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1375. Esecuzione di buona fede

Art.1375. Esecuzione di buona fede.

0 Codice civile

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Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 24385 del 02/09/2025 (Rv. 676238-02)
Contratto collettivo - interpretazioneArt. 6 del c.c.n.l. 13 luglio 2015 per il personale direttivo delle aziende di credito - Azione penale avviata nei confronti del dipendente - Diritto al rimborso delle spese giudiziali - Interpretazione - Sindacabilità in cassazione - Erronea applicazione dei canoni ermeneutici - Criteri dell'interpretazione letterale e logica - Accertamento della comune intenzione delle parti stipulanti lo specifico contratto collettivo - Principio di buona fede - Commissione dell'illecito "in occasione" dello svolgimento dell'attività lavorativa - Configurabilità - Esclusione - Nell'esercizio delle funzioni - Sussistenza - Fattispecie. L'interpretazione dell'art. 6 del c.c.n.l. del personale direttivo delle aziende di credito va effettuata secondo i criteri letterali e logici, avendo cura di accertare la comune intenzione delle parti che hanno stipulato lo specifico contratto collettivo, dovendosi attribuire una particolare importanza al principio di buona fede ex art. 1366 c.c., che enuncia un dovere di solidarietà fondato sull'art. 2 Cost. e impone a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio il dovere di agire per preservare i reciproci interessi; ne deriva che è censurabile, in sede di legittimità, l'interpretazione del giudice di merito ove la clausola contrattuale venga intesa come diretta ad addossare all'impresa le spese giudiziali del lavoratore sottoposto a procedimento penale con riguardo a tutte le ipotesi di reato poste in essere "in occasione" dell'attività di lavoro e, quindi, in riferimento a una mera coincidenza temporale o materiale, anziché solo alle condotte criminose inerenti al corretto svolgimento dell'attività funzionale, dovendosi ritenere che la tutela apprestata dalla norma collettiva abbia ad oggetto l'esercizio legittimo delle funzioni affidate e in linea con le direttive del datore e con le finalità istituzionali dell'azienda bancaria e non anche la violazione delle funzioni medesime, in danno alla stessa e in contrasto con le istruzioni impartite. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva sostenuto l'operatività dell'art. 6 c.c.n.l. in base al rilievo che il dirigente era imputato del delitto di cui all'art. 2622, commi 1 e 2, c.c., rispetto al quale soggetti offesi sono solo …...
Requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12679 del 13/05/2025 (Rv. 675618-01)
Responsabilità precontrattuale (trattative e formazione del contratto) - Concessione in comodato di immobile nel corso delle trattative destinate alla stipula della compravendita - Recesso dalle trattative del comodante - Conseguenze - Risarcimento del danno in favore del comodatario - Liquidazione - Criteri. Colui il quale, in pendenza delle trattative per la stipula di un contratto di compravendita, ottenga dal proprietario la detenzione dell'immobile non può ritenersi detentore di buona fede nel caso in cui l'altra parte gli manifesti in modo inequivoco la volontà di recedere dalle trattative e recuperare la detenzione dell'immobile; con la conseguenza che, anche se il recesso è ingiustificato e fonte di responsabilità precontrattuale, nella liquidazione del danno conseguente il giudice di merito deve tenere conto del periodo di tempo per il quale l'immobile è stato detenuto illegittimamente dalla parte avente diritto al risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12679 del 13/05/2025 (Rv. 675618-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1337, Cod_Civ_art_1375 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 1227 del 17/01/2025 (Rv. 673569-01)
Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - Diritto ai permessi ex art. 33, comma 3, della l. n. 104 del 1992 - Abuso - Verifica - Valutazione delle modalità di prestazione dell'assistenza - Dati quantitativi - Insufficienza - Necessità di una valutazione complessiva - Conseguenze. In tema di diritto ai permessi ex art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992, l'accertamento dell'abuso del diritto comporta la verifica dell'elisione del nesso causale fra l'assenza dal lavoro e l'assistenza del disabile, da valutarsi non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, tenendo conto, quindi, di tutte le circostanze del caso concreto, sicché tale abuso può configurarsi solo quando l'assistenza è mancata del tutto, oppure è avvenuta per tempi così irrisori, o con modalità talmente insignificanti, da far ritenere vanificate la salvaguardia degli interessi dell'assistito e le finalità primarie dell'intervento assistenziale voluto dal legislatore, in vista delle quali viene sacrificato il diritto del datore di lavoro all'adempimento della prestazione lavorativa. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 1227 del 17/01/2025 (Rv. 673569-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2094 …...
Effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 656 del 10/01/2025 (Rv. 673500-01)
Principi di correttezza e buona fede - Portata - Rilevanza sul piano dell'equilibrio delle contrapposte prestazioni contrattuali - Conseguenze - Rilevanza sul potere del giudice di intervenire sul programma contrattuale - Sussistenza - Condizioni. I principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione e nell'interpretazione dei contratti, ex artt. 1175, 1366 e 1375 c.c., rilevano sia sul piano dell'individuazione degli obblighi contrattuali, sia su quello del bilanciamento dei contrapposti interessi delle parti, giacché, sotto il primo profilo, essi impongono a ciascuna di esse di adempiere obblighi anche non espressamente previsti dal contratto o dalla legge, ove necessario per preservare gli interessi della controparte; sotto il secondo profilo, consentono al giudice di intervenire anche in senso modificativo o integrativo sul contenuto del contratto, ove necessario per garantire l'equo contemperamento degli interessi delle parti e prevenire o reprimere l'abuso del diritto. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 656 del 10/01/2025 (Rv. 673500-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1366, Cod_Civ_art_1375 …...
Requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 243 del 07/01/2025 (Rv. 673478-01)
Condizione (nozione, distinzione) - pendenza -comportamento di buona fede delle parti - Contratto preliminare di compravendita immobiliare - Condizione potestativa mista nell'interesse di entrambe le parti - Mancato avveramento - Controversia - Individuazione della parte inadempiente per condotta contraria alla buona fede in pendenza della condizione - Necessità. In tema di preliminare di compravendita immobiliare, la controversia tra promittente alienante e promissario acquirente per il mancato avveramento di una condizione potestativa mista, apposta nell'interesse di entrambe le parti, va risolta accertando, in concreto e sulla scorta delle emergenze di causa, quale di esse sia stata inadempiente (o prevalentemente inadempiente, in caso di inadempimenti reciproci) per aver tenuto una condotta contraria alla buona fede in pendenza della condizione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 243 del 07/01/2025 (Rv. 673478-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1353, Cod_Civ_art_1358, Cod_Civ_art_1359, Cod_Civ_art_1375 …...
Pubblico impiego privatizzato - Conferimento di incarichi dirigenziali - Incarichi negli uffici legali interni all'amministrazione - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 24366 del 11/09/2024 (Rv. 672245-01)
Canoni generali di correttezza e buona fede - Applicabilità - Art. 23 l. n. 247 del 2012 - Vincolo di preferenza per i titoli inerenti all'attività legale rispetto a quelli attinenti alle capacità manageriali - Insussistenza - Fattispecie. Nel pubblico impiego contrattualizzato, il conferimento dell'incarico dirigenziale di un ufficio legale interno della P.A. deve essere il frutto di una procedura comparativa che valuti - nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento ex 97 Cost., oltre che di correttezza e buona fede - i profili specifici e le esperienze professionali dei singoli candidati, senza che dall'art. 23 della legge professionale n. 247 del 2012 possa desumersi un obbligo per la P.A. di preferire nella procedura valutativa i titoli inerenti all'attività legale rispetto a quelli comprovanti le qualità manageriali. (Nella specie, la S.C. ha confermato che il maggior numero di anni di iscrizione all'albo ed il possesso dell'abilitazione al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori di un candidato non comportavano automaticamente la prevalenza dello stesso su altro aspirante con più vasta esperienza manageriale). Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 24366 del 11/09/2024 (Rv. 672245-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Morte di congiunti (parenti della vittima) - responsabilita' civile - precettori e maestri - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14980 del 28/05/2024 (Rv. 671137-01)
Responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante - Morte dell’alunno minore - Danno da perdita del rapporto parentale di genitori e fratelli - Natura contrattuale o extracontrattuale - Ragioni. In caso di morte dell'alunno minore, la responsabilità dell'istituto scolastico e dell'insegnante per i danni da perdita del rapporto parentale ha natura contrattuale nei confronti dei genitori - che rivestono la qualità di contraenti, avendo richiesto l'iscrizione del figlio - ed extracontrattuale nei confronti dei fratelli, atteso che l'esecuzione della prestazione della struttura scolastica non incide direttamente sulla loro posizione né è predicabile, in loro favore, un effetto protettivo del contratto, dovendo conseguentemente applicarsi la regola generale di cui all'art. 1372, comma 2, c.c., in virtù della quale il contratto ha efficacia solo tra le parti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14980 del 28/05/2024 (Rv. 671137-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1372, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Adempimento - mora del creditore - forma dell'offerta - reale - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12842 del 10/05/2024 (Rv. 671504-01)
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Offerta reale parziale - Conseguenze - Invalidità dell'offerta - Sussistenza - Risoluzione per inadempimento - Limiti - Accertamento circa la gravità dell'inadempimento - Necessità. La parzialità dell'offerta reale, pur determinandone l'invalidità, non può comportare, di per sé, la risoluzione per inadempimento del rapporto giuridico in relazione al quale è stata fatta, essendo pur sempre necessario l'accertamento del requisito imprescindibile della sua gravità, da compiersi avendo riguardo alla natura della causa, all'interesse delle parti, alla loro condotta e alla corretta applicazione degli artt. 1453, 1455 e 1375 c.c.. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 12842 del 10/05/2024 (Rv. 671504-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1208, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_1375 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - trasferimento d'azienda - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11816 del 02/05/2024 (Rv. 671011-01)
Obblighi di previa informazione e comunicazione ex art. 47 l. n. 428 del 1990 - Inosservanza - Conseguenze - Invalidità della cessione - Insussistenza - Legittimazione del sindacato a promuovere la tutela repressiva - Sussistenza - Legittimazione dei lavoratori a far valere l'inosservanza - Esclusione - Fondamento. In tema di trasferimento d'azienda, l'inosservanza dell'obbligo di informazione di cui all'articolo 47 l. n. 428 del 1990 non determina l'invalidità della cessione, ma costituisce comportamento contrario agli obblighi di buona fede e correttezza, il cui inadempimento rileva come condotta antisindacale ai sensi dell'art. 28 l. n. 300 del 1970; di conseguenza, la carenza o la falsità delle informazioni fornite non può essere fatta valere dai singoli lavoratori ma solo dalle organizzazioni sindacali, poiché è nell'interesse del sindacato a sviluppare la propria azione di tutela che è stata prevista la procedura di informazione e consultazione dettata dall'anzidetto articolo 47, il quale va interpretato in conformità alla distinzione tra i diritti dei lavoratori e quelli delle organizzazioni sindacali operata dalla Direttiva 2001/23/CE. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 11816 del 02/05/2024 (Rv. 671011-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1411 …...
Obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) - pagamento del termine convenuto - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 11219 del 26/04/2024 (Rv. 670795-02)
Inadempimento - contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Locazione immobili urbani ad uso diverso da quello abitativo - Inerzia del locatore nell'escutere il conduttore - Affidamento nella remissione del debito - Successiva richiesta di integrale pagamento - Tacita rinunzia - Esclusione - Ragioni - Abuso del diritto - Esclusione - Ragioni. In tema di locazione immobili urbani ad uso diverso da quello abitativo, la condotta del locatore che, dopo essere stato inerte nell'escutere il conduttore - anche se per un fatto a lui imputabile e per un tempo tale da far ragionevolmente ritenere al debitore che il diritto non sarà più esercitato - richiede l'integrale pagamento dei canoni maturati non è sufficiente ad integrare un contegno concludente da cui desumere univocamente la tacita volontà di rinunciare al diritto, né rappresenta un caso di abuso del diritto, perché il semplice ritardo di una parte nell'esercizio delle proprie prerogative può dar luogo ad una violazione del principio di buona fede nell'esecuzione del contratto soltanto se, non rispondendo ad alcun interesse del suo titolare, si traduce in un danno per la controparte. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 11219 del 26/04/2024 (Rv. 670795-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1236 …...
Autonomia contrattuale - Leasing finanziario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9577 del 09/04/2024 (Rv. 670770-01)
Rapporti tra concedente ed utilizzatore nei confronti del fornitore - Fattispecie. In tema di leasing finanziario, nel quale si verifica una scissione tra soggetto destinato a ricevere, dal fornitore, la prestazione di consegna e soggetto destinato ad adempiere, nei confronti del fornitore, l'obbligazione di pagamento del prezzo, utilizzatore e concedente hanno, nei confronti del fornitore, un interesse comune (sicché su entrambi grava un onere di collaborazione), di talché il concedente deve far in modo di salvaguardare l'interesse dell'utilizzatore all'esatto adempimento, mentre questi è, dal suo canto, gravato, nei confronti del concedente, dell'onere di comportarsi, rispetto al momento della consegna, in modo diligente, sì che non ne risulti sacrificato l'interesse che anche il concedente ha all'esatto adempimento da parte del fornitore, secondo un modello comportamentale comune improntato alla reciproca cooperazione; con la conseguenza che il rischio del modo in cui la consegna della cosa è compiuta dal fornitore al cliente può essere ripartito tra il concedente e l'utilizzatore, se ambedue abbiano concorso a dare causa al danno che ne è risultato, in applicazione della regola dettata dall'art. 1227 c.c., per cui mentre il concedente, rispetto alla obbligazione assunta di concedere in uso la cosa verso un canone, risponde del mancato o difettoso adempimento se questo è dipeso da causa a lui imputabile, l'utilizzatore non ha diritto a che gli sia risarcito il danno che ha concorso a cagionare. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva imputato la responsabilità esclusiva, circa l'inutilizzabilità del bene concesso in leasing, all'utilizzatore, per aver ricevuto in consegna, senza riserve, un'auto di provenienza estera con un certificato di circolazione provvisorio e priva dei documenti necessari per l'immatricolazione definitiva, senza considerare l'obbligazione espressamente assunta dal venditore di effettuare le operazioni di trascrizione e immatricolazione e di consegnare al concedente i documenti attestanti la proprietà). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9577 del 09/04/2024 (Rv. 670770-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1227, Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1375 …...
