Proprietà - acquisto Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 22154 del 24/07/2023 (Rv. 668437 - 01)A titolo originario - accessione - esclusione - opere del terzo con materiali propri - ritenzione delle opere - possesso - effetti - diritti e obblighi del possessore - restituzione della cosa - indennita' per miglioramenti ed addizioni - Impresa assegnatala di lotti per la realizzazione di un impianto industriale - Contributi ex art. 32 della l. n. 219 del 1981 - Decadenza - Indennità ex artt. 936 e 1150 c.c. - Esclusione - Fondamento - Art. 2, comma 5, del d.l. n 398 del 1993, conv. dalla l. n. 493 del 1993 - Applicabilità - Presupposto.
Alla società fallita, dichiarata decaduta dalla concessione dei contributi previsti dall'art. 32 della l. n. 219 del 1981 (legati alla industrializzazione delle aree colpite dal sisma del 1980 e 1981 in Campania), che abbia dovuto restituire i lotti di terreno sui quali doveva realizzare un impianto industriale, non può essere riconosciuta né l'indennità prevista dall'art. 936 c.c., né quella ex art. 1150 c.c.; la prima, infatti, presuppone che l'autore delle opere sia effettivamente terzo, ossia non abbia con il proprietario del fondo alcun rapporto giuridico di natura reale o personale che lo legittimi a costruire sul fondo medesimo, mentre la seconda indennità presuppone la qualifica di possessore in capo all'avente diritto, mentre nella specie l'impresa è mero detentore qualificato. (Affermando tale principio la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva rigettato le domande di indennizzo della curatela fallimentare, rilevando che la stessa avrebbe, piuttosto, dovuto azionare il meccanismo previsto dall'art. 2, comma 5, del d.l. n 398 del 1993, conv. dalla l. n. 493 del 1993, che prevede la nomina di un perito da parte del presidente del tribunale al fine di stimare i lavori eseguiti e le spese effettivamente sostenute, così da evitare che a fronte dell'effettiva restituzione dei lotti il Ministero possa conseguire un ingiustificato arricchimento).
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 22154 del 24/07/2023 (Rv. 668437 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0936, Cod_Civ_art_1150 …...
Possesso - effetti Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15805 del 06/06/2023 (Rv. 668041 - 01)Diritti e obblighi del possessore - restituzione della cosa - indennita' per miglioramenti ed addizioni - Fondo gravato da vincolo di uso civico "in re propria" - Domanda di accertamento della natura del fondo - Opere eseguite dopo la notifica della domanda giudiziale - Indennizzo per l'incremento di valore - Esclusione - Fattispecie.
Il principio secondo il quale la domanda giudiziale fa cessare gli effetti del possesso di buona fede che non siano divenuti irrevocabili ed impedisce quelli ulteriori non attiene soltanto all'acquisto dei frutti, ma si riferisce a tutti i possibili effetti del possesso di buona fede, tra i quali è quello che attribuisce al possessore il diritto di essere indennizzato dal proprietario dell'incremento di valore arrecato alla cosa, che resta, dunque, irrilevante, ove dipenda da opere eseguite dopo la notificazione della domanda. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza che aveva escluso il diritto di conseguire l'indennità per le migliorie eseguite dal possessore di un fondo gravato da uso civico "in re propria" successivamente all'accertamento della sussistenza dell'uso civico).
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15805 del 06/06/2023 (Rv. 668041 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1150 …...
Spese sostenute per migliorie della casa coniugale – Cass. n. 4909/2023Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - in genere - Spese sostenute per migliorie della casa coniugale - Domanda di rimborso di uno dei coniugi - Azione di arricchimento senza causa - Inammissibilità - Ragioni - Decesso del coniuge arricchito - Irrilevanza.
L'azione generale di arricchimento, che presuppone la locupletazione, senza giusta causa, di un soggetto a danno di un altro, non è invocabile per ottenere il rimborso delle spese sostenute da uno dei coniugi per il miglioramento della casa coniugale, poiché sussiste la causa dello spostamento patrimoniale ed è possibile agire ai sensi degli artt. 1150 e 192 c.c., anche in caso di sopravvenuto decesso del coniuge arricchito, dovendosi in tal caso agire nei confronti degli eredi.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 4909 del 16/02/2023 (Rv. 666926 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2042, Cod_Civ_art_1150, Cod_Civ_art_192
Corte
Cassazione
4909
2023 …...
Diritto del possessore al rimborso delle spese per riparazioni straordinarie della cosa – Cass. n. 29924/2022Possesso - effetti - diritti e obblighi del possessore - restituzione della cosa - indennità per miglioramenti ed addizioni - Diritto del possessore al rimborso delle spese per riparazioni straordinarie della cosa - Applicazione analogica al detentore qualificato - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
La previsione di cui all'art. 1150 c.c. - che attribuisce al possessore, all'atto della restituzione della cosa, il diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie ed all'indennità per i miglioramenti recati alla cosa stessa - è di natura eccezionale e non può, quindi, essere applicata in via analogica al detentore qualificato od a qualsiasi diverso soggetto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che aveva rigettato la domanda di rimborso delle spese di manutenzione straordinaria relative a un immobile, detenuto dal richiedente dapprima a titolo di locazione e successivamente in virtù di un contratto preliminare di compravendita, sul presupposto che si configurasse una situazione di mera detenzione qualificata, essendo carente l’”animus possidendi").
