2943. Interruzione da parte del titolare.

    Codice Civile Libro Sesto: DELLA TUTELA DEI DIRITTI Titolo V: DELLA PRESCRIZIONE E DELLA DECADENZA Capo I: DELLA PRESCRIZIONE Sezione I: DISPOSIZIONI GENERALI Sezione II: DELLA SOSPENSIONE DELLA PRESCRIZIONE Sezione III: DELL'INTERRUZIONE DELLA PRESCRIZIONE Art.2943. Interruzione da parte del titolare.

    Art. 2943. Interruzione da parte del titolare.

    1. La prescrizione è interrotta dalla notificazione dell'atto con il quale si inizia un giudizio, sia questo di cognizione ovvero conservativo o esecutivo.

    2. È pure interrotta dalla domanda proposta nel corso di un giudizio.

    3. L'interruzione si verifica anche se il giudice adito è incompetente.

    4. La prescrizione è inoltre interrotta da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore e dall'atto notificato con il quale una parte, in presenza di compromesso o clausola compromissoria, dichiara la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019
    Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Effetti - Interruzione della prescrizione dell'azione risarcitoria successivamente esercitata contro la P.A. dinanzi al giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Abuso del processo - Esclusione. In tema di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo - nell'assetto normativo anteriore alla l. n. 205 del 2000, che ha concentrato presso tale giudice la tutela risarcitoria con la demolitoria - esprime la volontà del danneggiato di reagire all'azione autoritativa illegittima e, quindi, interrompe per tutta la durata del processo amministrativo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, successivamente esercitata dinanzi al giudice ordinario, non potendosi ipotizzare in tale situazione, una fattispecie di abuso del processo. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Tassatività degli atti interruttivi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6029 del 28/02/2019
    Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Tassatività degli atti interruttivi - Conseguenze - Fattispecie. In tema di possesso "ad usucapionem", con il rinvio fatto dall'art. 1165 c.c. all'art. 2943 c.c. la legge elenca tassativamente gli atti interruttivi, sicché non è consentito attribuire tale efficacia ad atti diversi da quelli stabiliti dalla norma, per quanto con essi si sia inteso manifestare la volontà di conservare il diritto, giacché la tipicità dei modi di interruzione della prescrizione non ammette equipollenti. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva riconosciuto efficacia interruttiva del possesso, rilevante ai fini dell'usucapione, all'inserimento del bene controverso nella denuncia di successione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6029 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_1165, Cod_Civ_art_2943...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - revoca del fallimento - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5428 del 25/02/2019
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - revoca del fallimento - effetti Sul decorso del termine di prescrizione dei crediti insinuati - Effetto interruttivo e/o sospensivo prodotto dalla domanda di ammissione al passivo - Persistenza - Fondamento. La revoca del fallimento, ancorché disposta per vizi processuali o per incompetenza del giudice, lascia salvi gli effetti prodotti dalle domande di ammissione al passivo sul decorso del termine di prescrizione dei relativi crediti, non rilevando in proposito il disposto dell'art. 21 legge fall., che si riferisce agli atti degli organi della procedura, e non invece a quelli compiuti nei confronti di essa; né la revoca comporta l'estinzione della procedura fallimentare, con la conseguenza che trova applicazione la regola di cui all'art. 2945 c.c., comma 2, con la sospensione del corso della prescrizione, e non quella di cui al comma 3 della medesima norma, che fa salvo, nel caso di estinzione del processo, il solo effetto interruttivo prodotto dalla domanda giudiziale. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5428 del 25/02/2019 Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interruzione - atti interruttivi - Opposizione a ordinanza-ingiunzione - Ente creditore - Resistenza in giudizio - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5369 del 22/02/2019
    Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Opposizione a ordinanza-ingiunzione - Ente creditore - Resistenza in giudizio - Effetto interruttivo della prescrizione - Configurabilità - Conseguenze - Coobbligato solidale rimasto estraneo al giudizio - Estensibilità. Nel procedimento di opposizione a ordinanza-ingiunzione, la resistenza in giudizio dell'ente creditore ha efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi dell'art. 2943, comma 2, c.c. e produce gli effetti permanenti di cui all'art. 2945, comma 2, c.c., che si estendono anche nei confronti dell'eventuale coobbligato solidale rimasto estraneo al giudizio. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5369 del 22/02/2019 Cod_Civ_art_2943_2, Cod_Civ_art_2945...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione - di contributi - Interruzione - Atti dell'ente creditore - Idoneità - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 3661 del 07/02/2019
    Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi - Interruzione - Atti dell'ente creditore - Idoneità - Azione proposta dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro – Esclusione - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 3661 del 07/02/2019 In relazione al disposto di cui all'art. 55 del R.d.l. n. 1827 del 1935, la interruzione della prescrizione dei contributi di assicurazione obbligatoria (il cui decorso preclude la possibilità di effettuare versamenti a regolarizzazione dei contributi arretrati) si verifica solo per effetto degli atti, indicati dall'art. 2943 c.c., posti in essere dall'INPS (titolare del relativo diritto di credito) e non quando anche uno di tali atti sia posto in essere dal lavoratore, come nell'ipotesi di azione giudiziaria da questi proposta nei confronti del datore di lavoro. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 3661 del 07/02/2019 Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2944 interruzione della prescrizione dei contributi di assicurazione obbligatoria...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale
    Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - prescrizione - interruzione - citazione o domanda giudiziale - interpretazione - compito esclusivo del giudice di merito - censurabilità in cassazione - condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018 L'interpretazione della domanda giudiziale, al fine di stabilirne l'idoneità a costituire atto interruttivo della prescrizione di un determinato diritto, non involgendo l'accertamento di un vizio in procedendo, costituisce attività riservata al giudice del merito ed è sindacabile in sede di legittimità solo sotto il profilo del vizio di motivazione. (Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la motivazione della corte d'appello che aveva ritenuto idonea ad interrompere, con efficacia permanente, il termine di prescrizione del diritto all'indennità di occupazione la domanda giudiziale di pagamento di quanto dovuto per il protrarsi dell'occupazione dalla data dell'immissione in possesso a quella della irreversibile trasformazione del fondo). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Diritto alla restituzione delle somme versate
    Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione - sentenza di primo grado riformata in appello - diritto alla restituzione delle somme versate - prescrizione - decorrenza - efficacia interruttiva dell’appello - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 27131 del 25/10/2018 >>> Il termine di prescrizione del diritto alla restituzione delle somme pagate in esecuzione della sentenza di condanna di primo grado, riformata in appello, comincia a decorrere, ai sensi dell'art. 2935 c.c., dalla data di pubblicazione della sentenza di riforma in ragione dell'immediata efficacia di quest'ultima, ed è interrotta dalla notifica dell'atto di appello, con effetti permanenti fino al passaggio in giudicato, solo a condizione che in tale atto (o successivamente, in caso di esecuzione avviata dopo la proposizione dell'impugnazione) sia stata espressamente formulata la richiesta di restituzione delle somme corrisposte in esecuzione della sentenza di primo grado; in assenza di tale domanda, infatti, non può operare automaticamente l'effetto interruttivo previsto dal combinato disposto degli artt. 2943 e 2945 c.c., in quanto il diritto alla restituzione non ha alcuna correlazione con lo specifico rapporto controverso in appello, trovando la sua fonte in un fatto nascente dal processo (l'avvenuta esecuzione di un titolo giudiziale poi riformato), che potrebbe del tutto mancare (o, comunque, sopravvenire) al momento dell'impugnazione, con la conseguenza che tale fatto deve essere autonomamente portato alla cognizione del giudice di appello. (Nella specie, la S.C. ha confermato la statuizione del giudice di merito, che aveva ritenuto prescritto il diritto alla restituzione di somme pagate in esecuzione di una sentenza definitivamente riformata, in quanto la relativa domanda era stata formulata per la prima volta mediante un autonomo giudizio, instaurato dopo più di dieci anni dalla pubblicazione della sentenza di riforma). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 27131 del 25/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interruzione del possesso "ad usucapionem"
    Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - interruzione del possesso "ad usucapionem" - azione di reintegra - idoneità - esito - irrilevanza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23850 del 02/10/2018 >>> L'azione di reintegrazione è idonea ad interrompere il possesso "ad usucapionem", non rilevando l'esito dell'azione medesima, ma la volontà di riacquistare il possesso mediante un atto idoneo ad instaurare il giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23850 del 02/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21418 del 30/08/2018
    Domanda di risoluzione del contratto e conseguente restituzione di somme – Declaratoria ex ufficio di nullità del contratto – Idoneità dalla prima domanda ad interrompere il termine di prescrizione del diritto alla restituzione delle somme – Sussistenza – Fondamento. In materia contrattuale, la proposizione di una domanda volta a ottenere la restituzione di somme fondata sulla risoluzione o sull'annullamento del contratto vale a interrompere la prescrizione anche del diritto alla restituzione per effetto della nullità dello stesso, essendo medesimo il bene della vita che la parte ha inteso tutelare. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21418 del 30/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18485 del 12/07/2018
    Notificazione dell'atto introduttivo del giudizio - Nullità - Efficacia interruttiva e sospensiva della prescrizione - Esclusione - Sanatoria successiva - Incidenza sul corso della prescrizione - "Ex nunc" - Retroattività al momento della notifica nulla - Esclusione. In tema di applicazione degli artt. 2943, comma 1 e 2945, comma 2, c.c., la nullità della notificazione dell'atto introduttivo del giudizio impedisce l'interruzione della prescrizione e la conseguente sospensione del suo corso fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, a nulla rilevando, in senso contrario, la mera possibilità che la nullità sia successivamente sanata, e fermo restando che, qualora la sanatoria processuale abbia poi effettivamente luogo, i relativi effetti sul corso della prescrizione decorrono dal momento della sanatoria medesima, senza efficacia retroattiva. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 18485 del 12/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15714 del 14/06/2018
    Idoneità dell'atto ad avere efficacia interruttiva - Condizioni - Esplicitazione di una precisa pretesa o intimazione di pagamento - Necessità - Contenuto. Per produrre l'effetto interruttivo della prescrizione, un atto deve contenere, oltre alla chiara indicazione del soggetto obbligato, l'esplicitazione di una pretesa e l'intimazione o la richiesta scritta di adempimento, che - sebbene non richieda l'uso di formule solenni né l'osservanza di particolari adempimenti - sia idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto, nei confronti del soggetto indicato, con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora. Ne consegue che non è ravvisabile tale requisito in semplici sollecitazioni prive del carattere di intimazione e dell'espressa richiesta di adempimento al debitore. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15714 del 14/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Possesso - effetti - usucapione – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11657 del 14/05/2018
    Interruzione e sospensione. Gli atti interruttivi dell'usucapione, posti in essere nei confronti di uno dei compossessori, non hanno effetto interruttivo verso gli altri, in quanto il principio espresso dall'art. 1310 c.c., secondo cui gli atti interruttivi contro uno dei debitori in solido interrompono la prescrizione contro il comune creditore con effetto verso gli altri debitori, trova applicazione in materia di diritti di obbligazione e non di diritti reali, per i quali non sussiste vincolo di solidarietà, dovendosi, invece, fare riferimento ai singoli comportamenti dei compossessori, che favoriscono o pregiudicano solo coloro che li hanno (o nei cui confronti sono stati) posti in essere. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11657 del 14/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20705 del 04/09/2017
    Vizi della cosa venduta - Atto stragiudiziale enunciante la volontà dell'acquirente di esercitare l'azione di risoluzione - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Esclusione - Necessità della domanda giudiziale - Fondamento. In tema di esercizio di diritti potestativi, quale l'esperimento dell'azione di risoluzione di un contratto di compravendita per vizi della cosa venduta, l'effetto interruttivo della prescrizione consegue unicamente alla proposizione della relativa domanda giudiziale, risultando inidoneo all'uopo qualsiasi atto stragiudiziale di costituzione in mora. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20705 del 04/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi – Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 17640 del 17/07/2017
    Notifica a società di persone di un verbale di accertamento - Interruzione della prescrizione - Idoneità nei confronti dei soci - Notifica del verbale a socio di società di persone - Inidoneità - Eccezioni. La notifica ad una società di persone di un atto interruttivo della prescrizione concernente il debito sociale (nella specie, verbale di accertamento di debito contributivo), che è debito anche dei soci, interrompe, ai sensi dell’art. 1310 c.c., la prescrizione anche nei confronti di questi ultimi; al contrario, la notifica di un atto interruttivo della prescrizione nei confronti del singolo socio è inidonea a produrre effetti nei confronti della società, non potendo, di norma, ricollegarsi alcun effetto interruttivo ad una richiesta di pagamento inoltrata ad un soggetto diverso dal debitore, salvo il caso in cui costui sia rappresentante o comunque, benché privo del potere rappresentativo, abbia agito in tale qualità, qualora risulti applicabile il principio dell’apparenza. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 17640 del 17/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 16465 del 04/07/2017
    Idoneità dell'atto ad avere efficacia interruttiva - Condizioni - Esplicitazione di una precisa pretesa o intimazione di pagamento - Necessità - Prospettazione alternativa di una soluzione conciliativa della vertenza - Irrilevanza. In tema di interruzione della prescrizione, un atto, per avere efficacia interruttiva, deve contenere, oltre alla chiara indicazione del soggetto obbligato, l'esplicitazione di una pretesa e l'intimazione o la richiesta scritta di adempimento, che - sebbene non richieda l'uso di formule solenni, né l'osservanza di particolari adempimenti - sia idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto, nei confronti del soggetto indicato, con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora, non assumendo rilievo ostativo al prodursi di tale effetto la prospettata alternativa di una soluzione conciliativa della vertenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 16465 del 04/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - costituzione in mora - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 12950 del 23/05/2017
    Accettazione beneficiata dell'eredità - Dichiarazione di credito - Atto interruttivo della prescrizione - Idoneità - Esclusione - Limiti - Fondamento. La domanda presentata, nell'ambito di un procedimento di accettazione beneficiata dell'eredità, al notaio incaricato della redazione dell'inventario, con la quale il creditore del "de cuius" chieda la soddisfazione del proprio diritto, è inidonea ad interrompere il decorso del relativo termine di prescrizione, non essendo riconducibile - stante la natura di procedimento di giurisdizione volontaria della procedura di liquidazione dell'eredità beneficiata - alla tassativa elencazione degli atti processuali contenuta nell'art. 2943, comma 1, c.c. né, tantomeno, essendo idonea, siccome rivolta verso di un ausiliario del magistrato, a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto nei confronti del soggetto obbligato, ex art. 2943, ultimo comma, c.c., salvo che la domanda suddetta venga notificata, oltre che al notaio, anche agli eredi del debitore, rendendoli in tal modo edotti, quali soggetti obbligati, dell'esistenza di una pretesa nei loro confronti e dell'intenzione del creditore di farla valere, chiedendone l'adempimento, con l'effetto sostanziale di costituirli in mora. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 12950 del 23/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10327 del 26/04/2017
    Domanda di rateizzazione di debito contributivo e pagamento delle rate - Riconoscimento di debito - Configurabilità - Conseguenze. La domanda di rateizzazione del debito contributivo proposta dal debitore, ex art. 1, comma 2-ter, del d.l. n. 78 del 1998, conv., con modif., dalla l. n. 176 del 1998, - benché corredata dalla formula di salvezza dei diritti connessi all'esito di accertamenti giudiziali in corso - unitamente ai pagamenti trimestrali effettuati secondo le previsioni della norma citata, la quale ha previsto solo modalità agevolate di estinzione di quel debito, configurano un riconoscimento di quest'ultimo, con conseguente interruzione della prescrizione quinquennale, il cui nuovo termine decorrerà dalla scadenza delle singole rate. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10327 del 26/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale – impugnazione - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10016 del 20/04/2017
