372. (Produzione di altri documenti)

    Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo III: DELLE IMPUGNAZIONI Capo I: DELLE IMPUGNAZIONI IN GENERALE Capo II: DELL'APPELLO Capo III: DEL RICORSO PER CASSAZIONE Sezione I: DEI PROVVEDIMENTI IMPUGNABILI E DEI RICORSI 372. (Produzione di altri documenti)

    Art. 372. (Produzione di altri documenti)

    1. Non è ammesso il deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi del processo, tranne di quelli che riguardano la nullità della sentenza impugnata e l'ammissibilità del ricorso e del controricorso.

    2. Il deposito dei documenti relativi all'ammissibilità può avvenire indipendentemente da quello del ricorso e del controricorso, ma deve essere notificato, mediante elenco, alle altre parti.

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    Giurisprudenza:

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - controricorso - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10813 del 18/04/2019 (Rv. 653584 - 01)
    Deposito di atto non qualificabile come controricorso - Successiva costituzione in giudizio, produzione di documenti o di memorie - Possibilità - Esclusione - Partecipazione alla discussione orale - Possibilità - Procedimento camerale ex art. 380-bis.1 c.p.c. - Estensibilità della preclusione. Anche nell'ambito del procedimento camerale di cui all'art. 380 bis.1 c.p.c. (introdotto dall'art. 1 bis del d.l. n. 168 del 2016, convertito con modificazioni dalla l. n. 196 del 2016), alla parte contro cui è diretto il ricorso, che abbia depositato un atto non qualificabile come controricorso, in quanto privo dei requisiti essenziali previsti dagli artt. 370 e 366 c.p.c., nel periodo che va dalla scadenza del termine per il deposito del controricorso alla data fissata per la discussione del ricorso per cassazione è preclusa qualsiasi attività processuale, sia essa diretta alla costituzione in giudizio o alla produzione di documenti e memorie ai sensi degli artt. 372 e 378 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10813 del 18/04/2019 (Rv. 653584 - 01) Cod_Proc_Civ_art_370, Cod_Proc_Civ_art_372, Cod_Proc_Civ_art_378, Cod_Proc_Civ_art_380_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - controricorso - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9983 del 10/04/2019 (Rv. 653425 - 01)
    Deposito di controricorso privo dell'esposizione dei motivi di diritto - Inammissibilità - Possibilità di produrre documenti o memorie fino alla data della discussione - Esclusione. In tema di giudizio per cassazione, alla parte che abbia depositato il controricorso privo dei motivi di diritto - i quali costituiscono requisito essenziale, a pena di inammissibilità, di tale atto ai sensi dell'art. 366, n. 4, c.p.c., richiamato dall'art. 370, comma 2, c.p.c. - è preclusa la produzione di documenti e memorie ex artt. 372 e 378 c.p.c. fino alla data della discussione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9983 del 10/04/2019 (Rv. 653425 - 01) Cod_Proc_Civ_art_370, Cod_Proc_Civ_art_366_1, Cod_Proc_Civ_art_372, Cod_Proc_Civ_art_378...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8312 del 25/03/2019
    Procedimento civile - notificazione - Deposito di copia analogica della decisione redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente - Omessa attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, d.l. n. 179 del 2002, convertito dalla l. n. 221 del 2012 - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti. Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notificazione, di copia analogica della decisione impugnata - redatta in formato elettronico e sottoscritta digitalmente, e necessariamente inserita nel fascicolo informatico -, priva di attestazione di conformità del difensore ex art. 16 bis, comma 9 bis, del d.l. n. 179 del 2012, convertito dalla l. n. 221 del 2012, oppure con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non determina l'improcedibilità del ricorso per cassazione laddove il controricorrente (o uno dei controricorrenti), nel costituirsi (anche tardivamente), depositi a sua volta copia analogica della decisione ritualmente autenticata, ovvero non disconosca la conformità della copia informale all'originale notificatogli; nell'ipotesi in cui, invece, il controricorrente (o uno dei controricorrenti) sia rimasto soltanto intimato, ovvero abbia effettuato il suddetto disconoscimento, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità il ricorrente ha l'onere di depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica, entro l'udienza di discussione o l'adunanza in camera di consiglio. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8312 del 25/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_369, Cod_Proc_Civ_art_372, Cod_Civ_art_2719...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacita' processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Processo - Legitimatio ad processum - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 6996 del 11/03/2019
    Procedimento civile - capacita' processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Processo - Legitimatio ad processum - Procuratore della persona giuridica - Verifica - Necessità - Fondamento - Eccezione della parte avversa - Mancata prova - Preclusione - Deposito in cassazione - Tardività. L'atto introduttivo del processo deve ritenersi inammissibile, per difetto di idonea procura alle liti e, quindi, di "legitimatio ad processum", quando questa sia conferita da soggetto indicato come procuratore della persona giuridica in base ad una determinata procura notarile che, tuttavia, non sia stata allegata, così, impedendo le necessarie verifiche. Tale vizio di rappresentanza processuale, qualora non rilevato in via officiosa nella fase di merito, fa sorgere in capo alla controparte un onere d'immediata difesa. Ne deriva che ove la contestazione avvenga anche in sede di legittimità, attraverso la formulazione di uno specifico motivo d'impugnazione, la prova della sussistenza del potere rappresentativo potrà essere data, previa notifica, ai sensi dell'art. 372 c.p.c., ma l'onere di sanatoria non può andare oltre il deposito del controricorso. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 6996 del 11/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_077, Cod_Proc_Civ_art_182, Cod_Proc_Civ_art_372 Legitimatio ad processum...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5925 del 28/02/2019
    Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Prova - Necessità - Procura speciale - Produzione in ogni stato e grado del giudizio - Fondamento - Limiti - Fattispecie. Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - rappresentanza e difesa del contribuente - in genere. In tema di legittimazione processuale, il conferimento di procura speciale al rappresentante volontario, attenendo alla verifica della regolare costituzione del rapporto processuale, che deve essere effettuata dal giudice anche d'ufficio, può essere provato, mediante documenti che dimostrino la sussistenza del potere di rappresentanza sostanziale, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello di legittimità, con il solo limite del giudicato interno sulla questione. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha annullato la decisione impugnata in quanto, sebbene la contribuente avesse prodotto la procura speciale con mandato alle liti ai difensori nel giudizio di appello a seguito dell'eccezione dell'Agenzia delle entrate, aveva ugualmente dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo del processo di primo grado, perché proposto "in assenza di valida procura" al rappresentante volontario della società). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5925 del 28/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_077, Cod_Proc_Civ_art_372...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - deposito di atti di documenti nuovi - nullità inficianti la sentenza impugnata
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - nullità inficianti la sentenza impugnata - produzione entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. - necessità - produzione in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ. – inammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018 Nel giudizio di legittimità, secondo quanto disposto dall'art. 372 c.p.c., non è ammesso il deposito di atti e documenti che non siano stati prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l'ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero concernano nullità inficianti direttamente la decisione impugnata, nel qual caso essi vanno prodotti entro il termine stabilito dall'art. 369 c.p.c., rimanendo inammissibile la loro produzione in allegato alla memoria difensiva di cui all'art. 378 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Nullità inficianti la sentenza impugnata
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - nullità inficianti la sentenza impugnata - produzione entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. - necessità - produzione in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc.civ. - inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018 >>> Nel giudizio di legittimità, secondo quanto disposto dall'art. 372 c.p.c., non è ammesso il deposito di atti e documenti che non siano stati prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l'ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero concernano nullità inficianti direttamente la decisione impugnata, nel qual caso essi vanno prodotti entro il termine stabilito dall'art. 369 c.p.c., rimanendo inammissibile la loro produzione in allegato alla memoria difensiva di cui all'art. 378 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28999 del 12/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Deposito di copia non autenticata di ricorso telematico
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - deposito di copia non autenticata di ricorso telematico - conseguenze - improcedibilità del ricorso - limiti. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 27480 del 30/10/2018 >>> Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo PEC, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005. Viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo PEC del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato (così come nel caso in cui non tutti i destinatari della notifica depositino controricorso) ovvero disconosca la conformità all'originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 27480 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Subentro del fallito tornato "in bonis"
    Procedimento civile - interruzione del processo - in genere - chiusura del fallimento - effetti processuali - procedimenti pendenti - subentro del fallito tornato "in bonis" - configurabilità- sussistenza - giudizio di cassazione - applicabilità del principio - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25603 del 12/10/2018 >>> In tema di procedimento civile, la chiusura del fallimento, determinando la cessazione degli organi fallimentari e il rientro del fallito nella disponibilità del suo patrimonio, fa venir meno la legittimazione processuale del curatore, determinando il subentrare dello stesso fallito tornato "in bonis" al curatore nei procedimenti pendenti all'atto della chiusura; tale principio, peraltro, non vale per il giudizio di cassazione, che è caratterizzato dall'impulso d'ufficio ed al quale non sono perciò applicabili le norme di cui agli artt. 299 e 300 c.p.c., sicché non è consentito il deposito ai sensi dell'art. 372c.p.c. di documenti attestanti la chiusura del fallimento. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 25603 del 12/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Richiesta di rimborso delle spese processuali
    Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - sospensione - dell'esecuzione - sentenza di appello - procedimento incidentale di sospensione dell’esecuzione - richiesta, in sede di legittimità, di rimborso delle spese relative - proposizione mediante memoria depositata in procedimento soggetto a rito camerale e non notificata alla controparte - inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24201 del 04/10/2018 >>> Nel giudizio di legittimità la richiesta di pronuncia sull'istanza di rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte per resistere vittoriosamente all'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza di merito impugnata può essere esaminata alla condizione che venga notificata, con i relativi documenti da produrre, alla controparte, ovvero che il contraddittorio con la medesima sia stato, comunque, rispettato, con la conseguenza che detta istanza è inammissibile ove venga proposta in un procedimento soggetto a rito camerale mediante memoria ai sensi degli artt. 378 e 372, comma 2, c.p.c. non notificata alla controparte. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24201 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Difetto di rappresentanza - sanatoria
    Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - difetto di rappresentanza - sanatoria - modalità - distinzione fra difetto rilevato d'ufficio e su eccezione di parte – fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24212 del 04/10/2018 >>> In tema di difetto di rappresentanza processuale, mentre, ai sensi dell'art. 182 c.p.c., il giudice che rilevi d'ufficio tale difetto deve promuovere la sanatoria, assegnando alla parte un termine di carattere perentorio, senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze di carattere processuale, nel diverso caso in cui detto vizio sia stato tempestivamente eccepito da una parte, l'opportuna documentazione va prodotta immediatamente, non essendovi necessità di assegnare un termine, che non sia motivatamente richiesto o, comunque, assegnato dal giudice, giacché sul rilievo di parte l'avversario è chiamato a contraddire. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha ritenuto che la nullità della procura alle liti, fosse divenuta insanabile poiché, nonostante il convenuto avesse sollevato la relativa questione, l'attore non aveva spontaneamente depositato la necessaria documentazione nel prosieguo del processo di merito, essendosi egli limitato a discutere di altri diversi profili giuridici). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24212 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Deposito di copia di ricorso telematico
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - deposito di copia non autenticata di ricorso telematico - conseguenze - improcedibilità del ricorso - limiti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22438 del 24/09/2018 >>> Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo PEC, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005. Viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo PEC del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato(così come nel caso in cui non tutti i destinatari della notifica depositino controricorso) ovvero disconosca la conformità all'originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363, comma 3, c.p.c.). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22438 del 24/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Deposito di copia non autenticata di ricorso telematico
