0043. Domicilio e residenza.

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Codice Civile Libro Primo: delle persone e della famiglia titolo III: del domicilio e della residenza Art.43. Domicilio e residenza.

Art. 43. Domicilio e residenza.

1. Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi.

2. La residenza è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

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Capacità della persona fisica - capacità di agire - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 9389 del 17/04/2013Capacità della persona fisica - capacità di agire - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 9389 del 17/04/2013
Amministrazione di sostegno - Competenza territoriale - Dimora abituale del beneficiario - Configurabilità - Fondamento. In tema di amministrazione di sostegno, la competenza territoriale si radica con riferimento alla dimora abituale del beneficiario e non alla sua residenza, in considerazione della necessità che egli interloquisca con il giudice tutelare, il quale deve tener conto, nella maniera più efficace e diretta, dei suoi bisogni e richieste, anche successivamente alla nomina dell'amministratore; né opera, in tal caso, il principio della "perpetuatio iurisdictionis", trattandosi di giurisdizione volontaria non contenziosa, onde rileva la competenza del giudice nel momento in cui debbono essere adottati determinati provvedimenti sulla base di una serie di sopravvenienze. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 9389 del 17/04/2013  ...
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Trasferimento del domicilio - Requisiti - Volontà di spostare la sede principale degli affari ed interessi - Necessità - Dimora o effettiva presenza - Irrilevanza - Ricovero in casa di cura o di riposo - Trasferimento automatico del domicilio in quel luogo - Insussistenza - Fondamento. Il domicilio individua il luogo ove la persona ha stabilito il centro principale dei propri affari e interessi, sicchè riguarda la generalità dei rapporti del soggetto, non solo economici, ma anche morali, sociali e familiari. Affinché possa ritenersi verificato un trasferimento di domicilio, pertanto, debbono risultare inequivocabilmente accertati sia il concreto spostamento da un luogo all'altro del centro di riferimento del complesso dei rapporti della persona, sia l'effettiva volontà d'operarlo, a prescindere dalla dimora o dall'effettiva presenza in quel determinato luogo. Ne consegue che il ricovero in una casa di cura o di riposo non implica, necessariamente, anche il trasferimento del domicilio in detto luogo, in quanto il ricovero può avere carattere temporaneo e/o comunque non continuativo, ben potendo la persona, per più o meno brevi periodi, riportarsi nel luogo lasciato e, soprattutto, voler ivi comunque conservare, per intuibili motivi morali e materiali, il centro principale dei propri rapporti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 21370 del 15/10/2011  ...
TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - SOGGETTI PASSIVI - SOGGETTI NON RESIDENTI NELLO STATO – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 11186 del 07/05/2010TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) - SOGGETTI PASSIVI - SOGGETTI NON RESIDENTI NELLO STATO – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 11186 del 07/05/2010
Soggetto residente all'estero - Prestazioni sportive rese all'estero, ma in luoghi diversi da quello di residenza - Presenza nel territorio dello Stato nei restanti periodi presso la propria abitazione - IVA - Applicabilità - Fondamento. In tema di IVA, l'art. 7, terzo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, considera effettuate nel territorio dello Stato le prestazioni di servizi rese da soggetti che nello stesso hanno il domicilio, tale intendendosi, ai sensi dell'art. 43 cod. civ., il luogo dove il soggetto ha la sede dei suoi affari ed interessi ed essendo questi ultimi comprensivi anche della sfera dei rapporti personali e non solo economici, con la conseguenza che sono soggette all'imposta le prestazioni sportive rese da un'atleta (nella specie corridore motociclista) che, avendo fissato all'estero la propria residenza, si rechi, sempre all'estero, ma in luoghi diversi, per partecipare alle varie competizioni, vivendo però negli altri periodi nella propria abitazione sita nel territorio dello Stato. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 11186 del 07/05/2010  ...
notificazione - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008notificazione - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008
Notifica al domicilio eletto in difetto dei requisiti ex art. 141 cod. proc. civ. - Domicilio situato in luogo diverso dalla residenza, non ignota - Nullità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008 La notificazione effettuata in un domicilio eletto erroneamente individuato, in difetto dei requisiti richiesti dall'art. 141 cod. proc. civ. è affetta da nullità se effettuata presso il domicilio del destinatario quando la residenza anagrafica non sia ignota e sia ubicata in un luogo diverso dal predetto domicilio, risultando in tal modo violato l'ordine preferenziale inderogabile contenuto nell'art. 139 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008  ...
