112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato)

    Codice di procedura civile - Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI - Titolo V: DEI POTERI DEL GIUDICE 112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato)

    Art. 112. (Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) 

    Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa; e non puo' pronunciare d'ufficio su eccezioni, che possono essere proposte soltanto dalle parti.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ordine e sicurezza pubblica - polizia di sicurezza - Limitazioni di polizia - stranieri - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10925 del 18/04/2019 (Rv. 653464 - 02)
    Richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari - Provvedimento amministrativo di rigetto per mancanza di prova della convivenza - Impugnazione - Sentenza di conferma del rigetto per la fittizietà del matrimonio - Nullità della sentenza – Fondamento  In tema di impugnazione del provvedimento del Questore di rigetto del rinnovo di un permesso di soggiorno per motivi familiari, l'accertamento giurisdizionale è strettamente vincolato alla motivazione del provvedimento amministrativo, che, unitamente ai motivi di impugnazione, delimita, ex art. 112 c.p.c., il "thema decidendum". Pertanto, è nulla la sentenza (nella specie della corte d'appello) che, nel confermare il rigetto da parte del Questore della domanda di rinnovo del soggiorno, motivata sulla base dell'accertata mancanza del requisito della convivenza, abbia invece motivato la propria pronuncia sulla base della natura fittizia del vincolo coniugale. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10925 del 18/04/2019 (Rv. 653464 - 02) Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_702_2...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Azione di accertamento della nullità del termine - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 8914 del 29/03/2019
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Azione di accertamento della nullità del termine - Rilievo officioso di una causa di nullità diversa da quella inizialmente prospettata - Possibilità - Fondamento - Fattispecie. Il giudice cui sia proposta domanda di accertamento della nullità del termine ha, previa instaurazione del contraddittorio sul punto, il potere - dovere di dichiarare detta nullità anche per motivi diversi da quelli allegati dalla parte, rilevandoli d'ufficio, salvo che si tratti di nullità a regime speciale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto tardiva la domanda di nullità parziale per insussistenza del documento di valutazione dei rischi, diversa da quella originariamente formulata con il ricorso introduttivo). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 8914 del 29/03/2019 Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_1339, Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10 "Ius superveniens" - ultra ed extra petita - Vizio di ultrapetizione ed extrapetizione - Nozione - Configurabilità del vizio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8048 del 21/03/2019
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Vizio di ultrapetizione ed extrapetizione - Nozione - Configurabilità del vizio - Condizioni - Fattispecie. Il potere-dovere del giudice di inquadrare nella esatta disciplina giuridica i fatti e gli atti che formano oggetto della contestazione incontra il limite del rispetto del "petitum" e della "causa petendi", sostanziandosi nel divieto di introduzione di nuovi elementi di fatto nel tema controverso, sicché il vizio di "ultra" o "extra" petizione ricorre quando il giudice di merito, alterando gli elementi obiettivi dell'azione ("petitum" o "causa petendi"), emetta un provvedimento diverso da quello richiesto ("petitum" immediato), oppure attribuisca o neghi un bene della vita diverso da quello conteso ("petitum" mediato), così pronunciando oltre i limiti delle pretese o delle eccezioni fatte valere dai contraddittori. (Nella specie, la S.C. ha rilevato un vizio di extrapetizione nella pronuncia di merito che, a fronte di una domanda principale di "negatoria servitutis" proposta dai condomini di una unità immobiliare nei confronti dei comproprietari di altra unità immobiliare e di una riconvenzionale presentata da questi ultimi volta all'accertamento positivo della contestata servitù di passaggio, aveva accolto la seconda riqualificandola, però, quale richiesta di riconoscimento del pari uso delle parti comuni dell'area oggetto di causa ex art. 1102 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8048 del 21/03/2019 Cod_Civ_art_1102, Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - citazione - contenuto - determinazione del "petitum" - Erronea qualificazione del danno di cui si chiede il ristoro - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7868 del 20/03/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale - citazione - contenuto - determinazione del "petitum" - Erronea qualificazione del danno di cui si chiede il ristoro - Conseguenze - Irrilevanza del "nomen iuris" assegnato dalla parte - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) In genere. La circostanza che l'attore abbia erroneamente qualificato il tipo di pregiudizio non patrimoniale di cui chiede il risarcimento non è ostativa all'accoglimento della domanda, se di quel pregiudizio, intrinsecamente connesso alla situazione data, abbia comunque allegato e provato gli elementi costitutivi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito che, in un caso di risoluzione del contratto preliminare, ha risarcito il pregiudizio derivante dal mancato godimento dell'immobile anticipatamente consegnato ai promissari acquirenti, benché la parte avesse lamentato un danno da mancato adempimento). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7868 del 20/03/2019 Cod_Civ_art_2059, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_1226...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Servitù prediali - estinzione - prescrizione - Eccezione - Natura -
    Servitù' - prediali - estinzione - prescrizione - Eccezione - Natura - Modalità. La prescrizione delle servitù per non uso, ai sensi dell'art. 1073 c.c., formando oggetto di un'eccezione in senso proprio, deve essere specificamente opposta, anche senza l'impiego di forme sacramentali, dalla parte che intenda avvalersene. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7562 del 18/03/2019 Cod_Civ_art_1073, Cod_Civ_art_2938, Cod_Civ_art_2967, Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interpretazione del giudicato - giudicato interno - Giudizio di legittimità - Poteri della Corte di cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7499 del 15/03/2019
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Giudizio di legittimità - Poteri della Corte di cassazione - Interpretazione della sentenza di merito e degli atti del procedimento - Ammissibilità - Principio di autosufficienza - Rilevanza - Fattispecie in tema di mancato esame di un motivo di appello proposto. In tema di giudicato interno, ai fini della verifica dell'avvenuta impugnazione, o meno, di una statuizione contenuta nella sentenza di primo grado, la S.C. non è vincolata all'interpretazione compiuta dal giudice di appello, ma ha il potere-dovere di valutare direttamente gli atti processuali per stabilire se, rispetto alla questione su cui si sarebbe formato il giudicato, la funzione giurisdizionale si sia esaurita per effetto della mancata devoluzione della questione nel giudizio di appello, con conseguente preclusione di ogni esame della stessa, purché il ricorrente non solo deduca di aver ritualmente impugnato la statuizione, ma - per il principio di autosufficienza - indichi elementi e riferimenti atti ad individuare, nei suoi termini esatti e non genericamente, il contenuto dell'atto di appello a questo preciso proposito, non essendo tale vizio rilevabile "ex officio". (Nella specie, riguardante l'appello avverso sentenza ex art. 99 l.fall. fondata su due autonome "rationes decidendi", l'una relativa all'inammissibilità della domanda perché nuova rispetto a quella svolta in sede di insinuazione al passivo, l'altra al merito del credito vantato, il ricorrente, assumendo che la corte d'appello avesse erroneamente ritenuto la decisione del tribunale fondata anche sulla prima "ratio", ha inammissibilmente sostenuto di averla indirettamente censurata lamentando l'omessa valutazione di risultanze probatorie documentali). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7499 del 15/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_329, Cod_Proc_Civ_art_342, Cod_Proc_Civ_art_366_1, Cod_Proc_Civ_art_369...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - implicita Interpretazione e qualificazione giuridica della domanda - Poteri del giudice di merito - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7322 del 14/03/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale - implicita Interpretazione e qualificazione giuridica della domanda - Poteri del giudice di merito - Criteri e limiti - Contenuto sostanziale - Inclusione dell'istanza implicita, connessa con la "causa petendi" ed il "petitum" - Esame - Ammissibilità - Fattispecie. Il giudice del merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto a uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti, ma deve aver riguardo al contenuto della pretesa fatta valere in giudizio e può considerare, come implicita, un'istanza non espressa ma connessa al "petitum" e alla "causa petendi". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la domanda di ripristino dei luoghi, proposta nel solo giudizio di merito, all'esito di un'azione nunciatoria, fosse da ritenere implicita rispetto alla rimozione della causa del danno, in quanto diretta all'eliminazione di uno scavo realizzato in violazione dell'art. 891 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7322 del 14/03/2019 Cod_Civ_art_1171, Cod_Civ_art_1172, Cod_Civ_art_2907, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Civ_art_0891, Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità' - nullità' del contratto - Nullità negoziali - Rilievo officioso di una causa diversa da quella allegata - Possibilità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6319 del 05/03/2019
    Contratti in genere - invalidità' - nullità' del contratto - Nullità negoziali - Rilievo officioso di una causa diversa da quella allegata - Possibilità - Fondamento - Fattispecie. Nelle polizze ”unit linked”, caratterizzate dalla componente causale mista, finanziaria ed assicurativa sulla vita, anche ove sia prevalente la causa finanziaria, la parte qualificata come assicurativa deve rispondere ai principi dettati dal codice civile, delle assicurazioni e della normativa secondaria ad essi collegata, con particolare riferimento al rischio demografico rispetto al quale il giudice di merito deve valutare l’entità della copertura assicurativa, desumibile dall'ammontare del premio versato dal contraente rispetto al capitale garantito, dall'orizzonte temporale e dalla tipologia dell'investimento. (Nella specie la Corte ha ritenuto che erroneamente il giudice del merito non avesse preso in esame l’esiguità del rischio demografico contrattualmente previsto in relazione all'equilibrio delle prestazioni che veniva sostanzialmente vanificato.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6319 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Civ_art_1882, Cod_Civ_art_1919...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Motivi del ricorso - vizi di motivazione - Provvedimenti del giudice - Sentenza - Motivazione apparente - Correzione della motivazione erronea ex art. 384 c.p.c. - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6145 del 01/03/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Provvedimenti del giudice - Sentenza - Motivazione apparente - Correzione della motivazione erronea ex art. 384 c.p.c. - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - correzione della motivazione - In genere. Il ricorso per cassazione che denunci il vizio di motivazione della sentenza, perché meramente apparente, in violazione dell'art. 132 c.p.c., non può essere accolto qualora la questione giuridica sottesa sia comunque da disattendere, non essendovi motivo per cui un tale principio, formulato rispetto al caso di omesso esame di un motivo di appello, e fondato sui principi di economia e ragionevole durata del processo, non debba trovare applicazione anche rispetto al caso, del tutto assimilabile, in cui la motivazione resa dal giudice dell'appello sia, rispetto ad un dato motivo, sostanzialmente apparente, ma suscettibile di essere corretta ai sensi dell'art. 384 c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6145 del 01/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_132, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_384...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica - Limiti - Conclusioni precisate - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5402 del 25/02/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica - Limiti - Conclusioni precisate - Rilevanza - Comparsa conclusionale - Esclusione - Fattispecie. Nell'interpretazione della domanda giudiziale il giudice del merito incontra un duplice ordine di limiti, consistente nel rispetto del principio della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato e nel divieto di sostituire d'ufficio un'azione diversa da quella espressamente e formalmente proposta. Egli, pertanto, deve tenere conto dei limiti oggettivi della domanda, quali risultano non soltanto dal contenuto dell'atto introduttivo del giudizio, ma anche dalle conclusioni definitive precisate dopo la chiusura dell'istruzione, poste in relazione con la citazione e con le eventuali modifiche e trasformazioni delle conclusioni originarie, mentre non può desumere il concreto contenuto della domanda giudiziale dalla comparsa conclusionale la quale, ai sensi dell'art. 190 c.p.c., ha un carattere meramente illustrativo delle conclusioni già fissate davanti all'istruttore. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza della corte d'appello che, anziché interpretare la domanda alla luce del contenuto oggettivo della stessa, si era basata su un passaggio argomentativo della memoria di replica). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5402 del 25/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_190_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica - Qualificazione della domanda - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5153 del 21/02/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica - Qualificazione della domanda - Potere-dovere del giudice - Sussistenza - Limiti - Ultrapetizione - Condizioni. Il giudice ha il potere-dovere di qualificare giuridicamente i fatti posti a base della domanda o delle eccezioni e di individuare le norme di diritto conseguentemente applicabili, anche in difformità rispetto alle indicazioni delle parti, incorrendo nella violazione del divieto di ultrapetizione soltanto ove sostituisca la domanda proposta con una diversa, modificandone i fatti costitutivi o fondandosi su una realtà fattuale non dedotta e allegata in giudizio dalle parti. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5153 del 21/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Servitù coattive - passaggio coattivo - integrazione del contraddittorio - litisconsorzio - determinazione del passo -
