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2947. Prescrizione del diritto al risarcimento del danno

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Codice Civile Libro Sesto: della tutela dei diritti Titolo V: della prescrizione e della decadenza Capo I: della prescrizione Sezione I: disposizioni generali Sezione II: della sospensione della prescrizione Sezione III: dell'interruzione della prescrizione Sezione IV: del termine della prescrizione § 1 - Della prescrizione ordinaria § 2 - Delle prescrizioni brevi Art.2947. Prescrizione del diritto al risarcimento del danno.

Art. 2947. Prescrizione del diritto al risarcimento del danno.

1. Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.

2. Per il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni.

3. In ogni caso, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile. Tuttavia, se il reato è estinto per causa diversa dalla prescrizione o è intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini indicati dai primi due commi, con decorrenza dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza è divenuta irrevocabile.

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Indicazione di un diverso termine di decorrenza - Cass. n. 24260/2020Indicazione di un diverso termine di decorrenza - Cass. n. 24260/2020

Prescrizione civile - termine - Indicazione di un diverso termine di decorrenza - Eccezione in senso lato - Rilevabilità d'ufficio - Conseguenze.

La deduzione relativa all'applicabilità di uno specifico termine di prescrizione (nella specie, quello indicato al comma 3 dell'art. 2947 c.c.) integra una controeccezione in senso lato, la cui rilevazione può avvenire anche d'ufficio, nel rispetto dei termini di operatività delle preclusioni relative al "thema decidendum" previsti nell'art. 183 c.p.c., qualora sia fondata su nuove allegazioni di fatto; invece, se è basata su fatti storici già allegati entro i termini di decadenza propri del procedimento ordinario a cognizione piena, la sua proposizione è ammissibile nell'ulteriore corso del giudizio di primo grado, in appello e, con il solo limite della non necessità di accertamenti di fatto, in cassazione, dove non costituisce questione nuova inammissibile.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24260 del 03/11/2020 (Rv. 659846 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2947, Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Proc_Civ_art_345, Cod_Proc_Civ_art_360_1

Prescrizione civile

termine di decorrenza

corte

cassazione

24260

2020

Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Cass. n. 24270/2020Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Cass. n. 24270/2020

Avvocato e procuratore - responsabilita' civile - Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Prescrizione - Decorrenza - Esito definitivo del giudizio - Attività stragiudiziale - Esclusione – Fattispecie - prescrizione civile - Decorrenza

In tema di responsabilità professionale dell'avvocato per inadempimento al mandato difensivo in ambito giudiziario, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista determina l'evento dannoso, bensì da quello nel quale essa è oggettivamente percepibile e conoscibile dal danneggiato, vale a dire dalla formazione del giudicato; al contrario, tale decorrenza non è prospettabile nel diverso caso di inadempimento del mandato professionale in ambito stragiudiziale. (Nella specie, la S.C. ha chiarito che il principio massimato riguarda non solo la figura dell'avvocato, ma ogni altro professionista che presti assistenza nel giudizio al proprio mandante, in ragione della peculiarità dell'inserimento dell'esecuzione del rapporto professionale nella struttura del processo).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24270 del 03/11/2020 (Rv. 659754 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2947

Avvocato

responsabilita'

corte

cassazione

24270

2020

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11097 del 10/06/2020 (Rv. 658151 - 01)Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11097 del 10/06/2020 (Rv. 658151 - 01)

Illecito endofamiliare - Violazione dei doveri genitoriali - Natura istantanea o permanente - Configurabilità - Presupposti - Decorrenza del termine prescrizionale - Individuazione - Fondamento - Fattispecie.

L'illecito endofamiliare commesso in violazione dei doveri genitoriali verso la prole può essere sia istantaneo, ove ricorra una singola condotta inadempiente dell'agente, che si esaurisce prima o nel momento stesso della produzione del danno, sia permanente, se detta condotta perdura oltre tale momento e continua a cagionare il danno per tutto il corso della sua reiterazione, poiché il genitore si estranea completamente per un periodo significativo dalla vita dei figli; ne consegue che la natura dell'illecito incide sul termine di prescrizione che decorre, nel primo caso, dal giorno in cui il terzo provoca il danno e, nel secondo, da quello nel quale, in assenza di impedimenti giuridici all'esercizio dell'azione risarcitoria, l'illecito viene percepito o può essere percepito, come danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, con l'ordinaria diligenza e tenendo una condotta non anomala. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione dei giudici di merito i quali, nel rigettare la domanda risarcitoria rivolta dal figlio verso il padre per i danni cagionati dal protratto disinteresse da questi mostrato nei suoi confronti, avevano qualificato erroneamente l'illecito come "istantaneo ad effetti permanenti" e ritenuto maturata la prescrizione del diritto, facendo decorrere il relativo termine dal momento nel quale si era configurata la condotta di abbandono del genitore, ovvero dalla nascita del figlio, anziché da quello in cui il medesimo figlio ne aveva percepito l'intrinseca ingiustizia).

Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11097 del 10/06/2020 (Rv. 658151 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0147, Cod_Civ_art_0148, Cod_Civ_art_0258, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947

Concorrenza (diritto civile) - in genere - Cass. n. 7677/2020Concorrenza (diritto civile) - in genere - Cass. n. 7677/2020

Concorrenza sleale - Condotta illecita -Risarcimento - Prescrizione - Applicazioni di sanzioni da parte dell'AGCOM - Decorrenza -Fattispecie.

In tema di risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale, il termine di prescrizione della relativa azione comincia a decorrere dal momento in cui il titolare sia stato adeguatamente informato o si possa pretendere ragionevolmente e secondo l'ordinaria diligenza che lo sia stato, non solo dell'altrui violazione ma anche dell'esistenza di un possibile danno ingiusto. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che in presenza di una pretesa risarcitoria da illecito antitrust, avanzata da un'impresa concorrente che operava nel medesimo settore di quella dominante, ha ritenuto che il "dies a quo" della prescrizione potesse essere anticipato alla data di avvio dell'istruttoria dinanzi all'AGCM, rispetto a quella di pubblicazione del provvedimento sanzionatorio assunto all'esito della ridetta istruttoria).

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 7677 del 03/04/2020 (Rv. 657474 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2598, Cod_Civ_art_2600

corte

cassazione

7677

2020

Prescrizione civile - interruzione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7016 del 11/03/2020 (Rv. 657505 - 01)Prescrizione civile - interruzione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7016 del 11/03/2020 (Rv. 657505 - 01)

Credito alla "restituzione" dei capitali investititi in prodotti finanziari azionato nei confronti della società di intermediazione proponente assoggettata a procedura concorsuale - Domanda di ammissione al passivo della società - Conseguenze - Interruzione della prescrizione del diritto al risarcimento dei danni causati dalla CONSOB per omessa vigilanza sulla medesima società - Artt. 1310 e 2055 c.c. - Applicabilità - Fondamento - Fattispecie.

In tema di danni patiti per perdita di capitali investiti in prodotti finanziari proposti da società di intermediazione, la domanda di ammissione al passivo di tale società, assoggettata a procedura concorsuale, che sia finalizzata alla "restituzione" dei menzionati capitali, è idonea ad interrompere il decorso del termine di prescrizione del diritto al risarcimento nei confronti della CONSOB, fondato sull'illecito extracontrattuale consistente nella mancata vigilanza sull'operato della detta società di intermediazione; infatti, deve aversi riguardo non alla differente natura, restitutoria o risarcitoria, dei crediti azionati o alla diversità delle condotte contestate e dei soggetti coinvolti, ma all'unicità dell'evento pregiudizievole che, derivando da azioni od omissioni tutte causalmente convergenti alla sua produzione, comporta una responsabilità solidale ex art. 2055 c.c., con conseguente applicabilità dell'effetto estensivo interruttivo della prescrizione di cui all'art. 1310, comma 1, c.c. (Nella specie, la richiesta di ammissione al passivo, fondata sulla responsabilità, ai sensi dell'art. 2395 c.c., degli amministratori e dei sindaci, era stata qualificata dal giudice di primo grado come domanda di "restituzione", per inadempimento contrattuale, delle somme versate).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7016 del 11/03/2020 (Rv. 657505 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1292, Cod_Civ_art_1310, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2395

Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5124 del 26/02/2020 (Rv. 657135 - 01)Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5124 del 26/02/2020 (Rv. 657135 - 01)

Domanda al giudice tributario per l'annullamento degli atti impositivi - Effetti - Interruzione della prescrizione della successiva azione, esercitata dinanzi al G.O., di risarcimento dei danni derivanti dalla riscossione coattiva - Sussistenza - Fondamento.

Prescrizione civile - interruzione - effetti e durata.