Cause di prelazione - ipoteca - giudiziale - titolo per l'esecuzione - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9369 del 08/04/2024 (Rv. 670768-02)
Sentenza di condanna - esecuzione forzata - terzo proprietario (espropriazione contro) - Eccezioni opponibili dal terzo acquirente ex art. 2859 c.c. - Presupposti - Anteriorità della trascrizione del titolo di acquisto rispetto alla domanda di condanna - Sufficienza - Buona fede dell'acquirente - Rilevanza - Esclusione. L'art. 2859 c.c. subordina la possibilità, per il terzo acquirente di bene ipotecato, di opporre al creditore tutte le eccezioni che il debitore avrebbe potuto sollevare soltanto all'anteriorità della trascrizione dell'atto di acquisto rispetto alla domanda diretta a ottenere la condanna del debitore, senza che rilevi la buona fede dell'acquirente. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9369 del 08/04/2024 (Rv. 670768-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2859, Cod_Proc_Civ_art_602, Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2652, Cod_Civ_art_1375 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8745 del 03/04/2024 (Rv. 670677-01)
Licenziamento individuale - disciplinare - Pubblico impiego contrattualizzato - Esercizio del potere disciplinare con sanzione conservativa - Successiva applicazione di sanzione espulsiva - Medesima natura degli addebiti - Diversità dei fatti contestati - Violazione del "ne bis in idem" sostanziale - Insussistenza - Fattispecie. In tema di pubblico impego contrattualizzato, l'esercizio del potere disciplinare con l'irrogazione di una sanzione conservativa non preclude la successiva adozione della sanzione espulsiva quando, pur a fronte di addebiti della medesima tipologia e natura, i fatti contestati sono tuttavia diversi perché attinenti a condotte tra loro autonome, non sussistendo in tal caso alcuna violazione del divieto di bis in idem sostanziale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la legittimità del licenziamento di un dipendente part time responsabile dell'ufficio condoni edilizi di un comune che, violando le disposizioni in materia di conflitto di interessi, aveva contemporaneamente curato per conto di privati pratiche di condono diverse e non collegate tra loro, in quanto attivate da distinti soggetti richiedenti e per distinte unità immobiliari, circostanze che erano state accertate in tempi diversi e con autonomi procedimenti disciplinari). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 8745 del 03/04/2024 (Rv. 670677-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2106 …...
Valutazione e liquidazione - Divieto di frazionamento della domanda di risarcimento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 8217 del 26/03/2024 (Rv. 670624-01)
Limiti - criterio dell'interesse oggettivo del creditore - Fattispecie. In tema di risarcimento dei danni da responsabilità civile, il danneggiato, a fronte di un unitario fatto illecito produttivo di danni a cose e persone, non può frazionare la tutela giudiziaria, agendo separatamente per il risarcimento dei relativi danni, neppure mediante riserva di farne valere ulteriori e diversi in altro procedimento, trattandosi di condotta che aggrava la posizione del danneggiante-debitore, ponendosi in contrasto al generale dovere di correttezza e buona fede e risolvendosi in un abuso dello strumento processuale, salvo che risulti in capo all'attore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata. (In applicazione del detto principio, la S.C. ha confermato la decisione impugnata che aveva ritenuto illegittima la condotta processuale degli attori, i quali, in seguito ad un sinistro stradale nel quale avevano perso la vita entrambi i genitori, avevano agito con due separati giudizi, chiedendo nell'uno il risarcimento per i danni subiti in conseguenza della morte del padre e, nell'altro, i danni conseguenti alla morte della madre). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 8217 del 26/03/2024 (Rv. 670624-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_088, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2909 …...
Apertura di credito bancario (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5415 del 29/02/2024 (Rv. 670281-01)
Recesso - Affidamento - Recesso per giusta causa - Indicazione della giusta causa - Necessità - Ragioni. In tema di apertura di credito bancaria, il recesso della banca può avvenire solo se sia indicata la giusta causa che lo sorregge, poiché tale condizione si connette direttamente al rispetto dei principi di correttezza e buona fede cui deve conformarsi il comportamento delle parti e consente di distinguere tale ipotesi rispetto a quelle in cui sia prevista la facoltà di recesso "ad nutum". Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5415 del 29/02/2024 (Rv. 670281-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1845, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Societa' - di capitali - società per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4034 del 14/02/2024 (Rv. 670224-01)
Organi sociali - assemblea dei soci - deliberazioni - invalide - convalida - Abuso di maggioranza - Annullabilità della delibera - Assenza di interesse per la società – Individuazione - Fattispecie in tema di soppressione della clausola statutaria di prelazione interna a ridosso della vendita di quote. In materia societaria, sussiste abuso di maggioranza, con conseguente annullabilità della delibera assembleare che ne costituisca applicazione, qualora il voto espresso non trovi alcuna giustificazione nel perseguimento dell'interesse della società - in quanto volto a perseguire un interesse personale antitetico a quello sociale - oppure ove sia il risultato di una intenzionale attività fraudolenta dei soci di maggioranza, diretta a ledere i diritti partecipativi o gli altri diritti patrimoniali dei soci di minoranza, in violazione del canone della buona fede oggettiva nell'esecuzione del contratto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che non aveva valorizzato, quale forma di abuso della maggioranza assembleare, la circostanza che quest'ultima avesse disposto la soppressione della clausola statutaria contenente il diritto di prelazione interna, appena diciotto giorni prima della cessione di quote intercorsa fra altri due soci). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 4034 del 14/02/2024 (Rv. 670224-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2479, Cod_Civ_art_2479_3, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Impiegati dello stato - dirigente medico di struttura complessa - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 1488 del 15/01/2024 (Rv. 670024-01)
Nomina - Procedura comparativa - Necessità - Criteri - Obbligo di motivazione - Contenuto. In tema di dirigenza medica, in applicazione dell'art. 19, comma 1, del d.lgs. 165 del 2001 (previsione generale) e dell'art. 15-ter, comma 1, del d.lgs. 502 del 1992 (disciplina speciale), il conferimento dell'incarico di titolare di struttura complessa deve conseguire ad una procedura comparativa dei profili specifici e delle esperienze professionali dei singoli candidati, improntata al rispetto delle regole di correttezza e buona fede e dei principi di imparzialità e buon andamento ex art. 97 Cost., e concludersi con l'adozione di un provvedimento adeguatamente motivato, che illustri sia i criteri adottati, sia le ragioni giustificative della scelta assunta. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 1488 del 15/01/2024 (Rv. 670024-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 36295 del 28/12/2023 (Rv. 669680 - 02)
Risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Contratto prestazioni corrispettive - Eccezione di inadempimento - Requisito della buona fede - Tempestività del rifiuto ad ad adempiere - Rilevanza. In tema di eccezione di inadempimento, nell'indagine volta ad accertare la sussistenza del requisito della buona fede, assume importanza non secondaria che la giustificazione del rifiuto ad adempiere sia stato reso noto alla controparte solo in occasione del giudizio da quest'ultima instaurato e non durante lo svolgimento dei tentativi compiuti per ottenere la spontanea esecuzione del contratto. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 36295 del 28/12/2023 (Rv. 669680 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1460 …...
Assicurazione - assicurazione contro i danni - in genere Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 36127 del 28/12/2023 (Rv. 669698 - 01)
Appendice di vincolo cd. complesso - Contenuto - Qualificazione alla stregua di contratto in favore di terzo - Conseguenze - Obblighi di buona fede del promittente nei confronti del terzo - Sussistenza - Fattispecie. In tema di assicurazione contro i danni, la cd. appendice di vincolo complesso - consistente in un accordo trilatero in virtù del quale l'assicuratore si obbliga, in caso di sinistro, a versare l'indennizzo nelle mani del terzo vincolatario - dev'essere qualificata come contratto in favore di terzo, con conseguente diritto di quest'ultimo di pretendere, ai sensi dell'art. 1411, comma 2, c.c., non solo l'esecuzione della prestazione principale, ma anche l'osservanza degli obblighi di correttezza e buona fede, che impongono al contraente di metterlo a conoscenza delle condizioni contrattuali e degli eventuali limiti posti dalle stesse all'esercizio del diritto all'indennizzo. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva escluso l'obbligo dell'assicuratore di informare il terzo beneficiario del mancato pagamento del premio da parte dello stipulante, dal quale era scaturita la sospensione dell'efficacia del contratto ai sensi dell'art. 1901 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 36127 del 28/12/2023 (Rv. 669698 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1882, Cod_Civ_art_1891, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1411, Cod_Civ_art_1901 …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 34512 del 11/12/2023 (Rv. 669561 - 01)
Contratto collettivo - disciplina (efficacia) - durata - in genere -Contratto collettivo di armonizzazione - Durata non predeterminata - Recesso unilaterale - Mancato preavviso - Ultrattività sine die - Esclusione - Fondamento. Il mancato preavviso nel recesso unilaterale da un accordo collettivo di armonizzazione a tempo indeterminato non può determinare l'ultrattività, sine die, dell'accordo medesimo a favore dei lavoratori, poiché la violazione dell'obbligo di preavviso produce unicamente conseguenze di natura risarcitoria. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 34512 del 11/12/2023 (Rv. 669561 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2069, Cod_Civ_art_1373, Cod_Civ_art_1375 …...
Assicurazione - assicurazione contro i danni - in genere Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 32660 del 23/11/2023 (Rv. 669521 - 01)
Clausola di regolazione del premio - Obbligo di comunicazione degli elementi variabili da parte dell'assicurato - Inadempimento o inesatto adempimento - Conseguenze - Automatica sospensione o risoluzione del contratto ex art. 1901 c.c. - Esclusione - Previsione convenzionale in tal senso - Nullità - Fondamento. Nei contratti di assicurazione contro i danni con clausola di regolazione del premio, l'obbligazione di comunicare periodicamente all'assicuratore gli elementi variabili è diversa e autonoma rispetto a quella di pagamento del premio, sicché il relativo inadempimento (o inesatto adempimento) non produce automaticamente la sospensione o cessazione della garanzia assicurativa previste, con norma imperativa, dall'art. 1901 c.c., essendo a tal fine necessaria la valutazione in concreto della condotta esecutiva di buona fede delle parti e dell'importanza dell'inadempimento, funzionali a verificare se le variazioni non comunicate abbiano una rilevanza tale da aver comportato un'apprezzabile alterazione del rapporto di adeguatezza tra rischio e premio; ne consegue che la clausola convenzionale che, mediante richiamo all'art.1901 c.c. (o, come nella specie, la previsione espressa della risoluzione di diritto ex art. 1456 c.c.), equipari le conseguenze della mancata comunicazione delle variazioni a quelle dell'omesso pagamento del premio incorre nella nullità di cui all'art. 1932, comma 1, c.c., siccome derogatoria della disciplina legale imperativa in senso meno favorevole all'assicurato, con conseguente sostituzione di diritto per mezzo di quest'ultima, ai sensi del secondo comma della disposizione citata. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 32660 del 23/11/2023 (Rv. 669521 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1901, Cod_Civ_art_1932, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1456 …...
Responsabilità' civile - professionisti - attività' medico-chirurgica Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 31026 del 07/11/2023 (Rv. 669458 - 01)
Obbligo del medico di informare il paziente - Contenuto - Modalità di adempimento - Sottoscrizione di un modulo prestampato - Ammissibilità - Condizioni. In tema di responsabilità per attività medico-chirurgica, al fine di permettere al paziente l'espressione di un consenso informato al trattamento sanitario, il medico deve fornire informazioni dettagliate in merito alla natura, portata ed estensione dell'intervento, dei suoi rischi, dei risultati conseguibili e delle possibili conseguenze negative, che ben possono essere contenute in un modulo prestampato, la cui idoneità, ai fini della completezza ed effettività del consenso, va, invece, esclusa ove il contenuto del modulo sia generico. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 31026 del 07/11/2023 (Rv. 669458 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2230 …...
Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - in genere Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30588 del 03/11/2023 (Rv. 669366 - 01)
Dovere di protezione della banca - Buona fede - Operazioni ictu oculi anomale e prive di interesse per il cliente - Rifiuto o dovere di informazione - Condizioni. In tema di conto corrente bancario, ancorché all'istituto di credito non faccia capo un dovere generale di monitorare la regolarità delle operazioni ordinate dal cliente, nondimeno - in applicazione dei doveri di esecuzione del mandato secondo buona fede - ad esso è ascritto un obbligo di protezione che, ogni qualvolta l'operazione appaia ictu oculi anomala e non rispondente agli interessi del correntista, impone di rifiutarne l'esecuzione o, quantomeno, di informare il cliente. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30588 del 03/11/2023 (Rv. 669366 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1710, Cod_Civ_art_1856 …...
Responsabilità civile - Minore in affidamento eterofamiliare Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 28139 del 05/10/2023 (Rv. 669123 - 01)
Responsabilità da contatto sociale del Comune affidante - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Non è configurabile una responsabilità contrattuale da contatto sociale del Comune affidante per i danni occorsi a un minore collocato in affidamento eterofamiliare, in ragione dell'assenza di specifici e reciproci obblighi di buona fede, di protezione e di informazione che distinguono tale specie di obbligazione dalla responsabilità aquiliana. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso la responsabilità contrattuale del Comune per i danni conseguenti all'annegamento di un minore nella piscina di proprietà dei coniugi ai quali era stato affidato, anche tenuto conto che questi ultimi, in quanto individuati dal Tribunale per i minorenni, non potevano considerarsi ausiliari del Comune ex art. 1228 c.c., in assenza di un rapporto di preposizione). Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 28139 del 05/10/2023 (Rv. 669123 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1173, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2043 …...
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 27545 del 28/09/2023 (Rv. 669094 - 02)
Interessi usurari - Superamento del tasso soglia nel corso del rapporto - Pretesa del creditore - Contrarietà a buona fede - Sussistenza. In tema di contratti bancari, la pretesa della banca di riscuotere interessi divenuti usurari nel corso del rapporto, avendo ad oggetto l'esecuzione di una prestazione oggettivamente sproporzionata, è contraria al principio di buona fede, che impone alle parti comportamenti collaborativi anche in sede di esecuzione del contratto. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 27545 del 28/09/2023 (Rv. 669094 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1815, Cod_Civ_art_1375 …...
Obbligazioni in genere - adempimento Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 26901 del 20/09/2023 (Rv. 669054 - 01)
Tempo dell'adempimento - termine - Rispetto del termine di adempimento - Buona fede - Rilevanza - Limiti - Fattispecie. Nella valutazione del rispetto di un termine di adempimento la buona fede non può venire in rilievo per stabilire quale sia il termine esatto entro cui adempiere, ma può solo servire a valutare se, per rispettare il termine, il debitore avrebbe dovuto tenere un comportamento che il creditore non avrebbe potuto pretendere per l'eccessivo sacrificio che avrebbe comportato. (Nella specie, la S.C. - in relazione ad un pagamento effettuato tramite bonifico bancario - ha escluso che la buona fede rilevasse al fine di stabilire se il termine dovesse considerarsi rispettato al momento dell'ordine di bonifico o dell'effettivo accreditamento). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 26901 del 20/09/2023 (Rv. 669054 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1182, Cod_Civ_art_1183, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1375 …...
Trasporti - contratto di viaggio turistico Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 26142 del 07/09/2023 (Rv. 669110 - 02)
Danno da vacanza rovinata - Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Risarcibili - Fondamento - Fattispecie. Il danno non patrimoniale da vacanza rovinata, secondo quanto espressamente previsto in attuazione della direttiva n. 90/314/CEE (ratione temporis applicabile, e successivamente abrogata dalla direttiva n. 2015/2302/UE), costituisce uno dei casi previsti dalla legge ai sensi dell'art. 2059 c.c., ed è, pertanto, risarcibile all'esito del riscontro della gravità della lesione e della serietà del danno, da apprezzarsi alla stregua del bilanciamento del principio di tolleranza delle lesioni minime e della condizione concreta delle parti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva risarcito il danno non patrimoniale patito dai turisti di un campeggio in conseguenza dell'incendio propagatosi da un terreno limitrofo, indipendentemente dal riscontro della ricorrenza di un cd. pacchetto turistico di cui alla direttiva 90/314/CEE, attuata con il d.lgs. n. 111 del 1995). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 26142 del 07/09/2023 (Rv. 669110 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2059 …...
