Adempimento - pagamento - a creditore apparente - esecuzione forzata - pignoramento: forma - effetti - estensione ad accessori, frutti e pertinenze - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25584 del 24/09/2024 (Rv. 672449-03)Espropriazione di bene locato - Pagamento dei canoni anteriormente alla designazione del custode o alla conoscenza della surroga nella custodia - Efficacia liberatoria nei confronti della procedura - Condizioni - Presupposti ex art. 1189 c.c. - Necessità - Dichiarazioni o quietanze rilasciate dall’esecutato - Valore confessorio - Esclusione.
Nell'ipotesi di espropriazione forzata di un bene locato, il pagamento di canoni locativi eseguito dal locatario all'esecutato-locatore, nel corso del processo esecutivo ma prima della designazione del custode professionale o della conoscenza della surroga nella custodia, ha efficacia liberatoria nei confronti della procedura a condizione che sussistano i requisiti della fattispecie di cui all'art. 1189 c.c., ovvero che il conduttore provi, oltre alla sua buona fede, l'esecuzione del pagamento in favore del creditore apparente, il quale deve risultare da una prova documentale munita di data certa ex art. 2704 c.c., non potendosi attribuire valore confessorio, nei confronti del custode giudiziario, a quietanze o dichiarazioni giudiziali rilasciate dall'esecutato.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25584 del 24/09/2024 (Rv. 672449-03)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_559, Cod_Civ_art_2912, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_1189, Cod_Civ_art_2704, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735, Cod_Civ_art_2736 …...
Adempimento - pagamento - quietanza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12685 del 09/05/2024 (Rv. 671497-01)Pagamento mediante assegno bancario - Dichiarazione di ricezione del pagamento - Qualificazione come quietanza in senso tecnico - Esclusione - Mera dichiarazione di scienza di ricezione dell’assegno - Fondamento.
La dichiarazione che il creditore rilasci al debitore di avvenuta ricezione in pagamento di un assegno bancario non costituisce quietanza liberatoria in senso tecnico, a prescindere dal nomen che il dichiarante le abbia attribuito, trattandosi di una mera dichiarazione di scienza asseverativa della ricezione dell'assegno, ma non anche dell'effetto giuridico dell'adempimento dell'obbligazione, il quale consegue solo alla riscossione della somma portata dal titolo.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12685 del 09/05/2024 (Rv. 671497-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1198, Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_2735 …...
Giuramento - ammissibilità del giuramento decisorio - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 1520 del 15/01/2024 (Rv. 669975-01)Deferimento e riferimento ad un rappresentante organico di una P.A. - Inammissibilità - Fondamento.
Il giuramento decisorio non può essere deferito o riferito nei confronti del soggetto che ricopre una pubblica funzione o un pubblico incarico, in relazione a diritti della pubblica amministrazione da lui organicamente rappresentata, poiché egli non ne ha la libera e autonoma disponibilità.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 1520 del 15/01/2024 (Rv. 669975-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_233, Cod_Proc_Civ_art_234, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2731, Cod_Civ_art_2736 …...
Confessione - Oggetto - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 656 del 08/01/2024 (Rv. 669801-01)Titolo di un rapporto di credito - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
La confessione non può avere ad oggetto il titolo sotteso a un rapporto di credito, in quanto il dichiarante non può avere consapevolezza della rilevanza giuridica dello stesso. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso efficacia confessoria alla dichiarazione - resa dal creditore opposto in sede di interrogatorio formale - secondo cui l'assegno bancario posto a fondamento del decreto ingiuntivo era stato emesso dal debitore opponente a garanzia della restituzione di un prestito concesso in favore di altro soggetto, anche in considerazione del fatto che tale circostanza non valeva, di per sé, ad escludere la sussistenza dell'obbligo di restituzione in capo al debitore medesimo).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 656 del 08/01/2024 (Rv. 669801-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Proc_Civ_art_228 …...
Prova civile - confessione Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23809 del 04/08/2023 (Rv. 668718 - 01)Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi sottoscritti anche dalla parte - Valore confessorio - Limiti - Nei confronti della parte destinataria della domanda.
Alle ammissioni contenute negli scritti difensivi sottoscritti dal procuratore "ad litem" ben può essere attribuito valore confessorio riferibile alla parte, quando quegli scritti rechino anche la sottoscrizione della parte stessa, in calce o a margine dell'atto, dovendo presumersi che la parte abbia avuto la piena conoscenza di quelle ammissioni e ne abbia assunto - anch'essa - la titolarità. Ciò vale, beninteso, alla stregua dell'art. 2730 c.c., nei confronti della parte verso la quale sia proposta la domanda giudiziale cui gli scritti difensivi contenenti tali ammissioni si riferiscono, mentre negli altri casi le ammissioni medesime, prive del valore privilegiato di prova legale, possono essere valutate non più che come semplice fonte di cognizione, dunque liberamente apprezzabili nel processo assieme ad altri elementi di prova.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23809 del 04/08/2023 (Rv. 668718 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730 …...
Prova civile - confessione – stragiudiziale Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 21818 del 20/07/2023 (Rv. 668597 - 01)Affermazioni contenute in una lettera diretta ad un terzo ed inviata alla controparte per conoscenza - Valore confessorio - Configurabilità.
Le affermazioni relative a fatti sfavorevoli alla parte che le compie hanno valore confessorio anche ove contenute in una lettera diretta ad un terzo ed inviata alla controparte solo per conoscenza, sussistendo anche in tal caso l’"animus confitendi". (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva escluso il valore confessorio della dichiarazione - inviata per conoscenza anche al danneggiato - con la quale il soggetto responsabile della rottura di una conduttura fognaria aveva comunicato la circostanza al proprio assicuratore, prospettando l'indennizzabilità, ai termini della polizza, del danno derivatone).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 21818 del 20/07/2023 (Rv. 668597 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735 …...
Confessione stragiudiziale alla parte – Cass. n. 5945/2023Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - quietanza - in genere - Natura - Confessione stragiudiziale alla parte - Fondamento - Conseguenze.
