussistenza di una colpevole inerzia dell'amministrazione per non aver preso alcuna iniziativa diretta a regolare e controllare il comportamento degli utenti, malgrado specifiche segnalazioni sull'anomalo e pericoloso utilizzo di quello spazio). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4160 del 13/02/2019 Cod_Civ_art_2051, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1227...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Diffamazione, ingiurie ed offese - diffamazione a mezzo email - Contestualità dell'inoltro - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 06/02/2019
    Responsabilità civile - diffamazione, ingiurie ed offese - diffamazione a mezzo email - Contestualità dell'inoltro - Necessità - Insussistenza – Ragioni - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 06/02/2019 In tema di diffamazione a mezzo email, non è necessario il contemporaneo inoltro ad una pluralità di destinatari, posto che l'attitudine lesiva dell'onore è insita nell'idoneità del mezzo prescelto ad un'ampia diffusività e prescinde dalla contestualità della ricezione del messaggio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 06/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059 diffamazione a mezzo email...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2778 del 31/01/2019
    Igiene e sanita' pubblica - Trattamento sanitario - Responsabilità per contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2778 del 31/01/2019 Giudizio risarcitorio - Possibilità di compensare le somme dovute a titolo di indennizzo con quelle determinate a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno") - RISARCIMENTO DEL DANNO - "COMPENSATIO LUCRI CUM DANNO" In genere. Nel giudizio promosso nei confronti del Ministero della salute per il risarcimento del danno conseguente al contagio da virus HBV, HIV o HCV a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto, l'indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992 non può essere scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno"), qualora non sia stato corrisposto e tantomeno determinato o determinabile, in base agli atti di causa, nel suo preciso ammontare, posto che l'astratta spettanza di una somma suscettibile di essere compresa tra un minimo ed un massimo, a seconda della patologia riconosciuta, non equivale alla sua corresponsione e non fornisce elementi per individuarne l'esatto ammontare, né il carattere predeterminato delle tabelle consente di individuare, in mancanza di dati specifici a cui è onerato chi eccepisce il "lucrum", il preciso importo da portare in decurtazione del risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2778 del 31/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Operazioni elettorali - Elezioni politiche - Tutela risarcitoria rispetto all'operato degli uffici elettorali circoscrizionali - Fatti costitutivi - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2348 del 29/01/2019
    Elezioni - operazioni elettorali - Elezioni politiche - Tutela risarcitoria rispetto all'operato degli uffici elettorali circoscrizionali - Fatti costitutivi - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2348 del 29/01/2019 Responsabilita' civile - In genere. Risarcimento del danno - In genere. In tema di elezioni politiche, il definitivo accertamento, in sede di autodichia parlamentare, dell'irregolarità delle operazioni elettorali svolte dagli uffici elettorali circoscrizionali rappresenta un fatto costitutivo della domanda risarcitoria proposta dal candidato dinanzi al giudice civile, il quale, nell'ipotesi in cui la verifica da parte della Giunta delle elezioni si sia conclusa senza un tale accertamento, non può compierlo in via incidentale, trattandosi di prerogativa riservata dalla Costituzione, in via esclusiva, a ciascuna Camera. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2348 del 29/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condotta dei veicoli - pedone - Investimento - Presunzione di responsabilità esclusiva del conducente ex art. 2054, comma 1, c.c. – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2241 del 28/01/2019
    Circolazione stradale - condotta dei veicoli - pedone - Investimento - Presunzione di responsabilità esclusiva del conducente ex art. 2054, comma 1, c.c. – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2241 del 28/01/2019 Superamento - Prova liberatoria - Oggetto - Colpa del pedone investito - Riduzione progressiva della percentuale di colpa presunta - Fattispecie. In materia di responsabilità civile da sinistri stradali, stante la presunzione del 100% di colpa in capo al conducente del veicolo di cui all'art. 2054, comma 1, c.c., ai fini della valutazione e quantificazione di un concorso del pedone investito occorre accertare, in concreto, la sua percentuale di colpa e ridurre progressivamente quella presunta a carico del conducente. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto sussistente in capo al pedone il 60% della colpa nella causazione del sinistro di cui era rimasto vittima, per non aver attraversato utilizzando le strisce pedonali, con conseguente riduzione della percentuale di colpa in capo al conducente del veicolo). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 2241 del 28/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - nuova domanda - Modificazione dell'ammontare del risarcimento conseguente al manifestarsi di danni in corso di causa
    Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - Modificazione dell'ammontare del risarcimento conseguente al manifestarsi di danni in corso di causa - Domanda nuova - Esclusione - Ammissibilità. Non costituisce domanda nuova, e deve ritenersi ammessa nel corso di tutto il giudizio di primo grado e finché non si precisano le conclusioni, la modificazione quantitativa del risarcimento del danno in origine richiesto, intesa non esclusivamente come modifica della valutazione economica del danno costituito dalla perdita o dalla diminuzione di valore di una cosa determinata, ma anche come richiesta dei danni, provocati dallo stesso fatto che ha dato origine alla causa, che si manifestano solo nel corso del giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2038 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Partecipazione ad una missione di natura militare – Adempimento di un dovere di ufficio – Contrazione di una grave malattia - Diritto al risarcimento del danno
    Igiene e sanita' pubblica - in genere - Partecipazione ad una missione di natura militare – Adempimento di un dovere di ufficio – Contrazione di una grave malattia - Diritto al risarcimento del danno - Cumulo con l'indennizzo a titolo di speciale elargizione di cui alla legge n. 244 del 2007 - Possibilità di compensare le somme versate a titolo di indennizzo con quelle dovute a titolo di risarcimento del danno ("compensatio lucri cum damno") - Esistenza - Criteri – Fondamento. Nel caso in cui un militare, a seguito dell'esposizione all'uranio impoverito durante una missione internazionale, abbia contratto una patologia tumorale, dal risarcimento del danno deve essere detratto, in applicazione del principio della "compensatio lucri cum damno", l'indennizzo già erogatogli ai sensi dell'art. 2, commi 78 e 79, della l. n. 244 del 2007 ("ratione temporis" applicabile), trattandosi di una elargizione avente finalità compensativa ed essendo posta a carico del medesimo soggetto (Amministrazione statale) obbligato al risarcimento del danno. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 1002 del 16/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione ordinaria e amministrativa in genere - realizzazione di opera pubblica - danni derivati dalle concrete modalità esecutive
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - realizzazione di opera pubblica - danni derivati dalle concrete modalità esecutive - domanda risarcitoria del concessionario di area demaniale contigua - giurisdizione del giudice ordinario - sussistenza - fondamento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 32180 del 12/12/2018 Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la domanda risarcitoria avanzata dal concessionario di un'area demaniale contigua a quella in cui è stata realizzata un'opera pubblica (nella specie, uno sbancamento operato per la manutenzione della discarica comunale dal quale sono derivate numerose inondazioni marine, con conseguenti danni alle colture) ove, nella prospettazione attorea, fonte del danno non siano né il "se" nè il "come" dell'opera urbanistica progettata o del servizio pubblico da preservare, ma le loro concrete modalità esecutive, trattandosi in tal caso di mere attività materiali lesive di una posizione di diritto soggettivo, senza che rilevi la titolarità in capo all'attore di una concessione su bene demaniale, la quale costituisce soltanto la premessa dell'azione risarcitoria promossa. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 32180 del 12/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tribunali delle acque pubbliche - competenza e giurisdizione in genere - tribunali regionali delle acque pubbliche
    Acque - tribunali delle acque pubbliche - competenza e giurisdizione - in genere - tribunali regionali delle acque pubbliche - competenza - costruzione opera idraulica di derivazione - mediante occupazione illegittima - risarcimento del danno - sussistenza – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 32069 del 12/12/2018 Ai sensi dell'art. 140, lett. d) ed e) del r. d. n. 1775 del 1933, sono devolute alla competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche tutte le controversie aventi ad oggetto un'occupazione di fondi che si renda necessaria per la costruzione di un'opera idraulica di derivazione, di utilizzazione o di regolamentazione di acque pubbliche, senza distinzione tra occupazioni che siano formalmente e sostanzialmente legittime ed occupazioni che non lo siano, ancorché l'interessato, denunciando l'illegittimità, chieda il risarcimento del danno che ne sia conseguito. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 32069 del 12/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Amministrazione pubblica in genere - danni cagionati dagli animali randagi - responsabilità della p.a. a norma dell'art. 2052 c.c.
