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0840. Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo

Art.840. Sottosuolo e spazio sovrastante al suolo.

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Documenti collegati:

Condominio negli edifici - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8252 del 28/03/2025 (Rv. 674214 - 01)
Sottosuolo (cantine, sotterranei) - Parti comuni dell'edificio - Suolo su cui sorge l'edificio condominiale - Nozione - "Vespaio" - Suolo comune - Configurabilità - Esclusione. Poiché l'edificio condominiale comprende l'intero manufatto che va dalle fondamenta al tetto e quindi anche i vani scantinati compresi tra le fondamenta, il suolo su cui sorge l'edificio, oggetto di proprietà comune ai sensi dell'art. 1117 c.c., non è la superficie, a livello del piano di campagna, che viene scavata per la posa delle fondamenta, bensì quella porzione di terreno sulla quale viene a poggiare l'intero edificio, e, immediatamente, la parte infima dello stesso; ne consegue che il vespaio, realizzato con la stesura di uno strato di materiale inerte, sottostante al pavimento del piano terra che vi viene poggiato, non rientra nell'ambito del suolo comune ex art. 1117 c.c., bensì costituisce un manufatto distinto dalle fondazioni - posto a servizio esclusivo dell'unità immobiliare del piano terreno - la cui unica funzione è quella di fare da isolante per la separazione della superficie di sedime dalla soletta inferiore. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8252 del 28/03/2025 (Rv. 674214 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_0934, Cod_Civ_art_1117   …...
Proprieta' fondiaria: estensione - rovina di edificio - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 3092 del 02/02/2024 (Rv. 670082-01)
Appalto (contratto di) - responsabilita' - del committente - Rovina di opere costruite nel sottosuolo in esecuzione di lavori di escavazione oggetto di un contratto di appalto - Rapporti tra gli artt. 840 e 2053 c.c. - Criteri di distinzione - Fondamento. In caso di rovina di opere costruite nel sottosuolo in esecuzione di lavori di escavazione oggetto di un contratto di appalto, il proprietario è responsabile, ai sensi dell'art. 840 c.c. e in via esclusiva o concorrente con l'appaltatore a seconda della sua ingerenza nei lavori medesimi con direttive più o meno vincolanti, quando, nell'esercizio delle sue facoltà di realizzare escavazioni od opere nel sottosuolo, produce un danno ai vicini; se, invece, non vi è alcun legame causale tra l'attuale esercizio delle facoltà dominicali e l'evento lesivo in quanto la rovina concerne un edificio o una costruzione preesistenti o successivi all'attività di escavazione ovvero alla realizzazione di opere nel sottosuolo, lo stesso proprietario è responsabile, ai sensi dell'art. 2053 c.c., costituendo il rilievo attribuito all'esercizio in atto delle facoltà proprietarie il discrimen tra i due diversi criteri di imputazione della responsabilità del proprietario. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 3092 del 02/02/2024 (Rv. 670082-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_2053 …...
Appartenenza all'ente territoriale – Cass. n. 9157/2023
Comune - demanio comunale – strade - Appartenenza all'ente territoriale - Accertamento - Requisiti spaziali e funzionali - Necessità - Contenuto.   In tema di limiti diritto di proprietà, l'estensione al sottosuolo non si applica all'area di sedime sottostante una strada pubblica in corrispondenza di un ponte o di un viadotto; ipotesi nella quale opera la presunzione di demanialità delle aree accessorie alle strade pubbliche, qualora sia accertato che l'area sia contigua o quantomeno comunicante con la strada pubblica e che integri la funzione viaria; presunzione che il privato può vincere provando, in contrario, la preesistente natura privata dell'area in contestazione o l'esistenza di un poziore titolo di proprietà. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 9157 del 03/04/2023 (Rv. 667521 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0840   Corte Cassazione 9157 2023 …...
