2087. Tutela delle condizioni di lavoro.

    Codice Civile Libro Quinto: DEL LAVORO Titolo II: DEL LAVORO NELL'IMPRESA Capo I: DELL'IMPRESA IN GENERALE Sezione I: DELL'IMPRENDITORE Art.2087. Tutela delle condizioni di lavoro.

    Art. 2087. Tutela delle condizioni di lavoro.

    1. L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro (1).

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Diligenza esigibile dal datore di lavoro - Infortunio causato per colpa - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 8911 del 29/03/2019
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Diligenza esigibile dal datore di lavoro - Infortunio causato per colpa - Necessità - Fondamento - Fattispecie. La responsabilità del datore di lavoro per inadempimento dell'obbligo di prevenzione di cui all'art. 2087 c.c. non è una responsabilità oggettiva, ma colposa, dovendosi valutare il difetto di diligenza nella predisposizione delle misure idonee a prevenire danni per i lavoratori, in relazione all'attività lavorativa svolta, non potendosi esigere la predisposizione di misure idonee a fronteggiare ogni causa di infortunio, anche quelle imprevedibili. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto la responsabilità datoriale ex art. 2087 c.c. per la predisposizione di equipaggi cd. misti sui treni, e, di conseguenza, aveva ritenuto legittimo il rifiuto del macchinista di condurre il treno senza la presenza in cabina di un secondo agente abilitato alla condotta). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 8911 del 29/03/2019 Cod_Civ_art_2087...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Compensatio lucri cum danno" - Infortunio del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Obbligazione risarcitoria - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6269 del 04/03/2019
    Risarcimento del danno - "compensatio lucri cum danno" - Infortunio del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Obbligazione risarcitoria - Emolumenti previdenziali e indennitari - "Compensatio lucri cum damno" - Operatività - Fattispecie. In tema responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni sul lavoro, il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall'ammontare del danno risarcibile l'importo dell'indennità che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto (nella specie rendita Inail, pensione privilegiata ed incentivo all'esodo agevolato), in quanto tale indennità è erogata in funzione di risarcimento del pregiudizio subito dall'assicurato in conseguenza del verificarsi dell'evento dannoso ed essa soddisfa, neutralizzandola in tutto o in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità del terzo autore del fatto illecito. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6269 del 04/03/2019 Cod_Civ_art_1905, Cod_Civ_art_1910, Cod_Civ_art_1916, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2087, Cod_Civ_art_1223...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5813 del 28/02/2019
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro -Morte del lavoratore - Responsabilità del datore di lavoro - Giudizio di colpa - Oggetto – Fattispecie - responsabilità civile - colpa o dolo In tema di responsabilità civile per la morte del lavoratore, il requisito soggettivo della colpa è integrato dalla violazione, da parte del datore di lavoro, delle regole cautelari di prevenzione evocate dall'art. 2087 c.c., strettamente correlate, in termini di ragionevole prevedibilità, alla verificazione dell'evento in quanto fondate, se non sulla certezza scientifica, sulla probabilità o possibilità - concreta e non ipotetica - che la condotta considerata determini l'evento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva condannato il Ministero della Difesa al risarcimento dei danni patiti dai familiari di un militare, morto in conseguenza della malattia contratta nel corso di una missione internazionale a causa dell'esposizione a radiazioni ionizzanti, sul presupposto che si trattava di un rischio ampiamente preventivabile in relazione all'impiego, nelle zone delle operazioni interessate, di armamenti idonei ad esporre le persone alle suddette radiazioni). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5813 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2087, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5419 del 25/02/2019
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Appalto - Responsabilità del committente ex artt. 2087 c.c. e 7 del d.lgs. n. 626 del 1994 - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Ai sensi degli artt. 2087 c.c. e 7 del d.lgs. n. 626 del 1994, vigente "ratione temporis", che disciplina l'affidamento di lavori in appalto all'interno dell'azienda, il committente, nella cui disponibilità permanga l'ambiente di lavoro, è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità e la salute dei lavoratori, ancorché dipendenti dell'impresa appaltatrice, e che consistono nel fornire adeguata informazione ai singoli lavoratori circa le situazioni di rischio, nel predisporre quanto necessario a garantire la sicurezza degli impianti e nel cooperare con l'appaltatrice nell'attuazione degli strumenti di protezione e prevenzione dei rischi connessi sia al luogo di lavoro sia all'attività appaltata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, in presenza di un infortunio occorso ad una operaia addetta alle pulizie a causa dello sganciamento di un braccio metallico in movimento, ha ritenuto la società committente responsabile per l'omesso blocco dei nastri trasportatori prima dell'inizio del servizio di pulizia). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5419 del 25/02/2019 Cod_Civ_art_2087...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Infortuni sul lavoro e malattie professionali
    Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - malattie professionali - in genere - infortuni sul lavoro e malattie professionali - principio di equivalenza causale - applicabilità - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27952 del 31/10/2018 >>> In materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, trova applicazione la regola dell'art. 41 c.p., con la conseguenza che il rapporto causale tra l'evento e il danno è governato dal principio di equivalenza delle condizioni, secondo il quale va riconosciuta efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell'evento, potendosi escludere l'esistenza nel nesso eziologico richiesto dalla legge solo se possa essere ravvisato con certezza l'intervento di un fattore estraneo all'attività lavorativa, di per sé sufficiente a produrre l'infermità e tale da far degradare altre evenienze a semplici occasioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito - fondata sull'accertamento che la riduzione dell'intensità di esposizione del lavoratore alle polveri di amianto avrebbe evitato o ritardato l'insorgere della patologia mortale - poiché tale circostanza implicava la sussistenza del nesso causale tra l'esposizione in concreto verificatasi e l'insorgenza o la latenza della malattia). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27952 del 31/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità oggettiva del datore di lavoro
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libertà e dignità del lavoratore - tutela della salute e dell'integrità fisica - responsabilità ex art. 2087 c.c. - responsabilità oggettiva a carico del datore di lavoro - configurabilità - esclusione -oneri probatori del lavoratore - sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 26495 del 19/10/2018 >>> L'art. 2087 c.c. non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro -di natura contrattuale - va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento; ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare, oltre all'esistenza di tale danno, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'una e l'altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno.(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la responsabilità datoriale per il danno subito da un lavoratore durante un'operazione di taglio a mezzo di una macchina troncatrice, avendo il datore di lavoro messo a disposizione del lavoratore una macchina in perfetto stato di manutenzione, dotata di dispositivi di protezione atti a evitare il contatto con la lama e avendo formato e informato periodicamente il lavoratore sui rischi connessi al suo utilizzo). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 26495 del 19/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tutela della salute e dell'integrità fisica - Responsabilità del datore di lavoro
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libertà e dignità del lavoratore - tutela della salute e dell'integrità fisica - responsabilità ex art. 2087 c.c. - responsabilità oggettiva a carico del datore di lavoro - configurabilità - esclusione -oneri probatori del lavoratore - sussistenza - prova della nocività dell'ambiente di lavoro - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 24742 del 08/10/2018 >>> L'art. 2087 c.c. non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro - di natura contrattuale - va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento; ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare, oltre all'esistenza di tale danno, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'una e l'altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno e che la malattia del dipendente non è ricollegabile alla inosservanza di tali obblighi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la pretesa risarcitoria della lavoratrice - caduta in ufficio scivolando su di una carpetta di plastica trasparente portadocumenti - sul presupposto che non era stata provata la nocività dell'ambiente di lavoro,non emergendo quale misura organizzativa fosse adottabile per evitare l'infortunio). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 24742 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro – Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 9901 del 20/04/2018
    tutela delle condizioni di lavoro Demansionamento - Danno non patrimoniale - Risarcimento - Condizioni - Fattispecie. Nell'ipotesi di demansionamento, il danno non patrimoniale è risarcibile ogni qual volta la condotta illecita del datore di lavoro abbia violato, in modo grave, i diritti del lavoratore che siano oggetto di tutela costituzionale, in rapporto alla persistenza del comportamento lesivo, alla durata e reiterazione delle situazioni di disagio professionale e personale, nonché all'inerzia del datore di lavoro rispetto alle istanze del lavoratore, anche a prescindere da uno specifico intento di declassarlo o svilirne i compiti. (Nella specie, la S.C. ha ravvisato una violazione dell'art. 2087 c.c., con conseguente obbligo di risarcimento del danno biologico, nella condotta tenuta dal datore di lavoro nei confronti di una lavoratrice alla quale, dopo il rientro dalla cassa integrazione, non erano stati assegnati compiti da svolgere, era stato disattivato il telefono e non era stato consentito di sostituire personale assente per maternità, nonostante le reiterate richieste). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 9901 del 20/04/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 15972 del 27/0
    Comporto - Superamento del periodo di comporto - Assenze per malattia di origine professionale - Computo - Esclusione - Condizioni. Le assenze del lavoratore dovute ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale, in quanto riconducibili alla generale nozione di infortunio o malattia contenuta nell’art. 2110 c.c., sono normalmente computabili nel previsto periodo di conservazione del posto, mentre, affinchè l’assenza per malattia possa essere detratta dal periodo di comporto, non è sufficiente che la stessa abbia un’origine professionale, ossia meramente connessa alla prestazione lavorativa, ma è necessario che, in relazione ad essa ed alla sua genesi, sussista una responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c.. Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 15972 del 27/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14468
