105. (Intervento volontario)

    Codice di procedura civile libro primo: disposizioni generali titolo iv: dell'esercizio dell'azione 105. (Intervento volontario)

    Art. 105. (Intervento volontario) 

    I.Ciascuno può intervenire in un processo tra altre persone per far valere, in confronto di tutte le parti o di alcune di esse, un diritto relativo all'oggetto o dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo.

    II.Puo' altresi' intervenire per sostenere le ragioni di alcuna delle parti, quando vi ha un proprio interesse.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - azioni giudiziarie - Giudizio promosso dall'amministratore del condominio a difesa della proprietà comune - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8695 del 28/03/2019
    Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - azioni giudiziarie - Giudizio promosso dall'amministratore del condominio a difesa della proprietà comune - Intervento del singolo condomino - Natura giuridica - Litisconsorzio processuale necessario - procedimento civile - litisconsorzio - necessario. Nei giudizi promossi dall'amministratore a tutela delle parti comuni, l'intervento del singolo condomino si connota come intervento adesivo autonomo, ovvero quale costituzione di una delle parti originarie in senso sostanziale, determinatasi a far valere le proprie ragioni direttamente e non più tramite il rappresentante comune, sicché, configurandosi un unico giudizio con pluralità di parti, si determina tra queste ultime un litisconsorzio processuale necessario. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8695 del 28/03/2019 Cod_Civ_art_1130_1, Cod_Civ_art_1131, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_105...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Litisconsorzio - Opere edilizie illegittime eseguite su immobile concesso in usufrutto - Domanda di riduzione in pristino - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5147 del 21/02/2019
    Procedimento civile - litisconsorzio - Opere edilizie illegittime eseguite su immobile concesso in usufrutto - Domanda di riduzione in pristino - Legittimazione passiva - Spettanza al solo nudo proprietario - Posizione dell'usufruttuario - Conseguenze in tema di chiamata in giudizio. proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - legittimazione In tema di riduzione in pristino di opere illegittime per violazione delle distanze legali, la domanda di arretramento della costruzione realizzata dall'usufruttuario dell'immobile deve essere proposta nei soli confronti del nudo proprietario, potendo il titolare del diritto reale di godimento, al più, intervenire in giudizio, in via adesiva, ai sensi dell'art. 105, comma 2, c.p.c. Pertanto, l'attore, rimasto soccombente per avere agito contro l'usufruttuario, non può dolersi della mancata chiamata in causa del nudo proprietario da parte del giudice, poiché, da un lato, non sussiste litisconsorzio necessario tra l'usufruttuario e il nudo proprietario e, dall'altro, l'ordine di intervento ex art. 107 c.p.c. è espressione di un potere discrezionale, incensurabile sia in appello sia in sede di legittimità. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5147 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_0873, Cod_Proc_Civ_art_101, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_107, Cod_Proc_Civ_art_105...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Vizio di omessa pronuncia - configurabilità
    Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - omessa pronuncia - mancato esame di eccezioni processuali di rito - vizio di omessa pronuncia - configurabilità - esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018 >>> Il vizio di omessa pronunzia è configurabile solo nel caso di mancato esame di questioni di merito, e non anche di eccezioni pregiudiziali di rito. (Fattispecie relativa al mancato esame, da parte della sentenza impugnata, di una eccezione di inammissibilità dell'intervento del terzo per asserita "errata costituzione" di quest'ultimo). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25154 del 11/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Controversia tra ceduto e cessionario
    Obbligazioni in genere - cessione dei crediti - in genere - Controversia tra ceduto e cessionario - Litisconsorzio necessario nei confronti del cedente - Esclusione - Limiti. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - 2, ORDINANZA N. 21995 DEL 11/09/2018 Nella controversia tra il cessionario di un credito ed il debitore ceduto non sono litisconsorti necessari né il creditore cedente né, in caso di più cessioni consecutive del medesimo credito, i cessionari intermedi, a meno che la parte che vi abbia interesse non abbia domandato l'accertamento con efficacia vincolante dell'esistenza del credito o dell'efficacia delle cessioni anche nei loro confronti.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Famiglia - filiazione - filiazione naturale - riconoscimento - figli premorti - clausole limitatrici - impugnazione (provvedimenti in pendenza del giudizio) - condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20953 del 22/08/2018
    Azione di impugnazione del riconoscimento - Intervento in causa del padre naturale - Legittimazione - Esclusione - Fondamento. Nel giudizio di impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità ex art. 263 c.c., il presunto padre naturale non è legittimato ad intervenire nel giudizio, né in qualità di interveniente autonomo né di interveniente adesivo, essendo egli portatore di un mero interesse di fatto all'esito del giudizio, e non di un interesse giuridico a sostenere le ragioni dell'una o dell'altra parte, direttamente correlato ai vantaggi ed agli svantaggi che il giudicato potrebbe determinare nella sua sfera giuridica. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20953 del 22/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - intervento in causa - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11670 del 14/05/2018
    Rimborso spese sostenute dall'interveniente - Soggetto tenuto - Individuazione - Condizioni - Fattispecie. Il rimborso delle spese processuali sostenute da colui che sia legittimamente intervenuto "ad adiuvandum" è posto, senza che occorra che la sua presenza sia stata determinante ai fini dell'esito favorevole della lite per l'adiuvato, a carico della parte la cui tesi difensiva, risultata infondata, abbia determinato l'interesse all'intervento. (Nella specie, la S.C. ha condannato la parte soccombente al pagamento delle spese anche in favore dei condomini intervenuti in un giudizio instaurato dal condominio del quale erano parte per la difesa di diritti connessi alla loro partecipazione al condominio stesso). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 11670 del 14/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11156 del 09/05/2018
    Interventore adesivo volontario - Litisconsorzio necessario processuale – Sussistenza - Effetto - Inscindibilità delle cause anche in appello - Omessa notifica dell’impugnazione nei confronti dell’interventore - Conseguenze. A seguito di intervento adesivo volontario, ex art. 105 c.p.c., pur ricorrendo un'ipotesi di cause sostanzialmente scindibili, si configura un litisconsorzio necessario processuale e la causa deve considerarsi inscindibile nei confronti dell'interventore anche in grado di appello, con la conseguenza che, ove l'atto di impugnazione non sia notificato nei suoi confronti ed il giudice non abbia ordinato l'integrazione del contraddittorio ex art. 331 c.p.c., si determina la nullità, rilevabile di ufficio pure in sede di legittimità, dell'intero processo di secondo grado e della sentenza che lo ha concluso. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 11156 del 09/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - concordato preventivo - effetti – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 18823 del 28/07/2017
    Concordato preventivo con cessione dei beni - Commissario liquidatore - Legittimazione ad impugnare l’avviso di accertamento notificato alla società - Insussistenza - Ragioni. In tema di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, il commissario liquidatore non ha la legittimazione ad agire o resistere, in relazione ai giudizi, compresi quelli tributari, di accertamento delle ragioni di credito e pagamento dei relativi debiti, ancorchè influenti sul riparto che segue le operazioni di liquidazione, potendo, al più, spiegare intervento, in quanto la legittimazione processuale spetta all’imprenditore sottoposto al concordato preventivo, che, invero, prosegue l’esercizio dell’impresa durante lo svolgimento della procedura ed è, quindi, soggetto passivo d’imposta anche in relazione agli obblighi di natura tributaria maturati dopo l’ammissione alla procedura concordataria e dopo l’omologazione della relativa proposta. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 18823 del 28/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16665 del 06/07/2017
    Legittimazione ad intervenire - Terzietà dell’interventore rispetto alle parti nel processo - Necessità - Conseguenze - Intervento litisconsortile spiegato dal successore universale di una delle parti - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie. La legittimazione ad intervenire volontariamente nel processo, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., presuppone la terzietà dell'interventore rispetto alle parti, formali e sostanziali, dello stesso; pertanto, il successore universale di una di esse che, per effetto della continuazione o della prosecuzione del processo, acquisti la qualità di parte non è legittimato a spiegare intervento volontario nel medesimo giudizio per far valere un diritto, connesso per l'oggetto o per il titolo con quello controverso, di cui sia titolare indipendentemente dalla successione, subentrando nella stessa posizione processuale del soggetto venuto meno e soggiacendo alle relative preclusioni. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto ammissibile, perché spiegato nei termini previsti dall'art. 268 c.p.c., l'intervento litisconsortile con il quale i successori universali di una persona deceduta a causa delle lesioni riportate in seguito ad un incidente - già precedentemente costituitisi, "iure hereditatis", in prosecuzione del giudizio risarcitorio iniziato dal dante causa - avevano domandato il risarcimento del danno "iure proprio"). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16665 del 06/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16665 del 06/07/2017
    Legittimazione ad intervenire - Terzietà dell’interventore rispetto alle parti nel processo - Necessità - Conseguenze - Intervento litisconsortile spiegato dal successore universale di una delle parti - Inammissibilità - Ragioni - Fattispecie. La legittimazione ad intervenire volontariamente nel processo, ai sensi dell'art. 105 c.p.c., presuppone la terzietà dell'interventore rispetto alle parti, formali e sostanziali, dello stesso; pertanto, il successore universale di una di esse che, per effetto della continuazione o della prosecuzione del processo, acquisti la qualità di parte non è legittimato a spiegare intervento volontario nel medesimo giudizio per far valere un diritto, connesso per l'oggetto o per il titolo con quello controverso, di cui sia titolare indipendentemente dalla successione, subentrando nella stessa posizione processuale del soggetto venuto meno e soggiacendo alle relative preclusioni. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto ammissibile, perché spiegato nei termini previsti dall'art. 268 c.p.c., l'intervento litisconsortile con il quale i successori universali di una persona deceduta a causa delle lesioni riportate in seguito ad un incidente - già precedentemente costituitisi, "iure hereditatis", in prosecuzione del giudizio risarcitorio iniziato dal dante causa - avevano domandato il risarcimento del danno "iure proprio"). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16665 del 06/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23304 del 16/11/2016
    Azioni risarcitorie proposte individualmente dai singoli consumatori - Associazioni dei consumatori non inserite nell'elenco di quelle legittimate ad agire a tutela degli interessi ex artt. 3 e 5 della l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis" - Intervento "ad adiuvandum" proposto prima dell'entrata in vigore del Codice del consumo - Ammissibilità - Esclusione. Sotto la vigenza della l. n. 281 del 1998, e prima dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 206 del 2005 (codice del consumo), le associazioni che si propongono statutariamente la tutela dei diritti dei consumatori (nella specie, l'interesse dei risparmiatori a ricevere un'informazione corretta nell'acquisto di prodotti finanziari), non inserite nell'elenco di quelle legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi di cui agli artt. 3 e 5 della citata legge, non sono legittimate ad intervenire "ad adiuvandum" nei giudizi risarcitori proposti individualmente dai singoli consumatori, atteso che un siffatto intervento è consentito solo ove l'interveniente sia titolare di un rapporto giuridico connesso con quello dedotto in lite da una delle parti o da esso dipendente, e non di mero fatto, e che, anteriormente all'introduzione dell'art. 140 bis del predetto codice del consumo, gli interessi "diffusi", quali quelli dei consumatori, sono "adespoti" e possono essere tutelati in sede giudiziale solo se il legislatore attribuisca ad un'associazione la qualità di ente esponenziale degli interessi stessi, così che essi possano assurgere al rango di "collettivi". Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23304 del 16/11/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - procedimento - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 11387 del 31/05/2016
    Intervento "amicus curiae" - Inconfigurabilità - Intervento di un soggetto parte di un giudizio diverso - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Il giudizio per cassazione non contempla la figura dell'"amicus curiae", né in sede di regolamento preventivo di giurisdizione, che costituisce un procedimento meramente strumentale ed incidentale, è consentito l'intervento di un soggetto che sia parte in un giudizio diverso da quello in cui l'istanza di regolamento è stata presentata, e nel quale la pronuncia regolatrice della Corte avrà mero valore di precedente. (In applicazione di questo principio, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità dell'intervento di una associazione sindacale, già intervenuta "ad adiuvandum" in un giudizio di merito analogo, ma tra parti diverse). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 11387 del 31/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - procedimento - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 11387 del 31/05/2016
    Intervento "amicus curiae" - Inconfigurabilità - Intervento di un soggetto parte di un giudizio diverso - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Il giudizio per cassazione non contempla la figura dell'"amicus curiae", né in sede di regolamento preventivo di giurisdizione, che costituisce un procedimento meramente strumentale ed incidentale, è consentito l'intervento di un soggetto che sia parte in un giudizio diverso da quello in cui l'istanza di regolamento è stata presentata, e nel quale la pronuncia regolatrice della Corte avrà mero valore di precedente. (In applicazione di questo principio, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità dell'intervento di una associazione sindacale, già intervenuta "ad adiuvandum" in un giudizio di merito analogo, ma tra parti diverse). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 11387 del 31/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - legittimazione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6738 del 07/04/2016
