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1388. Contratto concluso dal rappresentante

Art.1388. Contratto concluso dal rappresentante.

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Disposizioni generali - accettazione di eredità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15301 del 09/06/2025 (Rv. 674850 - 01)
Accettazione dell'eredità (pura e semplice) L'accettazione di eredità può essere compiuta, anche in forma tacita, dal rappresentante, cui sia stato espressamente conferito il relativo potere, e comporta l'acquisto da parte del rappresentato della qualità di erede, con effetto che permane anche nell'ipotesi di successivo atto di rinuncia. (In fattispecie avente ad oggetto la responsabilità per l'inadempimento degli obblighi derivanti dalla procura generale rilasciata, la S.C. ha cassato la decisione che nel rigettare la domanda attorea non aveva considerato come la rappresentante, vendendo un bene compreso nell'asse ereditario, in nome e per conto del rappresentato, aveva compiuto un atto di accettazione tacita dell'eredità, con effetti che si erano prodotti in maniera definitiva nella sfera del rappresentato, ancorché quest'ultimo, il giorno successivo alla vendita, avesse rinunciato alla medesima eredità). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15301 del 09/06/2025 (Rv. 674850 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0474, Cod_Civ_art_0476, Cod_Civ_art_0477, Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_0519, Cod_Civ_art_0525 …...
Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 10719 del 22/04/2024 (Rv. 671096-01)
Azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Pagamenti eseguiti dal solvens tramite intermediario - Revocabilità ex art. 67, comma 2, l.fall. - Presupposti - Legittimato passivo - Beneficiario finale della prestazione - Condizioni - Fondamento. In tema di revocatoria fallimentare, i pagamenti eseguiti tramite intermediari specializzati sono revocabili nei confronti del beneficiario finale della prestazione dovuta dal debitore, poi fallito, e non nei confronti dell'intermediario accipiens, solo ove quest'ultimo abbia utilizzato la provvista precostituita dall'ordinante in favore dell'effettivo destinatario e non quando, a fronte di preesistenti debiti del solvens nei confronti dell'accipiens, risulti che i versamenti abbiano avuto una funzione solutoria, poiché, in tal caso, la funzione di intermediazione nel pagamento è assorbita da una funzione creditizia. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 10719 del 22/04/2024 (Rv. 671096-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1719, Cod_Civ_art_1720, Cod_Civ_art_1388 …...
Nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 5268 del 28/02/2024 (Rv. 670380-01)
Somme versate al rappresentante - Azione ex art. 2033 c.c. - Legittimazione passiva del rappresentante in proprio - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. La ripetizione d'indebito oggettivo, che rappresenta un'azione di natura restitutoria e non risarcitoria, a carattere personale, è circoscritta tra il "solvens" ed il destinatario del pagamento, sia che questi lo abbia incassato personalmente, sia che l'incasso sia avvenuto a mezzo di rappresentante. Ne consegue che deve essere esclusa la legittimazione passiva in proprio del rappresentante in un'azione promossa ai sensi dell'art. 2033 c.c., al fine di ottenere la restituzione di somme versate al medesimo in tale specifica qualità, spettando tale legittimazione esclusivamente al rappresentato.(Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso del condominio, condannato alla restituzione di somme, indebitamente transitate sul suo conto corrente, essendo stato accertato che le predette fossero provenienti dal conto corrente relativo ad altro condominio gestito dal medesimo amministratore). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 5268 del 28/02/2024 (Rv. 670380-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_2033 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 34616 del 12/12/2023 (Rv. 669747 - 01)
Ripetizione di indebito - oggettivo - Riforma della sentenza di condanna al pagamento di somme in favore di società quale capofila di A.T.I. - Azione ex art. 2033 cod. civ. - Legittimazione passiva della società in proprio - Esclusione - Fondamento. In caso di riforma della sentenza di condanna al pagamento di somme in favore di una società nella qualità di mandataria di una associazione temporanea di imprese, nel successivo giudizio instaurato dal solvens per la ripetizione di indebito, ex art. 2033 c.c., la stessa società non può essere evocata in proprio per la restituzione dell'intero importo indebito, avendone ricevuto il pagamento esclusivamente quale rappresentante delle società del raggruppamento e, dunque, con l'obbligo di incassare in nome e per conto di tutti, per poi ridistribuire pro quota ai diversi rappresentati, pena la responsabilità per appropriazione indebita. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 34616 del 12/12/2023 (Rv. 669747 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_1292, Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1188 …...