    Servitù prediali - servitù coattive - passaggio coattivo - integrazione del contraddittorio - litisconsorzio - determinazione del passo - Contenuto – Determinazione - Criteri - Fattispecie. In tema di servitù prediali di passaggio, il contenuto del relativo diritto comprende tutte le concrete e varie modalità del suo esercizio, inteso quale "utilitas" che il proprietario del fondo dominante riceve non soltanto in via diretta, ossia mediante l'esercizio del diritto proprio o dei familiari o di coloro che detengano il fondo in suo nome, ma anche in via indiretta, attraverso le visite di terzi, riferibili alle normali esigenze della vita di relazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di appello che aveva riconosciuto al proprietario del fondo dominante la facoltà di consegnare le chiavi dei cancelli di ingresso all'immobile ad ospiti e personale di servizio, ritenendo che la statuizione del giudice di merito non fosse viziata da ultrapetizione perché consequenziale alla domanda di riconoscimento della servitù proposta dal titolare della stessa ed a quella di accertamento dell'illegittimità della dazione delle menzionate chiavi avanzata dalla controparte). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 4821 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_1027, Cod_Civ_art_1028, Cod_Civ_art_1063, Cod_Civ_art_1064, Cod_Civ_art_1065, Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Estinzione dell'obbligazione - compensazione - Compensazione "impropria" - Conseguenze processuali e sostanziali -
    Obbligazioni in genere - estinzione dell'obbligazione - compensazione - Compensazione "impropria" - Conseguenze processuali e sostanziali - Fondamento - Art. 1248 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fattispecie. Quando tra due soggetti i rispettivi debiti e crediti hanno origine da un unico - ancorché complesso - rapporto, non vi è luogo ad una ipotesi di compensazione "propria", bensì ad un mero accertamento di dare e avere, con elisione automatica dei rispettivi crediti fino alla reciproca concorrenza, cui il giudice può procedere senza che siano necessarie l'eccezione di parte o la domanda riconvenzionale. Tale accertamento, che si sostanzia in una compensazione "impropria", pur producendo risultati analoghi a quelli della compensazione "propria", non è sottoposto alla relativa disciplina tipica, sia processuale sia sostanziale, ivi compresa quella contenuta nell'art. 1248 c.c., riguardante l'inopponibilità al cessionario, da parte del debitore che abbia accettato puramente e semplicemente la cessione, della compensazione che avrebbe potuto opporre al cedente. (Nella specie, veniva in rilievo il caso di una dipendente che aveva dato in garanzia il proprio TFR per ottenere un prestito da una società la quale, dopo le dimissioni della lavoratrice, aveva chiesto il versamento del detto TFR al datore di lavoro che, però, aveva rifiutato, eccependo, in parziale compensazione, il suo credito verso la medesima dipendente avente ad oggetto l'indennità di mancato preavviso da essa dovuta perché dimessasi in tronco; la S.C., enunciando il principio massimato, ha cassato la decisione di appello che, applicando l'art. 1248 c.c., aveva accolto la domanda della società cessionaria). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 4825 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_1241, Cod_Civ_art_1242, Cod_Civ_art_1248, Cod_Civ_art_1246, Cod_Civ_art_2118, Cod_Proc_Civ_art_112...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interpretazione - accertamento del giudice di merito - incensurabilità in cassazione delegazione cumulativa - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. . 4852 del 19/02/2019
    Contratti in genere - interpretazione - accertamento del giudice di merito - incensurabilità in cassazione delegazione cumulativa - negozio plurilaterale - volontà delle parti - fattispecie a formazione progressiva - estremi - fattispecie. In tema di assunzione dell'obbligazione da parte del delegato al pagamento ai sensi dell'art. 1268 c.c. non sono richiesti speciali requisiti di forma, potendosene ammettere l'integrazione anche in virtù di accordi conclusi per "facta concludentia" ed, in via progressiva, se alla dichiarazione del delegante o del delegato o del delegatario si aggiunge quella delle altre parti in un momento successivo. (Nella specie, la S.C. ha escluso l'ipotesi di delegazione cumulativa nel rapporto trilatero tra debitore e pretesi delegante e delegatario mancando la prova del consenso tra le varie parti del negozio). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. . 4852 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_1268, Cod_Civ_art_1334, Cod_Proc_Civ_art_112  facta concludentia...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sentenza - contenuto - motivazione - Motivazione della sentenza "per relationem" alle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4352 del 14/02/2019
    Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - Motivazione della sentenza "per relationem" alle conclusioni di una consulenza tecnica d'ufficio - Possibilità – Limiti. Non è carente di motivazione la sentenza che recepisce "per relationem" le conclusioni ed i passi salienti di una relazione di consulenza tecnica d'ufficio di cui dichiari di condividere il merito, ancorché si limiti a riconoscere quelle conclusioni come giustificate dalle indagini esperite e dalle spiegazioni contenute nella relativa relazione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4352 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_132, Cod_Proc_Civ_art_191...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale – modificazioni - Modifica della domanda ex art. 183, comma 6, c.p.c. - Ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4322 del 14/02/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale – modificazioni - Modifica della domanda ex art. 183, comma 6, c.p.c. - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie. La modificazione della domanda, consentita dall'art. 183, comma 6, c.p.c., può riguardare uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa ("petitum" e "causa petendi"), sempre che la domanda così modificata risulti connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, per ciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l'allungamento dei tempi processuali. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto ammissibile la modificazione dell'originaria domanda di pagamento di canoni di locazione in quella di indennità di occupazione "sine titulo", proposta in via subordinata a seguito dell'eccezione di nullità del contratto ad opera del convenuto). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4322 del 14/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_163_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - Questioni relative alle sanzioni e agli interessi - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4070 del 12/02/2019
    Procedimento civile - domanda giudiziale - Domanda giudiziale - Questioni relative alle sanzioni e agli interessi - Distinzione delle domande - Sussistenza - Conseguenze. Con riferimento ad un avviso di accertamento contenente l'irrogazione delle sanzioni e degli interessi del tributo, l'impugnazione del contribuente afferente le prime non ricomprende anche quella degli interessi che, quali accessori del tributo, differiscono ontologicamente dalle sanzioni: ne deriva che il motivo di impugnazione afferente gli interessi, assorbito in primo grado, deve essere oggetto di specifica riproposizione in appello al fine di non intendersi rinunciato. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4070 del 12/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_346...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019
    contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - "rilevazione" e "dichiarazione" - rispettive modalità operative – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 La rilevazione d'ufficio delle nullità negoziali - sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, e altresì per le ipotesi di nullità speciali o di protezione - è sempre obbligatoria, purché la pretesa azionata non venga rigettata in base a una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio. La loro dichiarazione, invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa - salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte - del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia di giudicato in assenza di sua impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza, emessa in altro giudizio e passata in giudicato, con la quale era stata incidentalmente dichiarata la nullità del contratto preliminare di vendita del diritto d'uso di un box auto, spiegasse i suoi effetti anche nel successivo giudizio instaurato dalla promittente alienante nei confronti dei promissari acquirenti per il rilascio del bene e per il pagamento delle spese di gestione e dell'indennità di occupazione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 nullità negoziali nullità del contratto preliminare di vendita Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Garanzia - per le difformita' e vizi dell'opera - risoluzione del contratto - Proposizione della domanda di risoluzione
    Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformita' e vizi dell'opera - risoluzione del contratto - Proposizione della domanda di risoluzione - Successiva domanda di riduzione del prezzo - Novità della domanda - Esclusione - Fondamento. In tema d'appalto, la domanda di riduzione del prezzo in presenza di difetti dell'opera può essere proposta, in luogo di quella originaria di risoluzione per inadempimento, sia nel giudizio di primo grado sia in quello d'appello, giacché, essendo fondata sulla medesima "causa petendi" e caratterizzata da un "petitum" più limitato, non costituisce domanda nuova. Infatti, all'appalto non può essere esteso il principio, dettato per la vendita dall'art. 1492, comma 2, c.c., dell'irrevocabilità della scelta, operata mediante domanda giudiziale, tra risoluzione del contratto e riduzione del prezzo; inoltre, nel caso di inadempimento dell'appaltatore, il divieto di cui all'art. 1453, comma 2, c.c. impedisce al committente, che abbia proposto domanda di risoluzione, di mutare tale domanda in quella di adempimento, ma non anche di chiedere la riduzione del prezzo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2037 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - Pronuncia su domanda oggetto di rinuncia in primo od in secondo grado
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Pronuncia su domanda oggetto di rinuncia in primo od in secondo grado - Ultrapetizione - Sussistenza. Incorre nel vizio di ultrapetizione la sentenza del giudice del merito che pronunci su una domanda sulla quale vi sia stata rinuncia, tanto se intervenuta nel giudizio di primo grado, quanto in quello d'appello. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2060 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - Giudizio di appello
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Giudizio di appello -  Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato ed effetto devolutivo dell'appello - Contenuto - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 513 del 11/01/2019 Ricostruzione, qualificazione dei fatti e applicazione di una norma giuridica diverse da quelle invocate - Conferma della sentenza impugnata sulla base di elementi di fatto risultanti dagli atti, ma non considerati o non espressamente menzionati dal primo giudice- Fattispecie. In tema di giudizio di appello, il principio della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, come il principio del "tantum devolutum quantum appellatum", non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti, ovvero in base alla qualificazione giuridica dei fatti medesimi ed all'applicazione di una norma giuridica diverse da quelle invocate dall'istante, né incorre nella violazione di tale principio il giudice d'appello che, rimanendo nell'ambito del "petitum" e della "causa petendi", confermi la decisione impugnata sulla base di ragioni diverse da quelle adottate dal giudice di primo grado o formulate dalle parti, mettendo in rilievo nella motivazione elementi di fatto risultanti dagli atti ma non considerati o non espressamente menzionati dal primo giudice. (Nella specie, il giudice di primo grado aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno da perdita di "chance" per la mancata selezione nell'ambito di una procedura finalizzata alla somministrazione di lavoro a tempo determinato, sulla base del contenuto dell'avviso di reclutamento diffuso in vista della selezione; il giudice d'appello, invece, con decisione confermata dalla S.C., aveva reputato fondata la suddetta domanda, ma sulla base della diversa circostanza di fatto - risultante dagli atti, ancorché non considerata dal primo giudice - che alla partecipante non erano state comunicatele ragioni della sua esclusione dalla procedura selettiva, secondo quanto previsto nel capitolato d'appalto tra il somministrante e l'utilizzatore). Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 513 del 11/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - domanda riconvenzionale proposta solo in via subordinata all'eventuale accoglimento della domanda principale dell’attore
