"Ad probationem" - "ad substantiam" - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 11521 del 02/05/2025 (Rv. 674569 - 01)Contratto con la pubblica amministrazione - Prova del pagamento - Forma scritta ad substantiam - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Nei contratti con la pubblica amministrazione, la forma scritta non è richiesta a pena di nullità ai fini della prova del pagamento, poiché essa attiene al momento formativo dell'accordo e non alla fase esecutiva, in cui il requisito formale risponde esclusivamente ad una finalità di documentazione, sicché la sua mancanza non impedisce l'estinzione dell'obbligazione.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 11521 del 02/05/2025 (Rv. 674569 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1350, Cod_Civ_art_2735
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Contratto con la pubblica amministrazione - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 11521 del 02/05/2025 (Rv. 674569-01)"ad probationem" - "ad substantiam" -Prova del pagamento - Forma scritta ad substantiam - Necessità – Esclusione -Fondamento.
Nei contratti con la pubblica amministrazione, la forma scritta non è richiesta a pena di nullità ai fini della prova del pagamento, poiché essa attiene al momento formativo dell'accordo e non alla fase esecutiva, in cui il requisito formale risponde esclusivamente ad una finalità di documentazione, sicché la sua mancanza non impedisce l'estinzione dell'obbligazione.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 11521 del 02/05/2025 (Rv. 674569-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1350, Cod_Civ_art_2735 …...
Adempimento - pagamento - a creditore apparente - esecuzione forzata - pignoramento: forma - effetti - estensione ad accessori, frutti e pertinenze - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25584 del 24/09/2024 (Rv. 672449-03)Espropriazione di bene locato - Pagamento dei canoni anteriormente alla designazione del custode o alla conoscenza della surroga nella custodia - Efficacia liberatoria nei confronti della procedura - Condizioni - Presupposti ex art. 1189 c.c. - Necessità - Dichiarazioni o quietanze rilasciate dall’esecutato - Valore confessorio - Esclusione.
Nell'ipotesi di espropriazione forzata di un bene locato, il pagamento di canoni locativi eseguito dal locatario all'esecutato-locatore, nel corso del processo esecutivo ma prima della designazione del custode professionale o della conoscenza della surroga nella custodia, ha efficacia liberatoria nei confronti della procedura a condizione che sussistano i requisiti della fattispecie di cui all'art. 1189 c.c., ovvero che il conduttore provi, oltre alla sua buona fede, l'esecuzione del pagamento in favore del creditore apparente, il quale deve risultare da una prova documentale munita di data certa ex art. 2704 c.c., non potendosi attribuire valore confessorio, nei confronti del custode giudiziario, a quietanze o dichiarazioni giudiziali rilasciate dall'esecutato.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25584 del 24/09/2024 (Rv. 672449-03)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_559, Cod_Civ_art_2912, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_1189, Cod_Civ_art_2704, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735, Cod_Civ_art_2736 …...
Adempimento - pagamento - quietanza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12685 del 09/05/2024 (Rv. 671497-01)Pagamento mediante assegno bancario - Dichiarazione di ricezione del pagamento - Qualificazione come quietanza in senso tecnico - Esclusione - Mera dichiarazione di scienza di ricezione dell’assegno - Fondamento.
La dichiarazione che il creditore rilasci al debitore di avvenuta ricezione in pagamento di un assegno bancario non costituisce quietanza liberatoria in senso tecnico, a prescindere dal nomen che il dichiarante le abbia attribuito, trattandosi di una mera dichiarazione di scienza asseverativa della ricezione dell'assegno, ma non anche dell'effetto giuridico dell'adempimento dell'obbligazione, il quale consegue solo alla riscossione della somma portata dal titolo.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12685 del 09/05/2024 (Rv. 671497-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1198, Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_2735 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 33908 del 05/12/2023 (Rv. 669673 - 01)Fallimento - cessazione - concordato fallimentare - assuntore - Chiusura del fallimento per concordato fallimentare - Assuntore del concordato fallimentare - Esercizio di azioni rinvenute nel patrimonio del fallito o prosecuzione di giudizi finalizzati all'acquisizione di poste attive - Scritture formate dal fallito - Opponibilità - Applicabilità degli artt. 2702, 2735 c.c., 214 e 215 c.p.c. - Fondamento.
In ipotesi di chiusura del fallimento per omologazione del concordato fallimentare, l'assuntore di quest'ultimo, qualora eserciti azioni rinvenute nel patrimonio del fallito o prosegua i giudizi finalizzati ad acquisire poste attive intrapresi da costui o dal curatore, si pone nella medesima posizione sostanziale e processuale del fallito stesso, con conseguente opponibilità nei suoi confronti delle scritture formate da quest'ultimo e applicabilità nei suoi riguardi degli artt. 2702, 2735 c.c., 214 e 215 c.p.c..
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 33908 del 05/12/2023 (Rv. 669673 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2702, Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_214, Cod_Proc_Civ_art_215 …...
Prova civile - confessione - stragiudiziale Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24695 del 16/08/2023 (Rv. 668658 - 01)Dichiarazione di scienza - Conseguenze - Accertamento di fatto - Limiti - Apprezzamento quale confessione stragiudiziale - Giudizio di diritto.
La confessione stragiudiziale, in quanto dichiarazione di scienza, è un atto giuridico in senso stretto, con la conseguenza che costituisce giudizio di fatto l'accertamento dell'esistenza della dichiarazione e del suo contenuto, mentre l'apprezzamento di tale contenuto quale confessione stragiudiziale integra un giudizio di diritto.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24695 del 16/08/2023 (Rv. 668658 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_116 …...
Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento – quietanza Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23963 del 07/08/2023 (Rv. 668726 - 01)Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sui rapporti preesistenti - Curatore fallimentare - Quietanza "atipica" pattuita nel contratto col fallito "in bonis" - Valenza probatoria - Confessione stragiudiziale - Esclusione - Fondamento.
In tema di fallimento, la quietanza "atipica" pattuita in contratto con il fallito "in bonis" non ha l'efficacia vincolante della confessione stragiudiziale ex art. 2735 c.c., in quanto il curatore, pur ponendosi, nell'esercitarne il diritto, nella stessa posizione del fallito, è una parte processuale diversa da quest'ultimo.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23963 del 07/08/2023 (Rv. 668726 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2735, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2729 …...
Prova civile - confessione – stragiudiziale Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 21818 del 20/07/2023 (Rv. 668597 - 01)Affermazioni contenute in una lettera diretta ad un terzo ed inviata alla controparte per conoscenza - Valore confessorio - Configurabilità.
Le affermazioni relative a fatti sfavorevoli alla parte che le compie hanno valore confessorio anche ove contenute in una lettera diretta ad un terzo ed inviata alla controparte solo per conoscenza, sussistendo anche in tal caso l’"animus confitendi". (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva escluso il valore confessorio della dichiarazione - inviata per conoscenza anche al danneggiato - con la quale il soggetto responsabile della rottura di una conduttura fognaria aveva comunicato la circostanza al proprio assicuratore, prospettando l'indennizzabilità, ai termini della polizza, del danno derivatone).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 21818 del 20/07/2023 (Rv. 668597 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735 …...
Prova civile - confessione – stragiudiziale Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 19129 del 06/07/2023 (Rv. 668217 - 02)Prova civile - prove indiziarie - risarcimento del danno - Danni da emotrasfusione - Nesso causale - Riconoscimento dell'indennizzo ex l. n. 210 del 1992 - Efficacia - probatoria - Confessione stragiudiziale - Esclusione - Valore indiziario - Configurabilità - Conseguenze.
Nel giudizio risarcitorio promosso nei confronti del Ministero della Salute per i danni derivanti dalla trasfusione di sangue infetto, il provvedimento amministrativo di riconoscimento del diritto all'indennizzo ai sensi della l. n. 210 del 1992, pur non integrando una confessione stragiudiziale, costituisce un elemento grave e preciso da solo sufficiente a giustificare il ricorso alla prova presuntiva e a far ritenere provato, per tale via, il nesso causale, sicché il Ministero, per contrastarne l'efficacia, è tenuto ad allegare specifici elementi fattuali, non potuti apprezzare in sede di liquidazione dell'indennizzo, o sopravvenute acquisizioni della scienza medica, idonei a privare la prova presuntiva offerta dal danneggiato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza che la caratterizzano.
Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 19129 del 06/07/2023 (Rv. 668217 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_116 …...
Prova civile - confessione – stragiudiziale Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 19129 del 06/07/2023 (Rv. 668217 - 02)Prova civile - prove indiziarie - risarcimento del danno - Danni da emotrasfusione - Nesso causale - Riconoscimento dell'indennizzo ex l. n. 210 del 1992 - Efficacia - probatoria - Confessione stragiudiziale - Esclusione - Valore indiziario - Configurabilità - Conseguenze.
Nel giudizio risarcitorio promosso nei confronti del Ministero della Salute per i danni derivanti dalla trasfusione di sangue infetto, il provvedimento amministrativo di riconoscimento del diritto all'indennizzo ai sensi della l. n. 210 del 1992, pur non integrando una confessione stragiudiziale, costituisce un elemento grave e preciso da solo sufficiente a giustificare il ricorso alla prova presuntiva e a far ritenere provato, per tale via, il nesso causale, sicché il Ministero, per contrastarne l'efficacia, è tenuto ad allegare specifici elementi fattuali, non potuti apprezzare in sede di liquidazione dell'indennizzo, o sopravvenute acquisizioni della scienza medica, idonei a privare la prova presuntiva offerta dal danneggiato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza che la caratterizzano.
Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 19129 del 06/07/2023 (Rv. 668217 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_116 …...
Confessione stragiudiziale alla parte – Cass. n. 5945/2023Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - quietanza - in genere - Natura - Confessione stragiudiziale alla parte - Fondamento - Conseguenze.
Il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria ex artt. 2733 e 2735 c.c., sicché non può impugnare l'atto se non dimostrando, a norma dell'art. 2732 c.c., che esso è stato determinato da errore di fatto o violenza, essendo insufficiente la prova della non veridicità della dichiarazione.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5945 del 28/02/2023 (Rv. 667201 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735
Corte
Cassazione
5945
2023 …...
Inidoneità dell'atto notorio a contenere una confessione stragiudiziale liberamente valutabile – Cass. n. 25646/2022Prova civile - atto notorio - Efficacia probatoria in giudizio - Limiti - Valenza indiziaria - Differenza con la dichiarazione sostitutiva - Dichiarazione non resa dall'interessato - Conseguenze. - Inidoneità dell'atto notorio a contenere una confessione stragiudiziale liberamente valutabile ex art. 2735, comma 1, c.c.
