1218. Responsabilità del debitore.

    Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo I: DELLE OBBLIGAZIONI IN GENERALE Capo III: DELL'ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI Art.1218. Responsabilità del debitore.

    Art. 1218. Responsabilità del debitore.

    1. Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ritardata esecuzione dei lavori per causa riferibile all'Amministrazione - Domanda risarcitoria dell'appaltatore - Giurisdizione del giudice ordinario – Sussistenza – Cass. 14696/2019
    Ritardata esecuzione dei lavori per causa riferibile all'Amministrazione - Domanda risarcitoria dell'appaltatore - Giurisdizione del giudice ordinario – Sussistenza – Cass. 14696/2019 In materia di appalto di opere pubbliche, la qualificazione della domanda dell'appaltatore come volta ad ottenere non la revisione dei prezzi, che presuppone la mancanza di colpa dell'Amministrazione, ma il risarcimento del danno derivante dalla ritardata esecuzione dei lavori per causa imputabile alla committente, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 14696 del 29/05/2019 (Rv. 654035 - 01) Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1218 - Responsabilità del debitore Cod. Civ. art. 1223 – Risarcimento del danno Cod. Civ. art. 1664 – Onerosità o difficoltà dell’esecuzione  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10812 del 18/04/2019 (Rv. 653826 - 02)
    Responsabilità medica - Fattore naturale non imputabile privo di interdipendenza funzionale con la condotta colposa del sanitario - Rilevanza sul piano del nesso causale tra detta condotta e l'evento dannoso - Esclusione - Rilevanza sul piano della determinazione equitativa del danno - Condizioni e limiti. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, ove si individui in un pregresso stato morboso del paziente/danneggiato (nella specie, deficit da surfactante o sindrome da distress o delle membrane ialine) un antecedente privo di interdipendenza funzionale con l'accertata condotta colposa del sanitario (nella specie, intempestivo intervento di taglio cesareo di fronte a sofferenza fetale acuta), ma dotato di efficacia concausale nella determinazione dell'unica e complessiva situazione patologica riscontrata, allo stesso non può attribuirsi rilievo sul piano della ricostruzione del nesso di causalità tra detta condotta e l'evento dannoso, appartenendo ad una serie causale del tutto autonoma rispetto a quella in cui si inserisce il contegno del sanitario, bensì unicamente sul piano della determinazione equitativa del danno, potendosi così pervenire - sulla base di una valutazione da effettuarsi, in difetto di qualsiasi automatismo riduttivo, con ragionevole e prudente apprezzamento di tutte le circostanze del caso concreto - solamente ad una delimitazione del "quantum" del risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10812 del 18/04/2019 (Rv. 653826 - 02) Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2056...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - effetti del contratto - rispetto ai terzi - Contratto di prestazione d'opera professionale – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10812 del 18/04/2019 (Rv. 653826 - 01)
    Cura ed assistenza di gestante - Responsabilità del medico e della struttura sanitaria - Effetti protettivi nei confronti dei prossimi congiunti e del padre - Fondamento. La responsabilità contrattuale del medico e della struttura sanitaria è configurabile, oltre che nei confronti del paziente, anche relativamente a soggetti terzi cui si estendono gli effetti protettivi del contratto; ne consegue che il contratto stipulato tra una gestante, una struttura sanitaria ed un medico, avente ad oggetto la prestazione di cure finalizzate a garantire il corretto decorso della gravidanza, riverbera per sua natura effetti protettivi a vantaggio anche del padre del concepito, il quale in caso di inadempimento, è perciò legittimato ad agire per il risarcimento del danno. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10812 del 18/04/2019 (Rv. 653826 - 01) Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1372, Cod_Civ_art_1411...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Credito - credito fondiario - distribuzione dell'onere della prova tra creditore e debitore sulla erogazione del mutuo e sulla restituzione delle somme - - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 10507 del 15/04/2019 (Rv. 653570 - 01)
    Opposizione allo stato passivo – Fattispecie In caso di stipulazione del contratto di mutuo fondiario ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976, l'onere della prova dell'erogazione della somma data a mutuo è assolto dall'istituto di credito mutuante mediante la produzione in giudizio dell'atto pubblico notarile di erogazione e quietanza, spettando, in tal caso, al debitore che si opponga all'azione esecutiva del creditore dare la prova della restituzione della somma mutuata e degli accessori ovvero di altre cause estintive dell'obbligazione restitutoria. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione con la quale il Tribunale, decidendo sull'opposizione al diniego d'ammissione allo stato passivo del fallimento di un credito portato da alcuni contratti di mutuo fondiario cui risultavano allegati i rispettivi atti di quietanza ed erogazione parziale, aveva motivato l'esclusione con la mancanza degli estratti conto comprovanti l'erogazione delle somme mutuate). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 10507 del 15/04/2019 (Rv. 653570 - 01) Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2697...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10423 del 15/04/2019 (Rv. 653580 - 01)
    Consenso informato - Diritto del paziente - Contenuto - Limiti - Inderogabilità - Fondamento. Il diritto al consenso informato del paziente, in quanto diritto irretrattabile della persona, va comunque e sempre rispettato dal sanitario, a meno che non ricorrano casi di urgenza, rinvenuti a seguito di un intervento concordato e programmato, per il quale sia stato richiesto ed ottenuto il consenso, e tali da porre in gravissimo pericolo la vita della persona - bene che riceve e si correda di una tutela primaria nella scala dei valori giuridici a fondamento dell'ordine giuridico e del vivere civile -, o si tratti di trattamento sanitario obbligatorio. Tale consenso è talmente inderogabile che non assume alcuna rilevanza, al fine di escluderlo, il fatto che l’intervento "absque pactis" sia stato effettuato in modo tecnicamente corretto, per la semplice ragione che, a causa del totale "deficit" di informazione, il paziente non è stato messo in condizione di assentire al trattamento, consumandosi nei suoi confronti, comunque, una lesione di quella dignità che connota l'esistenza nei momenti cruciali della sofferenza fisica e/o psichica. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10423 del 15/04/2019 (Rv. 653580 - 01) Cod_Civ_art_0005, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8924 del 29/03/2019
    Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - Colpa della parte inadempiente - Presunzione - Configurabilità - Prova contraria - Ammissibilità - Contenuto. La colpa dell'inadempiente, quale presupposto per la risoluzione del contratto, è presunta sino a prova contraria e tale presunzione è superabile solo da risultanze positivamente apprezzabili, dedotte e provate dal debitore, le quali dimostrino che, nonostante l'uso della normale diligenza, non è stato in grado di eseguire tempestivamente le prestazioni dovute per cause a lui non imputabili. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8924 del 29/03/2019 Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1453...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - Preliminare di preliminare concluso da uno solo dei comproprietari anche in nome e per conto degli altri - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6727 del 08/03/2019
    Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - Preliminare di preliminare concluso da uno solo dei comproprietari anche in nome e per conto degli altri - Azione risarcitoria per inadempimento - Esperibilità da parte del promissario acquirente nei confronti anche di uno solo dei comproprietari - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. In caso di stipulazione di un contratto preliminare di preliminare, avente ad oggetto la vendita di un bene in comunione "pro indiviso", sussistono i presupposti dell'obbligazione solidale passiva, cosicché la domanda di risarcimento del danno per inadempimento può essere proposta dal promissario acquirente nei confronti anche di uno solo dei comproprietari, non ricorrendo un'ipotesi di litisconsorzio necessario. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva escluso la sussistenza del litisconsorzio necessario con riferimento alla domanda risarcitoria proposta dai promissari acquirenti nei confronti di uno solo dei comproprietari dell'immobile, il quale aveva concluso il relativo contratto preliminare di preliminare sia in proprio, sia quale rappresentante degli altri comproprietari, in forza di procura speciale da questi ultimi ricevuta). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6727 del 08/03/2019 Cod_Civ_art_1351, Cod_Civ_art_1322, Cod_Civ_art_1173, Cod_Civ_art_1101, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1292, Cod_Civ_art_1294...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto di locazione di immobile da costruirsi ad opera del locatore e da destinare ad edificio pubblico - Irregolarità urbanistica e paesaggistica del bene locato - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 6356 del 05/03/2019
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Contratto di locazione di immobile da costruirsi ad opera del locatore e da destinare ad edificio pubblico - Irregolarità urbanistica e paesaggistica del bene locato - Domanda del locatore di adempimento di obbligazioni contrattuali - Domanda subordinata di risarcimento dei danni per il legittimo affidamento nella condotta complessiva dell'amministrazione - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza. In caso di domanda fondata su contratto di locazione di immobile da costruirsi ad opera del locatore e da destinare ad edificio pubblico (nella specie, caserma dei carabinieri) spetta alla giurisdizione del giudice ordinario non solo la domanda del locatore volta a conseguire l'adempimento delle obbligazioni nascenti da quel contratto, ma anche quella dal medesimo rivolta contro il locatario e tutte le altre pubbliche amministrazioni che, prima della stipula del contratto e durante l'esecuzione dei lavori di edificazione, abbiano in lui indotto, con complessive condotte, consistite anche in interlocuzioni formali, un affidamento incolpevole sulla legittimità pure urbanistica e paesaggistica dell'opera, esclusa, invece, dall'autorità giudiziaria penale. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 6356 del 05/03/2019 Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1375, Cod_Civ_art_2043...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Professionisti - attivita' medico-chirurgica -Responsabilità omissiva della struttura sanitaria - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5487 del 26/02/2019
    Responsabilita' civile - professionisti - attivita' medico-chirurgica -Responsabilità omissiva della struttura sanitaria - Accertamento del nesso causale - Valutazione dell'unitario contegno - Necessità - Parcellizzazione dei singoli episodi nei quali esso si articola - Esclusione - Fattispecie. In tema di responsabilità sanitaria, l'accertamento del nesso causale va condotto attraverso una ricostruzione non atomistica della complessiva condotta omissiva della struttura sanitaria indicata dall'attore come idonea a cagionare l'evento, in modo che il singolo episodio sia considerato e valutato come inserito in una sequenza più ampia e coerente. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva operato una parcellizzazione dei singoli episodi dell'unitario contegno omissivo addebitato alla struttura, concentrandosi soltanto sull'ultimo episodio ed ignorando del tutto i due precedenti nonché le risultanze dell'elaborato peritale, predisposto in sede penale, senza valutare se, nell'insieme, tutti gli elementi unitariamente considerati fossero idonei all'accertamento del nesso causale tra l'omessa diagnosi di patologia cardiaca e l'intervenuto decesso dal paziente per attacco ischemico, secondo il principio del "più probabile che non"). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5487 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1223 condotta omissiva della struttura sanitaria...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Termine - prescrizione ordinaria decennale - Obbligazione della p.a. di comunicazione tempestiva al coltivatore di tabacco della quota di produzione ammessa al premio comunitario –
    Prescrizione civile - termine - prescrizione ordinaria decennale - Obbligazione della p.a. di comunicazione tempestiva al coltivatore di tabacco della quota di produzione ammessa al premio comunitario – Inadempimento – Prescrizione decennale del credito risarcitorio del tabacchicoltore – Fondamento – Fattispecie. In tema di contributi comunitari per la produzione di tabacco, il diritto del coltivatore al risarcimento del danno conseguente all'inadempimento, da parte dell'AIMA, dell'obbligo, di cui all'art. 3 del Regolamento CE n. 3477 del 1992, di comunicare tempestivamente la quota di produzione ammessa al contributo è soggetto a prescrizione decennale, atteso che detto obbligo è accessorio e strumentale all'adempimento di un'obbligazione, quale è quella di pagamento del premio comunitario in base all'attestato di quota rilasciato al coltivatore, avente fonte legale. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto che la comunicazione, da parte dell'AIMA, dell'attestato di quota con oltre tre mesi di ritardo rispetto al termine prescritto integrasse illecito extracontrattuale e che, di conseguenza, il credito risarcitorio azionato dal coltivatore per non aver ricevuto alcun premio per il tabacco prodotto in misura eccedente la quota assentita fosse soggetto alla prescrizione quinquennale). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4153 del 13/02/2019 Cod_Civ_art_1173, Cod_Civ_art_1218...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilita' professionale - Acquisto di quota di un bene oggetto di comunione ereditaria – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2525 del 30/01/2019
    Notariato - responsabilita' professionale - Acquisto di quota di un bene oggetto di comunione ereditaria – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2525 del 30/01/2019 Mancato rilievo, da parte del notaio rogante, dell'esistenza di trascrizione di domanda di divisione - Responsabilità professionale - Sussistenza - Fondamento. Il notaio che, incaricato della stipulazione di un contratto di compravendita di una quota ideale di bene in comunione ereditaria, ometta di accertarsi della sussistenza della trascrizione di una domanda di divisione, viola gli obblighi di buona fede ex art. 1175 c.c., finalizzati a garantire la più ampia tutela possibile alla libertà negoziale delle parti, incorrendo in responsabilità professionale per non aver posto l'acquirente in condizione di valutare pienamente opportunità e convenienza dell'affare all'esito della ponderazione della situazione di litigiosità della "res". Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2525 del 30/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Professionisti - attività medico-chirurgica - medico chirurgo
    Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - medico chirurgo - valutazione della diligenza - criteri - sintomi aspecifici - obbligo di segnalare alternative ipotesi diagnostiche - necessità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 30999 del 30/11/2018 In tema di responsabilità del medico chirurgo, la diligenza nell'adempimento della prestazione professionale deve essere valutata assumendo a parametro non la condotta del buon padre di famiglia, ma quella del debitore qualificato, ai sensi dell'art. 1176, comma 2 c.c., con la conseguenza che, in presenza di paziente con sintomi aspecifici, il sanitario è tenuto a prenderne in considerazione tutti i possibili significati ed a segnalare le alternative ipotesi diagnostiche. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello che aveva ritenuto diligente la condotta dei sanitari che, in presenza di sintomi aspecifici, quali svenimento e cefalea, non univocamente riconducibili ad un aneurisma cerebrale, ma nemmeno tali da escluderlo, avevano omesso di prescrivere al paziente tempestivi approfondimenti diagnostici con particolare riguardo alla TAC cranica). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 30999 del 30/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10assicurazione sulla vita - a favore di un terzo - in genere contratto di assicurazione a favore del dipendente - mancato avviso al lavoratore di tale stipula
    assicurazione - assicurazione sulla vita - a favore di un terzo - in genere contratto di assicurazione a favore del dipendente - mancato avviso al lavoratore di tale stipula - irrilevanza - fondamento. lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29422 del 15/11/2018 Quando per norma collettiva il datore di lavoro abbia l'obbligo di stipulare un contratto di assicurazione a favore del suo dipendente, l'obbligo deve intendersi assolto con la stipulazione, senza necessità, in difetto di specifica previsione, di comunicare al dipendente l'avvenuta sottoscrizione ed il contenuto del contratto stesso (anche in ordine al termine di prescrizione dell'indennizzo), dal momento che in tal caso, a differenza di quanto avviene nell'ambito del contratto di assicurazione per conto altrui o per conto di chi spetta, l'obbligo di stipulare la polizza trova la propria fonte in una previsione contrattuale collettiva, cioè in una norma conoscibile con l'impiego dell'ordinaria diligenza dal lavoratore che da essa sappia essere regolato il proprio rapporto. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 29422 del 15/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prestazione del servizio di negoziazione titoli - obblighi di informazione - inadempimento
    Contratti di borsa - in genere - prestazione del servizio di negoziazione titoli - obblighi di informazione - inadempimento - acquisto di titoli ad alto rischio - risarcimento del danno - individuazione - assunzione incolpevole di un rischio - sussistenza - quantificazione del danno – criteri - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29353 del 14/11/2018 Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, l'attività dell'intermediario che proceda all'acquisto di titoli ad alto rischio senza previamente adempiere ai propri obblighi informativi nei confronti del cliente è suscettibile di cagionare un danno risarcibile, consistente nell'aver posto a carico dell'investitore un rischio, che egli, presumibilmente, non si sarebbe assunto, da liquidarsi in misura pari alla differenza tra il valore dei titoli al momento del relativo acquisto e quello degli stessi al momento della domanda risarcitoria. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29353 del 14/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Credito di avvocato
    Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - imputazione - in genere - credito di avvocato - eccezione del cliente di avere corrisposto una somma maggiore per l'insieme delle prestazioni svolte dal legale nel suo interesse - onere della prova dell'estinzione del debito - modalità - conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28779 del 09/11/2018 >>> Qualora un avvocato agisca per il soddisfacimento di un determinato credito riferito a specifiche prestazioni professionali ed il cliente eccepisca di avere corrisposto nel tempo una somma maggiore rispetto a quella richiesta, riferendola indistintamente a tutte le pratiche curate dal legale nel suo interesse, l'onere del debitore di dimostrare l'efficacia estintiva del versamento non può ritenersi assolto in base al rilievo che il difensore non abbia contestato la ricezione di tale somma, deducendo semplicemente l'incongruenza fra l'ammontare indicato nella domanda e quello oggetto dell'eccezione. Infatti, ove la relazione fra la pretesa e l'adempimento non emerga "ex se" dalla corrispondenza degli importi o da altre circostanze idonee, anche sul piano presuntivo, a circoscrivere l'efficacia estintiva del pagamento, il debitore non può limitarsi a sostenere genericamente la natura omnicomprensiva del pagamento stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 28779 del 09/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cessazione di un contratto di co.co.co.
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - in genere - cessazione di un contratto di co.co.co. ex art. 86 del d.lgs. n. 276 del 2003 - illegittimità costituzionale sopravvenuta successiva alla scadenza naturale - risarcimento del danno - dalla messa in mora - fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27659 del 30/10/2018 >>> In tema di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per effetto della sentenza della n. 399 del 5.12.2008 - che ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 86, comma 1, del d.lgs. n. 276 del 2003, nella parte in cui stabiliva la cessazione dei contratti privi di progetto stipulati prima della sua entrata in vigore - il collaboratore ha diritto al risarcimento del danno derivato dalla mancata percezione dei compensi mensili maturati sino alla scadenza naturale del rapporto, se anteriore alla richiamata pronuncia demolitiva; tale diritto decorre, tuttavia, dall'atto di messa in mora, perché, se è vero che la declaratoria di illegittimità ha effetti retroattivi, è dalla offerta della prestazione da parte del collaboratore che si realizza un inadempimento imputabile a colpa del committente, colpa che non è ipotizzabile con riguardo ad un recesso intimato in conformità a norme all'epoca non ancora espunte dall'ordinamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27659 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Omessa acquisizione del consenso informato
    Responsabilità civile - professionisti - attività medico - chirurgica - aiuto chirurgo componente dell'equipe medica - responsabilità per omessa acquisizione del consenso informato - sussistenza- condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26728 del 23/10/2018 >>> In tema di omessa acquisizione del consenso medico informato, la responsabilità grava non solo sul capo equipe esecutore dell'operazione ma anche sull'aiuto chirurgo, partecipante ad essa, che abbia in precedenza consigliato al paziente l'esecuzione dell'intervento,in quanto responsabile di non aver assicurato l'informazione dovuta nell'eseguire la propria prestazione consistente nel consigliare l'intervento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26728 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Omessa informazione e consenso - autodeterminazione del paziente
    Responsabilità civile - professionisti - attività medico - chirurgica - intervento chirurgico - conseguenze - peggioramento della salute incidente sulla sfera sessuale - omessa informazione e consenso - lesione del diritto all'autodeterminazione del paziente - danno immediato e riflesso sul coniuge del paziente – lesione della sfera sessuale e della relazione della vita di coppia - risarcibilità in via autonoma - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26728 del 23/10/2018 >>> In tema di omessa acquisizione del consenso medico informato, qualora risulti accertato, con riferimento alla sottoposizione di uno tra due coniugi ad intervento chirurgico, un peggioramento della salute inerente la sfera sessuale, rientrante nel rischio dell'intervento, sebbene non imputabile a cattiva esecuzione dello stesso, l'altro coniuge che risenta in via immediata o riflessa del danno, in quanto incidente sulla sfera relazionale e sulla vita di coppia, ha diritto al risarcimento del danno che sia conseguenza della condotta di violazione della regola del consenso informato in danno del paziente. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26728 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria
    Responsabilità civile - professionisti - attività medico - chirurgica - responsabilità contrattuale della struttura sanitaria - inesatto adempimento della prestazione - azione di risarcimento del danno - prova del nesso causale tra aggravamento o insorgenza della malattia e condotta dei sanitari e prova dell'impossibilità della prestazione - ripartizione del relativo onere tra paziente e struttura - criteri – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26700 del 23/10/2018 >>> In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra l'aggravamento della patologia (o l'insorgenza di una nuova malattia) e l'azione o l'omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l'impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l'ordinaria diligenza. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dalla paziente e dai suoi stretti congiunti, in relazione a un ictus cerebrale che aveva colpito la prima a seguito di un esame angiografico, sul rilievo che era mancata la prova, da parte degli attori, della riconducibilità eziologica della patologia insorta alla condotta dei sanitari,ed anzi la CTU espletata aveva evidenziato l'esistenza di diversi fattori, indipendenti dalla suddetta condotta, che avevano verosimilmente favorito l'evento lesivo). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 26700 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Equivalenza tra nuove e vecchie mansioni
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione - "ius variandi" - condizioni - inesatto adempimento - allegazione - equivalenza tra nuove e vecchie mansioni – inesistenza di altro posto equiparabile - prova - a carico del datore di lavoro - necessità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26477 del 19/10/2018 >>> In tema di esercizio dello "ius variandi" nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato, qualora il lavoratore alleghi un demansionamento professionale riconducibile a un inesatto adempimento dell'obbligo posto dall'art. 2103 c.c. a carico del datore di lavoro, è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimento, dimostrando l'inesistenza, all'interno del compendio aziendale, di altro posto di lavoro disponibile, equiparabile al grado di professionalità in precedenza raggiunto dal lavoratore. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26477 del 19/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danni derivanti da demansionamento e dequalificazione
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione - danni derivanti da demansionamento e dequalificazione del lavoratore dipendente - prova - onere del lavoratore - presunzioni- ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25743 del 15/10/2018 >>> Il danno derivante da demansionamento e dequalificazione professionale non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale, ma può essere provato dal lavoratore anche ai sensi dell'art. 2729 c.c., attraverso l'allegazione di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, potendo a tal fine essere valutati la qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la durata del demansionamento, la diversa e nuova collocazione lavorativa assunta dopo la prospettata dequalificazione. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25743 del 15/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Inadempimento da parte del creditore - onere della prova
    Obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità - del debitore - onere della prova - ripartizione tra il soggetto attivo e il soggetto passivo del rapporto obbligatorio - criteri - mera allegazione della circostanza dell'inadempimento da parte del creditore che agisce per l'adempimento, la risoluzione, il risarcimento - sufficienza - applicabilità del principio anche all'ipotesi di eccezione d'inadempimento e di inesatto adempimento - sussistenza- fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25584 del 12/10/2018 >>> In tema di prova dell'inadempimento di un'obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento, deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell'inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell'onere della dimostrazione del fatto estintivo dell'altrui pretesa, costituito dall'avvenuto adempimento,o dall'eccezione d'inadempimento del creditore ex art. 1460 c.c. (Fattispecie in tema di opposizione allo stato passivo, in cui la S.C. ha rigettato il ricorso contro l'esclusione di un credito, relativo a compensi derivanti dalla carica di componente del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della società fallita, in virtù della prova fornita in relazione all'eccezione di inadempimento, spiegata dal fallimento, dei doveri inerenti alla carica.) Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25584 del 12/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danno biologico trasmissibile "iure successionis"
    Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - danno biologico trasmissibile "iure successionis" - liquidazione - criteri - riferimento alla durata probabile della vita- esclusione - riferimento alla durata effettiva della vita – inapplicabilità del criterio - fattispecie relativa ad un danneggiato ultranovantenne. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25157 del 11/10/2018 >>> In ipotesi di morte del danneggiato per cause indipendenti dal fatto illecito subito, il principio secondo il quale il danno non patrimoniale trasmissibile "iure successionis" va parametrato alla durata effettiva della vita del danneggiato, e nona quella probabile, assume rilievo solo nel caso in cui il decesso sia avvenuto in età precoce rispetto all'ordinaria aspettativa di vita, atteso che, nel caso opposto, il punto-base di riferimento per la liquidazione del danno tiene già conto delle ridottissime aspettative di vita del danneggiato, sicché nessuna ulteriore riduzione deve essere applicata in considerazione dell'intervenuto decesso (nella specie sopraggiunto in corso di causa, all'età di 96 anni). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 25157 del 11/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10responsabilità civile - errori ed omissioni - responsabilità dell’avvocato per omessa conversione di un sequestro