Il creditore che, rilasciando quietanza al debitore, ammette il fatto del ricevuto pagamento rende confessione stragiudiziale alla parte, con piena efficacia probatoria ex artt. 2733 e 2735 c.c., sicché non può impugnare l'atto se non dimostrando, a norma dell'art. 2732 c.c., che esso è stato determinato da errore di fatto o violenza, essendo insufficiente la prova della non veridicità della dichiarazione.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5945 del 28/02/2023 (Rv. 667201 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1199, Cod_Civ_art_2732, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2735
Corte
Cassazione
5945
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Dichiarazioni di fatti a sé sfavorevoli, rese in ordine a diritti indisponibili in materia di diritti familiari – Cass. n. 15248/2022Prova civile - contegno processuale e dichiarazioni delle parti - Dichiarazioni di fatti a sé sfavorevoli, rese in ordine a diritti indisponibili in materia di diritti familiari - Confessione - Configurabilità - Esclusione - Libera valutazione da parte del giudice - Potere - Sussistenza.
Le ammissioni delle parti in ordine a diritti indisponibili ed in cause aventi ad oggetto diritti familiari non possono assumere valore di confessione in senso stretto e, quindi, di prova legale. Ciò non esclude, tuttavia, che il Giudice possa utilizzare dette ammissioni quali presunzioni ed indizi liberamente valutabili in unione con altri elementi probatori.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15248 del 12/05/2022 (Rv. 664773 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Proc_Civ_art_116
Corte
Cassazione
15248
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Simulazione relativa oggettiva – Cass. n. 10933/2022Contratti in genere - simulazione (nozione) - prova - in genere - Simulazione relativa oggettiva - Prova del contratto dissimulato che avrebbe dovuto rivestire forma scritta "ad substantiam" - Mancanza di controdichiarazione scritta - Confessione - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie.
In tema di simulazione relativa oggettiva, ai fini della prova del contratto dissimulato che avrebbe dovuto rivestire forma scritta "ad substantiam", deve escludersi che la confessione possa supplire alla mancanza del requisito formale rappresentato dalla controdichiarazione scritta, necessaria per il contratto diverso da quello apparentemente voluto. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte territoriale che, sulla base della confessione della parte, aveva ritenuto provata la dissimulazione di una datio in solutum immobiliare di cui non vi erano gli elementi nel contratto di compravendita immobiliare asseritamente simulato).
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10933 del 05/04/2022 (Rv. 664375 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1350, Cod_Civ_art_1414, Cod_Civ_art_1417, Cod_Civ_art_1197, Cod_Civ_art_2725, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733
Corte
Cassazione
10933
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Dichiarazioni rese in giudizio dal commissario liquidatore – Cass. n. 8130/2022Prova civile - confessione - giudiziale - fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - opposizione allo stato passivo – in genere - Dichiarazioni rese in giudizio dal commissario liquidatore - Natura confessoria - Insussistenza - Fondamento - Fattispecie.
Il commissario liquidatore della procedura di liquidazione coatta amministrativa non ha la capacità di disporre dei diritti dell'impresa, sicché, ai sensi dell'art. 2731 c.c., alle dichiarazioni da lui rese in sede giudiziale non può attribuirsi il valore di ammissione di fatti di natura confessoria. (Nel caso di specie va, pertanto, confermato il decreto reiettivo di ammissione del credito allo stato passivo in conseguenza del mancato deposito degli atti di erogazione e quietanza, "deficit" probatorio non superabile dalla circostanza che il commissario, nelle sue conclusioni, pur dando atto della mancata produzione documentale, aveva rimesso al tribunale la decisione sull'effettiva debenza della somma).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8130 del 14/03/2022 (Rv. 664360 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2731
Corte
Cassazione
8130
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Efficacia di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente – Cass. n. 3118/2022Prova civile - confessione - giudiziale - efficacia probatoria - Processo con pluralità di parti - Interrogatorio formale - Confessione - Efficacia di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente - Esclusione - Valore di elemento indiziario - Sussistenza.
La confessione giudiziale, resa in un processo con pluralità di parti, produce effetti nei confronti della parte che la fa e di quella che la provoca, ma non acquisisce valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente, non avendo questi alcun potere di disposizione relativamente a situazioni facenti capo ad altri, distinti soggetti del rapporto processuale, nei confronti dei quali, tuttavia, può assumere, secondo il prudente apprezzamento del giudice, valore di elemento indiziario di giudizio.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3118 del 02/02/2022 (Rv. 663932 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Proc_Civ_art_228
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Deferimento su un punto controverso tra il deferente e soggetto diverso dell'interrogando – Cass. n. 38626/2021Prova civile - confessione - giudiziale - efficacia probatoria - Processo con pluralità di parti - Deferimento su un punto controverso tra il deferente e soggetto diverso dell'interrogando - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente - Esclusione - Conseguenza.
L'interrogatorio formale reso in un processo con pluralità di parti, essendo volto a provocare la confessione giudiziale di fatti sfavorevoli alla parte confitente e favorevoli al soggetto che si trova, rispetto ad essa, in posizione antitetica e contrastante, non può essere deferito, su un punto dibattuto in quello stesso processo, tra il soggetto deferente ed un terzo diverso dall'interrogando, non avendo valore confessorio le risposte, eventualmente affermative, fornite dall'interrogato. Invero, la confessione giudiziale produce effetti nei confronti della parte che la fa e della parte che la provoca, ma non può acquisire il valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente, in quanto costui non ha alcun potere di disposizione relativamente a situazioni giuridiche facenti capo ad altri, distinti soggetti del rapporto processuale e, se anche il giudice ha il potere di apprezzare liberamente la dichiarazione e trarne elementi indiziari di giudizio nei confronti delle altre parti, tali elementi non possono prevalere rispetto alle risultanze di prove dirette.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 38626 del 06/12/2021 (Rv. 663224 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2732, Cod_Proc_Civ_art_228
Corte
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38626
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Dichiarazioni rese dal contribuente in sede di verifica – Cass. n. 592/2021Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - istruzione del processo - accesso, informazioni e chiarimenti - Dichiarazioni rese dal contribuente in sede di verifica - Natura giuridica - Confessione stragiudiziale - Configurabilità - Necessità di ulteriori riscontri - Esclusione.