La domanda di annullamento degli atti impositivi proposta al giudice tributario interrompe e sospende, per tutta la durata di quel processo, la prescrizione dell'azione - successivamente esercitata dinanzi al giudice ordinario - di risarcimento dei danni derivanti dalla riscossione coattiva, non potendo la pluralità di giudici, ordinari e speciali, prevista per assicurare una più adeguata risposta alla domanda di giustizia, risolversi in una minore effettività o addirittura in una vanificazione della tutela giurisdizionale.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5124 del 26/02/2020 (Rv. 657135 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947

PRESCRIZIONE CIVILE

INTERRUZIONE

ATTI INTERRUTTIVI

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 01)Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 01)

Fatto illecito - Risarcimento del danno da perdita di risparmi - Domanda proposta nei confronti del Ministero dello sviluppo economico per omessa vigilanza su investimenti finanziari effettuati da società fiduciaria - Prescrizione - “Dies a quo” - Deposito dello stato passivo della liquidazione coatta amministrativa della società - Fondamento.

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito decorre da quando il danneggiato, con l'uso dell'ordinaria diligenza, sia stato in grado di avere conoscenza dell'illecito, del danno e della derivazione causale dell'uno dall'altro, nonché dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa connotante detto illecito. Ne consegue che, nel caso di domanda risarcitoria proposta nei confronti del Ministero dello sviluppo economico per il ristoro dei danni derivanti dalla perdita di risparmi, affidati per l'investimento in programmi finanziari a società autorizzata ad operare come fiduciaria dello stesso Ministero, il "dies a quo" della prescrizione del diritto al risarcimento decorre dal deposito dello stato passivo della società - quale momento in cui il danneggiato è messo in condizione di apprezzare la vastità e la gravità delle irregolarità della società fiduciaria e, quindi, l'intempestività, l'incompletezza e le omissioni nelle attività di vigilanza demandate al Ministero - e non già dalla comunicazione ai creditori di siffatto deposito, rilevante soltanto ai fini della decorrenza dei termini per le impugnazioni.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947

PRESCRIZIONE CIVILE

DECORRENZA

 

Obbligazioni in genere - solidarieta' - prescrizione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 03)Obbligazioni in genere - solidarieta' - prescrizione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 03)

Pluralità di fatti illeciti ascrivibili a diversi soggetti - Fatto costituente reato soltanto per un obbligato - Termine di prescrizione ex art_ 2947, comma 3, c.c. - Applicabilità al solo obbligato penalmente responsabile - Citazione in sede penale, quale responsabile civile, del soggetto civilmente obbligato in forza di autonoma condotta - Rilevanza - Esclusione - Fondamento.

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato.

In tema di obbligazioni derivanti da una pluralità di illeciti ascrivibili a differenti soggetti, qualora soltanto il fatto di un obbligato sia anche reato, mentre quelli degli altri costituiscano illeciti civili, la possibilità di invocare utilmente il più lungo termine di prescrizione stabilito dall'art_ 2947, comma 3, c.c. per le azioni di risarcimento del danno se il fatto è previsto dalla legge come reato è limitata all'obbligazione nascente dal reato né, a tal fine, assume rilievo la citazione nel processo penale, quale responsabile civile, del soggetto obbligato civilmente per una condotta distinta ed autonoma da quella penalmente illecita.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 03)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2947

OBBLIGAZIONI IN GENERE

SOLIDARIETA'

PRESCRIZIONE

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 33772 del 19/12/2019 (Rv. 656279 - 01)Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 33772 del 19/12/2019 (Rv. 656279 - 01)

Individuazione del termine di prescrizione - Criteri.

In tema di fatto illecito costituente reato, ai fini dell'individuazione del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, deve aversi riguardo alla pena applicabile in relazione all'imputazione formulata nella richiesta di rinvio a giudizio o a quella più severa conseguente alla modificazione della contestazione.

Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 33772 del 19/12/2019 (Rv. 656279 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2043

Prescrizione civile – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 29822 del 18/11/2019 (Rv. 656248 - 02)Prescrizione civile – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 29822 del 18/11/2019 (Rv. 656248 - 02)

Prescrizione estintiva e prescrizione presuntiva - Onere di specificazione della proposizione dell'una o dell'altra ecceziomne- Sussistenza - Fondamento - Omessa specificazione - Interpretazione del giudice di merito della volontà delle parti - Incensurabilità in cassazione.

La parte che eccepisce in giudizio la prescrizione ha l'onere di puntualizzare se intende avvalersi di quella estintiva, nelle forme alternative, ordinaria ed abbreviata, o di quella presuntiva, poiché si tratta di eccezioni tra loro logicamente incompatibili e fondate su presupposti diversi; in difetto, spetta al giudice del merito procedere all'interpretazione della volontà delle parti ed il relativo giudizio non è utilmente censurabile in cassazione, posto che esso si colloca sul terreno dell'ermeneusi della domanda giudiziale, trovando solo il limite della corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 29822 del 18/11/2019 (Rv. 656248 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2948, Cod_Civ_art_2956

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24586 del 02/10/2019 (Rv. 655337 - 01)Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24586 del 02/10/2019 (Rv. 655337 - 01)

Diritto al risarcimento del danno conseguente a malattia causata da comportamento colposo del datore di lavoro - Prescrizione - Decorrenza.

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno conseguente a una malattia causata al dipendente nell'espletamento del lavoro dal comportamento colposo del datore di lavoro decorre dal momento in cui l'origine professionale della malattia può ritenersi conoscibile dal danneggiato, indipendentemente dalle valutazioni soggettive dello stesso.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24586 del 02/10/2019 (Rv. 655337 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947

Prescrizione civile - termine – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20726 del 31/07/2019 (Rv. 654794 - 01)Prescrizione civile - termine – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20726 del 31/07/2019 (Rv. 654794 - 01)

Domanda di condanna generica - Onere del convenuto di sollevare l'eccezione di prescrizione - Sussistenza - Riproposizione dell'eccezione non accolta in appello - Necessità - Ragioni - Conseguenze.

Anche a fronte di una domanda di condanna in forma generica, il convenuto che assuma che il proprio debito sia in tutto o in parte prescritto ha l'onere di sollevare la relativa eccezione nei termini di legge, a pena di decadenza, e se non accolta, di reiterarla in appello, ai sensi dell'art. 346 c.p.c.; ciò comporta che il giudice di primo grado ha l'obbligo di decidere su tale eccezione che integra una preliminare di merito, in quanto l'eventuale sussistenza della prescrizione fa venire meno ogni interesse della parte all'accertamento dell'esistenza del diritto azionato.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20726 del 31/07/2019 (Rv. 654794 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_278, Cod_Proc_Civ_art_346

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20363 del 26/07/2019 (Rv. 654790 - 01)Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20363 del 26/07/2019 (Rv. 654790 - 01)

Illecito costituente reato - Decorrenza - Dall'irrevocabilità della sentenza penale - Identità della posizione di danneggiato con quella di parte lesa dalla condotta criminosa - Necessità - Costituzione di parte civile - Irrilevanza.

Ai sensi dell'art. 2947 c.c., l'azione civile risarcitoria, se vi è stata sentenza penale, si prescrive nei termini indicati dai primi due commi dello stesso articolo, decorrenti dalla data in cui la predetta sentenza è divenuta irrevocabile, sul presupposto che vi sia identità della posizione del danneggiato con quella della parte lesa dalla condotta criminosa, ancorché non sia richiesta la costituzione di parte civile nel giudizio penale.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20363 del 26/07/2019 (Rv. 654790 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2947

Concorrenza (diritto civile) - Cass. n. 18176/2019Concorrenza (diritto civile) - Cass. n. 18176/2019

Illecito anticoncorrenziale - Danno - Caratteristiche - Risarcimento - Prescrizione - Decorrenza - prescrizione civile - decorrenza risarcimento del danno

In tema di risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale, riconducibile alla categoria del danno lungolatente, il termine di prescrizione della relativa azione comincia a decorrere, non dal momento in cui il fatto si verifica nella sua materialità e realtà fenomenica, ma da quando esso si manifesta all'esterno con tutti i connotati che ne determinano l'illiceità. (Nell'affermare il principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva dato rilievo, ai fini della decorrenza della prescrizione, al momento in cui la condotta, qualificata come abuso di posizione dominante, aveva assunto rilevanza pubblica).

Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 18176 del 05/07/2019 (Rv. 654545 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2043

corte

cassazione

18176

2019

 

Atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019Atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019

Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Effetti - Interruzione della prescrizione dell'azione risarcitoria successivamente esercitata contro la P.A. dinanzi al giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Abuso del processo - Esclusione.