Responsabilita' del committente – Cass. n. 7027/2021
Appalto (contratto di) - responsabilita' - del committente - Danni derivanti da attività di escavazione - Responsabilità del proprietario del fondo - Configurabilità - Condizioni - Conseguenze in tema di riparto di responsabilità tra committente ed appaltatore. proprieta' - fondiaria: estensione - responsabilita' civile - padroni, committenti e imprenditori La responsabilità del proprietario di un fondo per i danni derivanti da attività di escavazione, ex art. 840 c.c., non opera in senso oggettivo, ma richiede una condotta colposa, sicché, nell'ipotesi in cui i lavori di escavazione siano affidati in appalto, è l'appaltatore ad essere, di regola, l'esclusivo responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera, salvo che non risulti accertato che il proprietario committente, avendo - in forza del contratto di appalto - la possibilità di impartire prescrizioni o di intervenire per richiedere il rispetto delle normative di sicurezza, se ne sia avvalso per imporre particolari modalità di esecuzione o particolari accorgimenti antinfortunistici che siano stati causa (diretta o indiretta) del sinistro, nel qual caso la responsabilità dell'appaltatore verso il terzo danneggiato può aggiungersi a quella del proprietario, ma non sostituirla o eliminarla. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7027 del 12/03/2021 (Rv. 660749 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1227, Cod_Civ_art_1655, Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2050, Cod_Civ_art_2053 …...
Proprieta' – fondiaria- estensione - sottosuolo - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 779 del 16/01/2020 (Rv. 656834 - 01)
Proprietà - Diversa titolarità del sottosuolo - Onere probatorio - Oggetto della prova. A norma dell'art. 840 c.c., la proprietà del sottosuolo spetta al proprietario del suolo, salvo che in senso contrario disponga il titolo di acquisto di quest'ultimo oppure che detta proprietà risulti spettare ad altri in base ad un titolo opponibile al proprietario del suolo. Incombe, pertanto, alla parte che assuma di avere la proprietà separata sul sottosuolo fornire la relativa prova, avente ad oggetto l'atto di trasferimento separato del sottosuolo proveniente da colui che, mediante successivi atti di trasferimento, ha trasferito a terzi la titolarità del suolo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 779 del 16/01/2020 (Rv. 656834 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_2697 PROPRIETA' FONDIARIA ESTENSIONE SOTTOSUOLO   …...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 33163 del 16/12/2019 (Rv. 656305 - 01)
Proprietà esclusiva di vano ricavato nel sottosuolo dell'edificio condominiale - Criteri di determinazione. In tema di condominio negli edifici, in ipotesi di controversia circa la titolarità di un locale posto nel sottosuolo del fabbricato, ricavato mediante scavo nell'area sottostante ad un appartamento, attuato con svuotamento di volume ed asportazione di terreno, deve gradatamente accertarsi se la proprietà di tale locale, preesistente al frazionamento, sia attribuita dal titolo costitutivo del condominio, ovvero sia altrimenti da riconoscersi acquisita per usucapione, o, infine, se esso, per la sua struttura, debba considerarsi non tra le parti comuni dell'edificio di cui all'art. 1117 c.c., quanto, piuttosto, destinato ad uso esclusivo, potendosi, del resto, estendere la disciplina prevista dagli artt. 840 e 934 c.c. anche ai vani sottostanti al pianterreno dell'edificio condominiale sempre che dal titolo non risulti il contrario. Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 33163 del 16/12/2019 (Rv. 656305 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_0934, Cod_Civ_art_1117 CONDOMINIO parti comuni …...
Appalto (contratto di) - responsabilità - del committente - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11194 del 24/04/2019 (Rv. 653775 - 01)
Per i danni arrecati a terzi - Regole di attribuzione della responsabilità in capo al committente ed all'appaltatore - Applicabilità anche in caso di azione di rivalsa - Fattispecie. In tema di danni cagionati a terzi dall'esecuzione di opere appaltate, la regola per la quale risponde il solo appaltatore, ove abbia operato in autonomia con propria organizzazione e apprestando i mezzi a ciò necessari, e il solo committente, nel caso in cui si sia ingerito nei lavori con direttive vincolanti, che abbiano ridotto l'appaltatore al rango di "nudus minister", mentre rispondono entrambi, in solido, qualora la suddetta ingerenza si sia manifestata attraverso direttive che abbiano soltanto ridotto l'autonomia dell'appaltatore, trova applicazione anche nei rapporti interni tra le parti del contratto di appalto, nell'ipotesi in cui una di esse, sussistendo una responsabilità (esclusiva o concorrente) dell'altra, agisca in rivalsa. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza che, in sede di rivalsa azionata dal committente nei confronti dell'appaltatore, aveva riscontrato, conformemente all'art. 1227, comma 2, c.c., una corresponsabilità del committente per aver condiviso la scelta operativa di demolire i muri perimetrali della struttura). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11194 del 24/04/2019 (Rv. 653775 - 01) Cod_Civ_art_0840, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1662, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_1227 …...