    Responsabilità ex art. 2087 c.c. - Prova liberatoria a carico del datore di lavoro - Vizio strutturale di un macchinario - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie. In tema di responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c., posto che, ai fini del superamento della presunzione di cui all’art. 1218 c.c., grava sul datore di lavoro l’onere di dimostrare di aver rispettato le norme specificamente stabilite in relazione all’attività svolta, e di aver adottato tutte le misure che, in considerazione della peculiarità dell’attività e tenuto conto dello stato della tecnica, siano necessarie per tutelare l’integrità del lavoratore, vigilando altresì sulla loro osservanza, il vizio strutturale del macchinario, quale fatto liberatorio, non può prescindere dalla prova circostanziata, da parte del datore di lavoro, dell’assolvimento dei suddetti obblighi di protezione specifici. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto imprevedibile l’infortunio del lavoratore, operaio esperto, in ragione del recente intervento di manutenzione del macchinario - trapano a colonna - e della presenza sullo stesso della marchiatura di conformità CE, circostanze rilevate dagli ispettori della Asl). Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14468 del 09/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14313
    Responsabilità dell'imprenditore ex art. 2087 c.c. - Eccessivo carico di lavoro - Prova liberatoria a carico del datore di lavoro - Carenza di organico - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie. In tema di responsabilità dell'imprenditore, ex art. 2087 c.c., per l'eccessivo carico di lavoro imposto al lavoratore, è irrilevante l'assenza di doglianze o di sollecitazioni mosse da quest'ultimo, né, ai fini della prova liberatoria, è sufficiente l'allegazione generica della carenza di organico, costituendo l'organizzazione dei reparti, la consistenza degli organici e la predisposizione dei turni espressione ed attuazione concreta dell'assetto organizzativo adottato dall'imprenditore. (Nella specie, il dipendente, deceduto per infarto del miocardio, era stato inserito nel servizio di pronta disponibilità, in violazione reiterata e sistematica dei limiti posti dall'art. 18 del d.P.R. n. 270 del 1987 e dalla contrattazione collettiva del comparto sanità). Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14313 del 08/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10319 del 26/04/2017
    Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro In genere. Il lavoratore che agisca, nei confronti del datore di lavoro, per il risarcimento integrale del danno patito a seguito di infortunio sul lavoro ha l'onere di provare il fatto costituente l'inadempimento ed il nesso di causalità materiale tra l'inadempimento ed il danno, ma non anche la colpa dellla controparte, nei cui confronti opera la presunzione ex art. 1218 c.c.. In particolare, nel caso di omissione di misure di sicurezza espressamente previste dalla legge, o da altra fonte vincolante, cd. nominate, la prova liberatoria incombente sul datore di lavoro si esaurisce nella negazione degli stessi fatti provati dal lavoratore; viceversa, ove le misure di sicurezza debbano essere ricavate dall’art. 2087 c.c., cd. innominate, la prova liberatoria è generalmente correlata alla quantificazione della misura di diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle indicate misure di sicurezza, imponendosi l’onere di provare l’adozione di comportamenti specifici che siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, quali anche l’assolvimento di puntuali obblighi di comunicazione. (Nella specie, la S.C., ha cassato la sentenza impugnata che, pur non avendo ravvisato un'ipotesi di rischio elettivo, aveva escluso, per difetto di specifiche indicazioni da parte del lavoratore sulle cautele adottabili, la responsabilità del datore di lavoro per l'infortunio subito dal dipendente durante la discesa dalla cabina di guida di un autocarro ribaltata ed in pendenza). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10319 del 26/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - liberta' e dignita' del lavoratore - tutela della salute e dell'integrita' fisica -
    Responsabilità ex art. 2087 c.c. - Configurabilità - Condizioni - Onere probatorio incombente rispettivamente sul lavoratore e sul datore di lavoro - Oggetto - Individuazione - Fattispecie. Il lavoratore che agisca, nei confronti del datore di lavoro, per il risarcimento integrale del danno patito a seguito di infortunio sul lavoro ha l'onere di provare il fatto costituente l'inadempimento ed il nesso di causalità materiale tra l'inadempimento ed il danno, ma non anche la colpa dellla controparte, nei cui confronti opera la presunzione ex art. 1218 c.c.. In particolare, nel caso di omissione di misure di sicurezza espressamente previste dalla legge, o da altra fonte vincolante, cd. nominate, la prova liberatoria incombente sul datore di lavoro si esaurisce nella negazione degli stessi fatti provati dal lavoratore; viceversa, ove le misure di sicurezza debbano essere ricavate dall’art. 2087 c.c., cd. innominate, la prova liberatoria è generalmente correlata alla quantificazione della misura di diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle indicate misure di sicurezza, imponendosi l’onere di provare l’adozione di comportamenti specifici che siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, quali anche l’assolvimento di puntuali obblighi di comunicazione. (Nella specie, la S.C., ha cassato la sentenza impugnata che, pur non avendo ravvisato un'ipotesi di rischio elettivo, aveva escluso, per difetto di specifiche indicazioni da parte del lavoratore sulle cautele adottabili, la responsabilità del datore di lavoro per l'infortunio subito dal dipendente durante la discesa dalla cabina di guida di un autocarro ribaltata ed in pendenza). Corte di Cassazione Sez. L - , Sentenza n. 10319 del 26/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - assunzione - collocamento al lavoro - ciechi, invalidi e mutilati - assunzione obbligatoria - Sez. L , Sentenza n.
