Invalidita' - annullabilita' del contratto - per incapacita' - naturale - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 24435 del 03/09/2025 (Rv. 676244-01)Annullamento del contratto ex art. 428, comma 2, c.c. - Presupposti - Mala fede dell’altro contraente - Requisiti - Fattispecie.
In tema di annullamento del contratto per incapacità di intendere e di volere ex art. 428, comma 2, c.c., la mala fede dell'altro contraente, quale consapevolezza della menomazione della sfera intellettiva o volitiva della persona incapace, può desumersi dalla rilevante sproporzione tra il prezzo di vendita e quello di mercato del bene oggetto del contratto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di annullamento di una vendita immobiliare a un prezzo sei volte inferiore a quello di mercato, secondo cui era inverosimile che l'altro contraente, pur essendo un cittadino egiziano da pochi mesi immigrato in Italia, non fosse a conoscenza di tale divario poiché aveva ricevuto in prestito il denaro per l'acquisto da uno zio residente da anni nella città di ubicazione dell'immobile e, quindi, necessariamente al corrente del suo valore di mercato).
Invalidita' - annullabilita' del contratto - per incapacita' - naturale - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 24435 del 03/09/2025 (Rv. 676244-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0428 …...
Annullamento di procura a vendere e del successivo contratto di compravendita – Cass. n. 35466/2022Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per incapacità - naturale - Annullamento di procura a vendere e del successivo contratto di compravendita per incapacità naturale del rappresentato all'atto del conferimento della procura - Presunzione di incapacità intermedia successiva alla prova della stessa in un tempo successivo e precedente - Ammissibilità - Limiti - Carattere rigoroso della valutazione della prova da parte del giudice con riferimento alla incapacità naturale successiva e precedente l'atto da impugnare - Necessità - Sufficienza di un giudicato penale in cui si sia dichiarata la sussistenza della incapacità naturale del rappresentato - Esclusione - Fondamento.
In tema di annullamento di procura a vendere e del successivo contratto di compravendita per incapacità naturale del rappresentato all'atto del conferimento della procura, la presunzione di incapacità intermedia conseguente alla dimostrazione della stessa con riguardo ad un momento successivo e precedente postula in ogni caso il carattere rigoroso della valutazione della prova da parte del giudice con riferimento all'incapacità naturale successiva e precedente l'atto oggetto di impugnazione, senza che, del resto, possa ritenersi a tal fine sufficiente l'esistenza di un giudicato penale con cui sia stata dichiarata l'incapacità naturale del rappresentato giacché, in applicazione del principio di autonomia e separazione dei giudizi penale e civile, il giudice civile deve procedere ad un autonomo accertamento dei fatti e della responsabilità con pienezza di cognizione, non essendo vincolato alle soluzioni e qualificazioni del giudice penale.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 35466 del 02/12/2022 (Rv. 666666 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0428, Cod_Civ_art_1324, Cod_Civ_art_1389, Cod_Civ_art_1425, Cod_Civ_art_2697
Corte
Cassazione
35466
2022 …...
Atti compiuti da persona naturalmente incapace -Contratto concluso da persona poi deceduta – Cass. n. 19807/2020Capacità della persona fisica - incapacità naturale di intendere e di volere - atti compiuti da persona naturalmente incapace -Contratto concluso da persona poi deceduta - Legittimazione all'azione di annullamento - Singolo coerede - Sussistenza - Litisconsorzio necessario dei coeredi - Sussistenza - Fondamento. Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto
L'esercizio dell'azione di annullamento del contratto per incapacità di intendere e volere di uno dei contraenti, che sia successivamente deceduto, sebbene possa compiersi da parte di uno solo dei coeredi, anche in contrasto con gli altri, implica comunque il litisconsorzio necessario di tutti, giacché, come la sentenza di annullamento deve investire l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, ma nella sua interezza, posto che esso non può essere contemporaneamente valido per un soggetto e invalido per un altro, così anche l’eventuale restituzione non può avvenire "pro quota"
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19807 del 22/09/2020 (Rv. 659135 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0428, Cod_Proc_Civ_art_102
CORTE
CASSAZIONE
19807
2020 …...