Notificazione - nullità - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008Notificazione - nullità - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008
Notifica al domicilio eletto in difetto dei requisiti ex art. 141 cod. proc. civ. - Domicilio situato in luogo diverso dalla residenza, non ignota - Nullità - Fondamento. La notificazione effettuata in un domicilio eletto erroneamente individuato, in difetto dei requisiti richiesti dall'art. 141 cod. proc. civ. è affetta da nullità se effettuata presso il domicilio del destinatario quando la residenza anagrafica non sia ignota e sia ubicata in un luogo diverso dal predetto domicilio, risultando in tal modo violato l'ordine preferenziale inderogabile contenuto nell'art. 139 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21778 del 28/08/2008  ...
Capacità della persona fisica - capacità di agire – Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008Capacità della persona fisica - capacità di agire – Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008
Amministrazione di sostegno - Nomina - Giudice tutelare territorialmente competente - Criterio - Luogo del domicilio dell'interessato - Stato di detenzione - Rilevanza - Limiti. Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) - Competenza territoriale - Criterio - Domicilio dell'interessato - Mutamento volontario - Necessità - Difetto - Conseguenze. In tema di nomina dell'amministratore di sostegno, ai sensi dell'art. 404 cod. civ. la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata abbia la residenza o il domicilio; stante l'alternatività di detto criterio, lo stato di detenzione in manicomio giudiziario, in esecuzione di sentenza definitiva, avendo carattere coattivo, non implica in via automatica mutamento di domicilio il quale, ex art.43 cod. civ., si presume ancora fissato ,in difetto di manifestazione di volontà dell'interessato, nel luogo dove il predetto aveva abituale dimora prima dell'inizio del citato stato di detenzione. (Il principio è stato affermato dalla S.C. in sede di regolamento di competenza, dichiarata di spettanza del giudice tutelare dell'ultimo domicilio). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008  ...
Capacità della persona fisica - capacità di agire - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008Capacità della persona fisica - capacità di agire - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008
Amministrazione di sostegno - Nomina - Giudice tutelare territorialmente competente - Criterio - Luogo del domicilio dell'interessato - Stato di detenzione - Rilevanza - Limiti. Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) - Competenza territoriale - Criterio - Domicilio dell'interessato - Mutamento volontario - Necessità - Difetto - Conseguenze. In tema di nomina dell'amministratore di sostegno, ai sensi dell'art. 404 cod. civ. la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata abbia la residenza o il domicilio; stante l'alternatività di detto criterio, lo stato di detenzione in manicomio giudiziario, in esecuzione di sentenza definitiva, avendo carattere coattivo, non implica in via automatica mutamento di domicilio il quale, ex art.43 cod. civ., si presume ancora fissato ,in difetto di manifestazione di volontà dell'interessato, nel luogo dove il predetto aveva abituale dimora prima dell'inizio del citato stato di detenzione. (Il principio è stato affermato dalla S.C. in sede di regolamento di competenza, dichiarata di spettanza del giudice tutelare dell'ultimo domicilio). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008  ...
Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 24852 del 22/11/2006Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 24852 del 22/11/2006
Consegna al familiare convivente nel luogo indicato sulla busta - Presunzione di coincidenza con la residenza, la dimora o il domicilio effettivo del destinatario - Prova contraria - Modalità - Risultanze anagrafiche - Insufficienza - Accertamento della residenza - Giudizio di merito - Sindacabilità in cassazione - Limiti. In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, la consegna del piego a persona di famiglia convivente con il destinatario nel luogo indicato sulla busta contenente l'atto da notificare fa presumere che in quel luogo si trovino la residenza effettiva, la dimora o il domicilio del destinatario, con la conseguenza che quest'ultimo, qualora intenda contestare in giudizio tale circostanza al fine di ottenere la dichiarazione di nullità della notifica, ha l'onere di fornire idonea prova contraria. Tale prova, peraltro, non può essere fornita mediante la produzione di risultanze anagrafiche che indichino una residenza diversa dal luogo in cui è stata effettuata la notifica, in quanto siffatte risultanze, aventi valore meramente dichiarativo, offrono a loro volta una mera presunzione, superabile alla stregua di altri elementi idonei ad evidenziare, in concreto, una diversa ubicazione della residenza effettiva del destinatario, presso la quale, pertanto, la notificazione è validamente eseguita, ed il cui accertamento da parte del giudice di merito non è censurabile in sede di legittimità, se non per vizi della relativa motivazione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 24852 del 22/11/2006  ...
Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24852 del 22/11/2006Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24852 del 22/11/2006
Consegna al familiare convivente nel luogo indicato sulla busta - Presunzione di coincidenza con la residenza, la dimora o il domicilio effettivo del destinatario - Prova contraria - Modalità - Risultanze anagrafiche - Insufficienza - Accertamento della residenza - Giudizio di merito - Sindacabilità in cassazione - Limiti. In tema di notificazione a mezzo del servizio postale, la consegna del piego a persona di famiglia convivente con il destinatario nel luogo indicato sulla busta contenente l'atto da notificare fa presumere che in quel luogo si trovino la residenza effettiva, la dimora o il domicilio del destinatario, con la conseguenza che quest'ultimo, qualora intenda contestare in giudizio tale circostanza al fine di ottenere la dichiarazione di nullità della notifica, ha l'onere di fornire idonea prova contraria. Tale prova, peraltro, non può essere fornita mediante la produzione di risultanze anagrafiche che indichino una residenza diversa dal luogo in cui è stata effettuata la notifica, in quanto siffatte risultanze, aventi valore meramente dichiarativo, offrono a loro volta una mera presunzione, superabile alla stregua di altri elementi idonei ad evidenziare, in concreto, una diversa ubicazione della residenza effettiva del destinatario, presso la quale, pertanto, la notificazione è validamente eseguita, ed il cui accertamento da parte del giudice di merito non è censurabile in sede di legittimità, se non per vizi della relativa motivazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24852 del 22/11/2006  ...
notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24422 del 16/11/2006notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24422 del 16/11/2006
Residenza effettiva - Rilevanza- - Risultanze anagrafiche - Valore meramente presuntivo - Prova contraria - Ammissibilità - Fonti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24422 del 16/11/2006 In tema di notificazioni, ai fini della determinazione del luogo di residenza occorre fare riferimento a quella effettiva del destinatario dell'atto, tenuto conto che le risultanze anagrafiche, rivestendo mero valore presuntivo, possono essere superate dalla prova contraria,che può essere desunta da qualsiasi fonte di convincimento, come la corrispondenza intercorsa fra le parti prima del giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24422 del 16/11/2006  ...
Procedimento civile - notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 5006 del 08/03/2005 Procedimento civile - notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 5006 del 08/03/2005
Competenza territoriale - Foro delle persone fisiche - Domicilio - Rilevanza - Nozione - Trasferimento della residenza - Presunzione di trasferimento anche del domicilio - Configurabilità - Fattispecie. Ai fini della competenza territoriale, qualora sia convenuta una persona fisica, e si faccia riferimento al luogo del domicilio, che è criterio di collegamento rilevante sia ai fini dell'art. 18 cod. proc. civ. che dell'art. 20 cod. proc. civ. ed autonomo rispetto a quello della residenza, s'intende per domicilio il luogo in cui la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e dei suoi interessi, che non va individuato solo con riferimento ai rapporti economici e patrimoniali, ma anche ai suoi interessi morali, sociali e familiari, che confluiscono normalmente nel luogo ove la stessa vive con la propria famiglia; ne consegue che il domicilio è caratterizzato dall'intenzione di costituire in un determinato luogo il centro principale delle proprie relazioni familiari, sociali ed economiche. (Nella specie il convenuto aveva trasferito la residenza da Palermo a Cefalù, continuando a svolgere attività professionale nel capoluogo; la S.C, nel confermare la sentenza di merito, ha precisato che il trasferimento della residenza comporta la presunzione di trasferimento anche del domicilio, presunzione non superata dalla permanenza dello studio legale in Palermo, in mancanza di prova sia della persistente iscrizione nell'albo professionale di quella città, sia del carattere fittizio del trasferimento di residenza). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 5006 del 08/03/2005   ...