Responsabilità' civile - professionisti Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25772 del 04/09/2023 (Rv. 668882 - 01)
Attività' medico-chirurgica - Paziente ricoverato in ospedale - Medico di turno addetto a diverso reparto - Valutazione della diligenza - Criteri - Fattispecie. In tema di danno iatrogeno subito da paziente ricoverato in ospedale, la responsabilità del medico non può essere esclusa per il sol fatto che egli fosse addetto a un reparto diverso e che il paziente non gli fosse stato affidato, dovendo la sua diligenza essere valutata non già "ex ante" in astratto, in base al suo mansionario, bensì "ex post" in relazione alla condotta concretamente tenuta, comparando le istruzioni terapeutiche da lui impartite con quelle suggerite dalle "leges artis" e concretamente esigibili, avuto riguardo alle specializzazioni possedute ed alle circostanze del caso concreto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione della Corte territoriale che, in relazione alla morte di una paziente ricoverata in altro reparto a seguito di un intervento chirurgico, aveva escluso la corresponsabilità del medico anestesista di turno in virtù della mera circostanza che egli non avesse il compito di supervisionarne la degenza, senza verificare se, una volta informato del peggioramento dei parametri ematici della stessa, avrebbe dovuto tenere una diversa condotta, alla stregua delle "leges artis" applicabili al caso concreto). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 25772 del 04/09/2023 (Rv. 668882 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_2043 …...
Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24743 del 17/08/2023 (Rv. 668651 - 01)
Contratto di mutuo - Interessi - Clausola di determinazione del tasso antecedente all'entrata in vigore della l. n. 108 del 1996 - Superamento sopravvenuto del tasso soglia - Nullità - Inefficacia - Contrarietà a buona fede - Esclusione. Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della l. n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l'inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia al momento della stipula, né la pretesa del mutuante, di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24743 del 17/08/2023 (Rv. 668651 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1339, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1815 …...
Notariato - responsabilità professionale Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23600 del 02/08/2023 (Rv. 668716 - 01)
Notaio - Obbligo di consiglio alle parti - Correttezza e buona fede nell'adempimento dell'incarico professionale - Obbligo di chiarimento - Solo rispetto alle clausole ambigue - Esclusione - Anche sugli effetti pratici dell'atto - Fattispecie in tema di omessa informazione circa l'operatività di un accollo esterno liberatorio di un mutuo immobiliare quale prezzo della compravendita. L'obbligo di consiglio alle parti, gravante sul notaio e derivante dagli obblighi di correttezza e buona fede oggettiva nell'esecuzione del contratto, quali criteri determinativi ed integrativi della prestazione contrattuale, non si esaurisce nell'obbligo di chiarimento rispetto alle clausole di contenuto ambiguo presenti nell'atto rogato, ed impone al notaio di dare in ogni caso informazioni ai clienti sugli effetti e sul risultato pratico dell'atto rogato e sulla corrispondenza di essi alla volontà manifestata dalle parti, dovendo il notaio garantire l'attitudine dell'atto ad assicurare il conseguimento del suo scopo tipico e del risultato pratico voluto dalle parti partecipanti alla stipula dell'atto. (In applicazione del principio la Corte, in relazione al rogito di una compravendita immobiliare con accollo da parte del compratore delle residue rate del mutuo ipotecario stipulato dalla parte venditrice e contestuale rilascio di quietanza di saldo del prezzo e rinuncia all'ipoteca legale, ha ritenuto configurabile l'obbligo del notaio di informare il venditore circa l'effetto non liberatorio di tale accollo, nonostante che il contratto riproducesse la disposizione del capitolato di mutuo che prevedeva la necessità di un'espressa dichiarazione dell'istituto di credito mutuante ai fini della liberazione del debitore originario). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 23600 del 02/08/2023 (Rv. 668716 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1173 …...
Titoli di credito - rinvio a leggi speciali Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 22619 del 26/07/2023 (Rv. 668438 - 01)
Buoni postali fruttiferi - Emissione Q/P - Apposizione di timbro recante la nuova serie e i nuovi tassi d'interesse - Sovrapposizione parziale rispetto ai tassi della vecchia serie - Conseguenze - Interpretazione - Misura degli interessi applicabili. In tema di buoni postali fruttiferi, poiché l'interpretazione del testo contrattuale deve raccordare il senso letterale delle parole alla dichiarazione negoziale nel suo complesso, non potendola limitare a una parte soltanto di essa, l'indicazione, per i buoni postali della serie 'Q/P', di rendimenti relativi alla serie 'P' per l'ultimo periodo di fruttuosità del titolo non è in sé decisivo sul piano interpretativo, in presenza della stampigliatura, sul buono, di una tabella sostitutiva di quella della serie 'P', in cui erano inseriti i detti rendimenti, tanto più ove si consideri che la tabella in questione adotta una modalità di rappresentazione degli interessi promessi che risulta eccentrica rispetto a quella di cui alla precedente tabella, così da rendere evidente l’assenza di continuità tra le diverse previsioni, di talché, in presenza di una incompleta o ambigua espressione della volontà delle parti quanto ai rendimenti del buono postale di nuova emissione rientrante nella previsione dell'art. 173 d.P.R. n. 156 del 1973, opera una integrazione suppletiva che consente di associare al titolo i tassi contemplati, per la serie che interessa, dal decreto ministeriale richiamato dal primo comma del detto articolo. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 22619 del 26/07/2023 (Rv. 668438 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1339, Cod_Civ_art_1372, Cod_Civ_art_1375 …...
Fidejussione - estinzione Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20713 del 17/07/2023 (Rv. 668476 - 03)
Liberazione del fidejussore per obbligazione futura - Fideiussione bancaria - Mutamento delle condizioni patrimoniali del debitore principale - Concessione di ulteriori finanziamenti da parte della banca - Obbligo d'informare il fideiussore e di chiederne la preventiva autorizzazione - Inadempimento - Violazione della buona fede contrattuale - Limiti - Conoscenza delle difficoltà economiche del debitore da parte dei fideiussori - Fattispecie. La banca che, pur conoscendone le difficoltà economiche, concede finanziamenti al debitore principale confidando nella solvibilità del fideiussore, senza informare quest'ultimo dell'aumentato rischio e senza chiederne la preventiva autorizzazione, incorre in violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale. La mancata richiesta di autorizzazione non può tuttavia configurare una violazione contrattuale liberatoria se la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale è comune o può presumersi tale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva escluso l'effetto liberatorio ex art. 1956 c.c. in ragione del fatto che, dei tre fideiussori ricorrenti - tutti legati da rapporti di parentela -, uno era socio della società garantita e un altro ne era stato, in precedenza, amministratore). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20713 del 17/07/2023 (Rv. 668476 - 03) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1936, Cod_Civ_art_1956 …...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16508 del 12/06/2023 (Rv. 668313 - 01)
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Abusivo frazionamento del credito - Richiesta di plurimi decreti ingiuntivi - Mancata declaratoria di improponibilità in sede di opposizione - Doveri del giudice - Eliminazione del pregiudizio in sede di spese - Necessità. In caso di abusivo frazionamento di crediti nascenti dall'esecuzione di incarichi professionali che, pur regolati da un'unica convenzione, siano azionati attraverso la proposizione di plurimi ricorsi d'ingiunzione, il giudice, che rigetti l’opposizione mancando di dichiarare l'improponibilità delle domande separatamente proposte, è tenuto a eliminare tutti gli effetti distorsivi del frazionamento, sicché non è sufficiente, per neutralizzare questi ultimi, che disponga la compensazione delle sole spese dei giudizi di opposizione, riuniti successivamente in un "simultaneus processus", ma occorre che intervenga anche sulle spese liquidate nei plurimi decreti d'ingiunzione, previa eventuale revoca degli stessi. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16508 del 12/06/2023 (Rv. 668313 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_088, Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_633, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Danno cagionato al ricoverato – Cass. n. 13037/2023
Responsabilità civile - fatto dannoso dell'incapace - responsabilità dell'obbligato alla sorveglianza - obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità' - clausola di esonero - Ricovero presso RSA - Danno cagionato al ricoverato - Responsabilità per omessa vigilanza - Configurabilità - Prova liberatoria - Accertamento della condotta esigibile - Patto limitativo della responsabilità per colpa grave - Nullità - Fattispecie.  In tema di responsabilità per i danni subiti da un paziente ricoverato presso una RSA, la struttura che, pur avendo palesato i propri deficit organizzativi, abbia accettato il ricovero del paziente, è tenuta ad assolvere diligentemente e con perizia gli obblighi di sorveglianza e protezione nei sui confronti, in modo adeguato e coerente rispetto alle condizioni psico-fisiche del paziente al fine di prevenire che questi possa causare danni a terzi o subirne; ne consegue che, accertato l'inadempimento (o inesatto adempimento) dei predetti obblighi, la responsabilità può essere esclusa solo dalla prova liberatoria dell'impossibilità oggettiva non imputabile della prestazione ad essa richiesta in base al c.d. contratto di ricovero, essendo, peraltro, nulla, ai sensi dell'art. 1229 c.c., una pattuizione volta ad escludere o limitare la responsabilità della struttura per colpa grave. (In applicazione di tale principio, la S.C., dopo aver statuito che sull'errata qualificazione in termini contrattuali della responsabilità della struttura per i danni subiti "iure proprio" dai congiunti della paziente deceduta si era formato il giudicato, ha cassato con rinvio la sentenza impugnata che aveva escluso la responsabilità in ragione del fatto che i familiari avevano accettato il ricovero della paziente, pur essendo consapevoli dei "deficit" organizzativi della struttura, che non le consentivano di assicurare l'adeguata sorveglianza). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 13037 del 12/05/2023 (Rv. 667589 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1374, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1372, Cod_Civ_art_1229, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2047   Corte Cassazione 13037 2023 …...
Contratto preliminare di compravendita immobiliare – Cass. n. 11655/2023
Contratti in genere - autonomia contrattuale - Contratto preliminare di compravendita immobiliare - Assunzione di rischio supplementare di variazione peggiorativa della destinazione urbanistica del bene - Trasformazione della natura del contratto da c.d. commutativa ad aleatoria - Insussistenza - Ragioni - Conseguenze - Influenza sull'azione ex art. 2932 c.c. - Esclusione.  La clausola con la quale il promissario acquirente, nell'esercizio del potere di autonomia contrattuale, assuma il rischio della riduzione della capacità edificatoria del terreno oggetto del preliminare di compravendita, non stravolge la natura c.d. commutativa del contratto, trasformandolo in aleatorio, in quanto si limita a modulare l'interesse dell'acquirente al conseguimento dell'utilità contrattuale a prescindere dalla variazione puramente quantitativa della qualità promessa o sperata, senza condizionare l'esecuzione della prestazione di una delle parti al verificarsi di un evento futuro e incerto, sicché essa non incide sulla domanda di esecuzione in forma specifica di cui all'art. 2932 c.c.. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 11655 del 04/05/2023 (Rv. 667767 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1454, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2932   Corte Cassazione 11655 2023 …...
Termine fissato dalla contrattazione collettiva – Cass. n. 10802/2023
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - disciplinare - Procedimento disciplinare - Termine fissato dalla contrattazione collettiva - Violazione - Licenziamento disciplinare - Tutela di cui all'art. 18, comma 6, della l. n. 300 del 1970, novellato ex l. n. 92 del 2012 - Configurabilità - Condizioni e presupposti - Fattispecie.  La violazione del termine per l'adozione del provvedimento conclusivo del procedimento disciplinare, stabilito dalla contrattazione collettiva, è idonea a integrare una violazione della procedura di cui all'art. 7 st. lav., tale da rendere operativa - ove la sanzione sia costituita da un licenziamento disciplinare - la tutela prevista dall'art. 18, comma 6, dello stesso Statuto, come modificato dalla l. n. 92 del 2012, purché il ritardo nella comunicazione del predetto licenziamento non risulti, con accertamento in fatto riservato al giudice di merito, notevole e ingiustificato, tale da ledere in senso non solo formale ma anche sostanziale il principio di tempestività, per l'affidamento in tal modo creato nel lavoratore sulla mancanza di connotazioni disciplinari del fatto e per la contrarietà del ritardo datoriale agli obblighi di correttezza e buona fede. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di merito - che, accertata la violazione dell'art. 55, comma 4, del c.c.n.l. per i dipendenti di Poste Italiane spa, il quale prevede l'archiviazione del procedimento in caso di mancato invio al lavoratore della comunicazione del provvedimento entro 30 giorni dal termine di scadenza della presentazione delle giustificazioni, aveva ritenuto applicabile la tutela reintegratoria cd. "attenuata" di cui all'art. 18, comma 4, st. lav. - sul rilievo che, nel caso in esame, la comunicazione del licenziamento era avvenuta in data di poco successiva a quella di scadenza del termine in questione). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 10802 del 21/04/2023 (Rv. 667419 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 10802 2023 …...
Rifiuto della prestazione lavorativa – Cass. n. 10227/2023
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Inadempimento datoriale - Rifiuto della prestazione lavorativa - Legittimità - Condizioni - Buona fede - Necessità - Fattispecie.  L'inadempimento datoriale non legittima in via automatica il rifiuto del lavoratore di eseguire la prestazione lavorativa in quanto, vertendosi in ipotesi di contratto a prestazioni corrispettive, trova applicazione il disposto dell'art. 1460, comma 2, c.c., alla stregua del quale la parte adempiente può rifiutarsi di eseguire la prestazione a proprio carico solo ove tale rifiuto, avuto riguardo alle circostanze concrete, non risulti contrario alla buona fede. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto legittima la sanzione disciplinare conservativa irrogata ad alcuni dipendenti, aventi qualifica di macchinista, di Trenitalia s.p.a. - a causa del rifiuto dai medesimi opposto all'ordine datoriale di eseguire la prestazione a partire dalle ore 4.25, in anticipo rispetto all'orario ordinario delle 5.00 -, avuto riguardo, in una valutazione comparativa del comportamento delle parti, da un lato, all'assenza di profili di illiceità penalmente rilevanti nella richiesta di turno allargato, peraltro effettuata al massimo in due occasioni, senza quindi pregiudizio per le esigenze vitali dei lavoratori, e, dall'altro, alle conseguenze negative che tale rifiuto aveva provocato sul funzionamento del servizio di trasporto pubblico gestito dalla società). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 10227 del 18/04/2023 (Rv. 667415 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_2104, Cod_Civ_art_2086   Corte Cassazione 10227 2023 …...
Valutazione del comportamento del debitore secondo buona fede – Cass. n. 8282/2023
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - clausola risolutiva espressa - Valutazione del comportamento del debitore secondo buona fede - Necessità - Conseguenze - Fattispecie.   L'agire dei contraenti va valutato, anche in presenza di una clausola risolutiva espressa, secondo il criterio generale della buona fede, sia quanto alla ricorrenza dell'inadempimento che del conseguente legittimo esercizio del potere unilaterale di risoluzione, sicchè, qualora il comportamento del debitore, pur integrando il fatto contemplato dalla suddetta clausola, appaia comunque conforme a quel criterio, non sussiste l'inadempimento, né i presupposti per invocare la risoluzione, dovendosi ricondurre tale verifica non al requisito soggettivo della colpa, ma a quello, oggettivo, della condotta inadempiente. (In applicazione del detto principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva dichiarato la liceità del recesso operato del Comune appaltante dal contratto di appalto stipulato per la manutenzione ordinaria e straordinaria del servizio di illuminazione cittadino, senza dare erroneamente rilievo al fatto che la ditta appaltatrice aveva lamentato immediatamente la carenza delle condizioni di sicurezza, prospettando un "rischio elettrico" per la collettività e gli interventi necessari a farvi fronte, di cui a richiesta della committente aveva anche indicato il preventivo, senza ricevere dall'ente appaltante alcun riscontro). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 8282 del 23/03/2023 (Rv. 667427 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1456   Corte Cassazione 8282 2023 …...