    Avvocato - responsabilità civile - errori ed omissioni - responsabilità dell’avvocato per omessa conversione di un sequestro conservativo in pignoramento – alienazione a terzi del bene sequestrato trascritta dopo la trascrizione del sequestro - perdita di efficacia del sequestro – domanda risarcitoria del cliente – efficienza causale dell’inadempimento del legale rispetto al danno lamentato – sussistenza – fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24519 del 05/10/2018 >>> In tema di responsabilità professionale dell'avvocato, viene meno ai propri obblighi di diligenza il legale che, dopo aver trascritto, in favore del cliente, un sequestro conservativo su un immobile, successivamente alienato dal debitore, non provveda agli adempimenti necessari per la conversione del sequestro in pignoramento, al fine di rendere inopponibile al creditore la suddetta alienazione, ai sensi dell'art. 2906, comma 1, c.c. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24519 del 05/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Perdita e deterioramento della cosa locata
    Locazione - obbligazioni del conduttore - perdita e deterioramento della cosa locata - in genere responsabilità del conduttore - presunzione di colpa - prova liberatoria - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 22823 del 26/09/2018 >>> L'art. 1588 c.c., in base al quale il conduttore risponde della perdita e del deterioramento della cosa locata anche se derivante da incendio, qualora non provi che il fatto si sia verificato per causa a lui non imputabile, pone una presunzione di colpa a carico del conduttore, superabile soltanto con la dimostrazione che la causa dell'evento, identificata in modo positivo e concreto, non sia a lui imputabile, onde, in difetto di tale prova, la causa sconosciuta o anche dubbia della perdita o del deterioramento della cosa locata rimane a suo carico. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in un caso di allagamento di un immobile, aveva ritenuto integrata la prova liberatoria da parte del conduttore, a fronte della mera allegazione della verosimile rottura di un flessibile di un sanitario del bagno, la quale era però rimasta indimostrata all'esito della disposta consulenza tecnica d'ufficio). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 22823 del 26/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova dell’esistenza del credito e della scadenza
    Obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità - del debitore - onere della prova - ripartizione - prova dell’esistenza del credito e della scadenza - compete al creditore - mera allegazione dell'inadempimento del creditore - sufficienza - estinzione dell’obbligazione a seguito di compensazione - invocata dal debitore - onere della piena prova del controcredito - sussiste - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22777 del 25/09/2018 >>> Il creditore che agisce per la risoluzione contrattuale deve provare la fonte del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, e può limitarsi alla mera allegazione dell'inadempimento della controparte che, qualora eccepisca l'estinzione dell'obbligazione in modo diverso dall'adempimento, nella specie a seguito di compensazione, è gravata della piena prova dell'esistenza del controcredito. (Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la sentenza della corte d'appello che aveva accolto l'azione di risoluzione per inadempimento di un contratto di cessione di partecipazione a s.r.l., promossa dalla società cedente, alla quale il debitore cessionario aveva resistito eccependo l'esistenza, nei confronti dell'attrice, di un credito del quale non aveva però fornito la prova). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22777 del 25/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21008 del 23/08/2018
    Responsabilità del sanitario per la morte del paziente – Sufficienza della prova dell’inadempimento – Esclusione – prova del nesso di causalità tra inadempimento ed evento dannoso – Necessità – Criterio probabilistico – Fattispecie. La prova dell'inadempimento del medico non è sufficiente ad affermarne la responsabilità per la morte del paziente, occorrendo altresì il raggiungimento della prova del nesso causale tra l'evento e la condotta inadempiente, secondo la regola della riferibilità causale dell'evento stesso all'ipotetico responsabile, la quale presuppone una valutazione nei termini del c.d. "più probabile che non". (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva escluso la responsabilità del medico per la morte di un paziente causata da un aneurisma, pur in presenza del comportamento inadempiente del sanitario consistito nell'omesso espletamento di visita domiciliare, in quanto non era possibile affermare che, in caso di visita tempestiva, il paziente avrebbe avuto ragionevoli probabilità di guarigione, tenuto conto della difficoltà di identificare l'aneurisma e di intervenire sul medesimo chirurgicamente, e, dunque, dell'assenza di fattori che probabilisticamente riconducessero alla detta omissione l'evento morte, il quale, statisticamente, si sarebbe comunque verificato nel 58% dei casi). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21008 del 23/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impiego pubblico - impiegati dello stato - disciplina - sanzioni disciplinari - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20708 del 10/08/2018
    Sospensione cautelare facoltativa - "Restitutio in integrum" - Presupposti - Dimissioni del dipendente - Irrilevanza - Ragioni. In tema di pubblico impiego privatizzato, la sospensione facoltativa del dipendente sottoposto a procedimento penale, in quanto misura cautelare e interinale, è correlata alla definizione del procedimento disciplinare e diviene priva di titolo, con conseguente diritto alla "restitutio in integrum", qualora all'esito del procedimento penale, anche se conclusosi con la condanna dell'imputato, il procedimento disciplinare non venga attivato, restando irrilevanti le dimissioni del dipendente nel frattempo eventualmente rassegnate. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20708 del 10/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - trasferimento d'azienda - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 16694 del 25/06/2018
    Nullità di cessione di ramo d'azienda - Diritto dei lavoratori, trasferiti e regolarmente retribuiti, al risarcimento dei danni ex art. 1218 cod. civ. - Retribuzione corrisposta dal cessionario al lavoratore - Detraibilità. In caso di dichiarazione di nullità della cessione di ramo di azienda, il cedente, che non provveda al ripristino del rapporto di lavoro, è tenuto a risarcire il danno secondo le ordinarie regole civilistiche, sicché la retribuzione, corrisposta dal cessionario al lavoratore, deve essere detratta dall'ammontare del risarcimento. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 16694 del 25/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Opere pubbliche (appalto di) - esecuzione del contratto - termini di esecuzione - di ultimazione - sospensione dei lavori - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15700 del 14/06/2018
    Sospensione dei lavori ex art. 30, d.P.R. n. 1063 del 1962 - Fondamento – Opzione concessa all'appaltatore – Rimedi civilistici - Condizioni. In tema di appalto di opere pubbliche, la sospensione dei lavori disposta dall'Amministrazione giustifica l'applicazione delle norme sull'inadempimento delle obbligazioni e sulla risoluzione del contratto quando dipenda da fatto imputabile alla stazione appaltante; nell'ipotesi in cui invece la sospensione sia "ab initio" legittima e si sia protratta altrettanto legittimamente, perché dipendente da ragioni oggettive, si applica la disciplina dell'art. 30, comma 2, d.P.R. n. 1063 del 1962, in base alla quale l'appaltatore, trascorso il periodo massimo di sospensione, variabile in proporzione alla durata complessiva dei lavori, ha solo la facoltà di chiedere lo scioglimento del contratto e, nel caso in cui l'Amministrazione si sia opposta, ha diritto alla rifusione dei maggiori oneri. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15700 del 14/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Titoli di credito - assegno bancario - non trasferibile – Corte di Cassazione, Sez. U -, Sentenza n. 12477 del 21/05/2018
    Responsabilità della banca - Pagamento di assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore - Prova della non imputabilità dell’inadempimento - Ammissibilità. Ai sensi dell'art. 43, comma 2, del r.d. n. 1736 del 1933 (c.d. legge assegni), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato – per errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo – dal pagamento dell'assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola non trasferibilità a persona diversa dall'effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall'art. 1176, comma 2, c.c. Corte di Cassazione, Sez. U -, Sentenza n. 12477 del 21/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro – Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 9901 del 20/04/2018
    tutela delle condizioni di lavoro Demansionamento - Danno non patrimoniale - Risarcimento - Condizioni - Fattispecie. Nell'ipotesi di demansionamento, il danno non patrimoniale è risarcibile ogni qual volta la condotta illecita del datore di lavoro abbia violato, in modo grave, i diritti del lavoratore che siano oggetto di tutela costituzionale, in rapporto alla persistenza del comportamento lesivo, alla durata e reiterazione delle situazioni di disagio professionale e personale, nonché all'inerzia del datore di lavoro rispetto alle istanze del lavoratore, anche a prescindere da uno specifico intento di declassarlo o svilirne i compiti. (Nella specie, la S.C. ha ravvisato una violazione dell'art. 2087 c.c., con conseguente obbligo di risarcimento del danno biologico, nella condotta tenuta dal datore di lavoro nei confronti di una lavoratrice alla quale, dopo il rientro dalla cassa integrazione, non erano stati assegnati compiti da svolgere, era stato disattivato il telefono e non era stato consentito di sostituire personale assente per maternità, nonostante le reiterate richieste). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 9901 del 20/04/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - impiego pubblico - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 27197 del 16/11/2017
    Impiego pubblico contrattualizzato - Procedure concorsuali – Approvazione della graduatoria – Successivo annullamento in via di autotutela - Controversia - Devoluzione alla giurisdizione del giudice ordinario – Fondamento - Fattispecie. In tema di pubblico impiego privatizzato, con l'approvazione della graduatoria nelle procedure concorsuali si esaurisce l'ambito riservato al procedimento amministrativo ed all'attività autoritativa della P.A. e subentra una fase in cui i comportamenti dell'amministrazione vanno ricondotti all'ambito privatistico, espressione del potere negoziale della P.A. nella veste di datrice di lavoro, da valutarsi alla stregua dei principi civilistici sull'inadempimento delle obbligazioni (art. 1218 c.c.), inclusi i parametri della correttezza e della buona fede, sicché la controversia rimane devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi dell'art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001, anche nell'ipotesi in cui la graduatoria del concorso sia stata annullata in via di autotutela dopo l'instaurazione del rapporto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che, riformando quella di primo grado, aveva ritenuto la giurisdizione del giudice ordinario nel giudizio promosso dal vincitore del concorso pubblico per la copertura di un posto di dirigente della polizia municipale, successivamente dichiarato decaduto dalla nomina per mancata produzione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti prescritti dal bando). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 27197 del 16/11/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - forma - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22297 del 25/09/2017
    Orale - Regime giuridico applicabile - Individuazione - Conseguenze - Condanna al pagamento di somme superiori a quelle richieste - Vizio di ultrapetizione - Esclusione - Fattispecie. Il licenziamento orale in regime di tutela obbligatoria è inidoneo ad incidere sulla continuità del rapporto e comporta il diritto del lavoratore al risarcimento del danno secondo le regole in materia di inadempimento, sicché non sussiste vizio di ultrapetizione in caso di liquidazione di somme superiori a quelle richieste in misura forfettaria. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato il datore di lavoro al pagamento delle retribuzioni maturate dalla messa in mora sino all’emanazione della sentenza, a fronte di una domanda del lavoratore contenuta tra le 2,5 e le 6 mensilità). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22297 del 25/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta (nozione, distinzioni) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 21927 del 21/09/2017
    Inesatto adempimento del contratto di compravendita - Conformità della cosa venduta - Oneri di allegazione e prova spettanti al compratore ed al venditore. In tema di inadempimento del contratto di compravendita, è sufficiente che il compratore alleghi l'inesatto adempimento, ovvero denunci la presenza di vizi che rendano la cosa inidonea all'uso al quale è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore, mentre è a carico del venditore, quale debitore di un'obbligazione di risultato ed in forza del principio della riferibilità o vicinanza della prova, l'onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni, di aver consegnato una cosa conforme alle caratteristiche del tipo ordinariamente prodotto, ovvero la regolarità del processo di fabbricazione o di realizzazione del bene; ne consegue che, solo ove detta prova sia stata fornita, spetta al compratore di dimostrare l'esistenza di un vizio o di un difetto intrinseco della cosa ascrivibile al venditore. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 21927 del 21/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti bancari - servizio bancario delle cassette di sicurezza (nozioni, caratteri, distinzioni) - obblighi e responsabilità della banca - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18637 del 27/07/2017
    Contratto di deposito beni in cassette di sicurezza - Furto - Responsabilità della banca - Onere della prova del danno subito - Presunzioni semplici e prove testimoniali - Ammissibilità. In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nell'ipotesi di sottrazione dei beni custoditi a seguito di furto, ricorrendo la responsabilità della banca, l’onere della prova del danno subito grava sull’utente, sebbene sia all’uopo ammissibile il ricorso a presunzioni semplici ed a prove testimoniali, risultando anzi esso doveroso, tanto da giustificare, in caso di omissione non adeguatamente motivata, la cassazione della relativa decisione, trattandosi di danni dei quali è estremamente difficile, se non impossibile, fornire la prova storica. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18637 del 27/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18392 del 26/07/2017
