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2732. Revoca della confessione.

Art.2732. Revoca della confessione.

0 Codice civile

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Documenti collegati:

Adempimento - pagamento - quietanza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12685 del 09/05/2024 (Rv. 671497-01)
Pagamento mediante assegno bancario - Dichiarazione di ricezione del pagamento - Qualificazione come quietanza in senso tecnico - Esclusione - Mera dichiarazione di scienza di ricezione dell’assegno - Fondamento. La dichiarazione che il creditore rilasci al debitore di avvenuta ricezione in pagamento di un assegno bancario non costituisce quietanza liberatoria in senso tecnico, a prescindere dal nomen che il dichiarante le abbia attribuito, trattandosi di una mera dichiarazione di scienza asseverativa della ricezione dell'assegno, ma non anche dell'effetto giuridico dell'adempimento dell'obbligazione, il quale consegue solo alla riscossione della somma portata dal titolo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12685 del 09/05/2024 (Rv. 671497-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1198, Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_2735 …...
Confessione stragiudiziale alla parte – Cass. n. 5945/2023
Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - quietanza - in genere - Natura - Confessione stragiudiziale alla parte - Fondamento - Conseguenze.   Il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria ex artt. 2733 e 2735 c.c., sicché non può impugnare l'atto se non dimostrando, a norma dell'art. 2732 c.c., che esso è stato determinato da errore di fatto o violenza, essendo insufficiente la prova della non veridicità della dichiarazione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5945 del 28/02/2023 (Rv. 667201 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735   Corte Cassazione 5945 2023 …...
Deferimento su un punto controverso tra il deferente e soggetto diverso dell'interrogando – Cass. n. 38626/2021
Prova civile - confessione - giudiziale - efficacia probatoria - Processo con pluralità di parti - Deferimento su un punto controverso tra il deferente e soggetto diverso dell'interrogando - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente - Esclusione - Conseguenza.   L'interrogatorio formale reso in un processo con pluralità di parti, essendo volto a provocare la confessione giudiziale di fatti sfavorevoli alla parte confitente e favorevoli al soggetto che si trova, rispetto ad essa, in posizione antitetica e contrastante, non può essere deferito, su un punto dibattuto in quello stesso processo, tra il soggetto deferente ed un terzo diverso dall'interrogando, non avendo valore confessorio le risposte, eventualmente affermative, fornite dall'interrogato. Invero, la confessione giudiziale produce effetti nei confronti della parte che la fa e della parte che la provoca, ma non può acquisire il valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente, in quanto costui non ha alcun potere di disposizione relativamente a situazioni giuridiche facenti capo ad altri, distinti soggetti del rapporto processuale e, se anche il giudice ha il potere di apprezzare liberamente la dichiarazione e trarne elementi indiziari di giudizio nei confronti delle altre parti, tali elementi non possono prevalere rispetto alle risultanze di prove dirette. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 38626 del 06/12/2021 (Rv. 663224 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2732, Cod_Proc_Civ_art_228   Corte Cassazione 38626 2021 …...
Simulazione posta in essere dal mandatario con rappresentanza all'insaputa del mandante – Cass. n. 2619/2021
Contratti in genere - simulazione (nozione) - prova - Simulazione posta in essere dal mandatario con rappresentanza all'insaputa del mandante - Posizione di terzietà del mandante - Conseguenze - Prova per testi e per presunzioni della simulazione - Ammissibilità - Soggezione ai limiti di impugnativa ex art. 2732 c.c. quanto alla quietanza - Esclusione - Fondamento. Il mandante, non partecipe ed ignaro dell'accordo simulatorio, il quale agisca per la dichiarazione di simulazione della quietanza, relativa all'avvenuto pagamento del prezzo, in relazione ad una vendita posta in essere dal suo mandatario con rappresentanza, è da considerarsi "terzo” rispetto a siffatto contratto: conseguentemente egli può fornire la prova della simulazione "senza limiti", ex art. 1417 c.c., e, quindi, sia a mezzo di testimoni, sia a mezzo di presunzioni, dovendosi inoltre escludere che, in dipendenza della natura di confessione stragiudiziale della quietanza, possano valere, riguardo alla sua posizione, i limiti di impugnativa della confessione stabiliti dall'art. 2732 c.c., applicabili esclusivamente nei rapporti fra il mandatario e il preteso simulato acquirente. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2619 del 04/02/2021 (Rv. 660435 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1325, Cod_Civ_art_1417, Cod_Civ_art_1470, Cod_Civ_art_2722, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_1398 …...
Prova della inveridicità della dichiarazione - Cass. n. 17716/2020
