Professionisti - attivita' medico-chirurgica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15594 del 11/06/2025 (Rv. 674880 - 02)Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - nullita' della sentenza - pronuncia sulla nullita' - Giudizi di responsabilità sanitaria - Consulenza tecnica d’ufficio - Omessa osservanza del requisito della collegialità ex art. 15 l. n. 24 del 2017 - Conseguenze - Nullità della sentenza.
Nei giudizi di risarcimento del danno da responsabilità sanitaria, la sentenza resa sulla base di una consulenza tecnica d'ufficio disposta senza osservare il requisito della necessaria collegialità, previsto dall'art. 15 della l. n. 24 del 2017, è nulla per inosservanza di norma processuale inderogabile.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15594 del 11/06/2025 (Rv. 674880 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_159 …...
> Istruzione preventiva - accertamento tecnico art. 15 l. N. 24 del 2017 - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15594 del 11/06/2025 (Rv. 674880 - 01)Applicabilità ratione temporis - Giudizi di merito iniziati dopo la relativa entrata in vigore - Consulenza tecnica preventiva anteriormente svolta secondo le norme previgenti - Acquisizione - Ritualità - Obbligo di rinnovazione nelle forme di cui all’art. 15 - responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica.
L'art. 15 della l. n. 24 del 2017 (relativo ai requisiti da osservare per la "nomina dei consulenti tecnici d'ufficio e dei periti nei giudizi di responsabilità sanitaria") è applicabile, in base al principio tempus regit actum, a tutti i giudizi di merito iniziati successivamente alla sua entrata in vigore, di modo che, anche nel caso in cui, prima di tale entrata in vigore, la consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696-bis c.p.c. sia stata espletata secondo le norme anteriormente vigenti e senza osservare il requisito della collegialità dell'incarico, il giudice del merito - ferma restando la ritualità della consulenza e della relativa acquisizione - ha l'obbligo di dare attuazione al principio di collegialità di cui al citato art. 15, mediante la rinnovazione della stessa e l'affidamento del relativo incarico a un collegio di consulenti in possesso dei requisiti richiesti dalla suindicata disposizione.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15594 del 11/06/2025 (Rv. 674880 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191 …...
> Consulenza tecnica - poteri del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 15596 del 11/06/2025 (Rv. 674859 - 01)Valutazione della consulenza - Espletamento di più consulenze tecniche - Risultati difformi - Adesione all'ultimo parere tecnico - Motivazione della decisione - Contenuto.
In presenza di due successive contrastanti consulenze tecniche d'ufficio, qualora il giudice aderisca (anche senza una specifica giustificazione) al parere del consulente che ha espletato la sua opera per ultimo, va escluso il vizio di motivazione nel caso in cui il secondo parere tecnico fornisca gli elementi che consentano, su un piano positivo, di delineare il percorso logico seguito e, sul piano negativo, di escludere la rilevanza di elementi di segno contrario, siano essi esposti nella prima relazione o aliunde deducibili.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 15596 del 11/06/2025 (Rv. 674859 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_195, Cod_Proc_Civ_art_360 …...
Nullità della sentenza - pronuncia sulla nullità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15594 del 11/06/2025 (Rv. 674880 - 02)Giudizi di responsabilità sanitaria - Consulenza tecnica d’ufficio - Omessa osservanza del requisito della collegialità ex art. 15 l. n. 24 del 2017 - Conseguenze - Nullità della sentenza - responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - "ius superveniens".
Nei giudizi di risarcimento del danno da responsabilità sanitaria, la sentenza resa sulla base di una consulenza tecnica d'ufficio disposta senza osservare il requisito della necessaria collegialità, previsto dall'art. 15 della l. n. 24 del 2017, è nulla per inosservanza di norma processuale inderogabile.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 15594 del 11/06/2025 (Rv. 674880 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_61, Cod_Proc_Civ_art_191 …...
Professionisti - attività medico-chirurgica prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 13060 del 13/05/2024 (Rv. 671142-01)Giudizi di responsabilità sanitaria - Obbligatorietà della consulenza collegiale ex art. 15 l. n. 24 del 2017 - Applicabilità nei giudizi pendenti - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
L'art. 15 della l. n. 24 del 2017, che stabilisce l'obbligatorietà della perizia o consulenza collegiale nei procedimenti civili aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, non è applicabile ai processi pendenti, trattandosi di norma processuale e non sostanziale che dispone solo per il futuro, non avendo efficacia retroattiva. (In applicazione del principio la S.C. ha rigettato il ricorso avverso la sentenza d'appello fondata su una c.t.u. espletata, prima dell'entrata in vigore della norma citata, da un medico legale senza l'ausilio di uno specialista).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 13060 del 13/05/2024 (Rv. 671142-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191 …...
Consulenza tecnica - poteri del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 13038 del 13/05/2024 (Rv. 671140-01)Consulenza tecnica d'ufficio - Ambiguità delle conclusioni dell'ausiliario - Mancata costituzione di un collegio peritale - Onere di motivazione - Contenuto - Violazione - Conseguenze - Regime normativo antecedente all'art. 15 della l. n. 24 del 2017 - Fattispecie in tema di responsabilità medica.
La decisione di ricorrere o meno ad una consulenza tecnica d'ufficio costituisce un potere discrezionale del giudice, che, tuttavia, è tenuto a motivare adeguatamente il rigetto dell'istanza di ammissione proveniente da una delle parti, dimostrando di poter risolvere, sulla base di corretti criteri, i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione, senza potersi limitare a disattendere l'istanza sul presupposto della mancata prova dei fatti che la consulenza avrebbe potuto accertare. Pertanto, nelle controversie che, per il loro contenuto, richiedono si proceda ad un accertamento tecnico, il mancato espletamento, specie a fronte di una domanda di parte, costituisce una grave carenza nell'accertamento dei fatti da parte del giudice di merito, che si traduce in un vizio della motivazione della sentenza. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione della Corte territoriale che, in un giudizio di responsabilità sanitaria nel regime normativo antecedente all'art. 15 della l. n. 24 del 2017, pur dando atto dell'ambiguità delle conclusioni del consulente nominato in primo grado, non disponeva alcun approfondimento, nonostante la richiesta della parte e dello stesso consulente di costituire un collegio, affiancando al medico legale uno specialista, e rigettava la domanda per mancanza di prova).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 13038 del 13/05/2024 (Rv. 671140-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_116 Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2043 …...
Consulenza tecnica - consulente d'ufficio - nomina - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 11221 del 26/04/2024 (Rv. 671158-01)Consulente tecnico d'ufficio - Nomina - Criterio - Scelta del giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Esclusione - Fattispecie.
La scelta del consulente tecnico, rimessa, a norma dell'art. 61 c.p.c., al prudente apprezzamento del giudice del merito, è sottratta al sindacato di legittimità della Corte di cassazione. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il motivo di impugnazione, con cui il ricorrente aveva criticato la corte d'appello che, in sede di accertamento della paternità, anziché nominare un diverso c.t.u. per effettuare le analisi del sangue, aveva chiesto chiarimenti al consulente già nominato, pur trattandosi di un'indagine del tutto nuova, per la quale il predetto non era competente, tanto che aveva dovuto avvalersi di un ausiliario).
Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 11221 del 26/04/2024 (Rv. 671158-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_022 …...
Consulenza tecnica - Vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3184 del 05/02/2024 (Rv. 669996-01)Nullità relativa - Deducibilità - Prima difesa successiva al deposito della relazione - Consulenza d'ufficio svolta con rogatoria estera - Regime applicabile anche a consulenza disposta con rogatoria estera - Configurabilità.
L'eccezione di nullità della consulenza tecnica d'ufficio, dedotta per vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali, avendo carattere relativo, resta sanata se non fatta valere nella prima istanza o difesa successiva al deposito avendo natura giuridica di nullità relativa. Tale qualificazione giuridica permane tuttavia anche per l'ipotesi in cui la consulenza sia svolta tramite rogatoria alla competente autorità estera, ai sensi dell'art. 7 della Convenzione dell'Aja del 18 marzo 1970.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 3184 del 05/02/2024 (Rv. 669996-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_087, Cod_Proc_Civ_art_157, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_194, Cod_Proc_Civ_art_201, Cod_Proc_Civ_art_090, Cod_Proc_Civ_art_091 …...
Consulenza tecnica - consulente di parte - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1763 del 17/01/2024 (Rv. 669907-03)Ausiliare della parte - Funzioni - Attività tipiche del difensore - Esclusione - Accordo sulle conclusioni - Valore transattivo o vincolante per il giudice - Esclusione.
Il consulente tecnico di parte è un mero ausiliare di quest'ultima, chiamato ad esprimere manifestazioni di scienza e non di volontà, limitatamente al profilo tecnico, dovendosi pertanto escludere che lo stesso sia abilitato al compimento di attività tipiche del difensore; ne deriva, altresì, che l’eventuale accordo raggiunto dai consulenti di parte sulle rispettive conclusioni non costituisce un atto transattivo in ordine al diritto controverso, né è tale da vincolare il giudice a recepire le conclusioni medesime.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 1763 del 17/01/2024 (Rv. 669907-03)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_201 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 17220 del 15/06/2023 (Rv. 668028 - 02)Fallimento - effetti – Sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) – azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Richiesta di revoca di rimesse determinate - Riserva di domandare, anche in aumento, la revoca di ulteriori rimesse individuate mediate consulenza tecnica - "Mutatio libelli" - Esclusione.
