360.1 (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso)

    Codice di procedura civile Libro secondo: DEL PROCESSO DI COGNIZIONE Titolo III: DELLE IMPUGNAZIONI Capo I: DELLE IMPUGNAZIONI IN GENERALE Capo II: DELL'APPELLO Capo III: DEL RICORSO PER CASSAZIONE Sezione I: DEI PROVVEDIMENTI IMPUGNABILI E DEI RICORSI 360. (1) (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso)

    Art. 360. (1) (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso)

    1. Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione:

      1) per motivi attinenti alla giurisdizione;

      2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;

      3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;

      4) per nullità della sentenza o del procedimento;

      5) per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti. (2)

    2. Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tale caso l'impugnazione può proporsi soltanto a norma del primo comma, n. 3.

    3. Non sono immediatamente impugnabili con ricorso per cassazione le sentenze che decidono di questioni insorte senza definire, neppure parzialmente, il giudizio.

    4. Il ricorso per cassazione avverso tali sentenze può essere proposto, senza necessità di riserva, allorché sia impugnata la sentenza che definisce, anche parzialmente, il giudizio.

    5. Le disposizioni di cui al primo comma e terzo comma si applicano alle sentenze ed ai provvedimenti diversi dalla sentenza contro i quali è ammesso il ricorso per cassazione per violazione di legge.
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    (1) Articolo così modificato dal D.Lgs. n. 40/2006.
    Il testo precedente recitava:
    "Art. 360. (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso)
    Le sentenze pronunziate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per Cassazione:
    1) per motivi attinenti alla giurisdizione;
    2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;
    3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto;
    4) per nullità della sentenza o del procedimento;
    5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile di ufficio.
    Può inoltre essere impugnata con ricorso per Cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso l'impugnazione può proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto."
    (2) Il numero che recitava: "5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio." è stato così sostituito dall’art. 54, D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con L. 7 agosto 2012, n. 134. Ai sensi dell'art. 54 cit., co. 3, questa disposizione si applica alle sentenze pubblicate dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 11292 del 26/04/2019 (Rv. 653607 - 01)
    Parte interdetta - Interdizione dopo la sentenza di appello - Legittimazione del solo tutore – Fondamento La parte che, dopo la sentenza di secondo grado e prima della notificazione del ricorso per cassazione, sia stata dichiarata interdetta, difetta di legittimazione processuale a proporre il ricorso medesimo, spettando detta legittimazione al tutore, a pena di inammissibilità dell'impugnazione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 11292 del 26/04/2019 (Rv. 653607 - 01) Cod_Civ_art_0374, Cod_Civ_art_0424, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_366_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - ammissibilità ed inammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11204 del 24/04/2019 (Rv. 653709 - 01)
    Vizi di improcedibilità o inammissibilità non rilevati dal giudice di appello - Rilevabilità, anche d'ufficio, nel giudizio di legittimità - Condizioni. I vizi di inammissibilità od improcedibilità dell'appello, non rilevati dal giudice di merito, possono essere rilevati, anche d'ufficio, in sede di legittimità soltanto se non implicano accertamenti in fatto e se il giudice di merito non si sia pronunciato espressamente sulla questione pregiudiziale o relativa al vizio di nullità processuale, nel qual caso la erroneità della pronuncia deve essere fatta valere con i motivi di ricorso, attesa la conversione delle ragioni di nullità della sentenza in motivi di gravame, con onere della parte interessata di impugnare la decisione anche con riguardo alla pronuncia, implicita, sulla validità dell'atto. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11204 del 24/04/2019 (Rv. 653709 - 01) Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - pluralità di argomentazioni - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10815 del 18/04/2019 (Rv. 653585 - 01)
    Decisione fondata su una prima ragione - Enunciazione di altra ragione per il caso di infondatezza della prima - Contraddittorietà della motivazione - Esclusione - Qualificazione di "obiter dictum" della seconda ragione - Esclusione - Distinte "rationes decidendi" - Sussistenza - Conseguenze - Impugnazione di entrambe - Necessità. La sentenza del giudice di merito, la quale, dopo aver aderito ad una prima ragione di decisione, esamini ed accolga anche una seconda ragione, al fine di sostenere la decisione anche nel caso in cui la prima possa risultare erronea, non incorre nel vizio di contraddittorietà della motivazione, il quale sussiste nel diverso caso di contrasto di argomenti confluenti nella stessa "ratio decidendi", né contiene, quanto alla "causa petendi" alternativa o subordinata, un mero "obiter dictum", insuscettibile di trasformarsi nel giudicato. Detta sentenza, invece, configura una pronuncia basata su due distinte "rationes decidendi", ciascuna di per sé sufficiente a sorreggere la soluzione adottata, con il conseguente onere del ricorrente di impugnarle entrambe, a pena di inammissibilità del ricorso. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10815 del 18/04/2019 (Rv. 653585 - 01) Cod_Proc_Civ_art_132, Cod_Proc_Civ_art_323, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_342, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di riconoscimento ed esecutività di sentenza straniera - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10540 del 15/04/2019 (Rv. 65347
    Decorrenza del termine dalla notificazione ad istanza di parte - Comunicazione integrale alle parti dal cancelliere – Irrilevanza  Il termine di sessanta giorni per la proposizione del ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di riconoscimento ed esecutività di sentenza straniera decorre solo a seguito della notificazione ad istanza di parte, mentre è irrilevante, al predetto fine, che la stessa sia stata comunicata in forma integrale alle parti dal cancelliere. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10540 del 15/04/2019 (Rv. 653472 - 01) Cod_Proc_Civ_art_327, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_133...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10422 del 15/04/2019 (Rv. 653579 - 01)
    Declaratoria di ammissibilità dell'appello - Sindacabilità della decisione in cassazione - Esclusione - Fondamento. Qualora il giudice d'appello abbia proceduto alla trattazione nel merito dell'impugnazione, ritenendo di non ravvisare un'ipotesi di inammissibilità ai sensi dell'art. 348 bis c.p.c., la decisione sulla ammissibilità non è ulteriormente sindacabile sia davanti allo stesso giudice dell'appello che al giudice di legittimità nel ricorso per cassazione, anche alla luce del più generale principio secondo cui il vizio di omissa pronuncia non è configurabile su questioni processuali. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 10422 del 15/04/2019 (Rv. 653579 - 01) Cod_Proc_Civ_art_348_2, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - opposizione di terzo - Sentenza - Ricorso in cassazione contro la sentenza assoggettata all'opposizione - Accoglimento pendente il giudizio di legittimità – Conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza interlocutoria n. 10
    Procedimento civile - cessazione della materia del contendere - In genere. Nel caso in cui la sentenza di appello impugnata con il ricorso per cassazione sia stata annullata dal giudice a quo in accoglimento di un'opposizione di terzo proposta ai sensi dell'art. 404 c.p.c., il permanente interesse alla decisione del ricorso per cassazione sul merito della statuizione va verificato all'esito dell’eventuale passaggio in giudicato della sentenza di accoglimento dell'opposizione di terzo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza interlocutoria n. 10357 del 12/04/2019 (Rv. 653498 - 01) Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_404...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10095 del 10/04/2019 (Rv. 653692 - 01)
    Decreti - Sovraindebitamento - Omologazione del piano del consumatore - Decreto di accoglimento del reclamo dei creditori avverso l'omologa - Ricorribilità per cassazione – Fondamento  È ammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto di accoglimento del reclamo proposto nei confronti del provvedimento di omologazione del piano proposto dal consumatore ai sensi dell'art. 12-bis della l.n. 3 del 2012, come integrata dalla l. n. 221 del 2012, tenuto conto del carattere contenzioso del procedimento e dell'idoneità del provvedimento che lo definisce ad incidere su diritti soggettivi. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10095 del 10/04/2019 (Rv. 653692 - 01) Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Responsabilità civile - causalità (nesso di) - Accertamento del nesso di causalità tra illecito ed evento – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019 (Rv. 653576 - 01)
    Censurabilità in sede di legittimità - Limiti - Fondamento. L'errore compiuto dal giudice di merito nell'individuare la regola giuridica in base alla quale accertare la sussistenza del nesso causale tra fatto illecito ed evento è censurabile in sede di giudizio di legittimità ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., mentre l'eventuale errore nell'individuazione delle conseguenze derivanti dall'illecito, alla luce della regola giuridica applicata, costituisce una valutazione di fatto, come tale sottratta al sindacato di legittimità se adeguatamente motivata. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9985 del 10/04/2019 (Rv. 653576 - 01) Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10095 del 10/04/2019 (Rv. 653692 - 01)
    Decreti - Sovraindebitamento - Omologazione del piano del consumatore - Decreto di accoglimento del reclamo dei creditori avverso l'omologa - Ricorribilità per cassazione – Fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10095 del 10/04/2019 (Rv. 653692 - 01) È ammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto di accoglimento del reclamo proposto nei confronti del provvedimento di omologazione del piano proposto dal consumatore ai sensi dell'art. 12-bis della l.n. 3 del 2012, come integrata dalla l. n. 221 del 2012, tenuto conto del carattere contenzioso del procedimento e dell'idoneità del provvedimento che lo definisce ad incidere su diritti soggettivi. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 10095 del 10/04/2019 (Rv. 653692 - 01) Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - fascicoli di parte e d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 9498 del 04/04/2019 (Rv. 653795 - 01)
    Mancata acquisizione del fascicolo d'ufficio di primo grado - Vizio del procedimento di secondo grado - Esclusione - Nullità della sentenza - Esclusione - Deducibilità come motivo di ricorso per cassazione per difetto di motivazione – Condizioni L'acquisizione del fascicolo d'ufficio di primo grado, ai sensi dell'art. 347 c.p.c., non costituisce condizione essenziale per la validità del giudizio d'appello, con la conseguenza che la relativa omissione non determina un vizio del procedimento o della sentenza di secondo grado, bensì, al più, il vizio di difetto di motivazione, a condizione che venga specificamente prospettato che da detto fascicolo il giudice d'appello avrebbe potuto o dovuto trarre elementi decisivi per la decisione della causa, non rilevabili "aliunde" ed esplicitati dalla parte interessata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 9498 del 04/04/2019 (Rv. 653795 - 01) Cod_Proc_Civ_art_165, Cod_Proc_Civ_art_166, Cod_Proc_Civ_art_347, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Revocazione (giudizio di) - decisione - sentenza di revocazione - impugnazioni - Contestuale impugnazione della sentenza d'appello per revocazione e per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8689 del 28/03/2019
    Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - decisione - sentenza di revocazione - impugnazioni - Contestuale impugnazione della sentenza d'appello per revocazione e per cassazione - Dichiarazione di inammissibilità dell'istanza di revocazione da parte della corte d'appello - Contestuale accoglimento del ricorso per cassazione e cassazione con rinvio della sentenza impugnata - Ricorso per cassazione avverso la pronuncia d'inammissibilità della revocazione - Autonomia dei due giudizi - Configurabilità. Nell'ipotesi in cui una sentenza della corte d'appello venga impugnata sia per revocazione sia per cassazione e la corte d'appello abbia dichiarato inammissibile l'istanza di revocazione, mentre la Corte di cassazione, in accoglimento del ricorso, abbia cassato con rinvio la pronuncia gravata, l'una e l'altra decisione devono ritenersi del tutto autonome, con la conseguenza che la sentenza della S.C. non esplica alcuna efficacia immediata nel giudizio di impugnazione per cassazione di quella della corte d'appello dichiarativa dell'inammissibilità della revocazione, salvo che non sia venuto meno l'interesse a coltivare il ricorso. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8689 del 28/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_395...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Riunione e separazione di causa - Provvedimento di separazione delle cause riunite - Impugnabilità dinanzi al giudice superiore - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8446 del 27/03/2019
    Procedimento civile - riunione e separazione di causa - Provvedimento di separazione delle cause riunite - Impugnabilità dinanzi al giudice superiore - Esclusione - Potere discrezionale del giudice - Censurabilità in cassazione - Esclusione. Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - non definitiva (o parziale) L'impugnabilità dei provvedimenti giudiziali concerne soltanto quelli aventi contenuto decisorio e non anche quelli a carattere ordinatorio, per i quali la legge ammette, salvo eccezioni, la revocabilità. A tale ultima categoria appartiene il provvedimento di separazione delle cause riunite, ancorché contenuto in sentenza, il quale non è suscettibile di impugnazione davanti al giudice superiore, stante il suo carattere meramente ordinatorio e la mancanza in esso di ogni pronunzia di natura decisoria, anche implicita, su eventuali questioni pregiudiziali. pertanto l'esercizio, in senso positivo o negativo, del potere discrezionale di cui tale provvedimento è espressione non è censurabile in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8446 del 27/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_104, Cod_Proc_Civ_art_279, Cod_Proc_Civ_art_323, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Violazioni finanziarie - Disciplina del d.lgs. n. 90 del 2017 - Disposizioni più favorevoli al trasgressore in tema di determinazione della sanzione -
