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0872. Violazione delle norme di edilizia

Art.872. Violazione delle norme di edilizia.

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Limitazioni legali della proprietà - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10395 del 21/04/2025 (Rv. 674923-02)
Rapporti di vicinato - norme di edilizia - posizioni soggettive del privato - Violazione delle distanze - Necessità della demolizione - Esclusione - Ragioni - Arretramento della costruzione - Sufficienza - Condizioni. La violazione delle distanze tra fabbricati non comporta necessariamente la demolizione totale del manufatto, in quanto il principio di proporzionalità del contenuto del provvedimento di tutela giurisdizionale deve condurre a realizzare integralmente l'interesse sostanziale protetto con il minor sacrificio dell'interesse dell'obbligato: ne consegue che deve essere disposta la condanna all'arretramento invece che alla totale demolizione, quando la prima tuteli integralmente gli interessi protetti dal rispetto delle distanze legali. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10395 del 21/04/2025 (Rv. 674923-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Limitazioni legali della proprietà - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10329 del 18/04/2025 (Rv. 674747-03)
Rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - Criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - Proprietà - Limitazioni legali della proprietà - Rapporti di vicinato - Distanze legali - Nelle costruzioni - Criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - In genere - Costruzione illegittima del vicino prevenuto - Eliminazione da parte del giudice - Condanna in via alternativa. In tema di distanze fra costruzioni, la facoltà del vicino prevenuto di arretrare fino alla distanza legale la propria costruzione illegittima, ovvero di avanzarla fino a quella del preveniente, si traduce sul piano processuale nel potere del giudice, ancorché sollecitato dalla parte interessata, di disporre l'eliminazione della situazione illegittima, ordinando con la sentenza di condanna in via alternativa l'arretramento della costruzione illegittima ovvero l'avanzamento di essa secondo i principi dell'aderenza. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10329 del 18/04/2025 (Rv. 674747-03) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_0872 …...
Valutazione e liquidazione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10328 del 18/04/2025 (Rv. 674730-01)
Prova civile - onere della prova - Danno alla proprietà - Contenuto - Concreta possibilità, andata perduta, di esercizio del diritto di godimento del bene - Onere di allegazione e prova - Contenuto - Fattispecie. Il danno alla proprietà consiste nella concreta possibilità, andata perduta, di esercizio del diritto di godere del bene in modo pieno ed esclusivo, che il danneggiato ha l'onere di allegare (sia pure facendo ricorso a nozioni di fatto che rientrano nella comune esperienza) e provare, anche per presunzioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto irrilevante, ai fini della prova del danno derivante dall'aumento di ombra sull'edificio, la violazione delle distanze, in quanto il pregiudizio si realizzava solamente nelle prime ore del mattino e nelle ore precedenti il tramonto, e limitatamente al periodo ricadente tra ottobre e febbraio, quando il soleggiamento era più scarso). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10328 del 18/04/2025 (Rv. 674730-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872. Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_0832 …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 5143 del 27/02/2025 (Rv. 674022-01)
Norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Rapporti di vicinato - Immobile eretto in violazione delle distanze - Tipologie assentite nel P.R.G. - Irrilevanza - Regime applicabile. In tema di rapporti di vicinato, il regime applicabile all'immobile eretto in violazione delle distanze va individuato esclusivamente in base alle norme del codice civile o a quelle contenute nei regolamenti locali, in relazione al contesto territoriale in cui il manufatto è concretamente collocato; è invece irrilevante che esso rientri o meno tra le tipologie assentite nel P.R.G. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 5143 del 27/02/2025 (Rv. 674022-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0869 …...
Limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 7673 del 21/03/2024 (Rv. 670506-01)
Distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - Distanza tra fabbricati - Volume tecnico - Definizione - Non computabilità nella volumetria della costruzione - Fattispecie (relativa a rampa coperta del garage). In tema di distanze legali tra fabbricati, integra la nozione di volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione, solo l'opera edilizia priva di autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinata a contenere gli impianti serventi di una costruzione principale per esigenze tecniche funzionali dell'abitazione e che non possono essere ubicati nella stessa (quali quelli connessi alla condotta idrica, termica o all'ascensore), e non anche l'opera che costituisce parte integrante del fabbricato. (Fattispecie relativa a rampa coperta di un garage). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 7673 del 21/03/2024 (Rv. 670506-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3939 del 13/02/2024 (Rv. 670307-01)
Distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - Norme integrative contenute in regolamento edilizio - Efficacia tra privati - Condizioni - Approvazione da parte degli organi competenti e pubblicazione - Necessità - Conseguenze. In tema di distanze delle costruzioni dal confine, le norme di un regolamento edilizio e dell'annesso programma di fabbricazione sono efficaci e possono applicarsi nei rapporti tra privati solo dopo che siano state adottate dal consiglio comunale, approvate della giunta regionale e portate a conoscenza dei destinatari mediante pubblicazione da eseguirsi con affissione all'albo pretorio, essendo tale pubblicazione condizione necessaria per l'efficacia e l'obbligatorietà dello strumento urbanistico, senza possibilità di efficacia retroattiva dalla data di approvazione da parte dell'organo regionale, rimanendo, nel frattempo, applicabile la disciplina in materia di distanze dettata dal codice civile. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3939 del 13/02/2024 (Rv. 670307-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Proprietà Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 25843 del 05/09/2023 (Rv. 668969 - 01)
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - Mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella legale - Acquisto della relativa servitù per usucapione - Ammissibilità - Anche in caso di costruzione abusiva - Fondamento. E' ammissibile l'acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dal codice civile o dai regolamenti e dagli strumenti urbanistici anche nel caso in cui la costruzione sia abusiva, atteso che il difetto della concessione edilizia esaurisce la sua rilevanza nell'ambito del rapporto pubblicistico, senza incidere sui requisiti del possesso "ad usucapionem". Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 25843 del 05/09/2023 (Rv. 668969 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1058, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_1027, Cod_Civ_art_0832, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 18676 del 03/07/2023 (Rv. 668395 - 01)
Rapporti di vicinato - norme di edilizia - posizioni soggettive del privato - Regolamento edilizio - Prescrizione di distanza minima tra fabbricati anche nel caso in cui siano interposte strade o aree pubbliche - Previsione non integrativa delle disposizioni del codice civile sui rapporti di vicinato - Conseguenze - Esclusione della riduzione in pristino. In tema di rapporti di vicinato, la tutela della riduzione in pristino nel caso di violazione delle norme sulle distanze tra costruzioni contenute in leggi speciali e in regolamenti edilizi locali è accordata solo quando le disposizioni violate abbiano carattere integrativo delle norme del codice civile e si riferiscano a edifici non confinanti con vie o piazze pubbliche, con la conseguenza che, in relazione a questi ultimi, la riduzione in pristino è esclusa nel caso in cui la distanza tra essi è inferiore a quella stabilita nei regolamenti edilizi locali. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 18676 del 03/07/2023 (Rv. 668395 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_873, Cod_Civ_0art_0879, Cod_Civ_art_0872 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16975 del 14/06/2023 (Rv. 668055 - 01)
Rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - costruzioni (nozione, caratteri, distinzioni) - Trasformazione di pompeiana in tettoia - Nuova costruzione - Rispetto delle distanze legali - Necessità - Carattere accessorio della costruzione secondo le n.t.a. di un p.r.g. - Irrilevanza - Fondamento. La trasformazione di una pompeiana in tettoia, che comporti un aumento della sagoma d'ingombro in un edificio, costituisce una nuova costruzione, soggetta al rispetto della disciplina sulle distanze legali. Ne consegue l'irrilevanza del carattere accessorio della costruzione, risultante dalle norme tecniche di attuazione del p.r.g. di un ente locale, atteso che le norme locali non possono modificare la nozione di costruzione risultante dalle disposizioni codicistiche. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16975 del 14/06/2023 (Rv. 668055 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16975 del 14/06/2023 (Rv. 668055 - 02)
Rapporti di vicinato - muro - muro di cinta - distanze - Terrapieno artificiale - Muro di contenimento - "Costruzione" agli effetti delle distanze legali - Configurabilità - Fondamento. In tema di muri di cinta, qualora l'andamento altimetrico di due fondi limitrofi sia stato artificialmente modificato, così da creare tra essi un dislivello che prima non esisteva, il muro di cinta viene ad assolvere, oltre alla funzione sua propria di delimitazione tra le proprietà, anche quella di sostegno e contenimento del terrapieno creato dall'opera dell'uomo; conseguentemente, esso va equiparato ad una costruzione in senso tecnico-giuridico agli effetti delle distanze legali (senza che abbia rilievo chi, tra i proprietari confinanti, abbia in via esclusiva o prevalente realizzato tale intervento) ed è assoggettato al rispetto delle distanze stesse. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16975 del 14/06/2023 (Rv. 668055 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_0878 …...
Violazione delle distanze legali – Cass. n. 4527/2023
Appalto (contratto di) - progetto - progettista - Erroneità del progetto - Violazione delle distanze legali - Responsabilità del progettista - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.  Il professionista autore di un progetto edilizio per l'edificazione di una costruzione che si riveli in violazione delle distanze legali è responsabile dei danni conseguentemente patiti dai committenti, essendo questi ultimi eziologicamente correlati al suo inadempimento. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva escluso, ai sensi dell'art. 2236 c.c., la responsabilità di un architetto per l'avvenuta progettazione di un edificio in violazione dell'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968, sul presupposto che rientrasse nel sapere specialistico del professionista avvedersi del contrasto della normativa urbanistica locale - cui si era uniformato - con quella sovraordinata nazionale). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14527 del 25/05/2023 (Rv. 667977 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_2222, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_0872   Corte Cassazione 14527 2023 …...
Meno restrittivo per il costruttore – Cass. n. 24844/2022
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere "Ius superveniens" - Meno restrittivo per il costruttore - Effetti - In ordine al mantenimento dell'opera - In ordine al risarcimento del danno - Fattispecie.   In materia di distanze nelle costruzioni, qualora subentri una disposizione derogatoria o si verifichi una situazione favorevole al costruttore, si consolida - salvi gli effetti di un eventuale giudicato sull'illegittimità della costruzione - il diritto di quest'ultimo a mantenere l'opera alla distanza inferiore se, a quel tempo, la stessa sia già ultimata, fermo restando, peraltro, il diritto del vicino al risarcimento del danno subito nel periodo tra l'edificazione e la nuova disposizione normativa o situazione di fatto legittimante.(Fattispecie relativa ad un edificio originariamente sorto in violazione della normativa sulle distanze, prospiciente una strada privata di cui era stato successivamente accertato l'asservimento all'uso pubblico che incideva sul computo delle distanze in maniera favorevole per il costruttore.) Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 24844 del 17/08/2022 (Rv. 665566 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873   Corte Cassazione 24844 2022 …...