In tema di revocatoria fallimentare, non incorre nel divieto di "mutatio libelli" la curatela che, dopo aver indicato in modo esemplificativo alcune specifiche rimesse di cui abbia chiesto la revoca, invochi, nello stesso atto introduttivo del giudizio, sia pure con formula tralaticia o d'uso, la declaratoria di inefficacia delle ulteriori rimesse accertabili attraverso complessi accertamenti tecnici, restando, infatti, comunque invariati la "causa petendi" e il "petitum" della domanda; in particolare, la richiesta di revoca di una somma determinata non ha l'effetto di limitare il "quantum" domandabile, ove tale indicazione sia espressamente formulata con salvezza di eventuali modifiche, anche in aumento, all'esito di una consulenza contabile.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 17220 del 15/06/2023 (Rv. 668028 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_112 …...
Costruzioni sul fondo altrui fatte dal terzo con materiali propri – Cass. n. 13359/2023Proprietà - acquisto - a titolo originario - accessione - esclusione - opere del terzo con materiali propri - indennità al costruttore - Costruzioni sul fondo altrui fatte dal terzo con materiali propri - Mancato esercizio dello "ius tollendi" da parte del proprietario - Obbligo dell'indennizzo a favore del terzo - Determinazione del "quantum" - Onere della prova, a carico del terzo, dei fatti costitutivi del diritto all'indennizzo - Sufficienza - Attivazione dei poteri istruttori d'ufficio in capo al giudice - Necessità.
In tema di accessione, il proprietario che, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 936 c.c., non abbia chiesto, entro sei mesi dal giorno in cui ha avuto notizia dell'incorporazione, la rimozione delle opere fatte sul suo fondo dal terzo con materiali propri, deve corrispondere a quest'ultimo l'indennizzo di cui all'art. 936, comma 2 c.c., senza che possa essere rigettata la domanda volta a conseguirlo per il solo fatto che il terzo non abbia pienamente provato il suo ammontare, essendo sufficiente la prova dei fatti costitutivi del diritto all'indennizzo per attivare, in capo al giudice, i poteri istruttori d'ufficio, quali la consulenza tecnica e il giuramento suppletorio, volti a determinarne il "quantum".
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 13359 del 16/05/2023 (Rv. 667953 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0936, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_240
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Richiesta di consulenza tecnica d'ufficio o di rilievo "ictu oculi" della falsità della sottoscrizione – Cass. n. 8718/2023Prova civile - falso civile - querela di falso - in genere - Querela di falso - Presentazione - Contenuto - Condizioni di ammissibilità - Prova della falsità - Richiesta di consulenza tecnica d'ufficio o di rilievo "ictu oculi" della falsità della sottoscrizione - Sufficienza.
In tema di querela di falso, sia la richiesta di consulenza tecnica d’ufficio (implicitamente mirata a formare scritture di comparazione), sia la richiesta al giudice di rilevare "ictu oculi" la falsità della sottoscrizione apposta sul documento impugnato soddisfano il requisito dell'indicazione delle prove della falsità, prescritto dall'art. 221, comma 2, c.p.c. ai fini di ammissibilità della querela.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 8718 del 28/03/2023 (Rv. 667565 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_221, Cod_Proc_Civ_art_191
Corte
Cassazione
8718
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Consulenza tecnica medico-legale – Cass. n. 6386/2023Responsabilità civile - professionisti - attività medico-chirurgica - prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - indagini - Infezione nosocomiale - Nesso causale - Consulenza tecnica medico-legale - Oggetto - Quesiti al c.t.u. - Contenuto.
In tema di infezioni nosocomiali, ai fini dell'accertamento del nesso di causalità tra l'infezione e la degenza ospedaliera, al CTU deve essere demandata, tra l'altro, la verifica della mancanza o insufficienza di direttive generali in materia di prevenzione e del mancato rispetto delle stesse, nonché dell'omessa informazione circa la possibile inadeguatezza della struttura per l'indisponibilità di strumenti essenziali e della eventuale effettuazione di un ricovero non sorretto da alcuna esigenza di diagnosi e cura ed associato ad un trattamento non appropriato.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6386 del 03/03/2023 (Rv. 667112 - 03)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2697
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6386
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Mancata ammissione da parte del giudice di merito – Cass. n. 37027/2022Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - in genere - Consulenza tecnica d'ufficio - Mancata ammissione da parte del giudice di merito - Onere di motivazione - Contenuto - Violazione - Conseguenze - Fattispecie.
La decisione di ricorrere o meno ad una consulenza tecnica d'ufficio costituisce un potere discrezionale del giudice, che, tuttavia, è tenuto a motivare adeguatamente il rigetto dell'istanza di ammissione proveniente da una delle parti, dimostrando di poter risolvere, sulla base di corretti criteri, i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione, senza potersi limitare a disattendere l'istanza sul presupposto della mancata prova dei fatti che la consulenza avrebbe potuto accertare. Pertanto, nelle controversie che, per il loro contenuto, richiedono si proceda ad un accertamento tecnico, il mancato espletamento, specie a fronte di una domanda di parte, costituisce una grave carenza nell'accertamento dei fatti da parte del giudice di merito, che si traduce in un vizio della motivazione della sentenza. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione della corte territoriale che, nel giudizio avente ad oggetto la domanda proposta dagli eredi di un gestore di una stazione di servizio carburanti, per l'accertamento dell'origine lavorativa di una patologia tumorale ad eziologia multifattoriale (linfoma non Hodgkin) contratta dal dante causa, aveva respinto la richiesta di disporre una c.t.u. medico legale volta all'accertamento del nesso causale tra l'attività lavorativa e l'esposizione a benzene, e rigettato la domanda, limitandosi a rilevare la mancanza di connessione tra la patologia tumorale del "de cuius" con il suo ambiente di lavoro).
Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 37027 del 16/12/2022 (Rv. 666208 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_191
Corte
Cassazione
37027
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Consulenza tecnica d'ufficio recepita dal giudice – Cass. n. 8584/2022Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Censura ex art. 360, comma 1 n. 5, c.p.c. - Consulenza tecnica d'ufficio recepita dal giudice - Natura di fatto storico - Esclusione - Conseguenze.
L'art. 360, comma 1 n. 5, c.p.c., come riformulato dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. con mod. dalla l. n. 134 del 2012, consente di censurare l'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, nozione nel cui ambito non è inquadrabile la consulenza tecnica d'ufficio recepita dal giudice, risolvendosi la critica che ad essa nell'esposizione di mere argomentazioni difensive contro un elemento istruttorio.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 8584 del 16/03/2022 (Rv. 664367 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_360
Corte
Cassazione
8584
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Utilità e validità della consulenza – Cass. n. 36396/2021Procedimento civile - ausiliari del giudice - liquidazione del compenso - Liquidazione - Opposizione - Criteri di valutazione - Utilità e validità della consulenza - Esclusione - Rispondenza ai quesiti ricevuti - Sussistenza - Fattispecie.
Nel giudizio di opposizione al decreto di liquidazione del compenso a favore del consulente tecnico d'ufficio, il giudice deve verificare se l'opera svolta dall'ausiliare sia rispondente ai quesiti posti con il conferimento dell'incarico, tenuto conto, quali parametri per la determinazione di detto compenso, ex art. 51 del d.P.R. n. 115 del 2002, della difficoltà, completezza e pregio della relazione peritale; dall'accertamento è, invece, esclusa la valutazione circa l'utilità e la validità della consulenza tecnica, trattandosi di questioni attinenti al merito della causa, da fare, pertanto, valere nella relativa sede. (Nella specie la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che, nel liquidare il compenso per la perizia, aveva incluso anche l’attività di indagine svolta dal c.t.u. su un appartamento estraneo all'oggetto del giudizio ed al quesito proposto dal giudice).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 36396 del 24/11/2021 (Rv. 663080 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_062, Cod_Proc_Civ_art_191
Corte
Cassazione
36396
2021 …...
Contenzioso tra istituto di credito e cliente – Cass. n. 24641/2021Contratti bancari - Contenzioso tra istituto di credito e cliente - Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - indagini - Diritto di quest'ultimo ad ottenere copia della documentazione bancaria - Soddisfacimento in sede di consulenza tecnica d'ufficio - Limiti.
In tema di contenzioso tra istituto di credito e cliente, il diritto di quest'ultimo ad ottenere copia della documentazione bancaria relativa alle operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni, previsto dall'art. 119, comma 4, d.lgs. n. 385 del 1993, non può essere soddisfatto in sede di consulenza tecnica d'ufficio contabile, se il cliente non ha precedentemente formulato la relativa richiesta alla banca e la documentazione riguarda fatti o situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento di domande o eccezioni, devono necessariamente essere provati dalla parte che le ha formulate.
Corte di Cassazione, Sez. 1 -, Sentenza n. 24641 del 13/09/2021 (Rv. 662395 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_194
Corte
Cassazione
24641
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Affidamento dei figli minori in ambito di divorzio – Cass. n. 23804/20021Famiglia - potestà dei genitori - Divorzio - Affidamento dei minori - Ascolto del minore infradodicenne - Necessità - Distinzione dallo svolgimento di una c.t.u
In tema di affidamento dei figli minori nell'ambito del procedimento di divorzio, l'ascolto del minore infradodicenne capace di discernimento costituisce adempimento previsto a pena di nullità, atteso che è espressamente destinato a raccogliere le sue opinioni e a valutare i suoi bisogni. Tale adempimento non può essere sostituito dalle risultanze di una consulenza tecnica di ufficio, la quale adempie alla diversa esigenza di fornire al giudice altri strumenti di valutazione per individuare la soluzione più confacente al suo interesse.
