Cause scindibili e inscindibili - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 28032 del 21/10/2025 (Rv. 676045 - 01)Notificazione dell'impugnazione in cause SCINDIBILI - Ricorso per cassazione - Cause scindibili - Notifica a una delle parti al mero scopo di litis denuntiatio - Liquidazione delle spese a favore del controricorrente, distrattario nel giudizio di rinvio - Esclusione - Fattispecie.
In tema di liquidazione delle spese processuali, ove venga proposto ricorso contro una sentenza pronunciata tra più parti in cause scindibili ed il ricorrente risulti soccombente, sono irripetibili le spese sostenute dal controricorrente al quale sia stato notificato il ricorso al mero scopo di "litis denuntiatio", non essendo questi contraddittori del ricorrente e rimanendo indifferente all'esito della lite.
(Nella specie, la S.C., investita dell'impugnazione di una sentenza, emessa dalla Corte di appello in sede di rinvio, di condanna della parte soccombente al risarcimento del danno per lite temeraria in favore dell'altra, ha dichiarato irripetibili le spese richieste per detta fase dai legali dell'intimata a titolo di litis denuntiatio, in quanto gli stessi, costituitisi quali controricorrenti nel giudizio di legittimità, non potevano considerarsi contraddittori rispetto al capo di condanna ex art. 96 c.p.c., essendo già stata disposta a loro favore dalla corte territoriale la distrazione delle spese relative al rinvio).
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 28032 del 21/10/2025 (Rv. 676045 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_332, Cod_Proc_Civ_art_360, Cod_Proc_Civ_art_370, Cod_Proc_Civ_art_385, Cod_Proc_Civ_art_093, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
"Ius superveniens" - responsabilita' aggravata - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 19641 del 16/07/2025 (Rv. 675234 - 01)Lite temeraria - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Definizione del giudizio in conformità alla proposta ex art. 380-bis c.p.c. - Condanna ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. - Presupposti - Differenze.
Dalla definizione del giudizio in conformità alla proposta ex art. 380-bis c.p.c. discende l'applicazione, senza alcuna valutazione discrezionale della Corte, delle sanzioni di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 96 c.p.c.: tuttavia, a differenza della sanzione di cui al comma 3, quella di cui al comma 4 prescinde dalla costituzione dell'intimato, in quanto, da un lato, si tratta di una sanzione prevista a favore della collettività e non della parte vittoriosa, e, dall'altro, la ratio della norma é diretta a disincentivare la richiesta di definizione ordinaria a fronte di una proposta di definizione accelerata.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 19641 del 16/07/2025 (Rv. 675234 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_380_2 …...
Veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14691 del 31/05/2025 (Rv. 674987 - 01)Risarcimento del danno - azione diretta nei confronti dell'assicurato - azione per il risarcimento dei danni - richiesta di risarcimento all'assicuratore (o impresa designata o ina) - Richiesta di risarcimento del danneggiato - Scadenza del termine per la formulazione di proposta di risarcimento - Inerzia dell'assicuratore - Conseguente domanda di adempimento coattivo - Esclusione - Ragioni - Effetti di tale inerzia.
In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile da circolazione dei veicoli a motore, a seguito di richiesta di risarcimento del danneggiato, la scadenza dei termini di cui all'art. 148, commi 1 e 2, c.ass. senza formulazione della proposta di risarcimento dell'assicuratore e senza comunicazione delle ragioni del diniego, non giustifica la proposizione di una domanda di condanna all'adempimento coattivo del relativo obbligo, atteso che l'ordinamento ricollega all'inerzia dell'assicuratore esclusivamente la possibilità per il danneggiato di far valere la pretesa risarcitoria in sede giudiziale, salvi, sul piano amministrativo, gli accertamenti dell'IVASS ex artt. 7 e 148, comma 10, c.ass., nonché, sul piano civilistico, la responsabilità dell'assicuratore per ritardo nel pagamento ex art. 1219 c.c. e infine, sul piano processuale, la sua eventuale responsabilità ex art. 96, comma 1, c.p.c., ove ne sussistano i presupposti all'esito del giudizio.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14691 del 31/05/2025 (Rv. 674987 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1219, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
"Ius superveniens" - Responsabilità aggravata - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 13863 del 25/05/2025 (Rv. 674971-01)Estraneità del fatto fondante l'abuso - Valorizzazione - Esclusione - Fattispecie.
In materia di responsabilità aggravata, ai fini dell'accertamento dell'abuso del processo non può essere valorizzato un fatto estraneo all'ambito del giudizio. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza che aveva fondato la condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. sulla ritenuta consapevolezza in capo alla ricorrente di un presunto credito privilegiato di lavoro vantato verso la procedura fallimentare, pur essendo elemento estraneo all'oggetto del giudizio, che verteva su un indennizzo per equa riparazione ex l. n. 89 del 2001).
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 13863 del 25/05/2025 (Rv. 674971-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096 …...
"Ius superveniens" - responsabilità aggravata - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 13315 del 19/05/2025 (Rv. 675056 - 01)Temerarietà della lite - Condizioni - Devoluzione del relativo accertamento al giudice del merito - Incensurabilità in sede di legittimità - Fattispecie.
In materia di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., ai fini della condanna al risarcimento dei danni, l'accertamento dei requisiti costituiti dall'aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, ovvero dal difetto della normale prudenza, implica un apprezzamento di fatto non censurabile in sede di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto congruamente motivata la condanna per responsabilità aggravata del ricorrente ascritta, dalla corte di merito, ad una colpa grave sostanziatasi nella pervicace reiterazione di argomentazioni già disattese in altri sette giudizi di analogo tenore).
Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 13315 del 19/05/2025 (Rv. 675056 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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Preclusioni istruttorie - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 12636 del 12/05/2025 (Rv. 675332 - 01)Successiva produzione di un documento - Termine per controdedurre e articolare prova contraria - Necessità - Documento già conosciuto o maliziosamente nascosto all'avversario - Conseguenze.
La produzione di un documento dopo che sono maturate le preclusioni istruttorie impone al giudice di assegnare alla controparte un termine per controdedurre e articolare prova contraria, anche se essa era già a conoscenza del documento medesimo o lo abbia maliziosamente nascosto all'avversario, potendo tale contegno rilevare solo ai fini della responsabilità aggravata.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 12636 del 12/05/2025 (Rv. 675332 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_183, Cod_Proc_Civ_art_171_3, Cod_Proc_Civ_art_088, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Cassazione (ricorso per) - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 2526 del 03/02/2025 (Rv. 673748-02)Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Ricorso manifestamente abnorme - Istanza di decisione priva dei requisiti - Decisione all'esito di adunanza camerale - Declaratoria di estinzione del giudizio - Ragioni - Condanna ai sensi dell'art. 96, comma 4, c.p.c. - Ammissibilità - Raddoppio del contributo unificato - Inammissibilità - Fondamento.
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c., in presenza di un ricorso manifestamente abnorme, se l'istanza di decisione risulta priva dei requisiti previsti dalla legge, come nel caso in cui non sia depositata telematicamente né sottoscritta dal difensore, il Collegio deve dichiarare estinto il giudizio, senza necessità di procedere nelle forme di cui all'art. 380-bis.1 c.p.c., e, in ragione della manifesta abnormità dell'atto processuale, evidenziata dalla proposta di definizione, può applicare la sanzione di cui all'art. 96, comma 4, c.p.c., mentre deve escludersi la ricorrenza dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, la quale è misura eccezionale, lato sensu sanzionatoria, applicabile ai soli casi – tipici - previsti dall'art. 13, comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002, norma di stretta interpretazione e non suscettibile, pertanto, di interpretazione estensiva o analogica.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 2526 del 03/02/2025 (Rv. 673748-02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_380_11, Cod_Proc_Civ_art_391, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380 bis c.p.c. - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 560 del 09/01/2025 (Rv. 673504-05)Cassazione (ricorso per) - Istanza di decisione - Rimessione alla pubblica udienza per questione di rilievo nomofilattico - Conformità della decisione definitiva alla proposta - Esclusione - Conseguenze.
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c., la rimessione alla pubblica udienza - fissata in esito all'adunanza camerale conseguente ad istanza del ricorrente e in considerazione della riscontrata necessità di esaminare una questione di rilievo nomofilattico - esclude la conformità della decisione definitiva all'iniziale proposta e, perciò, non può farsi applicazione dell'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 560 del 09/01/2025 (Rv. 673504-05)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
"ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 34429 del 25/12/2024 (Rv. 673363-01)Presupposti - Carico giudiziario dell'ufficio - Esclusione - Condotte tipizzate - Individuazione - Necessità.
La condanna per responsabilità aggravata ai sensi dell'art. 96, terzo comma, c.p.c. non può essere fondata sul mero aggravamento del carico giudiziario dell'ufficio che l'introduzione della lite ha contribuito a determinare, essendo necessario individuare a tal fine la specifica condotta abusiva da imputare al soggetto soccombente, così come si verifica nel caso di insistenza colpevole in tesi giuridiche già reputate manifestamente infondate dal primo giudice, ovvero in censure della sentenza impugnata la cui inconsistenza giuridica avrebbe potuto essere apprezzata dall'appellante in modo da evitare il gravame, nonché in ipotesi di abuso del processo, di proposizione di una impugnazione dai contenuti estremamente distanti dal diritto vivente e dai precetti del codice di rito e, ancora, in ipotesi di errori grossolani nella redazione dell'impugnazione.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 34429 del 25/12/2024 (Rv. 673363-01)
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Condanna alle spese - soccombenza - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 15232 del 30/05/2024 (Rv. 671471-01)Condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Presupposti - Condanna alle spese ex art. 91 c.p.c. - Totale soccombenza - Necessità.
La condanna per l'abuso dello strumento processuale non può essere disgiunta dalla condanna alle spese processuali e presuppone, altresì, che la domanda sia stata totalmente accolta, stante il richiamo operato dall'art. 96, comma 3 c.p.c. all'art. 91 c.p.c. ed al principio di soccombenza ivi stabilito.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 15232 del 30/05/2024 (Rv. 671471-01)
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Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Definizione del giudizio in conformità alla proposta ex art. 380-bis c.p.c. nel testo riformato dal d.lgs. n. 149 del 2022 - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 10955 del 23/04/2024 (Rv. 670894-01)Condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. - Giudizi di cassazione pendenti alla data del 28 febbraio 2023 - Applicabilità - Sussistenza - Ragioni. - lite temeraria
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi, l'art. 380-bis, comma 3, c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022), che, per i casi di definizione del giudizio in conformità alla proposta, richiama l'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c., si applica ai giudizi di cassazione pendenti alla data del 28 febbraio 2023, poiché l'art. 35, comma 6, del citato d.lgs. fa riferimento ai giudizi introdotti con ricorso già notificato alla data dell'1 gennaio 2023 per i quali non sia stata ancora fissata udienza o adunanza in camera di consiglio e una diversa interpretazione, volta ad applicare la normativa in esame ai giudizi iniziati in data successiva al 28 febbraio 2023, depotenzierebbe lo scopo di agevolare la definizione delle pendenze in sede di legittimità, anche tramite l'individuazione di strumenti dissuasivi di condotte rivelatesi prive di giustificazione.
Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 10955 del 23/04/2024 (Rv. 670894-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
"Ius superveniens" - liquidazione - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - procedimento - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10164 del 16/04/2024 (Rv. 670739-01)Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Proposta relativa a ricorso principale ed incidentale non condizionato - Istanza di decisione di una sola parte - Conseguenze - Rinuncia all’impugnazione non coltivata - Decisione di quella coltivata - Conseguenze sulla regolamentazione delle spese.
In tema di procedimento per la decisione accelerata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ove la proposta di decisione riguardi sia il ricorso principale che quello incidentale non condizionato e l'istanza di decisione sia depositata da una sola delle parti, l'impugnazione non coltivata va considerata rinunciata e va decisa solo quella coltivata, cosicché se tale decisione sia conforme alla proposta, la condanna in favore della cassa ammende ex art. 96, comma 4, c.p.c. ed il raddoppio del contributo unificato, dipendente dalla pronuncia di improcedibilità, inammissibilità o rigetto del ricorso, si applicano nei soli confronti della parte richiedente la decisione, mentre le spese del giudizio di legittimità vanno regolate in base al suo esito complessivo, considerando non soltanto la decisione del ricorso coltivato, ma anche la sostanziale soccombenza dell'altra parte, che pur avendo inizialmente proposto impugnazione, abbia scelto di non coltivarla facendo acquiescenza alla proposta di definizione anticipata.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 10164 del 16/04/2024 (Rv. 670739-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_380_2 …...
"ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 6792 del 14/03/2024 (Rv. 670500-01)Responsabilità aggravata nel giudizio di cassazione, ex art. 96 comma 3 c.p.c. - Istanza del controricorrente - Proposizione nel controricorso - Necessità.
L'istanza di condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, comma 1, c.p.c. può essere proposta anche nel giudizio di legittimità, purché essa sia formulata, a pena di inammissibilità, nel controricorso.
Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 6792 del 14/03/2024 (Rv. 670500-01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36591 del 30/12/2023 (Rv. 669749 - 01)Responsabilita' aggravata - lite temeraria - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Fondamento costituzionale - Art. 111 Cost. - Mala fede o colpa grave - Contenuto - Fattispecie.
Il fondamento costituzionale della responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c., risiede nell'art. 111 Cost. - il quale, ai commi 1 e 2, sancisce il principio del giusto processo regolato dalla legge e quello, al primo consustanziale, della sua ragionevole durata - e ha come presupposto la mala fede o colpa grave, da intendersi quale espressione di scopi o intendimenti abusivi, ossia strumentali o comunque eccedenti la normale funzione del processo, i quali non necessariamente devono emergere dal testo degli atti della parte soccombente, potendo desumersi anche da elementi extratestuali concernenti il più ampio contesto nel quale l'iniziativa processuale s'inscrive. (Nella specie, S.C. ha ritenuto che tali presupposti ricorressero in relazione a un ricorso per cassazione basato sulla mera reiterazione di argomentazioni identiche a quelle già compiutamente esaminate e motivatamente confutate da numerosi precedenti di legittimità, i quali non venivano presi in alcuna considerazione, nonostante si riferissero, in molti casi, a precedenti ricorsi patrocinati dallo stesso difensore).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 36591 del 30/12/2023 (Rv. 669749 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 31839 del 15/11/2023 (Rv. 669478 - 02)Responsabilita' aggravata - lite temeraria - impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - in genere - Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Istanza di decisione affetta da vizi processuali - Decisione collegiale - Contenuto - Art. 380-bis, comma 3, c.p.c. - Applicabilità - Sussistenza.
Nel procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c., quando l'istanza di definizione del giudizio dopo la formulazione della proposta sia stata fatta in modo irrituale, il Collegio fissato in adunanza camerale definisce il giudizio in conformità alla proposta per ragioni di rito impedienti la discussione su di essa, con piena applicazione del terzo comma della citata disposizione.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 31839 del 15/11/2023 (Rv. 669478 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 28540 del 13/10/2023 (Rv. 669313 - 01)Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Istanza di decisione - Conformità della decisione definitiva alla proposta - Configurabilità - Conseguenze - Presunzione ex lege di responsabilità aggravata - Sussistenza.
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, l'art. 380-bis, comma 3, c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022) - che, nei casi di definizione del giudizio in conformità alla proposta, contiene una valutazione legale tipica della sussistenza dei presupposti per la condanna ai sensi del terzo e del quarto comma dell'art. 96 c.p.c. - codifica un'ipotesi normativa di abuso del processo, poiché non attenersi ad una valutazione del proponente poi confermata nella decisione definitiva lascia presumere una responsabilità aggravata del ricorrente.
Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 28540 del 13/10/2023 (Rv. 669313 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_380_2 …...
litisconsorzio necessario Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 28219 del 06/10/2023 (Rv. 669350 - 01)Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Istanza di decisione formulata da un solo litisconsorte necessario - Conseguenze - Trattazione del processo ai sensi dell'art. 380-bis.1 c.p.c. anche nei confronti degli altri - Necessità - Fondamento.
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, previsto dall'art. 380-bis, comma 3, c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022), l'istanza di decisione, tempestivamente presentata da uno solo dei litisconsorti necessari, fa sì che il processo litisconsortile, in virtù dell'inscindibilità delle cause, debba essere trattato nelle forme camerali di cui all'art. 380-bis.1 c.p.c. anche nei confronti degli altri litisconsorti che non abbiano presentato analoga istanza, potendo tale circostanza rilevare unicamente in relazione alle conseguenze sanzionatone eventualmente discendenti dalla conformità della decisione finale alla proposta.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 28219 del 06/10/2023 (Rv. 669350 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_380_11 …...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 27947 del 04/10/2023 (Rv. 669107 - 01)Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Istanza di decisione - Definizione del giudizio in conformità alla proposta - Conseguenze - Intimato non costituito - Condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Esclusione - Condanna ex art. 96, comma 4, c.p.c. - Necessità - Fondamento.
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, di cui all'art. 380-bis c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022), nel caso in cui il ricorrente abbia formulato istanza di decisione e la Corte abbia definito il giudizio in conformità alla proposta, l'omessa costituzione dell'intimato, se da un lato preclude la statuizione ex art. 96, comma 3, c.p.c. (non ricorrendo una situazione che consenta una pronuncia sulle spese), dall'altro ne impone la condanna al pagamento, in favore della cassa delle ammende, della somma di cui all'art. 96, comma 4, c.p.c., alla stregua dell'autonoma valenza precettiva del richiamo a tale ultima disposizione, contenuto nel citato art. 380-bis, comma 3, c.p.c., che si giustifica in funzione della ratio di disincentivare la richiesta di definizione ordinaria a fronte di una proposta di definizione accelerata (esigenza che sussiste anche nel caso di mancata costituzione dell'intimato).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 27947 del 04/10/2023 (Rv. 669107 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 27536 del 28/09/2023 (Rv. 669104 - 01)Responsabilita' aggravata - procedimento civile - dovere di lealta' e di probita' - Opposizione a precetto non notificata - Danno extracontrattuale da inutile dispendio di attività difensiva - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie.
La predisposizione di un atto di opposizione a precetto, che non sia stato poi notificato, non è suscettibile di integrare un pregiudizio extracontrattuale risarcibile. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che - a fronte della proposizione, in un’opposizione ex art. 615 c.p.c., della domanda risarcitoria per avere la parte dovuto predisporre una precedente opposizione a precetto, mai notificata - aveva escluso la configurabilità di qualsivoglia danno patrimoniale, sia perché non poteva ravvisarsi una responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., non essendo seguito alcun processo alla prima opposizione, la quale peraltro, ove notificata, sarebbe stata tardiva rispetto al termine ex art. 617 c.p.c., sia perché l'attività professionale volta alla predisposizione della prima opposizione era stata comunque messa a frutto per la predisposizione della seconda, fondata, quantomeno in parte, sui medesimi presupposti).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 27536 del 28/09/2023 (Rv. 669104 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_479, Cod_Proc_Civ_art_480 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 27433 del 27/09/2023 (Rv. 668909 - 01)Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380-bis c.p.c. - Definizione del giudizio in conformità alla proposta - Ipotesi normativa di abuso del processo - Configurabilità - Conseguenze - Condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. – Necessità - Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria.
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, l'art. 380-bis, comma 3, c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022) - che, nei casi di definizione del giudizio in conformità alla proposta, contiene una valutazione legale tipica della sussistenza dei presupposti per la condanna ai sensi del terzo e del quarto comma dell'art. 96 c.p.c. - codifica un'ipotesi normativa di abuso del processo, poiché non attenersi ad una valutazione del proponente poi confermata nella decisione definitiva lascia presumere una responsabilità aggravata del ricorrente.
Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 27433 del 27/09/2023 (Rv. 668909 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_380_2 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 27234 del 25/09/2023 (Rv. 669150 - 01)Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) – ordinanze - Inibitoria in appello - Istanza inammissibile o manifestamente infondata - Condanna della parte istante alla pena pecuniaria di cui all'art. 283, comma 2, c.p.c. - Natura - Revoca - Conseguenze.
In caso di inammissibilità o manifesta infondatezza della istanza inibitoria in appello, la conseguente sanzione pecuniaria, irrogata in favore della cassa delle ammende allo scopo di sanzionare l'abuso dello strumento processuale, ha natura di pena, sicché, esulando dalla responsabilità processuale ex art. 96 c.p.c., l'ammontare inflitto a titolo di sanzione ex art. 283, comma 2, c.p.c., in caso di revoca di quest'ultima all'esito del giudizio, non può essere restituito dalla controparte appellata.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 27234 del 25/09/2023 (Rv. 669150 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_283 …...
Impugnazioni civili – Cassazione (ricorso per) Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 27195 del 22/09/2023 (Rv. 668850 - 01)Procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi ex art. 380 bis c.p.c. - Istanza di decisione - Definizione del giudizio in conformità alla proposta - Conseguenze - Condanna in favore della cassa delle ammende (ex art. 96, comma 4, c.p.c.) in difetto di costituzione dell'intimato - Necessità – Fondamento - Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità' aggravata - lite temeraria
In tema di procedimento per la decisione accelerata dei ricorsi inammissibili, improcedibili o manifestamente infondati, di cui all'art. 380 bis c.p.c. (come novellato dal d.lgs. n. 149 del 2022), la condanna del ricorrente al pagamento della somma di cui all'art. 96, comma 4, c.p.c. in favore della cassa delle ammende - nel caso in cui egli abbia formulato istanza di decisione (ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 380 bis c.p.c.) e la Corte abbia definito il giudizio in conformità alla proposta - deve essere pronunciata anche qualora nessuno dei soggetti intimati abbia svolto attività difensiva, avendo essa una funzione deterrente e, allo stesso tempo, sanzionatoria rispetto al compimento di atti processuali meramente defatigatori.
Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 27195 del 22/09/2023 (Rv. 668850 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_380_2 …...
Giudizio civile e penale (rapporto) - azione civile Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 26132 del 07/09/2023 (Rv. 669080 - 01)Esercizio in sede penale - Costituzione di parte civile nel processo penale - Autonoma azione risarcitoria ex art. 2043 c.c. - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.
La responsabilità conseguente all'avvenuta costituzione di parte civile nel processo penale, connotata da colpa grave, è interamente disciplinata dalla previsione speciale di cui all'art. 541, comma 2, c.p.p., non potendo, pertanto, costituire oggetto di un'autonoma azione risarcitoria civilistica ex art. 2043 c.c.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 26132 del 07/09/2023 (Rv. 669080 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Costituzione della Repubblica - straniero (condizione dello) Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 19749 del 11/07/2023 (Rv. 668375 - 01)Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - Protezione internazionale - Rigetto della richiesta - Ricorso per cassazione - Procura alle liti priva di data di rilascio - Inammissibilità del ricorso proposta ex art. 380-bis c.p.c. - Richiesta della decisione da parte del ricorrente - Sua condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, comma 4, c.p.c. in difetto di costituzione dell'intimato - Sussistenza - Ragioni.
In tema di protezione internazionale, l'inammissibilità del ricorso per cassazione derivante dalla mancata certificazione, da parte del difensore, della data di rilascio della procura ex art. 35-bis, comma 13, d.lgs. n. 25 del 2008, formulata in sede di proposta ex art. 380-bis c.p.c. e decisa in conformità, dà luogo all'applicazione del comma 3, ultima parte, della medesima disposizione, e, segnatamente, in difetto di costituzione della parte intimata, della condanna del ricorrente al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 96, comma 4, c.p.c., essendo il ricorrente incorso in colpa grave per avere chiesto la decisione, a fronte della proposta di definizione accelerata di inammissibilità per difetto di valida procura alle liti, senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell'infondatezza o dell'inammissibilità della propria iniziativa processuale.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 19749 del 11/07/2023 (Rv. 668375 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_083, Cod_Proc_Civ_art_380_2, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Spese giudiziali civili - condanna alle spese Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16508 del 12/06/2023 (Rv. 668313 - 01)Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Abusivo frazionamento del credito - Richiesta di plurimi decreti ingiuntivi - Mancata declaratoria di improponibilità in sede di opposizione - Doveri del giudice - Eliminazione del pregiudizio in sede di spese - Necessità.
In caso di abusivo frazionamento di crediti nascenti dall'esecuzione di incarichi professionali che, pur regolati da un'unica convenzione, siano azionati attraverso la proposizione di plurimi ricorsi d'ingiunzione, il giudice, che rigetti l’opposizione mancando di dichiarare l'improponibilità delle domande separatamente proposte, è tenuto a eliminare tutti gli effetti distorsivi del frazionamento, sicché non è sufficiente, per neutralizzare questi ultimi, che disponga la compensazione delle sole spese dei giudizi di opposizione, riuniti successivamente in un "simultaneus processus", ma occorre che intervenga anche sulle spese liquidate nei plurimi decreti d'ingiunzione, previa eventuale revoca degli stessi.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16508 del 12/06/2023 (Rv. 668313 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_088, Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_633, Cod_Civ_art_1175, Cod_Civ_art_1375 …...