Nozione di nuova costruzione – Cass. n. 20428/2022
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - Nozione di nuova costruzione di cui all'art. 41 sexies l. n. 1150 del 1942 - Art. 9 d.m. n. 1444 del 1968 sul computo delle distanze legali dagli altri edifici - Applicabilità - Rilevanza della modifica all'art. 2-bis, comma 1- ter, d.P.R. n. 380 del 2001, introdotta dall'art. 10, comma 1, lett. a), d.l. n. 76 del 2020, conv. con modif. in l. n. 120 del 2020 - Esclusione - Fondamento.   Rientrano nella nozione di nuova costruzione, di cui all'art. 41 sexies l. n. 1150 del 1942, anche ai fini dell'applicabilità dell'art. 9 d.m. n. 1444 del 1968 per il computo delle distanze legali dagli altri edifici, non solo l'edificazione di un manufatto su un'area libera, ma altresì gli interventi di ristrutturazione che, in ragione dell'entità delle modificazioni apportate al volume ed alla collocazione del fabbricato, rendano l'opera realizzata nel suo complesso oggettivamente diversa da quella preesistente; né assume rilevanza, in senso contrario, il disposto dell'art. 2 bis, comma 1 ter, d.P.R. n. 380 del 2001, nel testo risultante a seguito delle modificazioni introdotte dall'art. 10, comma 1, lett. a), d.l. n. 76 del 2020, conv. con modif. in l. n. 120 del 2020, giacché tale norma, se prevede che possano rientrare nella nozione di ricostruzione anche opere che aumentano il volume o modificano la sagoma dell'opera da costruire, richiede pur sempre che l'intervento sia realizzato nel rispetto delle distanze preesistenti, e cioè di quelle conformi alla normativa vigente al momento in cui è stato realizzato l'intervento originario. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 20428 del 24/06/2022 (Rv. 665169 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873   Corte Cassazione 20428 2022 …...
Vincoli di altezza in base al distacco tra prospetti – Cass. n. 11048/2022
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - posizioni soggettive del privato - Regolamenti comunali - Vincoli di altezza in base al distacco tra prospetti - Criteri di misurazione dell'altezza.   Al fine di verificare se siano rispettati i vincoli di altezza fissati dai regolamenti edilizi quando l’entità del distacco tra fabbricati sia stabilita in rapporto all'altezza delle costruzioni che si fronteggiano, l'altezza da prendere in considerazione è quella dei prospetti che delimitano il distacco e deve essere misurata avendo riguardo al livello del suolo (anche con riferimento a quello di eventuali piani interrati) dei prospetti medesimi, dovendosi, in caso di fabbricati con prospetti su più fronti a quote diverse, aver riguardo, in particolare, all'altezza di ciascun prospetto. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11048 del 05/04/2022 (Rv. 664379 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872   Corte Cassazione 11048 2022 …...
Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale e dei regolamenti edilizi – Cass. n. 3241/2022
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - stabilite in misura diversa - rinvio del codice ai regolamenti edilizi - Distanze - Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale e dei regolamenti edilizi - Valenza integrativa dell'art. 873 c.c. - Natura regolamentare di entrambi - Conseguenze - Subordinazione delle stesse alle sole norme di rango primario - Prevalenze delle relative prescrizioni secondo il criterio della successione temporale.   In tema di distanze, sia le norme tecniche di attuazione dei piani regolatori generali, sia i regolamenti edilizi comunali hanno valenza integrativa dell'art. 873 c.c. e natura regolamentare o di atti amministrativi generali, sicché sono subordinati solamente alle norme di rango primario in esecuzione delle quali sono stati emanati. Ne consegue che la prevalenza delle diverse prescrizioni è, in materia, affidata essenzialmente ad un criterio di successione temporale delle norme locali. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 3241 del 02/02/2022 (Rv. 663691 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873   Corte Cassazione 3241 2022 …...
Mancanza della licenza o difformità della costruzione – Cass. n. 29166/2021
Urbanistica - concessione edilizia - Mancanza della licenza o difformità della costruzione - Rapporti tra privati - Irrilevanza - Conseguenze.   La rilevanza giuridica della licenza o concessione edilizia si esaurisce nell'ambito del rapporto pubblicistico tra P.A. e privato richiedente o costruttore, senza estendersi ai rapporti tra privati, regolati dalle disposizioni dettate dal codice civile e dalle leggi speciali in materia edilizia, nonché dalle norme dei regolamenti edilizi e dei piani regolatori generali locali. Ne consegue che, ai fini della decisione delle controversie tra privati derivanti dalla esecuzione di opere edilizie, sono irrilevanti tanto l'esistenza della concessione (salva la ipotesi della c.d. licenza in deroga), quanto il fatto di avere costruito in conformità alla concessione, non escludendo tali circostanze, in sé, la violazione dei diritti dei terzi di cui al codice civile ed agli strumenti urbanistici locali, così come è, del pari, irrilevante la mancanza della licenza o della concessione, quando la costruzione risponda oggettivamente a tutte le disposizioni normative sopraindicate. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 29166 del 20/10/2021 (Rv. 662561 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873   Corte Cassazione 29166 2021 …...
Demolizione della costruzione in difformità – Cass. n. 24940/2021
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) nelle costruzioni - convenzioni private - Vincoli di natura reale assimilabili alle servitù - Inosservanza delle pattuizioni - Conseguenza - Demolizione della costruzione in difformità - Accertamento su contenuto reale od obbligatorio della pattuizione - Criteri - Fattispecie.   Le convenzioni tra privati, con le quali si stabiliscono reciproche limitazioni o vantaggi a favore e a carico delle rispettive proprietà individuali, specie in ordine alle modalità di edificabilità, restringono o ampliano definitivamente i poteri connessi alla proprietà attribuendo a ciascun fondo un corrispondente vantaggio e onere che ad esso inerisce come "qualitas fundi", ossia con caratteristiche di realità inquadrabili nello schema delle servitù. Nell'ipotesi, pertanto, di inosservanza della convenzione limitativa dell'edificabilità, il proprietario del fondo dominante può agire nei confronti del proprietario del fondo servente con azione di natura reale per chiedere ed ottenere la demolizione dell'opera abusiva, non diversamente dal proprietario danneggiato dalla violazione delle norme sulle distanze nelle costruzioni ex artt. 872 e 873 c.c.. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito secondo la quale l’inosservanza del regolamento consortile cui erano vincolate le parti del giudizio, recante limitazioni alle modalità di edificazione, consentiva al proprietario del fondo dominante di agire nei confronti di quello del fondo servente con un'azione di natura reale per ottenere la demolizione dell'opera abusiva ex art. 1079 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 2 -, Sentenza n. 24940 del 15/09/2021 (Rv. 662191 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_1027, Cod_Civ_art_1058, Cod_Civ_art_1079   Corte Cassazione 24940 2021 …...
Posizioni soggettive del privato - Distanze nelle costruzioni – Cass. n. 13624/2021
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - posizioni soggettive del privato - Distanze nelle costruzioni (tra le medesime, dal confine, in rapporto all'altezza) - Norme integrative del c.c. - Configurabilità - Fondamento - Inserimento in contesto normativo di tutela del paesaggio e di regola dell'assetto urbanistico - Irrilevanza. Le norme degli strumenti urbanistici che prescrivono le distanze nelle costruzioni o come spazio tra le medesime o come distacco dal confine o in rapporto con l'altezza delle stesse, ancorché inserite in un contesto normativo volto a tutelare il paesaggio o a regolare l'assetto del territorio, conservano il carattere integrativo delle norme del codice civile, perché tendono a disciplinare i rapporti di vicinato e ad assicurare in modo equo l'utilizzazione edilizia dei suoli privati e, pertanto, la loro violazione consente al privato di ottenere la riduzione in pristino. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 13624 del 19/05/2021 (Rv. 661289 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - Cass. n. 25082/2020
Proprietà' - limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - effetti - sospensione dei lavori - risarcimento del danno - Distanze legali tra costruzioni - Violazione - Risarcimento del danno - Pregiudizio al diritto di proprietà - Presunzione "iuris tantum". La violazione della prescrizione sulle distanze tra le costruzioni, attesa la natura del bene giuridico leso, determina un danno in "re ipsa”, con la conseguenza che non incombe sul danneggiato l'onere di provare la sussistenza e l’entità concreta del pregiudizio patrimoniale subito al diritto di proprietà, dovendosi, di norma, presumere, sia pure "iuris tantum", tale pregiudizio, fatta salva la possibilità per il preteso danneggiante di dimostrare che, per la peculiarità dei luoghi o dei modi della lesione, il danno debba, invece, essere escluso. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 25082 del 09/11/2020 (Rv. 659708 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2728 rapporti di vicinato norme di edilizia corte cassazione 25082 2020 …...
Violazione distanze vedute - vedute abusive – Cass. n. 23184/2020
Proprietà' - limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - aperture (finestre) - veduta (nozione, caratteri, distinzioni) - distanze legali - delle costruzioni dalle vedute - Violazione distanze vedute - Necessità demolizione porzione immobiliare - Esclusione - Arretramento costruzione - Condizioni - Extrapetizione - Insussistenza. L'eliminazione delle vedute abusive può essere realizzata non solo mediante la demolizione delle porzioni immobiliari per mezzo delle quali si realizza la violazione lamentata, ma anche attraverso la predisposizione di idonei accorgimenti che impediscano di esercitare la veduta sul fondo altrui o attraverso l'arretramento della costruzione, che il giudice può disporre, in alternativa alla demolizione, senza incorrere nel vizio di ultrapetizione, essendo tale decisione contenuta nella più ampia domanda di demolizione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 23184 del 23/10/2020 (Rv. 659404 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0905, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Civ_art_0907, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 corte cassazione 23184 2020 …...