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - del ricorso - Deposito di copia non autenticata di ricorso telematico - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Limiti. corte di cassazione, sez. u, sentenza n. 22438 del 24/09/2018 Il deposito in cancelleria, nel termine di venti giorni dall'ultima notifica, di copia analogica del ricorso per cassazione predisposto in originale telematico e notificato a mezzo PEC, senza attestazione di conformità del difensore ex art. 9, commi 1 bis e 1 ter, della l. n. 53 del 1994 o con attestazione priva di sottoscrizione autografa, non ne comporta l'improcedibilità ove il controricorrente (anche tardivamente costituitosi) depositi copia analogica del ricorso ritualmente autenticata ovvero non abbia disconosciuto la conformità della copia informale all'originale notificatogli ex art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 82 del 2005. Viceversa, ove il destinatario della notificazione a mezzo PEC del ricorso nativo digitale rimanga solo intimato (così come nel caso in cui non tutti i destinatari della notifica depositino controricorso) ovvero disconosca la conformità all'originale della copia analogica non autenticata del ricorso tempestivamente depositata, per evitare di incorrere nella dichiarazione di improcedibilità sarà onere del ricorrente depositare l'asseverazione di conformità all'originale della copia analogica sino all'udienza di discussione o all'adunanza in camera di consiglio. (Principio enunciato ai sensi dell'art. 363, comma 3, c.p.c.).  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Nullità della sentenza
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - "Nullità della sentenza" ex art. 372 c.p.c. - Nozione - Attestazioni postume della cancelleria presso il giudice d'appello - Rilevanza. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - 5, ORDINANZA N. 22095 DEL 11/09/2018 La nozione di nullità della sentenza che consente la produzione nel giudizio di legittimità di nuovi documenti, ex art 372 c.p.c., va interpretata in senso ampio, comprendendo nella stessa non solo le nullità derivanti dalla mancanza di requisiti formali della pronunzia, ma anche quelle correlate a vizi del procedimento che influiscono direttamente sulla decisione medesima: ne deriva che assumono rilievo anche le certificazioni "postume" rilasciate dalla cancelleria del giudice d'appello in ordine al rispetto degli adempimenti processuali.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18361 del 12/07/2018
    Ricorso per cassazione - Deposito di avviso di ricevimento - Funzione - Prova dell'avvenuta notificazione - Omissione - Mancata attività difensiva dell'intimato - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rimessione in termini - Configurabilità - Condizioni. La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale, ai sensi dell'art. 149 c.p.c., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 c.p.c., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione ex art. 379 c.p.c., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal comma 1 della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio prevista dall'art. 380 bis c.p.c., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti nel rispetto dell'art. 372, comma 2, c.p.c. In caso, però, di mancata produzione dell'avviso di ricevimento ed in assenza di attività difensiva dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ex art. 291 c.p.c.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto stabilito dall'art. 6, comma 1, della l. n. 890 del 1982. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 18361 del 12/07/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11683 del 14/05/2018
    Produzione in cassazione di atti facenti parte del fascicolo d'ufficio dei gradi di merito - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. In tema di ricorso per cassazione, deve escludersi l'inammissibilità della produzione in giudizio di atti processuali facenti parte del fascicolo d'ufficio dei precedenti gradi di merito, non essendo invocabile la previsione di cui all'art. 372 c.p.c. (Nella specie, venivano in rilievo copie di comunicazioni di cancelleria effettuate nel processo di primo grado). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11683 del 14/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10prova civile - falso civile - querela di falso - in cassazione - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 8377 del 04/04/2018
    Querela di falso incidentale - Proponibilità - Condizioni e limiti - Deduzione della falsità di documenti relativi al giudizio di merito - Esclusione. La querela di falso è proponibile in via incidentale nel giudizio di cassazione solo qualora riguardi atti del medesimo procedimento, ovvero documenti di cui è ammesso il deposito ai sensi dell'art. 372 c.p.c., mentre è improponibile qualora investa atti del procedimento che si è svolto dinanzi al giudice di merito. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 8377 del 04/04/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorita' in altri giudizi civili o amministrativi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22376 del 26/09/2017
    Sentenza penale di assoluzione - Giudicato successivo alla pronuncia della sentenza impugnata - Efficacia nel giudizio civile - Limiti - Rilevanza ex art. 654 c.p.p. - Operatività del divieto previsto dall'art. 372 c.p.c. - Sussistenza - Conseguenze Il principio secondo cui, nel giudizio di cassazione, l'esistenza del giudicato esterno è, al pari di quella del giudicato interno, rilevabile d'ufficio, non solo qualora emerga da atti comunque prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell'ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, con correlativa inopponibilità del divieto di cui all'art. 372 c.p.c., non può trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell'art. 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l'effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti, non assumendo in tali casi alcuna valenza enunciativa della "regula iuris" alla quale il giudice civile ha il dovere di conformarsi nel caso concreto e potendo ravvisarsi la sua astratta rilevanza soltanto in relazione all'affermazione (o negazione) di meri fatti materiali, ossia a valutazioni di stretto merito non deducibili nel giudizio di legittimità; ne consegue, in tali ipotesi, l'inammissibilità della produzione della sentenza penale, siccome estranea all'ambito previsionale dell'art. 372 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22376 del 26/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 12415 del 17/05/2017
    Ricorso per cassazione - Confezionamento mediante inserimento di fotografie, immagini e grafici - Ammissibilità - Condizioni. In tema di ricorso per cassazione, non potendosi ritenere preclusa alla parte la possibilità di documentare la eventuale fondatezza delle proprie doglianze, non solo tramite l'utilizzo di espressioni verbali, ma anche avvalendosi di altre modalità di rappresentazione dei fatti, deve ritenersi ammissibile la modalità di redazione mediante inserimento, nel corpo dell'atto, di fotografie, immagini e grafici, a condizione, tuttavia, che in tal modo non sia eluso il divieto di produzioni documentali in sede di legittimità ex art. 372 c.p.c., e sempreché l'inserimento delle immagini o dei grafici sia rispettoso del requisito di specificità del ricorso ex art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c., che impone in ogni caso alla parte di precisare in quale fase l'atto richiamato sia stato ritualmente introdotto nel processo e dove lo stesso sia eventualmente reperibile tra gli atti di causa. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 12415 del 17/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 12415 del 17/05/2017
    Ricorso per cassazione - Confezionamento mediante inserimento di fotografie, immagini e grafici - Ammissibilità - Condizioni. In tema di ricorso per cassazione, non potendosi ritenere preclusa alla parte la possibilità di documentare la eventuale fondatezza delle proprie doglianze, non solo tramite l'utilizzo di espressioni verbali, ma anche avvalendosi di altre modalità di rappresentazione dei fatti, deve ritenersi ammissibile la modalità di redazione mediante inserimento, nel corpo dell'atto, di fotografie, immagini e grafici, a condizione, tuttavia, che in tal modo non sia eluso il divieto di produzioni documentali in sede di legittimità ex art. 372 c.p.c., e sempreché l'inserimento delle immagini o dei grafici sia rispettoso del requisito di specificità del ricorso ex art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c., che impone in ogni caso alla parte di precisare in quale fase l'atto richiamato sia stato ritualmente introdotto nel processo e dove lo stesso sia eventualmente reperibile tra gli atti di causa. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 12415 del 17/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2735 del 02/02/2017
    Giudicato esterno - Formazione in epoca successiva alla pronuncia della sentenza impugnata - Efficacia nel giudizio di legittimità - Inopponibilità del divieto di cui all’art. 372 c.p.c. - Limiti - Fattispecie. In tema di giudizio di cassazione, il principio secondo cui l’esistenza del giudicato esterno è, al pari di quello interno, rilevabile d’ufficio, non solo quando emerga da atti prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell’ipotesi in cui si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, con correlativa inopponibilità del divieto ex art. 372 c.p.c., non può trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza, o meno, dei fatti, poiché, in tal caso, il giudicato ha valenza non già di regola di diritto cui conformarsi bensì solo in relazione a valutazioni di stretto merito. (Nella specie, riguardante la domanda di un concessionario di beni demaniali, a titolo di manutenzione nel possesso, spiegata contro committente ed appaltatrice dell’esecuzione di lavori con effetti sull’area di demanio, la S.C. ha escluso l’ammissibilità della produzione della sentenza definitiva con cui il giudice amministrativo aveva dichiarato l’illegittimità dell’annullamento in autotutela dei titoli abilitativi edilizi, osservando che l’elemento soggettivo sotteso alla domanda non era escluso dai suddetti titoli). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2735 del 02/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13792 del 06/07/2016
    Società di persone - Documenti attestanti la cancellazione dal registro delle imprese - Deduizione e produzione in sede di legittimità ex art. 372 c.p.c. - Inammissibilità - Fondamento. In tema di società di persone, l'iscrizione nel registro delle imprese dell'atto che le cancella ha valore di pubblicità meramente dichiarativa, superabile con la prova che la società abbia continuato ad operare pur dopo la suddetta cancellazione, sicché il difetto di legittimazione processuale della società non può essere dedotto per la prima volta in cassazione, con produzione dell'atto di cancellazione ai sensi dell'art. 372 c.p.c., comportando una non consentita introduzione di una nuova questione di fatto in sede di legittimità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 13792 del 06/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9987 del 16/05/2016
    Ricorso per cassazione avverso decreto decisorio di opposizione allo stato passivo - Deposito di copia autentica del decreto sfornita della prova dell'avvenuta notificazione o comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall. - Improcedibilità del ricorso - Fondamento - Acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione. In tema di giudizio di cassazione, il deposito della copia autentica del decreto decisorio dell'opposizione allo stato passivo non corredata della prova della sua notificazione o della sua comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall., benchè queste ultime siano state espressamente allegate, determina l'improcedibilità del relativo ricorso, ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., atteso che tale omissione impedisce alla Suprema Corte la verifica - a tutela dell'esigenza pubblicistica del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, a nulla valendo la mera indicazione delle corrispondenti date nell'epigrafe del ricorso, o la non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente, ovvero il deposito, da parte sua, di una copia con la relata o la presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga, in ipotesi, la tempestività dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9987 del 16/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9987 del 16/05/2016
    Ricorso per cassazione avverso decreto decisorio di opposizione allo stato passivo - Deposito di copia autentica del decreto sfornita della prova dell'avvenuta notificazione o comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall. - Improcedibilità del ricorso - Fondamento - Acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione. In tema di giudizio di cassazione, il deposito della copia autentica del decreto decisorio dell'opposizione allo stato passivo non corredata della prova della sua notificazione o della sua comunicazione ex art. 99, ultimo comma, l.fall., benchè queste ultime siano state espressamente allegate, determina l'improcedibilità del relativo ricorso, ex art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., atteso che tale omissione impedisce alla Suprema Corte la verifica - a tutela dell'esigenza pubblicistica del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, a nulla valendo la mera indicazione delle corrispondenti date nell'epigrafe del ricorso, o la non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente, ovvero il deposito, da parte sua, di una copia con la relata o la presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga, in ipotesi, la tempestività dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9987 del 16/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9334 del 09/05/2016
    Appello proposta da società già estinta per pregressa cancellazione dal registro delle imprese - Questione proposta per la prima volta in cassazione - Documentazione a corredo della stessa - Produzione ex art. 372 c.p.c. - Ammissibilità - Fondamento. La parte che, avendo omesso di proporre, in sede di gravame, l'eccezione relativa alla legittimazione ad appellare di una società già estinta per pregressa cancellazione dal registro delle imprese, formuli tale eccezione, per la prima volta, davanti al giudice di legittimità, è ammessa a produrre ivi, ai sensi dell'art. 372 c.p.c., la documentazione volta a comprovare l'estinzione della società appellante, potendo essa astrattamente costituire una causa determinativa diretta della potenziale nullità della sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9334 del 09/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni amministrative - principi comuni - non trasmissibilità dell'obbligazione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6737 del 07/04/2016