Ordinanza di rilascio di immobile – Cass. n. 13244/2023Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità' aggravata - esecuzione forzata - Ordinanza di rilascio di immobile - Esecuzione forzata - Successivo accertamento dell'inesistenza del diritto al rilascio - Domanda di risarcimento danni - Art. 96, comma 2, c.p.c. - Proposizione nel medesimo giudizio - Necessità - Improponibilità in giudizio autonomo - Eccezioni.
La domanda di risarcimento dei danni conseguenti all'esecuzione forzata dell'ordinanza di rilascio dell'immobile, emessa nel procedimento sommario di convalida di sfratto e successivamente travolta, nel giudizio di merito, dall'accertamento di inesistenza del diritto di procedere al rilascio, rientrando nella previsione dell'art. 96, comma 2, c.p.c., va proposta nel medesimo giudizio in cui il titolo esecutivo si è formato e non in uno autonomo e separato, salvo che sussista un'impossibilità di fatto, ricorrente qualora la vittima, al momento del compimento della temeraria iniziativa processuale, non aveva patito alcun danno né poteva ragionevolmente prevedere di subirne in seguito, ovvero un'impossibilità di diritto, qualora sussistano preclusioni di carattere processuale.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 13244 del 15/05/2023 (Rv. 667833 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_665, Cod_Proc_Civ_art_474
Corte
Cassazione
13244
2023 …...
Domanda di restituzione delle somme versate – Cass. n. 6614/2023Impugnazioni civili - appello - domande - nuove - in genere - Domanda di restituzione delle somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado o del decreto ingiuntivo - Proposizione in grado di appello - Ammissibilità - Divieto di domande nuove ex art. 345 c.p.c. - Violazione - Esclusione - Fondamento.
La domanda di restituzione delle somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado o del decreto ingiuntivo può essere proposta nel giudizio d'appello senza che ciò implichi violazione del divieto di domande nuove posto dall'art. 345 c.p.c., dovendo applicarsi, in via analogica, il principio generale in base al quale, per ragioni di economia processuale, la domanda di risarcimento del danno per responsabilità aggravata ex art. 96, comma 2, c. p. c. può essere proposta anche in grado di appello, come pure la domanda di riduzione in pristino ed ogni altra conseguente davanti al giudice di rinvio (art. 389 c.p.c.).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 6614 del 06/03/2023 (Rv. 667124 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_345, Cod_Proc_Civ_art_389
Corte
Cassazione
6614
2023 …...
Pluralità di titoli esecutivi nei confronti del medesimo debitore – Cass. n. 6513/2023Spese giudiziali civili - condanna alle spese - procedimento civile - dovere di lealtà e di probità - in genere - Pluralità di titoli esecutivi nei confronti del medesimo debitore - Instaurazione di distinte procedure esecutive - Violazione del principio di buona fede - Sussistenza - Riunione dei procedimenti - Necessità - Conseguenze in punto di spese processuali.
È contrario a buona fede il contegno del creditore che - senza alcun vantaggio o interesse - instauri più procedure esecutive in forza di diversi titoli esecutivi nei confronti del medesimo debitore; in tal caso, il giudice dell'esecuzione è tenuto a riunire i suddetti procedimenti e, conseguentemente, a liquidare al creditore procedente le sole spese e i soli compensi professionali corrispondenti a quelli strettamente necessari per la notifica d'un solo precetto e per l'esecuzione di un solo atto di pignoramento in relazione ad un valore pari alla somma dei titoli esecutivi separatamente azionati.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6513 del 03/03/2023 (Rv. 667078 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_491, Cod_Proc_Civ_art_474, Cod_Proc_Civ_art_493, Cod_Proc_Civ_art_096
Corte
Cassazione
6513
2023 …...
Rimborso delle spese a carico del soccombente – Cass. n. 35195/2022Spese giudiziali civili - Rimborso delle spese a carico del soccombente - Determinazione del valore della controversia in primo grado e in grado di appello - Criterio del "disputatum" - Fattispecie in tema di liquidazione di un importo maggiore in secondo grado.
Ai fini del rimborso delle spese di lite a carico della parte soccombente, in applicazione del criterio del "disputatum", il valore della causa è pari, per il primo grado, alla somma domandata con l’atto introduttivo, se la domanda viene rigettata, ed a quella accordata dal giudice, se essa viene accolta, mentre, per l'appello, alla sola somma che ha formato oggetto di impugnazione, se l’appello è rigettato, ed alla maggiore somma accordata dal giudice rispetto a quella ottenuta in primo grado dall'appellante, se il gravame è accolto. (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che - in accoglimento dell'appello del danneggiato, a favore del quale il primo giudice aveva disposto un risarcimento di Euro 802,00 - aveva liquidato la maggior somma di Euro 1490,00 e, ai fini della quantificazione delle spese del secondo grado, aveva determinato il valore della causa prendendo a riferimento la differenza tra i predetti importi, pari a Euro 688,00).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 35195 del 30/11/2022 (Rv. 666350 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_010, Cod_Proc_Civ_art_014, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096
Corte
Cassazione
35195
2022 …...
Responsabilità aggravata – Cass. n. 34693/2022Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - Giudizio di appello - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Presupposto - Colpa grave - Definizione.
Nel giudizio di appello incorre in colpa grave, giustificando la condanna ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.c., la parte che abbia insistito colpevolmente in tesi giuridiche già reputate manifestamente infondate dal primo giudice ovvero in censure della sentenza impugnata la cui inconsistenza giuridica avrebbe potuto essere apprezzata dall'appellante in modo da evitare il gravame.
Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 34693 del 24/11/2022 (Rv. 666399 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
Corte
Cassazione
34693
2022 …...
Rigetto in appello della domanda proposta – Cass. n. 18036/2022Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza - in genere - Rigetto in appello della domanda proposta ex art. 96 c.p.c. dalla parte soccombente in primo grado e vincitrice nel merito in secondo grado - Parziale e reciproca soccombenza sia in primo che in secondo grado - Insussistenza - Conseguenze in tema di spese processuali- Fattispecie.
Il rigetto, in sede di gravame, della domanda, meramente accessoria, di cui all'art. 96 c.p.c., a fronte dell'integrale accoglimento di quella di merito proposta dalla stessa parte, in riforma della sentenza di primo grado, non configura un'ipotesi di parziale e reciproca soccombenza, né in primo grado né in appello, sicchè non può giustificare la compensazione delle spese di lite ai sensi dell'art. 92 c.p.c.(In applicazione di detto principio la Corte, confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto che il pieno accoglimento in favore della odierna parte resistente della domanda di usucapione rispetto al rigetto di quella per lite temeraria fa escludere la contrapposizione di una pluralità di domande tale da giustificare la reciproca soccombenza).
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 18036 del 06/06/2022 (Rv. 664898 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_096
Corte
Cassazione
18036
2022 …...
Parte soccombente non abbiente – Cass. n. 12454/2022Previdenza (assicurazioni sociali) - controversie - procedimento - spese giudiziali - Parte soccombente non abbiente - Art. 96, comma 3, c.p.c. - Applicabilità - Esclusione - Ragioni.
In tema di spese di lite nei giudizi di previdenza e assistenza, va escluso che alla parte soccombente non abbiente sia applicabile la previsione di cui all'art. 96, comma 3, c.p.c., sia in ragione di un argomento di carattere letterale, visto che l'art. 152 disp. att. c.p.c. fa salva l'applicazione alle controversie in esame del solo comma 1 del citato art. 96, sia di una interpretazione logico-sistematica che tenga conto della diversa "ratio" dei due commi, configurando il comma 1 una forma speciale di responsabilità extracontrattuale, derivante da un illecito processuale, mentre il comma 3, nel perseguire le finalità pubblicistiche correlate all'esigenza di una sollecita ed efficace definizione dei giudizi, commina una sanzione per la violazione dei doveri di lealtà e probità di cui all'art. 88 c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 12454 del 19/04/2022 (Rv. 664516 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_152
Corte
Cassazione
12454
2022 …...
Somma equitativamente determinata – Cass. n. 8943/2022Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - Somma equitativamente determinata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Criteri di liquidazione - Individuazione - Limite quantitativo - Insussistenza.
In tema di responsabilità aggravata, il terzo comma dell'art. 96 c.p.c., aggiunto dalla l. n. 69 del 2009, disponendo che il soccombente può essere condannato a pagare alla controparte una "somma equitativamente determinata", non fissa alcun limite quantitativo, né massimo, né minimo, al contrario dell'art. 385, comma 4, c.p.c., che, prima dell'abrogazione ad opera della medesima legge, stabiliva, per il giudizio di cassazione, il limite massimo del doppio dei massimi tariffari. Pertanto, la liquidazione in concreto della somma in via equitativa rientra nel potere discrezionale del giudice e non è suscettibile di sindacato in sede di legittimità, quando la motivazione dia adeguatamente conto del processo logico e valutativo seguito.
Corte Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8943 del 18/03/2022 (Rv. 664450 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1226, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_385
Corte
Cassazione
8943
2022 …...
Accertamento della mala fede e colpa grave – Cass. n. 7222/2022Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità' aggravata - lite temeraria - Responsabilità processuale aggravata - Accertamento della mala fede e colpa grave - Compito del giudice di merito - Censurabilità in cassazione - Limiti.
L'accertamento della responsabilità aggravata, che ricorre quando la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, rientra nei compiti del giudice del merito e non è censurabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivato.
Corte Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 7222 del 04/03/2022 (Rv. 664188 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_360
Corte
Cassazione
7222
2022 …...
Condanna per responsabilità aggravata – Cass. n. 5459/2022Patrocinio statale - condizioni – revoca - Patrocinio a spese dello Stato - Revoca dell'ammissione per avere la parte resistito o agito in giudizio con dolo o colpa grave ex art. 96 c.p.c. - Pronuncia - Contestualmente alla sentenza che accerta la sussistenza dei presupposti della lite temeraria - Esclusione - Competenza del giudice della revoca ex art. 136 del d.P.R. n. 115 del 2002 che pronuncia con decreto autonomamente motivato.
La condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. non comporta automaticamente la revoca "ex tunc" dell'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, in quanto il provvedimento di revoca del beneficio, seppur pronunciato all'interno del provvedimento di merito, anziché con separato decreto come previsto dall'art. 136 del d.P.R. n. 115 del 2002, deve essere sempre considerato autonomo e soggetto al separato regime di impugnazione di cui all'art. 170 del medesimo d.P.R.. Spetta, quindi, al giudice della revoca motivare autonomamente in ordine alla insussistenza dei presupposti per l'ammissione ovvero se l'interessato abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5459 del 18/02/2022 (Rv. 664065 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
Corte
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5459
2022 …...
Abuso del diritto di impugnazione – Cass. n. 4430/2022Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Abuso del diritto di impugnazione - Dolo o colpa grave - Contenuto - Fattispecie in tema di ricorso per cassazione basato su tesi giuridiche contrastanti con inequivoche previsioni normative.
In tema di responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c., costituisce indice di mala fede o colpa grave - e, quindi, di abuso del diritto di impugnazione - la proposizione di un ricorso per cassazione senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell'infondatezza della propria iniziativa processuale o, comunque, senza compiere alcun serio sforzo interpretativo, deduttivo, argomentativo, per mettere in discussione, con criteri e metodo di scientificità, il diritto vivente o la giurisprudenza consolidata, sia pure solo con riferimento alla singola fattispecie concreta. (In applicazione del principio, la S.C., nell'esame di un ricorso per cassazione basato su tesi giuridiche contrastanti frontalmente con inequivoche previsioni normative, ha pronunciato d'ufficio la condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. del ricorrente, da reputarsi, alternativamente, consapevole dell'infondatezza dell'impugnazione o, comunque, privo della diligenza necessaria per acquisire tale consapevolezza).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 4430 del 11/02/2022 (Rv. 663925 - 03)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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4430
2022 …...
Iscrizione di ipoteca giudiziale su beni di valore eccedente l'importo del credito vantato – Cass. n. 39441/2021Responsabilità patrimoniale - cause di prelazione - ipoteca - iscrizione - in genere - Iscrizione di ipoteca giudiziale su beni di valore eccedente l'importo del credito vantato - Responsabilità extracontrattuale generale del creditore - Configurabilità - Ragioni.