Disciplina dei flussi finanziari tramite strumenti di pagamento tracciabili – Cass. n. 7966/2023
Giuoco e scommessa - in genere (case da gioco) - Gioco lecito - Disciplina dei flussi finanziari tramite strumenti di pagamento tracciabili - Inderogabilità - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Pagamenti in contante - Risoluzione di diritto del contratto - Valutazione del comportamento contrattuale delle parti secondo diligenza e buona fede - Ammissibilità - Esclusione.   La disciplina dei flussi finanziari relativi alla filiera del gioco lecito, tramite strumenti di pagamento tracciabili, ha carattere inderogabile, stante la natura di stretto interesse pubblico della disciplina del gioco, la cui ragione risiede oltre che nella finalità di dissuadere qualunque tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata nel sistema del gioco, anche nella natura pubblica del denaro raccolto; ne consegue che, in caso di pagamenti in contanti effettuati dal gestore nei confronti dell'esercente del gioco lecito, il contratto tra questi intercorso si risolve di diritto, ai sensi dell'art. 3, comma 9 bis, della l. n. 136 del 2010, senza che possa ipotizzarsi una valutazione del comportamento contrattuale delle parti secondo diligenza e buona fede. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7966 del 20/03/2023 (Rv. 667102 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 7966 2023 …...
Controllo del datore di lavoro sul lavoratore – Cass. n. 7467/2023
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - disciplinare - Controllo del datore di lavoro sul lavoratore - Obbligo - Esclusione - Conseguenze in ordine alla tempestività della contestazione.   Il datore di lavoro ha il potere, ma non l'obbligo, di controllare in modo continuo i propri dipendenti, contestando loro immediatamente qualsiasi infrazione al fine di evitarne un possibile aggravamento, atteso che un simile obbligo, non previsto dalla legge né desumibile dai principi di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., negherebbe in radice il carattere fiduciario del lavoro subordinato, sicché la tempestività della contestazione disciplinare va valutata non in relazione al momento in cui il datore avrebbe potuto accorgersi dell'infrazione ove avesse controllato assiduamente l'operato del dipendente, ma con riguardo all'epoca in cui ne abbia acquisito piena conoscenza. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 7467 del 15/03/2023 (Rv. 667127 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2104, Cod_Civ_art_2106, Cod_Civ_art_2119   Corte Cassazione 7467 2023 …...
Presunzione di danno conseguente all'omissione di obblighi informativi – Cass. n. 7288/2023
Contratti di borsa - in genere - Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi - Inadempimento - Valutazione di adeguatezza dell'operazione - Irrilevanza - Presunzione di danno conseguente all'omissione di obblighi informativi - Sussistenza - Fattispecie.   In tema di intermediazione finanziaria, l'onere probatorio a carico dell'intermediario di aver adempiuto agli obblighi informativi nei confronti del cliente sussiste indipendentemente dalla valutazione di adeguatezza dell'operazione; la carenza di prova di avere dato adeguate informazioni, peraltro, determina una presunzione in ordine alla esistenza di un danno risarcibile a carico del cliente, posto che l'inosservanza dei doveri informativi da parte dell'intermediario è, in ogni caso, fattore di disorientamento dell'investitore, che condiziona le sue scelte di investimento. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in contrasto con il suindicato principio, aveva ritenuto inammissibile l'appello sul presupposto che l'invarianza del livello di rischio e il difetto di prova in merito al nesso di causalità tra violazione degli obblighi informativi e danno costituivano autonome "rationes decidendi" rispetto alla dedotta violazione degli obblighi stessi). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7288 del 13/03/2023 (Rv. 667045 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1337, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2697   Corte Cassazione 7288 2023 …...
Danno alla persona da "vacanza rovinata" – Cass. n. 5271/2023
Trasporti - contratto di viaggio turistico - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danno alla persona da "vacanza rovinata" - Art. 44 d.lgs. n. 79 del 2011 - Interpretazione - Danni non patrimoniali - Inclusione - Prescrizione triennale - Applicabilità.   In tema di "vacanza rovinata", l'art. 44 del d.lgs. n. 79 del 2011 va interpretato nel senso che tra i pregiudizi risarcibili è compreso anche il danno di natura non patrimoniale ex art. 2059 c.c. - categoria ampia ed unitaria che include la lesione di interessi inerenti alla persona -, con la conseguenza che al relativo diritto risarcitorio è applicabile il termine di prescrizione triennale (previsto dalla menzionata norma) e non quello annuale di cui all'art. 45, comma 3, del citato d.lgs. per i "danni diversi da quelli alla persona". Corte di Cassazione, Sez. 4 - , Sentenza n. 5271 del 20/02/2023 (Rv. 666811 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2935   Corte Cassazione 5271 2023 …...
Espropriazione contro il terzo acquirente del bene ipotecato – Cass. n. 36204/2022
Credito - credito fondiario - Espropriazione contro il terzo acquirente del bene ipotecato - Frazionamento o riduzione dell'ipoteca - Rifiuto del creditore - Abuso del diritto - Esclusione - Ragioni.   Non integra abuso del diritto la condotta del creditore fondiario che non cooperi con il terzo acquirente del bene ipotecato per il frazionamento o la riduzione dell'iscrizione gravante sullo stesso, essendo il terzo estraneo al rapporto debitorio e disponendo di peculiari strumenti per la liberazione del bene (quali quelli disciplinati dagli artt. 2858 c.c., e 2889 c.c. e 792 c.p.c.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 36204 del 12/12/2022 (Rv. 666542 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2808, Cod_Civ_art_2858, Cod_Civ_art_2889, Cod_Proc_Civ_art_792   Corte Cassazione 36204 2022 …...
Pagamento delle spese legali dei due gradi di giudizio – Cass. n. 33443/2022
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione forzata - titolo esecutivo - sentenza -esecuzione di buona fede - Sentenza d'appello confermativa di quella impugnata - Pagamento delle spese legali dei due gradi di giudizio - Intimazione di due distinti precetti - Abusivo frazionamento del credito - Sussistenza.   In tema di spese processuali, integra abusivo frazionamento del credito il contegno del creditore esecutante il quale - dopo avere intimato al debitore esecutato, con un primo atto di precetto, il pagamento delle spese legali liquidate per il giudizio di appello conclusosi con la conferma della decisione adottata in prime cure - richieda, con successivo atto di precetto, il pagamento delle spese legali liquidate in primo grado, oltre alle spese e competenze relative a tale secondo atto di precetto. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 33443 del 14/11/2022 (Rv. 666143 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1181, Cod_Proc_Civ_art_480, Cod_Proc_Civ_art_091   Corte Cassazione 33443 2022 …...
Richiesta all'assicuratore non conforme all'art. 148 c.ass. – Cass. n. 32919/2022
Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione per il risarcimento dei danni - richiesta di risarcimento all'assicuratore (o impresa designata o ina) -Richiesta all'assicuratore non conforme all'art. 148 c.ass. - Proponibilità della domanda - Sussistenza - Condizioni.   L'azione diretta proposta dalla vittima di un sinistro stradale nei confronti dell'assicuratore della r.c.a. è proponibile anche se preceduta da una richiesta stragiudiziale non conforme alle prescrizioni dell’articolo 148 c.ass., se l'assicuratore non si sia avvalso della facoltà di chiederne l'integrazione, ai sensi del quinto comma della norma citata. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 32919 del 09/11/2022 (Rv. 666114 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 32919 2022 …...
Condizione potestativa mista – Cass. n. 25085/2022
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione (nozione, distinzione) - pendenza - in genere - Contratti con la P.A. - Subordinazione del compenso per l'opera di progettazione alla erogazione di un finanziamento regionale - Condizione potestativa mista - Affidamento dell'incarico a un altro professionista - Erogazione del finanziamento pubblico sulla base del secondo progetto - Comportamento della P.A. contrario a buona fede - Conseguenze - Avveramento della condizione.   Le parti sono tenute a comportarsi secondo buona fede anche quando al contratto sia stata apposta una condizione sospensiva qualificabile come "potestativa mista", con la conseguenza che, se un Comune abbia affidato ad un professionista la progettazione di un'opera pubblica, subordinando l'erogazione del compenso al finanziamento di quel progetto da parte della Regione, l'affidamento di un successivo incarico di progettazione della stessa opera pubblica ad un altro professionista, di cui il Comune chieda ed ottenga il finanziamento, costituisce comportamento contrario a buona fede, in violazione dell'art. 1358 c.c., che determina l'avveramento fittizio della condizione, ai sensi dell'art. 1359 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 25085 del 22/08/2022 (Rv. 665586 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1359, Cod_Civ_art_1358, Cod_Civ_art_1353, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1218   Corte Cassazione 25085 2022 …...
Obbligo di rendere informazioni circa il rendimento energetico – Cass. n. 24534/2022
Mediazione - responsabilità del mediatore - Mediatore - Obbligo di rendere informazioni circa il rendimento energetico (cd. classe energetica) dell’immobile oggetto dell'affare intermediato - Sussistenza - Fondamento.   In caso di mediazione immobiliare, il mediatore è tenuto, secondo il criterio della media diligenza professionale, a rendere le informazioni sul rendimento energetico (cd. classe energetica) dell'immobile oggetto dell'affare intermediato fin dal momento in cui ne effettua la relativa pubblicità, con la possibilità di visionare la relativa documentazione, trattandosi di informazioni funzionali alla determinazione dell'acquirente in ordine all'acquisto dell'immobile. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24534 del 09/08/2022 (Rv. 665394 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1759, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1218   Corte Cassazione 24534 2022 …...
Obbligo del mediatore di riferire le circostanze dell'affare note o conoscibili – Cass. n. 15577/2022
Mediazione - responsabilità' del mediatore - Mediazione tipica ed atipica - Obbligo del mediatore di riferire le circostanze dell'affare note o conoscibili - Sussistenza - Conseguenze in tema di mediazione immobiliare.   Il mediatore tanto nell'ipotesi tipica in cui abbia agito in modo autonomo, quanto nell'ipotesi in cui si sia attivato su incarico di una delle parti (c.d. mediazione atipica, la quale costituisce in realtà un mandato), ha l'obbligo di comportarsi con correttezza e buona fede, e di riferire alle parti le circostanze dell'affare a sua conoscenza, ovvero che avrebbe dovuto conoscere con l'uso della diligenza da lui esigibile; la violazione degli obblighi informativi del mediatore è idonea a paralizzare la richiesta di pagamento della provvigione ai sensi dell'art. 1460 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15577 del 16/05/2022 (Rv. 665164 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1703, Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1755   Corte Cassazione 15577 2022 …...
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione – Cass. n. 14195/2022
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo - clausola risolutiva espressa - Clausola risolutiva espressa - Tolleranza del creditore - Rinuncia tacita ad avvalersene - Esclusione - Condizione - Fondamento.   In tema di clausola risolutiva espressa, la tolleranza della parte creditrice non comporta la eliminazione della clausola, né determina la tacita rinuncia ad avvalersene, qualora la stessa parte creditrice, contestualmente o successivamente all'atto di tolleranza, manifesti l'intenzione di volersene avvalere in caso di ulteriore protrazione dell'inadempimento, in quanto con tale manifestazione di volontà, che non richiede forme rituali e può desumersi per fatti concludenti, il creditore comunque richiama il debitore all'esatto adempimento delle proprie obbligazioni. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14195 del 05/05/2022 (Rv. 664684 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1456, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1453   Corte Cassazione 14195 2022 …...
Estensione al risultato pratico voluto dalle parti – Cass. n. 7185/2022
Notariato - responsabilità professionale - Compravendita immobiliare - Obbligo di informazione e consiglio - Contenuto - Estensione al risultato pratico voluto dalle parti - Sussistenza - Fondamento - Clausola generale ex artt. 1175 e 1375 c.c. - Fattispecie.   Il notaio incaricato della redazione di un contratto di compravendita immobiliare è tenuto a compiere le attività preparatorie e successive, necessarie per il conseguimento del risultato pratico voluto dalle parti, rientrando tra i suoi doveri anche l'obbligo di consiglio o dissuasione, la cui omissione è fonte di responsabilità per violazione delle clausole generali di buona fede oggettiva e correttezza, ex artt. 1175 e 1375 c.c., quali criteri determinativi ed integrativi della prestazione contrattuale, che impongono il compimento di quanto utile e necessario alla salvaguardia degli interessi della parte. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto responsabile, per inadempimento del contratto d'opera professionale, il notaio, il quale aveva rogato quattro atti di compravendita - con previsione di pagamento rateale e clausola di rinuncia della venditrice all'iscrizione di ipoteca legale - e, lo stesso giorno e nei due giorni successivi, aveva rogato altri quattro atti di rivendita a terzi dei medesimi cespiti da parte dello stesso acquirente, spogliatosi così dei beni costituenti garanzia patrimoniale generica per il pagamento del prezzo). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7185 del 04/03/2022 (Rv. 664244 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2817     Corte Cassazione 7185 2022 …...
Esigibilità dei crediti dell'appaltatore nonostante il mancato collaudo – Cass. n. 5744/2022
Opere pubbliche (appalto di) - collaudo appalto di opere pubbliche - Esigibilità dei crediti dell'appaltatore nonostante il mancato collaudo - Sussistenza – Condizioni - Onere della prova.   I crediti dell'appaltatore di opera pubblica sono esigibili anche in mancanza di collaudo, qualora la P.A. abbia fatto decorrere un tempo tale da rendere l'inerzia sostanzialmente equivalente ad un rifiuto, non potendo essere ritardate "sine die" le determinazioni in ordine all'accettazione dell'opera e paralizzati i diritti dell'altro contraente, in violazione delle regole generali di correttezza e buona fede. Scaduti i termini contrattuali, grava sul committente l'onere di dimostrare che la mancata approvazione del collaudo sia stata determinata da condotta imputabile all'impresa. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 5744 del 22/02/2022 (Rv. 664028 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1374, Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 5744 2022 …...
Cessione di partecipazioni sociali a prezzo vile – Cass. n. 5275/2022
Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - plusvalenze patrimoniali - Cessione di partecipazioni sociali a prezzo vile - Somme percepite a titolo di risarcimento del danno - Tassabilità - Condizioni.   Il risarcimento del danno conseguente alla cessione di azioni a prezzo vile, a causa della condotta degli altri soci connotata da abuso di maggioranza, in violazione dell'art. 1375 c.c., come accertata dal giudice civile con sentenza definitiva, può costituire plusvalenza ai sensi degli artt. 67 e 68 del d.P.R. n. 917 del 1986, assoggettabile a tassazione, esclusivamente nell'ipotesi in cui tale cessione, a prescindere dalla situazione soggettiva del disponente, in termini di volontarietà o meno del compimento dell'atto, sia qualificabile come lucro cessante, e quindi, come voce sostitutiva di reddito, restando invece esente in caso di configurabilità del risarcimento come mero danno emergente. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 5275 del 17/02/2022 (Rv. 664200 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 5275 2022 …...