L'atto notorio fa fede, fino a querela di falso, solo con riferimento all'attestazione dell'ufficiale rogante di aver ricevuto le dichiarazioni in esso contenute dai soggetti indicati, previa loro identificazione, mentre, in relazione al contenuto delle dichiarazioni, esso ha un'efficacia meramente indiziaria, salvo che la legge preveda diversamente, sicché l'atto notorio, diversamente dalla dichiarazione sostitutiva, non può contenere una confessione stragiudiziale liberamente valutabile ex art. 2735 c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 25646 del 31/08/2022 (Rv. 665591 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2735, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729
Corte
Cassazione
25646
2022 …...
Confessione giudiziale del debitore in ordine alla simulazione della quietanza – Cass. n. 19283/2022Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - quietanza - in genere - Confessione giudiziale del debitore in ordine alla simulazione della quietanza - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie.
La quietanza, quale dichiarazione di scienza del creditore assimilabile alla confessione stragiudiziale del ricevuto pagamento, può essere superata dall'opposta confessione giudiziale del debitore, che ammetta, nell'interrogatorio formale, di non aver corrisposto la somma quietanzata, dal momento che l'art. 2726 c.c. limita, quanto al fatto del pagamento, la prova per testimoni e per presunzioni, non anche la prova per confessione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto la quietanza di pagamento superata dalla confessione del debitore convenuto, tratta dalla mancata risposta all'interrogatorio formale, in applicazione dell'art. 232 c.p.c.).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 19283 del 15/06/2022 (Rv. 665204 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2726, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_228, Cod_Proc_Civ_art_232
Corte
Cassazione
19283
2022 …...
Deduzione della simulazione della quietanza rilasciata dal fallito "in bonis" – Cass. n. 38975/2021Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - quietanza - in genere - Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sui rapporti preesistenti - Curatore fallimentare - Deduzione della simulazione della quietanza rilasciata dal fallito "in bonis" - Valenza probatoria della stessa - Confessione stragiudiziale - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
Il curatore fallimentare che deduce in giudizio la simulazione della quietanza rilasciata dal fallito "in bonis" rappresenta la massa dei creditori, e non il fallito, sicché tale quietanza non vale, nei confronti del fallimento, come confessione stragiudiziale dell'avvenuto pagamento. (Nella specie, la S.C. ha respinto il ricorso contro la decisione di merito che aveva negato l'efficacia prevista dall'art. 2735 c.c. alla dichiarazione contenuta in un contratto preliminare di compravendita, con la quale la società fallita, prima ancora del fallimento, aveva dato atto dell'avvenuto pagamento del prezzo).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 38975 del 07/12/2021 (Rv. 663537 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2735, Cod_Civ_art_2704
Corte
Cassazione
38975
2021 …...
Contravvenzione al codice della strada – Cass. n. 3692/2021Circolazione stradale - sanzioni - Contravvenzione al codice della strada - Dichiarazioni a sé sfavorevoli rese, a verbale, dal trasgressore - Efficacia probatoria in sede giudiziale - Conseguenze. Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – efficacia - In genere.
In tema di contravvenzioni al codice della strada, le dichiarazioni, a sé sfavorevoli, rese dal trasgressore ed inserite nel verbale di contestazione, ex art. 383 del d.P.R. n. 495 del 1992, possono - stante la natura amministrativa della sanzione correlata alle suddette violazioni, che esclude che a tali dichiarazioni possano estendersi le regole del processo penale - essere utilizzate in sede giudiziale, essendo poi rimesso alla valutazione del giudice di merito - non sindacabile in sede di legittimità - l'apprezzamento circa l'effettiva idoneità delle stesse a costituire una sostanziale ammissione di responsabilità.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 3692 del 12/02/2021 (Rv. 660320 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_116
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Dichiarazione concernente il pagamento del corrispettivo alla sottoscrizione del contratto - Cass. n. 25774/2020Prova civile - alla parte - prova civile - confessione - stragiudiziale - alla parte - Dichiarazione concernente il pagamento del corrispettivo alla sottoscrizione del contratto - Efficacia probatoria di confessione stragiudiziale - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.
La clausola con cui si stabilisce che una parte del corrispettivo venga pagata alla sottoscrizione del contratto non ha natura di dichiarazione unilaterale recettizia con la quale il creditore riconosce di aver riscosso la somma, rilasciando quietanza, ma ha, piuttosto, natura negoziale, in quanto costituisce la programmazione delle modalità di pagamento dell'obbligazione. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, in riferimento alla domanda restitutoria connessa alla risoluzione di un contratto di locazione finanziaria, aveva ritenuto non provato l'avvenuto esborso del "primo corrispettivo" da parte dell'utilizzatore, nonostante la previsione del suo pagamento al momento della sottoscrizione del documento contrattuale).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25774 del 13/11/2020 (Rv. 659782 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_2726, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735
corte
cassazione
25774
2020 …...
Assunzione di informazioni dalle parti - Cass. n. 24468/2020Prova civile - al terzo - prova civile - confessione - stragiudiziale - al terzo - Assunzione di informazioni dalle parti - Dichiarazioni sfavorevoli a queste ultime - Valore probatorio - Equiparazioni alla confessione stragiudiziale resa al terzo – Conseguenze - prova civile assunzione di informazioni da terzi - prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività'.
Alle dichiarazioni a sé sfavorevoli rese dalla parte al CTU non può che attribuirsi la stessa valenza probatoria che è riconosciuta dall'art. 2735, comma 1, seconda parte, c.c. alle dichiarazioni confessorie stragiudiziali fatte al terzo, le quali non hanno efficacia di "piena prova", ma possono concorrere, con le altre risultanze di causa, alla formazione del convincimento del giudice.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24468 del 04/11/2020 (Rv. 659951 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_194
corte
cassazione
24468
2020 …...