Notificazione - nullità - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005Notificazione - nullità - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005
Successione preferenziale dei luoghi indicati dall'art. 139 cod. proc. civ. - Sussistenza - Notifica nel luogo di domicilio, non coincidente con quello di residenza - Validità - Condizioni. Poichè l'ordine dei luoghi indicati dall'art. 139 cod. proc. civ. primo e sesto comma cod. proc. civ. per la notifica - se non possibile in mani proprie, ai sensi dell'art.138 cod.proc.civ. - è in successione preferenziale, soltanto se la residenza e il domicilio del destinatario sono nello stesso luogo la notifica può effettuarsi alternativamente nell'una o nell'altro; se invece i rispettivi luoghi sono diversi, la notifica nel domicilio è nulla, se la residenza non è ignota. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005  ...
notificazione - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005notificazione - nullità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005
Successione preferenziale dei luoghi indicati dall'art. 139 cod. proc. civ. - Sussistenza - Notifica nel luogo di domicilio, non coincidente con quello di residenza - Validità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005 Poichè l'ordine dei luoghi indicati dall'art. 139 cod. proc. civ. primo e sesto comma cod. proc. civ. per la notifica - se non possibile in mani proprie, ai sensi dell'art.138 cod.proc.civ. - è in successione preferenziale, soltanto se la residenza e il domicilio del destinatario sono nello stesso luogo la notifica può effettuarsi alternativamente nell'una o nell'altro; se invece i rispettivi luoghi sono diversi, la notifica nel domicilio è nulla, se la residenza non è ignota. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1753 del 28/01/2005  ...
Procedimento civile - notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2391 del 17/03/1999Procedimento civile - notificazione - alla residenza, dimora, domicilio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2391 del 17/03/1999
Per la validità per compiuta giacenza presso l'ufficio postale - Necessità - Ritiro, presso lo stesso, benché privo del predetto collegamento, di successivo atto giudiziario da parte di un parente - Inidoneità alla conoscenza "de iure" (art. 139, secondo comma, cod. proc. civ.) - Ragioni - Parte nel medesimo procedimento di divisione perché appartenente alla medesima stirpe, succeduta in rappresentazione - Irrilevanza - Fondamento. E nulla la notifica per compiuta giacenza presso l'ufficio postale dell'atto di citazione indirizzato in un luogo in cui il destinatario, indipendentemente dall'esser conosciuto, non ha la residenza, o, se questa è sconosciuta, il domicilio o la dimora - circostanze tutte da provare dal notificante - ne' al fine di ritenere validamente costituito il contraddittorio può valere che un successivo atto giudiziario, al medesimo indirizzo, sia stato ritirato presso l'ufficio postale da un parente di detto destinatario, perché in mancanza del predetto collegamento tra il luogo e questi, non può ritenersi esistente la convivenza con il parente, giustificativa dell'abilitazione alla ricezione, fondamento della conoscenza de iure, stabilita dall'art. 139, secondo comma, cod. proc. civ. Nè infine ha rilevanza che detto parente sia parte nel medesimo giudizio di divisione e appartenga alla medesima stirpe succeduta al "de cuius" in rappresentazione, non avendo perciò il potere di rappresentare un litisconsorte necessario, ancorché cointeressato (nella specie colui che aveva ritirato il successivo atto era fratello del destinatario assente e altrove residente, ed entrambi, con altri, erano succeduti in rappresentazione). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2391 del 17/03/1999  ...