Capacita' della persona fisica - incapacità' naturale di intendere e di volere – Cass. n. 11272/2020Negozio unilaterale - Incapacità naturale - Annullamento dell'atto - Requisito del grave pregiudizio - Accertamento - Modalità - Fattispecie.
Ai fini dell'annullamento degli atti unilaterali per incapacità naturale, l'accertamento dell'idoneità a recare grave pregiudizio al suo autore va effettuato con particolare rigore, avuto riguardo alla situazione di incapacità del soggetto, e sulla base di una valutazione "ex ante", nella quale occorre tenere conto di tutte le caratteristiche strutturali del negozio, idonee a disvelarne la potenzialità lesiva. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che, con riferimento a una procura ad operare sul conto corrente senza obbligo di rendiconto, rilasciata da un soggetto incapace di intendere e di volere in favore del figlio, aveva escluso la sussistenza del grave pregiudizio, sul presupposto che l'atto, al momento del suo compimento, non fosse astrattamente idoneo a danneggiare il suo autore, ed anzi apparisse giustificato dall'incapacità di quest'ultimo di eseguire personalmente le operazioni bancarie).
Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11272 del 12/06/2020 (Rv. 658153 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0428
CORTE
CASSAZIONE
11272
2020 …...
Capacita' della persona fisica - incapacita' naturale di intendere e di volere - atti compiuti da persona naturalmente incapace – Cass. n. 17489/2019Contratto rogato da notaio - Efficacia probatoria privilegiata - Limiti - Incapacità di intendere e di volere del contraente - Prova.
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - efficacia.
L'atto pubblico fa fede fino a querela di falso soltanto relativamente alla provenienza del documento dal pubblico ufficiale che l'ha formato, alle dichiarazioni al medesimo rese ed agli altri fatti dal medesimo compiuti, non estendendosi tale efficacia probatoria anche ai giudizi valutativi eventualmente espressi, tra i quali va compreso quello relativo al possesso, da parte dei contraenti, della capacità di intendere e di volere. Ne consegue che, qualora il contratto sia stato stipulato dinanzi ad un notaio con le forme dell'atto pubblico, la prova dell'incapacità naturale di uno dei contraenti può essere data con ogni mezzo e il relativo apprezzamento costituisce giudizio riservato al giudice di merito, che sfugge al sindacato di legittimità se sorretto da congrue argomentazioni, esenti da vizi logici e da errori di diritto.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 27489 del 28/10/2019 (Rv. 655679 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0428, Cod_Civ_art_2700, Cod_Civ_art_2697
corte
cassazione
27489
2019 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 4232 del 13/02/2019Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - per mutuo consenso dimissioni - rassegnate dal lavoratore in stato di incapacità naturale - Annullamento - Conseguenze risarcitorie - Decorrenza - Dalla data della domanda giudiziale - Fondamento.
In caso di annullamento, ex art. 428 c.c., delle dimissioni presentate dal lavoratore in stato di incapacità naturale, le conseguenze risarcitorie decorrono dalla data della domanda giudiziaria, secondo il principio generale per cui la durata del processo non deve andare a detrimento della parte vincitrice.
Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 4232 del 13/02/2019
Cod_Civ_art_0428, Cod_Civ_art_2118 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto per mutuo consenso dimissioniLavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - per mutuo consenso dimissioni - situazione di incapacità di intendere e di volere ex art. 428 c.c. - totale privazione delle capacità intellettive e volitive - necessità - esclusione - diminuzione di tali facoltà - sufficienza - sussistenza di una simile situazione in riferimento alle dimissioni - indagine del giudice – contenuto - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 30126 del 21/11/2018
Ai fini della sussistenza di una situazione di incapacità di intendere e di volere ex art. 428 c.c., costituente causa di annullamento del negozio, non occorre la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente un turbamento psichico tale da impedire la formazione di una volontà cosciente, facendo così venire meno la capacità di autodeterminazione del soggetto e la consapevolezza in ordine all'importanza dell'atto che sta per compiere. Laddove si controverta della sussistenza di una simile situazione in riferimento alle dimissioni del lavoratore subordinato, il relativo accertamento deve essere particolarmente rigoroso, in quanto le dimissioni comportano la rinunzia al posto di lavoro - bene protetto dagli artt. 4 e 36 Cost. - sicché occorre verificare che da parte del lavoratore sia stata manifestata in modo univoco l'incondizionata e genuina volontà di porre fine al rapporto.
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 30126 del 21/11/2018
  …...
Contratti in genere - invalidita' - annullabilita' del contratto - per incapacita' - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13659 del 30/05/2017Incapacità di intendere e di volere - Domanda di annullamento del contratto - Condizioni - Onere delle prova - Contenuto - Insindacabilità in Cassazione - Limiti.
Ai fini della sussistenza dell'incapacità di intendere e di volere, costituente causa di annullamento del negozio ex art. 428 c.c., non occorre la totale privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente che esse siano menomate, sì da impedire comunque la formazione di una volontà cosciente; la prova di tale condizione non richiede la dimostrazione che il soggetto, al momento di compiere l'atto, versava in uno stato patologico tale da far venir meno, in modo totale e assoluto, le facoltà psichiche, essendo sufficiente accertare che queste erano perturbate al punto da impedirgli una seria valutazione del contenuto e degli effetti del negozio e, quindi, il formarsi di una volontà cosciente, e può essere data con ogni mezzo o in base ad indizi e presunzioni, che anche da soli, se del caso, possono essere decisivi per la sua configurabilità, essendo il giudice di merito libero di utilizzare, ai fini del proprio convincimento, anche le prove raccolte in un giudizio intercorso tra le stesse parti o tra altre, secondo una valutazione incensurabile in sede di legittimità, se sorretta da congrue argomentazioni, scevre da vizi logici ed errori di diritto.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13659 del 30/05/2017
ANNULLABILITA' DEL CONTRATTO
CONTRATTI …...
Lavoro - lavoro subordinato - estinzione del rapporto - per mutuo consenso dimissioni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24122 del 28/11/2016Opzione quale alternativa al licenziamento - Annullabilità per incapacità naturale - Esclusione - Fattispecie.
La circostanza che il lavoratore si sia dimesso nel timore dell'irrogazione di un licenziamento per giusta causa non comporta l'annullabilità dell'atto, dovendosi in ogni caso accertare se il recesso del dipendente sia stato reso in uno stato di diminuite capacità intellettive e volitive circa l'esercizio di una opzione cosciente, e frutto di una seria valutazione, fra le dimissioni ed il licenziamento prospettatogli. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto non inficiate da uno stato di incapacità naturale le dimissioni rassegnate da dipendente di banca che aveva ammesso, in sede di interrogatorio libero, di aver preferito dimettersi in quanto se fosse stata licenziata le sarebbe stato più difficile cercare un nuovo lavoro).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24122 del 28/11/2016
  …...
Fidejussione - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19270 del 29/09/2016Fideiussione - Derivante da contratto unilaterale - Annullabilità per incapacità naturale - Disciplina applicabile.
L'obbligazione fideiussoria, pur derivante da un contratto unilaterale, con obbligazioni a carico di una sola parte, ha natura contrattuale, sicché, ai fini dell'annullabilità per incapacità naturale, si applica l'art. 428, comma 2, c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19270 del 29/09/2016
  …...
Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per incapacità - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10329 del 19/05/2016Giudicato formatosi sull'insussistenza dell'incapacità di intendere e di volere - Opponibilità nel successivo giudizio di nullità contrattuale per effetto di circonvenzione di incapace - Esclusione - Fondamento.