Possibilità di ordinare il risarcimento del danno per equivalente, anziché la reintegrazione in forma specifica – Cass. n. 19942/2020
Risarcimento del danno - risarcimento in forma specifica- Eccessiva onerosità - Possibilità di ordinare ex art. 2058 c.c. il risarcimento per equivalente - Azioni tese a far valere un diritto reale - Applicabilità - Esclusione. L'art. 2058, comma 2, c.c., che prevede la possibilità di ordinare il risarcimento del danno per equivalente, anziché la reintegrazione in forma specifica, in caso di eccessiva onerosità di quest'ultima, non trova applicazione alle azioni intese a far valere un diritto reale, la cui tutela esige la rimozione del fatto lesivo - come nel caso della domanda di riduzione in pristino per violazione delle norme sulle distanze -, atteso il carattere assoluto del diritto leso. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19942 del 23/09/2020 (Rv. 659137 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2058 CORTE CASSAZIONE 19942 2020 …...
Distanze legali tra costruzioni - Violazioni – Cass. n. 18499/2020
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa -Distanze legali tra costruzioni - Violazioni - Costruzione eseguita come da concessione edilizia in deroga - Controversia tra privati - Sindacato del giudice ordinario - Limiti. Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - stabilite in misura diversa In tema di violazione delle distanze legali, ove sorga questione tra privati circa la legittimità di una concessione rilasciata in deroga alla relativa disciplina dettata dallo strumento urbanistico, il giudice ordinario deve esercitare un sindacato incidentale sull'atto amministrativo, al solo fine della sua eventuale disapplicazione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 18499 del 04/09/2020 (Rv. 659171 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 CORTE CASSAZIONE 18499 2020 …...
Rapporti di vicinato - distanze legali nelle costruzioni – Cass. n. 18499/2020
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni -Controversie tra privati proprietari - Permesso di costruire in deroga ex art. 14 del d.P.R. n. 380 del 2001 - Rilascio in epoca antecedente alla realizzazione dell'intervento - Necessità - Ragioni. Urbanistica - concessione edilizia In materia di controversie tra privati proprietari relative alla violazione delle distanze legali tra le costruzioni, il permesso di costruire in deroga, di cui all'art. 14 del d.P.R. n. 380 del 2001, deve necessariamente precedere la realizzazione dell'intervento edilizio e non può indirettamente comportare quale effetto la sanatoria dell’eventuale illecito, tenuto conto del carattere eccezionale del potere derogatorio che deve, pertanto, essere inteso in termini restrittivi, nonché della necessità di proteggere l'affidamento del privato. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 18499 del 04/09/2020 (Rv. 659171 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 CORTE CASSAZIONE 18499 2020 …...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2661 del 05/02/2020 (Rv. 657089 - 01)
Distanze in materia di costruzioni - Prescrizioni dei piani regolatori e dei regolamenti comunali edilizi - Norme di carattere integrativo - Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento. Le prescrizioni dei piani regolatori generali e degli annessi regolamenti comunali edilizi che disciplinano le distanze nelle costruzioni, anche con riguardo ai confini, sono integrative del codice civile ed hanno, pertanto, valore di norme giuridiche (anche se di natura secondaria), sicché spetta al giudice, in virtù del principio "iura novit curia", acquisirne conoscenza d'ufficio, quando la violazione di queste sia dedotta dalla parte. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2661 del 05/02/2020 (Rv. 657089 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Proc_Civ_art_113 PROPRIETA' LIMITAZIONI LEGALI DELLA PROPRIETA' RAPPORTI DI VICINATO   …...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24471 del 01/10/2019 (Rv. 655256 - 01)
Art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 - Distanza minima di dieci metri - Costruzioni con pareti fronteggiantesi, delle quali anche una sola finestrata - Applicabilità della previsione - Sussistenza. In materia di distanze tra fabbricati, l'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968, che prescrive una distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, è applicabile anche nel caso in cui una sola delle due pareti fronteggiantesi sia finestrata e indipendentemente dalla circostanza che tale parete sia quella del nuovo edificio o dell’edificio preesistente, o che si trovi alla medesima altezza o ad altezza diversa rispetto all'altro. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24471 del 01/10/2019 (Rv. 655256 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Proprietà' - limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24471 del 01/10/2019 (Rv. 655256 - 02)
Art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968 - Fabbricati antistanti - Nozione. Ai fini dell'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968, due fabbricati, per essere antistanti, non devono necessariamente essere paralleli, ma possono anche fronteggiarsi con andamento obliquo, purché tra le facciate dei due edifici sussista almeno un segmento di esse tale che l'avanzamento di una o di entrambe le facciate porti al loro incontro, sia pure per quel limitato segmento. Ne consegue che non danno luogo a pareti antistanti gli edifici posti ad angolo retto, né quelli in cui sono gli spigoli opposti a potersi toccare se prolungati idealmente uno verso l'altro. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24471 del 01/10/2019 (Rv. 655256 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica – Cass. n. 20536/2020
Piani regolatori comunali - attuazione dei piani regolatori - lottizzazione di aree fabbricabili - Piani privati di lottizzazione - Natura - Invocabilità nei rapporti tra privati - Condizioni - Fondamento. Le previsioni dei piani privati di lottizzazione non costituiscono norme edilizie agli effetti previsti negli artt. 871 e ss. c.c., anche se approvati o autorizzati dall'ente locale e sono invocabili nei rapporti tra privati solo se recepiti nei singoli atti di acquisto, comportando l'imposizione di vere e proprie servitù. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20536 del 30/07/2019 (Rv. 654893 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_1027, Cod_Civ_art_1058 corte cassazione 20536 2020 …...
Azione di regolamento di confini e  negatoria servitutis - Cass. Ord. 15951/2019
Proprietà - azioni a difesa della proprietà - regolamento di confini (nozioni, distinzioni) - Azione di regolamento di confini e  “negatoria servitutis” volta al rispetto delle distanze legali - Differenze - Fattispecie. L'azione di regolamento di confini e quella volta al rispetto delle distanze legali non sono riconducibili ad unità in quanto, mentre la prima presuppone uno sconfinamento e, quindi, un illecito utilizzo del bene altrui, la seconda, avente ad oggetto l'arretramento a distanza legale dal confine, riguarda interventi edilizi realizzati dal convenuto sulla sua proprietà, sebbene in violazione del regime legale delle distanze dal confine e tra costruzioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello, che aveva ravvisato il vizio di ultrapetizione nella pronuncia di primo grado, in quanto era stato disposto l'arretramento a distanza legale del manufatto edificato dal convenuto, benché gli attori avessero domandato la sola eliminazione delle opere realizzate oltre la linea di confine). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 15951 del 13/06/2019 (Rv. 654336 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0950, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_0949, Cod_Proc_Civ_art_183 …...
Limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5605 del 26/02/2019
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. -Distinzione fra norme su distanze legali e regole di edilizia - Conseguenze sulla tutela del privato - Azione ripristinatoria e risarcitoria - Rilevanza dell'avvenuto rilascio della concessione edilizia e del carattere abusivo dell'opera - Esclusione. Le norme relative alle distanze tra costruzioni previste dall'art. 873 c.c. e dai regolamenti locali devono essere tenute distinte dalle regole di edilizia contenute in leggi speciali e nei regolamenti comunali (artt. 871 e 872 c.c.) poiché, in caso di loro violazione, esclusivamente le prime, che incidono sui rapporti di vicinato, consentono al privato l'esercizio delle azioni di riduzione in pristino e di risarcimento del danno, mentre le seconde, essendo dirette al soddisfacimento di interessi di ordine generale, ne limitano la tutela alla sola azione risarcitoria. Pertanto, da un lato, la regolarità urbanistica del fabbricato non rileva ai fini della proposizione dell'azione ripristinatoria atteso che, in ipotesi di mancato rispetto delle distanze, il provvedimento autorizzatorio può essere disapplicato dal giudice ordinario, previo accertamento incidentale della sua illegittimità, dall'altro, se le distanze sono state osservate, il vicino non ha diritto di chiedere la riduzione in pristino anche se l'immobile è abusivo. Corte di Cassazione, Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5605 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione -Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5142 del 21/02/2019
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. -Disposizioni dei regolamenti locali che determinano la distanza tra i fabbricati in rapporto all'altezza e norme che riguardano l'altezza degli edifici senza riferimento alle distanze - Violazione - Conseguenze - Differenziazione - Fondamento. In tema di distanze legali, sono da ritenere integrative del codice civile le disposizioni dei regolamenti edilizi locali relative alla determinazione della distanza tra i fabbricati in rapporto all'altezza e che regolino, con qualsiasi criterio o modalità, la misura dello spazio che deve essere osservato tra le costruzioni, mentre le norme che, avendo come scopo principale la tutela d'interessi generali urbanistici, disciplinano solo l'altezza in sé degli edifici, senza nessuna relazione con le distanze intercorrenti tra gli stessi, proteggono, nell'ambito degli interessi privati, esclusivamente il valore economico della proprietà dei vicini. Ne consegue che, nel primo caso, sussiste, in favore del danneggiato, il diritto alla riduzione in pristino, nel secondo, invece, è ammessa unicamente la tutela risarcitoria. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5142 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873 …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4454 del 14/02/2019
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche - Costruzioni in aderenza realizzate in violazione dell'art. 9 della l. n. 1684 del 1962 - Azione volta alla eliminazione dello stato di pericolo mediante idonei interventi o con riduzione in pristino - Esperibilità - Riparto dell'onere della prova In materia di edilizia nelle zone sismiche, qualora sia eseguita una costruzione in aderenza senza rispettare le prescrizioni dettate dall'art. 9, della l. n. 1684 del 1962, il proprietario dell'edificio contiguo ha diritto di chiedere l'eliminazione dello stato di pericolo derivante dalla presumibile instabilità del suo immobile mediante idonei interventi o, se ciò non sia tecnicamente possibile, con la riduzione in pristino, gravando sulla parte interessata a evitare la demolizione l'onere di provare l'esistenza degli accorgimenti tecnici che consentano la messa in sicurezza della costruzione, scongiurandone l'abbattimento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inadeguata la manifestazione generica di disponibilità alla realizzazione di un muro di tamponamento e di un giunto tecnico al posto di soluzioni in grado di eliminare la situazione di pericolo senza dar luogo alla demolizione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. . 4454 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_0871, Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2697 …...