Minore età - giudice tutelare - competenza territoriale - camera di consiglio - volontaria giurisdizione - competenza territoriale - domicilio delle parti. Camera di consiglio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3322 del 29/12/1960Minore età - giudice tutelare - competenza territoriale - camera di consiglio - volontaria giurisdizione - competenza territoriale - domicilio delle parti. Camera di consiglio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3322 del 29/12/1960
Provvedimento di volontaria giurisdizione - presunzione di legittimità - contestazioni - onere della prova - fattispecie. Domicilio, residenza e dimora - residenza - domicilio - differenza. Camera di consiglio - provvedimento di volontaria giurisdizione - revoca o modifica - negozi conclusi dai terzi - rispetto - condizioni - buona fede - estremi. Camera di consiglio - provvedimento di volontaria giurisdizione - terzo - nozione - tutela della buona fede - estremi. Camera di consiglio - provvedimento - incompetenza del giudice - inopponibilità ai terzi. Competente ad autorizzare il genitore, esercente la patria potestà, che intenda procedere a divisioni nell'interesse dei figli minori, è il giudice tutelare del luogo in cui i minori hanno il domicilio legale (art. 45 cod.civ.), e cioè il giudice del luogo del domicilio del padre. Giudice competente ad emettere il provvedimento di volontaria giurisdizione è, salva diversa espressa designazione della legge, quello del domicilio delle parti nell'interesse delle quali S'invoca il provvedimento. La presunzione di legittimità sorregge i provvedimenti emessi in materia di volontaria giurisdizione; pertanto, spetta a colui che contesti tale legittimità, sostenendo l'Invalidità del provvedimento perché emessa da giudice territorialmente incompetente, dimostrare che manchi il presupposto della Competenza territoriale di detto giudice. Mentre il domicilio è nel luogo in cui la persona ha stabilito la Sede principale dei suoi affari e interessi, la residenza è nel luogo in cui la persona ha la sua dimore abituale; pertanto, mentre la residenza si ricollega al concetto di una dimora della persona in un dato luogo, avente carattere di relativa stabilità e durata, e riguarda il fatto della sua presenza abituale in un determinato luogo, il domicilio prescinde dal fatto della dimora o della presenza della persona in un luogo, in quanto esso, pur riposando su un elemento di fatto, costituito dall'avere la persona stabilito in un luogo la Sede principale dei suoi affari ed interessi, consiste in una relazione tra la persona e detto luogo, essenzialmente ed anche soltanto giuridica, caratterizzata dalla volontà della persona di stabilire in quel luogo la Sede generale delle sue relazioni e dei suoi interessi. A norma dell'art. 742 cod.proc.civ. la revoca, la modificazione e la dichiarazione di Invalidità dei provvedimenti di volontaria giurisdizione non incidono sui diritti acquistati dai terzi, in base ai negozi autorizzati dai provvedimenti stessi, quando i terzi siano in buona fede. Ad escludere la buona fede del terzo non basta l'omesso accertamento dei vizi da cui l'atto sia inficiato, ma occorre la conoscenza dei vizi stessi. L'ignoranza del vizio, infatti, ancorché dipenda da colpa grave, importa sempre buona fede, e non rileva che lo stato d'ignoranza del vizio avrebbe potuto essere eliminato usando una diligenza anche minima. Colui che contrae con persona, che dispone di un provvedimento autorizzativo di volontaria giurisdizione, ed acquista da questa diritti, è terzo rispetto al provvedimento di autorizzazione, al quale è rimasto estraneo. In caso di revoca, di modificazione o di dichiarazione di Invalidità di detto provvedimento autorizzativo il terzo può invocare la sua buona fede, cioè la ignoranza del vizio o della causa di revoca o modificazione, a norma dell'art. 742 cod.proc.civ., sempre che il negozio da lui concluso sia anteriore alla revoca, modificazione o dichiarazione di Invalidità del provvedimento di volontaria giurisdizione. Il principio, stabilito dall'art. 741 cod.proc.civ. circa la inopponibilità ai terzi acquirenti di buona fede della revoca o della modificazione dei provvedimenti di volontaria giurisdizione, si applica anche alle ipotesi di Invalidità dei provvedimenti medesimi per incompetenza del giudice. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3322 del 29/12/1960  ...

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