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1256. Impossibilità definitiva e impossibilità temporanea

Art.1256. Impossibilità definitiva e impossibilità temporanea.

0 Codice civile

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Documenti collegati:

Lavoro subordinato - sospensione del rapporto - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 17013 del 25/06/2025 (Rv. 675662 - 01)
Datore di lavoro - Sospensione unilaterale del rapporto non giustificata da impossibilità non imputabile della prestazione lavorativa - Conseguenze - Contributi previdenziali - Obbligo di versamento - Sussistenza - Fondamento. In caso di sospensione unilaterale del rapporto di lavoro da parte del datore, che non sia giustificata da assoluta impossibilità, a lui non imputabile, di collaborare all'adempimento della prestazione, resta ferma l'obbligazione contributiva, in quanto le retribuzioni spettanti al lavoratore devono considerarsi dovute ai sensi dell'art. 12, l. n. 153 del 1969. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 17013 del 25/06/2025 (Rv. 675662 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1463, Cod_Civ_art_1464, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1460 …...
Domanda giudiziale - interesse ad agire - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 3168 del 07/02/2025 (Rv. 673797-01)
Obbligazione priva di termine per l'adempimento - Impossibilità sopravvenuta - Azione di accertamento dell’inadempimento - Interesse ad agire - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Nel caso in cui un'obbligazione priva di termine per l'adempimento, come tale esigibile in ogni momento, sia divenuta impossibile per un fatto sopravvenuto, non imputabile alla parte inadempiente, permane l'interesse della parte creditrice a ottenere l'accertamento dell'inadempimento della prestazione da parte del debitore, in ragione del mancato soddisfacimento dell'obbligazione prima che si fosse determinata tale impossibilità e del diritto del creditore di essere ristorato del correlato danno. (Nella specie, la S.C. ha affermato la sussistenza dell'interesse del creditore a far accertare l'inadempimento dell'obbligo di costruire una strada, oggetto di servitù di passaggio, fino all'epoca dell'esproprio dell'area, quando l'adempimento era ancora possibile). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 3168 del 07/02/2025 (Rv. 673797-01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1463 …...
Promessa di vendita - contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13435 del 15/05/2024 (Rv. 671351-02)
Modifica urbanistica successiva alla stipula del contratto preliminare - Azione di risoluzione per venir meno della causa in concreto ovvero dell’istituto della presupposizione - Condizioni. La modifica urbanistica con la previsione di un vincolo preordinato all'esproprio, intervenuta successivamente alla stipula del contratto preliminare, abilita la parte acquirente a chiedere la risoluzione del contratto per il venir meno della causa in concreto, ovvero dell'istituto della presupposizione qualora si accerti che l'acquisto del terreno si fondava sull'attuale assetto urbanistico del bene promesso in vendita che ne consentiva una potenziale modifica da destinazione agricola ad area edificabile, considerato che successivamente alla stipula del contratto si è determinato oggettivamente un ulteriore e imprevedibile limite alla potenziale sua edificabilità, con il rischio di una futura perdita dello stesso diritto dominicale su parte del terreno promesso in vendita. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13435 del 15/05/2024 (Rv. 671351-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1463, Cod_Civ_art_1467, Cod_Civ_art_2932, Cod_Civ_art_1218 …...
Obbligazioni del locatore - Locazione ad uso non abitativo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 5782 del 04/03/2024 (Rv. 670455-01)
Mancato rilascio al locatore dell'immobile alla scadenza del precedente contratto di locazione in scadenza - Impossibilità sopravvenuta della prestazione di consegna al nuovo conduttore - Esclusione. In tema di locazione ad uso diverso da quello abitativo, l'inottemperanza del precedente locatario all'obbligazione di rilascio alla scadenza del contratto non può essere dedotta quale sopravvenuta impossibilità della prestazione ex art. 1256 c.c. per escludere l'inadempimento del locatore all'obbligazione di consegnare l'immobile al conduttore nel termine pattuito. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 5782 del 04/03/2024 (Rv. 670455-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_1575, Cod_Civ_art_1218 …...
Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore – Cass. n. 10683/2023
Obbligazioni in genere - "factum principis" - onere della prova - responsabilita' - del debitore - Inadempimento - Esonero del debitore da responsabilità - Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore - Prova della non imputabilità - Necessità - Contenuto - Configurabilità di un "factum principis" - Rilevanza - Limiti - Fattispecie.  In materia di responsabilità contrattuale, perché l'impossibilità della prestazione costituisca causa di esonero del debitore da responsabilità, deve essere offerta la prova della non imputabilità, anche remota, del fatto che ha impedito l'esecuzione della prestazione dovuta, non essendo rilevante, in mancanza, la configurabilità o meno del "factum principis". (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte territoriale che aveva negato che il sequestro preventivo dell'impresa, disposto nell'ambito di un procedimento penale a carico del debitore, fosse idoneo ad integrare l'impossibilità assoluta, anche temporanea, idonea ad estinguere l'obbligazione, non potendosi ritenere la condotta del debitore esente da colpa). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10683 del 20/04/2023 (Rv. 667391 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_2697   Corte Cassazione 10683 2023 …...
Sospensione unilaterale dal rapporto da parte del datore di lavoro – Cass. n. 37716/2022
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - sospensione del rapporto - in genere - Sospensione unilaterale dal rapporto da parte del datore di lavoro - Impossibilità della prestazione lavorativa totale o parziale - Sussistenza - Necessità - Conseguenze - Diritto del lavoratore alla retribuzione - Configurabilità - Condizioni.   Il datore di lavoro non può unilateralmente sospendere il rapporto di lavoro, salvo che ricorrano, ai sensi degli artt. 1463 e 1464 c.c., ipotesi di impossibilità della prestazione lavorativa totale o parziale, la esistenza delle quali ha l'onere di provare, senza che a questo fine possano assumere rilevanza eventi riconducibili alla stessa gestione imprenditoriale, compresa la diminuzione o l'esaurimento dell'attività produttiva. Ne consegue che il dipendente "sospeso" non è tenuto a provare d'aver messo a disposizione del datore di lavoro le sue energie lavorative nel periodo in contestazione, in quanto, per il solo fatto della sospensione unilaterale del rapporto di lavoro, la quale realizza un'ipotesi di "mora credendi", il prestatore, a meno che non sopravvengano circostanze incompatibili con la volontà di protrarre il rapporto suddetto, conserva il diritto alla retribuzione. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 37716 del 23/12/2022 (Rv. 666384 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1463, Cod_Civ_art_1464, Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1258, Cod_Civ_art_1206   Corte Cassazione 37716 2022 …...
Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore – Cass. n. 20152/2022
Obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità del debitore - Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore - Nozione - Prestazione avente ad oggetto una somma di denaro - Applicabilità - Esclusione.   L'impossibilità idonea ad estinguere l'obbligazione, ex art. 1256 c.c., deve intendersi in senso assoluto ed obiettivo e consiste nella sopravvenienza di una causa, non imputabile al debitore, che impedisce definitivamente l'adempimento e che, alla stregua del principio "genus nunquam perit", può evidentemente verificarsi solo quando la prestazione abbia per oggetto la consegna di una cosa determinata o di un genere limitato, e non già quando si tratti di una somma di denaro. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20152 del 22/06/2022 (Rv. 665072 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1256   Corte Cassazione 20152 2022 …...
Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore – Cass. n. 36329/2021
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per impossibilità sopravvenuta - in genere - Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore - Effetti nei contratti a prestazioni corrispettive - Impossibilità definitiva - Conseguenze - Estinzione dell'obbligazione e risoluzione del contratto.   L'impossibilità sopravvenuta della prestazione, che derivi da causa non imputabile al debitore ai sensi dell'art. 1218 c.c., opera, paralizzandola, più propriamente in relazione ad una domanda di adempimento, determinando, essa, di diritto, nei contratti con prestazioni corrispettive, se definitiva, con la estinzione della relativa obbligazione, la risoluzione del contratto, ai sensi degli artt. 1463 e 1256, comma 1, c.c., con la conseguente applicazione delle norme generali sulla risoluzione ed in particolare di quella sulla retroattività, senza che si possa parlare di inadempimento colpevole. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 36329 del 23/11/2021 (Rv. 662862 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1463   Corte Cassazione 36329 2021 …...