Esternazione del potere rappresentativo – Cass. n. 24262/2022
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal rappresentante – effetti - Esternazione del potere rappresentativo - Esplicita spendita del nome del rappresentato - Necessità - Esclusione - Cessazione della rappresentanza legale non comunicata al registro delle imprese - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie.   In tema di rappresentanza delle persone giuridiche, affinché l’atto compiuto dal rappresentante legale possa essere imputato all'ente rappresentato, non è necessario che l'esternazione del potere rappresentativo avvenga in modo esplicito, poiché la spendita del nome non richiede l'uso di formule sacramentali e può evincersi anche dal contenuto dell'atto compiuto dal rappresentante, e non è rilevante che quest'ultimo sia cessato dalla carica, ove ciò non risulti dall'iscrizione nel registro delle imprese. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia di merito che, pur in mancanza di esplicita spendita del nome nel ricorso introduttivo, aveva individuato il soggetto ricorrente nella società, e non nel suo legale rappresentante in proprio, in quanto quest'ultimo aveva proposto ricorso, appello e presentato memorie a sostegno della posizione dell'ente, ritenendo irrilevante la cessazione dalla carica non iscritta nel registro delle imprese). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 24262 del 04/08/2022 (Rv. 665488 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2475, Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1705   Corte Cassazione 24262 2022 …...
Contratto concluso dal falso rappresentante (senza poteri) – Cass. n. 15841/2022
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal falso rappresentante (rappresentanza senza poteri) - Difetto del potere rappresentativo - Eccezione da parte del falso rappresentante, subentrato per successione "mortis causa" nella posizione di pseudo-rappresentato - Esclusione - Conseguenze.   Colui che, in qualità di "falsus procurator", abbia stipulato un contratto in nome e per conto di un terzo, al quale poi succeda "mortis causa", non può eccepirne l'inefficacia per carenza del potere rappresentativo, dovendosi ritenere che, alla stregua delle regole della correttezza, egli sia automaticamente vincolato in proprio al negozio per effetto dell'accettazione dell'eredità. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 15841 del 17/05/2022 (Rv. 665102 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1387, Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1398, Cod_Civ_art_459   Corte Cassazione 15841 2022 …...
Ambito della contrattazione collettiva integrativa – Cass. n. 5679/2022
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - contratto collettivo - disciplina (efficacia) - impiego pubblico (natura, caratteri, distinzioni) - Pubblico impiego contrattualizzato - Ambito della contrattazione collettiva integrativa - Risorse per i trattamenti accessori - Vincoli di bilancio - Rilevanza - Fattispecie.   In tema di pubblico impiego contrattualizzato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 40, comma 3, 40 bis, comma 3, e 48 del d.lgs. n. 165 del 2001, nella formulazione anteriore alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 150 del 2009, sono nulle le clausole dei contratti collettivi integrativi riconosciute incompatibili con i vincoli di bilancio in base al controllo annualmente demandato al collegio dei revisori dei conti ovvero, laddove tale organo non sia previsto, dai nuclei di valutazione o dai servizi di controllo interno ai sensi del d.lgs. n.286 del 1999. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto non dovuti i buoni pasto previsti dal contratto integrativo del 3 luglio 2007 per il personale della polizia municipale destinato al lavoro per turni, essendo il contratto invalido in quanto non sottoposto a valutazione del Collegio dei Revisori). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 5679 del 21/02/2022 (Rv. 663990 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1399   Corte Cassazione 5679 2022 …...