    Intermediazione finanziaria - Ordinanza ingiunzione emessa nei confronti della società o dell'ente - Giudizio di opposizione - Autore della violazione - Legittimazione "ad opponendum" - Configurabilità - Conseguenze. In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, l'obbligatorietà dell'azione di regresso prevista dall'art. 195, comma 9, del d.lgs. n. 58 del 1998 nei confronti del responsabile, comporta che alla persona fisica autrice della violazione, anche se non ingiunta del pagamento, deve essere riconosciuta un'autonoma legittimazione "ad opponendum", che le consenta tanto di proporre separatamente opposizione quanto di spiegare intervento adesivo autonomo nel giudizio di opposizione instaurato dalla società, configurandosi in quest'ultimo caso un litisconsorzio facoltativo, e potendosi nel primo caso evitare un contrasto di giudicati mediante l'applicazione delle ordinarie regole in tema di connessione e riunione di procedimenti; peraltro, in caso di inerzia della persona fisica, il giudicato formatosi nel giudizio di opposizione intentato dalla società spiega effetti nel successivo giudizio di regresso quanto ai fatti accertati, mentre, in caso di mancata opposizione da parte della società non si verifica alcuna preclusione e la persona fisica potrà, in sede di regresso, spiegare tutte le opportune difese anche sul merito della sanzione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6738 del 07/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Intermediazione finanziaria - Ordinanza ingiunzione emessa nei confronti della società o dell'ente - Giudizio di opposizione - Autore della violazione - Legittimazione "ad opponendum" - Configurabilità - Conseguenze.
    In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, l'obbligatorietà dell'azione di regresso prevista dall'art. 195, comma 9, del d.lgs. n. 58 del 1998 nei confronti del responsabile, comporta che alla persona fisica autrice della violazione, anche se non ingiunta del pagamento, deve essere riconosciuta un'autonoma legittimazione "ad opponendum", che le consenta tanto di proporre separatamente opposizione quanto di spiegare intervento adesivo autonomo nel giudizio di opposizione instaurato dalla società, configurandosi in quest'ultimo caso un litisconsorzio facoltativo, e potendosi nel primo caso evitare un contrasto di giudicati mediante l'applicazione delle ordinarie regole in tema di connessione e riunione di procedimenti; peraltro, in caso di inerzia della persona fisica, il giudicato formatosi nel giudizio di opposizione intentato dalla società spiega effetti nel successivo giudizio di regresso quanto ai fatti accertati, mentre, in caso di mancata opposizione da parte della società non si verifica alcuna preclusione e la persona fisica potrà, in sede di regresso, spiegare tutte le opportune difese anche sul merito della sanzione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6738 del 07/04/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - opposizione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22696 del 06/11/2015
    Decreto ingiuntivo contro debitori solidali - Intervento dell'ingiunto non opponente in adesione all'opponente - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22696 del 06/11/2015 Nell'ipotesi di decreto ingiuntivo emesso nei confronti di debitori solidali, l'ingiunto il quale non abbia proposto opposizione non è legittimato ad intervenire, neppure "ad adiuvandum", nel giudizio di opposizione instaurato da altro debitore, in quanto non potrebbe giovarsi della sentenza a questi favorevole, poiché l'art. 1306, comma 2, c.c. non opera a vantaggio di chi sia vincolato da un giudicato formatosi direttamente nei suoi riguardi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22696 del 06/11/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - sentenza dichiarativa - opposizione - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19727 del 02/10/2015
    Opposizione a sentenza dichiarativa di fallimento - Impugnazione - Legittimazione dell'amministratore che non ha proposto l'opposizione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19727 del 02/10/2015 L'amministratore di una società di capitali che non abbia proposto, quale "interessato" ai sensi dell'art. 18 l.fall. (nella formulazione applicabile "ratione temporis"), opposizione avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, non è legittimato ad impugnare autonomamente la sentenza che abbia deciso sull'opposizione proposta dalla società fallita, atteso che, ove fosse intervenuto nel giudizio, avrebbe assunto la veste di interventore meramente adesivo, ex art. 105, comma 2, c.p.c., come tale legittimato solo all'impugnazione adesiva, mentre, qualora non vi avesse partecipato, non sarebbe legittimato per assenza della qualità di parte nel precedente grado di giudizio, né potrebbe invocare la disciplina degli artt. 110 e 111 c.p.c., non essendo nemmeno successore, a titolo universale o particolare, della società fallita. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19727 del 02/10/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - poteri del collegio - rimessione della causa al giudice di primo grado - per mancata integrazione del contraddittorio di primo grado – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18496 del 21/09/2015
    Presupposto - Pretermissione di litisconsorte necessario - Omessa chiamata del terzo in garanzia - Configurabilità - Esclusione - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18496 del 21/09/2015 Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - integrazione del contraddittorio in cause inscindibili - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18496 del 21/09/2015 Quando il giudice d'appello rilevi che nel giudizio di primo grado doveva essere integrato il contraddittorio, la rimessione al primo giudice è limitata alle sole ipotesi di litisconsorzio necessario, ex art. 354 c.p.c., perché la violazione del precetto di cui all'art. 102 c.p.c. dà luogo alla pronuncia di sentenza "inutiliter data", per l'oggettiva inidoneità della decisione a produrre effetti nei confronti di tutti i soggetti coinvolti in una situazione giuridica unitaria e plurilaterale, evenienza che non ricorre, invece, nel caso in cui venga omessa la chiamata del terzo in garanzia, atteso che l'iniziativa ex art. 106 c.p.c. dà origine a causa scindibile. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18496 del 21/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - concordato preventivo - effetti – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17606 del 04/09/2015
    Concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori - Liquidatore - Legittimazione processuale - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17606 del 04/09/2015 In caso di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, il liquidatore ha legittimazione processuale nelle sole controversie relative a questioni liquidatorie e distributive, e non anche in quelle di accertamento delle ragioni di credito e pagamento dei relativi debiti, ancorchè influenti sul riparto che segue le operazioni di liquidazione, atteso che, in queste ultime può, ove esperite nei confronti del debitore cedente, spiegare intervento senza essere litisconsorte necessario. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17606 del 04/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015
    Domanda di usucapione fondata su transazione - Domanda di accertamento della simulazione di quella transazione proposta dai creditori di uno dei convenuti - Cause dipendenti ex art. 331 c.p.c. - Configurabilità - Interesse dei creditori ad intervenire nel giudizio di usucapione - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015 La causa riguardante l'invocata usucapione di un immobile fondata su di una scrittura privata asseritamente transattiva tra le parti e quella, proposta dai creditori di uno dei convenuti nel giudizio di usucapione, di accertamento della simulazione della transazione suddetta, sono tra loro dipendenti, ex art. 331 c.p.c., perché collegate da un vincolo di subordinazione logica. Ne consegue che i creditori hanno interesse ad intervenire nel processo di usucapione, per controllarne il regolare svolgimento e chiedere il rigetto di domande che frustrerebbero la loro garanzia patrimoniale generica, nonché per esercitare un rimedio preventivo, rispetto all'opposizione ex art. 404, comma 2, c.p.c., al fine di scongiurare il formarsi di un giudicato ad essi sfavorevole, così ostacolando eventuali difese processuali fraudolente del loro debitore, in collusione con l'attore. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17193 del 27/08/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10tributi (in generale) - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 9567 del 19/04/2013
    Intervento adesivo dipendente - Soggetto possibile destinatario di rivalsa - Ammissibilità - Limiti. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 9567 del 19/04/2013 Nel processo tributario, il soggetto potenzialmente inciso dal tributo, perché possibile destinatario di rivalsa per traslazione a suo carico dell'imposta cui altri sia tenuto e che trovi la propria determinazione nel corso del giudizio, può proporre intervento adesivo dipendente, limitandosi a chiedere l'accoglimento della domanda già proposta dal contribuente, senza ampliare in alcun modo il "thema decidendum" con autonomi motivi di ricorso. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 9567 del 19/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9150 del 06/05/2015
    Interventore adesivo volontario - Litisconsorzio necessario processuale ed inscindibilità delle cause - Configurabilità - Conseguenze. A seguito di intervento adesivo volontario, ai sensi dell'art. 105 cod. proc. civ., pur ricorrendo un'ipotesi di cause sostanzialmente scindibili, si configura un litisconsorzio necessario processuale e la causa deve considerarsi inscindibile nei confronti dell'interventore, il quale è, pertanto, legittimato a proporre impugnazione incidentale tardiva, ai sensi dell'art. 334 cod. proc. civ., anche contro una parte diversa da quella che ha introdotto l'impugnazione principale e su un capo di sentenza diverso da quello oggetto di questa impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9150 del 06/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9150 del 06/05/2015
    Interventore adesivo volontario - Litisconsorzio necessario processuale ed inscindibilità delle cause - Configurabilità - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9150 del 06/05/2015 Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - autonomo - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9150 del 06/05/2015 A seguito di intervento adesivo volontario, ai sensi dell'art. 105 cod. proc. civ., pur ricorrendo un'ipotesi di cause sostanzialmente scindibili, si configura un litisconsorzio necessario processuale e la causa deve considerarsi inscindibile nei confronti dell'interventore, il quale è, pertanto, legittimato a proporre impugnazione incidentale tardiva, ai sensi dell'art. 334 cod. proc. civ., anche contro una parte diversa da quella che ha introdotto l'impugnazione principale e su un capo di sentenza diverso da quello oggetto di questa impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9150 del 06/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014
    Giudicato destinato a formarsi tra parti diverse - Pregiudizio ad un interesse giuridico e non fattuale dell'interveniente - Necessità - Fattispecie relativa al Consorzio del Parco regionale della Valle del Lambro. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014 La legittimazione "ad adiuvandum" ex art. 105, secondo comma, cod. proc. civ. presuppone che il giudicato destinato a formarsi tra le parti del giudizio arrechi una lesione ad un interesse giuridico e non meramente fattuale del terzo interveniente. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il Consorzio del Parco Regionale della Valle del Lambro non fosse legittimato ad intervenire nella controversia risarcitoria vertente tra uno dei comuni consorziati ed altro soggetto, valutando come interessi di mero fatto la possibile perdita dei contributi necessari per il funzionamento del consorzio e l'esigenza di tutela degli aspetti pubblicistici ad esso demandati).Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - intervento in causa e legittimazione dell'interventore - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1671 del 29/01/2015
    Interventore volontario - Legittimazione all'appello avverso la sentenza di primo grado - Sussistenza - Fondamento. L'interveniente volontario, avendo assunto formalmente la qualità di parte primaria nel processo, è legittimato a proporre appello contro la decisione che abbia concluso il primo grado del giudizio non solo quando le sue istanze siano state respinte nel merito, ma anche quando sia stata negata l'ammissibilità dell'intervento ovvero sia stata omessa ogni pronuncia sulla domanda formulata con l'intervento stesso. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1671 del 29/01/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - appello - intervento in causa e legittimazione dell'interventore – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1671 del 29/01/2015
    Interventore volontario - Legittimazione all'appello avverso la sentenza di primo grado - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1671 del 29/01/2015 L'interveniente volontario, avendo assunto formalmente la qualità di parte primaria nel processo, è legittimato a proporre appello contro la decisione che abbia concluso il primo grado del giudizio non solo quando le sue istanze siano state respinte nel merito, ma anche quando sia stata negata l'ammissibilità dell'intervento ovvero sia stata omessa ogni pronuncia sulla domanda formulata con l'intervento stesso.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25145 del 26/11/2014
    Condizioni - Titolarità di un rapporto giuridico connesso - Necessità - Fondamento. L'intervento adesivo dipendente del terzo è consentito ove l'interveniente sia titolare di un rapporto giuridico connesso con quello dedotto in lite da una delle parti o da esso dipendente e non di mero fatto, attesa la necessità che la soccombenza della parte determini un pregiudizio totale o parziale al diritto vantato dal terzo quale effetto riflesso del giudicato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25145 del 26/11/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25145 del 26/11/2014
    Condizioni - Titolarità di un rapporto giuridico connesso - Necessità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25145 del 26/11/2014 L'intervento adesivo dipendente del terzo è consentito ove l'interveniente sia titolare di un rapporto giuridico connesso con quello dedotto in lite da una delle parti o da esso dipendente e non di mero fatto, attesa la necessità che la soccombenza della parte determini un pregiudizio totale o parziale al diritto vantato dal terzo quale effetto riflesso del giudicato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25145 del 26/11/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - regolamento di competenza – Corte di Cassazione sez. 6 - 4, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014
    Interventore volontario in via principale - Eccezione di incompetenza proposta da quest'ultimo - Ammissibilità - Condizioni - Proponibilità del regolamento di competenza da parte dell'interventore - Ammissibilità - Condotta del convenuto - Ininfluenza. L'interventore volontario in via principale che faccia valere un proprio diritto in conflitto con le parti originarie del processo è legittimato, in forza di un principio di economia processuale (rilevante ai sensi dell'art. 111 Cost.), a dedurre l'incompetenza del giudice adito anche ove il convenuto non abbia sollevato analoga eccezione e purché il suo intervento avvenga in un momento del processo in cui tale eccezione potrebbe essere ancora proposta dal convenuto medesimo. Ne consegue che l'interventore è legittimato a presentare istanza di regolamento di competenza qualora il giudice abbia disatteso la sua eccezione, indipendentemente dalle determinazioni assunte, al riguardo, dal convenuto. Corte di Cassazione sez. 6 - 4, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10 Competenza civile - regolamento di competenza - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014