    Sanzioni amministrative - depenalizzazione di delitti e contravvenzioni - violazioni finanziarie - Disciplina del d.lgs. n. 90 del 2017 - Disposizioni più favorevoli al trasgressore in tema di determinazione della sanzione - Applicabilità anche ai procedimenti decisi con sentenza pubblicata prima dell'entrata in vigore della menzionata normativa ed impugnata davanti alla Corte di cassazione per motivi diversi dalla determinazione della sanzione - Ammissibilità - Fondamento. In tema di violazioni delle disposizioni in materia di antiriciclaggio, il d.lgs. n. 90 del 2017 ha introdotto il principio dell'applicazione dello "ius superveniens" più favorevole al trasgressore, il quale è applicabile anche ai procedimenti decisi con sentenza pubblicata prima dell'entrata in vigore del d.lgs. citato che sia stata impugnata davanti alla Corte di cassazione in assenza di uno specifico motivo di ricorso sulla determinazione quantitativa della sanzione, poiché il giudizio di legittimità, avendo ad oggetto non già l'operato del giudice di merito, bensì la conformità all'ordinamento giuridico della decisione adottata, non richiede necessariamente un errore del primo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8284 del 25/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1  disposizioni in materia di antiriciclaggio...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Art. 34 decies, lett. a), del Regolamento emittenti della CONSOB - Nozione di "coerenza" - Relativo giudizio di valore - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8047 del 21/03/2019
    Contratti di borsa - Art. 34 decies, lett. a), del Regolamento emittenti della CONSOB - Nozione di "coerenza" - Relativo giudizio di valore - Sindacabilità in sede di legittimità - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - In genere. In materia di offerta al pubblico di strumenti finanziari, la nozione di "coerenza" tra le informazioni diffuse e quelle riportate nel prospetto informativo successivamente pubblicato, di cui all'art. 34 decies, lett. a), del Regolamento emittenti della CONSOB, ha natura elastica (essendo ascrivibile alla tipologia delle clausole generali) e, nell'esprimere il relativo giudizio di valore necessario ad integrare il parametro generale contenuto nella norma, il giudice deve provvedere all'interpretazione della stessa mediante la valorizzazione sia di fattori esterni relativi alla coscienza comune sia di principi che la disposizione implicitamente richiama, dando concretezza a quella parte mobile della medesima che il legislatore ha voluto tale per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale, ovvero a determinate situazioni non esattamente ed efficacemente specificabili "a priori". Il suddetto giudizio è, pertanto, censurabile in sede di legittimità, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., quando esso si ponga in contrasto con i principi dell'ordinamento e con quegli standard valutativi esistenti nella realtà sociale che concorrono, con i menzionati principi, a comporre il diritto vivente. (Nella specie, la S.C. ha statuito che doveva ritenersi non coerente l'indicazione all'investitore, contenuta nelle notizie diffuse al pubblico, del 30 giugno 2030 quale data di scadenza attesa dell'investimento, mentre nel prospetto informativo erano stati poi indicati il 31 dicembre 2030 quale scadenza attesa ed il 30 giugno 2040 quale scadenza finale). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8047 del 21/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fatti notori - Nozione - Facoltà del giudice di avvalersene - Mancato ricorso al notorio - Censurabilità in cassazione -
    Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - fatti notori - Nozione - Facoltà del giudice di avvalersene - Mancato ricorso al notorio - Censurabilità in cassazione - Limiti. Il ricorso, da parte del giudice, alle nozioni di fatto di comune esperienza, le quali riguardano fatti acquisiti alla conoscenza della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabili ed incontestabili, e non anche elementi valutativi che implicano cognizioni particolari ovvero nozioni che rientrano nella scienza privata del giudice, attiene all'esercizio di un potere discrezionale; pertanto la violazione dell'art. 115, comma 2, c.p.c. può configurarsi solo quando il giudice ne abbia fatto positivamente uso e non anche ove non abbia ritenuto necessario avvalersene, venendo in tal caso la censura ad incidere su una valutazione di merito insindacabile in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 7726 del 20/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Società di diritto svizzero - Procura conferita a società italiana per la rappresentanza fiscale ex art. 17 del d.P.R. n. 633 del 1972 - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7620 del 18/03/2019
    Giurisdizione civile - straniero (giurisdizione sullo) - Società di diritto svizzero - Procura conferita a società italiana per la rappresentanza fiscale ex art. 17 del d.P.R. n. 633 del 1972 - Pagamento da parte della rappresentante di imposte e sanzioni in nome e per conto della società mandante - Controversia per la restituzione delle somme versate - Giurisdizione - Criteri di individuazione - Art. 5 della Convenzione di Lugano - Applicabilità - Fondamento. Appartiene alla giurisdizione del giudice italiano, ai sensi dell'art. 5 della Convenzione di Lugano del 16 settembre 1988, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale - la quale ha esteso ai paesi membri dell'EFTA la disciplina uniforme in materia contenuta nella Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 per gli Stati membri della CEE e ribadita dalla Convenzione di Lugano del 30 ottobre 2007 - la controversia tra una società di diritto svizzero e una società italiana, quale rappresentante fiscale per l'Italia in forza dell'art. 17, comma 3, del d.P.R. n. 633 del 1972, avente ad oggetto il rimborso delle sanzioni pagate da quest'ultima per l'IVA non assolta, in quanto, ancorché l'obbligazione tributaria adempiuta dal rappresentante sorga dalla legge, quella azionata in giudizio trova la sua fonte nel mandato conferito dalla società estera con il rilascio della procura, cioè in una libera determinazione delle parti, con conseguente applicazione del criterio della "materia contrattuale" - come interpretato dalla Corte di Giustizia UE - di cui alla disposizione speciale dell'art. 5 cit. e non di quello generale del foro del convenuto ex art. 2 della medesima Convenzione. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7620 del 18/03/2019 Cod_Civ_art_1298, Cod_Civ_art_1703, Cod_Civ_art_1704, Cod_Civ_art_1719, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contenuto - motivazione - pluralita' di argomentazioni - Decisione fondata su una prima ragione pregiudiziale - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6985 del 11/03/2019
    Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - pluralita' di argomentazioni - Decisione fondata su una prima ragione pregiudiziale - Enunciazione di altra ragione - Qualificazione in termini di "obiter dictum" - Esclusione - Distinte "rationes decidendi" - Sussistenza - Conseguenze - Onere d'impugnazione di entrambe. Il giudice, decidendo su una questione che, benché logicamente pregiudiziale sulle altre, attiene al merito della causa, a differenza di quanto avviene qualora dichiari l'inammissibilità della domanda o il suo difetto di giurisdizione, o competenza, non si priva della "potestas iudicandi"in relazione alle ulteriori questioni di merito, sicché, ove si pronunci anche su di esse, le relative decisioni non configurano "obiter dicta", ma ulteriori "rationes decidendi", che la parte ha l'interesse e l'onere d'impugnare, in quanto da sole idonee a sostenere il "decisum". Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6985 del 11/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_132, Cod_Proc_Civ_art_360_1 rationes decidendi - obiter dicta...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Deduzione di erronea interpretazione di norma contrattuale - Obbligo di riportare il testo della fonte pattizia in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordin
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Deduzione di erronea interpretazione di norma contrattuale - Obbligo di riportare il testo della fonte pattizia in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso - Sussistenza. Qualora, con il ricorso per cassazione, venga fatta valere la inesatta interpretazione di una norma contrattuale, il ricorrente è tenuto, in ossequio al principio dell'autosufficienza del ricorso, a riportare nello stesso il testo della fonte pattizia invocata, al fine di consentirne il controllo al giudice di legittimità, che non può sopperire alle lacune dell'atto di impugnazione con indagini integrative. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6735 del 08/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - Riesame dell'intera vicenda processuale - Esclusione - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6519 del 06/03/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - Riesame dell'intera vicenda processuale - Esclusione - Conseguenze in ordine alla formulazione dei motivi - Fattispecie. Il giudizio di cassazione è un giudizio a critica vincolata, nel quale le censure alla pronuncia di merito devono trovare collocazione entro un elenco tassativo di motivi, in quanto la Corte di cassazione non è mai giudice del fatto in senso sostanziale ed esercita un controllo sulla legalità e logicità della decisione che non consente di riesaminare e di valutare autonomamente il merito della causa. Ne consegue che la parte non può limitarsi a censurare la complessiva valutazione delle risultanze processuali contenuta nella sentenza impugnata, contrapponendovi la propria diversa interpretazione, al fine di ottenere la revisione degli accertamenti di fatto compiuti. (Nella specie la S.C. ha ritenuto inammissibile, perchè tendente al riesame in fatto dell'intera vicenda, la critica di omessa accurata valutazione delle capacità genitoriali rivolta contro la decisione di adottabilità del minore, in assenza di quale che sia specifica argomentazione di critica della sentenza impugnata). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6519 del 06/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1 giudizio a critica vincolata...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - Reclamo ex art. 1, comma 58, della l. n. 92 del 2012 - Disciplina - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6544 del 06/03/2019
    Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - Reclamo ex art. 1, comma 58, della l. n. 92 del 2012 - Disciplina - Integrazione con le norme sull'appello nel rito del lavoro - Necessità - Conseguenze sul giudizio di cassazione. La disciplina speciale prevista dall'art. 1, comma 58, della l. n. 92 del 2012, concernente il reclamo avverso la sentenza che decide sulla domanda di impugnativa del licenziamento nelle ipotesi regolate dall'art. 18 della l. n. 300 del 1970, va integrata con quella dell'appello nel rito del lavoro. Ne consegue l'applicabilità, nel giudizio di cassazione, oltre che dei commi 3 e 4 dell'art. 348 ter c. p. c., anche del comma 5, il quale prevede che la disposizione di cui al precedente comma 4 - ossia l'esclusione del vizio di motivazione dal catalogo di quelli deducibili ex art. 360 c. p. c. - si applica, fuori dei casi di cui all'art. 348 bis, comma 2, lett. a), anche al ricorso per cassazione avverso la sentenza di appello che conferma la decisione di primo grado (cd. "doppia conforme"). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6544 del 06/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_348_2, Cod_Proc_Civ_art_348_3, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Poteri della cassazione - Giudizio di rinvio - Mancato rispetto del "decisum" della sentenza di cassazione - Vizio "in procedendo" - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6344 del 05/03/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - Giudizio di rinvio - Mancato rispetto del "decisum" della sentenza di cassazione - Vizio "in procedendo" - Configurabilità - Conseguenze - Poteri della Corte di cassazione - Rigetto nel merito - Ammissibilità - Fattispecie. La denuncia del mancato rispetto da parte del giudice di rinvio del "decisum" della sentenza di cassazione concreta denuncia di "error in procedendo" per aver operato il giudice stesso in ambito eccedente i confini assegnati dalla legge ai suoi poteri di decisione, per la cui verifica la Corte di cassazione ha tutti i poteri del giudice del fatto in relazione alla ricostruzione dei contenuti della sentenza rescindente, la quale va equiparata al giudicato, con la conseguenza che la sua interpretazione deve essere assimilata all'interpretazione delle norme giuridiche. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia emessa in sede di rinvio e rigettato la domanda della lavoratrice, che, nel riassumere il giudizio in sede di rinvio, aveva insistito nell'originaria richiesta - già disattesa in fase rescindente - di ricalcolo della retribuzione per effetto del riconoscimento integrale dell'anzianità maturata presso l'ente locale di provenienza, a seguito del passaggio presso lo Stato, invece che riformulare la pretesa nel senso di accertare il diritto ad eventuali differenze retributive "sostanziali" emergenti dal raffronto tra la retribuzione goduta immediatamente prima del passaggio e quella riconosciuta all'atto del medesimo passaggio). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6344 del 05/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_383, Cod_Proc_Civ_art_384, Cod_Proc_Civ_art_394...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Motivi del ricorso - vizi di motivazione - Provvedimenti del giudice - Sentenza - Motivazione apparente - Correzione della motivazione erronea ex art. 384 c.p.c. - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6145 del 01/03/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Provvedimenti del giudice - Sentenza - Motivazione apparente - Correzione della motivazione erronea ex art. 384 c.p.c. - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - correzione della motivazione - In genere. Il ricorso per cassazione che denunci il vizio di motivazione della sentenza, perché meramente apparente, in violazione dell'art. 132 c.p.c., non può essere accolto qualora la questione giuridica sottesa sia comunque da disattendere, non essendovi motivo per cui un tale principio, formulato rispetto al caso di omesso esame di un motivo di appello, e fondato sui principi di economia e ragionevole durata del processo, non debba trovare applicazione anche rispetto al caso, del tutto assimilabile, in cui la motivazione resa dal giudice dell'appello sia, rispetto ad un dato motivo, sostanzialmente apparente, ma suscettibile di essere corretta ai sensi dell'art. 384 c.p.c.. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6145 del 01/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_132, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_384...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Straniero (condizione dello) - Protezione internazionale - Diniego - Ricorso per cassazione - Motivi - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6061 del 28/02/2019
    Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Protezione internazionale - Diniego - Ricorso per cassazione - Motivi - Mera deduzione dell'omessa trasmissione degli atti da parte della Commissione territoriale - Inammissibilità - Riferimento al deficit probatorio conseguente - Necessità. In tema di protezione internazionale, è inammissibile il motivo di ricorso per cassazione con il quale si deduca l'omessa trasmissione degli atti da parte della Commissione territoriale e la conseguente assunzione della decisione da parte del tribunale senza l'esame di tali atti, ove non siano state specificamente dedotte le conseguenze in termini di deficit probatorio che da tali omissioni siano derivate. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 6061 del 28/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5733 del 27/02/2019
    Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - Rigetto dell'istanza di correzione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione - Fondamento. In tema di procedimento di correzione di errori materiali, l'art. 288 c.p.c., nel disporre che le sentenze possono essere impugnate relativamente alle parti corrette nel termine ordinario decorrente dal giorno in cui è stata notificata l'ordinanza di correzione, appresta uno specifico mezzo di impugnazione, che esclude l'impugnabilità per altra via del provvedimento in base al disposto dell'art. 177, comma 3, n. 3, c.p.c., a tenore del quale non sono modificabili né revocabili le ordinanze per le quali la legge prevede uno speciale mezzo di reclamo. Pertanto, il principio di assoluta inimpugnabilità di tale ordinanza, neppure col ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost., vale anche per quella di rigetto, in quanto il provvedimento comunque reso sull'istanza di correzione di una sentenza all'esito del procedimento regolato dall'art. 288 c.p.c. è sempre privo di natura decisoria, costituendo mera determinazione di natura amministrativa non incidente sui diritti sostanziali e processuali delle parti, poiché funzionale all'eventuale eliminazione di errori di redazione del documento cartaceo che non può toccare il contenuto concettuale della decisione; per questa ragione resta impugnabile, con lo specifico mezzo di volta in volta previsto, solo la sentenza corretta, proprio al fine di verificare se, tramite il surrettizio ricorso al procedimento in esame per incidere, inammissibilmente, su errori di giudizio, sia stato violato il giudicato ormai formatosi. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5733 del 27/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_177, Cod_Proc_Civ_art_287, Cod_Proc_Civ_art_288, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti. Il dolo, quale vizio del consenso e causa di annullamento del contratto, assume rilevanza quando incida sul processo formativo del consenso, dando origine ad una falsa o distorta rappresentazione della realtà all'esito della quale il contraente si sia determinato a stipulare; ne consegue che l'effetto invalidante dell'errore frutto di dolo è subordinato alla circostanza, della cui prova è onerata la parte che lo deduce, che la volontà negoziale sia stata manifestata in presenza od in costanza di questa falsa rappresentazione. Compete al giudice del merito accertare, sulla base delle risultanze probatorie, se la fattispecie concreta integri un'ipotesi di dolo determinante e tale valutazione è sindacabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione, nei limiti previsti dall'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019 Cod_Civ_art_1427, Cod_Civ_art_1429, Cod_Civ_art_1440, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019
    Prova civile - confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Conseguenze - Fattispecie. La confessione deve avere ad oggetto fatti obiettivi - la cui qualificazione giuridica spetta al giudice del merito - e risponde alla regola per la quale ove la parte riferisca fatti a sé sfavorevoli le sue dichiarazioni hanno valore confessorio. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva riconosciuto valenza confessoria alle dichiarazioni, rese dall'attrice in sede di interrogatorio formale, secondo cui la caduta, in assenza di ostacoli alla visione dei luoghi, era avvenuta in pieno giorno e mentre guardava la strada, piena di buche). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019 Cod_Civ_art_2730, Cod_Civ_art_2733, Cod_Proc_Civ_art_228, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_366_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici convincimento del giudice fondato solo su presunzioni semplici - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5484 del 26/02/2019
    Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici Convincimento del giudice fondato solo su presunzioni semplici - Ammissibilità - Censurabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie. La prova per presunzione semplice, che può anche costituire l'unica fonte del convincimento del giudice, integra un apprezzamento di fatto che, se coerentemente motivato, non è censurabile in sede di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da vizi logici la sentenza impugnata che, in causa per responsabilità sanitaria, aveva desunto dall'emorragia pre-ricovero di una gestante il derivato danno cerebrale del figlio, con ragionamento in sé coerente sotto il profilo logico-formale oltre che confortato delle risultanze di una consulenza tecnica d'ufficio). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5484 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_360_1 prova per presunzione semplice...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva Istituzione delle agenzie fiscali - Art. 57, comma 1, d.lgs. n. 300 del 1999 - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5556 del 26/02/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva Istituzione delle agenzie fiscali - Art. 57, comma 1, d.lgs. n. 300 del 1999 - Agenzia delle dogane - Processi pendenti - Ricorso per cassazione proposto dopo il 1° gennaio 2001 - Legittimazione del Ministero - procedimento civile - successione nel processo A seguito del trasferimento alle agenzie fiscali dei rapporti giuridici, dei poteri e delle competenze, in precedenza facenti capo al Ministero delle finanze, ai sensi dell'art. 57, comma 1, del d.lgs. n. 300 del 1999, il Ministero non è più legittimato a proporre ricorso per cassazione nel processi pendenti, riguardanti i servizi attribuiti all'Agenzia delle Dogane, perché, a partire dal 1° gennaio 2001 (giorno di inizio di operatività delle agenzie fiscali, in virtù dell'art. 1 del d.m. 28 dicembre 2000) la legittimazione ad impugnare spetta esclusivamente a tale Agenzia. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5556 del 26/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_110, Cod_Proc_Civ_art_111, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Proc_Civ_art_366_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tribunali delle acque pubbliche - tribunale superiore delle acque pubbliche - giurisdizione in sede di legittimita' - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 5641 del 26/02/2019
    Acque - tribunali delle acque pubbliche - tribunale superiore delle acque pubbliche - giurisdizione in sede di legittimita' - controversie assoggettate - Art. 143 r.d. n. 1775 del 1933 - Provvedimenti di tipo generale incidenti in via diretta e immediata sul regime delle acque pubbliche - Inclusione - Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche - Giurisdizione - Sussistenza - Fattispecie. La disciplina avente incidenza "diretta e immediata" sulla regimazione delle acque appartiene sempre alla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, indipendentemente dal provvedimento nel quale è contenuta, che quindi può avere anche carattere generale. (Nella specie, la S.C. ha affermato la giurisdizione del TSAP con riferimento al divieto generalizzato di derivazione idroelettrica dai corsi d'acqua contenuto nelle norme di attuazione del piano paesaggistico comunale). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 5641 del 26/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - ritrovamento e scoperta di documenti decisivi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5144 del 21/02/2019
    Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - ritrovamento e scoperta di documenti decisivi - Termine di proposizione dell'impugnazione - Decorrenza - Individuazione - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti - Fattispecie. In tema di revocazione ai sensi dell'art. 395, n. 3, c.p.c., l'impugnazione deve essere presentata, a pena d'inammissibilità, entro trenta giorni dalla scoperta (o del ritrovamento) dei documenti assunti come decisivi non potuti produrre nel giudizio conclusosi con la sentenza impugnata, identificandosi il "dies a quo" non nella materiale apprensione dei medesimi, bensì nell'acquisizione di un grado di conoscenza del loro contenuto sufficiente a valutarne la rilevanza revocatoria. L'accertamento del momento dal quale detta impugnazione può essere proposta costituisce un giudizio di fatto spettante, in via esclusiva, al giudice di merito, censurabile, in sede di legittimità, solo per vizi di motivazione, nella misura in cui siano rilevanti ex art. 360, n. 5, c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di appello che aveva fatto decorrere il termine per agire in revocazione dalla comunicazione alla parte di alcuni documenti e non da quando essa aveva avuto la disponibilità della relativa perizia esplicativa, poiché la stessa parte si era doluta del fatto che la causa fosse stata decisa in assenza di tali documenti, la rilevanza dei quali era, quindi, già a lei nota). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5144 del 21/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_325, Cod_Proc_Civ_art_326, Cod_Proc_Civ_art_395, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Appello - preclusione dell'appello improcedibile od inammissibile - Ordinanza dichiarativa di inammissibilità del gravame ex art. 348-bis c.p.c. – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4870 del 19/02/2019
    Impugnazioni civili - appello - preclusione dell'appello improcedibile od inammissibile - Ordinanza dichiarativa di inammissibilità del gravame ex art. 348-bis c.p.c. – Ampia motivazione in fatto e in diritto - Conseguenze - Ricorribilità per cassazione – Esclusione – Fondamento. Non costituisce vizio proprio dell'ordinanza pronunciata ai sensi dell'art. 348-bis c.p.c., deducibile come motivo di ricorso per cassazione, la circostanza che il giudice di appello abbia motivato diffusamente le ragioni per le quali l'appello non aveva ragionevole probabilità di accoglimento, posto che l'eccesso motivazionale non può essere causa di nullità di un provvedimento giudiziario, e tanto meno dell'ordinanza ex art. 348-bis c.p.c., sia perché non nuoce al soccombente, sia perché non impedisce il raggiungimento dello scopo. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 4870 del 19/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_348_2, Cod_Proc_Civ_art_348_3, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Immobile acquisito al patrimonio comunale ex art. 7, comma 3, l. n. 47 del 1985 - Corte di Cassazione Sez. U - , Sentenza n. 3885 del 08/02/2019
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Immobile acquisito al patrimonio comunale ex art. 7, comma 3, l. n. 47 del 1985 - Concessione in comodato - Domanda di restituzione proposta dal Comune - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza – Fondamento - Corte di Cassazione Sez. U - , Sentenza n. 3885 del 08/02/2019 La controversia instaurata da un Comune nei confronti del comodatario per ottenere la restituzione di un immobile concesso in comodato dopo essere stato acquisito al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 7, comma 3, della l. n. 47 del 1985 è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario, non rientrando tra quelle attribuite alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo ex art. 7, comma 1, d.lgs. n. 104 del 2010, né tra quelle oggetto di giurisdizione esclusiva in materia urbanistica di cui all'art. 133, comma 1, lett. f), del medesimo decreto legislativo, atteso che l'accordo negoziale intervenuto tra le parti trova fondamento nell'attività "iure privatorum" posta in essere dall'ente in forza della sua posizione di proprietario, senza alcun collegamento con l'interesse pubblico a suo tempo tutelato mediante l'esercizio del potere autoritativo di acquisizione. Corte di Cassazione Sez. U - , Sentenza n. 3885 del 08/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10straniero (condizione dello) protezione internazionale - credibilità del richiedente - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 3340 del 05/02/2019
    costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) protezione internazionale - credibilità del richiedente - valutazione rimessa al giudice del merito - ricorribilità per cassazione - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione in genere. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 3340 del 05/02/2019 La valutazione in ordine alla credibilità del racconto del cittadino straniero costituisce un apprezzamento di fatto rimesso al giudice del merito, il quale deve valutare se le dichiarazioni del ricorrente siano coerenti e plausibili, ex art. 3, comma. 5, lettera c) del d.lgs. n. 251 del 2007. Tale apprezzamento di fatto è censurabile in cassazione solo ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. come omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, come mancanza assoluta della motivazione, come motivazione apparente, come motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile, dovendosi escludere la rilevanza della mera insufficienza di motivazione e l'ammissibilità della prospettazione di una diversa lettura ed interpretazione delle dichiarazioni rilasciate dal richiedente, trattandosi di censura attinente al merito. Cod_Proc_Civ_art_360_1 Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 3340 del 05/02/2019...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - indicazione dei motivi e delle norme di diritto – Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 2912 del 31/01/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - indicazione dei motivi e delle norme di diritto – Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 2912 del 31/01/2019 Conclusioni - Requisito di forma-contenuto - Esclusione - Fondamento - Limiti. Il ricorso per cassazione deve essere corredato, a pena di inammissibilità, dall'indicazione dei "motivi per i quali si chiede la cassazione" (art. 366, comma 1, c.p.c.), sicché l'esplicita enunciazione delle conclusioni non è un requisito essenziale di forma-contenuto dell'atto, ove si desuma con certezza, dal contenuto del ricorso, la volontà dell'impugnante di ottenere l'annullamento della decisione. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 2912 del 31/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Confessione - giudiziale - litisconsorzio - Confessione resa da uno dei litisconsorti necessari - Efficacia nei confronti degli altri – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019
    Prova civile - confessione - giudiziale - litisconsorzio - Confessione resa da uno dei litisconsorti necessari - Efficacia nei confronti degli altri – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019 Valutazione del giudice di merito - Insindacabilità in cassazione - Limiti. La confessione resa da uno dei litisconsorti necessari può essere liberamente apprezzata dal giudice per trarne elementi di convincimento anche nei confronti degli altri, con una valutazione discrezionale che non soggiace al sindacato di legittimità qualora sia motivata. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Notificazione - Notifica degli atti di impugnazione - Seconda notifica non andata a buon fine - Ulteriore notifica nel rispetto della metà del cd. termine breve – Ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 2195 del 25/01/2019
    Procedimento civile - notificazione - Notifica degli atti di impugnazione - Seconda notifica non andata a buon fine - Ulteriore notifica nel rispetto della metà del cd. termine breve – Ammissibilità - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 2195 del 25/01/2019 Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - In genere. La notifica degli atti di impugnazione deve ritenersi correttamente effettuata nel caso in cui anche il secondo tentativo non sia andato a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, allorché lo stesso sia stato effettuato, con esito positivo, entro la metà dei termini indicati dall'art. 325 c.p.c., decorrenti dalla data della consegna della relata negativa del primo tentativo di rinnovo della notifica. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 2195 del 25/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - questioni nuove