Rapporto di lavoro tra ASL e direttore generale – Cass. n. 24079/2021
Igiene e sanità pubblica - servizio sanitario nazionale - organizzazione territoriale - unità sanitarie locali - personale dipendente - Rapporto di lavoro tra ASL e direttore generale - Contratto dirigenziale - Applicabilità della disciplina del codice civile - Risoluzione anticipata - Condizioni - Sopravvenuta impossibilità della prestazione ex art. 1463 c.c. - Configurabilità - Fattispecie.   Il contratto dirigenziale tra l'ASL ed il direttore generale, di durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque, è regolato dal diritto privato e soggiace, in mancanza di specifica disciplina regionale sulle cause di risoluzione del rapporto, alle norme imperative, non derogabili dalla volontà delle parti, contenute nel titolo terzo del libro quinto del c.c.; ne consegue che, in mancanza di giusta causa ex art. 2119 c.c., il rapporto di lavoro non può risolversi anticipatamente rispetto al periodo minimo triennale e che ad esso tuttavia si applichi anche l'art. 1463 c.c., in forza del quale la sopravvenuta impossibilità assoluta della prestazione determina, con il venir meno della causa del contratto, la risoluzione dello stesso. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la riorganizzazione del servizio sanitario regionale, realizzata in attuazione di una legge regionale mediante accorpamento presso un'unica azienda sanitaria delle funzioni già svolte dalle preesistenti strutture, avesse determinato l'impossibilità assoluta di espletamento dell'incarico dirigenziale e giustificasse la conseguente risoluzione del rapporto). Corte di Cassazione, Sez. L -, Sentenza n. 24079 del 07/09/2021 (Rv. 662158 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1463, Cod_Civ_art_2119   Corte Cassazione 24079 2021 …...
Responsabilita' civile - colpa o dolo - caso fortuito e forza maggiore – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8978 del 15/05/2020 (Rv. 657938 - 01)
Rapina - Configurabilità quale caso fortuito - Condizioni - Fattispecie. In tema di responsabilità del prestatore di opera che comporti la presa in consegna di un bene e, quindi, il sorgere della correlata obbligazione di custodia, la rapina non costituisce ipotesi di caso fortuito che esonera il custode da responsabilità, salvo che questi non provi che tale evento era imprevedibile ed inevitabile, nonostante l'avvenuta adozione delle cautele più idonee a garantire la puntuale esecuzione del contratto, in osservanza delle regole delle diligenza qualificata, ai sensi dell'art. 1176, comma 2, c.c. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la rapina di un'auto di grande valore, in custodia per il lavaggio, non costituisse un'ipotesi di caso fortuito poiché si era verificata in un luogo di libero accesso, approfittando della presenza delle chiavi nel quadro della vettura dopo le operazioni di pulizia, e in quanto non era stata data la dimostrazione, da parte del gestore dell'impianto, dell'adozione e del rispetto di tutte le regole di cautela qualificata indispensabili). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8978 del 15/05/2020 (Rv. 657938 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1780, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1693, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1177 …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto -licenziamento individuale – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1888 del 28/01/2020 (Rv. 656694 - 02)
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo -Reintegra nel posto di lavoro - Cessazione dell'attività aziendale - Rilevanza - Conseguenze. In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nel caso di un sopravvenuto mutamento della situazione organizzativa e patrimoniale dell'azienda, tale da non consentire la prosecuzione dell'attività, il giudice che accerti l'illegittimità del recesso non può disporre la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro ma deve limitarsi ad accogliere la domanda di risarcimento del danno, con riguardo al periodo compreso tra la data del licenziamento e quella della sopravvenuta causa di risoluzione del rapporto, costituendo la sopraggiunta impossibilità totale della prestazione una vera e propria causa impeditiva dell'ordine di reintegrazione e della tutela ripristinatoria apprestata dall'art. 18 della l. n. 300 del 1970, che preclude al lavoratore illegittimamente licenziato la possibilità di ottenere - sia pure per equivalente, con la corresponsione delle retribuzioni - il soddisfacimento del suo diritto alla continuazione del rapporto. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1888 del 28/01/2020 (Rv. 656694 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1463 LAVORO LAVORO SUBORDINATO ESTINZIONE DEL RAPPORTO   …...
