075.(Capacità processuale)

    Codice di procedura civile Libro primo: DISPOSIZIONI GENERALI Titolo III: DELLE PARTI E DEI DIFENSORI Capo I: DELLE PARTI 75. (1) (Capacità processuale)

    Art. 75. (1) (Capacità processuale) 

    I. Sono capaci di stare in giudizio le persone che hanno il libero esercizio dei diritti che vi si fanno valere.

    II. Le persone che non hanno il libero esercizio dei diritti non possono stare in giudizio se non rappresentate, assistite o autorizzate secondo le norme che regolano la loro capacità.

    III. Le persone giuridiche stanno in giudizio per mezzo di chi le rappresenta a norma della legge o dello statuto.

    IV. Le associazioni e i comitati, che non sono persone giuridiche, stanno in giudizio per mezzo delle persone indicate negli artt. 36 e seguenti del codice civile.

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    (1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 220 del 16 ottobre 1986, ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del presente articolo nella parte in cui non prevede, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al pubblico ministero perché promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l'attore riassumere il giudizio.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - curatore speciale - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 10754 del 17/04/2019 (Rv. 653565 - 01)
    Decesso rappresentante legale di società - Omessa sostituzione - Nomina curatore speciale - Necessità - Mancanza di tale nomina - Conseguenze - Nullità della citazione - Fondamento - Applicabilità art. 294 c.p.c. – Condizioni Una società il cui rappresentante legale sia deceduto e non sia stato sostituito non può essere convenuta in giudizio, occorrendo, a questo fine, la nomina di un curatore speciale "ad processum", ai sensi dell'art. 78 c.p.c., poiché, in mancanza di tale nomina, l'atto di citazione ad essa diretto ed il conseguente processo svoltosi in sua assenza sono affetti da nullità per impossibilità di valida instaurazione del contraddittorio e lesione del diritto di difesa. Qualora, nel corso del medesimo processo, sopraggiunga la nomina dell'amministratore e la detta società si costituisca, trova applicazione l'art. 294 c.p.c. che consente alla parte contumace di chiedere al giudice, in presenza di determinate condizioni, di essere ammessa a compiere attività che le sarebbero precluse. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 10754 del 17/04/2019 (Rv. 653565 - 01) Cod_Proc_Civ_art_078, Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_156, Cod_Proc_Civ_art_294...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacita' processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Processo - Legitimatio ad processum - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 6996 del 11/03/2019
    Procedimento civile - capacita' processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Processo - Legitimatio ad processum - Procuratore della persona giuridica - Verifica - Necessità - Fondamento - Eccezione della parte avversa - Mancata prova - Preclusione - Deposito in cassazione - Tardività. L'atto introduttivo del processo deve ritenersi inammissibile, per difetto di idonea procura alle liti e, quindi, di "legitimatio ad processum", quando questa sia conferita da soggetto indicato come procuratore della persona giuridica in base ad una determinata procura notarile che, tuttavia, non sia stata allegata, così, impedendo le necessarie verifiche. Tale vizio di rappresentanza processuale, qualora non rilevato in via officiosa nella fase di merito, fa sorgere in capo alla controparte un onere d'immediata difesa. Ne deriva che ove la contestazione avvenga anche in sede di legittimità, attraverso la formulazione di uno specifico motivo d'impugnazione, la prova della sussistenza del potere rappresentativo potrà essere data, previa notifica, ai sensi dell'art. 372 c.p.c., ma l'onere di sanatoria non può andare oltre il deposito del controricorso. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 6996 del 11/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_077, Cod_Proc_Civ_art_182, Cod_Proc_Civ_art_372 Legitimatio ad processum...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5925 del 28/02/2019
    Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Prova - Necessità - Procura speciale - Produzione in ogni stato e grado del giudizio - Fondamento - Limiti - Fattispecie. Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - rappresentanza e difesa del contribuente - in genere. In tema di legittimazione processuale, il conferimento di procura speciale al rappresentante volontario, attenendo alla verifica della regolare costituzione del rapporto processuale, che deve essere effettuata dal giudice anche d'ufficio, può essere provato, mediante documenti che dimostrino la sussistenza del potere di rappresentanza sostanziale, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello di legittimità, con il solo limite del giudicato interno sulla questione. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha annullato la decisione impugnata in quanto, sebbene la contribuente avesse prodotto la procura speciale con mandato alle liti ai difensori nel giudizio di appello a seguito dell'eccezione dell'Agenzia delle entrate, aveva ugualmente dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo del processo di primo grado, perché proposto "in assenza di valida procura" al rappresentante volontario della società). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5925 del 28/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_077, Cod_Proc_Civ_art_372...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni - impugnazioni - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5611 del 26/02/2019
    Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - assemblea dei condomini - deliberazioni - impugnazioni - deliberazioni annullabili - Legittimazione ad agire del condomino dissenziente, assente od astenuto - Prova del dissenso, dell'assenza o dell'astensione - Onere a carico dello stesso condomino - Assenza di legittimazione - Rilievo d'ufficio - Ammissibilità. In tema di impugnazione di delibere condominiali annullabili, la legittimazione ad agire spetta al condomino che sia stato assente all'assemblea nel corso della quale la delibera contestata è stata assunta o che, se presente, abbia espresso in merito il suo dissenso o si sia astenuto, ricadendo sullo stesso l'onere di provare tali circostanze. Il difetto di detta legittimazione può, invece, essere rilevato d'ufficio dal giudice ed il relativo accertamento non è soggetto a preclusioni, non potendosi accordare la facoltà di opporre la menzionata delibera a chi non ne abbia titolo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5611 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_1137, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_081...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacita' processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - societa' ed altri enti - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5110 del 21/02/2019
    Procedimento civile - capacita' processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - societa' ed altri enti - Difetto di capacità processuale – Sanatoria nel giudizio di cassazione – Ammissibilità – Fondamento - Fattispecie. Nel processo tributario il difetto di legittimazione "ad causam" della persona fisica che agisce in rappresentanza di un ente può essere sanato, in qualunque stato e grado del giudizio con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato dell'effettiva rappresentanza dell'ente stesso, che manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del "falsus procurator". (In applicazione del principio, la S.C. ha riconosciuto efficacia sanante alla costituzione nel giudizio di cassazione di entrambi i legali rappresentanti della società stante l'espressa ratifica, in apposito atto allegato al controricorso, effettuata dal socio amministratore dell'operato in favore della società dell'altro amministratore che aveva agito disgiuntamente nei precedenti gradi del giudizio). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5110 del 21/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_075, Cod_Proc_Civ_art_182...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacità processuale - Comune - Rappresentanza in giudizio - Spettanza al Sindaco - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4583 del 15/02/2019
    Procedimento civile - capacità processuale - Comune - Rappresentanza in giudizio - Spettanza al Sindaco - Autorizzazione della Giunta municipale - Necessità - Condizioni - Prova. La rappresentanza processuale del Comune, nel nuovo ordinamento delle autonomie locali, spetta istituzionalmente al sindaco, cui compete, in via esclusiva, il potere di conferire al difensore la procura alle liti senza necessità di autorizzazione della giunta municipale, salvo che una disposizione statutaria la richieda espressamente, dovendo in tal caso la parte interessata provare la carenza di tale autorizzazione producendo idonea documentazione. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 4583 del 15/02/2019 Cod_Proc_Civ_art_075...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Confessione - capacità del rappresentante - Dichiarazioni rese dal mandatario senza rappresentanza - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. . 4509 del 14/02/2019
    Prova civile - confessione - capacità del rappresentante - Dichiarazioni rese dal mandatario senza rappresentanza - Commissione interna di ente pubblico - Valore confessorio - Esclusione - Fondamento. Ai sensi dell'art. 2731 c. c., l'efficacia probatoria della confessione postula che essa sia resa da persona capace di disporre del diritto cui i fatti confessati si riferiscono, ossia da persona che abbia la capacità e la legittimazione ad agire negozialmente riguardo al diritto. Ne consegue che non hanno valore confessorio le dichiarazioni rese dal mandatario del titolare del diritto medesimo (Fattispecie relativa ad una commissione interna, mandataria dell'Inps, deputata alla verifica della possibilità di addivenire ad un accordo stragiudiziale nell'ambito di una controversia avente ad oggetto un contratto di appalto). Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. . 4509 del 14/02/2019 Cod_Civ_art_2731, Cod_Civ_art_1703, Cod_Proc_Civ_art_075...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Industriali (per il coordinamento della produzione e degli scambi) - con attivita' esterna - responsabilita' verso terzi