    Lavoratore disabile - Visita sanitaria - Obbligo limitato alle mansioni soggette a sorveglianza sanitaria ex art. 41 del d.lgs. n. 81 del 2008 - Esclusione - Fondamento. In tema di lavoratori disabili, il diritto del dipendente a che sia accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute, e la correlata previa sottoposizione a visita sanitaria, non sono limitati al caso di mansioni soggette a sorveglianza sanitaria ex art. 41 del d.lgs. n. 81 del 2008, ostandovi il principio di tutela della sicurezza e salute dei lavoratori, in uno al divieto di discriminazione sul lavoro delle persone affette da disabilità. Sez. L , Sentenza n. 6771 del 15/03/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - impiego pubblico - in genere - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 3560 del 10/02/2017
    Lavoro pubblico "privatizzato" - Art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001 - Devoluzione al giudice ordinario - Discrimine temporale - Ripartizione della giurisdizione tra giudice amministrativo e giudice ordinario - Fattispecie di pretese riferite ad un periodo in parte anteriore ed in parte successivo al 30 giugno 1998 - Regola del frazionamento della domanda - Limiti - Illecito permanente del datore di lavoro con cessazione anteriore al 30 giugno 1998 - Giurisdizione del giudice amministrativo. In tema di lavoro pubblico cd. contrattualizzato, ai sensi della norma transitoria contenuta nell'art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001, ove il lavoratore istante riferisca le proprie pretese ad un periodo in parte anteriore ed in parte successivo al 30 giugno 1998, la regola del frazionamento della competenza giurisdizionale tra giudice amministrativo in sede esclusiva e giudice ordinario, in relazione ai due periodi interessati, trova temperamento in caso di illecito permanente, sicché, qualora la lesione del diritto del lavoratore abbia origine da un comportamento illecito permanente del datore di lavoro, il discrimine temporale di giurisdizione va individuato con riferimento al momento della cessazione della permanenza; ne consegue che va dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo allorché tale cessazione sia anteriore al 30 giugno 1998, e ciò indipendentemente dal momento di percepibilità e riconoscibilità dell’illecito da parte del danneggiato, rilevante ai diversi fini del decorso del termine di prescrizione nei casi di illecito istantaneo ad effetti permanenti. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 3560 del 10/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Personalità (diritti della) - riservatezza - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22313 del 03/11/2016
    Utilizzo degli strumenti di lavoro - Controllo del datore di lavoro - Limiti e condizioni - Fattispecie in tema di "personal computer" aziendali. Il datore di lavoro può effettuare controlli mirati per verificare il corretto uso, da parte dei dipendenti, di strumenti di lavoro come i "personal computer" aziendali, ma tale prerogativa va esercitata nel rispetto della libertà e dignità dei lavoratori, nonché dei principi di correttezza, pertinenza e non eccedenza, potendo determinare il trattamento di informazioni personali di carattere sensibile. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la pronuncia con cui la corte territoriale aveva dichiarato illegittimo il licenziamento disciplinare comminato all'esito di un controllo del computer aziendale in uso ad un dipendente, da cui era emersa la presenza di materiale pornografico, dando per pacifica una lesione della "privacy" senza accertare le concrete modalità con le quali l'ispezione era stata condotta). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22313 del 03/11/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21894 del 28/10/2016
    Infortuni sul lavoro - Affidamento di lavori a terzi - Responsabilità del datore di lavoro ex art. 7 del d.lgs. n. 626 del 1994 - Configurabilità - Condizioni. In tema di infortuni e di sicurezza sul lavoro, l'esternalizzazione in tutto o in parte del processo produttivo non esclude che il datore di lavoro possa essere ritenuto responsabile dell'evento, ove egli non dia prova di avere - secondo le previsioni dell'art. 7 del d.lgs. n. 626 del 1994, ed anche indipendentemente dall'osservanza del dovere generale di protezione di cui all'art. 2087 c.c. - adeguatamente verificato l'idoneità tecnico-professionale del soggetto cui l'opera è affidata e di avere concorso alla prevenzione del rischio specifico implicato nella realizzazione della medesima, anche mediante un'idonea opera di informazione dei lavoratori addetti. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21894 del 28/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - responsabilità - del datore di lavoro e dei dipendenti del datore di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20807 del 14/10/2016
    Danno biologico cd. differenziale - Criteri di liquidazione - Detrazione della rendita INAIL - Limitazione alla quota capitale relativa al danno biologico - Necessità - Fondamento. In tema di liquidazione del danno biologico cd. differenziale, di cui il datore di lavoro è chiamato a rispondere nei casi in cui opera la copertura assicurativa INAIL in termini coerenti con la struttura bipolare del danno-conseguenza, va operato un computo per poste omogenee, sicché, dall'ammontare complessivo del danno biologico, va detratto non già il valore capitale dell'intera rendita costituita dall'INAIL, ma solo il valore capitale della quota di essa destinata a ristorare, in forza dell'art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000, il danno biologico stesso, con esclusione, invece, della quota rapportata alla retribuzione ed alla capacità lavorativa specifica dell'assicurato, volta all'indennizzo del danno patrimoniale. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20807 del 14/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20051 del 06/10/2016