Spendita del nome nell’atto stipulato – Cass. n. 19306/2021
Contratti in genere - rappresentanza - Contratti di appalto pubblico - "Contemplalo domini" - Spendita del nome - Comportamento concludente - Sufficienza - Esclusione - Ragioni - Fattispecie.   Nell'appalto di opera pubblica, in caso di stipula a mezzo del rappresentante, la natura formale del contratto esclude che la "contemplatio domini”, necessaria perché l’atto stipulato abbia effetto nei confronti del rappresentato, possa realizzarsi mediante un comportamento concludente, in quanto la spendita del nome altrui, quale requisito di efficacia dell'atto concluso dal rappresentante, partecipa della natura formale del negozio cui afferisce, rendendo all'uopo necessaria la presenza dell'atto scritto. (Principio enunciato dalla S.C. in relazione ad un atto di messa in mora relativo a credito maturato in capo all'impresa appaltatrice dall'esecuzione di un contratto di appalto di opera pubblica). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 19306 del 07/07/2021 (Rv. 661827 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1399   Corte Cassazione 19306 2021 …...
Arbitrato - Mandato con rappresentanza – Cass. n. 8085/2021
Arbitrato - compromesso e clausola compromissoria - Arbitrato - Mandato con rappresentanza - Contratto di appalto stipulato dal mandatario dell'appaltante - Clausola compromissoria - Opponibilità all'appaltatore - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In materia di appalto per l'esecuzione di un'opera pubblica, la clausola compromissoria contenuta nel contratto può essere invocata dall'appagante che abbia stipulato la convenzione, sebbene titolare di un mandato con rappresentanza conferitogli da un terzo, quando il medesimo abbia agito in nome proprio, perché quando il rappresentante stipula anche in nome del rappresentato assume la veste di parte soltanto formale del contratto. (La S.C. ha espresso il principio in giudizio in cui l'appaltante, mandatario con rappresentanza di un istituto di credito, aveva stipulato il contratto contenente la clausola compromissoria senza che vi fosse stata la spendita del nome del mandante, con la conseguenza che il mandatario aveva assunto la veste di parte anche sostanziale del contratto). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8085 del 23/03/2021 (Rv. 660977 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1704, Cod_Civ_art_1705 …...
Contratto concluso dal rappresentante - effetti - Cass. n. 15454/2020
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal rappresentante - effetti - Effetti diretti nei confronti del rappresentato - Contestazione sull'esistenza del potere di rappresentanza - Onere probatorio a carico del terzo - Fattispecie. Nell'ipotesi di contratto concluso dal rappresentante, qualora il rappresentato contesti l'esistenza dei poteri rappresentativi in capo a colui che ha agito, per suo conto e in suo nome, l'onere della prova circa l'esistenza dei poteri in questione incombe sul terzo contraente che pretenda di addossare sul rappresentato gli effetti del contratto concluso a suo nome. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto efficace, nei confronti del proprietario di un autoveicolo, il contratto concluso da un altro soggetto per la riparazione dello stesso, sulla base della presunzione che quest'ultimo agisse quale mandatario con rappresentanza del primo, per il solo fatto che questi, in qualità di proprietario, avesse interesse alla riparazione suddetta). Corte di Cassazione. Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15454 del 21/07/2020 (Rv. 658732 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1393, Cod_Civ_art_2697 corte cassazione 15454 2020 …...
Contratto di lavoro concluso dal rappresentante del datore di lavoro - Cass. n. 11897/2020
Contratti in genere - rappresentanza - in genere contratto di lavoro concluso dal rappresentante del datore di lavoro - "contemplalo domini" - assenza - - lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - Il rappresentante del datore, il quale stipuli un contratto di lavoro senza dichiarare di agire in nome e nell'interesse di altri, resta personalmente vincolato agli obblighi derivanti dal rapporto, e conseguentemente esposto alle relative conseguenze, in applicazione delle regole della rappresentanza negoziale. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 11897 del 18/06/2020 (Rv. 657962 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_2094 CORTE CASSAZIONE 11897 2020 …...