    Interventore volontario in via principale - Eccezione di incompetenza proposta da quest'ultimo - Ammissibilità - Condizioni - Proponibilità del regolamento di competenza da parte dell'interventore - Ammissibilità - Condotta del convenuto - Ininfluenza. L'interventore volontario in via principale che faccia valere un proprio diritto in conflitto con le parti originarie del processo è legittimato, in forza di un principio di economia processuale (rilevante ai sensi dell'art. 111 Cost.), a dedurre l'incompetenza del giudice adito anche ove il convenuto non abbia sollevato analoga eccezione e purché il suo intervento avvenga in un momento del processo in cui tale eccezione potrebbe essere ancora proposta dal convenuto medesimo. Ne consegue che l'interventore è legittimato a presentare istanza di regolamento di competenza qualora il giudice abbia disatteso la sua eccezione, indimente dalle determinazioni assunte, al riguardo, dal convenuto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10competenza civile - regolamento di competenza - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014
    Interventore volontario in via principale - Eccezione di incompetenza proposta da quest'ultimo - Ammissibilità - Condizioni - Proponibilità del regolamento di competenza da parte dell'interventore - Ammissibilità - Condotta del convenuto - Ininfluenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014 L'interventore volontario in via principale che faccia valere un proprio diritto in conflitto con le parti originarie del processo è legittimato, in forza di un principio di economia processuale (rilevante ai sensi dell'art. 111 Cost.), a dedurre l'incompetenza del giudice adito anche ove il convenuto non abbia sollevato analoga eccezione e purché il suo intervento avvenga in un momento del processo in cui tale eccezione potrebbe essere ancora proposta dal convenuto medesimo. Ne consegue che l'interventore è legittimato a presentare istanza di regolamento di competenza qualora il giudice abbia disatteso la sua eccezione, indipendentemente dalle determinazioni assunte, al riguardo, dal convenuto. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22532 del 23/10/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22233 del 20/10/2014
    Intervento volontario - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22233 del 20/10/2014 Il diritto che, ai sensi dell'art. 105, primo comma, cod. proc. civ., il terzo può far valere in giudizio tra altre parti, deve essere relativo all'oggetto sostanziale dell'originaria controversia, da individuarsi con riferimento al "petitum" ed alla "causa petendi", ovvero dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo a fondamento della domanda giudiziale. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza di appello che aveva dichiarato inammissibile l'intervento del terzo poiché, mentre il giudizio tra le parti originarie aveva ad oggetto il contratto autonomo di garanzia, l'interventore aveva spiegato domande aventi ad oggetto il rapporto principale di appalto). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22233 del 20/10/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22233 del 20/10/2014
    Intervento volontario - Condizioni - Fattispecie. Il diritto che, ai sensi dell'art. 105, primo comma, cod. proc. civ., il terzo può far valere in giudizio tra altre parti, deve essere relativo all'oggetto sostanziale dell'originaria controversia, da individuarsi con riferimento al "petitum" ed alla "causa petendi", ovvero dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo a fondamento della domanda giudiziale. (Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza di appello che aveva dichiarato inammissibile l'intervento del terzo poiché, mentre il giudizio tra le parti originarie aveva ad oggetto il contratto autonomo di garanzia, l'interventore aveva spiegato domande aventi ad oggetto il rapporto principale di appalto). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22233 del 20/10/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10 Civile - intervento in causa di terzi - volontario - poteri dell'interventore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11681 del 26/05/2014
    Preclusione ex art. 268, secondo comma, cod. proc. civ. - Contenuto - Estensione alla domanda dell'interventore - Esclusione - Fondamento. La preclusione per il terzo interveniente di compiere atti che al momento dell'intervento non sono più consentiti ad alcuna parte, ai sensi dell'art. 268, secondo comma, cod. proc. civ., opera esclusivamente sul piano istruttorio, e non anche su quello assertivo, attesa la facoltà di intervento, attribuita dal primo comma della stessa disposizione, sino a che non vengano precisate le conclusioni. Ne consegue che è ammissibile la formulazione da parte del terzo di domande nuove ed autonome rispetto a quelle già proposte dalle parti originarie, in quanto attività coessenziale all'intervento stesso. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11681 del 26/05/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014
    Giudicato destinato a formarsi tra parti diverse - Pregiudizio ad un interesse giuridico e non fattuale dell'interveniente - Necessità - Fattispecie relativa al Consorzio del Parco regionale della Valle del Lambro. La legittimazione "ad adiuvandum" ex art. 105, secondo comma, cod. proc. civ. presuppone che il giudicato destinato a formarsi tra le parti del giudizio arrechi una lesione ad un interesse giuridico e non meramente fattuale del terzo interveniente. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il Consorzio del Parco Regionale della Valle del Lambro non fosse legittimato ad intervenire nella controversia risarcitoria vertente tra uno dei comuni consorziati ed altro soggetto, valutando come interessi di mero fatto la possibile perdita dei contributi necessari per il funzionamento del consorzio e l'esigenza di tutela degli aspetti pubblicistici ad esso demandati). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014
    Giudicato destinato a formarsi tra parti diverse - Pregiudizio ad un interesse giuridico e non fattuale dell'interveniente - Necessità - Fattispecie relativa al Consorzio del Parco regionale della Valle del Lambro. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014 La legittimazione "ad adiuvandum" ex art. 105, secondo comma, cod. proc. civ. presuppone che il giudicato destinato a formarsi tra le parti del giudizio arrechi una lesione ad un interesse giuridico e non meramente fattuale del terzo interveniente. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il Consorzio del Parco Regionale della Valle del Lambro non fosse legittimato ad intervenire nella controversia risarcitoria vertente tra uno dei comuni consorziati ed altro soggetto, valutando come interessi di mero fatto la possibile perdita dei contributi necessari per il funzionamento del consorzio e l'esigenza di tutela degli aspetti pubblicistici ad esso demandati). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23969 del 22/10/2013
    Promissario acquirente di immobile in costruzione avente causa dal promissario acquirente del terreno edificabile - Intervento nel giudizio di risoluzione del primo preliminare introdotto dal promittente venditore del terreno - Ammissibilità - Fondamento - Qualificazione adesiva dipendente - Conseguenze. Il promissario acquirente di un immobile in costruzione, avente causa dal promissario acquirente del terreno edificabile destinato ad ospitarlo, ha interesse ad intervenire nel giudizio di risoluzione per inadempimento del primo preliminare, introdotto dal promittente venditore del terreno, per sostenere le ragioni del proprio dante causa, onde evitare che il venir meno del primo contratto pregiudichi l'effetto traslativo oggetto del secondo preliminare; quale interventore adesivo dipendente, tuttavia, egli non può ampliare il tema del contendere, proponendo domanda di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ. nei confronti del suo dante causa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23969 del 22/10/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - in genere (nozione, caratteri, distinzione) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23969 del 22/10/2013
    Promissario acquirente di immobile in costruzione avente causa dal promissario acquirente del terreno edificabile - Intervento nel giudizio di risoluzione del primo preliminare introdotto dal promittente venditore del terreno - Ammissibilità - Fondamento - Qualificazione adesiva dipendente - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23969 del 22/10/2013 Il promissario acquirente di un immobile in costruzione, avente causa dal promissario acquirente del terreno edificabile destinato ad ospitarlo, ha interesse ad intervenire nel giudizio di risoluzione per inadempimento del primo preliminare, introdotto dal promittente venditore del terreno, per sostenere le ragioni del proprio dante causa, onde evitare che il venir meno del primo contratto pregiudichi l'effetto traslativo oggetto del secondo preliminare; quale interventore adesivo dipendente, tuttavia, egli non può ampliare il tema del contendere, proponendo domanda di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ. nei confronti del suo dante causa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23969 del 22/10/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23235 del 14/10/2013
    Intervento adesivo dipendente - Ricorso in via principale - Inammissibilità - Qualificazione quale ricorso incidentale adesivo - Configurabilità. Il ricorso per cassazione proposto in via autonoma e principale dall'interveniente adesivo dipendente va esaminato come ricorso incidentale adesivo rispetto a quello della parte adiuvata, da intendersi quale ricorso principale, posto che il predetto interveniente - cui è preclusa l'impugnazione in via autonoma della sentenza sfavorevole alla parte adiuvata, salvo che per la statuizione di condanna alle spese giudiziali pronunziata nei suoi confronti - conserva in tal modo la sua posizione processuale secondaria e subordinata, potendo aderire all'impugnazione della parte adiuvata. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23235 del 14/10/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23235 del 14/10/2013
    Intervento adesivo dipendente - Ricorso in via principale - Inammissibilità - Qualificazione quale ricorso incidentale adesivo - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23235 del 14/10/2013 Il ricorso per cassazione proposto in via autonoma e principale dall'interveniente adesivo dipendente va esaminato come ricorso incidentale adesivo rispetto a quello della parte adiuvata, da intendersi quale ricorso principale, posto che il predetto interveniente - cui è preclusa l'impugnazione in via autonoma della sentenza sfavorevole alla parte adiuvata, salvo che per la statuizione di condanna alle spese giudiziali pronunziata nei suoi confronti - conserva in tal modo la sua posizione processuale secondaria e subordinata, potendo aderire all'impugnazione della parte adiuvata. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23235 del 14/10/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21472 del 19/09/2013
    Giudizio fra privati di nullità di un marchio geografico - Intervento del Ministero per le politiche agricole - Inammissibilità - Ragioni. La legittimazione ad un intervento adesivo dipendente presuppone un interesse giuridicamente rilevante e qualificato, determinato dalla sussistenza di un rapporto giuridico sostanziale tra adiuvante ed adiuvato e dalla necessità di impedire che nella propria sfera giuridica possano ripercuotersi conseguenze derivanti da effetti riflessi o indiretti del giudicato: non può, pertanto, riconoscersi la legittimazione al Ministero delle politiche agricole ad intervenire, ai sensi dell'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., in un giudizio tra privati avente ad oggetto la nullità del marchio, non essendo sufficiente l'interesse generale a proteggere i consumatori dall'uso ingannevole di una indicazione geografica, il quale, in una controversia tra privati, resta un interesse di mero fatto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21472 del 19/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21472 del 19/09/2013
    Giudizio fra privati di nullità di un marchio geografico - Intervento del Ministero per le politiche agricole - Inammissibilità - Ragioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21472 del 19/09/2013 La legittimazione ad un intervento adesivo dipendente presuppone un interesse giuridicamente rilevante e qualificato, determinato dalla sussistenza di un rapporto giuridico sostanziale tra adiuvante ed adiuvato e dalla necessità di impedire che nella propria sfera giuridica possano ripercuotersi conseguenze derivanti da effetti riflessi o indiretti del giudicato: non può, pertanto, riconoscersi la legittimazione al Ministero delle politiche agricole ad intervenire, ai sensi dell'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., in un giudizio tra privati avente ad oggetto la nullità del marchio, non essendo sufficiente l'interesse generale a proteggere i consumatori dall'uso ingannevole di una indicazione geografica, il quale, in una controversia tra privati, resta un interesse di mero fatto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 21472 del 19/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16930 del 08/07/2013
    Interventore adesivo - Autonoma legittimazione a ricorrere per cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie. L'interventore adesivo non ha un'autonoma legittimazione ad impugnare (salvo che l'impugnazione sia limitata alle questioni specificamente attinenti la qualificazione dell'intervento o la condanna alle spese imposte a suo carico), sicché la sua impugnazione è inammissibile. (Nella specie, un dirigente scolastico aveva impugnato, in tale sua qualità, la sentenza di primo grado che dichiarava l'antisindacalità del suo comportamento e, in appello, aveva altresì proposto, in proprio, intervento adesivo all'impugnazione; la S.C., premesso che lo stesso intervento adesivo in appello non poteva ritenersi consentito attesa, tra l'altro, l'irrilevanza di un parallelo contenzioso personale tra le parti in quanto insuscettibile di subire effetti giuridici dall'esito del processo per comportamento antisindacale, in applicazione dell'anzidetto principio, ha ritenuto inammissibile il ricorso per cassazione). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16930 del 08/07/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - modi - tacita - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013
    Intervento in giudizio di un chiamato all'eredità nella qualità di erede del "de cuius" - Accettazione tacita dell'eredità - Configurabilità - Successiva cancellazione della causa dal ruolo - Rilevanza ai fini della successione "mortis causa" - Esclusione - Fondamento. L'intervento in giudizio operato da un chiamato all'eredità nella qualità di erede legittimo del "de cuius" costituisce accettazione tacita, agli effetti dell'art. 476 cod. civ., senza che alcuna rilevanza assuma la circostanza della successiva cancellazione della causa dal ruolo per inattività delle parti, posto che l'accettazione dell'eredità, a tutela della stabilità degli effetti connessi alla successione "mortis causa", si configura come atto puro ed irrevocabile, e quindi insuscettibile di essere caducato da eventi successivi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - modi - tacita - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013
    Intervento in giudizio di un chiamato all'eredità nella qualità di erede del "de cuius" - Accettazione tacita dell'eredità - Configurabilità - Successiva cancellazione della causa dal ruolo - Rilevanza ai fini della successione "mortis causa" - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013 L'intervento in giudizio operato da un chiamato all'eredità nella qualità di erede legittimo del "de cuius" costituisce accettazione tacita, agli effetti dell'art. 476 cod. civ., senza che alcuna rilevanza assuma la circostanza della successiva cancellazione della causa dal ruolo per inattività delle parti, posto che l'accettazione dell'eredità, a tutela della stabilità degli effetti connessi alla successione "mortis causa", si configura come atto puro ed irrevocabile, e quindi insuscettibile di essere caducato da eventi successivi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8529 del 08/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - appello - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9298 del 08/06/2012