Alienazione separata del soprasuolo dal sottosuolo
Proprietà - fondiaria: estensione - sottosuolo - alienazione separata del soprasuolo dal sottosuolo - validità - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27256 del 26/10/2018 >>>È valida una separata alienazione del soprasuolo dal sottosuolo quali entità giuridicamente autonome, nonché la costituzione in via accessoria di diritti di servitù in favore del sottosuolo trasferito all'acquirente e a carico del soprasuolo rimasto all'alienante, al fine della migliore utilizzazione del fondo alienato, scindendosi l'unica proprietà originaria appartenente a un solo soggetto in più proprietà distinte in senso verticale facenti capo a soggetti diversi. (La S.C. ha enunciato il principio in una fattispecie di compravendita di terreni montani per escavazione di marmo e pietra similare, con specifica pattuizione che tutta la legna, erba e pattume sarebbero restati a beneficio del venditore). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27256 del 26/10/2018   …...
condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015
Proprietà esclusiva di vano ricavato abusivamente da un condomino nel sottosuolo dell'edificio condominiale - Criteri di determinazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015 In tema di condominio negli edifici, in ipotesi di controversia tra due soggetti che si affermano titolari di un locale adibito a cantina posto nel sottosuolo del fabbricato, ottenuto abusivamente da uno di essi nell'area sottostante al suo appartamento mediante svuotamento di volume ed asportazione di terreno, deve gradatamente accertarsi innanzitutto se la proprietà di tale locale sia attribuita dal titolo, ovvero sia altrimenti da riconoscersi acquisita per usucapione, o, infine, se esso, per la sua struttura, debba considerarsi non tra le parti comuni dell'edificio di cui all'art. 1117 cod. civ., quanto, piuttosto, destinato ad uso esclusivo, potendosi, del resto, estendere la disciplina prevista dagli artt. 840 e 934 cod. civ. anche ai vani sottostanti al pianterreno dell'edificio condominiale sempre che dal titolo non risulti il contrario. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015   …...
condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - sottosuolo (cantine, sotterranei) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016
Spazio sottostante il suolo in cui sorge l'edificio - presunzione di comunione - possesso - azioni a difesa del possesso - reintegrazione da spoglio Lo spazio sottostante il suolo di un edificio condominiale, in mancanza di un titolo che ne attribuisca la proprietà esclusiva ad uno dei condomini, va considerato di proprietà comune, per il combinato disposto degli artt. 840 e 1117 c.c., sicché, ove il singolo condomino proceda, senza il consenso degli altri partecipanti, a scavi in profondità del sottosuolo, così attraendolo nell'orbita della sua disponibilità esclusiva, si configura uno spoglio denunciabile dall'amministratore con l'azione di reintegrazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016   …...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - sottosuolo (cantine, sotterranei) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016
Spazio sottostante il suolo in cui sorge l'edificio - Presunzione di comunione - Conseguenze. Lo spazio sottostante il suolo di un edificio condominiale, in mancanza di un titolo che ne attribuisca la proprietà esclusiva ad uno dei condomini, va considerato di proprietà comune, per il combinato disposto degli artt. 840 e 1117 c.c., sicché, ove il singolo condomino proceda, senza il consenso degli altri partecipanti, a scavi in profondità del sottosuolo, così attraendolo nell'orbita della sua disponibilità esclusiva, si configura uno spoglio denunciabile dall'amministratore con l'azione di reintegrazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6154 del 30/03/2016 …...
condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016
cortili, chiostrine, finestre - Cortili comuni - Funzione - Spazio aereo ad essi sovrastante - Occupazione da parte dei singoli condomini con costruzioni aggettanti - Ammissibilità - Esclusione - Condizioni. In materia di condominio degli edifici, lo spazio aereo sovrastante a cortili comuni - la cui funzione è di fornire aria e luce alle unità abitative che vi prospettano - non può essere occupato dai singoli condomini con costruzioni proprie in aggetto, non essendo consentito a terzi, anche se comproprietari insieme ad altri, ai sensi dell'art. 840, comma 3, c.c., l'utilizzazione, ancorché parziale, a proprio vantaggio della colonna d'aria sovrastante ad area comune, quando la destinazione naturale di questa ne risulti compromessa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016   …...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - cortili, chiostrine, finestre – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016
Cortili comuni - Funzione - Spazio aereo ad essi sovrastante - Occupazione da parte dei singoli condomini con costruzioni aggettanti - Ammissibilità - Esclusione - Condizioni. In materia di condominio degli edifici, lo spazio aereo sovrastante a cortili comuni - la cui funzione è di fornire aria e luce alle unità abitative che vi prospettano - non può essere occupato dai singoli condomini con costruzioni proprie in aggetto, non essendo consentito a terzi, anche se comproprietari insieme ad altri, ai sensi dell'art. 840, comma 3, c.c., l'utilizzazione, ancorché parziale, a proprio vantaggio della colonna d'aria sovrastante ad area comune, quando la destinazione naturale di questa ne risulti compromessa. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 21/03/2016 …...
Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015
Proprietà esclusiva di vano ricavato abusivamente da un condomino nel sottosuolo dell'edificio condominiale - Criteri di determinazione. In tema di condominio negli edifici, in ipotesi di controversia tra due soggetti che si affermano titolari di un locale adibito a cantina posto nel sottosuolo del fabbricato, ottenuto abusivamente da uno di essi nell'area sottostante al suo appartamento mediante svuotamento di volume ed asportazione di terreno, deve gradatamente accertarsi innanzitutto se la proprietà di tale locale sia attribuita dal titolo, ovvero sia altrimenti da riconoscersi acquisita per usucapione, o, infine, se esso, per la sua struttura, debba considerarsi non tra le parti comuni dell'edificio di cui all'art. 1117 cod. civ., quanto, piuttosto, destinato ad uso esclusivo, potendosi, del resto, estendere la disciplina prevista dagli artt. 840 e 934 cod. civ. anche ai vani sottostanti al pianterreno dell'edificio condominiale sempre che dal titolo non risulti il contrario. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015 …...
condominio negli edifici - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015
Proprietà esclusiva di vano ricavato abusivamente da un condomino nel sottosuolo dell'edificio condominiale - Criteri di determinazione. In tema di condominio negli edifici, in ipotesi di controversia tra due soggetti che si affermano titolari di un locale adibito a cantina posto nel sottosuolo del fabbricato, ottenuto abusivamente da uno di essi nell'area sottostante al suo appartamento mediante svuotamento di volume ed asportazione di terreno, deve gradatamente accertarsi innanzitutto se la proprietà di tale locale sia attribuita dal titolo, ovvero sia altrimenti da riconoscersi acquisita per usucapione, o, infine, se esso, per la sua struttura, debba considerarsi non tra le parti comuni dell'edificio di cui all'art. 1117 cod. civ., quanto, piuttosto, destinato ad uso esclusivo, potendosi, del resto, estendere la disciplina prevista dagli artt. 840 e 934 cod. civ. anche ai vani sottostanti al pianterreno dell'edificio condominiale sempre che dal titolo non risulti il contrario. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5895 del 24/03/2015   …...
Proprietà - fondiaria: estensione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6296 del 13/03/2013
Escavazioni ed opere del proprietario sul proprio fondo - Affidamento dei lavori ad appaltatore - Danni arrecati a terzi - Responsabilità dell'appaltatore - Responsabilità del proprietario - Condizioni. La responsabilità del proprietario di un fondo per i danni derivanti da attività di escavazione, ex art. 840 cod. civ., non opera in senso oggettivo, ma richiede una condotta colposa, sicché, nell'ipotesi in cui i lavori di escavazione siano affidati in appalto, è l'appaltatore ad essere di regola l'esclusivo responsabile dei danni cagionati a terzi nell'esecuzione dell'opera, salvo che non risulti accertato che il proprietario committente aveva - in forza del contratto di appalto - la possibilità di impartire prescrizioni o di intervenire per richiedere il rispetto delle normative di sicurezza e che se ne sia avvalso per imporre particolari modalità di esecuzione o particolari accorgimenti antinfortunistici che siano stati causa (diretta o indiretta) del sinistro. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 6296 del 13/03/2013 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - aperture (finestre) - veduta - laterale od obliqua – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14620 del 24/08/2012
Servitù di veduta e balcone "aggettante" - Differenze - Titolo negoziale costitutitivo di una servitù di "veduta ed affaccio" - Interpretazione - Esclusione. La servitù di veduta e quella esercitata mediante un balcone "aggettante" sul fondo gravato soddisfano interessi e determinano pesi differenti, di guisa che la prima non include totalmente la seconda, esaurendo la veduta la propria "utilitas" nella maggiore amenità arrecata al fondo dominante. Ne consegue che il titolo negoziale costitutivo di una servitù di "veduta ed affaccio" non implica di per sé - in assenza di specifiche indicazioni di segno diverso e tenuto conto che la nozione di affaccio è comune tanto alle vedute dirette, quanto ai balconi - la facoltà del proprietario del fondo dominante di esercitare la veduta tramite un balcone aggettante, la cui realizzazione viola, pertanto, l'art. 840 cod.civ. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 14620 del 24/08/2012 …...
