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700. (Condizioni per la concessione)

Art. 700. (condizioni per la concessione)

0 Codice di procedura civile

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Documenti collegati:

Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 4847 del 25/02/2025 (Rv. 673812-01)
Spese ospedaliere sostenute dall'assistito - Ricovero all'estero in centri di altissima specializzazione - Diniego di autorizzazione preventiva - Controversia relativa - Giurisdizione del giudice ordinario - Qualificazione della posizione dell'assistito - Diritto soggettivo alla salute - Fondamento. La domanda di accesso urgente a prestazioni sanitarie rese da centri di altissima specializzazione all'estero, da parte di cittadini italiani, per prestazioni non autorizzate preventivamente, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, posto che anche in tali circostanze viene in rilievo il fondamentale diritto alla salute, non suscettibile di affievolimento per effetto della discrezionalità meramente tecnica riconosciuta alla P.A. in ordine all'apprezzamento dei presupposti per l'erogazione delle prestazioni. Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 4847 del 25/02/2025 (Rv. 673812-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_041 …...
Regolamento di giurisdizione - preventivo Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 19368 del 07/07/2023 (Rv. 668220 - 01)
Procedimento cautelare "ante causam" ex art. 700 c.p.c. - Declaratoria di difetto di giurisdizione resa in fase di reclamo - Regolamento preventivo di giurisdizione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, se proposto a seguito della declaratoria di difetto di giurisdizione resa dal giudice del reclamo cautelare in un procedimento d'urgenza ”ante causam” ai sensi dell'art. 700 c.p.c., è inammissibile finché l'istante non abbia iniziato il giudizio di merito, nel quale si determina l'oggetto del procedimento e sorge l'interesse concreto e attuale a conoscere il giudice dinanzi al quale lo stesso deve eventualmente proseguire; né è ammissibile il ricorso straordinario per cassazione, non avendo il predetto provvedimento carattere decisorio e definitivo, neppure in ordine alla giurisdizione. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 19368 del 07/07/2023 (Rv. 668220 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_700 …...
Competenza a conoscere delle domande cautelari – Cass. n. 13841/2023
Acque - competenza e giurisdizione - azioni possessorie - primo grado - Acque pubbliche - Domande cautelari ex art. 700 c.p.c. nelle materie ex art. 140 del r.d. n. 1775 del 1933 - Competenza - TRAP - Reclamo - Competenza - TSAP - Principio enunciato ex art. 363, comma 3, c.p.c..  In tema di acque pubbliche, ai sensi dell'art. 669-ter c.p.c., la competenza a conoscere delle domande cautelari proposte ex art. 700 c.p.c., nelle materie di cui all'art. 140 del r.d. n. 1775 del 1933 (Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici), spetta al Tribunale Regionale delle acque pubbliche competente per territorio, che provvede con ordinanza reclamabile davanti al Tribunale Superiore delle acque pubbliche. (Principio enunciato nell'interesse della legge ex art. 363, comma 3, c.p.c.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 13841 del 19/05/2023 (Rv. 667881 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_669_3, Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_363   Corte Cassazione 13841 2023 …...
Impugnativa di licenziamento – Cass. n. 10285/2023
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - Impugnativa di licenziamento - Decadenza ex art. 6, comma 2, secondo periodo, della l. n. 604 del 1966 - Atto idoneo ad impedirla - Ricorso ex art. 700 c.p.c. - Inclusione - Fondamento.  In tema di impugnativa del licenziamento, il ricorso ex art. 700 c.p.c., proposto ai sensi degli artt. 669 bis e 669 ter c.p.c., è idoneo ad impedire la decadenza prevista dall'art. 6, comma 2, secondo periodo, della l. n. 604 del 1966, come modificato dall'art. 32, comma 1, della l. n. 183 del 2010, poiché il procedimento d'urgenza, in tal caso, al pari di quello ordinario, assolve alla primaria funzione di emersione tempestiva del contenzioso e alla connessa finalità di superare l'incertezza suscettibile di incidere in modo significativo sull'organizzazione e sulla gestione dell'impresa, avuto anche riguardo alla particolare affinità sussistente tra i due procedimenti, in ragione della definitività - seppur condizionata ad una differente ed eventuale decisione assunta nel giudizio ordinario - che caratterizza il provvedimento conclusivo del procedimento cautelare d'urgenza. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 10285 del 18/04/2023 (Rv. 667407 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_669_2, Cod_Proc_Civ_art_669_3   Corte Cassazione 10285 2023 …...
Procura rilasciata nel ricorso cautelare "ante causam" – Cass. n. 32774/2022
Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma - Procura rilasciata nel ricorso cautelare "ante causam" - Successivo giudizio di merito nei confronti di parte processuale ulteriore - Idoneità.   La procura alle liti rilasciata nel ricorso cautelare "ante causam” e conferita in termini ampi ed onnicomprensivi conferisce al difensore, nel successivo giudizio di merito, il potere di proporre domande anche nei confronti di terzi che non sono stati parte del procedimento cautelare. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 32774 del 08/11/2022 (Rv. 666132 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_669_8, Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_083   Corte Cassazione 32774 2022 …...