Risoluzione del contratto - per impossibilita' sopravvenuta - Impossibilità sopravvenuta della prestazione - Nozione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8766 del 29/03/2019
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per impossibilita' sopravvenuta - Impossibilità sopravvenuta della prestazione - Nozione - Inutilizzabilità della prestazione da parte del creditore - Sussistenza - Fattispecie. In tema di risoluzione del contratto, l'impossibilità sopravvenuta della prestazione è configurabile qualora siano divenuti impossibili l'adempimento della prestazione da parte del debitore o l'utilizzazione della stessa ad opera della controparte, purché tale impossibilità non sia imputabile al creditore ed il suo interesse a ricevere la prestazione medesima sia venuto meno, dovendosi in tal caso prendere atto che non può più essere conseguita la finalità essenziale in cui consiste la causa concreta del contratto, con la conseguente estinzione dell'obbligazione. (In applicazione del principio, la S.C. ha rigettato il ricorso proposto avverso sentenza che aveva ritenuto il debitore liberato dalla prestazione divenuta impossibile - nella specie la rappresentazione di un'opera lirica all'aperto che, pur dopo l'esecuzione del solo primo atto, era stata interrotta a causa di gravi avverse condizioni atmosferiche - con esclusione per la parte liberata della possibilità di chiedere la controprestazione ed obbligo di restituzione di quella già ricevuta). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8766 del 29/03/2019 Cod_Civ_art_1256, Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1463 RISOLUZIONE DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - in genere - assenze del lavoratore per malattia - scarso rendimento - recesso del datore per giustificato motivo oggettivo - configurabilità - esclusione – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 31763 del 07/12/2018 Le regole dettate dall'art. 2110 c.c. per le ipotesi di assenze da malattia del lavoratore prevalgono, in quanto speciali, sulla disciplina dei licenziamenti individuali e si sostanziano nell'impedire al datore di lavoro di porre fine unilateralmente al rapporto sino al superamento del limite di tollerabilità dell'assenza (cd. comporto) predeterminato dalla legge, dalle parti o, in via equitativa, dal giudice, nonché nel considerare quel superamento unica condizione di legittimità del recesso, nell'ottica di un contemperamento tra gli interessi confliggenti del datore di lavoro (a mantenere alle proprie dipendenze solo chi lavora e produce) e del lavoratore (a disporre di un congruo periodo di tempo per curarsi, senza perdere i mezzi di sostentamento); ne deriva che lo scarso rendimento e l'eventuale disservizio aziendale determinato dalle assenze per malattia del lavoratore non possono legittimare, prima del superamento del periodo massimo di comporto, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 31763 del 07/12/2018   …...
Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria
Responsabilità civile - professionisti - attività medico - chirurgica - responsabilità contrattuale della struttura sanitaria - inesatto adempimento della prestazione - azione di risarcimento del danno - prova del nesso causale tra aggravamento o insorgenza della malattia e condotta dei sanitari e prova dell'impossibilità della prestazione - ripartizione del relativo onere tra paziente e struttura - criteri – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26700 del 23/10/2018 >>> In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra l'aggravamento della patologia (o l'insorgenza di una nuova malattia) e l'azione o l'omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l'impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l'ordinaria diligenza. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dalla paziente e dai suoi stretti congiunti, in relazione a un ictus cerebrale che aveva colpito la prima a seguito di un esame angiografico, sul rilievo che era mancata la prova, da parte degli attori, della riconducibilità eziologica della patologia insorta alla condotta dei sanitari,ed anzi la CTU espletata aveva evidenziato l'esistenza di diversi fattori, indipendenti dalla suddetta condotta, che avevano verosimilmente favorito l'evento lesivo). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26700 del 23/10/2018 …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - comporto - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 207
Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Ipotesi di impossibilità sopravvenuta della prestazione - Configurabilità - Rilevanza obiettiva delle assenze - Sussistenza - Onere di comunicazione al lavoratore l'approssimarsi del superamento - Esclusione. In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, tanto nel caso di una sola affezione continuata, quanto in quello del succedersi di diversi episodi morbosi (cosiddetta eccessiva morbilità), la risoluzione del rapporto costituisce la conseguenza di un caso di impossibilità parziale sopravvenuta dell'adempimento, in cui il dato dell'assenza dal lavoro per infermità ha una valenza puramente oggettiva; non rileva, pertanto, la mancata conoscenza da parte del lavoratore del limite cd. esterno del comporto e della durata complessiva delle malattie e, in mancanza di un obbligo contrattuale in tal senso, non costituisce violazione da parte del datore di lavoro dei principi di correttezza e buona fede nella esecuzione del contratto la mancata comunicazione al lavoratore dell'approssimarsi del superamento del periodo di comporto, in quanto tale comunicazione servirebbe in realtà a consentire al dipendente di porre in essere iniziative, quali richieste di ferie o di aspettativa, sostanzialmente elusive dell'accertamento della sua inidoneità ad adempiere l'obbligazione. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20761 del 17/08/2018   …...
Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18392 del 26/07/2017
Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria - Inesatto adempimento della prestazione - Azione di risarcimento del danno - Prova del nesso causale tra aggravamento o insorgenza della malattia e condotta dei sanitari e prova dell'impossibilità della prestazione - Ripartizione del relativo onere tra paziente e struttura - Criteri - Fattispecie. In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra l'aggravamento della patologia (o l'insorgenza di una nuova malattia) e l'azione o l'omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l'impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l'ordinaria diligenza. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dalla vedova di un paziente deceduto, per arresto cardiaco, in seguito ad un intervento chirurgico di asportazione della prostata cui era seguita un'emorragia, sul rilievo che la mancata dimostrazione, da parte dell'attrice, della riconducibilità eziologica dell'arresto cardiaco all'intervento chirurgico e all'emorragia insorta, escludeva in radice la configurabilità di un onere probatorio in capo alla struttura). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18392 del 26/07/2017   …...
Obbligazioni in genere - "factum principis" - onere della prova - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13142 del 25/05/2017
Inadempimento - Esonero del debitore da responsabilità - Condizioni - Prova della non imputabilità - Necessità - Configurabilità di un "factum principis" - Rilevanza - Limiti - Fattispecie. In materia di responsabilità contrattuale, perché l'impossibilità della prestazione (nella specie conseguente al sequestro penale dell’impianto di depurazione del ristorante oggetto del contratto di locazione) costituisca causa di esonero del debitore da responsabilità, deve essere offerta la prova della non imputabilità, anche remota, di tale evento impeditivo, non essendo rilevante, in mancanza, la configurabilità o meno del "factum principis". Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13142 del 25/05/2017   …...
scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per impossibilità sopravvenuta - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006
Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore - Presupposti - Fattispecie in tema di locazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006 L'impossibilità sopravvenuta della prestazione presuppone l'addebitabilità a fatto imputabile all'altro contraente o a ragioni obiettive. ( Sulla base di tale principio la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza di un'impossibilità sopravvenuta della prestazione nel caso in cui la inutilizzabilità di un bene locato era eziologicamente ricollegabile al protratto inadempimento dell'obbligo assunto dal conduttore di apportare all'immobile le modifiche necessarie per il cambiamento della destinazione d'uso, in quanto il conduttore aveva detenuto l'immobile per oltre tre anni prima della chiusura disposta dall'autorità amministrativa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006 RISOLUZIONE DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per impossibilità sopravvenuta – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006
Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore - Presupposti - Fattispecie in tema di locazione. L'impossibilità sopravvenuta della prestazione presuppone l'addebitabilità a fatto imputabile all'altro contraente o a ragioni obiettive. ( Sulla base di tale principio la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza di un'impossibilità sopravvenuta della prestazione nel caso in cui la inutilizzabilità di un bene locato era eziologicamente ricollegabile al protratto inadempimento dell'obbligo assunto dal conduttore di apportare all'immobile le modifiche necessarie per il cambiamento della destinazione d'uso, in quanto il conduttore aveva detenuto l'immobile per oltre tre anni prima della chiusura disposta dall'autorità amministrativa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006   …...