Corte di Cassazione, Sez. 1 -, Ordinanza n. 23804 del 02/09/2021 (Rv. 662383 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Civ_art_336, Cod_Civ_art_0336 bis, Cod_Civ_art_0337 bis, Cod_Civ_art_0337 octies
Corte
Cassazione
23804
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Espletamento di più consulenze – Cass. n. 19372/2021Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - Espletamento di più consulenze tecniche - Risultati difformi - Scelta del giudice - Motivazione specifica - Necessità.
Qualora nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche in tempi diversi con risultati difformi, il giudice può seguire il parere che ritiene più congruo o discostarsene, dando adeguata e specifica giustificazione del suo convincimento; in particolare, quando intenda uniformarsi alla seconda consulenza, non può limitarsi ad una adesione acritica ma deve giustificare la propria preferenza indicando le ragioni per cui ritiene di disattendere le conclusioni del primo consulente, salvo che queste risultino criticamente esaminate dalla nuova relazione.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 19372 del 07/07/2021 (Rv. 661838 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_195
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Cassazione
19372
2021 …...
Mancata determinazione del compenso del consulente tecnico d'ufficio – Cass. n. 28309/2020Spese giudiziali civili - liquidazione - in genere - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - Spese di consulenza - Mancata determinazione del compenso del consulente tecnico d'ufficio - Errore materiale - Correzione della sentenza - Ammissibilità.
In tema di condanna alle spese processuali e con riferimento agli esborsi sostenuti dalle parti per consulenze, la mancata determinazione nella sentenza del compenso spettante al consulente tecnico d'ufficio integra un mero errore materiale per omissione, suscettibile di correzione da parte del giudice d'appello con riferimento all'importo della liquidazione effettuata in favore del consulente.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 28309 del 11/12/2020
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_191,Cod_Proc_Civ_art_287
corte
cassazione
28309
2020 …...
Liquidazione - Spese di consulenza – Cass. n. 28309/2020Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - Spese di consulenza - Mancata determinazione del compenso del consulente tecnico d'ufficio - Errore materiale - Correzione della sentenza - Ammissibilità.
In tema di condanna alle spese processuali e con riferimento agli esborsi sostenuti dalle parti per consulenze, la mancata determinazione nella sentenza del compenso spettante al consulente tecnico d'ufficio integra un mero errore materiale per omissione, suscettibile di correzione da parte del giudice d'appello con riferimento all'importo della liquidazione effettuata in favore del consulente.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 28309 del 11/12/2020
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_287
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28309
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Consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' – indagini - Cass. n. 13736/2020Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' – indagini - Risarcimento del danno - Prova - Consulenza d'ufficio cd. percipiente - Configurabilità - Limiti - Fattispecie.
In tema di risarcimento del danno, è possibile assegnare alla consulenza tecnica d'ufficio ed alle correlate indagini peritali funzione "percipiente" quando essa verta su elementi già allegati dalla parte, ma che soltanto un tecnico sia in grado di accertare per mezzo delle conoscenze e degli strumenti di cui dispone. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso che censurava la sentenza impugnata per non avere quantificato il danno emergente rappresentato dalla necessità di cure odontoiatriche, atteso che la parte attrice non aveva depositato documenti che consentissero di determinare detto danno).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 13736 del 03/07/2020 (Rv. 658504 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_194
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Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione- Cass. n. 12387/2020Mancato esame delle risultanze della CTU - Idoneità ad integrare il motivo ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., come modificato dal d.l. n. 83 del 2012 - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
L'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., riformulato dall'art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla l. n. 134 del 2012, introduce nell'ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione relativo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, nel cui ambito non è inquadrabile la consulenza tecnica d'ufficio - atto processuale che svolge funzione di ausilio del giudice nella valutazione dei fatti e degli elementi acquisiti (consulenza c.d. deducente) ovvero, in determinati casi (come in ambito di responsabilità sanitaria), fonte di prova per l'accertamento dei fatti (consulenza c.d. percipiente) - in quanto essa costituisce mero elemento istruttorio da cui è possibile trarre il "fatto storico", rilevato e/o accertato dal consulente. (Nella specie, la Corte ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso in quanto la ricorrente non aveva evidenziato quale "fatto storico" decisivo fosse stato omesso nell'esame condotto dai giudici di merito, limitandosi a denunciare una omessa valutazione delle risultanze della CTU).
Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12387 del 24/06/2020 (Rv. 658062 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_360 _1, Cod_Proc_Civ_art_191,
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 326 del 13/01/2020 (Rv. 656801 - 01)Nomina del c.t.u. - Potere discrezionale del giudice - Diniego -Motivazione implicita - Ammissibilità.
La consulenza tecnica d'ufficio è mezzo istruttorio diverso dalla prova vera e propria, sottratto alla disponibilità delle parti e affidato al prudente apprezzamento del giudice di merito, rientrando nel suo potere discrezionale la valutazione di disporre la nomina dell'ausiliario e potendo la motivazione dell'eventuale diniego del giudice di ammissione del mezzo essere anche implicitamente desumibile dal contesto generale delle argomentazioni svolte e dalla valutazione del quadro probatorio unitariamente considerato.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 326 del 13/01/2020 (Rv. 656801 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_191
CONSULENZA TECNICA
VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 31886 del 06/12/2019 (Rv. 656045 - 01)Acquisizione di elementi necessari per rispondere ai quesiti - Limiti - Fondamento - Deroghe.
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' - assunzione di informazioni da terzi - In genere.
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' - chiarimenti alle parti - In genere.
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' - indagini - In genere.
In tema di consulenza tecnica di ufficio, in virtù del principio dispositivo e dell'operare nel processo civile di preclusioni, assertive ed istruttorie, l'ausiliare del giudice, nello svolgimento delle proprie attività, non può - nemmeno in presenza di ordine del giudice o di acquiescenza delle parti - indagare di ufficio su fatti mai ritualmente allegati dalle parti, né acquisire di sua iniziativa la prova dei fatti costitutivi delle domande o delle eccezioni proposte e nemmeno procurarsi, dalle parti o dai terzi, documenti che forniscano tale prova. A tale regola può derogarsi soltanto quando la prova del fatto costitutivo della domanda o dell'eccezione non possa essere oggettivamente fornita dalle parti con i mezzi di prova tradizionali, postulando il ricorso a cognizioni tecnico-scientifiche, oppure per la prova di fatti tecnici accessori o secondari e di elementi di riscontro della veridicità delle prove già prodotte dalle parti.
Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 31886 del 06/12/2019 (Rv. 656045 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_061, Cod_Proc_Civ_art_062, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_194, Cod_Proc_Civ_art_198, Cod_Proc_Civ_art_201, Cod_Civ_art_2697 …...
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita'- Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 31886 del 06/12/2019 (Rv. 656045 - 02)Indagini su fatti estranei al thema decidendum o acquisizione di elementi di prova in violazione del principio dispositivo - Conseguenze - Nullità assoluta della consulenza - Insanabilità e rilevabilità di ufficio - Fondamento.
In tema di consulenza tecnica di ufficio, lo svolgimento di indagini peritali su fatti estranei al "thema decidendum" della controversia o l’acquisizione ad opera dell'ausiliare di elementi di prova (nella specie, documenti) in violazione del principio dispositivo cagiona la nullità della consulenza tecnica, da qualificare come nullità a carattere assoluto, rilevabile d'ufficio e non sanabile per acquiescenza delle parti, in quanto le norme che stabiliscono preclusioni, assertive ed istruttorie, nel processo civile sono preordinate alla tutela di interessi generali, non derogabili dalle parti.
Corte di Cassazione, Sez. 3 , Sentenza n. 31886 del 06/12/2019 (Rv. 656045 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_156, Cod_Proc_Civ_art_157, Cod_Proc_Civ_art_158, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_194 …...
Concorrenza (diritto civile) - Cass. n. 29237/2019Danno da illecito anticoncorrenziale - Applicazione meccanica del principio dell'onere della prova - Esclusione - Interpretazione estensiva delle norme codicistiche in tema di esibizione, richiesta di informazioni e consulenza tecnica d'ufficio - Condizioni.
In tema di risarcimento del danno derivante da violazione degli artt. 2 e ss. della l. n. 287 del 1990, il giudice non può decidere la causa applicando meccanicamente il principio dell'onere della prova, ma è chiamato a rendere effettiva la tutela dei privati che agiscono in giudizio, tenuto conto dell'asimmetria informativa esistente tra le parti nell'accesso alla prova, sicché, fermo restando l'onere dell'attore di indicare in modo sufficientemente plausibile seri indizi dimostrativi della fattispecie denunciata come idonea ad alterare la libertà di concorrenza e a ledere il suo diritto di godere del beneficio della competizione commerciale, il giudice è tenuto a valorizzare in modo opportuno gli strumenti di indagine e conoscenza che le norme processuali già prevedono, interpretando estensivamente le condizioni stabilite dal codice di procedura civile in tema di esibizione di documenti, richiesta di informazioni e consulenza tecnica d'ufficio, al fine di esercitare, anche officiosamente, quei poteri d'indagine, acquisizione e valutazione di dati e informazioni utili per ricostruire la fattispecie anticoncorrenziale denunciata.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 29237 del 12/11/2019 (Rv. 656040 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_210, Cod_Proc_Civ_art_213
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Procedimento civile - ausiliari del giudice - consulente tecnico – Cass. n. 27916/2019Imparzialità del consulente tecnico - Significato e implicazioni - Fattispecie.