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - questioni nuove - Questione giuridica implicante accertamento di un fatto e non esaminata nella sentenza impugnata - Prospettazione della stessa nei gradi precedenti - Necessità - Onere di allegazione e deduzione della parte - Contenuto. Ove una determinata questione giuridica - che implichi un accertamento di fatto - non risulti trattata in alcun modo nella sentenza impugnata, il ricorrente che proponga detta questione in sede di legittimità ha l'onere, al fine di evitare una statuizione di inammissibilità per novità della censura, non solo di allegarne l'avvenuta deduzione innanzi al giudice di merito, ma anche di indicare in quale atto del giudizio precedente vi abbia provveduto, onde dare modo alla Corte di cassazione di controllare "ex actis" la veridicità di tale asserzione prima di esaminare nel merito la questione stessa. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 2038 del 24/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione
    Notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - in genere - Procedimento ex art. 26, comma 4, del d.lgs. n. 150 del 2011 - Decisione della Corte d’appello sul reclamo avverso il provvedimento disciplinare - Ricorso per cassazione ex art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c. - Ammissibilità - Fondamento. In tema di procedimento disciplinare nei confronti dei notai, cui si applica l'art. 26 del d. lgs. n. 150 del 2011, il ricorso per cassazione avverso la decisione della Corte d'appello, adottata sul reclamo nei confronti del provvedimento disciplinare, deve intendersi ammesso anche per le violazioni di norme processuali riconducibili ai vizi di cui all'art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c., in forza di un'interpretazione costituzionalmente orientata ed al fine di garantire la piena tutela delle garanzie primarie del diritto di difesa e del diritto al contraddittorio. Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 1415 del 18/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento
    Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - in genere - Processo tributario - Giudizio di legittimità - Rispetto dell'art. 366 n. 6 c.p.c. - Necessità - Fondamento - Fattispecie. Nel processo tributario di cassazione il ricorrente, pur non essendo tenuto a produrre nuovamente i documenti, in ragione dell'indisponibilità del fascicolo di parte che resta acquisito, ai sensi dell'art. 25, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992, al fascicolo d'ufficio del giudizio svoltosi dinanzi alla commissione tributaria - del quale è sufficiente la richiesta di trasmissione ex art. 369, comma 3, c.p.c. - deve rispettare, a pena d'inammissibilità del ricorso, il diverso onere di cui all'art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c., di specifica indicazione degli atti processuali e dei documenti sui quali il ricorso si fonda, nonché dei dati necessari all'individuazione della loro collocazione quanto al momento della produzione nei gradi dei giudizi di merito. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione gravata che aveva ritenuto legittimo un avviso di accertamento relativo ad un'attività commerciale che il contribuente asseriva erroneamente dichiarata, atteso che in sede di legittimità il ricorrente, oltre a non aver prodotto i documenti comprovanti l'avvenuta correzione del codice delle attività, neppure aveva fornito alcun dato utile ad individuare il momento processuale della relativa produzione nei gradi precedenti, precludendo la verifica della loro pregressa acquisizione, negata dalla sentenza impugnata). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 777 del 15/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 640 del 14/01/2019
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 640 del 14/01/2019 Nozione - Distinzione tra violazione e falsa applicazione - Individuazione - Erronea ricognizione della fattispecie concreta - Nozione - Estraneità al vizio della violazione o falsa applicazione di norme di diritto. Le espressioni violazione o falsa applicazione di legge, di cui all'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c., descrivono i due momenti in cui si articola il giudizio di diritto: a) quello concernente la ricerca e l'interpretazione della norma ritenuta regolatrice del caso concreto; b) quello afferente l'applicazione della norma stessa una volta correttamente individuata ed interpretata. Il vizio di violazione di legge investe immediatamente la regola di diritto, risolvendosi nella negazione o affermazione erronea della esistenza o inesistenza di una norma, ovvero nell'attribuzione ad essa di un contenuto che non possiede, avuto riguardo alla fattispecie in essa delineata; il vizio di falsa applicazione di legge consiste, o nell'assumere la fattispecie concreta giudicata sotto una norma che non le si addice, perché la fattispecie astratta da essa prevista - pur rettamente individuata e interpretata - non è idonea a regolarla, o nel trarre dalla norma, in relazione alla fattispecie concreta, conseguenze giuridiche che contraddicano la pur corretta sua interpretazione. Non rientra nell'ambito applicativo dell'art. 360, comma 1, n. 3, l'allegazione di un'erronea ricognizione della fattispecie concreta a mezzo delle risultanze di causa che è, invece, esterna all'esatta interpretazione della norma e inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito, sottratta perciò al sindacato di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 640 del 14/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obblighi di fare e di non fare - procedimento esecutivo in genere - sentenza passata in giudicato costituente titolo esecutivo
    Esecuzione forzata - obblighi di fare e di non fare - procedimento esecutivo - in genere - sentenza passata in giudicato costituente titolo esecutivo - interpretazione - giudice dell'esecuzione - spettanza - modalità - condizioni - limiti - impugnazione mediante appello del provvedimento del giudice dell'esecuzione - ammissibilità - fondamento - ricorribilità per cassazione della sentenza che decide sull'appello - ammissibilità – limiti - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 32196 del 12/12/2018 In materia di esecuzione forzata degli obblighi di fare e di non fare spetta al giudice dell'esecuzione accertare la portata sostanziale della sentenza di cognizione e determinare le modalità di esecuzione dell'obbligazione idonee a ricondurre la situazione di fatto alla regolamentazione del rapporto ivi stabilita, nonché verificare la corrispondenza a tale regolamentazione del risultato indicato dalla parte istante nel precetto, e, se del caso, disporre le opere necessarie a realizzarlo, con provvedimento impugnabile con l'appello là dove si discosti da quanto stabilito nel titolo da eseguire, giacché in tale caso esso non costituisce più manifestazione dei poteri del giudice dell'esecuzione e conseguentemente non è impugnabile nelle forme proprie degli atti esecutivi. La sentenza che decide sull'appello in ordine a tale questione è a sua volta ricorribile per cassazione per motivi concernenti l'interpretazione fornita dal giudice del merito circa l'accertamento compiuto e l'ordine impartito dal giudice della cognizione nella sentenza della cui esecuzione si tratta, la cui disamina non attribuisce tuttavia alla S.C. il potere di valutarne direttamente il contenuto, bensì solamente quello di stabilire se l'interpretazione della sentenza è conforme ai principi che regolano tale giudizio, nonché funzionale alla concreta attuazione del comando in essa contenuto. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 32196 del 12/12/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - dedotta non conoscenza, da parte del proprietario del veicolo, dell'identità del guidatore - giustificato motivo - accertamento del giudice di merito - sua sindacabilità in sede di legittimità - modalità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30939 del 29/11/2018 In tema di violazioni del codice della strada regolate dal combinato disposto degli artt. 126 bis, comma 2, del codice della strada – nel testo successivo alla modifica di cui al d.l n. 262 del 2006, convertito con modif. dalla l. n. 286 del 2006 - e 180, comma 8, dello stesso codice, l'accertamento dell'esistenza del "giustificato motivo" che esonera da responsabilità il proprietario del veicolo che deduca di non conoscere l'identità del conducente della vettura compete, con riferimento alla ricostruzione del relativo fatto storico, al giudice di merito e la sua qualificazione di tale fatto storico quale "giustificato motivo" è censurabile in sede di legittimità, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 3), c.p.c., sotto il profilo della sua coerenza con i principi dell'ordinamento e con gli standard valutativi esistenti nella realtà sociale che concorrono, unitamente a detti principi, a comporre il diritto vivente. (Nella specie, la S.C., precisato che il "giustificato motivo" rientra nella tipologia delle clausole generali, ha affermato che il giudice di appello aveva trascurato di assumere tra i menzionati standard conformi ai valori dell'ordinamento ed esistenti nella realtà sociale il dovere del proprietario del veicolo di conoscere l'identità del conducente). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 30939 del 29/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - procedimento - decisione del ricorso
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - decisione del ricorso - in genere - giudizio di cassazione - errore materiale riguardante la portata motivazionale della sentenza impugnata - raffronto tra la sentenza e gli atti di causa - ammissibilità – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29955 del 20/11/2018 Nel giudizio di cassazione, l'errore materiale che riguardi esclusivamente la portata motivazionale della sentenza impugnata è errore afferente al processo e va verificato mediante il raffronto tra la sentenza che si assume contenerlo e gli atti di causa che lo attestino, i quali sono suscettibili di esame diretto da parte del giudice di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto, in relazione ad un giudizio per l'accertamento dell'esposizione all'amianto, affetta da un mero errore materiale la motivazione della sentenza impugnata nella quale si era fatto riferimento ad una domanda amministrativa inoltrata dall'interessato all'INPS e non, come invece emerso dagli atti di causa, all'INAIL). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29955 del 20/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale
    Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - prescrizione - interruzione - citazione o domanda giudiziale - interpretazione - compito esclusivo del giudice di merito - censurabilità in cassazione - condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018 L'interpretazione della domanda giudiziale, al fine di stabilirne l'idoneità a costituire atto interruttivo della prescrizione di un determinato diritto, non involgendo l'accertamento di un vizio in procedendo, costituisce attività riservata al giudice del merito ed è sindacabile in sede di legittimità solo sotto il profilo del vizio di motivazione. (Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la motivazione della corte d'appello che aveva ritenuto idonea ad interrompere, con efficacia permanente, il termine di prescrizione del diritto all'indennità di occupazione la domanda giudiziale di pagamento di quanto dovuto per il protrarsi dell'occupazione dalla data dell'immissione in possesso a quella della irreversibile trasformazione del fondo). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10prove indiziarie - presunzioni (nozione) semplici - sindacato del giudice di merito
    Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - sindacato del giudice di merito - censurabilità in sede di legittimità - vizio denunciabile - violazione o falsa applicazione di norme di diritto - sussistenza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29635 del 16/11/2018 In tema di presunzioni, qualora il giudice di merito sussuma erroneamente sotto i tre caratteri individuatori della presunzione (gravità, precisione, concordanza) fatti concreti che non sono invece rispondenti a quei requisiti, il relativo ragionamento è censurabile in base all'art. 360, n. 3, c.p.c. (e non già alla stregua del n. 5 dello stesso art. 360), competendo alla Corte di cassazione, nell'esercizio della funzione di nomofilachia, controllare se la norma dell'art. 2729 c.c., oltre ad essere applicata esattamente a livello di declamazione astratta, lo sia stata anche sotto il profilo dell'applicazione a fattispecie concrete che effettivamente risultino ascrivibili alla fattispecie astratta. (Nella specie, è stata cassata la decisione di merito che aveva individuato il presupposto soggettivo per la decorrenza della prescrizione del diritto alla rivalutazione contributiva ex art. 13, comma 8, l. n. 257 del 1992 - rappresentato dalla conoscenza o conoscibilità in capo all'interessato della propria pregressa esposizione ad amianto - nell'invio di una nota alla Contarp, ufficio tecnico dell'I.N.A.I.L., da parte una rappresentanza sindacale dei lavoratori operanti in azienda, sul rilievo, non rispondente a criteri di elevata probabilità logica, che la stessa fosse conosciuta anche del ricorrente benché pensionato da circa sette anni). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29635 del 16/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - pronunce della corte dei conti in sede giurisdizionale
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - pronunce della corte dei conti in sede giurisdizionale - sindacato della corte di cassazione - limiti - "errores in procedendo" o "in iudicando" - esclusione - diniego di tutela giurisdizionale - configurabilità - fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 29285 del 14/11/2018 Il ricorso per cassazione contro le decisioni della Corte dei conti è consentito soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, sicché il controllo della S.C. è circoscritto all'osservanza dei limiti esterni della giurisdizione, non estendendosi ad "errores in procedendo" o ad "errores in iudicando", il cui accertamento rientra nell'ambito del sindacato afferente i limiti interni della giurisdizione, salvo i casi di radicale stravolgimento delle norme di riferimento tali da ridondare in denegata giustizia. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno ritenuto inammissibile il ricorso avverso una decisione della Corte dei conti che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dalla parte perché depositato senza la prova della sua notifica in quanto la tesi accolta dal giudice speciale si inscriveva in un vasto orientamento della giurisprudenza contabile, il quale aveva dato luogo ad un contrasto solo successivamente risolto dalle sezioni riunite, circostanza quest'ultima che, indipendentemente dalla fondatezza della censura prospettata, escludeva la configurabilità di un manifesto e radicale stravolgimento delle norme processuali applicate). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 29285 del 14/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Pronunce della corte dei conti