In tema di invalidità negoziali, il giudicato formatosi sull'insussistenza dell'incapacità naturale richiesta per l'annullamento contrattuale ex art. 428 c.c. è inopponibile nel giudizio volto a far dichiarare la nullità del medesimo contratto per circonvenzione di incapace, atteso che, mentre l'art. 428 c.c. richiede l'accertamento di una condizione espressamente qualificata di incapacità di intendere e di volere, ai fini dell'art. 643 c.p. è, invece, sufficiente che l'autore dell'atto versi in una situazione soggettiva di fragilità psichica derivante dall'età, dall'insorgenza o dall'aggravamento di una patologia neurologica o psichiatrica anche connessa a tali fattori o dovuta ad anomale dinamiche relazionali che consenta all'altrui opera di suggestione ed induzione di deprivare il personale potere di autodeterminazione, di critica e di giudizio.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10329 del 19/05/2016
ANNULLABILITA' DEL CONTRATTO
CONTRATTI …...
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 121 del 08/01/2016Transazione - Atto stragiudiziale enunciante l'intenzione di impugnare la transazione ex art. 428 c.c. - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Esclusione - Necessità della domanda giudiziale - Ragioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 121 del 08/01/2016
Il diritto potestativo dell'incapace di intendere e di volere di impugnare il negozio o l'atto compiuto nella condizione di transitoria incapacità può essere esercitato con l'azione giudiziale di annullamento del negozio, ai sensi dell'art. 428 c.c., ma non è suscettibile di esercizio mediante un atto stragiudiziale di costituzione in mora, consistendo nella soggezione della controparte all'altrui impugnativa e non in un obbligo di prestazione cui la controparte deve adempiere. Ne consegue che la costituzione in mora con atto stragiudiziale è inidonea ad interrompere il termine quinquennale per l'azione ex art. 428 c.c. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto inidonea ad assumere la qualità di atto interruttivo della prescrizione dell'azione di annullamento di una transazione, ex art. 428 c.c., una lettera contenente una richiesta risarcitoria ulteriore rispetto a quanto già risarcito in virtù della detta transazione).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 121 del 08/01/2016
  …...
Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per incapacità – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19458 del 30/09/2015Presupposti - Gravissimo pregiudizio per l'incapace - Elemento indiziario - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19458 del 30/09/2015
Ai fini dell'annullamento di un contratto, perché concluso in stato d'incapacità naturale, il gravissimo pregiudizio a carico dell'incapace costituisce elemento indiziario dell'ulteriore requisito della malafede dell'altro contraente, ma, di per sé, non è idoneo a costituirne la prova. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva respinto la domanda di annullamento di un accordo transattivo, non avendo il lavoratore assolto all'onere di allegazione e prova circa la sussistenza del requisito della malafede dell'altro contraente).
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19458 del 30/09/2015
ANNULLABILITA' DEL CONTRATTO
CONTRATTI
  …...
acquiescenza - tacita – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17267 del 28/08/2015Proposizione di domanda ex art. 2932 c.c. in rapporto a sentenza di annullamento ex art. 428 c.c. del definitivo - Incompatibilità con l'esercizio del potere di impugnazione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17267 del 28/08/2015
L'acquiescenza tacita, preclusiva dell'impugnazione, ai sensi dell'art. 329 c.p.c., può ritenersi sussistente soltanto quando l'interessato abbia posto in essere atti dai quali si desuma, in maniera precisa ed univoca, la volontà di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia, ovvero atti assolutamente incompatibili con l'intento di impugnare; tale volontà va, pertanto, esclusa in relazione alla proposizione, con finalità di cautela, di autonomo giudizio per l'esecuzione di contratto preliminare ex art. 2932 c.c. con riguardo all'impugnazione di sentenza resa sulla domanda di annullamento, ai sensi dell'art. 428 c.c., del contratto di compravendita.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17267 del 28/08/2015
  …...
