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244. (Modo di deduzione)

Art. 244. (Modo di deduzione)

0 Codice di procedura civile

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Testimoniale - valutazione della prova testimoniale - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 4530 del 20/02/2025 (Rv. 673858-01)
Testimoni de relato actoris e de relato in genere - Rispettivo valore probatorio - Fattispecie. In tema di prova testimoniale, i testimoni de relato actoris sono quelli che depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte e non sul fatto oggetto dell'accertamento, fondamento storico della pretesa; i testimoni de relato in genere, invece, depongono su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni, pur attenuata perché indiretta, è idonea ad assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione impugnata che aveva ritenuto provata, ai fini dell'addebito della separazione al coniuge, la libera accessibilità ai rispettivi telefoni da parte di marito e moglie attraverso la disponibilità reciproca delle password, come dichiarato da un'amica della coniuge, per quanto da quest'ultima riferitole, così ritenendo erroneamente utilizzabili delle chat estrapolate dal telefono cellulare del marito, dalle quali evincere l'esistenza di una relazione extraconiugale). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 4530 del 20/02/2025 (Rv. 673858-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_244 …...
Testimoniale - valutazione della prova testimoniale - attendibilita' dei testimoni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 15270 del 31/05/2024 (Rv. 671510-01)
Contrasto fra testimonianze - Obblighi del giudice - Confronto fra le deposizioni e valutazione della credibilità dei testi - Necessità - Elementi da prendere in considerazione - Indicazione delle ragioni della valutazione di attendibilità - Necessità. In tema di valutazione della prova, il contrasto tra le dichiarazioni rese dai testimoni escussi impone al giudice di confrontare le deposizioni raccolte e di apprezzarne la credibilità in base ad elementi soggettivi ed oggettivi, tenendo conto del rapporto di vicinanza alle parti, dell'intrinseca congruenza delle dichiarazioni e della loro convergenza con gli eventuali elementi di prova acquisiti, esponendo poi le ragioni che lo hanno portato a ritenere più attendibile una testimonianza rispetto all'altra o ad escludere la credibilità di entrambe. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 15270 del 31/05/2024 (Rv. 671510-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_253 …...
Prova civile - prove indiziarie Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25635 del 01/09/2023 (Rv. 668903 - 01)
Presunzioni (nozione) - Fatto oggetto di prova diretta - Presunzioni semplici - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Ricostruzione del fatto dando preferenza alle presunzioni semplici rispetto alle prove dirette - Indicazione delle ragioni per cui risulta inattendibile la prova diretta da parte del giudice - Necessità - Fattispecie. Non è consentito fare ricorso alle presunzioni semplici per desumere, ai sensi dell'art. 2729 c.c., dal fatto noto uno ignoto, quando quest'ultimo ha costituito oggetto di prova diretta, in quanto, da un lato, ciò esclude che il fatto possa considerarsi "ignoto" e, dall'altro, lo stesso contrasto fra le risultanze di una prova diretta e le presunzioni semplici priva queste dei caratteri di gravità e precisione, con la conseguenza che il giudice di merito, il quale intenda basare la ricostruzione del fatto su presunzioni semplici, ha prima l'obbligo di illustrare le ragioni per cui ritiene inattendibili le prove dirette che depongono in senso contrario, non potendosi limitare ad una generica valutazione di maggiore persuasività delle dette presunzioni. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un intermediario finanziario ex art. 23, comma 6, TUB, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda risarcitoria del cliente, ritenendo di poter trarre la prova presuntiva che egli non avesse fornito specifiche istruzioni volte a indirizzare gli investimenti verso operazioni non rischiose dalla mera circostanza che aveva effettuato ulteriori acquisti di titoli ad alto rischio, in tal modo obliterando le risultanze di segno contrario evincibili dalle prove testimoniali raccolte nel processo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25635 del 01/09/2023 (Rv. 668903 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_132 …...
Possesso - azioni a difesa del possesso Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23860 del 04/08/2023 (Rv. 668725 - 01)
Azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Giudizio possessorio - Fasi - Giudizio di merito possessorio - Richiesta di assunzione di prove testimoniali - Omessa indicazione dei nominativi dei testi - Inammissibilità della richiesta di prova - Fondamento - Riferimento implicito agli informatori assunti in sede sommaria - Esclusione. Nel giudizio possessorio - articolato in due fasi, l'una, necessaria, di natura sommaria, e l'altra, eventuale, a cognizione piena, quale prosecuzione della prima ed avente ad oggetto il merito della pretesa possessoria - è inammissibile la richiesta di assunzione di prove testimoniali effettuata nella seconda fase, ove sia stata omessa l'indicazione dei nominativi dei testi, in quanto il giudizio di merito possessorio, quanto ad oggetto ed istruttoria, deve svolgersi con le garanzie e nel rispetto delle norme del processo ordinario di cognizione, tra cui quella di cui all'art. 244 c.p.c., essendo l'indicazione dei testi necessaria per consentire alle parti di eccepire eventuali incapacità a testimoniare e per articolare la prova contraria, dovendo peraltro escludersi che detta indicazione possa essere tratta dal ricorso possessorio, in assenza di esplicito richiamo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23860 del 04/08/2023 (Rv. 668725 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_703, Cod_Proc_Civ_art_244 …...
Declaratoria di irrilevanza delle prove dedotte – Cass. n. 2980/2023
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Declaratoria di irrilevanza delle prove dedotte - Rigetto della domanda per difetto di prova - Violazione del "minimo costituzionale" della motivazione - Sussistenza - Fattispecie.   La motivazione deve ritenersi affetta dal vizio di contraddittorietà insanabile e viola, quindi, il "minimo costituzionale", qualora il giudice di merito rigetti la domanda ritenendola non provata dopo aver respinto una richiesta non inammissibile di prova. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che, dopo avere erroneamente escluso l'esame testimoniale degli autori delle perizie stragiudiziali prodotte, siccome finalizzato a confermarne il contenuto, aveva rigettato la domanda risarcitoria proposta nei confronti di una struttura sanitaria, ritenendola insufficientemente provata). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 2980 del 01/02/2023 (Rv. 666699 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_360, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_244   Corte Cassazione 2980 2023 …...
Giudizio di superfluità e genericità – Cass. n. 34189/2022
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - concludenza della prova - Superfluità e genericità - Accertamento del giudice di merito - Incensurabilità in cassazione - Limiti.   Il giudizio sulla superfluità o genericità della prova testimoniale è insindacabile in cassazione, involgendo una valutazione di fatto che può essere censurata soltanto se basata su erronei principi giuridici, ovvero su incongruenze di ordine logico. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 34189 del 21/11/2022 (Rv. 666179 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_360   Corte Cassazione 34189 2022 …...