Disciplina del procedimento cautelare uniforme – Cass. n. 17426/2022
Procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - procedimento - Disciplina del procedimento cautelare uniforme - Provvedimento ex art. 700 c.p.c. - Attuazione - Contestazioni relative alla portata sostanziale del provvedimento cautelare - Spettanza al giudice della causa di merito - Sussistenza - Appello e ricorso per cassazione - Ammissibilità - Fondamento - Limiti - Fattispecie.   In tema di attuazione di provvedimenti ex art. 700 c.p.c., le contestazioni relative alla portata sostanziale del provvedimento cautelare non hanno natura di opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi, ma vanno proposte al giudice della causa di merito, la cui decisione è sindacabile in appello e in sede di legittimità per motivi concernenti l'accertamento compiuto e l'ordine impartito dal giudice nel provvedimento della cui attuazione si tratta, al fine di stabilire se questa sia conforme ai principi che regolano tale giudizio, nonché funzionale alla concreta attuazione del comando ivi formulato e se il procedimento interpretativo sia immune da vizi logici o errori di diritto. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la Corte d'appello avesse disatteso i suindicati principi, allorché, con motivazione apodittica e illogica, aveva interpretato l'espressione "altra officina autorizzata", contenuta nel provvedimento cautelare, come riferita alle sole officine autorizzate Iveco, escludendo la possibilità per il ricorrente di avvalersi di officine convenzionate con altre case automobilistiche). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 17426 del 30/05/2022 (Rv. 664908 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_669   Corte Cassazione 17426 2022 …...
Regolamento preventivo di giurisdizione – Cass. n. 16764/2022
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - preventivo - Regolamento preventivo di giurisdizione - Provvedimento cautelare "ante causam" - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.   Il regolamento preventivo di giurisdizione, ai sensi dell'art. 41 c.p.c., non è ammissibile nell'ambito di un procedimento cautelare "ante causam", poiché, finché l'istante non abbia iniziato il giudizio di merito, per il quale sorge l'oggetto del procedimento, unitamente all'interesse concreto e attuale a conoscere il giudice dinanzi al quale lo stesso deve eventualmente proseguire, non è consentito, neanche ex art. 111 Cost., il ricorso per cassazione contro i provvedimenti conclusivi del relativo procedimento, né può ammettersi che la questione di giurisdizione sia sottoposta per altra via alla cognizione della Suprema Corte. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 16764 del 24/05/2022 (Rv. 664910 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_700   Corte Cassazione 16764 2022 …...
Impugnativa di licenziamento – Cass. n. 3818/2021
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - Impugnativa di licenziamento - Decadenza ex art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come modificato dalla l. n. 183 del 2010 - Atto idoneo ad impedirla - Ricorso ex art. 700 c.p.c. - Inclusione. Ai fini della conservazione dell'efficacia dell'impugnazione stragiudiziale del licenziamento ex art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come modificato dall'art. 32, comma 1, della l. n. 183 del 2010, sono da considerare idonei il deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o la comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, nonché, all'esito della sentenza della Corte cost. n. 212 del 2020, il deposito del ricorso cautelare anteriore alla causa ai sensi degli artt. 669 bis, 669 ter e 700 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 3818 del 15/02/2021 (Rv. 660443 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_414, Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_669_2, Cod_Proc_Civ_art_669_3 …...
Fase cautelare e giudizio di merito - Autonomia formale dei due procedimenti – Cass. n. 28197/2020
Procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - procedimento - Fase cautelare e giudizio di merito - Autonomia formale dei due procedimenti - Sussistenza - Conseguenze - Proposizione nel giudizio di merito di domande nuove od intervento di terzi - Ammissibilità - Chiamata di terzo - Ammissibilità - Condizioni. Poiché il giudizio di merito è autonomo rispetto a quello cautelare, non solo nel primo possono essere formulate domande nuove rispetto a quanto dedotto nella fase cautelare, ma nemmeno vi è necessaria coincidenza soggettiva tra le parti del primo e quelle del secondo, con la conseguenza che nella fase di merito ben possono partecipare ulteriori soggetti, sia volontariamente in via adesiva o autonoma, sia a seguito di chiamata in causa, a condizione che le loro pretese siano collegate al rapporto dedotto in giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 28197 del 10/12/2020 Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_669_8, Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_269 corte cassazione 28197 2020 …...
Fase cautelare e giudizio di merito – Cass. n. 28197/2020
Procedimenti cautelari – procedimento - procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza – procedimento - Fase cautelare e giudizio di merito - Autonomia formale dei due procedimenti - Sussistenza - Conseguenze - Proposizione nel giudizio di merito di domande nuove od intervento di terzi - Ammissibilità - Chiamata di terzo - Ammissibilità - Condizioni. Poiché il giudizio di merito è autonomo rispetto a quello cautelare, non solo nel primo possono essere formulate domande nuove rispetto a quanto dedotto nella fase cautelare, ma nemmeno vi è necessaria coincidenza soggettiva tra le parti del primo e quelle del secondo, con la conseguenza che nella fase di merito ben possono partecipare ulteriori soggetti, sia volontariamente in via adesiva o autonoma, sia a seguito di chiamata in causa, a condizione che le loro pretese siano collegate al rapporto dedotto in giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 28197 del 10/12/2020 Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_669_8, Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_269 corte cassazione 28197 2020 …...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione – Cass. n. 12861/2020
Proposizione nel giudizio di merito conseguente a provvedimento ex art. 700 c.p.c. - Legittimazione del ricorrente rimasto soccombente in sede cautelare - Configurabilità - Fondamento. Nel giudizio di merito conseguente a provvedimento ex art. 700 c.p.c., il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto anche dal ricorrente rimasto soccombente in sede cautelare sussistendo, in presenza di ragionevoli dubbi sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito, un interesse concreto ed immediato alla risoluzione della questione, in via definitiva, da parte delle Sezioni Unite della Corte di cassazione per evitare che vi possano essere successive modifiche della giurisdizione nel corso del giudizio, anche al fine di ottenere un giusto processo di durata ragionevole. Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 12861 del 26/06/2020 (Rv. 658024 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_669_8, Cod_Proc_Civ_art_700 corte cassazione 12861 2020 …...