    Azione giudiziale di annullamento - Termine quinquennale di prescrizione - Interruzione - Deposito del ricorso introduttivo - Sufficienza - Fondamento. In caso di proposizione di azione giudiziale di annullamento del licenziamento, il termine di prescrizione di cui all'art. 1442 c.c. è validamente interrotto dal solo deposito del ricorso introduttivo del giudizio nella cancelleria del giudice adito, senza che, a tali fini, sia necessaria anche la notificazione dell'atto al datore di lavoro, dovendosi evitare che sul soggetto che agisce in giudizio ricadano i tempi di emanazione del decreto di fissazione dell’udienza di discussione, con una compressione del termine assegnato dal legislatore per l’esercizio del diritto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10016 del 20/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6974 del 17/03/2017
    Atto stragiudiziale enunciante la volontà di proporre azione di rescissione - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Esclusione - Necessità della domanda giudiziale – Fondamento. In tema di rescissione del contratto, l'interruzione della prescrizione consegue esclusivamente alla proposizione della relativa domanda giudiziale e non anche ad un atto stragiudiziale di costituzione in mora, atteso che la corrispondente azione costituisce l'esercizio di un diritto potestativo rispetto al quale l'altra parte ha una posizione di mera soggezione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6974 del 17/03/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 3741 del 13/02/2017
    Precetto - Efficacia interruttiva della prescrizione - Pignoramento - Effetto sospensivo - Sussistenza - Fondamento. L'atto di precetto, contenendo un'intimazione ad adempiere rivolta al debitore (con conseguente sua messa in mora), produce un effetto interruttivo della prescrizione del relativo diritto di credito a carattere istantaneo, sicché, verificatosi tale effetto, inizia a decorrere, dalla data della sua notificazione, un nuovo periodo di prescrizione (artt. 2943, comma 3, e 2945, comma 1, c.c.), mentre l'atto di pignoramento determina un effetto tanto interruttivo quanto sospensivo della prescrizione stessa, giusta il disposto dell'art. 2943, comma 1, c.c., poiché ad esso consegue l'introduzione di un giudizio di esecuzione tutte le volte in cui risulti notificato regolarmente al debitore. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 3741 del 13/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assicurazione - assicurazione contro i danni - coassicurazioni – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16862 del 10/08/2016
    Clausola di delega - Citazione della sola compagnia delegataria priva di potere di rappresentanza delle coassicuratrici deleganti - Interruzione della prescrizione - Esclusione - Idoneità a determinare l'effetto interruttivo istantaneo di cui all'art. 2943, ult. co., c.c. - Sussistenza - Condizioni. In tema di coassicurazione contro i danni, l'atto di citazione diretto alla sola compagnia delegataria, priva del potere di rappresentanza processuale delle compagnie coassicuratrici, non determina l'interruzione della prescrizione con l'effetto permanente di cui al combinato disposto degli artt. 2943, comma 2, e 2945, comma 2, c.c., in quanto tale interruzione opera a favore ed in danno dei soggetti processuali, salvo che la legge disponga altrimenti; tuttavia, qualora l'atto di citazione abbia i requisiti dell'atto di costituzione in mora, esso è idoneo a determinare l'effetto interruttivo istantaneo a norma dell'art. 2943, ultimo comma, c.c., anche nei confronti dei coassicuratori, in forza della rappresentanza sostanziale da questi ultimi conferita all'assicuratore delegatario. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16862 del 10/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16293 del 04/08/2016
    Successive alienazioni immobiliari - Azioni revocatorie relativamente a ciascuna di esse - Prescrizione della seconda azione revocatoria - Interruzione - Condizioni. Nel caso di successive alienazioni dello stesso immobile, ciascuna fatta oggetto - in distinti giudizi - di azione revocatoria ordinaria, la prescrizione della seconda è interrotta dalla proposizione della prima quando la domanda originaria sia stata trascritta anteriormente alla seconda vendita. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16293 del 04/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16293 del 04/08/2016
    Domanda giudiziale - Efficacia interruttiva e sospensiva - Portata in caso di azione revocatoria. La domanda giudiziale ha efficacia interruttiva e sospensiva della prescrizione riguardo a tutti i diritti che si ricolleghino, con stretto nesso di causalità, al rapporto cui inerisce, senza che occorra proporre, nello stesso o in altro giudizio, una specifica domanda diretta a farli valere e anche quando, in quello, tale domanda non sia proponibile, sicché la proposizione di un'azione revocatoria produce il suddetto effetto sulla prescrizione del diritto di credito la cui soddisfazione è diretta a garantire, pur se quest'ultimo sia azionato successivamente in autonomo giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16293 del 04/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale – Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14737 del 19/07/2016
    Requisiti - Domanda del curatore ex art. 44 l.fall. di inefficacia delle rimesse relative all'incasso di cambiali ricevute in pegno dalla banca - Interruzione della prescrizione relativa all'azione di rendiconto per le stesse cambiali proposta dal debitore tornato "in bonis" - Esclusione. La prescrizione è interrotta unicamente se l'attore abbia specificamente chiesto il riconoscimento e la tutela giuridica del diritto in relazione al quale la stessa sia stata eccepita, sicché l'azione, promossa dal curatore, diretta a far dichiarare l'inefficacia nei confronti della massa delle rimesse accreditate, dopo il fallimento, sul conto corrente del fallito in dipendenza dei pagamenti ricevuti dalla banca per cambiali ricevute in pegno dal debitore, non interrompe la prescrizione relativa alla domanda, formulata nei confronti dell'istituto di credito dal debitore tornato "in bonis", di rendimento del conto per il mandato conferito per l'incasso dei predetti titoli. Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14737 del 19/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - ipoteca - effetti - in genere – Sez. 3, Sentenza n. 13940 del 07/07/2016
    Terzi acquirenti il bene ipotecato - Prescrizione del diritto di ipoteca nei loro confronti ex art. 2880 c.c. - Ammissione allo stato passivo del fallimento del debitore iscritto - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Esclusione - Anche nell'ipotesi prevista dall'art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 - Ragioni.  Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere.  In tema di ipoteca, la distinzione - presupposta dall'art. 2880 c.c. - tra diritto del creditore di espropriare il bene nei confronti del terzo acquirente e diritto di credito vantato nei confronti del debitore comporta che il creditore, per evitare la prescrizione dell'ipoteca verso il terzo acquirente, debba promuovere contro il medesimo, nei termini, il processo esecutivo individuale, senza che costituisca valido atto interruttivo della prescrizione del diritto di garanzia l'ammissione al passivo del fallimento del debitore iscritto, che di quel bene abbia perduto la disponibilità, neppure nell'ipotesi prevista dall'art. 20 del r.d. n. 646 del 1905, che, in caso di mancata notificazione del subentro al debitore dei successori a titolo universale o particolare e degli aventi causa, si limita ad attribuire al creditore fondiario la possibilità di promuovere l'azione esecutiva individuale direttamente nei confronti del debitore, anche quando il bene sia stato venduto a terzi. Sez. 3, Sentenza n. 13940 del 07/07/2016       Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - ipoteca - effetti - in genere – Sez. 3, Sentenza n. 13940 del 07/07/2016     Terzi acquirenti il bene ipotecato - Prescrizione del diritto di ipoteca nei loro confronti ex art. 2880 c.c. - Ammissione allo stato passivo del fallimento del debitore iscritto - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Esclusione - Anche nell'ipotesi prevista dall'art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 - Ragioni.   Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere.    In tema di ipoteca, la distinzione - presupposta dall'art. 2880 c.c. - tra diritto del creditore di espropriare il bene nei confronti del terzo acquirente e diritto di credito vantato nei confronti del debitore comporta che il creditore, per evitare la prescrizione dell'ipoteca verso il terzo acquirente, debba promuovere contro il medesimo, nei termini, il processo esecutivo individuale, senza che costituisca valido atto interruttivo della prescrizione del diritto di garanzia l'ammissione al passivo del fallimento del debitore iscritto, che di quel bene abbia perduto la disponibilità, neppure nell'ipotesi prevista dall'art. 20 del r.d. n. 646 del 1905, che, in caso di mancata notificazione del subentro al debitore dei successori a titolo universale o particolare e degli aventi causa, si limita ad attribuire al creditore fondiario la possibilità di promuovere l'azione esecutiva individuale direttamente nei confronti del debitore, anche quando il bene sia stato venduto a terzi. Sez. 3, Sentenza n. 13940 del 07/07/2016   Cod_civ_art_1260, Cod_civ_art_1263, Cod_civ_art_2880, Cod_civ_art_2934, Cod_civ_art_2943, Cod_civ_art_2945...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10assicurazione - assicurazione contro i danni - oggetto del contratto (rischio assicurato) - surrogazione legale dell'assicuratore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007