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - domanda riconvenzionale proposta solo in via subordinata all'eventuale accoglimento della domanda principale dell’attore - rigetto della domanda attrice - conseguenze - eventuale pronuncia sulla riconvenzionale - ultra petizione – configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 33361 del 21/12/2018 Proposta dal convenuto domanda riconvenzionale subordinata all'accoglimento di quella principale dell'attore, è viziata da ultrapetizione la decisione con cui il giudice, respinta la domanda principale, pronunci anche sulla riconvenzionale, rigettandola. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 33361 del 21/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - nuova domanda - “causa petendi”
    Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - “causa petendi” - modifica dei fatti costitutivi del diritto fatto valere in giudizio - “mutatio libelli” - sussistenza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 32146 del 12/12/2018 Esorbita dai limiti di una consentita "emendatio libelli" il mutamento della "causa petendi" che consista in una vera e propria modifica dei fatti costitutivi del diritto fatto valere in giudizio, tale da introdurre nel processo un tema di indagine e di decisione nuovo perché fondato su presupposti diversi da quelli prospettati nell'atto introduttivo del giudizio, così da porre in essere una pretesa diversa da quella precedente (nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia impugnata che aveva rigettato la domanda formulata dagli attori che, nel chiedere la rimozione delle opere realizzate dalla controparte in un'area cortilizia, avevano originariamente fondato la pretesa sul presupposto della proprietà esclusiva della stessa mentre, in grado d'appello, alla luce dell'accertamento della comproprietà dell'immobile, avevano chiesto tutela ex art. 1102 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 32146 del 12/12/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - in genere - questioni dichiarate assorbite dalla corte di cassazione - espressa riproposizione - necessità – conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30184 del 22/11/2018 In sede di giudizio di rinvio il giudice è obbligato a pronunciare sulle questioni dichiarate assorbite dalla sentenza di cassazione soltanto se esse siano state espressamente riproposte davanti a lui, non ravvisandosi alcun obbligo officioso di esame in mancanza di tale riproposizione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30184 del 22/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Ius superveniens" - ultra ed extra petita - configurabilità
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - configurabilità - requisiti – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29200 del 13/11/2018 Il principio della corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato, la cui violazione determina il vizio di ultrapetizione, implica unicamente il divieto, per il giudice, di attribuire alla parte un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nella domanda, ma non osta a che il giudice renda la pronuncia richiesta in base ad una ricostruzione dei fatti di causa autonoma rispetto a quella prospettata dalle parti. Tale principio deve quindi ritenersi violato ogni qual volta il giudice, interferendo nel potere dispositivo delle parti, alteri alcuno degli elementi obiettivi di identificazione dell'azione ("petitum" e "causa petendi"), attribuendo o negando ad alcuno dei contendenti un bene diverso da quello richiesto e non compreso, nemmeno implicitamente o virtualmente, nella domanda, ovvero, pur mantenendosi nell'ambito del "petitum", rilevi d'ufficio un'eccezione in senso stretto che, essendo diretta ad impugnare il diritto fatto valere in giudizio dall'attore, può essere sollevata soltanto dall'interessato, oppure ponga a fondamento della decisione fatti e situazioni estranei alla materia del contendere, introducendo nel processo un titolo ("causa petendi") nuovo e diverso da quello enunciato dalla parte a sostegno della domanda. (Nella specie, è stata esclusa la violazione del principio in relazione al rigetto di una domanda relativa ad un contributo comunale richiesto ex l.n. 219 del 1981, conseguente a perizia di variante per la ricostruzione di un immobile di proprietà privata, danneggiato dal terremoto, essendo tale statuizione del tutto consequenziale a quella originariamente rivolta all'accertamento dei requisiti per l'ottenimento del contributo richiesto, senza alcun mutamento del tema d'indagine). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29200 del 13/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sentenza - contenuto - motivazione in genere
    Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - in genere - assorbimento di una domanda - in senso proprio e improprio - nozione - conseguenza - omessa pronuncia - insussistenza - limiti - assorbimento erroneamente dichiarato – configurabilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28995 del 12/11/2018 La figura dell'assorbimento in senso proprio ricorre quando la decisione sulla domanda assorbita diviene superflua, per sopravvenuto difetto di interesse della parte, la quale con la pronuncia sulla domanda assorbente ha conseguito la tutela richiesta nel modo più pieno, mentre è in senso improprio quando la decisione assorbente esclude la necessità o la possibilità di provvedere sulle altre questioni, ovvero comporta un implicito rigetto di altre domande. Ne consegue che l'assorbimento non comporta un'omissione di pronuncia (se non in senso formale) in quanto, in realtà, la decisione assorbente permette di ravvisare la decisione implicita (di rigetto oppure di accoglimento) anche sulle questioni assorbite, la cui motivazione è proprio quella dell'assorbimento, per cui, ove si escluda, rispetto ad una certa questione proposta, la correttezza della valutazione di assorbimento, avendo questa costituito l'unica motivazione della decisione assunta, ne risulta il vizio di motivazione del tutto omessa. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28995 del 12/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Delibera di comparto finalizzata all'assegnazione di immobili
    Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - delibera di comparto finalizzata all'assegnazione di immobili ricostruiti in seguito a sisma - errata indicazione dei dati catastali degli immobili oggetto della delibera - azione di accertamento dell'errore materiale - urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - attuazione dei piani regolatori - comparti edificatori in genere. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28112 del 05/11/2018 >>> Qualora l'indicazione dei dati catastali degli immobili oggetto della delibera condominiale di comparto finalizzata all'assegnazione delle unità abitative (nel caso in esame, ricostruite in seguito a sisma) sia erronea, ai fini della loro rettifica non è necessaria l'azione di annullamento della delibera, ma è sufficiente un'azione di accertamento per la correzione dell'errore materiale, ricostruibile con ogni mezzo di prova, indipendentemente dalla forma dell'atto che lo contenga, non essendo in contestazione eventuali vizi del consenso fondati su una falsa rappresentazione della realtà o su un errore sulla dichiarazione o sulla sua trasmissione, bensì l'esatta individuazione del contenuto dell'atto limitatamente alla parte ricognitiva delle singole porzioni appartenenti a ciascuno degli aventi titolo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva riqualificato l'azione, identificata dal giudice di primo grado come rivendica immobiliare, in domanda di accertamento di errore materiale, non essendovi incertezza sulla reale appartenenza dei due immobili oggetto dello scambio). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28112 del 05/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Rilevabilità d'ufficio anche in appello
    Procedimento civile - eccezione - in genere - eccezioni in senso lato - specifica e tempestiva allegazione della parte - necessità - esclusione - rilevabilità d'ufficio anche in appello - ammissibilità - condizioni - documentazione dei fatti "ex actis" - sufficienza - fondamento - preclusioni - operatività - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27998 del 31/10/2018 >>> Il rilievo d'ufficio delle eccezioni in senso lato non è subordinato alla specifica e tempestiva allegazione della parte ed è ammissibile anche in appello, dovendosi ritenere sufficiente che i fatti risultino documentati "ex actis", poiché il regime delle eccezioni si pone in funzione del valore primario del processo, costituito dalla giustizia della decisione, che resterebbe sviato ove pure le questioni rilevabili d'ufficio fossero soggette ai limiti preclusivi di allegazione e prova previsti per le eccezioni in senso stretto. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27998 del 31/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Effetto retroattivo della risoluzione
    Appalto (contratto di) - scioglimento del contratto - in genere - effetto retroattivo della risoluzione in ordine alle prestazioni già eseguite - conseguenze - applicazione in caso di risoluzione pronunciata per colpa dell'appaltatore - compenso per le opere già eseguite - ammissibilità - detrazione del compenso dal risarcimento dovuto - legittimità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27640 del 30/10/2018 >>> In tema di appalto, gli effetti recuperatori della risoluzione in ordine alle prestazioni già eseguite operano retroattivamente, in base alla regola generale prevista dall'art. 1458 c.c., verificandosi, per ciascuno dei contraenti ed indipendentemente dall'imputabilità dell'inadempienza, una totale "restitutio in integrum". Ne consegue che, nel caso di risoluzione del contratto per colpa dell'appaltatore, quest'ultimo ha diritto, in detrazione alle ragioni di danno spettanti al committente, al riconoscimento del compenso per le opere effettuate e delle quali, comunque, il committente stesso si sia giovato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che non aveva condannato il committente a versare quanto dovuto per le prestazioni eseguite prima della risoluzione sul presupposto che, trattandosi del pagamento di un compenso e non del richiesto corrispettivo, difettasse autonoma domanda dell'appaltatore). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27640 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea
    Procedimento civile - eccezione - in genere - allegazione di fatti modificativi, impeditivi o estintivi della pretesa attorea - attività di parte - rilevazione dei suddetti fatti ai fini della decisione - potere-dovere del giudice, tranne nelle ipotesi prevedenti l'intervento della parte per necessità "strutturale" o espressa previsione normativa - legittima acquisizione dei suddetti fatti al processo secondo i tempi e modi previsti dalla specifica disciplina processuale - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27405 del 29/10/2018 >>> In relazione all'opzione difensiva del convenuto consistente nel contrapporre alla pretesa attorea fatti ai quali la legge attribuisce autonoma idoneità modificativa, impeditiva o estintiva degli effetti del rapporto sul quale la predetta pretesa si fonda, occorre distinguere il potere di allegazione da quello di rilevazione. Infatti, mentre il primo compete esclusivamente alla parte e va esercitato nei tempi e nei modi previsti dal rito in concreto applicabile (pertanto, soggiacendo alle relative preclusioni e decadenze), il secondo spetta alla parte (ed è soggetto, perciò, alle preclusioni stabilite per le attività di parte) solo qualora la manifestazione della sua volontà sia strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva (come nell'ipotesi di eccezioni corrispondenti alla titolarità di un'azione costitutiva), ovvero quando singole disposizioni espressamente indichino come indispensabile l'iniziativa di parte; in ogni altro caso, si deve ritenere la rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio legittimamente acquisito, senza che, peraltro, ciò comporti un superamento del divieto di scienza privata del giudice o delle preclusioni e decadenze imposte, atteso che il generale potere-dovere di rilievo d'ufficio delle eccezioni facente capo al giudice si traduce semplicemente nell'attribuzione di rilevanza, ai fini della decisione di merito, a determinati fatti, purché la richiesta della parte non sia strutturalmente necessaria o espressamente prevista, essendo, però, in entrambe le situazioni necessario che i predetti fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultino legittimamente acquisiti al processo e provati. (Nella specie, a fronte della richiesta attorea di risarcimento dei danni conseguenti ad occupazione illegittima di suoli privati, la S.C. ha ritenuto che non fosse preclusa l'eccezione con la quale il Comune convenuto aveva dedotto, nella comparsa conclusionale di primo grado, l'avvenuta destinazione ad uso pubblico dei terreni in esame per "dicatio ad patriam", trattandosi di eccezione in senso lato, fondata su fatti acquisiti regolarmente al processo e confermati dall'istruttoria, e non rilevando che, in origine, fosse stato piuttosto dedotta l'acquisizione dei terreni all'esito di un procedimento espropriativo per pubblica utilità). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27405 del 29/10/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento della nullità del testamento