In caso di iscrizione di ipoteca giudiziale su beni il cui valore sia eccedente rispetto all'importo del credito vantato, il creditore può essere chiamato a rispondere ai sensi dell'art. 2043 c.c. per il danno subìto dal debitore consistente nella difficoltà o impossibilità della negoziazione dei beni medesimi ovvero nella difficoltà di accesso al credito; invero, la previsione della speciale responsabilità processuale ex art.96 c.p.c. - quale responsabilità del soccombete che abbia abusato del diritto di agire o resistere in giudizio - non esclude l'applicabilità della disciplina generale dell'illecito civile, atteso che il creditore è tenuto ad una condotta prudente e diligente, nonché informata al rispetto dei principi di buona fede e correttezza, non solo in caso di ricorso a rimedi processuali, bensì, ancor prima, nell'attuazione dei propri diritti contrattuali o negoziali, e dunque anche del diritto di garanzia, il quale deve essere esercitato in termini consentanei con la sua funzione di mezzo volto a creare una situazione di preferenza rispetto agli altri creditori, e non per determinare situazioni di discredito sociale e professionale e, conseguentemente, di blocco del patrimonio e dell'attività del debitore.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 39441 del 13/12/2021 (Rv. 663436 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2877, Cod_Proc_Civ_art_096
Corte
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39441
2021 …...
Giudizio di cassazione ai fini della condanna – Cass. n. 38528/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Giudizio di cassazione - Lite temeraria ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Configurabilità - Ipotesi di sussistenza dell'abuso del diritto.
Nel giudizio di cassazione, ai fini della condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. può costituire abuso del diritto all'impugnazione la proposizione di un ricorso basato su motivi manifestamente incoerenti con il contenuto della sentenza impugnata o completamente privo dell'autosufficienza oppure contenente una mera complessiva richiesta di rivalutazione nel merito della controversia ovvero fondato sulla deduzione del vizio di cui all'art. 360, comma , n. 5 c.p.c., ove sia applicabile, "ratione temporis", l'art. 348 ter, comma 5, che ne esclude l'invocabilità.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 38528 del 06/12/2021 (Rv. 663164 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_385, Cod_Proc_Civ_art_360
Corte
Cassazione
38528
2021 …...
Domanda di risarcimento per responsabilità aggravata – Cass. n. 27689/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - Domanda di risarcimento per responsabilità aggravata ex art. 96, comma 2, c.p.c. - Presupposti.
Per la configurabilità del risarcimento del danno da responsabilità processuale aggravata ai sensi dell'art. 96, comma 2, c.p.c., in ipotesi di esecuzione della sentenza di primo grado successivamente riformata, occorre che il creditore inizi l'azione esecutiva o la porti a compimento senza la normale prudenza, sicché è sufficiente che egli abbia avviato l'azione esecutiva nonostante, in concreto, l'accoglimento del gravame (con l'annullamento o la riforma della sentenza posta in esecuzione) fosse sufficientemente probabile e prevedibile, spettando in ogni caso la relativa valutazione al giudice di merito, oppure che egli stesso abbia proseguito e portato a termine l'intero procedimento, pur non essendo in possesso di un valido titolo esecutivo.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 27689 del 12/10/2021 (Rv. 662575 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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27689
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Domanda di condanna per responsabilità aggravata – cass. n. 25478/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità' aggravata - esecuzione forzata - Esecuzione intrapresa in forza di titolo giudiziale non definitivo - Domanda di condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, secondo comma, c.p.c. - Giudice competente - Individuazione.
L'istanza di condanna al risarcimento dei danni ex art. 96, secondo comma, c.p.c., per aver intrapreso o compiuto, senza la normale prudenza, un'esecuzione forzata in forza di un titolo esecutivo di formazione giudiziale non definitivo successivamente caducato, deve essere proposta, di regola, in sede di cognizione, ossia nel giudizio di formazione o preordinato alla definitività del titolo esecutivo, ove quel giudizio sia ancora pendente, e non vi siano preclusioni di natura processuale. In questa ultima ipotesi, la domanda deve essere formulata al giudice dell'opposizione all’esecuzione. Solo qualora sussista un'ipotesi di impossibilità di fatto o di diritto all'articolazione della domanda anche in tale sede, ne è consentita la proposizione in un giudizio autonomo.
Corte di Cassazione, Sez. U -, Sentenza n. 25478 del 21/09/2021 (Rv. 662368 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_474, Cod_Proc_Civ_art_615
Corte
Cassazione
25478
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Comportamenti extraprocessuali della parte – Cass. n. 25041/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - Responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Presupposti - Comportamenti extraprocessuali della parte - Irrilevanza - Fattispecie.
L'accertamento della responsabilità aggravata, ex art. 96 c.p.c., discende esclusivamente da atti comportamenti processuali concernenti il giudizio nel quale la domanda viene proposta, quali, ai sensi del comma 1, l'aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave o, per quanto riguarda il comma 3, l'aver abusato dello strumento processuale. (Nella specie, la S.C. ha escluso la mala fede o colpa grave, nell'introduzione di un ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, in considerazione della atipicità del provvedimento impugnato e della mancanza di precedenti giurisprudenziali sulla questione, ritenendo per contro irrilevanti le condotte extraprocessuali e le iniziative processuali della parte diverse dalla proposizione di tale ricorso).
Corte di Cassazione, Sez. U -, Ordinanza n. 25041 del 16/09/2021 (Rv. 662248 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_041
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Cassazione
25041
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Procedimento per regolamento preventivo di giurisdizione – Cass. n. 25041/2021Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - In genere - preventivo - Procedimento per regolamento preventivo di giurisdizione - Art. 96 c.p.c. - Applicabilità - Conseguenze.
Nell'ambito del procedimento per regolamento preventivo di giurisdizione è applicabile l'art. 96 c.p.c., sicché la condanna per il risarcimento dei danni da responsabilità aggravata, ai sensi di tale articolo, può essere emessa anche dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione.
Corte di Cassazione, Sez. U -, Ordinanza n. 25041 del 16/09/2021 (Rv. 662248 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_041
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Proposizione di ricorso per cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili – Cass. n. 22208/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità' aggravata - lite temeraria - Proposizione di ricorso per cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili - Condotta oggettivamente valutabile come "abuso del processo" - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Responsabilità aggravata ex art.96, comma 3, c.p.c. - Sussistenza.
In tema di responsabilità aggravata, la proposizione di un ricorso per cassazione fondato su motivi palesemente inammissibili, rende l'impugnazione incompatibile con un quadro ordinamentale che, da una parte, deve universalmente garantire l'accesso alla tutela giurisdizionale dei diritti (art.6 CEDU) e dall'altra, deve tenere conto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo e della conseguente necessità di strumenti dissuasivi rispetto ad azioni meramente dilatorie e defatigatorie; essa, pertanto, costituisce condotta oggettivamente valutabile come "abuso del processo", poiché determina un ingiustificato sviamento del sistema processuale dai suoi fini istituzionali e si presta, dunque, ad essere sanzionata con la condanna del soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, ai sensi dell'art.96, comma 3, c.p.c., la quale configura una sanzione di carattere pubblicistico che non richiede l'accertamento dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa dell'agente ma unicamente quello della sua condotta processualmente abusiva, consistente nell'avere agito o resistito pretestuosamente.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 22208 del 04/08/2021 (Rv. 662202 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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Impugnazione del capo di condanna ex art. 96 c.p.c. – Cass. n. 15102/2021Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione - Impugnazione del capo di condanna ex art. 96 c.p.c. - Accoglimento della censura - Soccombenza della controparte - Configurabilità - Conseguenze in tema di spese processuali. Spese giudiziali civili - condanna alle spese – soccombenza. Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria.
In tema di liquidazione delle spese di lite, la proposizione di un motivo d'appello relativo alla pronuncia in primo grado della condanna per lite temeraria introduce una specifica censura, il cui accoglimento, in conseguenza dell'effetto devolutivo, genera soccombenza (parziale, se ricorrono altri motivi, non accolti) della controparte e può giustificare la compensazione, anche integrale, dei costi del giudizio ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 15102 del 31/05/2021 (Rv. 661561 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Responsabilita' aggravata - lite temeraria – Cass. n. 5721/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Lite temeraria ex art. 96, comma 1, c.p.c. - Ipotesi richiamata dall'art. 152 disp. att. c.p.c. - Istanza di parte - Necessità.
La condanna al risarcimento per lite temeraria prevista dall'art. 96, comma 1, c.p.c., presuppone sempre l'istanza di parte, anche nel caso richiamato dall'art. 152 disp. att. c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 5721 del 03/03/2021 (Rv. 660948 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Responsabilita' aggravata - lite temeraria – Cass. n. 3830/2021Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Natura pubblicistica - Presupposti - Necessità dell'accertamento dell'elemento soggettivo della mala fede o della colpa grave - Esclusione - Oggettivo abuso del processo - Fondamento - Fattispecie.
La condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c., applicabile d'ufficio in tutti i casi di soccombenza, configura una sanzione di carattere pubblicistico, autonoma ed indipendente rispetto alle ipotesi di responsabilità aggravata ex art. 96, commi 1 e 2, c.p.c., e con queste cumulabile, volta alla repressione dell'abuso dello strumento processuale; la sua applicazione, pertanto, richiede, quale elemento costitutivo della fattispecie, il riscontro non dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa grave, bensì di una condotta oggettivamente valutabile alla stregua di "abuso del processo", quale l'avere agito o resistito pretestuosamente. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito, che aveva ravvisato un'ipotesi di abuso del processo nella condotta processuale della parte che aveva adito sia il giudice amministrativo che il giudice ordinario per ottenere l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento dei docenti in virtù del possesso del diploma magistrale, senza considerare che, all'epoca della domanda, la questione era controversa non solo nel merito ma anche in relazione alla giurisdizione).
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 3830 del 15/02/2021 (Rv. 660533 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_385 …...
Limiti quantitativi - Criteri di liquidazione - Cass. n. 26435/2020Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - Art. 96, comma 3, c.p.c. - Limiti quantitativi - Esclusione - Criteri di liquidazione - Individuazione - Valore della controversia - Configurabilità - Fattispecie.
In tema di responsabilità processuale aggravata, l'art. 96, comma 3, c.p.c., nel disporre che il soccombente può essere condannato a pagare alla controparte una "somma equitativamente determinata", non fissa alcun limite quantitativo per la condanna alle spese della parte soccombente, sicché il giudice, nel rispetto del criterio equitativo e del principio di ragionevolezza, può quantificare detta somma sulla base dell'importo delle spese processuali (o di un loro multiplo) o anche del valore della controversia. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto non irragionevole la scelta di di commisurare la condanna a quanto ancora dovuto dal debitore, determinato dal giudice dell'esecuzione a seguito di conversione del pignoramento e infondatamente contestato con l'opposizione agli atti esecutivi).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 26435 del 20/11/2020 (Rv. 659789 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096
Spese giudiziali
responsabilita' aggravata
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cassazione
26435
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Ipoteca legale o giudiziale – Cass. n. 23661/2020Riscossione delle imposte - Ipoteca prevista dall'art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973 - Assimilabilità ad ipoteca legale o giudiziale - Esclusione - Natura giuridica autonoma - Sussistenza - Conseguenze - Inapplicabilità dell'art. 96, comma 2, c.p.c. - Fondamento.
L'iscrizione di ipoteca, ai sensi dell'art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973, sugli immobili del debitore e dei coobbligati al pagamento dell'imposta, non è riconducibile all'ipoteca legale prevista dall'art. 2817 c.c., né è ad essa assimilabile, mancando un preesistente atto negoziale l'adempimento del quale il legislatore abbia inteso garantire. Essa, peraltro, neppure può accostarsi all'ipoteca giudiziale disciplinata dall'art. 2818 c.c., con lo scopo di rafforzare l'adempimento di una generica obbligazione pecuniaria ed avente titolo in un provvedimento del giudice, in quanto quella in esame si fonda su di un provvedimento amministrativo; infine, non costituisce neanche un atto dell'espropriazione forzata, con la conseguente inapplicabilità dell'art. 96, comma 2, c.p.c. che, del resto, fa espresso riferimento al caso nel quale il giudice accerta l'inesistenza del diritto per cui è stata iscritta ipoteca oppure è stata iniziata o compiuta l'esecuzione forzata.
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 23661 del 27/10/2020 (Rv. 659521 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Civ_art_2817, Cod_Civ_art_2818
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23661
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Liquidazione equitativa del danno – Cass. n. 22588/2020Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - Liquidazione equitativa del danno - Ammissibilità - Fondamento.