    Morte dell'autore della violazione - Conseguenze - Estinzione dell'obbligazione e cessazione della materia del contendere - Declaratoria in sede di legittimità - Condizioni. In tema di sanzioni amministrative, la morte dell'autore della violazione comporta l'estinzione dell'obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria irrogata dall'Amministrazione, la quale, ai sensi dell'art. 7 della l. n. 689 del 1981, non si trasmette agli eredi, con conseguente cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione, la cui declaratoria può essere effettuata anche in sede di legittimità ove il decesso sia documentato ex art. 372 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6737 del 07/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni amministrative - principi comuni - non trasmissibilità dell'obbligazione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6737 del 07/04/2016
    Morte dell'autore della violazione - Conseguenze - Estinzione dell'obbligazione e cessazione della materia del contendere - Declaratoria in sede di legittimità - Condizioni. In tema di sanzioni amministrative, la morte dell'autore della violazione comporta l'estinzione dell'obbligazione di pagare la sanzione pecuniaria irrogata dall'Amministrazione, la quale, ai sensi dell'art. 7 della l. n. 689 del 1981, non si trasmette agli eredi, con conseguente cessazione della materia del contendere nel giudizio di opposizione all'ordinanza-ingiunzione, la cui declaratoria può essere effettuata anche in sede di legittimità ove il decesso sia documentato ex art. 372 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6737 del 07/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19544 del 30/09/2015
    Sentenza di appello - Sospensione dell'esecuzione - Spese del relativo procedimento - Liquidazione - Spettanza alla Corte di cassazione - Sussistenza - Fondamento - Produzione dei documenti relativi all'incidente di sospensione ai sensi dell'art. 372 c.p.c. - Ammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19544 del 30/09/2015 Spetta alla Corte di cassazione adita in sede di ricorso contro la sentenza di appello del giudice di merito pronunciarsi, ai sensi dell'art. 385 c.p.c., con la sentenza di rigetto, sul diritto al rimborso delle spese processuali affrontate dalla parte vittoriosa per resistere all'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata, proposta in virtù dell'art. 373 c.p.c., i cui atti relativi al conseguente procedimento incidentale sono producibili ai sensi dell'art. 372 c.p.c., non potendo essere allegati anteriormente alla proposizione del ricorso, che costituisce il presupposto logico-temporale del suddetto procedimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19544 del 30/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16274 del 31/07/2015
    Mandato rilasciato da procuratore speciale di parte - Documentazione giustificativa - Omesso deposito - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16274 del 31/07/2015 È inammissibile il ricorso per cassazione proposto da chi non abbia prodotto. né con il ricorso, né successivamente, ai sensi dell'art. 372 c.p.c., i documenti che giustifichino la sua asserita qualità di procuratore speciale della parte in senso sostanziale, rilasciando in tale veste il mandato per il giudizio di legittimità, in quanto la Suprema Corte non è posta in condizioni di valutare la sussistenza ed i limiti del potere rappresentativo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16274 del 31/07/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato – Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Sentenza n. 11365 del 01/06/2015
    Giudicato esterno - Rilevabilità d'ufficio anche in sede di legittimità - Giudicato formatosi dopo la notifica del ricorso per cassazione - Produzione dei relativi documenti - Termine - Documenti prodotti dal resistente costituitosi irritualmente - Conseguenze in ordine alla loro utilizzabilità. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Sentenza n. 11365 del 01/06/2015 L'esistenza di un giudicato esterno è rilevabile di ufficio anche in sede di legittimità, e, qualora esso si sia formato dopo la notifica del ricorso per cassazione, i relativi documenti giustificativi possono essere prodotti, dalla parte regolarmente costituitasi, fino all'udienza di discussione; ove, invece, tale produzione venga effettuata, prima della menzionata udienza, dal resistente costituitosi irritualmente (perché con controricorso tardivo o con comparsa depositata per la sola discussione orale), eventualmente in allegato alla memoria ex artt. 378 o 380 bis, secondo comma, cod. proc. civ., di quei documenti non può tenersi conto, salvo che l'irritualità di detta costituzione non sia sanata dalla partecipazione del resistente alla discussione orale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Sentenza n. 11365 del 01/06/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 17295 del 30/07/2014
    Morte nel corso del giudizio della parte costituita - Ricorso per cassazione - "Legitimatio ad causam" dei soggetti cui è stata notificata l'impugnazione - Assunzione della qualità di erede - Necessità - Onere della prova - A carico del ricorrente - Mera chiamata all'eredità - Insufficienza. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 17295 del 30/07/2014 Qualora la parte costituita sia deceduta nel corso del giudizio, il ricorrente per cassazione ha l'onere di provare la legittimazione passiva processuale dei soggetti ai quali l'impugnazione è stata notificata, e, dunque, la loro avvenuta assunzione della qualità di erede per accettazione espressa o tacita, non essendo sufficiente la mera chiamata all'eredità, in quanto la "legitimatio ad causam" non si trasmette dal "de cuius" al chiamato per effetto della sola apertura della successione. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 17295 del 30/07/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8924 del 05/05/2015
    Parte tardivamente costituita nel giudizio di primo grado - Giudizio di appello - Utilizzabilità dei documenti acquisiti in primo grado - Ammissibilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8924 del 05/05/2015 Prova civile - produzione di documenti - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8924 del 05/05/2015 Nel rito del lavoro, la tardiva costituzione del convenuto in primo grado non comporta che il giudice di appello non possa prendere in considerazione, ai fini della decisione, la documentazione relativa al giudizio di primo grado qualora essa, in assenza di tempestiva opposizione all'irrituale produzione, sia stata ritualmente acquisita e sia entrata a far parte del tema di indagine. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8924 del 05/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25655 del 04/12/2014
    Ricorso proposto nella qualità di erede della parte costituita nel precedente giudizio di merito - Legittimazione processuale - Prova documentale - Necessità - Termine per la produzione documentale - Precisazione delle conclusioni - Ammissibilità - Comparsa conclusionale - Esclusione. In caso di decesso della parte costituita nel precedente giudizio di merito, colui il quale abbia proposto appello assumendo di esserne l'erede può (secondo la normativa anteriore alla legge 26 novembre 1990, n. 353, applicabile "ratione temporis") allegare e documentare, anche in assenza di eccezione di controparte, la propria legittimazione processuale non oltre la precisazione delle conclusioni e la rimessione della causa al collegio, ossia fino a quando la trattazione orale della causa non sia stata chiusa, con la conseguenza che la produzione documentale attuata solo con il deposito della comparsa conclusionale si rivela tardiva e, quindi, inammissibile. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25655 del 04/12/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11261 del 21/05/2014
    Notificazione dell'elenco delle produzioni ex art. 372 cod. proc. civ. - Difensore domiciliatario sprovvisto di procura speciale - Nullità - Sanatoria - Condizioni. Nel giudizio di legittimità, l'attività di notificazione dell'elenco delle produzioni, di cui all'art. 372 cod. proc. civ., deve essere effettuata su impulso del difensore munito della procura speciale e non di quello soltanto domiciliatario, con la conseguenza che, la notificazione effettuata da quest'ultimo ai sensi della legge 21 gennaio 1994 n. 53 (il cui art. 1 attribuisce il potere notificatorio al difensore munito di procura) è nulla. Tuttavia, se la controparte contraddice sulle risultanze della produzione senza lamentare e dimostrare il pregiudizio che la eccepita nullità le avrebbe arrecato quanto alla possibilità di svolgere il contraddittorio sui documenti nella sua pienezza, la nullità stessa rimane sanata e la produzione deve considerarsi esaminabile dalla Corte. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 11261 del 21/05/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - termini brevi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9051 del 18/04/2014
    Ricorso per cassazione - Notifica della sentenza presso il domicilio eletto - Idoneità a far decorrere il termine breve - Deduzione dell'inammissibilità con il controricorso - Tardività del controricorso - Condizioni. In tema di impugnazione, ai fini del decorso del termine breve previsto dall'art. 326 cod. proc. civ., la notifica alla parte della sentenza munita di formula esecutiva effettuata nel domicilio eletto presso il difensore è equivalente a quella effettuata, ai sensi degli artt. 170 e 285 cod. proc. civ., nei confronti del procuratore costituito della parte, ed è idonea a far decorrere il termine di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione previsto dall'art. 325, secondo comma, cod. proc. civ., anche per la stessa parte notificante. L'inammissibilità del ricorso notificato tardivamente rispetto al termine breve non può, peraltro, essere esclusa per il fatto che il controricorso, con il quale si eccepisce la inammissibilità dell'impugnazione e si indica la prova documentale della notifica della sentenza, sia a sua volta tardivo, ove tale prova documentale, ancorché depositata unitamente al controricorso, sia posta a disposizione del ricorrente. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9051 del 18/04/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - termini processuali - sospensione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6188 del 18/03/2014
    Ricorso per cassazione - Sospensione dei termini processuali per il periodo feriale - Ricorso in cassazione - Onere di allegazione nel ricorso - Fondamento - Allegazione in sede di memorie ovvero ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ. - Inammissibilità. Nel ricorso per cassazione la parte è tenuta ad allegare la situazione che determini la soggezione del suo diritto di impugnazione alla sospensione dei termini per il periodo feriale trattandosi di questione che inerisce al requisito dell'esposizione sommaria del fatto di cui all'art. 366, n. 3, cod. proc. civ., dovendosi conseguentemente escludere l'ammissibilità di una allegazione successiva con le memorie di cui artt. 378 e 380 bis cod. proc. civ., ovvero ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ., norma quest'ultima che consente la produzione di documenti rilevanti per dimostrare la situazione allegata nel ricorso e non l'ingresso di nuove allegazioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6188 del 18/03/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2156 del 31/01/2014
    Iscrizione del difensore all'albo delle giurisdizioni superiori - Contestazione - Onere probatorio - Mancato assolvimento - Conseguenze. In caso di contestazione dello "ius postulandi" per mancanza di iscrizione all'albo dei difensori abilitati al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, grava sul difensore interessato l'onere di allegare il contrario, producendo certificazione da cui risulti tale potere ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ., oppure allegandolo in una memoria difensiva ai sensi dell'art. 378 dello stesso codice. Il difensore privo dello "ius postulandi", destinatario unico della procura alle liti, non ha il potere di certificare l'autenticità della firma del mandante, ed è irrilevante che l'autenticità della sottoscrizione sia certificata da altro legale cui non sia stata conferita la procura. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2156 del 31/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10 Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuoimpugnazioni civili – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2125 del 31/01/2014
    Art. 372 cod. proc. civ. - Produzione in cassazione di nuovi documenti - Inammissibilità - Limiti - Deposito dell'originale di documento già prodotto, in copia, nel giudizio di merito - Ammissibilità - Fattispecie. In tema di ricorso per cassazione, il divieto di cui all'art. 372 cod. proc. civ. di produrre nuovi documenti nel giudizio di cassazione - fatta eccezione per quelli che riguardano la nullità della sentenza impugnata e l'ammissibilità del ricorso e del controricorso - non riguarda gli atti e i documenti già facenti parte del fascicolo d'ufficio o di parte di un precedente grado del processo. Ne consegue che la parte che abbia prodotto nel giudizio di merito la fotocopia di un documento, può produrre in cassazione l'originale (nella specie, sentenza impugnata con relata di notifica), senza che la sostituzione implichi produzione di un documento nuovo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 2125 del 31/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - passiva – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2131 del 31/01/2014
    Nei confronti di successore, a titolo universale o particolare, nel rapporto controverso - Onere dell'impugnante di dimostrare la legittimazione determinata dalla qualità di successore - Contestazione - Produzione di idonea documentazione - Necessità - Mancanza - Inammissibilità del ricorso. In tema di legittimazione passiva nel giudizio di cassazione, l'impugnazione, proposta nei confronti di soggetto diverso da quello che è stato parte nel processo di merito, deve essere corredata dell'allegazione relativa alla legittimazione a contraddire determinata dalla qualità di successore, a titolo universale o particolare, nel rapporto controverso, in capo a colui che era stato parte nel precedente grado di giudizio e, in caso di contestazione, devono essere forniti dall'impugnante i riscontri documentali degli elementi costituenti i presupposti di legittimazione di cui agli artt. 110 e 111 cod. proc. civ. Ne consegue che deve essere dichiarata inammissibile l'impugnazione per cassazione proposta, in mancanza di produzione, ex art. 372, primo comma, cod. proc. civ., dei documenti che attengono all'ammissibilità del ricorso nei confronti di un soggetto indicato, senza alcuna ulteriore specificazione, come successore di quello che aveva partecipato al precedente grado di giudizio. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2131 del 31/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - passiva – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2131 del 31/01/2014