La terzietà-imparzialità del consulente tecnico d'ufficio richiede che il consulente non debba essere legato a nessuna delle parti del processo, analogamente a quanto è prescritto per il giudice, ed è garantita dalla legge sia con il demandarne la nomina al giudice, organo per il quale l'imparzialità è autonomamente e preliminarmente prescritta, sia con la previsione, anche per il consulente tecnico, degli istituti dell'astensione e della ricusazione. (Nell'enunciare tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso fosse incorso nella violazione degli istituti suddetti il giudice di primo grado che aveva nominato c.t.u. un professionista con studio nella stessa cittadina - di meno di 90.000 abitanti - nella quale aveva sede la società convenuta, il cui legale rappresentante era nipote di un noto imprenditore).
Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 27916 del 30/10/2019 (Rv. 655586 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_192
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Dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore – Cass. Ord. 17165/2019Adozione - adozione (dei minori d'età) - procedimento dichiarazione di adozione - Dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore - Risultanze istruttorie - Contestazione - Richiesta di ammissione della consulenza tecnica - Rigetto - Obbligo di motivazione - Necessità - Fondamento. P. 8 (in part.) Conf. Sez. I, sent. n. 6138 del 26/03/2015 (Rv. 634880 - 01)
In tema di dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, ove i genitori facciano richiesta di una consulenza tecnica relativa alla valutazione della loro personalità e capacità educativa nei confronti del minore per contestare elementi, dati e valutazioni dei servizi sociali - ossia organi dell'Amministrazione che hanno avuto contatti sia con il bambino che con i suoi genitori il giudice che non intenda disporre tale consulenza deve fornire una specifica motivazione che dia conto delle ragioni che la facciano ritenere superflua, in considerazione dei diritti personalissimi coinvolti nei procedimenti in materia di filiazione e della rilevanza accordata in questi giudizi, anche dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, alle risultanze di perizie e consulenze.
Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 17165 del 26/06/2019 (Rv. 654283 – 01)
Adozione
Adozione dei minori
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_191, Cod_Proc_Civ_art_061 …...
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attivita' - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 21487 del 15/09/2017Acquisizione da parte del c.t.u. di documenti che la parte avrebbe potuto produrre - Ammissibilità - Esclusione.
La c.t.u. costituisce un mezzo di ausilio per il giudice, volto alla più approfondita conoscenza dei fatti già provati dalle parti, la cui interpretazione richiede nozioni tecnico-scientifiche, e non un mezzo di soccorso volto a sopperire all'inerzia delle parti; essa, tuttavia può eccezionalmente costituire fonte oggettiva di prova, per accertare quei fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di un perito. Ne consegue che, qualora la c.t.u. sia richiesta per acquisire documentazione che la parte avrebbe potuto produrre, l'ammissione da parte del giudice comporterebbe lo snaturamento della funzione assegnata dal codice a tale istituto e la violazione del giusto processo, presidiato dall'art. 111 Cost., sotto il profilo della posizione paritaria delle parti e della ragionevole durata.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 21487 del 15/09/2017
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17339 del 13/07/2017Consulenza tecnica - Consulenti degli arbitri costituiti in collegio - Riparto delle attività in ragione delle singole specializzazioni - Possibilità - Condizioni - Conseguenze in caso di rinuncia all’incarico da parte di uno dei consulenti.
Il riparto di attività tra più consulenti operanti in collegio, in ragione della loro specializzazione, costituisce un “modus operandi” facoltativo che non inficia il necessario principio di collegialità, ben potendo le conclusioni essere assunte dal collegio unitariamente e collettivamente, anche in caso di rinuncia all’incarico da parte di uno dei consulenti avente una competenza professionale distinta da quella degli altri, purché i risultati della sua attività e di quella di ciascuno siano partecipati agli altri e da questi valutati, sicché collegialmente si formino le conclusioni da sottoporre al giudice.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17339 del 13/07/2017
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Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8803 del 05/04/2017Comunione legale dei coniugi - Natura di comunione senza quote - Scioglimento - Conseguenze.
La natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi permane sino al momento del suo scioglimento, di cui all’art. 191 c.c., allorquando i beni cadono in comunione ordinaria e ciascun coniuge, che abbia conservato il potere di disporre della propria quota, può liberamente e separatamente alienarla, essendo venuta meno l’esigenza di tutela del coniuge a non entrare in rapporto di comunione con estranei.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8803 del 05/04/2017
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Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - in genere - Sez. L , Sentenza n. 6543 del 14/03/2017Benefici contributivi ex art. 13 della l. n. 257 del 1992 - Prova dell'esposizione qualificata - Consulenza tecnica d'ufficio - Necessità - Condizioni - Modifica dello stato dei luoghi - Irrilevanza.
Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio In genere.
In un giudizio sulla spettanza della rivalutazione contributiva di cui all’art. 13, comma 8, della l. n. 257 del 1992, una volta assunti gli elementi probatori dedotti dalle parti sui fatti concernenti l'attività lavorativa, la prova del superamento dei limiti di soglia (anche in termini di rilevante grado di probabilità), salvo che non sia già fornita da altre fonti, come rilevazioni tecniche attendibili, atti d'indirizzo ministeriali, consulenze tecniche di ufficio espletate in altre cause sulla stessa situazione di fatto, richiede necessariamente un giudizio di carattere tecnico-scientifico demandato ad una c.t.u., che, riguardando, per lo più, una situazione lavorativa non più esistente (a seguito della cessazione dell'utilizzo dell'amianto disposta con la l. n. 257 del 1992), non richiede alcun esperimento riferito all’attualità, ma implica soltanto il riferimento a dati di esperienza e scientifici (come le banche dati in possesso dell'INAIL o di altri istituti internazionali), ai cui fini a nulla rileva il tempo trascorso o la modifica dello stato dei luoghi rispetto all'attività di lavoro dedotta nel giudizio.
Sez. L , Sentenza n. 6543 del 14/03/2017
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Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - immissioni - normale tollerabilita' - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 1606 del 20/01/2017Immissioni - Normale tollerabilità - Superamento - Valutazione - Mezzi di prova esperibili.
In tema di immissioni (nella specie di rumori ed esalazioni provocati dallo svolgimento di attività di officina), i mezzi di prova esperibili per accertare il livello di normale tollerabilità ex art. 844 c.c. costituiscono tipicamente accertamenti di natura tecnica che, di regola, vengono compiuti mediante apposita consulenza d'ufficio con funzione "percipiente", in quanto soltanto un esperto è in grado di accertare, per mezzo delle conoscenze e degli strumenti di cui dispone, l'intensità dei suoni o delle emissioni di vapori o gas, nonché il loro grado di sopportabilità per le persone, potendosi in tale materia ricorrere alla prova testimoniale soltanto quando essa verta su fatti caduti sotto la diretta percezione sensoriale dei deponenti e non si riveli espressione di giudizi valutativi.
Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 1606 del 20/01/2017 …...
Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - astensione e ricusazione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016Prestatore d'opera del quale il consulente sia autorizzato ad avvalersi - Obbligo di astensione - Inosservanza - Istanza di ricusazione - Onere della parte interessata - Mancanza - Conseguenze.