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - domanda di accertamento della nullità del testamento - possibilità per il giudice di pronunciarne l'annullamento - vizio di ultrapetizione - configurabilità - esclusione - limiti - principio di conservazione della volontà del testatore - irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27414 del 29/10/2018 >>> La domanda giudiziale con cui la parte intenda fare accertare la nullità di un testamento, al fine di poterne disconoscere gli effetti, si pone, rispetto ad un'ipotetica domanda di annullamento di quel medesimo atto dipendente da un'invalidità meno grave, nei termini di maggiore a minore, sicché il giudice, in luogo della richiesta declaratoria di radicale nullità del testamento, può pronunciarne l'annullamento, ai sensi dell'art. 606, comma 2, c.c., ove quest'ultimo risulti fondato sugli stessi fatti, senza che la sentenza sia censurabile per il vizio di ultrapetizione; né rileva, al riguardo, il principio di conservazione delle ultime volontà del defunto, non ricorrendo, nel caso in esame, una questione di interpretazione del testamento, bensì di qualificazione della suddetta domanda di nullità. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27414 del 29/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e istanza di vendita
    Divisione - divisione ereditaria - domanda - in genere - divisione immobiliare - istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e istanza di vendita - carattere antitetico delle domande - sussistenza - domanda di vendita in sede di precisazione delle conclusioni - assegnazione in proprietà esclusiva - possibilità - esclusione - modifica in sede di comparsa conclusionale - rilevanza - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26944 del 24/10/2018 >>> Nel giudizio di divisione avente ad oggetto beni immobili, l'istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e quella di vendita del bene sono da considerare fra loro antitetiche; ne consegue che, ove la parte che in precedenza abbia avanzato tale istanza, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia formulato domanda di vendita, il giudice non può procedere all'assegnazione del bene in proprietà esclusiva, dovendosi presumere abbandonata la precedente istanza; né può assumere rilievo un'eventuale modifica di tali conclusioni formulata in sede di comparsa conclusionale, attesa la limitata funzione di quest'ultima, volta alla sola illustrazione delle conclusioni già assunte. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha cassato, per ultrapetizione, l'impugnata sentenza che aveva attribuito ai ricorrenti un cespite oggetto di divisione alla cui assegnazione avevano poi rinunciato in sede di precisazione delle conclusioni, invocandone la vendita all'asta). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26944 del 24/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio di ultrapetizione - estinzione per "causa petendi"
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - pronuncia dell'estinzione per "causa petendi" differente rispetto a quella indicata - vizio di ultrapetizione – sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26733 del 23/10/2018 >>> Nel processo civile, è affetta da vizio di ultrapetizione la decisione che dichiari l'estinzione del giudizio per una "causa petendi" diversa da quella indicata dalle parti. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ravvisato il vizio in questione nella pronuncia impugnata che aveva dichiarato cessata la materia del contendere, a fronte di un'istanza del contribuente di "rinuncia al proseguimento del contenzioso" non subordinata a quella dell'Amministrazione finanziaria al recupero del proprio credito nella misura dei due terzi conseguente al rigetto del ricorso di primo grado). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26733 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Compravendita di appartamento - diritto dell’alienante al corrispettivo
    Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - autorimessa - area condominiale da riservare a parcheggio – compravendita di appartamento con clausola escludente dalla alienazione la comproprietà o il diritto di utilizzazione di detta area – nullità della clausola - trasferimento “ex lege” del predetto diritto al compratore – diritto dell’alienante al corrispettivo – credito di valore – rivalutazione – istanza di parte – necessità – esclusione - pronuncia del giudice d’ufficio – fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26758 del 23/10/2018 >>> La nullità della clausola del contratto di compravendita di un appartamento che escluda il trasferimento della proprietà o del diritto reale di utilizzazione dell'area condominiale da riservare a parcheggio, ai sensi dell'art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942, aggiunto dall'art. 18 della legge n. 765 del 1967, e il conseguente trasferimento "ex lege" del predetto diritto all'acquirente comportano il diritto dell'alienante al corrispettivo di tale trasferimento, il quale dà luogo ad un debito di valore rivalutabile fino alla data della sentenza e, configurandosi quale mera conseguenza della costituzione del diritto reale di uso, deve essere riconosciuto dal giudice anche in assenza di apposita istanza dell'avente diritto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva ritenuto nuova, perché formulata per la prima volta in sede di gravame, la domanda di rivalutazione monetaria del corrispettivo spettante alla parte alienante a fronte del riconoscimento, in favore della parte acquirente, del diritto d'uso ex art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26758 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sentenza di condanna al risarcimento del danno
    Impugnazioni civili - appello - domande - effetto devolutivo - sentenza di condanna al risarcimento del danno - impugnazione del capo relativo all' "an debeatur" - modifica, da parte del giudice del gravame, anche del "quantum debeatur" - ammissibilità - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 25933 del 16/10/2018 >>> Se una sentenza di condanna al risarcimento del danno viene impugnata dal soccombente soltanto nella parte in cui se ne afferma sussistere la responsabilità, incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice del gravame il quale, senza modificare le statuizioni sulla responsabilità, modifichi la quantificazione del danno. (Nella specie la S.C. ha cassato senza rinvio la sentenza della corte d'appello che aveva riformato la statuizione avente ad oggetto l'entità del risarcimento del danno spettante al lavoratore per licenziamento illegittimo, nonostante il datore di lavoro non avesse, sul punto, formulato specifico motivo di gravame). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 25933 del 16/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio di omessa pronuncia - configurabilità
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - mancato esame di eccezioni processuali di rito - vizio di omessa pronuncia - configurabilità - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018 >>> Il vizio di omessa pronunzia è configurabile solo nel caso di mancato esame di questioni di merito, e non anche di eccezioni pregiudiziali di rito. (Fattispecie relativa al mancato esame, da parte della sentenza impugnata, di una eccezione di inammissibilità dell'intervento del terzo per asserita "errata costituzione" di quest'ultimo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Questioni suscettibili di giudicato interno
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - individuazione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018 >>> Ai fini della selezione delle questioni, di fatto o di diritto, suscettibili di devoluzione e, quindi, di giudicato interno se non censurate in appello, la locuzione giurisprudenziale "minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno" individua la sequenza logica costituita dal fatto, dalla norma e dall'effetto giuridico, ossia la statuizione che affermi l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico. Ne consegue che, sebbene ciascun elemento di detta sequenza possa essere oggetto di singolo motivo di appello, nondimeno l'impugnazione motivata anche in ordine ad uno solo di essi riapre la cognizione sull'intera statuizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, pur in assenza di specifico gravame sul punto da parte dell'assicurato, in seguito all'appello dell'INPS in merito alla tardività dell'azione giudiziale, aveva riesaminato l'intera questione della decadenza in tema di benefici previdenziali ex art. 13 della l. n. 257 del 1992, ritenendola maturata per i soli ratei anteriori al triennio dalla proposizione della domanda amministrativa). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Questioni suscettibili di giudicato interno
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - individuazione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018 >>> Ai fini della selezione delle questioni, di fatto o di diritto, suscettibili di devoluzione e, quindi, di giudicato interno se non censurate in appello, la locuzione giurisprudenziale "minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno" individua la sequenza logica costituita dal fatto, dalla norma e dall'effetto giuridico, ossia la statuizione che affermi l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico. Ne consegue che, sebbene ciascun elemento di detta sequenza possa essere oggetto di singolo motivo di appello, nondimeno l'impugnazione motivata anche in ordine ad uno solo di essi riapre la cognizione sull'intera statuizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, pur in assenza di specifico gravame sul punto da parte dell'assicurato, in seguito all'appello dell'INPS in merito alla tardività dell'azione giudiziale, aveva riesaminato l'intera questione della decadenza in tema di benefici previdenziali ex art. 13 della l. n. 257 del 1992, ritenendola maturata per i soli ratei anteriori al triennio dalla proposizione della domanda amministrativa). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti a progetto - mancanza o genericità del progetto
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato – giudicato interno - contratti a progetto ex art. 61 del d.lgs. n. 276 del 2003 - rilievo d’ufficio della mancanza o genericità del progetto - vizio di ultrapetizione - sussistenza. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24358 del 04/10/2018 >>> In tema di contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto di cui all'art. 61 del d.lgs. n. 276 del 2003, viola il principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato il giudice che, a fronte di domanda diretta a far accertare la natura subordinata del rapporto "inter partes" e l'assenza di autonomia del collaboratore, ponga a fondamento della decisione una nuova causa petendi rilevando d'ufficio la inesistenza ovvero la carenza di specificità del progetto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24358 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Indennità di occupazione legittima
    Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo. pp.) - risarcimento del danno - irreversibile trasformazione del bene - domanda risarcitoria - indennità di occupazione legittima per il quinquennio antecedente all'illegittimo spossessamento - spettanza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018 >>> Al proprietario di terreni legittimamente occupati, poi irreversibilmente trasformati ed acquisiti illegittimamente dalla P.A., il quale abbia chiesto di essere indennizzato per l'indisponibilità dei beni per l'intera durata dell'occupazione, deducendone l'illegittimità, è dovuta, in aggiunta al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima, anche l'indennità di occupazione legittima. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, erroneamente qualificando "in iure" la domanda come diretta al risarcimento del danno per l'occupazione acquisitiva illegittima, non aveva riconosciuto anche la reintegrazione indennitaria per il periodo di occupazione legittima antecedente allo sviluppo illegittimo della procedura). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto di lavoro - Risoluzione per mutuo consenso
    Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per mutuo consenso - in genere - contratto di lavoro a termine - risoluzione per mutuo consenso - eccezione in senso stretto - esclusione - accertamento d'ufficio- ammissibilità – fattispecie - lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23586 del 28/09/2018 >>> La risoluzione consensuale del contratto non costituisce oggetto di eccezione in senso stretto, essendo lo scioglimento per mutuo consenso un fatto oggettivamente estintivo dei diritti nascenti dal negozio bilaterale, desumibile dalla volontà in tal senso manifestata, anche tacitamente, dalle parti, che può essere accertato d'ufficio dal giudice anche in sede di legittimità, ove non vi sia necessità di effettuare indagini di fatto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva rilevato lo scioglimento per mutuo consenso di un contratto di lavoro a tempo determinato, sulla base dell'ampio intervallo temporale tra la scadenza del contratto e la data di deposito del ricorso introduttivo del giudizio, nonché del fatto, riconosciuto dal lavoratore nel corso dell'interrogatorio libero, dello svolgimento "medio tempore" di un'altra attività lavorativa). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23586 del 28/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda giudiziale - Novità
    Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - mero concorso di norme, anche convenzionali - domanda nuova - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23167 del 27/09/2018 >>> La questione relativa alla novità, o meno, di una domanda giudiziale è correlata all'individuazione del bene della vita in relazione al quale la tutela è richiesta, per cui non può esservi mutamento della domanda ove si sia in presenza di un ipotetico concorso di norme, anche solo convenzionali, a presidio dell'unico diritto azionato, presupponendo il cambiamento della domandala mutazione del corrispondente diritto, non già della sua qualificazione giuridica. Ne consegue che se l'attore invoca, a sostegno della propria pretesa, un presidio normativo ulteriore rispetto a quello originariamente richiamato, fermi i fatti che ne costituiscono il fondamento, ciò non determina alcuna "mutatio libelli", restando invariato il diritto soggettivo del quale è richiesta la tutela. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23167 del 27/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Mancato superamento della "soglia" per l'iscrizione ipotecaria
    Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - in genere - mancato superamento della "soglia" per l'iscrizione ipotecaria - natura - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 22859 del 26/09/2018 >>> Nel processo tributario, il mancato superamento della soglia "legale" per l'iscrizione ipotecaria a garanzia dei crediti erariali costituisce un vizio dell'atto di riscossione, con la conseguenza che la relativa eccezione, non essendo rilevabile d'ufficio, deve essere sollevata tempestivamente con il ricorso introduttivo. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha annullato, per vizio di ultrapetizione, la sentenza impugnata che aveva accolto l'eccezione proposta dal contribuente per la prima volta nelle controdeduzioni di secondo grado). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 22859 del 26/09/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Omessa pronuncia
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - domanda inammissibile - omessa pronuncia - motivo di ricorso per cassazione - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22784 del 25/09/2018 >>> L'omessa pronuncia, qualora abbia ad oggetto una domanda inammissibile, non costituisce vizio della sentenza e non rileva nemmeno come motivo di ricorso per cassazione, in quanto, alla proposizione di una tale domanda, non consegue l'obbligo del giudice di pronunciarsi nel merito. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22784 del 25/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Terzo chiamato in causa dal convenuto
    Procedimento civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - in genere - Terzo chiamato in causa dal convenuto - Estensione automatica della domanda dell'attore nei suoi confronti - Configurabilità - Limiti - Vizio di extrapetizione - Esclusione. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 22050 DEL 11/09/2018 Qualora il convenuto, nel dedurre il difetto della propria legittimazione passiva, chiami un terzo indicandolo come il vero legittimato, si verifica l'estensione automatica della domanda al terzo medesimo, con la conseguenza che il giudice può direttamente emettere nei suoi confronti una pronuncia di condanna anche se l'attore non ne abbia fatto richiesta, senza per questo incorrere nel vizio di extrapetizione.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Delibazione (giudizio di) - dichiarazione di efficacia di sentenze straniere - condizioni - passaggio in giudicato della sentenza straniera - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 21367 del 29/08/2018
    Riconoscimento di sentenze straniere - Condizioni dell’azione - Giudicato già intervenuto al momento della domanda - Necessità - Fattispecie. Condizione per la proposizione dell'azione di riconoscimento di una sentenza straniera è che il provvedimento, al momento della domanda, sia divenuto definitivo, dovendo, in caso contrario, dichiararsi inammissibile la domanda di delibazione. Ne consegue che non può procedersi al riconoscimento di una sentenza straniera di 1° grado, riformata in secondo grado e divenuta esecutiva solo nel corso del giudizio di delibazione, tenendo conto delle modifiche apportate in sede di riforma. Così operando si determina la violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, oltre che la compromissione del diritto di difesa sia delle parti private che della parte pubblica la quale, nella specie, aveva espresso il proprio parere in riferimento alla sentenza non definitiva prodotta al momento della domanda. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 21367 del 29/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ricorso per cassazione - "Error in procedendo"
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - Ricorso per cassazione - "Error in procedendo" - Poteri del giudice di legittimità - Sindacato dell'invalidità denunciata mediante accesso diretto agli atti processuali indicati in ricorso - Fattispecie in tema di omessa pronuncia su un motivo di appello. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20716 del 13/08/2018 Quando, con il ricorso per cassazione, venga dedotto un "error in procedendo", il sindacato del giudice di legittimità investe direttamente l'invalidità denunciata, mediante l'accesso diretto agli atti sui quali il ricorso è fondato, indipendentemente dalla sufficienza e logicità della eventuale motivazione esibita al riguardo, posto che, in tali casi, la Corte di cassazione è giudice anche del fatto. (Nella specie, la S.C., rilevando un vizio di omessa pronuncia sulla riproposizione in appello dell'originaria domanda riconvenzionale riguardante l'obbligo dell'appellato di contribuire ai miglioramenti apportati dall'appellante alle parti comuni dell'edificio, ha proceduto direttamente all'interpretazione dell'atto di appello). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20716 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10legittimazione (poteri del giudice) - ad causam
    Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) - ad causam - Titolarità del rapporto controverso - Contestazioni del convenuto - Natura - Mera difesa - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20721 del 13/08/2018 Le contestazioni, da parte del convenuto, della titolarità del rapporto controverso dedotta dall'attore hanno natura di mere difese e possono pertanto essere proposte in ogni fase del giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20721 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018
    Vizio di omessa pronuncia - Rigetto di una domanda o di un'eccezione implicito nella decisione assunta - Esclusione - Fattispecie. Non ricorre il vizio di omessa pronuncia quando la decisione adottata comporti una statuizione implicita di rigetto della domanda o eccezione formulata dalla parte. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che le doglianze dell'appellante principale sulla ritenuta violazione delle distanze dei balconi aggettanti fossero state superate dall'accoglimento, nel merito, dell'appello incidentale riguardante la distanza dell'intero fabbricato). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018
    Vizio di ultrapetizione - Erronea interpretazione da parte del giudice di merito della domanda della parte - Sussumibilità quale error in procedendo - Esclusione. L'interpretazione della domanda spetta al giudice del merito, per cui, ove questi abbia espressamente ritenuto che una certa domanda era stata avanzata ed era compresa nel "thema decidendum", tale statuizione, ancorché erronea, non può essere direttamente censurata per ultrapetizione, atteso che, avendo comunque il giudice svolto una motivazione sul punto, dimostrando come una certa questione debba ritenersi ricompresa tra quelle da decidere, il difetto di ultrapetizione non è logicamente verificabile prima di avere accertato che quella medesima motivazione sia erronea. In tal caso, il dedotto errore del giudice non si configura come "error in procedendo", ma attiene al momento logico relativo all'accertamento in concreto della volontà della parte. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20707 del 10/08/2018
    Domanda giudiziale - Richiesta di una somma determinata o da accertare in giudizio - Sentenza di condanna al pagamento - Somma maggiore di quella inizialmente indicata - Ultrapetizione - Configurabilità - Esclusione. Quando l'attore, con l'atto introduttivo del giudizio, rivendichi, per lo stesso titolo, l'attribuzione di una somma determinata ovvero dell'importo, non quantificato, eventualmente maggiore, che sarà accertato all'esito del giudizio, non incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice che condanni il convenuto al pagamento di una somma maggiore di quella risultante dalla formale quantificazione inizialmente operata dall'istante, ma acclarata come a quest'ultimo spettante in base alle emergenze acquisite nel corso del processo. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20707 del 10/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - opponibilità - non rilevabilità d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018
    Prescrizione - Eccezione - Erronea qualificazione del termine come di decadenza - Irrilevanza - Fondamento. La rilevabilità della prescrizione dell'azione esperita dallo attore non è esclusa dal fatto che il convenuto, eccependo l'avvenuto decorso del termine previsto dalla legge, l'abbia qualificato come termine di decadenza invece che di prescrizione, spettando al giudice la qualificazione giuridica delle deduzioni delle parti. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20388 del 01/08/2018
    Nullità negoziali - Azione di accertamento della nullità di un contratto o di una singola clausola contrattuale - Rilievo officioso di una causa di nullità diversa da quella prospettata - Possibilità - Fondamento - Fattispecie. Il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di accertamento della nullità di un contratto o di una singola clausola contrattuale ha il potere-dovere di rilevare d'ufficio - previa instaurazione del contraddittorio sul punto - l'esistenza di una causa di nullità diversa da quella prospettata, che abbia carattere portante ed assorbente e che emerga dai fatti allegati e provati o comunque dagli atti di causa, salvo che non si tratti di nullità a regime speciale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, pur in assenza di contestazione specifica della lavoratrice, aveva dichiarato la nullità del termine apposto al contratto per mancata prova delle ragioni tecnico-organizzative e sostitutive addotte dal datore di lavoro). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20388 del 01/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18491 del 12/07/2018
    Domanda cautelare - Omessa pronuncia e decisione del merito della controversia - Violazione del diritto di difesa - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. In tema di giudizio di cassazione, ai fini della sussistenza del vizio di omessa pronuncia non è sufficiente la mancanza di un'espressa statuizione del giudice ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto; ciò non si verifica qualora la domanda cautelare si fondi sui medesimi motivi addotti per la decisione nel merito e questi siano stati integralmente respinti, cosicché la relativa pronuncia deve intendersi estesa anche al rigetto della domanda cautelare. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la decisione con la quale il giudice di merito aveva respinto l'opposizione avverso la delibera di cancellazione di una ditta dall'albo delle imprese artigiane doveva intendersi estesa anche alla domanda cautelare volta ad ottenerne la sospensiva). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18491 del 12/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - conclusioni definitive - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18027 del 09/07/2018
    Rinunzia della parte ad una domanda - Modalità di detta rinunzia. La rinuncia ad una domanda si può configurare soltanto quando la parte, dopo aver formulato determinate conclusioni nel proprio scritto introduttivo, utilizzi la facoltà di precisazione e modificazione delle stesse prevista dall'art. 183, comma 6, c.p.c. ovvero precisi le conclusioni all'udienza ex art. 189 c.p.c., senza riproporre integralmente le conclusioni originarie, in tal modo evidenziando la propria volontà di abbandonare le domande non espressamente riproposte. Nell'ipotesi in cui, invece, il procuratore della parte non si presenti all'udienza di precisazione delle conclusioni o, presentandosi, non precisi le conclusioni o le precisi in maniera generica, vale la presunzione che la parte medesima abbia voluto tenere ferme le precedenti conclusioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18027 del 09/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - deliberazione (della) - ordine delle questioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17909 del 06/07/2018
    Questioni pregiudiziali e preliminari - Previo esame - Necessità - Inosservanza - Conseguenze - Fattispecie. Nell'esaminare le varie questioni prospettate dalle parti, il giudice è tenuto a dare priorità solo a quelle che, per loro natura e contenuto - come le pregiudiziali e le preliminari - meritano logica e giuridica precedenza mentre, negli altri casi, seppure l'opportunità di un loro coordinamento logico può suggerire una considerazione prioritaria di talune questioni rispetto ad altre ed un particolare ordine di gradualità logica può apparire utile o apprezzabile, è tuttavia da escludere che il rispetto di un qualsiasi ordine prestabilito costituisca una condizione di legittimità della decisione, la quale può affrontare le varie questioni secondo la distribuzione ritenuta più opportuna. (Nella specie, la S.C. ha escluso che i giudici di secondo grado fossero incorsi nel vizio di ultrapetizione nel dichiarare la nullità della notifica dell'atto di citazione in prime cure senza valutare il profilo dell'inosservanza dei termini a comparire, benché con l'appello fossero stati contestati, innanzitutto, la nullità della citazione per mancato rispetto dei suddetti termini e, in via subordinata, l'inesistenza della notifica stessa, con conseguente nullità del procedimento e dell'ordinanza impugnata). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17909 del 06/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni - impugnazioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16675 del 25/06/2018