Obblighi di fare e di non fare - procedimento esecutivo - ricorso al pretore per la determinazione delle modalità di esecuzione
Esecuzione forzata - obblighi di fare e di non fare - procedimento esecutivo - ricorso al pretore per la determinazione delle modalità di esecuzione - mancato rispetto delle distanze o dei confini - necessità di demolizione delle sole parti dell'opera che superano i limiti di legge - omessa specificazione della misura della violazione - soggetto competente al relativo accertamento - giudice dell'esecuzione - proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - riduzione in pristino (demolizione) - limiti - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30761 del 28/11/2018 Ove sia realizzata una costruzione in violazione delle distanze o dei confini, la riconosciuta illegittimità della stessa non ne comporta necessariamente la demolizione integrale, ma, unicamente, la riduzione entro i limiti di legge, con demolizione delle sole parti che superano tali limiti. Ne consegue che, nell'ipotesi in cui venga ordinata la demolizione della costruzione illegittima, senza specificare l'esatta misura della inosservanza di distanze o confini, il relativo accertamento può essere effettuato esclusivamente dal giudice dell'esecuzione, nell'esercizio dei poteri previsti dall'art. 612 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30761 del 28/11/2018   …...
Riduzione in pristino
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - riduzione in pristino (demolizione) - limiti - in genere - interposizione di strade pubbliche tra i fabbricati - riduzione in pristino - inammissibilità - norma edilizia prescrivente l'osservanza della distanza minima anche nel caso di tale interposizione - influenza - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018 >>> Per l'accoglimento della domanda di riduzione in pristino proposta dal proprietario danneggiato dalla violazione delle norme sulle distanze fra costruzioni contenute in leggi speciali e regolamenti edilizi locali è necessario che le norme violate abbiano carattere integrativo delle disposizioni del codice civile sui rapporti di vicinato, siccome disciplinanti la stessa materia e da esse (artt. 872 e 873 c.c.) richiamate, e che si tratti di costruzioni soggette all'obbligo delle distanze e, quindi, non confinanti con vie o piazze pubbliche (art. 879, comma 2, c.c.); resta esclusa, pertanto, la riduzione in pristino se tra i fabbricati siano interposte strade pubbliche, benché la norma edilizia locale applicabile (integrativa di quelle del codice civile) prescriva che la distanza minima prevista debba essere osservata pure qualora tra i fabbricati siano interposte aree pubbliche. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27364 del 29/10/2018   …...
Distanze previste dagli strumenti urbanistici
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - piani regolatori – distacchi tra le costruzioni - in genere - distanze previste dagli strumenti urbanistici - deroghe convenzionali - ammissibilità - esclusione - atto di concessione derogatorio rispetto allo strumento urbanistico - rilevanza - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26270 del 18/10/2018 >>> In tema di distanze legali nelle costruzioni, le prescrizioni contenute nei piani regolatori e nei regolamenti edilizi comunali, essendo dettate, contrariamente a quelle del codice civile, a tutela dell'interesse generale a un prefigurato modello urbanistico,non tollerano deroghe convenzionali da parte dei privati; tali deroghe, se concordate, sono invalide, né tale invalidità può venire meno per l'avvenuto rilascio di concessione edilizia, poiché il singolo atto non può consentire la violazione dei principi generali dettati, una volta per tutte, con gli indicati strumenti urbanistici. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26270 del 18/10/2018 …...
Distanza minima - principio di prevenzione
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - calcolo - dal confine - parete finestrata - distanza minima - principio di prevenzione - applicabilità - limiti - conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25571 del 12/10/2018 >>> L'art. 9 n. 2 d.m. n. 1444 del 1968 non impone di rispettare in ogni caso una distanza minima dal confine e, in applicazione del principio di prevenzione, va interpretato nel senso che tra una parete finestrata e l'edificio antistante va rispettatala distanza di mt. 10, con obbligo del prevenuto di arretrare la propria costruzione fino ad una distanza di mt. 5 dal confine,se il preveniente, nel realizzare tale parete finestrata, ha rispettato una distanza di almeno mt. 5 dal confine. Ove il preveniente abbia realizzato una parete finestrata ad una distanza dal confine inferiore a mt. 5, il vicino non sarà tenuto ad arretrare la propria costruzione fino a rispettare la distanza di mt. 10 da tale parete, ma potrà imporre al preveniente di chiudere le aperture e costruire (con parete non finestrata) rispettando la metà della distanza legale dal confine ed eventualmente procedere all'interpello di cui all'art. 875, comma 2 c.c., ove ne ricorrano le condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25571 del 12/10/2018 …...
Sopravvenienza nuova regolamentazione su distanze fra edifici
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - piani regolatori – distacchi tra le costruzioni - in genere - licenza edilizia – sopravvenienza nuova regolamentazione su distanze fra edifici – avvenuto esercizio dello “ius aedificandi” - disciplina applicabile - disposizioni vigenti al momento dell'inizio dei lavori - rilevanza - limiti - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24206 del 04/10/2018 >>> Le disposizioni in materia edilizia, nell'ipotesi di successione di norme nel tempo, sono di immediata applicazione poiché i piani regolatori, come i regolamenti edilizi comunali, essendo essenzialmente diretti alla tutela dell'interesse generale nel campo urbanistico, prescindono dall'interesse del privato. Ne deriva che se, dopo la concessione della licenza edilizia, sopravviene una diversa regolamentazione sulle distanze fra edifici, le costruzioni devono adeguarsi alla disciplina vigente al momento della loro realizzazione, a nulla rilevando la legittimità della precedente autorizzazione a costruire, mentre, qualora l'esercizio dello "ius aedificandi" abbia già avuto inizio e concreta attuazione alla data di entrata in vigore della normativa sopravvenuta, ha rilievo l'epoca dell'inizio dell'opera e, quindi, la disposizione edilizia che stabilisce distanze maggiori, sopraggiunta nel corso della costruzione anteriormente iniziata, è inapplicabile, non potendo avere efficacia retroattiva ed incidere su situazioni pregresse, neppure ove l'esecuzione dei lavori si sia protratta oltre il termine previsto dalla suddetta licenza edilizia. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24206 del 04/10/2018 …...
Urbanistica - concessione edilizia - autorizzazione alla manutenzione straordinaria - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20959 del 22/08/2018
Disciplina urbanistica - Dell'attività costruttiva edilizia - Licenza di costruzione - Art. 28 della legge regionale siciliana n. 21 del 1973 - Deroga alle prescrizioni dell'art. 9, n. 2, del d.m. 2 aprile 1968 per gli edifici separati da una strada pubblica dalle preesistenti costruzioni - Ambito. L'art. 28 della legge regionale siciliana n. 21 del 1973 - secondo cui, nei comuni con popolazione non superiore ai cinquantamila abitanti e nelle frazioni degli altri comuni con popolazione non superiore ai diecimila abitanti, l'edificazione, in presenza di strumenti urbanistici già adottati ma non ancora approvati, è consentita, nel preesistente allineamento stradale, anche in deroga al disposto del punto n. 2 dell'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968 n. 2519, che prescrive una distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti - non può essere interpretato restrittivamente nel senso della possibilità della licenza in deroga soltanto per la costruzione di edifici che una strada pubblica separi dai preesistenti fabbricati. Detta norma, infatti, pur esigendo il rispetto del preesistente allineamento stradale, non prescrive che la deroga debba necessariamente riguardare la distanza tra l'edificio da costruire e quello antistante posto sull'altro lato della via pubblica, per cui deve ritenersi che la licenza in deroga possa essere concessa anche quando l'immobile preesistente e quello da costruire vengano entrambi a trovarsi allineati sullo stesso lato della via pubblica e siano separati tra loro da uno spazio di natura privata. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20959 del 22/08/2018   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20959 del 22/08/2018
Costruzione realizzate in Sicilia prima dell'entrata in vigore delle leggi regionali nn. 19 del 1972 e 21 del 1973 - In comuni sprovvisti di Piani o programmi di fabbricazione - Art. 17 della l. n. 765 del 1967 - Applicabilità - Conseguenze - Incidenza dell'altezza degli edifici sulle distanze legali - Affermazione - Fondamento - Norma integrativa dell'art. 873 c.c. In materia di distanze legali relative a costruzioni realizzate prima dell'entrata in vigore del Programma di fabbricazione del Comune della Regione Sicilia interessato al fenomeno edilizio, e prima dell'entrata in vigore delle leggi regionali siciliane nn. 19 del 1972 e 21 del 1973, si applica la disciplina contenuta nell'art. 17 della l. n. 765 del 1967 (cosiddetta "legge - ponte"), che ha introdotto l'art. 41 "quinquies" della l. n. 1160 del 1942, nella parte in cui stabilisce che la distanza fra edifici vicini non può essere inferiore all'altezza di ciascun fronte degli edifici da costruire, avendo natura di norma integrativa dell'art. 873 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20959 del 22/08/2018   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - poteri del giudice - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14294 del 04/06/2018
Liquidazione del danno in caso di demolizione dell'opera - Riferimento al pregiudizio transitorio e non al diminuito valore di mercato - Necessità - Fondamento. In tema di violazione delle distanze legali, ove sia disposta la demolizione dell'opera illecita, il risarcimento del danno va computato tenendo conto della temporaneità della lesione del bene protetto dalle norme non rispettate e non del valore di mercato dell'immobile, diminuito per effetto della detta violazione, poiché tale pregiudizio è suscettibile di eliminazione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14294 del 04/06/2018 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - nelle costruzioni – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11685 del 14/05/2018
Esistenza di un fabbricato sul confine avente il muro perimetrale finestrato - Realizzazione di costruzione da parte del proprietario confinante sul proprio terreno - Obbligo di rispettare la distanza di dieci metri - Sussistenza - Facoltà di costruire in aderenza - Esclusione. Ai sensi dell'art. 9 del d.m. n. 1444 del 1968, nel caso di esistenza, sul confine tra due fondi, di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, della possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11685 del 14/05/2018   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - regolamenti edilizi comunali - costruzioni in località sismiche - distacchi tra le costruzioni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25890 del 31/10/2017
Distanze tra costruzioni - Appartenenza dello spazio intermedio a soggetto terzo - Irrilevanza. Le norme sulle distanze tra le costruzioni, integrative di quelle contenute nel codice civile, devono essere applicate indipendentemente dalla destinazione dello spazio intermedio che ne risulti e prescindendo dall'appartenenza di tale spazio a terzi. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25890 del 31/10/2017   …...