    Natura - Successione a titolo particolare nel credito risarcitorio - Configurabilità - Momento determinante - Individuazione - Conseguenze in tema di estinzione per prescrizione del credito trasferito - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007 La surrogazione dell'assicuratore prevista dall'art. 1916 cod. civ. integra una successione a titolo particolare nel credito risarcitorio fino alla concorrenza dell'ammontare dell'indennizzo, la quale si verifica nel momento in cui l'assicuratore fornisce notizia al terzo responsabile del pagamento effettuato all'assicurato, esprimendo la volontà di avvalersi della citata norma, ed implica l'opponibilità all'assicuratore delle eccezioni invocabili contro l'assicurato alla suddetta data, per effetto del subingresso dell'uno nella stessa posizione dell'altro. Pertanto, con riferimento alla prescrizione, deve ritenersi che l'inerzia del danneggiato, protrattasi fino alla scadenza del termine prescrizionale, possa essere fatta valere dal terzo responsabile, nei confronti dell'assicuratore in surrogazione, quale causa estintiva del diritto, solo se tale scadenza sia anteriore all'esercizio della surrogazione, mentre, in caso contrario, essendosi la titolarità del credito trasferita in capo all'assicuratore prima della maturazione della prescrizione, e valendo la menzionata comunicazione, altresì, quale atto interruttivo, l'estinzione per prescrizione del credito trasferito può discendere esclusivamente da successiva inattività dell'assicuratore medesimo. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza impugnata con la quale era stata dichiarata l'infondatezza dell'eccezione formulata dalla società ricorrente circa l'assunta prescrizione dell'azione di surroga proposta nei suoi confronti per il fatto che l'atto di chiamata in causa le era stato notificato oltre il termine annuale di cui all'art. 1495 cod. civ., essendosi diversamente e correttamente ritenuto che, nascendo il diritto di rivalsa dall'avvenuto pagamento e non già dall'evento di danno, il termine di prescrizione applicabile fosse quello ordinario decennale, suscettibile di interruzione anche per effetto di atti idonei compiuti dal danneggiato prima del sorgere del diritto dell'assicuratore di agire in surrogazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7076 del 11/04/2016
    Atti di impulso processuale successivi a quello introduttivo - Efficacia interruttiva della prescrizione - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie in tema di appello avverso sentenza resa in giudizio estinto. Gli atti di impulso processuale successivi a quello introduttivo del procedimento possono spiegare autonoma efficacia interruttiva della prescrizione ove abbiano i connotati dell'atto di costituzione in mora del debitore, ai sensi dell'art. 2943, comma 4, c.c., e cioè contengano una richiesta di pagamento a lui comunicata direttamente. Ne consegue che non può attribuirsi una tale efficacia al gravame proposto avverso la sentenza del giudice di primo grado, perché esso non è diretto personalmente alla parte, ma al suo procuratore, e, soprattutto, per sua natura, non ha il contenuto di un atto di costituzione in mora, essendo diretto al riesame della sentenza impugnata, nei limiti del devoluto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7076 del 11/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7076 del 11/04/2016
    Atti di impulso processuale successivi a quello introduttivo - Efficacia interruttiva della prescrizione - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie in tema di appello avverso sentenza resa in giudizio estinto. Gli atti di impulso processuale successivi a quello introduttivo del procedimento possono spiegare autonoma efficacia interruttiva della prescrizione ove abbiano i connotati dell'atto di costituzione in mora del debitore, ai sensi dell'art. 2943, comma 4, c.c., e cioè contengano una richiesta di pagamento a lui comunicata direttamente. Ne consegue che non può attribuirsi una tale efficacia al gravame proposto avverso la sentenza del giudice di primo grado, perché esso non è diretto personalmente alla parte, ma al suo procuratore, e, soprattutto, per sua natura, non ha il contenuto di un atto di costituzione in mora, essendo diretto al riesame della sentenza impugnata, nei limiti del devoluto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7076 del 11/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10630 del 22/05/2015
    Lettera raccomandata di costituzione in mora - Produzione in giudizio di copia della lettera e dell'avviso di ricevimento - Presunzione di coincidenza tra la missiva ricevuta e quella prodotta - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10630 del 22/05/2015 Ai fini dell'interruzione della prescrizione, la produzione in giudizio di copia della lettera di costituzione in mora unitamente all'avviso di ricevimento "ex adverso" della relativa raccomandata implica una presunzione di corrispondenza di contenuto tra la copia prodotta e la missiva ricevuta dalla controparte, salva la prova, a carico del destinatario, di avere ricevuto una missiva di contenuto diverso o un plico privo di contenuto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10630 del 22/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8983 del 06/05/2015
    Domanda avente ad oggetto l'illegittimità del recesso del preponente dal contratto di agenzia - Efficacia interruttiva della prescrizione del credito dell'agente per l'indennità di cessazione del rapporto - Configurabilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8983 del 06/05/2015 Agenzia (contratto di) - scioglimento del contratto - indennità - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8983 del 06/05/2015 La domanda volta alla declaratoria dell'illegittimità del recesso del preponente dal contratto di agenzia per insussistenza di giusta causa ha efficacia interruttiva della prescrizione, ai sensi degli articoli 2943 e 2945 cod. civ., con riguardo al credito dell'agente per l'indennità di cessazione del rapporto, senza necessità che sia proposta una specifica domanda diretta a farlo valere, trattandosi di diritto che si ricollega con un nesso di causalità esclusivo alla definizione del contenzioso sulla legittimità del recesso stesso. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 8983 del 06/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 121 del 08/01/2016
    Transazione - Atto stragiudiziale enunciante l'intenzione di impugnare la transazione ex art. 428 c.c. - Idoneità ad interrompere la prescrizione - Esclusione - Necessità della domanda giudiziale - Ragioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 121 del 08/01/2016 Il diritto potestativo dell'incapace di intendere e di volere di impugnare il negozio o l'atto compiuto nella condizione di transitoria incapacità può essere esercitato con l'azione giudiziale di annullamento del negozio, ai sensi dell'art. 428 c.c., ma non è suscettibile di esercizio mediante un atto stragiudiziale di costituzione in mora, consistendo nella soggezione della controparte all'altrui impugnativa e non in un obbligo di prestazione cui la controparte deve adempiere. Ne consegue che la costituzione in mora con atto stragiudiziale è inidonea ad interrompere il termine quinquennale per l'azione ex art. 428 c.c. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto inidonea ad assumere la qualità di atto interruttivo della prescrizione dell'azione di annullamento di una transazione, ex art. 428 c.c., una lettera contenente una richiesta risarcitoria ulteriore rispetto a quanto già risarcito in virtù della detta transazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 121 del 08/01/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Riscossione delle imposte - riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - modalità di riscossione - versamento diretto - rimborsi - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19409 del 30/09/2015
    Istanza di conversione del credito d'imposta in titoli di Stato - Interruzione della prescrizione del credito degli interessi - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19409 del 30/09/2015 L'istanza di rimborso del credito d'imposta mediante assegnazione di titoli di Stato e la successiva assegnazione degli stessi, comportando l'estinzione di una parte del credito d'imposta e la corresponsione su tale somma dei corrispondenti interessi, interrompono la prescrizione con riguardo all'obbligazione accessoria avente ad oggetto gli interessi, senza che assuma rilevanza la sua autonomia causale rispetto all'obbligazione relativa al credito d'imposta. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19409 del 30/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17123 del 25/08/2015
    Idoneità dell'atto ad avere efficacia interruttiva - Condizioni - Esplicitazione di una precisa pretesa o intimazione di pagamento - Necessità - Contenuto. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17123 del 25/08/2015 In tema di interruzione della prescrizione, un atto, per avere efficacia interruttiva, deve contenere, oltre alla chiara indicazione del soggetto obbligato, l'esplicitazione di una pretesa e l'intimazione o la richiesta scritta di adempimento, che - sebbene non richieda l'uso di formule solenni né l'osservanza di particolari adempimenti - sia idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di far valere il proprio diritto, nei confronti del soggetto indicato, con l'effetto sostanziale di costituirlo in mora. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17123 del 25/08/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Possesso - conservazione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17605 del 04/09/2015
