Scioglimento del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13959 del 26/05/2025 (Rv. 674972-01)Risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Contratto preliminare di compravendita - Inadempimento del promittente venditore in tema di difformità catastale dell'immobile compromesso - Valutazione ex art. 1455 c.c. - Recesso del promissario acquirente - Fattispecie.
In tema di contratto preliminare, la regolarizzazione delle evidenze catastali è elemento essenziale ai fini dell'adempimento dell'obbligo di stipulare, costituendo la dichiarazione di conformità catastale requisito di validità del contratto definitivo, per l'effetto non valutabile di scarsa importanza ex art. 1455 c.c.; si giustifica così il recesso del promissario acquirente. (Nella specie, la S.C. ha riformato la sentenza che aveva valutato di scarsa importanza l'inadempimento del promittente venditore, il quale non aveva provveduto alla regolarizzazione delle evidenze catastali nonostante i solleciti ricevuti, pregiudicando la possibilità per la controparte di ottenere il finanziamento richiesto per l'acquisto dell'immobile).
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13959 del 26/05/2025 (Rv. 674972-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1351 …...
Scioglimento del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14030 del 26/05/2025 (Rv. 674749-01)Risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Reciproci inadempimenti - Valutazione comparativa - Criterio meramente cronologico - Esclusione - Criterio di proporzionalità - Sussistenza.
In tema di inadempimenti contrattuali reciproci, la loro valutazione comparativa non può essere effettuata in base a un criterio meramente cronologico, addebitando la colpa alla parte che si sia resa inadempiente per prima, ma deve essere condotta secondo un criterio di proporzionalità, confrontando le condotte in base alla loro incidenza sul sinallagma contrattuale.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14030 del 26/05/2025 (Rv. 674749-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1460 …...
Scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9399 del 10/04/2025 (Rv. 674558-01)Domanda di risoluzione per inadempimento - Valutazione giudiziale in ordine alla non scarsa importanza ex art. 1455 c.c. - Doverosità - Possibilità di desumerla dalla fondatezza di domanda uguale e contraria - Esclusione.
A fronte di una domanda di risoluzione per inadempimento, il giudice è tenuto a valutare l'importanza dell'inadempimento stesso, ai sensi dell'art. 1455 c.c., senza poterla implicitamente ricavare dall'accoglimento di una domanda uguale e contraria.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9399 del 10/04/2025 (Rv. 674558-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Obbligazioni del venditore - comunità europea - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1772 del 24/01/2025 (Rv. 67356201)Trasferimento di titoli cd. PAC con o senza terra - Fungibilità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze in tema di inadempimento contrattuale.
I titoli dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura relativi ai contributi comunitari diretti agli agricoltori (cd. "aiuti PAC") possono essere trasferiti con o senza terra; le due cessioni non sono fungibili tra loro, poiché mentre la cessione dei titoli PAC "con terra" è immediatamente produttiva di aiuti, il trasferimento dei titoli PAC "senza terra" richiede necessariamente, per concretizzare il diritto, di essere combinato con una superficie agricola ammissibile. Ne consegue che nel caso in cui oggetto del contratto di vendita siano titoli PAC "con terra" e vengano offerti, diversamente, titoli PAC "senza terra", tale diversa proposta integra l'inadempimento grave e legittima la risoluzione del contratto.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1772 del 24/01/2025 (Rv. 67356201)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1460 …...
Scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 361 del 08/01/2025 (Rv. 673480-01)Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - Diffida ad adempiere - Efficacia - Presupposto - Preesistenza dell'inadempimento - Necessità - Possibilità di intimarla prima della scadenza termine di esecuzione contratto - Esclusione - Fondamento.
Ai sensi dell'art. 1454 c.c., il contraente che si avvale dello strumento dalla diffida deve essere già vittima dell'altrui inadempimento e, pertanto, deve escludersi che essa possa essere intimata prima della scadenza del termine di esecuzione del contratto, trattandosi di uno strumento offerto ad un contraente nei confronti dell'altro che sia inadempiente per ottenere una celere risoluzione del contratto senza dovere attendere la pronuncia del giudice.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 361 del 08/01/2025 (Rv. 673480-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1454, Cod_Civ_art_1455 …...
Obbligazioni del compratore - contratti in genere - scioglimento del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 245 del 07/01/2025 (Rv. 673479-01)risoluzione del contratto - Compravendita immobiliare - Conclusione mediante scrittura privata - Attività necessario ai fini della trascrizione - Mancata collaborazione dell'acquirente - Gravità dell'inadempimento - Esclusione - Ragioni.
In tema di compravendita immobiliare conclusa con scrittura privata, va escluso il grave inadempimento dell'acquirente che non abbia collaborato all'attività giuridica necessaria per la trascrizione dell'atto, trattandosi di condotta inidonea a cagionare danno all'alienante, già spogliatosi della proprietà dell'immobile e valevole a ledere, semmai, la posizione dello stesso acquirente, stante la finalità della trascrizione, diretta a risolvere l'eventuale conflitto tra più aventi causa da un comune autore.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 245 del 07/01/2025 (Rv. 673479-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_2643, Cod_Civ_art_2644, Cod_Civ_art_2657 …...
Cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 13784 del 17/05/2024 (Rv. 671354-01)Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Inadempimento - Falsa applicazione dell'art. 1455 c.c. - Contenuto - Individuazione da parte del giudice dei parametri relativi al giudizio di non scarsa importanza dell'inadempimento - Necessità - Parametri astratti - Sufficienza - Esclusione.
In tema di apprezzamento della gravità dell'inadempimento, ai sensi dell'art. 1455 c.c., la previsione di legge è falsamente applicata laddove il giudice non individui i parametri sulla base dei quali viene affermato che l'inadempimento non può essere giudicato di scarsa importanza, avuto riguardo all'interesse dell'altro contraente, senza poter prescindere dalle emergenze di causa; sicché un tal giudizio non può essere espresso in termini astratti o, comunque, incompatibili con esse.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 13784 del 17/05/2024 (Rv. 671354-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1455, Cod_Proc_Civ_art_360 …...
Adempimento - mora del creditore - forma dell'offerta - reale - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12842 del 10/05/2024 (Rv. 671504-01)Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Offerta reale parziale - Conseguenze - Invalidità dell'offerta - Sussistenza - Risoluzione per inadempimento - Limiti - Accertamento circa la gravità dell'inadempimento - Necessità.
La parzialità dell'offerta reale, pur determinandone l'invalidità, non può comportare, di per sé, la risoluzione per inadempimento del rapporto giuridico in relazione al quale è stata fatta, essendo pur sempre necessario l'accertamento del requisito imprescindibile della sua gravità, da compiersi avendo riguardo alla natura della causa, all'interesse delle parti, alla loro condotta e alla corretta applicazione degli artt. 1453, 1455 e 1375 c.c..
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12842 del 10/05/2024 (Rv. 671504-01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1208, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1375 …...
Locazione - obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36494 del 29/12/2023 (Rv. 669783 - 01)Morosità - Contratti in genere - scioglimento del contratto - Risoluzione del contratto - in genere - Contratto di locazione - Domanda di risoluzione per morosità del conduttore - Importanza dell'inadempimento ex art. 1455 c.c. - Valutazione del comportamento successivo alla proposizione della domanda - Necessità - Fondamento.
A fronte di una domanda di risoluzione del contratto di locazione per morosità del conduttore, il giudice deve tener conto, nella valutazione della gravità dell'inadempimento, del suo comportamento anche successivo alla proposizione della domanda, dal momento che, non potendo il locatore sospendere a sua volta l'adempimento della propria obbligazione (trattandosi di un contratto di durata), permane in capo allo stesso l'interesse alla percezione del corrispettivo convenuto, dovutogli, ai sensi dell'art. 1591 c.c., fino al momento della riconsegna del bene.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36494 del 29/12/2023 (Rv. 669783 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1591 …...
Vendita - obbligazioni del venditore - mancanza di qualità della cosa (nozione, distinzioni) Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 29450 del 24/10/2023 (Rv. 669204 - 01)Qualità promesse - Compravendita di beni mobili - Mancanza del certificato di qualità dovuto in base al contratto di vendita - Irrilevanza - Esclusione - Mancanza di qualità promesse - Sussistenza - Possibilità di ritenere l'inadempimento di scarsa importanza ove non siano dimostrati specifici vizi della cosa - Esclusione.
In tema di compravendita di beni mobili, la mancanza del certificato di qualità, contrattualmente previsto, rileva, ex art. 1497 c.c., sotto il profilo del difetto delle qualità promesse e dà all'acquirente il diritto alla risoluzione del contratto per inadempimento, dovendosi escludere che la mancanza della certificazione di qualità, ove non siano dimostrati specifici vizi della cosa, possa essere ritenuta di scarsa importanza ex art. 1455 c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 29450 del 24/10/2023 (Rv. 669204 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1490, Cod_Civ_art_1492, Cod_Civ_art_1497 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 25703 del 04/09/2023 (Rv. 668932 - 01)Risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - diffida ad adempiere - Accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento - Necessità - Criteri.
L'intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere, di cui all'art. 1454 c.c., e l'inutile decorso del termine fissato per l'adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell'art. 1455 c.c., dell'accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento in relazione alla situazione verificatasi alla scadenza del termine ed al permanere dell'interesse della parte all'esatto e tempestivo adempimento.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 25703 del 04/09/2023 (Rv. 668932 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1454, Cod_Civ_art_1455 …...
Vendita - obbligazioni del venditore - consegna della cosa Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23604 del 02/08/2023 (Rv. 668408 - 01)Cosa diversa dalla pattuita ("aliud pro alio") - Mancanza del certificato di abitabilità - Ipotesi - Conseguenze.
In tema di vendita di immobili destinati ad abitazione, la mancanza del certificato di abitabilità configura alternativamente l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio" qualora le difformità riscontrate non siano in alcun modo sanabili, l'ipotesi del vizio contrattuale, sub specie di mancanza di qualità essenziali, qualora le difformità riscontrate siano sanabili, ovvero l'ipotesi dell'inadempimento non grave, fonte di esclusiva responsabilità risarcitoria del venditore ma non di risoluzione del contratto per inadempimento, qualora la mancanza della certificazione sia ascrivibile a semplice ritardo nella conclusione della relativa pratica amministrativa.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23604 del 02/08/2023 (Rv. 668408 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1470, Cod_Civ_art_1477, Cod_Civ_art_1495, Cod_Civ_art_1218 …...