In tema di contenzioso tributario, le dichiarazioni rese dal contribuente alla Guardia di finanza in sede di verifica fiscale integrano una confessione stragiudiziale, ai sensi dell'art. 2735 c.c., costituendo prova non già indiziaria ma diretta del maggior imponibile eventualmente accertato a carico del dichiarante, non abbisognevole, come tale, di ulteriori riscontri.
Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 592 del 15/01/2021
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730 …...
Dichiarazione scritta del fiduciario ricognitiva del patto fiduciario contenuta in un testamento - Cass. n. 26988/2020Negozi giuridici – fiduciari - Dichiarazione scritta del fiduciario ricognitiva del patto fiduciario contenuta in un testamento - Configurabilità - Effetti - Conseguenze nella distribuzione dell'onere probatorio - successioni "mortis causa" - successione testamentaria - testamento in genere – disposizioni.
La dichiarazione unilaterale scritta dal fiduciario, ricognitiva dell’intestazione fiduciaria dell'immobile, può essere contenuta anche in un testamento; essa non costituisce autonoma forma di obbligazione, avendo solo effetto confermativo del preesistente rapporto nascente dal patto fiduciario, con conseguente esonero a favore del fiduciante, destinatario della "contra se pronuntiatio", dell'onere della prova del rapporto fondamentale, che si presume fino a prova contraria.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 26988 del 26/11/2020 (Rv. 659690 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_0587
patto fiduciario
corte
cassazione
26988
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Prova civile - confessione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3698 del 14/02/2020 (Rv. 657253 - 01)Dichiarazioni delle parti - Indagine sulla eventuale natura confessoria - Apprezzamento di fatto incensurabile in sede di legittimità - Fattispecie.
In tema di prova civile, l'indagine volta a stabilire se una dichiarazione della parte costituisca o meno confessione - e, cioè, ammissione di fatti sfavorevoli al dichiarante e favorevoli all'altra parte - si risolve in un apprezzamento di fatto non censurabile in sede di legittimità se fondato su di una motivazione immune da vizi logici. (In attuazione del predetto principio, la S.C. ha rigettato il motivo di ricorso con il quale era stata censurata la sentenza di merito nella parte in cui aveva ritenuto confessione stragiudiziale un'affermazione del ricorrente, contenuta in una scrittura privata intercorsa con l'altra parte, poiché si trattava di affermazione generica ed estrapolata dal suo contesto, in ordine alla quale non era neanche stato verificato l'"animus confitendi" del dichiarante).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 3698 del 14/02/2020 (Rv. 657253 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735
PROVA CIVILE
CONFESSIONE
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Prescrizione civile - termine - prescrizioni presuntive - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 32236 del 10/12/2019 (Rv. 656213 - 01)Proposizione - Equivalenza al riconoscimento del debito - Esclusione - Fondamento - Applicabilità del principio alle ammissioni contenute negli atti difensivi - Ragioni.
La proposizione di un'eccezione di prescrizione presuntiva non equivale al riconoscimento del debito, in quanto l'art. 2959 c.c. va inteso nel senso che l'ammissione giudiziale del mancato pagamento comporta il rigetto dell'eccezione, ma non anche che l'eccezione implichi l'ammissione del fatto costitutivo del debito; analogamente il principio va esteso anche al caso di eventuali ammissioni contenute negli atti difensivi ascrivibili al procuratore "ad litem", non avendo le stesse natura confessoria.
Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 32236 del 10/12/2019 (Rv. 656213 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2731, Cod_Civ_art_2733, Cod_Civ_art_2959 …...
Prova civile - confessione - giudiziale - Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20255 del 25/07/2019 (Rv. 654723 - 01)Dichiarazioni confessore rese dall'imputato in un procedimento penale - Valore di confessione giudiziale nel giudizio civile - Esclusione - Fondamento - Valore indiziario - Configurabilità.
Le dichiarazioni rese dall'imputato nel dibattimento penale sono soggette al libero apprezzamento del giudice civile e non possono integrare una confessione giudiziale nel giudizio civile, atteso che questa ricorre, ai sensi dell'art. 228 c.p.c., soltanto nei casi in cui sia spontanea o provocata in sede di interrogatorio formale, quindi all'interno del giudizio civile medesimo.
Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20255 del 25/07/2019 (Rv. 654723 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Proc_Civ_art_228 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività' fallimentari (accertamento del passivo) - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)Ammissione al passivo - Ricognizione di debito - Fallimento dell'autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Esclusione - Valore probatorio del documento - Confessione stragiudiziale al terzo – Fattispecie
In tema di insinuazione allo stato passivo, la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore, non determina la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, trattandosi di documento liberamente apprezzabile dal giudice al pari di quanto avviene per la confessione stragiudiziale resa ad un terzo, qual'è il curatore fallimentare (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva ammesso al concorso il credito vantato dalla banca, sulla base del riconoscimento di debito contenuto in una scrittura privata autenticata sottoscritta dal correntista prima dell'apertura del suo fallimento).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
Cod_Civ_art_1333, Cod_Civ_art_1988, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - ammissione al passivo - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)Passività' fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - Ricognizione di debito - Fallimento dell'autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Esclusione - Valore probatorio del documento - Confessione stragiudiziale al terzo – Fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
In tema di insinuazione allo stato passivo, la ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore, non determina la presunzione dell'esistenza del rapporto fondamentale, trattandosi di documento liberamente apprezzabile dal giudice al pari di quanto avviene per la confessione stragiudiziale resa ad un terzo, qual'è il curatore fallimentare (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto del tribunale che aveva ammesso al concorso il credito vantato dalla banca, sulla base del riconoscimento di debito contenuto in una scrittura privata autenticata sottoscritta dal correntista prima dell'apertura del suo fallimento).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10215 del 11/04/2019 (Rv. 653694 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1333, Cod_Civ_art_1988, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735, Dlgs_14_2019_art_206, Dlgs_14_2019_art_207
ricognizione di debito …...
Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Sussistenza - Ammissioni del procuratore contenute in atti stragiudiziali - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7702 del 19/03/2019Prova civile - confessione - Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Sussistenza - Ammissioni del procuratore contenute in atti stragiudiziali - Valore indiziario - Esclusione.
Le ammissioni presenti negli atti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore "ad litem", non hanno natura confessoria, ma valore di indizi liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento mentre, qualora siano contenute in atti stragiudiziali, non hanno neppure tale ultimo valore.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7702 del 19/03/2019
Cod_Civ_art_2730, Cod_Proc_Civ_art_116 …...
Confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019Prova civile - confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Conseguenze - Fattispecie.
La confessione deve avere ad oggetto fatti obiettivi - la cui qualificazione giuridica spetta al giudice del merito - e risponde alla regola per la quale ove la parte riferisca fatti a sé sfavorevoli le sue dichiarazioni hanno valore confessorio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva riconosciuto valenza confessoria alle dichiarazioni, rese dall'attrice in sede di interrogatorio formale, secondo cui la caduta, in assenza di ostacoli alla visione dei luoghi, era avvenuta in pieno giorno e mentre guardava la strada, piena di buche).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019
Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Proc_Civ_art_228, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_366_1 …...
Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensiviProva civile - confessione - in genere - Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Valore confessorio - Condizioni - Fattispecie. corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 23634 del 28/09/2018
Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore "ad litem", costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento. Esse, tuttavia, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., qualora l'atto sia stato sottoscritto dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli in esso contenute. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che aveva negato valore confessorio alle dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta di una parte, sottoscritta dal solo difensore e depositata in diverso giudizio).
corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 23634 del 28/09/2018 …...
Ammissioni contenute negli atti difensiviProva civile - confessione - in genere - ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - valore indiziario - valore confessorio - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23634 del 28/09/2018
>>> Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore "ad litem", costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento. Esse, tuttavia, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 c.p.c., qualora l'atto sia stato sottoscritto dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli in esso contenute. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che aveva negato valore confessorio alle dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta di una parte, sottoscritta dal solo difensore e depositata in diverso giudizio).
Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23634 del 28/09/2018 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passivita' fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 11197 del 09/05/2018 (Rv. 648453 - 01)Proposta di concordato preventivo - Credito incluso nell’elenco di cui all’art. 161, comma 2, lett. b), l.fall. - Successivo fallimento dell’imprenditore - Confessione stragiudiziale - Esclusione.
In tema di insinuazione al passivo, l'elenco dei creditori previsto dall'art. 161, comma 2, lett. b), l.fall., che sia stato depositato dall'imprenditore unitamente alla domanda di concordato preventivo, non può assumere valore confessorio nel successivo fallimento del medesimo, in quanto gli effetti di una dichiarazione avente valore di confessione stragiudiziale si producono se e nei limiti in cui essa sia fatta valere nella controversia in cui siano parti, anche in senso processuale, gli stessi soggetti, rispettivamente, autore e destinatario della dichiarazione.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 11197 del 09/05/2018 (Rv. 648453 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2708, Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2735, Dlgs_14_2019_art_201, Dlgs_14_2019_art_085, Dlgs_14_2019_art_044, Dlgs_14_2019_art_087, Dlgs_14_2019_art_046 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sui rapporti preesistenti - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24690 del 19/10/2017Giudizio promosso dal curatore del fallimento per il pagamento di un credito del fallito - Quietanza rilasciata da quest'ultimo - Valore confessorio nei confronti del fallimento - Esclusione - Valore di documento probatorio del pagamento – Configurabilità
In tema di fallimento, nel giudizio promosso dal curatore del fallimento del creditore per ottenere l'adempimento dell'obbligazione, la quietanza rilasciata dal creditore al debitore all'atto del pagamento non ha l'efficacia vincolante della confessione stragiudiziale ex art. 2375 c.c., ma unicamente il valore di documento probatorio dell'avvenuto pagamento, apprezzabile dal giudice al pari di qualsiasi altra prova desumibile dal processo, atteso che il curatore, pur ponendosi, nell'esercizio del diritto del fallito, nella stessa posizione di quest'ultimo, è una parte processuale diversa dal fallito medesimo. (Nella specie la S.C. ha negato l’efficacia di confessione stragiudiziale in relazione ad una quietanza contenuta nell’atto di mutuo nella quale si dava atto dell’effettiva erogazione dell’importo mutuato).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 24690 del 19/10/2017
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Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa di pagamento e ricognizione del debito - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 23246 del 05/10/2017 Promessa di pagamento titolata - Natura confessoria - Esclusione - Coesistente dichiarazione confessoria nel medesimo documento - Ammissibilità - Conseguenze in tema di prova.
La promessa di pagamento, anche se titolata, diverge dalla confessione in quanto, mentre la prima consiste in una dichiarazione di volontà intesa ad impegnare il promittente all'adempimento della prestazione oggetto della promessa medesima, la seconda consiste nella dichiarazione di fatti sfavorevoli al dichiarante ed ha, perciò, il contenuto di una dichiarazione di scienza; è tuttavia possibile che, nel contesto di un unico documento, accanto alla volontà diretta alla promessa, coesista una confessione di fatti pertinenti al rapporto fondamentale la quale, avendo valore di prova legale (nella specie, circa l'esistenza del credito) preclude la prova contraria ex art. 1988 c.c. (nella specie, sull'inesistenza o sull'estinzione della prestazione promessa), salva la eventuale revoca della confessione per errore di fatto o violenza.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 23246 del 05/10/2017
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Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione per il risarcimento dei danni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017Richiesta di risarcimento all'assicuratore (o impresa designata o ina) – modalità - Denuncia di sinistro stradale (art. 5 legge 26 febbraio 1977 n. 39, ratione temporis applicabile) - Trasmissione all'assicuratore prima dell'instaurazione del giudizio nei suoi confronti - Necessità - Denuncia congiunta - Presunzione di veridicità - Sussistenza - Valore indiziario - Condizioni.
