Minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie - Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 3 del 27 gennaio 2026La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte
L’art. 65 cdf ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto dell’altrui libertà di determinazione. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie, specie se esclusivamente vòlte ad intimidire la controparte prefigurandole, in estremo dettaglio, conseguenze nefaste, tanto più se giuridicamente infondate o improbabili.Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 3 del 27 gennaio 2026 …...
La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 200 del 30 dicembre 2019La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte
L’art. 65 cdf (già art. 48 codice previgente) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto dell’altrui libertà di determinazione. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie, specie se esclusivamente vòlte ad intimidire la controparte prefigurandole, in estremo dettaglio, conseguenze nefaste, tanto più se giuridicamente infondate o improbabili (Nel caso di specie, l’avvocato inviava una diffida di pagamento alla controparte, “minacciando, in caso di inadempimento, la presentazione di una denuncia-querela alla Procura della Repubblica”, avvertimento ritenuto minatorio avuto riguardo alle circostanze concrete).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 200 del 30 dicembre 2019 …...
La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 121 del 28 ottobre 2019La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte
L’art. 65 ncdf (già art. 48 cdf) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto dell’altrui libertà di determinazione. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie, specie se esclusivamente vòlte ad intimidire la controparte prefigurandole, in estremo dettaglio, conseguenze nefaste, tanto più se giuridicamente infondate o improbabili.
Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 121 del 28 ottobre 2019 …...
La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 221La minaccia di azioni sproporzionate e vessatorie alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 221
L’art. 65 ncdf (già art. 48 cdf) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto dell’altrui libertà di determinazione. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie, specie se esclusivamente vòlte ad intimidire la controparte prefigurandole, in estremo dettaglio, conseguenze nefaste, tanto più se giuridicamente infondate o improbabili (Nel caso di specie, il professionista invitava il collega di controparte a transigere sul proprio compenso, riducendo le sue pretese economiche azionate in via monitoria, giacché altrimenti avrebbe presentato non meglio precisati esposti alla Procura della Repubblica, alla Agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza, al Ministero dell’Economia e all’Ordine degli Avvocati).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 22 dicembre 2017, n. 221 …...
La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 35La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 35
L’art. 65 ncdf (già art. 48 cdf) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto dell’altrui libertà di determinazione. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie, specie se esclusivamente vòlte ad intimidire la controparte prefigurandole, in estremo dettaglio, improbabili conseguenze nefaste che la controparte stessa sarebbe comunque capace di valutare insieme al proprio avvocato (Nel caso di specie, il legale richiedeva alla propria controparte il pagamento della somma -relativamente modesta- accertata dal Giudice di Pace, precisando che la richiesta stessa era fatta a pena di istanza di fallimento, e qualificando l’iniziativa come “molto grave, in quanto per Lei comporta la perdita della capacità d’agire, ovvero lei non potrà più acquistare né vendere, né avere conti correnti, né infine ereditare”, ed aggiungendo che nel caso di dichiarazione del fallimento sarebbe stata “civilmente morta” e avrebbe subito la “vendita forzata dell’immobile dove vive”).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 marzo 2016, n. 35 …...
La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 77La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 77
L’art. 48 del codice deontologico (ora, 65) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto della libertà di determinazione della controparte. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie (Nel caso di specie, in una controversia di famiglia, l’avvocato rappresentava alla controparte l’esistenza di alcuni video a contenuto erotico, pacificamente non correlata alla vertenza in essere con il proprio assistito).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 6 giugno 2015, n. 77 …...
minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 204minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 204
L'art. 48 del codice deontologico (ora, 65) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell'assistito con il necessario rispetto della libertà di determinazione della controparte. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie (Nel caso di specie, in una controversia di lavoro, l'avvocato rappresentava alla controparte l'esistenza di alcune videocassette a contenuto erotico, pacificamente non correlate alla vertenza in essere con il proprio assistito).Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 204 …...
Quando la richiesta del proprio compenso alla controparte integra illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2014, n. 181Quando la richiesta del proprio compenso alla controparte integra illecito deontologico - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2014, n. 181
Le iniziative legali prospettate alla controparte devono essere sempre funzionali alle inadempienze altrui e non devono in alcun modo determinare il timore di subire ingiuste iniziative giudiziarie e/o un rilevante pregiudizio per la controparte; pregiudizio che, infatti, deve sempre essere rapportato e commisurato alla inadempienza in cui la stessa controparte sia incorsa. Conseguentemente, integra violazione dell’art. 48 cdf (ora, 65 ncdf) il comportamento dell’avvocato che intimi alla controparte il pagamento del credito del proprio cliente, maggiorato di un’ulteriore, spropositata somma a titolo di proprie spese legali (Nel caso di specie, in applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio professionale per la durata di mesi tre).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2014, n. 181 …...