    Consorzi - industriali (per il coordinamento della produzione e degli scambi) - con attivita' esterna - responsabilita' verso terzi - obbligazioni consortili - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 12 del 03/01/2019 Consorzio per interventi di ricostruzione o riparazione di immobili danneggiati dal sisma nelle Regioni Marche ed Umbria -Normativa applicabile - Soggetti gravati dalle relative obbligazioni - Legittimazione passiva. Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) – passiva -  In genere. I consorzi obbligatori per gli interventi di ricostruzione o riparazione degli immobili danneggiati dal sisma nelle Regioni Marche ed Umbria, di cui all'art. 3, comma 5, del d.l. n. 6 del 1998, conv. con l. n. 61 del 1998, agiscono sulla base di norme di diritto privato, rispondendo delle obbligazioni da loro assunte sia i singoli consorziati sia il consorzio stesso che le ha contratte, attraverso il suo presidente, nella qualità di mandatario dei medesimi consorziati. Ne consegue che alla responsabilità del consorzio si somma quella dei suoi membri, determinandosi, per effetto di questo vincolo solidale, una duplicità di legittimazioni passive - del consorzio, per l'intero, e del consorziato, nel limite della sua quota - che opera in via alternativa o cumulativa. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 12 del 03/01/2019  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni in generale - notificazione dell'atto di impugnazione - in genere minorenne
    Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - in genere minorenne - raggiungimento della maggiore età - mancata dichiarazione o notificazione da parte del difensore nel corso del processo -   procedimento civile - capacità processuale - in genere in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30701 del 27/11/2018 Il raggiungimento della maggiore età da parte del minore costituito nel processo per mezzo del suo legale rappresentante, se non sia stato formalmente dichiarato o notificato dal difensore ai sensi dell'art. 300 c.p.c., resta privo d'incidenza nel corso del processo, che prosegue regolarmente nei confronti del suddetto rappresentante legale al quale, pertanto, è regolarmente notificata l'impugnazione, senza che sia necessario integrare il contraddittorio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30701 del 27/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interruzione del processo - morte della parte in genere - appello
    Procedimento civile - interruzione del processo - morte della parte - in genere - appello – raggiungimento maggiore età della parte costituita a mezzo di procuratore in pendenza del termine per impugnare - omessa dichiarazione o notificazione dell'evento ad opera di quest'ultimo - effetti - ultrattività del mandato alla lite - configurabilità - effetti - stabilizzazione della posizione giuridica della parte colpita dall'evento – condizioni - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30009 del 21/11/2018 Nel caso in cui, in pendenza del termine per proporre appello, il minore costituitosi in giudizio a mezzo del proprio legale rappresentante raggiunga la maggiore età, l'omessa dichiarazione o notificazione di tale evento da parte del procuratore comporta, in virtù della regola dell'ultrattività del mandato alla lite, che il difensore continui a rappresentare la parte come se l'evento non si fosse verificato, risultando così stabilizzata la posizione giuridica di quest'ultima rispetto alle altre parti ed al giudice, tanto nella fase attiva, quanto nella fase di riattivazione dovuta alla proposizione dell'impugnazione, la quale va notificata presso il procuratore della parte costituita in primo grado e successivamente divenuta maggiorenne. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30009 del 21/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Difetto di rappresentanza - sanatoria
    Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - difetto di rappresentanza - sanatoria - modalità - distinzione fra difetto rilevato d'ufficio e su eccezione di parte – fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24212 del 04/10/2018 >>> In tema di difetto di rappresentanza processuale, mentre, ai sensi dell'art. 182 c.p.c., il giudice che rilevi d'ufficio tale difetto deve promuovere la sanatoria, assegnando alla parte un termine di carattere perentorio, senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze di carattere processuale, nel diverso caso in cui detto vizio sia stato tempestivamente eccepito da una parte, l'opportuna documentazione va prodotta immediatamente, non essendovi necessità di assegnare un termine, che non sia motivatamente richiesto o, comunque, assegnato dal giudice, giacché sul rilievo di parte l'avversario è chiamato a contraddire. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha ritenuto che la nullità della procura alle liti, fosse divenuta insanabile poiché, nonostante il convenuto avesse sollevato la relativa questione, l'attore non aveva spontaneamente depositato la necessaria documentazione nel prosieguo del processo di merito, essendosi egli limitato a discutere di altri diversi profili giuridici). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24212 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Raggiungimento della maggiore età nel corso del processo