Proprietà - fondiaria: estensione - spazio sovrastante al suolo (colonna d'aria) – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9047 del 05/06/2012
Immissione di sporti nello spazio aereo sovrastante il fondo del vicino - Legittimità - Condizioni - Fattispecie relativa ad installazione di caldaia sullo spazio sovrastante un terrazzo. A norma dell'art. 840, secondo comma, cod. civ., l'immissione degli sporti nello spazio aereo sovrastante il fondo del vicino è consentita soltanto quando costui non abbia interesse ad escludere l'immissione stessa. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale aveva escluso la lesione possessoria per l'occupazione dello spazio sovrastante un terrazzo ed una tettoia mediante installazione di una caldaia e dei relativi tubi di alimentazione, senza valutare se ed in che misura sussistesse un concreto interesse del proprietario sottostante ad opporsi a tale, pur limitata, occupazione della colonna d'aria). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 9047 del 05/06/2012 …...
Proprietà - fondiaria: estensione - sottosuolo – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6470 del 24/04/2012
Art. 840 cod. civ. - Estensione della proprietà del suolo al sottosuolo - Applicabilità - Limiti - Soggetti non legati da vincolo contrattuale - Conseguenze - Volontà negoziale di disporre separatamente delle parti orizzontali - Configurabilità - Fattispecie in tema di vendita di fabbricato con esclusione dei piani interrati. In tema di estensione della proprietà immobiliare, la disposizione dell'art. 840 cod. civ. è estranea allo statuto del contratto e della relativa ermeneutica, in quanto svolge la funzione di risolvere il conflitto tra soggetti terzi, non legati, cioé, da inerente vincolo contrattuale, attribuendo la proprietà del sottosuolo, salvi i limiti di ordine pubblico previsti dal primo comma dello stesso articolo, al soggetto titolare del suolo. Ne consegue che il venditore di un fabbricato elevato fuori terra non risponde dell'altruità dei vani interrati, se il contratto, interpretato ai sensi degli artt. 1362 e segg. cod. civ., non faccia espressamente o implicitamente riferimento anche ad essi come oggetto di cessione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6470 del 24/04/2012 …...