Prova civile - confessione - irrevocabilità' - Invalidazione - Condizioni - Prova della inveridicità della dichiarazione - Insufficienza - Prova altresì dell'erroneità della rappresentazione o percezione del fatto confessato o della costrizione della volontà - Necessità. - Conseguenze. La confessione può esser invalidata (e non "revocata", perché gli effetti sostanziali e processuali di essa non sono rimessi alla volontà del dichiarante) soltanto se il confitente dimostra non solo l'inveridicità della dichiarazione, ma anche che essa fu determinata da errore di fatto o da violenza. Ne consegue che, dovendo il dichiarante allegare e provare anche il vizio d'origine della dichiarazione confessoria, al fine dell'invalidazione non è sufficiente dedurre prove testimoniali limitatamente alla non rispondenza al vero del fatto confessato. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 17716 del 25/08/2020 (Rv. 658901 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2732 corte cassazione 17716 2020 …...
Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa di pagamento e ricognizione del debito - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 23246 del 05/10/2017
Promessa di pagamento titolata - Natura confessoria - Esclusione - Coesistente dichiarazione confessoria nel medesimo documento - Ammissibilità - Conseguenze in tema di prova. La promessa di pagamento, anche se titolata, diverge dalla confessione in quanto, mentre la prima consiste in una dichiarazione di volontà intesa ad impegnare il promittente all'adempimento della prestazione oggetto della promessa medesima, la seconda consiste nella dichiarazione di fatti sfavorevoli al dichiarante ed ha, perciò, il contenuto di una dichiarazione di scienza; è tuttavia possibile che, nel contesto di un unico documento, accanto alla volontà diretta alla promessa, coesista una confessione di fatti pertinenti al rapporto fondamentale la quale, avendo valore di prova legale (nella specie, circa l'esistenza del credito) preclude la prova contraria ex art. 1988 c.c. (nella specie, sull'inesistenza o sull'estinzione della prestazione promessa), salva la eventuale revoca della confessione per errore di fatto o violenza. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 23246 del 05/10/2017   …...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - Cass. n. 13234/2017
Oneri condominiali - Pagamento - Quietanza rilasciata dall'ex amministratore in favore di un condomino - Simulazione - Posizione del condominio - Prova per testi e per presunzioni della simulazione - Ammissibilità - Soggezione ai limiti di impugnativa ex art. 2732 c.c. - Esclusione - Fondamento. Il condominio, non partecipe ed ignaro dell'accordo simulatorio intervenuto tra un condomino e l’ex amministratore, ove deduca la simulazione delle quietanze relative all'avvenuto pagamento degli oneri condominiali è da considerarsi "terzo" rispetto a quell’accordo, con la conseguenza che può fornire la prova della simulazione "senza limiti", ai sensi del'art. 1417 c.c., e, quindi, sia a mezzo di testimoni, sia tramite presunzioni, dovendosi inoltre escludere che, in dipendenza della natura di confessione stragiudiziale della quietanza, possano valere, riguardo alla sua posizione, i limiti di impugnativa della confessione stabiliti dall'art. 2732 c.c., che trovano applicazione esclusivamente nei rapporti fra il mandatario ed il preteso simulato acquirente. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 13234 del 25/05/2017 _____________________________________ Spese condominiali Corte Cassazione 13234 2017   …...
Prova civile - confessione - irrevocabilità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9777 del 12/05/2016
Revoca per errore di fatto - Onere probatorio del confitente - Contenuto - Fattispecie. Ai fini della revoca della confessione per errore di fatto, è necessario dimostrare non solo l'inesistenza del fatto confessato ma anche che, al momento della confessione, il confitente versava in errore, provando le circostanze che lo avevano indotto a ritenere che il fatto confessato fosse vero. (In applicazione dell'anzidetto prinicpio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, secondo cui, a fronte di una dichiarazione confessoria riguardante l'allegazione agli atti di affidamento dei lavori della documentazione relativa ad un subappalto, l'odierna ricorrente avrebbe dovuto dedurre l'errore inficiante quella ammissione, indicandone ragioni e circostanze, e non già la mera reticenza della controparte). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9777 del 12/05/2016   …...
Prova civile - confessione - irrevocabilità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9777 del 12/05/2016
Revoca per errore di fatto - Onere probatorio del confitente - Contenuto - Fattispecie. Ai fini della revoca della confessione per errore di fatto, è necessario dimostrare non solo l'inesistenza del fatto confessato ma anche che, al momento della confessione, il confitente versava in errore, provando le circostanze che lo avevano indotto a ritenere che il fatto confessato fosse vero. (In applicazione dell'anzidetto prinicpio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, secondo cui, a fronte di una dichiarazione confessoria riguardante l'allegazione agli atti di affidamento dei lavori della documentazione relativa ad un subappalto, l'odierna ricorrente avrebbe dovuto dedurre l'errore inficiante quella ammissione, indicandone ragioni e circostanze, e non già la mera reticenza della controparte). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9777 del 12/05/2016   …...