Nell'ipotesi in cui il consulente tecnico d'ufficio si avvalga della prestazione d'opera di altro ausiliario ex art. 56, comma 3, del d.P.R. n. 115 del 2002, anche nei riguardi di quest'ultimo trova applicazione il principio secondo cui, in caso di violazione dell'obbligo di astensione derivante dagli art. 51 e 63 c.p.c., la parte interessata deve proporre istanza di ricusazione nei modi e nei termini previsti dall'art. 192 c.p.c., restandole, in difetto, preclusa la possibilità di far valere successivamente la detta situazione di incompatibilità.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016
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prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3330 del 19/02/2016Stima del danno operata da c.t.u. - Osservazioni critiche in comparsa conclusionale - Tardività - Condizioni - Conseguenze in tema di ammissibilità di motivo di appello. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3330 del 19/02/2016
In tema di stima del danno operata dal consulente tecnico d'ufficio, le osservazioni critiche delle parti sono tardive soltanto se formulate, esclusivamente e per la prima volta, in sede di comparsa conclusionale, e non anche quando, tempestivamente proposte avverso la relazione peritale, cui abbia fatto seguito un supplemento di consulenza, la parte, in sede di precisazione delle conclusioni, abbia concluso per l'integrale rigetto della domanda, come integrata a seguito degli accertamenti peritali, reiterando le contestazioni alla quantificazione del danno nella comparsa conclusionale, dovendosi, in tale evenienza, ritenere ammissibile l'appello avverso la decisione che abbia recepito le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio e del successivo supplemento.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3330 del 19/02/2016
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17399 del 01/09/2015Consulenza tecnica d'ufficio - Mancata ammissione da parte del giudice di merito - Onere di motivazione adeguata - Contenuto - Vizio di motivazione - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di richiesta di consulenza medico-legale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17399 del 01/09/2015
La decisione di ricorrere o meno ad una consulenza tecnica d'ufficio costituisce un potere discrezionale del giudice, che, tuttavia, è tenuto a motivare adeguatamente il rigetto dell'istanza di ammissione proveniente da una delle parti, dimostrando di poter risolvere, sulla base di corretti criteri, i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione, senza potersi limitare a disattendere l'istanza sul presupposto della mancata prova dei fatti che la consulenza avrebbe potuto accertare. Pertanto, nelle controversie che, per il loro contenuto, richiedono si proceda ad un accertamento tecnico, il mancato espletamento di una consulenza medico-legale, specie a fronte di una domanda di parte in tal senso (nella specie, documentata attraverso l'allegazione di un certificato medico indicativo del nesso di causalità tra la sindrome depressiva lamentata e la condotta illecita del convenuto), costituisce una grave carenza nell'accertamento dei fatti da parte del giudice di merito, che si traduce in un vizio della motivazione della sentenza. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17399 del 01/09/2015
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente di parte Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16552 del 06/08/2015Natura - Documento avente autonoma efficacia probatoria - Esclusione - Natura - Atto difensivo - Conseguenze - Consulenza tecnica di ufficio sulla stessa - Inammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16552 del 06/08/2015
La consulenza tecnica di parte costituisce una semplice allegazione difensiva, priva di autonomo valore probatorio, posto che il contenuto tecnico del documento non vale ad alterarne la natura, che resta quella di atto difensivo, e non può, quindi, essere oggetto di consulenza tecnica d'ufficio.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16552 del 06/08/2015
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12921 del 23/06/2015Notizie non rilevabili dagli atti processuali - Acquisizione - Ammissibilità - Limiti - Fatti che le parti hanno l'onere di provare. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12921 del 23/06/2015
Il consulente tecnico di ufficio ha il potere di acquisire ogni elemento necessario per espletare convenientemente il compito affidatogli, anche se risultanti da documenti non prodotti in giudizio, sempre che non si tratti di fatti che, in quanto posti direttamente a fondamento delle domande e delle eccezioni, debbono essere provati dalle parti.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12921 del 23/06/2015
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12703 del 19/06/2015Adesione alle conclusioni della c.t.u. - Obbligo di motivazione puntuale e argomentata - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12703 del 19/06/2015
Il giudice del merito non è tenuto a fornire un'argomentata e dettagliata motivazione là dove aderisca alle elaborazioni del consulente ed esse non siano state contestate in modo specifico dalle parti, mentre, ove siano state sollevate censure dettagliate e non generiche, ha l'obbligo di fornire una precisa risposta argomentativa correlata alle specifiche critiche sollevate, corredando con una più puntuale motivazione la propria scelta di aderire alle conclusioni del consulente d'ufficio.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12703 del 19/06/2015
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Concorrenza (diritto civile) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11564 del 04/06/2015Danno da abuso di posizione dominante - Applicazione meccanica del principio dell'onere della prova - Esclusione - Interpretazione estensiva delle norme codicistiche in tema di esibizione, richiesta di informazioni e consulenza tecnica d'ufficio - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11564 del 04/06/2015
Risarcimento del danno - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11564 del 04/06/2015
In tema di risarcimento del danno derivante da paventate violazioni agli artt. 2 e seguenti della legge 10 ottobre 1990, n. 287, il giudice non può decidere la causa applicando meccanicamente il principio dell'onere della prova, ma è chiamato a rendere effettiva la tutela dei privati che agiscono in giudizio, tenuto conto dell'asimmetria informativa esistente tra le parti nell'accesso alla prova, sicché, fermo restando l'onere dell'attore di indicare in modo sufficientemente plausibile seri indizi dimostrativi della fattispecie denunciata come idonea ad alterare la libertà di concorrenza e a ledere il suo diritto di godere del beneficio della competizione commerciale, il giudice è tenuto a valorizzare in modo opportuno gli strumenti di indagine e conoscenza che le norme processuali già prevedono, interpretando estensivamente le condizioni stabilite dal codice di procedura civile in tema di esibizione di documenti, richiesta di informazioni e consulenza tecnica d'ufficio, al fine di esercitare, anche officiosamente, quei poteri d'indagine, acquisizione e valutazione di dati e informazioni utili per ricostruire la fattispecie anticoncorrenziale denunciata.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11564 del 04/06/2015
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6138 del 26/03/2015Dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore - Risultanze istruttorie offerte dai servizi sociali - Contestazione - Richiesta di ammissione della consulenza tecnica - Rigetto - Obbligo di motivazione - Necessità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6138 del 26/03/2015
In tema di dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, ove i genitori facciano richiesta di una consulenza tecnica relativa alla valutazione della loro personalità e capacità educativa nei confronti del minore per contestare elementi, dati e valutazioni dei servizi sociali - ossia organi dell'Amministrazione che hanno avuto contatti sia con il bambino che con i suoi genitori - il giudice che non intenda disporre tale consulenza deve fornire una specifica motivazione che dia conto delle ragioni che la facciano ritenere superflua, in considerazione dei diritti personalissimi coinvolti nei procedimenti in materia di filiazione e della rilevanza accordata in questi giudizi, anche dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, alle risultanze di perizie e consulenze.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6138 del 26/03/2015
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25662 del 04/12/2014Consulenza psicologica in procedimento minorile - Note critiche del difensore della parte - Omesso esame - Violazione di legge - Sussistenza.
La trattazione dei procedimenti nei confronti dei minori è affidata ad un collegio giudicante misto, formato da componenti togati e da esperti nelle materie psicologiche minorili, nonché a difensori dotati di particolare qualificazione professionale nella materia. Ne consegue che il giudice - diversamente da quanto accade con riferimento alle note critiche alla consulenza tecnica d'ufficio, redatte dai difensori delle parti in altre materie specialistiche - non può omettere di rispondere alle osservazioni avverso la consulenza tecnica psicologica formulate dal difensore della parte, assumendo che le stesse provengano da un organo non tecnico e, quindi, non in grado di muovere censure con crisma di attendibilità, soprattutto allorquando non sia stato nominato un consulente tecnico di parte e le stesse abbiano carattere decisivo ai fini dell'esito della lite.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25662 del 04/12/2014
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25662 del 04/12/2014Consulenza psicologica in procedimento minorile - Note critiche del difensore della parte - Omesso esame - Violazione di legge - Sussistenza.
La trattazione dei procedimenti nei confronti dei minori è affidata ad un collegio giudicante misto, formato da componenti togati e da esperti nelle materie psicologiche minorili, nonché a difensori dotati di particolare qualificazione professionale nella materia. Ne consegue che il giudice - diversamente da quanto accade con riferimento alle note critiche alla consulenza tecnica d'ufficio, redatte dai difensori delle parti in altre materie specialistiche - non può omettere di rispondere alle osservazioni avverso la consulenza tecnica psicologica formulate dal difensore della parte, assumendo che le stesse provengano da un organo non tecnico e, quindi, non in grado di muovere censure con crisma di attendibilità, soprattutto allorquando non sia stato nominato un consulente tecnico di parte e le stesse abbiano carattere decisivo ai fini dell'esito della lite.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 25662 del 04/12/2014
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Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - criteri equitativi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4017 del 19/02/2013Espletamento di consulenza tecnica d'ufficio per la quantificazione del danno - Ritenuta inidoneità della consulenza - Ricorso a criteri equitativi - Ammissibilità - Limiti - Utilizzazione dei valori accertati dalla consulenza ai fini della liquidazione equitativa - Motivazione contraddittoria - Configurabilità - Fattispecie in tema di danni patrimoniali derivanti da immissioni di polveri di cemento.
In tema di risarcimento del danno, ove sia stata svolta una consulenza tecnica di ufficio per una precisa quantificazione dello stesso (nella specie, relativo al pregiudizio patrimoniale subito da fabbricati ed aree edificabili per effetto di immissioni di polveri di cemento), il giudice può far ricorso alla valutazione equitativa, ai sensi dell'art. 1226 cod. civ., solo quando ritenga, con congrua e logica motivazione, il relativo accertamento peritale inidoneo allo scopo, sussistendo, pertanto, il presupposto normativo del ricorso all'equità, costituito dalla situazione di impossibilità - o di estrema difficoltà - di una precisa prova sull'ammontare del danno; incorre, invece, in evidente contraddizione, rendendo impossibile l'individuazione dei criteri e del percorso logico seguito per pervenire alla liquidazione, il giudice che, dopo aver ritenuto inattendibile la consulenza tecnica, utilizzi i valori in essa accertati per operare la valutazione equitativa del danno.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4017 del 19/02/2013
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2251 del 31/01/2013Indagine tecnica - Poteri - Portata - Limiti - Superamento - Conseguenze - Nullità della conseguenza ex art.157 cod. proc. civ. - Sanabilità - Condizioni.
La nullità della consulenza tecnica d'ufficio - ivi compresa quella dovuta all'eventuale allargamento dell'indagine tecnica oltre i limiti delineati dal giudice o consentiti dai poteri che la legge conferisce al consulente - ha carattere relativo e deve, pertanto, essere fatta valere nella prima istanza o difesa successiva al deposito della relazione, restando altrimenti sanata.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2251 del 31/01/2013
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prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - nomina – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14906 del 06/07/2011Iscrizione all'albo dei consulenti - Mancanza o invalidità - Nullità della nomina - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14906 del 06/07/2011
La mancanza o l'invalidità della iscrizione nell'albo dei consulenti tecnici non è motivo di nullità della relativa nomina da parte del giudice, la cui scelta è insindacabile in sede di legittimità, così come quella di attenersi, in tutto o in parte, al relativo parere, ove la stessa sia sorretta da adeguata motivazione.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14906 del 06/07/2011
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8989 del 19/04/2011Acquisizione da parte del c.t.u. di documenti che la parte avrebbe potuto produrre - Ammissibilità - Esclusione.
La consulenza tecnica d'ufficio costituisce un mezzo di ausilio per il giudice, volto alla più approfondita conoscenza dei fatti gia provati dalle parti, la cui interpretazione richiede nozioni tecnico-scientifiche, e non un mezzo di soccorso volto a sopperire all'inerzia delle parti; la stessa, tuttavia può eccezionalmente costituire fonte oggettiva di prova, per accertare quei fatti rilevabili unicamente con l'ausilio di un perito. Ne consegue che, qualora la consulenza d'ufficio sia richiesta per acquisire documentazione che la parte avrebbe potuto produrre, l'ammissione da parte del giudice comporterebbe lo snaturamento della funzione assegnata dal codice a tale istituto e la violazione del giusto processo, presidiato dall'art. 111 Cost., sotto il profilo della posizione paritaria delle parti e della ragionevole durata.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8989 del 19/04/2011
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Prova civile - falso civile - querela di falso Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9796 del 04/05/2011Consulenza tecnica d'ufficio - Querela di falso - Esperibilità - Esclusione - Fondamento.