    Responsabilità civile - amministrazione pubblica - in genere - danni cagionati dagli animali randagi - responsabilità della p.a. a norma dell'art. 2052 c.c. - esclusione - responsabilità ex art. 2043 c.c. - configurabilità - onere probatorio relativo – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31957 del 11/12/2018 La responsabilità per i danni causati dagli animali randagi è disciplinata dalle regole generali di cui all'art. 2043 c.c., e non da quelle stabilite dall'art. 2052 c.c., sicché presuppone l'allegazione e la prova, da parte del danneggiato, di una concreta condotta colposa ascrivibile all'ente e della riconducibilità dell'evento dannoso, in base ai principi sulla causalità omissiva, al mancato adempimento di una condotta obbligatoria in concreto esigibile, mentre non può essere affermata in virtù della sola individuazione dell'ente al quale è affidato il compito di controllo e gestione del fenomeno del randagismo, ovvero quello di provvedere alla cattura ed alla custodia degli animali randagi. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto responsabile il Comune convenuto per il danno subito dall'attore a causa dell'impatto tra la propria auto e un cane randagio verificatosi "assai fuori" dal centro abitato, senza accertare se, oltre che prevedibile, l'evento fosse evitabile mediante uno sforzo ragionevole). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31957 del 11/12/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tutela aquiliana del credito - danno risarcibile - sussistenza
    Responsabilità civile - in genere - tutela aquiliana del credito - danno risarcibile - sussistenza - danno causato con colpa o con dolo – irrilevanza - risarcimento del danno in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31536 del 06/12/2018 L'illecito aquiliano che abbia avuto per effetto la lesione di un diritto di credito obbliga l'autore al risarcimento, a nulla rilevando che il danno sia stato causato con colpa o con dolo. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31536 del 06/12/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Onore (reputazione) - risarcimento del danno - lesione dell’onore e della reputazione
    Personalità (diritti della) - onore (reputazione) - risarcimento del danno - lesione dell’onore e della reputazione - danno non patrimoniale “in re ipsa” - esclusione - onere di allegazione e prova - necessità - liquidazione giudiziale - presupposti – fattispecie - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31537 del 06/12/2018 In tema di responsabilità civile derivante da pregiudizio all'onore ed alla reputazione, il danno risarcibile non è "in re ipsa" e va pertanto individuato, non nella lesione del diritto inviolabile, ma nelle conseguenze di tale lesione, sicché la sussistenza di tale danno non patrimoniale deve essere oggetto di allegazione e prova, e la sua liquidazione deve essere compiuta dal giudice sulla base, non di valutazioni astratte ma del concreto pregiudizio presumibilmente patito dalla vittima, per come da questa dedotto e provato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva accolto la domanda di risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protesto di un assegno sulla base dell'astratta affermazione che tale illecito avrebbe potuto "verosimilmente" pregiudicare la stima e la reputazione di cui gli attori godevano, senza precisare quale fosse tale stima, in quali ambienti fosse goduta e se in essi si fosse propagata la notizia del protesto). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31537 del 06/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Professionisti - attività medico-chirurgica - medico chirurgo
    Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - medico chirurgo - valutazione della diligenza - criteri - sintomi aspecifici - obbligo di segnalare alternative ipotesi diagnostiche - necessità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 30999 del 30/11/2018 In tema di responsabilità del medico chirurgo, la diligenza nell'adempimento della prestazione professionale deve essere valutata assumendo a parametro non la condotta del buon padre di famiglia, ma quella del debitore qualificato, ai sensi dell'art. 1176, comma 2 c.c., con la conseguenza che, in presenza di paziente con sintomi aspecifici, il sanitario è tenuto a prenderne in considerazione tutti i possibili significati ed a segnalare le alternative ipotesi diagnostiche. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello che aveva ritenuto diligente la condotta dei sanitari che, in presenza di sintomi aspecifici, quali svenimento e cefalea, non univocamente riconducibili ad un aneurisma cerebrale, ma nemmeno tali da escluderlo, avevano omesso di prescrivere al paziente tempestivi approfondimenti diagnostici con particolare riguardo alla TAC cranica). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 30999 del 30/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere
    Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere - sentenza penale di assoluzione dell'attore dal fatto-reato - efficacia di giudicato in sede civile - specifica allegazione degli elementi costitutivi della condotta dolosa di controparte - necessità – conseguenze - responsabilità civile - denunce infondate in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018 In tema di responsabilità civile da reato di calunnia, la sentenza penale di assoluzione dell'attore dal fatto-reato, oggetto della calunnia, non dà luogo a giudicato facente stato in sede civile ai sensi degli artt. 651, 652 e 654 c.p.p. in assenza di una ricognizione piena ed esclusiva degli elementi che connotano la denuncia dei fatti integranti il reato, collocati al tempo della denuncia e non a quello successivo della pronuncia di assoluzione; pertanto, in difetto di specifica allegazione da parte dell'attore degli elementi costitutivi della condotta dolosa della controparte al tempo della denuncia e del nesso di causalità sussistente tra evento e danno da ingiusta e falsa attribuzione di un reato, la domanda di risarcimento derivante da calunnia non può ritenersi fondata solo perché congruente con un'astratta ricognizione delle prove della falsità della notizia di reato acquisite nel corso del giudizio penale promosso d'ufficio dal p.m., dovendosi valutare gli elementi probatori raccolti nel corso del giudizio penale oggetto della calunnia con riguardo alla situazione anteriore al promovimento dell'azione penale. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Denunce infondate - proscioglimento o assoluzione dell'imputato - responsabilità per danni a carico del denunciante
    Responsabilità civile - denunce infondate - proscioglimento o assoluzione dell'imputato - responsabilità per danni a carico del denunciante - condizioni - sussistenza degli elementi (oggettivo e soggettivo) del reato di calunnia – necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018 La denuncia di un reato perseguibile d'ufficio o la proposizione di una querela per un reato così perseguibile, possono costituire fonte di responsabilità civile a carico del denunciante (o querelante), in caso di successivo proscioglimento o assoluzione del denunciato (o querelato), solo ove contengano gli elementi costitutivi (oggettivo e soggettivo) del reato di calunnia, poiché, al di fuori di tale ipotesi, l'attività del pubblico ministero titolare dell'azione penale si sovrappone all'iniziativa del denunciante-querelante, interrompendo ogni nesso causale tra denuncia calunniosa e danno eventualmente subito dal denunciato (o querelato). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30988 del 30/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - illegittimo protrarsi dell'occupazione finalizzata all'espropriazione - prova della proprietà del bene occupato - accertamento rigoroso e diretto del titolo dominicale - necessità - esclusione - fondamento - prove ammissibili - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30705 del 27/11/2018 Nel giudizio sul risarcimento del danno derivante dall'illegittimo protrarsi delle occupazioni finalizzate alle espropriazioni, l'indagine sulla spettanza all'istante del diritto di proprietà sul bene si traduce nell'accertamento della qualità di titolare del credito risarcitorio e, pertanto, può essere condotta con gli ordinari strumenti probatori, ed anche con il ricorso a presunzioni, non richiedendosi la rigorosa dimostrazione del diritto dominicale prescritta in tema di rivendicazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30705 del 27/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Valutazione e liquidazione in genere - società in accomandita semplice
    Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione in genere - società in accomandita semplice - illecito commesso da un terzo da cui sia derivata l’impossibilità della prosecuzione dell’attività sociale - perdita della possibilità di percepire gli utili - danno da perdita di "chance" - configurabilità - onere della prova a carico del socio - liquidazione - criterio equitativo - necessità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29829 del 20/11/2018 In caso di illecito commesso da un terzo nei confronti di una società in accomandita semplice con conseguente scioglimento, messa in liquidazione ed impossibilità di prosecuzione dell'attività sociale, il danno da perdita della possibilità di percepire gli utili si configura come perdita di "chance", atteso che esso non consiste nella perdita di un vantaggio economico ma nella perdita della concreta possibilità di conseguirlo e deve essere provato dal socio danneggiato, anche in via presuntiva, in termini di "possibilità perduta" la quale, oltre a rispondere ai parametri di apprezzabilità, serietà e consistenza, va accertata nell' "an" dal giudice di merito sulla base del criterio del "piu probabile che non" e stimata nel "quantum" con valutazione equitativa. (In applicazione del principio la S.C. ha cassato la decisione impugnata che, aveva erroneamente ritenuto presupposto del danno lamentato dal socio accomandante - quale "perdita" della sua "capacità di guadagno" - quello derivatogli dalla perdita della "capacità lavorativa" del socio accomandatario a seguito di sinistro stradale ascritto alla responsabilità di un terzo e non quello derivatogli dalla obiettiva totale perdita della possibilità di percepire gli utili conseguita alla impossibilità di prosecuzione dell'attività sociale). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29829 del 20/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Morte di congiunti (parenti della vittima) - decesso congiunto - danno patrimoniale da mancato guadagno
    Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) - decesso congiunto - danno patrimoniale da mancato guadagno - danno futuro - determinazione - prova per presunzioni - ammissibilità - liquidazione equitativa - necessità – fattispecie - risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danni futuri in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29830 del 20/11/2018 Il danno patrimoniale da mancato guadagno derivante al congiunto dalla perdita della fonte di reddito collegata all'attività lavorativa della vittima configura un danno futuro, da valutarsi con criteri probabilistici, in via presuntiva e con equo apprezzamento del caso concreto e da liquidarsi in via necessariamente equitativa. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione di merito la quale, nel negare la pretesa risarcitoria, non si è attenuta ai richiamati principi, affermando non sufficientemente provato che la vittima, in assenza di fatto illecito, avrebbe destinato una percentuale del proprio reddito agli investimenti sebbene dalla allegata documentazione relativa al decennio precedente l'evento di danno fosse emerso, da un lato, l'esponenziale aumento dei proventi ritratti dalla vittima dalla sua attività professionale di avvocato e dall'altro, la costante destinazione di una quota parte del reddito complessivo - stimata dalla C.T.U. in quota percentuale pari al 20 per cento - agli investimenti). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29830 del 20/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - occupazione illegittima di suolo non edificabile
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - occupazione illegittima di suolo non edificabile - quantificazione del danno - parametro - valore di mercato - onere dell'espropriato di provare lo sfruttamento intermedio del bene - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29992 del 20/11/2018 In tema di tutela risarcitoria per l'illegittima occupazione di suoli non edificabili, posto che il bene della vita richiesto è il risarcimento del danno parametrato al valore di mercato del bene, non occorre che l'espropriato alleghi alcuna ulteriore specificazione in ordine alla possibilità di sfruttamento intermedio tra quello agricolo e quello edificatorio, perché, nel pretendere tale prova, si finirebbe con l'introdurre un inammissibile fattore di correzione del criterio del valore di mercato, con l'effetto indiretto di ripristinare l'applicazione di astratti e imprecisati valori agricoli. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29992 del 20/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Valutazione e liquidazione - in genere - decadenza da incarico dirigenziale per cd. "spoil system"
    Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - in genere - decadenza da incarico dirigenziale per cd. "spoil system" - illegittimità costituzionale sopravvenuta - risarcimento del danno - dalla pubblicazione della sentenza costituzionale - fondamento - limiti – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29169 del 13/11/2018 In tema di incarichi dirigenziali, la declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 7, della l. n. 145 del 2002, applicativo del cd. "spoil system", fonda il diritto del dirigente dichiarato decaduto al risarcimento del danno derivato dall'anticipata risoluzione del rapporto, il quale decorre non dalla data di cessazione - non potendosi configurare retroattivamente la colpa del soggetto che abbia conformato il proprio comportamento alle norme anteriormente alla pronuncia di incostituzionalità - ma dalla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale, purché a tale data non fosse già decorso anche il termine finale originariamente previsto dell'incarico. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che, ai fini della liquidazione del danno, dovesse aversi riguardo al momento della pronuncia di illegittimità della Corte cost. nonché al termine finale dell'incarico, oltre che al momento della risoluzione del rapporto avvenuto per volontaria iniziativa del dirigente dichiarato decaduto). Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29169 del 13/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Illecito civile ascrivibile allo stato
    Responsabilità civile - amministrazione pubblica - in genere - omessa modifica della legge nazionale contraria al diritto comunitario - illecito civile ascrivibile allo stato - azione risarcitoria - decisione del giudice di ultimo grado - efficacia preclusiva del giudicato - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27690 del 30/10/2018 >>> Nei giudizi di risarcimento del danno derivante dall'illecito ascrivibile allo Stato legislatore, anche quando la lesione dei diritti del danneggiato sia stata determinata dalla decisione di un organo giurisdizionale di ultimo grado, non opera alcuna preclusione per effetto del giudicato formatosi con tale pronuncia, poiché il principio della responsabilità dello Stato per la violazione dell'ordinamento giuridico comunitario impone il risarcimento del pregiudizio arrecato, ma non la revisione della decisione giurisdizionale che lo ha causato. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27690 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Illecito civile ascrivibile allo stato
    Responsabilità civile - amministrazione pubblica - in genere - omessa modifica della legge nazionale contraria al diritto comunitario - illecito civile ascrivibile allo stato - azione risarcitoria - “causa petendi” - violazione manifesta del diritto comunitario - caratteri - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27690 del 30/10/2018 >>> Nei giudizi di risarcimento del danno derivante dall'illecito ascrivibile allo Stato legislatore per l'omessa modifica della legge nazionale incompatibile con le norme comunitarie, la "causa petendi" della pretesa può essere individuata anche in una violazione manifesta del diritto comunitario, che sia stata consumata dal giudice nazionale mediante l'attribuzione di una portata chiaramente erronea ad una norma comunitaria di diritto sostanziale o procedurale o mediante l'interpretazione del diritto nazionale in modo tale da condurre ad un risultato contrario al diritto comunitario; tale violazione deve riguardare una norma sufficientemente chiara e precisa e deve rivestire carattere d'intenzionalità o comunque d'inescusabilità, eventualmente testimoniato dall'inosservanza dello obbligo del rinvio pregiudiziale o dalla manifesta ignoranza della giurisprudenza comunitaria. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato lo Stato italiano per l'omessa modifica di una norma nazionale contraria al diritto comunitario e applicata dal giudice di ultima istanza, ritenendo non operante il termine decadenziale ex art. 4, comma 2, della l. n. 117 del 1988, in tema di responsabilità dello Stato per gli atti dolosi o gravemente colposi commessi dal magistrato). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27690 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Luogo dell'evento dannoso