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - pronunce della corte dei conti in sede giurisdizionale - sindacato della corte di cassazione - limiti - "errores in procedendo" o "in iudicando" - esclusione - diniego di tutela giurisdizionale - configurabilità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29285 del 14/11/2018 >>> Il ricorso per cassazione contro le decisioni della Corte dei conti è consentito soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, sicché il controllo della S.C. è circoscritto all'osservanza dei limiti esterni della giurisdizione, non estendendosi ad "errores in procedendo" o ad "errores in iudicando", il cui accertamento rientra nell'ambito del sindacato afferente i limiti interni della giurisdizione, salvo i casi di radicale stravolgimento delle norme di riferimento tali da ridondare in denegata giustizia. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno ritenuto inammissibile il ricorso avverso una decisione della Corte dei conti che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dalla parte perché depositato senza la prova della sua notifica in quanto la tesi accolta dal giudice speciale si inscriveva in un vasto orientamento della giurisprudenza contabile, il quale aveva dato luogo ad un contrasto solo successivamente risolto dalle sezioni riunite, circostanza quest'ultima che, indipendentemente dalla fondatezza della censura prospettata, escludeva la configurabilità di un manifesto e radicale stravolgimento delle norme processuali applicate). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 29285 del 14/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso in genere - spese giudiziali
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - spese giudiziali - omessa liquidazione in dispositivo - rimedio - correzione errore materiale - proponibilità come motivo di ricorso per cassazione - fondamento – limiti - provvedimenti del giudice civile - sentenza - correzione in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29029 del 13/11/2018 Nell'ipotesi in cui sia mancata la liquidazione delle spese nel dispositivo della sentenza (emessa anche ex articolo 429 c.p.c.), benché in motivazione si riscontri la statuizione che le pone a carico del soccombente, l'interessato deve esperire il procedimento di correzione ai sensi dell'art. 287 c.p.c. per ottenerne la quantificazione; ove però l'errore materiale di liquidazione venga denunciato col ricorso per cassazione fondato anche su altri motivi - che nulla abbiano a che fare con l'errore medesimo -, esso può essere vagliato dal giudice di legittimità in considerazione dei principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo di cui all'art. 111, comma 2, Cost. senza che l'accoglimento del motivo e l'effettuazione della correzione materiale leda il diritto di difesa delle controparti, essendosi pienamente dispiegato il contraddittorio. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29029 del 13/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione per nullità - in genere
    Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - in genere - inosservanza di regole di diritto "in iudicando" - rilevanza - limiti ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ. - conseguenze – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28997 del 12/11/2018 La denuncia di nullità del lodo arbitrale postula, in quanto ancorata agli elementi accertati dagli arbitri, l'esplicita allegazione dell'erroneità del canone di diritto applicato rispetto a detti elementi, e non è, pertanto, proponibile in collegamento con la mera deduzione di lacune d'indagine e di motivazione, che potrebbero evidenziare l'inosservanza di legge solo all'esito del riscontro dell'omesso o inadeguato esame di circostanze di carattere decisivo. (Nella specie, il ricorrente aveva censurato per violazione di legge i criteri di determinazione temporale del danno di cui aveva chiesto il risarcimento così formulando una censura infondata perchè involgente la valutazione di merito degli arbitri e non i limiti della clausola compromissoria, la S.C., in applicazione del principio, ha rigettato il ricorso). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28997 del 12/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità
    Arbitrato - lodo (sentenza arbitrale) - impugnazione - per nullità - in genere - inosservanza di regole di diritto "in iudicando" - rilevanza - limiti ex art. 360 n. 3 cod. proc. civ. - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28997 del 12/11/2018 >>> La denuncia di nullità del lodo arbitrale postula, in quanto ancorata agli elementi accertati dagli arbitri, l'esplicita allegazione dell'erroneità del canone di diritto applicato rispetto a detti elementi, e non è, pertanto, proponibile in collegamento con la mera deduzione di lacune d'indagine e di motivazione, che potrebbero evidenziare l'inosservanza di legge solo all'esito del riscontro dell'omesso o inadeguato esame di circostanze di carattere decisivo. (Nella specie, il ricorrente aveva censurato per violazione di legge i criteri di determinazione temporale del danno di cui aveva chiesto il risarcimento così formulando una censura infondata perchè involgente la valutazione di merito degli arbitri e non i limiti della clausola compromissoria, la S.C., in applicazione del principio, ha rigettato il ricorso). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28997 del 12/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio di motivazione - travisamento della prova
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - in genere - vizio di motivazione fondato sul travisamento della prova - preclusione della cd. doppia conforme - operatività - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 28174 del 05/11/2018 >>> Il vizio di motivazione fondato sul travisamento della prova - implicando non una valutazione dei fatti, ma una constatazione che l'informazione probatoria, utilizzata in sentenza, è contraddetta da uno specifico atto processuale - esclude che si verta in ipotesi di cd. doppia conforme quanto all'accertamento dei fatti, preclusivo del ricorso per cassazione ai sensi del novellato art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., giusta l'art. 348, ultimo comma, c.p.c. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 28174 del 05/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Verifica della corretta instaurazione del processo
    Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - motivi di revocazione - errore di fatto - giudizio in cassazione - verifica della corretta instaurazione del processo - revocazione - ammissibilità - condizione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 28143 del 05/11/2018 >>> In tema di impugnazioni, è ammissibile la revocazione della sentenza di cassazione che, senza statuire sulla validità della notifica e sulla tempestività della proposizione del ricorso, abbia ritenuto correttamente instaurato il rapporto processuale per effetto di una falsa percezione della realtà ovvero di una svista obiettivamente ed immediatamente rilevabile. (Nella specie, è stato configurato come revocatorio l'errore commesso dalla Corte di cassazione che, sull'erroneo presupposto dell'avvenuta costituzione della parte intimata, smentita con evidenza dagli atti, aveva accolto il ricorso, senza compiere alcuna valutazione sulla regolarità del procedimento notificatorio, invece da escludersi per difetto di prova dell'avvenuta consegna del piego raccomandato al destinatario indicato nell'atto). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 28143 del 05/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - sentenza dichiarativa - opposizione - in genere - reclamo avverso sentenza dichiarativa di fallimento - soggetti non intervenuti nel giudizio di reclamo - legittimazione al ricorso per cassazione - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - in genere. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 28096 del 05/11/2018 >>> Coloro che non sono stati parti del giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa del fallimento non sono legittimati a ricorrere per cassazione avverso la sentenza della corte d'appello confermativa della menzionata dichiarazione, atteso che la legittimazione a proporre impugnazione, o a resistere ad essa, spetta solo a chi abbia assunto la veste di parte nel giudizio di merito, né la specialità del reclamo fallimentare prevale sul sistema impugnatorio ordinario in materia di ricorso per cassazione. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da alcuni dipendenti dell'impresa fallita che in qualità di creditori sarebbero dovuti intervenire ex art. 18, comma 9, l.fall. nel giudizio di merito). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 28096 del 05/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Collegio d'appello
    Procedimento civile - giudice - ricusazione e astensione - in genere - collegio d'appello - componente - conoscenza dei fatti acquisita in sede di reclamo contro provvedimento cautelare "ante causam" - incompatibilità - insussistenza - deduzione come motivo di nullità della sentenza e non come motivo di ricusazione - inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27924 del 31/10/2018 >>> Non è deducibile come motivo di nullità di una sentenza d'appello la circostanza che uno dei componenti del collegio che l'ha pronunciata avesse in precedenza conosciuto dei medesimi fatti in sede di reclamo contro l'ordinanza di rigetto della richiesta di provvedimento d'urgenza "ante causam", poiché l'avere conosciuto della stessa causa in un altro grado deve essere ritualmente fatto valere come motivo di ricusazione del giudice, a norma degli artt. 51, comma 1, n. 4, e 52 c.p.c. e, d'altra parte, l'avere trattato della controversia in sede di procedimento cautelare "ante causam" neanche costituisce, secondo la giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 326/1997 e ordinanza n. 193/1998), un'ipotesi sufficientemente assimilabile, sotto il profilo dell'incompatibilità, alla trattazione della causa in un altro grado di giudizio. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27924 del 31/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Convalida delle misure alternative al trattenimento
    Ordine e sicurezza pubblica - polizia di sicurezza - limitazioni di polizia – stranieri - convalida delle misure alternative al trattenimento ex art. 14, comma 1 bis, d. lgs. n. 286 del 1998 - ricorso per cassazione - legittimazione passiva del ministero dell’interno - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27692 del 30/10/2018 >>> Nel giudizio di cassazione avente ad oggetto il ricorso avverso la convalida del provvedimento del Questore di applicazione delle misure alternative al trattenimento, il contraddittorio con l'Amministrazione è correttamente instaurato mediante la notifica del ricorso al Ministero dell'interno presso l'Avvocatura generale dello Stato, poiché la legittimazione degli organi periferici del predetto Ministero a stare in giudizio per mezzo di propri funzionari costituisce una mera facoltà dell'Amministrazione che, tuttavia, non esclude, da un lato, la partecipazione dell'Avvocatura distrettuale dello Stato nelle fasi di merito e, dall'altro, che nel giudizio di legittimità possa essere evocato in giudizio direttamente il Ministero dell'Interno, essendo imposto "ex lege" in tale fase processuale soltanto che la notificazione del ricorso venga effettuata presso l'Avvocatura generale dello Stato. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 27692 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Riunione delle impugnazioni
    Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - riunione delle impugnazioni - provvedimenti diversi pronunciati in separati giudizi - discrezionalità della riunione - giudizio di legittimità - ammissibilità della riunione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 27550 del 30/10/2018 >>> La riunione delle impugnazioni, che è obbligatoria, ai sensi dell'art. 335 c.p.c., ove investano lo stesso provvedimento, può altresì essere facoltativamente disposta, anche in sede di legittimità, ove esse siano proposte contro provvedimenti diversi ma fra loro connessi, quando la loro trattazione separata prospetti l'eventualità di soluzioni contrastanti, siano ravvisabili ragioni di economia processuale ovvero siano configurabili profili di unitarietà sostanziale e processuale delle controversie. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 27550 del 30/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Valutazione equitativa
    Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere - liquidazione dell'indennizzo a titolo di danno non patrimoniale - valutazione equitativa - valore di precedente delle sentenze della cedu in casi simili - configurabilità - limiti - onere di allegazione della parte che contesti la liquidazione - contenuto. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27352 del 29/10/2018 >>> In tema di equa riparazione da irragionevole durata del processo ai sensi della l. n. 89 del 2001, ai fini della liquidazione del danno non patrimoniale, il giudice nazionale deve, in linea di principio, uniformarsi ai parametri elaborati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per i casi simili, salvo il potere di discostarsene, in misura ragionevole, qualora, avuto riguardo alle peculiarità della singola fattispecie, ravvisi elementi concreti di positiva smentita di detti criteri, dei quali deve dare conto. La parte che si dolga in sede di legittimità della inadeguatezza della liquidazione del danno non patrimoniale in termini di irragionevole divario rispetto ai criteri adottati dalla giurisprudenza della Corte europea ha, comunque, l'onere di allegare sia i fatti ritenuti rilevanti per fondare la censura di malgoverno della valutazione equitativa da parte del giudice di merito sia i concreti elementi di analogia con i casi consimili in cui, in sede europea, sono stati applicati i parametri più favorevoli. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27352 del 29/10/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio di omesso esame
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - motivo di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. riformulato dal d.l. n. 83 del 2012 - vizio di omesso esame - rilevanza - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018 >>> L'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., riformulato dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012, introduce nell'ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia); pertanto, l'omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Omessa ammissione della prova testimoniale o di altra prova
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - omessa ammissione di prova testimoniale o di altra prova - vizio di omessa motivazione su un punto decisivo della controversia - configurabilità - condizioni - denuncia in sede di legittimità - requisiti - pronuncia di rigetto per difetto di prova - richiamo in motivazione ad ordinanza non ammissiva di prova - sufficienza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018 >>> L'omessa ammissione della prova testimoniale o di altra prova può essere denunciata per cassazione solo nel caso in cui essa abbia determinato l'assenza di motivazione su un punto decisivo della controversia e, quindi, ove la prova non ammessa ovvero non esaminata in concreto sia idonea a dimostrare circostanze tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l'efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito. Pertanto, in base al principio desumibile dagli artt. 132, n. 4, c.p.c. e 118, comma 1, disp. att. c.p.c. (nella formulazione applicabile "ratione temporis"), la sentenza di rigetto della domanda per difetto di prova è congruamente motivata anche mediante richiamo all'ordinanza istruttoria che abbia respinto una richiesta inammissibile di prova, trattandosi di pronuncia comunque espressiva del giudizio che la parte avrebbe dovuto dare impulso alla detta prova con la richiesta di mezzi ammissibili e concludenti. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio di sussunzione del giudice di merito