La minaccia vessatoria alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 112La minaccia vessatoria alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 112
L’intimazione di una qualsiasi azione giudiziaria non è più lecita e si trasforma in minaccia, come tale sanzionabile anche disciplinarmente, quando l’avvocato prospetti alla controparte la possibilità di avviare azioni del tutto sproporzionate e vessatorie. Costituisce pertanto atto deontologicamente illecito la comunicazione con la quale l’avvocato, senza alcuna necessità giuridica in relazione alla preannunciata azione risarcitoria e ad essa non funzionale, rappresenti alla controparte un rilevante pregiudizio di ordine extragiudiziario al fine implicito di esercitare una indebita pressione, in tal modo violando l’art. 48 del codice deontologico (ora, art. 65 ncdf).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 26 settembre 2014, n. 112 …...
La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 204La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 204
L’art. 48 del codice deontologico (ora, 65) ha come ratio quella di contemperare le esigenze di difesa dell’assistito con il necessario rispetto della libertà di determinazione della controparte. Infatti, sebbene possa il difensore intimare alla controparte di adempiere sotto comminatoria di sanzioni, istanze o denunce, tale condotta non può assumere il carattere di minaccia di azioni o iniziative sproporzionate e vessatorie (Nel caso di specie, in una controversia di lavoro, l’avvocato rappresentava alla controparte l’esistenza di alcune videocassette a contenuto erotico, pacificamente non correlate alla vertenza in essere con il proprio assistito).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 12 dicembre 2013, n. 204 …...
La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 ottobre 2013, n. 171La minaccia di azioni (sproporzionate e vessatorie) alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 ottobre 2013, n. 171
Gli artt. 6 e 48 cdf sono volti a contemperare le esigenze di difesa del proprio assistito con il rispetto della determinazione della controparte, consentendo al difensore di rivolgere alle controparti una intimazione ad adempiere anche sotto comminatoria di azioni e/o iniziative giudiziarie. Diritto/dovere che non può essere illimitato, e oltre che rispettare i principi di una corretta educazione trova il suo limite nel principio di proporzionalità, secondo cui la reazione ad un comportamento illecito deve essere, quanto ai mezzi e alle conseguenze, proporzionata all’offesa. Non devono pertanto essere minacciate azioni o iniziative sproporzionate, che non siano funzionali all’azione in cui adempimento viene richiesto, o che rappresentino per la controparte un rilevante pregiudizio anche di ordine extragiudiziario. Nel principio di proporzionalità, quindi, è contenuto anche il principio di non vessazione, poiché la sproporzione può essere individuata anche nella sottoposizione ad imposizioni materiali o morali che nessun collegamento funzionale abbiano con il soddisfacimento del diritto vantato (Nel caso di specie, nella lettera indirizzata alla controparte, l’avvocato specificava che il pignoramento potrà avvenire “in momenti imbarazzanti”, quello del conto corrente “si estenderà ai familiari cointestatari”, “le impedirò di utilizzare l’autovettura” e “chiederò la vendita della sua casa, coinvolgendo tutti i comproprietari”).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 7 ottobre 2013, n. 171 …...
La minaccia di azioni alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 116La minaccia di azioni alla controparte - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 116
Nell’adempimento del proprio mandato, l’avvocato ha il diritto/dovere di rivolgere alla controparte una intimazione ad adempiere anche sotto comminatoria di azioni e/o istanze giudiziarie nonché denunzie, che tuttavia non dovranno mai essere sproporzionate e vessatorie (art. 48 cdf), intendendosi per tali quelle che sottopongano la controparte ad indebite imposizioni materiali o morali, prive di collegamento funzionale con il soddisfacimento del diritto vantato (Nel caso di specie, con la richiesta di adempimento pecuniario veniva altresì minacciato che, in caso di mancato pagamento, ne sarebbe stata data comunicazione al Sindaco ed ai Consiglieri comunali “al fine di rendere edotti gli stessi dell’etica della condotta” del debitore).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 17 settembre 2012, n. 116 …...
Rapporti con la controparte – Comunicazioni sproporzionate e vessatorie – Minaccia pregiudizio di ordine extragiudiziario – Violazione art. 48 c.d.f. – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2009, n. 72Avvocato – Norme deontologiche – Rapporti con la controparte – Comunicazioni sproporzionate e vessatorie – Minaccia pregiudizio di ordine extragiudiziario – Violazione art. 48 c.d.f. – Sussistenza - Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2009, n. 72
Costituisce atto deontologicamente illecito la comunicazione con la quale l’avvocato, senza alcuna necessità giuridica in relazione alla preannunciata azione risarcitoria e ad essa non funzionale, rappresenti alla controparte un rilevante pregiudizio di ordine extragiudiziario al fine implicito di esercitare una indebita pressione, in tal modo violando l’art. 48 del codice deontologico. (Rigetta il ricorso avverso decisione C.d.O. di Trieste, 16 marzo 2007).
Consiglio Nazionale Forense, sentenza del 13 luglio 2009, n. 72 …...