    Giurisdizione civile - straniero (giurisdizione sullo) - in genere - giurisdizione in materia di illeciti civili ex art. 5, n. 3, del reg. ce n. 44 del 2001 - determinazione - luogo dell'evento dannoso - nozione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27164 del 26/10/2018 >>> In tema di giurisdizione dei giudici italiani nei confronti di soggetti stranieri, nella materia di illeciti civili, ai sensi dell'art. 5, n. 3, del regolamento CE n. 44 del 2001 (e già dell'art. 5, n. 3, della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968), deve aversi riguardo al "luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto", che - come precisato da CGUE, 11 gennaio 1990, C-220/88 e 16 luglio 2009, C-189/08 - è quello in cui è sorto il danno, cioè il luogo in cui il fatto causale, generatore della responsabilità da delitto o da quasi delitto, ha prodotto direttamente i suoi effetti dannosi nei confronti della vittima immediata, dovendosi avere riguardo non solo al "luogo dell'evento generatore del danno", ma anche al "luogo in cui l'evento di danno è intervenuto" e non rilevando invece il luogo dove si sono verificate o potranno verificarsi le conseguenze future della lesione del diritto della vittima. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha affermato la giurisdizione del giudice italiano sulla domanda risarcitoria avanzata da un'emittente radiofonica italiana nei confronti di un'omologa slovena, operante su una frequenza diversa, per le illecite interferenze, provenienti dall'impianto della convenuta sito in Slovenia, con il segnale irradiato dall'impianto dell'attrice in Italia, ivi essendosi verificata la lesione del diritto di questa). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27164 del 26/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danno biologico terminale e danno morale terminale
    Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno non patrimoniale - danno biologico terminale e danno morale terminale - risarcibilità - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26727 del 23/10/2018 >>> In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionata da un illecito, nel periodo di tempo interposto tra la lesione e la morte ricorre il danno biologico terminale, cioè il danno biologico "stricto sensu" (ovvero danno al bene "salute"),al quale, nell'unitarietà del "genus" del danno non patrimoniale, può aggiungersi un danno morale peculiare improntato alla fattispecie ("danno morale terminale"), ovvero il danno da percezione, concretizzabile sia nella sofferenza fisica derivante dalle lesioni, sia nella sofferenza psicologica (agonia) derivante dall'avvertita imminenza dell'"exitus", se nel tempo che si dispiega tra la lesione ed il decesso la persona si trovi in una condizione di "lucidità agonica", in quanto in grado di percepire la sua situazione ed in particolare l'imminenza della morte, essendo quindi irrilevante, a fini risarcitori, il lasso di tempo intercorso tra la lesione personale ed il decesso nel caso in cui la persona sia rimasta "manifestamente lucida".(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva escluso il diritto al risarcimento del danno,e, quindi, la conseguente trasmissibilità "iure hereditatis", rappresentato dall'agonia, sia sotto il profilo strettamente biologico che sotto quello psicologico - morale, nonostante la lucidità del soggetto, peraltro medico, manifestata dalla descrizione da parte sua della dinamica del sinistro ai sanitari del pronto soccorso). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26727 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Azione di responsabilità contro il curatore revocato
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - per il fallito - rapporti processuali - azione di responsabilità contro il curatore revocato ex art. 38 l. fall. - legittimazione processuale del curatore - esclusività- limiti - inerzia dell'amministrazione fallimentare - conseguenze - legittimazione del fallito - azione extracontrattuale di risarcimento danni contro il curatore - ammissibilità - prescrizione - sospensione durante la pendenza della procedura fallimentare - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018 >>> La legittimazione diretta del fallito alla proposizione dell'azione ex art. 38 l. fall. contro il curatore revocato è configurabile solo nel caso di ingiustificata inerzia del nuovo curatore, essendo di regola legittimata a tale azione solo la massa dei creditori. Nei confronti del curatore, anche non revocato, il fallito è tuttavia sempre legittimato a richiedere, per fatti illeciti che non incidano sul patrimonio fallimentare, il risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c., il cui termine prescrizionale decorre dalla produzione del danno e non resta sospeso ai sensi dell'art. 2941 n. 6 c.c., poiché tale disposizione si riferisce a fattispecie di responsabilità nascente dall'amministrazione del patrimonio altrui, non applicabile al rapporto in questione non compreso nell'attività fallimentare. (Nella specie la S.C., ha confermato la decisione della corte d'appello che, ritenuta improponibile l'azione ex art. 38 l. fall. da parte del fallito nei confronti del curatore revocato, non avendo ravvisato inerzia da parte del nuovo curatore - che aveva assunto tale decisione dopo avere valutato le risultanze di un parere legale- diversamente qualificando l'azione proposta quale domanda ex art. 2043 c.c., ne aveva dichiarato la prescrizione, ritenendo non applicabile alla specie l'ipotesi di sospensione prevista dall'art. 2941 n. 6 c.c.). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Terzo titolare di diritto personale di godimento
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - determinazione (stima)- in genere - terzo titolare di diritto personale di godimento - attività imprenditoriale svolta sull'immobile espropriato – cessazione per effetto dell'espropriazione - conseguenze - riconoscimento dell'indennità o del risarcimento al terzo - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25551 del 12/10/2018 >>> In materia di espropriazione per pubblica utilità, non è dovuto alcun risarcimento od indennità al terzo che, in virtù di un diritto personale di godimento sull'immobile legittimamente espropriato, vi svolga un'attività imprenditoriale, in quanto gli obblighi indennitari previsti dagli artt. 39 e 40 della l. n. 2359 del 1865 si rivolgono esclusivamente all'espropriato,non essendo, peraltro, previsto né dalla predetta legge né dalle successive (l. n. 865 del 1971 e d.P.R. n. 327 del 2001)alcun ristoro per le conseguenze economiche derivanti dalla dissoluzione dell'attività aziendale dovuta al provvedimento ablativo,le quali risultano, pertanto, regolate esclusivamente dal rapporto negoziale tra proprietario espropriato e terzo titolare del diritto di godimento estinto. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25551 del 12/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danno biologico trasmissibile "iure successionis"
    Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno biologico trasmissibile "iure successionis" - liquidazione - criteri - riferimento alla durata probabile della vita- esclusione - riferimento alla durata effettiva della vita – inapplicabilità del criterio - fattispecie relativa ad un danneggiato ultranovantenne. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25157 del 11/10/2018 >>> In ipotesi di morte del danneggiato per cause indipendenti dal fatto illecito subito, il principio secondo il quale il danno non patrimoniale trasmissibile "iure successionis" va parametrato alla durata effettiva della vita del danneggiato, e nona quella probabile, assume rilievo solo nel caso in cui il decesso sia avvenuto in età precoce rispetto all'ordinaria aspettativa di vita, atteso che, nel caso opposto, il punto-base di riferimento per la liquidazione del danno tiene già conto delle ridottissime aspettative di vita del danneggiato, sicché nessuna ulteriore riduzione deve essere applicata in considerazione dell'intervenuto decesso (nella specie sopraggiunto in corso di causa, all'età di 96 anni). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25157 del 11/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Attuazione di provvedimenti giudiziari da parte della p.a.