    Fallimento - Redazione dell'inventario fallimentare - Effetti - Interruzione del possesso del fallito - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17605 del 04/09/2015 La redazione dell'inventario da parte del curatore fallimentare, attraverso il quale vengono individuati, elencati, descritti e valutati i beni della massa, non comporta la materiale apprensione delle cose da parte del curatore, il quale ne diviene mero detentore, senza alcuna sottrazione "ope legis" delle stesse al fallito, non costituendo, pertanto, tale atto una causa interruttiva del possesso di quest'ultimo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17605 del 04/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6785 del 21/03/2014
    Citazione per divisione ereditaria - Inidoneità all'interruzione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6785 del 21/03/2014 L'atto introduttivo del giudizio di divisione ereditaria non interrompe il decorso del tempo utile all'usucapione da parte del convenuto, tale atto non essendo rivolto alla contestazione diretta ed immediata del possesso "ad usucapionem". Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6785 del 21/03/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014
    Domanda di adempimento - Richiesta di risarcimento in forma specifica - - Rapporti - Mutamento della domanda nel corso del processo - Effetti sul termine di prescrizione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014 Il mutamento nel corso del giudizio della domanda di adempimento in quella di risarcimento in forma specifica, previa risoluzione del rapporto contrattuale, non ha effetti sulla decorrenza del termine di prescrizione, in quanto nel processo non viene introdotta una nuova «causa petendi» o un diverso fatto costitutivo del diritto azionato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 11985 del 16/05/2013
    Notificazione dell'atto introduttivo del giudizio - Nullità - Efficacia interruttiva e sospensiva della prescrizione - Esclusione - Sanatoria successiva - Incidenza sul corso della prescrizione - "Ex nunc" - Retroattività al momento della notifica nulla - Esclusione. Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 11985 del 16/05/2013 {tab massima|green}Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 11985 del 16/05/2013In tema di applicazione degli artt. 2943, primo comma, e 2945, secondo comma, cod. civ., la nullità della notificazione dell'atto introduttivo del giudizio impedisce l'interruzione della prescrizione e la conseguente sospensione del suo corso fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio, a nulla rilevando, in senso contrario, la mera possibilità che la nullità sia successivamente sanata, e fermo restando che, qualora la sanatoria processuale abbia poi effettivamente luogo, i relativi effetti sul corso della prescrizione decorrono dal momento della sanatoria medesima, senza efficacia retroattiva. {tab integrale|orange} Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 11985 del 16/05/2013SVOLGIMENTO DEL PROCESSO1. Con sentenza in data 1 dicembre 2003, il Tribunale di Bari respinse, per prescrizione quinquennale del diritto, la domanda proposta con citazione in data 16 gennaio 2004 nei confronti di San Paolo IMI s.p.a. dalla Curatela del Fallimento Vulcano s.r.l., di versamenti bancari per L. 149.511.004 eseguiti dalla società nel periodo sospetto. Il fallimento era stato dichiarato il 13 febbraio 1984, e la domanda era stata proposta una prima volta con citazione notificata il 13 febbraio 1989, ultimo giorno utile; tuttavia il primo grado si era svolto in contumacia della banca, e, avendo il tribunale respinto nel merito la domanda, il fallimento aveva notificato l'atto di appello alla banca che, costituendosi, aveva eccepito la nullità della notificazione della citazione introduttiva del giudizio.All'esito del giudizio di appello, la Corte d'appello di Bari aveva dichiarato la nullità della notificazione della citazione introduttiva, e dell'intero giudizio.2. Contro la sentenza del Tribunale di Bari il Fallimento propose appello, che è stato respinto dalla Corte d'appello di Bari con la sentenza 15 novembre 2005. La corte ha respinto la tesi del fallimento, secondo cui, essendo la nullità della citazione sanabile con efficacia retroattiva, diversamente dall'inesistenza, la sentenza d'appello, che nel precedente giudizio aveva dichiarato la nullità della notificazione dell'atto e del giudizio, avrebbe tuttavia fatto salvo l'effetto interruttivo sospensivo della citazione. La corte ha affermato che l'atto di citazione in questione, notificato presso la filiale di Bari invece che presso la sede legale in Torino, non era venuto a conoscenza del legale rappresentante della banca, non essendo stato introdotto correttamente e tempestivamente nella sFe.. giuridica del convenuto.3. Per la cassazione della sentenza, non notificata, ricorre il fallimento con atto notificato il 14 novembre 2006, affidato a due motivi.Il San Paolo IMI s.p.a. resiste con controricorso e ricorso incidentale condizionato per un motivo.MOTIVI DELLA DECISIONE4. I due ricorsi proposti contro la stessa sentenza devono essere riuniti a norma dell'art. 335 c.p.c..5. Con il primo motivo di ricorso si prospettano cumulativamente questioni processuali (violazione dell'art. 112 c.p.c., per supposto fraintendimento del motivo di appello da parte della corte...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10procedimento arbitrale - in genere - atto di nomina - Cassaazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 17099 del 10/07/2013
    Arbitrato - Natura negoziale - Effetti processuali - "Vocatio in ius" - Configurabilità - Fondamento. Cassaazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 17099 del 10/07/2013 {tab massima|green}Cassaazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 17099 del 10/07/2013 .In materia di arbitrato, l'indubbia natura negoziale dell'atto di nomina non esclude che esso produca anche gli effetti della "vocatio in ius"; infatti, nel quadro normativo formatosi con la legge 5 gennaio 1994, n. 25, la notifica della domanda di arbitrato segna l'inizio, a tutti gli effetti, del procedimento arbitrale. {tab integrale|orange} Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 17099 del 10/07/2013 .SVOLGIMENTO DEL PROCESSOCon scrittura privata del 21/2/1993, Andrea Ru.... Ma..... e Ru.... Maria Le.......zia promettevano il trasferimento in permuta di una quota dei propri immobili a Domenico Mo...., in vista della costruzione di un complesso turistico a carattere residenziale; il Mo.... si impegnava, in corrispettivo della cessione, a realizzare e cedere ai Ru.... una porzione degli erigendi fabbricati corrispondente alla restante quota.Insorta controversia, il Mo.... instaurava giudizio arbitrale sulla base della clausola compromissoria contenuta nella scrittura, chiedendo la risoluzione del contratto e la restituzione della somma versata come caparra, pari a L. 300.000.000.I Ru.... eccepivano l'inammissibilità della domanda e nel merito l'infondatezza, e chiedevano a loro volta la risoluzione del contratto.Con lodo pronunciato il 7 giugno 2000, veniva dichiarata l'inammissibilità della domanda di risoluzione, per omessa specificazione della causa petendi nell'atto di accesso, a valere quale domanda giudiziale, nonché della domanda di nullità, per novità della stessa, tardivamente proposta, ed alla stregua della portata della clausola compromissoria, espressamente limitata alla interpretazione ed esecuzione del contratto.Il lodo veniva impugnato dal Mo.....La Corte d'appello, con pronuncia non definitiva del 4/2-12/2/2002, ha dichiarato la nullità parziale del lodo, in relazione alla declaratoria di inammissibilità della domanda di inefficacia del preliminare di permuta del 21 febbraio 1993, disponendo per il prosieguo come da separata ordinanza. Nello specifico, la Corte ha rilevato:1) che a seguito delle modifiche integrative degli artt. 669 octies c.p.c., 2943, 2945, 2652, 2653, 2690 e 2691 c.c., dettate dalla L. n. 25 del 1994, è stato delineato un paradigma dell'atto introduttivo articolato nei tre elementi(intento di promuovere il procedimento, formulazione della domanda, designazione dell'arbitro);2) che tale modello individua la domanda " qualificata", al fine della produzione degli effetti di cui alle norme indicate, per cui, ove priva di tali elementi, la domanda è inidonea a produrre detti effetti ( ovvero, ad impedire la caducazione del provvedimento cautelare, a determinare l'interruzione della prescrizione, e ad attivare la trascrizione) , ma conserva il suo valore al fine di dare avvio al giudizio arbitrale, spettando agli Arbitri fissare termini e modalità per l'integrazione della domanda;3) che nel caso, gli Arbitri avevano fissato termine sino al 15 settembre 1999 per la presentazione di memorie e documenti, ed il Mo.... entro il termine aveva depositato memoria,nella quale aveva illustrato le ragioni a base della richiesta di restituzione della caparra, individuate nella "nullità e/o inefficacia della scrittura privata", conseguenti alla mancata approvazione del...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013
    Giudizio di cassazione - Contestazione relativa all'idoneità di un atto ad interrompere il corso della prescrizione - Rilievo ufficioso dell'esatto "dies a quo" del termine prescrizionale - Necessità. Contestata, con ricorso per cassazione, l'idoneità di un certo atto ad interrompere il corso della prescrizione del diritto, la Corte di cassazione è tenuta a rilevare d'ufficio l'esatto "dies a quo" di decorrenza del termine prescrizionale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2420 del 01/02/2013