    Nei confronti di successore, a titolo universale o particolare, nel rapporto controverso - Onere dell'impugnante di dimostrare la legittimazione determinata dalla qualità di successore - Contestazione - Produzione di idonea documentazione - Necessità - Mancanza - Inammissibilità del ricorso. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2131 del 31/01/2014 In tema di legittimazione passiva nel giudizio di cassazione, l'impugnazione, proposta nei confronti di soggetto diverso da quello che è stato parte nel processo di merito, deve essere corredata dell'allegazione relativa alla legittimazione a contraddire determinata dalla qualità di successore, a titolo universale o particolare, nel rapporto controverso, in capo a colui che era stato parte nel precedente grado di giudizio e, in caso di contestazione, devono essere forniti dall'impugnante i riscontri documentali degli elementi costituenti i presupposti di legittimazione di cui agli artt. 110 e 111 cod. proc. civ. Ne consegue che deve essere dichiarata inammissibile l'impugnazione per cassazione proposta, in mancanza di produzione, ex art. 372, primo comma, cod. proc. civ., dei documenti che attengono all'ammissibilità del ricorso nei confronti di un soggetto indicato, senza alcuna ulteriore specificazione, come successore di quello che aveva partecipato al precedente grado di giudizio. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2131 del 31/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - successione nel processo - a titolo universale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27762 del 11/12/2013
    In tema di giudizio di cassazione, è ammissibile la produzione di documenti operata dal ricorrente, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., a sostegno della propria legittimazione processuale (nella specie, consistenti nell'atto di incorporazione e nella certificazione notarile attestanti la qualità di successore universale dell'incorporante ricorrente rispetto alla parte originaria), trattandosi di atti finalizzati alla dimostrazione della sussistenza del potere di proporre il ricorso. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27762 del 11/12/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - legittimazione - ad processum – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24483 del 30/10/2013
    Accertamento in ogni stato e grado - Deducibilità per la prima volta nel giudizio di cassazione - Conseguenze - Ammissibilità della prova documentale - Sussistenza. L'onere di dimostrare l'avvenuto conferimento del potere rappresentativo al soggetto che ha proposto l'impugnazione in nome e per conto altrui non sorge automaticamente per effetto dell'esercizio di tale potere, ma solo in caso in contestazione, che può essere sollevata anche in sede di legittimità, in quanto essa riguarda un presupposto attinente alla regolare costituzione del rapporto processuale; qualora tale questione venga sollevata per la prima volta nel corso del giudizio di cassazione, deve essere riconosciuta all'interessato la possibilità di fornire la predetta dimostrazione, mediante la produzione, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., dei documenti comprovanti la legittimazione processuale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24483 del 30/10/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013
    Documenti attinenti all'ammissibilità del ricorso - Omissione della notificazione - Deposito unitamente alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ. - Esame del documento - Legittimità - Condizioni. Alla regola secondo cui nel giudizio di legittimità l'elenco dei documenti relativi all'ammissibilità del ricorso, che siano stati prodotti successivamente al deposito di questo, debba essere notificato alle altre parti (art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.) si può derogare quando, nonostante l'omissione della notifica, il contraddittorio sia stato comunque garantito. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto rituale la produzione, in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ., della procura conferita da una società al proprio legale rappresentante, quantunque non notificata, in un caso in cui l'avvocato della controparte aveva comunque preso parte alla discussione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013
    Documenti attinenti all'ammissibilità del ricorso - Omissione della notificazione - Deposito unitamente alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ. - Esame del documento - Legittimità - Condizioni. Alla regola secondo cui nel giudizio di legittimità l'elenco dei documenti relativi all'ammissibilità del ricorso, che siano stati prodotti successivamente al deposito di questo, debba essere notificato alle altre parti (art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.) si può derogare quando, nonostante l'omissione della notifica, il contraddittorio sia stato comunque garantito. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto rituale la produzione, in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc. civ., della procura conferita da una società al proprio legale rappresentante, quantunque non notificata, in un caso in cui l'avvocato della controparte aveva comunque preso parte alla discussione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21729 del 23/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21596 del 20/09/2013
    Atto rivolto a dimostrare la sopraggiunta carenza d'interesse all'impugnazione - Sua anteriorità alla conclusione della fase di merito - Produzione in sede di legittimità - Ammissibilità - Esclusione. La produzione di un documento (nella specie, la rinuncia agli effetti della sentenza appellata) dal quale risulti la sopraggiunta carenza d'interesse all'impugnazione è inammissibile in sede di legittimità, allorquando lo stesso avrebbe potuto essere prodotto nella fase di merito, perché anteriore alla sua conclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21596 del 20/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - litispendenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16634 del 03/07/2013
    Giudizio di cassazione - Eccezione di litispendenza - Proponibilità - Condizioni - Oneri di allegazione e prova gravanti sull'interessato - Preclusione ex art. 372 cod. proc. civ. - Insussistenza. L'eccezione di litispendenza può essere proposta, nel giudizio di cassazione, a condizione che nei precedenti gradi del processo sia stato almeno allegato il fatto della pendenza della stessa causa davanti a diverso giudice e l'interessato dimostri la persistenza, fino all'udienza di discussione, delle condizioni per l'applicabilità dell'art. 39 cod. proc. civ., con conseguente onere di deposito della relativa documentazione, non soggetto alla preclusione di cui all'art. 372 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16634 del 03/07/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - successione nel processo - a titolo universale – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9692 del 22/04/2013
    Art. 110 cod. proc. civ. - Giudizio di cassazione - Applicabilità - Fondamento - Condizioni - Costituzione irrituale dell'erede - Sanatoria - Limiti. In tema di giudizio di cassazione, poiché l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso, il soggetto che ivi intenda proseguire il procedimento, quale successore a titolo universale di una delle parti già costituite, deve allegare e documentare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., tale sua qualità, attraverso un atto che, assumendo la natura sostanziale di un intervento, sia partecipato alla controparte - per assicurarle il contraddittorio sulla sopravvenuta innovazione soggettiva consistente nella sostituzione della legittimazione della parte originaria - mediante notificazione, non essendone, invece, sufficiente il semplice deposito nella cancelleria della Corte, come per le memorie di cui all'art. 378 cod. proc. civ., poiché l'attività illustrativa che si compie con queste ultime è priva di carattere innovativo. Ove, peraltro, la parte intimata (e poi deceduta) non abbia, nei termini, proposto e depositato il controricorso, l'erede può soltanto partecipare alla discussione orale, conferendo al difensore procura notarile, ma l'eventuale costituzione irrituale del medesimo sanata se le controparti costituite non formulino eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.9692 del 22/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013
    Successione nel processo - Art. 110 cod. proc. civ. - Applicabilità - Fondamento - Condizioni - Costituzione irrituale dell'erede - Sanatoria - Limiti. In tema di giudizio di cassazione, poiché l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso, il soggetto che ivi intenda proseguire il procedimento, quale successore a titolo universale di una delle parti già costituite, deve allegare e documentare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., tale sua qualità, attraverso un atto che, assumendo la natura sostanziale di un intervento, sia partecipato alla controparte - per assicurarle il contraddittorio sulla sopravvenuta innovazione soggettiva consistente nella sostituzione della legittimazione della parte originaria - mediante notificazione, non essendone, invece, sufficiente il semplice deposito nella cancelleria della Corte, come per le memorie di cui all'art. 378 cod. proc. civ., poiché l'attività illustrativa che si compie con queste ultime è priva di carattere innovativo. Ove, peraltro, la parte intimata (e poi deceduta) non abbia, nei termini, proposto e depositato il controricorso, l'erede può soltanto partecipare alla discussione orale, conferendo al difensore procura notarile, ma l'eventuale costituzione irrituale del medesimo sanata se le controparti costituite non formulino eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10successione nel processo - a titolo universale - art. 110 cod. proc. civ. - giudizio di cassazione - applicabilità - fondamento - condizioni - costituzione irrituale dell'erede - sanatoria - limiti. corte di cassazione sez. u, sentenza n. 9692 del 22/04/2
    impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - in genere - successione nel processo - art. 110 cod. proc. civ. - applicabilità - fondamento - condizioni - costituzione irrituale dell'erede - sanatoria - limiti. corte di cassazione sez. u, sentenza n. 9692 del 22/04/2013 In tema di giudizio di cassazione, poiché l'applicazione della disciplina di cui all'art. 110 cod. proc. civ. non è espressamente esclusa per il processo di legittimità, né appare incompatibile con le forme proprie dello stesso, il soggetto che ivi intenda proseguire il procedimento, quale successore a titolo universale di una delle parti già costituite, deve allegare e documentare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., tale sua qualità, attraverso un atto che, assumendo la natura sostanziale di un intervento, sia partecipato alla controparte - per assicurarle il contraddittorio sulla sopravvenuta innovazione soggettiva consistente nella sostituzione della legittimazione della parte originaria - mediante notificazione, non essendone, invece, sufficiente il semplice deposito nella cancelleria della Corte, come per le memorie di cui all'art. 378 cod. proc. civ., poiché l'attività illustrativa che si compie con queste ultime è priva di carattere innovativo. Ove, peraltro, la parte intimata (e poi deceduta) non abbia, nei termini, proposto e depositato il controricorso, l'erede può soltanto partecipare alla discussione orale, conferendo al difensore procura notarile, ma l'eventuale costituzione irrituale del medesimo sanata se le controparti costituite non formulino eccezioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9692 del 22/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - appello - prove - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1462 del 22/01/2013
    Appello - Natura - Specifiche censure - Necessità - Conseguenze sull'onere probatorio - Fascicolo dell'appellato contenente documenti favorevoli all'appellante e da questi non prodotti in copia - Mancata restituzione del fascicolo dell'appellato - Effetti - Onere di attivazione dell'appellato - Modalità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1462 del 22/01/2013 L'appellante è tenuto a fornire la dimostrazione delle singole censure, atteso che l'appello non è più, nella configurazione datagli dal codice vigente, il mezzo per passare da uno all'altro esame della causa, ma una "revisio" fondata sulla denunzia di specifici "vizi" di ingiustizia o nullità della sentenza impugnata. Ne consegue che è onere dell'appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame, o comunque attivarsi perché questi documenti possano essere sottoposti all'esame del giudice di appello, anche avvalendosi della facoltà, ex art. 76 disp. att. cod. proc. civ., di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, ovvero richiedendo al giudice che ordini, ai sensi dell'art. 210 cod. proc. civ., all'appellato non costituito l'esibizione dei documenti già contenuti nella produzione ritirata, senza che osti, a tal fine, il divieto di cui all'art. 437, secondo comma, cod. proc. civ., trattandosi di prove già acquisite agli atti di causa e non di nuove prove. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1462 del 22/01/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - prove – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1462 del 22/01/2013
    Appello - Natura - Specifiche censure - Necessità - Conseguenze sull'onere probatorio - Fascicolo dell'appellato contenente documenti favorevoli all'appellante e da questi non prodotti in copia - Mancata restituzione del fascicolo dell'appellato - Effetti - Onere di attivazione dell'appellato - Modalità. L'appellante è tenuto a fornire la dimostrazione delle singole censure, atteso che l'appello non è più, nella configurazione datagli dal codice vigente, il mezzo per passare da uno all'altro esame della causa, ma una "revisio" fondata sulla denunzia di specifici "vizi" di ingiustizia o nullità della sentenza impugnata. Ne consegue che è onere dell'appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame, o comunque attivarsi perché questi documenti possano essere sottoposti all'esame del giudice di appello, anche avvalendosi della facoltà, ex art. 76 disp. att. cod. proc. civ., di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, ovvero richiedendo al giudice che ordini, ai sensi dell'art. 210 cod. proc. civ., all'appellato non costituito l'esibizione dei documenti già contenuti nella produzione ritirata, senza che osti, a tal fine, il divieto di cui all'art. 437, secondo comma, cod. proc. civ., trattandosi di prove già acquisite agli atti di causa e non di nuove prove. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 1462 del 22/01/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12982 del 24/07/2012