La denuncia di sinistro stradale (cui sia applicabile "ratione temporis" l'art. 5 della l. n. 39 del 1977 n. 39), deve esser trasmessa, pur senza la prefissione di un termine, all'assicuratore prima di citarlo in giudizio, non solo per informarlo (artt. 1334 e 1913 c.c.) delle circostanze, modalità e conseguenze del sinistro, onde consentirgli la liquidazione stragiudiziale del danno derivatone, ma anche, nel caso di denuncia congiunta, ai fini della presunzione, fino a prova contraria a carico di esso assicuratore, della veridicità delle dichiarazioni ivi contenute; se invece il modulo di constatazione amichevole è portato per la prima volta a conoscenza dell'assicuratore nel corso del giudizio nei suoi confronti, le predette dichiarazioni hanno valore soltanto indiziario.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017
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Contratti agrari - accordi tra le parti – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 15370 del 21/06/2017Accordi in deroga alle norme vigenti - Dichiarazione nel contratto dell'esistenza dell'assistenza dell'associazione di categoria - Natura confessoria - Sussistenza - Conseguenze - Valore di prova legale - Fattispecie.
In tema di stipulazione di accordi in deroga alle norme vigenti in materia di contratti agrari ai sensi dell'art. 45 della l. n. 203 del 1982, la dichiarazione dell'esistenza dell'assistenza sindacale contenuta nel documento negoziale non attiene a diritti indisponibili, non riguarda la ricezione di una specifica e dettagliata informazione tecnica sul negozio e, in considerazione della sua natura confessoria, ha il valore di prova legale, di talché per inficiarla non può essere ammessa la prova per testimoni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso l'ammissibilità della prova testimoniale volta a dimostrare che la dichiarata assistenza dell'organizzazione di categoria, richiesta a pena di nullità della pattuizione in deroga alla durata legale dell'affitto agrario, non si era concretamente svolta come una effettiva attività di consulenza e di indirizzo).
Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 15370 del 21/06/2017
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Prova civile - confessione - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7135 del 09/04/2015Dichiarazioni rese dal sindaco relative a competenze di altri organi - Efficacia confessoria - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7135 del 09/04/2015
Le dichiarazioni rese dal sindaco di un comune (nella specie, nel verbale di udienza) in relazione ad attribuzioni conferite ad altri organi dell'ente da lui rappresentato non possono avere efficacia di confessione sia per difetto di legittimazione del presunto confitente sia per difetto della capacità di disporre del diritto controverso.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7135 del 09/04/2015
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Prova civile - confessione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12691 del 19/06/2015Riconoscimento di un fatto, a sé sfavorevole e favorevole all'altra parte - Oggetto di una delle reciproche concessioni di un contratto di transazione - Efficacia confessoria - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12691 del 19/06/2015
Transazione - invalidità - annullabilità - pretesa temeraria - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12691 del 19/06/2015
Il riconoscimento di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte non ha natura confessoria, per mancanza di "animus confitendi", ove costituisca l'oggetto di una delle reciproche concessioni di un contratto di transazione, poiché non integra una dichiarazione di scienza che sia fine a se stessa, ma s'inserisce nel contenuto del contratto transattivo ed è strumentale rispetto al raggiungimento dello scopo di questo, il che fa venir meno, nella rappresentazione interna che l'autore si forma della propria dichiarazione, la basilare caratteristica che alle confessioni conferisce forza probante. Ne consegue che, al fine dell'annullamento della transazione su pretesa temeraria, a norma dell'art. 1971 cod. civ., la temerarietà della pretesa non può essere provata per mezzo delle dichiarazioni rese dalle parti in sede di transazione circa le reciproche concessioni che ciascuna fa all'altra.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12691 del 19/06/2015
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Prova civile - confessione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014Valore di prova legale - Limiti - Vincolo di rilevanza e decisività dei fatti oggetto di confessione - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014
Il valore di prova legale della confessione, quale vincolo per il giudice alla verità dei fatti che ne formano oggetto, non implica anche il dovere di considerarli sicuramente rilevanti e decisivi al fine di determinarne il convincimento, che può formarsi in base a tutti gli elementi probatori raccolti nel corso del giudizio.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014
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famiglia - matrimonio - separazione personale dei coniugi - giudiziale - con addebito - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7998 del 04/04/2014Separazione giudiziale - Addebito - Ammissione di una delle parti - Valore confessorio - Esclusione - Valenza presuntiva o indiziaria - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7998 del 04/04/2014
Nel giudizio di separazione personale dei coniugi, ed al fine della addebitabilità della separazione, vertendosi in materia di diritti indisponibili, le ammissioni di una parte non possono assumere valore di confessione in senso stretto, a norma dell'art. 2730 cod. civ., ma possono essere utilizzate - unitamente ad altri elementi probatori - quali presunzioni ed indizi liberamente valutabili, sempre che esprimano non opinioni o giudizi o stati d'animo personali, ma fatti obiettivi, suscettibili, in quanto tali, di essere valutati giuridicamente come indice della violazione di specifici doveri coniugali. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, estrapolando acriticamente alcune frasi da una lettera inviata dal marito alla moglie nella quale il primo riconosceva di non essere stato un buon marito, vi ravvisava una sostanziale confessione della violazione dei doveri coniugali, con conseguente venir meno, ai fini della pronuncia di addebito, della rilevanza causale della violazione del dovere di fedeltà da parte della moglie).