    Responsabilità contrattuale della struttura sanitaria - Inesatto adempimento della prestazione - Azione di risarcimento del danno - Prova del nesso causale tra aggravamento o insorgenza della malattia e condotta dei sanitari e prova dell'impossibilità della prestazione - Ripartizione del relativo onere tra paziente e struttura - Criteri - Fattispecie. In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l'onere di provare il nesso di causalità tra l'aggravamento della patologia (o l'insorgenza di una nuova malattia) e l'azione o l'omissione dei sanitari, mentre, ove il danneggiato abbia assolto a tale onere, spetta alla struttura dimostrare l'impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile, provando che l'inesatto adempimento è stato determinato da un impedimento imprevedibile ed inevitabile con l'ordinaria diligenza. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva rigettato la domanda di risarcimento del danno proposta dalla vedova di un paziente deceduto, per arresto cardiaco, in seguito ad un intervento chirurgico di asportazione della prostata cui era seguita un'emorragia, sul rilievo che la mancata dimostrazione, da parte dell'attrice, della riconducibilità eziologica dell'arresto cardiaco all'intervento chirurgico e all'emorragia insorta, escludeva in radice la configurabilità di un onere probatorio in capo alla struttura). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18392 del 26/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta (nozione, distinzioni) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16654 del 06/07/2017
    Effetti della garanzia - risarcimento del danno Danno contrattuale ed extracontrattuale - Concorso - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie. In materia di compravendita, in caso di inadempimento o inesatto adempimento del venditore, oltre alla corrispondente responsabilità contrattuale, è configurabile anche la responsabilità extracontrattuale del venditore stesso, ma solo quando il pregiudizio arrecato al compratore abbia leso interessi di quest’ultimo che siano sorti al di fuori del contratto ed abbiano la consistenza di diritti assoluti. (In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha ritenuto inipotizzabile, a carico del venditore, il doppio titolo di responsabilità, ove il compratore lamenti il danno derivante dal fatto che un fondo compravenduto sia risultato inquinato ed abbia avuto bisogno di opere di bonifica, atteso che tale danno è conseguenza diretta del minor valore della cosa venduta o della sua distruzione o di un suo intrinseco difetto di qualità, che resta nell’ambito della responsabilità contrattuale, con azione soggetta a prescrizione annuale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16654 del 06/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilita' civile - professionisti - attivita' medico-chirurgica - procedimento civile - domanda giudiziale - modificazioni - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16504 del 05/07/2017
    Domanda risarcitoria per responsabilità sanitaria di dipendenti ASL - Successiva deduzione di differenti condotte ascritte a diversi dipendenti o strutture sanitarie facenti capo alla stessa ASL - Domanda nuova - Configurabilità. In un giudizio di responsabilità per attività sanitaria, integra "mutatio libelli", non consentita con la memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c., la deduzione - in una domanda risarcitoria fondata sulla responsabilità di dipendenti di aziende sanitarie pubbliche ed ascritta a specifiche e ben determinate condotte - di un diverso titolo di responsabilità per differenti condotte, addebitate ad altri dipendenti o strutture sanitarie, benché facenti capo alla stessa azienda, nonché realizzate nell’ambito delle cure somministrate in occasione della medesima infermità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16504 del 05/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impiego pubblico - accesso ai pubblici impieghi in genere - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 14772 del 14/06/2017
    Costituzione di rapporto a tempo indeterminato nel settore scolastico intervenuta tardivamente - Retrodatazione giuridica dell’assunzione - Configurabilità - Retrodatazione economica - Esclusione - Fondamento - Risarcimento del danno - Condizioni. In materia di pubblico impiego contrattualizzato, nel settore della scuola, la costituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato intervenuta tardivamente, a seguito dell'accertamento giudiziale dell'illegittimo operato della P.A., può essere disposta dal giudice con retrodatazione giuridica dell'assunzione, ma non con retrodatazione economica, in quanto non si determina un diritto alle retribuzioni per il periodo antecedente all'assunzione in cui la prestazione lavorativa non è stata svolta, ma un diritto al risarcimento del danno; quest’ultimo non si identifica, infatti, nella mancata erogazione della retribuzione, essendo necessaria l’allegazione e la prova dell’entità dei pregiudizi di tipo patrimoniale e non che trovino causa nella condotta del datore di lavoro, qualificata come illecita. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 14772 del 14/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14468
    Responsabilità ex art. 2087 c.c. - Prova liberatoria a carico del datore di lavoro - Vizio strutturale di un macchinario - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie. In tema di responsabilità del datore di lavoro ex art. 2087 c.c., posto che, ai fini del superamento della presunzione di cui all’art. 1218 c.c., grava sul datore di lavoro l’onere di dimostrare di aver rispettato le norme specificamente stabilite in relazione all’attività svolta, e di aver adottato tutte le misure che, in considerazione della peculiarità dell’attività e tenuto conto dello stato della tecnica, siano necessarie per tutelare l’integrità del lavoratore, vigilando altresì sulla loro osservanza, il vizio strutturale del macchinario, quale fatto liberatorio, non può prescindere dalla prova circostanziata, da parte del datore di lavoro, dell’assolvimento dei suddetti obblighi di protezione specifici. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto imprevedibile l’infortunio del lavoratore, operaio esperto, in ragione del recente intervento di manutenzione del macchinario - trapano a colonna - e della presenza sullo stesso della marchiatura di conformità CE, circostanze rilevate dagli ispettori della Asl). Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14468 del 09/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - "factum principis" - onere della prova - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13142 del 25/05/2017
    Inadempimento - Esonero del debitore da responsabilità - Condizioni - Prova della non imputabilità - Necessità - Configurabilità di un "factum principis" - Rilevanza - Limiti - Fattispecie. In materia di responsabilità contrattuale, perché l'impossibilità della prestazione (nella specie conseguente al sequestro penale dell’impianto di depurazione del ristorante oggetto del contratto di locazione) costituisca causa di esonero del debitore da responsabilità, deve essere offerta la prova della non imputabilità, anche remota, di tale evento impeditivo, non essendo rilevante, in mancanza, la configurabilità o meno del "factum principis". Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13142 del 25/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Notariato - responsabilita' professionale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12482 del 18/05/2017
    Stipulazione di preliminare di compravendita immobiliare - Obblighi del notaio – Contenuto – Fattispecie. Il notaio incaricato della redazione ed autenticazione di un contratto preliminare per la compravendita di un immobile, non può limitarsi a procedere al mero accertamento della volontà delle parti ed a sovraintendere alla compilazione dell’atto, occorrendo anche che egli si interessi delle attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto medesimo e del risultato pratico perseguito ed esplicitato dalle parti stesse. (Nella specie, in cui le parti avevano pattuito un termine di nove anni per la stipula del definitivo, la S.C. ha ritenuto che rientrava nel cd. “dovere di consiglio”, gravante sul notaio ex art. 42, comma 1, lett. a), del codice di deontologia notarile, avvertire le parti della durata triennale degli effetti della trascrizione del preliminare, ai sensi dell’art. 2645-bis, comma 3, c.c., e, conseguentemente, degli ulteriori adempimenti necessari a garantire la sicurezza dell’operazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12482 del 18/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - reintegrazione nel posto di lavoro (tutela reale) - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza
    Requisito dimensionale - Riparto degli oneri probatori - Criteri - Onere a carico del datore di lavoro - Sussistenza - Fondamento. In tema di riparto dell'onere probatorio, ai fini dell'applicazione della tutela reale o obbligatoria al licenziamento di cui sia accertata l'invalidità, sono fatti costitutivi del diritto soggettivo del lavoratore a riprendere l'attività e, sul piano processuale, dell'azione di impugnazione del licenziamento, esclusivamente l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato e l'illegittimità dell'atto espulsivo, mentre le dimensioni dell'impresa, inferiori ai limiti stabiliti dall'art. 18 st.lav., costituiscono, insieme al giustificato motivo del licenziamento, fatti impeditivi che devono, perciò, essere provati dal datore di lavoro. L'assolvimento di un siffatto onere probatorio consente a quest'ultimo di dimostrare, ex art. 1218 c.c., che l'inadempimento degli obblighi derivatigli dal contratto non è a lui imputabile e che, comunque, il diritto del lavoratore a riprendere il suo posto non sussiste, con conseguente necessità di ridurre il rimedio da lui esercitato al risarcimento pecuniario, perseguendo, inoltre, la finalità di non rendere troppo difficile l'esercizio del diritto del lavoratore, il quale, a differenza del datore di lavoro, è privo della "disponibilità" dei fatti idonei a provare il numero dei lavoratori occupati nell'impresa. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9867 del 19/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti di borsa - Strumenti finanziari - Obblighi informativi dell’intermediario finanziario – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8619 del 03/04/2017
    Contenuto - Adeguata conoscenza preventiva del prodotto finanziario - Acquisizione dei dati rilevanti - Informazioni al cliente. In materia di intermediazione finanziaria, l'assolvimento degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza nella negoziazione di titoli (nella specie obbligazioni “Cirio”), ex art. 21, comma l, lett. a) e b), del d.lgs. n. 58 del 1998, così come puntualizzati negli artt. 26 e 28 (come integrati dall'allegato 3) del Regolamento Consob n. 11522 del 1998, impone all’intermediario sia di attivarsi per ottenere una conoscenza preventiva adeguata del prodotto finanziario alla luce di tutti i dati disponibili che ne possano influenzare la valutazione effettiva della rischiosità (quali la solvibilità dell’emittente, il contenuto del prospetto informativo specifico destinato agli investitori istituzionali, le caratteristiche del mercato ove il prodotto è collocato), senza che si possa giustificare il deficit delle informazioni da lui assunte sulla base della dimensione locale di esso e della non partecipazione diretta alla vendita dei titoli, sia di fornire un'informazione sulle caratteristiche del prodotto concreta e specifica. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8619 del 03/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilita' civile - professionisti - attivita' medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5004 del 28/02/2017
    Alterazione cromosomica riscontrata nel feto – Obblighi di informazione sui rischi conseguenti alla prosecuzione della gravidanza – Contenuto – Per il ginecologo della gestante – Per il laboratorio di analisi e per il genetista ai quali il primo abbia indirizzato la propria paziente. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, il ginecologo di fiducia della gestante che riscontri, tramite esame specialistico, un'alterazione cromosomica o altre anomalie del feto, non può limitarsi a comunicare tale dato alla propria paziente, indirizzandola al laboratorio di analisi per ulteriori approfondimenti, atteso che gli obblighi di informazione a suo carico devono estendersi a tutti gli elementi idonei a consentire a quest'ultima una scelta informata e consapevole, sia nel senso della interruzione della gravidanza, che della sua prosecuzione, non sottacendo, in tal caso, l’illustrazione delle problematicità da affrontare; a propria volta, il laboratorio di analisi ed il genetista non possono limitarsi alla verifica della esistenza della anomalia, reindirizzando la paziente al ginecologo di fiducia ma, a specifica richiesta della gestante, devono soddisfare le sue richieste di informazione anche in relazione alle più probabili conseguenze delle anomalie riscontrate. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5004 del 28/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Avvocato e procuratore - responsabilita' civile - errori ed omissioni - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3765 del 14/02/2017
    Incertezza giurisprudenziale in ordine al termine prescrizionale del diritto al risarcimento del danno – Mancato compimento di atti interruttivi con riferimento al termine più breve (ancorché, in concreto, non operante) – Violazione dell’obbligo di diligenza – Sussistenza – Fattispecie. In materia di responsabilità professionale dell’avvocato, in caso di incertezza giurisprudenziale in ordine al computo del termine di prescrizione del diritto del cliente al risarcimento del danno, il mancato compimento di atti interruttivi, da parte del legale, con riferimento al termine prescrizionale più breve (ancorché in concreto non operante, in forza di un successivo intervento chiarificatore delle Sezioni Unite della Corte regolatrice), implica violazione dell’obbligo di diligenza richiesto dall’art. 1176, comma 2, c.c. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza impugnata che aveva ravvisato negligenza dell’avvocato nel non aver compiuto atti interruttivi, con scansione temporale infrabiennale, del diritto al risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli, ancorché integrante illecito penale ma con relativo giudizio non promosso per difetto di querela, in quanto, al tempo di espletamento del mandato, la questione di interpretazione dell’art. 2947 c.c. era ancora assai controversa, essendosi poi susseguite ben tre pronunce delle Sezioni Unite). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3765 del 14/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - sentenze - di condanna generica - Condanna generica al risarcimento del danno - Giudicato esterno - Portata – Limiti - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 20444 del 11/10/2016