Rinnovazione della prova testimoniale – Cass. n. 27286/2022
Impugnazioni civili - appello - prove - impugnazioni civili - appello - prove - Rinnovazione della prova testimoniale - Potere esercitabile d'ufficio - Sussistenza - Ragioni.   Il giudice d'appello può disporre la rinnovazione dell'esame dei testimoni senza necessità d'istanza di parte poiché il potere di rinnovazione, proprio anche del giudizio di appello per il combinato disposto degli artt. 257 e 359 c.p.c., è discrezionale ed esercitabile anche d'ufficio dal giudice, cui spetta il completo riesame delle risultanze processuali, compresa l'attività necessaria per il chiarimento delle stesse, nei limiti del ”devolutum” e dell'"appellatum". (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che, in presenza di una prova testimoniale assunta in primo grado, e verbalizzata in modo così sintetico da impedire la chiara percezione del contenuto delle deposizioni testimoniali, aveva ritenuto di non poterne disporre la rinnovazione officiosa in assenza di istanza di parte). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 27286 del 16/09/2022 (Rv. 665723 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_257, Cod_Proc_Civ_art_359, Cod_Civ_art_2697   Corte Cassazione 27286 2022 …...
Prova di determinate mansioni – Cass. n. 22254/2021
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova - specificazione - Mansioni - Prova - Nudi fatti - Valutazione - Riservata al giudice - Fattispecie.   La prova di determinate mansioni deve vertere sui nudi fatti del loro svolgimento e non sui connotati valutativi che, all'esito di un'istruttoria, consentono di ricavare la natura delle mansioni stesse, operazione - quest'ultima - interpretativa e, in quanto tale, demandata non ai testi, ma al giudice nel contraddittorio fra le parti. (Nella specie, la S.C., ai fini dell'accertamento della natura giornalistica del rapporto di lavoro, ha affermato l'ammissibilità della prova testimoniale articolata su nudi fatti, correlati alle mansioni svolte in programmi "di frontiera" fra l'intrattenimento e l'informazione, spettando all'esito dell'istruttoria al giudice la verifica valutativa). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 22254 del 04/08/2021 (Rv. 662118 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2103, Cod_Proc_Civ_art_244   Corte Cassazione 22254 2021 …...
Rito del lavoro – Cass. n. 9823/2021
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - prova - ammissione - limiti Rito del lavoro - Domanda diretta all'accertamento della natura subordinata di un rapporto di lavoro - Interrogatorio del testimone da parte del giudice su circostanze non capitolate - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. Nel rito del lavoro, è corretto l'operato del giudice che, nell'ambito di una controversia promossa per accertare la natura subordinata di un rapporto di lavoro, chieda al testimone di precisare, al di fuori delle circostanze capitolate, se venisse rispettato un orario di lavoro, quali fossero le mansioni svolte dal prestatore nonché in quale posizione materiale la prestazione fosse effettuata, dovendosi ritenere che la possibilità di porre tali domande sia consentita, se non anche imposta, dall'art. 421 c.p.c., e ciò tanto più ove al ricorso siano stati allegati conteggi elaborati sul presupposto dello svolgimento di determinate mansioni e orari e la controparte abbia contestato, oltre alla natura subordinata del rapporto, anche lo svolgimento di un orario a tempo pieno. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 9823 del 14/04/2021 (Rv. 661008 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_414, Cod_Proc_Civ_art_416, Cod_Proc_Civ_art_421 …...
Modo di deduzione - capitoli di prova – Cass. n. 2149/2021
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova – specificazione - Indagine relativa del giudice del merito - Criteri. In tema di prova testimoniale, l'apprezzamento circa la specificità dei capitoli di prova dedotti dalla parte istante deve essere compiuto dal giudice del merito, con adeguata motivazione, non solo alla stregua della loro formulazione letterale, ma ponendo il loro contenuto in relazione agli altri atti di causa e alle deduzioni delle altre parti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 2149 del 29/01/2021 Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_244 …...
Modo di deduzione - capitoli di prova – Cass. n. 2149/2021
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova – specificazione - Indagine relativa del giudice del merito - Criteri. In tema di prova testimoniale, l'apprezzamento circa la specificità dei capitoli di prova dedotti dalla parte istante deve essere compiuto dal giudice del merito, con adeguata motivazione, non solo alla stregua della loro formulazione letterale, ma ponendo il loro contenuto in relazione agli altri atti di causa e alle deduzioni delle altre parti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 2149 del 29/01/2021 Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_244 …...
Ricorso introduttivo del giudizio recante deduzione di prova testimoniale priva delle generalità dei testi - Cass. n. 12573/2020
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - prova - poteri del giudice - Controversie di lavoro - Ricorso introduttivo del giudizio recante deduzione di prova testimoniale priva delle generalità dei testi - Potere del giudice del merito di concedere termine ex art. 421, comma 1, c.p.c. - Sussistenza - Fondamento. Nel rito del lavoro, qualora nell'atto introduttivo del giudizio la parte abbia richiesto una prova testimoniale, articolando i relativi capitoli senza indicare le generalità dei testi, l'omissione non determina decadenza dalla relativa istanza istruttoria, ma concreta mera irregolarità, che, ai sensi dell'art. 421, comma 1, c.p.c., consente al giudice ad assegnare alla parte un termine perentorio per porre rimedio alla riscontrata irregolarità, nell'esercizio dei poteri officiosi riconosciutigli dalla disposizione citata, in funzione dell'esigenza di contemperamento del principio dispositivo con la ricerca della verità, cui è ispirato il rito del lavoro per il carattere costituzionale delle situazioni soggettive implicate. Corte d Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 12573 del 25/06/2020 (Rv. 658466 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_421, Cod_Proc_Civ_art_244 corte cassazione 12573 2020 …...
Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8814 del 12/05/2020 (Rv. 657836 - 01)
Fatto oggetto di una testimonianza - Presunzioni semplici - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Ricostruzione del fatto dando preferenza alle presunzioni semplici rispetto alle prove dirette - Indicazione delle ragioni per cui risulta inattendibile la prova diretta da parte del giudice - Necessità. Non è consentito fare ricorso alle presunzioni semplici per desumere, ai sensi dell'art. 2729 c.c., dal fatto noto uno ignoto, quando quest'ultimo ha costituito oggetto di prova diretta, in quanto, da un lato, ciò esclude che il fatto possa considerarsi "ignoto" e, dall'altro, lo stesso contrasto fra le risultanze di una prova diretta (nella specie, una testimonianza oculare) e le presunzioni semplici priva queste dei caratteri di gravità e precisione, con la conseguenza che il giudice di merito, il quale intenda basare la ricostruzione del fatto su presunzioni semplici, ha prima l'obbligo di illustrare le ragioni per cui ritiene inattendibili le prove dirette che depongono in senso contrario, non potendosi limitare ad una generica valutazione di maggiore persuasività delle dette presunzioni. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8814 del 12/05/2020 (Rv. 657836 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_132 …...