L'espressa previsione, da parte dell'art. 96 c.p.c., del potere del giudice di liquidare il danno da responsabilità processuale aggravata si basa sulla considerazione che tale danno non può di norma essere provato nel suo esatto ammontare e, quindi, deve poter essere liquidato equitativamente dal medesimo.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22588 del 16/10/2020 (Rv. 659388 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Civ_art_1226
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Sospensione - Periodo feriale – Cass. n. 20354/2020Procedimento civile - termini processuali - sospensione - Periodo feriale - Disciplina di cui all'art. 3 l. n. 742 del 1969 - Giudizi di opposizione all'esecuzione - Sospensione feriale dei termini - Inapplicabilità - Connessione con domanda di risarcimento danni da responsabilità processuale o con domanda di distrazione delle spese in favore del difensore - Irrilevanza - Fattispecie.
Le cause di opposizione all'esecuzione sono escluse dalla sospensione feriale dei termini processuali ai sensi dell'art. 3 della l. n. 742 del 1969 e, a tal fine, a nulla rileva che, unitamente all'opposizione, sia stata proposta una domanda di risarcimento danni da responsabilità processuale aggravata ex art. 96 c.p.c., ovvero una domanda di distrazione delle spese in favore del difensore, e nemmeno ha influenza la circostanza che queste domande accessorie abbiano formato oggetto di autonoma impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha ricondotto alla previsione dell'art. 96 c.p.c. la richiesta, avanzata dalla parte contro l'agente della riscossione, di risarcimento del danno derivante da una illegittima iscrizione di ipoteca, qualificata come domanda accessoria rispetto a quella, principale, di opposizione all'esecuzione concernente le cartelle di pagamento sulla base delle quali la menzionata iscrizione era avvenuta).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20354 del 28/09/2020
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
corte
cassazione
20354
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Giudizi di opposizione all'esecuzione - Sospensione feriale dei termini – Cass. n. 20354/2020Procedimento civile - termini processuali – sospensione - Periodo feriale - Disciplina di cui all'art. 3 l. n. 742 del 1969 - Giudizi di opposizione all'esecuzione - Sospensione feriale dei termini - Inapplicabilità - Connessione con domanda di risarcimento danni da responsabilità processuale o con domanda di distrazione delle spese in favore del difensore - Irrilevanza - Fattispecie.
Le cause di opposizione all'esecuzione sono escluse dalla sospensione feriale dei termini processuali ai sensi dell'art. 3 della l. n. 742 del 1969 e, a tal fine, a nulla rileva che, unitamente all'opposizione, sia stata proposta una domanda di risarcimento danni da responsabilità processuale aggravata ex art. 96 c.p.c., ovvero una domanda di distrazione delle spese in favore del difensore, e nemmeno ha influenza la circostanza che queste domande accessorie abbiano formato oggetto di autonoma impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha ricondotto alla previsione dell'art. 96 c.p.c. la richiesta, avanzata dalla parte contro l'agente della riscossione, di risarcimento del danno derivante da una illegittima iscrizione di ipoteca, qualificata come domanda accessoria rispetto a quella, principale, di opposizione all'esecuzione concernente le cartelle di pagamento sulla base delle quali la menzionata iscrizione era avvenuta).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20354 del 28/09/2020 (Rv. 659254 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
CORTE
CASSAZIONE
20354
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Responsabilità aggravata - Abuso del diritto di impugnazione – Cass. n. 18512/2020Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - Responsabilità aggravata - Abuso del diritto di impugnazione - Colpa grave - Presupposti- Fattispecie.
In tema di responsabilità aggravata, ex art. 96, comma 3 c.p.c., costituisce abuso del diritto di impugnazione, integrante colpa grave, la proposizione di un ricorso per cassazione basato su motivi manifestamente infondati, in ordine a ragioni già formulate nell'atto di appello, espresse attraverso motivi inammissibili, poiché pone in evidenza il mancato impiego della doverosa diligenza ed accuratezza nel reiterare il gravame ( La S.C. ha ritenuto la ricorrenza di tale ipotesi con riguardo alla formulazione di un motivo ricondotto ad una norma abrogata da lungo tempo e di un altro motivo estraneo al contenuto della decisione impugnata).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 18512 del 04/09/2020 (Rv. 658997 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
CORTE
CASSAZIONE
18512
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Responsabilità ex art. 96 c.p.c. - Procedimenti di volontaria giurisdizione - Cass. n. 16736/2020Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - pubblico ministero - Responsabilità ex art. 96 c.p.c. - Procedimenti di volontaria giurisdizione - Configurabilità.
SPESE GIUDIZIALI CIVILI
RESPONSABILITA' ART. 96 C.P.C
L'art 96 c.p.c. nei suoi due commi, disciplina la responsabilità per i danni causati dall'attività di parte in qualsiasi tipo di processo: non soltanto nei processi cognitivi, cautelari ed esecutivi, ma anche nei procedimenti di volontaria giurisdizione.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 16736 del 06/08/2020 (Rv. 658967 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_737
corte
cassazione
16736
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Responsabilita' aggravata - lite temeraria - Cass. n. 15333/2020Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Ricorso per cassazione - Contenuto - Violazione art. 366 c.p.c. - Responsabilità processuale aggravata - Sussistenza - Fattispecie.
Sussiste la responsabilità aggravata del ricorrente, ex art. 96, comma 3, c.p.c., per la redazione da parte del suo difensore di un ricorso per cassazione contenente motivi del tutto generici ed indeterminati, in violazione dell'art. 366 c.p.c., rispondendo il cliente delle condotte del proprio avvocato, ex art. 2049 c.c., ove questi agisca senza la diligenza esigibile in relazione ad una prestazione professionale particolarmente qualificata, quale è quella dell'avvocato cassazionista. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione, che si limitava a ripetere l’atto di citazione in appello, a sua volta riproducente la comparsa conclusionale del primo grado).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 15333 del 17/07/2020 (Rv. 658367 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_366_1, Cod_Civ_art_2049
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15333
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Condanna alle spese - soccombenza - Cass. n. 14813/2020Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza - Giudizio di cassazione - Rigetto del ricorso e della domanda proposta dal controricorrente ex art. 96 c.p.c. - Soccombenza parziale o reciproca - Insussistenza.
Nel giudizio di cassazione, nel caso di rigetto sia del ricorso che della domanda, meramente accessoria, proposta ex art. 96 c.p.c. dal controricorrente, non ha luogo una ipotesi di pluralità di domande effettivamente contrapposte idonea a determinare una soccombenza parziale o reciproca.
Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 14813 del 10/07/2020 (Rv. 658182 - 02)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_092
corte
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Responsabilita' civile - amministrazione pubblica – Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10814 del 05/06/2020 (Rv. 657921 - 01) Responsabilità civile della P.A. per esercizio delle sue funzioni in ambito tributario - Risarcimento del danno -
Presupposti - Domanda di regresso del concessionario verso l'ente impostore - Ammissibilità - Fattispecie.
L’attività della P.A. deve svolgersi, anche nel campo tributario, nei limiti imposti dalla legge e dalla norma primaria del "neminem laedere", per cui è consentito al giudice ordinario adito per il risarcimento del danno - nonostante il divieto di stabilire se il potere discrezionale sia stato opportunamente esercitato - accertare se vi sia stato, da parte dell'amministrazione o del concessionario per la riscossione, un comportamento colposo tale che, in violazione della suindicata norma primaria, abbia determinato la lesione di un diritto soggettivo, ferma restando, per il detto concessionario, l'azione di regresso nei confronti dell'ente impostore per la misura della condotta causalmente e colposamente riferibile allo stesso e alle sue obbligazioni di diligenza. (Nella specie, la S.C., nel cassare la sentenza di appello sul punto relativo alla liquidazione dei danni, ha comunque confermato la decisione nella parte in cui aveva ritenuto la responsabilità dell'ente impositore e del concessionario perché, malgrado l'incontestabile esclusione giudiziale del sotteso credito tributario, sia in fase stragiudiziale che nel corso del giudizio, essi avevano continuato a sostenere la legittimità del proprio operato, esitato nel preavviso di iscrizione ipotecaria).
Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10814 del 05/06/2020 (Rv. 657921 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Esecuzione forzata - opposizioni - Opposizione esecutiva – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 10661 del 05/06/2020 (Rv. 657821 - 01)Domanda di risarcimento danni per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Carattere accessorio rispetto alla domanda principale - Sussistenza - Conseguenze - Inapplicabilità della sospensione feriale dei termini ai fini dell'impugnazione del relativo capo di sentenza - Fondamento.
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata.
Nel giudizio di opposizione all'esecuzione, la domanda di risarcimento danni da responsabilità aggravata, ex art. 96 c.p.c., non ha natura autonoma, ma meramente accessoria alla domanda di opposizione. Ne consegue che, ove l'appello avverso la sentenza di primo grado abbia ad oggetto unicamente la domanda dell'opponente di accertamento della responsabilità dell'opposta a tale titolo, l'esenzione dalla sospensione feriale dei termini prevista, per la natura della causa, per l'opposizione esecutiva, è applicabile anche alla domanda accessoria, stante la prevalenza del regime previsto per la causa principale, in conseguenza del rapporto di accessorietà necessaria intercorrente tra le due domande.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 10661 del 05/06/2020 (Rv. 657821 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_327, Cod_Proc_Civ_art_096 …...
Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - processo equo - termine ragionevole - Cass. n. 9762/2020Equa riparazione - Abuso del processo - Lite temeraria - Sovrapponibilità delle nozioni - Esclusione - Valutazione autonoma nel procedimento di equa riparazione - Possibilità.
In tema d'irragionevole durata del processo, l'ipotesi di abuso del processo di cui all'art. 2, comma 2 quinquies, della l. n. 89 del 2001, non esaurisce l'incidenza della temerarietà della lite sul diritto all'equa riparazione, essendo consentito al giudice di pervenire a tale giudizio in base al proprio apprezzamento; ne consegue che il giudice del procedimento "ex lege" n. 89 del 2001 può valutare anche ipotesi di temerarietà che per qualunque ragione nel processo presupposto non abbiano condotto ad una pronuncia di condanna ai sensi dell'art. 96 c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 9762 del 26/05/2020 (Rv. 658006 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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Spese giudiziali civili - condanna alle spese - di rappresentanti o curatori -Cass. n. 9203/2020Condanna in solido con la parte rappresentata - Condizioni - Sussistenza dei gravi motivi di cui all'art. 94 c.p.c. - Necessaria enunciazione.
L'art. 94 c.p.c. prevedendo la condanna alle spese in favore dell'avversario vincitore, eventualmente in solido con la parte, del soggetto che la rappresenti, si giustifica con il fatto che il predetto, pur non assumendo la veste di parte nel processo, esplica pur tuttavia, anche se in nome altrui, un'attività processuale in maniera autonoma; tale condanna postula la ricorrenza di gravi motivi, da enunciarsi in modo specifico dal giudice, quali la trasgressione del dovere di lealtà e probità di cui all'art. 88 c.p.c., ovvero la mancanza della normale prudenza tipica della responsabilità processuale aggravata di cui all'art. 96, comma 2, c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 9203 del 20/05/2020 (Rv. 657676 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_088, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_094, Cod_Proc_Civ_art_096
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Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza –Cass. n. 5466/2020Accoglimento dell'appello limitatamente alla condanna ex art_ 96 c.p.c. - Conseguenze in tema di spese processuali - Soccombenza complessiva dell'appellante.
In tema di liquidazione delle spese di lite, l'accoglimento dell'appello limitatamente all'accessorio capo di condanna ai sensi dell'art_ 96 c.p.c. non incide sulla determinazione della complessiva (o sostanziale) soccombenza dell'appellante la cui impugnazione sul merito della pronuncia di primo grado sia stata respinta.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 5466 del 28/02/2020 (Rv. 657296 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_092, Cod_Proc_Civ_art_096
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Corte dei conti - attribuzioni - giurisdizionali - procuratore generale - Cass. n. 5589/2020Ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione - Procuratore regionale della Corte dei Conti - Natura di parte solo in senso formale - Conseguenze - Pronuncia sulle spese processuali - Esclusione - Condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Esclusione - Fondamento.