    Trasferimento di ramo d'azienda - Successione a titolo particolare nei rapporti preesistenti - Conseguenze - Legittimazione del successore all'impugnazione della sentenza pronunciata nei confronti del dante causa - Sussistenza - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9298 del 08/06/2012 Il principio secondo cui l'interventore "ad adiuvandum", ex art. 105 cod. proc. civ., è privo di un'autonoma legittimazione ad impugnare in assenza di impugnazione della parte principale, non trova applicazione quando l'intervento in questione sia stato compiuto dal successore a titolo particolare nel diritto controverso (nella specie, cessionario di ramo d'azienda): questi, infatti, è sempre legittimato ad impugnare la sentenza sfavorevole al suo dante causa ai sensi dell'art. 111 cod. proc. civ., senza che occorra che il medesimo successore a titolo particolare proponga autonoma pretesa nei confronti dell'altra parte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9298 del 08/06/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9298 del 08/06/2012
    Trasferimento di ramo d'azienda - Successione a titolo particolare nei rapporti preesistenti - Conseguenze - Legittimazione del successore all'impugnazione della sentenza pronunciata nei confronti del dante causa - Sussistenza - Condizioni. Il principio secondo cui l'interventore "ad adiuvandum", ex art. 105 cod. proc. civ., è privo di un'autonoma legittimazione ad impugnare in assenza di impugnazione della parte principale, non trova applicazione quando l'intervento in questione sia stato compiuto dal successore a titolo particolare nel diritto controverso (nella specie, cessionario di ramo d'azienda): questi, infatti, è sempre legittimato ad impugnare la sentenza sfavorevole al suo dante causa ai sensi dell'art. 111 cod. proc. civ., senza che occorra che il medesimo successore a titolo particolare proponga autonoma pretesa nei confronti dell'altra parte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 9298 del 08/06/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligazioni in genere - cessione dei crediti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8980 del 05/06/2012
    Controversia tra ceduto e cessionario - Litisconsorzio necessario nei confronti del cedente - Esclusione - Limiti. Nella controversia tra il cessionario di un credito ed il debitore ceduto non sono litisconsorti necessari né il creditore cedente né, in caso di più cessioni consecutive del medesimo credito, i cessionari intermedi, a meno che la parte che vi abbia interesse non abbia domandato l'accertamento dell'esistenza del credito o dell'efficacia delle cessioni nei confronti di tutti i soggetti che vi hanno preso parte. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8980 del 05/06/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5992 del 17/04/2012
    Interventore adesivo dipendente - Autonoma impugnazione - Ammissibilità - Esclusione - Affermazioni pregiudizievoli contenute nella sentenza favorevole - Interesse all'impugnazione - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5992 del 17/04/2012 L'interventore adesivo non ha un'autonoma legittimazione ad impugnare (salvo che l'impugnazione sia limitata alle questioni specificamente attinenti la qualificazione dell'intervento o la condanna alle spese imposte a suo carico), sicché la sua impugnazione è inammissibile, laddove la parte adiuvata non abbia esercitato il proprio diritto di proporre impugnazione ovvero abbia fatto acquiescenza alla decisione ad essa sfavorevole; inoltre, esso non vanta un interesse concreto ed attuale all'impugnazione di affermazioni pregiudizievoli contenute nella sentenza favorevole, qualora svolte in via incidentale e sprovviste della forza vincolante del giudicato (fattispecie relativa a sentenza del Tribunale Superiore delle Acque che, rigettando il ricorso avverso il divieto di navigazione a motore, aveva ritenuto la propria giurisdizione sul presupposto della natura pubblica del lago, avversata invece dagli interventori "ad adiuvandum" dei ricorrenti che lo ritenevano privato). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5992 del 17/04/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5992 del 17/04/2012
    Interventore adesivo dipendente - Autonoma impugnazione - Ammissibilità - Esclusione - Affermazioni pregiudizievoli contenute nella sentenza favorevole - Interesse all'impugnazione - Condizioni - Fattispecie. L'interventore adesivo non ha un'autonoma legittimazione ad impugnare (salvo che l'impugnazione sia limitata alle questioni specificamente attinenti la qualificazione dell'intervento o la condanna alle spese imposte a suo carico), sicché la sua impugnazione è inammissibile, laddove la parte adiuvata non abbia esercitato il proprio diritto di proporre impugnazione ovvero abbia fatto acquiescenza alla decisione ad essa sfavorevole; inoltre, esso non vanta un interesse concreto ed attuale all'impugnazione di affermazioni pregiudizievoli contenute nella sentenza favorevole, qualora svolte in via incidentale e sprovviste della forza vincolante del giudicato (fattispecie relativa a sentenza del Tribunale Superiore delle Acque che, rigettando il ricorso avverso il divieto di navigazione a motore, aveva ritenuto la propria giurisdizione sul presupposto della natura pubblica del lago, avversata invece dagli interventori "ad adiuvandum" dei ricorrenti che lo ritenevano privato). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 5992 del 17/04/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - opposizione di terzo - casi di opposizione - pregiudizio per il diritto autonomo di un terzo – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4327 del 19/03/2012
    Impugnazioni civili - Opposizione di terzo - Casi di opposizione - Ordinanza di reintegrazione nel possesso - Esperibilità dell'opposizione ex art. 404 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Pregiudizi per la difesa del terzo possessore - Insussistenza - Difesa del terzo nell'ambito del giudizio di merito possessorio, mediante azione petitoria o opposizione all'esecuzione - Ammissibilità. Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - Impugnazioni civili - Opposizione di terzo - Casi di opposizione - Ordinanza di reintegrazione nel possesso - Esperibilità dell'opposizione ex art. 404 cod. proc. civ. - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Pregiudizi per la difesa del terzo possessore - Insussistenza - Difesa del terzo nell'ambito del giudizio di merito possessorio, mediante azione petitoria o opposizione all'esecuzione - Ammissibilità. L'opposizione di terzo di cui all'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., in quanto mezzo di impugnazione eccezionale utilizzabile da chi non abbia assunto la qualità di parte nel processo contro le sentenze passate in giudicato, o comunque esecutive, ovvero contro i provvedimenti aventi, per la loro decisorietà, contenuto sostanziale di sentenza, non è esperibile avverso l'ordinanza di reintegra nel possesso, in quanto provvedimento non avente carattere di definitività. Né dall'esclusione del rimedio straordinario dell'opposizione deriva alcun pregiudizio per il diritto di difesa del terzo che si affermi possessore del bene, ove egli possa intervenire nel giudizio di merito possessorio, far valere il suo diritto di proprietà in ogni momento, ovvero, in caso di esecuzione dell'ordinanza di reintegra, far accertare, mediante opposizione all'esecuzione, che la parte istante non ha diritto di procedere esecutivamente nei suoi confronti. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 4327 del 19/03/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012
    Domanda proposta dal terzo intervenuto nei confronti delle altre parti - Assunzione della qualità di parte - Sussistenza - Conseguenze - Deduzione da parte dell'intervenuto di essere il soggetto passivo della pretesa dell'attore - Automatica estensione al terzo della domanda originaria - Sussistenza - Poteri del giudice. L'intervento di cui all'art 105 cod. proc. civ. concerne non la causa, ma il processo ed è tale che il terzo, una volta intervenuto nel processo ed una volta spiegata domanda nei confronti delle altre parti o anche di una sola di esse, diventa parte egli stesso nel processo medesimo, al pari di tutte le altre parti e nei confronti delle stesse. Ne consegue che qualora il terzo spieghi volontariamente intervento litisconsortile, assumendo essere lui (o anche lui) - e non gli altri convenuti (ovvero non solo le altre parti chiamate originariamente in giudizio) - il soggetto nei cui riguardi si rivolge la pretesa dell'attore, la domanda iniziale, anche in difetto di espressa istanza, si intende automaticamente estesa al terzo, nei confronti del quale, perciò, il giudice è legittimato ad assumere le conseguenti statuizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacità della persona fisica - potestà dei genitori (titolarità) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012
    Autorizzazione del giudice tutelare - Art. 320 cod. civ. - Promozione di giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria - Necessità - Atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni dell'incapace - Azione di rivendica e intervento volontario in giudizio - Autorizzazione del giudice tutelare - Necessità - Esclusione - Fondamento. In tema di rappresentanza processuale del minore, l'autorizzazione del giudice tutelare ex art. 320 cod. civ. è necessaria per promuovere giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria, che possono cioè arrecare pregiudizio o diminuzione del patrimonio e non anche per gli atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni che fanno già parte del patrimonio del soggetto incapace. Ne consegue che si atteggiano ad atti di ordinaria amministrazione, per i quali non è necessaria la predetta autorizzazione, tanto l'azione di rivendica finalizzata ad accrescere o a tutelare in senso migliorativo il patrimonio dell'incapace, quanto l'assunzione di una posizione processuale assimilabile a quella di un convenuto, come l'intervento volontario in giudizio per contrastare la domanda dell'attore di riconoscimento di un diritto di proprietà, giacché il provvedimento del giudice tutelare è richiesto solo quando il minore assuma la veste di attore in primo grado, ma non per le difese e gli atti diretti a resistere all'azione avversaria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012
    Domanda proposta dal terzo intervenuto nei confronti delle altre parti - Assunzione della qualità di parte - Sussistenza - Conseguenze - Deduzione da parte dell'intervenuto di essere il soggetto passivo della pretesa dell'attore - Automatica estensione al terzo della domanda originaria - Sussistenza - Poteri del giudice. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012 L'intervento di cui all'art 105 cod. proc. civ. concerne non la causa, ma il processo ed è tale che il terzo, una volta intervenuto nel processo ed una volta spiegata domanda nei confronti delle altre parti o anche di una sola di esse, diventa parte egli stesso nel processo medesimo, al pari di tutte le altre parti e nei confronti delle stesse. Ne consegue che qualora il terzo spieghi volontariamente intervento litisconsortile, assumendo essere lui (o anche lui) - e non gli altri convenuti (ovvero non solo le altre parti chiamate originariamente in giudizio) - il soggetto nei cui riguardi si rivolge la pretesa dell'attore, la domanda iniziale, anche in difetto di espressa istanza, si intende automaticamente estesa al terzo, nei confronti del quale, perciò, il giudice è legittimato ad assumere le conseguenti statuizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità della persona fisica - potestà dei genitori - in genere (titolarità) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012
    Autorizzazione del giudice tutelare - Art. 320 cod. civ. - Promozione di giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria - Necessità - Atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni dell'incapace - Azione di rivendica e intervento volontario in giudizio - Autorizzazione del giudice tutelare - Necessità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012 In tema di rappresentanza processuale del minore, l'autorizzazione del giudice tutelare ex art. 320 cod. civ. è necessaria per promuovere giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria, che possono cioè arrecare pregiudizio o diminuzione del patrimonio e non anche per gli atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni che fanno già parte del patrimonio del soggetto incapace. Ne consegue che si atteggiano ad atti di ordinaria amministrazione, per i quali non è necessaria la predetta autorizzazione, tanto l'azione di rivendica finalizzata ad accrescere o a tutelare in senso migliorativo il patrimonio dell'incapace, quanto l'assunzione di una posizione processuale assimilabile a quella di un convenuto, come l'intervento volontario in giudizio per contrastare la domanda dell'attore di riconoscimento di un diritto di proprietà, giacché il provvedimento del giudice tutelare è richiesto solo quando il minore assuma la veste di attore in primo grado, ma non per le difese e gli atti diretti a resistere all'azione avversaria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23299 del 09/11/2011
    Contratto preliminare - Alienazione da parte del promittente venditore ad un terzo del bene - Azione ex art. 2932 cod. civ. promossa dal promissario acquirente nei confronti del promittente venditore - Intervento in causa del terzo avente causa dal promittente venditore - Natura - Intervento adesivo dipendente - Conseguenze. Il terzo avente causa da colui che è stato convenuto in giudizio dal promissario acquirente di un immobile con domanda proposta ai sensi dell'art. 2932 cod. civ. qualora intervenga in tale giudizio acquista la veste di interventore adesivo dipendente e, come tale, non può dedurre eccezioni non sollevate dal convenuto né proporre una impugnazione autonoma. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23299 del 09/11/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23299 del 09/11/2011
    Contratto preliminare - Alienazione da parte del promittente venditore ad un terzo del bene - Azione ex art. 2932 cod. civ. promossa dal promissario acquirente nei confronti del promittente venditore - Intervento in causa del terzo avente causa dal promittente venditore - Natura - Intervento adesivo dipendente - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23299 del 09/11/2011 Il terzo avente causa da colui che è stato convenuto in giudizio dal promissario acquirente di un immobile con domanda proposta ai sensi dell'art. 2932 cod. civ. qualora intervenga in tale giudizio acquista la veste di interventore adesivo dipendente e, come tale, non può dedurre eccezioni non sollevate dal convenuto né proporre una impugnazione autonoma. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 23299 del 09/11/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15208 del 11/07/2011
    Intervento principale e intervento litisconsortile - Requisiti - Individuazione - Fattispecie. Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'art. 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità' dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile l'intervento principale di taluni condomini al fine di impugnare la delibera di approvazione della transazione della lite tra il condominio ed il proprietario dello stabile, la quale aveva ad oggetto, originariamente, l'impugnativa di una delibera condominiale concernente il servizio di portineria, l'installazione di un citofono esterno allo stabile e la fornitura e posa in opera di cassette per le lettere). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15208 del 11/07/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011