    Procedimento civile - capacità processuale - in genere - minorenne - raggiungimento della maggiore età nel corso del processo - impugnazione - instaurazione da e contro i soggetti effettivamente legittimati - necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23189 del 27/09/2018 >>> Qualora uno degli eventi idonei a determinare l'interruzione del processo (nella specie, il raggiungimento della maggiore età da parte di minore costituitosi in giudizio a mezzo dei suoi legali rappresentanti) si verifichi nel corso del giudizio di primo grado, prima della chiusura della discussione (ovvero prima della scadenza dei termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, ai sensi del nuovo testo dell'art. 190 c.p.c.), e non venga dichiarato né notificato dal procuratore della parte cui esso si riferisce a norma dell'art. 300 c.p.c., il giudizio di impugnazione deve essere comunque instaurato da e contro i soggetti effettivamente legittimati, e ciò alla luce dell'art. 328 c.p.c., dal quale si desume la volontà del legislatore di adeguare il processo di impugnazione alle variazioni intervenute nelle posizioni delle parti, sia ai fini della notifica della sentenza che dell'impugnazione, con piena parificazione, a tali effetti, tra l'evento verificatosi dopo la sentenza e quello intervenuto durante la fase attiva del giudizio e non dichiarato né notificato. Un'esigenza di tutela della parte incolpevole non si pone, in ogni caso, rispetto all'ipotesi del raggiungimento della maggiore età nel corso del processo, che non costituisce un evento imprevedibile, ma, al contrario, un accadimento inevitabile nell'"an" - essendo lo stato di incapacità per minore età "naturaliter" temporaneo - ed agevolmente riscontrabile nel "quando". Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 23189 del 27/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ordinanza ingiunzione prefettizia
    Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - legittimazione - Sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada - Ordinanza ingiunzione prefettizia - Opposizione - Legittimazione passiva esclusiva del Prefetto - Conseguenze - Legittimazione del Comune all'impugnazione – Esclusione - Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, ORDINANZA N. 22885 DEL 26/09/2018 In tema di violazioni del codice della strada, nel giudizio di opposizione avverso l'ordinanza ingiunzione prefettizia per infrazione accertata dalla polizia municipale, legittimata passiva, a norma dell'art. 23 della legge n. 689 del 1981 ("ratione temporis" applicabile), come precedentemente richiamato dall'art. 205 del codice della strada (nel testo vigente anteriormente alla sua sostituzione sopravvenuta per effetto del d.lgs. n. 150 del 2011), è unicamente l'autorità amministrativa che ha irrogato la sanzione, ovvero il Prefetto, sicchè è inammissibile l'impugnazione proposta in tale giudizio dal Comune, per difetto di legittimazione dello stesso. (In applicazione di tale principio, la S.C., in una fattispecie di opposizione proposta avverso un'ordinanza-ingiunzione emessa dal Prefetto, ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta dal solo Comune, e non anche dal Prefetto, che, invece, non risultava aver partecipato in alcun modo al giudizio di secondo grado).  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Ordinanza ingiunzione prefettizia - opposizione
    Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - legittimazione sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada - ordinanza ingiunzione prefettizia - opposizione – legittimazione passiva esclusiva del prefetto - conseguenze - legittimazione del comune all'impugnazione – esclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 22885 del 26/09/2018 >>> In tema di violazioni del codice della strada, nel giudizio di opposizione avverso l'ordinanza ingiunzione prefettizia per infrazione accertata dalla polizia municipale, legittimata passiva, a norma dell'art. 23 della legge n. 689 del 1981 ("ratione temporis" applicabile), come precedentemente richiamato dall'art. 205 del codice della strada (nel testo vigente anteriormente alla sua sostituzione sopravvenuta per effetto del d.lgs. n. 150 del 2011), è unicamente l'autorità amministrativa che ha irrogato la sanzione, ovvero il Prefetto, sicché è inammissibile l'impugnazione proposta in tale giudizio dal Comune, per difetto di legittimazione dello stesso. (In applicazione di tale principio, la S.C., in una fattispecie di opposizione proposta avverso un'ordinanza-ingiunzione emessa dal Prefetto, ha dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta dal solo Comune, e non anche dal Prefetto, che, invece, non risultava aver partecipato in alcun modo al giudizio di secondo grado). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 22885 del 26/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Pubblica amministrazione - rappresentanza della p.a. - capacita' e legittimazione processuale - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18511 del 12/07/2018