Risoluzione per mancato rispetto del termine essenziale – Cass. n. 10682/2023Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Risoluzione del contratto - Risoluzione per mancato rispetto del termine essenziale - Risoluzione per inadempimento consistente nel mancato rispetto del termine non essenziale di adempimento - Differenze - Conseguenze in merito al rispetto del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
La domanda di risoluzione del contratto per inosservanza del termine essenziale richiede la verifica dell'esistenza, nel contratto, di tale termine e del suo mancato rispetto, mentre quella di risoluzione per inadempimento consistente nell’inosservanza di un termine non essenziale implica un apprezzamento complessivo del sinallagma contrattuale, al fine di verificare quale fosse l'intenzione delle parti e quale di esse, con la sua condotta, si sia resa responsabile del mancato raggiungimento dello scopo negoziale che era stato originariamente prefisso, così incorrendo in un inadempimento di non scarsa importanza (art. 1455 c.c.), con la conseguenza che incorre nel vizio di ultrapetizione il giudice del merito che, richiesto di una pronunzia di risoluzione contrattuale a norma degli artt. 1453 e 1454 c.c., accolga invece una domanda di risoluzione di diritto per avvenuta scadenza del termine essenziale (ex art. 1457 c.c.) non ritualmente proposta, trattandosi di ipotesi legislative nettamente distinte per requisiti formali e sostanziali.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10682 del 20/04/2023 (Rv. 667793 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1454, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1457, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112
Corte
Cassazione
10682
2023 …...
Contratto a prestazioni corrispettive – Cass. n. 7649/2023Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Contratto a prestazioni corrispettive - Valutazione del giudice di merito - Criteri - Valutazione unitaria e complessiva - Necessità - Deduzione dell'inadempimento della parte attrice - Esame - Necessità.
Ai fini della pronuncia di risoluzione, il giudice non può isolare singole condotte di una delle parti per stabilire se costituiscano motivo di inadempienza a prescindere da ogni altra ragione di doglianza dei contraenti, ma deve, invece, procedere alla valutazione sinergica del comportamento di questi ultimi, attraverso un'indagine globale ed unitaria dell'intero loro agire, anche con riguardo alla durata del protrarsi degli effetti dell'inadempimento, perché l'unitarietà del rapporto obbligatorio a cui ineriscono tutte le prestazioni inadempiute da ognuno non tollera una valutazione frammentaria e settoriale della condotta di ciascun contraente ma esige un apprezzamento complessivo. Ne consegue, pertanto, che nel delibare la fondatezza della domanda di accertamento dell'inadempimento di uno dei contraenti, ovvero di risoluzione contrattuale per inadempimento, il giudice deve tener conto, anche in difetto di una formale eccezione ai sensi dell'art. 1460 c.c., delle difese con cui la parte contro la quale la domanda viene proposta opponga a sua volta l'inadempienza dell'altra.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7649 del 16/03/2023 (Rv. 667271 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_116
Corte
Cassazione
7649
2023 …...
Applicabilità dei principi generali in materia di inadempimento delle obbligazioni – Cass. n. 7041/2023Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - in genere - Responsabilità per inadempimento dell'appaltatore - Applicabilità dei principi generali in materia di inadempimento delle obbligazioni - Sussistenza - Condizioni - Eccezione di inadempimento da parte del committente - Ammissibilità - Mancata proposizione della domanda di garanzia - Irrilevanza - Proposizione di domanda riconvenzionale - Necessità - Esclusione.
In tema di inadempimento del contratto d'appalto, laddove l'opera risulti ultimata, il committente, convenuto per il pagamento, può opporre all'appaltatore le difformità ed i vizi dell'opera, in virtù del principio "inadimpleti non est adimplendum" al quale si ricollega la più specifica disposizione dettata dal secondo periodo dell'ultimo comma dell'art. 1667 c.c., analoga a quella di portata generale di cui all'art. 1460 c.c. in materia di contratti a prestazioni corrispettive, anche quando la domanda di garanzia sarebbe prescritta ed, indipendentemente, dalla contestuale proposizione, in via riconvenzionale, di detta domanda, che può anche mancare, senza pregiudizio alcuno per la proponibilità dell'eccezione in esame.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7041 del 09/03/2023 (Rv. 667011 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1667, Cod_Civ_art_1668, Cod_Civ_art_1669
Corte
Cassazione
7041
2023 …...
Risoluzione del contratto di locazione – Cass. n. 4267/2023Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - disposizioni processuali - controversie relative alla determinazione, all'aggiornamento ed all'adeguamento del canone - morosità del conduttore - edilizia popolare ed economica - assegnazione - disposizione dell'alloggio - Risoluzione del contratto di locazione - Entità minima della morosità ex art. 30, comma 4, l.r. Toscana n. 96 del 1996 (come sostituito dalla l.r. n. 41 del 2015) - Applicabilità ai contratti in corso - Sussistenza al momento della domanda di risoluzione del contratto - Necessità - Morosità in pendenza del giudizio - Irrilevanza.
L'entità minima della morosità del conduttore, suscettibile di determinare la risoluzione del contratto di locazione - elevata a sei mesi dall'art. 22 della l.r. Toscana n. 41 del 2015 (modificativo dell'art. 30, comma 4, della l.r. Toscana n. 96 del 1996) -, si applica ai contratti in corso al momento dell'entrata in vigore della menzionata disposizione (8 aprile 2015), ferma restando la necessità che la suddetta morosità sia interamente maturata al momento della proposizione della domanda di risoluzione, essendo irrilevante quella verificatasi in pendenza del relativo giudizio.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 4267 del 10/02/2023 (Rv. 666732 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Proc_Civ_art_658
Corte
Cassazione
4267
2023 …...
Gestione di portafogli su base individuale – Cass. n. 34936/2022Contratti di borsa - Gestione di portafogli su base individuale - Contratti in corso alla data di entrata in vigore del regolamento Consob n. 16190 del 2007 - Mancata comunicazione ai clienti del benchmark e della loro classificazione - Inadempienza ad obblighi legali dell'intermediario - Risoluzione del contratto - Valutazione della gravità dell'inadempimento - Necessità.
In tema di gestione di portafogli su base individuale, la violazione dell'obbligo di comunicare ai clienti il benchmark e la loro classificazione, previsto per i contratti in corso alla data di entrata in vigore del regolamento Consob n. 16190 del 2007, costituisce inadempimento ad obblighi legali dell'intermediario, che tuttavia, ai fini della risoluzione del contratto, non si sottrae alla valutazione di gravità prevista dall'art. 1455 c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34936 del 28/11/2022 (Rv. 666449 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455
Corte
Cassazione
34936
2022 …...
Valutazione delle prove acquisite nel procedimento arbitrale – Cass. n. 27954/2022Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - casi di nullità - Valutazione delle prove acquisite nel procedimento arbitrale - Sindacabilità a mezzo dell'impugnazione per nullità del lodo - Art. 829 c.p.c. previgente - Esclusione - Fattispecie.
La valutazione dei fatti dedotti e delle prove acquisite nel corso del procedimento arbitrale non può essere sindacata a mezzo dell'impugnazione per nullità del lodo arbitrale, in base alla previsione di cui all'art. 829 c.p.c. nel testo anteriore all'entrata in vigore delle modificazioni introdotte mediante il d.lgs. n. 40 del 2006, in quanto tale valutazione è negozialmente rimessa alla competenza istituzionale degli arbitri. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte distrettuale che, con riguardo ad una fattispecie in cui veniva in rilievo una clausola risolutiva espressa ex art. 1456 c.c., aveva dichiarato la nullità di un lodo arbitrale per ragioni attinenti al merito delle valutazioni operate dagli arbitri in ordine alla gravità dei reciproci inadempimenti delle parti).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 27954 del 23/09/2022 (Rv. 665693 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_829, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1456
Corte
Cassazione
27954
2022 …...
Sussistenza al momento della domanda di risoluzione del contratto – Cass. n. 26493/2022Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - disposizioni processuali - controversie relative alla Determinazione, all'aggiornamento ed all'adeguamento del canone - morosità del conduttore - Inadempimento - Sussistenza al momento della domanda di risoluzione del contratto - Necessità - Morosità in pendenza del giudizio - Irrilevanza - Fattispecie.
Le cause di risoluzione di un contratto di locazione per inadempimento del conduttore debbono preesistere al momento in cui la controparte propone la domanda giudiziale, con la conseguenza che - per quanto sia consentito al giudice, in una considerazione unitaria della condotta della parte, trarre elementi circa la colpevolezza e la gravità dell'inadempimento dalla morosità che si sia protratta nel corso del giudizio - egli non può mai prescindere dall'indagine primaria sulla sussistenza dell'inadempimento al momento della domanda. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione che aveva confermato la risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore - il quale, fino all'intimazione dello sfratto per morosità, aveva corrisposto il canone in misura ridotta ex art. 3, commi 8 e 9, d.lgs. n. 23 del 2011, poi dichiarati costituzionalmente illegittimi - attribuendo rilievo, ai fini della richiesta risoluzione, alla complessiva morosità determinatasi anche successivamente alla proposizione della domanda, senza esaminare i profili di imputabilità del pregresso inadempimento).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 26493 del 08/09/2022 (Rv. 665667 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Proc_Civ_art_658
Corte
Cassazione
26493
2022 …...
Mancato perseguimento da parte dell'associante – Cass. n. 20159/2022Associazione in partecipazione - diritti dei contraenti - in genere - Autonomia dell'associante - Limitazioni - Rendiconto - Fini cui l'attività d'impresa o di gestione è preordinata - Mancato perseguimento da parte dell'associante - Risoluzione per inadempimento - Applicabilità - Condizioni - Fattispecie.
