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099. (Principio della domanda)

Art. 99. (Principio della domanda)

0 Codice di procedura civile

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Documenti collegati:

Onorari - Avvocati interni degli enti locali - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 10402 del 21/04/2025 (Rv. 674797-02)
Compensi - Misura - Limiti - Sussistenza - Rilevabilità. I compensi dovuti agli avvocati interni degli enti locali, ai sensi degli artt. 27 del c.c.n.l. del 14 settembre 2000 per il personale delle regioni e delle autonomie locali, 1, comma 208, della l. n. 266 del 2005 e 9 del d.l. n. 90 del 2014 (conv. con modif. dalla l. n. 114 del 2014), spettano nella misura stabilita dalla legge, dalla contrattazione collettiva e dal regolamento interno e non possono superare i limiti all'erogazione di somme previsti da disposizioni di legge che impongono vincoli alla capacità di spesa della P.A.; tali limiti, ove fissati dalla legge in via inderogabile e determinata, possono essere conosciuti d'ufficio dal giudice adito per l'adempimento in base al principio iura novit curia, mentre, ove debbano essere individuati dalla P.A. con atti organizzativi interni, vanno allegati e dimostrati dall'ente che ne eccepisca la concreta vigenza. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 10402 del 21/04/2025 (Rv. 674797-02) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_2697 …...
Eccezione - Potere del giudice di accertare d'ufficio la fondatezza della domanda - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 10248 del 18/04/2025 (Rv. 674469-01)
Sussistenza - Limiti - Conseguenze. Il giudice è tenuto ad accertare, anche d'ufficio, il fondamento giuridico della domanda, sulla base dei fatti costitutivi o impeditivi della pretesa dedotta in giudizio, tranne che si tratti di eccezioni in senso stretto, che devono essere proposte in giudizio soltanto dalla parte interessata; sicché tutte le ragioni che possono condurre al rigetto della domanda, per difetto delle sue condizioni di fondatezza, possono essere rilevate anche d'ufficio, in base alle risultanze ritualmente acquisite al processo, nei limiti in cui tale rilievo non sia impedito o precluso in dipendenza di apposite regole processuali. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 10248 del 18/04/2025 (Rv. 674469-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_2697 …...
Provvigione - Contratto stipulato per intervento del mediatore - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9431 del 10/04/2025 (Rv. 674559-01)
Immobile in costruzione non ancora ultimato - Mancato rilascio di garanzia fideiussoria ex art. 2 d.lgs. n. 122 del 2005 - Diritto alla provvigione - Esclusione - Nullità di protezione - Mancata eccezione dell'acquirente - Irrilevanza - Rilievo officioso - Necessità. Il diritto alla provvigione del mediatore resta escluso, ai sensi dell'art. 1757, comma 3, c.c., in presenza di vizi tali da impedire la definitiva attuazione dell'affare, come in caso di mancato rilascio della garanzia fideiussoria prevista ex art. 2 d.lgs. n. 122 del 2005, ove si tratti di immobile in costruzione non ancora ultimato e tale da non permettere il rilascio del certificato di agibilità, senza che rilevi la mancata eccezione dell'acquirente legittimato a far valere la nullità di protezione, dovendo tale questione essere rilevata d'ufficio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9431 del 10/04/2025 (Rv. 674559-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1757, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Domanda giudiziale - nuova domanda - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 3922 del 16/02/2025 (Rv. 673845-01)
Obbligazioni in genere – nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - domanda di ripetizione di indebito - Proposizione in corso di causa intrapresa con domanda contrattuale - Inammissibilità per novità - Sussistenza - Ragioni. La domanda di ripetizione dell'indebito, proposta in un giudizio originariamente fondato sulla domanda di adempimento contrattuale o di risarcimento del danno per inadempimento contrattuale, integra una domanda nuova, come tale inammissibile. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 3922 del 16/02/2025 (Rv. 673845-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_2033 …...
Concorrenza (diritto civile) - lecita - limiti - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 1851 del 25/01/2025 (Rv. 673553-01)
Contrattuali (patto di non concorrenza) - Intese restrittive della concorrenza - Contratto di fideiussione "a valle" - Nullità parziale - Rilevabilità d'ufficio - Condizioni. La nullità parziale del contratto di fideiussione "a valle", dipendente da intesa restrittiva della concorrenza "a monte", è rilevabile d'ufficio a condizione che risultino dagli atti tutte le circostanze fattuali necessarie alla sua integrazione e la concreta ricaduta della nullità delle clausole conformi al modello ABI, con la precisazione che - al detto fine - si deve considerare che l'eccezione di estinzione della garanzia ex art. 1957 c.c. ha natura di eccezione propria e non di mera difesa, con la conseguenza che il rilievo officioso della nullità della clausola di deroga non interferisce con la eventualmente ormai consumata preclusione dell'eccezione fondata sulla stessa. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 1851 del 25/01/2025 (Rv. 673553-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Civ_art_1957 …...
Concorso del fatto colposo del creditore o del danneggiato - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31971 del 11/12/2024 (Rv. 673198-02)
Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - Controversia risarcitoria - Contestazioni sulla quantificazione del danno - Prospettazione, nel giudizio di appello, di un concorso di colpa del danneggiato - Domanda nuova - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. In tema di concorso di colpa ex art. 2054, comma 2 c.c., la prospettazione di un concorso di colpa del danneggiato non configura una domanda nuova, inammissibile in appello, ove si controverta sulla quantificazione del danno, trattandosi soltanto di argomentazione difensiva utile al fine di dimostrare l'eccessività del risarcimento dedotta ab origine. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31971 del 11/12/2024 (Rv. 673198-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1227, Cod_Civ_art_2056, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_345 …...
Successione nel processo - a titolo universale - impugnazioni civili - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25860 del 27/09/2024 (Rv. 672461-01)
Impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva Impugnazione dell'erede - Prova della sua qualità - Necessità - Fondamento - Fattispecie. Colui che, assumendo di essere erede di una delle parti originarie del giudizio, propone impugnazione, deve fornire la prova, ex art. 2697 c.c., di tale sua qualità, posto che la titolarità, attiva o passiva, della posizione soggettiva vantata in giudizio è elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta all'attore allegarla e provarla, salvo il riconoscimento da parte del convenuto o lo svolgimento di difese incompatibili con la sua negazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito di inammissibilità dell'appello, avendo gli appellanti offerto la prova della loro qualità di eredi solo in sede di comparsa conclusionale e, quindi, tardivamente). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25860 del 27/09/2024 (Rv. 672461-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0459, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_115 …...
Professionisti - attivita' medico-chirurgica procedimento civile - domanda giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24656 del 13/09/2024 (Rv. 672244-01)
Interpretazione e qualificazione giuridica - Fatto - Individuazione a mezzo criteri giuridici - Titolo - Conseguenze in merito alle domande formulate - Fattispecie. In tema di interpretazione della domanda giudiziale, il fatto deve essere individuato in base a criteri giuridici e non puramente materiali, identificandosi con il titolo della pretesa azionata, in quanto tale ricomprendente tutto ciò che è comunque relativo, strumentale o accessorio alla prestazione dedotta in giudizio come derivante da uno specifico contratto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto che l'inadempimento del diverso contratto di assistenza medica per la cura di una infezione fosse lo sviluppo di un fatto precedente, relativo ad un intervento chirurgico, rispetto al quale unicamente l'attore aveva dedotto l'inadempimento della struttura sanitaria). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24656 del 13/09/2024 (Rv. 672244-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_099 …...
Legittimazione (poteri del giudice) - ad causam - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24375 del 11/09/2024 (Rv. 672362-01)
Fallimento - Opposizione allo stato passivo - Questioni inerenti alla titolarità attiva o passiva del rapporto controverso - Natura di mera difesa - Conseguenze. La questione concernente l'effettiva titolarità, dal lato attivo o passivo, del rapporto dedotto in giudizio è un elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta all'attore allegarla e provarla (salvo il caso del suo riconoscimento esplicito o implicito da parte del convenuto); con la conseguenza che la sua negazione si configura come una mera difesa che, contrariamente alle eccezioni in senso stretto, non è soggetta al termine di decadenza previsto, nell'opposizione allo stato passivo, dall'art. 99, commi 6 e 7, l.fall., ma può essere fatta valere anche oltre il termine dettato dalle predette disposizioni e rilevata d'ufficio dal giudice. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24375 del 11/09/2024 (Rv. 672362-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_081, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100 …...
Rinunzia - Eccezione di prescrizione - Proposizione in primo grado - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 13904 del 20/05/2024 (Rv. 671337-01)
Mancata formale reiterazione nelle conclusioni dell'atto di costituzione in appello - Irrilevanza - Condizioni - Fattispecie. La mancata riproposizione, nelle conclusioni formalmente rassegnate nell'atto di costituzione in appello, dell'eccezione di prescrizione sollevata in primo grado, non ne comporta la tacita rinuncia, ove, in base al tenore complessivo dell'atto, la pronuncia richiesta presupponga necessariamente l'esame dell'eccezione predetta, poiché essa ha natura di eccezione di merito con funzione estintiva della domanda. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, non ritenendo sussistente il vizio di extrapetizione in ordine all'eccezione di prescrizione, sollevata in primo grado e non reiterata nelle conclusioni della comparsa di costituzione in appello, poiché pienamente coerente con la richiesta di rigetto della domanda). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 13904 del 20/05/2024 (Rv. 671337-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_189, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_346 …...
Amministrazione pubblica - pubblica amministrazione - rappresentanza della p.a. - capacita' e legittimazione processuale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 10074 del 15/04/2024 (Rv. 670715-01)
Mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - Diritto al risarcimento danni - Legittimazione passiva esclusiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Sussistenza - Erronea evocazione di altro organo dello Stato - Mancata tempestiva eccezione da parte dell'Avvocatura dello Stato - Conseguenze - Fattispecie. Nel giudizio in cui è fatto valere il diritto al risarcimento dei danni per omessa o tardiva trasposizione di direttive comunitarie (nella specie, le direttive nn. 75/362/CEE, 75/363/CEE, 82/76/CEE, coordinate con la Direttiva 93/16/CEE in materia di retribuzione dei medici specializzandi) la legittimazione passiva spetta, in via esclusiva, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; ove, peraltro, venga erroneamente convenuto un altro organo dello Stato, in mancanza di tempestiva e rituale eccezione da parte dell'Avvocatura dello Stato, ai sensi dell'art. 4 della l. n. 260 del 1958, il difetto di legittimazione passiva non può essere rilevato d'ufficio, e la rappresentanza dello Stato si cristallizza nell'organo erroneamente convenuto. (In applicazione del principio la Corte ha cassato la sentenza impugnata che, in sede di giudizio di rinvio, rilevata d'ufficio la carenza di legittimazione passiva in capo ai Ministeri dell'Istruzione, dell'Economia e delle Finanze e della Salute citati, ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri al pagamento di quanto dovuto ai medici le cui domande ha giudicato fondate). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 10074 del 15/04/2024 (Rv. 670715-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Intervento in causa di terzi - volontario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 6930 del 14/03/2024 (Rv. 670436-01)
Intervento volontario del terzo quale effettivo titolare passivo della pretesa dedotta in giudizio dall'attore - Estensione automatica della domanda attorea nei confronti del terzo - Esclusione - Fattispecie. In caso di intervento volontario del terzo che assuma di essere l'effettivo legittimato passivo, il giudice, ove l’attore si limiti comunque a chiedere la sola condanna dell'originario convenuto, non può emettere una statuizione di condanna nei confronti del terzo ed a favore dell'attore, in virtù del principio generale della domanda. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, in difetto di espressa estensione della domanda, aveva ritenuto responsabile, per l'omessa adozione di accorgimenti diretti a limitare i disagi derivanti dall'interruzione del servizio elettrico, la sola società fornitrice, originaria convenuta, e non il gestore della rete elettrica, intervenuto volontariamente assumendo di essere l'effettivo legittimato passivo). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 6930 del 14/03/2024 (Rv. 670436-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_105 …...
legittimazione (poteri del giudice) - ad causam Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 32814 del 27/11/2023 (Rv. 669522 - 01)
Eccezione di difetto di "legitimatio ad causam" - Eccezione di difetto di titolarità del rapporto - Riqualificazione - Conseguenze - Fattispecie. L'eccezione di difetto di titolarità attiva del diritto controverso non attiene alla carenza di legittimazione attiva, bensì al merito della controversia, con la conseguenza che il giudice, qualora abbia così correttamente riqualificato l'eccezione sollevata dalla parte, è tenuto a delibare nel merito la relativa questione. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che - pur avendo correttamente riqualificato alla stregua di contestazione della titolarità del diritto fatto valere in giudizio l'eccezione di difetto di legittimazione attiva sollevata dal debitore in sede di opposizione al decreto ingiuntivo - in relazione all'intervenuta cessione del ramo di azienda da parte della banca creditrice aveva omesso di valutare le risultanze istruttorie suscettibili di comprovare, da un lato, la suddetta titolarità e, dall'altro, il fatto modificativo consistente nella dedotta cessione del credito conseguente al trasferimento del ramo d'azienda, limitandosi a rigettare l'eccezione mediante il generico riferimento a una non meglio identificata "copiosa documentazione" prodotta dal soggetto che aveva agito in giudizio). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 32814 del 27/11/2023 (Rv. 669522 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_81, Cod_Civ_art_2697 …...