    Intervento volontario del terzo nel giudizio di legittimità - Inammissibilità - Dubbio di legittimità costituzionale in relazione all'art. 24 Cost. - Manifesta infondatezza - Conversione in ricorso incidentale dell'atto di intervento inammissibile - Esclusione. Non è consentito nel giudizio di legittimità l'intervento volontario del terzo, mancando una espressa previsione normativa, indispensabile nella disciplina di una fase processuale autonoma, e riferendosi l'art. 105 cod. proc. civ. esclusivamente al giudizio di cognizione di primo grado, senza che, peraltro, possa configurarsi una questione di legittimità costituzionale della norma disciplinante l'intervento volontario, come sopra interpretata, con riferimento all'art. 24 della Costituzione, giacché la legittimità della norma limitativa di tale mezzo di tutela giurisdizionale discende dalla particolare natura strutturale e funzionale del giudizio dinanzi alla Corte di cassazione. Né risulta possibile la conversione in ricorso incidentale dell'atto, inammissibile, con il quale il terzo pretenda di intervenire nel giudizio di legittimità, attesa la necessaria coincidenza fra legittimazione, attiva e passiva, all'impugnazione ed assunzione della qualità di parte nel giudizio conclusosi con la sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) – legittimazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011
    Intervento volontario del terzo nel giudizio di legittimità - Inammissibilità - Dubbio di legittimità costituzionale in relazione all'art. 24 Cost. - Manifesta infondatezza - Conversione in ricorso incidentale dell'atto di intervento inammissibile - Esclusione. Non è consentito nel giudizio di legittimità l'intervento volontario del terzo, mancando una espressa previsione normativa, indispensabile nella disciplina di una fase processuale autonoma, e riferendosi l'art. 105 cod. proc. civ. esclusivamente al giudizio di cognizione di primo grado, senza che, peraltro, possa configurarsi una questione di legittimità costituzionale della norma disciplinante l'intervento volontario, come sopra interpretata, con riferimento all'art. 24 della Costituzione, giacché la legittimità della norma limitativa di tale mezzo di tutela giurisdizionale discende dalla particolare natura strutturale e funzionale del giudizio dinanzi alla Corte di cassazione. Né risulta possibile la conversione in ricorso incidentale dell'atto, inammissibile, con il quale il terzo pretenda di intervenire nel giudizio di legittimità, attesa la necessaria coincidenza fra legittimazione, attiva e passiva, all'impugnazione ed assunzione della qualità di parte nel giudizio conclusosi con la sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Provvedimenti del giudice civile - sentenza - non definitiva (o parziale) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6993 del 25/03/2011
    Cumulo di domande - Pronuncia su una o talune di esse - Modalità e criteri. In tema d'impugnazioni, nell'ipotesi di cumulo oggettivo di cause per connessione propria (art. 34, 36 cod. proc. civ.) o per effetto di riunione dei processi ai sensi dell'artt. 40 e 274 cod. proc. civ., il giudice può scegliere tra una pronuncia non definitiva su una singola domanda e una sentenza definitiva parziale. Quest'ultima opzione deve essere resa manifesta da un esplicito provvedimento di separazione o dalla statuizione sulle spese in ordine alla controversia decisa. Invece, nell'ipotesi di cumulo litisconsortile (artt. 103, 105, 106 e 107 cod. proc. civ.), la sentenza che definisca integralmente la controversia in ordine ad uno dei litisconsorti od intervenienti o chiamati in causa deve sempre ritenersi definitiva e contenere una pronuncia sulle spese e un provvedimento di separazione dei restanti giudizi. Nell'ipotesi, infine, di cumulo solo oggettivo di cause tra le stesse parti, che non presentino alcun nesso di dipendenza, subordinazione o pregiudizialità e, conseguentemente, possano dar luogo ad una pronuncia parziale definitiva, è operante la disciplina della scelta tra l'impugnazione immediata e la riserva d'impugnazione differita. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6993 del 25/03/2011...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Intervento in causa di terzi - Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6703 del 23/03/2011
    Intervento autonomo - Ammissibilità - Criteri - Conseguenze - Giudizio avente ad oggetto azione ex art. 2932 cod. civ. in relazione a contratto preliminare di compravendita - Intervento per far valere la simulazione di detto contratto - Ammissibilità - Sussistenza. Ai fini della ammissibilità dell'intervento del terzo come autonomo e non adesivo è sufficiente che la domanda dell'interveniente presenti una connessione o un collegamento con quella di altre parti relativa allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare il simultaneo processo. Ne consegue che è ammissibile l'intervento della banca creditrice la quale, al fine di far accertare la simulazione assoluta di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, abbia esercitato, nel giudizio promosso ai sensi dell'art. 2932 cod. civ. dal promissario acquirente, un'azione dichiarativa di nullità, consentita a chiunque ne abbia interesse, con lo scopo di rimuovere l'apparenza giuridica del negozio invalido, dalla cui esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ. sarebbe derivata la sottrazione di un rilevante cespite del patrimonio del debitore alle garanzie previste dall'art. 2740 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6703 del 23/03/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6703 del 23/03/2011
    Intervento autonomo - Ammissibilità - Criteri - Conseguenze - Giudizio avente ad oggetto azione ex art. 2932 cod. civ. in relazione a contratto preliminare di compravendita - Intervento per far valere la simulazione di detto contratto - Ammissibilità - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6703 del 23/03/2011 Ai fini della ammissibilità dell'intervento del terzo come autonomo e non adesivo è sufficiente che la domanda dell'interveniente presenti una connessione o un collegamento con quella di altre parti relativa allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare il simultaneo processo. Ne consegue che è ammissibile l'intervento della banca creditrice la quale, al fine di far accertare la simulazione assoluta di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, abbia esercitato, nel giudizio promosso ai sensi dell'art. 2932 cod. civ. dal promissario acquirente, un'azione dichiarativa di nullità, consentita a chiunque ne abbia interesse, con lo scopo di rimuovere l'apparenza giuridica del negozio invalido, dalla cui esecuzione in forma specifica ex art. 2932 cod. civ. sarebbe derivata la sottrazione di un rilevante cespite del patrimonio del debitore alle garanzie previste dall'art. 2740 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6703 del 23/03/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011
    Interventore adesivo dipendente - Legittimazione ad impugnare la pronuncia di primo grado - Condizioni - Fattispecie. L'interventore adesivo in primo grado non ha autonoma facoltà di proporre appello nell'ipotesi in cui la parte adiuvata non si sia avvalsa del diritto a proporre impugnazione o abbia fatto acquiescenza alla decisione ad essa sfavorevole, salvo che l'impugnazione sia limitata alle questioni specificamente attinenti la qualificazione dell'intervento. (Nella specie, nel giudizio volto ad ottenere la simulazione di una compravendita immobiliare, il conduttore, intervenuto "ad adiuvandum" in primo grado aveva proposto appello nonostante la contumacia degli acquirenti, rimasti soccombenti). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Imugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011
    Interventore adesivo di - Legittimazione ad impugnare la pronuncia di primo grado - Condizioni - Fattispecie. L'interventore adesivo in primo grado non ha autonoma facoltà di proporre appello nell'ipotesi in cui la parte adiuvata non si sia avvalsa del diritto a proporre impugnazione o abbia fatto acquiescenza alla decisione ad essa sfavorevole, salvo che l'impugnazione sia limitata alle questioni specificamente attinenti la qualificazione dell'intervento. (Nella specie, nel giudizio volto ad ottenere la simulazione di una compravendita immobiliare, il conduttore, intervenuto "ad adiuvandum" in primo grado aveva proposto appello nonostante la contumacia degli acquirenti, rimasti soccombenti). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011
    Interventore adesivo dipendente - Legittimazione ad impugnare la pronuncia di primo grado - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011 L'interventore adesivo in primo grado non ha autonoma facoltà di proporre appello nell'ipotesi in cui la parte adiuvata non si sia avvalsa del diritto a proporre impugnazione o abbia fatto acquiescenza alla decisione ad essa sfavorevole, salvo che l'impugnazione sia limitata alle questioni specificamente attinenti la qualificazione dell'intervento. (Nella specie, nel giudizio volto ad ottenere la simulazione di una compravendita immobiliare, il conduttore, intervenuto "ad adiuvandum" in primo grado aveva proposto appello nonostante la contumacia degli acquirenti, rimasti soccombenti). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5744 del 10/03/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - interesse al ricorso – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11375 del 11/05/2010
    Successore a titolo particolare nel diritto controverso - Intervento nel giudizio di legittimità - Inammissibilità. Il successore a titolo particolare nel diritto controverso può ben impugnare per cassazione la sentenza di merito, entro i termini di decadenza, ma non può intervenire nel giudizio di legittimità, mancando una espressa previsione normativa riguardante la disciplina di quell'autonoma fase processuale, che consenta al terzo la partecipazione al giudizio con facoltà di esplicare difese, assumendo una veste atipica rispetto alle parti necessarie, che hanno partecipato al giudizio di merito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11375 del 11/05/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - INTERESSE AL RICORSO – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11375 del 11/05/2010
    Successore a titolo particolare nel diritto controverso - Intervento nel giudizio di legittimità - Inammissibilità. Il successore a titolo particolare nel diritto controverso può ben impugnare per cassazione la sentenza di merito, entro i termini di decadenza, ma non può intervenire nel giudizio di legittimità, mancando una espressa previsione normativa riguardante la disciplina di quell'autonoma fase processuale, che consenta al terzo la partecipazione al giudizio con facoltà di esplicare difese, assumendo una veste atipica rispetto alle parti necessarie, che hanno partecipato al giudizio di merito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11375 del 11/05/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - contumacia - notificazione e comunicazione di atti al contumace – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7790 del 31/03/2010
    Atto di intervento volontario contenente domanda nei confronti del contumace - Obbligo di notificazione a quest'ultimo - Sussistenza - Mancata notifica - Conseguenze - Nullità rilevabile solo su eccezione di parte - Fattispecie. L'atto di intervento volontario in giudizio, che contenga la formulazione di una domanda diretta nei confronti della parte rimasta contumace, deve essere notificato anche a quest'ultima parte; tuttavia, ove siffatta notifica sia stata omessa, la nullità che ne consegue non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma può essere eccepita soltanto dal contumace successivamente costituitosi o dal medesimo fatta valere con uno specifico motivo d'impugnazione della sentenza che abbia pronunciato sul merito della domanda. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7790 del 31/03/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - autonomo – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 7602 del 30/03/2010
    Terzo chiamato in garanzia impropria dal convenuto - Poteri - Conseguenze - Pronuncia nella giurisdizione - Mancata impugnazione da parte del convenuto - Impugnazione da parte del terzo - Ammissibilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 7602 del 30/03/2010 Il terzo chiamato in garanzia impropria dal convenuto in riferimento alla causa principale ha i poteri processuali di un interventore adesivo dipendente e non può - trattandosi di cause diverse e tra loro scindibili - dedurre eccezioni non sollevate dal convenuto nè impugnare autonomamente la sentenza che dichiari quest'ultimo soccombente nei confronti dell'attore. Pertanto, qualora il convenuto non abbia impugnato la pronuncia che abbia affermato la giurisdizione, in tal modo determinando la formazione del giudicato su tale punto, il terzo chiamato in garanzia impropria non può a sua volta impugnare la sentenza per far valere il difetto di giurisdizione del giudice adito relativamente alla causa principale. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 7602 del 30/03/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4309 del 23/02/2010
    Società in stato di insolvenza - Azione ex art. 2394 cod. civ. del liquidatore - Terzo assuntore del concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento - Successione a titolo particolare nel diritto controverso - Configurabilità. Il terzo assuntore del concordato preventivo di una società in stato di insolvenza è legittimato, in qualità di successore a titolo particolare del liquidatore, a spiegare intervento nel giudizio di responsabilità da quest'ultimo promosso, ai sensi dell'art. 2394 cod. civ., nei confronti degli amministratori e dei sindaci delle società, in rappresentanza della massa dei creditori. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4309 del 23/02/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - in genere - Società in stato di insolvenza - Azione ex art. 2394 cod. civ. del liquidatore - Terzo assuntore del concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento - Successione a t
    società - di capitali - società per azioni - organi sociali - amministratori - responsabilità - verso i creditori sociali - Società in stato di insolvenza - Azione ex art. 2394 cod. civ. del liquidatore - Terzo assuntore del concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento - Successione a titolo particolare nel diritto controverso - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4309 del 23/02/2010 Il terzo assuntore del concordato preventivo di una società in stato di insolvenza è legittimato, in qualità di successore a titolo particolare del liquidatore, a spiegare intervento nel giudizio di responsabilità da quest'ultimo promosso, ai sensi dell'art. 2394 cod. civ., nei confronti degli amministratori e dei sindaci delle società, in rappresentanza della massa dei creditori. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 4309 del 23/02/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - in genere - Società in stato di insolvenza - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4309 del 23/02/2010
    Azione ex art. 2394 cod. civ. del liquidatore - Terzo assuntore del concordato preventivo - Ammissibilità - Fondamento - Successione a titolo particolare nel diritto controverso - Configurabilità. Il terzo assuntore del concordato preventivo di una società in stato di insolvenza è legittimato, in qualità di successore a titolo particolare del liquidatore, a spiegare intervento nel giudizio di responsabilità da quest'ultimo promosso, ai sensi dell'art. 2394 cod. civ., nei confronti degli amministratori e dei sindaci delle società, in rappresentanza della massa dei creditori. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.4309 del 23/02/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Intervento in causa di terzi - volontario – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27398 del 28/12/2009