    Responsabilità civile - amministrazione pubblica - pubblica sicurezza - attuazione di provvedimenti giudiziari da parte della p.a. - discrezionalità - esclusione - obbligo - sussistenza - omissione- conseguenze - responsabilità da fatto illecito - configurabilità - fattispecie relativa all’omessa esecuzione dell’ordine di sgombero di un immobile abusivamente occupato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24198 del 04/10/2018 >>> Non rientra nel potere discrezionale della pubblica amministrazione stabilire se dare o meno attuazione ad un provvedimento dell'autorità giudiziaria - a maggior ragione quando lo stesso abbia ad oggetto la tutela di un diritto riconosciuto dalla Costituzione o dalla CEDU -, con la conseguenza che l'inosservanza, da parte dell'autorità amministrativa, del dovere, costituente espressione dello Stato di diritto, di apprestare i mezzi per l'attuazione coattiva dei provvedimenti giudiziari integra una condotta colposa generatrice di responsabilità. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto colposa la condotta dell'amministrazione dell'interno che, a fronte dell'ordine di sgombero di un immobile abusivamente occupato "vi aut clam", ha trascurato per sei anni di dare attuazione al provvedimento di sequestro con contestuale ordine di sgombero impartito dalla Procura della Repubblica). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24198 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità ufficiale giudiziario - atto ritardato
    Procedimento civile - ufficiale giudiziario messo comunale e di conciliazione - responsabilità - ufficiale giudiziario – responsabilità nei confronti della parte per atto ritardato – configurabilità – condizioni – termine fissato dal giudice o stabilito legittimamente dalla parte – necessità – obbligo di desumere il termine ultimo dal contenuto dell’atto – insussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24203 del 04/10/2018 >>> La responsabilità dell'ufficiale giudiziario per il ritardo nel compimento dei propri atti, ai sensi dell'art. 60, n. 1, c.p.c., sussiste anche quando il termine non sia stato fissato dal giudice, ma sia stato legittimamente stabilito dalla parte, purché, in quest'ultimo caso, la relativa scadenza sia stata chiaramente evidenziata dalla parte al momento della richiesta, non potendosi configurare, in capo all'ufficiale giudiziario, un onere di esaminare il contenuto dell'atto al fine di trarne le informazioni giuridicamente rilevanti circa lo spirare del relativo termine. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24203 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Indennità di occupazione legittima
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo. pp.) - risarcimento del danno - irreversibile trasformazione del bene - domanda risarcitoria - indennità di occupazione legittima per il quinquennio antecedente all'illegittimo spossessamento - spettanza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018 >>> Al proprietario di terreni legittimamente occupati, poi irreversibilmente trasformati ed acquisiti illegittimamente dalla P.A., il quale abbia chiesto di essere indennizzato per l'indisponibilità dei beni per l'intera durata dell'occupazione, deducendone l'illegittimità, è dovuta, in aggiunta al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima, anche l'indennità di occupazione legittima. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, erroneamente qualificando "in iure" la domanda come diretta al risarcimento del danno per l'occupazione acquisitiva illegittima, non aveva riconosciuto anche la reintegrazione indennitaria per il periodo di occupazione legittima antecedente allo sviluppo illegittimo della procedura). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danno da circolazione stradale - condotta gravemente imprudente
    Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - causalità (nesso di) - affidamento di veicolo a terzo da parte di chi non ne sia né proprietario né locatario - danno da circolazione stradale – condotta gravemente imprudente del conducente del veicolo - causa sopravvenuta da sé sola sufficiente a determinare il sinistro - accertamento- applicazione dell'art. 2043 c.c. - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23450 del 28/09/2018 >>> In tema di responsabilità civile da incidente stradale, il comportamento del conducente di un veicolo senza guida di rotaie,che, di sua esclusiva iniziativa, e nonostante il rigoroso divieto imposto dalla legge, disponga il trasporto di un terzo sul veicolo e conduca il veicolo stesso senza rispettare le regole della circolazione stradale, determinando, a causa di tale condotta gravemente imprudente, la verificazione di un sinistro, costituisce, ai sensi dell'art. 41, comma 2, c.p., causa sopravvenuta, di per sé idonea a determinare l'evento dannoso, che esclude ogni rapporto di causalità tra detto evento e la condotta del soggetto che ha affidato al conducente il veicolo il quale non sia né proprietario né locatario del veicolo stesso,trovando applicazione in tale peculiare fattispecie il paradigma probatorio dell'art. 2043 c.c. (Nel dare applicazione al principio, la S.C. ha escluso la concorrente responsabilità della figlia minorenne della proprietaria di un quadriciclo, la quale si era furtivamente impossessata delle chiavi del mezzo e le aveva consegnate a un'altra persona, anch'essa minorenne,che si era messa alla guida del veicolo e, tenendo comportamenti gravemente imprudenti, aveva contribuito a cagionare un sinistro stradale). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23450 del 28/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritti individuali su una parte comune dell'edificio
    Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni -impugnazioni - in genere - nullità della deliberazione che privi un singolo partecipante dei diritti individuali su una parte comune dell'edificio- risarcimento del danno - sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23076 del 26/09/2018 >>> La delibera dell'assemblea di condominio che privi il singolo partecipante dei propri diritti individuali su una parte comune dell'edificio, rendendola inservibile all'uso e al godimento dello stesso, integra un fatto potenzialmente idoneo ad arrecare danno al condòmino medesimo, il quale, lamentando la nullità della delibera, ha facoltà di chiedere la condanna al risarcimento del danno del condominio, quale centro di imputazione degli atti e delle attività compiute dalla collettività condominiale e delle relative conseguenze patrimoniali sfavorevoli. (Nella specie, il condominio, a seguito di delibera, aveva realizzato, nella comune corte interna dell'edificio, un ascensore che aveva ridotto la luce e l'aria dell'appartamento, posto al pianoterra, della ricorrente e impedito a quest'ultima l'uso di una porzione rilevante della stessa corte). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23076 del 26/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Disciplina ex art. 844 c.c.
    Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - immissioni - in genere - Disciplina ex art. 844 c.c. - Contemperamento fra esigenze della proprietà e della produzione - Rilevanza solo per le propagazioni rientranti nella normale tollerabilità - Immissioni realizzate al di fuori di tale ambito - Illecito extracontrattuale - Determinazione del danno - Irrilevanza del contemperamento - Fondamento - Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 21554 DEL 03/09/2018 L'art. 844 c.c. impone, nei limiti della normale tollerabilità e dell'eventuale contemperamento delle esigenze della proprietà con quelle della produzione, l'obbligo di sopportazione di quelle inevitabili propagazioni attuate nell'ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l'esercizio. Viceversa, l'accertamento del superamento della soglia di normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c. comporta, nella liquidazione del danno da immissioni, l'esclusione di qualsiasi criterio di contemperamento di interessi contrastanti e di priorità dell'uso poiché, venendo in considerazione, in tale ipotesi, unicamente l'illiceità del fatto generatore del danno arrecato a terzi, si rientra nello schema dell'azione generale di risarcimento danni ex art. 2043 c.c. e specificamente, per quanto concerne il danno non patrimoniale risarcibile, in quello dell'art. 2059 c.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata per avere applicato, ai fini dell'ammontare del risarcimento, pure il criterio della "priorità dell'uso" in un caso in cui le immissioni provenienti da un'officina superavano la soglia di normale tollerabilità).  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21008 del 23/08/2018
    Responsabilità del sanitario per la morte del paziente – Sufficienza della prova dell’inadempimento – Esclusione – prova del nesso di causalità tra inadempimento ed evento dannoso – Necessità – Criterio probabilistico – Fattispecie. La prova dell'inadempimento del medico non è sufficiente ad affermarne la responsabilità per la morte del paziente, occorrendo altresì il raggiungimento della prova del nesso causale tra l'evento e la condotta inadempiente, secondo la regola della riferibilità causale dell'evento stesso all'ipotetico responsabile, la quale presuppone una valutazione nei termini del c.d. "più probabile che non". (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la responsabilità del medico per la morte di un paziente causata da un aneurisma, pur in presenza del comportamento inadempiente del sanitario consistito nell'omesso espletamento di visita domiciliare, in quanto non era possibile affermare che, in caso di visita tempestiva, il paziente avrebbe avuto ragionevoli probabilità di guarigione, tenuto conto della difficoltà di identificare l'aneurisma e di intervenire sul medesimo chirurgicamente, e, dunque, dell'assenza di fattori che probabilisticamente riconducessero alla detta omissione l'evento morte, il quale, statisticamente, si sarebbe comunque verificato nel 58% dei casi). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21008 del 23/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - competenza per materia - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20441 del 02/08/2018