Societa' - in genere - differenze dalla comunione Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 32353 del 21/11/2023 (Rv. 669580 - 01)
Tipi di societa' - indicazione negli atti e nella corrispondenza - Impresa del de cuius - Continuazione da parte degli eredi - Società di fatto o irregolare - Configurabilità - Limite temporale - Debiti sociali - Evocazione in giudizio dell'erede - Difetto di legittimazione - Sussistenza - Fondamento. In caso di continuazione dell’attività di impresa del de cuius da parte degli eredi non si configura una mera comunione di godimento, ma, fino all'iscrizione nel registro delle imprese, una società di fatto o irregolare, con conseguente responsabilità solidale ed illimitata di tutti i soci ex art. 2297 c.c.; conseguentemente, se l'erede è convenuto in giudizio per il pagamento dei debiti sociali non quale socio di fatto, ma quale mero successore mortis causa del de cuius, va dichiarato il suo difetto di legittimazione passiva, perché - evocato in tale veste - egli nemmeno potrebbe far valere il beneficio della preventiva escussione del patrimonio sociale. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 32353 del 21/11/2023 (Rv. 669580 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2291, Cod_Civ_art_2304, Cod_Civ_art_0754, Cod_Civ_art_1100, Cod_Civ_art_2248, Cod_Civ_art_2268, Cod_Civ_art_2565, Cod_Proc_Civ_art_081, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100 …...
Contratti in genere - invalidità' - nullità' del contratto Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20713 del 17/07/2023 (Rv. 668476 - 02)
Nullità negoziali - Omesso rilievo officioso in primo grado - Rilevabilità d'ufficio nel giudizio di appello o di cassazione - Condizioni e limiti - Rituale allegazione dei fatti costitutivi della nullità - Necessità - Fattispecie. Le nullità negoziali che non siano state rilevate d'ufficio in primo grado sono suscettibili di tale rilievo in grado di appello o in cassazione, a condizione che i relativi fatti costitutivi siano stati ritualmente allegati dalle parti. (Nella specie, in relazione alla contrarietà alla normativa "antitrust" di un contratto di fideiussione "omnibus" posto a valle di intese anticoncorrenziali, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto precluso il rilievo officioso della nullità in appello, per non avere la parte interessata, nell'ambito del giudizio di primo grado, dedotto la conformità delle clausole contrattuali al modello ABI né prodotto il modello medesimo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20713 del 17/07/2023 (Rv. 668476 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_345, Cod_Proc_Civ_art_360 …...
Proprietà' - azioni a difesa della proprietà' Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 18050 del 23/06/2023 (Rv. 668453 - 01)
Rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) - PROVA Occupazione abusiva di immobile - Domanda di rilascio non collegata al venir meno di un negozio - Qualificazione - Azione personale di restituzione - Esclusione - Azione di rivendicazione - Configurabilità - Risarcimento in forma specifica della pregressa situazione possessoria - Inammissibilità. La domanda con cui l’attore chieda di accertare la natura abusiva dell'occupazione di un immobile di sua proprietà da parte del convenuto, con conseguente condanna dello stesso al rilascio del bene ed al risarcimento dei danni, senza ricollegare la propria pretesa al venir meno di un negozio giuridico originariamente idoneo a giustificare la consegna della cosa e la relazione di fatto tra questa ed il medesimo convenuto, dà luogo a un'azione di rivendicazione, non potendo qualificarsi alla stregua di azione personale di restituzione, neppure in quanto tendente al risarcimento in forma specifica della situazione possessoria esistente in capo all'attore prima del verificarsi dell'abusiva occupazione, non potendo il rimedio ripristinatorio ex art. 2058 c.c. surrogare - al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dall'ordinamento - un'azione di spoglio ormai impraticabile. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 18050 del 23/06/2023 (Rv. 668453 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0948, Cod_Civ_art_1168, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2058, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Facoltà di proporre tutte le domande ricollegabili con l'oggetto della causa – Cass. n. 14070/2023
Procedimento civile - difensori - poteri - Mandato "ad litem" - Estensione - Facoltà di proporre tutte le domande ricollegabili con l'oggetto della causa - Sussistenza - Atti esclusi - Fattispecie.  Il mandato "ad litem" attribuisce al difensore la facoltà di proporre tutte le domande ricollegabili all'oggetto della causa, con esclusione degli atti (non espressamente menzionati) che comportano disposizione del diritto in contesa e delle domande con cui si introduce una nuova e distinta controversia, eccedente l'ambito della lite originaria. (Nella specie, relativa ad una controversia instaurata per il rilascio di un immobile concesso in comodato, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto che la procura alle liti, espressamente contemplante la possibilità di proporre domande riconvenzionali, non abilitasse il difensore del comodatario resistente a modificare l'originaria domanda volta all'accertamento della simulazione del contratto - con conseguente restituzione dei canoni versati in esecuzione della dissimulata locazione - in quella finalizzata, invece, all'accertamento della non gratuità del comodato predetto). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14070 del 22/05/2023 (Rv. 667973 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_084, Cod_Proc_Civ_art_099   Corte Cassazione 14070 2023 …...
Risoluzione per mancato rispetto del termine essenziale – Cass. n. 10682/2023
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Risoluzione del contratto - Risoluzione per mancato rispetto del termine essenziale - Risoluzione per inadempimento consistente nel mancato rispetto del termine non essenziale di adempimento - Differenze - Conseguenze in merito al rispetto del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.  La domanda di risoluzione del contratto per inosservanza del termine essenziale richiede la verifica dell'esistenza, nel contratto, di tale termine e del suo mancato rispetto, mentre quella di risoluzione per inadempimento consistente nell’inosservanza di un termine non essenziale implica un apprezzamento complessivo del sinallagma contrattuale, al fine di verificare quale fosse l'intenzione delle parti e quale di esse, con la sua condotta, si sia resa responsabile del mancato raggiungimento dello scopo negoziale che era stato originariamente prefisso, così incorrendo in un inadempimento di non scarsa importanza (art. 1455 c.c.), con la conseguenza che incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice del merito che, richiesto di una pronunzia di risoluzione contrattuale a norma degli artt. 1453 e 1454 c.c., accolga invece una domanda di risoluzione di diritto per avvenuta scadenza del termine essenziale (ex art. 1457 c.c.) non ritualmente proposta, trattandosi di ipotesi legislative nettamente distinte per requisiti formali e sostanziali. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10682 del 20/04/2023 (Rv. 667793 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1454, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1457, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 10682 2023 …...
Calcolo della quota di disponibile – Cass. n. 9813/2023
Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredita' - collazione ed imputazione - resa dei conti - Calcolo della quota di disponibile - Parte convenuta in riduzione - Deduzione di donazione indiretta effettuata dal "de cuius" a favore della parte attrice non inclusa nella riunione fittizia - Domanda - Necessità - Esclusione - Eccezione - Sufficienza - Fondamento.   In tema di azione di riduzione, nel caso in cui la donazione effettuata dal "de cuuis" in favore della parte attrice, di cui il convenuto pretenda l'imputazione "ex se", sia una donazione indiretta della quale occorra accertare l'esistenza, non è necessario proporre la relativa domanda, ma è sufficiente la semplice eccezione, in quanto il "fatto" rimane comunque diretto a provocare il rigetto dell'altrui pretesa, in conformità alla finalità tipica dell'eccezione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 9813 del 13/04/2023 (Rv. 667634 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0556, Cod_Civ_art_0564, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_167   Corte Cassazione 9813 2023 …...
Ricorso introduttivo della fase sommaria – Cass. n. 7163/2023
Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - Esecuzione forzata - opposizioni - agli atti esecutivi - in genere - Opposizione agli atti esecutivi - Ricorso introduttivo della fase sommaria - Domanda introduttiva del giudizio di merito - Mutamento di "petitum" - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie.   Nel giudizio di opposizione agli atti esecutivi (nella specie, avverso l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione aveva deciso una controversia distributiva ex art. 512 c.p.c.), il "thema decidendum" è individuato dal ricorso introduttivo della fase sommaria, rispetto al quale l’atto introduttivo della successiva fase di merito non può contenere un diverso "petitum". (Principio affermato dalla S.C. con riguardo all'opposizione agli atti esecutivi proposta, avverso l'ordinanza ex art. 512 c.p.c., da un creditore il quale, sul presupposto dell'inefficacia nei suoi confronti delle iscrizioni ipotecarie effettuate sull'immobile pignorato in epoca posteriore alla trascrizione della domanda revocatoria dell'atto di costituzione di un fondo patrimoniale, aveva dapprima richiesto, nel ricorso introduttivo della fase sommaria, di concorrere al riparto in misura proporzionale rispetto agli altri creditori, per poi invocare, nell'atto introduttivo del giudizio di merito, l'integrale assegnazione in suo favore delle somme ricavate). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7163 del 10/03/2023 (Rv. 667385 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_512, Cod_Proc_Civ_art_617, Cod_Proc_Civ_art_099   Corte Cassazione 7163 2023 …...
Facoltà del giudice anche in appello – Cass. n. 31574/2022
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidità personale - permanente - rendita vitalizia (contratto di) (nozione, caratteri, distinzioni) - Danno grave alla persona - Liquidazione sotto forma di rendita vitalizia ex art. 2057 c.c. - Facoltà del giudice anche in appello - Sussistenza - Istanza del danneggiato - Necessità - Esclusione - Rifiuto del danneggiato - Irrilevanza - Vantaggio per il danneggiante - Insussistenza - Ragioni.   In tema di danno alla persona, la liquidazione sotto forma di rendita vitalizia costituisce una facoltà del giudice, il quale può provvedervi in via autonoma, senza necessità di un'istanza di parte e anche in appello, non integrando tale opzione una questione rilevabile d'ufficio ex art. 101, comma 2, c.p.c., ma soltanto una diversa determinazione della forma del risarcimento; pertanto, indipendentemente dalla domanda della parte di liquidazione della rendita e finanche dall'espresso rifiuto di tale metodo di liquidazione, il giudice può comunque liquidare il pregiudizio a norma dell'art. 2057 c.c., senza che ciò si risolva in un indebito vantaggio per il danneggiante, sia perché il risarcimento per equivalente del danno biologico permanente e del danno morale ad esso conseguente comporta il ristoro di tutti i pregiudizi derivanti al danneggiato giorno per giorno e sino alla fine della sua vita, sia perché allo spirare dell'esistenza non è più configurabile un danno biologico o morale per il soggetto leso. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 31574 del 25/10/2022 (Rv. 666111 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2057, Cod_Civ_art_2059, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_101   Corte Cassazione 31574 2022 …...
Determinazione di un importo minore di quello già oggetto di stima – Cass. n. 24355/2022
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell’indennità - determinazione (stima) - opposizione alla stima - Caratteristiche di tale giudizio - Determinazione di un importo minore di quello già oggetto di stima - Domanda riconvenzionale dell'espropriante - Necessità - Successiva rinuncia - Conseguenze - Violazione dell'art. 112 c.p.c. - Sussistenza.   In tema di espropriazione per pubblica utilità, il giudizio di opposizione alla stima non ha carattere impugnatorio, ma introduce un ordinario giudizio di cognizione sul rapporto, volto all'accertamento del "quantum" effettivamente dovuto, sicché, in ossequio al principio della domanda, in presenza di una stima definitiva, non può procedersi ad una determinazione dell'indennità "in peius" per l'espropriato, a meno che l'espropriante non formuli domanda riconvenzionale; ne consegue che, ove quest'ultima sia oggetto di rinuncia, il giudice non può condannare l'espropriato alla restituzione delle somme che, in base alla stima giudiziale, abbia incassato in eccesso, incorrendo altrimenti nella violazione dell'art. 112 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 24355 del 05/08/2022 (Rv. 665706 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 24355 2022 …...
Rilievo ufficioso nel giudizio di appello e in quello di cassazione – Cass. n. 20170/2022
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere - Rilievo ufficioso nel giudizio di appello e in quello di cassazione - Ammissibilità - Anche in presenza di nullità di protezione - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.   Nel giudizio di appello e in quello di cassazione, il giudice - in caso di mancata rilevazione officiosa, in primo grado, di una nullità contrattuale - ha sempre il potere di procedere a siffatto rilievo, anche quando si tratta di "nullità di protezione", da configurarsi come "species" del più ampio "genus" delle nullità negoziali, poste a tutela di interessi e valori fondamentali che trascendono quelli del singolo contraente. (In applicazione del principio enunciato, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, nella parte in cui ha esaminato nel merito la domanda di accertamento della nullità di un contratto quadro di intermediazione mobiliare, contenuta nell'atto di appello e fondata su motivi diversi da quelli dedotti in primo grado, escludendone l'inammissibilità). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20170 del 22/06/2022 (Rv. 665222 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1421, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_339, Cod_Proc_Civ_art_345   Corte Cassazione 20170 2022 …...