Sanzioni amministrative - applicazione - ordinanza - procedimento - istruttorie - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 34034 del 19/12/2019 (Rv. 656329 - 01)
Art. 23 della legge n. 689 del 1981 - Esercizio officioso dei poteri istruttori - Facoltà rimessa al prudente apprezzamento del giudice - Audizione degli agenti verbalizzanti - Decadenza in cui sono incorse le parti nelle richieste istruttorie - Irrilevanza. Nel giudizio di opposizione ad ordinanza - ingiunzione disciplinato dagli artt. 22 e ss. della l. n. 689 del 1981, il giudice, sulla base dei poteri concessi dall'art. 23, comma 6, della medesima legge, ha la facoltà, rimessa al suo prudente apprezzamento e sganciata dalla decadenza in cui siano eventualmente incorse le parti nella formulazione delle richieste istruttorie, di procedere all'audizione d'ufficio degli agenti accertatori della Guardia di Finanza, per verificare la fondatezza della pretesa sanzionatoria, del rapporto e degli atti relativi all'accertamento ed alla contestazione della violazione, o, per converso, dei motivi di opposizione. Ne consegue che non possono contestarsi le risultanze della prova testimoniale dei verbalizzanti ammessa d'ufficio solo perché l'autorità autrice dell'ordinanza aveva formulato tardivamente le proprie richieste istruttorie. Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 34034 del 19/12/2019 (Rv. 656329 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_244 …...
Esame dei testimoni - esame di nuovi testimoni - deceduti prima dell'assunzione - Sostituzione con altri non indicati nei modi e termini di legge - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8929 del 29/03/2019
Prova civile - testimoniale - esame dei testimoni - esame di nuovi testimoni - deceduti prima dell'assunzione - Sostituzione con altri non indicati nei modi e termini di legge - Ammissibilità - Esclusione. L'assunzione di testi che non siano stati preventivamente e specificamente indicati può essere consentita solamente nei casi previsti dall'art. 257 c.p.c., con una enunciazione che deve ritenersi tassativa, dal momento che l'obbligo della rituale indicazione è inderogabile e la preclusione ex art. 244 c.p.c. ha il suo fondamento nel sistema del vigente codice e si inquadra nel principio, espresso dal successivo art. 245 c.p.c., secondo il quale il giudice provvede sull'ammissibilità delle prove proposte e sui testi da escutere con una valutazione sincrona e complessiva delle istanze che tutte le parti hanno sottoposto al suo esame. Di conseguenza, la parte non può pretendere di sostituire i testi deceduti prima dell'assunzione con altri che non siano stati da essa stessa indicati nei modi e nei termini di cui all'art. 244 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8929 del 29/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_244, Cod_Proc_Civ_art_245, Cod_Proc_Civ_art_257_1 …...
Testimoniale - ammissione (procedimento) - Capitoli di prova - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 3708 del 08/02/2019
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - Capitoli di prova - Onere di specificazione - Inosservanza dell’art. 244 c.p.c. – Conseguenze - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 3708 del 08/02/2019  L'inosservanza delle prescrizioni di cui all'art. 244 c.p.c. con riferimento sia alla genericità delle circostanze dedotte nei capitoli di prova sia alla indicazione delle persone indicate come testimoni, determina l'inammissibilità del mezzo istruttorio che, ove erroneamente ammesso ed espletato, non può essere tenuto in considerazione dal giudice. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 3708 del 08/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_244 …...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - ammissione della prova - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14364 del 05/06/2018
Specificità e rilevanza dei capitoli di prova - Indagine del giudice di merito - Criteri - Potere officioso previsto dall'art. 253 c.p.c. - Presupposti - Limiti. L'indagine del giudice di merito sui requisiti di specificità e rilevanza dei capitoli formulati dalla parte istante va condotta non solo alla stregua della loro formulazione letterale, ma anche in correlazione all'adeguatezza fattuale e temporale delle circostanze articolate, con l'avvertenza che la facoltà del giudice di chiedere chiarimenti e precisazioni ex art. 253 c.p.c., di natura esclusivamente integrativa, non può tradursi in una inammissibile sanatoria della genericità e delle deficienze dell'articolazione probatoria. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14364 del 05/06/2018   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 8204 del 04/04/2018
Ricorso per cassazione - Censura di non ammissione di prova testimoniale - Oneri del ricorrente - Fondamento. La censura contenuta nel ricorso per cassazione relativa alla mancata ammissione della prova testimoniale è inammissibile qualora con essa il ricorrente si duole della valutazione rimessa al giudice del merito, quale è quella di non pertinenza della denunciata mancata ammissione della prova orale rispetto ai fondamenti della decisione, senza allegare le ragioni che avrebbero dovuto indurre ad ammettere tale prova, né adempiere agli oneri di allegazione necessari a individuare la decisività del mezzo istruttorio richiesto e la tempestività e ritualità della relativa istanza di ammissione Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 8204 del 04/04/2018   …...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - immissioni - normale tollerabilita' - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 1606 del 20/01/2017
Immissioni - Normale tollerabilità - Superamento - Valutazione - Mezzi di prova esperibili. In tema di immissioni (nella specie di rumori ed esalazioni provocati dallo svolgimento di attività di officina), i mezzi di prova esperibili per accertare il livello di normale tollerabilità ex art. 844 c.c. costituiscono tipicamente accertamenti di natura tecnica che, di regola, vengono compiuti mediante apposita consulenza d'ufficio con funzione "percipiente", in quanto soltanto un esperto è in grado di accertare, per mezzo delle conoscenze e degli strumenti di cui dispone, l'intensità dei suoni o delle emissioni di vapori o gas, nonché il loro grado di sopportabilità per le persone, potendosi in tale materia ricorrere alla prova testimoniale soltanto quando essa verta su fatti caduti sotto la diretta percezione sensoriale dei deponenti e non si riveli espressione di giudizi valutativi. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 1606 del 20/01/2017 …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 19915 del 05/10/2016
Rito del lavoro - Articolazione della prova per testi - Riferimento ai fatti allegati - Sufficienza - Formulazione in capitoli separati - Necessità - Esclusione - Ragioni.   In materia di prova testimoniale, poiché nel rito del lavoro i fatti da allegare devono essere indicati in maniera specifica negli atti introduttivi, affinché le richieste probatorie rispondano al requisito di specificità è sufficiente indicare, quale oggetto dei mezzi di prova, i fatti inizialmente allegati, senza necessità di riformulazione in capitoli separati, fermo che il giudice di merito, nell'esercizio dei poteri di cui all'art. 421 c.p.c., può assegnare alle parti un termine per rimediare alle irregolarità rilevate nella suddetta capitolazione, sicché la parte decade dal diritto di assumere la prova solo nell'ipotesi di mancata ottemperanza a tale invito nel termine fissato. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 19915 del 05/10/2016   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - lista dei testimoni - in genere – Sez. 3, Sentenza n. 14706 del 19/07/2016
Mancata indicazione, nell'atto di citazione, del nominativo del teste da escutere - Successiva indicazione nei termini di rito - Possibilità di desumere da tale contegno argomenti di prova - Esclusione. Qualora nell'atto introduttivo del giudizio sia stata proposta istanza istruttoria di prova testimoniale senza indicare il nome del teste, e quest'ultimo, tuttavia, sia stato successivamente indicato entro i termini che il rito consente per il completo dispiegamento delle istanze istruttorie, è precluso al giudice attribuire a tale legittima scelta dell'istante un significato a lui sfavorevole ex art.116 c.p.c. Sez. 3, Sentenza n. 14706 del 19/07/2016   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7110 del 12/04/2016
Formalità relative - Inosservanza - Nullità rilevabili d'ufficio - Esclusione - Onere di proposizione della relativa eccezione a carico dell'interessato nella prima istanza o difesa successiva - Nozione - Omissione - Indeducibilità in sede di impugnazione. Le nullità concernenti l'ammissione e l'espletamento della prova testimoniale hanno carattere relativo, derivando dalla violazione di formalità stabilite non per ragioni di ordine pubblico, bensì nell'esclusivo interesse delle parti, sicché non sono rilevabili d'ufficio dal giudice, ma, ai sensi dell'art. 157, comma 2 c.p.c., vanno denunciate dalla parte interessata nella prima istanza o difesa successiva al loro verificarsi (o alla conoscenza delle nullità stesse), nozione che include anche la richiesta di un provvedimento ordinatorio di mero rinvio e la formulazione delle conclusioni dinanzi al giudice di primo grado, dovendosene escludere, in difetto, la possibilità di farle valere in sede di impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7110 del 12/04/2016   …...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - ammissione della prova - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20693 del 14/10/2015
Prova della subordinazione - Articolazione di circostanze di fatto integranti indici della subordinazione- Rigetto dell'istanza di prova per testi per genericità - Illegittimità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20693 del 14/10/2015 Nel giudizio avente ad oggetto l'accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro, il rigetto dell'istanza di prova testimoniale per asserita genericità è illegittimo, ponendosi in contrasto con il diritto a dimostrare in sede giudiziaria il fondamento delle proprie pretese, ove i capitoli di prova siano specificamente diretti a dimostrare la ricorrenza degli indici più significativi della subordinazione. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha cassato la decisione impugnata in quanto nei capitoli di prova erano puntualmente indicate le circostanze di fatto su periodo di lavoro, mansioni svolte, istruzioni ricevute, retribuzione percepita). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 20693 del 14/10/2015     …...