    Impugnazione di delibera condominiale - Principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato - Annullamento per altra ragione o annullamento di altre delibere adottate nella stessa adunanza – Inammissibilità – Fondamento. La domanda di declaratoria dell'invalidità di una delibera dell'assemblea dei condomini per un determinato motivo non consente al giudice, nel rispetto del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato, l'annullamento della medesima delibera per qualsiasi altra ragione attinente a quella questione né, tantomeno, l'annullamento, sia pure per la stessa ragione esplicitata con riferimento alla deliberazione specificamente impugnata, delle altre delibere adottate nella stessa adunanza ma non ritualmente opposte in quanto, ancorché sia redatto un unico processo verbale per l'intera adunanza, l'assemblea pone in essere tante deliberazioni ontologicamente distinte ed autonome fra loro, quante siano le diverse questioni e materie in discussione, con la conseguente astratta configurabilità di separate ragioni di invalidità attinenti all'una o all'altra. (Fattispecie in tema di vizi di vizi di annullabilità della delibera). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16675 del 25/06/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16170 del 19/06/2018
    Vizio di omessa pronuncia - Erronea deduzione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. - Rilevanza - Esclusione - Condizioni. In tema di giudizio di cassazione, qualora il vizio di omessa pronuncia sia erroneamente denunciato ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. e non in virtù del n. 4 della medesima disposizione normativa, il motivo proposto non è inammissibile, ove prospetti con chiarezza la questione dell'omessa pronuncia quale specifico vizio processuale della sentenza impugnata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 16170 del 19/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - eccezione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15591 del 14/06/2018
    Eccezioni in senso stretto - Individuazione - Fattispecie. Costituiscono eccezioni in senso stretto, rilevabili ad istanza di parte, quelle che possono essere sollevate soltanto dalle parti per espressa disposizione di legge ovvero quelle il cui fatto integratore corrisponde all'esercizio di un diritto potestativo azionabile in giudizio dal titolare e, quindi, presuppone una manifestazione di volontà di quest'ultimo per essere produttivo di effetti modificativi, impeditivi o estintivi del rapporto giuridico. (Nella specie, la S.C. ha escluso la natura di eccezione in senso stretto della contestazione concernente l'opponibilità alla curatela fallimentare della quietanza di pagamento del prezzo di vendita di un bene, rilasciata al debitore dalla società "in bonis" poi fallita e munita di data certa, poiché riguardava la valutazione come prova del documento). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15591 del 14/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15049 del 11/06/2018
    Richiesta di accesso atti procedimento sanzionatorio Consob - Messa a disposizione degli stessi dopo scadenza termini opposizione - Proposizione motivi aggiunti - Remissione in termini - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. In tema di sanzioni amministrative, la tempestiva proposizione del ricorso e l'espressa riserva ivi contenuta in ordine all'eventuale predisposizione di ulteriori motivi di opposizione, fondati su documenti resi accessibili dalla Consob oltre il termine utile per presentare il detto ricorso, sono idonee a legittimare una pronuncia di rimessione in termini per la formulazione di tali ulteriori motivi, purché siano basati sui documenti tardivamente messi a disposizione. Infatti, in sede giurisdizionale deve essere garantito il pieno recupero delle facoltà difensive in concreto pregiudicate nella precedente fase, ancorché non sia equiparabile il principio del "giusto procedimento" a quello del "giusto processo". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto giustificata la rimessione in termini, considerando non imputabile alla parte la mancata conoscenza dei summenzionati documenti, l'accesso ai quali era stato dalla stessa tempestivamente richiesto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15049 del 11/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14815 del 07/06/2018
    Deduzione di vizi non menzionati in citazione - Inammissibilità - Esclusione - Condizioni - Fondamento. La mera indicazione di ulteriori vizi della cosa appaltata rispetto a quelli indicati in citazione non integra una modifica inammissibile del "petitum" o della "causa petendi", ove dedotta nel termine dell'articolo 183, comma 6, c.p.c., permanendo un chiaro e stabile collegamento con la questione concreta oggetto del contendere. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14815 del 07/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - onere della prova - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14284 del 04/06/2018
    Valutazione delle prove da parte del giudice d'appello - Utilizzazione di elementi di prova non presi in considerazione dal giudice di primo grado - Necessità di specifica deduzione - Esclusione - Principio di acquisizione processuale - Operatività. Il giudice di appello, pur in mancanza di specifiche deduzioni sul punto, deve valutare tutti gli elementi di prova acquisiti, quand'anche non presi in considerazione dal giudice di primo grado, poiché in materia di prova vige il principio di acquisizione processuale, secondo cui le risultanze istruttorie comunque ottenute, e quale che sia la parte ad iniziativa o ad istanza della quale siano formate, concorrono tutte indistintamente alla formazione del convincimento del giudice. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14284 del 04/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - decisione del ricorso - cassazione con rinvio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13532 del 30/05/2018
    Cassazione con rinvio - Motivi assorbiti - Limiti. Non può essere giustificata una pronunzia di assorbimento rispetto ad uno o più motivi del ricorso, nonostante l'esistenza di un rapporto di interdipendenza con gli altri, ogni qual volta le ragioni per le quali è accolto uno dei motivi non siano tali da escludere che nel giudizio di rinvio possano ripresentarsi le questioni già sollevate con gli altri motivi, venendo in tal caso a mancare l'estremo della superfluità dell'esame della questione, che caratterizza la pronunzia di assorbimento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13532 del 30/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13534 del 30/05/2018
    Assorbimento - Nozione - Distinzioni - Fattispecie. La figura del cd. assorbimento ricorre, in senso proprio, quando la decisione sulla domanda assorbita diviene superflua, per sopravvenuto difetto di interesse della parte, la quale, con la pronuncia sulla domanda assorbente – rispetto alla quale la questione assorbita si pone in rapporto di esclusione -, ha conseguito la tutela richiesta nel modo più pieno. E', invece, configurabile l'assorbimento in senso improprio quando la decisione cd. assorbente comporta una pronuncia, sulla quale si forma il giudicato, anche sulla questione assorbita, in quanto ad essa legata da un rapporto di implicazione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva ritenuto erroneamente assorbita la domanda di garanzia proposta dall'appaltatore - convenuto dalla committente per il risarcimento del danno conseguente ai vizi dell'opera - nei confronti del produttore di materiali utilizzati per l'esecuzione della stessa, a seguito di cessazione della materia del contendere per intervenuta transazione in relazione alla domanda risarcitoria). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13534 del 30/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13681 del 30/05/2018
    Espropriazione per pubblica utilità - Occupazione appropriativa - Originaria domanda di risarcimento per la perdita del bene - Integrazione della domanda - Richiesta di risarcimento del danno anche per l’occupazione illegittima - Domanda nuova - Esclusione - Fondamento. In tema di espropriazione per pubblica utilità, la domanda tesa ad ottenere il risarcimento del danno per l'occupazione illegittima in difetto del decreto di occupazione o di esproprio, non è una domanda nuova, essendo implicitamente compreso, nell'originaria domanda risarcitoria, sia il danno per la perdita della proprietà sia quello per l'illegittima occupazione anche delle aree non irreversibilmente trasformate. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13681 del 30/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Processo tributario impugnazioni civili - appello - poteri del collegio - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 12275 del 18/05/2018
    Processo tributario - Appello - Divieto di "reformatio in peiug" - Sussistenza - Violazione - Conseguenze in sede di legittimità - Cassazione senza rinvio - Fattispecie. Il divieto di "reformatio in peius" - ricavabile dagli artt. 329 e 342 c.p.c. - opera anche nel processo tributario per cui, una volta stabilito il "quantum devolutum" in assenza di impugnazione della parte parzialmente vittoriosa (appello o ricorso incidentale), se la decisione di secondo grado è più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata incorre nel vizio di extrapetizione e deve essere cassata senza rinvio ai sensi dell'art. 382 c.p.c (Fattispecie in cui la sentenza della C.T.R., pur in assenza di appello incidentale dell'ufficio finanziario parzialmente soccombente, aveva riformato la sentenza di primo grado in senso sfavorevole alla contribuente, annullando la riduzione della percentuale dei ricavi operata dalla C.T.P.). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 12275 del 18/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - forma e contenuto - indicazione dei motivi e norme di diritto provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10862 del 07/05/2018
    Denuncia del vizio di omessa pronuncia - Riferimento univoco alla nullità della sentenza ex art. 360, comma 1, c.p.c. - Sufficienza - Deduzione di mancanza o insufficienza della motivazione o di violazione di legge - Inammissibilità della censura. Il ricorso per cassazione, avendo ad oggetto censure espressamente e tassativamente previste dall'art. 360, comma 1, c.p.c., deve essere articolato in specifici motivi riconducibili in maniera immediata ed inequivocabile ad una delle cinque ragioni di impugnazione stabilite dalla citata disposizione, pur senza la necessaria adozione di formule sacramentali o l'esatta indicazione numerica di una delle predette ipotesi. Pertanto, nel caso in cui il ricorrente lamenti l'omessa pronuncia, da parte dell'impugnata sentenza, in ordine ad una delle domande o eccezioni proposte, non è indispensabile che faccia esplicita menzione della ravvisabilità della fattispecie di cui al n. 4 del comma 1 dell'art. 360 c.p.c., con riguardo all'art. 112 c.p.c., purché il motivo rechi univoco riferimento alla nullità della decisione derivante dalla relativa omissione, dovendosi, invece, dichiarare inammissibile il gravame allorché sostenga che la motivazione sia mancante o insufficiente o si limiti ad argomentare sulla violazione di legge. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10862 del 07/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 4289 del 22/02/2018
    Vizio di omessa pronuncia - Erronea deduzione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. - Irrilevanza - Condizioni. provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia In tema di ricorso per cassazione, il motivo mediante il quale venga dedotto il vizio di omessa pronuncia facendo erroneamente riferimento all'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., in luogo del n. 4 della stessa disposizione, non è inammissibile, purché venga posta con univoca chiarezza la questione dell'omessa pronuncia, individuandone l'oggetto, quale specifico vizio processuale della sentenza impugnata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 4289 del 22/02/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24155 del 13/10/2017
    Pretesa contenuta in un capo di domande non espressamente esaminato ma risultante incompatibile con l'impostazione logica e giuridica della pronuncia - Omissione di decisione - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Ad integrare gli estremi del vizio di omessa pronuncia non basta la mancanza di un'espressa statuizione del giudice, ma è necessario che sia stato completamente omesso il provvedimento che si palesa indispensabile alla soluzione del caso concreto: ciò non si verifica quando la decisione adottata comporti la reiezione della pretesa fatta valere dalla parte, anche se manchi in proposito una specifica argomentazione, dovendo ravvisarsi una statuizione implicita di rigetto quando la pretesa avanzata col capo di domanda non espressamente esaminato risulti incompatibile con l'impostazione logico-giuridica della pronuncia. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24155 del 13/10/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24155 del 13/10/2017
    Ambito - Distinzione dal vizio di motivazione - Fattispecie in tema di penosità delle prestazioni di lavoro svolte nei turni di pronta disponibilità. In tema di ricorso per cassazione, il vizio di violazione di legge consiste nella deduzione di un'erronea ricognizione, da parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una norma di legge e implica necessariamente un problema interpretativo della stessa; l'allegazione di un'erronea ricognizione della fattispecie concreta a mezzo delle risultanze di causa è, invece, esterna all'esatta interpretazione della norma e inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito, sottratta al sindacato di legittimità. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso, formulato ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., con il quale era stata proposta una lettura alternativa delle risultanze di causa rispetto a quella fatta propria dal giudice di merito, in assenza di qualsivoglia censura dei criteri ermeneutici asseritamene violati o di specifica indicazione di un preciso "error in iudicando"). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24155 del 13/10/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Proprietà - azioni a difesa della proprietà - accertamento (azione di) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23548 del 09/10/2017