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 7998 del 04/04/2014
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prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6192 del 18/03/2014Dichiarazioni contenute in atti "di parte" - Valore probatorio - Confessione giudiziale spontanea - Condizione - Sottoscrizione personale della parte assistita - Necessità - Mera sottoscrizione della procura rilasciata al difensore - Idoneità - Ammissioni comunque contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Configurabilità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6192 del 18/03/2014
Le dichiarazioni contenute negli atti processuali possono assumere il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dall'art. 229 cod. proc. civ., purché sottoscritte dalla parte personalmente, con modalità tali da rivelare inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche ammissioni dei fatti sfavorevoli così espresse. Ne consegue che non ha efficacia confessoria la mera sottoscrizione della procura apposta a margine o in calce all'atto recante la dichiarazione, in quanto la procura è elemento giuridicamente distinto dal contenuto espositivo dell'atto cui accede, pur potendo tale dichiarazione "contra se" fornire elementi indiziari di giudizio.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6192 del 18/03/2014
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prova civile - confessione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014Valore di prova legale - Limiti - Vincolo di rilevanza e decisività dei fatti oggetto di confessione - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014
Il valore di prova legale della confessione, quale vincolo per il giudice alla verità dei fatti che ne formano oggetto, non implica anche il dovere di considerarli sicuramente rilevanti e decisivi al fine di determinarne il convincimento, che può formarsi in base a tutti gli elementi probatori raccolti nel corso del giudizio.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014
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Prova civile - confessione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014Valore di prova legale - Limiti - Vincolo di rilevanza e decisività dei fatti oggetto di confessione - Esclusione.
Il valore di prova legale della confessione, quale vincolo per il giudice alla verità dei fatti che ne formano oggetto, non implica anche il dovere di considerarli sicuramente rilevanti e decisivi al fine di determinarne il convincimento, che può formarsi in base a tutti gli elementi probatori raccolti nel corso del giudizio.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8403 del 10/04/2014
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Prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6192 del 18/03/2014Dichiarazioni contenute in atti "di parte" - Valore probatorio - Confessione giudiziale spontanea - Condizione - Sottoscrizione personale della parte assistita - Necessità - Mera sottoscrizione della procura rilasciata al difensore - Idoneità - Ammissioni comunque contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Configurabilità.
Le dichiarazioni contenute negli atti processuali possono assumere il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dall'art. 229 cod. proc. civ., purché sottoscritte dalla parte personalmente, con modalità tali da rivelare inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche ammissioni dei fatti sfavorevoli così espresse. Ne consegue che non ha efficacia confessoria la mera sottoscrizione della procura apposta a margine o in calce all'atto recante la dichiarazione, in quanto la procura è elemento giuridicamente distinto dal contenuto espositivo dell'atto cui accede, pur potendo tale dichiarazione "contra se" fornire elementi indiziari di giudizio.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6192 del 18/03/2014
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Prova civile - confessione - giudiziale - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21827 del 24/09/2013Consulenza tecnica di parte - Valore confessorio - Esclusione - Fondamento.
La relazione tecnica di parte prodotta in giudizio, dalla quale si traggono elementi a favore della controparte, non assume valore di confessione, la quale è atto della parte e va espressa in relazione ad un fatto in essa esplicitato, non rilevando, a tal fine, la mera inferenza logica di un'ammissione del consulente.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21827 del 24/09/2013
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Prova civile - confessione - giudiziale – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013Dichiarazioni rese dall'imputato in un procedimento penale - Valore di confessione giudiziale nel giudizio civile - Esclusione - Fondamento - Valore indiziario - Configurabilità.
Le dichiarazioni rese dall'imputato nel dibattimento penale sono soggette al libero apprezzamento del giudice civile e non possono integrare una confessione giudiziale nel giudizio civile, atteso che questa ricorre, ai sensi dell'art. 228 cod. proc. civ., soltanto nei casi in cui sia spontanea o provocata in sede di interrogatorio formale, quindi all'interno del giudizio civile medesimo.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013
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Prova civile - confessione - giudiziale - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013Dichiarazioni rese dall'imputato in un procedimento penale - Valore di confessione giudiziale nel giudizio civile - Esclusione - Fondamento - Valore indiziario - Configurabilità.
Le dichiarazioni rese dall'imputato nel dibattimento penale sono soggette al libero apprezzamento del giudice civile e non possono integrare una confessione giudiziale nel giudizio civile, atteso che questa ricorre, ai sensi dell'art. 228 cod. proc. civ., soltanto nei casi in cui sia spontanea o provocata in sede di interrogatorio formale, quindi all'interno del giudizio civile medesimo.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013
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prova civile - confessione - giudiziale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013Dichiarazioni rese dall'imputato in un procedimento penale - Valore di confessione giudiziale nel giudizio civile - Esclusione - Fondamento - Valore indiziario - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013
Le dichiarazioni rese dall'imputato nel dibattimento penale sono soggette al libero apprezzamento del giudice civile e non possono integrare una confessione giudiziale nel giudizio civile, atteso che questa ricorre, ai sensi dell'art. 228 cod. proc. civ., soltanto nei casi in cui sia spontanea o provocata in sede di interrogatorio formale, quindi all'interno del giudizio civile medesimo.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15464 del 20/06/2013
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Prova civile - confessione - stragiudiziale - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.7381 del 25/03/2013Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Fattispecie in tema di valenza confessoria di una scrittura relativa ad acquisto per usucapione.
Una dichiarazione è qualificabile come confessione ove sussistano un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sé sfavorevole e favorevole all'altra parte, ed un elemento oggettivo, che si ha qualora dall'ammissione del fatto obiettivo, il quale forma oggetto della confessione escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e, al contempo, un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. Ne consegue che non riveste valenza confessoria, in ordine al protrarsi del possesso per il tempo utile al verificarsi dell'usucapione, la scrittura con cui una parte si impegni a far acquisire all'altra un determinato immobile, o a seguito di sentenza dichiarativa di usucapione in suo favore o per contratto, rivelando tale accordo aspetti di incompatibilità logica tra il pattuito trasferimento a titolo derivativo ed il pregresso acquisto a titolo originario e collocandosi sul piano volitivo, anziché su quello ricognitivo.
Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.7381 del 25/03/2013
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Prova civile - confessione - stragiudiziale – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2721 del 05/02/2013Dichiarazioni contenute nell'atto di citazione - Valore confessorio - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Ammissioni contenute in un ricorso per decreto ingiuntivo - Confessione stragiudiziale - Configurabilità.