In tema di associazione in partecipazione, l'autonomia che, di regola, si accompagna alla titolarità esclusiva dell'impresa e della gestione da parte dell'associante trova limite sia nell'obbligo del rendiconto ad affare compiuto o del rendiconto annuale della gestione che si protragga per più di un anno, ex art. 2552, comma 3, c.c., sia, in corso di durata del rapporto, nel dovere generale di esecuzione del contratto secondo buona fede, che si traduce nel dovere specifico di portare a compimento l'affare o l'operazione economica entro il termine ragionevolmente necessario a tale scopo; ne consegue che, alla stregua dei principi generali sulla risoluzione dei contratti sinallagmatici per inadempimento, applicabili all'associazione in partecipazione, l'inerzia o il mancato perseguimento da parte dell'associante dei fini cui l'attività d'impresa o di gestione dell'affare è preordinata determina un inadempimento che, quando si protragga oltre ogni ragionevole limite di tolleranza può, perciò, secondo l'apprezzamento del giudice del merito, dar luogo all'azione di risoluzione del contratto, secondo le regole indicate negli artt. 1453 e 1455 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva respinto la richiesta di risoluzione di un contratto di associazione in partecipazione relativo ad immobili da costruire, ritenendo che le parti non avessero indicato un termine specifico ed essenziale per la realizzazione dell'affare, mentre il mancato inoltro del rendiconto non costituiva inadempimento grave dell'associante, in quanto lo stesso aveva messo a disposizione documentazione ritenuta equipollente, consistente nei propri bilanci ed allegati contabili).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20159 del 22/06/2022 (Rv. 664978 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2549, Cod_Civ_art_2552, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455
Corte
Cassazione
20159
2022 …...
Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso – Cass. n. 7187/2022Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere - Inadempimento - Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso - Circostanze oggettive e soggettive - Alterazione dell'equilibrio contrattuale - Fattispecie.
In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di tutte le circostanze, oggettive e soggettive, dalle quali sia possibile desumere l'alterazione dell'equilibrio contrattuale. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in relazione a un contratto di fornitura di acciaio con consegne ripartite, aveva accertato la mancanza di qualità di una parte del materiale consegnato e ritenuto grave l'inadempimento in base a quel quantitativo di merce, anziché all'intera fornitura, peraltro senza considerare che l'acquirente aveva mostrato di tollerare il difetto, avendo richiesto, dopo la contestazione della difformità, la consegna dell'ulteriore materiale).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7187 del 04/03/2022 (Rv. 664394 - 03)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1564
Corte
Cassazione
7187
2022 …...
Accettazione da parte del creditore – Cass. n. 2223/2022Appalto (contratto di) - corrispettivo - pagamento - Pagamento parziale - Accettazione da parte del creditore - Effetti - Estinzione del debito - Esclusione - Successiva domanda di risoluzione per inadempimento - Ammissibilità - Condizioni.
L'accettazione da parte del creditore dell'adempimento parziale - che a norma dell'art. 1181 c.c. egli avrebbe potuto rifiutare - non estingue il debito, ma può ridurlo, non precludendo conseguentemente al creditore stesso di azionare la risoluzione del contratto, nè al giudice di dichiararla, ove la parte residuale del credito rimasta scoperta sia tale da comportare ugualmente la gravità dell'inadempimento.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2223 del 25/01/2022 (Rv. 663641 - 03)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1181, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1665
Corte
Cassazione
2223
2022 …...
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione – Cass. n. 2223/2022Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Adempimento parziale - Rifiuto del creditore - Funzione rispettiva degli artt. 1181 e 1455 c.c. - Conseguenze.
Gli artt. 1181 e 1455 c.c. si riferiscono a due distinte sfere di applicabilità: il primo attiene alla facoltà del creditore di rifiutare la prestazione parziale e di agire, quindi, per il conseguimento dell'intero, donde la legittimità del rifiuto di un adempimento inesatto; l'art. 1455 riguarda, invece, il potere del contraente di risolvere il contratto a prestazioni corrispettive nel caso d'inadempimento di non lieve entità dell'altra parte. Ne consegue che, dato il diverso ambito di operatività delle due discipline, la condanna del debitore inadempiente al risarcimento del danno può essere pronunziata anche quando, per la scarsa importanza dell'inadempimento, non possa farsi luogo alla risoluzione del contratto.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2223 del 25/01/2022 (Rv. 663641 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1181, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1289
Corte
Cassazione
2223
2022 …...
Accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento – Cass. n. 40325/2021Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - diffida ad adempiere - Accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento - Necessità - Criteri.
L'art. 1455 c.c. trova applicazione anche nel caso di previa diffida ad adempiere, ex art. 1454 c.c..
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 40325 del 16/12/2021 (Rv. 663362 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1454, Cod_Civ_art_1455
Corte
Cassazione
40325
2021 …...
Eccezione d'inadempimento – Cass. n. 28070/2021Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - "Exceptio inadimpleti contractus" - Natura - Eccezione in senso proprio - Conseguenze - Rilevabilità dal convenuto - Fondamento.
L'eccezione d'inadempimento costituisce un'eccezione in senso proprio, in quanto tale proponibile anche con l'atto di appello e rimessa all'iniziativa e alla disponibilità del convenuto, unico interessato alla prestazione corrispettiva e sovrano nell'apprezzamento della convenienza di sollecitarne l'attuazione mediante l'esperimento dell'eccezione.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 28070 del 14/10/2021 (Rv. 662553 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455
Corte
Cassazione
28070
2021 …...
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione – Cass. n. 23879/2021Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - clausola risolutiva espressa - Risolubilità del contratto anche per inadempimenti non rientranti nella previsione della clausola risolutiva espressa - Ammissibilità - Condizioni.
La stipulazione di una clausola risolutiva espressa non implica che il contratto possa essere risolto solo nei casi espressamente previsti dalle parti, rimanendo fermo il principio per cui ogni inadempimento di non scarsa rilevanza può giustificare la risoluzione del contratto, con l'unica differenza che, per i casi già previsti dalle parti nella clausola risolutiva espressa, la gravità dell'inadempimento non deve essere valutata dal giudice.
Corte di Cassazione, Sez. 2 -, Ordinanza n. 23879 del 03/09/2021 (Rv. 662078 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1456
Corte
Cassazione
23879
2021 …...
Rilevanza dei ritardi dell'appaltatore ai fini della risoluzione del contratto – Cass. n. 20874/2021Opere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - risoluzione - Ritardi dell'appaltatore - Procedura prevista dall'art. 119 d.P.R. n. 554 del 1999 - Delibera di risoluzione - Presupposti - Gravità e imputabilità del ritardo - Valutazione - Duplice criterio - Oggettivo e soggettivo - Fattispecie.
In tema di appalto di opere pubbliche, la rilevanza dei ritardi dell'appaltatore ai fini della risoluzione del contratto, secondo la procedura prevista dall'art. 119 del d.P.R. n. 554 del 1999 (applicabile "ratione temporis"), dipende dal riscontro dei presupposti della gravità ed imputabilità, la cui valutazione deve essere operata non solo alla stregua di un criterio oggettivo, attraverso la verifica che l'inadempimento abbia inciso in misura apprezzabile nell'economia complessiva del rapporto, ma anche di eventuali elementi di carattere soggettivo, consistenti nel comportamento di entrambe le parti che possano, in relazione alla particolarità del caso concreto, incidere sul giudizio di gravità. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza con la quale la Corte d'appello, dopo aver considerato che il ritardo dell'appaltatore non poteva oggettivamente considerarsi sufficiente a legittimare la risoluzione contrattuale, aveva però trascurato di esaminare l'aspetto soggettivo e cioè che i numerosi inviti e richiami erano rimasti senza risposta, sì da far insorgere nella stazione appaltante il fondato dubbio sulla affidabilità dell'appaltatore e sulle sue possibilità di rientro).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20874 del 21/07/2021 (Rv. 661972 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1655
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20874
2021 …...
Distinzione tra le obbligazioni del sinallagma contrattuale e accessorio – Cass. n. 19579/2021Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Inadempimento contrattuale - Valutazione della gravità - Distinzione tra le obbligazioni costitutive del sinallagma contrattuale e quelle di carattere accessorio - Necessità - Incidenza esclusivamente delle prime - Obblighi di informativa - Rilevanza solo in caso di inadempimento grave o abuso del diritto.
Nella valutazione della gravità dell'inadempimento di un contratto, vanno preliminarmente distinte le violazioni delle obbligazioni costitutive del sinallagma contrattuale, che possono essere apprezzate ai fini della valutazione della gravità di cui all'art. 1455 c.c., rispetto a quelle che incidono sulle obbligazioni di carattere accessorio, che non sono idonee, in sé sole, a fondare un giudizio di gravità dell'inadempimento, potendosi darsi rilievo alla violazione degli obblighi generali di informativa ed avviso imposti dalla cd. buona fede integrativa soltanto in presenza di un inadempimento grave incidente sul nucleo essenziale del rapporto giuridico, ovvero di una ipotesi di abuso del diritto da parte di uno dei paciscenti.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19579 del 09/07/2021 (Rv. 661698 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455
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19579
2021 …...
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione – Cass. n. 12719/2021Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Eccezione ex art. 1460 c.c. - Medesimezza dei presupposti richiesti per la risoluzione per inadempimento - Esclusione - Fondamento.
L'eccezione di inadempimento non è subordinata alla presenza degli stessi presupposti richiesti per la risoluzione, in quanto la gravità dell'inadempimento è un requisito specificamente previsto dalla legge per la risoluzione e trova ragione nella radicale definitività di tale rimedio, mentre l'eccezione d'inadempimento non estingue il contratto, pur potendo il creditore avvalersi dell'eccezione anche nel caso di inesatto inadempimento.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 12719 del 13/05/2021 (Rv. 661312 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Scioglimento del contratto – Cass. n. 8220/2021Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Inadempimento - Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso - Circostanze oggettive e soggettive - Alterazione dell'equilibrio contrattuale - Fattispecie in materia di intervento di chirurgia estetica.