Formulazione di domande o deduzione di motivi nuovi rispetto a quelli formulati nell'atto introduttivo – Cass. n. 9226/2022
Esecuzione forzata - opposizioni - in genere - Opposizioni esecutive - Formulazione di domande o deduzione di motivi nuovi rispetto a quelli formulati nell'atto introduttivo - Ammissibilità - Esclusione.   Nelle opposizioni esecutive non è ammessa la formulazione di domande nuove, né la deduzione di motivi ulteriori rispetto alle domande avanzate ed ai motivi dedotti nell'atto introduttivo, anche se tali da comportare la caducazione del titolo esecutivo o, comunque, l'insussistenza del diritto del creditore di procedere all’esecuzione forzata. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9226 del 22/03/2022 (Rv. 664260 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183, Cod_Proc_Civ_art_345   Corte Cassazione 9226 2022 …...
Violazione del principio della domanda e del principio dispositivo – Cass. n. 3086/2022
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività' - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - Accertamento di fatti principali diversi da quelli dedotti dalle parti o rilevabili d'ufficio - Violazione del principio della domanda e del principio dispositivo - Conseguenze - Nullità assoluta - Rilevabilità di ufficio e conversione in motivo di impugnazione.   In materia di consulenza tecnica d'ufficio, l'accertamento di fatti principali diversi da quelli dedotti dalle parti a fondamento della domanda o delle eccezioni e salvo, quanto a queste ultime, che non si tratti di fatti principali rilevabili d'ufficio, che il consulente nominato dal giudice accerti nel rispondere ai quesiti sottopostigli dal giudice, viola il principio della domanda ed il principio dispositivo ed è fonte di nullità assoluta rilevabile d'ufficio o, in difetto, di motivo di impugnazione da farsi valere ai sensi dell'art. 161 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 3086 del 01/02/2022 (Rv. 663786 - 06) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_062, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_156, Cod_Proc_Civ_art_157, Cod_Proc_Civ_art_161   Corte Cassazione 3086 2022 …...
Tardività della contestazione dell'illecito – Cass. n. 1056/2022
Sanzioni amministrative - applicazione - contestazione e notificazione - Tardività della contestazione dell'illecito - Effetto estintivo dell'obbligazione di pagamento della sanzione ex art. 14 l. n. 689 del 1981 - Rilevabilità d'ufficio nel giudizio di opposizione - Esclusione - Ragioni.   Nel procedimento di opposizione alle ingiunzioni di pagamento di sanzioni amministrative, di cui all'art. 22 della l. n. 689 del 1981, la tardività della contestazione dell'illecito, cui consegue, ex art. 14 stessa legge, l'effetto estintivo dell'obbligo di pagare la somma dovuta a titolo di sanzione, non può essere rilevata d'ufficio, ma costituisce oggetto di eccezione in senso stretto che deve essere dedotta come motivo specifico di opposizione, atteso che nel predetto procedimento, strutturato in conformità al modello del processo civile, trovano applicazione le regole della domanda (art. 99 c.p.c.), della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato e del divieto della pronuncia d'ufficio su eccezioni rimesse esclusivamente all'iniziativa della parte (art. 112 c.p.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 1056 del 14/01/2022 (Rv. 663569 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 1056 2022 …...
Difetto di legittimazione passiva – Cass. n. 41019/2021
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - costituzione delle parti e loro difesa - convenuto - in genere - Difetto di legittimazione passiva - Rilevabilità di ufficio - Limite del giudicato interno - Condizioni - Decisione "per saltum" rispetto all'ordine delle questioni - Giudicato implicito - Esclusione - Fattispecie.   Nel rito del lavoro, il difetto di legittimazione passiva (nella specie, dell'INAIL, a fronte di una domanda di risarcimento del danno cagionato dal diniego della certificazione di avvenuta esposizione ad amianto) è rilevabile anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo, salvo il limite del giudicato interno, che non è configurabile, neppure in forma implicita, nella fattispecie cd. di assorbimento improprio, dovuta alla decisione sulla base di una ragione più liquida, ossia quando dalla motivazione della sentenza risulti che l'evidenza di una soluzione abbia assorbito ogni altra valutazione ed indotto il giudice a decidere il merito "per saltum" rispetto all'ordine delle questioni di cui all'art. 276, comma 2, c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 41019 del 21/12/2021 (Rv. 663353 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_276, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_329, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Civ_art_2909   Corte Cassazione 41019 2021 …...
Contratto di collaborazione autonoma – Cass. n. 40896/2021
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere - Contratto di collaborazione autonoma - Nullità per difetto di forma - Deduzione per la prima volta nella memoria ex art. 380 bis. 1 c.p.c. - Inammissibilità - Rilevabilità d'ufficio della nullità - Irrilevanza - Ragioni.   In tema di contratto di collaborazione autonoma, la nullità per difetto di forma scritta non può essere dedotta per la prima volta nel giudizio di legittimità, in seno alla memoria ex art. 380 bis.1 c.p.c., ma occorre la tempestiva proposizione della questione nel giudizio di merito, a nulla rilevando che essa sia rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo, atteso che il corrispondente potere del giudice incontra, da un lato, il limite della necessità di un accertamento di fatto e, dall'altro, dev'essere coordinato con il principio della domanda, fissato dagli artt. 99 e 112 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 40896 del 20/12/2021 (Rv. 663406 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_1325, Cod_Civ_art_1350, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_360, Cod_Proc_Civ_art_380 unvicies, Cod_Proc_Civ_art_099   Corte Cassazione 40896 2021 …...
Condanna al pagamento degli interessi – Cass. n. 36659/2021
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - compensativi - Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - in genere - Condanna al pagamento degli interessi - Autonoma domanda - Necessità - Omessa indicazione della natura degli interessi richiesti - Liquidazione degli interessi compensativi - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Richiesta in appello degli interessi di mora dalla domanda di primo grado - Novità.   In tema di obbligazioni pecuniarie, gli interessi - contrariamente a quanto avviene nell'ipotesi di somma di danaro dovuta a titolo di risarcimento del danno, di cui integrano una componente necessaria - hanno fondamento autonomo rispetto al debito cui accedono e, pertanto, corrispettivi, compensativi o moratori che siano, possono essere attribuiti, in applicazione degli artt. 99 e 112 c.p.c., soltanto su espressa domanda della parte. Ove questa non specifichi, tuttavia, la natura degli accessori richiesti, si presumono domandati gli interessi corrispettivi - dovuti indipendentemente dalla mora e dall'inadempimento, essendo fondati su presupposti diversi da quelli che giustificano l'attribuzione degli interessi di mora - con conseguente tardività della domanda di attribuzione degli interessi moratori formulata solo in appello. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 36659 del 25/11/2021 (Rv. 663083 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1224, Cod_Civ_art_1282, Cod_Civ_art_1499, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 36659 2021 …...
Diritti autonomi e concorrenti del genitore convivente e del figlio – Cass. n. 34100/2021
Famiglia - matrimonio - diritti e doveri dei coniugi - educazione, istruzione e mantenimento della prole - concorso negli oneri - in genere - Genitori separati o divorziati - Mantenimento del figlio maggiorenne non autosufficiente - Diritti autonomi e concorrenti del genitore convivente e del figlio - Versamento diretto in favore del figlio - Domanda autonoma di quest'ultimo - Necessità - Fondamento.   In tema di mantenimento da parte del genitore separato o divorziato del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente e convivente con l'altro genitore, il genitore obbligato, in mancanza della corrispondente domanda del figlio, non può pretendere di assolvere la propria prestazione direttamente nei confronti di quest'ultimo, e non nei confronti del genitore istante, poiché, sebbene quest'ultimo e il figlio, in quanto titolari di diritti autonomi e concorrenti, siano entrambi legittimati a percepire il menzionato assegno, tuttavia la decisione non può sottrarsi al principio della domanda. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34100 del 12/11/2021 (Rv. 663110 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_147, Cod_Civ_art_148, Cod_Civ_art_337 septies, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 34100 2021 …...
Domande di esenzione dal c.d. "ticket" sanitario – Cass. n. 23899/2021
Igiene e sanità pubblica - servizio sanitario nazionale - organizzazione territoriale - unità sanitarie locali - prestazioni - Invalidi civili - Domande di esenzione dal c.d. "ticket" sanitario - Legittimazione passiva - Carenza di legittimazione - Rilevabilità d'ufficio - Ammissibilità.   In tema di prestazioni assistenziali agli invalidi civili, la legittimazione passiva rispetto alle domande di esenzione dalla quota di partecipazione alla spesa sanitaria (c.d. "ticket") appartiene in via esclusiva alle ASL, essendo esse gli organi, con personalità giuridica, attraverso cui gli enti territoriali competenti assicurano l'assistenza sanitaria; il difetto di legittimazione passiva (nella specie, dell'INPS) può essere rilevato d'ufficio dal giudice, se risulta dagli atti di causa, in ogni stato e grado del giudizio. Corte di Cassazione, Sez. L -, Ordinanza n. 23899 del 03/09/2021 (Rv. 662121 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_081, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 23899 2021 …...
Titolarità attiva o passiva del rapporto controverso – Cass. n. 23721/2021
Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) - ad causam - Titolarità attiva o passiva del rapporto controverso - Contestazioni - Mera difesa - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio - Fattispecie.   Le contestazioni sulla legittimazione ad agire, attiva o passiva, così come sulla titolarità, attiva o passiva, del rapporto controverso hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio, e, di conseguenza, il difetto di legittimazione così come la carenza di titolarità del rapporto, ancorché non oggetto di contestazione dall'altra parte, sono rilevabili di ufficio se risultanti dagli atti di causa, in cassazione solo nei limiti del giudizio di legittimità e del giudicato. (Nella specie, è stata cassata la decisione della corte distrettuale che aveva reputato tardiva, in quanto avanzata solo in appello, la contestazione sulla legittimazione passiva della società convenuta, quale titolare del rapporto di lavoro controverso). Corte di cassazione, sez. L -, ordinanza n. 23721 del 01/09/2021 (rv. 662115 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_081, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 23721 2021 …...
Richiesta di costituzione di servitù di passaggio – Cass. n. 20325/2021
Servitù' - prediali - servitù' coattive - Passaggio coattivo - integrazione del contraddittorio - litisconsorzio - condizioni - interclusione - Convenuto in "negatoria servitutis" - Interclusione del fondo - Richiesta di costituzione di servitù di passaggio - Domanda, riconvenzionale - Necessità - Fondamento.   Nel giudizio di "negatoria servitutis" il convenuto ha diritto di dimostrare l'interclusione del fondo e di chiedere la costituzione di una servitù di passaggio, ma è tenuto, in tal caso, a formulare un'espressa domanda riconvenzionale, perché non è la semplice allegazione dell'interclusione del fondo a costituire il corrispondente limite a carico dell'immobile gravato, ma solo l'accoglimento della domanda del proprietario del fondo intercluso. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20325 del 16/07/2021 (Rv. 661700 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0949, Cod_Civ_art_1051, Cod_Civ_art_1033, Cod_Civ_art_1031, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112   Corte Cassazione 20325 2021 …...
Contestazione relativa all'appartenenza del fondo dominante – Cass. n. 15116/2021
Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) - ad causam  -"Actio confessoria servitutis" - Contestazione relativa all'appartenenza del fondo dominante - Natura - Fondamento - Conseguenze. Servitu' - prediali - azioni a difesa della servitu' - confessoria (del possesso di servitu'). In tema di "actio confessoria servitutis", l'appartenenza del fondo dominante alla parte attrice - la cui dimostrazione non soggiace al medesimo regime probatorio dell'azione di rivendica e che può essere fornita anche ricorrendo alle presunzioni - costituisce una questione pertinente alla titolarità del rapporto sostanziale controverso e le relative contestazioni ad opera della parte convenuta integrano una mera difesa, proponibile anche direttamente in appello, sostanziando la negazione di un fatto costitutivo della domanda. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15116 del 31/05/2021 (Rv. 661363 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1079, Cod_Civ_art_2967, Cod_Proc_Civ_art_099 …...