    Eccezioni in senso lato - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice d'appello - Ritualità e tempestività della produzione dei relativi elementi probatori - Necessità - Fattispecie. Nel rito del lavoro, il potere di rilevazione, anche d'ufficio, delle eccezioni in senso lato può essere esercitato dal giudice d'appello solo sulla base di elementi probatori ritualmente e tempestivamente allegati agli atti. (Nella specie, nell'ambito di una controversia in materia di sanzioni amministrative, il ricorrente aveva tempestivamente opposto la prescrizione della pretesa sanzionatoria, mentre la Direzione Provinciale del Lavoro si era limitata a depositare copia del verbale di accertamento notificato alla controparte - da cui si poteva evincere l'effetto interruttivo - solamente nel giudizio d'appello; la S.C., in applicazione del principio di cui alla massima, ha confermato la decisione della corte territoriale che aveva ritenuto inammissibile la suddetta produzione). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2420 del 01/02/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - termine - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23813 del 21/12/2012
    Mancata o tardiva riassunzione del giudizio di rinvio - Domanda di risarcimento del danno - Cassazione della sola parte della sentenza concernente il calcolo di interessi e rivalutazione e rigetto del motivo relativo all' "an" - Giudicato sulla spettanza degli accessori risarcitori - Conseguenze - Prescrizione - Decorrenza - Dal passaggio in giudicato della sentenza sull' "an debeatur" - Configurabilità - Sussistenza. Nel caso di estinzione del giudizio di rinvio per mancata o tardiva riassunzione, ove si sia formato il giudicato di merito, in ordine all' "an debeatur", sulla domanda di condanna al risarcimento dei danni, quale conseguenza, nella specie, del rigetto del motivo di ricorso per cassazione riguardante la spettanza di interessi e rivalutazione e dell'accoglimento della sola censura riguardante il calcolo degli stessi, rimane fermo l'effetto interruttivo della prescrizione del credito del danneggiato e la stessa, ai sensi dell'art. 2943, secondo comma, cod. civ., decorre soltanto dal momento del passaggio in giudicato della sentenza contenente l'accertamento dell'obbligo risarcitorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23813 del 21/12/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - revocatoria ordinaria (azione pauliana) - litisconsorzio – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 23068 del 07/11/2011
    Giudizio introdotto con azione revocatoria - Litisconsorzio tra debitore e terzo acquirente - Configurabilità - Notifica del primo atto introduttivo - Interruzione della prescrizione anche nei confronti del litisconsorte - Sussistenza. In un giudizio introdotto con azione revocatoria ai sensi dell'art. 2901 cod. civ. sussiste un rapporto di litisconsorzio necessario tra il debitore ed il terzo acquirente convenuti in giudizio dal creditore e, pertanto, la valida notifica del primo atto introduttivo è idonea ad interrompere la prescrizione nei confronti del litisconsorte necessario. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 23068 del 07/11/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - delle prestazioni - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 17822 del 30/08/2011
    Sospensione della prescrizione ex art. 111 d.P.R. n. 1124 del 1965 - Inutile decorso dei centocinquanta giorni per la liquidazione in via amministrativa della prestazione indennitaria - Valore di silenzio rigetto - Effetti - Cessazione della sospensione della prescrizione - Fondamento. L'articolo 111 d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 va interpretato nel senso che il decorso dei centocinquanta giorni per la liquidazione in via amministrativa della prestazione indennitaria prevista dal terzo comma della stessa disposizione, senza che l'Istituto si sia pronunciato, comporta il formarsi del silenzio rigetto, e quindi l'esaurimento del procedimento amministrativo e, con esso, la cessazione della sospensione della prescrizione. (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, comma 1, cod. proc. civ.) Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 17822 del 30/08/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23821 del 24/11/2010
    Valutazione dell'idoneità di un atto ad interrompere la prescrizione - Accertamento relativo rimesso al giudice di merito - Insindacabilità in sede di legittimità - Limiti. La valutazione dell'idoneità di un atto ad interrompere la prescrizione costituisce apprezzamento di fatto rimesso al giudice di merito e, come tale, è insindacabile in sede di legittimità se immune da vizi logici ed errori giuridici. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23821 del 24/11/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8720 del 13/04/2010
    Effetto permanente - Limiti - Estinzione del processo - Conseguenze - Nuova decorrenza della prescrizione dalla data della domanda - Necessità. L'estinzione del processo (sia o meno dichiarata dal giudice) elimina l'effetto permanente dell'interruzione della prescrizione prodotto dalla domanda giudiziale ai sensi dell'art. 2945, comma 2, cod. civ., ma non incide sull'effetto interruttivo istantaneo della medesima, con la conseguenza che la prescrizione ricomincia a decorrere dalla data di detta domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8720 del 13/04/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - effetti e durata - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5570 del 08/03/2010
    Prescrizione - Interruzione - Effetti e durata - Estinzione del processo - Effetto interruttivo provocato dalla domanda giudiziale - Persistenza - Estinzione del processo in sede di giudizio di rinvio - Estensione dei medesimi principi. L'estinzione del processo comporta, ai sensi dell'art. 2945, terzo comma, cod. civ., il permanere dell'effetto interruttivo della prescrizione provocato dalla domanda giudiziale, dalla quale comincia a decorrere il nuovo periodo di prescrizione, restando escluso l'effetto permanente dell'interruzione previsto dal secondo comma dello stesso articolo; tale principio vale anche nel caso di estinzione del processo, ai sensi dell'art. 393 cod. proc. civ., per mancata riassunzione della causa davanti al giudice di rinvio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5570 del 08/03/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008
    Danno arrecato dalla P.A. - Azione di risarcimento - Termine di prescrizione - Decorrenza dalla data dell'illecito - Fondamento - Disciplina anteriore all'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205 - Giurisdizione dell'A.G.O. sul risarcimento - Azione di annullamento davanti all'A.G.A. - Effetto interruttivo della prescrizione - Sussistenza - Fondamento. La possibilità di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da atto amministrativo illegittimo senza la necessaria pregiudiziale impugnazione dell'atto lesivo, sussistente già prima che l'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205, concentrasse nella cognizione del giudice amministrativo la tutela demolitoria e quella risarcitoria, comporta che il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento decorre dalla data dell'illecito e non da quella del passaggio in giudicato della sentenza di annullamento da parte del giudice amministrativo, non costituendo l'esistenza dell'atto amministrativo un impedimento all'esercizio dell'azione. Peraltro, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo prima della concentrazione davanti allo stesso anche della tutela risarcitoria, pur non costituendo il prodromo necessario per conseguire il risarcimento dei danni, dimostra la volontà della parte di reagire all'azione amministrativa reputata illegittima ed è idonea ad interrompere per tutta la durata di quel processo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria proposta dinanzi al giudice ordinario, dovendosi al riguardo fare applicazione del principio, affermato da n. 77 del 2007, per cui la pluralità dei giudici ha la funzione di assicurare una più adeguata risposta alla domanda di giustizia e non può risolversi in una minore effettività o addirittura in una vanificazione della tutela giurisdizionale. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008
    Danno arrecato dalla P.A. - Azione di risarcimento - Termine di prescrizione - Decorrenza dalla data dell'illecito - Fondamento - Disciplina anteriore all'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205 - Giurisdizione dell'A.G.O. sul risarcimento - Azione di annullamento davanti all'A.G.A. - Effetto interruttivo della prescrizione - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008 La possibilità di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da atto amministrativo illegittimo senza la necessaria pregiudiziale impugnazione dell'atto lesivo, sussistente già prima che l'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205, concentrasse nella cognizione del giudice amministrativo la tutela demolitoria e quella risarcitoria, comporta che il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento decorre dalla data dell'illecito e non da quella del passaggio in giudicato della sentenza di annullamento da parte del giudice amministrativo, non costituendo l'esistenza dell'atto amministrativo un impedimento all'esercizio dell'azione. Peraltro, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo prima della concentrazione davanti allo stesso anche della tutela risarcitoria, pur non costituendo il prodromo necessario per conseguire il risarcimento dei danni, dimostra la volontà della parte di reagire all'azione amministrativa reputata illegittima ed è idonea ad interrompere per tutta la durata di quel processo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria proposta dinanzi al giudice ordinario, dovendosi al riguardo fare applicazione del principio, affermato da n. 77 del 2007, per cui la pluralità dei giudici ha la funzione di assicurare una più adeguata risposta alla domanda di giustizia e non può risolversi in una minore effettività o addirittura in una vanificazione della tutela giurisdizionale.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008