In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di tutte le circostanze, oggettive e soggettive, dalle quali sia possibile desumere l'alterazione dell'equilibrio contrattuale. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in un caso di errato intervento chirurgico di riduzione del seno, aveva omesso di valutare l'importanza dell'inadempimento con riguardo al risultato estetico, limitandosi ad affermare che l'operazione non poteva reputarsi del tutto inutile perché aveva effettivamente prodotto, secondo le indicazioni della paziente, la riduzione della massa mammaria).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8220 del 24/03/2021 (Rv. 660990 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Risoluzione per inadempimento dell'onere – Cass. n. 28993/2020Donazione - facolta' del donante - donazione modale - risoluzione - Risoluzione per inadempimento dell'onere - Clausola risolutiva espressa - Inapplicabilità - Fondamento.
In tema di donazione modale, la risoluzione per inadempimento dell'onere non può avvenire "ipso iure", senza valutazione di gravità dell'inadempimento, in forza di clausola risolutiva espressa, istituto che, essendo proprio dei contratti sinallagmatici, non può estendersi al negozio a titolo gratuito, cui pure acceda un "modus".
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 28993 del 17/12/2020
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0793, Cod_Civ_art_1455
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cassazione
28993
2020 …...
Preliminare di vendita – Inadempimento - contratto preliminare – Cass. n. 22429/2020Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - Preliminare di vendita - Obblighi di garanzia di risultato - Inadempimento - Rifiuto della parte non inadempiente di stipulare il definitivo - Colpa dell'obbligato - Irrilevanza - Fattispecie
In tema di contratto preliminare, qualora una delle parti si sia impegnata ad assicurare un determinato risultato è legittimo il recesso dell'altra parte, a prescindere dalla mancanza di colpa in chi abbia promesso il risultato non raggiunto, trattandosi di garanzia che opera per il fatto oggettivo. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che ha ritenuto legittimo il recesso dal preliminare di quote di una società da parte della promissaria cessionaria, a fronte dell'inadempimento dei promittenti cedenti all'obbligo di garantire la titolarità in capo alla medesima società oggetto di cessione, della maggioranza delle quote di altra società).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 22429 del 16/10/2020 (Rv. 659009 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1385, Cod_Civ_art_1351, Cod_Civ_art_1373
corte
cassazione
22429
2020 …...
Consegna della cosa - cosa diversa dalla pattuita ("aliud pro alio") - Cass. n. 17123/2020 Vendita - obbligazioni del venditore - consegna della cosa - cosa diversa dalla pattuita ("aliud pro alio") - Vendita di immobile privo di certificato di abitabilità - Successivo rilascio del medesimo - Vendita di "aliud pro alio" - Configurabilità - Esclusione.
VENDITA
OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE
Nella vendita di immobili destinati ad abitazione, pur costituendo il certificato di abitabilità un requisito giuridico essenziale ai fini del legittimo godimento e della normale commerciabilità del bene, la mancata consegna di detto certificato costituisce un inadempimento del venditore che non incide necessariamente in modo dirimente sull'equilibrio delle reciproche prestazioni, sicché il successivo rilascio del certificato di abitabilità esclude la possibilità stessa di configurare l'ipotesi di vendita di "aliud pro alio".
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 17123 del 13/08/2020 (Rv. 658954 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1470, Cod_Civ_art_1477, Cod_Civ_art_1495
corte
cassazione
17123
2020 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento – Cass. n. 12637/2020Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo
Rigetto della domanda di risoluzione - Conseguenze - Divieto di chiedere l'adempimento - Esclusione - Fondamento - Decorrenza di nuovo termine prescrizionale per l'adempimento - Sussistenza.
Il divieto, posto dall'articolo 1453 c.c., di chiedere l'adempimento, una volta domandata la risoluzione del contratto, viene meno e non ha più ragion d'essere quando la domanda di risoluzione venga rigettata, rimanendo in vita in tal caso il vincolo contrattuale e risorgendo l'interesse alla esecuzione della prestazione, con inizio del nuovo termine prescrizionale del diritto di chiedere l'adempimento.
Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 12637 del 25/06/2020 (Rv. 658273 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2946
corte
cassazione
12637
2020 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento – Cass. n. 12182/2020Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento
Risoluzione contrattuale - Gravità dell'inadempimento - Accertamento - Criteri - Apprezzamento di fatto - Censurabilità in cassazione - Limiti.
In materia di responsabilità contrattuale, la valutazione della gravità dell'inadempimento ai fini della risoluzione di un contratto a prestazioni corrispettive, ai sensi dell'art. 1455 c.c., costituisce questione di fatto, la cui valutazione è rimessa al prudente apprezzamento del giudice del merito.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 12182 del 22/06/2020 (Rv. 658455 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455
corte
cassazione
12182
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Opere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - risoluzione - per volonta' dell'appaltatore - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8517 del 06/05/2020 (Rv. 657781 - 01)Onere della riserva - Esclusione - Inadempimento consistente nella illegittima sospensione dei lavori - Mancata riserva nel verbale di sospensione o di ripresa - Rilevanza - Limiti.
In tema di appalto di opere pubbliche, ogni qualvolta si faccia questione della risoluzione del contratto per inadempimento dell'appaltante (o, in generale, dell'invalidità del contratto o della sua estinzione), la relativa domanda, arbitrale o giudiziaria, non è soggetta alla decadenza prevista per l'inosservanza dell'onere della riserva, sussistente solo con riferimento alle pretese dell'appaltatore che si riflettono sul corrispettivo a lui dovuto; ciò, tuttavia, non esclude che - ove il prospettato inadempimento consista nell'illegittima disposizione o protrazione della sospensione dei lavori - assuma rilievo la mancata contestazione, da parte dell'appaltatore, dei presupposti giustificativi del provvedimento nel verbale di sospensione ovvero di ripresa dei lavori (a seconda del carattere originario o sopravvenuto delle ragioni di illegittimità e del tempo in cui l'appaltatore ha potuto averne consapevolezza), ai fini della verifica (non già della decadenza, bensì) della gravità dell'inadempimento del committente, che deve essere tale da giustificare la risoluzione del contratto.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8517 del 06/05/2020 (Rv. 657781 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8212 del 27/04/2020 (Rv. 657629 - 01)Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento
Contratti in genere - Risoluzione del contratto per inadempimento -Importanza dell'inadempimento - Valutazione - Criteri - Fattispecie.
In tema di risoluzione del contratto per inadempimento, la sua gravità ai sensi dell'art. 1455 c.c. va sempre commisurata all'interesse che la parte adempiente aveva o avrebbe potuto avere alla regolare esecuzione del negozio. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale, ancorchè avesse rilevato l'inadempimento di una banca con riferimento obblighi informativi correlati ad un'operazione di acquisto di bond argentini del 1997, aveva escluso l'importanza dell'inadempimento in ragione della successiva stipula nel 2000, da parte del medesimo cliente, di un contratto di intermediazione finanziaria con identico oggetto).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8212 del 27/04/2020 (Rv. 657629 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento – Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 32681 del 12/12/2019 (Rv. 656298 - 02)Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - clausola risolutiva espressa
Configurabilità - Condizioni - Operatività della stessa con riferimento all'inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate - Necessità - Sussistenza - Conseguenze.
Per la configurabilità della clausola risolutiva espressa, le parti devono aver previsto la risoluzione di diritto del contratto per effetto dell'inadempimento di una o più obbligazioni specificamente determinate, costituendo una clausola di stile quella redatta con generico riferimento alla violazione di tutte le obbligazioni contenute nel contratto; in tale ultimo caso, pertanto, l'inadempimento non risolve di diritto il contratto, sicché di esso deve essere valutata l'importanza in relazione alla economia del contratto stesso, non essendo sufficiente l'accertamento della sola colpa, come previsto, invece, in presenza di una valida clausola risolutiva espressa.
Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 32681 del 12/12/2019 (Rv. 656298 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1456
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
CONTRATTI …...
Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30730 del 26/11/2019 (Rv. 656228 - 02)Immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione - diritti ed obblighi delle parti - Inadempimento del conduttore - Inerzia del locatore - Rilevanza in ordine alla richiesta di risoluzione del contratto - Esclusione.
L'inerzia del locatore nel richiedere il puntuale adempimento del canone rispetto a pur reiterati ritardi del conduttore non va interpretata alla stregua di un comportamento tollerante di accondiscendenza ad una modifica contrattuale del termine di pagamento, non potendo una condotta così equivoca indurre il conduttore a ritenere di essere autorizzato ad adempiere in base alla propria disponibilità.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30730 del 26/11/2019 (Rv. 656228 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1219, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30730 del 26/11/2019 (Rv. 656228 - 03)Contratti di durata - Locazione - Domanda giudiziale di risoluzione per inadempimento - Adempimento successivo - Conseguenze.
In tema di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento, non trova applicazione la regola generale, relativa ai contratti di durata, secondo cui la proposizione della domanda di risoluzione comporta la cristallizzazione delle posizioni delle parti contraenti fino alla pronuncia giudiziale definitiva - nel senso che, come è vietato al convenuto di eseguire la prestazione, così non è consentito all'attore di pretenderla - atteso che in tale contratto, invece, vale il differente principio per il quale il conduttore può corrispondere il canone anche dopo la presentazione della detta domanda, ma il pagamento non sana o diminuisce le conseguenze dell'inadempimento precedente e rileva soltanto ai fini della valutazione della relativa gravità.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30730 del 26/11/2019 (Rv. 656228 - 03)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1455
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
CONTRATTI …...
Locazione - obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) - pagamento del termine convenuto - inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30730 del 26/11/2019 (Rv. 656228 - 01)Obbligo del conduttore di pagamento del canone - Mancata corresponsione - Valutazione dell'importanza dell'inadempimento - Art. 5 l. n. 392 del 1978 - Applicabilità - Esclusione - Utilizzabilità come parametro di orientamento - Ammissibilità - Fattispecie.
In tema di risoluzione del contratto di locazione di immobili urbani ad uso diverso da quello abitativo, benché il criterio legale di predeterminazione della gravità dell'inadempimento ex art. 5 della l. n. 392 del 1978 non trovi diretta applicazione, esso può, comunque, essere considerato quale parametro di orientamento per valutare in concreto, ai sensi dell'art. 1455 c.c., se l'inadempimento del conduttore sia stato o meno di scarsa importanza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto grave la mancata corresponsione del canone nei termini da parte del conduttore, attribuendo rilievo alla clausola risolutiva espressa pattuita tra le parti - nonostante il locatore non se ne fosse avvalso - poiché l'apposizione della stessa dimostrava come il ripetuto ritardo nei pagamenti non fosse stato tollerato, ma avesse inciso sull'equilibrio sinallagmatico del rapporto).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30730 del 26/11/2019 (Rv. 656228 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1456 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Corte di CassaziEccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. - Importanza dell'inadempimento ex art. 1455 c.c. - Criteri di valutazione - Differenze - Fattispecie.