In tema di querela di falso, l'idoneità del documento impugnato ad assumere efficacia di prova privilegiata costituisce il presupposto necessario del procedimento di verificazione giudiziale a norma degli artt. 221 e seguenti cod. proc. civ. Ne consegue che è inammissibile la proposizione della querela avverso la consulenza tecnica d'ufficio, la quale, riguardo alle affermazioni, constatazione o giudizi in essa contenuti, non è munita di pubblica fede, potendo essere contrastata con tutti i mezzi di prova e non essendo vincolante per il giudice, che può liberamente disattenderla.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9796 del 04/05/2011
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Consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5148 del 03/03/2011Efficacia vincolante per il giudice - Esclusione - Possibilità per il giudice di discostarsene - Limiti - Espletamento di più consulenze tecniche - Soluzioni prospettate difformi fra loro - Scelta del giudice - Motivazione specifica - Necessità - Fattispecie in tema di revisione prezzi nell'appalto di opere pubbliche.
Le valutazioni espresse dal consulente tecnico d'ufficio non hanno efficacia vincolante per il giudice e, tuttavia, egli può legittimamente disattenderle soltanto attraverso una valutazione critica, che sia ancorata alle risultanze processuali e risulti congruamente e logicamente motivata, dovendo il giudice indicare gli elementi di cui si è avvalso per ritenere erronei gli argomenti sui quali il consulente si è basato, ovvero gli elementi probatori, i criteri di valutazione e gli argomenti logico-giuridici per addivenire alla decisione contrastante con il parere del c.t.u. Qualora, poi, nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche, in tempi diversi e con difformi soluzioni prospettate, il giudice, ove voglia uniformarsi alla seconda consulenza, è tenuto a valutare le eventuali censure di parte e giustificare la propria preferenza, senza limitarsi ad un'acritica adesione ad essa; egli può, invece, discostarsi da entrambe le soluzioni solo dando adeguata giustificazione del suo convincimento, mediante l'enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti, nonché, trattandosi di una questione meramente tecnica, fornendo adeguata dimostrazione di avere potuto risolvere, sulla base di corretti criteri e di cognizioni proprie, tutti i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che, in un giudizio sulla revisione dei prezzi nell'appalto di opere pubbliche, aveva acriticamente recepito, ai fini dell'applicazione dell'una o dell'altra tabella per la liquidazione della revisione, una delle due soluzioni proposte dalla c.t.u. espletata in grado d'appello, difforme ed inconciliabile sia con l'altra, proposta dal medesimo consulente, sia con le conclusioni del consulente tecnico nominato in primo grado).
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5148 del 03/03/2011
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prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5148 del 03/03/2011Efficacia vincolante per il giudice - Esclusione - Possibilità per il giudice di discostarsene - Limiti - Espletamento di più consulenze tecniche - Soluzioni prospettate difformi fra loro - Scelta del giudice - Motivazione specifica - Necessità - Fattispecie in tema di revisione prezzi nell'appalto di opere pubbliche. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 5148 del 03/03/2011
Le valutazioni espresse dal consulente tecnico d'ufficio non hanno efficacia vincolante per il giudice e, tuttavia, egli può legittimamente disattenderle soltanto attraverso una valutazione critica, che sia ancorata alle risultanze processuali e risulti congruamente e logicamente motivata, dovendo il giudice indicare gli elementi di cui si è avvalso per ritenere erronei gli argomenti sui quali il consulente si è basato, ovvero gli elementi probatori, i criteri di valutazione e gli argomenti logico-giuridici per addivenire alla decisione contrastante con il parere del c.t.u. Qualora, poi, nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche, in tempi diversi e con difformi soluzioni prospettate, il giudice, ove voglia uniformarsi alla seconda consulenza, è tenuto a valutare le eventuali censure di parte e giustificare la propria preferenza, senza limitarsi ad un'acritica adesione ad essa; egli può, invece, discostarsi da entrambe le soluzioni solo dando adeguata giustificazione del suo convincimento, mediante l'enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti, nonché, trattandosi di una questione meramente tecnica, fornendo adeguata dimostrazione di avere potuto risolvere, sulla base di corretti criteri e di cognizioni proprie, tutti i problemi tecnici connessi alla valutazione degli elementi rilevanti ai fini della decisione. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che, in un giudizio sulla revisione dei prezzi nell'appalto di opere pubbliche, aveva acriticamente recepito, ai fini dell'applicazione dell'una o dell'altra tabella per la liquidazione della revisione, una delle due soluzioni proposte dalla c.t.u. espletata in grado d'appello, difforme ed inconciliabile sia con l'altra, proposta dal medesimo consulente, sia con le conclusioni del consulente tecnico nominato in primo grado).
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4401 del 23/02/2011Nullità della consulenza tecnica d'ufficio svolta in primo grado per difetto del contraddittorio - Rinnovazione della medesima - Decisione del giudice d'appello - Utilizzabilità della consulenza dichiarata nulla - Esclusione - Fondamento della decisione solo sulla consulenza rinnovata e sulle prove assunte a contraddittorio integro - Necessità.
Qualora, nel corso del giudizio di primo grado, sia stata dichiarata la nullità di una consulenza tecnica d'ufficio perché espletata in difetto dell'integrità del contraddittorio, con conseguente rinnovazione della medesima, il giudice d'appello non può fondare la sua decisione sulle risultanze della prima consulenza tecnica dichiarata nulla ed inutilizzabile, ma deve - per non incorrere nella violazione dei principi del contraddittorio e del diritto di difesa - statuire sul merito della controversia esclusivamente sulla scorta della consulenza tecnica rinnovata e delle altre prove legittimamente acquisite dopo l'integrazione del contraddittorio.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4401 del 23/02/2011
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - indagini - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3130 del 08/02/2011Mezzo di prova - Esclusione - Conseguenze - Mancata disposizione della consulenza da parte del giudice - Contestazione specifica in ordine alla decisività di essa - Necessità - Indagini esplorative delegate al consulente - Ammissibilità - Esclusione - Limiti.
La consulenza tecnica d'ufficio non è mezzo istruttorio in senso proprio, avendo la finalità di coadiuvare il giudice nella valutazione di elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che necessitino di specifiche conoscenze. Ne consegue che il suddetto mezzo di indagine non può essere utilizzato al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume, ed è quindi legittimamente negata qualora la parte tenda con essa a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerte di prova, ovvero di compiere una indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati. (Principio affermato ai sensi dell'art. 360 bis, primo comma, cod. proc. civ.).
Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3130 del 08/02/2011
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 72 del 03/01/2011Mezzo istruttorio rientrante nel potere discrezionale del giudice di merito - Decisione della controversia di dalla risoluzione di una questione tecnica - Rigetto dell'istanza di ammissione della consulenza tecnica - Obbligo di motivazione - Contenuto - Mancato esercizio del potere di nomina del consulente tecnico - Censurabilità - Limiti.
Il principio secondo cui il provvedimento che dispone la consulenza tecnica rientra nel potere discrezionale del giudice del merito, incensurabile in sede di legittimità, va contemperato con l'altro principio secondo cui il giudice deve sempre motivare adeguatamente la decisione adottata su una questione tecnica rilevante per la definizione della causa; ne consegue che, quando il giudice disponga di elementi istruttori e di cognizioni proprie, integrati da presunzioni e da nozioni di comune esperienza, sufficienti a dar conto della decisione adottata, non può essere censurato il mancato esercizio di quel potere, mentre se la soluzione scelta non risulti adeguatamente motivata, è sindacabile in sede di legittimità sotto l'anzidetto profilo.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 72 del 03/01/2011
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prova civile - consulenza tecnica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24996 del 10/12/2010Vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali - Nullità relativa - Deducibilità - Prima difesa successiva al deposito della relazione - Consulenza d'ufficio svolta con rogatoria estera - Regime applicabile anche a consulenza disposta con rogatoria estera - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24996 del 10/12/2010
L'eccezione di nullità della consulenza tecnica d'ufficio, dedotta per vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali, avendo carattere relativo, resta sanata se non fatta valere nella prima istanza o difesa successiva al deposito avendo natura giuridica di nullità relativa. Tale qualificazione giuridica permane tuttavia anche per l'ipotesi in cui la consulenza sia svolta tramite rogatoria alla competente autorità estera, ai sensi dell'art. 7 della Convenzione dell'Aja del 18 marzo 1970.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24996 del 10/12/2010
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PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9461 del 21/04/2010Natura di mezzo di prova - Esclusione - Conseguenze - Richiesta di nomina formulata dalla parte - Funzione - Limiti - Nomina del consulente tecnico d'ufficio - Potere discrezionale del giudice - Configurabilità - Tardività della richiesta formulata dalla parte costituitasi tardivamente - Esclusione.
