Esecuzione forzata - custodia - esecuzione mobiliare - Violazione delle disposizioni contenute nell'ordinanza di vendita (o di delega) - Opposizione agli atti esecutivi - Legittimazione delle parti del procedimento esecutivo - Sussistenza - Necessità di dimostrare uno specifico pregiudizio - Esclusione - Fattispecie.

 

In tema di vendita forzata, le disposizioni adottate dal giudice dell'esecuzione nell'ordinanza di vendita o di delega circa gli adempimenti, le modalità, i termini e, in generale, le condizioni alle quali l'esperimento di vendita è soggetto sono posti a presidio delle esigenze di certezza, legittimità, trasparenza, correttezza ed efficienza che sovrintendono al sistema dell'espropriazione forzata, sicché le parti del procedimento esecutivo hanno pieno interesse a farne valere la violazione mediante opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., non essendo tenuti altresì a dimostrare di aver subito uno specifico pregiudizio.(In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha ritenuto sussistente, in capo al debitore esecutato, l'interesse a censurare, mediante opposizione ex art. 617 c.p.c. avverso il decreto di trasferimento, il provvedimento con cui il giudice dell'esecuzione aveva ritenuto validamente effettuato il versamento del prezzo, da parte dell'unico offerente, oltre il termine ex art. 585 c.p.c., sul presupposto che ciò avesse determinato un'alterazione delle regole del subprocedimento e frustrato l'obiettivo della massimizzazione del ricavato della liquidazione, non potendo escludersi che altri interessati alla vendita avrebbero partecipato alla vendita se avessero avuto la certezza di poter contare su un termine più lungo per il versamento del prezzo).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 18421 del 08/06/2022 (Rv. 665021 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_617, Cod_Proc_Civ_art_569, Cod_Proc_Civ_art_591 bis, Cod_Proc_Civ_art_100

 

Corte

Cassazione

18421

2022

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