Le circostanze sfavorevoli all'attore, riportate nell'atto di citazione, in quanto atto di parte, sono necessariamente addotte con "animus confitendi" e costituiscono, quindi, confessione stragiudiziale nei confronti di colui al quale l'atto è notificato; ne consegue che alle ammissioni contenute in un ricorso per decreto ingiuntivo deve essere riconosciuto il valore di confessione stragiudiziale, poiché, sebbene rivolto al giudice, il ricorso è destinato e notificato alla parte debitrice.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2721 del 05/02/2013 …...
prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7015 del 08/05/2012Dichiarazioni rese in giudizio dal difensore - Affermative di fatti sfavorevoli al rappresentato e favorevoli all'altra parte - Efficacia confessoria - Esclusione - Valore indiziario - Sussistenza - Fattispecie relativa al possesso "ad usucapionem". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7015 del 08/05/2012
Le dichiarazioni rese in giudizio dal difensore, contenenti affermazioni relative a fatti sfavorevoli al proprio rappresentato e favorevoli all'altra parte, non hanno efficacia di confessione, ma possono essere utilizzate dal giudice come elementi indiziari, valutabili agli effetti dell'art. 2729 cod. civ. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione di merito che aveva riconosciuto il possesso sulla base delle ammissioni del difensore del convenuto per usucapione, in quanto corroborate da altri elementi inferenziali desunti dalla condotta proprietaria dell'attore).
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7015 del 08/05/2012
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Lavoro - lavoro subordinato - orario di lavoro - lavoro straordinario – Corte Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 14479 del 19/11/2001Indicazione dell'orario di lavoro osservato contenuta nella busta paga - Valore di prova legale del fatto costitutivo della pretesa del lavoratore diretta al pagamento del compenso dello straordinario - Attribuibilità - Esclusione.
Ove la busta paga consegnata al lavoratore contenga l'indicazione dell'orario di lavoro osservato dal dipendente a tale dichiarazione non può essere assegnato il valore di prova legale (preclusiva della prova testimoniale) in relazione alla pretesa del dipendente diretta alla remunerazione di lavoro straordinario.
Corte Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 14479 del 19/11/2001
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Prova civile - confessione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21509 del 18/10/2011Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Fattispecie.
La confessione deve avere ad oggetto fatti obiettivi - la cui qualificazione giuridica spetta al giudice del merito - e non già opinioni o giudizi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso potesse integrare una confessione giudiziale la dichiarazione, resa in interrogatorio formale, secondo cui lo scalino situato all'interno di una chiesa "si vede male perché dà la sensazione di essere in piano, mentre invece c'è un gradino in discesa", la quale, dunque, non verteva non su un fatto, ma esprimeva una valutazione soggettiva di una realtà fisica).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21509 del 18/10/2011
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Prova civile - interrogatorio - formale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4486 del 24/02/2011Processo con pluralità di parti - Deferimento su un punto controverso tra il deferente e un soggetto diverso dall'interrogando - Ammissibilità - Esclusione – Fondamento - Prova civile - Confessione - Giudiziale - Efficacia probatoria – Processo con pluralità di parti - Valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente - Esclusione - Fondamento - Libero apprezzamento da parte del giudice - Ammissibilità - Contenuto.
L'interrogatorio formale reso in un processo con pluralità di parti, essendo volto a provocare la confessione giudiziale di fatti sfavorevoli alla parte confitente e favorevoli al soggetto che si trova, rispetto ad essa, in posizione antitetica e contrastante, non può essere deferito, su un punto dibattuto in quello stesso processo, tra il soggetto deferente ed un terzo diverso dall'interrogando, non avendo valore confessorio le risposte, eventualmente affermative, fornite dell'interrogato. Invero, la confessione giudiziale produce effetti nei confronti della parte che la fa e della parte che la provoca, ma non può acquisire il valore di prova legale nei confronti di persone diverse dal confitente, in quanto costui non ha alcun potere di disposizione relativamente a situazioni giuridiche facenti capo ad altri, distinti soggetti del rapporto processuale e, se anche il giudice ha il potere di apprezzare liberamente la dichiarazione e trarne elementi indiziari di giudizio nei confronti delle altre parti, tali elementi non possono prevalere rispetto alle risultanze di prove dirette.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4486 del 24/02/2011
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Prova civile - confessione - stragiudiziale - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23495 del 19/11/2010Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo.
Perché una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dall'ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione.
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23495 del 19/11/2010
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Prova civile - confessione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 20701 del 02/10/2007Ammissioni del procuratore contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Valore confessorio - Condizioni - Sottoscrizione anche della parte - Ammissioni del procuratore contenute in atti stragiudiziali - Valore indiziario - Esclusione.
Le ammissioni contenute negli scritti difensivi, sottoscritti unicamente dal procuratore ad litem, non hanno valore confessorio, ma costituiscono elementi indiziari liberamente valutabili dal giudice per la formazione del suo convincimento, mentre neppure valore indiziario hanno le ammissioni del procuratore contenute in atti stragiudiziali.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 20701 del 02/10/2007
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Prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26686 del 06/12/2005Dichiarazioni del difensore sfavorevoli al proprio assistito contenute in atti qualificabili "di parte" - Valore probatorio - Confessione giudiziale spontanea - Condizione - Sottoscrizione personale della parte assistita - Necessità - Conseguente inidoneità della mera sottoscrizione della procura rilasciata al difensore.