In materia di procedimento civile, la consulenza tecnica d'ufficio non costituisce un mezzo di prova, ma è finalizzata all'acquisizione, da parte del giudice, di un parere tecnico necessario, o quanto meno utile, per la valutazione di elementi probatori già acquisiti o per la soluzione di questioni che comportino specifiche conoscenze. La nomina del consulente rientra quindi nel potere discrezionale del giudice, che può provvedervi anche senza alcuna richiesta delle parti, sicchè ove la parte ne faccia richiesta non si tratta di un'istanza istruttoria in senso tecnico ma di una mera sollecitazione rivolta al giudice affinchè questi, avvalendosi dei suoi poteri discrezionali, provveda al riguardo; ne consegue che una tale richiesta non può mai considerarsi tardiva, ancorchè formulata dalla parte tardivamente costituitasi in giudizio.
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.9461 del 21/04/2010 …...
Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23063 del 30/10/2009Espletamento di più consulenze tecniche - Risultati difformi - Scelta del giudice - Motivazione specifica - Necessità - Fattispecie.
Qualora nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche in tempi diversi con risultati difformi, il giudice può seguire il parere che ritiene più congruo o discostarsene, dando adeguata e specifica giustificazione del suo convincimento; in particolare, quando intenda uniformarsi alla seconda consulenza, non può limitarsi ad una adesione acritica ma deve giustificare la propria preferenza indicando le ragioni per cui ritiene di disattendere le conclusioni del primo consulente, salvo che queste risultino criticamente esaminate dalla nuova relazione. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva acriticamente recepito le risultanze della c.t.u. di secondo grado, senza fornire adeguata motivazione sulle ragioni che avevano portato ad escludere la fondatezza delle conclusioni raggiunte dalla consulenza espletata in primo grado).
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23063 del 30/10/2009
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prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23063 del 30/10/2009Espletamento di più consulenze tecniche - Risultati difformi - Scelta del giudice - Motivazione specifica - Necessità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23063 del 30/10/2009
Qualora nel corso del giudizio di merito vengano espletate più consulenze tecniche in tempi diversi con risultati difformi, il giudice può seguire il parere che ritiene più congruo o discostarsene, dando adeguata e specifica giustificazione del suo convincimento; in particolare, quando intenda uniformarsi alla seconda consulenza, non può limitarsi ad una adesione acritica ma deve giustificare la propria preferenza indicando le ragioni per cui ritiene di disattendere le conclusioni del primo consulente, salvo che queste risultino criticamente esaminate dalla nuova relazione. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva acriticamente recepito le risultanze della c.t.u. di secondo grado, senza fornire adeguata motivazione sulle ragioni che avevano portato ad escludere la fondatezza delle conclusioni raggiunte dalla consulenza espletata in primo grado).
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23063 del 30/10/2009
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impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10222 del 04/05/2009Recepimento "per relationem" della consulenza tecnica d'ufficio - Impugnazione per carenza di motivazione - Condizioni - Allegazione delle critiche mosse dinanzi al giudice "a quo" - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10222 del 04/05/2009
Non incorre nel vizio di carenza di motivazione la sentenza che recepisca "per relationem" le conclusioni e i passi salienti di una relazione di consulenza tecnica d'ufficio di cui dichiari di condividere il merito; pertanto, per infirmare, sotto il profilo dell'insufficienza argomentativa, tale motivazione è necessario che la parte alleghi le critiche mosse alla consulenza tecnica d'ufficio già dinanzi al giudice "a quo", la loro rilevanza ai fini della decisione e l'omesso esame in sede di decisione; al contrario, una mera disamina, corredata da notazioni critiche, dei vari passaggi dell'elaborato peritale richiamato in sentenza, si risolve nella mera prospettazione di un sindacato di merito, inammissibile in sede di legittimità.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10222 del 04/05/2009
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15219 del 05/07/2007Natura di prova - Esclusione - Finalità - Acquisizione da parte del giudice di merito di un parere tecnico necessario o utile alla valutazione di elementi probatori già acquisiti o per la soluzione di questioni implicanti specifiche cognizioni - Richiesta di nomina formulata dalla parte - Funzione sollecitatoria - Limiti - Nomina del consulente tecnico d'ufficio - Obbligo da parte del giudice - Esclusione - Diniego della nomina del CTU - Desumibilità implicita - Ammissibilità.
La consulenza tecnica d'ufficio è mezzo istruttorio ( e non una prova vera e propria) sottratta alla disponibilità delle parti ed affidata al prudente apprezzamento del giudice di merito, rientrando nel suo potere discrezionale la valutazione di disporre la nomina dell'ausiliario giudiziario e la motivazione dell'eventuale diniego può anche essere implicitamente desumibile dal contesto generale delle argomentazioni svolte e dalla valutazione del quadro probatorio unitaramente considerato effettuata dal suddetto giudice. (Nella specie, la S.C. con riferimento ad un giudizio riguardante un'ingiunzione di pagamento fondata su una fideiussione omnibus, ha rilevato l'inammissibilità della relativa censura prospettata dalla ricorrente circa la mancata ammissione della c.t.u., avendo i giudici del merito dimostrato, con adeguata e logica motivazione, la superfluità di un accertamento tecnico grafologico, in mancanza di alcun elemento probatorio che supportasse l'assunto della mancata insorgenza del rapporto obbligatorio per essere stato il documento firmato in bianco.)
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15219 del 05/07/2007
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - indagini – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15219 del 05/07/2007Mezzo di prova - Esclusione - Conseguenze - Mancata disposizione della consulenza da parte del giudice - Contestazione specifica in ordine alla decisività di essa.
La mancata disposizione della consulenza tecnica d'ufficio da parte del giudice, di cui si asserisce l'indispensabilità, è incensurabile in sede di legittimità sotto il profilo del vizio di motivazione, laddove la consulenza sia finalizzata ad esonerare la parte dall'onere della prova o richiesta a fini esplorativi alla ricerca di fatti, circostanze o elementi non provati (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, valutando l'assunto di parte, circa la sottoscrizione di un documento in bianco, riempito da controparte in epoca successiva, sfornito di qualunque elemento di prova sia pure in via presuntiva, ha negato l'espletamento di perizia grafologica).
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15219 del 05/07/2007
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - valutazione della consulenza - d'ufficio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15219 del 05/07/2007Natura di prova - Esclusione - Finalità - Acquisizione da parte del giudice di merito di un parere tecnico necessario o utile alla valutazione di elementi probatori già acquisiti o per la soluzione di questioni implicanti specifiche cognizioni - Richiesta di nomina formulata dalla parte - Funzione sollecitatoria - Limiti - Nomina del consulente tecnico d'ufficio - Obbligo da parte del giudice - Esclusione - Diniego della nomina del CTU - Desumibilità implicita - Ammissibilità.
La consulenza tecnica d'ufficio è mezzo istruttorio ( e non una prova vera e propria) sottratta alla disponibilità delle parti ed affidata al prudente apprezzamento del giudice di merito, rientrando nel suo potere discrezionale la valutazione di disporre la nomina dell'ausiliario giudiziario e la motivazione dell'eventuale diniego può anche essere implicitamente desumibile dal contesto generale delle argomentazioni svolte e dalla valutazione del quadro probatorio unitaramente considerato effettuata dal suddetto giudice. (Nella specie, la S.C. con riferimento ad un giudizio riguardante un'ingiunzione di pagamento fondata su una fideiussione omnibus, ha rilevato l'inammissibilità della relativa censura prospettata dalla ricorrente circa la mancata ammissione della c.t.u., avendo i giudici del merito dimostrato, con adeguata e logica motivazione, la superfluità di un accertamento tecnico grafologico, in mancanza di alcun elemento probatorio che supportasse l'assunto della mancata insorgenza del rapporto obbligatorio per essere stato il documento firmato in bianco.)
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15219 del 05/07/2007
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prova civile - consulenza tecnica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14759 del 26/06/2007Obbligo del giudice di ricorrere all'ausilio del consulente - Esclusione - Ricorso del giudice a cognizioni scientifiche proprie - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14759 del 26/06/2007
Il giudice di merito, per la soluzione di questioni di natura tecnica o scientifica, non ha alcun obbligo di nominare un consulente d'ufficio, ma può ben fare ricorso alle conoscenze specialistiche che abbia acquisito direttamente attraverso studi o ricerche personali
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14759 del 26/06/2007
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Prova civile - consulenza tecnica – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22843 del 25/10/2006Vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali - Nullità di carattere relativo - Deducibilità - Prima difesa successiva al deposito della relazione del c.t.u. - Necessità - Omissione - Conseguente sanatoria della nullità - Rinvio per esame della relazione disposta nell'udienza immediatamente successiva al deposito - Irrilevanza.
L'eccezione di nullità della consulenza tecnica d'ufficio, dedotta per vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali, avendo carattere relativo, resta sanata se non fatta valere nella prima istanza o difesa successiva al deposito, per tale intendendosi anche l'udienza successiva al deposito, nella quale il giudice nella quale il giudice abbia rinviato la causa per consentire l'esame della relazione, poiché le denuncia di detto inadempimento formale non richiede la conoscenza del contenuto della relazione.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22843 del 25/10/2006
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prova civile - consulenza tecnica - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006Funzione - Individuazione - Conseguenza - Esonero delle parti dall'assolvimento del relativo onere probatorio - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006
La consulenza tecnica d'ufficio ha la funzione di fornire all'attività valutativa del giudice l'apporto di cognizioni tecniche che egli non possiede, ma non è certo destinata ad esonerare le parti dalla prova dei fatti dalle stesse dedotti e posti a base delle rispettive richieste, fatti che devono essere dimostrati dalle medesime parti alla stregua dei criteri di ripartizione dell'onere della prova previsti dall'art. 2697 cod. civ. .
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006
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Prova civile - consulenza tecnica – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006Funzione - Individuazione - Conseguenza - Esonero delle parti dall'assolvimento del relativo onere probatorio - Esclusione.