Esecuzione forzata - obblighi di fare e di non fare - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25890 del 31/10/2017
Violazione delle norme sulle distanze tra edifici - Spostamento della costruzione a distanza legale - Limiti all'esecuzione forzata ex art. 2933, comma 2, c.c. - Esclusione - Fondamento. L'art. 2933, comma 2, c.c., che limita l'esecuzione forzata degli obblighi di non fare, vietando la distruzione della cosa che sia di pregiudizio all'economia nazionale, va riferito alle sole fonti di produzione o distribuzione della ricchezza dell'intero paese e, pertanto, non è invocabile per evitare lo spostamento di una costruzione alla distanza prescritta dalle norme in materia, comportando la persistenza di detta costruzione, al contrario, una lesione di pur rilevanti interessi individuali. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25890 del 31/10/2017   …...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 20357 del 24/08/2017
Regolamenti edilizi – Natura normativa - Interpretazione – Applicazione delle regole dell’ermeneutica legislativa in luogo di quelle di interpretazione del contratto – Persistente incertezza sul significato del regolamento – Applicazione dell’art. 1367 c.c. – Esclusione. I regolamenti edilizi sono espressione di una potestà normativa secondaria in quanto disciplinano tipi di rapporti giuridici mediante una regolazione attuativa od integrativa della legge, ma ugualmente innovativa rispetto all'ordinamento giuridico esistente. Ne consegue che la relativa interpretazione non va condotta secondo i criteri di ermeneutica contrattuale, ma secondo quelli dettati dall'art. 12 delle preleggi, dovendosi escludere, in particolare, che in caso di ulteriori incertezze possa farsi ricorso alla regola interpretativa dettata in ambito contrattuale dall'art. 1367 c. c.. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 20357 del 24/08/2017   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20357 del 24/08/2017
Regolamenti edilizi – Natura normativa - Interpretazione – Applicazione delle regole dell’ermeneutica legislativa in luogo di quelle di interpretazione del contratto – Persistente incertezza sul significato del regolamento – Applicazione dell’art. 1367 c.c. – Esclusione. I regolamenti edilizi sono espressione di una potestà normativa secondaria in quanto disciplinano tipi di rapporti giuridici mediante una regolazione attuativa od integrativa della legge, ma ugualmente innovativa rispetto all'ordinamento giuridico esistente. Ne consegue che la relativa interpretazione non va condotta secondo i criteri di ermeneutica contrattuale, ma secondo quelli dettati dall'art. 12 delle preleggi, dovendosi escludere, in particolare, che in caso di ulteriori incertezze possa farsi ricorso alla regola interpretativa dettata in ambito contrattuale dall'art. 1367 c. c.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20357 del 24/08/2017   …...
Beni - pertinenze, differenze dalle cose composte - costituzione del vincolo - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 13210 del 25/05/2017
Spazi per parcheggi - Vincolo di destinazione ex art. 41-sexies della l. n. 1150 del 1942, introdotto dall'art. 18 della l. n. 765 del 1967 - Condizioni - Destinazione incompatibile con quella prevista nel progetto autorizzato - Conseguenze - Tutela ripristinatoria - Esclusione - Tutela risarcitoria - Ammissibilità - Fondamento. In tema di spazi riservati a parcheggio nei fabbricati di nuova costruzione, il vincolo previsto al riguardo dall'art. 41-sexies della l. n. 1150 del 1942, introdotto dall'art. 18 della l. n. 765 del 1967, è subordinato alla condizione che l'area scoperta esista e non sia stata adibita ad un uso incompatibile con la sua destinazione; ove lo spazio, pur previsto nel progetto autorizzato, non sia stato riservato a parcheggio in corso di costruzione e sia stato, invece, utilizzato per realizzarvi manufatti od opere di altra natura, non può farsi ricorso alla tutela ripristinatoria di un rapporto giuridico mai sorto ma, eventualmente a quella risarcitoria, atteso che il contratto di trasferimento delle unità immobiliari non ha avuto ad oggetto alcuna porzione dello stesso ed il riconoscimento giudiziale del diritto reale d’uso degli spazi destinati a parcheggi può avere ad oggetto soltanto le aree che siano destinate allo scopo di cui si tratta nei provvedimenti abilitativi all’edificazione. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 13210 del 25/05/2017   …...
Beni - pertinenze, differenze dalle cose composte - costituzione del vincolo - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13210 del 25/05/2017
Spazi per parcheggi - Vincolo di destinazione ex art. 41-sexies della l. n. 1150 del 1942, introdotto dall'art. 18 della l. n. 765 del 1967 - Condizioni - Destinazione incompatibile con quella prevista nel progetto autorizzato - Conseguenze - Tutela ripristinatoria - Esclusione - Tutela risarcitoria - Ammissibilità - Fondamento. In tema di spazi riservati a parcheggio nei fabbricati di nuova costruzione, il vincolo previsto al riguardo dall'art. 41-sexies della l. n. 1150 del 1942, introdotto dall'art. 18 della l. n. 765 del 1967, è subordinato alla condizione che l'area scoperta esista e non sia stata adibita ad un uso incompatibile con la sua destinazione; ove lo spazio, pur previsto nel progetto autorizzato, non sia stato riservato a parcheggio in corso di costruzione e sia stato, invece, utilizzato per realizzarvi manufatti od opere di altra natura, non può farsi ricorso alla tutela ripristinatoria di un rapporto giuridico mai sorto ma, eventualmente a quella risarcitoria, atteso che il contratto di trasferimento delle unità immobiliari non ha avuto ad oggetto alcuna porzione dello stesso ed il riconoscimento giudiziale del diritto reale d’uso degli spazi destinati a parcheggi può avere ad oggetto soltanto le aree che siano destinate allo scopo di cui si tratta nei provvedimenti abilitativi all’edificazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13210 del 25/05/2017   …...
Urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9915 del 19/04/2017
Piani territoriali regionali dei consorzi industriali – Funzione - Individuazione e delimitazione delle zone da destinare a sviluppo industriale - Implicazioni - Vincoli di carattere conformativo - Sussistenza - Condizioni - Attuazione data al piano dal comune - Necessità. In tema di distanze delle costruzioni dal confine, i piani territoriali regionali dei consorzi industriali producono gli stessi effetti giuridici del piano territoriale di coordinamento, ex art. 5 della l. n. 1150 del 1942, contenendo l'individuazione e la delimitazione delle zone da destinare a sviluppo industriale ed implicando vincoli di carattere conformativo che, tuttavia, non discendono direttamente dal piano del consorzio, quantunque approvato dal comune, ma dalla concreta attuazione data al piano medesimo dall'ente, mediante l'adozione delle consequenziali modifiche del piano regolatore generale, le quali soltanto sono idonee a fornire la qualificazione urbanistica della zona. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9915 del 19/04/2017   …...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - effetti - sospensione dei lavori - demolizione ed ordine di riduzione in pristino – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8691 del 04/04/2017
Distanze tra le costruzioni - Predeterminazione generale ed astratta - Carattere cogente - Violazione - Conseguenze. Le distanze fra le costruzioni sono predeterminate con carattere cogente in via generale ed astratta, in considerazione delle esigenze collettive connesse ai bisogni di igiene e di sicurezza, di guisa che al giudice non è lasciato alcun margine di discrezionalità nell'applicazione della disciplina in materia per equo contemperamento degli appositi interessi. Pertanto, in caso di costruzione realizzata senza l'osservanza delle distanze legali o regolamentari, il giudice deve ordinare incondizionatamente la riduzione in pristino, ancorché questa possa incidere sulle parti dell'edificio regolari. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8691 del 04/04/2017   …...
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - effetti - sospensione dei lavori - demolizione ed ordine di riduzione in pristino - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3889 del 14/02/2017
Proprietà - Limitazioni legali della proprietà - Rapporti di vicinato - Norme di edilizia - Violazione - Effetti - Demolizione ed ordine di riduzione in pristino - Domanda di riduzione in pristino - Compiti del giudice - Accertamento della violazione sotto ogni profilo - Obbligatorietà - Portata - Mancata specificazione nella domanda di tutte le conseguenze derivanti dalla violazione lamentata - Applicazione d'ufficio di tutte le sanzioni previste - Ultrapetizioni – Esclusione. In tema di distanze legali nelle costruzioni, il giudice, di fronte ad una domanda di riduzione in pristino di opere eseguite in contrasto con le prescrizioni vigenti, deve verificare la sussistenza delle lamentate violazioni sotto ogni profilo, alla stregua di criteri normativi identificabili ed applicabili d'ufficio, e, pertanto, non incorre nel vizio di ultrapetizione ove applichi integralmente la disciplina sanzionatoria delle violazioni accertate, ancorché la domanda non abbia fatto specifico riferimento a tutte le conseguenze derivanti dalla violazione delle prescrizioni predette Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3889 del 14/02/2017   …...