Pur essendo vero che le ammissioni contenute nella comparsa di risposta - così come in uno degli atti processuali di parte indicati dall'art. 125 cod. proc. civ. - siccome facenti parte del processo, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 cod. proc. civ., è tuttavia necessario che la comparsa, affinché possa produrre tale efficacia probatoria, sia stata sottoscritta dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli contenute nell'atto. Conseguentemente, è inidonea a tale scopo la mera sottoscrizione della procura scritta a margine o in calce che, anche quando riportata nel medesimo foglio in cui è inserita la dichiarazione ammissiva, costituisce atto giuridicamente distinto, benché collegato.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26686 del 06/12/2005
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prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26686 del 06/12/2005Dichiarazioni del difensore sfavorevoli al proprio assistito contenute in atti qualificabili "di parte" - Valore probatorio - Confessione giudiziale spontanea - Condizione - Sottoscrizione personale della parte assistita - Necessità - Conseguente inidoneità della mera sottoscrizione della procura rilasciata al difensore. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26686 del 06/12/2005
Pur essendo vero che le ammissioni contenute nella comparsa di risposta - così come in uno degli atti processuali di parte indicati dall'art. 125 cod. proc. civ. - siccome facenti parte del processo, possono assumere anche il carattere proprio della confessione giudiziale spontanea, alla stregua di quanto previsto dagli artt. 228 e 229 cod. proc. civ., è tuttavia necessario che la comparsa, affinché possa produrre tale efficacia probatoria, sia stata sottoscritta dalla parte personalmente, con modalità tali che rivelino inequivocabilmente la consapevolezza delle specifiche dichiarazioni dei fatti sfavorevoli contenute nell'atto. Conseguentemente, è inidonea a tale scopo la mera sottoscrizione della procura scritta a margine o in calce che, anche quando riportata nel medesimo foglio in cui è inserita la dichiarazione ammissiva, costituisce atto giuridicamente distinto, benché collegato.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26686 del 06/12/2005
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Prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19191 del 30/09/2005Ammissioni contenute in un atto stragiudiziale - Efficacia probatoria - Valore indiziario - Unica e sufficiente fonte di prova - Configurabilità.
In tema di prova,le ammissioni contenute in una lettera vergata da un legale, pur non avendo valore pari alla confessione della parte da lui rappresentata, possono essere considerate indizi e - sotto tale aspetto - sono valutabili dal giudice, anche quale unica fonte probatoria, per la formazione del suo convincimento.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19191 del 30/09/2005
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prova civile - confessione - stragiudiziale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Oggetto - Irrevocabilità - Limiti - Fattispecie relativa a dichiarazioni del difensore in altro giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
Perchè una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dalla ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione , escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. È inoltre necessario che la confessione abbia per oggetto un fatto storico dubbio, salva restandola possibilità di invalidarla qualora il confitente dimostri sia la inveridicità della dichiarazione sia che la non rispondenza di questa al vero dipende dall'erronea rappresentazione o percezione del fatto rappresentato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il valore di confessione della dichiarazione contenuta in un atto di un altro processo civile, con il quale il difensore della parte dichiarava che la propria rappresentata aveva una residenza diversa da quella documentata anagraficamente in giudizio e risultante da molteplici ulteriori elementi indiziari. In particolare, la S.C. ha rilevato sia che alla dichiarazione del procuratore era estranea qualsiasi consapevolezza della parte circa il riconoscimento del carattere sfavorevole della dichiarata residenza, sia che era indubbio che la residenza della parte fosse diversa da quella dichiarata).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
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Prova civile - confessione - stragiudiziale – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005Nozione - Elemento soggettivo ed elemento oggettivo - Oggetto - Irrevocabilità - Limiti - Fattispecie relativa a dichiarazioni del difensore in altro giudizio.
Perchè una dichiarazione sia qualificabile come confessione, essa deve constare di un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sè sfavorevole e favorevole all'altra parte, e di un elemento oggettivo, che si ha qualora dalla ammissione del fatto obiettivo che forma oggetto della confessione , escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e al contempo un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. È inoltre necessario che la confessione abbia per oggetto un fatto storico dubbio, salva restandola possibilità di invalidarla qualora il confitente dimostri sia la inveridicità della dichiarazione sia che la non rispondenza di questa al vero dipende dall'erronea rappresentazione o percezione del fatto rappresentato. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il valore di confessione della dichiarazione contenuta in un atto di un altro processo civile, con il quale il difensore della parte dichiarava che la propria rappresentata aveva una residenza diversa da quella documentata anagraficamente in giudizio e risultante da molteplici ulteriori elementi indiziari. In particolare, la S.C. ha rilevato sia che alla dichiarazione del procuratore era estranea qualsiasi consapevolezza della parte circa il riconoscimento del carattere sfavorevole della dichiarata residenza, sia che era indubbio che la residenza della parte fosse diversa da quella dichiarata).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19165 del 29/09/2005
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Prova civile - dichiarazioni dei procuratori – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4744 del 04/03/2005Contenute negli atti difensivi - Valore indiziario - Configurabilità - Valore confessorio - Condizioni - Sottoscrizione anche della parte - Necessità - Fondamento.
Le dichiarazioni contenute nella comparsa di risposta, contenenti affermazioni relative a fatti sfavorevoli al proprio rappresentato e favorevoli all'altra parte, non hanno efficacia di confessione ma possono soltanto fornire elementi indiziari qualora l'atto sia sottoscritto dal difensore e non dalla parte personalmente, atteso che la confessione giudiziale spontanea può essere manifestata efficacemente solo da chi abbia il potere di disporre del diritto controverso e quindi non dal difensore, a meno che questi sia munito d'apposito mandato in tal senso, che si aggiunga alla procura alle liti.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4744 del 04/03/2005
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Lavoro - Lavoro subordinato - Orario di lavoro - Lavoro straordinario – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 739 del 21/01/1993Indicazione dell'orario osservato, contenuta nella busta paga - Contenuto confessorio - Configurabilità - Valore di prova legale del fatto costitutivo della pretesa del lavoratore diretta al pagamento del compenso dello straordinario - Esclusione - Condizione.
Ove la busta paga consegnata al lavoratore - alla quale è assegnata dalla legge 5 gennaio 1953 n. 4 la funzione di consentire al lavoratore, attraverso l'imputazione del pagamento al debito che si intende soddisfare, il controllo della corrispondenza fra quanto a vario titolo dovuto e quanto effettivamente erogato contenga l'indicazione dell'orario di lavoro osservato dal dipendente, a tale dichiarazione del datore di lavoro non può essere assegnato, in relazione al suo contenuto confessorio, il valore di prova legale del fatto costitutivo della pretesa del dipendente diretta alla remunerazione di lavoro straordinario, ove alla dichiarazione stessa si accompagni quella di fatti tali fa infirmare nella fattispecie l'efficacia del fatto confessato mediante la specificazione della quantità complessiva del lavoro svolto.
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 739 del 21/01/1993
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