    Domanda di rilascio di terreno - Difetto di prova della piena proprietà - Accertamento dell'esistenza di una servitù - Extrapetizione - Sussistenza - Fondamento. Deve ritenersi viziata da extrapetizione la sentenza che, a fronte della domanda di rilascio di un terreno per occupazione “sine titulo”, respinta per difetto di prova dell’affermato diritto di proprietà, accerti l’esistenza di una servitù di passaggio a favore dell’istante; ciò in quanto la proprietà esclusiva ed il diritto di servitù non si trovano in un rapporto quantitativo di “plus” a “minus”, ma in un rapporto di diversità qualitativa, trattandosi di posizioni giuridiche antitetiche, la seconda delle quali contraddice nettamente la prima. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23548 del 09/10/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22799 del 29/09/2017
    Fatti secondari - Nozione - Omessa considerazione di tali fatti - Violazione dell'art. 112 c.p.c. - Esclusione - Violazione dell'art. 360, n. 5 c.p.c. - Limiti. Il vizio di omessa pronuncia causativo della nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c. non si configura allorquando il giudice di merito non abbia considerato i fatti secondari dedotti dalla parte, non concernenti, cioè, alcun fatto estintivo, modificativo od impeditivo della fattispecie costitutiva del diritto fatto valere; in tal caso, è integrato il diverso vizio di cui all'art. 360, n. 5 c.p.c. nella misura in cui il giudice abbia omesso la considerazione di fatti rilevanti ai fini della ricostruzione della "quaestio facti" in funzione dell'esatta qualificazione e sussunzione "in iure" della fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22799 del 29/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - forma - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22297 del 25/09/2017
    Orale - Regime giuridico applicabile - Individuazione - Conseguenze - Condanna al pagamento di somme superiori a quelle richieste - Vizio di ultrapetizione - Esclusione - Fattispecie. Il licenziamento orale in regime di tutela obbligatoria è inidoneo ad incidere sulla continuità del rapporto e comporta il diritto del lavoratore al risarcimento del danno secondo le regole in materia di inadempimento, sicché non sussiste vizio di ultrapetizione in caso di liquidazione di somme superiori a quelle richieste in misura forfettaria. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato il datore di lavoro al pagamento delle retribuzioni maturate dalla messa in mora sino all’emanazione della sentenza, a fronte di una domanda del lavoratore contenuta tra le 2,5 e le 6 mensilità). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22297 del 25/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - condanna generica - separazione del giudizio sull'"an" da quello sul "quantum" - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20894 del 07/09/2017
    Domanda di risarcimento del danno – Successiva limitazione al solo accertamento sull’”an” – Ammissibilità – Condizioni – Consenso, anche tacito, del convenuto - Sufficienza. Proposta una domanda di risarcimento del danno, il divieto di separazione del giudizio sull'”an” da quello sul “quantum” non opera se, alla richiesta avanzata dall'attore in tal senso, abbia prestato adesione il convenuto, sebbene non espressamente, purché in modo certo ed univoco, come si verifica quando non abbia sollevato alcuna eccezione al riguardo, anche se ciò sia avvenuto nel momento in cui la controparte, nel precisare le conclusioni definitive, abbia limitato la propria domanda alla condanna generica, con riserva di richiedere il “quantum” in separato giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20894 del 07/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - eccezione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 17588 del 14/07/2017
    "Actio confessoria servitutis" - Servitù di passaggio - Usucapione - Esistenza di servitù di uso pubblico - Carattere ostativo - Eccezione in senso lato - Rilevabilità di ufficio. L’accertamento incidentale dell’esistenza di una servitù di uso pubblico su di una strada costituisce un fatto ostativo al riconoscimento dell'avvenuto acquisto, per usucapione ultraventennale, della servitù di passaggio sulla medesima strada in favore dei proprietari del fondo vicino, e tale circostanza, configurando un'eccezione in senso lato, è rilevabile d’ufficio. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 17588 del 14/07/2017...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale – Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 17598 del 14/07/2017
    Eccezione di pagamento - Natura - Mera difesa - Conseguenze. L'avvenuto pagamento (nella specie, di fatture relative a lavori di ristrutturazione di un immobile) non costituisce eccezione in senso proprio, ma integra una mera difesa, della quale il giudice deve tener conto ove la circostanza risulti comunque provata, anche in mancanza di un'espressa richiesta in tal senso. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 17598 del 14/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - eccezione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17588 del 14/07/2017
    "Actio confessoria servitutis" - Servitù di passaggio - Usucapione - Esistenza di servitù di uso pubblico - Carattere ostativo - Eccezione in senso lato - Rilevabilità di ufficio. L’accertamento incidentale dell’esistenza di una servitù di uso pubblico su di una strada costituisce un fatto ostativo al riconoscimento dell'avvenuto acquisto, per usucapione ultraventennale, della servitù di passaggio sulla medesima strada in favore dei proprietari del fondo vicino, e tale circostanza, configurando un'eccezione in senso lato, è rilevabile d’ufficio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17588 del 14/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - rinuncia - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17582 del 14/07/2017
    Mancata riproposizione di domande all'udienza di precisazione delle conclusioni - Presunzione di abbandono - Operatività - Condizioni. La mancata riproposizione, in sede di precisazione delle conclusioni, di una domanda in precedenza formulata non autorizza alcuna presunzione di rinuncia in capo a colui che ebbe originariamente a proporla, essendo, a tal fine, necessario che, dalla valutazione complessiva della condotta processuale della parte, possa desumersi inequivocabilmente il venir meno dell'interesse a coltivarla. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17582 del 14/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 16171 del 28/06/2017
    Accertamento della sussistenza di vizio "in procedendo" - Conseguenze - Cassazione con rinvio - Necessità - Esclusione - Condizioni - Fondamento - Fattispecie riguardante l'omessa pronuncia su un motivo di appello. Alla luce dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo come costituzionalizzato nell'art. 111, comma 2, Cost., nonché di una lettura costituzionalmente orientata dell'attuale art. 384 c.p.c. ispirata a tali principi, una volta verificata l'omessa pronuncia su un motivo di gravame, la Suprema Corte può omettere la cassazione con rinvio della sentenza impugnata e decidere la causa nel merito allorquando la questione di diritto posta con quel motivo risulti infondata, di modo che la statuizione da rendere viene a confermare il dispositivo della sentenza di appello (determinando l'inutilità di un ritorno della causa in fase di merito), sempre che si tratti di questione che non richiede ulteriori accertamenti di fatto. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 16171 del 28/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - citazione - contenuto - determinazione del "petitum" - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16252 del 28/06/2017
    Condominio negli edifici - Appartamento sito all'ultimo piano - Eliminazione delle cause di umidità provenienti dal solaio di copertura - Modalità - Corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato qualora, relativamente ad una domanda di condanna all'esecuzione dei lavori di ripristino del soffitto di un appartamento sito all'ultimo piano dell'edificio in condominio, fondata sulla lesione del diritto di proprietà configurata in concreto da pregiudizi cagionati al soffitto dall'umidità, il giudice, a seguito degli accertamenti compiuti dal consulente tecnico, alle precisazioni ed alle istanze formulate dalle parti in corso di causa, pronunzi la condanna all'esecuzione dei lavori necessari per eliminare l'umidità determinata non dalle infiltrazioni di acqua provenienti dal solaio di copertura, ma dalla condensa connessa al difettoso isolamento termico del solaio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16252 del 28/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - procedimento - liquidazione dell'indennita' - determinazione (stima) - opposizione alla stima - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15936 del 27/06/2017
    Domanda di risarcimento del danno da occupazione illegittima - Sopravvenuto decreto di espropriazione - Automatica conversione della domanda in opposizione alla stima - Configurabilità - Fondamento. In tema di espropriazione per pubblica utilità, nel caso in cui, nel corso del giudizio proposto per il risarcimento del danno da occupazione illegittima, sopravvenga il rituale e tempestivo decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima, senza necessità di espressa domanda di liquidazione dell'indennità, stante la garanzia costituzionale secondo cui la proprietà non tollera il sacrificio senza adeguato ristoro per il titolare. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15936 del 27/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Usufrutto - usufrutto (nozione, caratteri, distinzioni) - obblighi dell'usufruttuario - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14803 del 14/06/2017
    Manutenzione di bene oggetto di usufrutto - Omissione - Richiesta del nudo proprietario di decadenza dell'usufruttuario dal suo diritto - Eccezione dell'usufruttuario circa la preesistenza del difetto di manutenzione alla costituzione dell'usufrutto - Riparto della prova. Il nudo proprietario che chieda la decadenza dell'usufruttuario dal suo diritto in conseguenza dell'abuso fattone, ex art. 1015 c.c., consistente nella mancanza di ordinarie riparazioni che lasci andare in perimento i beni che ne formano oggetto, deve limitarsi a dimostrare la sussistenza di tale condizione al momento della proposizione della domanda, mentre grava sull'usufruttuario, che affermi che la mancanza di manutenzione preesisteva alla costituzione del suo diritto, l'onere di provare tale circostanza, trattandosi un'eccezione diretta a paralizzare la pretesa fatta valere in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14803 del 14/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8986 del 06/04/2017
    Azione relativa a diritti autodeterminati - Mancato esame di un documento atto a comprovare l'acquisto della proprietà a titolo derivativo - Omesso esame di un fatto decisivo e discusso tra le parti – Configurabilità - Fondamento. La proprietà appartiene alla categoria dei diritti cd. “autodeterminati”, sicchè incorre nel vizio di omesso esame di un fatto decisivo e discusso tra le parti, ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. (nel testo, utilizzabile "ratione temporis", modificato dal d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012), il giudice di appello che, avendo il convenuto in "negatoria servitutis" dedotto l’intervenuto acquisto del diritto di proprietà dapprima per usucapione e poi, in sede di gravame, a titolo derivativo, abbia rigettato tale ultima domanda sull'assunto dell'inesistenza di un atto utile al trasferimento della proprietà in favore dell'attore in riconvenzionale, omettendo tuttavia di esaminare un documento, idoneo all'uopo, ritualmente prodotto sin dal primo grado di giudizio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8986 del 06/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - invalidita' - nullita' del contratto - in genere - Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 7294 del 22/03/2017
    Pretesa contrattuale - Omesso rilievo officioso in primo grado della nullità del contratto - Possibilità di un siffatto rilievo nel giudizio di appello in cui si invochi il riconoscimento di quella pretesa - Sussistenza - Ragioni. Il potere di rilievo officioso della nullità del contratto spetta anche al giudice investito del gravame relativo ad una controversia sul riconoscimento di pretesa che suppone la validità ed efficacia del rapporto contrattuale oggetto di allegazione - e che sia stata decisa dal giudice di primo grado senza che questi abbia prospettato ed esaminato, né le parti abbiano discusso, di tali validità ed efficacia - trattandosi di questione afferente ai fatti costitutivi della domanda ed integrante, perciò, un'eccezione in senso lato, rilevabile d'ufficio anche in appello, ex art. 345 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. U , Sentenza n. 7294 del 22/03/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 13230 del 25/05/2017
    Mutamento delle ragioni poste a fondamento della domanda – Natura di rinunzia alla originaria domanda - Invalidità - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie. Quando il mutamento delle ragioni poste a base della domanda si risolve in una “mutatio libelli”, l'abbandono della precedente pretesa da parte del difensore costituisce una vera e propria rinunzia, invalida per difetto di poteri dispositivi da parte del difensore medesimo, sicché il giudice deve pronunciarsi in ordine alla domanda originaria contenuta nell'atto introduttivo, come se le successive conclusioni non fossero state precisate. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, ritenuta inammissibile, perché proposta solo con la comparsa conclusionale, una domanda risarcitoria ex art. 1669 c.c., aveva tuttavia omesso di pronunciarsi sull’originaria domanda di risarcimento dei danni proposta ai sensi dell'art. 1494 c.c.). Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 13230 del 25/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - domande - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12843 del 22/05/2017