Prova civile - confessione - irrevocabilità – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9777 del 12/05/2016
Revoca per errore di fatto - Onere probatorio del confitente - Contenuto - Fattispecie. Ai fini della revoca della confessione per errore di fatto, è necessario dimostrare non solo l'inesistenza del fatto confessato ma anche che, al momento della confessione, il confitente versava in errore, provando le circostanze che lo avevano indotto a ritenere che il fatto confessato fosse vero. (In applicazione dell'anzidetto prinicpio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, secondo cui, a fronte di una dichiarazione confessoria riguardante l'allegazione agli atti di affidamento dei lavori della documentazione relativa ad un subappalto, l'odierna ricorrente avrebbe dovuto dedurre l'errore inficiante quella ammissione, indicandone ragioni e circostanze, e non già la mera reticenza della controparte). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9777 del 12/05/2016   …...
Prova civile - confessione - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7135 del 09/04/2015
Dichiarazioni rese dal sindaco relative a competenze di altri organi - Efficacia confessoria - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7135 del 09/04/2015 Le dichiarazioni rese dal sindaco di un comune (nella specie, nel verbale di udienza) in relazione ad attribuzioni conferite ad altri organi dell'ente da lui rappresentato non possono avere efficacia di confessione sia per difetto di legittimazione del presunto confitente sia per difetto della capacità di disporre del diritto controverso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7135 del 09/04/2015     …...
obbligazioni in genere - adempimento - pagamento – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4196 del 21/02/2014
quietanza - in genere - Natura - Confessione stragiudiziale alla parte - Fondamento - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4196 del 21/02/2014 Il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria, ai sensi degli artt. 2733 e 2735 cod. civ., sicché non può impugnare l'atto se non provando, a norma dell'art. 2732 cod. civ., che esso è stato determinato da errore di fatto o violenza, essendo insufficiente provare la non veridicità della dichiarazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4196 del 21/02/2014   …...
prova civile - confessione - stragiudiziale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Oggetto - Irrevocabilità - Limiti - Fattispecie relativa a dichiarazioni del difensore in altro giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005 Perchè una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dalla ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione , escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. È inoltre necessario che la confessione abbia per oggetto un fatto storico dubbio, salva restandola possibilità di invalidarla qualora il confitente dimostri sia la inveridicità della dichiarazione sia che la non rispondenza di questa al vero dipende dall'erronea rappresentazione o percezione del fatto rappresentato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il valore di confessione della dichiarazione contenuta in un atto di un altro processo civile, con il quale il difensore della parte dichiarava che la propria rappresentata aveva una residenza diversa da quella documentata anagraficamente in giudizio e risultante da molteplici ulteriori elementi indiziari. In particolare, la S.C. ha rilevato sia che alla dichiarazione del procuratore era estranea qualsiasi consapevolezza della parte circa il riconoscimento del carattere sfavorevole della dichiarata residenza, sia che era indubbio che la residenza della parte fosse diversa da quella dichiarata). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005   …...
Prova civile - confessione - stragiudiziale – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Oggetto - Irrevocabilità - Limiti - Fattispecie relativa a dichiarazioni del difensore in altro giudizio. Perchè una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dalla ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione , escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. È inoltre necessario che la confessione abbia per oggetto un fatto storico dubbio, salva restandola possibilità di invalidarla qualora il confitente dimostri sia la inveridicità della dichiarazione sia che la non rispondenza di questa al vero dipende dall'erronea rappresentazione o percezione del fatto rappresentato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il valore di confessione della dichiarazione contenuta in un atto di un altro processo civile, con il quale il difensore della parte dichiarava che la propria rappresentata aveva una residenza diversa da quella documentata anagraficamente in giudizio e risultante da molteplici ulteriori elementi indiziari. In particolare, la S.C. ha rilevato sia che alla dichiarazione del procuratore era estranea qualsiasi consapevolezza della parte circa il riconoscimento del carattere sfavorevole della dichiarata residenza, sia che era indubbio che la residenza della parte fosse diversa da quella dichiarata). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005   …...

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