Confessione stragiudiziale fatta ad un terzo confessione stragiudiziale fatta ad un terzo - Cass. n. 11898/2020Prova civile - confessione - stragiudiziale - al terzo Valore probatorio - Libero apprezzamento da parte del giudice - Configurabilità - Sindacabilità in cassazione - Esclusione - Limiti.
La confessione stragiudiziale fatta ad un terzo non ha valore di prova legale, come la confessione giudiziale o stragiudiziale fatta alla parte, e può, quindi, essere liberamente apprezzata dal giudice, a cui compete, con valutazione non sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata, stabilire la portata della dichiarazione rispetto al diritto fatto valere in giudizio.
Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 11898 del 18/06/2020 (Rv. 657978 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Civ_art_2735
CORTE
CASSAZIONE
11898
2020 …...
Prova civile - confessione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7746 del 08/04/2020 (Rv. 657617 - 02)Deposizione "de relato ex parte" - Valore di prova testimoniale - Presupposti - Fondamento - Assenza di tali presupposti - Conseguenze.
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale.
La deposizione "de relato ex parte", con cui si riferiscano circostanze sfavorevoli alla parte medesima, ha la natura giuridica di prova testimoniale di una confessione stragiudiziale fatta a un terzo, se supportata dal relativo elemento soggettivo, in quanto tale liberamente apprezzabile dal giudice, ai sensi dell'art. 2735, comma 1, secondo periodo, c.c., e sufficiente ad integrare prova od elemento di prova idoneo a suffragare altra testimonianza indiretta. Al contrario, qualora verta su circostanze apprese dalle parti, la deposizione in parola ha una rilevanza probatoria sostanzialmente nulla, poiché attiene al fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non a quello oggetto dell'accertamento.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7746 del 08/04/2020 (Rv. 657617 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2735, Cod_Proc_Civ_art_116 …...
Prova civile - confessione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3698 del 14/02/2020 (Rv. 657253 - 01)Dichiarazioni delle parti - Indagine sulla eventuale natura confessoria - Apprezzamento di fatto incensurabile in sede di legittimità - Fattispecie.
In tema di prova civile, l'indagine volta a stabilire se una dichiarazione della parte costituisca o meno confessione - e, cioè, ammissione di fatti sfavorevoli al dichiarante e favorevoli all'altra parte - si risolve in un apprezzamento di fatto non censurabile in sede di legittimità se fondato su di una motivazione immune da vizi logici. (In attuazione del predetto principio, la S.C. ha rigettato il motivo di ricorso con il quale era stata censurata la sentenza di merito nella parte in cui aveva ritenuto confessione stragiudiziale un'affermazione del ricorrente, contenuta in una scrittura privata intercorsa con l'altra parte, poiché si trattava di affermazione generica ed estrapolata dal suo contesto, in ordine alla quale non era neanche stato verificato l'"animus confitendi" del dichiarante).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3698 del 14/02/2020 (Rv. 657253 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735
PROVA CIVILE
CONFESSIONE
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Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione diretta nei confronti dell'assicurato - litisconsorti necessari - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25770 del 14/10/2019 (Rv. 655374 - 01)Azione ex art. 18 l. n. 990 del 1969 - Dichiarazioni rese nel modulo di constatazione amichevole del sinistro dal responsabile del danno - Efficacia di piena prova nei confronti del confitente - Esclusione - Libero apprezzamento da parte del giudice nei confronti di tutti i litisconsorti - prova civile - confessione - giudiziale - litisconsorzio.
Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, il responsabile del danno, che deve essere chiamato nel giudizio sin dall'inizio, assume la veste di litisconsorte necessario, poiché la controversia deve svolgersi in maniera unitaria tra i tre soggetti del rapporto processuale (danneggiato, assicuratore e responsabile del danno) e coinvolge inscindibilmente sia il rapporto di danno, originato dal fatto illecito dell'assicurato, sia quello assicurativo, con la conseguenza che il giudizio deve necessariamente concludersi con una decisione uniforme per tutti i soggetti che vi partecipano. Pertanto, avuto riguardo alle dichiarazioni confessorie rese dal responsabile del danno, va escluso che, nel giudizio instaurato ai sensi dell'art. 18 l. n. 990 del 1969, sia nel caso in cui sia stata proposta soltanto l'azione diretta sia ove sia stata avanzata anche la domanda di condanna nei confronti del responsabile del danno, si possa pervenire ad un differenziato giudizio di responsabilità in base alle suddette dichiarazioni, in ordine ai rapporti tra responsabile e danneggiato, da un lato, e danneggiato ed assicuratore dall'altro. Ne consegue che la dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro, resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, in applicazione dell'art. 2733, comma 3, c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25770 del 14/10/2019 (Rv. 655374 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Civ_art_2054, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività' fallimentari (accertamento del passivo) - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)Ammissione al passivo - Ricognizione di debito - Fallimento dell'autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Esclusione - Valore probatorio del documento - Confessione stragiudiziale al terzo – Fattispecie
In tema di insinuazione allo stato passivo, la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore, non determina la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, trattandosi di documento liberamente apprezzabile dal giudice al pari di quanto avviene per la confessione stragiudiziale resa ad un terzo, qual'è il curatore fallimentare (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva ammesso al concorso il credito vantato dalla banca, sulla base del riconoscimento di debito contenuto in una scrittura privata autenticata sottoscritta dal correntista prima dell'apertura del suo fallimento).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
Cod_Civ_art_1333, Cod_Civ_art_1988, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - ammissione al passivo - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)Passività' fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - Ricognizione di debito - Fallimento dell'autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Esclusione - Valore probatorio del documento - Confessione stragiudiziale al terzo – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
In tema di insinuazione allo stato passivo, la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore, non determina la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, trattandosi di documento liberamente apprezzabile dal giudice al pari di quanto avviene per la confessione stragiudiziale resa ad un terzo, qual'è il curatore fallimentare (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva ammesso al concorso il credito vantato dalla banca, sulla base del riconoscimento di debito contenuto in una scrittura privata autenticata sottoscritta dal correntista prima dell'apertura del suo fallimento).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1333, Cod_Civ_art_1988, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735, Dlgs_14_2019_art_206, Dlgs_14_2019_art_207
ricognizione di debito …...