Impugnazioni civili - appello - prove - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18468 del 21/09/2015
Rinnovazione della prova testimoniale - Potere esercitabile d'ufficio - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18468 del 21/09/2015 Il giudice d'appello può disporre la rinnovazione dell'esame dei testimoni senza necessità d'istanza di parte poiché il potere di rinnovazione, proprio anche del giudizio di appello per il combinato disposto degli artt. 257 e 359 c.p.c., è discrezionale ed esercitabile anche d'ufficio dal giudice, cui spetta il completo riesame delle risultanze processuali, compresa l'attività necessaria per il chiarimento delle stesse, nei limiti del "devolutum" e dell'"appellatum". Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18468 del 21/09/2015     …...
Prova civile - assunzione dei mezzi di prova in genere -processo verbale - dichiarazioni delle parti e dei testimoni - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015
Compiti del giudice - Verbalizzazione - Modalità - Proposizione di domande a chiarimenti - Condizioni e limiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015 Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015 Nel raccogliere la prova orale il giudice non è tenuto ad una riproduzione meccanica ed integrale delle dichiarazioni rese dal teste o dalla parte, ma deve riportarne l'effettivo contenuto, anche mediante una verbalizzazione sintetica, che riproduca, senza sommarietà e sciatteria, le parti rilevanti, così da assicurare la comprensibilità, la contestualizzazione e l'incisività delle dichiarazioni, nonché le eventuali contraddittorietà. Quanto alla facoltà di porre domande a chiarimenti, essa va circoscritta a meglio dettagliare lo svolgimento di un fatto, allegato e oggetto di prova con il capitolo ammesso, e non ad introdurre fatti nuovi o circostanze che, pur rilevanti sul piano probatorio, non siano state oggetto di capitoli di prova oppure appartengano a capitoli non ammessi per come formulati, non potendo l'intervento del giudice assumere una funzione di supplenza rispetto all'onere probatorio della parte. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015     …...
Prova civile - assunzione dei mezzi di prova in genere -processo verbale - dichiarazioni delle parti e dei testimoni - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015
Compiti del giudice - Verbalizzazione - Modalità - Proposizione di domande a chiarimenti - Condizioni e limiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015 Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015 Nel raccogliere la prova orale il giudice non è tenuto ad una riproduzione meccanica ed integrale delle dichiarazioni rese dal teste o dalla parte, ma deve riportarne l'effettivo contenuto, anche mediante una verbalizzazione sintetica, che riproduca, senza sommarietà e sciatteria, le parti rilevanti, così da assicurare la comprensibilità, la contestualizzazione e l'incisività delle dichiarazioni, nonché le eventuali contraddittorietà. Quanto alla facoltà di porre domande a chiarimenti, essa va circoscritta a meglio dettagliare lo svolgimento di un fatto, allegato e oggetto di prova con il capitolo ammesso, e non ad introdurre fatti nuovi o circostanze che, pur rilevanti sul piano probatorio, non siano state oggetto di capitoli di prova oppure appartengano a capitoli non ammessi per come formulati, non potendo l'intervento del giudice assumere una funzione di supplenza rispetto all'onere probatorio della parte. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18481 del 21/09/2015     …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11114 del 28/05/2015
Formulazione dei capitoli di prova - Prova già assunta, sugli stessi capi e tra le medesime parti, in altro giudizio - Utilizzabilità - Condizioni - Rimessione al giudice della scelta tra assunzione della prova o acquisizione dei verbali del diverso processo - Rinuncia alla prova articolata - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11114 del 28/05/2015 Prova civile - prove raccolte in altro processo - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11114 del 28/05/2015 In tema di prova testimoniale, non si verifica rinuncia al mezzo istruttorio articolato, né, tanto meno, alla volontà di dimostrare i fatti contestati, qualora la parte, che ne abbia comunque formulato i relativi capitoli, rimetta all'apprezzamento del giudice se assumerla direttamente o avvalersi, per il proprio convincimento, anche in conformità a principi di economia processuale e di celerità procedimentale, dei verbali di un diverso giudizio tra le stesse parti, sempre che ritualmente prodotti ed offerti al contraddittorio, in cui quella medesima prova sullo specifico punto sia stata già raccolta. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11114 del 28/05/2015   …...
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - astensione e ricusazione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8406 del 10/04/2014
Prova testimoniale sull'attendibilità del consulente tecnico di ufficio - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8406 del 10/04/2014 I fatti relativi all'attendibilità, ovvero all'affidabilità personale del consulente tecnico di ufficio non possono essere oggetto di prova testimoniale, in quanto deducibili solo nel procedimento di ricusazione sotto il profilo della carenza di imparzialità dell'ausiliario. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8406 del 10/04/2014   …...
procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - prova - ammissione - limiti – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5950 del 14/03/2014
Ricorso introduttivo del giudizio recante deduzione di prova testimoniale priva dell'indicazione delle generalità dei testi - Decadenza dalla relativa istanza istruttoria - Configurabilità - Potere del giudice del merito di concedere termine ex art. 421 cod. proc. civ. - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5950 del 14/03/2014 Nel rito del lavoro, qualora la parte abbia, con l'atto introduttivo del giudizio, proposto capitoli di prova testimoniale mediante indicazione specifica dei fatti, formulati in articoli separati, ma omettendo l'enunciazione delle generalità delle persone da interrogare, incorre nella decadenza della relativa istanza istruttoria, con la conseguenza che il giudice non può fissare un termine, ai sensi dell'art. 421 cod. proc. civ., per sanare la carente formulazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5950 del 14/03/2014   …...