Domanda di restituzione fondata sulla risoluzione per inadempimento – Cass. n. 13504/2021
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito – oggettivo - Domanda di restituzione fondata sulla risoluzione per inadempimento - Accoglimento quale conseguenza del rilievo d'ufficio della risoluzione consensuale - Violazione del principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato - Esclusione - Fondamento. La decisione che accolga la domanda di restituzione fondata sulla risoluzione del contratto per inadempimento, quale conseguenza del rilievo d'ufficio dell'avvenuta risoluzione consensuale, non viola il principio della corrispondenza tra chiesto e pronunciato, atteso che il venir meno del titolo, quale che ne sia la causa, rende indebita la prestazione effettuata in base ad esso e, una volta che ne sia stata chiesta la restituzione, non rileva la ragione per cui il pagamento è divenuto indebito, potendo identico effetto restitutorio seguire all'accertamento d'ufficio di altra causa di risoluzione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13504 del 18/05/2021 (Rv. 661564 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1372, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_2033, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Durata del rapporto a tempo determinato – Cass. n. 11106/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Azione di nullità contrattuale - Rilievo officioso - Limiti - Rispetto del principio della domanda - Necessità - Fattispecie. Il potere del giudice di rilevare in via officiosa l'esistenza di una causa di nullità di un contratto va contemperato e coordinato con il principio della domanda, fissato dagli artt. 99 e 112 c.p.c., nel senso che occorre comunque la tempestiva proposizione della questione in giudizio. (Nella specie, la S.C. ha negato la rilevabilità di ufficio della nullità del termine di un contratto, stipulato in esecuzione di un accordo transattivo, perché la relativa domanda non era stata formulata nel ricorso introduttivo, in cui era stata dedotta la sola nullità della transazione e del termine apposto ai contratti di somministrazione all'origine della transazione). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 11106 del 27/04/2021 (Rv. 661103 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1325, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Titolarità attiva o passiva del rapporto controverso – Cass. n. 3765/2021
Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) - ad causam -Titolarità attiva o passiva del rapporto controverso - Contestazione del convenuto - Mera difesa - Contumacia - Incidenza - Esclusione - Limiti - Fattispecie. Le contestazioni, da parte del convenuto, della titolarità del rapporto controverso dedotta dall'attore hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio, senza che l'eventuale contumacia o tardiva costituzione assuma valore di non contestazione o alteri la ripartizione degli oneri probatori, ferme le eventuali preclusioni maturate per l'allegazione e la prova di fatti impeditivi, modificativi od estintivi della titolarità del diritto non rilevabili dagli atti.(Fattispecie in cui la chiamata all'eredità, convenuta in giudizio per un debito del coniuge deceduto, era stata condannata in contumacia in prime cure, condanna riformata dal giudice di appello dinanzi al quale la predetta aveva contestato di aver validamente rinunciato all'eredità prima dell'instaurazione del giudizio di primo grado). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3765 del 12/02/2021 (Rv. 660420 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_166, Cod_Proc_Civ_art_167, Cod_Civ_art_2697 …...
Fondatezza ricorso per cassazione – Cass. n. 27704/2020
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - Fondatezza ricorso per cassazione - Per una ragione giuridica diversa da quella prospettata a sostegno del motivo - Ammissibilità - Fondamento - Limiti- Principio del monopolio della parte nell'esercizio della domanda e delle eccezioni- Conseguenze. In tema di esercizio del potere di qualificazione in diritto dei fatti, il giudice di legittimità può ritenere fondata la questione sollevata nel ricorso per una ragione giuridica diversa da quella indicata dalla parte ed individuata d'ufficio, con il solo limite che tale individuazione deve avvenire sulla base dei fatti per come accertati nelle fasi di merito e senza confliggere con il principio di monopolio della parte nell'esercizio della domanda e delle eccezioni in senso stretto, con la conseguenza che resta escluso che la S.C. possa rilevare l'efficacia giuridica di un fatto se ciò comporta la modifica della domanda per come definita nelle fasi di merito o l'integrazione di un'eccezione in in senso stretto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 27704 del 03/12/2020 Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_360_1 corte cassazione 27704 2020 …...
Inadempimento contratto di compravendita – Cass. n. 19513/2020
Procedimento civile - domanda giudiziale – implicita - Inadempimento contratto di compravendita - Ricomprensione implicita della domanda di risoluzione in altra domanda, eccezione o istanza - Ammissibilità - Fattispecie. La volontà di risolvere un contratto di compravendita per inadempimento non deve necessariamente risultare da una domanda espressamente proposta dalle parti in giudizio, ben potendo essere implicitamente contenuta in un'altra domanda, eccezione o richiesta, sia pure di diverso contenuto, che presupponga la domanda di risoluzione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la domanda di ripetizione degli acconti già versati non potesse implicitamente contenere quella di risoluzione, perché ad essa era anteposta la domanda di riduzione del corrispettivo, in relazione ai vizi della cosa venduta, sintomatica della volontà di conservazione del rapporto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 19513 del 18/09/2020 (Rv. 659132 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1492 CORTE CASSAZIONE 19513 2020 …...
Danno causato da animale - Azione ex art. 2052 c.c. - Cass. n. 13848/2020
Responsabilità' civile - proprietà' di animali - Danno causato da animale - Azione ex art. 2052 c.c. - Legittimazione passiva della Regione - Rivalsa della stessa contro altro ente - Ammissibilità - Conseguenze – Contenuto - responsabilita' civile - solidarieta' - regresso . Nell'azione di risarcimento del danno cagionato da animali selvatici ex art. 2052 c.c., la Regione convenuta, in quanto legittimata passiva, qualora reputi che le misure idonee ad impedire il danno avrebbero dovuto essere adottate da un altro ente, può - anche in quello stesso giudizio - agire in rivalsa contro detto ente, da essa indicato come effettivo responsabile e, in quest'ultimo caso, possono assumere rilievo - limitatamente al rapporto processuale tra di essi intercorrente - tutte le questioni inerenti al trasferimento o alla delega di funzioni alle Province (ovvero eventualmente ad altri enti) e l'effettività della medesima delega (anche sotto il profilo dell'assegnazione di adeguata provvista economica, laddove ciò possa ritenersi rilevante in questa ottica), così come ogni questione relativa al soggetto effettivamente competente a porre in essere ciascuna misura di cautela. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 13848 del 06/07/2020 (Rv. 658298 - 03) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2052, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100 corte cassazione 13848 2020 …...
Pubblica amministrazione - contratti – Cass. n. 11465/2020
Contratto d'opera professionale - Forma scritta - Requisiti - Delibera dell'organo collegiale dell'ente - Rilevanza - Esclusione - Ragioni. Il contratto d'opera professionale con la pubblica amministrazione deve rivestire la forma scritta "ad substantiam" e l'osservanza di tale forma richiede la redazione di un atto recante la sottoscrizione del professionista e dell'organo dell'ente legittimato ad esprimerne la volontà all'esterno, nonché l'indicazione dell'oggetto della prestazione e l'entità del compenso, dovendo escludersi che, ai fini della validità del contratto, la sua sussistenza possa ricavarsi dalla delibera dell'organo collegiale dell'ente che abbia autorizzato il conferimento dell'incarico, in quanto si tratta di un atto di rilevanza interna di natura autorizzatoria. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 11465 del 15/06/2020 (Rv. 658120 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1325, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_2222, Cod_Civ_art_2230, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 CORTE CASSAZIONE 11465 2020 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso incidentale - forma e contenuto - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8873 del 13/05/2020 (Rv. 657865 - 01)
Atto denominato controricorso - Validità come ricorso incidentale - Condizioni. Un controricorso ben può valere come ricorso incidentale, ma, a tal fine, per il principio della strumentalità delle forme - secondo cui ciascun atto deve avere quel contenuto minimo sufficiente al raggiungimento dello scopo - occorre che esso contenga i requisiti prescritti dall'art. 371 c.p.c. in relazione ai precedenti artt. 365, 366 e 369 c.p.c. e, in particolare, la richiesta, anche implicita, di cassazione della sentenza, specificamente prevista dal n. 4 dell'art. 366 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8873 del 13/05/2020 (Rv. 657865 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_121, Cod_Proc_Civ_art_365, Cod_Proc_Civ_art_366_1, Cod_Proc_Civ_art_369, Cod_Proc_Civ_art_370, Cod_Proc_Civ_art_371_1 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - per il fallito - atti successivi alla dichiarazione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7477 del 20/03/2020 (Rv. 657470 - 02)
Azione di inefficacia ex art. 44 l.fall. - Legittimazione passiva del beneficiario del pagamento e non del soggetto incaricato della sua esecuzione - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. I pagamenti avvenuti dopo il fallimento e riconducibili, anche indirettamente, al fallito, perché effettuati con suo denaro, su suo incarico ovvero in suo luogo, sono inefficaci, ai sensi dell'art. 44 l.fall., e le conseguenti domande di accertamento della loro inefficacia e di restituzione delle somme indebitamente versate in violazione della "par condicio creditorum" vanno proposte nei confronti dell'"accipiens", che è l'unico legittimato passivo, essendo l'effettivo beneficiario dell'atto solutorio, e non, invece, contro il soggetto eventualmente deputato dal medesimo fallito alla sua esecuzione. (Nella specie, la S.C. ha cassato, decidendo nel merito, la decisione di appello che aveva erroneamente ritenuto legittimato passivo di una domanda ex art. 44 l.fall. un istituto di credito che si era limitato a trasferire del denaro al creditore di una società dichiarata fallita su ordine, impartito con bonifico bancario, del liquidatore di quest'ultima, il quale aveva dichiarato di agire in nome e per conto della società stessa). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7477 del 20/03/2020 (Rv. 657470 - 02) Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_144, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100 …...
Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 6923 del 11/03/2020 (Rv. 657499 - 01)
Protezione internazionale - Protezione umanitaria - Ricorso per cassazione - Mutamento dei fatti allegati - Inammissibilità - Fattispecie. E' inammissibile il mutamento dei fatti allegati a sostegno di una domanda di protezione umanitaria nel giudizio di legittimità, anche quando i medesimi fatti, nel giudizio di merito, siano stati posti a base della domanda di protezione sussidiaria. (Nella fattispecie, l'allegata violazione del diritto allo studio era stata posta, nel giudizio di merito, a fondamento della domanda di protezione sussidiaria, mentre nel ricorso per cassazione è stata posta a sostegno della domanda di protezione umanitaria, prospettata fin dall'inizio del procedimento, ma con allegazioni fattuali diverse). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 6923 del 11/03/2020 (Rv. 657499 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099 …...
Contratti in genere - clausola penale - riduzione - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 34021 del 19/12/2019 (Rv. 656324 - 01)
Potere del giudice - Esercizio d'ufficio - Configurabilità - Presupposti - Risultanza "ex actis" - Necessità - Accertamenti d'ufficio del giudice - Esclusione - Fattispecie. Il potere di riduzione della penale ad equità, attribuito al giudice dall'art. 1384 c.c., a tutela dell'interesse generale dell'ordinamento, può essere esercitato d'ufficio, ma l'esercizio di tale potere è subordinato all'assolvimento degli oneri di allegazione e prova, incombenti sulla parte, circa le circostanze rilevanti per la valutazione dell'eccessività della penale, che deve risultare "ex actis", ossia dal materiale probatorio legittimamente acquisito al processo, senza che il giudice possa ricercarlo d'ufficio. (Nella specie la S.C., ha confermato la sentenza di merito, evidenziando che dal materiale probatorio acquisito agli atti doveva desumersi la eccessiva onerosità di una penale corrispondente alla metà del corrispettivo). Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 34021 del 19/12/2019 (Rv. 656324 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_1384 CLAUSOLA PENALE CONTRATTI …...
Procedimento civile - domanda giudiziale - rinuncia - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 31571 del 03/12/2019 (Rv. 656277 - 01)
Procedimento civile - Domanda giudiziale - Rinuncia - Mancata riproposizione di domande - Presunzione di abbandono - Operatività - Condizioni. Affinchè una domanda possa ritenersi presuntivamente abbandonata dalla parte, non basta la sua mancata riproposizione in sede di precisazione delle conclusioni, dovendosi anche accertare se, dalla valutazione complessiva della condotta processuale della parte o dalla stretta connessione della domanda non riproposta con quelle esplicitamente reiterate, non emerga una volontà inequivoca di insistere sulla domanda pretermessa. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 31571 del 03/12/2019 (Rv. 656277 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_189 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passivita' fallimentari (accertamento del passivo) - opposizione allo stato passivo - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 29254 del 12/11/2019 (Rv. 655635 - 01)
Insinuazione allo stato passivo - Poteri del giudice - Accertamento d'ufficio della fondatezza della domanda - Sussistenza - Violazione dell'art. 112 c.p.c. - Esclusione. In tema di insinuazione allo stato passivo, non viola l'art. 112 c.p.c. il tribunale che, esercitando il proprio potere d'ufficio di accertare la fondatezza della domanda proposta, rigetti l'opposizione proposta dal creditore, dovendo l'accertamento sull'esistenza del titolo dedotto in giudizio essere compiuto dal giudice "ex officio" in ogni stato e grado del processo, in ognuna delle sue fasi, salvo che tale rilievo non sia impedito o precluso in dipendenza di apposite regole processuali. Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 29254 del 12/11/2019 (Rv. 655635 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_099, Dlgs_14_2019_art_206 …...