In tema di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo - nell'assetto normativo anteriore alla l. n. 205 del 2000, che ha concentrato presso tale giudice la tutela risarcitoria con la demolitoria - esprime la volontà del danneggiato di reagire all'azione autoritativa illegittima e, quindi, interrompe per tutta la durata del processo amministrativo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, successivamente esercitata dinanzi al giudice ordinario, non potendosi ipotizzare in tale situazione, una fattispecie di abuso del processo.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019

Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947

Termine - prescrizioni brevi - effetti del giudicato - Pronuncia definitiva di condanna generica al risarcimento emessa in sede penale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019Termine - prescrizioni brevi - effetti del giudicato - Pronuncia definitiva di condanna generica al risarcimento emessa in sede penale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - effetti del giudicato - Pronuncia definitiva di condanna generica al risarcimento emessa in sede penale - "Actio iudicati" ex art. 2953 c.c. - Applicabilità - Termine di prescrizione quinquennale di cui all'art. 2947 c.c. - Esclusione.

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - In genere.

L'"actio iudicati" di cui all'art. 2953 c.c. opera anche con riferimento ad una pronuncia definitiva di condanna generica emessa in sede penale e, in difetto di espressa limitazione contenuta in tale pronuncia, si estende a tutte le pretese risarcitorie comunque correlate al reato, senza possibilità di ritenere soggette al termine di prescrizione quinquennale di cui all'art. 2947 c.c. pretese relative a danni che, sebbene non specificamente dedotti nell'atto di costituzione di parte civile, siano comunque conseguenti al reato.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019

Cod_Civ_art_2953, Cod_Civ_art_2947

Cosa giudicata penale - autorità nel giudizio civile di danno - Condanna generica contenuta in una sentenza penale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019 Cosa giudicata penale - autorità nel giudizio civile di danno - Condanna generica contenuta in una sentenza penale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019

Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità nel giudizio civile di danno - Condanna generica contenuta in una sentenza penale - Rilevanza nel giudizio civile sul "quantum" - Limiti - Accertamento positivo della potenziale capacità lesiva del fatto dannoso e della probabile esistenza del nesso di causalità - Ulteriori affermazioni sulla concreta sussistenza ed entità del danno – Esclusione – Giudicato sull’azione civile - Effetti.

La condanna generica al risarcimento dei danni contenuta nella sentenza penale, pur presupponendo che il giudice abbia riconosciuto il relativo diritto alla costituita parte civile, non esige e non comporta alcuna indagine in ordine alla concreta esistenza di un danno risarcibile, postulando soltanto l'accertamento della potenziale capacità lesiva del fatto dannoso e dell'esistenza - desumibile anche presuntivamente, con criterio di semplice probabilità - di un nesso di causalità tra questo ed il pregiudizio lamentato, mentre resta impregiudicato l'accertamento, riservato al giudice civile, in ordine all'"an" - in concreto - ed al "quantum" del danno da risarcire. Entro tali limiti, detta condanna, una volta divenuta definitiva, ha effetti di giudicato sulla azione civile e portata onnicomprensiva, riferendosi ad ogni profilo di pregiudizio scaturito dal reato, ancorché non espressamente individuato nell'atto di costituzione di parte civile o non fatto oggetto di pronunce provvisionali, che il giudice non abbia formalmente dichiarato di escludere nel proprio "dictum".

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. . 4318 del 14/02/2019

Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2947

Fatto dannoso costituente reatoFatto dannoso costituente reato

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - danni derivanti dalla circolazione di veicoli - prescrizione biennale - più lungo termine prescrizionale previsto per il reato - applicabilità - azione di risarcimento del danno proposta da soggetto diverso dalla persona offesa dal reato. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26958 del 24/10/2018

>>> In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da reato, il più lungo termine previsto dall'art. 2947, comma 3, c.c. è applicabile, indistintamente, a tutti i possibili soggetti attivi della pretesa risarcitoria, e, quindi, sia in caso di domanda proposta dalla vittima diretta o indiretta del reato, sia nell'ipotesi di richiesta proveniente da persone che, pur avendo risentito un danno in conseguenza del fatto reato, non siano titolari dell'interesse protetto dalla norma incriminatrice.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26958 del 24/10/2018

Azione di responsabilità contro il curatore revocatoAzione di responsabilità contro il curatore revocato

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - per il fallito - rapporti processuali - azione di responsabilità contro il curatore revocato ex art. 38 l. fall. - legittimazione processuale del curatore - esclusività- limiti - inerzia dell'amministrazione fallimentare - conseguenze - legittimazione del fallito - azione extracontrattuale di risarcimento danni contro il curatore - ammissibilità - prescrizione - sospensione durante la pendenza della procedura fallimentare - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018

>>> La legittimazione diretta del fallito alla proposizione dell'azione ex art. 38 l. fall. contro il curatore revocato è configurabile solo nel caso di ingiustificata inerzia del nuovo curatore, essendo di regola legittimata a tale azione solo la massa dei creditori. Nei confronti del curatore, anche non revocato, il fallito è tuttavia sempre legittimato a richiedere, per fatti illeciti che non incidano sul patrimonio fallimentare, il risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c., il cui termine prescrizionale decorre dalla produzione del danno e non resta sospeso ai sensi dell'art. 2941 n. 6 c.c., poiché tale disposizione si riferisce a fattispecie di responsabilità nascente dall'amministrazione del patrimonio altrui, non applicabile al rapporto in questione non compreso nell'attività fallimentare. (Nella specie la S.C., ha confermato la decisione della corte d'appello che, ritenuta improponibile l'azione ex art. 38 l. fall. da parte del fallito nei confronti del curatore revocato, non avendo ravvisato inerzia da parte del nuovo curatore - che aveva assunto tale decisione dopo avere valutato le risultanze di un parere legale- diversamente qualificando l'azione proposta quale domanda ex art. 2043 c.c., ne aveva dichiarato la prescrizione, ritenendo non applicabile alla specie l'ipotesi di sospensione prevista dall'art. 2941 n. 6 c.c.).

Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - per il fallito - rapporti processuali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018 (Rv. 650833 - 02)Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - per il fallito - rapporti processuali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018 (Rv. 650833 - 02)

Azione di responsabilità contro il curatore revocato ex art. 38 l. fall. - Legittimazione processuale del curatore - Esclusività - Limiti - Inerzia dell'amministrazione fallimentare - Conseguenze - Legittimazione del fallito - Azione extracontrattuale di risarcimento danni contro il curatore - Ammissibilità - Prescrizione - Sospensione durante la pendenza della procedura fallimentare - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

La legittimazione diretta del fallito alla proposizione dell'azione ex art. 38 l. fall. contro il curatore revocato è configurabile solo nel caso di ingiustificata inerzia del nuovo curatore, essendo di regola legittimata a tale azione solo la massa dei creditori. Nei confronti del curatore, anche non revocato, il fallito è tuttavia sempre legittimato a richiedere, per fatti illeciti che non incidano sul patrimonio fallimentare, il risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c., il cui termine prescrizionale decorre dalla produzione del danno e non resta sospeso ai sensi dell'art. 2941 n. 6 c.c., poiché tale disposizione si riferisce a fattispecie di responsabilità nascente dall'amministrazione del patrimonio altrui, non applicabile al rapporto in questione non compreso nell'attività fallimentare. (Nella specie la S.C., ha confermato la decisione della corte d'appello che, ritenuta improponibile l'azione ex art. 38 l. fall. da parte del fallito nei confronti del curatore revocato, non avendo ravvisato inerzia da parte del nuovo curatore - che aveva assunto tale decisione dopo avere valutato le risultanze di un parere legale - diversamente qualificando l'azione proposta quale domanda ex art. 2043 c.c., ne aveva dichiarato la prescrizione, ritenendo non applicabile alla specie l'ipotesi di sospensione prevista dall'art. 2941 n. 6 c.c.).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 25687 del 15/10/2018 (Rv. 650833 - 02)

Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_136, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2941_1, Cod_Civ_art_2947

Prescrizione del diritto al risarcimentoPrescrizione del diritto al risarcimento

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Sentenza penale di annullamento ai soli effetti civili delle statuizioni assolutorie del giudice penale - Prescrizione del diritto al risarcimento - Decorrenza - Dalla data in cui la sentenza penale è divenuta irrevocabile - Configurabilità - Fondamento. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 3, SENTENZA N. 22794 DEL 26/09/2018

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito considerato dalla legge come reato, ove sia intervenuta sentenza penale di annullamento, ai soli effetti civili, della statuizione assolutoria del giudice penale, il "dies a quo" per il computo del termine va individuato, ai sensi dell'art. 2947, comma 3, secondo periodo, c.c., nella data in cui la sentenza penale è divenuta irrevocabile, tale dovendosi considerare la pronuncia emessa dalla Corte di cassazione ex art. 622 c.p.p.