Opposizioni all'esecuzione (distinzione dall'opposizione agli atti esecutivi)
Esecuzione forzata - opposizioni - all'esecuzione (distinzione dall'opposizione agli atti esecutivi) - provvedimenti del giudice dell'esecuzione - Provvedimento sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del titolo ex art. 615, comma 1, c.p.c. - Impugnazione - Reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c. - Ammissibilità. Il provvedimento con il quale il giudice dell'opposizione all'esecuzione, proposta prima che questa sia iniziata ed ai sensi del primo comma dell'art. 615 c.p.c., decide sull’istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del titolo è impugnabile col rimedio del reclamo ai sensi deii'art. 669-terdecies c.p.c. al Collegio del tribunale cui appartiene il giudice monocratico - o nel cui circondario ha sede il giudice di pace - che ha emesso il provvedimento. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363, comma 1, c.p.c.). Corte Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19889 del 23/07/2019 (Rv. 654839 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_363, Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Proc_Civ_art_623, Cod_Proc_Civ_art_624, Cod_Proc_Civ_art_669_13, Cod_Proc_Civ_art_700 …...
Riduzione del termine di cui all'art. 327 c.p.c. ex l. n. 69 del 2009 - Giudizio cautelare "ante causam" instaurato prima dell'entrata in vigore della legge - Irrilevanza -
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - Riduzione del termine di cui all'art. 327 c.p.c. ex l. n. 69 del 2009 - Giudizio cautelare "ante causam" instaurato prima dell'entrata in vigore della legge - Irrilevanza - Giudizio di merito instaurato dopo - Termine annuale - Applicabilità - Esclusione. Ai fini dell'individuazione del termine di impugnazione, annuale o semestrale, in rapporto al discrimine temporale segnato dall'inizio del giudizio prima o dopo il 4 luglio 2009, data di entrata in vigore della l. n. 69 del 2009, che all'art 46, comma 17, ha ridotto da un anno a sei mesi il termine previsto dall'art 327 c.p.c., deve farsi riferimento alla data di introduzione del giudizio di merito di primo grado e non a quella dell'eventuale procedimento cautelare ad esso antecedente. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6951 del 11/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_327, Cod_Proc_Civ_art_700, Cod_Proc_Civ_art_669_8 …...
Procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado in genere - impugnativa di licenziamento
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - in genere - impugnativa di licenziamento - decadenza ex art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come modificato dalla l. n. 183 del 2010 - atto idoneo ad impedirla - ricorso ex art. 700 c.p.c. - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29429 del 15/11/2018 L'art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come modificato dall'art. 32, comma 1, della l. n. 183 del 2010, va interpretato nel senso che, ai fini della conservazione dell'efficacia dell'impugnazione stragiudiziale del licenziamento, sono da considerare idonei il deposito del ricorso ai sensi dell'art. 414 c.p.c. (poi sostituito, per le domande di impugnativa dei licenziamenti, dal ricorso di cui all'art. 1, commi 48 e ss., della l. n. 92 del 2012) nella cancelleria del giudice del lavoro ovvero, alternativamente, la comunicazione alla controparte della richiesta di conciliazione o arbitrato; non è invece idoneo a tale scopo il ricorso proposto ai sensi dell'art. 700 c.p.c., perché, da un lato, la proposizione di una domanda di provvedimento d'urgenza è incompatibile con il previo tentativo di conciliazione e, dall'altro lato, perché l'assenza, nel sistema della strumentalità attenuata di cui all'art. 669 octies, comma 6, c.p.c., di un termine entro il quale instaurare il giudizio di merito all'esito del procedimento cautelare vanificherebbe l'obiettivo della disciplina introdotta dalla l. n. 183 del 2010, di provocare in tempi ristretti una pronuncia di merito sulla legittimità del licenziamento. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29429 del 15/11/2018 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita') - ordinanze - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20954 del 08/09/2017
Provvedimenti adottati dal tribunale in sede di reclamo avverso provvedimenti cautelari o possessori - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Provvedimento abnorme - Ininfluenza. Il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. è proponibile avverso provvedimenti giurisdizionali emessi in forma di ordinanza o di decreto solo quando essi siano definitivi ed abbiano carattere decisorio, essendo in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale: donde l'inammissibilità dell'impugnazione con tale mezzo dell'ordinanza adottata dal tribunale in sede di reclamo avverso un provvedimento di natura cautelare o possessoria, ancorché se ne deduca la "abnormità", siccome recante statuizioni eccedenti la funzione meramente cautelare, trattandosi di decisione a carattere strumentale ed interinale, operante per il limitato tempo del giudizio di merito e sino all'adozione delle determinazioni definitive all'esito di esso, come tale inidonea a conseguire efficacia di giudicato, sia dal punto di vista formale che da quello sostanziale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20954 del 08/09/2017   …...
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - giudice competente - per territorio – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 18264 del 24/07/2017
Fori alternativi ex art. 413 c.p.c. - Scelta nella fase cautelare "ante causam" - Conseguenze - Radicamento della competenza per la fase di merito - Sussistenza - Fondamento. Nel rito del lavoro la scelta del foro competente operata dal ricorrente che agisce in sede cautelare "ante causam", in caso di esplicito accertamento della correttezza della scelta da parte del giudice o di mancata formulazione dell’eccezione o del rilievo d’ufficio, determina il definitivo radicamento della competenza anche per il giudizio di merito, stante il principio di auto responsabilità e affidamento processuale e il sistema di individuazione della competenza cautelare che, in presenza di fori alternativi ex art. 413 c.p.c., è a maggior ragione incentrato sullo stretto collegamento con la competenza in ordine alla causa di merito. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 18264 del 24/07/2017   …...