    Responsabilità ex art. 2087 c.c. - Rischio specifico della lavorazione - Obblighi di informazione e controllo del datore di lavoro - Contenuto. In materia di obbligo di sicurezza di cui all'art. 2087 c.c. gravano sul datore di lavoro specifici obblighi di informazione del lavoratore, al fine di evitare il rischio specifico della lavorazione, insuscettibili di essere assolti mediante indicazioni generiche (quali, nella specie, di "svuotare la carriola con il badile, per renderla più leggera" o di "non sollevarla quando completamente piena" rispetto ad un danno verificatosi a causa del sollevamento manuale del carico), in quanto in tal modo la misura precauzionale non risulta adottata dal datore di lavoro ma l'individuazione dei suoi contenuti è inammissibilmente demandata al lavoratore; né l'obbligo di controllo può ritenersi esaurito nell'accertamento della prassi seguita in azienda, esigendosi, viceversa, una verifica riferita ai singoli lavoratori, attraverso specifici preposti e con riferimento ad ogni fase lavorativa rischiosa. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20051 del 06/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18503 del 21/09/2016
    Responsabilità dell'imprenditore ex art. 2087 c.c. - Portata - Danno alla salute da malattie asbesto correlate - Adozione delle cautele imposte dalle conoscenze dell'epoca di insorgenza - Misure di protezione ex d.P.R. n. 303 del 1956 - Rilevanza - Superamento di limiti di esposizione - Necessità - Esclusione. In materia di tutela della salute del lavoratore, il datore di lavoro è tenuto, ai sensi dell'art. 2087 c.c., a garantire la sicurezza al meglio delle tecnologie disponibili, sicché, con riferimento alle patologie correlate all'amianto, l'obbligo, risultante dal richiamo effettuato dagli artt. 174 e 175 del d.P.R. n. 1124 del 1965 all'art. 21 del d.P.R. n. 303 del 1956, norma che mira a prevenire le malattie derivabili dall'inalazione di tutte le polveri (visibili od invisibili, fini od ultrafini) di cui si è tenuti a conoscere l'esistenza, comporta che non sia sufficiente, ai fini dell'esonero da responsabilità, l'affermazione dell'ignoranza della nocività dell'amianto a basse dosi secondo le conoscenze del tempo, ma che sia necessaria, da parte datoriale, la dimostrazione delle cautele adottate in positivo, senza che rilevi il riferimento ai valori limite di esposizione agli agenti chimici (cd. tlv, "threshold limit value") poiché il richiamato articolo 21 non richiede il superamento di alcuna soglia per l'adozione delle misure di prevenzione prescritte. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18503 del 21/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4025 del 01/03/2016
    responsabilità - del datore di lavoro e dei dipendenti del datore di lavoro – Responsabilità del datore di lavoro - Liquidazione del danno differenziale - Regime anteriore al d.lgs. n. 38 del 2000 - Decurtazione degli importi percepiti a titolo di rendita INAIL - Esclusione - Fondamento. In tema di infortuni sul lavoro, il datore di lavoro risponde dei danni occorsi al lavoratore infortunato nei limiti del cd. danno differenziale che non comprende le componenti del danno biologico coperte dall'assicurazione obbligatoria, sicché, per le fattispecie anteriori all'ambito temporale di applicazione dell'art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000, il datore risponde dell'intero danno non patrimoniale, non potendo essere decurtati gli importi percepiti a titolo di rendita INAIL, corrispondenti, nel regime allora vigente, solo al danno patrimoniale legato al pregiudizio alla capacità lavorativa generica.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 34 del 05/01/2016
    Addetti all'esazione del pedaggio stradale - Obbligo di prevenzione ex art. 2087 c.c. - Oggetto - Misure di sicurezza cd. "innominate" - Prova liberatoria a carico del datore di lavoro - Contenuto. Nel caso di lavoratori addetti all'esazione del pedaggio stradale esposti al rischio di rapina, l'osservanza del generico obbligo di sicurezza di cui all'art. 2087 c.c., impone al datore di lavoro l'adozione delle correlative misure di sicurezza cd. "innominate", sicché incombe sullo stesso, ai fini della prova liberatoria correlata alla quantificazione della diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle suindicate misure, l'onere di far risultare l'adozione di comportamenti specifici che, pur non dettati dalla legge o altra fonte equiparata, siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, dagli "standards" di sicurezza normalmente osservati o trovino riferimento in altre fonti analoghe. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 34 del 05/01/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18674 del 22/09/2015
    Indumenti da lavoro - Finalità protettiva - Natura - Dispositivi di protezione individuale - Obbligo datoriale di fornitura e mantenimento in stato di efficienza - Sussistenza - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18674 del 22/09/2015 In tema di tutela delle condizioni di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, gli indumenti con funzione protettiva dal contatto con sostanze nocive o patogene rientrano tra i dispositivi di protezione individuale, previsti dall'art. 40 della l. n. 626 del 1994 (applicabile "ratione temporis"), sicché rispetto ad essi è configurabile un obbligo a carico del datore di lavoro di continua fornitura e di mantenimento in stato di efficienza. (Fattispecie relativa ad una lavoratrice addetta ad attività di pulizia delle vetture dei treni). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18674 del 22/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10prescrizione civile - termine - prescrizione ordinaria decennale - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10414 del 06/05/2013