Possesso - effetti - usucapione - di beni immobili e diritti reali immobiliari - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1395 del 19/01/2017
Mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella legale - Acquisto della relativa servitù per usucapione - Ammissibilità - Abusività della costruzione - Rilevanza - Esclusione - Fondamento. È ammissibile l'acquisto per usucapione di una servitù avente ad oggetto il mantenimento di una costruzione a distanza inferiore a quella fissata dal codice civile o dai regolamenti e dagli strumenti urbanistici, anche nel caso in cui la costruzione sia abusiva, atteso che il difetto della concessione edilizia esaurisce la sua rilevanza nell'ambito del rapporto pubblicistico, senza incidere sui requisiti del possesso "ad usucapionem". Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 1395 del 19/01/2017 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - costruzioni in località sismiche – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23231 del 15/11/2016
Costruzioni in aderenza realizzate in violazione dell'art. 9 della l. n. 1684 del 1962 - Azione volta alla eliminazione dello stato di pericolo mediante idonei interventi o con riduzione in pristino - Esperibilità - Riparto dell'onere della prova. In materia di edilizia nelle zone sismiche, qualora sia eseguita una costruzione in aderenza senza rispettare le prescrizioni dettate dall'art. 9, della l. n. 1684 del 1962, il proprietario dell'edificio contiguo ha diritto di chiedere l'eliminazione dello stato di pericolo derivante dalla presumibile instabilità del suo immobile, mediante idonei interventi o, se ciò non sia tecnicamente possibile, con la riduzione in pristino, gravando sulla parte interessata ad evitare la demolizione l'onere di provare l'esistenza degli accorgimenti tecnici che consentano la messa in sicurezza della costruzione, scongiurandone l'abbattimento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 23231 del 15/11/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21755 del 27/10/2016
Programma di fabbricazione - Natura - Efficacia integrativa del regolamento edilizio - Sussistenza - Effetti sul piano di lottizzazione. Il programma di fabbricazione ha natura di atto normativo regolatore a carattere generale, integrativo del regolamento edilizio a decorrere dalla sua pubblicazione mediante affissione nell'albo pretorio, e, fino all'approvazione del piano regolatore generale, rappresenta lo strumento tipico e normale di sistemazione urbanistica e del territorio, sicchè i vincoli imposti dallo stesso perimetrano il piano di lottizzazione che, ove se ne discosti, risulta adottato in deroga del primo, senza il rispetto delle modalità di approvazione cui quest'ultimo soggiace. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21755 del 27/10/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21755 del 27/10/2016 bb
Programma di fabbricazione - Natura - Efficacia integrativa del regolamento edilizio - Sussistenza - Effetti sul piano di lottizzazione. Il programma di fabbricazione ha natura di atto normativo regolatore a carattere generale, integrativo del regolamento edilizio a decorrere dalla sua pubblicazione mediante affissione nell'albo pretorio, e, fino all'approvazione del piano regolatore generale, rappresenta lo strumento tipico e normale di sistemazione urbanistica e del territorio, sicchè i vincoli imposti dallo stesso perimetrano il piano di lottizzazione che, ove se ne discosti, risulta adottato in deroga del primo, senza il rispetto delle modalità di approvazione cui quest'ultimo soggiace. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21755 del 27/10/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12987 del 23/06/2016
"Ius superveniens" - Più favorevole al costruttore - Idoneità a precludere l'esecuzione fondata su titolo giudiziale costituito da provvedimento passato in giudicato - Esclusione - Ragioni. In materia di distanze nelle costruzioni, il principio secondo il quale lo "ius superveniens" più favorevole per il costruttore rende legittimo l'edificio sorto in violazione della normativa in vigore al momento della sua ultimazione, fermo il diritto del vicino al risarcimento del danno, non si applica in presenza di una sentenza passata in giudicato che abbia accertato la violazione, giacché la nuova normativa - a meno che non affermi espressamente di voler incidere sui giudicati - non può avere effetto sulla statuizione demolitoria che deve essere eseguita in forza del giudicato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 12987 del 23/06/2016   …...
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009
Piani regolatori generali - Regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione - Momento determinante della loro efficacia di fonti integrative del codice civile - Pubblicazione mediante affissione all'albo pretorio dopo l'approvazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009 I piani regolatori generali e i regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione, per diventare esecutivi ed acquistare efficacia normativa, devono, dopo l'approvazione, essere portati a conoscenza dei destinatari nei modi di legge, ossia mediante pubblicazione da eseguirsi con affissione all'albo pretorio, essendo tale pubblicazione condizione necessaria per l'efficacia e l'obbligatorietà dello strumento urbanistico. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009   …...
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010
Successione nel tempo di norme edilizie - Norme successive più restrittive - Costruzioni già sorte all'epoca della loro entrata in vigore - Inapplicabilità - Sopravvenienza di nuove norme meno restrittive - Immediata applicabilità - Limiti - Effetti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010 I regolamenti edilizi in materia di distanze tra costruzioni contengono norme di immediata applicazione, salvo il limite, nel caso di norme più restrittive, dei cosiddetti "diritti quesiti" (per cui la disciplina più restrittiva non si applica alle costruzioni che, alla data dell'entrata in vigore della normativa, possano considerarsi "già sorte"), e, nel caso di norme più favorevoli, dell'eventuale giudicato formatosi sulla legittimità o meno della costruzione. Ne consegue la inammissibilità dell'ordine di demolizione di costruzioni che, illegittime secondo le norme vigenti al momento della loro realizzazione, tali non siano più alla stregua delle norme vigenti al momento della decisione, salvo, ove ne ricorrano le condizioni, il diritto al risarcimento dei danni prodottisi "medio tempore", ossia di quelli conseguenti alla illegittimità della costruzione nel periodo compreso tra la sua costruzione e l'avvento della nuova disciplina. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010   …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016
Regolamenti edilizi locali - Norme sull'altezza degli edifici, senza riferimento alle distanze - Violazione - Diritto del privato alla sola tutela risarcitoria e non alla riduzione in pristino - Fondamento. In tema di distanze legali, in caso di violazione delle norme del regolamento edilizio locale disciplinanti solo l'altezza, in sé, degli edifici, ossia senza considerare la distanza intercorrente tra gli stessi, il privato ha diritto solo al risarcimento dei danni e non anche alla riduzione in pristino del manufatto, trattandosi di disposizioni che hanno quale scopo principale la tutela di interessi generali urbanistici, sicché, quanto agli interessi dei privati, resta preservato il solo valore economico delle proprietà viciniori. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016
Regolamenti edilizi locali - Norme sull'altezza degli edifici, senza riferimento alle distanze - Violazione - Diritto del privato alla sola tutela risarcitoria e non alla riduzione in pristino - Fondamento. In tema di distanze legali, in caso di violazione delle norme del regolamento edilizio locale disciplinanti solo l'altezza, in sé, degli edifici, ossia senza considerare la distanza intercorrente tra gli stessi, il privato ha diritto solo al risarcimento dei danni e non anche alla riduzione in pristino del manufatto, trattandosi di disposizioni che hanno quale scopo principale la tutela di interessi generali urbanistici, sicché, quanto agli interessi dei privati, resta preservato il solo valore economico delle proprietà viciniori. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016
Regolamenti edilizi locali - Norme sull'altezza degli edifici, senza riferimento alle distanze - Violazione - Diritto del privato alla sola tutela risarcitoria e non alla riduzione in pristino - Fondamento. In tema di distanze legali, in caso di violazione delle norme del regolamento edilizio locale disciplinanti solo l'altezza, in sé, degli edifici, ossia senza considerare la distanza intercorrente tra gli stessi, il privato ha diritto solo al risarcimento dei danni e non anche alla riduzione in pristino del manufatto, trattandosi di disposizioni che hanno quale scopo principale la tutela di interessi generali urbanistici, sicché, quanto agli interessi dei privati, resta preservato il solo valore economico delle proprietà viciniori. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016 (bis)
Regolamenti edilizi locali - Norme sull'altezza degli edifici, senza riferimento alle distanze - Violazione - Diritto del privato alla sola tutela risarcitoria e non alla riduzione in pristino - Fondamento. In tema di distanze legali, in caso di violazione delle norme del regolamento edilizio locale disciplinanti solo l'altezza, in sé, degli edifici, ossia senza considerare la distanza intercorrente tra gli stessi, il privato ha diritto solo al risarcimento dei danni e non anche alla riduzione in pristino del manufatto, trattandosi di disposizioni che hanno quale scopo principale la tutela di interessi generali urbanistici, sicché, quanto agli interessi dei privati, resta preservato il solo valore economico delle proprietà viciniori. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10264 del 18/05/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - posizioni soggettive del privato – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 106 del 07/01/2016
Norme di edilizia - Regolamenti edilizi comunali - Altezza degli edifici - Con prospetti su più fronti a quote diverse - Criteri di calcolo - Piano del distacco. Al fine di verificare se siano rispettati i vincoli di altezza fissati dai regolamenti edilizi, quando l'entità del distacco tra fabbricati sia stabilita in rapporto all'altezza delle costruzioni che si fronteggiano, l'altezza da prendere in considerazione, è quella dei prospetti che delimitano il distacco e deve essere misurata avendo riguardo al livello del suolo alla base dei prospetti medesimi, dovendosi, in caso di fabbricati con prospetti su più fronti a quote diverse, aver riguardo, in particolare, all'altezza di ciascun prospetto, misurata dal piano del marciapiede o, in mancanza, del piano di calpestio, coincidente con piano del distacco, con la precisazione che se il distacco è formato da una strada, occorre prendere come base il piano del marciapiede in senso proprio, mentre in assenza di marciapiede va fatto riferimento alla quota di mezzeria della strada costruita o costruenda, o, infine, se la strada non è prevista, alla quota di mezzeria del distacco. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 106 del 07/01/2016   …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 106 del 07/01/2016