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015
Testimoni "de relato actoris" e "de relato" in genere - Rispettivo valore probatorio - Fattispecie. In tema di prova testimoniale, i testimoni "de relato actoris" sono quelli che depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte e non sul fatto oggetto dell'accertamento, fondamento storico della pretesa; i testimoni "de relato" in genere, invece, depongono su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni, pur attenuata perché indiretta, è idonea ad assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. (Nell'enunciare tale principio, la S.C. ha cassato la decisione nella quale la Corte territoriale aveva attribuito la qualifica di testimoni indiretti non pienamente attendibili perché controinteressati a soggetti che invece avevano direttamente preso parte alle consultazioni sindacali oggetto della loro testimonianza). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015   …...
prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015
Testimoni "de relato actoris" e "de relato" in genere - Rispettivo valore probatorio - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015 In tema di prova testimoniale, i testimoni "de relato actoris" sono quelli che depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte e non sul fatto oggetto dell'accertamento, fondamento storico della pretesa; i testimoni "de relato" in genere, invece, depongono su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni, pur attenuata perché indiretta, è idonea ad assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. (Nell'enunciare tale principio, la S.C. ha cassato la decisione nella quale la Corte territoriale aveva attribuito la qualifica di testimoni indiretti non pienamente attendibili perché controinteressati a soggetti che invece avevano direttamente preso parte alle consultazioni sindacali oggetto della loro testimonianza). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015   …...
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015
Testimoni "de relato actoris" e "de relato" in genere - Rispettivo valore probatorio - Fattispecie. In tema di prova testimoniale, i testimoni "de relato actoris" sono quelli che depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte e non sul fatto oggetto dell'accertamento, fondamento storico della pretesa; i testimoni "de relato" in genere, invece, depongono su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni, pur attenuata perché indiretta, è idonea ad assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. (Nell'enunciare tale principio, la S.C. ha cassato la decisione nella quale la Corte territoriale aveva attribuito la qualifica di testimoni indiretti non pienamente attendibili perché controinteressati a soggetti che invece avevano direttamente preso parte alle consultazioni sindacali oggetto della loro testimonianza). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 569 del 15/01/2015   …...
Prova civile - testimoniale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24469 del 18/11/2014
Prova testimoniale - Mancata conoscenza diretta da parte del teste dei fatti di causa - Inammissibilità della prova - Esclusione - Fondamento. La circostanza che il testimone non abbia assistito direttamente ai fatti su cui è chiamato a rispondere non è, di per sé, causa di inammissibilità della prova, dovendosi, diversamente, ritenere inammissibili tutte le deposizioni aventi per oggetto fatti appresi da terzi oppure tramite documenti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24469 del 18/11/2014   …...
Prova civile - testimoniale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21395 del 10/10/2014
Nullità - Rilevabilità d'ufficio - Esclusione - Onere di tempestiva eccezione della parte interessata - Sussistenza. In tema di prova per testimoni, le nullità previste dall'art. 244 cod. proc. civ. tutelano l'interesse privato delle parti al corretto svolgimento del processo e non già l'ordine pubblico processuale, sicché non possono essere rilevate d'ufficio dal giudice, né dedotte nei successivi gradi di giudizio dalla parte che, anche implicitamente, abbia fatto acquiescenza alla assunzione del mezzo istruttorio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21395 del 10/10/2014   …...
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - astensione e ricusazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8406 del 10/04/2014
Prova testimoniale sull'attendibilità del consulente tecnico di ufficio - Inammissibilità - Fondamento. I fatti relativi all'attendibilità, ovvero all'affidabilità personale del consulente tecnico di ufficio non possono essere oggetto di prova testimoniale, in quanto deducibili solo nel procedimento di ricusazione sotto il profilo della carenza di imparzialità dell'ausiliario. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8406 del 10/04/2014   …...
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - prova - ammissione - limiti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5950 del 14/03/2014
Ricorso introduttivo del giudizio recante deduzione di prova testimoniale priva dell'indicazione delle generalità dei testi - Decadenza dalla relativa istanza istruttoria - Configurabilità - Potere del giudice del merito di concedere termine ex art. 421 cod. proc. civ. - Esclusione. Nel rito del lavoro, qualora la parte abbia, con l'atto introduttivo del giudizio, proposto capitoli di prova testimoniale mediante indicazione specifica dei fatti, formulati in articoli separati, ma omettendo l'enunciazione delle generalità delle persone da interrogare, incorre nella decadenza della relativa istanza istruttoria, con la conseguenza che il giudice non può fissare un termine, ai sensi dell'art. 421 cod. proc. civ., per sanare la carente formulazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 5950 del 14/03/2014   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - lista dei testimoni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26058 del 20/11/2013
Art. 244 cod. proc. civ. - Indicazione specifica degli elementi identificativi del teste - Necessità - Limiti - Fondamento. La regola di cui all'art. 244 cod. proc. civ., la quale stabilisce che la prova per testimoni deve essere dedotta mediante indicazione specifica delle persone da interrogare (e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali ciascuna deve essere interrogata), va coordinata con il principio della nullità a rilevanza variabile enucleabile dall'art. 156, secondo comma, cod. proc. civ., in base al quale la nullità può essere pronunciata solo quando l'atto manchi dei requisiti di forma-contenuto indispensabili al raggiungimento dello scopo, cosicché, pur dovendo il teste essere indicato in maniera sufficientemente determinata o comunque determinabile, un'imperfetta o incompleta designazione dei relativi elementi identificativi (nella specie, del nome del testimone) è idonea ad arrecare un "vulnus" alla difesa e al contraddittorio solo se provochi in concreto la citazione e l'assunzione di un soggetto realmente diverso da quello previamente indicato, così da spiazzare l'aspettativa della controparte. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26058 del 20/11/2013   …...
procedimenti cautelari - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22778 del 04/10/2013
Sommarie informazioni rese nel procedimento cautelare - Equiparazione alle testimonianze - Legittimità - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22778 del 04/10/2013 Le sommarie informazioni rese nel corso di un procedimento cautelare (nella specie, per sequestro giudiziario in materia contrattuale) possono essere equiparate, a tutti gli effetti, alle testimonianze, qualora gli informatori abbiano prestato l'impegno di rito e siano stati sentiti nel contraddittorio delle parti, non essendovi ragione per differenziare la valenza probatoria delle dichiarazioni rese sulle stesse circostanze, con l'assunzione dell'impegno di rito e con la garanzia del contraddittorio, per il solo fatto che il procedimento sia stato trattato con rito sommario, invece che con rito ordinario. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22778 del 04/10/2013   …...