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - per giusta causa - giudizio di sussunzione del giudice di merito - censurabilità in cassazione - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27238 del 26/10/2018 >>> In tema di licenziamento per giusta causa, il risultato della valutazione cui è pervenuto il giudice di merito in ordine alla riconducibilità, in concreto, della condotta contestata nel paradigma di cui all'art. 2119 c.c., è sindacabile in sede di legittimità sotto il profilo della violazione del parametro integrativo della clausola generale costituito dalle previsioni del codice disciplinare. (Nella specie, è stato censurato l'errore di sussunzione nella previsione di cui all'art. 54, comma 6, lett. a) del c.c.n.l. del personale dipendente di Poste Italiane s.p.a., essendo la connivenza, richiesta da tale disposizione, logicamente incompatibile con l'affermazione, contenuta nella sentenza impugnata, di non consapevolezza dell'altrui abuso). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27238 del 26/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizi di motivazione
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - motivazione apparente - motivazione “per relationem” alla sentenza di primo grado - generica condivisione senza vaglio critico in base ai motivi di appello - nullità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27112 del 25/10/2018 >>> In tema di ricorso per cassazione, è nulla, ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c., per violazione dell'art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c., la motivazione solo apparente, che non costituisce espressione di un autonomo processo deliberativo, quale la sentenza di appello motivata "per relationem" alla sentenza di primo grado, attraverso una generica condivisione della ricostruzione in fatto e delle argomentazioni svolte dal primo giudice, senza alcun esame critico delle stesse in base ai motivi di gravame. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27112 del 25/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Errore di percezione ed errore di valutazione
    Prova civile - poteri (o obblighi) del giudice - valutazione delle prove - in genere - ricorso per cassazione - sindacato sulla valutazione delle prove effettuata dal giudice di merito - errore di percezione ed errore di valutazione - distinzione - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27033 del 24/10/2018 >>> In materia di ricorso per cassazione, mentre l'errore di valutazione in cui sia incorso il giudice di merito - e che investe l'apprezzamento della fonte di prova come dimostrativa, o meno, del fatto che si intende provare - non è mai sindacabile in sede di legittimità, l'errore di percezione, cadendo sulla ricognizione del contenuto oggettivo della prova, qualora investa una circostanza che ha formato oggetto di discussione tra le parti, è sindacabile ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4), c.p.c., per violazione dell'art. 115 del medesimo codice, norma che vieta di fondare la decisione su prove reputate dal giudice esistenti, ma in realtà mai offerte. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza per mancata ammissione di un capitolo di prova - ritualmente dedotto in primo grado e reiterato in appello - riguardante il rispetto della clausola di contingentamento, quale requisito prescritto per la legittima apposizione del termine ad un contratto di lavoro, avendo riferito la deduzione della società datrice all'esclusiva esistenza delle esigenze giustificatrici). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27033 del 24/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Opposizione agli atti esecutivi
    Competenza civile - regolamento di competenza - in genere - opposizione agli atti esecutivi - pronuncia d'incompetenza e d'inapplicabilità della "translatio iudicii" al processo esecutivo - impugnabilità - regolamento necessario di competenza - esclusione - regolamento facoltativo di competenza e ricorso ordinario per cassazione - esecuzione forzata - competenza - per territorio - crediti - in genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26935 del 24/10/2018 >>> La sentenza con cui il giudice dell'opposizione agli atti esecutivi, oltre a confermare l'ordinanza del giudice dell'esecuzione dichiarativa della propria incompetenza per territorio, neghi espressamente l'applicabilità al processo esecutivo dell'istituto della "translatio iudicii" di cui all'art. 50 c.p.c., non deve essere impugnata col regolamento necessario di competenza ex art. 42 c.p.c., non trattandosi di statuizione solo sulla competenza, bensì col regolamento facoltativo di competenza o col ricorso ordinario per cassazione. (Fattispecie in cui il giudice dell'esecuzione, oltre a negare la propria competenza, aveva chiuso il procedimento esecutivo dinanzi a sé ed aveva ordinato lo svincolo della somma pignorata). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26935 del 24/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c. - differenze. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26769 del 23/10/2018 >>> In tema di ricorso per cassazione, la violazione dell'art. 2697 c.c. si configura soltanto nell'ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l'onere della prova ad una parte diversa da quella su cui esso avrebbe dovuto gravare secondo le regole di scomposizione delle fattispecie basate sulla differenza tra fatti costitutivi ed eccezioni mentre, per dedurre la violazione dell'art. 115 c.p.c., occorre denunziare che il giudice, contraddicendo espressamente o implicitamente la regola posta datale disposizione, abbia posto a fondamento della decisione prove non introdotte dalle parti, ma disposte di sua iniziativa fuori dei poteri officiosi riconosciutigli, non anche che il medesimo, nel valutare le prove proposte dalle parti, abbia attribuito maggior forza di convincimento ad alcune piuttosto che ad altre, essendo tale attività consentita dall'art. 116 c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26769 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblico impiego contrattualizzato - efficacia panprocessuale
    Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione - pubblico impiego contrattualizzato - efficacia panprocessuale del giudicato - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26595 del 22/10/2018 >>> Le sentenze sulla giurisdizione rese in sede di regolamento o di ricorso ordinario dalla S.C. – cui, per la funzione istituzionale di organo regolatore della giurisdizione e della competenza, spetta il potere di adottare decisioni dotate di efficacia esterna(cd. efficacia panprocessuale) - producono effetti nei successivi giudizi tra le stesse parti aventi ad oggetto la medesima domanda, ipotesi che ricorre anche quando, ferma l'identità di "personae", "causa petendi" e "petitum" sostanziale, le domande si distinguano unicamente in ragione del "petitum" formale. (Nella specie, concernente l'accertamento dell'obbligo di copertura contributiva di un rapporto di pubblico impiego per un periodo anteriore al 30 giugno 1998, le S.U. hanno affermato la giurisdizione del giudice ordinario riconoscendo efficacia esterna ad un precedente giudicato sulla giurisdizione formatosi, tra le stesse parti, in una controversia avente ad oggetto il risarcimento del danno previdenziale per l'omesso versamento dei contributi relativi al medesimo periodo, attesa la identità sostanziale delle domande formulate nei due giudizi, rispettivamente di adempimento e risarcitorio). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26595 del 22/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prelievo supplementare sulle eccedenze
    Agricoltura - latte e latterie - in genere - quote latte - prelievo supplementare sulle eccedenze - art. 2 "sexies" d.l. n. 63 del 2005, conv., con modif., dalla l. n.109 del 2005 - giudizi anteriori - giurisdizione amministrativa - fondamento - criterio della situazione giuridica soggettiva- fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26249 del 18/10/2018 >>> Le controversie relative all'applicazione del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari,ancorché instaurate prima dell'entrata in vigore della legge n. 109 del 2005, di conversione del d.l. n. 63 del 2005 (il cuiart. 2 "sexies" attribuisce tali controversie alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo), appartengono alla giurisdizione amministrativa ove a questa siano da ricondurre alla luce del preesistente criterio generale di riparto della giurisdizione fondato sulla natura della situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto sussistere la giurisdizione amministrativa poiché la "causa petendi" coinvolgeva l'esercizio del potere impositivo dell'AGEA, essendo la domanda del produttore-venditore lattiero, avanzata nel 2003, volta a contestare la legittimità del credito dell'ente ed il conseguente trattenimento del corrispondente importo da parte del "primo acquirente" della fornitura di latte). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 26249 del 18/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio della motivazione
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - vizio della motivazione ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. nella formulazione successiva al d.l. n. 83 del 2012 – censura relativa a fatto pacifico o "non contestato" - deducibilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26274 del 18/10/2018 >>> Il fatto di cui sia stato omesso l'esame, rilevante ai fini dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. (nella formulazione conseguente al d.l. n. 83 del 2012), deve essere stato "oggetto di discussione fra le parti" e, quindi, necessariamente "controverso".Ne consegue che, ove il giudice affermi che un fatto è esistente o provato, perché incontroverso o pacifico (e, quindi, non discusso), tale punto della decisione non può essere censurato in termini di vizio della motivazione ex art. 360, comma 1,n. 5, c.p.c., potendosi piuttosto configurare una violazione dell'art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. o degli artt. 115, comma1 (ove applicabile "ratione temporis"), 167, comma 1, 183 c.p.c. e 2697 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 26274 del 18/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Violazione del " minimo costituzionale" della motivazione
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - violazione del " minimo costituzionale" della motivazione - somministrazione di lavoro - verifica dell’effettività della causale addotta - asserzioni apodittiche. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26018 del 17/10/2018 >>> In tema di ricorso per cassazione, viola il "minimo costituzionale" richiesto per la motivazione la decisione che affermi la legittimità del contratto di somministrazione di lavoro sulla base di asserzioni apodittiche, che non consentano di apprezzare la effettività della causale dedotta a fondamento dell'assunzione e la sua correlazione con la situazione lavorativa del dipendente. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26018 del 17/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Deduzione in cassazione di norme diverse da quelle invocate nei giudizi di merito
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - questioni nuove - deduzione in cassazione di norme diverse da quelle invocate nei giudizi di merito - ammissibilità - limiti - necessità dell'esame dei presupposti di fatto per l'applicazione della diversa normativa richiamata - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25863 del 16/10/2018 >>> La deduzione per la prima volta nel giudizio di legittimità di una diversa normativa rispetto a quella invocata nei gradi di merito è ammissibile, salvo che non comporti il necessario esame dei presupposti di fatto richiesti dalla differente disciplina per la riconoscibilità del diritto controverso. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto inammissibile il motivo di ricorso con cui il datore di lavoro aveva dedotto, per la prima volta in sede di legittimità, l'inapplicabilità della normativa sul lavoro notturno alle mansioni promiscue o di semplice attesa, giacché avrebbe comportato un ampliamento del "thema decidendum" in ordine all'accertamento della tipologia e del carattere delle mansioni esplicate dai lavoratori). Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25863 del 16/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ricorso per cassazione - contestuale censura
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - ricorso per cassazione - contestuale censura dei vizi di violazione di legge e di motivazione - ammissibilità - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 24493 del 05/10/2018 >>> E' ammissibile il ricorso per cassazione il quale cumuli in un unico motivo le censure di cui all'art. 360, comma 1, n. 3e n. 5, c.p.c., purché lo stesso evidenzi specificamente la trattazione delle doglianze relative all'interpretazione o all'applicazione delle norme di diritto appropriate alla fattispecie ed i profili attinenti alla ricostruzione del fatto. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 24493 del 05/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Opposizione a decreto ingiuntivo - onorari
    Avvocato - onorari - procedimento di liquidazione – ingiunzione  – opposizione - opposizione a decreto ingiuntivo - applicazione, da parte del giudice, del rito sommario ordinario ex art. 702 bis c.p.c.- erronea dichiarazione di inammissibilità - mezzo di impugnazione - appello - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24515 del 05/10/2018 >>> Il provvedimento con cui è decisa l'opposizione a decreto ingiuntivo riguardante onorari di avvocato che sia stata introdotta ai sensi dell'art. 702 bis c.p.c., seguendo il rito sommario ordinario codicistico e non quello speciale di cui all'art. 14d.lgs. n. 150 del 2011, deve essere impugnato con l'appello, secondo il regime previsto dall'art. 702 quater c.p.c., trovando applicazione il principio di apparenza. (Nella specie, il giudice di primo grado, utilizzando il rito sommario ordinario ex art. 702 bis c.p.c., aveva dichiarato inammissibile l'opposizione perché non introdotta con le forme del rito ordinario; la S.C., pur ritenendo erronea la ricostruzione normativa del giudice "a quo", ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale ordinanza poiché, alla luce del principio di apparenza, avrebbe dovuto essere proposto appello come stabilito dall'art.702 quater c.p.c.). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24515 del 05/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento del credito nei confronti del debitore
    Competenza civile - in genere - accertamento del credito nei confronti del debitore fallito - devoluzione alla competenza esclusiva del giudice delegato - domanda in sede extrafallimentare - inammissibilità - rilevabilità d’ufficio anche nel giudizio di cassazione – limiti – giudicato interno - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24156 del 04/10/2018 >>> L'accertamento di un credito nei confronti del fallimento è devoluta alla competenza esclusiva del giudice delegato ex artt.52 e 93 l. fall. con la conseguenza che, ove la relativa azione sia proposta nel giudizio ordinario di cognizione, deve esserne dichiarata d'ufficio, in ogni stato e grado, anche nel giudizio di cassazione, l'inammissibilità o l'improcedibilità, a seconda che il fallimento sia stato dichiarato prima della proposizione della domanda o nel corso del giudizio, trattandosi di una questione "litis ingressus impedientes", con l'unico limite preclusivo dell'intervenuto giudicato interno, laddove la questione sia stata sottoposta od esaminata dal giudice e questi abbia inteso egualmente pronunciare sulla domanda di condanna rivolta nei confronti del fallimento, e del giudicato implicito, ove l'eventuale nullità derivante da detto vizio procedimentale non sia stata dedotta come mezzo di gravame avverso la sentenza che abbia deciso sulla domanda, ciò in ragione del principio di conversione delle nullità in motivi di impugnazione ed in armonia con il principio della ragionevole durata del processo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24156 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Liquidazione secondo il sistema tabellare - risarcimento