    Controversie relative ai rapporti societari ex art. 3, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 168 del 2003 - Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori di fatto - Competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa - Fondamento. Appartengono alla cognizione delle sezioni specializzate in materia di impresa, le azioni di responsabilità, da chiunque promosse, nei confronti degli amministratori di fatto di una società di capitali, dal momento che, da un lato, non vi sono ragioni per discriminare il caso della gestione di fatto di una società ai fini della definizione della competenza delle dette sezioni specializzate e, dall'altro, depone in tal senso la formulazione letterale dell'art. 3, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 168 del 2003, che, richiamando tutti i "rapporti societari", va intesa come formula indicativa di una nozione generale e non quale espressione meramente riassuntiva delle peculiari ipotesi citate nel testo della medesima norma. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20441 del 02/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 16960 del 27/06/2018
    Concessione di finanziamento - Annullamento e sostituzione del relativo provvedimento - Domanda di danni - Giurisdizione amministrativa - Fattispecie. In tema di domande di risarcimento del danno nei confronti della P.A. a seguito dell'annullamento o sostituzione dell'originario provvedimento di concessione di un finanziamento, spetta al giudice amministrativo la cognizione delle domande che si pongono in rapporto di causalità diretta con il successivo esercizio del potere discrezionale di riesame degli interessi valutati in sede di erogazione, mentre restano riservate alla cognizione del giudice ordinario le azioni risarcitorie fondate su "comportamenti" della P.A. che prescindono dall'esercizio di quel potere. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte di appello che aveva dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo sulla domanda di risarcimento del danno per l'annullamento del provvedimento concessorio e, quindi, la mancata erogazione della seconda rata di un finanziamento ex l. n. 120 del 1987 a causa, sia della mancata conversione di decreti legge integrativi rilevanti ai fini della completa elargizione del contributo, sia del mutato apprezzamento in ambito parlamentare dell'applicazione e della "ratio" della l. n. 120 del 1987). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 16960 del 27/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti di borsa - responsabilità civile - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 15707 del 14/06/2018
    Sollecitazione al pubblico risparmio - Prospetto informativo - Responsabilità c.d. da prospetto - Natura giuridica - Responsabilità aquiliana - Sussistenza - Responsabilità da contatto - Esclusione. In tema di sollecitazione al pubblico risparmio, la responsabilità per violazione delle regole destinate a disciplinare il prospetto informativo che correda l'offerta di prodotti finanziari ha natura aquiliana, essendo tali regole volte a tutelare un insieme ancora indeterminato di soggetti ed a consentire a ciascuno di essi la corretta percezione dei dati occorrenti al compimento di scelte consapevoli, non essendo ancora configurabile, al momento dell'emissione del prospetto, un contatto sociale con i futuri eventuali investitori. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 15707 del 14/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità nel giudizio civile di danno - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15392 del 13/06/2018
    Giudicato penale di condanna - Portata - Effetti preclusivi dell’accertamento del concorso di colpa della vittima in sede civile – Esclusione - Condizioni. Nel giudizio civile risarcitorio il giudicato penale di condanna spiega effetto vincolante ai sensi dell'art. 651 c.p.p. in ordine all'accertamento del nucleo oggettivo del reato nella sua materialità fenomenica e delle circostanze di tempo, luogo e modo di svolgimento di esso, ma non preclude al giudice civile l'accertamento dell'apporto causale del danneggiato - il quale, se di regola è inidoneo ad escludere la responsabilità penale, può ridurre la responsabilità civile del danneggiante ai sensi dell'art. 1227, comma 1, c.c. - ove non sia stato considerato dal giudice penale ai fini dell'accertamento a lui demandato. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15392 del 13/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 12961 del 24/05/2018
    Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione appropriativa ed usurpativa - Natura comune - Illecito a carattere permanente - Conseguenze - Domanda risarcitoria per equivalente - Rinuncia al bene - Risarcimento del danno - Debito di valuta - Rivalutazione monetaria - Lucro cessante - Interessi - Criteri. In tema di espropriazione per pubblica utilità, la cd. occupazione acquisitiva od accessione invertita, che si verifica quando alla dichiarazione di pubblica utilità non segue il decreto di esproprio, è illegittima al pari della cd. occupazione usurpativa, in cui invece manca del tutto detta dichiarazione, ravvisandosi in entrambi i casi un illecito a carattere permanente (inidoneo a comportare l'acquisizione autoritativa alla mano pubblica del bene occupato), che cessa tuttavia in caso di rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente; tale danno va quindi ristorato con riferimento al valore del bene al momento della domanda – che segna appunto la perdita della proprietà – e la somma risultante, trattandosi di debito di valore, sarà sottoposta a rivalutazione monetaria fino alla data della sentenza, con possibilità di riconoscere sulla medesima somma rivalutata, quale lucro cessante, gli interessi decorrenti dalla data del fatto illecito, non necessariamente commisurati al tasso legale, ma ispirati a criteri equitativi, e computati con riferimento ai singoli momenti riguardo ai quali la somma equivalente al bene perduto si incrementa nominalmente, per effetto dei prescelti indici di valutazione, ovvero in base ad un indice medio. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 12961 del 24/05/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 12126 del 17/05/2018
    Giudizio civile inerente a fatto costituente reato - Responsabilità dell'autore del fatto - Configurabilità - Presupposti - Corrispondenza del fatto ad una astratta figura di reato - Sufficienza. In tema di risarcimento del danno (anche non patrimoniale), perché si configuri la responsabilità civile dell'autore di un fatto costituente reato non è richiesto che il fatto costituisca anche nel caso concreto un illecito penalmente sanzionato, essendo per converso sufficiente che esso corrisponda, nella sua oggettività, ad una fattispecie astratta di reato. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 12126 del 17/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - controversie assoggettate - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 410 del 11/01/2018
    Risarcimento del danno - Lesioni personali in capo ad un lavoratore dipendente - Azione del datore di lavoro a carico di un terzo - Competenza del giudice del lavoro - Esclusione. L’azione di risarcimento proposta dal datore di lavoro nei confronti del terzo, in conseguenza delle lesioni personali subite da un proprio dipendente, per il danno derivante dalla mancata utilizzazione delle prestazioni lavorative dello stesso, non rientra nella competenza del giudice del lavoro, in quanto il rapporto di lavoro tra l’attore ed il danneggiato non è l'oggetto della relativa controversia. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 410 del 11/01/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - spese di manutenzione (ripartizione) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 26360 del 07/11/2017
    Danni alle parti comuni causati da singolo condomino - Obbligo di risponderne nei confronti degli altri condomini - Sussistenza - Riconoscimento o accertamento giudiziale della responsabilità - Necessità -Fondamento. Il condomino risponde dei danni da lui causati alle parti comuni, solo se vi sia stato riconoscimento di responsabilità o all'esito di un accertamento giudiziale, non potendo l'assemblea, in mancanza di tali condizioni, porre a suo carico l’obbligo di ripristino, o imputargli a tale titolo alcuna spesa, ed essendo obbligata ad applicare, come criterio di ripartizione della spesa, la regola generale stabilita dall’art. 1123 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 26360 del 07/11/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22973 del 02/10/2017
    L.n. 89 del 2001 - Equa riparazione - Danno patrimoniale - Indennizzabilità - Condizioni - Nesso causale con il ritardo - Necessità - Fallimento del debitore in corso di causa - Carattere esclusivo ed assorbente - Conseguenza - Degradazione del ritardo a mera occasione. In tema di equa riparazione per violazione del termine di durata ragionevole del processo, in forza del principio della causalità adeguata, il danno economico può ritenersi ricollegato al ritardo nella definizione del processo solo se sia l'effetto immediato di tale eccessiva durata sulla base di una normale sequenza causale, laddove lo stato di incapienza o il fallimento del debitore, sopravvenuti nel corso del procedimento rivolto all'accertamento del diritto del creditore, con la conseguente difficoltà di quest'ultimo di ottenere il soddisfacimento, interrompono detta sequenza assumendo - quali fattori idonei a produrre, da soli, l'evento - rilevanza esclusiva ed assorbente nella causazione del danno lamentato, trattandosi di fatti autonomi, eccezionali ed atipici rispetto alla serie causale già in atto, che comportano la degradazione delle cause preesistenti al rango di mere occasioni. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22973 del 02/10/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - responsabilità per danni conseguenti all'esecuzione di opere di pubblica utilità - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22815 del 29/09/2017