    Regione Sicilia – Esercizio funzioni amministrative relative a beni del suo demanio marittimo - Avvalimento Capitaneria di Porto - Accertamento proprietà e rilascio di tali beni - Legittimazione passiva della sola Regione Sicilia - Fondamento. L'attività amministrativa posta in essere dalla Capitaneria di Porto quale organo della Regione Sicilia relativamente a beni del demanio marittimo di quest'ultima che siano abusivamente occupati da privati deve essere direttamente imputata alla Regione medesima, perché effettiva ed esclusiva titolare della funzione concretamente esercitata mediante "avvalimento" di uffici statali. Pertanto, la legittimazione passiva nei giudizi promossi da tali privati per l'accertamento della proprietà dei summenzionati beni spetta soltanto alla Regione Sicilia e non alla Capitaneria di Porto o, comunque all'amministrazione statale. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 18511 del 12/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 12123 del 17/05/2018
    Soggetto passivo del pregiudizio non patrimoniale - Genitore del minore parte del giudizio presupposto - Esclusione - Fondamento. Il pregiudizio non patrimoniale conseguente all'irragionevole durata del processo può essere subìto solo dal minore, nel cui esclusivo interesse si è celebrato il processo presupposto, e non dal genitore che, avendo agito come rappresentante processuale del primo, non subisce alcun pregiudizio quale sostituto della parte rappresentata. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 12123 del 17/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione - in genere - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 22991 del 02/10/2017
    Liquidazione al di sotto del minimo tariffario – Assenza di motivazione – Illegittimità – Fondamento In tema di liquidazione delle spese processuali, ove la richiesta degli onorari di avvocato, benché non accompagnata dal deposito di una nota specifica, sia formulata in relazione ai minimi previsti dalla tariffa forense, la loro riduzione senza motivazione è illegittima, in quanto si pone in contrasto con il principio della inderogabilità dei minimi edittali sancito dall'art. 24 della l. n. 794 del 1942. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 22991 del 02/10/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - nota delle spese - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22073 del 22/09/2017
    Rito camerale di legittimità ex art. 380-bis c.p.c., come sostituto dal d.l. n. 197 del 2016, conv. con modif. in l. n. 168 del 2016 - Deposito della nota delle spese – Termine ultimo – Individuazione - Coincidenza con il termine per il deposito delle memorie – Fondamento. Nel rito camerale di legittimità disciplinato dall'art. 380 bis c.p.c., inserito dall'art. 10 del d.lgs. n. 40 del 2006 e sostituito dall'art. 1 bis, comma 1, lett. e) del d.l. n. 168 del 2016, conv., con modif., in l. n. 168 del 2016, il termine per il deposito della nota delle spese coincide con quello per il deposito delle memorie (cinque giorni prima della data dell'adunanza), essendo inammissibile ogni attività difensiva, compresa quella di specifica indicazione dei compensi e dei rimborsi invocati, in tempo successivo a tale termine tanto risultando funzionale all'esigenza di accelerazione dei tempi di definizione del ricorso avviato in decisione secondo detta specifica procedura ed a quella di tutela del contraddittorio sulla correttezza delle voci esposte, pure quanto allo scaglione individuato. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22073 del 22/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18905 del 28/07/2017
    Criteri di liquidazione degli onorari e delle spese - Distinzione degli uni dalle altre - Fondamento - Nota spese specifica - Rideterminazione da parte del giudice di merito - Motivazione analitica - Necessità. In tema di spese giudiziali, il giudice deve liquidare in modo distinto spese ed onorari, in relazione a ciascun grado del giudizio, per consentire alle parti di controllare i criteri di calcolo adottati e, in presenza di una nota spese specifica prodotta dalla parte vittoriosa, non può rideterminare globalmente i compensi in misura inferiore a quelli esposti, ma deve motivare adeguatamente l’eliminazione o la riduzione delle singole voci. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18905 del 28/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacita' processuale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15156 del 20/06/2017
    Vizi della costituzione della parte in giudizio - Dovere del giudice di promuovere la sanatoria ex art. 182 c.p.c. nel testo anteriore alla l. n. 69 del 2009 - In qualsiasi fase e grado del giudizio - Effetti "ex tunc" - Limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali - Insussistenza - Fondamento - Fattispecie. L'art. 182, comma 2, c.p.c. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 69 del 2009), secondo cui il giudice che rilevi un difetto di rappresentanza, assistenza o autorizzazione "può" assegnare un termine per la regolarizzazione della costituzione in giudizio, deve essere interpretato, anche alla luce della modifica apportata dall'art. 46, comma 2, della l. n. 69 del 2009, nel senso che il giudice "deve" promuovere la sanatoria, in qualsiasi fase e grado del giudizio ed indipendentemente dalle cause del predetto difetto, assegnando un termine alla parte che non vi abbia già provveduto di sua iniziativa, con effetti "ex tunc", senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, rilevando che non aveva doverosamente esercitato il potere di cui all'art. 182 c.p.c. nei confronti della società ricorrente, che aveva agito per il pagamento di canoni locatizi in forza di un contratto di affidamento dei servizi di gestione del patrimonio immobiliare dell'I.N.P.S., nel quale non era incluso l'immobile oggetto di controversia). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 15156 del 20/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Usi civici - comuni e frazioni - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8853 del 05/04/2017