    Risarcimento del danno - condanna generica - in genere. La sentenza di condanna generica postula, quale presupposto necessario e sufficiente a legittimarne l'adozione, solo l'accertamento di un fatto ritenuto, alla stregua di un giudizio di probabilità, potenzialmente produttivo di danni, mentre il riscontro dell'esistenza, in concreto, di questi ultimi, benché già ivi possibile, può anche essere differito alla fase della loro effettiva liquidazione, ed in tal caso, se una siffatta pronuncia non sia stata impugnata, il giudicato formatosi non investe la sussistenza dei danni stessi e del loro rapporto di causalità con il fatto illecito, né preclude la successiva dichiarazione di infondatezza della pretesa risarcitoria, ove si verifichi che i pregiudizi lamentati non si siano prodotti o non siano riconducibili al comportamento del responsabile. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 20444 del 11/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo - importanza dell'inadempimento - Corte di Cas
    Contratti con prestazioni corrispettive - Giudicato sulla risoluzione contrattuale per inadempienze reciproche di pari gravità - Diritto delle parti al risarcimento dei danni - Esclusione - Fondamento. Nei contratti con prestazioni corrispettive, il giudicato formatosi sulla risoluzione del contratto per inadempienze reciproche di pari gravità non consente l'attribuzione di un inadempimento colpevole, che costituisce l'elemento fondante del giudizio di responsabilità, ed impedisce, quindi, l'accoglimento della domanda di risarcimento dei danni che ciascuna delle parti abbia proposto nei confronti dell'altra. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 18932 del 27/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità - risarcimento del danno – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18832 del 26/09/2016
    Responsabilità contrattuale - Danno risarcibile - Quantificazione - Comportamento del contraente adempiente successivamente all'altrui inadempimento - Rilevanza. In tema di risarcimento del danno da responsabilità contrattuale, il danno risarcibile coincide con la perdita o il mancato guadagno conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento, la cui delimitazione è determinata in base al giudizio ipotetico sulla differenza tra la situazione dannosa e quella che sarebbe stata se il fatto dannoso non si fosse verificato, sicché, ai fini dell'accertamento dell'estensione della responsabilità, acquisisce rilievo, quale eventuale fattore sopravvenuto, anche il successivo comportamento del contraente adempiente. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18832 del 26/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - esercizio dell'assicurazione - tariffe e condizioni generali di polizza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18603 del 22/09/2016
    Assicurazione "RCA" - Clausola "bonus-malus" Responsabilità dell'assicurato per un danno risarcibile a terzi - Contestazione della stessa da parte dell'assicurato - Transazione stipulata dall'impresa assicuratrice con il terzo danneggiato - Doglianza da parte dell'assicurato circa un inesatto adempimento del contratto di assicurazione - Ripartizione degli oneri probatori. Le clausole dei contratti di assicurazione della responsabilità civile per la circolazione di veicoli (o natanti) a motore che prevedano aggiornamenti del premio inizialmente pattuito in relazione al verificarsi, o meno, di sinistri in dato periodo di tempo (cosiddette clausole "bonus-malus") operano con variazione "in pejus" soltanto in caso di provata responsabilità dell'assicurato per un danno risarcibile a terzi, sicché, intervenuta una transazione tra la compagnia assicuratrice ed il terzo asseritamente danneggiato dall'assicurato, allorché quest'ultimo abbia contestato tempestivamente la pretesa risarcitoria, grava sull'impresa assicuratrice, che ignori o consideri infondata quell'opposizione, fornire la dimostrazione della esistenza delle condizioni per la variazione in aumento del premio, in applicazione della clausola anzidetta, e cioè di aver agito con la diligenza del buon padre di famiglia nell'accertamento del danno e nella tutela degli interessi dell'assicurato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18603 del 22/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18299 del 19/09/2016
    Originaria domanda di risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale - Proposizione in appello di domanda di risarcimento danni per responsabilità contrattuale - Domanda nuova non proponibile. Costituisce domanda nuova, non proponibile per la prima volta in appello ai sensi dell'art. 345 c.c., quella che alteri anche uno soltanto dei presupposti della domanda iniziale, introducendo un "petitum" diverso e più ampio, oppure una diversa "causa petendi", fondata su situazioni giuridiche non prospettate in primo grado ed in particolare su un fatto giuridico costitutivo del diritto originariamente vantato, radicalmente diverso, sicché risulti inserito nel processo un nuovo tema d'indagine; ne consegue che la domanda di risarcimento di danni per responsabilità contrattuale non può essere proposta per la prima volta nel giudizio di appello per ampliare l'originaria domanda di risarcimento di danni per responsabilità extracontrattuale, dipendendo da elementi di fatto diversi da quest'ultima circa l'accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18299 del 19/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - mansioni - diverse da quelle dell'assunzione - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17163 del 18/08/2016
    Danno da dequalificazione professionale - Prova presuntiva - Valutazione - Criteri - Richiamo a categorie generali - Insufficienza - Precisa individuazione dei fatti - Necessità. In tema di prova del danno da dequalificazione professionale ex art. 2729 c.c., non è sufficiente a fondare una corretta inferenza presuntiva il semplice richiamo di categorie generali, come la qualità e quantità dell'attività lavorativa svolta, il tipo e la natura della professionalità coinvolta, la gravità del demansionamento, la sua durata e altri simili indici, dovendo procedere il giudice di merito, pur nell'ambito di tali categorie, ad una precisa individuazione dei fatti che assume idonei e rilevanti ai fini della dimostrazione del fatto ignoto, alla stregua di canoni di probabilità e regole di comune esperienza. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17163 del 18/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - contratti di borsa inadempimento - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16616 del 08/08/2016
    Intermediario finanziario - Onere della prova ex art. 23 del d.lgs. n. 58 del 1998 - Ambito di applicazione - Giudizio di risarcimento del danno extracontrattuale per fatto altrui - Applicabilità - Esclusione. La previsione di cui all'art. 23, comma 6, del d.lgs. n. 58 del 1998, che pone a carico del soggetto abilitato all'esercizio dell'attività di intermediazione mobiliare «l'onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta», riguarda esclusivamente il giudizio di risarcimento del danno che il cliente abbia promosso a titolo di responsabilità contrattuale, sicché non si applica nel giudizio con il quale il danneggiato intende far valere la responsabilità extracontrattuale dell'intermediario per fatto altrui. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16616 del 08/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Professionisti - geometra – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16596 del 05/08/2016
    Contratto d'opera professionale - Recesso del committente - Azione risarcitoria nei confronti di quest'ultimo - Richiesta in appello dell'indennità ex art. 10 della l. n. 143 del 1949 - Inammissibilità - Ragioni. In tema di contratto d'opera professionale, ove il committente abbia receduto "ad nutum" ex art. 2237 c.c., il professionista (nella specie, un geometra) che abbia agito nei suoi confronti in via risarcitoria, chiedendone la condanna a titolo di responsabilità contrattuale, non può successivamente, in tale giudizio, invocare l'applicazione delle clausole contrattuali che fissano il compenso per il caso di recesso del committente ovvero dell'indennità di cui all'art. 10, comma 1, della l. n. 143 del 1949, trattandosi di domanda nuova, di natura indennitaria, che si fonda sull'esercizio di una facoltà spettante "ex lege" al committente e non già su di un suo atto illegittimo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16596 del 05/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - inadempimento - responsabilità - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14634 del 18/07/2016
    Dirigente pubblico - Liquidazione dell'indennità risarcitoria da licenziamento illegittimo - Complessità del dato normativo - Irrilevanza - Esclusione - Fondamento. La complessità del quadro normativo e giurisprudenziale, in relazione alle modalità di esercizio del potere di recesso del datore di lavoro pubblico dal rapporto di lavoro dirigenziale, non rileva ai fini di escludere o limitare la liquidazione dell'indennità risarcitoria da licenziamento illegittimo ex art. 18 della l. n. 300 del 1970, in quanto i doveri di informazione, conoscenza e comprensione del significato della legge costituiscono diretta esplicazione del dovere costituzionale di solidarietà sociale, che deve informare, in particolar modo, la condotta delle P.A., indipendentemente dagli orientamenti interpretativi giurisprudenziali, i cui mutamenti possono assumere rilievo solo ove riguardino una norma processuale e comportino, in danno della parte, una decadenza o una preclusione prima escluse. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14634 del 18/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - amministrazione pubblica - contratti della p.a. - responsabilità precontrattuale - In genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14188 del 12/07/2016
    In tema di contratti conclusi con la P.A., l'eventuale responsabilità di quest'ultima, in pendenza dell'approvazione ministeriale, deve qualificarsi come precontrattuale, ai sensi degli artt. 1337 e 1338 c.c., ed è inquadrabile nella responsabilità di tipo contrattuale da "contatto sociale qualificato", inteso come fatto idoneo a produrre obbligazioni, ex art. 1173 c.c., e dal quale derivano, a carico delle parti, non obblighi di prestazione ai sensi dell'art. 1174 c.c., bensì reciproci obblighi di buona fede, di protezione e di informazione, giusta gli artt. 1175 e 1375 c.c., con conseguente applicabilità del termine decennale di prescrizione sancito dall'art. 2946 c.c. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14188 del 12/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13876 del 07/07/2016
    Domanda risarcitoria - Determinazione del "quantum" - Condanna ad una somma maggiore - Vizio di ultrapetizione - Configurabilità - Fattispecie in materia di licenziamento. Quando l'attore abbia quantificato la pretesa risarcitoria in un importo determinato, così limitando l'ammontare del "quantum" richiesto, il giudice che condanni il convenuto al pagamento di una somma maggiore di quella risultante dalla quantificazione operata dall'istante incorre in ultrapetizione. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C., con riguardo ad una vicenda di licenziamento dichiarato inefficace per vizio di forma, in impresa non assistita dal regime di stabilità reale, ha cassato la decisione impugnata che, a fronte della richiesta di risarcimento espressamente contenuta in una misura compresa tra le 2,5 e le 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale, aveva invece condannato l'azienda al pagamento di tutte le retribuzioni non versate dal recesso sino al ripristino del rapporto). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13876 del 07/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Sez. 3, Sentenza n. 13919 del 07/07/2016
    Intervento chirurgico d'urgenza - Stato di necessità - Operatività - Esclusione - Fattispecie in tema di danni da trasfusione di sangue infetto. In tema di responsabilità medica, la struttura ospedaliera che esegua un intervento chirurgico d'urgenza non può invocare lo stato di necessità di cui all'art. 2045 c.c., il quale implica l'elemento dell'imprevedibilità della situazione d'emergenza, la cui programmazione rientra nei compiti di ogni struttura sanitaria e, con riguardo alle risorse ematiche, deve tradursi in un approvvigionamento preventivo o nella predeterminazione delle modalità per un rifornimento aggiuntivo straordinario, sicché grava sulla struttura la prova di aver eseguito, sul sangue pur somministrato in via d'urgenza, tutti i controlli previsti all'epoca dei fatti. (Nella specie, il paziente aveva contratto epatite post-trasfusionale in conseguenza di emotrasfusioni alle quali era stato sottoposto con particolare urgenza, essendo giunto in ospedale con una ferita da arma da fuoco e con una grave emorragia in corso). Sez. 3, Sentenza n. 13919 del 07/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13669 del 05/07/2016
    Licenziamento ex art. 2 della l. n. 604 del 1966 - Conseguenze - Diritto al risarcimento del danno - Commisurazione alle retribuzioni perdute - Configurabilità - Condizioni - Offerta della prestazione lavorativa - Necessità. Il licenziamento affetto da uno dei vizi formali di cui all'art. 2 della l. n. 604 del 1966 e succ. mod. è inefficace e non produce effetti sulla continuità del rapporto, sicché, per i rapporti non rientranti nell'area della tutela reale, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno, determinabile anche facendo eventualmente riferimento alle retribuzioni perdute ma, data la natura sinallagmatica del rapporto, è necessaria la previa offerta della prestazione lavorativa. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13669 del 05/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - estinzione dell'obbligazione - compensazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10750 del 25/05/2016
    Crediti derivanti dal medesimo rapporto - Diversa natura, contrattuale ed extracontrattuale, degli stessi - Compensazione - Applicabilità. La disciplina della compensazione ex art. 1241 c.c. è applicabile nelle ipotesi in cui le reciproche ragioni di credito, pur avendo il loro comune presupposto nel medesimo rapporto, siano fondate su titoli aventi diversa natura, l'una contrattuale e l'altra extracontrattuale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10750 del 25/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - estinzione dell'obbligazione - compensazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10750 del 25/05/2016