    Dipendente di azienda esercente servizio di trasporto pubblico locale - Diritto al risarcimento del danno alla salute per violazione del debito di sicurezza ex art. 2087 cod. civ. - Riconducibilità ai diritti esclusivamente patrimoniali "ex lege" n. 633 del 1957 - Esclusione - Conseguenze in tema di prescrizione - Termine ordinario decennale ex art. 2946 - Applicabilità. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10414 del 06/05/2013 In materia di crediti del lavoratore, il comma 4 dell'articolo unico della legge 24 luglio 1957, n. 633 - secondo cui, nei rapporti di lavoro soggetti alle norme del r.d. 8 gennaio 1931, n. 148, il diritto a competenze arretrate e ad altre prestazioni di natura esclusivamente patrimoniale si prescrive nei termini di cui agli artt. 2948, 2955 e 2956 cod. civ. - non opera rispetto alla domanda di risarcimento del danno alla salute derivante da violazione del debito di sicurezza ex art. 2087 cod. civ., cui è applicabile l'ordinario termine di prescrizione decennale previsto dall'art. 2946 cod. civ. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10414 del 06/05/2013...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - domanda giudiziale - forma e contenuto – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014
    Verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo - Mancanza di determinazione dell'oggetto, dell'esposizione dei fatti o degli elementi di diritto - Nullità insanabile Configurabilità - Conseguenze - Esame nel merito della domanda - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014 Nel rito del lavoro, la verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo costituisce indagine pregiudiziale rispetto alla decisione sul merito, cui inerisce anche la valutazione delle prove. Ne consegue che il ricorso privo dell'esatta determinazione dell'oggetto della domanda o dell'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto è affetto da nullità insanabile, che il giudice è tenuto a dichiarare preliminarmente senza possibilità di scendere all'esame del merito, neppure per respingere la domanda perché non provata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la statuizione di inammissibilità della domanda avanzata con un ricorso contenente più domande di regresso, avanzate dall'INAIL ex art. 11 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, proposte cumulativamente per prestazioni erogate in favore di ventuno lavoratori, con richiesta di condanna della società datrice di lavoro al pagamento di una cifra riferita al complesso delle prestazioni, senza specificare in relazione a ciascuna posizione lavorativa quali fossero le malattie professionali accertate, l'epoca di insorgenza delle malattie medesime, la percentuale di invalidità, la data di riconoscimento delle singole prestazioni e gli importi corrisposti, il nesso di causalità tra le mansioni da ciascuno rivestite e l'evento dannoso, né, infine, le specifiche norme di sicurezza violate).Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 9666 del 06/05/2014
    Militare impegnato in missione di pace in Kosovo - Domanda risarcitoria per danni alla salute da esposizione ad uranio impoverito - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 9666 del 06/05/2014 Appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo la domanda proposta da un militare italiano nei confronti del Ministero della difesa, per il risarcimento dei danni alla salute subiti in conseguenza dell'esposizione all'uranio impoverito e ad altre sostanze nocive nel corso della missione di pace in Kosovo, giacché fondata su di una condotta dell'amministrazione che non presenta un nesso meramente occasionale con il rapporto di impiego, ma si pone come diretta conseguenza dell'impegno del militare in quel "teatro operativo" senza fornirgli le necessarie dotazioni di sicurezza e senza averlo informato dei rischi connessi all'esposizione.Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 9666 del 06/05/2014Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2087, Cod_Proc_Civ_art_041Massime precedenti Vedi Sezioni Unite: N. 9573 del 2014...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - domanda giudiziale - forma e contenuto – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.896 del 17/01/2014
    Verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo - Mancanza di determinazione dell'oggetto, dell'esposizione dei fatti o degli elementi di diritto - Nullità insanabile Configurabilità - Conseguenze - Esame nel merito della domanda - Esclusione - Fattispecie. Nel rito del lavoro, la verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo costituisce indagine pregiudiziale rispetto alla decisione sul merito, cui inerisce anche la valutazione delle prove. Ne consegue che il ricorso privo dell'esatta determinazione dell'oggetto della domanda o dell'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto è affetto da nullità insanabile, che il giudice è tenuto a dichiarare preliminarmente senza possibilità di scendere all'esame del merito, neppure per respingere la domanda perché non provata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la statuizione di inammissibilità della domanda avanzata con un ricorso contenente più domande di regresso, avanzate dall'INAIL ex art. 11 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, proposte cumulativamente per prestazioni erogate in favore di ventuno lavoratori, con richiesta di condanna della società datrice di lavoro al pagamento di una cifra riferita al complesso delle prestazioni, senza specificare in relazione a ciascuna posizione lavorativa quali fossero le malattie professionali accertate, l'epoca di insorgenza delle malattie medesime, la percentuale di invalidità, la data di riconoscimento delle singole prestazioni e gli importi corrisposti, il nesso di causalità tra le mansioni da ciascuno rivestite e l'evento dannoso, né, infine, le specifiche norme di sicurezza violate). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.896 del 17/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - domanda giudiziale - forma e contenuto – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014
    Verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo - Mancanza di determinazione dell'oggetto, dell'esposizione dei fatti o degli elementi di diritto - Nullità insanabile Configurabilità - Conseguenze - Esame nel merito della domanda - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014 Nel rito del lavoro, la verifica degli elementi essenziali del ricorso introduttivo costituisce indagine pregiudiziale rispetto alla decisione sul merito, cui inerisce anche la valutazione delle prove. Ne consegue che il ricorso privo dell'esatta determinazione dell'oggetto della domanda o dell'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto è affetto da nullità insanabile, che il giudice è tenuto a dichiarare preliminarmente senza possibilità di scendere all'esame del merito, neppure per respingere la domanda perché non provata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la statuizione di inammissibilità della domanda avanzata con un ricorso contenente più domande di regresso, avanzate dall'INAIL ex art. 11 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, proposte cumulativamente per prestazioni erogate in favore di ventuno lavoratori, con richiesta di condanna della società datrice di lavoro al pagamento di una cifra riferita al complesso delle prestazioni, senza specificare in relazione a ciascuna posizione lavorativa quali fossero le malattie professionali accertate, l'epoca di insorgenza delle malattie medesime, la percentuale di invalidità, la data di riconoscimento delle singole prestazioni e gli importi corrisposti, il nesso di causalità tra le mansioni da ciascuno rivestite e l'evento dannoso, né, infine, le specifiche norme di sicurezza violate). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 896 del 17/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17092 del 08/10/2012
    Obblighi ex art. 2087 cod. civ. - Appalto - Dipendenti dell'appaltatore - Responsabilità del committente per violazione delle norme di sicurezza del lavoro - Configurabilità - Condizioni. L'art. 2087 cod. civ., che, integrando le disposizioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro previste da leggi speciali, impone all'imprenditore l'adozione di misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro, è applicabile anche nei confronti del committente, tenuto al dovere di provvedere alle misure di sicurezza dei lavoratori anche se non dipendenti da lui, ove egli stesso si sia reso garante della vigilanza relativa alle misure da adottare in concreto, riservandosi i poteri tecnico - organizzativi dell'opera da eseguire. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17092 del 08/10/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.1716 del 07/02/2012
    Stato di coma - Risarcimento del danno morale - Sussistenza - Fattispecie. Sussiste il diritto al risarcimento del danno morale in capo al lavoratore, che sia in istato di coma in seguito ad infortunio, dovendo esso configurarsi non soltanto come riparazione delle sofferenze psichiche, ma anche della lesione alla dignità personale, particolarmente evidente quando, come nella specie, un padre di famiglia venga ridotto allo stato vegetativo e così perda ogni legame con la vita, compresi i vincoli effettivi nell'ambito della comunità familiare, tutelata dagli artt. 2, 29 e 30 Cost., dal momento che sarebbe iniquo riconoscere il diritto soggettivo al risarcimento di un danno non patrimoniale diverso dal pregiudizio alla salute e consistente in sofferenze morali, e negarlo quando queste sofferenze non siano neppure possibili a causa dello stato di non lucidità del danneggiato. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.1716 del 07/02/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.1716 del 07/02/2012
    Responsabilità dell'imprenditore ex art. 2087 cod. civ. - Stato di coma - Diritto al risarcimento del danno morale - Sussistenza - Fattispecie. Sussiste il diritto al risarcimento del danno morale in capo al lavoratore, che sia in istato di coma in seguito ad infortunio, dovendo esso configurarsi non soltanto come riparazione delle sofferenze psichiche, ma anche della lesione alla dignità personale, particolarmente evidente quando, come nella specie, un padre di famiglia venga ridotto allo stato vegetativo e così perda ogni legame con la vita, compresi i vincoli effettivi nell'ambito della comunità familiare, tutelata dagli artt. 2, 29 e 30 Cost., dal momento che sarebbe iniquo riconoscere il diritto soggettivo al risarcimento di un danno non patrimoniale diverso dal pregiudizio alla salute e consistente in sofferenze morali, e negarlo quando queste sofferenze non siano neppure possibili a causa dello stato di non lucidità del danneggiato. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.1716 del 07/02/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17629 del 28/07/2010
    Prescrizione dei crediti del lavoratore - Artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966) - Non decorrenza in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale - Limiti - Diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all'art. 2087 cod. civ. - Esclusione - Conseguenze. In tema di prescrizione dei crediti del lavoratore, il principio di cui agli artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966), secondo il quale la prescrizione non decorre in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale, riguarda per espressa previsione il solo diritto alla retribuzione e non si estende al diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all'art. 2087 cod. civ., la cui prescrizione (decennale in caso di azione di responsabilità contrattuale) decorre dal momento in cui il danno si è manifestato, anche in corso di rapporto di lavoro. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17629 del 28/07/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO - TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.12318 del 19/05/2010
    Molestie sessuali subite da una lavoratrice - Danno non patrimoniale - Danno morale - Danno esistenziale - Liquidazione - Criteri. La valutazione equitativa del danno, in quanto inevitabilmente caratterizzata da un certo grado di approssimatività, è suscettibile di rilievi in sede di legittimità, sotto il profilo del vizio della motivazione, solo se difetti totalmente la giustificazione che quella statuizione sorregge, o macroscopicamente si discosti dai dati di comune esperienza, o sia radicalmente contraddittoria. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto correttamente motivata la sentenza impugnata, che, con riferimento alle molestie sessuali subite da un lavoratrice, aveva liquidato equitativamente il danno non patrimoniale, utilizzando, quanto al danno morale, il criterio dell'odiosità della condotta lesiva nei confronti di persona in posizione di soggezione, e, quanto al danno esistenziale, quello della rilevanza del clima di intimidazione creato nell'ambiente lavorativo dal comportamento del datore di lavoro e del peggioramento delle relazioni interne al nucleo familiare della lavoratrice molestata in conseguenza dell'illecito subito). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.12318 del 19/05/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - ricorso in appello - forma e contenuto - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008