Famiglia - filiazione - filiazione legittima (paternita' del marito, presunzione di concepimento) - disconoscimento di paternita' - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 28518 del 06/11/2019 (Rv. 655564 - 01)
Azione di disconoscimento della paternità - Diritto al mantenimento del cognome paterno - Autonoma domanda anche in via riconvenzionale - Necessità - Fattispecie. Nell'azione di disconoscimento della paternità, il mantenimento da parte del figlio disconosciuto del cognome paterno è espressione di un diritto potestativo e personalissimo che deve tradursi in una espressa domanda di accertamento da proporsi in sede giudiziale, anche in via riconvenzionale ed eventualmente subordinata all'accoglimento di quella principale, non potendosi ritenere ricompresa nella generica opposizione all'azione di disconoscimento proposta nei suoi confronti. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato la perdita del cognome paterno del figlio disconosciuto, nonostante il padre che aveva intrapreso l'azione di disconoscimento, avesse manifestato la volontà di non opporsi al mantenimento del suo cognome). Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 28518 del 06/11/2019 (Rv. 655564 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0262, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Civ_art_0243_2, Cod_Proc_Civ_art_167 …...
Contratti in genere - invalidita' - nullita' del contratto – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 26495 del 17/10/2019 (Rv. 655652 - 01)
Azione di nullità contrattuale - Rilievo ufficioso di una causa di nullità diversa da quella prospettata - Instaurazione del contraddittorio - Necessità - Anche in appello - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Il giudice innanzi al quale sia proposta una domanda di nullità contrattuale deve rilevare d'ufficio l'esistenza di una causa di nullità diversa da quella prospettata, che sia desumibile dai fatti dedotti in giudizio ed abbia carattere assorbente, con l'unico limite di dovere instaurare il contraddittorio prima di statuire sul punto. Tale rilievo è doveroso anche in grado di appello, perché si tratta di una questione che attiene ai fatti costitutivi della pretesa azionata ed integra un'eccezione in senso lato, rilevabile d'ufficio ex art. 345 c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello, che non aveva rilevato d'ufficio la nullità del contratto di vitalizio alimentare per difetto di causa, in particolare per difetto di alea, in ragione della grave patologia che affliggeva il vitaliziato e che lasciava presumere l'imminente suo decesso, in un giudizio in cui il medesimo contratto era stato impugnato per altre ragioni). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 26495 del 17/10/2019 (Rv. 655652 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1325, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_345 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Riscossione delle imposte - con ingiunzione fiscale - opposizione – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 24040 del 26/09/2019 (Rv. 655306 - 02)
Amministrazione creditrice - Qualità di parte attrice in senso sostanziale - Conseguenze - Domande riconvenzionali - Inammissibilità - Eccezioni - Fondamento - Fattispecie. Nel giudizio di opposizione a ingiunzione fiscale, sia esso relativo a entrate di diritto tributario come pure a quelle di diritto privato, l'opponente assume la veste di attore soltanto in senso formale, dovendo pertanto escludersi che l'Amministrazione opposta, attrice in senso sostanziale, possa proporre domande riconvenzionali, a meno che non si tratti di richieste che, a prescindere dalla terminologia adottata, siano volte ad ottenere la conferma dell'ingiunzione. (In applicazione del principio enunciato, la S.C. ha ritenuto ammissibile la domanda dell'Amministrazione, volta ad ottenere la condanna al pagamento dell'importo indicato nell'ingiunzione nei confronti della stessa parte destinataria dell'ingiunzione, ma non anche nei confronti del diverso soggetto, intervenuto in giudizio a sostegno di quest'ultima, per essere indirettamente interessato all'esito del giudizio). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 24040 del 26/09/2019 (Rv. 655306 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099 …...
Accertamento in ordine alla ricorrenza di "error in procedendo" del giudice di merito
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - errore "in procedendo"- Accertamento in ordine alla ricorrenza di "error in procedendo" del giudice di merito - Poteri della Corte di cassazione - Oneri gravanti sul ricorrente. La Corte di cassazione, allorquando debba accertare se il giudice di merito sia incorso in "error in procedendo", è anche giudice del fatto ed ha il potere di esaminare direttamente gli atti di causa; tuttavia, non essendo il predetto vizio rilevabile "ex officio", né potendo la Corte ricercare e verificare autonomamente i documenti interessati dall'accertamento, è necessario che la parte ricorrente non solo indichi gli elementi individuanti e caratterizzanti il "fatto processuale" di cui richiede il riesame, ma anche che illustri la corretta soluzione rispetto a quella erronea praticata dai giudici di merito, in modo da consentire alla Corte investita della questione, secondo la prospettazione alternativa del ricorrente, la verifica della sua esistenza e l'emenda dell'errore denunciato. Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 20181 del 25/07/2019 (Rv. 654876 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_366 …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 18560 del 10/07/2019 (Rv. 654486 - 01)
Categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - impiegato privato (nozione, differenze con l'operaio, distinzioni) - Danno biologico - Liquidazione - Invalidità temporanea - Domanda specifica - Necessità - Ragioni. La lesione dell'integrità psicofisica, da cui scaturisce il danno biologico, può determinare una invalidità tanto temporanea quanto permanente, pregiudizi che, pur avendo medesima natura giuridica, non si implicano a vicenda in quanto diversi in fatto; ne consegue che, ai fini del riconoscimento del danno da invalidità temporanea, si richiede una specifica domanda, supportata dalle relative allegazioni in fatto, senza che sia sufficiente quella di risarcimento del danno biologico complessivo. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 18560 del 10/07/2019 (Rv. 654486 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2059, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione o di occupazione temporanea - Cass. Ord. 15414/2019
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - determinazione (stima) - opposizione alla stima - Oggetto del giudizio - Quantificazione dell'indennità - Congruità e conformità ai criteri di legge - Principio della domanda - Coordinamento - Necessità - Determinazione di una somma inferiore rispetto alla stima amministrativa - Ammissibilità - Condizioni. In materia di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione o di occupazione temporanea, oggetto del giudizio è la congruità e conformità di essa ai criteri di legge, principi che devono essere coordinati con quello della domanda, con la conseguenza che l'opposizione formulata dall'espropriato potrà condurre solo alla determinazione di un'indennità maggiore, e non inferiore, rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, in difetto di una domanda formulata dall'espropriante. Pertanto, nel caso in cui l'accertamento giudiziario conduca ad un risultato sfavorevole per l'espropriato opponente, il giudice dovrà limitarsi a respingere la domanda, altrimenti incorrendo nel vizio di ultrapetizione, salvo che il promotore dell'espropriazione, convenuto in opposizione, abbia ritualmente proposto domanda riconvenzionale di riduzione dell'ammontare. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 15414 del 06/06/2019 (Rv. 654650 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_167 …...
Vendita di beni di consumo - Cass. 14775/2019
Difetto di conformità al momento della consegna - Art. 130 d.lgs. n. 206 del 2005 – Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta (nozione, distinzioni) - effetti della garanzia - risarcimento del danno . In tema di vendita di beni di consumo, l'art. 130 del d.lgs. n. 206 del 2005 reca una specifica tutela del consumatore, prevedendo e disciplinando la responsabilità del venditore per qualsiasi difformità esistente al momento della consegna, mentre, come previsto dall'art. 135 del menzionato d.lgs., in tutti gli altri casi d'inadempimento si applicano le regole ordinarie, che richiedono una specifica allegazione (circa la natura contrattuale o extracontrattuale della responsabilità) e prova. (Nella specie, con riferimento alla vendita di una autovettura, la S.C. ha rigettato l'impugnazione avverso la decisione, con cui era stata esclusa la responsabilità ex art. 130 del d.lgs. cit. del concessionario, stante il giudicato sull'inesistenza di difetti originari del bene, ed era anche stata negata ogni altra responsabilità, in mancanza di specifica allegazione e prova del nesso eziologico fra una condotta illecita qualificata e il danno, verificatosi a distanza di tempo dall'acquisto). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14775 del 30/05/2019 (Rv. 654097 - 01) Riferimenti normativi:  Cod. Civ. art. 2697 – Onere della prova Cod. Proc. Civ. art. 115 – Disponibilità delle prove Cod. Proc. Civ. art. 099 – Principio della domanda Cod. Civ. art. 1476 – Obbligazioni principali del venditore Cod. Civ. art. 1490 – Garanzia per i vizi della cosa venduta Cod. Civ. art. 1494 – Risarcimento del danno …...
Domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica – Cass. 13602/2019
Potere del giudice del merito - Accertamento e valutazione del contenuto sostanziale della pretesa - Necessità - Elementi di riferimento - Sindacato di legittimità - Limiti. Il giudice di merito, nell'esercizio del potere di interpretazione e qualificazione della domanda, non è condizionato dalle espressioni adoperate dalla parte ma deve accertare e valutare il contenuto sostanziale della pretesa, quale desumibile non esclusivamente dal tenore letterale degli atti ma anche dalla natura delle vicende rappresentate dalla medesima parte e dalle precisazioni da essa fornite nel corso del giudizio, nonché dal provvedimento concreto richiesto, con i soli limiti della corrispondenza tra chiesto e pronunciato e del divieto di sostituire d'ufficio un'azione diversa da quella proposta. Il relativo giudizio, estrinsecandosi in valutazioni discrezionali sul merito della controversia, è sindacabile in sede di legittimità unicamente se sono stati travalicati i detti limiti o per vizio della motivazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 13602 del 21/05/2019 (Rv. 653921 - 01) Riferimenti normativi:  Cod. Proc. Civ. art. 360.1 - Sentenze impugnabili e motivi di ricorso Cod. Proc. Civ. art. 099 – Principio della domanda Cod. Proc. Civ. art. 112 – Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato …...
Domanda giudiziale - implicita Interpretazione e qualificazione giuridica della domanda - Poteri del giudice di merito - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7322 del 14/03/2019
Procedimento civile - domanda giudiziale - implicita Interpretazione e qualificazione giuridica della domanda - Poteri del giudice di merito - Criteri e limiti - Contenuto sostanziale - Inclusione dell'istanza implicita, connessa con la "causa petendi" ed il "petitum" - Esame - Ammissibilità - Fattispecie. Il giudice del merito, nell'indagine diretta all'individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto a uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti, ma deve aver riguardo al contenuto della pretesa fatta valere in giudizio e può considerare, come implicita, un'istanza non espressa ma connessa al "petitum" e alla "causa petendi". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la domanda di ripristino dei luoghi, proposta nel solo giudizio di merito, all'esito di un'azione nunciatoria, fosse da ritenere implicita rispetto alla rimozione della causa del danno, in quanto diretta all'eliminazione di uno scavo realizzato in violazione dell'art. 891 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7322 del 14/03/2019 Cod_Civ_art_1171, Cod_Civ_art_1172, Cod_Civ_art_2907, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Civ_art_0891, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Invalidità' - nullità' del contratto - Nullità negoziali - Rilievo officioso di una causa diversa da quella allegata - Possibilità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6319 del 05/03/2019
Contratti in genere - invalidità' - nullità' del contratto - Nullità negoziali - Rilievo officioso di una causa diversa da quella allegata - Possibilità - Fondamento - Fattispecie. Nelle polizze ”unit linked”, caratterizzate dalla componente causale mista, finanziaria ed assicurativa sulla vita, anche ove sia prevalente la causa finanziaria, la parte qualificata come assicurativa deve rispondere ai principi dettati dal codice civile, delle assicurazioni e della normativa secondaria ad essi collegata, con particolare riferimento al rischio demografico rispetto al quale il giudice di merito deve valutare l’entità della copertura assicurativa, desumibile dall'ammontare del premio versato dal contraente rispetto al capitale garantito, dall'orizzonte temporale e dalla tipologia dell'investimento. (Nella specie la Corte ha ritenuto che erroneamente il giudice del merito non avesse preso in esame l’esiguità del rischio demografico contrattualmente previsto in relazione all'equilibrio delle prestazioni che veniva sostanzialmente vanificato.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6319 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Civ_art_1882, Cod_Civ_art_1919 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Intervento in causa di terzi - coatto "iussu iudicis" (chiamata) - ordine di chiamata in causa del terzo "iussu iudicis" - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4724 del 19/02/2019
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - coatto "iussu iudicis" (chiamata) - ordine di chiamata in causa del terzo "iussu iudicis" - estensione della domanda attorea al terzo - applicabilità delle preclusioni - esclusione - fondamento. La manifestazione, da parte dell'attore, della volontà di estendere la domanda originaria nei confronti del terzo chiamato in causa "iussu iudicis" non è assoggettata ad alcun termine perentorio, potendo essere disposto l'intervento ex art. 107 c.p.c. in ogni momento del processo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4724 del 19/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_107, Cod_Proc_Civ_art_099 …...
Invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019
contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - "rilevazione" e "dichiarazione" - rispettive modalità operative – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 La rilevazione d'ufficio delle nullità negoziali - sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, e altresì per le ipotesi di nullità speciali o di protezione - è sempre obbligatoria, purché la pretesa azionata non venga rigettata in base a una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio. La loro dichiarazione, invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa - salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte - del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia di giudicato in assenza di sua impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza, emessa in altro giudizio e passata in giudicato, con la quale era stata incidentalmente dichiarata la nullità del contratto preliminare di vendita del diritto d'uso di un box auto, spiegasse i suoi effetti anche nel successivo giudizio instaurato dalla promittente alienante nei confronti dei promissari acquirenti per il rilascio del bene e per il pagamento delle spese di gestione e dell'indennità di occupazione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 nullità negoziali nullità del contratto preliminare di vendita Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI   …...
Interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - prescrizione - interruzione - citazione o domanda giudiziale - interpretazione - compito esclusivo del giudice di merito - censurabilità in cassazione - condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018 L'interpretazione della domanda giudiziale, al fine di stabilirne l'idoneità a costituire atto interruttivo della prescrizione di un determinato diritto, non involgendo l'accertamento di un vizio in procedendo, costituisce attività riservata al giudice del merito ed è sindacabile in sede di legittimità solo sotto il profilo del vizio di motivazione. (Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la motivazione della corte d'appello che aveva ritenuto idonea ad interrompere, con efficacia permanente, il termine di prescrizione del diritto all'indennità di occupazione la domanda giudiziale di pagamento di quanto dovuto per il protrarsi dell'occupazione dalla data dell'immissione in possesso a quella della irreversibile trasformazione del fondo). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018 …...
Istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e istanza di vendita
Divisione - divisione ereditaria - domanda - in genere - divisione immobiliare - istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e istanza di vendita - carattere antitetico delle domande - sussistenza - domanda di vendita in sede di precisazione delle conclusioni - assegnazione in proprietà esclusiva - possibilità - esclusione - modifica in sede di comparsa conclusionale - rilevanza - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26944 del 24/10/2018 >>> Nel giudizio di divisione avente ad oggetto beni immobili, l'istanza di assegnazione in proprietà esclusiva e quella di vendita del bene sono da considerare fra loro antitetiche; ne consegue che, ove la parte che in precedenza abbia avanzato tale istanza, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia formulato domanda di vendita, il giudice non può procedere all'assegnazione del bene in proprietà esclusiva, dovendosi presumere abbandonata la precedente istanza; né può assumere rilievo un'eventuale modifica di tali conclusioni formulata in sede di comparsa conclusionale, attesa la limitata funzione di quest'ultima, volta alla sola illustrazione delle conclusioni già assunte. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha cassato, per ultrapetizione, l'impugnata sentenza che aveva attribuito ai ricorrenti un cespite oggetto di divisione alla cui assegnazione avevano poi rinunciato in sede di precisazione delle conclusioni, invocandone la vendita all'asta). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26944 del 24/10/2018 …...
Compravendita di appartamento - diritto dell’alienante al corrispettivo
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - autorimessa - area condominiale da riservare a parcheggio – compravendita di appartamento con clausola escludente dalla alienazione la comproprietà o il diritto di utilizzazione di detta area – nullità della clausola - trasferimento “ex lege” del predetto diritto al compratore – diritto dell’alienante al corrispettivo – credito di valore – rivalutazione – istanza di parte – necessità – esclusione - pronuncia del giudice d’ufficio – fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26758 del 23/10/2018 >>> La nullità della clausola del contratto di compravendita di un appartamento che escluda il trasferimento della proprietà o del diritto reale di utilizzazione dell'area condominiale da riservare a parcheggio, ai sensi dell'art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942, aggiunto dall'art. 18 della legge n. 765 del 1967, e il conseguente trasferimento "ex lege" del predetto diritto all'acquirente comportano il diritto dell'alienante al corrispettivo di tale trasferimento, il quale dà luogo ad un debito di valore rivalutabile fino alla data della sentenza e, configurandosi quale mera conseguenza della costituzione del diritto reale di uso, deve essere riconosciuto dal giudice anche in assenza di apposita istanza dell'avente diritto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva ritenuto nuova, perché formulata per la prima volta in sede di gravame, la domanda di rivalutazione monetaria del corrispettivo spettante alla parte alienante a fronte del riconoscimento, in favore della parte acquirente, del diritto d'uso ex art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26758 del 23/10/2018 …...
Indennità di occupazione legittima
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo. pp.) - risarcimento del danno - irreversibile trasformazione del bene - domanda risarcitoria - indennità di occupazione legittima per il quinquennio antecedente all'illegittimo spossessamento - spettanza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018 >>> Al proprietario di terreni legittimamente occupati, poi irreversibilmente trasformati ed acquisiti illegittimamente dalla P.A., il quale abbia chiesto di essere indennizzato per l'indisponibilità dei beni per l'intera durata dell'occupazione, deducendone l'illegittimità, è dovuta, in aggiunta al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima, anche l'indennità di occupazione legittima. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, erroneamente qualificando "in iure" la domanda come diretta al risarcimento del danno per l'occupazione acquisitiva illegittima, non aveva riconosciuto anche la reintegrazione indennitaria per il periodo di occupazione legittima antecedente allo sviluppo illegittimo della procedura). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24101 del 03/10/2018 …...
Contratti bancari - Insussistenza di versamenti solutori
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - anatocismo - Contratti bancari - Conto corrente - Domanda di accertamento della nullità di clausole anatocistiche e di ripetizione di indebito - Insussistenza di versamenti solutori - Irrilevanza - Interesse del correntista all'accertamento - Sussistenza - Ragioni. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - 1, ORDINANZA N. 21646 DEL 05/09/2018 In tema di conto corrente bancario, l'assenza di rimesse solutorie eseguite dal correntista non esclude l'interesse di questi all'accertamento giudiziale, prima della chiusura del conto, della nullità delle clausole anatocistiche e dell'entità del saldo parziale ricalcolato, depurato delle appostazioni illegittime, con ripetizione delle somme illecitamente riscosse dalla banca, atteso che tale interesse mira al conseguimento di un risultato utile, giuridicamente apprezzabile e non attingibile senza la pronuncia del giudice, consistente nell'esclusione, per il futuro, di annotazioni illegittime, nel ripristino di una maggiore estensione dell'affidamento concessogli e nella riduzione dell'importo che la banca, una volta rielaborato il saldo, potrà pretendere alla cessazione del rapporto.   …...
Procedimenti cautelari - azioni di nunciazione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21491 del 31/08/2018
Definizione del procedimento cautelare - Instaurazione del processo di merito - Autonoma domanda - Necessità - Difetto - Conseguenze. In tema di azioni di nunciazione, il procedimento cautelare termina con l'ordinanza di accoglimento o rigetto del giudice monocratico o del collegio in caso di reclamo, mentre il successivo processo di cognizione richiede un'autonoma domanda di merito. Il processo di cognizione che si svolga in difetto dell'atto propulsivo di parte, a causa dell'erronea fissazione giudiziale di un'udienza successiva all'ordinanza cautelare, è affetto da nullità assoluta per violazione del principio della domanda, rilevabile d'ufficio dal giudice e non sanata dall'instaurarsi del contraddittorio tra le parti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21491 del 31/08/2018   …...
Procedimento civile - domanda giudiziale - conclusioni definitive - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18027 del 09/07/2018
Rinunzia della parte ad una domanda - Modalità di detta rinunzia. La rinuncia ad una domanda si può configurare soltanto quando la parte, dopo aver formulato determinate conclusioni nel proprio scritto introduttivo, utilizzi la facoltà di precisazione e modificazione delle stesse prevista dall'art. 183, comma 6, c.p.c. ovvero precisi le conclusioni all'udienza ex art. 189 c.p.c., senza riproporre integralmente le conclusioni originarie, in tal modo evidenziando la propria volontà di abbandonare le domande non espressamente riproposte. Nell'ipotesi in cui, invece, il procuratore della parte non si presenti all'udienza di precisazione delle conclusioni o, presentandosi, non precisi le conclusioni o le precisi in maniera generica, vale la presunzione che la parte medesima abbia voluto tenere ferme le precedenti conclusioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18027 del 09/07/2018 …...
Procedimento civile - domanda giudiziale - rinuncia - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17582 del 14/07/2017
Mancata riproposizione di domande all'udienza di precisazione delle conclusioni - Presunzione di abbandono - Operatività - Condizioni. La mancata riproposizione, in sede di precisazione delle conclusioni, di una domanda in precedenza formulata non autorizza alcuna presunzione di rinuncia in capo a colui che ebbe originariamente a proporla, essendo, a tal fine, necessario che, dalla valutazione complessiva della condotta processuale della parte, possa desumersi inequivocabilmente il venir meno dell'interesse a coltivarla. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17582 del 14/07/2017   …...
Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - procedimento - liquidazione dell'indennita' - determinazione (stima) - opposizione alla stima - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15936 del 27/06/2017
Domanda di risarcimento del danno da occupazione illegittima - Sopravvenuto decreto di espropriazione - Automatica conversione della domanda in opposizione alla stima - Configurabilità - Fondamento. In tema di espropriazione per pubblica utilità, nel caso in cui, nel corso del giudizio proposto per il risarcimento del danno da occupazione illegittima, sopravvenga il rituale e tempestivo decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima, senza necessità di espressa domanda di liquidazione dell'indennità, stante la garanzia costituzionale secondo cui la proprietà non tollera il sacrificio senza adeguato ristoro per il titolare. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15936 del 27/06/2017   …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso incidentale - forma e contenuto - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25048 del 07/12/2016
Atto denominato controricorso - Validità come ricorso incidentale – Condizioni Un controricorso ben può valere come ricorso incidentale, ma, a tal fine, per il principio della strumentalità delle forme - secondo cui ciascun atto deve avere quel contenuto minimo sufficiente al raggiungimento dello scopo - occorre che esso contenga i requisiti prescritti dall'art. 371 c.p.c. in relazione ai precedenti artt. 365, 366 e 369, e, in particolare, la richiesta, anche implicita, di cassazione della sentenza, specificamente prevista dal n. 4 dell'art. 366 c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 25048 del 07/12/2016   …...
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18292 del 19/09/2016
Attribuzione - Espressa domanda di parte - Necessità. In tema di obbligazioni pecuniarie, gli interessi, contrariamente a quanto avviene nell'ipotesi di somma di danaro dovuta a titolo di risarcimento del danno di cui essi integrano una componente necessaria, hanno fondamento autonomo rispetto al debito al quale accedono, sicché gli stessi - siano corrispettivi, compensativi o moratori - possono essere attribuiti, in applicazione degli artt. 99 e 112 c.p.c., soltanto su espressa domanda della parte. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18292 del 19/09/2016   …...
Procedimento civile - legittimazione - ad causam – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17092 del 12/08/2016
"Legitimatio ad causam" - Rilevabilità officiosa in ogni stato e grado del procedimento - Effettiva titolarità del rapporto controverso - Rilevabilità d'ufficio - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. La "legitimatio ad causam", attiva e passiva, consiste nella titolarità del potere di promuovere o subire un giudizio in ordine al rapporto sostanziale dedotto, secondo la prospettazione della parte, con conseguente rilevabilità officiosa in ogni stato e grado del procedimento, mentre l'effettiva titolarità del rapporto controverso, attenendo al merito, rientra nel potere dispositivo e nell'onere deduttivo e probatorio dei soggetti in lite, sicché il suo difetto non può essere rilevato d'ufficio dal giudice ma dev'essere sollevato nei tempi e modi previsti e, quindi, non per la prima volta in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17092 del 12/08/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - azione giudiziaria per il rispetto delle - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16808 del 09/08/2016
Domanda per violazione della distanza da costruzione e domanda per violazione della distanza da veduta - Diversità - Fondamento - Conseguenze. La disciplina sulle distanze delle costruzioni dalle vedute, di cui all'art. 907 c.c., ha natura giuridica, presupposti di fatto e contenuto precettivo diversi da quella delle distanze tra costruzioni, di cui all'art. 873 c.c., poiché la prima mira a tutelare il proprietario del bene dall'indiscrezione del vicino, mentre la seconda è volta ad evitare la formazione di intercapedini dannose, sicché incorre nel vizio di extrapetizione il giudice che, a fronte di una domanda che denuncia la violazione delle distanze tra le costruzioni, condanni il convenuto per la violazione dell'art. 873 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16808 del 09/08/2016   …...
Procedimento civile - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
Codacons - Ente esponenziale degli utenti dei servizi bancari - Domande a tutela ex artt. 1 e 3 l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis" - Legittimazione attiva - Domande di accertamento agevolative delle iniziative dei singoli consumatori - Proponibilità - Fattispecie. L'ente esponenziale degli interessi degli utenti dei servizi bancari (nella specie, Codacons) è legittimato, giusta gli artt. 1 e 3 della l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis", a proporre, a tutela dell'interesse comune dei clienti della banca convenuta, tutte quelle domande che siano volte ad eliminare gli effetti delle violazioni in danno degli utenti medesimi e ad imporre al trasgressore comportamenti conformi alle regole di correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, sicché può formulare richieste tese ad ottenere una pronuncia di accertamento di ogni questione che, a prescindere dalle peculiarità delle singole posizioni individuali, sia idonea ad agevolare le iniziative dei singoli consumatori, sollevandoli dai relativi oneri e rischi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva inibito alla banca di continuare a rifiutarsi di restituire alla propria clientela le somme indebitamente percepite in applicazione della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016   …...