    Crediti derivanti dal medesimo rapporto - Diversa natura, contrattuale ed extracontrattuale, degli stessi - Compensazione - Applicabilità. La disciplina della compensazione ex art. 1241 c.c. è applicabile nelle ipotesi in cui le reciproche ragioni di credito, pur avendo il loro comune presupposto nel medesimo rapporto, siano fondate su titoli aventi diversa natura, l'una contrattuale e l'altra extracontrattuale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10750 del 25/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - estinzione dell'obbligazione - compensazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10750 del 25/05/2016
    Crediti derivanti dal medesimo rapporto - Diversa natura, contrattuale ed extracontrattuale, degli stessi - Compensazione - Applicabilità. La disciplina della compensazione ex art. 1241 c.c. è applicabile nelle ipotesi in cui le reciproche ragioni di credito, pur avendo il loro comune presupposto nel medesimo rapporto, siano fondate su titoli aventi diversa natura, l'una contrattuale e l'altra extracontrattuale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10750 del 25/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - carriera - concorsi interni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14820 del 27/06/2007
    Procedura di selezione dei dipendenti per l'accesso alla qualifica superiore - Illegittima esclusione - Danno da perdita di chance - Sussistenza - Onere della prova a carico del creditore - Contenuto - Valutazione equitativa - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14820 del 27/06/2007 Nell'ambito di una procedura finalizzata all'acquisizione, da parte del lavoratore, della superiore qualifica professionale, la "chance" consiste nella mera possibilità di conseguire la promozione a seguito della positiva partecipazione al concorso e va considerata come un'entità patrimoniale a sé stante, suscettibile di autonoma valutazione giuridica ed economica, sicché è onere del preteso creditore dimostrare, pur se solo in modo presuntivo, il danno conseguente alla lesione di tale "chance", tramite il ricorso ad un calcolo delle probabilità che evidenzi i margini di possibile raggiungimento del risultato sperato, mentre è legittima, da parte del giudice di merito, una valutazione equitativa di tale danno, commisurata al grado di probabilità del risultato favorevole. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 14820 del 27/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9468 del 10/05/2016
    Art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 - Lavoro nautico - Applicabilità - Fondamento. L'art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 trova applicazione anche al lavoro nautico attesa la formulazione letterale della norma che fa riferimento a tutti i casi di conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato, senza alcuna distinzione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9468 del 10/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Credito - credito fondiario – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9389 del 10/05/2016
    Mutuo fondiario ex art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976 - Distribuzione dell'onere della prova tra creditore e debitore sulla erogazione del mutuo e sulla restituzione delle somme. In caso di stipulazione del contratto di mutuo fondiario ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976, l'onere della prova dell'erogazione della somma data a mutuo è assolto dall'istituto di credito mutuante mediante la produzione in giudizio dell'atto pubblico notarile di erogazione e quietanza, spettando, in tal caso, al debitore che si opponga all'azione esecutiva del creditore dare la prova della restituzione della somma mutuata e degli accessori ovvero di altre cause estintive dell'obbligazione restitutoria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9389 del 10/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9468 del 10/05/2016
    Art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 - Lavoro nautico - Applicabilità - Fondamento. L'art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 trova applicazione anche al lavoro nautico attesa la formulazione letterale della norma che fa riferimento a tutti i casi di conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato, senza alcuna distinzione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9468 del 10/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Credito - credito fondiario – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9389 del 10/05/2016
    Mutuo fondiario ex art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976 - Distribuzione dell'onere della prova tra creditore e debitore sulla erogazione del mutuo e sulla restituzione delle somme. In caso di stipulazione del contratto di mutuo fondiario ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 7 del 1976, l'onere della prova dell'erogazione della somma data a mutuo è assolto dall'istituto di credito mutuante mediante la produzione in giudizio dell'atto pubblico notarile di erogazione e quietanza, spettando, in tal caso, al debitore che si opponga all'azione esecutiva del creditore dare la prova della restituzione della somma mutuata e degli accessori ovvero di altre cause estintive dell'obbligazione restitutoria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9389 del 10/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9468 del 10/05/2016
    Art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 - Lavoro nautico - Applicabilità - Fondamento. L'art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 trova applicazione anche al lavoro nautico attesa la formulazione letterale della norma che fa riferimento a tutti i casi di conversione del rapporto in contratto a tempo indeterminato, senza alcuna distinzione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9468 del 10/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per impossibilità sopravvenuta - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006
    Impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore - Presupposti - Fattispecie in tema di locazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006 L'impossibilità sopravvenuta della prestazione presuppone l'addebitabilità a fatto imputabile all'altro contraente o a ragioni obiettive. ( Sulla base di tale principio la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza di un'impossibilità sopravvenuta della prestazione nel caso in cui la inutilizzabilità di un bene locato era eziologicamente ricollegabile al protratto inadempimento dell'obbligo assunto dal conduttore di apportare all'immobile le modifiche necessarie per il cambiamento della destinazione d'uso, in quanto il conduttore aveva detenuto l'immobile per oltre tre anni prima della chiusura disposta dall'autorità amministrativa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3440 del 16/02/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - concorsi - bandi di concorso – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9049 del 19/04/2006
    Offerta al pubblico - Configurabilità - Effetti - Mancata assunzione dei vincitori od omessa ottemperanza ai risultati emergenti dalla graduatoria approvata - Conseguenze - Responsabilità contrattuale e obbligo risarcitorio del datore di lavoro proponente - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9049 del 19/04/2006 Il bando di concorso indetto, nell'ambito dei rapporti di lavoro regolati dal diritto privato, per l'assunzione, la promozione o il riconoscimento di determinati trattamenti o benefici a favore del personale all'esito di determinate procedure selettive, costituisce un'offerta contrattuale al pubblico (ovvero ad una determinata cerchia di destinatari potenzialmente interessati), caratterizzata dal fatto che l'individuazione del soggetto o dei soggetti, tra quelli che con l'iscrizione al concorso hanno manifestato la loro adesione e che devono ritenersi concretamente destinatari e beneficiari della proposta, avverrà per mezzo della stessa procedura concorsuale e secondo le regole per la medesima stabilite. Pertanto, il datore di lavoro è tenuto a comportarsi con correttezza e secondo buona fede, nell'attuazione del concorso, così come nell'adempimento di ogni obbligazione contrattuale, con individuazione della portata dei relativi obblighi correlata, in via principale, alle norme di legge sui contratti e sulle inerenti obbligazioni contrattuali e agli impegni assunti con l'indizione del concorso, con la conseguenza che, in caso di loro violazione, incorre in responsabilità contrattuale per inadempimento esponendosi al relativo risarcimento del danno in favore del lavoratore che abbia subito la lesione del suo diritto conseguente all'espletamento della procedura concorsuale. (Nella specie, la S.C., enunciando il riportato principio, ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza che aveva accolto il ricorso proposto da una dipendente della s.p.a. Poste Italiane che, malgrado fosse risultata vincitrice ed utilmente collocata nella graduatoria per avere diritto alla mobilità volontaria, non si era vista riconoscere il suo diritto dalla datrice di lavoro, che, se non era obbligata a trasferirla immediatamente, nel caso di impossibilità di sguarnire la sede di provenienza, aveva tuttavia l'obbligo di effettuare il suo trasferimento appena possibile, rispetto alle esigenze di copertura dell'organico della sede di destinazione, considerandosi, in ogni caso, la prevalenza della mobilità a domanda rispetto a quella per esigenze organizzative dell'azienda). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9049 del 19/04/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti di borsa - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8394 del 27/04/2016
    Contratti di intermediazione finanziaria - Responsabilità dell'intermediario - Violazione degli obblighi informativi nei confronti di investitore non qualificato o professionale - Concorso di colpa di quest'ultimo per omessa raccolta "aliunde" di informazioni sulla rischiosità dell'investimento - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, qualora l'intermediario abbia dato corso all'acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi, ed il cliente non rientri in alcuna delle categorie di investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile alcun concorso di colpa di quest'ultimo, nella produzione del danno, per non essersi informato "aliunde" della rischiosità dell'acquisto, atteso che lo speciale rapporto di intermediazione implica necessariamente un grado di affidamento nella professionalità dell'intermediario e, dunque, nell'adeguatezza delle informazioni da lui fornite che sarebbe contraddittorio bilanciare con l'onere dello stesso cliente di assumere direttamente informazioni da altra fonte. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8394 del 27/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti di borsa - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8394 del 27/04/2016
    Contratti di intermediazione finanziaria - Responsabilità dell'intermediario - Violazione degli obblighi informativi nei confronti di investitore non qualificato o professionale - Concorso di colpa di quest'ultimo per omessa raccolta "aliunde" di informazioni sulla rischiosità dell'investimento - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, qualora l'intermediario abbia dato corso all'acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi, ed il cliente non rientri in alcuna delle categorie di investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile alcun concorso di colpa di quest'ultimo, nella produzione del danno, per non essersi informato "aliunde" della rischiosità dell'acquisto, atteso che lo speciale rapporto di intermediazione implica necessariamente un grado di affidamento nella professionalità dell'intermediario e, dunque, nell'adeguatezza delle informazioni da lui fornite che sarebbe contraddittorio bilanciare con l'onere dello stesso cliente di assumere direttamente informazioni da altra fonte. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8394 del 27/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti di borsa - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8394 del 27/04/2016
    Contratti di intermediazione finanziaria - Responsabilità dell'intermediario - Violazione degli obblighi informativi nei confronti di investitore non qualificato o professionale - Concorso di colpa di quest'ultimo per omessa raccolta "aliunde" di informazioni sulla rischiosità dell'investimento - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, qualora l'intermediario abbia dato corso all'acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi, ed il cliente non rientri in alcuna delle categorie di investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile alcun concorso di colpa di quest'ultimo, nella produzione del danno, per non essersi informato "aliunde" della rischiosità dell'acquisto, atteso che lo speciale rapporto di intermediazione implica necessariamente un grado di affidamento nella professionalità dell'intermediario e, dunque, nell'adeguatezza delle informazioni da lui fornite che sarebbe contraddittorio bilanciare con l'onere dello stesso cliente di assumere direttamente informazioni da altra fonte. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8394 del 27/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - azione civile - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016
    Assoluzione dell'imputato con la formula "il fatto non sussiste" - Diversa valutazione dei fatti accertati in sede penale - Ammissibilità - Ragioni - Fattispecie in tema di responsabilità per attività medico-chirurgica. In materia di rapporti tra giudizio penale e civile, l'assoluzione dell'imputato secondo la formula "perché il fatto non sussiste" non preclude la possibilità di pervenire, nel giudizio di risarcimento dei danni intentato a carico dello stesso, all'affermazione della sua responsabilità civile, considerato il diverso atteggiarsi, in tale ambito, sia dell'elemento della colpa che delle modalità di accertamento del nesso di causalità di materiale. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione con cui il giudice di merito, sul presupposto dell'intervenuta assoluzione, in via definitiva, di due medici dal delitto di lesioni personali, ne aveva per ciò solo escluso - ai sensi dell'art. 652 c.p.p. - la responsabilità civile, omettendo di valutare l'incidenza del loro contegno rispetto sia alla lamentata lesione dell'autonomo dritto del paziente ad esprimere un consenso informato in ordine al trattamento terapeutico praticatogli, sia all'accertata mancata disinfezione della camera operatoria, all'origine della contaminazione ambientale individuata come causa del danno alla salute dal medesimo subito). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – In genere. - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016