    La condotta vessatoria consapevolmente posta in essere dal datore di lavoro finalizzata ad isolare od espellere il dipendente dal contesto lavorativo (cosiddetto "mobbing") si differenzia, pur potendola ricomprendere, da quella discriminatoria per motivi sindacali: richiedendosi, nel primo caso, una pluralità di atti e comportamenti (eventualmente anche leciti in sé considerati) unificati dall'intento di intimorire psicologicamente il dipendente e funzionali alla sua emarginazione, attuandosi, invece, la discriminazione per motivi sindacali, anche attraverso un unico atto o comportamento e connotandosi di illiceità di per sé, in quanto diretta a realizzare una diversità di trattamento o un pregiudizio in ragione della partecipazione del lavoratore ad attività sindacali, a prescindere da un intento di emarginazione. Ne consegue che la domanda con cui si deduca, quale autonomo motivo di illegittimità della condotta datoriale, il "mobbing" ha una "causa petendi" differente rispetto alla domanda diretta alla repressione di atti discriminatori per ragioni sindacali e, ove venga introdotta per la prima volta in appello, va dichiarata inammissibile. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale – interpretazione e qualificazione giuridica - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008
    L'interpretazione della domanda giudiziale costituisce operazione riservata al giudice del merito, il cui giudizio, risolvendosi in un accertamento di fatto, non è censurabile in sede di legittimità quando sia motivato in maniera congrua ed adeguata avuto riguardo all'intero contesto dell'atto e senza che ne risulti alterato il senso letterale, tenuto conto, in tale operazione, della formulazione testuale dell'atto nonché del contenuto sostanziale della pretesa in relazione alle finalità che la parte intende perseguire, elemento rispetto al quale non assume valore condizionante la formula adottata dalla parte medesima. (Nella specie, la S.C., nel rigettare il ricorso, ha confermato l'impugnata sentenza, con la quale il giudice d'appello aveva interpretato la domanda contenuta nell'atto introduttivo del giudizio di primo grado, ove veniva utilizzato il termine mobbing, come diretta a reprimere comportamenti discriminatori per motivi sindacali, mentre soltanto con il ricorso in appello era stata domandata, con allegazione di numerose circostanze nuove, una tutela contro una condotta di "mobbing" onde il rigetto del gravame per novità della domanda). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10lavoro - lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Mobbing - Discriminazione per motivi sindacali - Differenze - Fondamento - Conseguenze in tema di inammissibile modificazione del
    procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - ricorso in appello - forma e contenuto - In genere. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008 La condotta vessatoria consapevolmente posta in essere dal datore di lavoro finalizzata ad isolare od espellere il dipendente dal contesto lavorativo (cosiddetto "mobbing") si differenzia, pur potendola ricomprendere, da quella discriminatoria per motivi sindacali: richiedendosi, nel primo caso, una pluralità di atti e comportamenti (eventualmente anche leciti in sé considerati) unificati dall'intento di intimorire psicologicamente il dipendente e funzionali alla sua emarginazione, attuandosi, invece, la discriminazione per motivi sindacali, anche attraverso un unico atto o comportamento e connotandosi di illiceità di per sé, in quanto diretta a realizzare una diversità di trattamento o un pregiudizio in ragione della partecipazione del lavoratore ad attività sindacali, a prescindere da un intento di emarginazione. Ne consegue che la domanda con cui si deduca, quale autonomo motivo di illegittimità della condotta datoriale, il "mobbing" ha una "causa petendi" differente rispetto alla domanda diretta alla repressione di atti discriminatori per ragioni sindacali e, ove venga introdotta per la prima volta in appello, va dichiarata inammissibile. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22893 del 09/09/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Decadenza - diritti disponibili ed indisponibili - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4184 del 24/02/2006
    Rilevabilità d'ufficio - Presupposto - Controversia attinente a diritti indisponibili - Decadenza ex art. 10 d.P.R. n. 1124 del 1965 - Riferibilità a controversia tra privati - Rilevabilità d'ufficio - Esclusione - Eccezione tempestiva ad istanza di parte - Necessità. La decadenza dell'azione giudiziaria in materia di assicurazioni sociali è rilevabile d'ufficio allorché risulti stabilita, tra l'altro, a tutela dell'interesse pubblico alla definitività ed alla certezza delle determinazioni relative ad erogazioni di spese gravanti sulla finanza degli enti pubblici gestori delle assicurazioni sociali obbligatorie. Quando la controversia insorge fra soggetti privati (e difetta, pertanto, qualsiasi profilo di indisponibilità delle situazioni coinvolte) - come nel caso di azione di responsabilità civile instaurata dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro in relazione alla violazione dell'art. 2087 cod. civ. - la decadenza prevista dall'art. 10 del d.P.R. n. 1124 del 1965 può essere fatta valere soltanto con l'eccezione tempestivamente formulata dalla parte interessata. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4184 del 24/02/2006  ...

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