Stampa - libertà di stampa - sequestro di giornali e di altre pubblicazioni – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016
Testata giornalistica pubblicata, esclusivamente o meno, in via telematica - Equiparazione a quella tradizionale su supporto cartaceo - Condizioni - Conseguenze - Tutela cautelare preventiva di natura sostanzialmente inibitoria - Inammissibilità - Ragioni. La tutela costituzionale assicurata dall'art. 21, comma 3, Cost. alla stampa si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione ed un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati. Ne consegue che, ove sia dedotto il contenuto diffamatorio di notizie ivi pubblicate, il giornale pubblicato, solo o anche, con mezzo telematico non può essere oggetto, in tutto o in parte, di provvedimento cautelare preventivo o inibitorio, di contenuto equivalente al sequestro o che ne impedisca o limiti la diffusione, ferma restando la tutela eventualmente concorrente prevista in tema di diffusione dei dati personali. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016   …...
Stampa - libertà di stampa - sequestro di giornali e di altre pubblicazioni – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016
Testata giornalistica pubblicata, esclusivamente o meno, in via telematica - Equiparazione a quella tradizionale su supporto cartaceo - Condizioni - Conseguenze - Tutela cautelare preventiva di natura sostanzialmente inibitoria - Inammissibilità - Ragioni. La tutela costituzionale assicurata dall'art. 21, comma 3, Cost. alla stampa si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione ed un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati. Ne consegue che, ove sia dedotto il contenuto diffamatorio di notizie ivi pubblicate, il giornale pubblicato, solo o anche, con mezzo telematico non può essere oggetto, in tutto o in parte, di provvedimento cautelare preventivo o inibitorio, di contenuto equivalente al sequestro o che ne impedisca o limiti la diffusione, ferma restando la tutela eventualmente concorrente prevista in tema di diffusione dei dati personali. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23469 del 18/11/2016   …...
Impugnazioni civili - appello - appellabilità (provvedimenti appellabili) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16894 del 10/08/2016 bis
Provvedimenti d'urgenza - Impugnabilità - Limiti - Unificazione della fase cautelare e di merito. Il provvedimento reso in via d'urgenza ex art. 700 c.p.c., avendo natura strumentale, provvisoria e non definitiva, in quanto destinato ad essere sostituito dalla decisione di merito, ovvero a decadere per effetto di essa o della mancata instaurazione del relativo giudizio, non è autonomamente impugnabile, neppure con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost.; al contrario, qualora il giudice adito, "ante causam" o in corso di causa, con richiesta di provvedimento d'urgenza ai sensi dell'art. 700 c.p.c., unifichi la fase cautelare e il giudizio di merito emanando, in luogo del provvedimento d'urgenza, un vero e proprio provvedimento definitivo di merito, questo, stante il suo carattere decisorio, ha natura sostanziale di sentenza ed è, pertanto, impugnabile mediante l'ordinario atto di appello. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16894 del 10/08/2016 bis   …...
Impugnazioni civili - appello - appellabilità (provvedimenti appellabili) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16894 del 10/08/2016
Provvedimenti d'urgenza - Impugnabilità - Limiti - Unificazione della fase cautelare e di merito. Il provvedimento reso in via d'urgenza ex art. 700 c.p.c., avendo natura strumentale, provvisoria e non definitiva, in quanto destinato ad essere sostituito dalla decisione di merito, ovvero a decadere per effetto di essa o della mancata instaurazione del relativo giudizio, non è autonomamente impugnabile, neppure con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost.; al contrario, qualora il giudice adito, "ante causam" o in corso di causa, con richiesta di provvedimento d'urgenza ai sensi dell'art. 700 c.p.c., unifichi la fase cautelare e il giudizio di merito emanando, in luogo del provvedimento d'urgenza, un vero e proprio provvedimento definitivo di merito, questo, stante il suo carattere decisorio, ha natura sostanziale di sentenza ed è, pertanto, impugnabile mediante l'ordinario atto di appello. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16894 del 10/08/2016   …...
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14390 del 14/07/2016
Impugnativa di licenziamento ex art. 18 st.lav. - Decadenza ex art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, come modificato dalla l. n. 92 del 2012 - Atto idoneo ad impedirla - Ricorso secondo il cd. rito Fornero - Necessità - Ricorso ex art. 700 c.p.c. - Esclusione. L'art. 6, comma 2, della l. n. 604 del 1966, nel testo modificato dall'art. 1, comma 38, della l. n. 92 del 2012, va interpretato, nel caso d'impugnativa del licenziamento nelle ipotesi regolate dall'articolo 18 st.lav. e successive modificazioni, nel senso che, ai fini della conservazione dell'efficacia dell'impugnazione stragiudiziale del licenziamento, è necessario che, nel termine previsto, venga proposto ricorso secondo il rito di cui all'art. 1, commi 48 e seguenti, della l. n. 92 del 2012, restando inidoneo allo scopo il ricorso proposto ai sensi dell'art. 700 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14390 del 14/07/2016   …...
Procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - procedimento – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10840 del 25/05/2016
Ricorso ex art. 700 c.p.c. - Idoneità a impedire termini di decadenza - Fondamento - Fattispecie. Il rimedio cautelare, alla luce della nuova struttura del procedimento ex art. 700 c.p.c., e degli altri provvedimenti cautelari anticipatori, delineata nell'art. 669-octies, comma 6, c.p.c., aggiunto dal d.l. n. 35 del 2005, conv. con modif. nella l. n. 80 del 2005, che ha introdotto una previsione di attenuata strumentalità rispetto al giudizio di merito, la cui instaurazione è facoltativa, ha assunto, ad ogni effetto, le caratteristiche di un'autonoma azione in quanto potenzialmente atto a soddisfare l'interesse della parte anche in via definitiva pur senza attitudine al giudicato, sicché la proposizione del ricorso è idonea ad impedire il maturare di termini di decadenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello, che aveva pertanto ritenuto evitata la decadenza di cui all'art. 2553 c.c. per l'impugnazione di delibera di esclusione di un socio da una cooperativa). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10840 del 25/05/2016   …...
notificazione - presso il domiciliatario – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1828 del 02/02/2015
Elezione di domicilio effettuata per la fase cautelare del procedimento ex art. 700 cod. proc. civ. - Fasi diverse da quella cautelare - Validità - Condizioni - Carattere solo eventualmente bifasico del procedimento cautelare - Irrilevanza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1828 del 02/02/2015 Il carattere solo eventualmente bifasico del procedimento d'urgenza di cui all'art. 700 cod. proc. civ., non esclude che l'elezione di domicilio effettuata per la fase cautelare e che contenga l'indicazione della sua validità oltre il detto ambito, possa valere anche per fasi processuali ulteriori rispetto a quella in cui è compiuta, atteso che l'art. 141 cod. proc. civ. individua nella volontà della parte la fonte della legittimità di una elezione di domicilio. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1828 del 02/02/2015   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) – ordinanze -Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 896 del 20/01/2015
Ordinanza reiettiva di provvedimento d'urgenza ex art. 700 cod. proc. civ. - Ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111, settimo comma, Cost. - Inammissibilità - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 896 del 20/01/2015 Il ricorso straordinario per cassazione di cui all'art. 111, settimo comma, Cost., non è proponibile avverso il diniego di provvedimento d'urgenza domandato ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., perché detto provvedimento difetta di definitività e decisorietà ed è destinato a perdere efficacia a seguito della pronuncia della sentenza definitiva di merito, sicché non può incidere su situazioni soggettive di natura sostanziale con efficacia di giudicato.Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 896 del 20/01/2015 …...
Spese giudiziali civili - liquidazione - Cass. n. 23154/2014
Instaurazione giudizio di merito dinanzi a giudice competente diverso da quello della fase cautelare - Specifica statuizione contrattuale al riguardo - Ammissibilità - Spese della fase cautelare - Liquidazione da parte del giudice del merito quale danno emergente - Ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23154 del 31/10/2014 Il giudizio di merito proposto all'esito della fase cautelare può essere validamente instaurato davanti ad un giudice diverso da quello della cautela, purché competente sulla base di una specifica pattuizione contrattuale, sicché le spese, non liquidate dal giudice della cautela, possono essere richieste, quale danno emergente, al giudice del merito. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di risarcimento dei danni - per un disservizio sulla linea telefonica - avanzata, innanzi al giudice competente in forza di specifica previsione del contratto di utenza, unitamente alla richiesta di conferma del provvedimento cautelare adottato da altro giudice, rigetto motivato sul duplice erroneo presupposto che la mancata pronuncia sulle spese da parte del giudice della cautela avrebbe imposto "l'onere di proporre il relativo reclamo" e che il giudizio instaurato presentasse carattere autonomo e non fosse, invece, quello finalizzato alla conferma della misura cautelare).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 23154 del 31/10/2014 _____________________________________ Spese giudiziali Corte Cassazione 23154 2014 …...
Procedimento civile - notificazione - al domicilio reale anzichè a quello eletto - Notifica dell'atto introduttivo – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17221 del 29/07/2014
Nel domicilio eletto da controparte presso il difensore del pregresso procedimento cautelare - Validità - Presupposti - Mandato conferito anche per i successivi gradi del giudizio - Necessità - Onere della prova. È valida la notificazione dell'atto introduttivo del giudizio di merito, che segua un procedimento cautelare, eseguita non alla parte personalmente ma nel domicilio da questa eletto presso il proprio difensore in occasione del procedimento cautelare, purché dal tenore della procura alle liti possa desumersi che essa sia stata conferita anche per la fase di merito. Tuttavia, a fronte della eccepita nullità della notificazione, è onere del notificante provare che la procura conferita dalla controparte fosse valida per la fase cautelare e per i successivi gradi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17221 del 29/07/2014   …...
Notificazione - al domicilio reale anzichè a quello eletto – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17221 del 29/07/2014
Notifica dell'atto introduttivo - Nel domicilio eletto da controparte presso il difensore del pregresso procedimento cautelare - Validità - Presupposti - Mandato conferito anche per i successivi gradi del giudizio - Necessità - Onere della prova. È valida la notificazione dell'atto introduttivo del giudizio di merito, che segua un procedimento cautelare, eseguita non alla parte personalmente ma nel domicilio da questa eletto presso il proprio difensore in occasione del procedimento cautelare, purché dal tenore della procura alle liti possa desumersi che essa sia stata conferita anche per la fase di merito. Tuttavia, a fronte della eccepita nullità della notificazione, è onere del notificante provare che la procura conferita dalla controparte fosse valida per la fase cautelare e per i successivi gradi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17221 del 29/07/2014   …...