Capacità della persona fisica - incapacità naturale di intendere e di volere - atti compiuti da persona naturalmente incapace – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013Contratto concluso da persona poi deceduta - Legittimazione all'azione di annullamento - Singolo coerede - Sussistenza - Litisconsorzio necessario dei coeredi - Sussistenza - Fondamento.
L'esercizio dell'azione di annullamento del contratto per incapacità di intendere e volere di uno dei contraenti, che sia successivamente deceduto, sebbene possa compiersi da parte di uno solo dei coeredi, anche in contrasto con gli altri, implica comunque il litisconsorzio necessario di tutti, giacché, come la sentenza di annullamento deve investire l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, ma nella sua interezza, posto che esso non può essere contemporaneamente valido per un soggetto e invalido per un altro, così anche l'eventuale restituzione non può avvenire "pro quota".
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013
  …...
capacità della persona fisica - incapacità naturale di intendere e di volere - atti compiuti da persona naturalmente incapace - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013Contratto concluso da persona poi deceduta - Legittimazione all'azione di annullamento - Singolo coerede - Sussistenza - Litisconsorzio necessario dei coeredi - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013
L'esercizio dell'azione di annullamento del contratto per incapacità di intendere e volere di uno dei contraenti, che sia successivamente deceduto, sebbene possa compiersi da parte di uno solo dei coeredi, anche in contrasto con gli altri, implica comunque il litisconsorzio necessario di tutti, giacché, come la sentenza di annullamento deve investire l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, ma nella sua interezza, posto che esso non può essere contemporaneamente valido per un soggetto e invalido per un altro, così anche l'eventuale restituzione non può avvenire "pro quota".
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013
  …...
Capacità della persona fisica - interdizione giudiziale - effetti - decorrenza – Dalla pubblicazione della sentenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7477 del 31/03/2011Configurabilità - Conseguenze - Presunzione di normale capacità dell'interdicendo fino a quel momento - Operatività - Irretroattività degli effetti della sentenza di interdizione - Fondamento - Fattispecie.
L'incapacità legale derivante dalla sentenza di interdizione decorre soltanto dal giorno della sua pubblicazione (art. 421 cod. civ.), con la conseguenza dell'operatività, fino a tale momento, della generale presunzione di normale capacità dell'interdicendo e dell'irretroattività degli effetti della suddetta decisione. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito la quale, considerando operante la menzionata presunzione, aveva stabilito che l'incapacità naturale della testatrice e donante, in relazione agli atti di formazione pregressa, avrebbe dovuto essere provata dall'interessato in modo univoco e rigoroso, e con riguardo ad ogni singolo atto specificamente impugnato).
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7477 del 31/03/2011
  …...
Donazione - facoltà del donante - donazione modale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6414 del 06/12/1984Remuneratoria - capacità - di donare - donazione dell'incapace - annullamento delle donazioni remuneratorie e modali - disposto ex art. 775 cod. Civ..*
072081 437999*
072015 437999*
Rientrano fra i contratti a titolo gratuito, e non fra quelli commutativi, sia le donazioni remuneratorie, fatte per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario, sia quelle modali, in cui il "modus", che è limitazione del beneficio mediante un'obbligazione accessoria posta a carico del donatario, non può equipararsi alla controprestazione propria dei contratti a titolo oneroso, e non è perciò idoneo a mutare la causa del contratto, che resta a titolo gratuito. Di conseguenza, per l'annullamento delle donazioni remuneratorie e modali, come di ogni altra donazione fatta da persona incapace di intendere e di volere, non sono richiesti, à sensi dello specifico disposto dell'art. 775 cod. civ. ne' il pregiudizio del donante, ne' la malafede del donatario trovando riferimento tali condizioni, previste dagli artt. 428 e 1425 cod. civ., in rapporti di corrispettività e di equivalenza tra le prestazioni che sono pertinenti ai soli contratti a titolo oneroso. ( V 1668/73, mass n 364568; ( V 748/72, mass n 356902).*
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6414 del 06/12/1984
  …...