    Presupposti - "Legitimatio ad causam" dell'attore - Necessità - Esclusione - Fondamento. Per l'ammissibilità dell'intervento di un terzo in un giudizio tra altre parti è sufficiente che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento implicante l'opportunità di un "simultaneus processus". In particolare, la facoltà di intervento in giudizio, per far valere nei confronti di tutte le parti o di alcune di esse un proprio diritto relativo all'oggetto o dipendente dal titolo dedotto in causa, deve essere riconosciuta indipendentemente dall'esistenza o meno nel soggetto che ha instaurato il giudizio della "legitimatio ad causam", attenendo questa alle condizioni dell'azione e non ai presupposti processuali. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27398 del 28/12/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Borsa – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20935 del 30/09/2009
    Intermediazione finanziaria - Responsabilità degli autori materiali della violazione - Responsabilità delle persone giuridiche - Autonomia dei relativi rapporti - Conseguenze - Giudizio di opposizione - Litisconsorzio necessario - Esclusione - Litisconsorzio facoltativo - Configurabilità - Intervento adesivo autonomo - Ammissibilità - Riunione delle opposizioni proposte separatamente - Ammissibilità. In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, la responsabilità degli autori materiali della violazione, anche ove abbiano commesso il fatto in concorso tra loro, e quella delle persone giuridiche chiamate a risponderne, sia quali coobbligate solidali, ai sensi dell'art. 6 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sia in proprio, ai sensi dell'art. 187-ter del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, danno luogo ad una pluralità di rapporti autonomi. Ne consegue che, nel procedimento di opposizione disciplinato dall'art. 187-septies del d.lgs. n. 58 cit., non è configurabile un litisconsorzio necessario, ma un litisconsorzio facoltativo tra i predetti soggetti, essendo ciascuno di essi legittimato a spiegare intervento adesivo autonomo nel giudizio promosso dagli altri, e soccorrendo, al fine di evitare un contrasto di giudicati nel caso in cui vengano proposte separate opposizioni, le ordinarie regole in tema di connessione e riunione di procedimenti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20935 del 30/09/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere - Intermediazione finanziaria - Responsabilità degli autori materiali della violazione - Responsabilità delle persone giuridiche - Autonomia dei relativi rapporti - Conseguenz
    borsa - in genere - Intermediazione finanziaria - Responsabilità degli autori materiali della violazione - Responsabilità delle persone giuridiche - Autonomia dei relativi rapporti - Conseguenze - Giudizio di opposizione - Litisconsorzio necessario - Esclusione - Litisconsorzio facoltativo - Configurabilità - Intervento adesivo autonomo - Ammissibilità - Riunione delle opposizioni proposte separatamente - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20935 del 30/09/2009 In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, la responsabilità degli autori materiali della violazione, anche ove abbiano commesso il fatto in concorso tra loro, e quella delle persone giuridiche chiamate a risponderne, sia quali coobbligate solidali, ai sensi dell'art. 6 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sia in proprio, ai sensi dell'art. 187-ter del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, danno luogo ad una pluralità di rapporti autonomi. Ne consegue che, nel procedimento di opposizione disciplinato dall'art. 187-septies del d.lgs. n. 58 cit., non è configurabile un litisconsorzio necessario, ma un litisconsorzio facoltativo tra i predetti soggetti, essendo ciascuno di essi legittimato a spiegare intervento adesivo autonomo nel giudizio promosso dagli altri, e soccorrendo, al fine di evitare un contrasto di giudicati nel caso in cui vengano proposte separate opposizioni, le ordinarie regole in tema di connessione e riunione di procedimenti. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 20935 del 30/09/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10concordato preventivo - deliberazione ed omologazione - sentenza di omologazione - provvedimenti per la cessione dei beni – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17748 del 30/07/2009
    Controversia instaurata da un creditore - "Petitum" di condanna o comunque idoneo a influire sul riparto - Legittimazione passiva - Litisconsorzio necessario dell'imprenditore e del liquidatore giudiziale dei beni - Sussistenza - Intervento in appello del liquidatore - Ammissibilità - Autorizzazione del giudice delegato - Necessità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17748 del 30/07/2009 In caso di intervenuta ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni, se il creditore agisce proponendo non solo una domanda di accertamento del proprio diritto, ma anche una domanda di condanna o comunque idonea ad influire sulle operazioni di liquidazione e di riparto del ricavato, alla legittimazione passiva dell'imprenditore si affianca quella del liquidatore giudiziale dei beni, quale contraddittore necessario; ne consegue l'ammissibilità dell'intervento del liquidatore giudiziale in fase d'appello, anche senza l'autorizzazione del giudice delegato, essendo quest'ultima necessaria solo per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione ai sensi dell'art. 167 legge fall. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17748 del 30/07/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - volontario – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10274 del 05/05/2009
    Nozione - Mera identità di questioni di diritto - Rilievo ai fini dell'intervento - Configurabilità - Esclusione. Il diritto che, ai sensi dell'art. 105, comma primo, cod. proc. civ., il terzo può far valere in un giudizio tra altre parti, deve essere relativo all'oggetto sostanziale dell'originaria controversia, da individuarsi con riferimento al "petitum" ed alla "causa petendi", ovvero dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo a fondamento della domanda giudiziale originaria, restando irrilevante la mera identità di alcune questioni di diritto, la quale, configurando una connessione impropria, non consente l'intervento del terzo nel processo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10274 del 05/05/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10274 del 05/05/2009
    Nozione - Mera identità di questioni di diritto - Rilievo ai fini dell'intervento - Configurabilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10274 del 05/05/2009 Il diritto che, ai sensi dell'art. 105, comma primo, cod. proc. civ., il terzo può far valere in un giudizio tra altre parti, deve essere relativo all'oggetto sostanziale dell'originaria controversia, da individuarsi con riferimento al "petitum" ed alla "causa petendi", ovvero dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo a fondamento della domanda giudiziale originaria, restando irrilevante la mera identità di alcune questioni di diritto, la quale, configurando una connessione impropria, non consente l'intervento del terzo nel processo. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 10274 del 05/05/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3734 del 16/02/2009
    Terzo interveniente adesivo dipendente - Autonoma impugnazione - Ammissibilità - Esclusione. La parte che svolge intervento adesivo dipendente, ai sensi del secondo comma dell'art. 105 cod. proc. civ. - che si ha quando il terzo sostiene le ragioni di una parte senza proporre nuove domande ed ampliare il tema del contendere - può aderire all'impugnazione proposta dalla parte medesima ma non proporre impugnazione autonoma, la quale deve essere dichiarata inammissibile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3734 del 16/02/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3734 del 16/02/2009
    Terzo interveniente adesivo dipendente - Autonoma impugnazione - Ammissibilità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3734 del 16/02/2009 La parte che svolge intervento adesivo dipendente, ai sensi del secondo comma dell'art. 105 cod. proc. civ. - che si ha quando il terzo sostiene le ragioni di una parte senza proporre nuove domande ed ampliare il tema del contendere - può aderire all'impugnazione proposta dalla parte medesima ma non proporre impugnazione autonoma, la quale deve essere dichiarata inammissibile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3734 del 16/02/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - sentenza dichiarativa - opposizione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26108 del 30/10/2008
    Concordato preventivo con cessione dei beni - Risoluzione - Dichiarazione di fallimento di una società di persone esteso ai soci - Opposizione dei singoli soci - Litisconsorzio necessario della società - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. In tema di fallimento dichiarato in esito alla risoluzione del concordato preventivo con cessione dei beni a carico di società di persone, con estensione ex art. 147 legge fall. ai soci illimitatamente responsabili, nel giudizio di opposizione instaurato da questi ultimi non sussiste litisconsorzio necessario in capo alla società, considerato che il diritto di difesa dell'originario soggetto fallito trova adeguata tutela nella possibilità di partecipare al giudizio di opposizione spiegando in esso intervento volontario ex art. 105, secondo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26108 del 30/10/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10litisconsorzio - necessario - in genere – Fallimento di una società con estensione ai soci illimitatamente responsabili - Opposizione alla dichiarazione di fallimento proposta dai soci - Giudizio conseguente - Litisconsorzio necessario con la società - Su
    fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - sentenza dichiarativa - opposizione - in genere - Concordato preventivo con cessione dei beni - Risoluzione - Dichiarazione di fallimento di una società di persone esteso ai soci - Opposizione dei singoli soci - Litisconsorzio necessario della società - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26108 del 30/10/2008 In tema di fallimento dichiarato in esito alla risoluzione del concordato preventivo con cessione dei beni a carico di società di persone, con estensione ex art. 147 legge fall. ai soci illimitatamente responsabili, nel giudizio di opposizione instaurato da questi ultimi non sussiste litisconsorzio necessario in capo alla società, considerato che il diritto di difesa dell'originario soggetto fallito trova adeguata tutela nella possibilità di partecipare al giudizio di opposizione spiegando in esso intervento volontario ex art. 105, secondo comma, cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 26108 del 30/10/2008 Legge Falliment. art. 18, Legge Falliment. art. 147,  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - poteri dell'interventore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008
    Attività assertiva dell'interventore - Soggezione a preclusioni - Esclusione - Conseguenze - Possibilità per l'interventore di formulare domande anche quando l'intervento sia successivo al maturare delle preclusioni istruttorie - Sussistenza - Violazione dei princìpi del giusto processo o del diritto di difesa - Esclusione - Fondamento. Chi interviene volontariamente in un processo già ha sempre la facoltà di formulare domande nei confronti delle altre parti, quand'anche sia ormai spirato il termine di cui all'art. 183 cod. proc. civ. per la fissazione del "thema decidendum"; né tale interpretazione dell'art. 268 cod. proc. civ. viola il principio di ragionevole durata del processo od il diritto di difesa delle parti originarie del giudizio: infatti l'interveniente, dovendo accettare il processo nello stato in cui si trova, non può dedurre - ove sia già intervenuta la relativa preclusione -nuove prove e, di conseguenza non vi è né il rischio di riapertura dell'istruzione, né quello che la causa possa essere decisa sulla base di fonti di prova che le parti originarie non abbiano potuto debitamente contrastare. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - su istanza di parte (chiamata) - poteri dell'interventore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008
    Attività assertiva dell'interventore - Soggezione a preclusioni - Esclusione - Conseguenze - Possibilità per l'interventore di formulare domande anche quando l'intervento sia successivo al maturare delle preclusioni istruttorie - Sussistenza - Violazione dei princìpi del giusto processo o del diritto di difesa - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008 Chi interviene volontariamente in un processo già ha sempre la facoltà di formulare domande nei confronti delle altre parti, quand'anche sia ormai spirato il termine di cui all'art. 183 cod. proc. civ. per la fissazione del "thema decidendum"; né tale interpretazione dell'art. 268 cod. proc. civ. viola il principio di ragionevole durata del processo od il diritto di difesa delle parti originarie del giudizio: infatti l'interveniente, dovendo accettare il processo nello stato in cui si trova, non può dedurre - ove sia già intervenuta la relativa preclusione -nuove prove e, di conseguenza non vi è né il rischio di riapertura dell'istruzione, né quello che la causa possa essere decisa sulla base di fonti di prova che le parti originarie non abbiano potuto debitamente contrastare. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25264 del 16/10/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10legittimazione - ad causam – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16047 del 13/06/2008
    Individuazione del soggetto legittimato a stare in giudizio - Riferimento alla situazione di diritto vigente al momento della introduzione della lite - Necessità - Disciplina, sopravvenuta durante il giudizio di appello, che prevede la necessità di integrazione del contraddittorio verso altro soggetto - Irrilevanza - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16047 del 13/06/2008 Ai fini della corretta individuazione del soggetto legittimato a stare in giudizio in relazione alla domanda proposta, occorre aver riguardo alla situazione di diritto vigente al momento della introduzione della lite, restando irrilevante la disciplina, sopravvenuta durante il giudizio di appello, che prevede la necessità di integrazione del contraddittorio verso altro soggetto, non chiamato in causa nel precedente grado di giudizio. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che in una controversia, introdotta prima dell'entrata in vigore del d.l. n. 269 del 2003, convertito in legge n. 326 del 2003, e proposta contro il ministero dell'Interno ai fini dell'attribuzione dell'indennità di accompagnamento, aveva dichiarato estinto il giudizio per inottemperanza all'ordine di integrazione del contraddittorio nei confronti del Ministero del Tesoro, la cui necessaria partecipazione al giudizio era prevista solo dalla citata norma, sopravvenuta durante il giudizio di appello). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 16047 del 13/06/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - sentenza dichiarativa - opposizione - in genere - Intervento spiegato dal terzo per sostenere l'opposizione - Carattere di intervento adesivo dipendente - Sussistenza - Acquiescenza al rigetto dell'opp
