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712. (Forma della domanda)

Art. 712. (Forma della domanda)

0 Codice di procedura civile

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Nomina amministratore di sostegno del detenuto - Giudice competente – Cass. n. 18943/2020
Capacità della persona fisica - potestà dei genitori (titolarità) - provvedimenti - procedimento - Nomina amministratore di sostegno del detenuto- Giudice competente - Individuazione- Dimora abituale prima dell'inizio dello stato detentivo. Nel caso in cui il beneficiario dell'amministrazione di sostegno si trovi in stato di detenzione in esecuzione di una sentenza definitiva di condanna, la competenza territoriale va riconosciuta al giudice del luogo in cui il detenuto aveva la sua dimora abituale prima dell'inizio dello stato detentivo, non potendo trovare applicazione il criterio legale che individua la residenza (con la quale coincide, salva prova contraria, la dimora abituale) nel luogo in cui è posta la sede principale degl'interessi e degli affari della persona, dal momento che, tale criterio, implicando il carattere volontario dello stabilimento, postula un elemento soggettivo la cui sussistenza resta esclusa per definizione nel caso in cui l'interessato, essendo sottoposto a pena detentiva, non possa fissare liberamente la propria dimora. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18943 del 11/09/2020 (Rv. 659245 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0043, Cod_Civ_art_0044, Cod_Civ_art_0404, Cod_Proc_Civ_art_720_1, Cod_Proc_Civ_art_712 CORTE CASSAZIONE 18943 2020   …...
Giurisdizione civile - giurisdizione in generale - difetto di giurisdizione – Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 4250 del 19/02/2020 (Rv. 657194 - 01)
Parenti ed affini - Partecipazione al giudizio - Intervento volontario necessariamente adesivo - Conseguenze - Eccezione di difetto di giurisdizione - Proponibilità - Esclusione. Nei procedimenti di interdizione o inabilitazione, i parenti e gli affini dell'interdicendo o dell'inabilitando - i quali, a norma dell'art_ 712 c.p.c., devono essere indicati nel ricorso introduttivo - non hanno qualità di parti in senso tecnico-giuridico, né sono litisconsorti, ma svolgono funzioni "consultive", essendo fonti di informazione per il giudice, sicchè la loro partecipazione al giudizio va inquadrata nell'ambito dell'intervento volontario a carattere necessariamente adesivo (delle ragioni dell'istante o del soggetto della cui capacità si discute); ne consegue che costoro, non essendo assimilabili al convenuto in giudizio, non sono legittimati ad eccepire il difetto di giurisdizione, e ciò sia in riferimento all'art_ 11 della l. n. 218 del 1995 che in riferimento alle disposizioni generali di cui all'art_ 268 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 4250 del 19/02/2020 (Rv. 657194 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_712, Cod_Proc_Civ_art_713 GIURISDIZIONE CIVILE GIURISDIZIONE IN GENERALE DIFETTO DI GIURISDIZIONE   …...
procedimenti speciali - procedimenti in materia di famiglia e di stato delle persone - interdizione e inabilitazione - impugnazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21013 del 13/09/2013
Forma dell'atto di appello - Ricorso - Esclusione - Citazione - Legittimità - Fondamento - Conseguenze in tema di tempestività dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21013 del 13/09/2013 Il processo di interdizione o di inabilitazione si configura come un procedimento contenzioso speciale disciplinato, ove non diversamente disposto, sia pure con rilevanti deviazioni, dalle regole del rito ordinario che non siano con esso incompatibili: pertanto, l'appello avverso la sentenza dichiarativa dell'interdizione va proposto con atto di citazione e, ove il gravame sia erroneamente proposto con ricorso, per stabilirne la tempestività occorre aver riguardo non alla data di deposito di quest'ultimo, ma alla data in cui esso risulti notificato alla controparte unitamente al provvedimento del giudice di fissazione dell'udienza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21013 del 13/09/2013   …...
Capacità della persona fisica - capacità di agire – Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008
Amministrazione di sostegno - Nomina - Giudice tutelare territorialmente competente - Criterio - Luogo del domicilio dell'interessato - Stato di detenzione - Rilevanza - Limiti. Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) - Competenza territoriale - Criterio - Domicilio dell'interessato - Mutamento volontario - Necessità - Difetto - Conseguenze. In tema di nomina dell'amministratore di sostegno, ai sensi dell'art. 404 cod. civ. la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata abbia la residenza o il domicilio; stante l'alternatività di detto criterio, lo stato di detenzione in manicomio giudiziario, in esecuzione di sentenza definitiva, avendo carattere coattivo, non implica in via automatica mutamento di domicilio il quale, ex art.43 cod. civ., si presume ancora fissato ,in difetto di manifestazione di volontà dell'interessato, nel luogo dove il predetto aveva abituale dimora prima dell'inizio del citato stato di detenzione. (Il principio è stato affermato dalla S.C. in sede di regolamento di competenza, dichiarata di spettanza del giudice tutelare dell'ultimo domicilio). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008   …...
Capacità della persona fisica - capacità di agire - Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008
Amministrazione di sostegno - Nomina - Giudice tutelare territorialmente competente - Criterio - Luogo del domicilio dell'interessato - Stato di detenzione - Rilevanza - Limiti. Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) - Competenza territoriale - Criterio - Domicilio dell'interessato - Mutamento volontario - Necessità - Difetto - Conseguenze. In tema di nomina dell'amministratore di sostegno, ai sensi dell'art. 404 cod. civ. la competenza per territorio spetta al giudice tutelare del luogo in cui la persona interessata abbia la residenza o il domicilio; stante l'alternatività di detto criterio, lo stato di detenzione in manicomio giudiziario, in esecuzione di sentenza definitiva, avendo carattere coattivo, non implica in via automatica mutamento di domicilio il quale, ex art.43 cod. civ., si presume ancora fissato ,in difetto di manifestazione di volontà dell'interessato, nel luogo dove il predetto aveva abituale dimora prima dell'inizio del citato stato di detenzione. (Il principio è stato affermato dalla S.C. in sede di regolamento di competenza, dichiarata di spettanza del giudice tutelare dell'ultimo domicilio). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 588 del 14/01/2008   …...

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