 

Prescrizioni brevi - risarcimento del dannoPrescrizioni brevi - risarcimento del danno

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato sentenza penale di annullamento ai soli effetti civili delle statuizioni assolutorie del giudice penale - prescrizione del diritto al risarcimento - decorrenza - dalla data in cui la sentenza penale è divenuta irrevocabile - configurabilità - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22794 del 26/09/2018

>>> In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito considerato dalla legge come reato, ove sia intervenuta sentenza penale di annullamento, ai soli effetti civili, della statuizione assolutoria del giudice penale, il "diesa quo" per il computo del termine va individuato, ai sensi dell'art. 2947, comma 3, secondo periodo, c.c., nella data in cui la sentenza penale è divenuta irrevocabile, tale dovendosi considerare la pronuncia emessa dalla Corte di cassazione ex art. 622 c.p.p.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22794 del 26/09/2018

Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - responsabilità - rivalsa dell'ente assicuratore - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - responsabilità - rivalsa dell'ente assicuratore - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018

Regresso dell'INAIL contro il datore di lavoro - Termine triennale - Prescrizione - Mancato inizio del procedimento penale - Decorrenza - Dalla liquidazione dell'indennizzo al danneggiato o dalla costituzione della rendita - Fondamento.

In tema di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, l'azione di regresso dell'INAIL nei confronti del datore di lavoro può essere esercitata nel termine triennale previsto dall'art. 112 del d.P.R. n. 1124 del 1965, che, stante il principio di stretta interpretazione delle norme in tema di decadenza, è qualificabile come di prescrizione e, ove non sia stato iniziato alcun procedimento penale, decorre dal momento di liquidazione dell'indennizzo al danneggiato (ovvero, in caso di rendita, dalla data di costituzione della stessa), il quale costituisce il fatto certo e costitutivo del diritto sorto dal rapporto assicurativo, dovendosi ritenere che detta azione, con la quale l'Istituto fa valere in giudizio un proprio credito in rivalsa, sia assimilabile a quella di risarcimento danni promossa dall'infortunato, atteso che il diritto viene esercitato nei limiti del complessivo danno civilistico ed è funzionale a sanzionare il datore di lavoro, consentendo, al contempo, di recuperare quanto corrisposto al danneggiato.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20611 del 07/08/2018

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21534 del 15/09/2017Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21534 del 15/09/2017

Termine - Prescrizioni brevi - Risarcimento del danno - Fatto dannoso costituente reato - Reato di calunnia - Azione civile di risarcimento del danno - Decorrenza del termine decennale - Dalla notizia della falsa denuncia.

Il termine prescrizionale di dieci anni previsto per il reato di calunnia - applicabile, a norma dell'art. 2947, comma 3, c.c., anche all'azione civile di risarcimento del danno - decorre, sia per il reato sia per l'azione civile, dalla stessa data, e cioè dalla data in cui il giudice venga a conoscenza, direttamente o indirettamente, della falsa denuncia, e non già dalla data di inizio dell'azione penale, poichè il reato di calunnia si consuma appena all'autorità giudiziaria - oppure ad altra autorità obbligata a riferire ad essa- venga presentata (o comunque giunga) la falsa denuncia: da quello stesso momento la persona denunciata può far valere il diritto al risarcimento per il pregiudizio sofferto.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21534 del 15/09/2017

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 16481 del 05/07/2017Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 16481 del 05/07/2017

Diritto al risarcimento dei danni derivante da reato - Termine prescrizionale previsto dall’art. 2947, comma 3, c.c. - Applicabilità a tutti i danneggiati, ancorchè diversi dalla vittima del reato - Sussistenza - Fattispecie.

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da reato, il più lungo termine previsto dall'art. 2947, comma 3, c.c. è applicabile, indistintamente, a tutti i possibili soggetti attivi della pretesa risarcitoria, e, quindi, sia in caso di domanda proposta dalla vittima diretta o indiretta del reato, sia nell'ipotesi di richiesta proveniente da persone che, pur avendo risentito un danno in conseguenza del fatto reato, non siano titolari dell’interesse protetto dalla norma incriminatrice. (Nella specie, un'amministrazione pubblica aveva chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali, quantificati in misura pari agli emolumenti inutilmente versati ad un proprio dipendente nel periodo di assenza dal lavoro per malattia, conseguenti ad un sinistro stradale in cui quest’ultimo era rimasto coinvolto riportando gravi lesioni personali).

Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 16481 del 05/07/2017

 

Prescrizione civile  - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16486 del 05/07/2017Prescrizione civile - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16486 del 05/07/2017

Prescrizione estintiva e prescrizione presuntiva - Onere di specificazione della proposizione dell'una o dell'altra - Sussistenza - Fondamento - Specifica identificazione del tipo legale e della durata della prescrizione estintiva - Insussistenza.

La parte che eccepisce in giudizio la prescrizione ha l'onere di puntualizzare se intende avvalersi di quella presuntiva o di quella estintiva, poiché si tratta di eccezioni tra loro logicamente incompatibili e fondate su fatti diversi, mentre non è necessaria la specificazione del tipo legale e della durata della prescrizione estintiva, la cui identificazione spetta al giudice secondo le varie ipotesi previste dalla legge, in base al principio "iura novit curia".

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16486 del 05/07/2017

 

Avvocato e procuratore - responsabilita' civile - errori ed omissioni - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3765 del 14/02/2017Avvocato e procuratore - responsabilita' civile - errori ed omissioni - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3765 del 14/02/2017

Incertezza giurisprudenziale in ordine al termine prescrizionale del diritto al risarcimento del danno – Mancato compimento di atti interruttivi con riferimento al termine più breve (ancorché, in concreto, non operante) – Violazione dell’obbligo di diligenza – Sussistenza – Fattispecie.

In materia di responsabilità professionale dell’avvocato, in caso di incertezza giurisprudenziale in ordine al computo del termine di prescrizione del diritto del cliente al risarcimento del danno, il mancato compimento di atti interruttivi, da parte del legale, con riferimento al termine prescrizionale più breve (ancorché in concreto non operante, in forza di un successivo intervento chiarificatore delle Sezioni Unite della Corte regolatrice), implica violazione dell’obbligo di diligenza richiesto dall’art. 1176, comma 2, c.c. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza impugnata che aveva ravvisato negligenza dell’avvocato nel non aver compiuto atti interruttivi, con scansione temporale infrabiennale, del diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli, ancorché integrante illecito penale ma con relativo giudizio non promosso per difetto di querela, in quanto, al tempo di espletamento del mandato, la questione di interpretazione dell’art. 2947 c.c. era ancora assai controversa, essendosi poi susseguite ben tre pronunce delle Sezioni Unite).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3765 del 14/02/2017

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 1641 del 23/01/2017Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 1641 del 23/01/2017

Termine lungo ex art. 2947, comma 3, c.c. - Presupposti applicativi - Individuazione – Fattispecie in tema di responsabilità civile della società per l'illecito penale del suo amministratore

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito costituente reato, la previsione dell'art. 2947, comma 3, c.c. (secondo il quale, se per il reato stesso è prevista una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile) si riferisce, senza alcuna discriminazione, a tutti i possibili soggetti passivi della conseguente pretesa risarcitoria, sicchè è invocabile non solo per l'azione civile esperibile contro la persona penalmente imputabile (nella specie, l’amministratore che ha ricevuto un pagamento preferenziale) ma anche per quella esercitabile contro coloro che siano tenuti al risarcimento a titolo di responsabilità indiretta (nella specie, la società, che, ai sensi dell'art. 2049 c.c., risponde civilmente dell’illecito penale commesso dal suo amministratore).

Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 1641 del 23/01/2017

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18606 del 22/09/2016Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18606 del 22/09/2016

Azione di risarcimento dei danni da responsabilità professionale - Termine di prescrizione - Decorrenza - Fattispecie in tema di attività notarile.

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da responsabilità professionale inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista determina l'evento dannoso, bensì da quello in cui la produzione del danno si manifesta all'esterno, divenendo oggettivamente percepibile e riconoscibile da parte del danneggiato. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per aver erroneamente indicato il valore catastale degli immobili nel redigere una dichiarazione di successione, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ancorato il "dies a quo" di decorrenza della prescrizione alla data della denuncia di successione, anziché a quella della notifica al danneggiato dell'avviso di accertamento della maggiore imposta).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18606 del 22/09/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Sez. 3, Sentenza n. 14662 del 18/07/2016Prescrizione civile - decorrenza – Sez. 3, Sentenza n. 14662 del 18/07/2016

Azione risarcitoria ex art. 2043 c.c. - Eccezione di prescrizione - Prova della manifestazione del danno - Onere a carico dell'eccipiente - Valutazione del giudice - Incensurabilità in sede di legittimità.