Procedimento civile - eccezione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15591 del 14/06/2018Eccezioni in senso stretto - Individuazione - Fattispecie.
Costituiscono eccezioni in senso stretto, rilevabili ad istanza di parte, quelle che possono essere sollevate soltanto dalle parti per espressa disposizione di legge ovvero quelle il cui fatto integratore corrisponde all'esercizio di un diritto potestativo azionabile in giudizio dal titolare e, quindi, presuppone una manifestazione di volontà di quest'ultimo per essere produttivo di effetti modificativi, impeditivi o estintivi del rapporto giuridico. (Nella specie, la S.C. ha escluso la natura di eccezione in senso stretto della contestazione concernente l'opponibilità alla curatela fallimentare della quietanza di pagamento del prezzo di vendita di un bene, rilasciata al debitore dalla società "in bonis" poi fallita e munita di data certa, poiché riguardava la valutazione come prova del documento).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15591 del 14/06/2018
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Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passivita' fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 11197 del 09/05/2018 (Rv. 648453 - 01)Proposta di concordato preventivo - Credito incluso nell’elenco di cui all’art. 161, comma 2, lett. b), l.fall. - Successivo fallimento dell’imprenditore - Confessione stragiudiziale - Esclusione.
In tema di insinuazione al passivo, l'elenco dei creditori previsto dall'art. 161, comma 2, lett. b), l.fall., che sia stato depositato dall'imprenditore unitamente alla domanda di concordato preventivo, non può assumere valore confessorio nel successivo fallimento del medesimo, in quanto gli effetti di una dichiarazione avente valore di confessione stragiudiziale si producono se e nei limiti in cui essa sia fatta valere nella controversia in cui siano parti, anche in senso processuale, gli stessi soggetti, rispettivamente, autore e destinatario della dichiarazione.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 11197 del 09/05/2018 (Rv. 648453 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2708, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735, Dlgs_14_2019_art_201, Dlgs_14_2019_art_085, Dlgs_14_2019_art_044, Dlgs_14_2019_art_087, Dlgs_14_2019_art_046 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sui rapporti preesistenti - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24690 del 19/10/2017Giudizio promosso dal curatore del fallimento per il pagamento di un credito del fallito - Quietanza rilasciata da quest'ultimo - Valore confessorio nei confronti del fallimento - Esclusione - Valore di documento probatorio del pagamento – Configurabilità
In tema di fallimento, nel giudizio promosso dal curatore del fallimento del creditore per ottenere l'adempimento dell'obbligazione, la quietanza rilasciata dal creditore al debitore all'atto del pagamento non ha l'efficacia vincolante della confessione stragiudiziale ex art. 2375 c.c., ma unicamente il valore di documento probatorio dell'avvenuto pagamento, apprezzabile dal giudice al pari di qualsiasi altra prova desumibile dal processo, atteso che il curatore, pur ponendosi, nell'esercizio del diritto del fallito, nella stessa posizione di quest'ultimo, è una parte processuale diversa dal fallito medesimo. (Nella specie la S.C. ha negato l’efficacia di confessione stragiudiziale in relazione ad una quietanza contenuta nell’atto di mutuo nella quale si dava atto dell’effettiva erogazione dell’importo mutuato).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24690 del 19/10/2017
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Contratti agrari - accordi tra le parti – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 15370 del 21/06/2017Accordi in deroga alle norme vigenti - Dichiarazione nel contratto dell'esistenza dell'assistenza dell'associazione di categoria - Natura confessoria - Sussistenza - Conseguenze - Valore di prova legale - Fattispecie.
In tema di stipulazione di accordi in deroga alle norme vigenti in materia di contratti agrari ai sensi dell'art. 45 della l. n. 203 del 1982, la dichiarazione dell'esistenza dell'assistenza sindacale contenuta nel documento negoziale non attiene a diritti indisponibili, non riguarda la ricezione di una specifica e dettagliata informazione tecnica sul negozio e, in considerazione della sua natura confessoria, ha il valore di prova legale, di talché per inficiarla non può essere ammessa la prova per testimoni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso l'ammissibilità della prova testimoniale volta a dimostrare che la dichiarata assistenza dell'organizzazione di categoria, richiesta a pena di nullità della pattuizione in deroga alla durata legale dell'affitto agrario, non si era concretamente svolta come una effettiva attività di consulenza e di indirizzo).
Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 15370 del 21/06/2017
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Notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12683 del 19/05/2017Autenticazione di scrittura privata contenente una dichiarazione confessoria - Illecito disciplinare ex artt. 1 e 28 della legge notarile - Esclusione - Fondamento.
Prova civile - confessione - stragiudiziale In genere.
La dichiarazione confessoria contenuta in una scrittura privata, pur se autenticata da notaio, non costituisce un atto processuale, né un atto volto a precostituire una prova utilizzabile in sede giurisdizionale, perché l'efficacia privilegiata derivante dall'autenticazione si riferisce unicamente alla circostanza che una determinata dichiarazione sia stata resa e non anche al suo contenuto, né, infine, rientra tra gli atti di istruzione preventiva, la cui specifica disciplina è dettata dal codice di rito, sicchè deve escludersi che incorra nell'illecito disciplinare ex artt. 1 e 28 della legge notarile il notaio che proceda a tale autenticazione giacché, quand'anche la dichiarazione fosse stata fatta in vista di una sua possibile utilizzazione in un processo, non per questo muterebbe la propria natura, trasformandosi in atto processuale, insuscettibile di essere formato da un notaio, e resterebbe soggetta, quanto al contenuto ed alla rilevanza probatoria della stessa, alla valutazione ed all'apprezzamento del giudice.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12683 del 19/05/2017
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Prova civile - confessione - giudiziale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19554 del 30/09/2016Natura - Dichiarazione di scienza - Conseguenze - Stato soggettivo del confitente - Irrilevanza - Fattispecie.
La confessione giudiziale costituisce una dichiarazione di scienza, il cui elemento essenziale è l'affermazione inequivoca in ordine ad un fatto storico dubbio, resa la quale gli effetti che ne derivano sono stabiliti dalla legge, siccché è irrilevante l'indagine sullo stato soggettivo del confitente o sul fine da lui perseguito nel renderla. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto corretta la sentenza di appello che aveva escluso che l'ammissione dell'assenza dal luogo di lavoro negli orari contestati, compiuta da un medico ospedaliero in sede disciplinare, costituisse accettazione del licenziamento per giusta causa).
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19554 del 30/09/2016
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prova civile - confessione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6149 del 22/03/2005
Sinistro stradale - Giudizio di risarcimento del danno - Verbale di constatazione amichevole - Valore nei confronti dei conducenti - Piena prova - Valore nei confronti dell'assicuratore - Presunzione semplice - Condizioni - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6149 del 22/03/2005
Il modulo di constatazione amichevole di un sinistro stradale sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte (compresa la data) ha, nei confronti dei conducenti, il valore di confessione stragiudiziale resa alla parte, e, a norma dell'art. 2735 cod .civ., produce i medesimi effetti della confessione giudiziale, con esclusione della possibilità di provare il contrario. Nei confronti dell'assicuratore, invece, il predetto verbale genera una presunzione "iuris tantum", superabile con qualsiasi mezzo di prova - anche altra presunzione - idoneo a convincere il giudice che il sinistro si sia verificato secondo modalità e con conseguenze diverse.
Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6149 del 22/03/2005
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Previdenza (assicurazioni sociali) - controversie - prova - verbali degli organi amministrativi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17702 del 07/09/2015Verbali ispettivi - Dichiarazioni provenienti dal datore di lavoro - Efficacia di confessione stragiudiziale resa alla parte - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17702 del 07/09/2015
La dichiarazione di fatti a sé sfavorevoli resa dal datore di lavoro in un verbale ispettivo non ha valore di confessione stragiudiziale con piena efficacia probatoria nel rapporto processuale, ma costituisce prova liberamente apprezzabile dal giudice in quanto l'ispettore del lavoro, pur agendo quale organo della P.A., non la rappresenta in senso sostanziale, e, quindi, non è il destinatario degli effetti favorevoli, ed è assente l'"animus confitendi", trattandosi di dichiarazione resa in funzione degli scopi dell'inchiesta.
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17702 del 07/09/2015
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obbligazioni in genere - adempimento - pagamento – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4196 del 21/02/2014quietanza - in genere - Natura - Confessione stragiudiziale alla parte - Fondamento - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4196 del 21/02/2014
Il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria, ai sensi degli artt. 2733 e 2735 cod. civ., sicché non può impugnare l'atto se non provando, a norma dell'art. 2732 cod. civ., che esso è stato determinato da errore di fatto o violenza, essendo insufficiente provare la non veridicità della dichiarazione.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4196 del 21/02/2014
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Prova civile - confessione - stragiudiziale - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.7381 del 25/03/2013Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Fattispecie in tema di valenza confessoria di una scrittura relativa ad acquisto per usucapione.
Una dichiarazione è qualificabile come confessione ove sussistano un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sé sfavorevole e favorevole all'altra parte, ed un elemento oggettivo, che si ha qualora dall'ammissione del fatto obiettivo, il quale forma oggetto della confessione escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e, al contempo, un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. Ne consegue che non riveste valenza confessoria, in ordine al protrarsi del possesso per il tempo utile al verificarsi dell'usucapione, la scrittura con cui una parte si impegni a far acquisire all'altra un determinato immobile, o a seguito di sentenza dichiarativa di usucapione in suo favore o per contratto, rivelando tale accordo aspetti di incompatibilità logica tra il pattuito trasferimento a titolo derivativo ed il pregresso acquisto a titolo originario e collocandosi sul piano volitivo, anziché su quello ricognitivo.
Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.7381 del 25/03/2013
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Prova civile - confessione - stragiudiziale – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2721 del 05/02/2013Dichiarazioni contenute nell'atto di citazione - Valore confessorio - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Ammissioni contenute in un ricorso per decreto ingiuntivo - Confessione stragiudiziale - Configurabilità.
Le circostanze sfavorevoli all'attore, riportate nell'atto di citazione, in quanto atto di parte, sono necessariamente addotte con "animus confitendi" e costituiscono, quindi, confessione stragiudiziale nei confronti di colui al quale l'atto è notificato; ne consegue che alle ammissioni contenute in un ricorso per decreto ingiuntivo deve essere riconosciuto il valore di confessione stragiudiziale, poiché, sebbene rivolto al giudice, il ricorso è destinato e notificato alla parte debitrice.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2721 del 05/02/2013 …...
Prova civile - confessione - stragiudiziale - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23495 del 19/11/2010Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo.
Perché una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dall'ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione.
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23495 del 19/11/2010
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Prova civile - confessione - stragiudiziale - al terzo – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 29316 del 15/12/2008Valore probatorio - Libero apprezzamento da parte del giudice - Configurabilità - Sindacabilità in cassazione - Esclusione - Limiti - Fattispecie.
La confessione stragiudiziale fatta ad un terzo non ha valore di prova legale, come la confessione giudiziale o stragiudiziale fatta alla parte, e può, quindi, essere liberamente apprezzata dal giudice, a cui compete, con valutazione non sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata, stabilire la portata della dichiarazione rispetto al diritto fatto valere in giudizio. (Nella specie, la S.C, nel rigettare il ricorso, ha ritenuto immune da censure la sentenza di merito che, in una controversia di lavoro, aveva escluso che la predisposizione da parte del datore di lavoro, del modello 01/M da indirizzare all'INPS, effettuata per un solo anno a fronte di un preteso rapporto decennale, fosse idonea a provare l'esistenza del requisito della subordinazione).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 29316 del 15/12/2008
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prova civile - confessione - stragiudiziale - al terzo – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 29316 del 15/12/2008Valore probatorio - Libero apprezzamento da parte del giudice - Configurabilità - Sindacabilità in cassazione - Esclusione - Limiti - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 29316 del 15/12/2008
La confessione stragiudiziale fatta ad un terzo non ha valore di prova legale, come la confessione giudiziale o stragiudiziale fatta alla parte, e può, quindi, essere liberamente apprezzata dal giudice, a cui compete, con valutazione non sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata, stabilire la portata della dichiarazione rispetto al diritto fatto valere in giudizio. (Nella specie, la S.C, nel rigettare il ricorso, ha ritenuto immune da censure la sentenza di merito che, in una controversia di lavoro, aveva escluso che la predisposizione da parte del datore di lavoro, del modello 01/M da indirizzare all'INPS, effettuata per un solo anno a fronte di un preteso rapporto decennale, fosse idonea a provare l'esistenza del requisito della subordinazione).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 29316 del 15/12/2008
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Prova civile - confessione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16223 del 03/08/2005Sinistro stradale - Giudizio di risarcimento del danno - Verbale di constatazione amichevole - Efficacia probatoria - Piena prova - Nei confronti dei conducenti - Configurabilità - Nei confronti dell'assicuratore - Configurabilità - Esclusione - Libero apprezzamento da parte del giudice - Ammissibilità - Conseguenze - Fattispecie.
Il modulo di constatazione amichevole di un sinistro stradale sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte ( compresa la data ) ha, nei confronti degli stessi valore di confessione stragiudiziale resa alla parte e, a norma dell'art. 2735 cod. civ., produce i medesimi effetti della confessione giudiziale, con esclusione della possibilità di provare il contrario; mentre, nei confronti dell'assicuratore è solo liberamente apprezzabile dal giudice, che può su di esso fondare, dandone adeguata motivazione, il proprio convincimento ( Nell'affermare il suindicato principio la S.C. ha ritenuto costituire sufficiente e logica motivazione il richiamo, contenuto nell'impugnata sentenza, sia alla mancata risposta -senza giustificato motivo- all'interrogatorio formale ex art. 232 cod. proc. civ. sia alla mancanza di prova contraria da parte dei convenuti in ordine agli elementi desumibili dal verbale di constatazione amichevole ).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16223 del 03/08/2005
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Prova civile - confessione - giudiziale - litisconsorzio – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10311 del 05/05/2006Assicurazione obbligatoria per la R.C.A. dei veicoli - Risarcimento del danno - Azione diretta nei confronti dell'assicuratore e di condanna del responsabile del danno per il superamento del massimale - Litisconsorzio necessario tra assicuratore e responsabile del danno - Sussistenza - Dichiarazioni confessorie rese dal responsabile del danno contenute nel modulo di constatazione amichevole di incidente - Efficacia probatoria di piena prova solo nei confronti del confitente - Esclusione - Libero apprezzamento di dette dichiarazioni da parte del giudice ai sensi dell'art. 2733, comma terzo, cod. civ. nei confronti di tutti i litisconsorti - Necessità.