In materia di contratti a prestazioni corrispettive, l'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. opera su un piano differente dal criterio dell'importanza dell'inadempimento rilevante ex art. 1455 c.c. ai fini della risoluzione del contratto, atteso che la prima involge una valutazione di confronto tra i due inadempimenti mentre l'art. 1455 c.c. importa la oggettiva considerazione del singolo inadempimento, apprezzato non comparatisticamente ma nel suo significato di impedimento alla realizzazione del sinallagma. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che a fronte di una domanda di adempimento contrattuale il rigetto della contrapposta domanda di risoluzione del contratto per inadempimento non esimesse il giudice dalla valutazione sulla eccezione di inadempimento, da ritenersi compresa nella domanda di risoluzione).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 26334 del 17/10/2019 (Rv. 655383 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1460
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
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Gravità dell'inadempimento di un singolo contratto - Cass. Sent. 17148/2019Contratti in genere - contratti collegati - Contratti collegati – Inadempimento Gravità - Apprezzamento relativo all'intera struttura negoziale - Fattispecie.
In ipotesi di collegamento negoziale, la gravità dell'inadempimento di un singolo contratto non deve essere apprezzata per ciascuna pattuizione, ma all'interno della complessiva struttura negoziale. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che, a fronte del ritenuto collegamento negoziale tra un contratto di appalto e un contratto preliminare di cessione di quote, aveva rigettato la domanda di risoluzione del contratto di appalto per mancato pagamento di parte del corrispettivo, ritenendo che tale inadempimento parziale non incidesse in maniera decisiva sulla complessiva operazione economica).
Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 17148 del 26/06/2019 (Rv. 654554 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1321, Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455 …...
Scioglimento del contratto - recesso unilaterale – Cass. 13241/2019Recesso ex art. 1385, comma 2, c.c. - Presupposti - Non inadempienza del contraente recedente - Necessità - Criterio di valutazione.
Il contraente che vuole esercitare il diritto di recesso ex art. 1385 c.c. non deve essere a sua volta inadempiente; l'indagine circa il suo inadempimento deve avvenire tenendo conto del valore della parte dell'obbligazione non adempiuta rispetto al tutto, sulla base di un criterio di proporzionalità, occorrendo all'uopo verificare, a seguito di una valutazione complessiva e globale del comportamento delle parti se, per effetto dell'inadempimento del recedente, si sia verificata ai danni della controparte una sensibile alterazione dell'equilibrio contrattuale o se, invece, tale alterazione non dipenda dall'inadempimento della controparte.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 13241 del 16/05/2019 (Rv. 653825 - 01)
Riferimenti normativi:
Cod. Civ. art. 1385.2 – Caparra confirmatoria
Cod. Civ. art. 1453 – Risolubilità del contratto per inadempimento
Cod. Civ.art.1455 – Importanza dell’inadempimento
CAPARRA CONFIRMATORIA
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Richiesta di adempimento o di risoluzione del contratto - Conseguenze - Restituzione della caparra - Fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8571 del 27/03/2019Contratti in genere - caparra – confirmatoria - Richiesta di adempimento o di risoluzione del contratto - Conseguenze - Restituzione della caparra - Fondamento - Diritto al risarcimento del danno - Sussistenza - Limiti.
Qualora, anziché recedere dal contratto, la parte non inadempiente si avvalga dei rimedi ordinari della richiesta di adempimento ovvero di risoluzione del negozio, la restituzione della caparra è ricollegabile agli effetti restitutori propri della risoluzione negoziale, come conseguenza del venire meno della causa della corresponsione, giacché, in tale ipotesi, essa perde la suindicata funzione di limitazione forfettaria e predeterminata della pretesa risarcitoria all'importo convenzionalmente stabilito in contratto e la parte che allega di avere subito il danno, oltre che alla restituzione di quanto prestato in relazione al contratto od in esecuzione del medesimo, ha diritto anche al risarcimento dell'integrale danno subito, se e nei limiti in cui riesce a provarne l'esistenza e l'ammontare in base alla disciplina generale degli artt. 1453 ss. c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8571 del 27/03/2019
Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1382, Cod_Civ_art_1385, Cod_Civ_art_1386, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1458, Cod_Civ_art_2697
restituzione della caparra
CAPARRA CONFIRMATORIA
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Scioglimento del contratto - recesso unilaterale - Recesso ex art. 1385, comma 2, c.c. - Caratteristiche – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2969 del 31/01/2019 Contratti in genere - scioglimento del contratto - recesso unilaterale - Recesso ex art. 1385, comma 2, c.c. - Caratteristiche – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2969 del 31/01/2019
Contratto con pluralità di parti - Litisconsorzio necessario di tutti i contraenti - procedimento civile - litisconsorzio - necessario
Il recesso di cui all'art. 1385, comma 2, c.c. costituisce uno speciale strumento di risoluzione di diritto del contratto, collegato alla pattuizione di una caparra confirmatoria, analogo a quelli previsti dagli artt. 1454, 1456 e 1457 c.c., che ha in comune con la risoluzione giudiziale non solo i presupposti (l'inadempimento di non scarsa importanza della controparte), ma anche le conseguenze (la caducazione "ex tunc" degli effetti del contratto). Ne consegue che l'azione finalizzata all'accertamento della legittimità del suddetto recesso da un contratto con più parti deve essere esperita, similmente a quella di risoluzione giudiziale, nei confronti di tutti i contraenti, quali litisconsorti necessari, poiché un contratto unico non può divenire inefficace per alcuni dei soggetti che vi hanno partecipato e rimanere in vita per altri.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2969 del 31/01/2019
CAPARRA CONFIRMATORIA
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Obbligazioni del venditore - consegna della cosa - cosa diversa dalla pattuita ("aliud pro alio")Vendita - obbligazioni del venditore - consegna della cosa - cosa diversa dalla pattuita ("aliud pro alio") - risoluzione vendita di opera d'arte di falsa attribuzione - "aliud pro alio" - conseguenze - risoluzione del contratto per inadempimento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30713 del 27/11/2018
La cessione di un'opera d'arte falsamente attribuita ad artista che, in realtà, non ne è stato l'autore costituisce un'ipotesi di vendita di "aliud pro alio" e legittima l'acquirente a richiedere la risoluzione del contratto per inadempimento del venditore ex art. 1453 c.c. (Nella specie, era stata domandata la declaratoria di nullità ex art. 1418 c.c. della compravendita di vari oggetti in vetro, di alcuni vasi e di un dipinto sul presupposto che l'alienante ne avesse falsamente garantita la realizzazione da parte di artisti che non ne erano gli autori).
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30713 del 27/11/2018
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Facoltà dell’appaltatore di agire per la risoluzione del contrattoOpere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - rescissione - appalto - diritti ed obblighi scaturenti dal contratto – rescissione del contratto ad opera della p.a. – facoltà dell’appaltatore di agire per la risoluzione del contratto - sussiste. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 23323 del 27/09/2018
>>> In tema di appalto di opere pubbliche, il provvedimento di rescissione adottato dalla stazione appaltante, ex art. 340 della l. n. 2248 del 1865, all. F, non impedisce all'appaltatore di agire per la risoluzione del contratto in base alle regole generali dettate per l'inadempimento contrattuale di non scarsa importanza, ai sensi degli artt. 1453 e 1455 c.c., poiché il potere autoritativo di cui si rende espressione il provvedimento di rescissione adottato dalla P.A., non è idoneo ad incidere sulle posizioni soggettive nascenti dal rapporto contrattuale aventi consistenza di diritti soggettivi.
Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 23323 del 27/09/2018 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Corte di Cassazio“Inadimplenti non est adimplendum” - Obbligo di riassunzione del datore di lavoro - Rifiuto del lavoratore di prendere servizio in una sede diversa - Legittimità - Condizioni - Fattispecie.
In tema di eccezione "inadimplenti non est adimplendum", deve ritenersi giustificato il rifiuto del lavoratore di prendere servizio in una sede di lavoro diversa da quella nella quale avrebbe dovuto essere riassunto, per effetto della conversione del rapporto a tempo indeterminato in conseguenza della nullità del termine apposto ad un contratto a termine, in assenza di ragioni tecniche, organizzative e produttive giustificative, dovendosi qualificare grave l'inadempimento datoriale in quanto lesivo degli interessi anche personali e familiari del lavoratore. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, nel caso di licenziamento per giusta causa di un dipendente di Poste Italiane, riammesso in servizio a seguito della declaratoria di nullità del termine, aveva ritenuto legittimo il suo rifiuto di prestare l'attività lavorativa in un ufficio diverso, a fronte della mancanza di prova circa l'assenza di posti disponibili presso la sede di iniziale assegnazione).
Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20745 del 16/08/2018
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Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Corte di CassParziale o inesatto adempimento della prestazione - Valutazione della sua gravità - Criteri - Fattispecie.
Ai fini della risoluzione del contratto nel caso di parziale o inesatto adempimento della prestazione, l'indagine circa la gravità della inadempienza deve tenere conto del valore, determinabile mediante il criterio di proporzionalità, della parte dell'obbligazione non adempiuta rispetto al tutto, nonché considerare se, per effetto dell'inadempimento, si sia verificata, ai danni della controparte, una sensibile alterazione dell'equilibrio contrattuale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata nella parte in cui, nel valutare la gravità dell'inadempimento, aveva rapportato il parziale versamento dell'importo di una rata del prezzo a quanto avrebbe dovuto essere pagato per il medesimo titolo anziché al corrispettivo complessivo dovuto).
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15052 del 11/06/2018
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
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Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11653 del 14/05/2018Inadempimento di una parte - Possibilità per la controparte di rifiutare l'adempimento tardivo prima dell'azione di risoluzione - Presupposti - Non scarsa importanza dell'inadempimento e conseguente perdita di interesse all'esecuzione del contratto - Necessità.