Igiene e sanità pubblica - Servizio sanitario nazionale - Organizzazione territoriale - Unità sanitarie locali - Personale dipendente - A rapporto convenzionale - In genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 12501 del 23/11/1992
Malattia o infortunio del medico specialista ambulatoriale - Diritto all'intero trattamento economico - Persistenza - Estensione al caso di sequestro di persona - Inammissibilità - Applicazione dei principi del rapporto di lavoro subordinato - Esclusione. Ai sensi dell'art. 27 dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali recepito con d.P.R. 8 giugno 1987 n. 291, l'intero trattamento economico spettante per l'attività di servizio è assicurato solo in ipotesi d'impossibilità della prestazione per malattia o infortunio del professionista, il quale, pertanto, secondo la disciplina generale di cui agli artt. 1463 e 2222 e segg. cod. civ., non ha diritto a compenso ove rimasto vittima di sequestro di persona; ne' tale diritto può essere riconosciuto alla stregua di norme e principi propri del rapporto di lavoro subordinato privato (oltretutto non applicabili al lavoro autonomo in regime di parasubordinazione), attese la rilevanza anche in tale rapporto (con le deroghe previste dall'art. 2110 e 2111, secondo comma, cod. civ.) dell'impossibilità della prestazione lavorativa per fatto non imputabile al datore di lavoro e l'inesistenza di un principio generale che addossi a tale soggetto il rischio della mancanza della prestazione lavorativa per fatto del terzo. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 12501 del 23/11/1992   …...
Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969 (2)
Obbligazione di costruire un edificio da destinare a sede di scuola pubblica - impedimento della costruzione da parte delle autorità locali e scolastiche - impossibilita sopravvenuta della prestazione - estinzione dell'obbligazione - sussistenza. Qualora, in forza di promessa al pubblico, un soggetto si sia obbligato a costruire un edificio scolastico da destinare a Sede di scuola pubblica, come premio di un concorso pubblicitario a premi, i provvedimenti imperativi delle autorità locali e scolastiche intesi ad impedire la costruzione nella località in cui il premiato svolge le sue funzioni di insegnante di ruolo, incidono direttamente sulla possibilità della prestazione, determinando l'Estinzione dell'obbligazione e la conseguente liberazione del promittente. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969 …...
Obbligazioni in genere - promesse unilaterali - promessa al pubblico – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969 (3)
Interpretazione - principio di conservazione - interpretazione della promessa in un determinato senso - impossibilita sopravvenuta della prestazione - interpretazione della promessa in un senso diverso - esclusione. Qualora il giudice, sulla base dei criteri dettati dagli art.1362 e seguenti cod.civ., abbia interpretato la promessa al pubblico, sorgente da un concorso pubblicitario, nel senso che il premio promesso consiste nella costruzione di un edificio da adibire a scuola pubblica nella Sede in cui il premiato svolge la sua attività di insegnante di ruolo e non, invece, nel senso dell'attribuzione dell'edificio in proprietà al medesimo premiato e, successivamente, le autorità locali e scolastiche, con loro discrezionali determinazioni, abbiano impedito la costruzione dell'edificio scolastico nella suddetta Sede, non può il giudice, a seguito della sopravvenuta impossibilita della prestazione del promittente come riflesso dello impedimento frapposto dalla pa, interpretare la promessa nel secondo significato, in pretesa applicazione del principio di conservazione di cui all'art.1367 cod. civ. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2052 del 09/06/1969   …...

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