    Assoluzione dell'imputato con la formula "il fatto non sussiste" - Diversa valutazione dei fatti accertati in sede penale - Ammissibilità - Ragioni - Fattispecie in tema di responsabilità per attività medico-chirurgica.  In materia di rapporti tra giudizio penale e civile, l'assoluzione dell'imputato secondo la formula "perché il fatto non sussiste" non preclude la possibilità di pervenire, nel giudizio di risarcimento dei danni intentato a carico dello stesso, all'affermazione della sua responsabilità civile, considerato il diverso atteggiarsi, in tale ambito, sia dell'elemento della colpa che delle modalità di accertamento del nesso di causalità di materiale. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione con cui il giudice di merito, sul presupposto dell'intervenuta assoluzione, in via definitiva, di due medici dal delitto di lesioni personali, ne aveva per ciò solo escluso - ai sensi dell'art. 652 c.p.p. - la responsabilità civile, omettendo di valutare l'incidenza del loro contegno rispetto sia alla lamentata lesione dell'autonomo dritto del paziente ad esprimere un consenso informato in ordine al trattamento terapeutico praticatogli, sia all'accertata mancata disinfezione della camera operatoria, all'origine della contaminazione ambientale individuata come causa del danno alla salute dal medesimo subito). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - azione civile - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016
    Assoluzione dell'imputato con la formula "il fatto non sussiste" - Diversa valutazione dei fatti accertati in sede penale - Ammissibilità - Ragioni - Fattispecie in tema di responsabilità per attività medico-chirurgica. In materia di rapporti tra giudizio penale e civile, l'assoluzione dell'imputato secondo la formula "perché il fatto non sussiste" non preclude la possibilità di pervenire, nel giudizio di risarcimento dei danni intentato a carico dello stesso, all'affermazione della sua responsabilità civile, considerato il diverso atteggiarsi, in tale ambito, sia dell'elemento della colpa che delle modalità di accertamento del nesso di causalità di materiale. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione con cui il giudice di merito, sul presupposto dell'intervenuta assoluzione, in via definitiva, di due medici dal delitto di lesioni personali, ne aveva per ciò solo escluso - ai sensi dell'art. 652 c.p.p. - la responsabilità civile, omettendo di valutare l'incidenza del loro contegno rispetto sia alla lamentata lesione dell'autonomo dritto del paziente ad esprimere un consenso informato in ordine al trattamento terapeutico praticatogli, sia all'accertata mancata disinfezione della camera operatoria, all'origine della contaminazione ambientale individuata come causa del danno alla salute dal medesimo subito). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - azione civile - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016
    Assoluzione dell'imputato con la formula "il fatto non sussiste" - Diversa valutazione dei fatti accertati in sede penale - Ammissibilità - Ragioni - Fattispecie in tema di responsabilità per attività medico-chirurgica. Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – In genere. In materia di rapporti tra giudizio penale e civile, l'assoluzione dell'imputato secondo la formula "perché il fatto non sussiste" non preclude la possibilità di pervenire, nel giudizio di risarcimento dei danni intentato a carico dello stesso, all'affermazione della sua responsabilità civile, considerato il diverso atteggiarsi, in tale ambito, sia dell'elemento della colpa che delle modalità di accertamento del nesso di causalità di materiale. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione con cui il giudice di merito, sul presupposto dell'intervenuta assoluzione, in via definitiva, di due medici dal delitto di lesioni personali, ne aveva per ciò solo escluso - ai sensi dell'art. 652 c.p.p. - la responsabilità civile, omettendo di valutare l'incidenza del loro contegno rispetto sia alla lamentata lesione dell'autonomo dritto del paziente ad esprimere un consenso informato in ordine al trattamento terapeutico praticatogli, sia all'accertata mancata disinfezione della camera operatoria, all'origine della contaminazione ambientale individuata come causa del danno alla salute dal medesimo subito). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8035 del 21/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016
    Danni ai pazienti - Responsabilità della struttura presso la quale operi il sanitario - Rapporto di lavoro alle dipendenze della prima - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, anche la struttura presso la quale il paziente risulti ricoverato risponde della condotta colposa dei sanitari, a prescindere dall'esistenza di un rapporto di lavoro alle dipendenze della stessa, atteso che la diretta gestione della struttura sanitaria identifica il soggetto titolare del rapporto con il paziente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, in relazione alla condotta di due medici, pur dipendenti di un'azienda sanitaria locale, aveva ravvisato la responsabilità del nosocomio privato presso i cui locali risultava ospitato il "presidio di aiuto materno" ove i sanitari avevano operato, e ciò sul presupposto che detta struttura - per il semplice fatto del ricovero di una gestante - era tenuta a garantire alla medesima la migliore e corretta assistenza, non solo sotto forma di prestazioni di natura alberghiera, bensì di messa a disposizione del proprio apparato organizzativo e strumentale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016
    Danni ai pazienti - Responsabilità della struttura presso la quale operi il sanitario - Rapporto di lavoro alle dipendenze della prima - Necessità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. In materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, anche la struttura presso la quale il paziente risulti ricoverato risponde della condotta colposa dei sanitari, a prescindere dall'esistenza di un rapporto di lavoro alle dipendenze della stessa, atteso che la diretta gestione della struttura sanitaria identifica il soggetto titolare del rapporto con il paziente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, in relazione alla condotta di due medici, pur dipendenti di un'azienda sanitaria locale, aveva ravvisato la responsabilità del nosocomio privato presso i cui locali risultava ospitato il "presidio di aiuto materno" ove i sanitari avevano operato, e ciò sul presupposto che detta struttura - per il semplice fatto del ricovero di una gestante - era tenuta a garantire alla medesima la migliore e corretta assistenza, non solo sotto forma di prestazioni di natura alberghiera, bensì di messa a disposizione del proprio apparato organizzativo e strumentale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7768 del 20/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - in genere (nozione, caratteri, distinzione) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7545 del 15/04/2016
    Mancata stipulazione del contratto definitivo - Responsabilità contrattuale da inadempimento - Sussistenza - Cumulabilità con la responsabilità precontrattuale - Esclusione - Fondamento. Ove alla stipulazione del contratto preliminare non segua la conclusione del definitivo, la parte non inadempiente (nella specie, il promittente alienante) può agire nei confronti di quella inadempiente (nella specie, il promissario acquirente) facendone valere esclusivamente la responsabilità contrattuale da inadempimento di un'obbligazione specifica sorta nella fase precontrattuale e non anche, in via alternativa, la responsabilità precontrattuale da supposta malafede durante le trattative, giacché queste ultime, cristallizzate con la stipula del preliminare, perdono ogni autonoma rilevanza, convergendo nella nuova struttura contrattuale che rappresenta la sola fonte di responsabilità risarcitoria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7545 del 15/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6708 del 06/04/2016
    Conversione in contratto a tempo indeterminato per nullità del termine - Risarcimento del danno - Omessa ricerca di altra occupazione - Concorso colposo del creditore - Esclusione - Fondamento. In tema di risarcimento del danno nei casi di conversione del contratto di lavoro a tempo determinato, l'omessa ricerca di un'altra occupazione non può incidere sull'entità risarcitoria, quale concorso colposo del creditore ai sensi dell'art. 1227 c.c., in quanto all'illegittimità del termine consegue l'invalidità parziale della clausola e la permanenza dell'interesse del lavoratore alla prosecuzione del rapporto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6708 del 06/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6708 del 06/04/2016
    Conversione in contratto a tempo indeterminato per nullità del termine - Risarcimento del danno - Omessa ricerca di altra occupazione - Concorso colposo del creditore - Esclusione - Fondamento. In tema di risarcimento del danno nei casi di conversione del contratto di lavoro a tempo determinato, l'omessa ricerca di un'altra occupazione non può incidere sull'entità risarcitoria, quale concorso colposo del creditore ai sensi dell'art. 1227 c.c., in quanto all'illegittimità del termine consegue l'invalidità parziale della clausola e la permanenza dell'interesse del lavoratore alla prosecuzione del rapporto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6708 del 06/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - interessi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6545 del 05/04/2016
    Decorrenza degli interessi - Differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Il principio secondo cui gli interessi sulle somme di denaro, liquidate a titolo risarcitorio, decorrono dalla data in cui il danno si è verificato, è applicabile solo in tema di responsabilità extracontrattuale da fatto illecito, in quanto, ai sensi dell'art. 1219, comma 2, c.c., il debitore del risarcimento del danno è in mora ("mora ex re") dal giorno della consumazione dell'illecito, mentre, se l'obbligazione risarcitoria derivi da inadempimento contrattuale, gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale, che è l'atto idoneo a porre in mora il debitore, siccome la sentenza costitutiva, che pronuncia la risoluzione, produce i suoi effetti retroattivamente dal momento della proposizione della detta domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6545 del 05/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Titoli di credito - assegno circolare – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6560 del 05/04/2016
    Pagamento a soggetto non legittimato - Responsabilità speciale della banca che lo ha eseguito - Ambito applicativo - Delimitazione - Estensione anche all'ipotesi di azione proposta dalla banca emittente verso quella girataria per l'incasso - Esclusione - Fondamento. La speciale responsabilità, estesa anche alla condotta incolpevole, incombente sulla banca negoziatrice che abbia erroneamente consentito la riscossione, pur senza colpa, dell'importo di un assegno circolare da parte di chi non ne era titolare, trova applicazione esclusivamente nel rapporto tra la prima e l'intestatario effettivo del titolo, e non anche quando, come nella specie, la banca trattaria abbia agito nei confronti della negoziatrice girataria per l'incasso, dovendosi, invece, in tale ipotesi, accertare l'eventuale condotta colpevole di quest'ultimo soggetto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6560 del 05/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - interessi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6545 del 05/04/2016
    Decorrenza degli interessi - Differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Il principio secondo cui gli interessi sulle somme di denaro, liquidate a titolo risarcitorio, decorrono dalla data in cui il danno si è verificato, è applicabile solo in tema di responsabilità extracontrattuale da fatto illecito, in quanto, ai sensi dell'art. 1219, comma 2, c.c., il debitore del risarcimento del danno è in mora ("mora ex re") dal giorno della consumazione dell'illecito, mentre, se l'obbligazione risarcitoria derivi da inadempimento contrattuale, gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale, che è l'atto idoneo a porre in mora il debitore, siccome la sentenza costitutiva, che pronuncia la risoluzione, produce i suoi effetti retroattivamente dal momento della proposizione della detta domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6545 del 05/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Titoli di credito - assegno - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6560 del 05/04/2016
    Pagamento a soggetto non legittimato - Responsabilità speciale della banca che lo ha eseguito - Ambito applicativo - Delimitazione - Estensione anche all'ipotesi di azione proposta dalla banca emittente verso quella girataria per l'incasso - Esclusione - Fondamento. La speciale responsabilità, estesa anche alla condotta incolpevole, incombente sulla banca negoziatrice che abbia erroneamente consentito la riscossione, pur senza colpa, dell'importo di un assegno circolare da parte di chi non ne era titolare, trova applicazione esclusivamente nel rapporto tra la prima e l'intestatario effettivo del titolo, e non anche quando, come nella specie, la banca trattaria abbia agito nei confronti della negoziatrice girataria per l'incasso, dovendosi, invece, in tale ipotesi, accertare l'eventuale condotta colpevole di quest'ultimo soggetto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6560 del 05/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10risarcimento del danno - condanna generica - condizioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016
    iniziale richiesta di condanna generica - Consenso espresso o tacito del convenuto - Necessità - Esclusione - Ragioni. Con riguardo alle azioni di risarcimento del danno (sia in materia contrattuale che extracontrattuale), è ammissibile la domanda dell'attore originariamente rivolta unicamente ad una condanna generica, senza che sia necessario il consenso - espresso o tacito - del convenuto, costituendo essa espressione del principio di autonoma disponibilità delle forme di tutela offerte dall'ordinamento ed essendo configurabile un interesse giuridicamente rilevante dell'attore. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro autonomo - contratto d'opera - professioni intellettuali - responsabilità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16275 del 31/07/2015
    Prestazione d'opera intellettuale - Responsabilità per colpa grave - Condizioni - Fattispecie in tema di prestazioni rese da un ingegnere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16275 del 31/07/2015 La responsabilità del professionista è limitata alle sole ipotesi di dolo o colpa grave qualora l'esecuzione della prestazione d'opera implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, nozione che ricomprende non solo la necessità di risolvere problemi insolubili o assolutamente aleatori, ma anche l'esigenza di affrontare problemi tecnici nuovi, di speciale complessità, che richiedano un impegno intellettuale superiore alla media, o che non siano ancora adeguatamente studiati dalla scienza. (Nell'affermare tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto la responsabilità di un ingegnere, che aveva redatto un progetto di sopraelevazione di un fabbricato, di cui aveva garantito la fattibilità, senza avere acquisito una completa conoscenza delle strutture di fondazione, né dell'originario progetto dell'edificio, ravvisando in tale contegno gli estremi della colpa grave). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16275 del 31/07/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - domanda - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16214 del 31/07/2015