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 29924 del 13/10/2022 (Rv. 666047 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1150, Cod_Civ_art_1151, Cod_Civ_art_1351
Corte
Cassazione
29924
2022 …...
Miglioramenti ed addizioni apportate dall'enfiteuta dopo la cessazione dell'enfiteusi – Cass. n. 12206/2022Enfiteusi - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) - estinzione - miglioramenti ed addizioni - Enfiteusi - Miglioramenti ed addizioni apportate dall'enfiteuta dopo la cessazione dell'enfiteusi - Diritto all'indennizzo a norma dell'art. 975 c. c. - Esclusione - Fondamento.
La disposizione dell'art. 975,comma 1, c.c., secondo cui l'enfiteuta, quando cessa l'enfiteusi, ha diritto al rimborso dei miglioramenti apportati, nella misura dell'aumento di valore conseguito dal fondo per effetto dei miglioramenti stessi, quali risultino accertati al momento della riconsegna, trova applicazione solo ai miglioramenti che si collocano nell'ambito del rapporto di enfiteusi e che, essendo ancora esistenti alla data della riconsegna, si traducono in un valore economico direttamente o indirettamente riconducibile alla legittima attività dell'enfiteuta (o dei suoi danti causa), e non anche ai miglioramenti realizzati dopo la cessazione del rapporto nel tempo in cui l'enfiteuta abbia conservato di fatto il possesso materiale del bene, per i quali, invece, risultano applicabili i criteri generali previsti dall'art. 1150 c.c..
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 12206 del 14/04/2022 (Rv. 664391 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0975, Cod_Civ_art_1150
Corte
Cassazione
12206
2022 …...
Giudizio intentato dal possessore per l'accertamento dell'avvenuta usucapione – Cass. n. 39917/2021Procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - Possesso - effetti - diritti e obblighi del possessore - restituzione della cosa - indennità per miglioramenti ed addizioni - in genere - Giudizio intentato dal possessore per l'accertamento dell'avvenuta usucapione - Domanda riconvenzionale di rivendica e restituzione del bene - Successiva domanda del possessore ex art. 1150 c.c. - Proposizione nell'udienza di trattazione - Necessità - Conseguenze.
Nel giudizio di usucapione intentato dal possessore, cui sia seguita la formulazione di una domanda riconvenzionale volta alla rivendica e alla restituzione del bene, la successiva domanda dell'attore, tendente al riconoscimento, ex art. 1150 c.c., del diritto al rimborso per le spese delle riparazioni ed all'indennità per i miglioramenti deve essere formulata, a pena di inammissibilità, nella prima udienza di trattazione, con conseguente preclusione alla sua proposizione nell'ulteriore corso del giudizio.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 39917 del 14/12/2021 (Rv. 663176 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_183, Cod_Civ_art_1150, Cod_Civ_art_1158, Cod_Proc_Civ_art_167, Cod_Civ_art_0947
Corte
Cassazione
39917
2021 …...
Giudicato formatosi sulla demolizione delle opere realizzate dal possessore – Cass. n. 39917/2021Possesso - effetti - diritti e obblighi del possessore - restituzione della cosa - indennità' per miglioramenti ed addizioni - in genere - Diritto all'indennità ex art. 1150 c.c. - "Ratio" - Conseguenze - Giudicato formatosi sulla demolizione delle opere realizzate dal possessore - Incidenza sull'indennizzo.
Il diritto all'indennità per i miglioramenti arrecati alla cosa ed esistenti al tempo della restituzione si correla all'incremento attuale ed effettivo che si verifica nel patrimonio del proprietario attore in rivendicazione; ne consegue che il giudicato formatosi sulla demolizione delle opere realizzate dal possessore si riverbera sulla spettanza dell'indennizzo, in considerazione della precarietà dell'aumento di valore conseguito dal fondo rivendicato.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 39917 del 14/12/2021 (Rv. 663176 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_1150
Corte
Cassazione
39917
2021 …...
Occupazione stabile di parte della soffitta condominiale – Cass. n. 36480/2021Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa (nozione, caratteri, distinzioni) - uso della cosa comune - estensione e limiti - destinazione della cosa comune - Occupazione stabile di parte della soffitta condominiale mediante chiusura tramite tamponamento - Legittimità - Esclusione - Fondamento.
L'occupazione stabile di parte della soffitta condominiale, realizzata mediante la sua chiusura tramite tamponamento ed implicante la definitiva sottrazione di tale porzione ad ogni possibilità di futuro godimento da parte degli altri condomini, è illegittima, determinandone, in violazione dell'art. 1102 c.c., l'esclusione all'uso ed al godimento di costoro ed un'alterazione della destinazione del bene condominiale, né rilevando, in senso contrario, che la residua parte, non oggetto di occupazione per uso esclusivo, rimanga a disposizione della collettività condominiale.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 36480 del 24/11/2021 (Rv. 662977 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1120, Cod_Civ_art_1150
Corte
Cassazione
36480
2021 …...
Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - stima - conguagli in denaro - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5527 del 28/02/2020 (Rv. 657121 - 01)Bene immobile non comodamente divisibile - Migliorie apportate allo stesso da uno dei condividenti - Riconduzione, per accessione, al bene da dividere - Conseguente valutazione ai fini della stima della massa, della determinazione delle quote e dei conguagli dovuti - Necessità.
Nel giudizio di divisione ereditaria di un bene riscontrato non divisibile, le migliorie apportate da uno dei condividenti vengono a far parte dello stesso per il principio dell'accessione, con la conseguenza che di esse deve tenersi conto ai fini della stima del bene medesimo, nonché della determinazione delle quote e della liquidazione dei conguagli.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5527 del 28/02/2020 (Rv. 657121 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0713, Cod_Civ_art_0720, Cod_Civ_art_0728, Cod_Civ_art_1150
DIVISIONE EREDITARIA
OPERAZIONI DIVISIONALI
STIMA CONGUAGLI IN DENARO
  …...
Divisione ereditaria - domanda - oggetto - godimento separato di parte dei beni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5135 del 21/02/2019Divisione - divisione ereditaria - domanda - oggetto - godimento separato di parte dei beni - Diritti del coerede per le migliorie apportate al bene comune - Oggetto - Rivalutazione monetaria - Esclusione - Fondamento.
Il coerede che sul bene comune da lui posseduto abbia eseguito delle migliorie può pretendere, in sede di divisione, non già l'applicazione dell'art. 1150 c.c. - secondo cui è dovuta un'indennità pari all'aumento di valore della cosa in conseguenza dei miglioramenti - ma, quale mandatario o utile gestore degli altri eredi partecipanti alla comunione ereditaria, il rimborso delle spese sostenute per il suddetto bene comune, esclusa la rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e non di debito di valore.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5135 del 21/02/2019
Cod_Civ_art_0714, Cod_Civ_art_0723, Cod_Civ_art_1150, Cod_Civ_art_1277 …...
Possesso - effetti - diritti e obblighi del possessore - restituzione della cosa - indennita' per miglioramenti ed addizioni - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 28379 del 28/11/2017Art. 1150 cod. civ. - Applicazione analogica - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
La previsione di cui all'art. 1150 c.c.- che attribuisce al possessore, all'atto della restituzione della cosa, il diritto al rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie ed all'indennità per i miglioramenti recati alla cosa stessa- è di natura eccezionale e non può, dunque, essere applicata in via analogica al detentore qualificato od a qualsiasi diverso soggetto. (Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello con la quale era stata respinta la domanda di rimborso formulata dai promittenti venditori di un immobile, che ne avevano mantenuto il possesso dopo la conclusione del preliminare, seppur pattuendo in quella sede "l'anticipazione dell'effetto traslativo" in favore del promissario acquirente).
Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 28379 del 28/11/2017
  …...
Divisione - divisione giudiziale - operazioni - quote e lotti - stima dei beni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2810 del 02/02/2017Divisione – Spese occorrenti per la vetustà di alcune parti dell’immobile – Comprensione nella stima delle stesse – Necessità – Fondamento - Possibilità di porre dette spese a carico della massa - Insussistenza.
In tema di divisione giudiziale, le spese occorrenti per sopperire alla vetustà degli elementi strutturali di alcuni dei beni da dividere vanno calcolate nella stima della porzione che li comprende, ai fini della tutela del diritto dei condividenti all'uguaglianza qualitativa delle distinte quote, e non poste a carico della massa, non trattandosi di spese necessarie allo svolgimento del giudizio nel comune interesse.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2810 del 02/02/2017
  …...
prova civile - rendimento dei conti - tra coeredi - presupposti –Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014Buona o mala fede del coerede possessore dei beni ereditari - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni ereditari è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
  …...
prova civile - rendimento dei conti - tra coeredi - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014Buona o mala fede del coerede possessore dei beni ereditari - Rilevanza - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni ereditari è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
  …...
Prova civile - rendimento dei conti – Tra coeredi - Presupposti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014Buona o mala fede del coerede possessore dei beni erri - Rilevanza - Esclusione - Fondamento.
Il coerede che abbia goduto in via esclusiva dei beni erri è obbligato, agli effetti dell'art. 723 cod. civ., per il fatto oggettivo della gestione, sia al rendiconto che a corrispondere i frutti agli altri eredi a decorrere dalla data di apertura della successione (o dalla data posteriore in cui abbia acquisito il possesso dei beni stessi), senza che abbia rilievo la sua buona o mala fede (nella specie, indipendentemente dalla conoscenza della falsità del testamento), non trovando applicazione, in tal caso, gli artt. 535 e 1150 cod. civ.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2148 del 31/01/2014
  …...