Successiva contestazione di ritardi da parte della P.A. – Cass. n. 2075/2022
Appalto (contratto di) - verifica – collaudo - Appalto pubblico - Buon esito del collaudo - Successiva contestazione di ritardi da parte della P.A. - Ammissibilità - Fondamento.   In tema di appalto pubblico, il collaudo non costituisce il termine finale per contestare all'appaltatore i ritardi nell'adempimento, poiché tali ritardi esulano dalle questioni tecnico¬contabili, che ne sono l'ambito tradizionale, ma attengono all'esatto adempimento, disciplinato delle norme generali, né il buon esito del collaudo può ingenerare alcun affidamento in capo all'appaltatore, non trattandosi di un atto proveniente dalla P.A., ma da un organo indipendente, quale è il collaudatore, mentre solo l'approvazione del committente determina il consolidamento delle obbligazioni a carico di quest'ultimo. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 2075 del 25/01/2022 (Rv. 663790 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1667, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1453   Corte Cassazione 2075 2022 …...
Trattamento medico – Cass. n. 39084/2021
Responsabilità' civile - professionisti - attività' medico-chirurgica - Differimento di intervento - Consenso informato - Necessità - Esclusione.   In tema di trattamento medico non sorge per il sanitario l'obbligo di acquisire il consenso informato laddove si tratti di un semplice differimento dell'intervento già programmato rispetto al quale il paziente abbia già prestato il proprio consenso. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 39084 del 09/12/2021 (Rv. 663348 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2230, Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1337   Corte Cassazione 39084 2021 …...
Preavviso di convocazione del lavoratore per un corso obbligatorio di formazione – Cass. n. 31204/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - contratto collettivo - disciplina (efficacia) - consuetudini ed usi - Uso aziendale - Nozione - Portata ed effetti - Fattispecie in tema di preavviso di convocazione del lavoratore per un corso obbligatorio di formazione.   Nell'ambito dei rapporti di lavoro, la reiterazione costante e generalizzata di un comportamento favorevole ai dipendenti integra gli estremi dell'uso aziendale che, essendo diretto, quale fonte sociale, a conseguire un'uniforme disciplina dei rapporti con la collettività impersonale dei lavoratori di un'azienda, agisce sul piano dei singoli rapporti individuali allo stesso modo e con la stessa efficacia di un contratto collettivo aziendale. (Fattispecie in cui il giudice del merito aveva ritenuto, sulla base degli usi in vigore presso l'azienda della società datrice di lavoro, non congruo il preavviso di convocazione di un lavoratore per un corso obbligatorio di formazione.) Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 31204 del 02/11/2021 (Rv. 662683 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1340, Cod_Civ_art_1374, Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 31204 2021 …...
Clausole relative alla zona ed alla misura delle provvigioni – Cass. n. 29164/2021
Agenzia (contratto di) - (nozioni, caratteri, distinzioni) - Clausole relative alla zona ed alla misura delle provvigioni - Facoltà contrattuale del preponente di modifica unilaterale - Validità - Limiti - Esercizio secondo buona fede - Necessità - Fattispecie.   Nel contratto di agenzia, l'attribuzione al preponente del potere di modificare talune clausole e, in particolare, quelle relative all'ambito territoriale ed alla misura delle provvigioni, può trovare giustificazione nella necessità di meglio adeguare il rapporto alle esigenze delle parti, così come modificatesi durante il decorso del tempo, occorrendo tuttavia -affinché non ne rimanga esclusa la forza vincolante del contratto nei confronti di una delle parti contraenti - che tale potere abbia dei limiti e, in ogni caso, sia esercitato dal titolare con l'osservanza dei principi di correttezza e buona fede. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva ravvisato nell'intervenuta riduzione unilaterale del portafoglio clienti affidato all'agente - con conseguente necessità di rimodulazione dell'attività di impresa di quest'ultima, da focalizzare esclusivamente sull'acquisizione di nuova clientela - un inadempimento colpevole e di non scarsa importanza del proponente, tale da non consentire la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 29164 del 20/10/2021 (Rv. 662560 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1366, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1742, Cod_Civ_art_1175   Corte Cassazione 29164 2021 …...
Abuso del diritto – Cass. n. 26541/2021
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Abuso del diritto - Nozione - Elementi sintomatici - Fattispecie.   L'abuso del diritto non presuppone una violazione in senso formale, ma si realizza quando nel collegamento tra il potere di autonomia conferito al soggetto ed il suo esercizio, ne risulti alterata la funzione obiettiva rispetto al potere che lo prevede ovvero lo schema formale del diritto sia finalizzato ad obiettivi ulteriori e diversi rispetto a quelli indicati dal legislatore. Elementi sintomatici ne sono pertanto: 1) la titolarità di un diritto soggettivo in capo ad un soggetto; 2) la possibilità che il concreto esercizio di quel diritto possa essere effettuato secondo una pluralità di modalità non rigidamente predeterminate; 3) la circostanza che tale esercizio concreto, anche se formalmente rispettoso della cornice attributiva di quel diritto, sia svolto secondo modalità censurabili rispetto ad un criterio di valutazione, giuridico od extragiuridico; 4) la circostanza che, a causa di una tale modalità di esercizio, si verifichi una sproporzione ingiustificata tra il beneficio del titolare del diritto ed il sacrificio cui è soggetta la controparte. (In attuazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la pronuncia di merito nella parte in cui, eccepito dall'assegnataria della casa familiare l'abuso del diritto per l'ordine di rilascio da parte del terzo proprietario, la Corte d'Appello non aveva considerato che l'immobile, già di proprietà del marito e destinato ad abitazione della famiglia, in coincidenza con il manifestarsi della crisi coniugale ed all'insaputa della moglie, era stato dallo stesso venduto al padre, che, a sua volta, gliene aveva ceduto la disponibilità con contratto di comodato gratuito). Corte di Cassazione, Sez. 3 -, Ordinanza n. 26541 del 30/09/2021 (Rv. 662538 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1374   Corte Cassazione 26541 2021 …...
Omessa verifica del regolare funzionamento dell'impianto da parte dell'utente – Cass. n. 24904/2021
Somministrazione (contratto di) - prestazioni - Utenza idrica - Addebito di consumi anomali - Obbligo di segnalazione - Omessa verifica del regolare funzionamento dell'impianto da parte dell'utente - Irrilevanza - Fattispecie.   In tema di contratto di somministrazione relativo a utenza idrica e nell'ipotesi in cui l'utente lamenti l'addebito di un consumo anomalo (nella specie, derivante da accertata perdita occulta nell'impianto), il gestore è tenuto, anche in virtù degli obblighi di correttezza e buona fede gravanti sulle parti del contratto, ad informare l'utente a prescindere dalle iniziative che questi è comunque tenuto ad adottare (onere di verifica dell'impianto e del contatore, c.d autolettura, ecc.), così da consentirgli di tempestivamente attivarsi per evitare l'aggravamento del danno. Corte di Cassazione, Sez. 3 -, Ordinanza n. 24904 del 15/09/2021 (Rv. 662402 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1559, Cod_Civ_art_2697   Corte Cassazione 24904 2021 …...
Domande relative a diritti di crediti analoghi per oggetto o titolo – Cass. n. 24371/2021
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Crediti analoghi per oggetto o titolo - Domande proposte in distinti giudizi ancorché in presenza di relazione unitaria, anche di fatto, tra le parti - Improponibilità delle stesse - Riproponibilità in cumulo oggettivo ex art. 104 cpc - Possibilità - Fattispecie.   Le domande relative a diritti di credito analoghi per oggetto e per titolo non possono essere proposte in giudizi diversi quando i relativi fatti costitutivi, ancorché diversi, si inscrivano nell'ambito di una relazione unitaria tra le parti, anche di mero fatto, caratterizzante la concreta vicenda da cui deriva la controversia, a meno che l'attore non abbia un interesse oggettivo, il cui accertamento compete al giudice di merito, ad esercitare l'azione solo per uno o alcuni dei predetti crediti. L'improponibilità della domanda, conseguente alla violazione di tale divieto, non preclude tuttavia al creditore la facoltà di riproporre la stessa in giudizio, in cumulo oggettivo ex art. 104 c.p.c. con tutte le altre relative agli analoghi crediti sorti nell'ambito della menzionata relazione unitaria tra le parti. (Nella specie la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che, dando esclusivo rilievo alla riscontrata inesistenza di un unico incarico professionale - aveva escluso la parcellizzazione del credito in un'ipotesi in cui un avvocato aveva ottenuto una pluralità di decreti ingiuntivi, tutti uguali tra loro perché fondati su identici riconoscimenti di debito, emessi a fronte dell'attività professionale svolta in maniera seriale e continuativa nell'ambito di un unico rapporto pluriennale). Corte di Cassazione, Sez. 2 -, Ordinanza n. 24371 del 09/09/2021 (Rv. 662163 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_104, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_100   Corte Cassazione 24371 2021 …...
Plurime impugnative di licenziamento – Cass. n. 22930/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - impugnazione - Plurime impugnative di licenziamento - Litispendenza - Esclusione - Proponibilità di nuova iniziativa giudiziaria - Ammissibilità - Condizioni.   In caso di proposizione di distinte azioni di impugnazione, per ragioni diverse, del medesimo atto di licenziamento, non sussiste litispendenza tra i due giudizi, pur aventi ad oggetto la medesima vicenda sostanziale; tuttavia, la proponibilità di una nuova iniziativa giudiziaria resta condizionata alla sussistenza di un interesse oggettivo del lavoratore al frazionamento della tutela avverso l'unico atto di recesso. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 22930 del 16/08/2021 (Rv. 662093 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_039, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_420, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375   Corte Cassazione 22930 2021 …...
Inerzia del locatore nell'escutere il conduttore – Cass. n. 16743/2021
Locazione - obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) - Locazione di immobili ad uso abitativo - Inerzia del locatore nell'escutere il conduttore - Affidamento nella remissione del debito - Condizioni - Improvvisa richiesta di integrale pagamento - Abuso del diritto - Fondamento - Violazione del principio di buona fede nell'esecuzione del contratto - Configurabilità.   In tema di locazione di immobili ad uso abitativo, integra abuso del diritto la condotta del locatore, il quale, dopo aver manifestato assoluta inerzia, per un periodo di tempo assai considerevole in relazione alla durata del contratto, rispetto alla facoltà di escutere il conduttore per ottenerne il pagamento del canone dovutogli, così ingenerando nella controparte il ragionevole ed apprezzabile affidamento nella remissione del debito "per facta concludentia", formuli un’improvvisa richiesta di integrale pagamento del corrispettivo maturato; ciò in quanto, anche nell'esecuzione di un contratto a prestazioni corrispettive e ad esecuzione continuata, trova applicazione il principio di buona fede di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., quale canone generale di solidarietà integrativo della prestazione contrattualmente dovuta, che opera a prescindere da specifici vincoli contrattuali nonché dal dovere negativo di "neminem laedere" e che impegna ciascuna delle parti a preservare l'interesse dell'altra nei limiti del proprio apprezzabile sacrificio. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 16743 del 14/06/2021 (Rv. 661638 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375   corte cassazione 16743 2021 …...
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione – Cass. n. 14986/2021
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Compravendita - Eccezione di inadempimento sollevata dall'acquirente - Condizioni. Il compratore può sollevare l'eccezione di inadempimento, ai sensi dell'art. 1460 c.c., non solo quando venga completamente a mancare la prestazione della controparte, ma anche nel caso in cui dall'inesatto adempimento del venditore derivi l'inidoneità della cosa venduta all'uso cui è destinata, purché il rifiuto di pagamento del prezzo risulti giustificato dall'oggettiva proporzione dei rispettivi inadempimenti, riguardato con riferimento al complessivo equilibrio sinallagmatico del contratto ed all'obbligo di comportarsi secondo buona fede. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14986 del 28/05/2021 (Rv. 661513 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1472 …...
Domande relative a diritti di credito analoghi, per oggetto e per titolo – Cass. n. 14143/2021
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Domande relative a diritti di credito analoghi, per oggetto e per titolo - Proposizione in giudizi diversi - Ammissibilità - Esclusione - Limiti - Conseguenze- Fattispecie. Le domande relative a diritti di credito analoghi per oggetto e per titolo, benché fondati su differenti fatti costitutivi, non possono essere proposte in giudizi diversi, quando i menzionati fatti costitutivi si inscrivano in una relazione unitaria tra le parti, anche di mero fatto, caratterizzante la concreta vicenda da cui deriva la controversia, salvo che l'attore abbia un interesse oggettivo - il cui accertamento compete al giudice di merito - ad azionare in giudizio solo uno ovvero alcuni dei crediti sorti nell'ambito della suddetta relazione unitaria. La violazione dell'enunciato divieto processuale è sanzionata con l'improponibilità della domanda, ferma restando la possibilità di riproporre in giudizio la domanda medesima, in cumulo oggettivo, ex art. 104 c.p.c., con tutte le altre domande relative agli analoghi crediti sorti nell'ambito della menzionata relazione unitaria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che, relativamente ad un giudizio attivato da un avvocato nei confronti del proprio cliente, per il pagamento dei compensi relativi all'assistenza legale prestata in favore di questi e maturati nel contesto di un più ampio e pluriennale rapporto esistente tra le parti, aveva escluso la ricorrenza di un'ipotesi di frazionamento del credito, sul solo presupposto dell'inesistenza di un incarico unitario). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14143 del 24/05/2021 (Rv. 661293 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_1375, Cod_Proc_Civ_art_034, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_104 …...
Plurime obbligazioni pecuniarie relative a rapporto contrattuale complesso – Cass. n. 14143/2021
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Plurime obbligazioni pecuniarie relative a rapporto contrattuale complesso - Rapporto di durata - Pretese creditorie conseguenti - Possibilità di frazionamento giudiziale - Limiti. In tema di frazionamento del credito, il principio in base al quale i diritti di credito che, oltre a fare capo ad un medesimo rapporto di durata tra le stesse parti, sono anche in proiezione iscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o comunque fondati sul medesimo fatto costitutivo, non possono essere azionati in separati giudizi, a meno che il creditore non risulti titolare di un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata, deve essere inteso con la duplice specificazione per cui: a) l'espressione "medesimo rapporto di durata" va letta in senso storico/fenomenologico, con conseguente attribuzione ad essa del significato di relazione di fatto realizzatasi tra le parti nella concreta vicenda da cui deriva la controversia; b) nell'espressione "medesimo fatto costitutivo", l'aggettivo "medesimo" va inteso come sinonimo di "analogo" e non di "identico". Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14143 del 24/05/2021 (Rv. 661293 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_034, Cod_Proc_Civ_art_100 …...