    Legittimazione ad agire - Qualità di successore della parte originaria - Successione nel giudizio di appello - Prova documentale prodotta per la prima volta in cassazione - Ammissibilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12982 del 24/07/2012 Qualora sia stato proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza che abbia negato la legittimazione ad agire per assenza di prova della qualità di successore dell'originaria parte, la relativa prova non può essere offerta nel giudizio di legittimità, in cui, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., non possono essere prodotti documenti che non siano stati depositati nella fase di merito, ad eccezione di quelli che riguardano la nullità della sentenza o l'ammissibilità del ricorso e del controricorso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12982 del 24/07/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - sospensione del processo - necessaria – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7932 del 18/05/2012
    Istanza presentata per la prima volta in cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. La sospensione del giudizio per pregiudizialità non può essere invocata per la prima volta dinanzi al giudice di legittimità, non potendosi in quella sede produrre i documenti che ne dimostrino i presupposti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7932 del 18/05/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - litisconsorzio - necessario - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012
    Mancata integrazione del contraddittorio - Rilevabilità d'ufficio per la prima volta in sede di legittimità - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. Il vizio processuale derivante dall'omessa citazione di alcuni litisconsorti necessari può essere dedotto per la prima volta anche in sede di legittimità, alla duplice condizione che gli elementi che rivelano la necessità del contraddittorio emergano, con ogni evidenza, dagli atti già ritualmente acquisiti nel giudizio di merito (senza la necessità di svolgimento di ulteriori attività istruttorie) e che sulla questione non si sia formato il giudicato; ciò in quanto le ipotesi di nullità della sentenza che consentono, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., di acquisire mezzi di prova precostituiti in sede di legittimità sono limitate a quelle derivanti da vizi propri dell'atto per mancanza dei suoi requisiti essenziali di sostanza e di forma, con esclusione delle nullità originate da vizi del processo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10litisconsorzio - necessario - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012
    Mancata integrazione del contraddittorio - Rilevabilità d'ufficio per la prima volta in sede di legittimità - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012 Il vizio processuale derivante dall'omessa citazione di alcuni litisconsorti necessari può essere dedotto per la prima volta anche in sede di legittimità, alla duplice condizione che gli elementi che rivelano la necessità del contraddittorio emergano, con ogni evidenza, dagli atti già ritualmente acquisiti nel giudizio di merito (senza la necessità di svolgimento di ulteriori attività istruttorie) e che sulla questione non si sia formato il giudicato; ciò in quanto le ipotesi di nullità della sentenza che consentono, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., di acquisire mezzi di prova precostituiti in sede di legittimità sono limitate a quelle derivanti da vizi propri dell'atto per mancanza dei suoi requisiti essenziali di sostanza e di forma, con esclusione delle nullità originate da vizi del processo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - Corte di Cassazione . 6 - 4, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012
    Mancata integrazione del contraddittorio - Rilevabilità d'ufficio per la prima volta in sede di legittimità - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. Il vizio processuale derivante dall'omessa citazione di alcuni litisconsorti necessari può essere dedotto per la prima volta anche in sede di legittimità, alla duplice condizione che gli elementi che rivelano la necessità del contraddittorio emergano, con ogni evidenza, dagli atti già ritualmente acquisiti nel giudizio di merito (senza la necessità di svolgimento di ulteriori attività istruttorie) e che sulla questione non si sia formato il giudicato; ciò in quanto le ipotesi di nullità della sentenza che consentono, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., di acquisire mezzi di prova precostituiti in sede di legittimità sono limitate a quelle derivanti da vizi propri dell'atto per mancanza dei suoi requisiti essenziali di sostanza e di forma, con esclusione delle nullità originate da vizi del processo. Corte di Cassazione . 6 - 4, Ordinanza n. 3024 del 28/02/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - falso civile - querela di falso - in cassazione – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.11964 del 31/05/2011
    Querela incidentale - Proponibilità in sede di giudizio di cassazione - Condizioni - Documenti relativi alle fasi precedenti - Inammissibilità - Fattispecie. Nel giudizio dinnanzi la corte di cassazione la richiesta di autorizzazione alla proposizione di querela di falso incidentale non può essere formulata con riferimento a documenti utilizzati nella decisione impugnata, ma soltanto in relazione a quelli prodotti nel giudizio di legittimità. (Nella specie, relativa a sentenza pronunciata dalla Sezione disciplinare del Cons. Sup. Magistratura, la richiesta argomentava dall'asserita falsità della documentazione posta a fondamento della decisione impugnata, traducendosi in una contestazione sull'esattezze di quest'ultima e, dunque, in un vizio deducibile con i normali rimedi impugnatori). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.11964 del 31/05/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ammissibilità del ricorso – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9453 del 28/04/2011
    Notificazione a mezzo posta - Omessa produzione dell'avviso di ricevimento all'udienza ex art. 379 cod. proc. civ. - Istanza di rinvio a fini di deposito - Accoglimento - Esclusione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso. Nell'ipotesi di omessa produzione, all'udienza di discussione fissata ai sensi dell'art. 379 cod. proc. civ., dell'avviso di ricevimento idoneo a comprovare il perfezionamento della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 cod. proc. civ., non può essere accolta l'istanza di mero rinvio, formulata dalla parte ricorrente al fine di provvedere a tale deposito, poiché il differimento d'udienza si porrebbe in manifesta contraddizione con il principio costituzionale della ragionevole durata del processo stabilito dall'art. 111 Cost. Pertanto, l'omessa produzione determina in modo istantaneo ed irretrattabile l'effetto dell'inammissibilità dell'impugnazione nonché il consolidamento del diritto della controparte a tale declaratoria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9453 del 28/04/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7515 del 31/03/2011
    Nullità inficianti la sentenza impugnata - Produzione entro il termine di cui all'art. 369 cod. proc. civ. - Necessità - Produzione in allegato alla memoria ex art. 378 cod. proc.civ. - Inammissibilità. Nel giudizio innanzi alla Corte di cassazione, secondo quanto disposto dall'art. 372 cod.proc.civ., non è ammesso il deposito di atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi del processo, salvo che non riguardino l'ammissibilità del ricorso e del controricorso ovvero, come nella specie, eventuali nullità inficianti direttamente la sentenza impugnata, nel quale caso essi vanno prodotti entro il termine stabilito dall'art. 369 cod. proc. civ., con la conseguenza che ne è inammissibile la produzione in allegato alla memoria difensiva di cui all'art. 378 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7515 del 31/03/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - termini - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4690 del 25/02/2011
    Termine breve per impugnare - Decorrenza - Notifica - Volontà di mettere in moto i termini di impugnazione per entrambe le parti - Necessità - Fattispecie. Ai fini della determinazione del termine breve per impugnare, di cui all'art. 326 cod. proc. civ., occorre che la notifica della sentenza sia caratterizzata dalla volontà di porre fine al processo, mettendo in moto i termini per l'impugnazione nei confronti sia del notificato sia del notificante e, pertanto, se tale volontà non sussiste, la notificazione è inidonea a segnare il "dies a quo" del termine breve, non essendo sufficiente la mera comunicazione, realizzata mediante un atto di esibizione documentale, compiuta ad altri fini. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inidonea la notificazione della sentenza compiuta in un diverso processo, tra le stesse parti, ai sensi e per gli effetti dell'art. 372 cod. proc. civ., al dichiarato fine di comprovare che il giudizio non era stato definito con sentenza passata in giudicato). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 4690 del 25/02/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1883 del 27/01/2011
    Rilievo in sede di legittimità - Sentenza di merito passata in giudicato - Necessità dell'esame - Produzione - Fino all'udienza di discussione - Ammissibilità. In tema di rilevabilità del giudicato esterno in sede di legittimità, quando esso si forma per effetto di una pronuncia della Corte di cassazione successiva alla proposizione del ricorso relativo al procedimento nel quale il giudicato s'intende far valere e l'oggetto della cosa giudicata deve desumersi dalla sentenza di merito in quanto l'impugnazione si è chiusa in rito con declaratoria d'inammissibilità, la parte, per documentare la formazione del giudicato che non possa emergere dal tenore della decisione della Corte di cassazione, può produrre la sentenza di merito fino all'udienza di discussione, essendo tale produzione esclusivamente funzionale alla dimostrazione del giudicato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1883 del 27/01/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - Cassazione (ricorso per) - deposito di atti - di documenti nuovi– Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1344 del 20/01/2011
    Decreti di trasferimento di beni posti in vendita dal giudice delegato - Giudizio di legittimità - Produzione - Ammissibilità - Fondamento - Conseguenze. In sede di legittimità, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., è consentita la produzione da parte del curatore fallimentare, unitamente al controricorso, dei decreti di trasferimento dei beni posti in vendita a seguito del rigetto dell'istanza di sospensione proposta dal ricorrente, trattandosi di documenti relativi all'ammissibilità del ricorso; tale produzione comporta il venir meno dell'interesse all'impugnazione dell'ordinanza - oggetto di ricorso per cassazione - confermativa, da parte del tribunale, del provvedimento con cui il giudice delegato ha negato la sospensione dell'attività liquidatoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 1344 del 20/01/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26041 del 23/12/2010
    Giudicato esterno - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Presupposti - Formazione in epoca anteriore alla sentenza impugnata - Necessità - Esclusione - Prova per documenti - Ammissibilità nel giudizio di cassazione. Nel giudizio di cassazione, il giudicato esterno è, al pari del giudicato interno, rilevabile d'ufficio, non solo qualora emerga da atti comunque prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell'ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata; tale elemento non può essere incluso nel fatto, in quanto, pur non identificandosi con gli elementi normativi astratti, è ad essi assimilabile, essendo destinato a fissare la regola del caso concreto, e partecipando, quindi, della natura dei comandi giuridici, la cui interpretazione non si esaurisce in un giudizio di mero fatto. Il suo accertamento, pertanto, non costituisce patrimonio esclusivo delle parti, ma, mirando ad evitare la formazione di giudicati contrastanti, conformemente al principio del "ne bis in idem", corrisponde ad un preciso interesse pubblico, sotteso alla funzione primaria del processo, e consistente nell'eliminazione dell'incertezza delle situazioni giuridiche, attraverso la stabilità della decisione. Tale garanzia di stabilità, collegata all'attuazione dei principi costituzionali del giusto processo e della ragionevole durata, non trova ostacolo nel divieto posto dall'art. 372 cod. proc. civ., il quale, riferendosi esclusivamente ai documenti che potevano essere prodotti nel giudizio di merito, non si estende a quelli attestanti la successiva formazione del giudicato, i quali, comprovando la sopravvenuta formazione di una "regula iuris" cui il giudice ha il dovere di conformarsi, attengono ad una circostanza che incide sullo stesso interesse delle parti alla decisione, e sono quindi riconducibili alla categoria dei documenti riguardanti l'ammissibilità del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26041 del 23/12/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - capacità processuale - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010
    Giudizio di cassazione - Capacità processuale - Attestazione - Documenti attestanti detta capacità - Termine per l'allegazione - Udienza di discussione - Conseguente sanatoria dell'attività precedente - Sussistenza. Nel giudizio di cassazione i documenti diretti ad attestare la capacità processuale della parte, necessaria per la proposizione del relativo ricorso o del controricorso, devono essere allegati entro il termine ultimo costituito dalla celebrazione dell'udienza di discussione, rimanendo in tal caso convalidata con effetto retroattivo l'attività processuale svolta in precedenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - interruzione del processo - morte del procuratore - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25234 del 14/12/2010