In tema di risarcimento del danno, la parte che eccepisce la prescrizione ha l'onere di dimostrare il "dies a quo" della decorrenza del relativo termine, ossia il momento nel quale si sono manifestati all'esterno i danni dedotti in giudizio, costituendo la valutazione della relativa prova una "quaestio facti", incensurabile in sede di legittimità.

Sez. 3, Sentenza n. 14662 del 18/07/2016

 

Fallimento - società e consorzi - società con soci a responsabilità illimitata - in genere - società di fatto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016Fallimento - società e consorzi - società con soci a responsabilità illimitata - in genere - società di fatto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016

Art. 147, comma 5, l.fall. - Applicazione, in via estensiva, alla supersocietà di fatto tra società di capitali - Possibilità - Prova - Oggetto - Conseguenze.

L'art. 147, comma 5, l.fall. trova applicazione non solo quando, dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, risulti che l'impresa è, in realtà, riferibile ad una società di fatto tra il fallito ed uno o più soci occulti, ma, in virtù di sua interpretazione estensiva, anche laddove il socio già fallito sia una società, anche di capitali, che partecipi, con altre società o persone fisiche, ad una società di persone (cd. supersocietà di fatto) - non assoggettata ad altrui direzione e coordinamento - la cui sussistenza, però, postula la rigorosa dimostrazione del comune intento sociale perseguito, che dev'essere conforme, e non contrario, all'interesse dei soci, dovendosi ritenere che la circostanza che le singole società perseguano, invece, l'interesse delle persone fisiche che ne hanno il controllo, anche solo di fatto, costituisca, piuttosto, una prova contraria all'esistenza della supersocietà di fatto e, viceversa, a favore dell'esistenza della "holding" di fatto, nei cui confronti il curatore potrà eventualmente agire in responsabilità e che potrà essere dichiarata autonomamente fallita, ove ne sia accertata l'insolvenza a richiesta di un creditore.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016

 

Fallimento - società e consorzi - società con soci a responsabilità illimitata - in genere - società di fatto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016Fallimento - società e consorzi - società con soci a responsabilità illimitata - in genere - società di fatto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016

Art. 147, comma 5, l.fall. - Applicazione, in via estensiva, alla supersocietà di fatto tra società di capitali - Possibilità - Prova - Oggetto - Conseguenze.

L'art. 147, comma 5, l.fall. trova applicazione non solo quando, dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, risulti che l'impresa è, in realtà, riferibile ad una società di fatto tra il fallito ed uno o più soci occulti, ma, in virtù di sua interpretazione estensiva, anche laddove il socio già fallito sia una società, anche di capitali, che partecipi, con altre società o persone fisiche, ad una società di persone (cd. supersocietà di fatto) - non assoggettata ad altrui direzione e coordinamento - la cui sussistenza, però, postula la rigorosa dimostrazione del comune intento sociale perseguito, che dev'essere conforme, e non contrario, all'interesse dei soci, dovendosi ritenere che la circostanza che le singole società perseguano, invece, l'interesse delle persone fisiche che ne hanno il controllo, anche solo di fatto, costituisca, piuttosto, una prova contraria all'esistenza della supersocietà di fatto e, viceversa, a favore dell'esistenza della "holding" di fatto, nei cui confronti il curatore potrà eventualmente agire in responsabilità e che potrà essere dichiarata autonomamente fallita, ove ne sia accertata l'insolvenza a richiesta di un creditore.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016

 

Fallimento - società e consorzi - società con soci a responsabilità illimitata - in genere - società di fatto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016Fallimento - società e consorzi - società con soci a responsabilità illimitata - in genere - società di fatto – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016

Art. 147, comma 5, l.fall. - Applicazione, in via estensiva, alla supersocietà di fatto tra società di capitali - Possibilità - Prova - Oggetto - Conseguenze.

L'art. 147, comma 5, l.fall. trova applicazione non solo quando, dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore individuale, risulti che l'impresa è, in realtà, riferibile ad una società di fatto tra il fallito ed uno o più soci occulti, ma, in virtù di sua interpretazione estensiva, anche laddove il socio già fallito sia una società, anche di capitali, che partecipi, con altre società o persone fisiche, ad una società di persone (cd. supersocietà di fatto) - non assoggettata ad altrui direzione e coordinamento - la cui sussistenza, però, postula la rigorosa dimostrazione del comune intento sociale perseguito, che dev'essere conforme, e non contrario, all'interesse dei soci, dovendosi ritenere che la circostanza che le singole società perseguano, invece, l'interesse delle persone fisiche che ne hanno il controllo, anche solo di fatto, costituisca, piuttosto, una prova contraria all'esistenza della supersocietà di fatto e, viceversa, a favore dell'esistenza della "holding" di fatto, nei cui confronti il curatore potrà eventualmente agire in responsabilità e che potrà essere dichiarata autonomamente fallita, ove ne sia accertata l'insolvenza a richiesta di un creditore.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10507 del 20/05/2016

 

Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

Applicabilità di un diverso termine di decorrenza - Rilevabilità d'ufficio - Ammissibilità - Fondamento.

La questione relativa all'applicabilità di uno specifico termine di prescrizione (nella specie, quello indicato al comma 3 dell'art. 2947 c.c.) attiene all'obbligo inerente all'esatta applicazione della legge, la cui rilevazione non è riservata al monopolio della parte ma può avvenire anche d'ufficio.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

 

Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

Prescrizione - Indicazione di un diverso termine di decorrenza - Eccezione in senso lato - Rilevabilità d'ufficio - Conseguenze.

La deduzione relativa all'applicabilità di uno specifico termine di prescrizione (nella specie, quello indicato al comma 3 dell'art. 2947 c.c.) integra una controeccezione in senso lato, la cui rilevazione può avvenire anche d'ufficio, nel rispetto dei termini di operatività delle preclusioni relative al "thema decidendum" previsti nell'art. 183 c.p.c., qualora sia fondata su nuove allegazioni di fatto, mentre se sia basata su fatti storici già allegati entro i termini di decadenza propri del procedimento ordinario a cognizione piena, la sua proposizione è ammissibile nell'ulteriore corso del giudizio di primo grado, in appello e, con il solo limite della non necessità di accertamenti di fatto, in cassazione, dove non integra questione nuova inammissibile.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

 

Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

Applicabilità di un diverso termine di decorrenza - Rilevabilità d'ufficio - Ammissibilità - Fondamento.

La questione relativa all'applicabilità di uno specifico termine di prescrizione (nella specie, quello indicato al comma 3 dell'art. 2947 c.c.) attiene all'obbligo inerente all'esatta applicazione della legge, la cui rilevazione non è riservata al monopolio della parte ma può avvenire anche d'ufficio.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

 

Prescrizione civile - termine - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016Prescrizione civile - termine - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

Applicabilità di un diverso termine di decorrenza - Rilevabilità d'ufficio - Ammissibilità - Fondamento.

La questione relativa all'applicabilità di uno specifico termine di prescrizione (nella specie, quello indicato al comma 3 dell'art. 2947 c.c.) attiene all'obbligo inerente all'esatta applicazione della legge, la cui rilevazione non è riservata al monopolio della parte ma può avvenire anche d'ufficio.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9993 del 16/05/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

Danni da contagio di sangue infetto - Diritto al risarcimento - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Ordinaria diligenza - Fattispecie.

In materia di contagio da emotrasfusioni, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie infettive per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ai danni da epatite contratta da una bimba talassemica, sottoposta praticamente fin dalla nascita ad interventi emotrasfusionali, aveva ritenuto che proprio la frequentazione settimanale degli ambienti ospedalieri, da parte dei genitori della piccola, avrebbe dovuto rendere gli stessi edotti del rischio di un possibile contagio, avendo il giudice di legittimità, per contro, ritenuto che nessun onere fosse ipotizzabile a loro carico di interpellare, sul punto, i sanitari, in assenza di sospetti o dubbi sulla patologia, ricavabili da specifiche diagnosi, ovvero da particolari esami o accertamenti clinici).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

 

assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - fondo di garanzia per le vittime della strada - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - fondo di garanzia per le vittime della strada - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005

Impresa designata - Azione di "regresso" nei confronti del responsabile del danno - Natura - Surrogazione legale ex art. 1203, n. 5, cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Biennale - Sussistenza - Decorrenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, il diritto di regresso - previsto dall'art. 29, primo comma, della legge 24 dicembre 1969, n. 990 - dell'impresa designata, che abbia risarcito il danno, nei confronti del responsabile del sinistro per il recupero di quanto pagato nei casi contemplati dall'art. 19, primo comma, lett. a) e b) della citata legge, è riconducibile alla surrogazione legale di cui all'art. 1203, n. 5), cod. civ., in quanto si traduce nell'attribuzione del medesimo diritto del danneggiato risarcito, cui subentra l'impresa nella medesima posizione sostanziale e processuale; pertanto, il diritto dell'impresa è soggetto alla prescrizione biennale (e non a quella ordinaria decennale), che decorre dal momento dell'esecuzione del pagamento al danneggiato.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

Danni da contagio di sangue infetto - Diritto al risarcimento - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Ordinaria diligenza - Fattispecie.