Licenziamento individuale per giustificato motivo – Cass. n. 13643/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giustificato motivo - obiettivo -Redistribuzione delle mansioni non comportante soppressione del posto - Generica esigenza di riduzione del personale omogeneo e fungibile - Individuazione del dipendente da licenziare senza l'osservanza dei principi di correttezza e buona fede - Manifesta insussistenza del fatto - Esclusione - Fattispecie. In presenza di una generica esigenza di riduzione del personale omogeneo e fungibile in funzione di una più efficiente redistribuzione delle mansioni non comportante la soppressione del posto, l'illegittimità del licenziamento derivante dalla violazione dei principi generali di correttezza e buona fede nell'individuazione del dipendente da licenziare non integra l'ipotesi della "manifesta insussistenza del fatto". (In applicazione del suddetto principio, la S.C. - in relazione a vicenda in cui il datore aveva motivato il licenziamento con la soppressione del posto di lavoro, facendo poi riferimento, nella memoria difensiva, ad una generica esigenza di riduzione del personale - ha confermato la sentenza di merito con la quale, ritenuto il licenziamento conseguenza della predetta esigenza, era stata applicata la tutela indennitaria ex art. 18, comma 5, della l. n. 300 del 1970). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 13643 del 19/05/2021 (Rv. 661333 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Convenzione urbanistica - Controversia relativa – Cass. n. 12428/2021
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - autorizzazioni e concessioni - Convenzione urbanistica - Controversia relativa - Risoluzione tramite arbitrato - Limiti - Canone integrativo della buona fede - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. In tema di devoluzione in arbitrato rituale di controversie con la pubblica amministrazione, la convenzione urbanistica, quale accordo sostitutivo ex art. 111. n. 241 del 1990, non è suscettibile - per tutto ciò che non è disposto dal regolamento contrattuale - di produrre obblighi per la pubblica amministrazione correlati a diritti soggettivi del privato attraverso l'integrazione legale dell'accordo, in ragione della incompatibilità del principio di integrazione del contratto sulla base della buona fede con la norma attributiva del potere amministrativo. Ne consegue che la controversia derivante dalla mancata adozione di provvedimenti da parte della pubblica amministrazione che abbia determinato la non eseguibilità della convenzione urbanistica non può essere risolta mediante arbitrato rituale in quanto è afferente ad interessi legittimi. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 12428 del 11/05/2021 (Rv. 661305 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375 …...
Rapporto contrattuale - Esecuzione secondo buona fede – Cass. n. 9200/2021
Obbligazioni in genere - comportamento secondo correttezza - Rapporto contrattuale - Esecuzione secondo buona fede - Contenuto - Determinazione in base ai valori della Costituzione (art. 2 Cost.) - Nozione conseguente - Dovere giuridico autonomo - Violazione - Diritto al risarcimento del danno - Fattispecie. Il principio di correttezza e buona fede - il quale, secondo la Relazione ministeriale al codice civile, "richiama nella sfera del creditore la considerazione dell'interesse del debitore e nella sfera del debitore il giusto riguardo all'interesse del creditore" - deve essere inteso in senso oggettivo in quanto enuncia un dovere di solidarietà, fondato sull'art. 2 della Costituzione, che, operando come un criterio di reciprocità, esplica la sua rilevanza nell'imporre a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell'altra, a prescindere dall'esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge, sicché dalla violazione di tale regola di comportamento può discendere, anche di per sé, un danno risarcibile. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva ravvisato una condotta contraria a buona fede e correttezza nel mancato ripristino della fornitura di energia elettrica in favore dell'utente, nonostante l'istanza di quest'ultimo, in quanto il somministrante aveva rilevato che l'utenza risultava a nome di altro soggetto, anche se un sopralluogo o una richiesta di chiarimenti, sebbene non previsti dal contratto, avrebbero potuto dimostrare che si trattava della medesima utenza, semplicemente volturata a un terzo). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9200 del 02/04/2021 (Rv. 661071 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1218 …...
Domanda giudiziale - interesse ad agire – Cass. n. 7409/2021
Procedimento civile - domanda giudiziale - interesse ad agire - Obbligazioni - Giudizio iniziato dal creditore al solo scopo di far aumentare l'ammontare del credito con spese di esazione esose ed evitabili - Abuso del processo - Sussistenza - Conseguenze - Inammissibilità della domanda. Il creditore che introduca un giudizio di cognizione o inizi una procedura esecutiva senza altro scopo che quello di far lievitare il credito, attraverso la moltiplicazione di spese di esazione esose ed evitabili, viola l'obbligo di correttezza di cui all'art. 1175 c.c. che gli impone di cooperare con il debitore per facilitarne l'adempimento, di non aggravarne la posizione e di tollerare quelle minime inesattezze della prestazione che siano insuscettibili di recargli un apprezzabile sacrificio; ne consegue l'inammissibilità della domanda che presenti tali caratteristiche, integrando la detta condotta abuso del processo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7409 del 17/03/2021 (Rv. 661005 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Proc_Civ_art_088 …...
Inidoneità fisica sopravvenuta – Cass. n. 6497/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - Inidoneità fisica sopravvenuta - Derivante da handicap - Possibilità di adibizione a mansioni equivalenti o inferiori In tema di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, derivante da una condizione di handicap, il datore di lavoro è tenuto, ai fini della legittimità del recesso, a verificare la possibilità di adibire il lavoratore a mansioni equivalenti ovvero, in mancanza, a mansioni inferiori, nonché ad adottare, qualora ricorrano i presupposti di applicabilità dell'art. 3, comma 3-bis, del d.lgs. n. 216 del 2003, ogni ragionevole accomodamento organizzativo che, senza comportare oneri finanziari sproporzionati, sia idoneo a contemperare, in nome dei principi di solidarietà sociale, buona fede e correttezza, l'interesse del disabile al mantenimento di un lavoro confacente alla sua condizione psico-fisica con quello del datore a garantirsi una prestazione lavorativa utile all'impresa, anche attraverso una valutazione comparativa con le posizioni degli altri lavoratori, fermo il limite invalicabile del pregiudizio alle situazioni soggettive di questi ultimi aventi la consistenza di diritti soggettivi. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6497 del 09/03/2021 (Rv. 660632 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Cass. n. 6085/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giustificato motivo - obiettivo -Licenziamento per ragioni inerenti all'attività produttiva e all'organizzazione del lavoro - Esigenza di riduzione di personale - Criteri di individuazione del soggetto (o dei soggetti) da licenziare - Potere del datore di lavoro - Fondamento - Sindacato del giudice - Limiti - Fattispecie. In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell'art. 3 della l. n. 604 del 1966, per l'esigenza di riduzione di personale omogeneo, la scelta del dipendente (o dei dipendenti) da licenziare appartiene al datore di lavoro, a cui compete in via esclusiva l'individuazione delle modalità organizzative dell'attività, e non può essere censurata dal giudice salvo che per la sua assoluta irragionevolezza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito, il quale aveva accertato che l'ambito in cui eseguire la riduzione era stato individuato tra le professionalità omogenee dei medici e che la soppressione del posto di lavoro aveva riguardato l'unico medico non specializzato al quale era precluso l'esercizio di attività in sala operatoria). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6085 del 04/03/2021 (Rv. 660683 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Lavori pubblici - Disciplina ex l. n. 109 del 1994 – Cass. n. 3839/2021
Opere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - risoluzione - Lavori pubblici - Disciplina ex l. n. 109 del 1994 - Atti progettuali della gara - Relazione geologica - Necessità - Mancata acquisizione - Conseguenze - Risoluzione del contratto per inadempimento della stazione appaltante - Esclusione - Fondamento. In tema di lavori pubblici, la l. n. 109 del 1994 e il d.P.R. n. 554 del 1999, applicabili "ratione temporis", prevedono l'obbligatoria acquisizione da parte della stazione appaltante della relazione geologica tra gli atti progettuali della gara; in assenza di essa, tuttavia, ove venga ugualmente stipulato il contratto di appalto, l'impresa appaltatrice non può agire per la risoluzione ex art. 1453 c.c. facendo valere l'inadempimento della committenza nella precedente fase di gara, poiché rientra tra i suoi obblighi di diligenza controllare la validità tecnica del progetto e, nella fase successiva, la stessa impresa è tenuta a segnalare le omissioni progettuali, ai fini dell'adozione di varianti in corso d'opera, in adempimento del dovere di collaborazione che presiede allo svolgimento del rapporto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 3839 del 15/02/2021 (Rv. 660703 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1453 …...
Violazione del dovere di fedeltà – Cass. n. 3543/2021
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - obbligo di fedelta' - divieto di concorrenza - Violazione - Presupposti - Attività concorrenziale svolta durante il periodo di preavviso - Rilevanza - Fattispecie. La violazione del dovere di fedeltà sancito dall'art. 2105 c.c. riguarda la concorrenza che il prestatore possa svolgere non già, dopo la cessazione del rapporto, nei confronti del precedente datore di lavoro, ma quella che egli abbia svolto illecitamente nel corso del rapporto di lavoro, incluso il periodo di preavviso, al tal fine assumendo rilievo anche il principio di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto, che impone a ciascuna delle parti il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell'altra, a prescindere dall'esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito di rigetto della richiesta risarcitoria avanzata dal datore di lavoro per aver omesso l'esame del fatto storico rappresentato dalla disponibilità, inizialmente accordata dal lavoratore all'atto di recesso, a prestare il periodo di preavviso e poi improvvisamente ritirata a distanza di pochi giorni, senza ottemperare alla redazione della scheda clienti, senza fissare gli appuntamenti con gli stessi, cancellando anzi ogni riferimento "commerciale” relativo alle aziende avute in gestione ed iniziando subito a lavorare per la concorrenza). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 3543 del 11/02/2021 (Rv. 660401 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2105, Cod_Civ_art_2598, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Segnalazione alla Centrale dei Rischi – Cass. n. 3130/2021
Credito - istituti o enti di credito - altre aziende di credito - vigilanza e controllo - Segnalazione alla Centrale dei Rischi - Legittimità - Accertamento - Presupposti - Sussistenza del debito segnalato - Insufficienza - Onere della prova - Ripartizione. Personalita' (diritti della) - onore (reputazione) - risarcimento del danno In genere. In tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, il giudice, per stabilire se una banca abbia correttamente o meno comunicato l'inadempimento di una obbligazione del cliente, non deve limitarsi a valutare "ex post" se, all'esito del giudizio tra tale banca e lo stesso cliente, le eccezioni da quest'ultimo frapposte all'adempimento dei propri obblighi si siano rivelate infondate, ma è tenuto a stabilire, con valutazione "ex ante", se, al momento in cui il medesimo cliente ha rifiutato detto adempimento, i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati e prospettati in buona fede, gravando l'onere della relativa prova su chi domanda il risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 3130 del 09/02/2021 (Rv. 660592 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2043 …...
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione – Cass. n. 2154/2021
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - eccezione d'inadempimento - Locazione di immobili - "Exceptio non rite adimpleti contractus" - Ammissibilità - Condizioni. In tema di locazione di immobili, il conduttore può sollevare l'eccezione di inadempimento, ai sensi dell'art. 1460 c.c., non solo quando venga completamente a mancare la prestazione del locatore ma anche nell'ipotesi di suo inesatto adempimento, tale da non escludere ogni possibilità di godimento dell'immobile, purché la sospensione del pagamento del canone appaia giustificata, in ossequio all'obbligo di comportarsi secondo buona fede, dall'oggettiva proporzione dei rispettivi inadempimenti, avuto riguardo all'incidenza della condotta della parte inadempiente sull'equilibrio sinallagmatico del contratto, in rapporto all'interesse della controparte. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto illegittima la sospensione del pagamento dei canoni a fronte dell'impossibilità di utilizzare tutte le parti dell'immobile all'uso convenuto - attività commerciale - per irregolarità urbanistico-amministrative, assenza di mutamento di destinazione d'uso e di agibilità). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 2154 del 29/01/2021 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1575, Cod_Civ_art_1576 …...
Contratti con la P.A. - Subordinazione del compenso per l'opera professionale – Cass. n. 29641/2020
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione (nozione, distinzione) - pendenza - Contratti con la P.A. - Subordinazione del compenso per l'opera professionale alla condizione potestativa mista dell'erogazione di un finanziamento - Comportamento omissivo dell'Amministrazione - Conseguenze. Nel caso di contratto di prestazione d'opera professionale con una pubblica amministrazione, nel quale il pagamento del compenso sia stato subordinato all'avverarsi della condizione "potestativa mista" del conseguimento di un finanziamento da parte di un terzo, l'ente pubblico è tenuto, in pendenza di condizione, a comportarsi secondo buona fede ai sensi dell'art. 1358 c.c. e, dunque, a richiedere il finanziamento per il quale è stata apposta la clausola sfavorevole alla controparte: in mancanza il comportamento omissivo implica, ex art. 1359 c.c., l'avveramento della condizione, con conseguente responsabilità contrattuale dell'ente, tenuto al pagamento del compenso in favore dei professionisti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 29641del 28/12/2020 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1358, Cod_Civ_art_1359 corte cassazione 29641 2020 …...
Apertura di credito in conto corrente - Contratto a tempo indeterminato – Cass. n. 29317/2020
Contratti bancari - apertura di credito bancario (nozione, caratteri, distinzioni) - Apertura di credito in conto corrente - Contratto a tempo indeterminato - Recesso "ad nutum" della banca - Legittimità - Condizioni. In tema di apertura di credito in conto corrente a tempo indeterminato, è legittimo il recesso "ad nutum" della banca, se anticipato da una comunicazione al cliente con congruo preavviso, posto che tale facoltà è espressamente prevista dall'art. 1845, comma 3, c.c. e il suo esercizio non entra in conflitto con il principio generale di buona fede, sancito dall'art. 1375 c.c., allorquando il debitore abbia ripetutamente, e in modo del tutto ingiustificato, superato il limite di affidamento concesso. Né l'inerzia della banca di fronte a tali comportamenti può essere intesa come implicita autorizzazione all'innalzamento del limite dell'apertura di credito, costituendo piuttosto un atteggiamento di mera tolleranza, in attesa del corretto adempimento da parte del correntista dell'obbligo di rientrare dall'esposizione non autorizzata. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29317 del 22/12/2020 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1842, Cod_Civ_art_1845, Cod_Civ_art_1375 corte cassazione 29317 2020 …...
Concordato preventivo - Piano concordatario - Cass. n. 26568/2020
Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Piano concordatario - Contenuto - Domanda di autorizzazione allo scioglimento dei contratti pendenti ex art. 169-bis l.fall. - Rispetto dei principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto - Necessità - Violazione - Conseguenza - Fattispecie. In tema di concordato preventivo, il giudice, ai fini del giudizio di ammissibilità della domanda, è tenuto, in linea con i principi della normativa unionale in tema di ristrutturazione preventiva, a verificare che il debitore, nel formulare un piano che contempli l'autorizzazione allo scioglimento dal contratto pendente, a norma dell'art. 169-bis l.fall., abbia agito conformemente ai principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto, in modo da evitare che ne derivi un ingiusto pregiudizio a carico dell'altro contraente, con conseguente abuso dello strumento concordatario. (Fattispecie relativa ad uno scioglimento del contratto preliminare di vendita in cui, prima del deposito del ricorso ex art. 161 l.fall., il promissario acquirente aveva già versato l'intero prezzo, aveva conseguito la detenzione dell'immobile ed aveva promosso un giudizio ex art. 2932 c.c., subendo una quantificazione dell'indennizzo in misura corrispondente alla mera restituzione del prezzo versato, oggetto di falcidia concordataria nella misura dell'85%). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 26568 del 23/11/2020 (Rv. 659745 - 04) Riferimenti normativi: (Legge Falliment. art. 161= Dlgs_14_2019_art_044), (Legge Falliment. art. 169_2 = Dlgs_14_2019_art_097), Cod_Civ_art_2932, Cod_Civ_art_1375 concordato preventivo corte cassazione 26568 2020 …...