    Danno arrecato dalla P.A. - Azione di risarcimento - Termine di prescrizione - Decorrenza dalla data dell'illecito - Fondamento - Disciplina anteriore all'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205 - Giurisdizione dell'A.G.O. sul risarcimento - Azione di annullamento davanti all'A.G.A. - Effetto interruttivo della prescrizione - Sussistenza - Fondamento. La possibilità di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da atto amministrativo illegittimo senza la necessaria pregiudiziale impugnazione dell'atto lesivo, sussistente già prima che l'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205, concentrasse nella cognizione del giudice amministrativo la tutela demolitoria e quella risarcitoria, comporta che il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento decorre dalla data dell'illecito e non da quella del passaggio in giudicato della sentenza di annullamento da parte del giudice amministrativo, non costituendo l'esistenza dell'atto amministrativo un impedimento all'esercizio dell'azione. Peraltro, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo prima della concentrazione davanti allo stesso anche della tutela risarcitoria, pur non costituendo il prodromo necessario per conseguire il risarcimento dei danni, dimostra la volontà della parte di reagire all'azione amministrativa reputata illegittima ed è idonea ad interrompere per tutta la durata di quel processo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria proposta dinanzi al giudice ordinario, dovendosi al riguardo fare applicazione del principio, affermato da n. 77 del 2007, per cui la pluralità dei giudici ha la funzione di assicurare una più adeguata risposta alla domanda di giustizia e non può risolversi in una minore effettività o addirittura in una vanificazione della tutela giurisdizionale. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17385 del 08/08/2007
    Accertamento tecnico preventivo - Efficacia interruttiva della prescrizione - Configurabilità - "Dies ad quem" - Data del deposito della relazione del consulente - Sussistenza - Protrazione di tale procedimento oltre tale data con deposito di relazione integrativa - Conseguenza - Permanenza della suddetta efficacia interattiva - Inapplicabilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17385 del 08/08/2007 L'accertamento tecnico preventivo rientra nella categoria dei giudizi conservativi; e, pertanto, la notificazione del relativo ricorso con il pedissequo decreto giudiziale determina, ai sensi dell'art. 2943 cod. civ., l'interruzione della prescrizione che si protrae fino alla conclusione del procedimento, che coincide ritualmente con il deposito della relazione del consulente nominato. Qualora tale procedimento si prolunghi oltre tale termine con l'autorizzazione al successivo deposito di una relazione integrativa, esso si trasforma in un procedimento atipico, con la conseguenza che, in tal caso, la permanenza dell'effetto interruttivo della prescrizione non è più applicabile. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17385 del 08/08/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - estinzione del processo - per inattività delle parti e per mancata prosecuzione o riassunzione - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15756 del 13/07/2007
    Deducibilità in via di azione e di eccezione, dinanzi al giudice della prosecuzione o della riassunzione, ovvero del nuovo processo - Ammissibilità - Notifica dell'atto introduttivo del primo giudizio - Effetto interruttivo della prescrizione - Sussistenza - Effetto sospensivo - Esclusione. Nell'ipotesi di estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 50, secondo comma, cod. proc. civ., che può esser dichiarata dal giudice della riassunzione (o della prosecuzione) o dal giudice appositamente adito, ovvero, "incidenter tantum", da quello dinanzi al quale è proposta nuovamente la stessa domanda di merito, la notifica dell'atto introduttivo del primo giudizio ha soltanto effetto interruttivo della prescrizione, e non anche sospensivo, poiché quest'ultimo è operante, ai sensi dell'art. 2945 cod.civ., solo se l'estinzione del giudizio viene evitata. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 15756 del 13/07/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assicurazione - assicurazione contro i danni - oggetto del contratto (rischio assicurato) - surrogazione legale dell'assicuratore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007
    Natura - Successione a titolo particolare nel credito risarcitorio - Configurabilità - Momento determinante - Individuazione - Conseguenze in tema di estinzione per prescrizione del credito trasferito - Fattispecie. La surrogazione dell'assicuratore prevista dall'art. 1916 cod. civ. integra una successione a titolo particolare nel credito risarcitorio fino alla concorrenza dell'ammontare dell'indennizzo, la quale si verifica nel momento in cui l'assicuratore fornisce notizia al terzo responsabile del pagamento effettuato all'assicurato, esprimendo la volontà di avvalersi della citata norma, ed implica l'opponibilità all'assicuratore delle eccezioni invocabili contro l'assicurato alla suddetta data, per effetto del subingresso dell'uno nella stessa posizione dell'altro. Pertanto, con riferimento alla prescrizione, deve ritenersi che l'inerzia del danneggiato, protrattasi fino alla scadenza del termine prescrizionale, possa essere fatta valere dal terzo responsabile, nei confronti dell'assicuratore in surrogazione, quale causa estintiva del diritto, solo se tale scadenza sia anteriore all'esercizio della surrogazione, mentre, in caso contrario, essendosi la titolarità del credito trasferita in capo all'assicuratore prima della maturazione della prescrizione, e valendo la menzionata comunicazione, altresì, quale atto interruttivo, l'estinzione per prescrizione del credito trasferito può discendere esclusivamente da successiva inattività dell'assicuratore medesimo. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza impugnata con la quale era stata dichiarata l'infondatezza dell'eccezione formulata dalla società ricorrente circa l'assunta prescrizione dell'azione di surroga proposta nei suoi confronti per il fatto che l'atto di chiamata in causa le era stato notificato oltre il termine annuale di cui all'art. 1495 cod. civ., essendosi diversamente e correttamente ritenuto che, nascendo il diritto di rivalsa dall'avvenuto pagamento e non già dall'evento di danno, il termine di prescrizione applicabile fosse quello ordinario decennale, suscettibile di interruzione anche per effetto di atti idonei compiuti dal danneggiato prima del sorgere del diritto dell'assicuratore di agire in surrogazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni amministrative - applicazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 17054 del 19/08/2005
    Notificazione dell'ordinanza-ingiunzione - Interruzione - Idoneità - Altri atti idonei - Sussistenza - Conseguenze - Necessità della valida notifica dell'ordinanza-ingiunzione per interrompere la prescrizione - Esclusione. Atteso che l'ordinanza-ingiunzione ha la funzione di consentire la riscossione coattiva del credito mediante la formazione di un titolo esecutivo stragiudiziale, la notificazione della stessa è certamente atto idoneo ad interrompere la prescrizione, ma tale efficacia va riconosciuta anche ad atti diversi (quali la notificazione del verbale di contestazione dell'infrazione) - comunque da individuarsi specificamente quanto a tutte le concrete caratteristiche e alla data - e in generale, in forza del rinvio operato dall'art. 28 della legge n. 689 del 1981, a tutti gli atti previsti dagli artt. 2943 e 2944 cod. civ., con la conseguenza che la valida notificazione dell'ordinanza-ingiunzione non è indispensabile per interrompere la prescrizione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 17054 del 19/08/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Mandato - estinzione - in genere - capacità della persona fisica - rappresentanza e assistenza dell'incapace legale - in genere - prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12312 del 10/06
    Incarico conferito ad un legale dai genitori di un minore per la cura degli interessi di questi in relazione ad un infortunio stradale - Natura - Mandato di carattere sostanziale - Configurabilità - Raggiungimento della maggiore età da parte del minore - Estinzione del mandato - Esclusione - Diritto al risarcimento del danno conseguente all'infortunio - Atto interruttivo della prescrizione compiuto per il maggiorenne dal legale sulla base del mandato conferitogli durante la minore età del danneggiato - Efficacia. L'incarico conferito ad un legale dai genitori di un minore per la cura degli interessi di quest'ultimo in relazione ai danni occorsigli a seguito di un sinistro stradale configura un mandato di carattere sostanziale avente ad oggetto il compimento di atti giuridici stragiudiziali in nome e nell'interesse del minore, il quale è idoneo (in assenza delle cause di estinzione tassativamente previste dall'art. 1722 cod. civ.) a produrre effetti anche successivamente al raggiungimento della maggiore età da parte del minore medesimo (circostanza non integrativa di una causa di estinzione del mandato conferito) e sino a quando questi non lo revochi. Pertanto, la richiesta di risarcimento del danno formulata in base al ridetto incarico è idonea ad interrompere il corso del relativo termine prescrizionale, ancorchè formulata in un momento nel quale il danneggiato sia già divenuto maggiorenne. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12312 del 10/06/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - domanda giudiziale - citazione - contenuto - nullità - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11292 del 27/05/2005