    Morte del procuratore - Interruzione di diritto - Mancata pronuncia - Conseguenze - Nullità degli atti successivi e della sentenza - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Esclusione - Deducibilità come motivo di ricorso - Legittimazione esclusiva della parte colpita dall'evento interruttivo. La morte dell'unico difensore della parte costituita, che intervenga nel corso del giudizio, determina automaticamente l'interruzione del processo, anche se il giudice e le altre parti non ne abbiano avuto conoscenza, e preclude ogni ulteriore attività processuale, con la conseguente nullità degli atti successivi e della sentenza eventualmente pronunciata; l'irrituale prosecuzione del processo, nonostante il verificarsi dell'evento interruttivo, può essere dedotta e provata in sede di legittimità, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., mediante la produzione dei documenti all'uopo necessari, ma solo dalla parte colpita dal predetto evento, a tutela della quale sono poste le norme che disciplinano l'interruzione, non potendo quest'ultima essere rilevata d'ufficio dal giudice, né eccepita dalla controparte come motivo di nullità della sentenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25234 del 14/12/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - della copia autentica della sentenza impugnata o della richiesta di trasmissione del fascicolo di ufficio - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25070 del 10/12/2010
    Deposito della copia autentica con la relata in caso di notificazione - Funzione - Allegazione espressa od implicita da parte del ricorrente dell'avvenuta notificazione - Mancata produzione di copia autentica con la relata di notifica unitamente al ricorso o comunque entro il termine per il suo deposito secondo le modalità previste dall'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ. - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Rilevanza dell'acquisizione "aliunde" dei predetti documenti - Esclusione - Fondamento. La previsione - di cui al secondo comma, n. 2, dell'art. 369 cod. proc. civ. - dell'onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione - a tutela dell'esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l'osservanza del cosiddetto termine breve. Nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev'essere dichiarato improcedibile, restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto del secondo comma dell'art. 372 cod. proc. civ., applicabile estensivamente, purché entro il termine di cui al primo comma dell'art. 369 cod. proc. civ., e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo dell'eventuale non contestazione dell'osservanza del termine breve da parte del controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza di tale copia nel fascicolo d'ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività dell'impugnazione (Principio affermato ai sensi dell'art.360 bis, comma 1, cod. proc. civ). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 25070 del 10/12/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23483 del 19/11/2010
    Giudicato esterno - Formazione in epoca successiva alla pronuncia della sentenza impugnata - Art. 654 cod. proc. pen. - Sentenza penale di assoluzione - Efficacia nel giudizio civile - Limiti - Rilevanza attinente all'affermazione (o negazione) di meri fatti materiali - Operatività del divieto previsto dall'art. 372 cod. proc. civ. - Sussistenza - Conseguenze. Il principio secondo cui, nel giudizio di cassazione, l'esistenza del giudicato esterno è, al pari di quella del giudicato interno, rilevabile d'ufficio, non solo qualora emerga da atti comunque prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell'ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, con correlativa inopponibilità del divieto di cui all'art. 372 cod. proc. civ., non può trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell'art. 654 cod. proc. pen., unicamente al fine di dimostrare l'effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti. In tali casi il giudicato non assume alcuna valenza enunciativa della "regula iuris" alla quale il giudice civile ha il dovere di conformarsi nel caso concreto, mentre la sua astratta rilevanza potrebbe ravvisarsi soltanto in relazione all'affermazione (o negazione) di meri fatti materiali, ossia a valutazioni di stretto merito non deducibili nel giudizio di legittimità. Ne consegue che va in questi casi ritenuta l'inammissibilità della produzione della sentenza penale, siccome estranea all'ambito previsionale dell'art. 372 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.23483 del 19/11/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - LEGITTIMAZIONE - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15352 del 25/06/2010
    Facoltà di proporre impugnazione - Spettanza - Soggetto partecipe del precedente grado e soccombente - Ricorso proposto nella qualità di erede della parte costituita nel precedente giudizio di merito - Legittimazione - Prova del decesso e della qualità di erede - Necessità - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rilevabilità d'ufficio - Sussistenza - Fondamento. Poiché la facoltà di proporre impugnazione spetta solo ai soggetti partecipi del precedente grado di giudizio, nel quale siano rimasti soccombenti, chi intende proporre ricorso per cassazione nell'asserita qualità di erede della persona che partecipò al precedente giudizio di merito deve provare, tramite le produzioni consentite dall'art. 372 cod. proc. civ., a pena di inammissibilità del ricorso medesimo, sia il decesso della parte originaria del giudizio che l'asserita sua qualità di erede di detta parte. La mancanza di tale prova è rilevabile d'ufficio, in quanto attiene alla titolarità del diritto processuale di adire il giudice dell'impugnazione e, pertanto, alla regolare costituzione del contraddittorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15352 del 25/06/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. Civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010
    Distanze in materia di costruzioni - Prescrizioni dei piani regolatori e dei regolamenti comunali edilizi - Norme di carattere integrativo - Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Le prescrizioni dei piani regolatori generali e degli annessi regolamenti comunali edilizi che disciplinano le distanze nelle costruzioni, anche con riguardo ai confini, sono integrative del codice civile ed hanno, pertanto, valore di norme giuridiche (anche se di natura secondaria), sicché il giudice, in virtù del principio "iura novit curia", deve acquisirne diretta conoscenza d'ufficio, quando la violazione di queste sia dedotta dalla parte (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la Corte ha ritenuto che non poteva considerarsi una produzione vietata dall'art. 372 cod. proc. civ., attenendo a "ius superveniens", l'allegazione del testo regolamentare sopravvenuto di un piano di attuazione di un P.R.G., che avrebbe dovuto essere conosciuto ed applicato anche d'ufficio nel caso esaminato). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10proprietà - limitazioni legali della proprietà - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - norme integrative e non del cod. civ. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010
    Distanze in materia di costruzioni- Prescrizioni dei piani regolatori e dei regolamenti comunali edilizi - Norme di carattere integrativo - Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010 Le prescrizioni dei piani regolatori generali e degli annessi regolamenti comunali edilizi che disciplinano le distanze nelle costruzioni, anche con riguardo ai confini, sono integrative del codice civile ed hanno, pertanto, valore di norme giuridiche (anche se di natura secondaria), sicché il giudice, in virtù del principio "iura novit curia", deve acquisirne diretta conoscenza d'ufficio, quando la violazione di queste sia dedotta dalla parte (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la Corte ha ritenuto che non poteva considerarsi una produzione vietata dall'art. 372 cod. proc. civ., attenendo a "ius superveniens", l'allegazione del testo regolamentare sopravvenuto di un piano di attuazione di un P.R.G., che avrebbe dovuto essere conosciuto ed applicato anche d'ufficio nel caso esaminato). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14446 del 15/06/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - DEPOSITO DI ATTI - DELLA COPIA AUTENTICA DELLA SENTENZA IMPUGNATA O DELLA RICHIESTA DI TRASMISSIONE DEL FASCICOLO DI UFFICIO – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11376 del 11/05/2010
    Deposito della copia autentica con la relata in caso di notificazione - Funzione - Allegazione espressa od implicita da parte del ricorrente dell'avvenuta notificazione - Mancata produzione di copia autentica con la relata di notifica unitamente al ricorso o comunque entro il termine per il suo deposito - Conseguenze - Improcedibilità del ricorso - Lesione del diritto di difesa di cui all'art. 24 Cost. - Esclusione. La previsione - di cui all'art. 369, secondo comma, n. 2, cod. proc. civ. - dell'onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di cassazione - a tutela dell'esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale - della tempestività dell'esercizio del diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è esercitabile soltanto con l'osservanza del cosiddetto termine breve. Nell'ipotesi in cui il ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della medesima senza la relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev'essere, quindi, dichiarato improcedibile; tale previsione non integra alcuna lesione del precetto di cui all'art. 24 Cost., poiché la disposizione dell'art. 369 cod. proc. civ. non limita il diritto di difesa, ma impone di esercitarlo nel rispetto delle forme dettate dal codice di rito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11376 del 11/05/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 7161 del 25/03/2010
    Art 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ. - Requisiti - Specifica indicazione dei documenti posti a fondamento del ricorso e della sede processuale in cui risultano prodotti - Modalità - Conseguenze. In tema di ricorso per cassazione, l'art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ., novellato dal d.lgs. n. 40 del 2006, oltre a richiedere l' indicazione degli atti, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi posti a fondamento del ricorso, esige che sia specificato in quale sede processuale il documento risulti prodotto; tale prescrizione va correlata all'ulteriore requisito di procedibilità di cui all'art. 369, secondo comma, n. 4 cod. proc. civ., per cui deve ritenersi, in particolare, soddisfatta: a) qualora il documento sia stato prodotto nelle fasi di merito dallo stesso ricorrente e si trovi nel fascicolo di esse, mediante la produzione del fascicolo, purché nel ricorso si specifichi che il fascicolo è stato prodotto e la sede in cui il documento è rinvenibile; b) qualora il documento sia stato prodotto, nelle fasi di merito, dalla controparte, mediante l'indicazione che il documento è prodotto nel fascicolo del giudizio di merito di controparte, pur se cautelativamente si rivela opportuna la produzione del documento, ai sensi dell'art. 369, comma 2, n. 4, cod. proc. civ., per il caso in cui la controparte non si costituisca in sede di legittimità o si costituisca senza produrre il fascicolo o lo produca senza documento; c) qualora si tratti di documento non prodotto nelle fasi di merito, relativo alla nullità della sentenza od all'ammissibilità del ricorso (art. 372 p.c.) oppure di documento attinente alla fondatezza del ricorso e formato dopo la fase di merito e comunque dopo l'esaurimento della possibilità di produrlo, mediante la produzione del documento, previa individuazione e indicazione della produzione stessa nell'ambito del ricorso. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 7161 del 25/03/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - d.m. – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9941 del 29/04/2009
    Natura di atto amministrativo - Conseguenze - Principio "iura novit curia" - Inapplicabilità - Mancata acquisizione del decreto in corso di giudizio di merito - Produzione nel giudizio di legittimità ex art. 372 cod. proc. civ. - Inammissibilità - Produzione nel corso del giudizio di merito - Indicazione generica nella narrativa del ricorso - Sufficienza - Esclusione - Fondamento - Art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ. - Indicazione della fase in cui il documento è stato prodotto - Necessità. La natura di atti meramente amministrativi dei decreti ministeriali (nella specie, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004, attuativo del divieto di procedere all'aggiornamento dell'indennità di confine) rende ad essi inapplicabile il principio "iura novit curia" di cui all'art. 113 cod. proc. civ., da coordinarsi, sul piano ermeneutico, con il disposto dell'art. 1 delle preleggi (che non comprende, appunto, i detti decreti tra le fonti del diritto), con la conseguenza che, in assenza di qualsivoglia loro produzione nel corso del giudizio di merito, deve ritenersene inammissibile l'esibizione, ex art. 372 cod. proc. civ., in sede di legittimità, dovendosi comunque escludere, ove invece gli atti e i documenti siano stati prodotti nel corso del giudizio di merito, la sufficienza della loro generica indicazione nella narrativa che precede la formulazione dei motivi, attesa la necessità della "specifica" indicazione della documentazione posta a fondamento del ricorso, ai sensi dell'art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ., che richiede la precisa individuazione della fase di merito in cui la stessa sia stata prodotta. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9941 del 29/04/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9941 del 29/04/2009
    d.m. - Natura di atto amministrativo - Conseguenze - Principio "iura novit curia" - Inapplicabilità - Mancata acquisizione del decreto in corso di giudizio di merito - Produzione nel giudizio di legittimità ex art. 372 cod. proc. civ. - Inammissibilità - Produzione nel corso del giudizio di merito - Indicazione generica nella narrativa del ricorso - Sufficienza - Esclusione - Fondamento - Art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ. - Indicazione della fase in cui il documento è stato prodotto - Necessità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9941 del 29/04/2009 La natura di atti meramente amministrativi dei decreti ministeriali (nella specie, il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23 gennaio 2004, attuativo del divieto di procedere all'aggiornamento dell'indennità di confine) rende ad essi inapplicabile il principio "iura novit curia" di cui all'art. 113 cod. proc. civ., da coordinarsi, sul piano ermeneutico, con il disposto dell'art. 1 delle preleggi (che non comprende, appunto, i detti decreti tra le fonti del diritto), con la conseguenza che, in assenza di qualsivoglia loro produzione nel corso del giudizio di merito, deve ritenersene inammissibile l'esibizione, ex art. 372 cod. proc. civ., in sede di legittimità, dovendosi comunque escludere, ove invece gli atti e i documenti siano stati prodotti nel corso del giudizio di merito, la sufficienza della loro generica indicazione nella narrativa che precede la formulazione dei motivi, attesa la necessità della "specifica" indicazione della documentazione posta a fondamento del ricorso, ai sensi dell'art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ., che richiede la precisa individuazione della fase di merito in cui la stessa sia stata prodotta. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9941 del 29/04/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008