    Amministrazioni separate "ex lege" n. 1766 del 1927 - Azioni giudiziarie e resistenza in giudizio - Potere del presidente - Sussistenza - Fondamento - Limiti. Alle amministrazioni separate "ex lege" n. 1766 del 1927 sono applicabili, anche in virtù del richiamo all'art. 64 del r.d. n. 332 del 1928, le disposizioni della legge comunale e provinciale, sicché, nei giudizi instaurati successivamente all'entrata in vigore del TUEL, è ammissibile il ricorso per cassazione proposto dal presidente dell'ente anche in assenza di delibera autorizzativa del relativo comitato, atteso che, nel nuovo ordinamento delle autonomie locali, la rappresentanza processuale spetta istituzionalmente al sindaco in mancanza di espressa disposizione statutaria che richieda l'autorizzazione della giunta, dovendo, in tale evenienza, la parte interessata provare, con idonea documentazione, la carenza di autorizzazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8853 del 05/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - contenuto e forma - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8821 del 05/04/2017
    Procura rilasciata in primo grado "per ogni stato e grado" del giudizio dall'amministratore di una società di capitali - Estensione all'appello - Ammissibilità - Sostituzione dell'amministratore prima della proposizione dell'impugnazione - Irrilevanza - Fondamento - Limite. La procura conferita al difensore dall'amministratore di una società di capitali "per ogni stato e grado della causa" è valida anche per il giudizio di appello, e resta tale anche se l'amministratore, dopo il rilascio della stessa e prima della proposizione dell'impugnazione, sia cessato dalla carica, in conformità al principio secondo cui la sostituzione della persona titolare dell'organo avente il potere di rappresentare in giudizio la persona giuridica non è causa di estinzione dell'efficacia della procura alle liti, la quale continua ad operare a meno che non sia revocata dal nuovo rappresentante legale. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8821 del 05/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - azioni giudiziarie - rappresentanza giudiziale del condominio - legittimazione dell'amministratore - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5832 del 08/03/2
    Contratto di assicurazione stipulato dal condominio - Azione per conseguire l’indennizzo - Legittimazione dell’amministratore - Sussistenza. Nel caso di contratto di assicurazione stipulato dal condominio, l’amministratore condominiale è legittimato ad agire giudizialmente per il conseguimento dell’indennizzo, ai sensi degli artt. 1130, comma 1, n. 4, e 1131 c.c., senza necessità di preventiva autorizzazione da parte dell’assemblea dei condomini. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5832 del 08/03/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - procedimento - audizione dell'imprenditore – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17767 del 08/09/2016
    Notifica del ricorso di fallimento - Regime anteriore alle modifiche apportate all'art. 15, comma 3, l.fall. - Notifica diretta a mezzo PEC da parte dell'avvocato del ricorrente - Possibilità - Società cancellata - Irrilevanza. In tema di procedimento per la dichiarazione di fallimento, nel regime anteriore alle modifiche apportate all'art. 15, comma 3, l.fall. dall'art. 17 del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. nella l. n. 221 del 2012, l'avvocato del ricorrente può notificare il ricorso di fallimento, ai sensi dell'art. 3 bis della l. n. 53 del 1994, a mezzo di spedizione diretta all'indirizzo di posta elettronica certificata della società debitrice, pur se cancellata dal registro delle imprese. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17767 del 08/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Società - di persone fisiche - società in accomandita semplice - soci accomandanti - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17691 del 07/09/2016
    Legittimazione dell'accomandante ad impugnare i contratti sociali - Esclusione - Fondamento. Nelle società in accomandita semplice, il socio accomandante può far valere il suo interesse al potenziamento ed alla conservazione del patrimonio sociale esclusivamente con strumenti interni, quali l'azione di responsabilità contro il socio accomandatario, la richiesta di estromissione di quest'ultimo per gravi inadempienze, l'impugnativa del rendiconto, o la revoca per giusta causa dell'amministratore, mentre non è legittimato ad agire nei confronti dei terzi per far annullare o dichiarare nulli i negozi intercorsi fra questi ultimi e la società, non sussistendo un interesse proprio del socio accomandante, autonomo e distinto rispetto a quello della società. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17691 del 07/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 16388 del 05/08/2016