    Credito derivante da contatto di mutuo - Onere della prova - Ripartizione - Criteri - Accertamento del capitale residuo - Prova della risoluzione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16214 del 31/07/2015 Il creditore che agisce in sede di verifica del passivo fallimentare in base ad un contratto di mutuo è tenuto a fornire la prova dell'esistenza del titolo, della sua anteriorità al fallimento e della disciplina dell'ammortamento, con le scadenze temporali e con il tasso di interesse convenuti, mentre il debitore mutuatario (e, per esso, il curatore) ha l'onere di provare il pagamento delle rate di mutuo scadute prima della dichiarazione di fallimento, atteso che le rate successive, agli effetti del concorso, si considerano scadute alla data della sentenza dichiarativa, a norma dell'art. 55, comma 2, l.fall., e non è, dunque, necessario, per l'accertamento del capitale residuo, provare la risoluzione del contratto, che rileva solo ai fini degli interessi di mora.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - autonomia contrattuale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015
    Leasing finanziario - Collegamento negoziale con il contratto di fornitura della cosa - Conseguenze - Azioni dell'utilizzatore nei confronti del fornitore - Azioni di adempimento e risarcimento del danno - Configurabilità - Azione di risoluzione - Condizioni - Sussistenza di specifica previsione contrattuale - Necessità - Accertamento spettante al giudice di merito. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015 L'operazione di leasing finanziario si caratterizza per l'esistenza di un collegamento negoziale tra il contratto di leasing propriamente detto, concluso tra concedente ed utilizzatore, e quello di fornitura, concluso tra concedente e fornitore allo scopo (noto a quest'ultimo) di soddisfare l'interesse dell'utilizzatore ad acquisire la disponibilità della cosa, in forza del quale, ferma restando l'individualità propria di ciascun tipo negoziale, l'utilizzatore è legittimato a far valere la pretesa all'adempimento del contratto di fornitura, oltre che al risarcimento del danno conseguentemente sofferto. In mancanza di un'espressa previsione normativa al riguardo, l'utilizzatore non può, invece, esercitare l'azione di risoluzione (o di riduzione del prezzo) del contratto di vendita tra il fornitore ed il concedente (cui esso è estraneo) se non in presenza di specifica clausola contrattuale, con la quale gli venga dal concedente trasferita la propria posizione sostanziale, restando il relativo accertamento rimesso al giudice di merito poiché riguarda non la "legitimatio ad causam" ma la titolarità attiva del rapporto. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti di borsa - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12262 del 12/06/2015
    Intermediario finanziario - Mancata informazione sulla propensione al rischio del cliente, omessa rappresentazione a quest'ultimo dei rischi dell'investimento, compimento di operazioni inadeguate - Responsabilità contrattuale - Configurabilità - Fondamento - Danno risarcibile - Quantificazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12262 del 12/06/2015 In tema di intermediazione finanziaria, la responsabilità dell'intermediario che ometta di informarsi sulla propensione al rischio del cliente o di rappresentare a quest'ultimo i rischi dell'investimento, ovvero che compia operazioni inadeguate quando dovrebbe astenersene, ha natura contrattuale, investendo il non corretto adempimento di obblighi legali facenti parte integrante del contratto-quadro intercorrente tra le parti, sicché il danno invocato dal cliente medesimo non può essere limitato al mero interesse negativo da responsabilità precontrattuale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12262 del 12/06/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12218 del 12/06/2015
    Incompletezza della cartella clinica - Rilevanza ai fini della dimostrazione del nesso causale tra condotta del medico e danno patito dal paziente - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12218 del 12/06/2015 In tema di responsabilità professionale sanitaria, l'eventuale incompletezza della cartella clinica è circostanza di fatto che il giudice può utilizzare per ritenere dimostrata l'esistenza di un valido legame causale tra l'operato del medico e il danno patito dal paziente soltanto quando proprio tale incompletezza abbia reso impossibile l'accertamento del relativo nesso eziologico e il professionista abbia comunque posto in essere una condotta astrattamente idonea a provocare la lesione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12218 del 12/06/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Titoli di credito - assegno bancario - non trasferibile – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10534 del 22/05/2015
    Assegno bancario, di traenza o circolare non trasferibile - Banca negoziatrice - Responsabilità per avere consentito l'incasso a persona diversa dal beneficiario del titolo - Natura - Contrattuale - Fondamento - Conseguenze - Prescrizione dell'azione di risarcimento - Termine decennale - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10534 del 22/05/2015 La responsabilità della banca negoziatrice per avere consentito, in violazione delle specifiche regole poste dall'art. 43 della legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), l'incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, ha - nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno - natura contrattuale, avendo la banca un obbligo professionale di protezione, preesistente, specifico e volontariamente assunto, nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, sì da assicurare che il titolo sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità alle regole che ne presidiano la circolazione e l'incasso. Ne deriva che l'azione di risarcimento proposta dal danneggiato è soggetta all'ordinario termine di prescrizione decennale, stabilito dall'art. 2946 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10534 del 22/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Notariato - responsabilità professionale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10133 del 18/05/2015
    Compravendita immobiliare - Omessa o inesatta esecuzione delle visure - Impossibilità della prestazione non imputabile al notaio - Onere e contenuto della prova - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10133 del 18/05/2015 In tema di responsabilità professionale, il notaio, che è obbligato alla verifica dell'esistenza di formalità pregiudizievoli sul bene oggetto di compravendita, ma non è tenuto ad una condotta in concreto eccessivamente onerosa, ha l'onere probatorio di delimitare l'ambito della diligenza da lui esigibile, allegando e dimostrando non solo l'estensione (quantitativa e temporale) degli accertamenti esperiti, ma anche di quelle esperibili, nonché la regolarità o meno delle registrazioni effettuate dalla conservatoria ed altresì l'idoneità della specifica irregolarità contestata a rendere infruttuose eventuali ricerche del titolo reso pubblico. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la condanna, non avendo il notaio offerto la prova né delle visure effettuate né di quelle esperibili, in ragione delle condizioni di lavoro della conservatoria nei giorni immediatamente precedenti la stipula dell'atto). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10133 del 18/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8989 del 06/05/2015
    Accertata negligenza del medico - Prova dell'imprevedibilità dell'evento lesivo - A carico del sanitario - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8989 del 06/05/2015 In materia di attività medico-chirurgica, allorché risulti accertata una condotta negligente che depone per la responsabilità del medico operante e, conseguentemente, della struttura sanitaria, spetta all'uno e all'altra, in applicazione del principio della "vicinanza della prova" (o di "riferibilità), provare che il risultato "anomalo" o "anormale", rispetto al convenuto esito dell'intervento, sia dipeso da un evento imprevedibile, non superabile con l'adeguata diligenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8989 del 06/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - tutela delle condizioni di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 34 del 05/01/2016
    Addetti all'esazione del pedaggio stradale - Obbligo di prevenzione ex art. 2087 c.c. - Oggetto - Misure di sicurezza cd. "innominate" - Prova liberatoria a carico del datore di lavoro - Contenuto. Nel caso di lavoratori addetti all'esazione del pedaggio stradale esposti al rischio di rapina, l'osservanza del generico obbligo di sicurezza di cui all'art. 2087 c.c., impone al datore di lavoro l'adozione delle correlative misure di sicurezza cd. "innominate", sicché incombe sullo stesso, ai fini della prova liberatoria correlata alla quantificazione della diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle suindicate misure, l'onere di far risultare l'adozione di comportamenti specifici che, pur non dettati dalla legge o altra fonte equiparata, siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, dagli "standards" di sicurezza normalmente osservati o trovino riferimento in altre fonti analoghe. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 34 del 05/01/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Professionisti - professioni sanitarie - medici – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19213 del 29/09/2015
    Situazione comportante, nella sua evoluzione, rischi per la salute del paziente - Obbligo per il medico di utilizzare metodi a sua disposizione atti ad evitare l'insorgenza del pericolo - Sussistenza - Scelta di un trattamento terapeutico o di un metodo di intervento rischiosi - Insorgenza del danno - Colpa - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19213 del 29/09/2015 In tema di responsabilità medica, qualora, nel corso di un trattamento terapeutico o di un intervento, emerga una situazione la cui evoluzione può comportare rischi per la salute del paziente, il medico, che abbia a disposizione metodi idonei ad evitare il verificarsi della situazione pericolosa, è tenuto ad impiegarli, essendo suo dovere professionale applicare metodi che salvaguardino la salute del paziente, preferendoli a quelli che possano anche solo esporla a rischio, sicché, ove egli privilegi il trattamento più rischioso e la situazione pericolosa si determini, non riuscendo egli a superarla senza danno, la colpa si radica già nella scelta inizialmente compiuta. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto esente da colpa un medico in relazione alla scelta compiuta di sottoporre un paziente, affetto da "paraparesi spastica", ad intervento di ernia discale per via transarticolare, in luogo del meno rischioso intervento anteriore alla colonna attraverso toracotomia destra, con determinazione della situazione pericolosa connessa al detto rischioso intervento e conseguente necessità di un secondo intervento, attraverso toracotomia, all'esito del quale era residuata una lesione dell'integrità psico-fisica stimata pari al 68 per cento) Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19213 del 29/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Notariato - responsabilità professionale – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16990 del 20/08/2015
    Attività professionale del notaio - Obblighi accessori - Visure catastali - Omissione - Conseguenze - Responsabilità - Fondamento - Fattispecie relativa ad atto di "rettificazione" di precedente compravendita. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16990 del 20/08/2015 Il notaio richiesto della redazione di un atto pubblico di trasferimento immobiliare ha l'obbligo di compiere le attività preparatorie e successive necessarie per il conseguimento del risultato voluto dalle parti e, in particolare, è tenuto ad effettuare le visure catastali e ipotecarie, la cui eventuale omissione è fonte di responsabilità per violazione non già dell'obbligo di diligenza professionale qualificata, ma della clausola generale della buona fede oggettiva o correttezza, ex art. 1175 c.c., quale criterio determinativo ed integrativo della prestazione contrattuale, che impone il compimento di quanto utile e necessario alla salvaguardia degli interessi della controparte. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva rigettato la domanda risarcitoria nei confronti del notaio, il quale aveva rettificato un atto di compravendita - da lui stesso redatto - inserendovi un appezzamento di giardino, retrostante il fabbricato compravenduto, senza effettuare le visure che avrebbero permesso di accertare la diversa titolarità del terreno). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 16990 del 20/08/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Attività medico-chirurgica - Rapporto tra casa di cura privata (o ente ospedaliero) e paziente - Natura - Contratto atipico - Configurabilità - Contenuto - Portata - Inadempimento delle obbligazioni – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18610 del 22/
    Responsabilità solidale della casa di cura (o dell'ente) con il chirurgo autore dell'intervento - Configurabilità - Natura contrattuale - Sussistenza - Condizioni - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18610 del 22/09/2015 Il rapporto che si instaura tra paziente e casa di cura (o ente ospedaliero) ha la sua fonte in un atipico contratto a prestazioni corrispettive con effetti protettivi nei confronti del terzo, da cui, a fronte dell'obbligazione al pagamento del corrispettivo (che ben può essere adempiuta dal paziente, dall'assicuratore, dal servizio sanitario nazionale o da altro ente), insorgono a carico della casa di cura (o dell'ente), accanto a quelli di tipo "latu sensu" alberghieri, obblighi di messa a disposizioni del personale medico ausiliario, del personale paramedico e dell'apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicazioni od emergenze. Ne consegue che la responsabilità della casa di cura (o dell'ente) nei confronti del paziente ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell'art. 1218 c.c., all'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario, quale suo ausiliario necessario pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato, comunque sussistendo un collegamento tra la prestazione da costui effettuata e la sua organizzazione aziendale, non rilevando in contrario al riguardo la circostanza che il sanitario risulti essere anche "di fiducia" dello stesso paziente, o comunque dal medesimo scelto. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18610 del 22/09/2015    ...

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