La consulenza tecnica d'ufficio ha la funzione di fornire all'attività valutativa del giudice l'apporto di cognizioni tecniche che egli non possiede, ma non è certo destinata ad esonerare le parti dalla prova dei fatti dalle stesse dedotti e posti a base delle rispettive richieste, fatti che devono essere dimostrati dalle medesime parti alla stregua dei criteri di ripartizione dell'onere della prova previsti dall'art. 2697 cod. civ. .
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21412 del 05/10/2006
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prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19661 del 13/09/200Poteri del giudice d'appello - Conclusioni del c.t.u. recepite dal giudice di primo grado - Valutazioni differenti da parte del giudice d'appello - Ammissibilità - Condizioni e limiti - Fattispecie in tema di determinazione del valore di un immobile ai fini dell'accertamento, nell'ambito di un giudizio di revocatoria fallimentare, della notevole sproporzione tra le prestazioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19661 del 13/09/200
Il controllo del giudice del merito sui risultati dell'indagine svolta dal consulente tecnico d'ufficio costituisce un tipico apprezzamento di fatto, in ordine al quale il sindacato di legittimità è limitato alla verifica della sufficienza e correttezza logico giuridica della motivazione. In particolare, ove il giudice di primo grado si sia conformato alle conclusioni del consulente tecnico d'ufficio, il giudice di appello può pervenire a valutazioni divergenti da quelle, senza essere tenuto ad effettuare una nuova consulenza, qualora, nel suo libero apprezzamento, ritenga, dandone adeguata motivazione, le conclusioni dell'ausiliario non sorrette da adeguato approfondimento o non condivisibili per altre convincenti ragioni. (Principio espresso in fattispecie nella quale il giudice d'appello - in un giudizio di revocatoria fallimentare, ai sensi dell'art. 67, primo comma, numero 1, legge fall., di un atto di compravendita - aveva ritenuto non affidante il metodo sintetico-comparativo seguito dal consulente per accertare il prezzo dell'immobile compravenduto, giacché questi non aveva offerto puntuali indicazioni in ordine agli accertamenti a tal fine effettuati; e, giudicando più attendibile la determinazione del valore dell'immobile effettuata secondo il metodo analitico, aveva perciò rigettato la domanda, ritenendo non provata la notevole sproporzione tra le prestazioni, considerata invece sussistente dal giudice di primo grado, il quale aveva recepito le conclusioni del consulente).
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19661 del 13/09/2006
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Prova civile - consulenza tecnica - poteri del giudice – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19661 del 13/09/2006Poteri del giudice d'appello - Conclusioni del c.t.u. recepite dal giudice di primo grado - Valutazioni differenti da parte del giudice d'appello - Ammissibilità - Condizioni e limiti - Fattispecie in tema di determinazione del valore di un immobile ai fini dell'accertamento, nell'ambito di un giudizio di revocatoria fallimentare, della notevole sproporzione tra le prestazioni.
Il controllo del giudice del merito sui risultati dell'indagine svolta dal consulente tecnico d'ufficio costituisce un tipico apprezzamento di fatto, in ordine al quale il sindacato di legittimità è limitato alla verifica della sufficienza e correttezza logico giuridica della motivazione. In particolare, ove il giudice di primo grado si sia conformato alle conclusioni del consulente tecnico d'ufficio, il giudice di appello può pervenire a valutazioni divergenti da quelle, senza essere tenuto ad effettuare una nuova consulenza, qualora, nel suo libero apprezzamento, ritenga, dandone adeguata motivazione, le conclusioni dell'ausiliario non sorrette da adeguato approfondimento o non condivisibili per altre convincenti ragioni. (Principio espresso in fattispecie nella quale il giudice d'appello - in un giudizio di revocatoria fallimentare, ai sensi dell'art. 67, primo comma, numero 1, legge fall., di un atto di compravendita - aveva ritenuto non affidante il metodo sintetico-comparativo seguito dal consulente per accertare il prezzo dell'immobile compravenduto, giacché questi non aveva offerto puntuali indicazioni in ordine agli accertamenti a tal fine effettuati; e, giudicando più attendibile la determinazione del valore dell'immobile effettuata secondo il metodo analitico, aveva perciò rigettato la domanda, ritenendo non provata la notevole sproporzione tra le prestazioni, considerata invece sussistente dal giudice di primo grado, il quale aveva recepito le conclusioni del consulente).
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19661 del 13/09/2006
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prova civile - consulenza tecnica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22843 del 25/10/2006Vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali - Nullità di carattere relativo - Deducibilità - Prima difesa successiva al deposito della relazione del c.t.u. - Necessità - Omissione - Conseguente sanatoria della nullità - Rinvio per esame della relazione disposta nell'udienza immediatamente successiva al deposito - Irrilevanza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22843 del 25/10/2006
L'eccezione di nullità della consulenza tecnica d'ufficio, dedotta per vizi procedurali inerenti alle operazioni peritali, avendo carattere relativo, resta sanata se non fatta valere nella prima istanza o difesa successiva al deposito, per tale intendendosi anche l'udienza successiva al deposito, nella quale il giudice nella quale il giudice abbia rinviato la causa per consentire l'esame della relazione, poiché le denuncia di detto inadempimento formale non richiede la conoscenza del contenuto della relazione.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22843 del 25/10/2006
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prova civile - consulenza tecnica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14306 del 07/07/2005Ammissibilità - Limiti - Funzione suppletiva - Esclusione - Fattispecie in materia di riscatto agrario. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14306 del 07/07/2005
La consulenza tecnica non può essere ammessa dal giudice allorquando è sollecitata da una delle parti al solo scopo di colmare le carenze delle proprie istanze istruttorie. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva respinto l'azione di riscatto agrario per carenza della prova in ordine alla circostanza, puramente di fatto e non implicante apprezzamenti tecnici, che gli attori non avevano venduto "nel biennio precedente fondi rustici di imponibile fondiario superiore a lire mille").
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14306 del 07/07/2005
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prova civile - consulenza tecnica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13401 del 22/06/2005
Fonte oggettiva di prova - Configurabilità' - Condizioni - Mancata ammissione da parte del giudice del merito – Illegittimità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13401 del 22/06/2005
La consulenza tecnica, che in genere ha la funzione di fornire al giudice la valutazione dei fatti già probatoriamente acquisiti, può costituire fonte oggettiva di prova quando si risolva anche in uno strumento di accertamento di situazioni rilevabili solo con il concorso di determinate cognizioni tecniche. In tale ipotesi, l'onere della parte si riduce all'allegazione, spettando al giudice decidere se ricorrono o meno le condizioni per ammettere la consulenza. Ne consegue che viola la legge processuale il giudice del merito che ne rifiuta l'ammissione senza verificare se in concreto la prova dei fatti poteva essere acquisita solo con l'impiego di particolari cognizioni tecniche ed, in caso affermativo, se la parte gravata dell'onere di provarli, ne avesse allegato l'esistenza.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13401 del 22/06/2005
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Prova civile - consulenza tecnica - consulente d'ufficio - attività - indagini – Corte Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 15448 del 15/10/2003Acquisizione di atti e documenti - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie.
Nel rito del lavoro, rientra tra i poteri istruttori del giudice d'appello, che abbia dato mandato al consulente tecnico di compiere ogni opportuna indagine, l'acquisizione di atti o documenti ritenuti dal consulente necessari per l'espletamento dell'incarico. Detto principio trova applicazione quando l'accertamento di determinate situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con il ricorso a specifiche cognizioni tecniche, come avviene in controversie che presentino profili contabili particolarmente complessi, fermo restando che la consulenza tecnica non costituisce uno strumento previsto al fine di supplire a carenze probatorie relative a fatti che la parte può agevolmente dimostrare con prove documentali o testimoniali. (Fattispecie relativa a documenti necessari per il calcolo dello specifico tasso aziendale nell'assicurazione degli infortuni sul lavoro).
Corte Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 15448 del 15/10/2003
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Prova civile - consulenza tecnica - in genere(ammissibilita oggetto)- conteggio di partite di dare ed avere sulla base di documenti di parte – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2910 del 09/09/1968 Ammissibilita di consulenza tecnica - inammissibilita dell'esame contabile - irrilevanza.*
Quando si debbano eseguire i conteggi di varie partite di dare e di avere sulla base del riscontro di documenti prodotti dalle parti, ben puo il giudice, al fine di accertare l'esistenza e l'esatto ammontare dei crediti rispettivi, valersi di un consulente tecnico, a norma degli artt. 191, 61 e segg. cod.proc.civ., pur non ricorrendo cioe la speciale ipotesi dell'esame contabile, prevista dal successivo art.198 la quale non esclude le piu ampie facolta del giudice regolate dagli altri articoli citati.*
Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2910 del 09/09/1968
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Prova civile - consulenza tecnica - in genere(ammissibilita oggetto)- conteggio di partite di dare ed avere sulla base di documenti di parte – Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2910 del 09/09/1968Ammissibilita di consulenza tecnica - inammissibilita dell'esame contabile - irrilevanza.*
Quando si debbano eseguire i conteggi di varie partite di dare e di avere sulla base del riscontro di documenti prodotti dalle parti, ben puo il giudice, al fine di accertare l'esistenza e l'esatto ammontare dei crediti rispettivi, valersi di un consulente tecnico, a norma degli artt. 191, 61 e segg. cod.proc.civ., pur non ricorrendo cioe la speciale ipotesi dell'esame contabile, prevista dal successivo art.198 la quale non esclude le piu ampie facolta del giudice regolate dagli altri articoli citati.*
Corte Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2910 del 09/09/1968
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