Procedimento civile - legittimazione - attiva - Codacons – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
Ente esponenziale degli utenti dei servizi bancari - Domande a tutela ex artt. 1 e 3 l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis" - Legittimazione attiva - Domande di accertamento agevolative delle iniziative dei singoli consumatori - Proponibilità - Fattispecie. L'ente esponenziale degli interessi degli utenti dei servizi bancari (nella specie, Codacons) è legittimato, giusta gli artt. 1 e 3 della l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis", a proporre, a tutela dell'interesse comune dei clienti della banca convenuta, tutte quelle domande che siano volte ad eliminare gli effetti delle violazioni in danno degli utenti medesimi e ad imporre al trasgressore comportamenti conformi alle regole di correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, sicché può formulare richieste tese ad ottenere una pronuncia di accertamento di ogni questione che, a prescindere dalle peculiarità delle singole posizioni individuali, sia idonea ad agevolare le iniziative dei singoli consumatori, sollevandoli dai relativi oneri e rischi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva inibito alla banca di continuare a rifiutarsi di restituire alla propria clientela le somme indebitamente percepite in applicazione della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016   …...
Società - di capitali - società per azioni - organi sociali - assemblea dei soci - deliberazioni - invalide - nullità - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8795 del 04/05/2016
Principio del rilievo ufficioso delle nullità negoziali per causa diversa da quella allegata - Azioni di impugnazione delle delibere assembleari - Applicabilità - Fondamento - Fattispecie - nullità del contratto  Il principio per cui il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità contrattuale deve rilevare d'ufficio (o, comunque, a seguito di allegazione di parte successiva all'"editio actionis"), ove emergente dagli atti, l'esistenza di un diverso vizio di nullità, essendo quella domanda pertinente ad un diritto autodeterminato, è suscettibile di applicazione estensiva anche nel sottosistema societario, nell'ambito delle azioni di impugnazione delle deliberazioni assembleari, benché non assimilabili ai contratti, atteso che, per la naturale forza espansiva riconnessa al principio generale, va riconosciuto al giudice il potere di rilevare d'ufficio la nullità di una delibera anche in difetto di un'espressa deduzione di parte o per profili diversi da quelli enunciati, purché desumibili dagli atti ritualmente acquisiti al processo e previa provocazione del contraddittorio sul punto, trattandosi di potere volto alla tutela di interessi generali dell'ordinamento, afferenti a valori di rango fondamentale per l'organizzazione sociale, che trascendono gli interessi particolari del singolo. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto non viziata da ultrapetizione la decisione del giudice di rigetto della domanda di pagamento del prezzo di un pacchetto azionario su un vizio radicale della rappresentazione economico-finanziaria della società emergente dalla delibera di approvazione del bilancio annessa al contratto di compravendita, ancorché originariamente non contestato dall'acquirente). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8795 del 04/05/2016   …...
Società - di capitali - società per azioni - organi sociali - assemblea dei soci - deliberazioni - invalide - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8795 del 04/05/2016
Principio del rilievo ufficioso delle nullità negoziali per causa diversa da quella allegata - Azioni di impugnazione delle delibere assembleari - Applicabilità  Il principio per cui il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità contrattuale deve rilevare d'ufficio (o, comunque, a seguito di allegazione di parte successiva all'"editio actionis"), ove emergente dagli atti, l'esistenza di un diverso vizio di nullità, essendo quella domanda pertinente ad un diritto autodeterminato, è suscettibile di applicazione estensiva anche nel sottosistema societario, nell'ambito delle azioni di impugnazione delle deliberazioni assembleari, benché non assimilabili ai contratti, atteso che, per la naturale forza espansiva riconnessa al principio generale, va riconosciuto al giudice il potere di rilevare d'ufficio la nullità di una delibera anche in difetto di un'espressa deduzione di parte o per profili diversi da quelli enunciati, purché desumibili dagli atti ritualmente acquisiti al processo e previa provocazione del contraddittorio sul punto, trattandosi di potere volto alla tutela di interessi generali dell'ordinamento, afferenti a valori di rango fondamentale per l'organizzazione sociale, che trascendono gli interessi particolari del singolo. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto non viziata da ultrapetizione la decisione del giudice di rigetto della domanda di pagamento del prezzo di un pacchetto azionario su un vizio radicale della rappresentazione economico-finanziaria della società emergente dalla delibera di approvazione del bilancio annessa al contratto di compravendita, ancorché originariamente non contestato dall'acquirente). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8795 del 04/05/2016   …...
risarcimento del danno - condanna generica - condizioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016
iniziale richiesta di condanna generica - Consenso espresso o tacito del convenuto - Necessità - Esclusione - Ragioni. Con riguardo alle azioni di risarcimento del danno (sia in materia contrattuale che extracontrattuale), è ammissibile la domanda dell'attore originariamente rivolta unicamente ad una condanna generica, senza che sia necessario il consenso - espresso o tacito - del convenuto, costituendo essa espressione del principio di autonoma disponibilità delle forme di tutela offerte dall'ordinamento ed essendo configurabile un interesse giuridicamente rilevante dell'attore. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016   …...
Procedimento civile - legittimazione - ad causam – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21176 del 20/10/2015
Difetto - Rilevabilità d'ufficio - Principio di non contestazione - Operatività - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21176 del 20/10/2015 Il principio di non contestazione mira a selezionare i fatti pacifici e a separarli da quelli controversi, per i quali soltanto si pone l'esigenza dell'istruzione probatoria, operando in un ambito soggettivamente ed oggettivamente dominato dalla disponibilità delle parti, al quale resta estranea la "legitimatio ad causam", che attiene al contraddittorio e deve essere verificata anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo, con il solo limite del giudicato interno. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure la declaratoria d'ufficio del difetto di legittimazione dell'attrice che aveva assunto di essere la madre della vittima di incidente stradale, in assenza di documentazione indicante la composizione del nucleo familiare, ritenendo inidoneo allo scopo un verbale redatto della Procura della Repubblica nel quale l'attrice era indicata - previa sua dichiarazione - non come madre del defunto, bensì come prossimo congiunto). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21176 del 20/10/2015     …...
Famiglia - filiazione - filiazione naturale - riconoscimento - effetti - cognome del figlio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19734 del 02/10/2015
Dichiarazione giudiziale di paternità - Utilizzazione del nome paterno da parte del figlio maggiorenne - Formulazione di tempestiva domanda - Necessità - Officiosità della pronuncia - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19734 del 02/10/2015 In caso di dichiarazione giudiziale di paternità, l'assunzione del cognome paterno da parte del figlio maggiorenne non è configurabile quale pronuncia accessoria da rendere d'ufficio ma, in quanto espressione di un diritto potestativo del figlio, richiede una apposita domanda da formularsi nell'atto di citazione o comunque nel termine ultimo di cui all'art. 183, comma 5, cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte con il d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif. dalla l. n. 80 del 2005). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19734 del 02/10/2015   …...
Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18324 del 18/09/2015
Limiti soggettivi del giudicato penale nel giudizio civile - Eccezione di parte - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18324 del 18/09/2015 La questione dei limiti soggettivi del giudicato penale nel giudizio civile in cui si controverta sulla sussistenza degli stessi fatti deve essere eccepita dalla parte interessata, se già non costituisce oggetto di domanda. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18324 del 18/09/2015     …...
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17286 del 28/08/2015
Violazione della procedura per l'irrogazione di sanzione disciplinare a carico di ferrotranvieri - Nullità - Rilievo d'ufficio - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17286 del 28/08/2015 Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - subordinazione - sanzioni disciplinari - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17286 del 28/08/2015 La nullità di una sanzione disciplinare per violazione del procedimento finalizzato alla sua irrogazione - sia quello generale di cui all'art. 7 st.lav., sia quello specifico previsto per gli autoferrotranvieri dall'art. 53 del r.d. n. 148 del 1931, all. A (nella specie, l'omessa pronuncia da parte del Consiglio di disciplina) - rientra tra quelle cd. di protezione poiché ha natura inderogabile ed è posta a tutela del contraente più debole del rapporto, vale a dire il lavoratore, sicché è rilevabile d'ufficio. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17286 del 28/08/2015 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Avvocato - onorari - tariffe professionali Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17212 del 27/08/2015
Procedimento ordinario incardinato dall'avvocato per il riconoscimento dei compensi professionali - Rimborso forfettario delle spese generali - Domanda specifica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17212 del 27/08/2015 In tema di spese processuali, il diritto del difensore al rimborso delle spese generali, ai sensi dell'art. 15 della tariffa professionale forense, approvata con d.m. 5 ottobre 1994, n. 585, ove il riconoscimento del compenso per la prestazione professionale sia chiesto in via ordinaria in un autonomo giudizio, è subordinato alla proposizione di una specifica domanda. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17212 del 27/08/2015   …...
Beni - frutti - Beni - frutti – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015 Restituzione dei frutti - Deduzione delle spese di produzione - Necessità di apposita domanda giudiziale - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2,
Restituzione dei frutti - Deduzione delle spese di produzione - Necessità di apposita domanda giudiziale - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015 Ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 821, comma 2, e 1149 c.c., il diritto alla restituzione dei frutti nasce limitato dalle spese sostenute per la relativa produzione, sicché il restituente può dedurle senza necessità di proporre apposita domanda giudiziale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015     …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015
Locazione di immobili - Risoluzione contrattuale in base a clausola risolutiva espressa - Rilievo di ufficio - Esclusione - Domanda specifica - Necessità - Domanda di risoluzione formulata ex art. 1453 cod. civ. - Successivo mutamento in domanda di risoluzione ai sensi dell'art. 1456 cod. civ. - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015 La risoluzione del contratto di locazione di immobili sulla base di una clausola risolutiva espressa non può essere pronunciata di ufficio, ma postula la corrispondente e specifica domanda giudiziale della parte nel cui interesse quella clausola è stata prevista, sicchè, una volta proposta l'ordinaria domanda ex art. 1453 cod. civ., con l'intimazione di sfratto per morosità, non è possibile mutarla in richiesta di accertamento dell'avvenuta risoluzione "ope legis" di cui all'art. 1456 cod. civ., atteso che quest'ultima è radicalmente diversa dalla prima, sia quanto al "petitum", perchè invocando la risoluzione ai sensi dell'articolo 1453 cod. civ. si chiede una sentenza costitutiva mentre la domanda di cui all'articolo 1456 cod. civ. ne postula una dichiarativa, sia relativamente alla "causa petendi", perchè nella ordinaria domanda di risoluzione, ai sensi dell'articolo 1453 cod. civ., il fatto costitutivo è l'inadempimento grave e colpevole, nell'altra, viceversa, la violazione della clausola risolutiva espressa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015   …...
Procedimento civile - domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9011 del 06/05/2015
Atto di intervento in sede esecutiva - Interpretazione delle richieste - Attività demandata al giudice di merito - Criteri - Fattispecie in tema di delimitazione del credito in sede di distribuzione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9011 del 06/05/2015 Esecuzione forzata - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9011 del 06/05/2015 L'interpretazione delle richieste formulate con l'atto di intervento nel processo esecutivo, analogamente a quelle formulate con la domanda giudiziale alla quale l'intervento può ricondursi, è demandata al giudice di merito, il cui giudizio si risolve in un accertamento di fatto (incensurabile in cassazione se congruamente ed adeguatamente motivato), che deve riguardare l'intero contesto dell'atto, senza che ne risulti alterato il senso letterale e tenendo conto della sua formulazione testuale nonché del suo contenuto sostanziale, in relazione alle finalità che la parte intenda perseguire. (In applicazione del menzionato principio, la S.C. ha confermato l'interpretazione del giudice dell'esecuzione che aveva ritenuto il richiamo all'atto di intervento operato dal sostituto d'udienza del difensore del creditore interveniente in sede di distribuzione come liberamente operato alla sola sorte del credito e non esteso anche agli interessi nel tasso ivi espressamente indicato). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9011 del 06/05/2015   …...
Procedimento civile - legittimazione - ad causam – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8969 del 05/05/2015
Giudizio di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo - Negazione della legittimazione attiva del ricorrente - Natura di eccezione in senso lato - Sussistenza - Operatività del principio di non contestazione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8969 del 05/05/2015 In tema di equa riparazione per la violazione del termine ragionevole del processo, la negazione della legittimazione attiva del ricorrente, di cui il Ministero convenuto escluda l'assunzione della qualità di parte nel giudizio presupposto, non integra un fatto per il quale opera il principio di non contestazione, di cui all'art. 115, primo comma, cod. proc. civ., ma un'eccezione processuale in senso ampio attinente al contraddittorio, la cui fondatezza va valutata anche d'ufficio dal giudice attraverso lo specifico esame degli atti di quel giudizio acquisiti al procedimento camerale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8969 del 05/05/2015   …...