Responsabilità civile - padroni, committenti e imprenditori - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 538 del 17/01/2012
Opere di escavazione sul fondo - Danno alle proprietà confinanti - Responsabilità del proprietario del fondo e committente - Configurabilità - Responsabilità oggettiva - Esclusione - Condotta colposa - Necessità - Fondamento. Il proprietario il quale faccia eseguire opere di escavazione nel proprio fondo risponde direttamente del danno che derivi alle proprietà confinanti, anche se ha dato in appalto l'esecuzione delle opere, e ciò indipendentemente dal suo diritto ad ottenere la rivalsa nei confronti dell'appaltatore, la cui responsabilità si aggiunge alla sua, ma non la esclude; la responsabilità del proprietario committente non opera tuttavia in senso oggettivo, ma richiede una condotta colposa, poiché l'autonomia con cui vengono eseguiti i lavori determina, di regola, una responsabilità esclusiva in capo all'appaltatore, a meno che il committente non si sia ingerito con direttive vincolanti, così da ridurre l'appaltatore, attenuandone o escludendone la responsabilità, al rango di "nudus minister", in parte o "in toto" ovvero quando la responsabilità del committente si fondi su una "culpa in eligendo", per aver affidato l'opera ad un'impresa assolutamente inidonea. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 538 del 17/01/2012 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - questioni nuove – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 26002 del 05/12/2011
Crollo di edificio per lavori sul fabbricato contiguo - Domanda di danni fondata sulla responsabilità del proprietario del fondo quale committente dei lavori - Modifica, in sede di legittimità, in domanda di responsabilità del proprietario per escavazioni ed opere sul proprio suolo - Mutamento dei fatti costitutivi - Sussistenza - Conseguenze - Inammissibilità. Colui che, lamentando il danno consistito nel crollo del proprio edificio per lavori fatti sul fabbricato contiguo, abbia dedotto, nelle fasi di merito, la responsabilità del proprietario di questo, quale committente dei lavori di demolizione e ricostruzione, non può dedurre, per la prima volta in sede di legittimità, la questione della responsabilità dello stesso proprietario a norma dell'art. 840 cod. civ., in ragione del fatto che i presupposti applicativi di quest'ultima disposizione non sono affatto coincidenti con quelli di cui all'art. 2051, o all'art. 2043 cod. civ., qualora riferito alla responsabilità del committente per "culpa in eligendo". Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 26002 del 05/12/2011 …...
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza - indennità – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18547 del 09/09/2011
Indennità di cui all'art. 40 legge n. 2359 del 1865 - Occupazione parziale - Presupposti - Materiale apprensione di una porzione del fondo - Necessità - Fattispecie in tema attraversamento, ad opera di un viadotto, della "colonna d'aria" sovrastante un fondo. L'indennità prevista dall'art. 40 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, stabilita nella differenza tra il giusto prezzo che avrebbe avuto l'immobile prima dell'occupazione e quello concernente la residua parte di esso dopo l'occupazione", non è dovuta nei casi in cui non vi sia una materiale apprensione, con immissione in possesso, di una "porzione" del fondo, comportante acquisizione di questa, con riduzione per il danneggiato dell'area "residua". (Nella specie, relativa ad un viadotto che incideva, in proiezione, solo su un triangolo di mq 55 dell'area della parte ricorrente, in quanto poggiava su pilone costruito in area di terzi, la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza di merito che aveva escluso la configurabilità di un'irreversibile trasformazione del bene a seguito dell'occupazione parziale della colonna d'aria sovrastante il fondo, atteso che, ai sensi dell'art. 840 cod. civ., il proprietario del suolo non può opporsi ad attività che si svolgano ad altezza tale "nello spazio sovrastante, che egli non abbia interesse ad escluderle"). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18547 del 09/09/2011 …...
Proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12177 del 19/08/2003
Fondo altrui - Manufatto - Costruzione - Occupazione del fondo attiguo - Divieto - Configurabilità - Portata - Conseguenze - Fattispecie. In materia di proprietà, è vietato occupare con qualsiasi manufatto il fondo altrui - anche sotto il suolo -, come pure realizzare sul confine nuove costruzioni ( tali dovendosi considerare anche i rifacimenti dei muri di contenimento, nella parte in cui si rendono indispensabili a causa della modificazione, ad opera dell'uomo, delle naturali linee di pendenza ), soccorrendo, in caso di violazione, indipendentemente dall'allegazione e dimostrazione di un qualche ulteriore e specifico danno, i rimedi di tutela reale a carattere ripristinatorio ( come il rifacimento del manufatto secondo le misure iniziali, previa ricostituzione delle pendenze e dei livelli originari ). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 12177 del 19/08/2003 …...
Proprietà - azioni a difesa della proprietà - negatoria - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1561 del 30/03/1989
Oggetto di stenditoio collocato sul fondo vicino - azione per la rimozione - natura - negatoria servitutis. L'Azione con la quale il proprietario di una terrazza chiede la rimozione di uno stenditoio, collocato nel confinante edificio ed aggettante sulla terrazza stessa con conseguenti immissioni (nella specie, "gocciolio di panni e creazione di ombra") deve essere qualificata come negatoria servitutis, ai sensi dell'art. 949 cod. civ., implicando i fatti posti in essere dal vicino l'affermazione di un diritto di natura reale sulla terrazza, il cui Esercizio per il tempo prescritto dalla legge potrebbe comportare l'acquisto per usucapione della servitù. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1561 del 30/03/1989 …...

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