Contratti in genere - invalidita' - nullita' del contratto - azione di nullità' – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 886 del 17/01/2020 (Rv. 656839 - 01)
Vendita - Azione di nullità per illiceità della causa - Litisconsorzio necessario dell'amministratore della società acquirente - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Nel giudizio volto ad ottenere la declaratoria di nullità del contratto di compravendita di un immobile per illiceità della causa, siccome stipulato a titolo di corrispettivo di un prestito usurario, non è configurabile un'ipotesi di litisconsorzio necessario nei confronti dell'amministratore della società acquirente ritenuto responsabile del delitto di usura per essersi fatto dare o promettere interessi illeciti e per aver procurato l'acquisto dell'immobile in corrispettivo del detto prestito, avendo questi contratto nell'esercizio dei poteri gestori e in nome e per conto della società, unica parte sostanziale del negozio di vendita. (La S.C. ha enunciato il principio in una fattispecie in cui era stata dichiarata la nullità di un contratto di vendita immobiliare stipulato in attuazione di un prestito usurario, dopo che il socio ed amministratore della società acquirente era stato condannato per il reato di usura, per essersi fatto promettere interessi illeciti dai soci della venditrice, ottenendo, al momento della dazione del denaro, la sottoscrizione di contratti preliminari). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 886 del 17/01/2020 (Rv. 656839 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1470, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_354 CONTRATTI IN GENERE INVALIDITA' NULLITA' DEL CONTRATTO   …...
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal rappresentante – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 29689 del 14/11/2019 (Rv. 656246 - 01)
Rappresentante di società di persone - Conclusione di contratto richiedente forma scritta "ad probationem" - "Contemplalo domini" nel documento contrattuale - Necessità - Conoscenza o affidamento dei terzi circa l'esistenza del rapporto sociale - Irrilevanza. In materia di rappresentanza sociale, qualora il contratto richieda la forma scritta "ad probationem", la "contemplalo domini", pur non richiedendo l'uso formale di formule sacramentali, deve risultare dallo stesso documento negoziale, restando irrilevante la conoscenza o l'affidamento creato nel terzo contraente circa l'esistenza del rapporto sociale interno e dei poteri di rappresentanza reciproca che essa comporta. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 29689 del 14/11/2019 (Rv. 656246 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1350, Cod_Civ_art_1388, Cod_Civ_art_2266 RAPPRESENTANZA CONTRATTI …...
Contratti in genere - rappresentanza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15644 del 23/06/2017
Principio dell'apparenza del diritto - Operatività - Condizioni. Il principio dell'apparenza del diritto, riconducibile a quello più generale della tutela dell'affidamento incolpevole, può essere invocato con riguardo alla rappresentanza, allorché, indipendentemente dalla richiesta di giustificazione dei poteri del rappresentante ex art. 1393 c.c., non solo vi sia la buona fede del terzo che abbia concluso atti con il falso rappresentante, ma vi sia anche un comportamento colposo del rappresentato, tale da ingenerare nel terzo la ragionevole convinzione che il potere di rappresentanza sia stato effettivamente e validamente conferito al rappresentante apparente. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15644 del 23/06/2017 RAPPRESENTANZA CONTRATTI   …...
prova civile - documentale (prova) - scrittura privata data certa – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4099 del 02/03/2016
Nei confronti del rappresentato - Contratto stipulato nella data indicata e prima della revoca della procura - Onere probatorio del rappresentato - Applicabilità dell'art. 2704 c.c. - Esclusione - Fattispecie in tema di società. Il rappresentato non diviene terzo rispetto al contratto stipulato a suo nome e per suo conto solo perché ne eccepisca la conclusione dopo la revoca della procura, e non può avvalersi, quindi, dell'art. 2704 c.c. al fine di riversare sulle altre parti l'onere di provare che il contratto si è perfezionato nella data indicata e prima della suddetta revoca o della perdita dei poteri rappresentativi, sicché, la società a nome della quale sia stata sottoscritta una scrittura che neghi l'opponibilità del documento nei suoi confronti, sostenendo che è stato redatto in data successiva a quella che figura apposta e quando il sottoscrittore era decaduto dalla carica di amministratore, è tenuta a fornire la prova della non veridicità della data apposta rimanendo, in difetto, vincolata dalla predetta indicazione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 4099 del 02/03/2016   …...