CORTE DEI CONTI
ATTRIBUZIONI GIURISDIZIONALI
PROCURATORE GENERALE
Nei giudizi dinanzi alle Sezioni Unite in sede di ricorso per motivi attinenti alla giurisdizione, il procuratore generale presso la Corte dei conti ha natura di parte solo in senso formale, sicché è esclusa l'ammissibilità di una pronuncia sulle spese processuali, nonché la condanna della parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, ex art. 96, comma 3, c.p.c., atteso che quest'ultima disposizione presuppone, per la sua applicazione, che vi sia stata una pronuncia sulle spese ai sensi dell'art. 91 dello stesso codice.
Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 5589 del 28/02/2020 (Rv. 657218 - 03)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096
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5589
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Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggavata - Cass. n. 32029/2019 Responsabilità aggravata- Azione ex art. 96, commi 1 e 2, c.p.c.- Proposizione in un giudizio separato ed autonomo- Ammissibilità- Esclusione- Fondamento.
La domanda di risarcimento danni ex art. 96, commi 1 e 2, c.p.c. deve essere formulata necessariamente nel giudizio che si assume temerariamente iniziato o contrastato, non potendo essere proposta in via autonoma, riguardando un'attività processuale che come tale va valutata nel giudizio presupposto da parte del medesimo giudice, anche per esigenze di economia processuale e per evitare pronunce contraddittorie nei due giudizi.
Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 32029 del 09/12/2019 (Rv. 655961 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Civ_art_2043
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Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria - Cass. n. 29812/2019 Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Natura pubblicistica - Presupposti - Necessità dell'accertamento dell'elemento soggettivo della mala fede o colpa grave - Esclusione - Oggettivo abuso del processo - Sufficienza - Fondamento.
La condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c., applicabile d'ufficio in tutti i casi di soccombenza, configura una sanzione di carattere pubblicistico, autonoma ed indipendente rispetto alle ipotesi di responsabilità aggravata ex art. 96, commi 1 e 2, c.p.c., e con queste cumulabile, volta alla repressione dell'abuso dello strumento processuale; la sua applicazione, pertanto, non richiede, quale elemento costitutivo della fattispecie, il riscontro dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa grave, bensì di una condotta oggettivamente valutabile alla stregua di "abuso del processo", quale l'avere agito o resistito pretestuosamente.
Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 29812 del 18/11/2019 (Rv. 656160 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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Capacita' della persona fisica - inabilitazione – Cass. n. 27475/2019Giudizio in cui sia parte un soggetto inabilitato - Soccombenza di quest'ultimo - Condanna del curatore al pagamento delle spese di lite - spese giudiziali civili - condanna alle spese - di rappresentanti o curatori.
Il curatore dell'inabilitato, esplicando solo una funzione di carattere ausiliario negli atti di straordinaria amministrazione, che l'inabilitato deve compiere con la sua assistenza, non è parte della lite promossa dall'inabilitato medesimo e può essere condannato in via diretta al pagamento delle spese solo nel concorso delle condizioni richieste dall'art. 94 c.p.c., norma che riguarda coloro che rappresentano o assistono la parte in giudizio e che postula la ricorrenza di gravi motivi, da identificarsi dal giudice in modo specifico, per la loro concreta esistenza, nella trasgressione del dovere di lealtà e probità di cui all'art. 88 c.p.c. ovvero nella mancanza della normale prudenza che caratterizza la responsabilità processuale aggravata di cui all'art. 96, comma 2, c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 27475 del 28/10/2019 (Rv. 655675 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_094, Cod_Proc_Civ_art_088, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Civ_art_0415
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Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - - Cass. n. 17902 /2019 Liquidazione del danno per lite temeraria - Parametri - Indennizzo da irragionevole durata del processo - Esclusione - Fondamento - Frazione o multiplo delle spese di lite - Ammissibilità - Limiti - Ragionevolezza.
In tema di responsabilità aggravata, la determinazione equitativa della somma dovuta dal soccombente alla controparte in caso di lite temeraria non può essere parametrata all'indennizzo di cui alla legge n. 89 del 2001 - il quale, ha natura risarcitoria ed essendo commisurato al solo ritardo della giustizia, non consente di valutare il comportamento processuale del soccombente alla luce del principio di lealtà e probità ex art. 88 c.p.c., laddove la funzione prevalente della condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. è punitiva e sanzionatoria -, potendo essere calibrata su una frazione o un multiplo delle spese di lite con l'unico limite della ragionevolezza.
Corte Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 17902 del 04/07/2019 (Rv. 654437 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_091, Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_385
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Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - Cass. n. 17814/2019 Giudizio di cassazione - Responsabilità per lite temeraria ex art. 385, comma 4, c.p.c. - Colpa grave - Necessità - Condotte sintomatiche.
In tema di responsabilità per lite temeraria nel giudizio di cassazione, l'art. 385, comma 4, c.p.c. (applicabile "ratione temporis") richiede la sussistenza quanto meno della colpa grave, della quale, in caso di soccombenza della parte ricorrente, costituisce di per sé indice la proposizione di un ricorso dai contenuti estremamente distanti dal diritto vivente e dai precetti del codice di rito, come costantemente e pacificamente interpretati dalle Sezioni Unite.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 17814 del 03/07/2019 (Rv. 654845 - 01)
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096, Cod_Proc_Civ_art_385
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"ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria – Cass. 14035/2019Ricorso per cassazione - Gravi errori nella predisposizione del ricorso ex art. 366 c.p.c. - Responsabilità processuale aggravata - Sussistenza.
La proposizione di un ricorso per cassazione in palese violazione dell'art. 366 c.p.c., tale da concretare un errore grossolano del difensore nella redazione dell'atto, giustifica la condanna della parte - che risponde delle condotte del proprio avvocato ex art. 2049 c.c. - al risarcimento dei danni per responsabilità processuale aggravata ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.c.
Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 14035 del 23/05/2019 (Rv. 654111 - 01)
Riferimenti normativi:
Cod. Proc. Civ. art. 096 – Responsabilità aggravata
Cod. Civ. art. 0366 – Beni amministrati da curatore speciale
Cod. Civ. art. 2049 – Responsabilità dei padroni e dei committenti …...
Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - spese giudiziali civili - Cass. n. 5725/2019Spese giudiziali civili - di cassazione - in genere - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - In genere.
Ai fini dell'applicazione dell'art. 96, comma 3, c.p.c., può costituire abuso del diritto di impugnazione la proposizione di un ricorso per cassazione basato su motivi manifestamente incoerenti con il contenuto della sentenza impugnata o completamente privo di autosufficienza oppure contenente una mera complessiva richiesta di rivalutazione nel merito della controversia o, ancora, fondato sulla deduzione del vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., ove sia applicabile, "ratione temporis", l'art. 348-ter, comma 5, c.p.c., che ne esclude la invocabilità; in tali ipotesi, infatti, si determina uno sviamento del sistema giurisdizionale dai suoi fini istituzionali ed un ingiustificato aumento del contenzioso che ostacolano la ragionevole durata dei processi pendenti e il corretto impiego delle risorse necessarie per il buon andamento della giurisdizione. (Nella specie, la S.C. ha condannato la ricorrente al pagamento, in favore della controparte, in aggiunta alle spese di lite, della somma equitativamente determinata, pari, all'incirca, alla metà del massimo dei compensi liquidabili in relazione al valore della causa, per aver proposto ricorso fondato su motivi in parte palesemente inammissibili, in quanto tendenti ad ottenere una rivalutazione del merito della controversia, ed in parte manifestamente infondati, segnatamente con riferimento alla censura relativa alla possibilità di attribuire efficacia confessoria alle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio formale).
Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019
Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_096
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"Ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temerariaSpese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria responsabilità aggravata - abuso del diritto di impugnazione - colpa grave - presupposti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29462 del 15/11/2018
In tema di responsabilità aggravata, ex art. 96, c. 3 c.p.c., costituisce abuso del diritto di impugnazione, integrante colpa grave, la proposizione di un ricorso per cassazione basato su motivi manifestamente infondati, in ordine a ragioni già formulate nell'atto di appello, espresse attraverso motivi inammissibili, poiché pone in evidenza il mancato impiego della doverosa diligenza ed accuratezza nel reiterare il gravame.
Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29462 del 15/11/2018 …...
"ius superveniens" - responsabilità aggravata - in genere Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - in genere - temerarietà del ricorso per cassazione - configurabilità - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27646 del 30/10/2018
>>> Ai fini della responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., il ricorso per cassazione può considerarsi temerario solo allorquando, oltre ad essere erroneo in diritto, appalesi consapevolezza della non spettanza della prestazione richiesta o evidenzi un grado di imprudenza, imperizia o negligenza accentuatamente anormali.
Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27646 del 30/10/2018 …...
Responsabilità aggravataSpese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - domanda ex art. 96, comma 1, c.p.c. - proponibilità in cassazione - limiti - proposizione nel controricorso - necessità - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 27715 del 30/10/2018
>>> L'istanza di condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, comma 1, c.p.c. può essere proposta anche nel giudizio di legittimità, purché essa sia formulata, a pena di inammissibilità, nel controricorso. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto tardiva la richiesta di condanna avanzata, ai sensi dell'art. 96, comma 1, c.p.c., per la prima volta con la memoria di cui all'art. 380 bis, comma 2, c.p.c.).
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 27715 del 30/10/2018 …...
Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - Cass. n. 22405/2018Condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Finalità e presupposti - Fattispecie - Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - In genere. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. U, SENTENZA N. 22405 DEL 13/09/2018
>>> La condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. è volta a salvaguardare finalità pubblicistiche, correlate all'esigenza di una sollecita ed efficace definizione dei giudizi, nonché interessi della parte vittoriosa ed a sanzionare la violazione dei doveri di lealtà e probità sanciti dall'art. 88 c.p.c., realizzata attraverso un vero e proprio abuso della "potestas agendi" con un'utilizzazione del potere di promuovere la lite, di per sé legittimo, per fini diversi da quelli ai quali esso è preordinato, con conseguente produzione di effetti pregiudizievoli per la controparte.
Ne consegue che la condanna, al pagamento della somma equitativamente determinata, non richiede né la domanda di parte né la prova del danno, essendo tuttavia necessario l'accertamento, in capo alla parte soccombente, della mala fede (consapevolezza dell'infondatezza della domanda) o della colpa grave (per carenza dell'ordinaria diligenza volta all'acquisizione di detta consapevolezza), venendo in considerazione, a titolo esemplificativo, la pretestuosità dell'iniziativa giudiziaria per contrarietà al diritto vivente ed alla giurisprudenza consolidata, la manifesta inconsistenza giuridica delle censure in sede di gravame ovvero la palese e strumentale infondatezza dei motivi di impugnazione.
(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello, che aveva escluso la condanna, nonostante l'artificiosa evocazione in giudizio di una parte, peraltro senza proporre domanda contro di essa, finalizzata a "bloccare" le azioni promosse all'estero, in quanto la pretestuosità sarebbe dovuta essere eccepita dalla stessa parte invece rimasta contumace).
corte di cassazione, sez. u, sentenza n. 22405 del 13/09/2018
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Spese giudiziali civili - compensazione - in genere - Cass. n. 20617/2018Disciplina ex art. 92, comma 2, c.p.c., come modificato dall'art. 2 della l. n. 263 del 2005 - Esplicita indicazione di giusti motivi - Necessità - Riferimento alla buona fede - Sufficienza - Esclusione - Fondamento.
In tema di spese legali, nei giudizi soggetti alla disciplina dell'art. 92, comma 2, c.p.c. come modificato dall'art. 2 della l. n. 263 del 2005, ove non sussista la reciproca soccombenza, è legittima la compensazione delle spese processuali se concorrono altri giusti motivi, che vanno esplicitati nella motivazione in modo logico e coerente, dovendosi ritenere insufficiente a tal fine il mero richiamo alla buona fede della parte soccombente, elemento che può assumere rilievo per escludere la responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., ma che non giustifica di per sé la pronuncia di compensazione.
Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 20617 del 07/08/2018
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Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilita' aggravata - lite temeraria – Cass. n. 27623/2017Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Natura pubblicistica - Presupposti - Necessità dell’accertamento dell’elemento soggettivo della mala fede o colpa grave – Esclusione – Oggettivo abuso del processo - Fondamento.
La condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c, applicabile d'ufficio in tutti i casi di soccombenza, configura una sanzione di carattere pubblicistico, autonoma ed indipendente rispetto alle ipotesi di responsabilità aggravata ex art. 96, commi 1 e 2, c.p.c. e con queste cumulabile, volta - con finalità deflattive del contenzioso - alla repressione dell'abuso dello strumento processuale; la sua applicazione, pertanto, non richiede, quale elemento costitutivo della fattispecie, il riscontro dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa grave, bensì di una condotta oggettivamente valutabile alla stregua di "abuso del processo", quale l'aver agito o resistito pretestuosamente.
Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 27623 del 21/11/2017
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Competenza civile - regolamento di competenza - Cass. n. 15347/2017Pronuncia limitata alla sola competenza recante statuizione - Impugnazione di detta statuizione - Regolamento di competenza - Necessità - Condizioni - Autonoma proposizione del mezzo ordinario di impugnazione - Ammissibilità - Condizioni.
La sentenza che abbia pronunciato soltanto sulla competenza e che rechi anche una statuizione di condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c., deve essere impugnata con il regolamento (necessario) di competenza, quale mezzo necessario per discutere anche su detta statuizione, che, invece, è suscettibile di autonoma impugnazione, proposta nei modi ordinari, quando la parte soccombente sulla competenza, ed a carico della quale sia stata pronunciata condanna ai sensi della detta norma, intenda censurare soltanto quest’ultimo capo.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 15347 del 20/06/2017
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Competenza
Incompetenza
Valore
Territorio
Funzionale
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15347
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Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Sez. 6 - 2, Sentenza n. 22150 del 02/11/2016Equa riparazione per irragionevole durata del processo - Consapevolezza sopravvenuta della manifesta infondatezza della lite - Diritto all'indennizzo di cui alla l. n. 89 del 2001 - Insussistenza - Fondamento - Condizioni.
In tema di equa riparazione ai sensi della l. n. 89 del 2001 , il patema d'animo derivante dalla situazione di incertezza per l'esito della causa è da escludersi anche nell'ipotesi di "temerarietà sopravvenuta", ovvero quando la consapevolezza dell'infondatezza delle proprie pretese sia derivata, rispetto al momento di proposizione della domanda, da circostanze nuove che rendano manifesto il futuro esito negativo del giudizio prima che la sua durata abbia superato il termine di durata ragionevole.
Sez. 6 - 2, Sentenza n. 22150 del 02/11/2016
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Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza - in genere – Cass. n. 20838/2016Rigetto della domanda ex art. 96 c.p.c. proposta dalla parte vincitrice nel merito - Soccombenza reciproca - Configurabilità - Effetti - Fondamento.
Il rigetto della domanda ex art. 96 c.p.c., malgrado l'accoglimento di quella principale proposta dalla stessa parte, configura un'ipotesi di soccombenza reciproca idonea a giustificare la compensazione delle spese di lite ai sensi dell'art. 92 c.p.c., atteso che, in applicazione del principio di causalità, sono imputabili a ciascuna parte gli oneri processuali causati all'altra per aver resistito a pretese fondate o per aver avanzato istanze infondate.
Sez. 6 - 2, Sentenza n. 20838 del 14/10/2016
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Spese giudiziali civili - di cassazione - in genere - Cass. n. 19285/2016Ricorso per cassazione - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - Condizioni.
Ai fini della condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c., costituisce abuso del diritto all'impugnazione, integrante "colpa grave", la proposizione di un ricorso per cassazione basato su motivi manifestamente infondati, giacché ripetitivi di quanto già confutato dal giudice d'appello, ovvero perché assolutamente irrilevanti o generici, o, comunque, non rapportati all'effettivo contenuto della sentenza impugnata; in tali casi il ricorso per cassazione integra un ingiustificato aggravamento del sistema giurisdizionale, risultando piegato a fini dilatori e destinato, così, ad aumentare il volume del contenzioso e, conseguentemente, ad ostacolare la ragionevole durata dei processi pendenti, donde la necessità di sanzionare tale contegno ai sensi della norma suddetta (Corte cost. 152 del 2006).
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19285 del 29/09/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - lite temeraria – Cass. n. 18057/2016Condanna ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Presupposti - Condotta negligente e assenza di sforzi interpretativi in riferimento alla giurisprudenza consolidata - Fattispecie.
In tema di spese giudiziali, va condannata ai sensi dell'art. 96, comma 3, c.p.c., aggiunto dalla legge n. 69 del 2009, la parte che non abbia adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell'infondatezza della propria posizione e comunque abbia agito senza aver compiuto alcun serio sforzo interpretativo, deduttivo, argomentativo, per mettere in discussione con criteri e metodo di scientificità la giurisprudenza consolidata ed avvedersi della totale carenza di fondamento del ricorso. (Nella specie, relativa a giudizio per omesso versamento dell'ICI in riferimento ad un'area destinata dal PRG a verde pubblico, anche attrezzato, in applicazione del suddetto principio, la parte è stata condannata al pagamento, in favore della controparte, delle spese del giudizio di legittimità in misura doppia).
Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 18057 del 14/09/2016
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Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza - in genere – Cass. n. 16515/2016Accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis c.p.c. - Condanna alle spese - Principio della soccombenza - Requisito reddituale di cui all'art. 152 disp. att. c.p.c. - Rilevanza - Fattispecie.
In materia di accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell'art. 445 bis c.p.c., le spese di consulenza tecnica di ufficio non possono gravare sul ricorrente che si trovi nelle condizioni reddituali di cui all'art. 152 disp. att. c.p.c., salvo che la sua pretesa sia manifestamente infondata e temeraria. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto di omologa del tribunale che, nell'insussistenza del requisito sanitario, aveva onerato il ricorrente - avente i requisiti di cui all'art. 152 disp. att. c.p.c. - delle spese della consulenza tecnica di ufficio, e, decidendo nel merito, le ha poste a carico dell'INPS).
Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 16515 del 05/08/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - Cass. n. 10518/2016Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 2, c.p.c. - Carattere solo endoprocessuale - Configurabilità - Limiti - Fattispecie.
L'azione di risarcimento dei danni ex art. 96 c.p.c. non può, di regola, esercitarsi in un giudizio separato ed autonomo rispetto a quello da cui la responsabilità stessa ha origine, salvo che la sua proposizione sia stata preclusa per l'evoluzione propria dello specifico processo da cui detta responsabilità è scaturita, ovvero per ragioni non dipendenti dalla inerzia della parte. (Nella specie, la ricorrente aveva proposto la domanda risarcitoria nel giudizio di opposizione all'esecuzione, poi rinunciandovi per non ostacolarne la rapida definizione e reiterandola in quello di opposizione a decreto ingiuntivo per paralizzare, almeno parzialmente, la domanda della controparte).
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10518 del 20/05/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - in genere – Cass. n. 10518/2016Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 2, c.p.c. - Carattere solo endoprocessuale - Configurabilità - Limiti - Fattispecie.
L'azione di risarcimento dei danni ex art. 96 c.p.c. non può, di regola, esercitarsi in un giudizio separato ed autonomo rispetto a quello da cui la responsabilità stessa ha origine, salvo che la sua proposizione sia stata preclusa per l'evoluzione propria dello specifico processo da cui detta responsabilità è scaturita, ovvero per ragioni non dipendenti dalla inerzia della parte. (Nella specie, la ricorrente aveva proposto la domanda risarcitoria nel giudizio di opposizione all'esecuzione, poi rinunciandovi per non ostacolarne la rapida definizione e reiterandola in quello di opposizione a decreto ingiuntivo per paralizzare, almeno parzialmente, la domanda della controparte).
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10518 del 20/05/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - Cass. n. 7726/2016Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Presupposti - Riferimento all'esercizio dell'azione nel suo complesso - Necessità - Fondamento.
Ai fini dell'applicabilità dell'art. 96, comma 3, c.p.c., la mala fede o la colpa grave devono coinvolgere l'esercizio dell'azione processuale nel suo complesso, e non singoli aspetti di essa, cosicché possa considerarsi meritevole di sanzione l'abuso dello strumento processuale in sé, anche a prescindere dal danno procurato alla controparte e da una sua richiesta, al fine di contemperare le esigenze di deflazione del contenzioso pretestuoso con la tutela del diritto di azione, suscettibile di essere irragionevolmente leso da danni punitivi non proporzionati.
Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 7726 del 19/04/2016
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Fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - revoca del fallimento - responsabilità - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7592 del 15/04/2016Conseguenze - Cognizione congiunta e competenza funzionale del giudice dell'opposizione - Configurabilità - Proposizione dell'azione risarcitoria in separato giudizio - Improponibilità.
L'opposizione alla dichiarazione di fallimento e l'azione di responsabilità aggravata, introdotta ai sensi dell'art. 96 c.p.c., con riguardo all'iniziativa assunta con l'istanza di fallimento, sono legate da un nesso d'interdipendenza da cui consegue la competenza funzionale, esclusiva ed inderogabile del giudice della predetta opposizione su entrambe e l'improponibilità in separato giudizio dell'azione risarcitoria.
Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7592 del 15/04/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - Cass. n. 7409/2016 doppiaPresupposto - Totale soccombenza - Necessità - Soccombenza reciproca - Esclusione.
La responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. integra una particolare forma di responsabilità processuale a carico della parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, sicché non può farsi luogo all'applicazione della norma quando non sussista il requisito della totale soccombenza per essersi verificata soccombenza reciproca.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7409 del 14/04/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - Cass. n. 7409/2016Presupposto - Totale soccombenza - Necessità - Soccombenza reciproca - Esclusione.
La responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. integra una particolare forma di responsabilità processuale a carico della parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, sicché non può farsi luogo all'applicazione della norma quando non sussista il requisito della totale soccombenza per essersi verificata soccombenza reciproca.
Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7409 del 14/04/2016
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - Cass. n. 6533/2016Iscrizione d'ipoteca da parte del creditore - Sproporzione rispetto all'importo del credito - Responsabilità ex art. 96, comma 2, cod. proc. civ. - Configurabilità - Condizioni.
Il creditore che, senza adoperare la normale diligenza, iscriva ipoteca su beni per un valore sproporzionato rispetto al credito garantito, secondo i parametri previsti dagli artt. 2875 e 2876 c.c., incorre, qualora sia accertata l'inesistenza del diritto per cui è stata iscritta l'ipoteca giudiziale medesima, nella responsabilità prevista dall'art. 96, comma 2, c.p.c., configurandosi un abuso della garanzia patrimoniale in danno del debitore.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 6533 del 05/04/2016
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Trascrizione - atti relativi a beni immobili - atti soggetti alla trascrizione - domande giudiziali – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16272 del 31/07/2015Trascrizione illegittima - Nozione - Domanda risarcitoria - Proponibilità in via autonoma ex art. 2043 c.c. - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16272 del 31/07/2015
Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16272 del 31/07/2015
L'azione di risarcimento danni in caso di trascrizione illegittimamente eseguita al di fuori dei presupposti previsti dagli artt. 2652 e 2653 c.c. (nella specie, effettuata per un appezzamento di terreno più grande di quello oggetto della controversia) può essere proposta - a differenza dell'istanza risarcitoria per la trascrizione ingiusta (relativa ad una domanda poi risultata infondata) che va presentata, ai sensi dell'art. 96 c.p.c., allo stesso giudice della causa oggetto di trascrizione - anche in via autonoma ex art. 2043 c.c., che integra uno strumento idoneo ad assicurare una tutela estesa alla colpa lieve (invece esclusa ai sensi dell'art. 96 c.p.c.), commisurata alle maggiori responsabilità dell'autore del fatto, e si giustifica per la diversità dell'oggetto dell'accertamento rispetto al giudizio su cui è intervenuta la trascrizione.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16272 del 31/07/2015
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Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 11828 del 08/06/2015Giudizio presupposto - Domanda fondata su prognosi di incostituzionalità della disciplina applicabile - Pronuncia della Corte costituzionale di manifesta infondatezza della questione - Diritto all'equo indennizzo da protrazione del giudizio "a quo" - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 11828 del 08/06/2015
In materia di equa riparazione per durata irragionevole del processo, la parte del giudizio presupposto che, a fondamento della domanda ivi svolta, abbia posto una questione di legittimità costituzionale della disciplina applicabile, poi dichiarata manifestamente infondata dalla Corte costituzionale, non ha diritto a essere indennizzata per l'ulteriore protrazione del giudizio "a quo", trattandosi di un'evenienza non suscettibile di determinare alcun patema d'animo in ordine all'esito dello stesso.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 11828 del 08/06/2015
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Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza – Cass. n. 4930/2015Giudizio di cassazione - Responsabilità ex art. 385, quarto comma, cod. proc. civ., vigente "ratione temporis" - Tesi difensiva palesemente infondata - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4930 del 12/03/2015
Costituisce indizio idoneo, ex art. 2727 cod. civ., a fondare la responsabilità ex art. 385, quarto comma, cod. proc. civ., (nel testo vigente "ratione temporis", introdotto dall'art. 13 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, e successivamente abrogato dall'art. 46, comma 20, della legge 18 giugno 2009, n. 69), la palese infondatezza della tesi prospettata dal ricorrente, il cui sostegno significhi "non intelligere quod omnes intelligunt". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto la temerarietà della prospettazione dei ricorrenti - quanto meno per colpa grave - che avevano propugnato la corresponsabilità di una delle società editrici convenute nella pretesa diffamazione commessa ai loro danni per il semplice fatto che i due quotidiani venissero venduti congiuntamente, atteso che, per elementare principio di diritto, acquisibile secondo una diligenza minima ex art. 1176 cod. civ., una società editrice di un quotidiano non può rispondere del contenuto degli articoli pubblicati da un giornale di altro editore).