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - violazione di norme di diritto - danno alla persona - sentenza di primo grado - liquidazione secondo il sistema tabellare - variazione delle tabelle intervenuta nelle more del giudizio di appello secondo principi di diritto enunciati dalla ss. uu. con la sentenza n. 26972/2008 – legittimazione all’impugnazione - sussistenza - specifico motivo di gravame - risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) in genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24155 del 04/10/2018 >>> In tema di risarcimento del danno non patrimoniale, quando, all'esito del giudizio di primo grado, l'ammontare del danno alla persona sia stato determinato secondo tabelle successivamente modificate nel corso del giudizio di appello, il danneggiato è legittimato a proporre impugnazione per ottenere la liquidazione di un maggiore importo risarcitorio, purché deduca, con specifico motivo di gravame, la differenza tra i valori minimi o massimi tra le tabelle (ante e post 2008) ed alleghi che l'applicazione dei nuovi valori-punto nel minimo comporterebbe per ciò stesso un risultato più favorevole della liquidazione del danno attribuitagli con la sentenza impugnata. (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha ritenuto inidonea, la mera deduzione in appello della non adeguatezza della somma liquidata per la mancata personalizzazione del danno, senza alcuna contestazione relativa all'omessa applicazione delle variazioni tabellari intervenute medio - tempore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24155 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Apprezzamento della eccessività dell'importo - misura della riduzione
    Contratti in genere - clausola penale – riduzione - apprezzamento della eccessività dell'importo e della misura della riduzione - potere discrezionale del giudice di merito -incensurabilità in sede di legittimità - limiti. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23750 del 01/10/2018 >>> L'apprezzamento della eccessività dell'importo fissato con clausola penale dalle parti contraenti, per il caso di inadempimento o di ritardato adempimento, e della misura della riduzione equitativa dell'importo medesimo rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il cui esercizio è incensurabile in sede di legittimità se non negli aspetti relativi alla motivazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23750 del 01/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prestazioni invalidità civile - percentuali di invalidità
    Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - in genere - prestazioni invalidità civile - requisiti sanitari - accertamento - tabella indicativa delle percentuali di invalidità per le minorazioni e le malattie invalidanti ex d.m. 5 febbraio 1992 - rilevanza - omessa valutazione - vizio di legittimità -sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 23825 del 01/10/2018 >>> Con riferimento al presupposto medico - legale ai fini del riconoscimento delle prestazioni assistenziali agli invalidi civili,la tabella indicativa delle percentuali di invalidità per le minorazioni e le malattie invalidanti, approvata con d.m. del5 febbraio 1992, in attuazione dell'art. 2 del d.lgs. n. 509 del 1988, integra la norma primaria ed è vincolante, con la conseguenza che la valutazione del giudice, che prescinda del tutto dall'esame di tale tabella, comporta un vizio di legittimità denunciabile con ricorso per cassazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 23825 del 01/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Litisconsorzio necessario
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - nullità della sentenza o del procedimento - Litisconsorzio necessario - Omessa integrazione nel giudizio di merito - Censurabilità per la prima volta in sede di legittimità - Ammissibilità - Condizioni. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 23634 DEL 28/09/2018 L'eccezione di difetto del contraddittorio per violazione del litisconsorzio necessario può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità, a condizione che l'esistenza del litisconsorzio risulti dagli atti e dai documenti del giudizio di merito e la parte che la deduca ottemperi all'onere di indicare nominativamente le persone che devono partecipare al giudizio, di provare la loro esistenza e i presupposti di fatto e di diritto che giustifichino l'integrazione del contraddittorio.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Litisconsorzio necessario - giudizio di merito
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - nullità della sentenza o del procedimento - litisconsorzio necessario - omessa integrazione nel giudizio di merito - censurabilità per la prima volta in sede di legittimità - ammissibilità - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23634 del 28/09/2018 >>> L'eccezione di difetto del contraddittorio per violazione del litisconsorzio necessario può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità, a condizione che l'esistenza del litisconsorzio risulti dagli atti e dai documenti del giudizio di merito e la parte che la deduca ottemperi all'onere di indicare nominativamente le persone che devono partecipare al giudizio,di provare la loro esistenza e i presupposti di fatto e di diritto che giustifichino l'integrazione del contraddittorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 23634 del 28/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Ius superveniens" relativo a motivi di ricorso inammissibili
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - in genere - "ius superveniens" relativo a motivi di ricorso inammissibili - applicabilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 23518 del 28/09/2018 >>> Nel giudizio di legittimità non è ammessa l'applicazione d'ufficio dello "ius superveniens" ove i motivi di ricorso cui lo stesso attiene debbano essere dichiarati inammissibili, atteso che, in detta ipotesi, la disciplina sopravvenuta non potrebbe comunque determinare l'accoglimento del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 23518 del 28/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Inammissibilità dell’appello - vizi deducibili
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - in genere - declaratoria di inammissibilità dell’appello ex art. 348 ter c.p.c. - ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado - vizi deducibili - proposizione di nuove questioni giuridiche - ammissibilità - limiti. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 23320 del 27/09/2018 >>> Nel caso in cui l'appello sia stato dichiarato inammissibile ex art. 348-ter c.p.c., il ricorso per cassazione avverso la sentenza di primo grado può essere proposto entro i limiti delle questioni già sollevate con l'atto di appello e di quelle riproposte ex art. 346 c.p.c., senza che possa assumere rilievo la diversa formulazione dei motivi, che trova giustificazione nella natura del ricorso per cassazione, quale mezzo di impugnazione a critica vincolata, proponibile esclusivamente per i vizi previsti dall'art. 360, comma 1, c.p.c. , non comportando la dichiarazione di inammissibilità dell'appello sostanziali modificazioni nel giudizio di legittimità, fatta eccezione per la necessità che l'impugnazione sia rivolta direttamente contro la sentenza di primo grado e per l'esclusione della deducibilità del vizio di motivazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 23320 del 27/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contestazione disciplinare - arco temporale
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – estinzione del rapporto - licenziamento individuale – disciplinare - contestazione disciplinare - immediatezza - arco temporale tra scoperta dell’infrazione e contestazione - eventuale violazione del diritto di difesa del lavoratore - sindacabilità in sede di legittimità. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23346 del 27/09/2018 >>> In tema di licenziamento per giusta causa, mentre spetta al giudice di merito verificare in concreto quando un potenziale illecito disciplinare sia stato scoperto nei suoi connotati sufficienti a consentirne la contestazione in via disciplinare, costituisce questione di diritto, sindacabile in sede di legittimità, determinare se l'arco temporale intercorso tra la scoperta dell'illecito disciplinare e la sua contestazione dia luogo, o meno, a violazione del diritto di difesa del lavoratore. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23346 del 27/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Censura di insufficienza della motivazione
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. come riformulato dal d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012 – censura di insufficienza della motivazione - inammissibilità - vizi deducibili - individuazione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22598 del 25/09/2018 >>> In seguito alla riformulazione dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., disposta dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012, non è più deducibile quale vizio di legittimità il semplice difetto di sufficienza della motivazione, ma i provvedimenti giudiziari non si sottraggono all'obbligo di motivazione previsto in via generale dall'art.111, sesto comma, Cost. e, nel processo civile, dall'art. 132, secondo comma, n. 4, c.p.c.. Tale obbligo è violato qualora la motivazione sia totalmente mancante o meramente apparente, ovvero essa risulti del tutto inidonea ad assolvere alla funzione specifica di esplicitare le ragioni della decisione (per essere afflitta da un contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili oppure perché perplessa ed obiettivamente incomprensibile) e, in tal caso, si concreta una nullità processuale deducibile in sede di legittimità ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22598 del 25/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ingiunzione fiscale
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - ingiunzione fiscale - esecuzione cd. in danno - riscossione delle spese - giurisdizione ordinaria - sussistenza - fondamento- fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22756 del 25/09/2018 >>> In tema di ingiunzione fiscale ex art. 2 del r.d. n. 639 del 1910, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative alla riscossione delle somme occorse per la cd. esecuzione in danno, venendo in evidenza un'obbligazione di diritto privato che trova esclusivo presupposto nell'inerzia dell'obbligato all'esecuzione dell'ordinanza contingibile e urgente e nel conseguente esercizio del potere sostitutivo della P.A., senza che sia posto in discussione il provvedimento amministrativo, trattandosi soltanto di accertare il diritto della P.A. al rimborso delle spese sostenute. (In applicazione del suesposto principio, la S.C. ha cassato la sentenza della corte di appello che aveva declinato la giurisdizione in quanto la pretesa creditoria della P.A. traeva origine da un provvedimento amministrativo discrezionale). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 22756 del 25/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento del giudice di merito
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – estinzione del rapporto - licenziamento individuale – forma - accertamento relativo ad una lettera inviata al lavoratore già licenziato oralmente - valutazione come convalida o nuovo recesso - incensurabilità in cassazione - limiti. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22662 del 25/09/2018 >>> In tema di licenziamento individuale, l'accertamento del giudice di merito, volto a stabilire se una lettera, inviata dal datore di lavoro al lavoratore già licenziato oralmente, configuri una (illegittima) convalida del precedente licenziamento o una nuova manifestazione di recesso, è sindacabile in sede di legittimità non sotto il profilo della ricostruzione della volontà delle parti, o dell'unica parte, in quanto accertamento di fatto non consentito, ma soltanto sul piano della individuazione dei criteri ermeneutici del processo logico del quale il giudice di merito si sia avvalso per assolvere i compiti a lui riservati, al fine di riscontrare errori di diritto o vizi del ragionamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 22662 del 25/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento relativo ad una lettera inviata al lavoratore già licenziato oralmente
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - licenziamento individuale - forma - Accertamento relativo ad una lettera inviata al lavoratore già licenziato oralmente - Valutazione come convalida o nuovo recesso - Incensurabilità in cassazione - Limiti. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. L, SENTENZA N. 22662 DEL 25/09/2018 In tema di licenziamento individuale, l'accertamento del giudice di merito, volto a stabilire se una lettera, inviata dal datore di lavoro al lavoratore già licenziato oralmente, configuri una (illegittima) convalida del precedente licenziamento o una nuova manifestazione di recesso, è sindacabile in sede di legittimità non sotto il profilo della ricostruzione della volontà delle parti, o dell'unica parte, in quanto accertamento di fatto non consentito, ma soltanto sul piano della individuazione dei criteri ermeneutici del processo logico del quale il giudice di merito si sia avvalso per assolvere i compiti a lui riservati, al fine di riscontrare errori di diritto o vizi del ragionamento.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ingiunzione fiscale
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - in genere - Ingiunzione fiscale - Esecuzione cd. in danno - Riscossione delle spese - Giurisdizione ordinaria - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. corte di cassazione, sez. u, sentenza n. 22756 del 25/09/2018 In tema di ingiunzione fiscale ex art. 2 del r.d. n. 639 del 1910, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative alla riscossione delle somme occorse per la cd. esecuzione in danno, venendo in evidenza un'obbligazione di diritto privato che trova esclusivo presupposto nell'inerzia dell'obbligato all'esecuzione dell'ordinanza contingibile e urgente e nel conseguente esercizio del potere sostitutivo della P.A., senza che sia posto in discussione il provvedimento amministrativo, trattandosi soltanto di accertare il diritto della P.A. al rimborso delle spese sostenute. (In applicazione del suesposto principio, la S.C. ha cassato la sentenza della corte di appello che aveva declinato la giurisdizione in quanto la pretesa creditoria della P.A. traeva origine da un provvedimento amministrativo discrezionale).  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Motivi di ricorso
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - in genere - motivi di ricorso - mera riproposizione delle tesi difensive svolte nelle fasi di merito - inammissibilità - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22478 del 24/09/2018 >>> Con i motivi di ricorso per cassazione la parte non può limitarsi a riproporre le tesi difensive svolte nelle fasi di merito e motivatamente disattese dal giudice dell'appello, senza considerare le ragioni offerte da quest'ultimo, poiché in tal modo si determina una mera contrapposizione della propria valutazione al giudizio espresso dalla sentenza impugnata che si risolve,in sostanza, nella proposizione di un "non motivo", come tale inammissibile ex art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c. (Nella specie,i comuni associati avevano riproposto la censura di nullità, per contrarietà all'ordine pubblico, della determinazione arbitrale del prezzo di cessione della partecipazione del privato nella società "in house" per la gestione del servizio di refezione scolastica, aumentato con l'adeguamento Istat dei prezzi dei pasti ex art. 6 l. n. 537 del 1993, senza spiegare perché il detto meccanismo imperativo di revisione contrattuale potesse incidere sulla qualità del servizio fino a compromettere i diritti sociali ad esso collegati). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22478 del 24/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tribunali delle acque pubbliche