In materia di contagio da emotrasfusioni, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie infettive per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ai danni da epatite contratta da una bimba talassemica, sottoposta praticamente fin dalla nascita ad interventi emotrasfusionali, aveva ritenuto che proprio la frequentazione settimanale degli ambienti ospedalieri, da parte dei genitori della piccola, avrebbe dovuto rendere gli stessi edotti del rischio di un possibile contagio, avendo il giudice di legittimità, per contro, ritenuto che nessun onere fosse ipotizzabile a loro carico di interpellare, sul punto, i sanitari, in assenza di sospetti o dubbi sulla patologia, ricavabili da specifiche diagnosi, ovvero da particolari esami o accertamenti clinici).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

Danni da contagio di sangue infetto - Diritto al risarcimento - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Ordinaria diligenza - Fattispecie.

In materia di contagio da emotrasfusioni, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie infettive per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ai danni da epatite contratta da una bimba talassemica, sottoposta praticamente fin dalla nascita ad interventi emotrasfusionali, aveva ritenuto che proprio la frequentazione settimanale degli ambienti ospedalieri, da parte dei genitori della piccola, avrebbe dovuto rendere gli stessi edotti del rischio di un possibile contagio, avendo il giudice di legittimità, per contro, ritenuto che nessun onere fosse ipotizzabile a loro carico di interpellare, sul punto, i sanitari, in assenza di sospetti o dubbi sulla patologia, ricavabili da specifiche diagnosi, ovvero da particolari esami o accertamenti clinici).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

 

Rescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016Rescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

Risarcimento del danno per responsabilità professionale - Prescrizione - Decorrenza - Percezione esterna dell'esistenza del danno risarcibile - Necessità - Criteri - Accertamento rimesso al giudice - Fattispecie.

In tema di azione risarcitoria per responsabilità professionale, il termine prescrizionale decorre dal momento in cui la produzione del danno diventi oggettivamente percepibile e riconoscibile dal danneggiato alla stregua della diligenza da quest'ultimo esigibile ai sensi dell'art. 1176 c.c., secondo standards obiettivi e in relazione alla specifica attività del professionista, in base ad un accertamento di fatto rimesso al giudice del merito. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per non avere fornito agli acquirenti in una compravendita immobiliare un'adeguata informazione in ordine alle conseguenze pregiudizievoli derivanti dal contratto, attinenti alla perdita dei vantaggi legati al tasso d'interesse agevolato, la S.C. ha ritenuto che la sentenza impugnata, nell'ancorare il "dies a quo" di decorrenza della prescrizione alla mera stipula dell'atto, avesse pretermesso la doverosa indagine sul momento in cui si era prodotto e reso conoscibile il danno lamentato dagli acquirenti).

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

Risarcimento del danno per responsabilità professionale - Prescrizione - Decorrenza - Percezione esterna dell'esistenza del danno risarcibile - Necessità - Criteri - Accertamento rimesso al giudice - Fattispecie.

In tema di azione risarcitoria per responsabilità professionale, il termine prescrizionale decorre dal momento in cui la produzione del danno diventi oggettivamente percepibile e riconoscibile dal danneggiato alla stregua della diligenza da quest'ultimo esigibile ai sensi dell'art. 1176 c.c., secondo standards obiettivi e in relazione alla specifica attività del professionista, in base ad un accertamento di fatto rimesso al giudice del merito. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per non avere fornito agli acquirenti in una compravendita immobiliare un'adeguata informazione in ordine alle conseguenze pregiudizievoli derivanti dal contratto, attinenti alla perdita dei vantaggi legati al tasso d'interesse agevolato, la S.C. ha ritenuto che la sentenza impugnata, nell'ancorare il "dies a quo" di decorrenza della prescrizione alla mera stipula dell'atto, avesse pretermesso la doverosa indagine sul momento in cui si era prodotto e reso conoscibile il danno lamentato dagli acquirenti).

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

 

risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016

Danno ambientale - Sussumibilità nella previsione dell'art. 2043 c.c. (e non dell'art. 18 della l. n. 349 del 1986) - Condotta antigiuridica - Individuazione - Termine prescrizionale dell'azione risarcitoria - Decorrenza.Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016

In materia di danno ambientale, in relazione a fattispecie sussumibili "ratione temporis" nell'art. 2043 c.c. (e non nell'art. 18 della l. n. 349 del 1986), il comportamento idoneo ad integrare l'illecito consiste in una condotta dolosa o colposa di danneggiamento dell'ambiente (non richiedendosi anche la "violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge", secondo le previsioni della suddetta "lex specialis"), destinata a persistere sino a quando il suo autore mantenga - in base a libera determinazione, sempre reversibile - le condizioni di lesione ambientale, sicché la prescrizione del diritto al risarcimento decorre solo dalla cessazione di tale contegno, sia essa volontaria ovvero dipendente dalla perdita di disponibilità del bene danneggiato.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12621 del 18/06/2015Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12621 del 18/06/2015

Azione risarcitoria proposta in sede civile - Termine di prescrizione - Reato contestato nel capo di imputazione - Riconoscimento nel giudizio penale delle circostanze attenuanti o derubricazione della imputazione originaria - Ininfluenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12621 del 18/06/2015

In tema di risarcimento del danno per un fatto costituente reato, allorché il soggetto danneggiato non si sia costituito parte civile nel giudizio penale, ma abbia agito in sede civile, agli effetti della prescrizione del credito risarcitorio si deve avere riguardo al reato contestato e non a quello ritenuto in sentenza all'esito del giudizio penale, ove vi sia stata derubricazione dell'originaria imputazione, oppure siano state ritenute applicabili circostanze attenuanti.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12621 del 18/06/2015

 

Responsabilità civile - prescrizione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015Responsabilità civile - prescrizione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015

Danni da mancato adeguamento dei margini minimi obbligatori per la distribuzione dei prodotti petroliferi per il riscaldamento - Omissione del Cip, preposto a tale adeguamento - Illecito permanente - Conseguenze sulla prescrizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015

In tema di responsabilità civile, il mancato adeguamento - a partire dal 1982, e per la durata di dieci anni - dei margini minimi obbligatori per la distribuzione del petrolio per il riscaldamento, da parte del Comitato interministeriale prezzi (Cip), integra un comportamento illecito, a danno delle società di distribuzione (delle quali è stato bloccato il margine di guadagno per un decennio), che ha natura di permanente e la cui caratteristica è di dar luogo ad un diritto al risarcimento che sorge in modo continuo e che in modo continuo si prescrive, se non esercitato dal momento in cui si produce, sicché il termine prescrizionale decorre "de die in diem", man mano che i danni stessi accadono.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015

 

contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1617 del 27/01/2014contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1617 del 27/01/2014

azione di annullamento - prescrizione - Applicazione dell'art. 2947, terzo comma, cod. civ. - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1617 del 27/01/2014

In tema di prescrizione, l'art. 2947, terzo comma, cod. civ. si applica unicamente alle azioni di danno e non anche all'azione di annullamento del contratto, neppure quando il vizio del consenso dipenda da un fatto-reato.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1617 del 27/01/2014

ANNULLABILITA' DEL CONTRATTO

CONTRATTI

responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014

Responsabilità medica - Trattamento non consentito dal paziente - Diritto al risarcimento del danno - Prescrizione - Configurabilità del reato di lesioni volontarie - Applicazione dell'art. 2947, terzo comma, cod. civ. - Esclusione - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014

In tema di responsabilità civile da trattamento sanitario ed ai fini dell'individuazione del termine prescrizionale per l'esercizio dell'azione risarcitoria, non è ipotizzabile il delitto di lesioni volontarie gravi o gravissime nei confronti del medico che sottoponga il paziente ad un trattamento da questi non consentito (anche se abbia esito infausto e anche se l'intervento venga effettuato in violazione delle regole dell'arte medica), se sia comunque rinvenibile nella sua condotta professionale una finalità terapeutica ovvero la terapia sia inquadrabile nella categoria degli atti medici, dovendosi escludere, in tali evenienze, che la condotta sia diretta a ledere, sicché, ove l'agente cagioni lesioni al paziente, è, al più, ipotizzabile il delitto di lesioni colpose se l'evento sia riconducibile alla violazione di una regola cautelare.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15239 del 03/07/2014

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23872 del 07/11/2014Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23872 del 07/11/2014