Contratto di somministrazione di lavoro - Cass. n. 26525/2020
Obbligazioni in genere - comportamento secondo correttezza - Contratto di somministrazione di lavoro - Responsabilità contrattuale nei confronti dell'utilizzatore - Doveri di correttezza e buona fede - Obblighi di informazione e verifica a carico del somministratore – Portata - obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilita' - risarcimento del danno. In tema di contratto di somministrazione lavoro, gli artt. 20 ss. del d.lgs. n. 276 del 2003, applicabili "ratione temporis", non prevedono un obbligo del somministratore di verificare la ”sufficienza” della causale indicata dall'utilizzatore, con la conseguenza che non è configurabile una sua responsabilità risarcitoria in caso di successivo accertamento giudiziale dell'irregolarità della somministrazione e di costituzione, a carico dell'utilizzatore, di un rapporto di lavoro ai sensi dell'art. 27, comma 1, del medesimo d.lgs.; viceversa, tale responsabilità è configurabile nel caso in cui il contratto di somministrazione sia carente di qualunque indicazione attinente alla causale della somministrazione (o questa sia manifestamente apparente) e nell'ipotesi in cui risulti che, al momento della stipulazione, il somministratore avesse conoscenza di accertamenti giudiziali di irregolarità di contratti di somministrazione aventi identiche causali. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 26525 del 20/11/2020 (Rv. 659791 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1375 Contratto di somministrazione di lavoro corte cassazione 26525 2020 …...
Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - Cass. n 21888/2020
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - liberta' e dignita' del lavoratore - personale di vigilanza - Disciplina ex art. 3 della l. n. 300 del 1970 - Controllo diretto dell'imprenditore o di suoi dipendenti - Ammissibilità - Carattere occulto - Liceità. La disposizione di cui all'art. 3 della l. n. 300 del 1970 - secondo la quale i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell'attività lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati - non ha fatto venire meno il potere dell'imprenditore, ai sensi degli artt. 2086 e 2104 c.c., di controllare, direttamente o mediante l'organizzazione gerarchica che a lui fa capo e che é conosciuta dai dipendenti, l'adempimento delle prestazioni cui costoro sono tenuti e, così, di accertare eventuali mancanze specifiche dei dipendenti medesimi, già commesse o in corso di esecuzione, e ciò indipendentemente dalle modalità con cui sia stato compiuto il controllo, il quale, attesa la suddetta posizione particolare di colui che lo effettua, può legittimamente avvenire anche occultamente, senza che vi ostino ne' il principio di correttezza e buona fede nell'attuazione del rapporto di lavoro, ne' il divieto di cui all'art. 4 della stessa l. n. 300 del 1970, riferito esclusivamente all'uso di apparecchiature per il controllo a distanza e non applicabile analogicamente, siccome penalmente sanzionato. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 21888 del 09/10/2020 (Rv. 659052 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2086, Cod_Civ_art_2104, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 corte cassazione 21888 2020 …...
Contratto preliminare di immobile costruendo – Cass. n. 19510/2020
Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - Contratto preliminare di immobile costruendo - Difetto della garanzia accessoria di cui all'art. 2 del d.lgs. n. 122 del 2005 - Operatività della nullità in caso di rilascio tardivo della fideiussione - Condizioni - Operatività del principio dell'abuso del diritto - Condizioni - Fattispecie. Il rilascio della garanzia fideiussoria di cui all'art. 2 del d.lgs. n. 122 del 2005 in data successiva alla stipula di un contratto preliminare di compravendita avente ad oggetto un immobile in corso di costruzione non esclude l'operatività della nullità per mancanza della garanzia accessoria prescritta "ex lege", qualora nelle more si sia manifestata l'insolvenza del promittente venditore ovvero risulti altrimenti pregiudicato l'interesse del promissario acquirente, sicché in tali ipotesi la proposizione della domanda di nullità del contratto per violazione del citato art. 2 non costituisce abuso del diritto. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la pronuncia gravata, che aveva dichiarato la nullità del contratto preliminare in ragione del tardivo rilascio della garanzia fideiussoria da parte del promittente venditore e dell'incongruità dell'importo garantito). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19510 del 18/09/2020 (Rv. 659130 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1351, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 CORTE CASSAZIONE 19510 2020 …...
Contratto di mediazione - Penale dovuta in caso di recesso da parte del preponente – Cass. n. 19565/2020
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - condizioni generali di contratto - necessità di specifica approvazione scritta - clausole vessatorie od onerose - Contratto di mediazione - Penale dovuta in caso di recesso da parte del preponente - Importo svincolato dall'attività concretamente svolta dal mediatore - Vessatorietà ai sensi dell'art. 33, commi 1 e 2, lett. e), c.cons. - Configurabilità - Valutazione officiosa del giudice - Necessità. Mediazione - contraente non nominato In tema di mediazione, la clausola del contratto che riservi al mediatore, in caso di recesso anticipato del preponente, una penale commisurata al prezzo di vendita del bene, indipendentemente dall'attività di ricerca di acquirenti che il mediatore abbia concretamente svolto per la conclusione dell'affare, non attiene alla determinazione dell'oggetto del contratto o al corrispettivo, nel senso di cui all'art. 34, comma 2, c. cons., e non si sottrae pertanto alla valutazione di vessatorietà, che il giudice è tenuto a compiere d'ufficio, sia al fine di verificare se la clausola determini un significativo squilibrio a carico del consumatore dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, ex art. 33, comma 1, c. cons., sia per il suo potenziale contrasto con l'art. 33, comma 2, lett. e), c.cons., in base al quale si presume vessatoria la clausola che consente al professionista di trattenere una somma di denaro versata dal consumatore se quest'ultimo non conclude il contratto o recede da esso, senza prevedere il diritto del consumatore di esigere dal professionista il doppio della somma corrisposta se è quest'ultimo a non concludere il contratto oppure a recedere. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 19565 del 18/09/2020 (Rv. 659175 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1469_2 CORTE CASSAZIONE 19565 2020 …...
Pubblico impiego privatizzato – Cass. n. 19419/2020
Impiego pubblico - impiegati dello stato -Mansioni accessorie inferiori - Adibizione - Esigibilità - Limiti - Fondamento - Fattispecie. Nel pubblico impiego privatizzato, il lavoratore può essere adibito a mansioni accessorie inferiori rispetto a quelle di assegnazione, a condizione che sia garantito al lavoratore medesimo lo svolgimento, in misura prevalente e assorbente, delle mansioni proprie della categoria di appartenenza, che le mansioni accessorie non siano completamente estranee alla sua professionalità e che ricorra una obiettiva esigenza, organizzativa o di sicurezza, del datore di lavoro pubblico, restando ininfluente che la P.A., nell'esercizio della discrezionalità amministrativa, non abbia provveduto alla integrale copertura degli organici per il profilo inferiore, venendo in rilievo il dovere del lavoratore di leale collaborazione nella tutela dell'interesse pubblico sotteso all'esercizio della sua attività. (In applicazione del suddetto principio, è stato escluso il demansionamento ai danni del dipendente di un'azienda sanitaria, inquadrato come operatore tecnico specializzato con mansioni di autista di ambulanza, che aveva prestato collaborazione nelle attività di soccorso del servizio 118 una volta alla settimana ed aveva coadiuvato l'unico operatore sanitario nella preparazione della barella e nel trasporto dell'ammalato). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 19419 del 17/09/2020 (Rv. 658845 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375 CORTE  CASSAZIONE 19419 2020 …...
Preliminare di compravendita immobiliare - Condizione risolutiva del mancato rilascio del permesso di costruire – Cass. n. 18464/2020
Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - Preliminare di compravendita immobiliare - Condizione risolutiva del mancato rilascio del permesso di costruire - Pendenza - Comportamento secondo buona fede di entrambe le parti - Necessità - Contenuto - Fattispecie. Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione (nozione, distinzione) - pendenza - comportamento di buona fede delle parti - In genere. Le parti che stipulino un preliminare di compravendita immobiliare sottoposto alla condizione risolutiva del mancato rilascio del permesso di costruire secondo le attese potenzialità edificatorie, devono comportarsi, in pendenza della condizione, secondo buona fede e, pertanto, se il promittente venditore è chiamato a porre in essere tutti gli atti necessari per l’ottenimento del permesso, anche il promittente acquirente deve improntare la sua condotta a correttezza per favorire la conservazione del contratto. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 18464 del 04/09/2020 (Rv. 659103 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1358, Cod_Civ_art_1375 CORTE CASSAZIONE 18464 2020 …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) -Cass. n. 16856/2020
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giustificato motivo – obiettivo - Licenziamento per ragioni inerenti l'attività produttiva e l'organizzazione del lavoro - Generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile - Criteri di individuazione del soggetto (o dei soggetti) da licenziare - Principi di correttezza e buona fede - Operatività - Criteri ex art. 5 della l. n. 223 del 1991 - Applicabilità - Fondamento - Fattispecie. LAVORO ESTINZIONE LICENZIAMENTO GIUSTIFICATO MOTIVO In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell'art. 3 della l. n. 604 del 1966, se il motivo consiste nella generica esigenza di riduzione di personale omogeneo e fungibile, la scelta del dipendente (o dei dipendenti) da licenziare per il datore di lavoro non è totalmente libera ma comunque limitata, oltre che dal divieto di atti discriminatori, dalle regole di correttezza ex artt. 1175 e 1375 c.c., potendo farsi riferimento, a tal fine, ai criteri di cui all'art. 5 della l. n. 223 del 1991, quali standard particolarmente idonei a consentire al datore di lavoro di esercitare il suo potere selettivo coerentemente con gli interessi del lavoratore e con quello aziendale. (Nella specie, relativa a recesso intimato ex art. 2 del d.m. 21 aprile 2011, previsto nell'ipotesi di cessione degli impianti di distribuzione del gas ad altra impresa e passaggio diretto alle dipendenze della subentrante, il licenziamento è stato ritenuto illegittimo per violazione dei criteri di scelta tra più lavoratori appartenenti alla "quota parte del personale adibiti a funzioni centrali di supporto" e occupati in posizione di piena fungibilità). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 16856 del 07/08/2020 (Rv. 658582 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 corte cassazione 16856 2020 …...
Inquadramento del personale ex ENPI - Cass. n. 15931/2020
Enti pubblici - personale degli enti pubblici - Istituzione ISPELS - Inquadramento del personale ex ENPI - Regolamento ex art. 23 del d.P.R. n. 619 del 1980 - Criteri - Computo dell'anzianità di servizio ai fini delle successive promozioni - Integralità - Esclusione - Fondamento. In tema di inquadramento nell'ISPESL del personale proveniente dall’ENPI, ai sensi del regolamento adottato con d.m. 10 febbraio 1988, in esecuzione dell'art. 23 del d.P.R. n. 619 del 1980, l'anzianità di qualifica rileva nella sua integralità ai soli fini dell'inquadramento nelle diverse carriere direttive, mentre ai fini delle successive promozioni opera l'abbattimento di un terzo dell'anzianità, previsto dall'art. 36, punto IV, del citato regolamento, mediante il richiamo all'art. 22 del d.P.R. n. 568 del 1987. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 15931 del 24/07/2020 (Rv. 658493 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 corte cassazione 15931 2020 …...
Impiegati dello stato - collocamento a riposo - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 14813 del 10/07/2020 (Rv. 658182 - 01)
Impiego pubblico - impiegati dello stato - collocamento a riposo - Riduzione delle dotazioni organiche - Eccedenza o soprannumero di personale ex artt. 33 del d.lgs. n. 165 del 2001 e 2, comma 11, del d.l. n. 95 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 135 del 2012 - Risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ex art. 72, comma 11, del d.l. n. 112 del 2008, conv. con modif. dalla l. n. 133 del 2008 - Obbligo di motivazione - Insussistenza - Condizioni - Fondamento. In tema di riduzione delle dotazioni organiche, con conseguente eccedenza o soprannumero di personale ex artt. 33 del d.lgs. n. 165 del 2001 e 2, comma 11, del d.l. n. 95 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 135 del 2012, la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ex art. 72, comma 11, del d.l. n. 112 del 2008, conv. con modif. dalla l. n. 133 del 2008, sussistendo i previsti requisiti anagrafici e contributivi, non richiede motivazione e, dunque, una valutazione della specifica posizione professionale del dipendente, né - in presenza di un atto presupposto che ha dato luogo alle eccedenze o al soprannumero adottato nel rispetto delle condizioni tipizzate in sede normativa, che vanno ostese con motivazione, e dell'iter procedurale ivi previsto - può ravvisarsi la contrarietà del recesso ai principi di imparzialità e di buon andamento di cui all'art. 97 Cost. e ai criteri generali di correttezza e buona fede di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., in quanto, secondo la fattispecie legale, tale misura è prioritaria, e non facoltativa, e si applica proprio in ragione dell'atto presupposto. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 14813 del 10/07/2020 (Rv. 658182 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Contratti in genere - clausola penale - riduzione - Cass. n. 11908/2020
Esercizio del potere di riduzione - Criterio - Interesse del creditore all'adempimento - Valutazione estesa al momento del tardivo adempimento o del definitivo inadempimento - Necessità - Fondamento. Ai fini dell'esercizio del potere di riduzione della penale, il giudice non deve valutare l'interesse del creditore con esclusivo riguardo al momento della stipulazione della clausola - come sembra indicare l'art. 1384 c.c., riferendosi all'interesse che il creditore "aveva" all'adempimento - ma tale interesse deve valutare anche con riguardo al momento in cui la prestazione è stata tardivamente eseguita o è rimasta definitivamente ineseguita, poiché anche nella fase attuativa del rapporto trovano applicazione i principi di solidarietà, correttezza e buona fede, di cui agli artt. 2 Cost., 1175 e 1375 c.c., conformativi dell'istituto della riduzione equitativa, dovendosi intendere, quindi, che la lettera dell'art. 1384 c.c., impiegando il verbo "avere" all'imperfetto, si riferisca soltanto all'identificazione dell'interesse del creditore, senza impedire che la valutazione di manifesta eccessività della penale tenga conto delle circostanze manifestatesi durante lo svolgimento del rapporto. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 11908 del 19/06/2020 (Rv. 658162 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1384 CORTE  CASSAZIONE 11908 2020 …...
Licenziamento individuale disciplinare - Cass. n. 11697/2020
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale – disciplinare -  Divieto di cui all'art. 5 st.lav. - Accertamenti sullo svolgimento in costanza di malattia di attività incompatibili - Estensione - Esclusione - Fattispecie. In tema di licenziamento per giusta causa, le disposizioni dell'art. 5 st. lav., che vietano al datore di lavoro di svolgere accertamenti sulle infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente e lo autorizzano a effettuare il controllo delle assenze per infermità solo attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, non precludono al datore medesimo di procedere, al di fuori delle verifiche di tipo sanitario, ad accertamenti di circostanze di fatto atte a dimostrare l'insussistenza della malattia o la non idoneità di quest'ultima a determinare uno stato d'incapacità lavorativa rilevante e, quindi, a giustificare l’assenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto legittimo il licenziamento del lavoratore che, all'esito di un'indagine demandata dal datore di lavoro a un'agenzia investigativa, risultava aver svolto con assiduità, durante il periodo di riposo per malattia, attività sportiva e ludica attestante l'intervenuta guarigione non comunicata al datore). Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 11697 del 17/06/2020 (Rv. 657976 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 CORTE CASSAZIONE 11697 2020 …...
Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - danno emergente e lucro cessante- Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10549 del 03/06/2020 (Rv. 658016 - 02)
Violazione del dovere di buona fede - Danno patrimoniale - Quantificazione - Danno emergente e lucro cessante - Spettanza - Fattispecie. Il mancato rispetto del dovere di buona fede nella esecuzione del contratto può integrare diretta violazione degli obblighi contrattualmente assunti e determinare un danno patrimoniale comprensivo sia della perdita subita sia del mancato guadagno ai sensi dell'art. 1223 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, con riferimento ad un contratto di concessione di vendita di autoveicoli, aveva ritenuto illegittimo l'esercizio del diritto di recesso da parte della società concedente, avvenuto in modo improvviso ed imprevedibile e ledendo l'incolpevole aspettativa dei concessionari ad una maggiore durata del contratto medesimo, ingenerata dalla richiesta di controparte di realizzare ulteriori e cospicui investimenti, per poi ricomprendere nel risarcimento il danno da lucro cessante per mancato utile, commisurato al fatturato che la ditta concessionaria avrebbe realizzato se la menzionata aspettativa fosse stata soddisfatta). Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10549 del 03/06/2020 (Rv. 658016 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1223 …...
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10324 del 29/05/2020 (Rv. 658010 - 01)
Recesso "ad nutum" - Principi di correttezza e buona fede - Rilevanza sul piano dell'equilibrio delle contrapposte prestazioni contrattuali - Conseguenze sull'ambito del sindacato giudiziale - Fattispecie. Qualora un contratto preveda il diritto di recesso "ad nutum" in favore di una delle parti, il giudice del merito non può esimersi dal valutare se l'esercizio di tale facoltà sia stato effettuato nel pieno rispetto delle regole di correttezza e di buona fede cui deve improntarsi il comportamento delle parti del contratto, atteso che la mancanza della buona fede in senso oggettivo, espressamente richiesta dagli artt. 1175 e 1375 c.c. nella formazione e nell'esecuzione del contratto, può rivelare un abuso del diritto, pure contrattualmente stabilito, ossia un esercizio del diritto volto a conseguire fini diversi da quelli per i quali il diritto stesso è stato conferito. Tale sindacato, da parte del giudice di merito, deve pertanto essere esercitato in chiave di contemperamento dei diritti e degli interessi delle parti in causa, in una prospettiva anche di equilibrio e di correttezza dei comportamenti economici. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza gravata che, anche alla luce del concreto atteggiarsi del comportamento delle parti nell'esecuzione del contratto, aveva ritenuto affetta da nullità la clausola contrattuale che rimetteva l'esercizio del diritto di recesso all'unilaterale, successiva e non previamente conoscibile volontà del predisponente). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10324 del 29/05/2020 (Rv. 658010 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Locazione - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 9663 del 26/05/2020 (Rv. 657845 - 01)
Leasing finanziario - Contratto di fornitura della cosa - Azione dell'utilizzatore nei confronti del fornitore - Configurabilità - Litisconsorzio necessario del concedente - Esclusione - Ragioni - Fattispecie. In tema di leasing finanziario, l'azione diretta dell'utilizzatore nei confronti del fornitore per l'accertamento della responsabilità per inadempimento di questi e dell’entità del risarcimento del danno subito derivatogli dall'inutilizzo del bene ricevuto prescinde dalla partecipazione al processo del concedente, rispetto al quale, anche se evocato in giudizio, non si determina alcuna necessità di integrazione del litisconsorzio, essendo l'utilizzatore terzo rispetto al contratto intercorso tra fornitore e concedente e non potendo, quindi, egli esercitare l'azione di annullamento per vizi del consenso e di risoluzione per inadempimento di quel contratto, salvi gli effetti di specifica clausola contrattuale inserita nel medesimo contratto, con la quale il concedente gli abbia trasferito la propria posizione sostanziale con obbligo del fornitore di adempiere direttamente in favore dell'utilizzatore. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 9663 del 26/05/2020 (Rv. 657845 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1490 …...
Notariato - responsabilita' professionale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7746 del 08/04/2020 (Rv. 657617 - 01)
Procura speciale a vendere -Autenticazione del notaio – Violazione dovere di diligenza qualificata nella identificazione del soggetto che ha rilasciato la procura - Responsabilità del notaio anche nei confronti del terzo interessato all'acquisto - Sussistenza - Fondamento. Il notaio che, nella autenticazione di una procura speciale a vendere preparatoria del successivo contratto traslativo, violi il dovere di diligenza qualificata impostogli ai fini dell'identificazione del soggetto che rilascia detta procura, può essere chiamato a rispondere, a titolo di responsabilità contrattuale, in applicazione dei principi in tema di cd. contatto sociale qualificato, anche dei danni cagionati al terzo interessato all'acquisto in conseguenza di tale negligente identificazione, poiché il contratto d'opera professionale finalizzato al rilascio della procura speciale, benché formalmente concluso fra il notaio e il futuro venditore ed avente ad oggetto un negozio unilaterale, è fonte di obblighi di protezione pure nei confronti dell'aspirante compratore, il quale va qualificato come "terzo protetto dal contratto". Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7746 del 08/04/2020 (Rv. 657617 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1173, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1375 …...
Impiego pubblico - in genere (natura, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5546 del 28/02/2020 (Rv. 656947 - 01)
Dirigente pubblico - Incarichi - Cessazione anticipata o mancato conferimento - Posizioni soggettive tutelate - Distinzioni - Conseguenze. In tema di pubblico impiego privatizzato, il dirigente, rispetto ad una illegittima cessazione anticipata dell'incarico, è titolare di un diritto soggettivo che, se ritenuto sussistente, dà titolo alla reintegrazione (ove possibile) nella funzione dirigenziale ed al risarcimento del danno, mentre, a fronte del mancato conferimento di un nuovo incarico, può far valere un interesse legittimo di diritto privato, correlato all'obbligo per l'amministrazione di agire secondo i canoni della correttezza e buona fede, nonchè dei principi di imparzialità, efficienza e buona andamento di cui all'art_ 97 Cost., la cui eventuale lesione non legittima la domanda di attribuzione dell'incarico ma solo quella di ristoro dei pregiudizi ingiustamente subuti. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5546 del 28/02/2020 (Rv. 656947 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2907 IMPIEGO PUBBLICO NATURA, CARATTERI, DISTINZIONI   …...
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3694 del 13/02/2020 (Rv. 656900 - 01)
Richiesta di dati dell'acquirente di una vettura risultanti da dichiarazione di vendita autenticata - Mancata comunicazione da parte del notaio - Buona fede oggettiva - Violazione - Fondamento. La buona fede oggettiva, in funzione integrativa del contenuto del contratto, impone alle parti di porre in essere comportamenti comunque rientranti, secondo la legge, gli usi e l'equità, nello spettro complessivo della prestazione pattuita. Ne consegue la responsabilità professionale del notaio che, ancorché abbia autenticato le firme della dichiarazione di vendita di una vettura, non comunichi al venditore, che li abbia richiesti, i dati anagrafici dell'acquirente, pur avendo il potere di rilasciare copia ed estratti dei documenti a lui esibiti e non necessariamente depositati e nonostante venga in rilievo un atto soggetto a pubblicità mobiliare (ai sensi dell'art_ 2683, n. 3, c.c.), la conservazione della cui copia, per quanto informale, rispondeva a prassi già in uso, costantemente osservata e successivamente trasfusa in atto normativo (l. n. 246 del 2005). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3694 del 13/02/2020 (Rv. 656900 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1366, Cod_Civ_art_1374, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2683 CONTRATTI IN GENERE EFFETTI DEL CONTRATTO ESECUZIONE DI BUONA FEDE   …...
Locazione - (nozione, caratteri, distinzioni) - locazione finanziaria – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 1934 del 28/01/2020 (Rv. 656725 - 01)
Leasing traslativo - Mancata consegna del bene da parte del fornitore - Condotta dell'utilizzatore non conforme a buona fede - Affidamento del concedente sulla regolare esecuzione del contratto di leasing - Conseguenze - Fattispecie. In tema di leasing traslativo, in caso di mancata consegna del bene da parte del fornitore, l'utilizzatore che, con una condotta non conforme al dovere di buona fede, ingeneri nel concedente un incolpevole affidamento sulla regolare esecuzione del contratto è tenuto all'obbligazione risarcitoria derivante dalla risoluzione per inadempimento del contratto di leasing per illegittima sospensione del versamento dei canoni. (Nella fattispecie, l'utilizzatore aveva trasmesso al concedente una dichiarazione, non corrispondente al vero, di avvenuta consegna del bene, versato periodicamente i canoni e poi sospeso il pagamento degli stessi dopo otto mesi, comunicando di non aver ricevuto il bene, con l'effetto di impedire al concedente la sospensione del pagamento dell'intero prezzo al fornitore). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 1934 del 28/01/2020 (Rv. 656725 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1453 LOCAZIONE LOCAZIONE FINANZIARIA   …...
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1888 del 28/01/2020 (Rv. 656694 - 01)
Ritardo nell'esercizio del diritto - Successiva attivazione del titolare - Violazione della buona fede - Esclusione - Limiti - Fattispecie in tema di impugnazione del licenziamento. Il mero ritardo nell'esercizio del diritto, pur imputabile al titolare ed idoneo a far ritenere al debitore che il diritto non sarà più esercitato, non costituisce violazione della buona fede e non può essere causa di esclusione della tutela giudiziaria, salvo che dal ritardo possa desumersi una rinunzia tacita. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto tempestiva, e non contraria alla buona fede, l'impugnazione giudiziale di licenziamento proposta due giorni prima della scadenza del termine di prescrizione quinquennale). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1888 del 28/01/2020 (Rv. 656694 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1442 CONTRATTI IN GENERE EFFETTI DEL CONTRATTO ESECUZIONE DI BUONA FEDE   …...
Contratti in genere - autonomia contrattuale – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 1184 del 21/01/2020 (Rv. 656876 - 01)
Fornitura - Abuso di dipendenza economica - Art. 9 legge n. 192 del 1998 - Interpretazione - Accertamento -Modalità. In tema di contratto di fornitura, l'abuso di dipendenza economica, di cui all'art. 9 della l. n. 192 del 1998, è nozione indeterminata il cui accertamento postula l'enucleazione della causa concreta della singola operazione che il complessivo regolamento negoziale realizza, secondo un criterio teleologico di valutazione, in via di fatto, della liceità dell'interesse in vista del quale il comportamento è stato tenuto; nell'applicazione della norma è pertanto necessario: 1) quanto alla sussistenza della situazione di "dipendenza economica", indagare se lo squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti sia "eccessivo", essendo il contraente che lo subisce privo di reali alternative economiche sul mercato (p. es., perché impossibilitato a differenziare agevolmente la propria attività o per avere adeguato l'organizzazione e gli investimenti in vista di quel rapporto); 2) quanto all'"abuso", indagare la condotta arbitraria contraria a buona fede, ovvero l'intenzionalità di una vessazione perpetrata sull'altra impresa, in vista di fini esulanti dalla lecita iniziativa commerciale retta da un apprezzabile interesse dell'impresa dominante (quale, p. es., modificare le proprie strategie di espansione, adattare il tipo o la quantità di prodotto, o anche spuntare migliori condizioni), mirando la condotta soltanto ad appropriarsi del margine di profitto altrui. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 1184 del 21/01/2020 (Rv. 656876 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1325, Cod_Civ_art_1372, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1418 CONTRATTI AUTONOMIA CONTRATTUALE   …...
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 337 del 13/01/2020 (Rv. 656587 - 01)
Pluralità di crediti facenti parte di un unico rapporto di durata - Azionabilità in distinti processi -Limiti - Fattispecie. Le domande concernenti diversi e distinti diritti di credito relativi a un medesimo rapporto di durata tra le parti che siano anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito di un possibile giudicato o, comunque, fondate sullo stesso fatto costitutivo, possono essere proposte in separati processi solo ove l'attore risulti assistito da un oggettivo interesse alla tutela processuale frazionata. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto non meritevole di tutela la scelta dell'attore di frazionare il suo credito al fine di adire il giudice di pace, così da ottenere una decisione più rapida, trattandosi di condotta che aveva alterato la competenza per valore sulla domanda e, quindi, sottratto la controversia al suo giudice naturale). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 337 del 13/01/2020 (Rv. 656587 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1375 CONTRATTI IN GENERE EFFETTI DEL CONTRATTO ESECUZIONE DI BUONA FEDE   …...
Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 32478 del 12/12/2019 (Rv. 655981 - 01)
Comportamento contrario a buona fede e correttezza contrattuale - Conseguenze - Fattispecie. Fidejussione - estinzione - liberazione del fidejussore per fatto del creditore - In genere. Obbligazioni in genere - comportamento secondo correttezza - In genere. In materia di responsabilità da fideiussione, gli obblighi di buona fede e correttezza contrattuale - da intendersi in senso oggettivo - impongono alla parte garantita di salvaguardare la posizione del proprio fideiussore, con la conseguenza che la loro violazione non consente l'esercizio di pretese nei confronti del garante, nella misura in cui la sua posizione sia stata aggravata dal garantito. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva escluso la violazione delle clausole di correttezza e buona fede sul mero assunto che la scelta dell'appaltante garantito di pagare all'appaltatore il saldo finale, nonostante la presenza di vizi ed a fronte dell'impegno all'eliminazione degli stessi, non fosse censurabile sotto il profilo della colpa - non essendo l'inadempimento ancora divenuto definitivo -, laddove avrebbe dovuto invece considerare - sul piano oggettivo - l'idoneità della condotta a salvaguardare l'interesse del garante ovvero ad aggravarne la posizione). Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 32478 del 12/12/2019 (Rv. 655981 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1936 …...
Previdenza (assicurazioni sociali) - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 31954 del 06/12/2019 (Rv. 656530 - 01)
Revoca di prestazione pensionistica - Procedimento amministrativo - Violazioni procedimentali o di regole derivanti dalla l. n. 241 del 1990 o dei precetti di buona fede e correttezza - Effetti - Rilevanza sulla situazione soggettiva - Esclusione. La natura meramente ricognitiva del procedimento amministrativo preordinato all'accertamento, alla liquidazione e all'adempimento della prestazione pensionistica in favore dell'assicurato comporta che l'inosservanza, da parte del competente Istituto previdenziale, delle regole proprie del procedimento, nonché, più in generale, delle prescrizioni concernenti il giusto procedimento, dettate dalla l. n. 241 del 1990, o dei precetti di buona fede e correttezza, non dispiega incidenza sul correlato rapporto obbligatorio anche nell'ipotesi in cui il procedimento amministrativo, avviato a seguito di un'attività ispettiva dell'ente, abbia dato luogo ad una revoca della prestazione da parte dell'ente previdenziale, e non all'attribuzione della stessa su iniziativa dell'assicurato; ne consegue che l'istante non può, in difetto dei fatti costitutivi dell'obbligazione, fondare la pretesa giudiziale di pagamento della prestazione previdenziale in ragione di disfunzioni procedimentali addebitabili all'Istituto, salva, in tal caso, la possibilità di chiedere il risarcimento del danno. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 31954 del 06/12/2019 (Rv. 656530 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2043 …...

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