Procedimenti cautelari - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22778 del 04/10/2013
Sommarie informazioni rese nel procedimento cautelare - Equiparazione alle testimonianze - Legittimità - Condizioni - Fondamento. Le sommarie informazioni rese nel corso di un procedimento cautelare (nella specie, per sequestro giudiziario in materia contrattuale) possono essere equiparate, a tutti gli effetti, alle testimonianze, qualora gli informatori abbiano prestato l'impegno di rito e siano stati sentiti nel contraddittorio delle parti, non essendovi ragione per differenziare la valenza probatoria delle dichiarazioni rese sulle stesse circostanze, con l'assunzione dell'impegno di rito e con la garanzia del contraddittorio, per il solo fatto che il procedimento sia stato trattato con rito sommario, invece che con rito ordinario. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22778 del 04/10/2013   …...
procedimenti cautelari - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18865 del 07/08/2013
Procedimento cautelare "ante causam" rispetto a giudizio contrattuale - Dichiarazioni rese dagli informatori - Valore di testimonianza nel giudizio a cognizione piena - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18865 del 07/08/2013 Nel giudizio di merito in cui si controverte sull'esistenza di un diritto contrattuale, le dichiarazioni rese dagli informatori nella fase cautelare "ante causam", pur se assunte in contraddittorio e previo impegno di dire la verità, non hanno il valore probatorio delle deposizioni testimoniali, poiché, in questo tipo di causa, a differenza che nei procedimenti possessori e nunciatori, le dichiarazioni degli informatori non vertono unicamente su situazioni di fatto, ma anche sull'esistenza del contratto, il cui accertamento incontra, nel giudizio a cognizione piena, i limiti stabiliti dagli artt. 2721 ss. cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18865 del 07/08/2013   …...
Procedimenti cautelari - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18865 del 07/08/2013
Procedimento cautelare "ante causam" rispetto a giudizio contrattuale - Dichiarazioni rese dagli informatori - Valore di testimonianza nel giudizio a cognizione piena - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio di merito in cui si controverte sull'esistenza di un diritto contrattuale, le dichiarazioni rese dagli informatori nella fase cautelare "ante causam", pur se assunte in contraddittorio e previo impegno di dire la verità, non hanno il valore probatorio delle deposizioni testimoniali, poiché, in questo tipo di causa, a differenza che nei procedimenti possessori e nunciatori, le dichiarazioni degli informatori non vertono unicamente su situazioni di fatto, ma anche sull'esistenza del contratto, il cui accertamento incontra, nel giudizio a cognizione piena, i limiti stabiliti dagli artt. 2721 ss. cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18865 del 07/08/2013   …...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17286 del 12/07/2013
Informazioni fornite da un soggetto estraneo al processo - Assunzione d'ufficio - Divieto - Sussistenza - Fattispecie in tema di chiarimenti resi da c.t.u. nominato in diverso procedimento. E inibita al giudice l'assunzione d'ufficio, quale mezzo di prova, di informazioni fornite da un soggetto estraneo al processo, che non rivesta né la qualità di testimone, né quella di consulente tecnico d'ufficio in quello stesso giudizio. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha cassato la sentenza di merito fondata sui chiarimenti resi, in assenza di istanza di parte, dal c.t.u. nominato in diverso procedimento). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17286 del 12/07/2013   …...
Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17286 del 12/07/2013
Informazioni fornite da un soggetto estraneo al processo - Assunzione d'ufficio - Divieto - Sussistenza - Fattispecie in tema di chiarimenti resi da c.t.u. nominato in diverso procedimento. E inibita al giudice l'assunzione d'ufficio, quale mezzo di prova, di informazioni fornite da un soggetto estraneo al processo, che non rivesta né la qualità di testimone, né quella di consulente tecnico d'ufficio in quello stesso giudizio. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha cassato la sentenza di merito fondata sui chiarimenti resi, in assenza di istanza di parte, dal c.t.u. nominato in diverso procedimento). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17286 del 12/07/2013   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova - specificazione – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20997 del 12/10/2011
Funzione - Collocamento nel tempo e nello spazio e modalità - Fondamento - Necessità - Fattispecie in tema di dichiarazione ammissiva ai fini dell'interruzione della prescrizione. La richiesta di provare per testimoni un fatto esige non solo che questo sia dedotto in un capitolo specifico e determinato, ma anche che sia collocato univocamente nel tempo e nello spazio, al duplice scopo di consentire al giudice la valutazione della concludenza della prova ed alla controparte la preparazione di un'adeguata difesa, sicché è inammissibile il capitolo di prova per testimoni volto a dimostrare il compimento di una dichiarazione ammissiva fatta dal debitore ad un terzo, ai fini dell'interruzione del termine di prescrizione, qualora non sia indicato nel capo di prova il giorno in cui tale dichiarazione sarebbe stata resa. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20997 del 12/10/2011   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova - specificazione – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20997 del 12/10/2011
Funzione - Collocamento nel tempo e nello spazio e modalità - Fondamento - Necessità - Fattispecie in tema di dichiarazione ammissiva ai fini dell'interruzione della prescrizione. La richiesta di provare per testimoni un fatto esige non solo che questo sia dedotto in un capitolo specifico e determinato, ma anche che sia collocato univocamente nel tempo e nello spazio, al duplice scopo di consentire al giudice la valutazione della concludenza della prova ed alla controparte la preparazione di un'adeguata difesa, sicché è inammissibile il capitolo di prova per testimoni volto a dimostrare il compimento di una dichiarazione ammissiva fatta dal debitore ad un terzo, ai fini dell'interruzione del termine di prescrizione, qualora non sia indicato nel capo di prova il giorno in cui tale dichiarazione sarebbe stata resa. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20997 del 12/10/2011   …...
Impugnazioni civili - appello - prove - nuove - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12303 del 07/06/2011
Principio di infrazionabilità della prova - Ammissibilità di nuove prove testimoniali in appello - Limite della indispensabilità - Possibilità di ammettere prova già preclusa - Esclusione. Il principio di infrazionabilità della prova tra i vari gradi di giudizio non è stato soppresso in conseguenza dell'intervenuta abrogazione dell'art. 244, secondo comma, cod. proc. civ., ma rafforzato dalla previsione contenuta nell'art. 345 del cod. proc. civ. novellato, in base alla quale anche per le prove testimoniali vale il principio della inammissibilità della nuova prova in appello, che può essere ammessa solo in quanto - senza alterare il regime delle preclusioni - ritenuta dal giudice indispensabile ai fini della decisione, sempre che il fatto che si vuole provare sia stato già dedotto nel corso del giudizio di primo grado. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12303 del 07/06/2011   …...
Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - prova - ammissione - limiti – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17649 del 28/07/2010
Ricorso introduttivo del giudizio recante capitoli di prova testimoniale e privo dell'indicazione delle generalità dei testi - Decadenza dalla relativa istanza istruttoria - Esclusione - Potere del giudice del merito di concedere termine all'uopo ex art. 421 cod. proc. civ. - Perentorietà del termine - Sanatoria per accordo delle parti - Esclusione. Nel rito del lavoro, qualora la parte abbia, con l'atto introduttivo del giudizio, proposto capitoli di prova testimoniale, specificamente indicando di volersi avvalere del relativo mezzo in ordine alle circostanze di fatto ivi allegate, ma omettendo l'enunciazione delle generalità delle persone da interrogare, tale omissione non determina decadenza dalla relativa istanza istruttoria, ma concreta una mera irregolarità, che abilita il giudice all'esercizio del potere - dovere di cui all'art. 421, comma primo, cod. proc. civ., avente ad oggetto l'indicazione alla parte istante della riscontrata irregolarità e l'assegnazione di un termine perentorio per porvi rimedio, formulando o integrando le indicazioni relative alle persone da interrogare o ai fatti sui quali debbono essere interrogate; l'inosservanza di detto termine produce la decadenza dalla prova, rilevabile anche d'ufficio e non sanabile nemmeno sull'accordo delle parti. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17649 del 28/07/2010   …...