    Danno consistente nell'eliminazione di una servitù di passaggio sul fondo espropriato e nella conseguente interclusione del fondo dominante - Indennità dovuta dalla p.a. - Misura pari alla somma occorrente per la costituzione di una servitù coattiva - Limiti. Qualora l’esecuzione dell’opera pubblica determini l’eliminazione di una servitù di passaggio esistente sul fondo espropriato e la conseguente interclusione del fondo dominante, il proprietario dello stesso subisce un danno “in re ipsa”, quantificabile nella diminuzione di valore del fondo, sicché deve essere liquidata in favore del medesimo una indennità pari alla somma occorrente per la costituzione di una servitù coattiva e, solo ove detta somma risultasse superiore alla misura della diminuzione di valore del fondo intercluso, la relativa indennità deve essere commisurata alla minor somma corrispondente alla diminuzione di valore del fondo. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22815 del 29/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - cose in custodia - incendio - obbligo di custodia - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22839 del 29/09/2017
    Rete elettrica nazionale di cui al d.lgs n. 79 del 1999 – Individuazione custode – Proprietario – Configurabilità – Gestore – Esclusione – Fondamento. In tema di danni da cose in custodia, ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c., è necessario che il custode eserciti un effettivo potere sulla cosa, ovvero ne abbia la disponibilità giuridica e materiale, sicché, in base all'assetto ed alla distribuzione di competenze delineato dalla disciplina recata dal d.lgs. n. 79 del 1999 (e dalla normativa regolamentare dettata in attuazione dello stesso d.lgs.) nel settore dell’energia elettrica, custode della "rete elettrica" deve ritenersi il "titolare" della stessa - ossia il proprietario, che provvede in via immediata e diretta all'uso, conservazione e manutenzione della rete medesima - e non già il gestore, che ha solo un potere di regolazione e controllo sull’operato del “titolare”, il cui cattivo esercizio potrebbe, eventualmente, dar luogo ad una responsabilità ai sensi dell’art. 2043 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22839 del 29/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 22929 del 29/09/2017
    Espropriazione per pubblica utilità - Occupazioni illegittime - Occupazione appropriativa ed usurpativa - Differenze - Illecito a carattere permanente - Conseguenze. L'espropriazione per pubblica utilità (c.d. espropriazione appropriativa) è illegittima al pari dell'occupazione usurpativa, in cui manca la dichiarazione di pubblica utilità, ravvisandosi in entrambi i casi un illecito a carattere permanente, inidoneo a comportare l'acquisizione autoritativa alla mano pubblica del bene occupato, che viene a cessare solo per effetto della restituzione, di un accordo transattivo, della compiuta usucapione da parte dell'occupante che lo ha trasformato, ovvero della rinunzia del proprietario al suo diritto, implicita nella richiesta di risarcimento dei danni per equivalente. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 22929 del 29/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22201 del 22/09/2017
    Danno da "fermo tecnico" di imbarcazione - Risarcibilità - Oneri probatori e di allegazione della parte - Necessità. Il danno da "fermo tecnico" di un’imbarcazione incidentata non è risarcibile in via equitativa, né può considerarsi “in re ipsa”, quale conseguenza automatica del sinistro e della indisponibilità del natante, avendo la parte l’onere di allegare e provare di aver sostenuto costi (sempre che la durata della riparazione non sia stata talmente breve da renderne irrilevante l'entità) e spese per procurarsi un'imbarcazione sostitutiva e, comunque, elementi idonei a determinare la misura del pregiudizio subito. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22201 del 22/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 21975 del 21/09/2017
    Domanda risarcitoria in materia urbanistica ed edilizia - Criteri di riparto - Domanda fondata sulla legittimità della progettazione ovvero sulla cattiva esecuzione dell'opera pubblica - Distinzione - Necessità - Fattispecie. Ai fini del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo sulla domanda risarcitoria proposta in materia urbanistica ed edilizia, occorre distinguere il caso nel quale il privato pretenda il risarcimento del danno derivante dalla illegittima progettazione e deliberazione dell'opera pubblica, nel quale, ponendosi in discussione la "legittimità" dell’esercizio del potere pubblico, la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, da quello in cui lo stesso lamenti la "cattiva esecuzione" dell'opera pubblica, contestando le modalità esecutive dei lavori, nel quale la giurisdizione spetta al giudice ordinario, venendo in rilievo la violazione del generale dovere di “neminem laedere”. (Nella specie, in applicazione del principio, è stata sancita la giurisdizione del giudice amministrativo poiché i danni lamentati dagli attori derivavano non soltanto dalla cattiva esecuzione dei lavori ma, altresì, dagli atti del procedimento amministrativo relativo alla linea ferroviaria ad alta velocità dal tracciato Roma-Napoli). Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 21975 del 21/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - condanna generica - separazione del giudizio sull'"an" da quello sul "quantum" - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20894 del 07/09/2017
    Domanda di risarcimento del danno – Successiva limitazione al solo accertamento sull’”an” – Ammissibilità – Condizioni – Consenso, anche tacito, del convenuto - Sufficienza. Proposta una domanda di risarcimento del danno, il divieto di separazione del giudizio sull'”an” da quello sul “quantum” non opera se, alla richiesta avanzata dall'attore in tal senso, abbia prestato adesione il convenuto, sebbene non espressamente, purché in modo certo ed univoco, come si verifica quando non abbia sollevato alcuna eccezione al riguardo, anche se ciò sia avvenuto nel momento in cui la controparte, nel precisare le conclusioni definitive, abbia limitato la propria domanda alla condanna generica, con riserva di richiedere il “quantum” in separato giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20894 del 07/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - cose in custodia - incendio - obbligo di custodia - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18856 del 28/07/2017
    Danni ad immobili da allagamento - Evento meteorologico eccezionale - Caso fortuito - Configurabilità - Condizioni. In tema di responsabilità civile per danni ad immobili causati dall'invasione di acque piovane a seguito di allagamento della zona circostante, l’eccezionalità ed imprevedibilità delle precipitazioni atmosferiche possono configurare caso fortuito, idoneo ad escludere la responsabilità del custode delle strade adiacenti, solo quando costituiscano causa sopravvenuta autonomamente sufficiente a determinare l’evento, sicché il custode è tenuto a dimostrare, per superare la presunzione di colpa a proprio carico, di aver mantenuto la condotta diligente dovuta nel caso concreto, con particolare riferimento alla scrupolosa manutenzione e pulizia dei sistemi di deflusso delle acque meteoriche. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18856 del 28/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18651 del 27/07/2017
    Occupazione usurpativa di parte del terreno di un privato - Uso del terreno occupato come discarica - Quantificazione del danno - Valutazione anche del pregiudizio subito dal terreno non occupato - Necessità. Nell’ipotesi di occupazione usurpativa di parte di un terreno adibito dal comune prima a discarica di rifiuti e, successivamente, alla realizzazione di un depuratore comunale, la logica riparatoria sottesa alla tutela apprestata dall’art. 2043 c.c. impone di assicurare al danneggiato l’integrale ristoro del pregiudizio sofferto mediante la ricostituzione, se del caso per equivalente, della situazione di diritto antecedente alla lesione inferta dall’autore dell’illecito, onde la liquidazione del danno deve seguire la via di una piena e completa soddisfazione del danneggiato nei limiti del pregiudizio comprovato. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18651 del 27/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18327 del 25/07/2017
    Danno non patrimoniale conseguente a minaccia estorsiva - Sussistenza - Criterio di riferimento - Grado di resistenza di un soggetto medio - Sufficienza - Specifica capacità di reazione del singolo individuo - Irrilevanza - Ragioni. Una minaccia estorsiva può cagionare un danno non patrimoniale risarcibile se è idonea a provocare uno stato di paura, sofferenza o turbamento in una persona dotata di normale cultura e forza d'animo, senza che assuma rilievo la specifica capacità di reazione della vittima, giacché si deve escludere che l’ordinamento tuteli la persona in misura diversa a seconda del grado di resistenza che la stessa possiede in presenza di una minaccia, determinando un effetto paradossale in danno dei soggetti più coraggiosi. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18327 del 25/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 17084 del 11/07/2017