Competenza civile - Cass. n. 11778/2014
Ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. per la reintegra nel posto di lavoro (nel regime anteriore alla legge n. 92 del 2012) - Definitivo radicamento della competenza - Esclusione - Incidenza sul criterio della prevenzione ex art. 39, terzo comma, cod. proc. civ. - Esclusione.  L'instaurazione di un procedimento ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., ai fini della reintegrazione nel posto di lavoro - in applicazione dell'art. 18 legge 20 maggio 1970, n. 300, nel regime "ratione temporis" applicabile prima dell'entrata in vigore della legge 28 giugno 2012, n. 92 -, non determina il definitivo radicamento della competenza dell'ufficio giudiziario adito anche ai fini del successivo giudizio di merito, in quanto la regola di cui all'art. 39, terzo comma, cod. proc. civ., riferisce la prevenzione all'introduzione del giudizio di merito (nella specie avvenuta anche dinanzi ad altro giudice territorialmente competente, ai sensi dell'art. 413 cod. proc. civ., oltre che presso l'ufficio giudiziario che aveva concesso la misura cautelare, confermata in sede di reclamo) e non alla proposizione della domanda cautelare. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 11778 del 26/05/2014   _____________________________________ Competenza Incompetenza Valore Territorio Funzionale Corte Cassazione 11778  2014 …...
procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - in genere - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 14503 del 10/06/2013
Richiesta formulata nel giudizio di legittimità - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Richiesta cautelare, ex art. 700 cod. proc. civ., formulata nel giudizio di legittimità - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 14503 del 10/06/2013 Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 14503 del 10/06/2013 La tutela cautelare ex art. 700 cod. proc. civ. è inammissibile nel giudizio di legittimità, poiché il relativo provvedimento, strumentale e provvisorio, in quanto diretto ad evitare che la futura pronuncia del giudice possa rimanere pregiudicata dal tempo necessario per ottenerla, è destinato a perdere efficacia a seguito della decisione resa nel giudizio di merito, nella quale rimane assorbito, così esaurendo la sua funzione.   …...
Procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013
Richiesta formulata nel giudizio di legittimità - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. La tutela cautelare ex art. 700 cod. proc. civ. è inammissibile nel giudizio di legittimità, poiché il relativo provvedimento, strumentale e provvisorio, in quanto diretto ad evitare che la futura pronuncia del giudice possa rimanere pregiudicata dal tempo necessario per ottenerla, è destinato a perdere efficacia a seguito della decisione resa nel giudizio di merito, nella quale rimane assorbito, così esaurendo la sua funzione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013   …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - sospensione dell'esecuzione e sospensione del processo di merito – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013
Sentenza resa da giudici speciali impugnata con ricorso per cassazione - Art. 373 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento. L'art. 373 cod. proc. civ. è applicabile, salvo che sia diversamente stabilito da specifiche disposizioni, anche in caso di impugnazione davanti alle Sezioni Unite della Corte di cassazione delle pronunce dei giudici speciali, nulla prevedendo al riguardo l'art. 111 Cost. sul ricorso per cassazione avverso le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.14503 del 10/06/2013   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - ordinanze – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23021 del 14/12/2012
Procedimento cautelare - Condanna alle spese - Ricorribilità in cassazione - Esclusione - Opposizione ex art. 669 septies cod. proc. civ. - Esperibilità anche in casi diversi dal provvedimento negativo - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23021 del 14/12/2012 In tema di procedimento cautelare, avverso il provvedimento di condanna alle spese non è proponibile il ricorso per cassazione, ma trova applicazione l'art. 669 septies, terzo comma, cod. proc. civ. nella versione "ratione temporis" vigente (prima della modifica introdotta con l'art. 50, comma primo, della legge n. 69 del 2009), onde la condanna alle spese contenuta è opponibile ai sensi degli artt. 645 e seguenti cod. proc. civ., avendo tale norma, che pure disciplina espressamente solo l'ipotesi di provvedimento negativo, una valenza generale, volta a ricondurre al sistema oppositorio menzionato ogni statuizione sulle spese adottata in sede di procedimento cautelare. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23021 del 14/12/2012   …...
provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14465 del 30/06/2011
Provvedimento cautelare - Accoglimento - Giudizio di merito - Domanda limitata alle spese della fase cautelare - Statuizione di conferma della cautela - Ultrapetizione - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14465 del 30/06/2011 In tema di rapporto tra il procedimento cautelare "ante causam" e il successivo giudizio a cognizione piena, ricorre il vizio di ultra petizione nella pronuncia di merito che, a fronte di una domanda rivolta esclusivamente ad ottenere la condanna della controparte al pagamento delle spese di lite della fase cautelare, contenga l'espressa statuizione di conferma del provvedimento cautelare "ante causam", in quanto tale domanda non può ritenersi implicitamente contenuta in quella relativa alle spese, anche perché il giudizio a cognizione piena, che segue la fase cautelare, ha ad oggetto il definitivo accertamento della situazione giuridica dedotta, con una pronuncia di merito che non ha il connotato della provvisorietà. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14465 del 30/06/2011   …...
Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - preventivo – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 19256 del 09/09/2010
Art. 59 della legge n. 69 del 2009 (applicabile "ratione temporis") - Rimessione della questione di giurisdizione alle Sezioni Unite da parte del giudice adito - Esclusione - Previa statuizione ex art. 37 cod. proc. civ. - Necessità - Fondamento - Conseguenze - Declaratoria di difetto di giurisdizione da parte del giudice ordinario con provvedimento ex art. 700 cod. proc. civ. - Proposizione del regolamento d'ufficio da parte del giudice amministrativo successivamente adito - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. In tema di regolamento di giurisdizione, ai sensi dell'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (applicabile "ratione temporis" alla fattispecie) - ma anche in costanza della disciplina processuale antecedente - il giudice adito sulla controversia non può investire direttamente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione della risoluzione di una questione di giurisdizione, ma è tenuto a statuire sulla stessa ai sensi dell'art. 37 cod. proc. civ., giacché il citato art. 59 impone che già altro giudice abbia declinato la propria giurisdizione a favore di quello successivamente investito mediante "translatio iudicii", potendo solo quest'ultimo rimettere d'ufficio la questione alla decisione delle Sezioni Unite fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito, sempre che, nelle more, le medesime Sezioni Unite non abbiano già statuito al riguardo. Ne consegue che ove il difetto di giurisdizione sia stato dichiarato dal giudice ordinario in sede cautelare, il giudice amministrativo successivamente adito non può sollevare d'ufficio il regolamento di giurisdizione atteso che, avendo il provvedimento cautelare ancorché emesso ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., natura strumentale rispetto al giudizio di merito a cognizione piena anche dopo la riforma processuale introdotta con la legge n. 80 del 2005, il procedimento davanti al giudice amministrativo è il primo giudizio di merito ai fini del rilievo del difetto di giurisdizione. Pertanto, tale giudice, ancorché successivamente adito non può essere considerato quello dinanzi al quale, ai sensi del terzo comma dell'anzidetto art. 59, la "causa è riassunta", né in tal caso può parlarsi di "successivo processo" ai sensi del secondo comma dello stesso art. 59, ma detto giudice è da considerarsi …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - ordinanze – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23410 del 04/11/2009
 Provvedimento ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ.- Dedotta abnormità in riferimento all'eccedenza rispetto alla funzione cautelare - Ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23410 del 04/11/2009 È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione, ex art. 111 Cost., avverso un provvedimento cautelare, emesso ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ. (come confermato in sede di reclamo), trattandosi di un provvedimento interinale, ontologicamente inidoneo ad incidere con efficacia di giudicato su posizioni soggettive di natura sostanziale, anche quando sia dedotta l'abnormità dello stesso a causa di statuizioni eccedenti la funzione cautelare. D'altra parte, qualora detto provvedimento, in virtù della pretesa abnormità, acquisisse natura di sentenza, siccome autonomo ed indipendente dal giudizio di merito, esso non sarebbe soggetto al ricorso per cassazione, ma all'appello, secondo le regole di competenza per grado. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23410 del 04/11/2009   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - ordinanze – Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 29338 del 15/12/2008
Provvedimento di urgenza - Declaratoria di inefficacia per mancata instaurazione del giudizio di merito - Compensazione delle spese - Reclamo - Ordinanza di rigetto - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Opposizione ex art. 669 "septies" cod. proc. civ. - Esperibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 29338 del 15/12/2008 In tema di procedimento cautelare, avverso l'ordinanza di rigetto del reclamo nei confronti di provvedimento con cui, nel procedimento azionato ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., sia stata disposta la compensazione delle spese, pur essendo stata dichiarata l'inefficacia del provvedimento di urgenza per mancata instaurazione del giudizio di merito, non è proponibile il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost., ma trova applicazione l'art. 669 "septies", terzo comma, cod. proc. civ., - per il quale la condanna alle spese contenuta nel provvedimento di rigetto è opponibile ai sensi degli artt. 645 segg. cod. proc. civ. - avendo tale norma, che pure disciplina espressamente solo l'ipotesi di provvedimento negativo, una valenza generale, volta a ricondurre al sistema oppositorio disciplinato dai citati artt. 645 segg. ogni statuizione sulle spese, mentre il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost. è proponibile avverso provvedimenti giurisdizionali emessi in forma di ordinanza o di decreto solo quando essi siano definitivi ed abbiano carattere decisorio, cioè siano in grado di incidere con efficacia di giudicato su situazioni soggettive di natura sostanziale, per cui è in ogni caso inammissibile quando abbia ad oggetto la statuizione sulle spese processuali in sede cautelare, anche se la stessa non sia di condanna, ovvero intervenga per la prima volta in sede di reclamo, o, per qualsiasi motivo, sia intervenuto un provvedimento di accoglimento dell'istanza cautelare. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 29338 del 15/12/2008   …...
giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - preventivo – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 27537 del 20/11/2008
Procedimenti cautelari - Inammissibilità - Fondamento - Fattispecie relativa a richiesta di provvedimento di urgenza in materia di radiodiffusione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 27537 del 20/11/2008 Il regolamento preventivo di giurisdizione non è ammissibile in riferimento ai procedimenti cautelari atteso che, non essendo consentito, neanche ex art. 111 Cost., il ricorso per cassazione contro i provvedimenti conclusivi dei relativi procedimenti, non può ammettersi che la questione di giurisdizione sia sottoposta per altra via alla cognizione della S.C., essendo pur sempre possibile (v. sentenza n. 253 del 1994), contro i provvedimenti di natura provvisoria e strumentale, il reclamo ad un giudice processualmente sovraordinato che comporti il riesame anche della questione di giurisdizione. (Nella specie è stato dichiarato inammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione proposto nella pendenza di un procedimento instaurato, a seguito del ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. dinanzi all'a.g.o., dall'Agenzia giornalistica radiotelevisiva e finalizzato a sentire ordinare al Ministero delle Comunicazioni di consentire l'esercizio della radio-telediffusione in ambito locale). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 27537 del 20/11/2008   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - ordinanze - Provvedimento del giudice monocratico emesso "ante causam" ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ. - Reclamo - Ordinanza di rigetto da parte d
giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - preventivo - Procedimenti ex art. 700 cod. proc. civ. - Provvedimento concesso "ante causam" - Mancato inizio del giudizio di merito - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27187 del 28/12/2007 Anche nel sistema processuale delineatosi, in tema di procedimenti cautelari, a seguito delle modifiche di cui all'art. 2, comma 3, lettera e - bis, del d.l. n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, nella legge n. 80 del 2005, contro i provvedimenti urgenti anticipatori degli effetti della sentenza di merito, emessi "ante causam" ai sensi dell'art. 700 cod. proc. civ., non è proponibile il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., in quanto detti provvedimenti sono privi di stabilità e inidonei al giudicato, ancorché nessuna delle parti del procedimento cautelare abbia interesse ad iniziare l'azione di merito; tale ricorso non può valutarsi, benché il ricorrente lo richieda, neppure come istanza di regolamento preventivo di giurisdizione ai sensi dell'art. 41 cod. proc. civ., da qualificare anch'essa inammissibile finché l'istante non abbia iniziato il giudizio di merito per il quale sorge l'oggetto del procedimento, unitamente all'interesse concreto e attuale a conoscere il giudice dinanzi al quale lo stesso deve eventualmente proseguire. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27187 del 28/12/2007   …...