    Mutamento di qualificazione della domanda nei riguardi di una delle parti - Assenza di gravame sul punto - Giudicato interno - Violazione - Sussistenza - Fattispecie. In sede di gravame, il giudice non può procedere d’ufficio ad una qualificazione della domanda diversa da quella compiuta dal primo giudice e non impugnata, stante la preclusione del giudicato perfezionatosi sul punto. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata per aver violato il giudicato interno inquadrando la domanda attrice nell’ipotesi di incidente cagionato da veicolo non identificato, di cui all’art. 283, comma 1, lett. a), del d.lgs n. 209 del 2005, nonostante il primo giudice, con sentenza non definitiva, l’avesse ricondotta nel diverso caso di incidente determinato da veicolo non assicurato, di cui alla successiva lett. b) dell’articolo citato, atteso che la relativa questione non era stata impugnata con appello immediato, né con riserva di appello differito). Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12843 del 22/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 12699 del 19/05/2017
    Iscrizione di ipoteca ex art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973 - Superamento della soglia legale di iscrivibilità di euro ventimila - Eccezione proposta dopo il ricorso introduttivo - Inammissibilità - Rilevabilità d’ufficio - Esclusione - Fondamento. In tema di iscrizione ipotecaria per crediti erariali, l’illegittimità del relativo avviso derivante dal superamento della soglia legale di euro ventimila per l’iscrivibilità dell’ipoteca deve essere tempestivamente dedotta dal contribuente con il ricorso introduttivo della lite tributaria, trattandosi di vizio dell’atto riscossivo non rilevabile d’ufficio. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 12699 del 19/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - procedimento di appello - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12631 del 19/05/2017
    Appello dell’ufficio in giudizio riguardante avviso di accertamento - Necessità di uno specifico ed autonomo motivo di appello sulle sanzioni - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. In tema di contenzioso tributario, l'appello dell'Ufficio nel giudizio riguardante l’impugnazione di un avviso di accertamento non necessita di uno specifico ed autonomo motivo sulle sanzioni, costituendo queste un'obbligazione accessoria a quella principale, direttamente discendente da essa, ed in cui, quindi è compresa, sicchè deve escludersi che sia affetta dal vizio di ultrapetizione, ex art. 112 c.p.c., la sentenza della commissione tributaria regionale che, in assenza del predetto autonomo e specifico motivo, confermi "in toto" l'avviso di accertamento, anche con riguardo alle sanzioni. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12631 del 19/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12244 del 17/05/2017
    Opposizione a cartella esattoriale - Inammissibilità per mancata deduzione di vizi propri - Questione preliminare all’estensione del giudicato esterno - Configurabilità - Fattispecie. Nel giudizio di opposizione ad una cartella esattoriale, emessa a seguito di provvedimento divenuto definitivo per omessa impugnazione (nella specie, un avviso di rettifica e liquidazione in tema di imposta di registro), la questione dell’inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio, per la mancata deduzione di vizi propri della cartella impugnata, è preliminare rispetto all’estensione dell’efficacia di un giudicato esterno. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione di merito che, senza tener conto dei profili di inammissibilità del ricorso, aveva esteso all’acquirente il giudicato formatosi in altro giudizio a favore dei venditori, coobbligati solidali). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12244 del 17/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - modificazioni - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 10622 del 28/04/2017
    Azione volta al rispetto della normativa sulle distanze da costruzioni - Memorie ex art. 183, comma 5 c.p.c. (applicabile "ratione temporis") - Domanda volta alla tutela dei diritti di veduta - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio avente ad oggetto la demolizione di un fabbricato, siccome costruito in violazione delle distanze tra costruzioni, è inammissibile, in quanto nuova, la domanda, proposta con le memorie di cui all'art. 183, comma 5, c.p.c. (nel testo applicabile "ratione temporis"), concernente la violazione della distanza da veduta, trattandosi di domande diverse, l’una diretta ad evitare la formazione di intercapedini dannose (art. 873 c.c), l’altra a tutelare il proprietario del bene dall'indiscrezione del vicino (art. 907 c.c.). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 10622 del 28/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - procedimento di primo grado - ricorso introduttivo - contenuto - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9020
    Motivi del ricorso - Decisione fondata su motivi non dedotti - Vizio di extra o ultrapetizione - Configurabilità. In tema di contenzioso tributario, i motivi dell'opposizione al provvedimento impositivo si configurano come "causae petendi" della correlata domanda di annullamento, sicchè incorre nel vizio di extra o ultrapetizione il giudice adito che dichiari la nullità dell'avviso di accertamento sulla base di motivi non dedotti dalle parte interessata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9020 del 06/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - invalidita' - nullita' del contratto - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8841 del 05/04/2017
    Azione di adempimento di legato - Domanda riconvenzionale di annullamento del testamento per falsità della data - Rilevabilità "ex officio", anche in appello, della nullità del testamento per difetto di autografia - successioni "mortis causa" - successione testamentaria - forma dei testamenti - testamento olografo - autografia. Ove l'erede convenuto per l'adempimento di un legato spieghi, in via riconvenzionale, domanda di annullamento del testamento per falsità della data e riproponga, in appello, la contestazione circa la validità del titolo, così impedendo che su tale questione si formi il giudicato, il giudice del gravame può rilevare, d’ufficio, l'eventuale esistenza di cause di nullità del testamento medesimo (nella specie, per difetto di autografia). Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 8841 del 05/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - domande - effetto devolutivo - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8604 del 03/04/2017
    Esame di questioni non specificamente dedotte nei motivi, ma in rapporto di diretta connessione con questi - Ammissibilità - Condizioni - Violazione del principio “tantum devolutum quantum appellatum” - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Ai sensi dell'art. 342 c.p.c., il giudizio di appello, pur limitato all’esame delle sole questioni oggetto di specifici motivi di gravame, si estende ai punti della sentenza di primo grado che siano, anche implicitamente, connessi a quelli censurati, sicché non viola il principio del “tantum devolutum quantum appellatum” il giudice di secondo grado che fondi la propria decisione su ragioni diverse da quelle svolte dall’appellante nei suoi motivi, ovvero esamini questioni non specificamente da lui proposte o sviluppate, le quali, però, appaiano in rapporto di diretta connessione con quelle espressamente dedotte nei motivi stessi e, come tali, comprese nel “thema decidendum” del giudizio. (Nella specie, la S.C. ha rigettato la censura di extrapetizione mossa alla sentenza impugnata, evidenziando che il motivo di appello relativo alla sussistenza del requisito dimensionale per il riconoscimento della tutela reintegratoria implicava necessariamente la questione preliminare della illegittimità o inefficacia del licenziamento, sulla quale non si era formato il giudicato interno, essendo ancora “sub iudice” l’effetto giuridico riconducibile alla patologia dell’atto). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8604 del 03/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2731 del 02/02/2017
    Provvedimenti del giudice – Sentenza – Motivazione omessa – Correzione della motivazione erronea ex art. 384 c.p.c. – Applicabilità – Fondamento. La mancanza di motivazione su questione di diritto e non di fatto deve ritenersi irrilevante, ai fini della cassazione della sentenza, qualora il giudice del merito sia comunque pervenuto ad un'esatta soluzione del problema giuridico sottoposto al suo esame. In tal caso, la Corte di cassazione, in ragione della funzione nomofilattica ad essa affidata dall'ordinamento, nonché dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo, di cui all'art. 111, comma 2, Cost., ha il potere, in una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 384 c.p.c., di correggere la motivazione anche a fronte di un "error in procedendo", quale la motivazione omessa, mediante l'enunciazione delle ragioni che giustificano in diritto la decisione assunta, anche quando si tratti dell'implicito rigetto della domanda perché erroneamente ritenuta assorbita, sempre che si tratti di questione che non richieda ulteriori accertamenti in fatto. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2731 del 02/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - disponibilita' delle prove - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 21096 del 19/10/2016
    Sinistro stradale - Giudizio risarcitorio - Contumacia del responsabile - Non contestazione dei fatti allegati dall'attore da parte dell'assicuratore RCA - Efficacia - Assolvimento dell'attore all'onere probatorio - Esclusione. Nel giudizio per il risarcimento dei danni causati da un sinistro stradale, la mancata contestazione, ad opera, della compagnia assicuratrice, della responsabilità del proprio assicurato, rimasto contumace, non esonera l'attore dell'assolvimento dell'onere probatorio a suo carico, evenienza ipotizzabile solo quando il difetto di contestazione sia riferibile alle parti avversarie regolarmente costituite in giudizio, potendo, pertanto, assumere rilievo come mera circostanza di fatto liberamente apprezzabile dal giudice, in applicazione l'art. 2733, comma 3, c.c. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 21096 del 19/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - poteri del collegio - rimessione della causa al giudice di primo grado - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20965 del 17/10/2016
    Declinatoria parziale di giurisdizione in primo grado - Sentenza di appello affermativa della giurisdizione - Rimessione al primo giudice dell'intero giudizio - Fattispecie. Nel caso di declinatoria parziale di giurisdizione pronunciata dal giudice ordinario a fronte di una domanda risarcitoria, non incorre nel vizio di omessa pronuncia il giudice di appello che, riformando la decisione in ragione della sussistenza della giurisdizione su tutta la controversia, rimetta quest'ultima al giudice di prime cure onde consentirne una cognizione unitaria. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la rimessione al primo giudice, operata dalla corte territoriale in riforma della decisione di primo grado, che aveva declinato la giurisdizione ordinaria per il periodo antecedente al 30 giugno 1998 in merito ad una richiesta di risarcimento dei danni conseguenti al tardivo inquadramento di un dipendente pubblico come dirigente). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20965 del 17/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20198 del 07/10/2016
    Immissioni acustiche - Domanda risarcitoria - Richiesta di liquidazione del danno alla salute - Riconoscimento del danno da reato ex art. 659 c.p.c - Vizio di extrapetizione - Sussistenza. In un giudizio relativo ad immissioni acustiche, incorre nel vizio di extra-petizione il giudice che, provvedendo sulla connessa domanda di risarcimento del danno alla salute, proceda alla liquidazione del danno morale da reato, in ragione della ritenuta sussistenza della fattispecie di cui all'art. 659 c.p., senza che la parte abbia mai prospettato, a fondamento della domanda risarcitoria, un fatto illecito costituente reato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 20198 del 07/10/2016...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - liquidazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19623 del 30/09/2016
    Criteri di liquidazione degli onorari e delle spese - Distinzione tra i diversi gradi di giudizio - Necessità - Fondamento. In tema di spese giudiziali, il giudice deve liquidare in modo distinto spese ed onorari in relazione a ciascun grado del giudizio, poichè solo tale specificazione consente alle parti di controllare i criteri di calcolo adottati e di conseguenza le ragioni per le quali sono state eventualmente ridotte le richieste presentate nelle note spese. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19623 del 30/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - sospensione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19567 del 30/09/2016 (bis)
    Sospensione della prescrizione - Eccezione in senso lato - Conseguenze. L'eccezione di sospensione della prescrizione ex art. 2941 n.8 c.c. integra un'eccezione in senso lato e, pertanto, può essere rilevata d'ufficio dal giudice, anche in grado di appello, purché sulla base di prove ritualmente acquisite agli atti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19567 del 30/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Possesso - azioni a difesa del possesso - manutenzione - rapporto con l'azione di spoglio – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 30/09/2016
    Azione di manutenzione - Ricomprensione in quella di spoglio - Configurabilità - Fondamento - Ultrapetizione - Esclusione - Criteri. Non viola il principio della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato il giudice che, nell'esercizio del potere di interpretazione della domanda, senza mutare gli elementi obiettivi fissati dall'attore, dispone la cessazione della turbativa anziché la reintegrazione nel possesso, atteso che la mera turbativa costituisce un "minus" rispetto allo spoglio e nella domanda di reintegrazione nel possesso è ricompresa o implicita quella di manutenzione dello stesso. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 19586 del 30/09/2016  ...

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