Nel giudizio promosso dal danneggiato nei confronti dell'assicuratore della responsabilità civile da circolazione stradale, il responsabile del danno, che deve essere chiamato nel giudizio sin dall'inizio, assume la veste di litisconsorte necessario, poiché la controversia deve svolgersi in maniera unitaria tra i tre soggetti del rapporto processuale (danneggiato, assicuratore e responsabile del danno) e coinvolge inscindibilmente sia il rapporto di danno, originato dal fatto illecito dell'assicurato, sia il rapporto assicurativo, con la derivante necessità che il giudizio deve concludersi con una decisione uniforme per tutti i soggetti che vi partecipano. Pertanto, avuto riguardo alle dichiarazioni confessorie rese dal responsabile del danno, deve escludersi che, nel giudizio instaurato ai sensi dell'art. 18 della legge n. 990 del 1969, sia nel caso in cui sia stata proposta soltanto l'azione diretta che nell'ipotesi in cui sia stata avanzata anche la domanda di condanna nei confronti del responsabile del danno, si possa pervenire ad un differenziato giudizio di responsabilità in base alle suddette dichiarazioni, in ordine ai rapporti tra responsabile e danneggiato, da un lato, e danneggiato ed assicuratore dall'altro. Conseguentemente, va ritenuto che la dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro (cosiddetto C.I.D.), resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e - come detto - litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, dovendo trovare …...
prova civile - confessione - stragiudiziale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Oggetto - Irrevocabilità - Limiti - Fattispecie relativa a dichiarazioni del difensore in altro giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
Perchè una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dalla ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione , escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. È inoltre necessario che la confessione abbia per oggetto un fatto storico dubbio, salva restandola possibilità di invalidarla qualora il confitente dimostri sia la inveridicità della dichiarazione sia che la non rispondenza di questa al vero dipende dall'erronea rappresentazione o percezione del fatto rappresentato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il valore di confessione della dichiarazione contenuta in un atto di un altro processo civile, con il quale il difensore della parte dichiarava che la propria rappresentata aveva una residenza diversa da quella documentata anagraficamente in giudizio e risultante da molteplici ulteriori elementi indiziari. In particolare, la S.C. ha rilevato sia che alla dichiarazione del procuratore era estranea qualsiasi consapevolezza della parte circa il riconoscimento del carattere sfavorevole della dichiarata residenza, sia che era indubbio che la residenza della parte fosse diversa da quella dichiarata).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
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Prova civile - confessione - stragiudiziale – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Oggetto - Irrevocabilità - Limiti - Fattispecie relativa a dichiarazioni del difensore in altro giudizio.
Perchè una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dalla ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione , escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. È inoltre necessario che la confessione abbia per oggetto un fatto storico dubbio, salva restandola possibilità di invalidarla qualora il confitente dimostri sia la inveridicità della dichiarazione sia che la non rispondenza di questa al vero dipende dall'erronea rappresentazione o percezione del fatto rappresentato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il valore di confessione della dichiarazione contenuta in un atto di un altro processo civile, con il quale il difensore della parte dichiarava che la propria rappresentata aveva una residenza diversa da quella documentata anagraficamente in giudizio e risultante da molteplici ulteriori elementi indiziari. In particolare, la S.C. ha rilevato sia che alla dichiarazione del procuratore era estranea qualsiasi consapevolezza della parte circa il riconoscimento del carattere sfavorevole della dichiarata residenza, sia che era indubbio che la residenza della parte fosse diversa da quella dichiarata).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
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prova civile - confessione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16223 del 03/08/2005Sinistro stradale - Giudizio di risarcimento del danno - Verbale di constatazione amichevole - Efficacia probatoria - Piena prova - Nei confronti dei conducenti - Configurabilità - Nei confronti dell'assicuratore - Configurabilità - Esclusione - Libero apprezzamento da parte del giudice - Ammissibilità - Conseguenze - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16223 del 03/08/2005
Il modulo di constatazione amichevole di un sinistro stradale sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte ( compresa la data ) ha, nei confronti degli stessi valore di confessione stragiudiziale resa alla parte e, a norma dell'art. 2735 cod. civ., produce i medesimi effetti della confessione giudiziale, con esclusione della possibilità di provare il contrario; mentre, nei confronti dell'assicuratore è solo liberamente apprezzabile dal giudice, che può su di esso fondare, dandone adeguata motivazione, il proprio convincimento ( Nell'affermare il suindicato principio la S.C. ha ritenuto costituire sufficiente e logica motivazione il richiamo, contenuto nell'impugnata sentenza, sia alla mancata risposta -senza giustificato motivo- all'interrogatorio formale ex art. 232 cod. proc. civ. sia alla mancanza di prova contraria da parte dei convenuti in ordine agli elementi desumibili dal verbale di constatazione amichevole ).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16223 del 03/08/2005
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Prova civile - confessione – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6149 del 22/03/2005Sinistro stradale - Giudizio di risarcimento del danno - Verbale di constatazione amichevole - Valore nei confronti dei conducenti - Piena prova - Valore nei confronti dell'assicuratore - Presunzione semplice - Condizioni - Limiti.
Il modulo di constatazione amichevole di un sinistro stradale sottoscritto dai conducenti coinvolti e completo in ogni sua parte (compresa la data) ha, nei confronti dei conducenti, il valore di confessione stragiudiziale resa alla parte, e, a norma dell'art. 2735 cod .civ., produce i medesimi effetti della confessione giudiziale, con esclusione della possibilità di provare il contrario. Nei confronti dell'assicuratore, invece, il predetto verbale genera una presunzione "iuris tantum", superabile con qualsiasi mezzo di prova - anche altra presunzione - idoneo a convincere il giudice che il sinistro si sia verificato secondo modalità e con conseguenze diverse.
Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 6149 del 22/03/2005
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