    Acque - tribunali delle acque pubbliche - tribunale superiore delle acque pubbliche - competenza in grado d'appello – procedimento - Sentenze pronunciate in grado di appello dal TSAP - Regola della cd. doppia conforme - Applicabilità – Conseguenze - Fondamento. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. U, SENTENZA N. 22430 DEL 21/09/2018 >>> Al ricorso per cassazione avverso le sentenze emesse in grado di appello dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche si applica la regola, emergente dal combinato disposto dei commi 4 e 5 dell'articolo 348 ter c.p.c., secondo la quale la sentenza di appello che risulti fondata sulle stesse ragioni, inerenti alle questioni di fatto, poste a base della sentenza di primo grado (cd. doppia conforme) non è censurabile con il mezzo di cui all'articolo 360, comma 1, n. 5, c.p.c.. Il ricorso alle Sezioni Unite proposto avverso tali sentenze è, infatti, disciplinato dalle norme processuali vigenti del codice di procedura civile regolative dell'ordinario ricorso per cassazione, atteso che il rinvio operato dall'art. 202 del r.d. n. 1775 del 1933 alla disciplina del codice processuale del 1865 non deve intendersi come recettizio, ma come formale, con conseguente applicazione delle norme come mutate nel tempo.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 21223 del 27/08/2018
    Regime anteriore alla riforma del 2012 dell’art. 360 n. 5 c.p.c. – Vizio di motivazione - Nozione - Punto decisivo della controversia - Caratteri - Omessa valutazione di elementi di prova - Rilevanza - Condizioni. Nel giudizio di cassazione, per potersi configurare il vizio di motivazione su un asserito punto decisivo della controversia nel regime precedente alla modifica introdotta dall'art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134, è necessario un rapporto di causalità fra la circostanza che si assume trascurata e la soluzione giuridica data alla controversia, tale da far ritenere che quella circostanza, se fosse stata considerata, avrebbe portato a una diversa soluzione della vertenza. Pertanto, il mancato esame di elementi probatori costituisce vizio di omesso esame di un punto decisivo solo se le risultanze processuali non esaminate siano tali da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l'efficacia probatoria delle altre circostanze sulle quali il convincimento è fondato, onde la "ratio decidendi" venga a trovarsi priva di base. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 21223 del 27/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - sentenze - non definitive - riserva facoltativa di gravame - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20958 del 22/08/2018
    Sentenza di appello non definitiva pubblicata prima dell’11.9.2012 – Riserva di ricorso per cassazione – Impugnazione proposta congiuntamente alla sentenza definitiva, pubblicata dopo l’11.9.2012 – Applicabilità al ricorso contro la sentenza non definitiva dell’art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c., come modificato dall’art. 54, comma 3, del d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012 - Fondamento. Il ricorso per cassazione proposto sia contro la sentenza definitiva, pubblicata in data successiva all'11.9.2012, sia contro la sentenza non definitiva, pubblicata anteriormente a tale data, in virtù della riserva di gravame di cui all'art. 361 c.p.c., formulata in precedenza, va considerato soggetto alle modifiche in materia di processo di cassazione introdotte dall'art. 54, comma 3, d.l. n. 83 del 2012, conv. con modificazioni nella l. n. 134 del 2012, ivi compresa quella concernente l'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c., dovendosi in tale ipotesi intendere la sentenza non definitiva pronunciata nella stessa data di quella definitiva, come parte della statuizione dell'intera controversia. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20958 del 22/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - impugnazioni - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20763 del 17/08/2018
    Spese di ctu - Compensazione - Autosufficienza del ricorso - Trascrizione del decreto di liquidazione - Omissione - Conseguenze - Fattispecie. In tema di liquidazione delle spese processuali, tra le quali rientrano anche quelle relative alla consulenza tecnica d'ufficio, stante la natura discrezionale dei criteri di ripartizione delle stesse, il ricorso per cassazione con il quale venga dedotta la violazione del principio generale di soccombenza, in virtù del principio di autosufficienza ed a pena di inammissibilità, deve essere accompagnato dalla produzione o dalla trascrizione del decreto di liquidazione censurato. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla parte vittoriosa avverso la decisione di compensare per intero le spese di ctu in quanto non era stato trascritto né allegato il decreto di liquidazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20763 del 17/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ricorso per cassazione - "Error in procedendo"
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - Ricorso per cassazione - "Error in procedendo" - Poteri del giudice di legittimità - Sindacato dell'invalidità denunciata mediante accesso diretto agli atti processuali indicati in ricorso - Fattispecie in tema di omessa pronuncia su un motivo di appello. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20716 del 13/08/2018 Quando, con il ricorso per cassazione, venga dedotto un "error in procedendo", il sindacato del giudice di legittimità investe direttamente l'invalidità denunciata, mediante l'accesso diretto agli atti sui quali il ricorso è fondato, indipendentemente dalla sufficienza e logicità della eventuale motivazione esibita al riguardo, posto che, in tali casi, la Corte di cassazione è giudice anche del fatto. (Nella specie, la S.C., rilevando un vizio di omessa pronuncia sulla riproposizione in appello dell'originaria domanda riconvenzionale riguardante l'obbligo dell'appellato di contribuire ai miglioramenti apportati dall'appellante alle parti comuni dell'edificio, ha proceduto direttamente all'interpretazione dell'atto di appello). Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20716 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione
    Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Vizio di motivazione - Deducibilità a norma dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. come modificato dal d.l. n. 83 del 2012 - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20721 del 13/08/2018 Il vizio motivazionale previsto dall'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c., nella formulazione introdotta dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, convertito in l. n. 134/2012, applicabile "ratione temporis", presuppone che il giudice di merito abbia esaminato la questione oggetto di doglianza, ma abbia totalmente pretermesso uno specifico fatto storico, e si esaurisce nella "mancanza assoluta di motivi sotto l'aspetto materiale e grafico", nella "motivazione apparente", nel "contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili" e nella "motivazione perplessa e obiettivamente incomprensibile", mentre resta irrilevante il semplice difetto di "sufficienza" della motivazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20721 del 13/08/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20719 del 13/08/2018
    Vizio di violazione di legge - Oggetto - Decisione - Rilevanza della motivazione - Esclusione - Ragioni. Nel caso in cui si discuta della corretta interpretazione di norme di diritto, il controllo del giudice di legittimità investe direttamente anche la decisione e non è limitato soltanto alla plausibilità della giustificazione, sicché, come desumibile dall'art. 384, comma 4, c.p.c., il giudizio di diritto può risultare incensurabile anche se mal giustificato perché la decisione erroneamente motivata in diritto non è soggetta a cassazione ma solo a correzione quando il dispositivo sia conforme al diritto. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20719 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - omessa - punto decisivo della controversia - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018
    Contratto - Questione relativa all'interpretazione di una clausola - Sussumibilità come fatto decisivo per il giudizio ai sensi e per gli effetti dell'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. - Esclusione - Ragioni. In tema di ricorso per cassazione, l'omesso esame di una questione riguardante l'interpretazione del contratto, non costituendo "fatto decisivo" del giudizio, non è riconducibile al vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., atteso che rientrano in tale nozione gli elementi fattuali e non quelli meramente interpretativi. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018
    Vizio di ultrapetizione - Erronea interpretazione da parte del giudice di merito della domanda della parte - Sussumibilità quale error in procedendo - Esclusione. L'interpretazione della domanda spetta al giudice del merito, per cui, ove questi abbia espressamente ritenuto che una certa domanda era stata avanzata ed era compresa nel "thema decidendum", tale statuizione, ancorché erronea, non può essere direttamente censurata per ultrapetizione, atteso che, avendo comunque il giudice svolto una motivazione sul punto, dimostrando come una certa questione debba ritenersi ricompresa tra quelle da decidere, il difetto di ultrapetizione non è logicamente verificabile prima di avere accertato che quella medesima motivazione sia erronea. In tal caso, il dedotto errore del giudice non si configura come "error in procedendo", ma attiene al momento logico relativo all'accertamento in concreto della volontà della parte. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20718 del 13/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - questioni nuove - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20694 del 09/08/2018
    Prospettazione di questioni non affrontate nella sentenza impugnata - Onere di indicare specificamente l'atto difensivo con cui esse sono state devolute al giudice di merito - Fondamento - Omissione - Conseguenze - Fattispecie. In tema di ricorso per cassazione, qualora siano prospettate questioni di cui non vi sia cenno nella sentenza impugnata, il ricorrente deve, a pena di inammissibilità della censura, non solo allegarne l'avvenuta loro deduzione dinanzi al giudice di merito ma, in virtù del principio di autosufficienza, anche indicare in quale specifico atto del giudizio precedente ciò sia avvenuto, giacché i motivi di ricorso devono investire questioni già comprese nel "thema decidendum" del giudizio di appello, essendo preclusa alle parti, in sede di legittimità, la prospettazione di questioni o temi di contestazione nuovi, non trattati nella fase di merito né rilevabili di ufficio. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto inammissibile, perché non proposta nei precedenti gradi, la qualificazione, in termini di obbligazione "propter rem" anziché di obbligazione di natura personale, del vincolo di inedificabilità assunta dal venditore all'interno di un contratto di compravendita). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 20694 del 09/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - in genere - Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 18721 del 13/07/2018
    Violazione di legge fondata sull'erronea qualificazione giuridica di una pensione - Natura - Questione di fatto - Ammissibilità - Esclusione. È inammissibile il ricorso per cassazione mediante il quale è denunciata come violazione di legge costituita l'erronea qualificazione giuridica di una pensione, in quanto la decisione sulla stessa implica un nuovo giudizio sui fatti di causa. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 18721 del 13/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - citazione di appello - termine e data di comparizione - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 18318 del 12/07/2018
    Nullità della "vocatio in ius" - Rinnovazione - Provvedimento del Presidente della Corte di appello con cui dichiara l’inammissibilità dell’istanza di rinnovazione - Ricorribilità per cassazione - Esclusione – Ragioni. E' inammissibile il ricorso per cassazione avverso il provvedimento con il quale il Presidente della Corte d'appello abbia respinto l'istanza di rinnovazione di una citazione in appello affetta da nullità per carenza della "vocatio in ius", atteso che un simile provvedimento non è qualificabile come sentenza nella sua sostanza, né è sussumibile nella categoria dei provvedimenti diversi dalla sentenza per i quali è ammesso ricorso per cassazione per violazione di legge ai sensi degli artt. 111, comma 7, Cost. e 360, comma 4, c.p.c., essendo privo del carattere della definitività, in quanto revocabile, e di quello della decisorietà, in quanto l'applicazione dell'art. 164, comma 2, c.p.c. compete nella Corte territoriale al giudicante in forma collegiale. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 18318 del 12/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – semplici - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 17720 del 06/07/2018
    Sindacato del giudice di merito - Censurabilità in sede di legittimità - Vizi denunciabili - Distinzioni – Mancata applicazione del ragionamento presuntivo - Vizio di omesso esame di un fatto secondario - Sussistenza - Fondamento. In tema di presunzioni di cui all'art. 2729 c.c., la denunciata mancata applicazione di un ragionamento presuntivo che si sarebbe potuto e dovuto fare, ove il giudice di merito non abbia motivato alcunche´ al riguardo (e non si verta nella diversa ipotesi in cui la medesima denuncia sia stata oggetto di un motivo di appello contro la sentenza di primo grado, nel qual caso il silenzio del giudice puo` essere dedotto come omissione di pronuncia su motivo di appello), non e` deducibile come vizio di violazione di norma di diritto, bensi` solo ai sensi e nei limiti dell'art. 360, co. 1, n. 5 c.p.c., cioè come omesso esame di un fatto secondario (dedotto come giustificativo dell'inferenza di un fatto ignoto principale), purché decisivo. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 17720 del 06/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 17403 del 03/07/2018
    Mero riferimento ad un precedente di legittimità - Omessa ricostruzione della fattispecie concreta e della sua riconducibilità al principio di diritto richiamato - Carenza di motivazione - Configurabilità - Conseguenze - Fattispecie. In tema di provvedimenti giudiziali, la motivazione "per relationem" ad un precedente giurisprudenziale esime il giudice dallo sviluppare proprie argomentazioni giuridiche, ma il percorso argomentativo deve comunque consentire di comprendere la fattispecie concreta, l'autonomia del processo deliberativo compiuto e la riconducibilità dei fatti esaminati al principio di diritto richiamato, dovendosi ritenere, in difetto di tali requisiti minimi, la totale carenza di motivazione e la conseguente nullità del provvedimento.(Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ritenuto affetta da nullità la decisione impugnata per avere la stessa omesso ogni riferimento ai fatti di causa ed alle ragioni poste a fondamento della pretesa tributaria). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 17403 del 03/07/2018...

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