    Ricorso per cassazione - Deposito di avviso di ricevimento - Funzione - Prova dell'avvenuta notificazione - Omissione - Mancata attività difensiva dell'intimato - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rimessione in termini ai sensi dell'art. 184 - bis cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008 La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 cod. proc. civ., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 cod. proc. civ., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'art. 380-bis cod. proc. civ., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.. In caso, però, di mancata produzione dell'avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 184-bis cod. proc. civ., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge n. 890 del 1982. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008 Cod_Proc_Civ_art_140, Cod_Proc_Civ_art_149, Cod_Proc_Civ_art_184_2, Cod_Proc_Civ_art_291, Cod_Proc_Civ_art_372, Cod_Proc_Civ_art_379, Cod_Proc_Civ_art_380_2...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008
    Ricorso per cassazione - Deposito di avviso di ricevimento - Funzione - Prova dell'avvenuta notificazione - Omissione - Mancata attività difensiva dell'intimato - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rimessione in termini ai sensi dell'art. 184 - bis cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni. La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 cod. proc. civ., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 cod. proc. civ., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'art. 380-bis cod. proc. civ., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.. In caso, però, di mancata produzione dell'avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 184-bis cod. proc. civ., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge n. 890 del 1982. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008
    Ricorso per cassazione - Deposito di avviso di ricevimento - Funzione - Prova dell'avvenuta notificazione - Omissione - Mancata attività difensiva dell'intimato - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso - Rimessione in termini ai sensi dell'art. 184 - bis cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni. La produzione dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notificazione a mezzo del servizio postale ai sensi dell'art. 149 cod. proc. civ., o della raccomandata con la quale l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuto compimento delle formalità di cui all'art. 140 cod. proc. civ., è richiesta dalla legge esclusivamente in funzione della prova dell'avvenuto perfezionamento del procedimento notificatorio e, dunque, dell'avvenuta instaurazione del contraddittorio. Ne consegue che l'avviso non allegato al ricorso e non depositato successivamente può essere prodotto fino all'udienza di discussione di cui all'art. 379 cod. proc. civ., ma prima che abbia inizio la relazione prevista dal primo comma della citata disposizione, ovvero fino all'adunanza della corte in camera di consiglio di cui all'art. 380-bis cod. proc. civ., anche se non notificato mediante elenco alle altre parti ai sensi dell'art. 372, secondo comma, cod. proc. civ.. In caso, però, di mancata produzione dell'avviso di ricevimento, ed in assenza di attività difensiva da parte dell'intimato, il ricorso per cassazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ.; tuttavia, il difensore del ricorrente presente in udienza o all'adunanza della corte in camera di consiglio può domandare di essere rimesso in termini, ai sensi dell'art. 184-bis cod. proc. civ., per il deposito dell'avviso che affermi di non aver ricevuto, offrendo la prova documentale di essersi tempestivamente attivato nel richiedere all'amministrazione postale un duplicato dell'avviso stesso, secondo quanto previsto dall'art. 6, primo comma, della legge n. 890 del 1982. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 627 del 14/01/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - litispendenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22900 del 30/10/2007
    Giudizio di cassazione - Eccezione di litispendenza sollevata per la prima volta - Inammissibilità - Sussistenza - Motivazione - Condizioni per rilevare la litispendenza - Individuazione.  L'eccezione di litispendenza sollevata per la prima volta davanti la Corte di cassazione, senza che sia stata nei precedenti gradi del giudizio almeno allegata la pendenza dell'altro processo, è inammissibile. Infatti, se è vero che essa può essere rilevata in qualunque stato e grado del processo, quindi anche nel giudizio di cassazione, occorre però in ogni caso che i relativi fatti posti a fondamento della pronuncia siano stati al momento acquisiti nel corso del giudizio, così che il giudice possa anche d'ufficio riconoscere gli effetti giuridici dei fatti dedotti ed allegati dalle parti. Peraltro, una volta allegato il fatto della pendenza nel corso del giudizio, occorre che tale situazione persista nel giudizio di cassazione sino all'udienza di discussione, con conseguente onere di allegazione della relativa documentazione che attesti attualità delle condizioni di applicabilità dell'art. 39 cod. proc. civ., documentazione quest'ultima non soggetta alla preclusione di cui all'art. 372 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22900 del 30/10/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007
    Perfezionamento - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Prova certa della tempestività della consegna - Requisiti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007 Ove non venga esibita la ricevuta di cui all'art. 109 DPR 15 dicembre 1959, n. 1229, la prova della tempestiva consegna all'ufficiale giudiziario dell'atto da notificare può essere ricavata dal timbro apposto su tale atto recante il numero cronologico e la data; solo in caso di contestazione della conformità al vero di quanto da esso indirettamente risulta, l'interessato dovrà farsi carico di esibire idonea certificazione dell'ufficiale giudiziario, la quale, essendo diretta a provare l'ammissibilità del ricorso, potrà essere esibita secondo le previsioni dell'art. 372 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - notificazione - a mezzo posta – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007
    Perfezionamento - Consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario - Prova certa della tempestività della consegna - Requisiti. Ove non venga esibita la ricevuta di cui all'art. 109 DPR 15 dicembre 1959, n. 1229, la prova della tempestiva consegna all'ufficiale giudiziario dell'atto da notificare può essere ricavata dal timbro apposto su tale atto recante il numero cronologico e la data; solo in caso di contestazione della conformità al vero di quanto da esso indirettamente risulta, l'interessato dovrà farsi carico di esibire idonea certificazione dell'ufficiale giudiziario, la quale, essendo diretta a provare l'ammissibilità del ricorso, potrà essere esibita secondo le previsioni dell'art. 372 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10difensori - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26844 del 14/12/2006
    Indicazione da parte del suo difensore del proprio studio - Come tale o espressamente come domicilio - Esercizio dell'impugnazione della controparte ai sensi dell'art. 330, primo comma, cod. proc. civ. presso detto procuratore - Constatazione del trasferimento dello studio - Modalità di notificazione - Individuazione - Oneri della parte impugnante ai fini dell'ammissibilità dell'impugnazione - Salvo il caso di notificazione a mani proprie del difensore - Dimostrazione del tentativo di notifica preso il luogo già indicato come studio - Necessità a pena di inammissibilità dell'impugnazione - Notificazione diretta nel nuovo luogo asseritamente costituente lo studio - Oneri nel caso di notifica non a mani proprie - Produzione di certificazione dell'ordine profesionale - Necessità - A pena di inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26844 del 14/12/2006 Quando il difensore della parte abbia validamente indicato nell'atto introduttivo il proprio studio semplicemente come tale o espressamente come suo domicilio e tale indicazione sia rimasta ferma nello svolgimento del processo ovvero sia stata mutata con un atto successivo prima della decisione, l'esercizio del diritto di impugnazione della controparte, ove sia stata tentata la notificazione nel luogo indicato originariamente o successivamente come studio e l'Ufficiale Giudiziario abbia constatato che lo studio risulti trasferito, può avvenire personalmente al difensore ai sensi dell'art. 138 o dell'art. 139 nel luogo di residenza, dimora o domicilio del difensore, in caso di impossibilità, ai sensi dell'art. 140 cod. proc. civ., oppure a mezzo posta. In tal caso, fatta eccezione per l'ipotesi di notificazione ai sensi dell'art. 138 cod. proc. civ., la parte impugnante, qualora la parte destinataria dell'impugnazione non si sia costituita, deve far constare al giudice, a pena di inammissibilità della impugnazione, l'inutile tentativo di notificazione presso il luogo già indicato come studio, producendo la relata del pregresso tentativo ed in mancanza di tale produzione - che nel giudizio di cassazione deve avvenire ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., - non è possibile un ordine di rinnovo della notificazione, giacché non sussiste una fattispecie di nullità, ma di mancata dimostrazione dell'ammissibilità dell'impugnazione. Ove la parte che deve notificare l'impugnazione - in ipotesi, perché abbia già conoscenza del nuovo studio del difensore - ritenga di procedere, invece, direttamente alla notificazione e non vi proceda ai sensi dell'art. 138, bensì in uno degli altri modi indicati, se del caso nel luogo indicato all'Ufficiale Giudiziario come nuovo studio, è tenuta, qualora il destinatario dell'impugnazione non si costituisca, a documentare (per il giudizio di cassazione ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ.) l'avvenuto trasferimento dello studio del procuratore, se del caso mediante idonea certificazione del consiglio dell'ordine presso cui il medesimo sia iscritto. In difetto, l'impugnazione è inammissibile e non ne può essere ordinata parimenti il rinnovo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26844 del 14/12/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16876 del 24/07/2006
    "Contratto di raccordo al contratto collettivo nazionale" stipulato nella Regione Trentino - Alto Adige ai sensi della normativa di attuazione dello statuto di autonomia - Natura e differenza rispetto ai contratti o accordi collettivi nazionali - Impugnazione per violazione o falsa applicazione - Poteri della Corte di cassazione - Interpretazione diretta da parte della Corte di legittimità - Sussistenza - Producibilità di detti contratti ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento. Il "contratto di raccordo al contratto collettivo nazionale", stipulato nella regione Trentino - Alto Adige ai sensi della normativa di attuazione dello statuto di autonomia, non è "nazionale", né è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ma solo sul Bollettino regionale, a differenza del contratto o accordo collettivo nazionale, di cui agli artt. 63, comma quinto, e 64, comma primo, del d. lgs. n. 165 del 2001, i quali vengono pubblicati sulla predetta Gazzetta ai sensi dell'art. 47, comma ottavo, dello stesso d. lgs. .Tali contratti, in quanto invocabili per violazione o falsa applicazione (in relazione all'art. 360, comma primo, n. 3), cod. proc. civ.), possono essere interpretati e conosciuti d'ufficio dalla Corte di cassazione, anche nelle clausole non invocate dalle parti ma necessarie per interpretarli. Tuttavia, poiché i menzionati artt. 63, comma quinto, e 64, comma primo, sono di stretta interpretazione, il suddetto "contratto di raccordo" è soggetto al divieto di produzione documentale di cui all'art. 372 del codice di rito civile. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16876 del 24/07/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15264 del 04/07/2006
    Ditta individuale - Trasformazione, nel corso del processo di merito, in società di capitali - Diritto di ricorrere in Cassazione - Esercizio da parte di quest'ultima - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. La "trasformazione", nel corso del processo, di una impresa individuale in una società di capitali può dare luogo a successione nel rapporto controverso, ma l'esercizio, da parte della società di capitali, del diritto di impugnare la sentenza pronunciata contro la ditta individuale è pur sempre condizionato al fatto che la situazione sostanziale, da cui discende la legittimazione processuale, ove non desumibile dalla sentenza impugnata, sia allegata e dimostrata; ciò a pena di inammissibilità della impugnazione, essendo questione di ordine pubblico del processo la virtualità della costituzione del rapporto processuale. (Nella specie la S.C. ha ritenuto che fosse stato dimostrato il verificarsi del trasferimento a titolo particolare per atto tra vivi del diritto controverso, atteso che la procura speciale per proporre ricorso per cassazione figurava rilasciata per conto della società dal medesimo soggetto titolare della ditta individuale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15264 del 04/07/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - piani regolatori generali – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006  
    Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Configurabilità - Esclusione - Onere di allegazione a carico della parte interessata - Necessità - Fondamento - Giudizio di cassazione - Produzione del piano regolatore - Ammissibilità - Deposito di altre certificazioni - Divieto - Fondamento. In tema di distanze fra costruzioni, poichè il piano regolatore di un comune costituisce norma di carattere secondario (soggetta a pubblicazione presso il comune stesso), il giudice non è tenuto a conoscerne nè a ricercarne d'ufficio il contenuto,atteso che incombe sulla parte interessata l'onere di allegazione anche in sede di giudizio per cassazione, non ostandovi il divieto stabilito dall'art. 372, prima parte, cod. proc. civ.;tale norma è, viceversa, ostativa alla produzione di qualsivoglia ulteriore certificazione o documentazione relativa al piano stesso, come ad es. quella relativa alla zona in cui ricade il fabbricato in oggetto, giacchè in tal modo si verrebbe a compiere in sede di legittimità un'indagine di fatto riservata al giudice di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - piani regolatori generali - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006