Posizioni soggettive del privato - Norme di edilizia - Regolamenti edilizi comunali - Altezza degli edifici - Con prospetti su più fronti a quote diverse - Criteri di calcolo - Piano del distacco. Al fine di verificare se siano rispettati i vincoli di altezza fissati dai regolamenti edilizi, quando l'entità del distacco tra fabbricati sia stabilita in rapporto all'altezza delle costruzioni che si fronteggiano, l'altezza da prendere in considerazione, è quella dei prospetti che delimitano il distacco e deve essere misurata avendo riguardo al livello del suolo alla base dei prospetti medesimi, dovendosi, in caso di fabbricati con prospetti su più fronti a quote diverse, aver riguardo, in particolare, all'altezza di ciascun prospetto, misurata dal piano del marciapiede o, in mancanza, del piano di calpestio, coincidente con piano del distacco, con la precisazione che se il distacco è formato da una strada, occorre prendere come base il piano del marciapiede in senso proprio, mentre in assenza di marciapiede va fatto riferimento alla quota di mezzeria della strada costruita o costruenda, o, infine, se la strada non è prevista, alla quota di mezzeria del distacco. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 106 del 07/01/2016   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - azione giudiziaria per il rispetto delle - legittimazione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17602 del 04/09/2015
Azione volta al rispetto delle distanze legali tra le costruzioni - Legittimazione passiva esclusiva del proprietario - Sussistenza - Incidenza sulla "causa petendi" dell'esatta individuazione dell'autore delle opere - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17602 del 04/09/2015 L'azione reale volta al rispetto della distanza legale tra le costruzioni deve essere proposta nei confronti dell'attuale proprietario della costruzione illegittima, atteso che solo costui può essere destinatario dell'ordine di demolizione che tale azione tende a conseguire, a nulla rilevando che la costruzione sia stata iniziata o eseguita da un precedente proprietario, nei cui confronti non potrebbe comunque essere ordinata la demolizione, né potendo, tale circostanza, incidere sulla "causa petendi" dell'azione proposta, che è costituita dall'appartenenza all'attuale proprietario del fabbricato posto a distanza illegale a prescindere dalla concreta individuazione dell'autore materiale delle opere realizzate. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17602 del 04/09/2015     …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - azione giudiziaria per il rispetto delle - legittimazione – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17602 del 04/09/2015
Azione volta al rispetto delle distanze legali tra le costruzioni - Legittimazione passiva esclusiva del proprietario - Sussistenza - Incidenza sulla "causa petendi" dell'esatta individuazione dell'autore delle opere - Esclusione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17602 del 04/09/2015 L'azione reale volta al rispetto della distanza legale tra le costruzioni deve essere proposta nei confronti dell'attuale proprietario della costruzione illegittima, atteso che solo costui può essere destinatario dell'ordine di demolizione che tale azione tende a conseguire, a nulla rilevando che la costruzione sia stata iniziata o eseguita da un precedente proprietario, nei cui confronti non potrebbe comunque essere ordinata la demolizione, né potendo, tale circostanza, incidere sulla "causa petendi" dell'azione proposta, che è costituita dall'appartenenza all'attuale proprietario del fabbricato posto a distanza illegale a prescindere dalla concreta individuazione dell'autore materiale delle opere realizzate. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17602 del 04/09/2015     …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 26426 del 16/12/2014
Violazione di disposizioni non integrative di norme sulle distanze - Danno risarcibile - Prova ed accertamento - Onere e criteri - Fattispecie. Il condomino che, nel recintare uno spazio di proprietà esclusiva, violi norme amministrative diverse da quelle in materia di distanze (nella specie, la normativa antincendio di cui al d.m. 1 febbraio 1986) non cagiona un immediato e contestuale danno ai vicini, il cui diritto al risarcimento richiede l'accertamento del nesso tra la violazione e il pregiudizio subito, la prova del quale, a carico della parte interessata, deve riguardare sia la sussistenza che l'entità del danno. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 26426 del 16/12/2014   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25501 del 02/12/2014
Illegittimità costituzionale delle norme relative alle distanze legali per mancata applicabilità dell'art. 938 cod. civ. - Manifesta infondatezza - Ragioni. È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della disciplina dettata dagli artt. 873 e ss. cod. civ., con riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui - in caso di costruzione realizzata in buona fede e con regolare concessione edilizia a distanza inferiore a quella prescritta - non è applicabile il meccanismo delineato dall'art. 938 cod. civ., essendo incomparabili le disposizioni in materia di distanze legali, le quali tutelano la proprietà nella dimensione pubblicistica, e sono, pertanto, di regola indisponibili, e quelle che regolano esclusivamente i rapporti tra proprietari, come il citato art. 938 cod. civ., il quale prevede la cosiddetta accessione invertita, mediante norma di carattere eccezionale che deroga sia al principio dell'accessione sia al diritto del proprietario di disporre della cosa in maniera piena ed esclusiva. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 25501 del 02/12/2014 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - stabilite in misura diversa - rinvio del codice ai regolamenti edilizi – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20994 del 13/09/2013
"Ius superveniens" meno restrittivo - Delibera del consiglio comunale - Idoneità a legittimare costruzione originariamente illecita - Esclusione - Fondamento. In tema di distanze legali, la disciplina meno restrittiva, la cui sopravvenienza può legittimare la costruzione originariamente illecita, non può consistere in una semplice delibera del consiglio comunale, atteso che questa non è idonea, di per sé, a modificare la disciplina urbanistica, costituendo solo il primo atto di un complesso "iter" amministrativo che si conclude soltanto con l'approvazione regionale della variante del piano regolatore generale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20994 del 13/09/2013   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18119 del 26/07/2013
"Jus superveniens" - Meno restrittivo per il costruttore - Effetti - In ordine al mantenimento dell'opera - In ordine al risarcimento del danno. In materia di distanze nelle costruzioni, qualora subentri una disposizione derogatoria favorevole al costruttore, si consolida - salvi gli effetti di un eventuale giudicato sull'illegittimità della costruzione -il diritto di quest'ultimo a mantenere l'opera alla distanza inferiore, se, a quel tempo, la stessa sia già ultimata, restando irrilevanti le vicende normative successive, fermo, peraltro, il diritto del vicino al risarcimento del danno subito nel periodo tra l'edificazione e l'entrata in vigore del disposto normativo legittimante. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 18119 del 26/07/2013   …...
Servitù - prediali - servitù coattive - passaggio coattivo - condizioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4431 del 20/03/2012
Servitù di passaggio coattivo - Costituzione mediante sentenza - Opere necessarie per la costituzione e/o l'esercizio della servitù - Contrasto di dette opere con norme urbanistiche imperative - Legittimità - Esclusione - Conseguenze - Adozione di soluzioni rispettose dei vincoli - Necessità - Rilievo d'ufficio delle norme imperative - Ammissibilità. Il giudice, allorché emette una sentenza costitutiva di una servitù di passaggio coattivo, deve evitare che il suo comando si ponga in contrasto con norme di carattere imperativo, come quelle stabilite dalle leggi urbanistiche e dai piani regolatori che pongano limiti o divieti all'esecuzione delle opere necessarie per la costituzione e/o l'esercizio della servitù, adottando, ove ciò non sia possibile, una soluzione differente, che consenta l'imposizione in concreto del vincolo, senza consentire che il rispetto di tali norme di natura imperativa sia rimesso alla disponibilità delle parti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4431 del 20/03/2012   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13547 del 20/06/2011
Esistenza di un fabbricato sul confine avente il muro perimetrale finestrato - Realizzazione di costruzione da parte del proprietario confinante sul proprio terreno - Obbligo di rispettare la distanza di dieci metri - Sussistenza - Facoltà di costruire in aderenza - Esclusione. A norma dell'art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, nel caso di esistenza, sul confine tra due fondi, di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, della possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 13547 del 20/06/2011   …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010
Distanze in materia di costruzioni - Prescrizioni dei piani regolatori e dei regolamenti comunali edilizi - Norme di carattere integrativo - Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Le prescrizioni dei piani regolatori generali e degli annessi regolamenti comunali edilizi che disciplinano le distanze nelle costruzioni, anche con riguardo ai confini, sono integrative del codice civile ed hanno, pertanto, valore di norme giuridiche (anche se di natura secondaria), sicché il giudice, in virtù del principio "iura novit curia", deve acquisirne diretta conoscenza d'ufficio, quando la violazione di queste sia dedotta dalla parte (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la Corte ha ritenuto che non poteva considerarsi una produzione vietata dall'art. 372 cod. proc. civ., attenendo a "ius superveniens", l'allegazione del testo regolamentare sopravvenuto di un piano di attuazione di un P.R.G., che avrebbe dovuto essere conosciuto ed applicato anche d'ufficio nel caso esaminato). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010   …...
Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010
Successione nel tempo di norme edilizie - Norme successive più restrittive - Costruzioni già sorte all'epoca della loro entrata in vigore - Inapplicabilità - Sopravvenienza di nuove norme meno restrittive - Immediata applicabilità - Limiti - Effetti. I regolamenti edilizi in materia di distanze tra costruzioni contengono norme di immediata applicazione, salvo il limite, nel caso di norme più restrittive, dei cosiddetti "diritti quesiti" (per cui la disciplina più restrittiva non si applica alle costruzioni che, alla data dell'entrata in vigore della normativa, possano considerarsi "già sorte"), e, nel caso di norme più favorevoli, dell'eventuale giudicato formatosi sulla legittimità o meno della costruzione. Ne consegue la inammissibilità dell'ordine di demolizione di costruzioni che, illegittime secondo le norme vigenti al momento della loro realizzazione, tali non siano più alla stregua delle norme vigenti al momento della decisione, salvo, ove ne ricorrano le condizioni, il diritto al risarcimento dei danni prodottisi "medio tempore", ossia di quelli conseguenti alla illegittimità della costruzione nel periodo compreso tra la sua costruzione e l'avvento della nuova disciplina. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010   …...
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010
Distanze in materia di costruzioni- Prescrizioni dei piani regolatori e dei regolamenti comunali edilizi - Norme di carattere integrativo - Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010 Le prescrizioni dei piani regolatori generali e degli annessi regolamenti comunali edilizi che disciplinano le distanze nelle costruzioni, anche con riguardo ai confini, sono integrative del codice civile ed hanno, pertanto, valore di norme giuridiche (anche se di natura secondaria), sicché il giudice, in virtù del principio "iura novit curia", deve acquisirne diretta conoscenza d'ufficio, quando la violazione di queste sia dedotta dalla parte (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la Corte ha ritenuto che non poteva considerarsi una produzione vietata dall'art. 372 cod. proc. civ., attenendo a "ius superveniens", l'allegazione del testo regolamentare sopravvenuto di un piano di attuazione di un P.R.G., che avrebbe dovuto essere conosciuto ed applicato anche d'ufficio nel caso esaminato). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - regolamenti edilizi (incidenza) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n.