    Rappresentanza processuale - Presupposti - Rappresentanza sostanziale - Necessità - Conferimento della procura speciale per promuovere il giudizio per equa riparazione - Inidoneità - Fondamento. In tema di rappresentanza processuale, la facoltà di nomina dei difensori e di conferimento della procura, riconosciuta soltanto al rappresentante sostanziale che sia tale in virtù di un atto scritto diverso dal mandato alle liti, non può derivare dal conferimento del potere di proporre il giudizio di equa riparazione, trattandosi del "proprium" in cui si sostanzia il requisito della specialità della procura (processuale) imposto ex art. 3, comma 2, della l. n. 89 del 2001 (nel testo applicabile "ratione temporis"). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Sentenza n. 16388 del 05/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Professionisti - in genere - Studio professionale associato – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 15417 del 26/07/2016
    Legittimazione attiva rispetto ai crediti per prestazioni svolte dai singoli professionisti - Condizioni - Accordi fra gli associati - Rilevanza - Fondamento. L'art. 36 c.c. stabilisce che l'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute sono regolati dagli accordi tra gli associati, che possono attribuire all'associazione la legittimazione a stipulare contratti e ad acquisire la titolarità di rapporti, poi delegati ai singoli aderenti e da essi personalmente curati, sicché, ove il giudice del merito accerti tale circostanza, sussiste la legittimazione attiva dello studio professionale associato - cui la legge attribuisce la capacità di porsi come autonomo centro d'imputazione di rapporti giuridici - rispetto ai crediti per le prestazioni svolte dai singoli professionisti a favore del cliente conferente l'incarico, in quanto il fenomeno associativo tra professionisti può non essere univocamente finalizzato alla divisione delle spese ed alla gestione congiunta dei proventi. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 15417 del 26/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - enti pubblici – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 11962 del 10/06/2016
    Procura alle liti rilasciata dal vice sindaco - Mancata indicazione delle ragioni dell'impedimento del sindaco - Invalidità - Esclusione - Fondamento. In tema di rappresentanza processuale del Comune, la causa di impedimento del sindaco a firmare direttamente la procura alle liti si presume esistente in virtù della presunzione di legittimità degli atti amministrativi, restando a carico dell'interessato l'onere di dedurre e di provare l'insussistenza dei presupposti per l'esercizio dei poteri sostitutivi, sicché è valida la procura conferita dal vice sindaco ancorché sia stata omessa l'indicazione delle ragioni di assenza o impedimento del sindaco. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 11962 del 10/06/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - legittimazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
    Codacons - Ente esponenziale degli utenti dei servizi bancari - Domande a tutela ex artt. 1 e 3 l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis" - Legittimazione attiva - Domande di accertamento agevolative delle iniziative dei singoli consumatori - Proponibilità - Fattispecie. L'ente esponenziale degli interessi degli utenti dei servizi bancari (nella specie, Codacons) è legittimato, giusta gli artt. 1 e 3 della l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis", a proporre, a tutela dell'interesse comune dei clienti della banca convenuta, tutte quelle domande che siano volte ad eliminare gli effetti delle violazioni in danno degli utenti medesimi e ad imporre al trasgressore comportamenti conformi alle regole di correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, sicché può formulare richieste tese ad ottenere una pronuncia di accertamento di ogni questione che, a prescindere dalle peculiarità delle singole posizioni individuali, sia idonea ad agevolare le iniziative dei singoli consumatori, sollevandoli dai relativi oneri e rischi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva inibito alla banca di continuare a rifiutarsi di restituire alla propria clientela le somme indebitamente percepite in applicazione della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - legittimazione - attiva - Codacons – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016
    Ente esponenziale degli utenti dei servizi bancari - Domande a tutela ex artt. 1 e 3 l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis" - Legittimazione attiva - Domande di accertamento agevolative delle iniziative dei singoli consumatori - Proponibilità - Fattispecie. L'ente esponenziale degli interessi degli utenti dei servizi bancari (nella specie, Codacons) è legittimato, giusta gli artt. 1 e 3 della l. n. 281 del 1998, applicabili "ratione temporis", a proporre, a tutela dell'interesse comune dei clienti della banca convenuta, tutte quelle domande che siano volte ad eliminare gli effetti delle violazioni in danno degli utenti medesimi e ad imporre al trasgressore comportamenti conformi alle regole di correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali, sicché può formulare richieste tese ad ottenere una pronuncia di accertamento di ogni questione che, a prescindere dalle peculiarità delle singole posizioni individuali, sia idonea ad agevolare le iniziative dei singoli consumatori, sollevandoli dai relativi oneri e rischi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva inibito alla banca di continuare a rifiutarsi di restituire alla propria clientela le somme indebitamente percepite in applicazione della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10713 del 24/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2332 del 05/02/2016