In caso di inadempimento di una delle parti di un contratto a prestazioni sinallagmatiche per essere inutilmente decorso il previsto termine non essenziale, l'altra parte, che non abbia ancora proposto domanda giudiziale di risoluzione del contratto, può non di meno rifiutare legittimamente l'adempimento tardivo quando - tenuto conto della non scarsa importanza dell'inadempimento in relazione alle posizioni delle parti, suscettibile di verifica ad opera del giudice - sia venuto meno l'interesse della parte non inadempiente a che il contratto abbia esecuzione e pertanto può, anche dopo l'offerta di adempimento tardivo, agire in giudizio per la risoluzione del vincolo contrattuale.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11653 del 14/05/2018
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Vendita - singole specie di vendita - su campione - campione e tipo di campione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24182 del 13/10/2017Vendita su tipo di campione - Nozione - Difformità della merce - Risoluzione del contratto - Condizioni - Incesurabilità in Cassazione - Limiti.
Nella vendita su tipo di campione, questo serve unicamente ad indicare, in modo approssimativo, la qualità della merce da consegnare, che può anche non corrispondere al tipo, purché ne conservi le qualità essenziali; sicché, in caso di merce difforme rispetto al tipo, la domanda di risoluzione per inadempimento è giustificata solo se tale difformità sia notevole e, cioè, superi il margine di tollerabilità dell'approssimazione, secondo una valutazione demandata al giudice di merito, il cui apprezzamento è incensurabile in sede di legittimità, se congruamente motivato.(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha confermato la sentenza impugnata, che aveva rigettato la domanda di risoluzione poiché, quanto al modello, il compratore non aveva fatto alcun riferimento alle caratteristiche di armadi e comodini acquistati e, rispetto al colore dei mobili, la differenza nella tonalità era minima).
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24182 del 13/10/2017
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Contratti in genere - caparra - confirmatoria - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 14014 del 06/06/2017Risoluzione del contratto di diritto - Recesso della parte adempiente ai sensi dell'art. 1385 c.c. nel caso di caparra confirmatoria - Ammissibilità - Fondamento.
La risoluzione del contratto di diritto per una delle cause previste dagli artt. 1454, 1455 e 1457 c.c., non preclude alla parte adempiente, nel caso in cui sia stata contrattualmente prevista una caparra confirmatoria, l'esercizio della facoltà di recesso ai sensi dell'art. 1385 c.c. per ottenere, invece del risarcimento del danno, la ritenzione della caparra o la restituzione del suo doppio, poiché dette domande hanno una minore ampiezza rispetto a quella di risoluzione e possono perciò essere proposte anche nel caso in cui si sia verificata di diritto la risoluzione stessa.
Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 14014 del 06/06/2017
CAPARRA CONFIRMATORIA
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Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13627 del 30/05/2017Contratti con prestazioni corrispettive - Inadempimenti reciproci - Esame comparativo - Necessità - Accertamento del giudice del merito - Censurabilità in sede di legittimità - Limiti - Fattispecie.
Nei contratti con prestazioni corrispettive, in caso di denuncia di inadempienze reciproche, è necessario comparare il comportamento di ambo le parti per stabilire quale di esse, con riferimento ai rispettivi interessi ed alla oggettiva entità degli inadempimenti, si sia resa responsabile delle trasgressioni maggiormente rilevanti ed abbia causato il comportamento della controparte, nonché della conseguente alterazione del sinallagma. Tale accertamento, fondato sulla valutazione dei fatti e delle prove, rientra nei poteri del giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, relativamente ad un contratto di compravendita di un suolo edificatorio, aveva ritenuto l’inadempimento del venditore, consistito nella mancata cancellazione di pesi e vincoli gravanti sul bene venduto, prevalente rispetto alla sospensione del pagamento da parte dell'acquirente, stante una specifica previsione contrattuale che, in presenza di simile condotta dell'alienante, consentiva espressamente tale sospensione, oltre a contemplare la risoluzione del contratto).
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13627 del 30/05/2017
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Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giusta causa - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8826 del 05/04/2017Licenziamento per giusta causa - Verifica in concreto - Necessità - Astratta corrispondenza del comportamento posto in essere alla condotta tipizzata nel contratto collettivo - Irrilevanza - Fattispecie.
La valutazione in ordine alla legittimità del licenziamento disciplinare di un lavoratore per una condotta contemplata, a titolo esemplificativo, da una norma del contratto collettivo fra le ipotesi di licenziamento per giusta causa deve essere, in ogni caso, effettuata attraverso un accertamento in concreto, da parte del giudice di merito, della reale entità e gravità del comportamento addebitato al dipendente, nonché del rapporto di proporzionalità tra sanzione ed infrazione, anche quando si riscontri l'astratta corrispondenza di quel comportamento alla fattispecie tipizzata contrattualmente, occorrendo sempre che la condotta sanzionata sia riconducibile alla nozione legale di giusta causa, tenendo conto della gravità del comportamento in concreto del lavoratore, anche sotto il profilo soggettivo della colpa o del dolo, con valutazione in senso accentuativo rispetto alla regola della "non scarsa importanza" dettata dall'art. 1455 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, attraverso un'ampia ricostruzione dei fatti, effettuata sulla base dell'istruttoria giudiziale, aveva evidenziato la sussistenza, nella diretta e personale condotta del lavoratore, di tutti gli elementi oggettivi e soggettivi idonei a legittimare il licenziamento per giusta causa senza preavviso).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8826 del 05/04/2017
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Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giusta causa - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8718 del 04/04/2017Condotta del lavoratore avente rilievo disciplinare - Valutazione - Sanzione più grave di quella prevista dalla contrattazione collettiva – Illegittimità – Fattispecie.
Il datore di lavoro non può irrogare un licenziamento per giusta causa quando questo costituisca una sanzione più grave di quella prevista dal contratto collettivo in relazione ad una determinata infrazione. (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto sproporzionata, in relazione alle previsioni del contratto collettivo applicabile, la sanzione del licenziamento irrogata ad un dipendente postale che, in congedo straordinario per due mesi, al fine di assistere la madre portatrice di handicap, aveva omesso di comunicare, come imposto per fruire del beneficio, che quest'ultima, dopo una settimana dall’inizio del suddetto periodo, era stata ricoverata, ed aveva confermato la circostanza del non ricovero con una mendace dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8718 del 04/04/2017
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Lavoro subordinato - estinzione del rapporto -licenziamento individuale - per giusta causa - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10842 del 25/05/2016Configurabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di falsa timbratura del cartellino.
La sussistenza in concreto di una giusta causa di licenziamento va accertata in relazione sia alla gravità dei fatti addebitati al lavoratore sia alla proporzionalità tra tali fatti e la sanzione inflitta, con valutazione dell'inadempimento in senso accentuativo rispetto alla regola generale della "non scarsa importanza" dettata dall'art. 1455 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di rigetto dell'impugnativa di licenziamento proposta da dipendente postale, che, a seguito di un incidente stradale, aveva fatto timbrare il proprio cartellino da un collega, aduso a detta condotta anche per altri lavoratori, risultando in tal modo in servizio anche prima del proprio turno di lavoro, che aveva, invece, effettivamente iniziato circa venticinque minuti dopo l'ora prevista).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10842 del 25/05/2016
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Lavoro subordinato - estinzione del rapporto -licenziamento individuale - per giusta causa - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10842 del 25/05/2016Configurabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di falsa timbratura del cartellino.
La sussistenza in concreto di una giusta causa di licenziamento va accertata in relazione sia alla gravità dei fatti addebitati al lavoratore sia alla proporzionalità tra tali fatti e la sanzione inflitta, con valutazione dell'inadempimento in senso accentuativo rispetto alla regola generale della "non scarsa importanza" dettata dall'art. 1455 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di rigetto dell'impugnativa di licenziamento proposta da dipendente postale, che, a seguito di un incidente stradale, aveva fatto timbrare il proprio cartellino da un collega, aduso a detta condotta anche per altri lavoratori, risultando in tal modo in servizio anche prima del proprio turno di lavoro, che aveva, invece, effettivamente iniziato circa venticinque minuti dopo l'ora prevista).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10842 del 25/05/2016
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Lavoro - lavoro subordinato - estinzione del rapporto -licenziamento individuale - per giusta causa - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10842 del 25/05/2016Configurabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di falsa timbratura del cartellino.
La sussistenza in concreto di una giusta causa di licenziamento va accertata in relazione sia alla gravità dei fatti addebitati al lavoratore sia alla proporzionalità tra tali fatti e la sanzione inflitta, con valutazione dell'inadempimento in senso accentuativo rispetto alla regola generale della "non scarsa importanza" dettata dall'art. 1455 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di rigetto dell'impugnativa di licenziamento proposta da dipendente postale, che, a seguito di un incidente stradale, aveva fatto timbrare il proprio cartellino da un collega, aduso a detta condotta anche per altri lavoratori, risultando in tal modo in servizio anche prima del proprio turno di lavoro, che aveva, invece, effettivamente iniziato circa venticinque minuti dopo l'ora prevista).
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10842 del 25/05/2016
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Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Cass. n. 10605/2016Domanda di esecuzione in forma specifica - Obbligo di pagamento del promissario acquirente - Condizioni e limiti - Inadempimento - Conseguenze.
Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale, mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) risulti dovuto all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligazione, e l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà, rende applicabile l'istituto della risoluzione per inadempimento ma non la condizione risolutiva ex art. 1353 c.c.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016
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Contratto
Preliminare
Compromesso
Corte
Cassazione
10605
2016 …...
Contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Cass. n. 10605/2016Domanda di esecuzione in forma specifica - Obbligo di pagamento del promissario acquirente - Condizioni e limiti - Inadempimento - Conseguenze.
Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale, mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) risulti dovuto all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligazione, e l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà, rende applicabile l'istituto della risoluzione per inadempimento ma non la condizione risolutiva ex art. 1353 c.c.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016
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Contratto
Preliminare
Compromesso
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Cassazione
10605
2016
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scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - importanza dell'inadempimento – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005Inadempimento delle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto - Gravità dell'inadempimento - Configurabilità - Fattispecie in tema di locazione ad uso commerciale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005
In tema di risoluzione contrattuale per inadempimento, la valutazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1455 cod. civ., della non scarsa importanza dell'inadempimento - riservata al giudice di merito - deve ritenersi implicita ove l'inadempimento stesso si sia verificato con riguardo alle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto, quale, in materia di locazione, quella di pagamento dei canoni dovuti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, nella quale, in applicazione del richiamato principio ed in relazione ad una locazione ad uso commerciale, era stato considerato di non scarsa importanza l'inadempimento del conduttore che, sebbene il contratto prevedesse il pagamento anticipato del canone mensile, aveva corrisposto il pagamento di due mensilità solo successivamente alla notificazione dell'intimazione di sfratto, mentre in precedenza aveva consegnato al locatore un assegno non andato a buon fine, circostanza questa che non poteva trovare alcuna giustificazione nell'asserita convinzione del conduttore-ricorrente che la banca lo avrebbe pagato ugualmente).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
CONTRATTI …...
Lavoro - lavoro subordinato - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giustificato motivo - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13380 del 30/06/2015Lavoratore con attività fuori dall'azienda con orari liberamente scelti - Inadempimento - Onere probatorio del datore ex art. 5 della legge n. 604 del 1966 - Indizi - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13380 del 30/06/2015
In tema di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo oggettivo, qualora il lavoratore sia autorizzato a prestare la propria attività fuori dall'azienda e con orari liberamente scelti come più funzionali all'incarico, il datore di lavoro ha l'onere di provare l'inadempimento del lavoratore (nella specie, individuato nella mancata prestazione delle quaranta ore settimanali di lavoro pattuite e nell'omessa effettuazione delle visite ai punti vendita ed ai fornitori) e non può limitarsi a fornire indizi delle asserite violazioni, imponendo al lavoratore di fornire la prova contraria, poiché ciò darebbe luogo ad un'ingiustificata inversione dell'onere probatorio.
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13380 del 30/06/2015
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Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015Inadempimento - Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso - Circostanze oggettive e soggettive - Alterazione dell'equilibrio contrattuale - Fattispecie in materia di vendita a rate. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015
In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di tutte le circostanze, oggettive e soggettive, dalle quali sia possibile desumere l'alterazione dell'equilibrio contrattuale. (In applicazione del principio esposto, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che, in un caso di vendita con riserva di proprietà, aveva valutato l'importanza dell'inadempimento avendo riguardo sia del numero delle rate scadute e non pagate al momento della domanda, sia dell'intenzione manifestata dal compratore prima del giudizio di non voler provvedere al pagamento dei ratei successivi).
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015
RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
CONTRATTI
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Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta - effetti della garanzia - scelta tra riduzione del prezzo e risoluzione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17138 del 26/08/2015Domanda di risoluzione - Domanda subordinata di riduzione del prezzo - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17138 del 26/08/2015
In tema di garanzia per vizi della cosa venduta e per il caso in cui l'azione di riduzione del prezzo sia accordata al compratore non in via esclusiva, ma in via concorrente con l'azione di risoluzione, è inammissibile la domanda di riduzione esperita in subordine rispetto alla proposizione in via principale dell'azione di risoluzione, atteso che entrambe le azioni si ricollegano ai medesimi presupposti, cioè la sussistenza di vizi con le caratteristiche fissate dall'art. 1490 c.c., che stabilisce una disciplina della materia completa e non integrabile con le regole dell'art. 1455 c.c. sull'importanza dell'inadempimento, restando esclusa la configurabilità di un rapporto di subordinazione fra le rispettive domande, sicché il compratore deve scegliere fra l'una o l'altra.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17138 del 26/08/2015
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scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014inadempimento - Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso - Criteri - Fattispecie in tema di contratto di locazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014
In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di un criterio oggettivo, avuto riguardo all'interesse del creditore all'adempimento della prestazione attraverso la verifica che l'inadempimento abbia inciso in misura apprezzabile nell'economia complessiva del rapporto (in astratto, per la sua entità, e, in concreto, in relazione al pregiudizio effettivamente causato all'altro contraente), sì da dar luogo ad uno squilibrio sensibile del sinallagma contrattuale, nonché di eventuali elementi di carattere soggettivo, consistenti nel comportamento di entrambe le parti (come un atteggiamento incolpevole o una tempestiva riparazione, ad opera dell'una, un reciproco inadempimento o una protratta tolleranza dell'altra), che possano, in relazione alla particolarità del caso, attenuarne l'intensità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva tenuto conto dell'interesse concreto del locatore, non solo patrimoniale ma anche personale - consistente nell'abitare con la propria famiglia in un appartamento sovrastante i locali concessi in locazione - a conseguire dal conduttore, oltre al pagamento del canone, la realizzazione di lavori di insonorizzazione dei locali, oggetto di apposita obbligazione contrattuale).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014 …...
Opere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - risoluzione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015Inadempimento del committente consistente nella mancata verifica del progetto - Risoluzione del contratto - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015
In tema di appalto di opera pubblica, l'inadempimento del committente alla prescrizione di cui all'art. 5 del r.d. 25 maggio 1895, n. 350, nel testo applicabile "ratione temporis", che impone alla stazione appaltante una verifica del progetto, in relazione al terreno e ad altre invarianti, giustifica, nel concorso delle condizioni di cui all'art. 1455 cod. civ., la risoluzione del contratto solo se ritenuto prevalente su altre e contrapposte inadempienze e sempreché renda praticamente impossibile l'esecuzione dell'opera da parte dell'appaltatore, dovendosi, invece, escludere che una tale violazione possa essere considerata, in sé e per sé, come causa di sospensione od improseguibilità dell'opera, che potrà verificarsi solo se il giudice del merito accerti o escluda la ricorrenza delle condizioni tecniche per l'eseguibilità del progetto sull'area prescelta.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015
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Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Cass. n. 12236/2015Controversia per il pagamento di canoni locatizi - Sopravvenienza di sentenza ex art. 2932 cod. civ. di trasferimento dell'immobile al conduttore - Obbligo di versamento dei canoni - Persistenza - Fino alla data di passaggio in giudicato della sentenza ex art. 1932 cod. civ. - Fondamento - Esecutività provvisoria - Esclusione - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - esecuzione provvisoria (della) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015
Qualora, pendente un giudizio concernente il pagamento di canoni locatizi rimasti inadempiuti, sopravvenga, all'esito di un diverso procedimento tra le stesse parti, una sentenza ex art. 2932 cod. civ., di trasferimento dell'immobile, oggetto del contratto di locazione, al conduttore, quest'ultimo resta obbligato a corrispondere alla controparte i canoni non versati fino alla data del passaggio in giudicato della decisione, la cui natura costitutiva la qualifica come produttiva di effetti "ex nunc" da tale data, senza essere connotata, in quanto tale, da provvisoria esecutività ex art. 282 cod. proc. civ. se non limitatamente ai capi decisori che non si collochino in rapporto di stretta dipendenza con quelli costitutivi relativi alla modificazione giuridica sostanziale.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015
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Contratto
Preliminare
Compromesso
Corte
Cassazione
12236
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Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015Locazione di immobili - Risoluzione contrattuale in base a clausola risolutiva espressa - Rilievo di ufficio - Esclusione - Domanda specifica - Necessità - Domanda di risoluzione formulata ex art. 1453 cod. civ. - Successivo mutamento in domanda di risoluzione ai sensi dell'art. 1456 cod. civ. - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015
La risoluzione del contratto di locazione di immobili sulla base di una clausola risolutiva espressa non può essere pronunciata di ufficio, ma postula la corrispondente e specifica domanda giudiziale della parte nel cui interesse quella clausola è stata prevista, sicchè, una volta proposta l'ordinaria domanda ex art. 1453 cod. civ., con l'intimazione di sfratto per morosità, non è possibile mutarla in richiesta di accertamento dell'avvenuta risoluzione "ope legis" di cui all'art. 1456 cod. civ., atteso che quest'ultima è radicalmente diversa dalla prima, sia quanto al "petitum", perchè invocando la risoluzione ai sensi dell'articolo 1453 cod. civ. si chiede una sentenza costitutiva mentre la domanda di cui all'articolo 1456 cod. civ. ne postula una dichiarativa, sia relativamente alla "causa petendi", perchè nella ordinaria domanda di risoluzione, ai sensi dell'articolo 1453 cod. civ., il fatto costitutivo è l'inadempimento grave e colpevole, nell'altra, viceversa, la violazione della clausola risolutiva espressa.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015
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contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - diffida ad adempiere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18696 del 04/09/2014Accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento - Necessità - Criteri. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18696 del 04/09/2014
L'intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere, di cui all'art. 1454 cod. civ., e l'inutile decorso del termine fissato per l'adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell'art. 1455 cod.civ., dell'accertamento giudiziale della gravità dell'inadempimento in relazione alla situazione verificatasi alla scadenza del termine ed al permanere dell'interesse della parte all'esatto e tempestivo adempimento.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18696 del 04/09/2014 …...
contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto per inadempimento - importanza dell'inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014Locazione ad uso turistico - Alberghiero - Inadempimento del conduttore ai suoi obblighi principali - Portata - Valutazione caso per caso della non scarsa importanza dell'inadempimento ex art. 1455 cod. civ. - Necessità - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014
Nelle locazioni non abitative (nella specie, ad uso turistico-alberghiero), la valutazione della gravità dell'inadempimento va operata caso per caso e non può ridursi alla mera constatazione della violazione di una obbligazione principale ma deve considerare l'importanza dell'inadempimento in rapporto al complesso delle pattuizioni e dell'operazione economica posta in essere, nonché all'interesse che intendeva realizzare la parte non inadempiente, così da verificare in quale misura l'inadempimento abbia determinato un effettivo squilibrio nel sinallagma contrattuale, che giustifichi la risoluzione. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che la violazione dell'obbligazione di custodia della cosa locata, per l'omessa esecuzione di lavori di piccola manutenzione per un valore di settanta milioni di vecchie lire, non fosse idonea a giustificare la risoluzione per inadempimento a fronte di canoni corrisposti in nove anni per un importo di oltre tre miliardi).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014
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contratti agrari - affitto di fondi rustici - affitto a coltivatore diretto - risoluzione - inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 10538 del 14/05/2014Ipotesi di inadempimento previste dall'art. 5, secondo comma, legge n. 203 del 1982 - Tassatività - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di esecuzione di costruzioni abusive sul fondo. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 10538 del 14/05/2014
In tema di contratti agrari, l'elencazione delle ipotesi di grave inadempimento previste dall'art. 5, secondo comma, della legge 3 maggio 1982 n. 203, ha carattere solo esemplificativo poiché la norma collega la risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto al grave inadempimento dell'affittuario, "particolarmente" - e, dunque, non "esclusivamente" - per le violazioni ivi elencate. Ne consegue che ogni comportamento del conduttore che si risolva in una gestione impropria del fondo oggettivamente lesiva degli interessi patrimoniali e non patrimoniali del concedente è suscettibile - ancorché non incida sull'ordinamento colturale del terreno e sul pagamento del canone - a dar luogo alla risoluzione del contratto, ex art. 1455 cod. civ., per grave inadempimento. (Nella specie, si è ritenuta rientrante nel paradigma di cui all'art. 5, secondo comma, della legge n. 203 del 1982, l'ipotesi della realizzazione, da parte dell'affittuario, di una costruzione abusiva sul fondo non autorizzata dal concedente).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 10538 del 14/05/2014
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Arbitrato - perizia contrattuale Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014Mandato conferito a terzo arbitratore - Contratto di conferimento del relativo incarico professionale o di mandato al terzo - Risoluzione per inadempimento - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014
In tema di determinazione della prestazione rimessa ad un terzo, il contratto di conferimento di incarico professionale o di mandato al terzo arbitratore non può essere risolto per inadempimento ex artt. 1453 e 1455 cod. civ., ostandovi la previsione dell'art. 1349, cod. civ., che consente l'impugnazione della determinazione di quest'ultimo solo se manifestamente iniqua o erronea ("arbitrium boni viri") o in presenza di comprovata malafede ("arbitrium merum"), che, altrimenti, resterebbe vanificata.
Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014
Riferimenti normativi:Cod. Civ. art. 1349,Cod. Civ. art. 1453,Cod. Civ. art. 1455 …...
Contratti in genere - caparra - confirmatoria – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012Recesso - Legittimità - Condizioni - Inadempimento di non scarsa importanza - Necessità - Valutazione da parte del giudice dell'incidenza sull'economia complessiva del contratto - Criteri.
Ai fini della legittimità del recesso di cui all'art. 1385 cod. civ., come in materia di risoluzione contrattuale, non è sufficiente l'inadempimento, ma occorre anche la verifica circa la non scarsa importanza prevista dall'art. 1455 cod. civ., dovendo il giudice tenere conto dell'effettiva incidenza dell'inadempimento sul sinallagma contrattuale e verificare se, in considerazione della mancata o ritardata esecuzione della prestazione, sia da escludere per la controparte l'utilità del contratto alla stregua dell'economia complessiva del medesimo.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012
CAPARRA CONFIRMATORIA
CONTRATTI …...
Procedimento civile - eccezione – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012Eccezioni non rilevabili d'ufficio - Natura e contenuto - Rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio - Limiti - Fattispecie.
Le eccezioni non rilevabili d'ufficio sono solo quelle nelle quali la manifestazione della volontà della parte sia strutturalmente prevista quale elemento integrativo della fattispecie difensiva, ovvero quando singole disposizioni espressamente prevedano come indispensabile l'iniziativa di parte, dovendosi in ogni altro caso ritenere la rilevabilità d'ufficio dei fatti modificativi, impeditivi o estintivi risultanti dal materiale probatorio legittimamente acquisito. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza nella quale il giudice di merito, in presenza di una domanda di recesso da un contratto preliminare relativo ad un immobile fondata sulla mancanza delle caratteristiche pattuite, aveva provveduto d'ufficio a verificare l'esistenza e la gravità dell'inadempimento della controparte, senza ritenersi vincolato alle difese da questa formulate).
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012
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Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007Inadempimento dell'appaltatore per danni arrecati dai suoi dipendenti - Applicabilità della disciplina ex artt. 1667 e 1668 cod. civ. - Esclusione - Responsabilità dell'appaltatore ex artt. 1453 e 1455 cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Individuazione.
Nel caso in cui contro l'appaltatore non venga azionata la speciale garanzia prevista dagli artt.1667 e 1668 cod. civ., per l'ipotesi in cui l'opera eseguita presenti vizi, difformità o difetti, ma venga formulata una richiesta di pagamento, basata su un'autonoma previsione del capitolato generale dell'appalto lavori, per la riparazione di danni arrecati dai suoi dipendenti, trattandosi di un'ordinaria azione di risarcimento danni resta applicabile la disciplina dettata dagli artt.1453 e 1455 cod. civ., con il conseguente assoggettamento agli ordinari termini di prescrizione e non al regime di decadenza e prescrizione breve di cui all'art. 1667 cod. civ..
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
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appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007Inadempimento dell'appaltatore per danni arrecati dai suoi dipendenti - Applicabilità della disciplina ex artt. 1667 e 1668 cod. civ. - Esclusione - Responsabilità dell'appaltatore ex artt. 1453 e 1455 cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Individuazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
Nel caso in cui contro l'appaltatore non venga azionata la speciale garanzia prevista dagli artt.1667 e 1668 cod. civ., per l'ipotesi in cui l'opera eseguita presenti vizi, difformità o difetti, ma venga formulata una richiesta di pagamento, basata su un'autonoma previsione del capitolato generale dell'appalto lavori, per la riparazione di danni arrecati dai suoi dipendenti, trattandosi di un'ordinaria azione di risarcimento danni resta applicabile la disciplina dettata dagli artt.1453 e 1455 cod. civ., con il conseguente assoggettamento agli ordinari termini di prescrizione e non al regime di decadenza e prescrizione breve di cui all'art. 1667 cod. civ..
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
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scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24207 del 14/11/2006Contratti di durata - Locazione - Domanda giudiziale di risoluzione per inadempimento - Adempimento successivo - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24207 del 14/11/2006
In tema di risoluzione del contratto per inadempimento, non trova applicazione, con riferimento al contratto di locazione, (così come in tutti i contratti di durata), la regola secondo cui la proposizione della domanda di risoluzione comporta la cristallizzazione delle posizioni delle parti contraenti fino alla pronuncia giudiziale definitiva, nel senso che, come è vietato al convenuto di eseguire la prestazione, così non è consentito all'attore di pretenderla, atteso che nel contratto di locazione, invece, trova applicazione la regola secondo cui il conduttore può adempiere anche dopo la proposizione della domanda, ma l'adempimento non vale a sanare o diminuire le conseguenze dell'inadempimento precedente e rileva soltanto ai fini della valutazione della relativa gravità.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24207 del 14/11/2006
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contratti in genere - scioglimento del contratto - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12466 del 16/06/2016risoluzione del contratto - per inadempimento - importanza dell'inadempimento - domanda di risoluzione - rigetto per scarsa importanza dell'inadempimento - Conseguenze - Rigetto della contestuale domanda di risarcimento - Necessità - Esclusione - Fondamento.
Il rigetto della domanda di risoluzione contrattuale determinato dalla scarsa importanza dell'inadempimento non comporta necessariamente il rigetto della contestuale domanda di risarcimento, giacché anche un inadempimento inidoneo ai fini risolutori può aver cagionato un danno risarcibile.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12466 del 16/06/2016
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procedimenti sommari - per convalida di sfratto per finita locazione - intimazione di licenza o di sfratto - per morosità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005Successiva purgazione della mora da parte del conduttore intimato - Gravità del pregresso inadempimento - Accertamento nell'ambito del giudizio ordinario di risoluzione seguito alla fase sommaria - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005
In tema di locazioni, la purgazione della mora, successiva alla domanda di risoluzione insita nell'intimazione di sfratto per morosità, non è ostativa, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 1453 cod. civ., all'accertamento della gravità del pregresso inadempimento nell'ambito del giudizio ordinario che a tal fine prosegua successivamente al pagamento dei canoni scaduti da parte dell'intimato.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005
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Obbligazioni in genere - inadempimento – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005Gravità - Apprezzamento del giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Esclusione - Condizioni.
L'apprezzamento del giudice di merito sulla sussistenza di elementi comprovanti l'inadempimento e la sua gravità nel quadro dell'economia contrattuale, implicando la risoluzione di questioni di fatto, è insindacabile in Cassazione se immune da errori logici o giuridici; il giudice di merito non è, infatti, tenuto ad analizzare e discutere ogni singolo dato acquisito al processo e adempie all'obbligo della motivazione quando giustifica compiutamente la propria decisione in base alle risultanze probatorie che ritiene risolutive ai fini della statuizione adottata.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005
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Locazione - obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) - morosità – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004Autoriduzione del canone - Illegittimità - Conseguenze.
In tema di locazione di immobili urbani ad uso abitativo, la cosiddetta autoriduzione del canone (e, cioè, il pagamento di questo in misura inferiore a quella convenzionalmente stabilita, per effetto di una unilateralmente asserita esorbitanza di tale ultima misura rispetto all'importo inderogabilmente fissato per legge) costituisce fatto arbitrario del conduttore, illegittimo e contrario al principio dell'esecuzione del contratto secondo buona fede, che provoca il venir meno dell'equilibrio sinallagmatico del negozio, essendo, poi, devoluta ai poteri del giudice, ai fini dell'accertamento della gravità dell'inadempimento così realizzatosi, la valutazione dell'importanza dello squilibrio tra le prestazioni con riguardo all'interesse del locatore in relazione al suo diritto di ricevere il canone in misura legale.
Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004
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Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - importanza dell'inadempimento – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004Inadempimento delle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto - Gravità dell'inadempimento - Configurabilità - Fattispecie in tema di locazione.
Qualora l'inadempimento sia accertato con riguardo alle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto, quale, in ipotesi di locazione, quella di pagamento dei canoni dovuti, la valutazione della non scarsa importanza dell'inadempimento, ai sensi ed agli effetti dell'art. 1455 cod.civ., che è valutazione riservata al giudice di merito, deve ritenersi implicita.
Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004
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