Deroga - Condizioni - Ammissibilità di costruzioni in aderenza o in appoggio - Criterio della prevenzione - Applicabilità - Sussistenza - Conseguenze. In tema di distanze nelle costruzioni, qualora gli strumenti urbanistici stabiliscano determinate distanze dal confine e nulla aggiungano sulla possibilità di costruire "in aderenza" od "in appoggio", la preclusione di dette facoltà non consente l'operatività del principio della prevenzione; nel caso in cui, invece, tali facoltà siano previste, si versa in ipotesi del tutto analoga a quella disciplinata dagli artt. 873 e ss. cod. civ., con la conseguenza che è consentito al preveniente costruire sul confine, ponendo il vicino, che intenda a sua volta edificare, nell'alternativa di chiedere la comunione del muro e di costruire in aderenza (eventualmente esercitando le opzioni previste dagli artt. 875 e 877, secondo comma, cod. civ.), ovvero di arretrare la sua costruzione sino a rispettare la maggiore intera distanza imposta dallo strumento urbanistico. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8465 del 09/04/2010   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8273 del 07/04/2010
Costruzione a distanza inferiore a quella stabilita dall'art. 873 cod. civ. o da una norma regolamentare integrativa - Proprietario del fondo finitimo - Opzione per la fabbricazione in appoggio o in aderenza alla costruzione - Tutela ex art. 872 cod. civ. - Esclusione - Fondamento. In tema di distanze nelle costruzioni, laddove sia stata realizzata una costruzione a distanza inferiore rispetto a quella stabilita dall'art. 873 cod. civ. o da una norma regolamentare integrativa, il proprietario del fondo finitimo che abbia optato, a norma degli artt. 875 e 877, comma secondo, cod. civ., per la fabbricazione in appoggio o in aderenza alla costruzione già realizzata dal confinante, non può chiedere alcuna delle forme di tutela previste dall'art. 872 cod. civ., atteso che sono incompatibili con la scelta effettuata non solo l'azione diretta alla riduzione in pristino ma anche quella risarcitoria, restandone il relativo fondamento interamente assorbito dall'ampliamento dell'originaria capacità edificatoria del fondo. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8273 del 07/04/2010   …...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - decisione del ricorso - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009
Individuazione delle norme applicabili al caso concreto - Dovere del giudice - Sussistenza - Deduzioni delle parti al riguardo - Irrilevanza - Vigenza di una determinata norma alla data rilevante in concreto - Accertamento - Nuova questione di fatto non deducibile in sede di legittimità - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009 La vigenza o meno di una certa norma alla data rilevante in relazione al caso concreto non costituisce nuova questione di fatto, non deducibile in sede di legittimità, poiché rientra nella scienza ufficiale del giudice, il quale in sede di legittimità ha il dovere, prescindendo dalle deduzioni delle parti, di verificare se la disposizione applicata dai giudici di merito fosse effettivamente in vigore e, quindi, applicabile al caso esaminato.(Fattispecie relativa a distanze legali e all'accertamento della data di entrata in vigore del regolamento edilizio comunale applicato in concreto dalla corte di merito). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009
Piani regolatori generali - Regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione - Momento determinante della loro efficacia di fonti integrative del codice civile - Pubblicazione mediante affissione all'albo pretorio dopo l'approvazione. I piani regolatori generali e i regolamenti edilizi con annessi programmi di fabbricazione, per diventare esecutivi ed acquistare efficacia normativa, devono, dopo l'approvazione, essere portati a conoscenza dei destinatari nei modi di legge, ossia mediante pubblicazione da eseguirsi con affissione all'albo pretorio, essendo tale pubblicazione condizione necessaria per l'efficacia e l'obbligatorietà dello strumento urbanistico. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009   …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - decisione del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009
Individuazione delle norme applicabili al caso concreto - Dovere del giudice - Sussistenza - Deduzioni delle parti al riguardo - Irrilevanza - Vigenza di una determinata norma alla data rilevante in concreto - Accertamento - Nuova questione di fatto non deducibile in sede di legittimità - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. La vigenza o meno di una certa norma alla data rilevante in relazione al caso concreto non costituisce nuova questione di fatto, non deducibile in sede di legittimità, poiché rientra nella scienza ufficiale del giudice, il quale in sede di legittimità ha il dovere, prescindendo dalle deduzioni delle parti, di verificare se la disposizione applicata dai giudici di merito fosse effettivamente in vigore e, quindi, applicabile al caso esaminato.(Fattispecie relativa a distanze legali e all'accertamento della data di entrata in vigore del regolamento edilizio comunale applicato in concreto dalla corte di merito). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 17692 del 29/07/2009   …...
proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8949 del 15/04/2009
Distanze legali - Domanda di demolizione di manufatto - Litisconsorzio passivo tra i comproprietari - Sussistenza - Pluralità di soggetti interessati - Possibilità di azione individuale - Litisconsorzio necessario - Esclusione - Fondamento - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8949 del 15/04/2009 Il principio, secondo cui in tema di azioni a tutela delle distanze legali sono contraddittori necessari, dal lato passivo, tutti i comproprietari "pro indiviso" dell'immobile confinante, quando ne venga chiesta la demolizione o il ripristino, essendo altrimenti la sentenza "inutiliter data", non si applica nel caso in cui plurimi soggetti siano, in ipotesi, interessati ad ottenere la demolizione dell'opera eseguita in violazione delle predette distanze, potendo costoro agire individualmente, con la conseguenza che la sentenza emessa in favore anche di uno solo di essi è suscettibile di esecuzione e, perciò, utilmente data. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8949 del 15/04/2009   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3036 del 06/02/2009
Rispetto delle distanze legali delle costruzioni rispetto al confine - Fondi finitimi - Nozione - Norme sulle distanze - Applicabilità anche ai fondi vicini - Esclusione. In materia di rispetto delle distanze legali delle costruzioni rispetto al confine, la nozione di fondi finitimi è diversa da quella di fondi meramente "vicini", dovendo per fondi finitimi intendersi quelli che hanno in comune, in tutto o in parte, la linea di confine, ossia quelli le cui linee di confine, a prescindere dall'essere o meno parallele, se fatte avanzare idealmente l'una verso l'altra, vengono ad incontrarsi almeno per un segmento; ne consegue che non possono essere invocate le norme sul rispetto delle distanze ove i fondi abbiano in comune soltanto uno spigolo o i cui spigoli si fronteggino pur rimanendo distanti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3036 del 06/02/2009   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2563 del 02/02/2009
Distanze nelle costruzioni - Demolizione e ricostruzione da parte del preveniente del suo fabbricato - Possibilità di invocare, per sottrarsi al rispetto delle nuove norme del regolamento edilizio, l'antecedente inosservanza del prevenuto - Esclusione - Fondamento. In tema di distanze nelle costruzioni, ai sensi dell'art. 873 cod. civ., il preveniente, qualora abbia demolito e ricostruito il fabbricato, non può invocare, per sottrarsi al rispetto delle nuove norme del regolamento edilizio, ove non l'abbia fatto nei limiti della prescrizione del suo diritto, l'antecedente violazione da parte del prevenuto, specie nel caso in cui il predetto regolamento abbia previsto limiti, valevoli anche per le ricostruzioni, che ne avrebbero comportato l'arretramento, pure se il prevenuto avesse rispettato le distanze imposte dalla normativa vigente all'epoca della costruzione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2563 del 02/02/2009   …...
urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - piani regolatori generali - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006
Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Configurabilità - Esclusione - Onere di allegazione a carico della parte interessata - Necessità - Fondamento - Giudizio di cassazione - Produzione del piano regolatore - Ammissibilità - Deposito di altre certificazioni - Divieto - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006 In tema di distanze fra costruzioni, poichè il piano regolatore di un comune costituisce norma di carattere secondario (soggetta a pubblicazione presso il comune stesso), il giudice non è tenuto a conoscerne nè a ricercarne d'ufficio il contenuto,atteso che incombe sulla parte interessata l'onere di allegazione anche in sede di giudizio per cassazione, non ostandovi il divieto stabilito dall'art. 372, prima parte, cod. proc. civ.;tale norma è, viceversa, ostativa alla produzione di qualsivoglia ulteriore certificazione o documentazione relativa al piano stesso, come ad es. quella relativa alla zona in cui ricade il fabbricato in oggetto, giacchè in tal modo si verrebbe a compiere in sede di legittimità un'indagine di fatto riservata al giudice di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10709 del 07/07/2003
Norme di attuazione dei piani territoriali paesaggistici della Regione - Finalità - Natura integrativa del codice civile ed in particolare dell'art. 886 cod. civ. - Configurabilità - Esclusione. Poiché le norme tecniche di attuazione dei piani territoriali paesaggistici della Regione, che hanno la finalità di tutelare interessi generali o urbanistici o di salvaguardia dell'ambiente, non sono integrative del codice civile, le disposizioni in esse contenute sulle modalità costruttive dei muri di cinta non sono modificative delle previsioni di cui all'art. 886 cod. civ.. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 10709 del 07/07/2003   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7525 del 23/05/2002
Fondi separati da una striscia di terreno inedificabile - Ampiezza della striscia inferiore alla distanza legale minima prescritta fra le costruzioni - Costruzione su di uno o entrambi i fondi - Distanza da osservare rispetto al confine - Determinazione - Criteri. In tema di distanze tra costruzioni, la distanza da osservare, per il proprietario che intenda costruire su di un fondo diviso da quello limitrofo da un'area inedificabile (appartenente ad un terzo, ovvero comune ai proprietari dei due fondi vicini non contigui) di larghezza minore della distanza minima da osservare tra fabbricati, deve essere calcolata da una linea ideale di confine equidistante dai due fondi (situata, pertanto, sulla mezzeria dell'area intermedia) tutte le volte in cui la distanza stessa, prescritta dallo strumento urbanistico locale, debba osservarsi tra fabbricati. Tale principio non è, per converso, applicabile qualora il distacco minimo assoluto sia, invece, imposto tra la nuova opera ed il confine, poiché, in tal caso, il distacco stesso si identifica sempre con la linea di separazione tra l'aera intermedia ed il terreno del costruttore, non sussistendo le ragioni di equilibrio che giustifichino il ricorso al suddetto criterio, e dovendo anche il proprietario del fondo vicino, che decida di edificare successivamente, rispettare la medesima distanza dal confine con detta area. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7525 del 23/05/2002   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - distanze legali - nelle costruzioni - criterio della prevenzione (costruzione sul confine o con distacco) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3506 del 10/04/1999
Fondi separati da una striscia di terreno inedificabile di dimensioni inferiori alla distanza prescritta fra le costruzioni - Diritto di prevenzione - Applicabilità - Esclusione - Costruzione di ciascun proprietario sul proprio fondo - Distanza dal confine - Determinazione. Quando due fondi siano separati da una striscia di terreno inedificata e inedificabile di proprietà aliena che abbia una larghezza inferiore alla distanza legale prescritta fra le costruzioni, non trova applicazione il diritto di prevenzione, dovendo ciascuno dei proprietari costruire sul proprio fondo ad una distanza, rispetto al confine con il terreno di proprietà aliena, che non sia inferiore alla metà della differenza che residua sottraendo dal distacco imposto dalla normativa edilizia la misura dello spazio occupato dalla striscia di terreno interposta. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3506 del 10/04/1999   …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - muro - muro di cinta - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 591 del 30/01/1990
Disciplina relativa - violazione - conseguenze. L'art. 878 cod. civ., il quale dispone che il muro di cinta o il muro isolato di altezza non superiore a tre metri non è considerato per il computo delle distanze, pur non regolando direttamente le distanze fra le costruzioni, è tuttavia compreso fra le Disposizioni la cui violazione dà diritto alla doppia tutela del risarcimento del danno e della riduzione in pristino ex art. 872 comma secondo cod. civ., che al riguardo indica indistintamente le norme contenuta nella Sezione vi, nella quale rientra il citato art. 878. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 591 del 30/01/1990   …...

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