    domanda giudiziale - interesse ad agire - Sussistenza - Accertamento - Necessità - Rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio - Configurabilità - Opposizione alla sentenza di fallimento - Intervento adesivo dipendente - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 971 del 18/01/2008 L'intervento spiegato da un terzo nel giudizio promosso dalla società fallita, con opposizione proposta dal legale rappresentante avverso la dichiarazione di fallimento, ha carattere adesivo dipendente ai sensi dell'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., nel caso in cui il terzo si schieri a sostegno delle ragioni dell'opponente, nè è ipotizzabile un intervento principale o adesivo autonomo, poichè il giudizio ha per oggetto il solo accertamento dei presupposti del fallimento; ne consegue che l'assenza di interesse ad agire è rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento allorchè la parte opponente abbia fatto acquiescenza alla pronuncia di rigetto dell'opposizione e l'intervento sia tardivo rispetto ad una potenziale opposizione autonoma, non bastando che il terzo rivesta anche l'astratta qualità di interessato al giudizio di cui all'art. 18 legge fall.. (Nella specie, l'opposizione era stata svolta dall'ultimo amministratore della società fallita ed in veste di suo legale rappresentante, mentre il coniuge terzo interventore, altresì creditore e garante della fallita, convenuto in riconvenzionale in altro giudizio intentato dal curatore, nonchè chiamato all'eredità della persona fisica dell'amministratore e divenuto così anche socio, non aveva coltivato tale posizione sostanziale con autonoma domanda nei termini di cui all'art. 18 predetto, limitandosi ad aderire a quella della società, nel frattempo soccombente e decaduta dall'appello). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 971 del 18/01/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - sentenza dichiarativa - opposizione - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 971 del 18/01/2008
    Intervento spiegato dal terzo per sostenere l'opposizione - Carattere di intervento adesivo dipendente - Sussistenza - Acquiescenza al rigetto dell'opposizione della parte adiuvata - Conseguenze - Fattispecie. L'intervento spiegato da un terzo nel giudizio promosso dalla società fallita, con opposizione proposta dal legale rappresentante avverso la dichiarazione di fallimento, ha carattere adesivo dipendente ai sensi dell'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., nel caso in cui il terzo si schieri a sostegno delle ragioni dell'opponente, nè è ipotizzabile un intervento principale o adesivo autonomo, poichè il giudizio ha per oggetto il solo accertamento dei presupposti del fallimento; ne consegue che l'assenza di interesse ad agire è rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento allorchè la parte opponente abbia fatto acquiescenza alla pronuncia di rigetto dell'opposizione e l'intervento sia tardivo rispetto ad una potenziale opposizione autonoma, non bastando che il terzo rivesta anche l'astratta qualità di interessato al giudizio di cui all'art. 18 legge fall.. (Nella specie, l'opposizione era stata svolta dall'ultimo amministratore della società fallita ed in veste di suo legale rappresentante, mentre il coniuge terzo interventore, altresì creditore e garante della fallita, convenuto in riconvenzionale in altro giudizio intentato dal curatore, nonchè chiamato all'eredità della persona fisica dell'amministratore e divenuto così anche socio, non aveva coltivato tale posizione sostanziale con autonoma domanda nei termini di cui all'art. 18 predetto, limitandosi ad aderire a quella della società, nel frattempo soccombente e decaduta dall'appello). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 971 del 18/01/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - interesse ad agire – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 971 del 18/01/2008
    Sussistenza - Accertamento - Necessità - Rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio - Configurabilità - Opposizione alla sentenza di fallimento - Intervento adesivo dipendente - Fattispecie. L'intervento spiegato da un terzo nel giudizio promosso dalla società fallita, con opposizione proposta dal legale rappresentante avverso la dichiarazione di fallimento, ha carattere adesivo dipendente ai sensi dell'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., nel caso in cui il terzo si schieri a sostegno delle ragioni dell'opponente, nè è ipotizzabile un intervento principale o adesivo autonomo, poichè il giudizio ha per oggetto il solo accertamento dei presupposti del fallimento; ne consegue che l'assenza di interesse ad agire è rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento allorchè la parte opponente abbia fatto acquiescenza alla pronuncia di rigetto dell'opposizione e l'intervento sia tardivo rispetto ad una potenziale opposizione autonoma, non bastando che il terzo rivesta anche l'astratta qualità di interessato al giudizio di cui all'art. 18 legge fall.. (Nella specie, l'opposizione era stata svolta dall'ultimo amministratore della società fallita ed in veste di suo legale rappresentante, mentre il coniuge terzo interventore, altresì creditore e garante della fallita, convenuto in riconvenzionale in altro giudizio intentato dal curatore, nonchè chiamato all'eredità della persona fisica dell'amministratore e divenuto così anche socio, non aveva coltivato tale posizione sostanziale con autonoma domanda nei termini di cui all'art. 18 predetto, limitandosi ad aderire a quella della società, nel frattempo soccombente e decaduta dall'appello). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 971 del 18/01/2008  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Concordato preventivo - deliberazione ed omologazione - sentenza di omologazione - provvedimenti per la cessione dei beni – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17748 del 30/07/2009
    Controversia instaurata da un creditore - "Petitum" di condanna o comunque idoneo a influire sul riparto - Legittimazione passiva - Litisconsorzio necessario dell'imprenditore e del liquidatore giudiziale dei beni - Sussistenza - Intervento in appello del liquidatore - Ammissibilità - Autorizzazione del giudice delegato - Necessità - Esclusione. In caso di intervenuta ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni, se il creditore agisce proponendo non solo una domanda di accertamento del proprio diritto, ma anche una domanda di condanna o comunque idonea ad influire sulle operazioni di liquidazione e di riparto del ricavato, alla legittimazione passiva dell'imprenditore si affianca quella del liquidatore giudiziale dei beni, quale contraddittore necessario; ne consegue l'ammissibilità dell'intervento del liquidatore giudiziale in fase d'appello, anche senza l'autorizzazione del giudice delegato, essendo quest'ultima necessaria solo per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione ai sensi dell'art. 167 legge fall. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17748 del 30/07/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - intervento in causa di terzi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007
    Intervento principale e intervento litisconsortile nel processo - Condizioni previste dall'art. 105 cod. proc. civ. - Individuazione - Fattispecie. Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'articolo 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità' dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ravvisato un collegamento di tal genere tra l'iniziale domanda di sequestro conservativo relativa alla quota ideale di un patrimonio comune e quella di divisione dello stesso patrimonio). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007
    Intervento principale e intervento litisconsortile nel processo - Condizioni previste dall'art. 105 cod. proc. civ. - Individuazione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007 Ai fini dell'intervento principale o dell'intervento litisconsortile nel processo, anche se l'articolo 105 cod. proc. civ. esige che il diritto vantato dall'interveniente non sia limitato ad una meramente generica comunanza di riferimento al bene materiale in relazione al quale si fanno valere le antitetiche pretese delle parti, la diversa natura delle azioni esercitate, rispettivamente, dall'attore in via principale e dal convenuto in via riconvenzionale rispetto a quella esercitata dall'interveniente, o la diversità dei rapporti giuridici con le une e con l'altra dedotti in giudizio, non costituiscono elementi decisivi per escludere l'ammissibilità' dell'intervento, essendo sufficiente a farlo ritenere ammissibile la circostanza che la domanda dell'interveniente presenti una connessione od un collegamento con quella di altre parti relative allo stesso oggetto sostanziale, tali da giustificare un simultaneo processo. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ravvisato un collegamento di tal genere tra l'iniziale domanda di sequestro conservativo relativa alla quota ideale di un patrimonio comune e quella di divisione dello stesso patrimonio). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14844 del 27/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - interesse al ricorso – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10215 del 04/05/2007
    Intervento in cassazione del successore a titolo particolare - Inammissibilità. L'intervento del successore a titolo particolare non è ammissibile nel giudizio di cassazione, al quale partecipano soltanto le parti, ancora viventi, del giudizio di merito. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10215 del 04/05/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Famiglia - filiazione - filiazione naturale - dichiarazione giudiziale di paternità e maternità - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8355 del 03/04/2007
    Procedimento relativo - Soggetti portatori di un interesse contrario all'accoglimento della domanda - Intervento in giudizio - Natura - Intervento principale. In tema di dichiarazione giudiziale della paternità o maternità naturale, l'ultimo comma dell'art.276 cod.civ., in base al quale alla domanda può contraddire "chiunque vi abbia interesse", configura una forma di intervento principale, ai sensi dell'art.105, comma primo, cod.proc.civ., e non meramente adesivo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8355 del 03/04/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8350 del 03/04/2007
    Interventore adesivo volontario - Litisconsorzio processuale - Sussistenza - Ricorso per cassazione - Rituale notifica nei suoi confronti - Omessa notifica a una delle parti originarie - Integrazione del contraddittorio - Necessità. A seguito di intervento adesivo volontario, ai sensi dell'art. 105 cod. proc. civ., pur ricorrendo un'ipotesi di cause sostanzialmente scindibili, si configura un litisconsorzio necessario processuale e la causa deve considerarsi inscindibile nei confronti dell'interventore, con la conseguenza che la Corte di cassazione, accertata la ritualità e la tempestività della notifica nei suoi confronti, deve disporre l'integrazione del contraddittorio nei confronti di una delle parti originarie nei cui confronti sia stata omessa la notifica del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8350 del 03/04/2007...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10famiglia - filiazione - filiazione naturale - dichiarazione giudiziale di paternità e maternità - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8355 del 03/04/2007
    Procedimento relativo - Soggetti portatori di un interesse contrario all'accoglimento della domanda - Intervento in giudizio - Natura - Intervento principale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8355 del 03/04/2007 In tema di dichiarazione giudiziale della paternità o maternità naturale, l'ultimo comma dell'art.276 cod.civ., in base al quale alla domanda può contraddire "chiunque vi abbia interesse", configura una forma di intervento principale, ai sensi dell'art.105, comma primo, cod.proc.civ., e non meramente adesivo. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8355 del 03/04/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8350 del 03/04/2007
    Interventore adesivo volontario - Litisconsorzio processuale - Sussistenza - Ricorso per cassazione - Rituale notifica nei suoi confronti - Omessa notifica a una delle parti originarie - Integrazione del contraddittorio - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8350 del 03/04/2007 A seguito di intervento adesivo volontario, ai sensi dell'art. 105 cod. proc. civ., pur ricorrendo un'ipotesi di cause sostanzialmente scindibili, si configura un litisconsorzio necessario processuale e la causa deve considerarsi inscindibile nei confronti dell'interventore, con la conseguenza che la Corte di cassazione, accertata la ritualità e la tempestività della notifica nei suoi confronti, deve disporre l'integrazione del contraddittorio nei confronti di una delle parti originarie nei cui confronti sia stata omessa la notifica del ricorso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 8350 del 03/04/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - intervento in causa – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4213 del 23/02/2007
    Intervento adesivo o iussu iudicis - Possibilità di condannare l'interventore alle spese - Sussistenza - Condizioni. È soccombente rispetto alla parte vincitrice, e può perciò essere condannata al rimborso delle spese del processo, non solo la parte che propone domande, ma anche quella che interviene nel processo per sostenere le ragioni di una parte o che, chiamata nel processo da una delle parti, ne sostiene le ragioni contro l'altra. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4213 del 23/02/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10intervento in causa di terzi - volontario - adesivo - dipendente – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24370 del 16/11/2006
    Facoltà riconosciute alla parte interveniente - Di autonoma impugnazione della sentenza - Esclusione - Fattispecie in tema di azione per la responsabilità civile del magistrato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24370 del 16/11/2006 L'intervento adesivo dipendente, previsto dall'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., dà luogo ad un giudizio unico con pluralità di parti, nel quale i poteri dell'intervenuto sono limitati all'espletamento di un'attività' accessoria e subordinata a quella svolta dalla parte adiuvata, potendo egli sviluppare le proprie deduzioni ed eccezioni unicamente nell'ambito delle domande ed eccezioni proposte da detta parte; ne consegue che, in caso di acquiescenza alla sentenza della parte adiuvata, l'interventore non può proporre alcuna autonoma impugnazione, né in via principale né in via incidentale.(Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale condizionato proposto da un magistrato nel giudizio tra il cittadino che proponeva azione per la responsabilità civile del magistrato stesso e lo Stato italiano, ove egli aveva spiegato intervento adesivo dipendente, relativamente ad un capo della sentenza di appello non impugnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24370 del 16/11/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - intervento in causa di terzi - volontario - adesivo – di I – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24370 del 16/11/2006
    Facoltà riconosciute alla parte interveniente - Di autonoma impugnazione della sentenza - Esclusione - Fattispecie in tema di azione per la responsabilità civile del magistrato. L'intervento adesivo di, previsto dall'art. 105, secondo comma, cod. proc. civ., dà luogo ad un giudizio unico con pluralità di parti, nel quale i poteri dell'intervenuto sono limitati all'espletamento di un'attività' accessoria e subordinata a quella svolta dalla parte adiuvata, potendo egli sviluppare le proprie deduzioni ed eccezioni unicamente nell'ambito delle domande ed eccezioni proposte da detta parte; ne consegue che, in caso di acquiescenza alla sentenza della parte adiuvata, l'interventore non può proporre alcuna autonoma impugnazione, né in via principale né in via incidentale.(Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale condizionato proposto da un magistrato nel giudizio tra il cittadino che proponeva azione per la responsabilità civile del magistrato stesso e lo Stato italiano, ove egli aveva spiegato intervento adesivo di, relativamente ad un capo della sentenza di appello non impugnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24370 del 16/11/2006   ...