Autorità con compiti di vigilanza sul mercato finanziario - Corresponsabilità con l'autore del fatto illecito - Solidarietà risarcitoria ex art. 2055 cod. civ. - Configurabilità - Applicabilità del termine prescrizionale di cui all'art. 2947, terzo comma, cod. civ. - Presupposti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23872 del 07/11/2014

In tema di prescrizione nel più lungo termine derivante da reato, l'applicazione dell'art. 2947, terzo comma, cod. civ., all'autorità con compiti di vigilanza sul mercato finanziario (CONSOB) chiamata in corresponsabilità, con l'autore del fatto, per omessa vigilanza presuppone la sussistenza di un titolo di responsabilità indiretta per un fatto costituente reato del suo funzionario o dipendente, non potendo quel termine automaticamente estendersi alla medesima autorità quando sussista una mera obbligazione solidale a titolo di responsabilità civile extracontrattuale di natura omissiva, a norma dell'art. 2043 cod. civ., con l'autore del reato, ferma la solidarietà risarcitoria ex art. 2055 cod. civ.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23872 del 07/11/2014
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_2947 com. 3
Massime precedenti Vedi: N. 27713 del 2005, N. 22585 del 2013, N. 28464 del 2013

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013

Coincidenza con il termine prescrizionale previsto dalla legge penale - Estensione della disciplina a tutti i legittimati passivi - Sussistenza - Estraneità dei legittimati passivi al giudizio penale a carico del reo - Irrilevanza.

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito, la previsione dell'art. 2947 cod. civ. (secondo il quale, se il fatto è previsto dalla legge come reato, e per il reato stesso è prevista una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile) si riferisce, senza alcuna discriminazione, a tutti i possibili soggetti passivi della pretesa risarcitoria, e si applica, pertanto, non solo all'azione civile esperibile contro la persona penalmente imputabile, ma anche all'azione civile diretta contro coloro che siano tenuti al risarcimento a titolo di responsabilità indiretta. (Principio enunciato con riferimento alla responsabilità del Ministero della salute - e per esso dei suoi funzionari - per non avere adottato gli accorgimenti utili a scongiurare i danni da emotrasfusione, effettuando determinati trattamenti ed analisi del sangue acquisito a tale scopo).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013

Responsabilità del Ministero della salute per contagio con virus HBV, HIV e HCV in conseguenza di emotrasfusioni o assunzione di emoderivati con sangue infetto - Diritto al risarcimento del danno - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Momento in cui la malattia è percepibile come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Criteri - Data della domanda amministrativa - Rilevanza - Fondamento.

La responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi è di natura extracontrattuale, né sono ipotizzabili, al riguardo, figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione (epidemia colposa o lesioni colpose plurime); ne consegue che il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, primo comma, cod. civ., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, da ritenersi coincidente non con la comunicazione del responso della Commissione medica ospedaliera di cui all'art. 4 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, ma con la proposizione della relativa domanda amministrativa, che attesta l'esistenza, in capo all'interessato, di una sufficiente ed adeguata percezione della malattia.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013

Fatto illecito - Risarcimento del danno - Decorso della prescrizione - Conoscenza o conoscibilità della ricorrenza degli elementi costitutivi del diritto azionato - Fattispecie in tema di lesione della libertà negoziale, conseguente a stipula di contratto di transazione inconsapevolmente concluso dalla parte vittima di reato di corruzione in atti giudiziari.

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito inizia a decorrere non già dalla "data del fatto", inteso come fatto storico obiettivamente realizzato, bensì quando ricorrano presupposti di sufficiente certezza, in capo all'avente diritto, in ordine alla sussistenza degli elementi costitutivi del diritto azionato, sì che gli stessi possano ritenersi, dal medesimo, conosciuti o conoscibili. (In forza di tale principio, la S.C. ha ritenuto che la prescrizione del diritto al risarcimento del danno da lesione della libertà negoziale - conseguente alla stipulazione di un contratto di transazione a condizioni economiche deteriori, per la parte vittima di reato di corruzione in atti giudiziari - fosse decorsa non dal momento della consumazione del reato, ma da quello della notifica, alla stessa, della richiesta di rinvio a giudizio degli imputati).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013

 

Prescrizione - Atti interruttivi  - 1Prescrizione - Atti interruttivi - 1

21/10/2012 Giudizio dinanzi al G.O. per il risarcimento del danno - Azione di annullamento del provvedimento davanti al G.O. - Effetto interruttivo della prescrizione - Configurabilità - Nuova decorrenza - Dal passaggio in giudicato della pronuncia del giudice amministrativo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10395 del 21/06/2012

Civile - Prescrizione - Atti interruttivi 
Giudizio dinanzi al G.O. per il risarcimento del danno - Azione di annullamento del provvedimento davanti al G.O. -

Effetto interruttivo della prescrizione - Configurabilità - Nuova decorrenza - Dal passaggio in giudicato della

pronuncia del giudice amministrativo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10395 del 21/06/2012
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10395 del 21/06/2012

La domanda, proposta al giudice amministrativo, di annullamento del provvedimento lesivo è idonea, per la durata del

processo amministrativo, ad interrompere la prescrizione del diritto al risarcimento del danno nel giudizio proposto

dinanzi al giudice ordinario, con la conseguenza che la prescrizione già interrotta può iniziare a decorrere nel

giudizio risarcitorio davanti all'A.G.O. dal passaggio in giudicato della statuizione del giudice amministrativo.

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009

Reato estinto per prescrizione - Decorrenza della prescrizione per l'esercizio dell'azione civile - Consumazione del fatto - Fondamento.

Il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito, astrattamente qualificabile come reato, si prescrive nello stesso termine previsto per la fattispecie incriminatrice speciale se per quest'ultima è stabilito un termine di prescrizione superiore a cinque anni oppure in cinque anni, se per il reato è indicato un termine uguale o inferiore. In entrambi i casi, ai sensi del terzo comma dell'art. 2947 cod. civ., se il reato si è estinto per intervenuta prescrizione, la decorrenza del medesimo termine per l'esercizio dell'azione civile decorre dalla consumazione del fatto, e non assumono rilievo eventuali cause d'interruzione o sospensione della prescrizione relative al reato, attesa la diversità ontologica esistente tra l'illecito civile e quello penale.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009

 

prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - risarcimento del danno - fatto dannoso costituente reato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009

Reato estinto per prescrizione - Decorrenza della prescrizione per l'esercizio dell'azione civile - Consumazione del fatto - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009

Il diritto al risarcimento del danno da fatto illecito, astrattamente qualificabile come reato, si prescrive nello stesso termine previsto per la fattispecie incriminatrice speciale se per quest'ultima è stabilito un termine di prescrizione superiore a cinque anni oppure in cinque anni, se per il reato è indicato un termine uguale o inferiore. In entrambi i casi, ai sensi del terzo comma dell'art. 2947 cod. civ., se il reato si è estinto per intervenuta prescrizione, la decorrenza del medesimo termine per l'esercizio dell'azione civile decorre dalla consumazione del fatto, e non assumono rilievo eventuali cause d'interruzione o sospensione della prescrizione relative al reato, attesa la diversità ontologica esistente tra l'illecito civile e quello penale.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5009 del 02/03/2009

 

Comune - organi - sindaco - provvedimenti - contingibili e urgenti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12231 del 25/05/2007Comune - organi - sindaco - provvedimenti - contingibili e urgenti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12231 del 25/05/2007

Fondamento - Obblighi del privato - Procedura di esecuzione in danno - Rimborso delle spese - Diritto dell'amministrazione - Prescrizione decennale - Fattispecie.

In tema di provvedimenti contingibili e urgenti, le obbligazioni del destinatario del provvedimento a seguito di ordine dell'amministrazione trovano fondamento nell'esplicazione del potere della P.A. di incidere sulla sfera pubblica del privato, potere che comprende la possibilità, in caso di inadempimento, di procedere all'esecuzione diretta della prestazione di facere fungibile mediante la procedura di esecuzione in danno, affidando il relativo incarico a soggetto ad essa estraneo; in tal caso sorge a carico del privato, prescindendo da eventuali e concorrenti illeciti di natura amministrativa o penale che sanzionano il suo inadempimento all'ordine dell'autorità, l'obbligazione di rimborsare all'amministrazione le spese da essa sostenute, in forza della fattispecie complessa costituita dalla esecutività del provvedimento, dall'inerzia dell'obbligato e dall'avvenuto esercizio del potere sostitutivo. Ne consegue che il diritto dell'amministrazione al rimborso della spesa che ha ad oggetto una prestazione di natura patrimoniale, essendo regolato dalle comuni norme sui diritti di credito, è soggetto, in mancanza di disposizioni specifiche, alla prescrizione ordinaria decennale, decorrente dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, che coincide con quello dell'avvenuta esecuzione in danno del privato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto l'opposizione del proprietario di un immobile all'ingiunzione, richiesta nove anni dopo l'ordinanza comunale, relativa al rimborso delle spese per l'esecuzione d'ufficio di opere urgenti a tutela della pubblica e privata incolumità).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12231 del 25/05/2007

 

Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) – Cass. n. 7072/2006Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) – Cass. n. 7072/2006

Competenza del giudice di pace - Art. 7 cod.proc.civ. - Circolazione di veicoli con guida di rotaie - Ricomprensione - Configurabilità.