competenza civile - litispendenza – Cass. n. 26977/2007
Continenza di cause tra procedimento ex art. 700 cod. proc. civ. e giudizio ordinario di merito - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007 Nè la litispendenza nè la continenza di cause possono configurarsi tra un procedimento per l'adozione di provvedimenti d'urgenza a norma dell'art. 700 cod. proc. civ. ed un giudizio ordinario di merito, in quanto l'insuscettibilità dei richiamati provvedimenti d'urgenza di costituire giudicato - essendo essi idonei ad assicurare "provvisoriamente" gli effetti della decisione sul merito e presentandosi l'introduzione del relativo giudizio solo come successiva ed eventuale - esclude la ragione stessa di una pronuncia di litispendenza o di continenza di cause. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007   _____________________________________ Competenza Incompetenza Valore Territorio Funzionale Corte Cassazione 26977 2007 …...
giurisdizione civile - straniero (giurisdizione sullo) - accettazione della giurisdizione italiana – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 2448 del 06/02/2006
Instaurazione di un giudizio cautelare "ante causam" - Mancata proposizione di eccezione di difetto di giurisdizione da parte del convenuto - Effetti - Tacita accettazione della giurisdizione del giudice italiano in ordine alla domanda di merito - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 2448 del 06/02/2006 Ai sensi dell'art. 4 della legge 31 maggio 1995, n. 218, di riforma del sistema italiano del diritto internazionale privato, la mancata proposizione, da parte del convenuto, della eccezione di carenza di giurisdizione nella fase del procedimento cautelare "ante causam" (nella specie, "ex" art. 700 cod. proc. civ.) non comporta accettazione della giurisdizione del giudice italiano quanto al diverso ed autonomo giudizio di merito che segua quello cautelare, e non preclude, pertanto, al medesimo convenuto di eccepire, in esso, nel primo atto difensivo, il difetto di giurisdizione del giudice adito. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 2448 del 06/02/2006 Cod_Proc_Civ_art_669, Cod_Proc_Civ_art_669, Cod_Proc_Civ_art_700 …...
Riscossione delle imposte - Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 2852 del 10/03/1992
Modalità di riscossione - Riscossione mediante ruoli - Iscrizione a ruolo - Ricorsi - Sospensione della riscossione - Dei contributi spettanti ai consorzi di bonifica - Organo competente - Intendente di finanza - Provvedimento - Natura - Competenza del giudice ordinario e di qualsiasi altro giudice - Esclusione. Anche in tema di contributi spettanti ai consorzi di bonifica, i quali hanno natura di tributi e sono riscossi in base alla normativa prevista per le imposte dirette, trova applicazione il principio secondo cui la procedura di esazione, che ha inizio con la consegna dei ruoli all'esattore e si conclude con il versamento dell'ente impositore delle somme raccolte dall'esattore od a lui assegnate dal giudice dell'esecuzione, può essere sospesa soltanto dall'intendente di finanza, quale organo della pubblica amministrazione, con provvedimento discrezionale rispetto al quale la posizione del contribuente ha la consistenza del semplice interesse legittimo, restando esclusa, perciò la competenza del giudice ordinario e di qualsiasi altro giudice, cui la legge non attribuisce il potere di sospendere l'esecuzione nemmeno in via cautelare o d'urgenza, nel procedimento promosso per contestare i presupposti soggettivi ed oggettivi del potere impositivo. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 2852 del 10/03/1992   …...
Procedimenti cautelari - provvedimenti d'urgenza - competenza – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4687 del 21/07/1981
Individuazione - criteri - esclusione di un associato dall'associazione - sede dell'associazione o della sezione di appartenenza dell'associato - luogo di verificazione dell'attivita dannosa - configurabilita - rilevanza.* Persona giuridica - associazioni riconosciute - recesso ed esclusione degli associati.* Poiche, ai fini della individuazione del pretore competente per territorio ad emettere i provvedimenti di urgenza ex art 700 cod proc civ, occorre avere riguardo al luogo in cui si svolge o sta per svolgersi l'attivita pregiudizievole sulla quale incidera direttamente il provvedimento, indipendentemente dal luogo in cui si realizzera il probabile, conseguenziale effetto dannoso, in ipotesi di esclusione di un associato dall'associazione di cui fa parte, il luogo in cui sta per verificarsi il fatto dannoso deve essere identificato, ai fini indicati, con quello in cui ha Sede l'associazione o la Sezione di essa di cui fa parte l'associato oggetto della deliberazione di esclusione, in quanto in tale luogo la deliberazione stessa, che ha immediata efficacia esecutiva, realizzerebbe l'asserita attivita dannosa di impedire illegittimamente all'associato l'Esercizio dei diritti che gli competono per la sua qualifica e per le cariche da lui rivestite nell'ambito dell'associazione. ( V 1602/76, mass n 380362; ( V 2787/72, mass n 360486; ( V 488/67, mass n 326435).* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4687 del 21/07/1981   …...

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