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    Criteri per le prove orali per l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato.

    La Commissione Centrale per l’esame di Stato del Ministero della Giustizia ha definito i criteri per lo svolgimento e la valutazione delle prove orali per l’esame di abilitazione alla professione forense.

    VII corso intensivo A DISTANZA esame avvocato 2019 - Interattivo nella virtual classroom

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    ESAME AVVOCATO 2019

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    con gli stessi docenti e lo stesso programma del corso frontale di Roma

    VII Corso intensivo FRONTALE a ROMA esame avvocato 2019 - Scuola forense foroeuropeo

    VII CORSO INTENSIVO FRONTALE a ROMA
    preparazione esame Avvocato 2019

    13 Settembre/ 3 Dicembre 2019

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    incontro con i corsisti della SCUOLA FORENSE FOROEUROPEO che hanno superato la prova scritta

    Roma 16 Luglio 2019 - Incontro con alcuni dei corsisti della Scuola forense foroeuropeo che hanno superato la prova scritta esame avvocato 2018  Aula Magna Scuola Dante - La lista dei corsisti Foroeuropeo che sono stati ammessi alle prove orali.

    Domande e risposte per l’esame orale di avvocato 2018

    Foroeuropeo - Foroeuropeo AN1178Esame orale Avvocato 2018 - La Scuola Forense Foroeuropeo, per dare un ulteriore supporto a coloro che hanno superato la prova scritta e che devono prepararsi alla prova orale ha sviluppato i Quaderni  con domande e risposte. 

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    • 25 Giugno 2019 H. 13.30/16.30 - Diritto di Famiglia: i tempi di permanenza con il padre dei figli minori  - la dichiarazione giurata dei redditi e del patrimonio nel processo della famiglia - negoziazione assistita  Relatori avv. Marina Petrolo e avv. Giorgio Vaccaro – Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  – Due crediti formativi

       

       

    • 11 Giugno 2019 H. 13.30/16.30 - La cosiddetta legge “spazzacorrotti”- Legge 9 Gennaio 2019, n. 3 “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”  Le innovazione sulla L. 231/2001 - Introduce Avv. Domenico Condello - Avv. Irma Conti - Avv. Valeria Raimondo - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  – Due crediti formativi

    • 28 Maggio 2019 H.13.30/16.30Diritto del lavoro: i nuovi confini del lavoro subordinato. Il rapporto di lavoro disciplinato dal decreto 14 del 2019 e sui licenziamenti corte costituzionale e decreto dignità - relatori avv. Filippo Aiello e avv. Nicola Petracca - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  –  due crediti formativi

       

    • 7 Maggio 2019 - Diritto Comunitario: le leggi italiane che discriminano i lavoratori stranieri in Italia e la tutela dell’ambiente nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – relatori avv. Maurizio de Stefano - avv. Andrea Saccucci - Convegno in videoconferenza accreditamento dal C.N.F. 

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      12 Marzo 2019 - Banche dati online e offline, internet, la posta elettronica ordinaria e certificata - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.

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      5 Marzo 2019  - Il processo amministrativo telematico - Relatori avv. Domenico Condello e Dr. Marco Marini - Videoconferenza di gruppo accreditato da parte del C.N.F.

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