    Dichiarazione di contumacia del convenuto - Pronuncia della sentenza - Appello del convenuto dichiarato contumace e soccombente nel merito - Deduzione della sola nullità della citazione - Ammissibilità - Sussistenza - Conseguenze - Decisione sul merito della causa - Modalità - Previo rilievo della nullità degli atti processuali del giudizio di primo grado e della sentenza - Sanatoria "ex nunc" della citazione di primo grado - Rinnovazione a richiesta degli atti dichiarati nulli - Erronea declaratoria dell'inammissibilità dell'appello - Ricorso per cassazione - Cassazione con rinvio al giudice d'appello - Prescrizione al medesimo dei principi suindicati - Fattispecie in tema di nullità della citazione per omessa indicazione della data di udienza. Nullità della citazione di primo grado - Dichiarazione di contumacia del convenuto - Pronuncia della sentenza - Appello del convenuto dichiarato contumace e soccombente nel merito - Deduzione della sola nullità della citazione - Ammissibilità - Sussistenza - Conseguenze - Decisione sul merito della causa - Modalità - Previo rilievo della nullità degli atti processuali del giudizio di primo grado e della sentenza - Sanatoria "ex nunc" della citazione di primo grado - Rinnovazione a richiesta degli atti dichiarati nulli - Erronea declaratoria dell'inammissibilità dell'appello - Ricorso per cassazione - Cassazione con rinvio al giudice d'appello - Prescrizione al medesimo dei principi suindicati - Fattispecie in tema di nullità della citazione per omessa indicazione della data di udienza. È ammissibile l'appello proposto dalla parte convenuta in primo grado, ivi dichiarata contumace e rimasta soccombente, ancorché limitato alla sola deduzione di una nullità della citazione (nella specie per mancanza dell'indicazione della data dell'udienza di comparizione) senza alcuna censura sul merito, e, quindi, di un vizio che non può comportare la rimessione della causa al primo giudice, non rientrando fra quelli indicate dalle tassative ipotesi di cui agli artt. 353 e 354 cod. proc. civ.. In questo caso il giudice dell'appello, una volta accertata la dedotta nullità, deve procedere - in applicazione dell'art. 159, primo comma, cod. proc. civ. - alla declaratoria della nullità degli atti processuali successivi alla citazione e, quindi, anche della sentenza di primo grado e, quindi, ritenuta verificata la sanatoria della nullità della citazione ai sensi dell'art. 156, terzo comma, cod. proc. civ., da intendersi, tuttavia - a differenza di quanto prevede il terzo comma dell'art. 164 cod. proc. civ. - avvenuta con effetti "ex nunc" (con ogni conseguenza in punto di verificazione di eventuali decadenze ed effetti interruttivi della prescrizione), deve provvedere alla decisione sul merito della domanda, che è imposta sia dall'art. 354 che dall'art. 112 cod. proc. civ., procedendo, se richiesto da alcuna delle parti, in applicazione dell'art. 354, ultimo comma, cod. proc. civ., alla rinnovazione degli atti nulli compiuti in primo grado. Inoltre, la Corte di Cassazione, allorché rilevi, essendone stata investita dal relativo motivo di ricorso, che il giudice d'appello abbia dichiarato inammissibile l'appello per mancata deduzione di vizi di merito della sentenza, deve cassare con rinvio la sentenza impugnata prescrivendo al giudice del rinvio di procedere con le suddette modalità, tenendo conto delle eventuali decadenze "medio tempore" verificatesi in conseguenza della sanatoria "ex nunc" della citazione,...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - eredità giacente - curatore - obblighi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5334 del 16/03/2004
    Curatore dell'eredità giacente - Legittimazione attiva e passiva nelle cause errie - Configurabilità - Conseguenze - Prescrizione - Citazione notificata al curatore - Atto interruttivo - Configurabilità. Poiché, ai sensi dell'art. 529 c.c., il Curatore dell'eredità giacente, seppure non è un rappresentante in senso proprio del chiamato all'eredità, è legittimato sia attivamente che passivamente in tutte le cause che riguardano l'eredità e il cui svolgimento rientra negli scopi che la sua attività è destinata a realizzare in rapporto agli interessi che ne rappresentano il presupposto, costituisce valido atto interruttivo del decorso della prescrizione l'atto di citazione notificato - in una controversia relativa a diritti erri - al Curatore dell'eredità giacente. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5334 del 16/03/2004  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - con beneficio di inventario - liquidazione dell'eredità - procedura – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4704 del 30/03/2001
    Domanda del creditore diretta ad ottenere la soddisfazione del proprio credito proposta nell'ambito della procedura di liquidazione di eredità beneficiata - Configurabilità come atto processuale interruttivo della prescrizione - Esclusione. La domanda che il creditore proponga in un procedimento di liquidazione di eredità beneficiata per ottenere la soddisfazione del proprio credito non interrompe (nè sospende) il decorso della prescrizione in quanto il suddetto procedimento, avendo natura di procedimento di giurisdizione volontaria e non costituendo la sede esclusiva di accertamento dei crediti nei confronti dell'eredità, non è, come tale, neanche astrattamente riconducibile - a differenza della domanda di insinuazione nello stato passivo del fallimento - alla tassativa elencazione di atti processuali contenuta nell'art. 2943 cod. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4704 del 30/03/2001  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1049 del 04/02/1997
    Divisione - divisione erria - impugnazione - rescissione per lesione - prescrizione - Domanda di indebito arricchimento proposta per la prima volta in appello - Precedente domanda proposta in primo grado con riferimento alla medesima situazione di fatto ma avente come oggetto la rescissione per lesione della divisione - Interruzione della prescrizione della prima ad opera della seconda - Esclusione. L'azione di arricchimento senza causa contempla una domanda diversa per "petitum" e per "causa petendi" dalla domanda di rescissione della divisione per lesione, atteso che, mentre l'ultima ha origine dal contratto ed ha come oggetto l'invalidazione dell'atto, la prima postula l'insussistenza del vincolo contrattuale ed ha come oggetto la corresponsione di un indennizzo equivalente alla diminuzione patrimoniale subita. Ne consegue che, in virtù del principio secondo cui la domanda giudiziale idonea ad interrompere la prescrizione è soltanto quella avente ad oggetto il diritto della cui prescrizione si tratta, il corso della prescrizione della domanda di indebito arricchimento, proposta per la prima volta in appello, non è interrotto da una domanda precedentemente proposta in primo grado con riferimento alla medesima situazione di fatto, ma avente come oggetto la rescissione per lesione di una divisione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 1049 del 04/02/1997  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prescrizione civile - Interruzione - Atti interruttivi - Citazione o domanda giudiziale - Contratto concluso dall'interdicendo – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3589 del 25/03/1993
    Annullamento per incapacità naturale - Domanda proposta dal tutore provvisorio in assenza dell'autorizzazione ex art. 374 cod. civ. - Interruzione della prescrizione - Configurabilità - Estinzione del processo - Ininfluenza. La domanda di annullamento per incapacità naturale ex art. 428 cod. civ. del contratto concluso dall'interdicendo, proposta dal tutore provvisorio in assenza dell'autorizzazione prescritta dall'art. 374 cod. civ., ha effetto interruttivo della prescrizione a norma dell'art. 2943 cod. civ., integrando la mancanza di autorizzazione la mera inefficacia della costituzione in giudizio che può essere sanata "ex tunc" a norma dell'art. 182 cod. proc. civ. e che, comunque, può essere fatta valere soltanto nell'interesse della parte tutelata e non a suo danno. L'anzidetto effetto interruttivo rimane fermo anche in caso di estinzione del processo ai sensi dell'art. 2945 comma terzo cod. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3589 del 25/03/1993  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Persona giuridica - associazioni non riconosciute- Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2356 del 09/07/1968
    Amministrazione e ordinamento -responsabilita dell'amministratore- azione - prescrizione - interruzione.* La prescrizione dell'Azione di responsabilita contro l'ex amministratore di un'associazione non riconosciuta e interrotta dal tempestivo Esercizio dell'Azione stessa da parte del Presidente dell'associazione che venga successivamente autorizzato a tale Esercizio dall'assemblea dei soci,anche se l'autorizzazione sia deliberata e concessa dopo che sia scaduto il termine di prescrizione.* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2356 del 09/07/1968  ...

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