Titoli di credito - titoli nominativi - trasferimento – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6282 del 30/03/2004
Requisiti - Girata per procura - Indicazione del mandante - Necessità - Fondamento - Certificati appartenenti a società o enti - Girata del legale rappresentante priva della indicazione di tale qualità - Validità - Esclusione - Fattispecie.  In tema di circolazione di titoli nominativi, allorquando la girata avvenga da un soggetto nella qualità di procuratore di altro, perché possa ravvisarsi la continuità delle girate, mentre non è necessario che la procura venga rilasciata sul titolo, è invece indispensabile, in virtù del principio di letteralità del titolo e del fatto che solo la spendita del nome del rappresentato consente di salvaguardare la continuità delle girate (che non può prescindere dalla concatenazione dei nomi dei successivi giranti che figurano sul titolo medesimo, venendosi altrimenti a configurare una situazione assimilabile a quella - non consentita sui titoli di tale natura - della girata in bianco), che il procuratore indichi il nome del girante per conto del quale la girata è apposta. Analogamente, per la validità della girata eseguita da un organo rappresentativo di un ente, è indispensabile che il girante indichi la propria qualità di legale rappresentante dell'ente per il quale la girata è apposta. Allorquando manchino tali indicazioni, il portatore del titolo non può avvalersi della speciale tutela prevista dall'art. 1994 cod. civ., il quale postula l'esistenza di una serie continua di girate regolari. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inidonea a trasferire il titolo la girata apposta su un certificato azionario da un agente di cambio con la formula "per mandato specifico" senza l'indicazione del nome del soggetto che quella procura avrebbe rilasciato, nonché le girate apposte da due persone per conto di due distinte società, senza la indicazione della loro qualità di legali rappresentanti delle società stesse). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6282 del 30/03/2004   …...
Titoli di credito - titoli nominativi - trasferimento – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8050 del 22/05/2003
Certificati azionari appartenenti a società di capitali - Girata del legale rappresentante priva di "contemplatio domini" - Efficacia - Esclusione - Conseguenze. La girata di certificati azionari appartenenti a società di capitali, sottoscritta dal legale rappresentante della società titolare senza l'indicazione di tale sua qualità, è inefficace nei confronti della suddetta società, per difetto della necessaria "contemplatio domini", la quale deve risultare per iscritto nella girata e non può essere tacita, nonché in forza del principio di letteralità dei titoli di credito, secondo il quale, come non possono essere opposte eccezioni non fondate sul contenuto letterale del titolo, così non possono essere avanzate pretese che sul medesimo contenuto non trovino il loro fondamento, con la conseguenza che i successivi giratari dei certificati non possono invocare la propria buona fede agli effetti di cui all'art. 1994 cod. civ., avendo essi acquistato titoli non in conformità delle norme che ne regolano la circolazione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8050 del 22/05/2003   …...
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal falso rappresentante (rappresentanza senza poteri) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7724 del 07/06/2000
Rapporto organico fra detto soggetto ed un ente - Imputabilità dell'atto all'ente - Limiti. Il disposto dell'art. 1388 cod. civ. che attribuisce "direttamente effetto nei confronti del rappresentato" al contratto concluso in suo nome dal rappresentante, ma soltanto se costui si è mantenuto nei limiti delle facoltà conferitegli, trova applicazione anche nel caso di rappresentanza organica, poiché è nell'essenza dell'uno come dell'altro istituto che un soggetto debba risentire nella propria sfera giuridica le conseguenze dell'operato altrui esclusivamente nei limiti in cui lo abbia consentito. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7724 del 07/06/2000   …...

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