    Emotrasfusioni - Contagio da sangue infetto - Nesso di causalità tra condotta omissiva ed evento lesivo - Derivazione probabilistica dell'infezione dalla trasfusione - Sufficienza - Successiva individuazione in sede scientifica dei virus HBV, HIV e HCV - Irrilevanza. In caso di patologie contratte a seguito di emotrasfusioni o di somministrazione di emoderivati, il rapporto eziologico tra la somministrazione del sangue infetto in ambiente sanitario e la specifica patologia insorta viene apprezzato sulla base delle cognizioni scientifiche acquisite al tempo della valutazione, le quali hanno consentito di identificare e nominare le malattie tipiche (HBV, HIV e HCV), ma ciò che rileva ai fini del giudizio sul nesso causale è l’evento obiettivo dell’infezione e la sua derivazione probabilistica dalla trasfusione, a prescindere dalla specificazione della prima in termini di malattia tipica. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 17084 del 11/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10responsabilita' civile - fatto dannoso dell'incapace - imputabilita' - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16661 del 06/07/2017
    Azione risarcitoria per responsabilità extracontrattuale - Stato di incapacità di intendere e di volere del danneggiante ex art. 2046 c.c. - Elemento costitutivo della fattispecie di responsabilità - Esclusione - Conseguenze - Oneri di allegazione e prova a carico del danneggiante In caso di azione risarcitoria per responsabilità extracontrattuale proposta allegando l'imputabilità dell'evento lesivo alla condotta dell'autore dell'illecito, qualificata da dolo o colpa, grava sul danneggiante l'onere di allegare e provare l'esistenza, al momento del fatto illecito, dello stato di incapacità di intendere e di volere previsto dall'art. 2046 c.c., in quanto la imputabilità non integra un elemento costituivo della fattispecie di responsabilità aquiliana ma si pone come condizione soggettiva esimente della stessa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16661 del 06/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta (nozione, distinzioni) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16654 del 06/07/2017
    Effetti della garanzia - risarcimento del danno Danno contrattuale ed extracontrattuale - Concorso - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie. In materia di compravendita, in caso di inadempimento o inesatto adempimento del venditore, oltre alla corrispondente responsabilità contrattuale, è configurabile anche la responsabilità extracontrattuale del venditore stesso, ma solo quando il pregiudizio arrecato al compratore abbia leso interessi di quest’ultimo che siano sorti al di fuori del contratto ed abbiano la consistenza di diritti assoluti. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha ritenuto inipotizzabile, a carico del venditore, il doppio titolo di responsabilità, ove il compratore lamenti il danno derivante dal fatto che un fondo compravenduto sia risultato inquinato ed abbia avuto bisogno di opere di bonifica, atteso che tale danno è conseguenza diretta del minor valore della cosa venduta o della sua distruzione o di un suo intrinseco difetto di qualità, che resta nell’ambito della responsabilità contrattuale, con azione soggetta a prescrizione annuale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16654 del 06/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilita' civile - fatto dannoso dell'incapace - imputabilita' - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16661 del 06/07/2017
    Azione risarcitoria per responsabilità extracontrattuale - Stato di incapacità di intendere e di volere del danneggiante ex art. 2046 c.c. - Elemento costitutivo della fattispecie di responsabilità - Esclusione - Conseguenze - Oneri di allegazione e prova a carico del danneggiante In caso di azione risarcitoria per responsabilità extracontrattuale proposta allegando l'imputabilità dell'evento lesivo alla condotta dell'autore dell'illecito, qualificata da dolo o colpa, grava sul danneggiante l'onere di allegare e provare l'esistenza, al momento del fatto illecito, dello stato di incapacità di intendere e di volere previsto dall'art. 2046 c.c., in quanto la imputabilità non integra un elemento costituivo della fattispecie di responsabilità aquiliana ma si pone come condizione soggettiva esimente della stessa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16661 del 06/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Delibazione (giudizio di) - dichiarazione di efficacia di sentenze straniere - condizioni - Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16601 del 05/07/2017
    Risarcimenti “punitivi” - Ontologica compatibilità con l’ordinamento italiano - Sussistenza - Riconoscibilità di sentenza straniera recante una siffatta pronuncia - Condizioni - Principio enunciato ex art. 363, comma 3, c.p.c. Nel vigente ordinamento, alla responsabilità civile non è assegnato solo il compito di restaurare la sfera patrimoniale del soggetto che ha subìto la lesione, poiché sono interne al sistema la funzione di deterrenza e quella sanzionatoria del responsabile civile, sicché non è ontologicamente incompatibile con l’ordinamento italiano l’istituto, di origine statunitense, dei risarcimenti punitivi. Il riconoscimento di una sentenza straniera che contenga una pronuncia di tal genere deve, però, corrispondere alla condizione che essa sia stata resa nell’ordinamento straniero su basi normative che garantiscano la tipicità delle ipotesi di condanna, la prevedibilità della stessa ed i suoi limiti quantitativi, dovendosi avere riguardo, in sede di delibazione, unicamente agli effetti dell’atto straniero ed alla loro compatibilità con l’ordine pubblico. (Principio di diritto enunciato dalle S.U. ai sensi dell’art. 363, comma 3, c.p.c. in relazione all’inammissibilità del motivo di ricorso involgente la relativa questione di particolare importanza, ancorché all’esito di una pronuncia di complessivo rigetto del ricorso). Corte di Cassazione Sez. U , Sentenza n. 16601 del 05/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilita' civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16508 del 05/07/2017
    Obbligo di garantire la sicurezza interna ai palazzi di giustizia - Art. 2 del d.m. 28 ottobre 1993 - Estensione a tutti i soggetti a qualunque titolo presenti nelle strutture giudiziarie - Omessa adozione delle cautele necessarie - Responsabilità colposa per omissione "generica" - Sussistenza - Fattispecie. In materia di responsabilità civile, il Ministero della giustizia deve ritenersi responsabile per i danni conseguenti alla mancata adozione, ex art. 2 del d.m. 28 ottobre 1993, dei provvedimenti – di competenza dei Procuratori Generali della Repubblica presso le corti di appello – necessari a garantire la sicurezza interna delle strutture giudiziarie, norma volta ad assicurare, attraverso l’assunzione di opportune cautele, l’incolumità individuale non solo del personale magistratuale ed amministrativo che opera nei palazzi di giustizia, ma anche di tutti coloro che, occasionalmente, si trovino all’interno di essi, ponendo a carico dell’ente ministeriale un obbligo di prevenzione che, sebbene di natura generica, è idoneo a fondare la sua responsabilità per omissione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che aveva accolto la domanda risarcitoria proposta dai congiunti di una donna, vittima di omicidio premeditato perpetrato dal marito in un’aula di giustizia, in occasione di un’udienza celebrata nell’ambito del procedimento di divorzio tra gli stessi). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16508 del 05/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - contratti della p.a. - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 16419 del 04/07/2017
    Responsabilità precontrattuale - Domanda risarcitoria proposta da una P.A. quale stazione appaltante - Giurisdizione del giudice ordinario - Fondamento. La domanda di risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale proposta da una P.A., in qualità di stazione appaltante, nei confronti del soggetto affidatario di lavori o servizi pubblici appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di richiesta afferente non alla fase pubblicistica della gara ma a quella prodromica, nella quale si lamenta la violazione degli obblighi di buona fede e correttezza. In tale ipotesi, infatti, il giudice predetto è chiamato a decidere di una controversia avente ad oggetto un diritto soggettivo la cui lesione sia stata non conseguente, bensì soltanto occasionata da un procedimento amministrativo di affidamento di lavori o servizi. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 16419 del 04/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 15640 del 22/06/2017
    Appalto pubblico - Aggiudicazione della gara - Successivo annullamento da parte del giudice amministrativo - Controversia risarcitoria - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Ragioni. La controversia avente ad oggetto la domanda di risarcimento danni proposta da colui che, avendo ottenuto l'aggiudicazione in una gara per l'affidamento di un appalto pubblico, successivamente annullata dal giudice amministrativo perché illegittima, deduca la lesione dell'affidamento ingenerato dal provvedimento di aggiudicazione apparentemente legittimo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non essendo chiesto in giudizio l'accertamento della illegittimità dell'aggiudicazione e, quindi, non rimproverandosi alla P.A. l'esercizio illegittimo di un potere consumato nei suoi confronti, ma la colpa consistita nell'averlo indotto a sostenere spese nel ragionevole convincimento della prosecuzione del rapporto fino alla scadenza del termine previsto dal contratto stipulato a seguito della gara. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 15640 del 22/06/2017  ...

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