    Obbligo di conoscenza da parte del giudice - Configurabilità - Esclusione - Onere di allegazione a carico della parte interessata - Necessità - Fondamento - Giudizio di cassazione - Produzione del piano regolatore - Ammissibilità - Deposito di altre certificazioni - Divieto - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006 In tema di distanze fra costruzioni, poichè il piano regolatore di un comune costituisce norma di carattere secondario (soggetta a pubblicazione presso il comune stesso), il giudice non è tenuto a conoscerne nè a ricercarne d'ufficio il contenuto,atteso che incombe sulla parte interessata l'onere di allegazione anche in sede di giudizio per cassazione, non ostandovi il divieto stabilito dall'art. 372, prima parte, cod. proc. civ.;tale norma è, viceversa, ostativa alla produzione di qualsivoglia ulteriore certificazione o documentazione relativa al piano stesso, come ad es. quella relativa alla zona in cui ricade il fabbricato in oggetto, giacchè in tal modo si verrebbe a compiere in sede di legittimità un'indagine di fatto riservata al giudice di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13336 del 07/06/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11942 del 22/05/2006
    Produzione dei fascicoli delle parti in primo o in secondo grado - Applicabilità dei limiti posti dall'articolo 372 cod. proc. civ. al deposito di atti e documenti in sede di legittimità - Esclusione - Natura e fondamento della norma suddetta - Fattispecie. In tema di produzione documentale, i limiti posti dall'articolo 372 cod. proc. civ. al deposito di atti e documenti in sede di legittimità non trovano applicazione con riguardo ai fascicoli delle parti (in primo o in secondo grado), non rilevando, in particolare, che si tratti, come nella specie, di fascicolo di parte di primo grado non depositato nel giudizio di appello, atteso che, in base al tenore testuale della predetta norma, il divieto di produzione riguarda gli atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi di giudizio. (Sulla base del citato principio la S.C. ha ritenuto rituale la produzione davanti a sè del fascicolo di parte di primo grado, non depositato nel giudizio di appello perchè non reperito a causa della morte del procuratore della parte medesima). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11942 del 22/05/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - deposito di atti - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11942 del 22/05/2006
    Produzione dei fascicoli delle parti in primo o in secondo grado - Applicabilità dei limiti posti dall'articolo 372 cod. proc. civ. al deposito di atti e documenti in sede di legittimità - Esclusione - Natura e fondamento della norma suddetta - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11942 del 22/05/2006 In tema di produzione documentale, i limiti posti dall'articolo 372 cod. proc. civ. al deposito di atti e documenti in sede di legittimità non trovano applicazione con riguardo ai fascicoli delle parti (in primo o in secondo grado), non rilevando, in particolare, che si tratti, come nella specie, di fascicolo di parte di primo grado non depositato nel giudizio di appello, atteso che, in base al tenore testuale della predetta norma, il divieto di produzione riguarda gli atti e documenti non prodotti nei precedenti gradi di giudizio. (Sulla base del citato principio la S.C. ha ritenuto rituale la produzione davanti a sè del fascicolo di parte di primo grado, non depositato nel giudizio di appello perchè non reperito a causa della morte del procuratore della parte medesima). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11942 del 22/05/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11650 del 18/05/2006
    Successione nel rapporto controverso - Giudizio di appello svoltosi nei confronti di una società - Ricorso per cassazione proposto da una società diversa - Legittimazione - Prova - Onere a carico della ricorrente - Condizioni - Contestazione da parte del resistente. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11650 del 18/05/2006 La società che propone ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello emessa nei confronti di un'altra società, della quale affermi di essere successore (a titolo universale o particolare), è tenuta a fornire la prova documentale della propria legittimazione, nelle forme previste dall'art. 372 cod. proc. civ., a meno che il resistente non l'abbia - nel controricorso, e non successivamente, nella memoria ex art. 378 cod. proc. civ. - esplicitamente o implicitamente riconosciuta, astenendosi dal sollevare qualsiasi eccezione in proposito e difendendosi nel merito dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 11650 del 18/05/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - prove – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 28498 del 23/12/2005
    Appello - Natura - Specifiche censure - Necessità - Conseguenze sull'onere probatorio - Fascicolo dell'appellato contenente documenti favorevoli all'appellante e da questi non prodotti in copia - Mancata restituzione del fascicolo dell'appellato - Effetti. L'appellante è tenuto a fornire la dimostrazione delle singole censure, atteso che l'appello, non è più, nella configurazione datagli dal codice vigente, il mezzo per passare da uno all'altro esame della causa, ma una "revisio" fondata sulla denunzia di specifici "vizi" di ingiustizia o nullità della sentenza impugnata. Ne consegue che è onere dell'appellante, quale che sia stata la posizione da lui assunta nella precedente fase processuale, produrre, o ripristinare in appello se già prodotti in primo grado, i documenti sui quali egli basa il proprio gravame o comunque attivarsi, anche avvalendosi della facoltà , ex art. 76 disp. att. cod. proc. civ., di farsi rilasciare dal cancelliere copia degli atti del fascicolo delle altre parti, perchè questi documenti possano essere sottoposti all'esame del giudice di appello, per cui egli subisce le conseguenze della mancata restituzione del fascicolo dell'altra parte (nella specie rimasta contumace), quando questo contenga documenti a lui favorevoli che non ha avuto cura di produrre in copia e che il giudice di appello non ha quindi avuto la possibilità di esaminare. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 28498 del 23/12/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - difensori - mandato alle liti (procura) - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4810 del 07/03/2005
    In calce o a margine di atto a norme di società - Firma illeggibile del conferente la procura alla lite - Effetti - Identificabilità del sottoscrittore - Irrilevanza del vizio - Non identificabilità del sottoscrittore - Nullità relativa - Configurabilità - Tempi e modi per l'integrazione. L'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o dalla certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese. In assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4810 del 07/03/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - difensori - mandato alle liti (procura) - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4814 del 07/03/2005
    In calce o a margine di atto a norme di società - Firma illeggibile del conferente la procura alla lite - Effetti - Identificabilità del sottoscrittore - Irrilevanza del vizio - Non identificabilità del sottoscrittore - Nullità relativa - Configurabilità - Tempi e modi per l'integrazione. L'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o dalla certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese. In assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4814 del 07/03/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10difensori - mandato alle liti (procura) - in genere – corte di cassazione Sez. U, Sentenza n. 4810 del 07/03/2005
      In calce o a margine di atto a norme di società - Firma illeggibile del conferente la procura alla lite - Effetti - Identificabilità del sottoscrittore - Irrilevanza del vizio - Non identificabilità del sottoscrittore - Nullità relativa - Configurabilità - Tempi e modi per l'integrazione. corte di cassazione Sez. U, Sentenza n. 4810 del 07/03/2005 L'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o dalla certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese. In assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. corte di cassazione Sez. U, Sentenza n. 4810 del 07/03/2005    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10difensori - mandato alle liti (procura) - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4814 del 07/03/2005
    In calce o a margine di atto a norme di società - Firma illeggibile del conferente la procura alla lite - Effetti - Identificabilità del sottoscrittore - Irrilevanza del vizio - Non identificabilità del sottoscrittore - Nullità relativa - Configurabilità - Tempi e modi per l'integrazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4814 del 07/03/2005 L'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o dalla certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese. In assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4814 del 07/03/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4810 del 07/03/2005
    In calce o a margine di atto a norme di società - Firma illeggibile del conferente la procura alla lite - Effetti - Identificabilità del sottoscrittore - Irrilevanza del vizio - Non identificabilità del sottoscrittore - Nullità relativa - Configurabilità - Tempi e modi per l'integrazione. L'illeggibilità della firma del conferente la procura alla lite, apposta in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio una società esattamente indicata con la sua denominazione, è irrilevante, non solo quando il nome del sottoscrittore risulti dal testo della procura stessa o dalla certificazione d'autografia resa dal difensore, ovvero dal testo di quell'atto, ma anche quando detto nome sia con certezza desumibile dall'indicazione di una specifica funzione o carica, che ne renda identificabile il titolare per il tramite dei documenti di causa o delle risultanze del registro delle imprese. In assenza di tali condizioni, ed inoltre nei casi in cui non si menzioni alcuna funzione o carica specifica, allegandosi genericamente la qualità di legale rappresentante, si determina nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4810 del 07/03/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - società e altri enti – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1553 del 11/02/1995
    Procura rilasciata dal legale rappresentante di una società senza l'indicazione del nominativo - Validità - Condizioni - Limiti. La procura rilasciata a margine del ricorso per cassazione dal legale rappresentante di una società, senza l'indicazione nominativa dello stesso, è valida quando la firma sia leggibile e, nei limiti di cui all'art. 372 cod. proc. civ. sia idoneamente documentato - mediante la produzione di atti già esistenti al momento del conferimento - il riferimento della indicata qualità di rappresentante legale della società a un'individuata persona fisica. Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1553 del 11/02/1995  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Edilizia popolare ed economica - gescal - gestione case per i lavoratori – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6171 del 19/06/1990
    Soppressione - successiva degli istituti autonomi case popolari - procedimento di liquidazione - necessità - conseguenza.* La successione degli istituti autonomi case popolari nelle situazioni attive e passive e nei rapporti processuali inerenti agli immobili già appartenenti alla Gescal, non si è attuata per effetto automatico della soppressione del predetto ente attuata con l'art. 13 del d.P.R. n. 1036 del 1972 ma si è realizzata - in conformità alle previsioni della legge n. 9 del 1974 - in conseguenza del procedimento di liquidazione affidato agli appositi comitati istituiti presso il ministero dei lavori pubblici e, poi, presso il ministero del tesoro, a mano a mano che questi hanno provveduto ai singoli trasferimenti. Pertanto, al fine di accertare la titolarità da parte di un i.A.C.P., di un alloggio in contestazione, va verificato in concreto l'avvenuto trasferimento di tale alloggio dalla Gescal all'istituto agente, senza che i documenti, da cui risulti detto trasferimento, possano essere esibiti per la prima volta in Cassazione (ex art. 372 cod. proc. civ.), in quanto attinenti non già alla capacità processuale dell'istituto, bensì alla titolarità del diretto azionato. ( Conf 8503/87, mass n 456031, sulla prima parte; ( Conf 5738/83, mass n 430619; ( Conf 3850/80, mass n 407700).* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6171 del 19/06/1990  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Edilizia popolare ed economica - gescal - gestione case per i lavoratori – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6171 del 19/06/1990
    Soppressione - successiva degli istituti autonomi case popolari - procedimento di liquidazione - necessità - conseguenza.* La successione degli istituti autonomi case popolari nelle situazioni attive e passive e nei rapporti processuali inerenti agli immobili già appartenenti alla Gescal, non si è attuata per effetto automatico della soppressione del predetto ente attuata con l'art. 13 del d.P.R. n. 1036 del 1972 ma si è realizzata - in conformità alle previsioni della legge n. 9 del 1974 - in conseguenza del procedimento di liquidazione affidato agli appositi comitati istituiti presso il ministero dei lavori pubblici e, poi, presso il ministero del tesoro, a mano a mano che questi hanno provveduto ai singoli trasferimenti. Pertanto, al fine di accertare la titolarità da parte di un i.A.C.P., di un alloggio in contestazione, va verificato in concreto l'avvenuto trasferimento di tale alloggio dalla Gescal all'istituto agente, senza che i documenti, da cui risulti detto trasferimento, possano essere esibiti per la prima volta in Cassazione (ex art. 372 cod. proc. civ.), in quanto attinenti non già alla capacità processuale dell'istituto, bensì alla titolarità del diretto azionato. ( Conf 8503/87, mass n 456031, sulla prima parte; ( Conf 5738/83, mass n 430619; ( Conf 3850/80, mass n 407700).* Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 6171 del 19/06/1990  ...

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