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4930 del 12/03/2015
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spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - Cass. n. 22226/2014Proposizione della relativa domanda per la prima volta in fase di appello - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22226 del 20/10/2014
La domanda diretta al risarcimento dei danni per responsabilità aggravata a norma dell'art. 96 cod. Proc. Civ. Può essere proposta per la prima volta nella fase di gravame solo con riferimento a comportamenti della controparte posti in atto in tale grado del giudizio e non è soggetta al regime delle preclusioni previste dall'art. 345, primo comma, cod. Proc. Civ., tutelando un diritto che, siccome conseguenza della situazione giuridica soggettiva principale dedotta nel processo, è strettamente collegato e connesso all'agire od al resistere in giudizio e, come tale, non è esercitabile in via di azione autonoma.
Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22226 del 20/10/2014
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Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - lite temeraria – Cass. n. 22812/2013Domanda - Proponibilità nel giudizio di cassazione - Oggetto - Danni patiti in tale grado di giudizio - Analitica ed autonoma allegazione - Necessità - Sussistenza.
Intervenuta in sede di appello condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 cod. proc. civ., la proposizione, nel giudizio di legittimità, di ulteriore domanda ai sensi della medesima disposizione deve riferirsi specificamente ai danni patiti per tale grado di giudizio, da allegarsi con sufficiente analiticità ed autonomia rispetto a quelli già risarciti con la precedente condanna.
Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 22812 del 07/10/2013
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spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - lite temeraria - Cass. n. 9152/2013Domanda di condanna per responsabilità aggravata ex art. 96, secondo comma, cod. proc. civ. - Accertamento riservato al giudice dell'opposizione all'esecuzione - Oggetto - Delimitazione - Atti del processo di opposizione dinanzi a lui pendente - Esclusione - Ragioni. Cassazione Civile Sez. 3, Sentenza n. 9152 del 16/04/2013
Cassazione Civile Sez. 3, Sentenza n. 9152 del 16/04/2013 L'accertamento della mala fede del creditore pignorato, per i fini di cui all'art. 96, comma secondo, cod. proc. civ., è devoluto al giudice dell'opposizione all'esecuzione, il quale nel compiere il relativo accertamento dovrà valutare la condotta tenuta dal creditore nel giudizio di esecuzione, e non in quello di opposizione, a meno che non venga invocata dall'opponente anche la responsabilità dell'opposto per avere in mala fede o colpa grave resistito al giudizio di opposizione all'esecuzione, ai sensi del primo comma della norma citata.
Cassazione Civile Sez. 3, Sentenza n. 9152 del 16/04/2013 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO1.- Con ricorso depositato il 12 marzo 2002 Mario Cu.. propose opposizione all'esecuzione immobiliare intrapresa nei suoi confronti, con atto di pignoramento notificato in data 26 luglio/6 agosto 2001, da parte di Antonio Ba.., Giuseppe Pe.. e Ve.. Francesco per il pagamento della somma di L. 345.478.846, dovuta in forza della sentenza della Corte d'Appello di Napoli n. 443/2000. L'opponente dedusse l'inesistenza del diritto di procedere ad esecuzione forzata in capo ai creditori opposti in quanto tale ultima sentenza era stata cassata dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 7475 emessa il 4 giugno 2001, che aveva rinviato ad altra sezione della Corte d'Appello di Napoli; chiese la previa sospensione del processo esecutivo e la condanna degli opposti al risarcimento dei danni ai sensi dell'art. 96 cod. proc. civ..1.1.- Nel giudizio si costituirono i creditori procedenti e non si opposero alla sospensione del processo esecutivo; nel merito, contestarono le deduzioni avversarie chiedendone il rigetto. 1.2. -Il Tribunale di Roma, dopo aver sospeso il processo esecutivo, ha accolto l'opposizione, con sentenza pubblicata il 4 luglio 2006, con la quale "accertata l'inesistenza del titolo esecutivo costituito dalla sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Napoli in …...
Competenza civile - connessione di cause - Cass. n. 7450/2013Art. 40, terzo comma, cod. proc. civ. - Cause soggette a riti distinti - Introduzione con rito erroneo di una di esse - Conseguenze pregiudizievoli quanto alla possibilità di trattare la domanda secondo il rito cui sarebbe stata soggetta - Possibilità che la causa intrapresa con il rito sbagliato sia "salvata" dalla successiva trattazione delle cause cumulate con il rito dell'altra che abbia funzione attraente - Esclusione - Fattispecie.
L'art. 40, terzo comma, cod. proc. civ. disciplina una modalità di trattazione di cause soggette a riti diversi, ma, ove l'instaurazione di ciascuna soggiaccia a regole processuali distinte e dalla scelta di un rito erroneo per una di esse siano derivate conseguenze pregiudizievoli per la possibilità di trattare la domanda secondo il rito cui sarebbe stata soggetta, non consente a chi le abbia introdotte cumulativamente in base al rito della causa attraente di pretendere che quella intrapresa con il rito sbagliato sia "salvata" dalla successiva trattazione delle cause cumulate con il rito dell'altra che abbia funzione attraente. (Così statuendo, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto inammissibile perché tardivamente proposta, in quanto erroneamente introdotta con citazione notificata tempestivamente ma iscritta a ruolo oltre il termine di cui all'art. 641 cod. proc. civ., e non con ricorso ex art. 447 bis del medesimo codice depositato entro quel termine, un'opposizione a decreto ingiuntivo avente ad oggetto canoni locatizi, negando, peraltro, che, ai fini della tempestività di tale opposizione, canoni locatizi, senza che potesse invocarsene, ai fini della tempestività, la trattazione con il rito ordinario, alla stregua dell'art. 40, terzo comma, cod. proc. civ., per effetto della domanda ex art. 96 cod. proc. civ. contestualmente formulata dall'ingiunta).
Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 7450 del 25/03/2013
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responsabilità aggravata - lite temeraria - Cass. n. 7620/2013Domanda per responsabilità aggravata ex art. 96, primo comma, cod. proc. civ. - Oggetto - In primo grado e in appello - Differenze. Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 7620 del 26/03/2013
Corte di Cassazione, sez. 2, Sentenza n. 7620 del 26/03/2013
La domanda di risarcimento da responsabilità aggravata, di cui all'art. 96, primo comma, cod. proc. civ., si atteggia diversamente a seconda dei gradi del giudizio, atteso che, mentre in primo grado essa è volta a sanzionare il merito di un'iniziativa giudiziaria avventata, nel secondo grado, regolato dal principio devolutivo, essa deve specificamente riferirsi alla pretestuosità dell'impugnazione, valutata con riguardo non tanto alle domande proposte, quanto, piuttosto, alla palese e strumentale infondatezza dei motivi dell'appello e, più in generale, alla condotta processuale tenuta dalla parte soccombente nella fase di gravame.
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Compensazione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 316 del 12/01/2012 Disciplina previgente alla legge n. 69 del 2009 - Giusti motivi - Giurisprudenza basata su principio astrattamente univoco ma variamente enunciato in concreto Ai sensi dell'art. 92, secondo comma, cod. proc. Civ., nel testo applicabile ratione temporis prima dell'entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, costituisce giusto motivo di compensazione delle spese processuali l'esistenza di una giurisprudenza basata su di un principio di diritto astrattamente non controverso, ma variamente enunciato nella concretezza delle sue applicazioni, atteso che le decisioni altalenanti ben possono dipendere dalla difficoltà pratica d'identificare la fattispecie corrispondente. (Principio enunciato con riferimento alla giurisprudenza che afferma la sussistenza della competenza per materia del giudice di pace sulle cause relative alle modalità d'uso dei servizi condominiali, con esclusione solo di quelle in cui si controverta dell'esistenza stessa del diritto, precisandosi che sussistono varie declinazioni del suddetto orientamento con riferimento al diritto al parcheggio). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 316 del 12/01/2012
Spese giudiziali civile - Compensazione - Disciplina previgente alla legge n. 69 del 2009 - Giusti motivi - Giurisprudenza basata su principio astrattamente univoco ma variamente enunciato in concreto
Ai sensi dell'art. 92, secondo comma, cod. proc. civ., nel testo applicabile "ratione temporis" prima dell'entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n. 69, costituisce giusto motivo di compensazione delle spese processuali l'esistenza di una giurisprudenza basata su di un principio di diritto astrattamente non controverso, ma variamente enunciato nella concretezza delle sue applicazioni, atteso che le decisioni altalenanti ben possono dipendere dalla difficoltà pratica d'identificare la fattispecie corrispondente. (Principio enunciato con riferimento alla giurisprudenza che afferma la sussistenza della competenza per materia del giudice di pace sulle cause relative alle modalità d'uso dei servizi condominiali, con esclusione solo di quelle in cui si controverta dell'esistenza stessa del diritto, precisandosi che sussistono varie declinazioni del suddetto orientamento con riferimento al diritto al parcheggio). Corte di …...
Spese giudiziali civili - Responsabilità aggravata - Cass. n. 20995/2011Spese giudiziali civili - Responsabilità aggravata - Risarcibilità del danno patrimoniale e non patrimoniale . Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20995 del 12/10/2011
Spese giudiziali civili - Responsabilità aggravata - Risarcibilità del danno patrimoniale e non patrimoniale
In tema di responsabilità aggravata per lite temeraria, l'art. 96 cod. proc. civ. prevede, nel caso di accoglimento della domanda, il risarcimento dei danni, da intendersi, quindi, come ampia formulazione letterale comprensiva sia del danno patrimoniale, che del danno non patrimoniale, quest'ultimo trovando giustificazione anche in ragione della qualificazione del diritto di azione e difesa in giudizio in termini di diritto fondamentale. Ne consegue che, sotto il profilo del danno patrimoniale, in assenza di dimostrazione di specifici e concreti pregiudizi derivati dallo svolgimento della lite, è legittima una liquidazione equitativa che abbia riguardo allo scarto tra le spese determinate dal giudice secondo le tariffe e quanto dovuto dal cliente in base al rapporto di mandato professionale; mentre, sotto il profilo del danno non patrimoniale, la liquidazione equitativa deve avere riguardo alla lesione dell'equilibrio psico-fisico che, secondo nozioni di comune esperienza (anche in forza del principio della ragionevole durata del processo, di cui all'art. 111 Cost. ed alla legge 24 marzo 2001, n. 89), si verifichi a causa di ingiustificate condotte processuali. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20995 del 12/10/2011Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20995 del 12/10/2011PREMESSO IN FATTOÈ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:"1. - È chiesta la cassazione parziale della sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro in data 2.6.2009 e depositata il 22.10.2009, con la quale è stato dichiarato inammissibile l'appello proposto da Maria Cristina Fe.. con il rigetto della domanda di risarcimento danni per lite temeraria e compensazione delle spese del giudizio di appello.Al ricorso si applicano le norme di cui alla L. 18 giugno 2009, n. 69, per essere il provvedimento impugnato depositato successivamente all'entrata in vigore della indicata normativa (4 luglio 2009). Con il primo motivo la ricorrente denuncia la violazione e/o falsa applicazione …...
Spese giudiziali civili - responsabilità aggravata - lite temeraria – Cass. n. 20914/2011Domanda - Proponibilità in cassazione - Limiti - Per danni conseguenti alla proposizione del ricorso - Proposizione nel controricorso - Necessità.
La domanda di condanna al risarcimento dei danni per responsabilità processuale aggravata, ai sensi dell'art. 96 cod. proc. civ., può essere proposta anche in sede di legittimità, per i danni che si assumono derivanti dal giudizio di cassazione e, in particolare, quando si riferisca a danni conseguenti alla proposizione del ricorso, deve essere formulata, a pena di inammissibilità, con il controricorso, non quindi con la memoria di cui all'art. 378 cod. proc. civ. o nel corso della discussione orale.
Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20914 del 11/10/2011
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