Procedimenti cautelari - azioni di nunciazione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7260 del 10/04/2015
Definizione del procedimento cautelare - Instaurazione del processo di merito - Autonoma domanda - Necessità - Difetto - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7260 del 10/04/2015 In tema di azioni di nunciazione, il procedimento cautelare termina con l'ordinanza di accoglimento o rigetto del giudice monocratico o del collegio in caso di reclamo, mentre il successivo processo di cognizione richiede un'autonoma domanda di merito. Il processo di cognizione che si svolga in difetto dell'atto propulsivo di parte, a causa dell'erronea fissazione giudiziale di un'udienza posteriore all'ordinanza cautelare, è affetto da nullità assoluta per violazione del principio della domanda, rilevabile d'ufficio dal giudice e non sanata dall'instaurarsi del contraddittorio tra le parti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7260 del 10/04/2015     …...
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.26242 del 12/12/2014
Nullità negoziali - "Rilevazione" e "dichiarazione" - Rispettive modalità operative. La "rilevazione" "ex officio" delle nullità negoziali (sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, ed altresì per le ipotesi di nullità speciali o "di protezione") è sempre obbligatoria, purchè la pretesa azionata non venga rigettata in base ad una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio; la loro "dichiarazione", invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte pure all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa (salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte) del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia, peraltro, di giudicato in assenza di sua impugnazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.26242 del 12/12/2014 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Procedimento civile - domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6226 del 18/03/2014
Interpretazione della domanda - Criteri - Parole utilizzate dalla parte - Rilevanza - Limiti. In tema di interpretazione della domanda giudiziale, il giudice non è condizionato dalle formali parole utilizzate dalla parte, ma deve tener conto della situazione dedotta in causa e della volontà effettiva, nonché delle finalità che la parte intende perseguire. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6226 del 18/03/2014   …...
Procedimento civile - domanda giudiziale - rinuncia - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15860 del 10/07/2014
Mancata riproposizione di domande - Presunzione di abbandono - Operatività - Condizioni. Affinchè una domanda possa ritenersi abbandonata dalla parte, non è sufficiente che essa non venga riproposta nella precisazione delle conclusioni, costituendo tale omissione una mera presunzione di abbandono, dovendosi, invece, necessariamente accertare se, dalla valutazione complessiva della condotta processuale della parte, o dalla stretta connessione della domanda non riproposta con quelle esplicitamente reiterate, emerga una volontà inequivoca di insistere sulla domanda pretermessa. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15860 del 10/07/2014   …...
Azioni a difesa della proprietà - rivendicazione - prova - Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013
Domanda di rilascio di bene abusivamente occupato - Mancata allegazione della consegna della cosa in dipendenza di negozio giuridico venuto meno - Conseguenze - Qualificazione della domanda come azione di restituzione - Esclusione - Qualificazione come azione di rivendicazione - Configurabilità - Risarcimento in forma specifica della situazione possessoria ex art. 2058 cod. civ. - Inammissibilità - Fondamento. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013 massima|green Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013 La domanda con cui l'attore chieda di dichiarare abusiva ed illegittima l'occupazione di un immobile di sua proprietà da parte del convenuto, con conseguente condanna dello stesso al rilascio del bene ed al risarcimento dei danni da essa derivanti, senza ricollegare la propria pretesa al venir meno di un negozio giuridico, che avesse giustificato la consegna della cosa e la relazione di fatto sussistente tra questa ed il medesimo convenuto, non dà luogo ad un'azione personale di restituzione, e deve qualificarsi come azione di rivendicazione; né può ritenersi che detta domanda sia qualificabile come di restituzione, in quanto tendente al risarcimento in forma specifica della situazione possessoria esistente in capo all'attore prima del verificarsi dell'abusiva occupazione, non potendo il rimedio ripristinatorio ex art. 2058 cod. civ. surrogare, al di fuori dei limiti in cui il possesso è tutelato dal nostro ordinamento, un'azione di spoglio ormai impraticabile. integrale|orange Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 705 del 14/01/2013RITENUTO IN FATTO1. - Per provvedere alla costruzione della strada che collega Nerano alla Marina del Cantone, e del relativo piazzale terminale, l'Amministrazione provinciale di Napoli occupò alcuni suoli, tra i quali quello contraddistinto nel catasto del Comune di Massalubrense al foglio 16, particella 713, appartenente a Raffaele Po....., Marianna Sc...... e Aniello De......Realizzata l'opera pubblica, e non essendo stata perfezionata l'avviata procedura espropriativa, questi ultimi convennero innanzi al Tribunale di Napoli l'Amministrazione provinciale di Napoli per ottenere il risarcimento del danno subito e la restituzione di parte del suolo.La …...
Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013
Accertamento della "legitimatio ad causam" delle parti - Incidenza sulla "potestas iudicandi" del collegio arbitrale - Difetto di quest'ultima - Rilevabilità d'ufficio - Condizioni e limiti. In tema di lodo arbitrale, l'accertamento della "legitimatio ad causam" delle parti coinvolge la stessa "potestas judicandi" degli arbitri, il cui difetto, comportando un vizio insanabile del lodo a norma dell'art. 829 cod. proc. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), è rilevabile di ufficio nel giudizio di impugnazione, anche in sede di legittimità, indipendentemente dalla sua precedente deduzione nell'ambito del procedimento arbitrale, qualora derivi dalla nullità del compromesso o della clausola compromissoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013   …...
arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013
Accertamento della "legitimatio ad causam" delle parti - Incidenza sulla "potestas iudicandi" del collegio arbitrale - Difetto di quest'ultima - Rilevabilità d'ufficio - Condizioni e limiti. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013 In tema di lodo arbitrale, l'accertamento della "legitimatio ad causam" delle parti coinvolge la stessa "potestas judicandi" degli arbitri, il cui difetto, comportando un vizio insanabile del lodo a norma dell'art. 829 cod. proc. civ. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), è rilevabile di ufficio nel giudizio di impugnazione, anche in sede di legittimità, indipendentemente dalla sua precedente deduzione nell'ambito del procedimento arbitrale, qualora derivi dalla nullità del compromesso o della clausola compromissoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6208 del 13/03/2013   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - sentenze - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5065 del 03/03/2009
Sentenze del giudice di pace rese secondo equità - Vizi denunziabili - Liquidazione delle spese in violazione della tariffa professionale - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5065 del 03/03/2009 Quando il giudice di pace abbia pronunciato la propria sentenza secondo equità, nel regime anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs n. 40 del 2006,avverso tale decisione è inammissibile il ricorso per cassazione col quale si denunci l'erronea quantificazione delle spese di lite, in violazione delle tariffe fissate dal Consiglio Nazionale Forense e approvate con decreto ministeriale. Tale censura si fonda infatti sulla violazione non di una norma processuale, ma di una norma sostanziale e priva di rilievo costituzionale o comunitario, come tale derogabile nei giudizi secondo equità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5065 del 03/03/2009   …...
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009
Contestazione della legittimazione passiva da parte del convenuto - Chiamata in causa, su sua richiesta, del terzo assunto come responsabile - Estensione automatica della domanda attorea - Sussistenza - Deroga - Presupposto - Mancata richiesta di condanna in primo grado da parte dell'attore nei confronti del terzo chiamato in causa ritenuto responsabile - Conseguenza - Impossibilità di emettere statuizione di condanna a carico del terzo - Successiva estensione, da parte dell'attore, della domanda di condanna nei confronti del terzo in appello - Inammissibilità - Fondamento. Qualora il convenuto evocato in causa estenda il contraddittorio nei confronti di un terzo assunto come l'effettivo titolare passivo della pretesa dedotta in giudizio dall'attore, se quest'ultimo escluda espressamente la condanna del terzo chiamato in causa qualora riconosciuto come responsabile e si limiti, invece, a chiedere la sola condanna dell'originario convenuto, al giudice, in virtù del principio generale della domanda, è inibito il potere di emettere una statuizione di condanna nei confronti dello stesso terzo e a favore dell'attore, senza che all'attore medesimo sia consentito di estendere successivamente la domanda condannatoria nei riguardi del terzo in appello, perché essa, configurandosi come nuova, incorrerebbe nella preclusione prevista dall'art. 345 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 998 del 16/01/2009   …...
Procedimento civile - domanda giudiziale – interpretazione e qualificazione giuridica - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008
L'interpretazione della domanda giudiziale costituisce operazione riservata al giudice del merito, il cui giudizio, risolvendosi in un accertamento di fatto, non è censurabile in sede di legittimità quando sia motivato in maniera congrua ed adeguata avuto riguardo all'intero contesto dell'atto e senza che ne risulti alterato il senso letterale, tenuto conto, in tale operazione, della formulazione testuale dell'atto nonché del contenuto sostanziale della pretesa in relazione alle finalità che la parte intende perseguire, elemento rispetto al quale non assume valore condizionante la formula adottata dalla parte medesima. (Nella specie, la S.C., nel rigettare il ricorso, ha confermato l'impugnata sentenza, con la quale il giudice d'appello aveva interpretato la domanda contenuta nell'atto introduttivo del giudizio di primo grado, ove veniva utilizzato il termine mobbing, come diretta a reprimere comportamenti discriminatori per motivi sindacali, mentre soltanto con il ricorso in appello era stata domandata, con allegazione di numerose circostanze nuove, una tutela contro una condotta di "mobbing" onde il rigetto del gravame per novità della domanda). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008   …...
procedimenti sommari - per convalida di sfratto per finita locazione - intimazione di licenza o di sfratto - per finita locazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14486 del 30/05/2008
Richiesta di convalida e indicazione, nell'intimazione, di una data di cessazione del rapporto erronea - Conseguenze - Accoglimento della domanda di rilascio per la scadenza effettiva - Violazione del principio della domanda ex art. 99 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14486 del 30/05/2008 In tema di locazione, la circostanza che il locatore abbia chiesto la convalida ed abbia indicato nell'intimazione una data di cessazione del rapporto erronea non osta né all'accoglimento della domanda di rilascio, sotto il profilo della fondatezza del diniego di rinnovo, quando la convalida sia stata domandata per uno dei motivi legittimanti l'esercizio della facoltà di diniego e questo sia stato specificamente indicato, né all'accoglimento per la scadenza effettiva, convenzionale o legale, in quanto il predetto errore non vale ad escludere l'inequivoca volontà del locatore di riottenere la disponibilità del bene. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14486 del 30/05/2008   …...
Procedimento civile - intervento in causa di terzi - coatto "iussu iudicis" (chiamata) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2901 del 07/02/2008
Litisconsorzio processuale - Automatica estensione della domanda al terzo chiamato "iussu iudicis" - Esclusione - Manifestazione espressa di volontà - Necessità. Il litisconsorzio meramente processuale, che si verifica in caso di chiamata in causa, per ordine del giudice, di un terzo cui è ritenuta comune la controversia, impone la presenza in causa del terzo anche nei successivi gradi di giudizio, ma non comporta che a tale soggetto debbano ritenersi automaticamente estese le domande e le conclusioni formulate nei confronti di altri soggetti processuali, occorrendo a tal fine un'espressa manifestazione di volontà al riguardo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2901 del 07/02/2008   …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12952 del 04/06/2007
Esame e decisione dei motivi di appello - Omissione - Violazione deducibile in cassazione ai sensi dell'art. 360 n. 3 o n. 5 cod. proc. civ. - Esclusione - Vizio "in procedendo" riconducibile all'art. 360, n. 4, cod. proc. civ. - Configurabilità - Conseguenze. La decisione del giudice di secondo grado che non esamini e non decida un motivo di censura della sentenza del giudice di primo grado è impugnabile per cassazione non già per omessa o insufficiente motivazione su di un punto decisivo della controversia e neppure per motivazione "per relationem" resa in modo difforme da quello consentito bensì per omessa pronuncia su un motivo di gravame. Ne consegue, quindi, che, se il vizio è denunciato ai sensi dell'art. 360 n. 3 o n. 5 cod. proc. civ. anziché dell'art. 360 n. 4 cod. proc. civ. in relazione all'art. 112 dello stesso codice di rito, il ricorso si rivela inammissibile. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12952 del 04/06/2007   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12952 del 04/06/2007
Esame e decisione dei motivi di appello - Omissione - Violazione deducibile in cassazione ai sensi dell'art. 360 n. 3 o n. 5 cod. proc. civ. - Esclusione - Vizio "in procedendo" riconducibile all'art. 360, n. 4, cod. proc. civ. - Configurabilità - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12952 del 04/06/2007 La decisione del giudice di secondo grado che non esamini e non decida un motivo di censura della sentenza del giudice di primo grado è impugnabile per cassazione non già per omessa o insufficiente motivazione su di un punto decisivo della controversia e neppure per motivazione "per relationem" resa in modo difforme da quello consentito bensì per omessa pronuncia su un motivo di gravame. Ne consegue, quindi, che, se il vizio è denunciato ai sensi dell'art. 360 n. 3 o n. 5 cod. proc. civ. anziché dell'art. 360 n. 4 cod. proc. civ. in relazione all'art. 112 dello stesso codice di rito, il ricorso si rivela inammissibile. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12952 del 04/06/2007   …...

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