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - MOTIVI DEL RICORSO - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9748 del 23/04/2010
Censura di non ammissione di prova testimoniale - Oneri del ricorrente - Fondamento. La censura contenuta nel ricorso per cassazione relativa alla mancata ammissione della prova testimoniale è inammissibile se il ricorrente, oltre a trascrivere i capitoli di prova e ad indicare i testi e le ragioni per le quali essi sono qualificati a testimoniare - elementi necessari a valutare la decisività del mezzo istruttorio richiesto - non alleghi e indichi la prova della tempestività e ritualità della relativa istanza di ammissione e la fase di merito a cui si riferisce, al fine di consentire "ex actis" alla Corte di Cassazione di verificare la veridicità dell'asserzione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9748 del 23/04/2010   …...
Prova civile - testimoniale - esame dei testimoni - risposte dei testimoni - apprezzamenti e pareri – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.5548 del 08/03/2010
Oggetto della prova testimoniale - Fatti obiettivi - Ammissibilità - Apprezzamenti e valutazioni personali - Esclusione. La prova testimoniale deve avere ad oggetto fatti obiettivi e non apprezzamenti o valutazioni richiedenti conoscenze tecniche o nozioni di esperienza non rientranti nel notorio; ne consegue che il giudice, avvalendosi eventualmente di una consulenza tecnica, può porre i fatti riferiti dal testimone a base degli apprezzamenti e delle valutazioni necessarie per decidere, ma non può chiedere al teste di esprimere valutazioni o apprezzamenti personali. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.5548 del 08/03/2010   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19942 del 18/07/2008
Formalità relative - Inosservanza - Nullità rilevabili d'ufficio - Esclusione - Onere di proposizione della relativa eccezione a carico della parte interessata - Sussistenza - Termini - Deducibilità della nullità, non idoneamente eccepita in primo grado, in sede di impugnazione - Esclusione. Le nullità concernenti l'ammissione e l'espletamento della prova testimoniale hanno carattere relativo, derivando dalla violazione di formalità stabilite non per ragioni di ordine pubblico, bensì nell'esclusivo interesse delle parti e, pertanto, non sono rilevabili d'ufficio dal giudice, ma, ai sensi dell'art. 157, secondo comma, cod. proc. civ., vanno denunciate dalla parte interessata nella prima istanza o difesa successiva al loro verificarsi (o alla conoscenza delle nullità stesse), intendendosi per istanza, ai fini della citata norma, anche la richiesta di un provvedimento ordinatorio di mero rinvio e la formulazione delle conclusioni dinanzi al giudice di primo grado. Ne consegue che dette nullità non possono essere fatte valere in sede di impugnazione, per cui neppure alla parte contumace è consentito dedurre in tale sede l'inammissibilità della prova testimoniale, una volta che in primo grado la prova sia stata ammessa ed espletata senza rituale e tempestiva opposizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19942 del 18/07/2008   …...
prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19942 del 18/07/2008
Formalità relative - Inosservanza - Nullità rilevabili d'ufficio - Esclusione - Onere di proposizione della relativa eccezione a carico della parte interessata - Sussistenza - Termini - Deducibilità della nullità, non idoneamente eccepita in primo grado, in sede di impugnazione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19942 del 18/07/2008 Le nullità concernenti l'ammissione e l'espletamento della prova testimoniale hanno carattere relativo, derivando dalla violazione di formalità stabilite non per ragioni di ordine pubblico, bensì nell'esclusivo interesse delle parti e, pertanto, non sono rilevabili d'ufficio dal giudice, ma, ai sensi dell'art. 157, secondo comma, cod. proc. civ., vanno denunciate dalla parte interessata nella prima istanza o difesa successiva al loro verificarsi (o alla conoscenza delle nullità stesse), intendendosi per istanza, ai fini della citata norma, anche la richiesta di un provvedimento ordinatorio di mero rinvio e la formulazione delle conclusioni dinanzi al giudice di primo grado. Ne consegue che dette nullità non possono essere fatte valere in sede di impugnazione, per cui neppure alla parte contumace è consentito dedurre in tale sede l'inammissibilità della prova testimoniale, una volta che in primo grado la prova sia stata ammessa ed espletata senza rituale e tempestiva opposizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19942 del 18/07/2008   …...
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8358 del 03/04/2007
Testimonianza "de relato" - Testimoni "de relato actoris" - Testimoni "de relato" in genere - Rispettivo valore probatorio. In tema di rilevanza probatoria delle deposizioni di persone che hanno solo una conoscenza indiretta di un fatto controverso, occorre distinguere i testimoni "de relato actoris" e quelli "de relato" in genere: i primi depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto medesimo che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non sul fatto oggetto dell'accertamento, che costituisce il fondamento storico della pretesa; gli altri testi, quelli "de relato" in genere, depongono invece su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni si presenta attenuata perché indiretta, ma, ciononostante, può assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8358 del 03/04/2007   …...
prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8358 del 03/04/2007
Testimonianza "de relato" - Testimoni "de relato actoris" - Testimoni "de relato" in genere - Rispettivo valore probatorio. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8358 del 03/04/2007 In tema di rilevanza probatoria delle deposizioni di persone che hanno solo una conoscenza indiretta di un fatto controverso, occorre distinguere i testimoni "de relato actoris" e quelli "de relato" in genere: i primi depongono su fatti e circostanze di cui sono stati informati dal soggetto medesimo che ha proposto il giudizio, così che la rilevanza del loro assunto è sostanzialmente nulla, in quanto vertente sul fatto della dichiarazione di una parte del giudizio e non sul fatto oggetto dell'accertamento, che costituisce il fondamento storico della pretesa; gli altri testi, quelli "de relato" in genere, depongono invece su circostanze che hanno appreso da persone estranee al giudizio, quindi sul fatto della dichiarazione di costoro, e la rilevanza delle loro deposizioni si presenta attenuata perché indiretta, ma, ciononostante, può assumere rilievo ai fini del convincimento del giudice, nel concorso di altri elementi oggettivi e concordanti che ne suffragano la credibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8358 del 03/04/2007   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2201 del 31/01/2007
Provvedimento di ammissione della prova nonostante l'impossibilità di una delle parti di esercitare una concreta difesa istruttoria - Violazione del principio del contraddittorio - Configurabilità. La violazione del principio del contraddittorio con riferimento al provvedimento ammissivo di una prova è ravvisabile quando sia stata assunta una prova relativa a una circostanza di fatto decisiva non dedotta neppure genericamente da una parte o quando il giudice, valendosi dei poteri discrezionali previsti dal codice di rito, abbia ammesso una prova di fronte alla quale una delle parti sia stata priva di ogni possibilità di concreta difesa istruttoria. In tutti gli altri casi, l'ammissione, e successiva assunzione, di una prova inammissibile rileva sul piano della formazione del convincimento del giudice e unica sanzione che ne consegue è l'impossibilità di tenerne conto ai fini del giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2201 del 31/01/2007   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - capitoli di prova - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2201 del 31/01/2007
Specificazione dei fatti - Idoneità - Giudizio - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti. Il giudizio sulla idoneità della specificazione dei fatti dedotti nei capitoli di prova - che va comunque condotto non solo alla stregua della letterale formulazione dei capitoli medesimi, ma anche ponendo il loro contenuto in relazione agli altri atti di causa ed alle deduzioni dei contendenti - costituisce apprezzamento di merito non suscettibile di sindacato in sede di giudizio di cassazione se correttamente motivato. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2201 del 31/01/2007   …...
possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24705 del 21/11/2006
Deposizioni rese sotto giuramento nel contraddittorio tra le parti - Natura - Prova testimoniale - Configurabilità - Sommarie informazioni - Assunzione nella fase urgente - Rilevanza - Elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24705 del 21/11/2006 Nel procedimento possessorio, le deposizioni rese nella fase sommaria del giudizio, ove siano state assunte in contraddittorio tra le parti, sotto il vincolo del giuramento e sulla base delle indicazioni fornite dalle parti nei rispettivi atti introduttivi, sono da considerare come provenienti da veri e propri testimoni, mentre devono essere qualificati come informatori" - le cui dichiarazioni sono comunque utilizzabili ai fini della decisione anche quali indizi liberamente valutabili - coloro che abbiano reso "sommarie informazioni" ai sensi dell'art. 669 sexies comma secondo cod. proc. civ., ai fini dell'eventuale adozione del decreto "inaudita altera parte". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24705 del 21/11/2006   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23673 del 06/11/2006
Acquisizione di prove raccolte in un procedimento penale - Contestazione del convincimento formatosi su di esse, in quanto vertenti su capitoli di prova testimoniale non ammessi in sede civile ed oggetto di prova contraria - Onere del ricorrente di specifica indicazione del tenore delle prove raccolte nel procedimento penale nonché dell'oggetto della prova non ammessa nel giudizio civile e delle relative ragioni - Necessità - Fondamento - Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23673 del 06/11/2006 Il ricorso per cassazione - in ragione del principio di autosufficienza - deve contenere in sé tutti gli elementi necessari a costituire le ragioni per cui si chiede la cassazione della sentenza di merito ed altresì a permettere la valutazione della fondatezza di tali ragioni, senza necessità di far rinvio ed accedere a fonti estranee allo stesso ricorso e quindi ad elementi o ad atti attinenti al pregresso giudizio di merito. Pertanto, è inammissibile la censura con cui ci si dolga del fatto che il giudice del merito abbia fondato il proprio convincimento sull'acquisizione documentale di prove raccolte in un procedimento penale (deducendosi che esse vertevano su capitoli di prova non ammessi in sede civile e sui quali comunque era stata richiesta la prova contraria), allorché dal motivo di ricorso non risultino il tenore delle prove testimoniali raccolte nel procedimento penale, né l'oggetto della prova non ammessa nel giudizio civile e le ragioni della mancata ammissione da parte del giudice del merito. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23673 del 06/11/2006   …...
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale - attendibilità dei testimoni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006
Scelta delle risultanze idonee a sorreggere la motivazione - Incensurabilità in sede di legittimità - Limiti - Fattispecie. La valutazione delle risultanze della prova testimoniale, il giudizio sull'attendibilità dei testi e sulla credibilità di alcuni invece che di altri, come la scelta, tra le varie risultanze probatorie, di quelle ritenute più idonee a sorreggere la motivazione, involgono apprezzamenti di fatto riservati al giudice del merito, il quale nel porre a fondamento della propria decisione una fonte di prova con esclusione di altre, non incontra altro limite che quello di indicare le ragioni del proprio convincimento, senza essere tenuto a discutere ogni singolo elemento o a confutare tutte le deduzioni difensive, dovendo ritenersi implicitamente disattesi tutti i rilievi e circostanze che, sebbene non menzionati specificamente, sono logicamente incompatibili con la decisione adottata. (Nella specie, la S.C., con riferimento ad un ricorso in tema di impugnazione di licenziamento disciplinare, ha rigettato il motivo con il quale erano state contestate le risultanze testimoniali, rilevando l'assenza di vizi logici nella motivazione della sentenza impugnata con la quale era stato idoneamente rilevato che i testi escussi non avevano fornito indicazioni univoche tali da poter considerare provata l'affissione del codice disciplinare nei termini voluti dalla legge, oltre all'emergenza della totale incertezza in ordine alla natura e al contenuto dei fogli presenti in bacheca e all'accessibilità di quest'ultima). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006   …...
Prova civile - testimoniale - valutazione della prova testimoniale – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2815 del 08/02/2006
Deposizione "de relato" - Utilizzazione da parte del giudice del merito - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie. Le testimonianze "de relato ex parte actoris" possono concorrere a determinare il convincimento del giudice, ove valutate in relazione a circostanze obiettive e soggettive o ad altre risultanze probatorie che ne suffraghino il contenuto, specie quando la testimonianza attenga a comportamenti intimi e riservati delle parti, insuscettibili di percezione diretta dai testimoni o di indagine tecnica. (In base a tale principio, la Suprema Corte ha confermato la sentenza impugnata, che, in materia di divorzio, aveva valorizzato, ai fini della prova della dedotta inconsumazione del matrimonio, in ipotesi di comprovata non verginità della donna prima delle nozze, le testimonianze "de relato" rese da amici del marito, il quale aveva confidato loro il rifiuto della moglie di intrattenere rapporti sessuali). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2815 del 08/02/2006   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - prova contraria – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7682 del 19/07/1999
Assunzione - Rinvio ad udienza successiva a quella di espletamento della prova diretta - Legittimità - Fondamento - Violazione dei principi dell' unità e infrazionabilità della prova testimoniale o dell' art. 184 cod. proc. civ. - Esclusione. Ai sensi dell'art. 202 cod. proc. civ., secondo comma, il giudice legittimamente può differire la prosecuzione dei mezzi di prova il cui espletamento non si esaurisce nell'udienza fissata e poiché tale norma è applicabile anche alla prova testimoniale, il giudice non è obbligato ad assumere la prova contraria nella medesima udienza di assunzione di quella diretta, ne' tale differimento viola i principi dell'unità e contestualità della prova testimoniale, ovvero l'art.184 cod. proc. civ., che fissa delle preclusioni per le deduzioni istruttorie, non per l'assunzione delle prove. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7682 del 19/07/1999   …...
Prova civile - testimoniale - ammissione (procedimento) - modo di deduzione - lista dei testimoni - in genere – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7682 del 19/07/1999
Deposito dopo la scadenza del termine assegnato dal giudice - Perentorietà del termine - Decadenza dall' assunzione - Esclusione - Fondamento. La parte che deposita la lista testimoniale dopo la scadenza del termine assegnatole dal giudice non incorre in alcuna decadenza perché l'art. 184 secondo comma cod. proc. civ. prevede la perentorietà del termine per indicare nuovi mezzi di prova, non per indicare i nomi dei testi di una prova già ammessa. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7682 del 19/07/1999   …...

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