Rientrano nella competenza del giudice di pace in materia di circolazione stradale anche le controversie aventi ad oggetto il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli su rotaie (nel caso di specie, tram),in quanto riconducibili alla nozione di "circolazione dei veicoli" contemplata, senza ulteriori specificazioni, dall'art. 7 cod.proc. civ..

Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 7072 del 28/03/2006

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Competenza

Incompetenza

Valore

Territorio

Funzionale

Corte

Cassazione

7072

2006

 

Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - fondo di garanzia per le vittime della strada – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - fondo di garanzia per le vittime della strada – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005

Impresa designata - Azione di "regresso" nei confronti del responsabile del danno - Natura - Surrogazione legale ex art. 1203, n. 5, cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Biennale - Sussistenza - Decorrenza - Fondamento.

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, il diritto di regresso - previsto dall'art. 29, primo comma, della legge 24 dicembre 1969, n. 990 - dell'impresa designata, che abbia risarcito il danno, nei confronti del responsabile del sinistro per il recupero di quanto pagato nei casi contemplati dall'art. 19, primo comma, lett. a) e b) della citata legge, è riconducibile alla surrogazione legale di cui all'art. 1203, n. 5), cod. civ., in quanto si traduce nell'attribuzione del medesimo diritto del danneggiato risarcito, cui subentra l'impresa nella medesima posizione sostanziale e processuale; pertanto, il diritto dell'impresa è soggetto alla prescrizione biennale (e non a quella ordinaria decennale), che decorre dal momento dell'esecuzione del pagamento al danneggiato.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18446 del 17/09/2005

 

Mandato - estinzione - in genere - capacità della persona fisica - rappresentanza e assistenza dell'incapace legale - in genere - prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere – Cass. n. 12312/2005Mandato - estinzione - in genere - capacità della persona fisica - rappresentanza e assistenza dell'incapace legale - in genere - prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere – Cass. n. 12312/2005

Incarico conferito ad un legale dai genitori di un minore per la cura degli interessi di questi in relazione ad un infortunio stradale - Natura - Mandato di carattere sostanziale - Configurabilità - Raggiungimento della maggiore età da parte del minore - Estinzione del mandato - Esclusione - Diritto al risarcimento del danno conseguente all'infortunio - Atto interruttivo della prescrizione compiuto per il maggiorenne dal legale sulla base del mandato conferitogli durante la minore età del danneggiato - Efficacia.

L'incarico conferito ad un legale dai genitori di un minore per la cura degli interessi di quest'ultimo in relazione ai danni occorsigli a seguito di un sinistro stradale configura un mandato di carattere sostanziale avente ad oggetto il compimento di atti giuridici stragiudiziali in nome e nell'interesse del minore, il quale è idoneo (in assenza delle cause di estinzione tassativamente previste dall'art. 1722 cod. civ.) a produrre effetti anche successivamente al raggiungimento della maggiore età da parte del minore medesimo (circostanza non integrativa di una causa di estinzione del mandato conferito) e sino a quando questi non lo revochi. Pertanto, la richiesta di risarcimento del danno formulata in base al ridetto incarico è idonea ad interrompere il corso del relativo termine prescrizionale, ancorchè formulata in un momento nel quale il danneggiato sia già divenuto maggiorenne.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12312 del 10/06/2005

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Procura

Mandato

Corte

Cassazione

12312

2005

 

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - Occupazione temporanea e d'urgenza – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 9448 del 09/09/1993Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - Occupazione temporanea e d'urgenza – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 9448 del 09/09/1993

Risarcimento del danno - Provvedimento di proroga dell'occupazione temporanea - Annullamento - Conseguenze - Danno - Risarcimento per l'occupazione illegittima e per la perdita del fondo per la irreversibile trasformazione con l'opera pubblica - Prescrizione - Decorrenza - Termine iniziale.

Qualora il giudice amministrativo ritenga illegittimo ed annulli il provvedimento di proroga del'occupazione temporanea, così conferendo carattere di illecito al comportamento dell'amministrazione che abbia realizzato l'opera pubblica ed irreversibilmente trasformato il fondo durante il periodo di detta proroga, il diritto del privato al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima e per la perdita del bene insorge ed è esercitabile con il passaggio in giudicato della pronuncia del giudice amministrativo, che rimuove l'ostacolo costituito dal decreto di occupazione, immediatamente efficace e dotato della presunzione di legittimità. Pertanto dal momento del passaggio in giudicato della detta pronuncia comincia a decorrere la prescrizione quinquennale.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 9448 del 09/09/1993

 

Agricoltura - riforma fondiaria - decreti di esproprio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2141 del 17/07/1974Agricoltura - riforma fondiaria - decreti di esproprio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2141 del 17/07/1974

Incostituzionalita del decreto delegato di esproprio - responsabilita dell'ente di riforma - fondamento - restituzione del valore del bene espropriato - diritto del proprietario - prescrizione decennale.

La responsabilita dell'ente di riforma agraria conseguente alla dichiarazione di illegittimita costituzionale di un decreto delegato di espropriazione in attuazione della riforma non trova il suo titolo in un comportamento doloso o colposo tenuto dall'ente prima dell'emanazione del decreto di esproprio - in quanto, dovendo quest'ultimo essere ricondotto esclusivamente alla volonta dell'organo che lo ha emanato ed alla valutazione compiuta dallo stesso sulla sussistenza dei requisiti di legittimita dell'espropriazione, quel comportamento non e legato da un nesso di causalita con l'illegittimita del decreto stesso e con il correlativo danno subito dall'espropriato -, ma nell'obbligazione di restituzione di indebito, avente per oggetto esclusivamente il valore del bene perduto. La prescrizione applicabile al diritto dell'espropriato non e quella quinquennale prevista dall'art 2947 cod civ, ma quella decennale ordinaria stabilita dall'art 2946 dello stesso codice.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2141 del 17/07/1974

 

Prescrizione civile - decorrenza - termine - prescrizioni brevi – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 394 del 11/02/1974Prescrizione civile - decorrenza - termine - prescrizioni brevi – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 394 del 11/02/1974

Risarcimento del danno - in genere (quinquennale) - creditore di minori d'eta - danno per omesso inventario di beni erri - decorrenza della prescrizione.*

127039 368085*

Il diritto al risarcimento del danno sorge soltanto con il verificarsi concreto di un pregiudizio attuale e solo da tale momento comincia a decorrere il relativo termine di prescrizione. Pertanto, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno subito dal creditore di minori per l'omessa inclusione nell'inventario di alcuni beni mobili erri spettanti ai minori stessi, data l'insufficienza degli altri beni dei debitori a garantire l'integrale soddisfacimento del credito, decorre dalla data di accertamento di tale insufficienza, coincidente con quella della conclusione del relativo processo esecutivo e non dalla consumazione dell'illecito consistente nella suddetta omissione.*

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 394 del 11/02/1974

 

Agricoltura - riforma fondiaria - decreti di esproprio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1071 del 16/04/1973Agricoltura - riforma fondiaria - decreti di esproprio - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1071 del 16/04/1973

Incostituzionalita del decreto delegato di esproprio - responsabilita dell'ente di riforma - fondamento - restituzione del valore del bene espropriato - diritto del proprietario - prescrizione decennale.

La responsabilita dell'ente di riforma agraria conseguente alla dichiarazione di illegittimita costituzionale di un decreto delegato di espropriazione in attuazione della riforma non trova il suo titolo in un comportamento doloso o colposo tenuto dall'ente prima dell'emanazione del decreto di esproprio - in quanto, dovendo quest'ultimo essere ricondotto esclusivamente alla volonta dell'organo che lo ha emanato ed alla valutazione compiuta dallo stesso sulla sussistenza dei requisiti di legittimita dell'espropriazione, quel comportamento non e legato da un nesso di causalita con l'illegittimita del decreto stesso e con il correlativo danno subito dall'espropriato -, ma nell'obbligazione di restituzione di indebito, avente per oggetto esclusivamente il valore del bene perduto. La prescrizione applicabile al diritto dell'espropriato non e quella quinquennale prevista dall'art 2947 cod civ, ma quella decennale ordinaria stabilita dall'art 2946 dello stesso codice.

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1071 del 16/04/1973

 


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