    "Contemplatio domini" in sede processuale - Formule sacramentali - Necessità - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2332 del 05/02/2016 La "contemplatio domini" non richiede l'uso di formule sacramentali né per l'attività negoziale sostanziale né per quella processuale, sicché la spendita del nome del rappresentato, contenuta nell'atto iniziale della lite, non va necessariamente ripetuta in ogni successivo atto del processo. (Nella specie, l'INPS, costituito in sede di merito anche quale mandatario della società di cartolarizzazione dei suoi crediti, aveva omesso di reiterare tale ultima qualità nell'epigrafe del ricorso per cassazione). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 2332 del 05/02/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - enti pubblici – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18571 del 21/09/2015
    Attinenza alla validità della costituzione in giudizio - Esclusione - Alla sua efficacia - Configurabilità - Conseguenze - Rilascio o produzione di essa nel corso del giudizio - Ammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18571 del 21/09/2015 L'autorizzazione a stare in giudizio emessa dall'organo collegiale competente, necessaria perché un ente pubblico possa agire o resistere in causa, attiene alla "legitimatio ad processum", ossia all'efficacia e non alla validità della costituzione dell'ente a mezzo dell'organo che lo rappresenta, sicché può intervenire ed essere prodotta pure nel corso del giudizio, e, quindi, anche dopo che sia scaduto il termine per l'opposizione a decreto ingiuntivo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18571 del 21/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - enti pubblici – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18571 del 21/09/2015
    Attinenza alla validità della costituzione in giudizio - Esclusione - Alla sua efficacia - Configurabilità - Conseguenze - Rilascio o produzione di essa nel corso del giudizio - Ammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18571 del 21/09/2015 L'autorizzazione a stare in giudizio emessa dall'organo collegiale competente, necessaria perché un ente pubblico possa agire o resistere in causa, attiene alla "legitimatio ad processum", ossia all'efficacia e non alla validità della costituzione dell'ente a mezzo dell'organo che lo rappresenta, sicché può intervenire ed essere prodotta pure nel corso del giudizio, e, quindi, anche dopo che sia scaduto il termine per l'opposizione a decreto ingiuntivo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18571 del 21/09/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16274 del 31/07/2015
    Legittimazione processuale - Presupposti - Rappresentanza sostanziale - Necessità - Difetto - Conseguenze - Esclusione della "legittimatio ad processum" - Rilevabilità d'ufficio anche in sede di legittimità - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16274 del 31/07/2015 In tema di rappresentanza processuale, il potere rappresentativo, con la correlativa facoltà di nomina dei difensori e conferimento di procura alla lite, può essere riconosciuto soltanto a colui che sia investito di potere rappresentativo di natura sostanziale in ordine al rapporto dedotto in giudizio, sicché, in difetto, è esclusa la "legittimatio ad processum" del rappresentante e il relativo accertamento - attenendo alla verifica della regolare costituzione del rapporto processuale - può essere effettuato anche d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello di legittimità, con il solo limite del giudicato sul punto. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di appello - nel pronunciarsi sul gravame proposto dall'assicuratore della responsabilità civile, terzo chiamato in garanzia nell'ambito di un giudizio risarcitorio, diretto a far valere l'inoperatività della polizza - aveva respinto l'eccezione con cui l'attrice-danneggiata, già vittoriosa in primo grado, aveva inteso far valere il difetto di legittimazione del procuratore del chiamato in garanzia per l'omessa dimostrazione del conferimento dei poteri inerenti la qualità di procuratore speciale, erroneamente motivato sul presupposto dell'estraneità dell'appellata al rapporto tra assicurato ed assicuratore). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 16274 del 31/07/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - domanda giudiziale - citazione - contenuto - nullità - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12714 del 19/06/2015
    Citazione in giudizio di soggetto privo della capacità di stare in giudizio - Riacquisto della stessa nella fase di gravame - Sanatoria della nullità - Efficacia "ex tunc" - Portata - Idoneità ad escludere la sola invalidità della domanda, ma non degli atti del giudizio - Conseguenze - Obbligo del giudice di appello di decidere la causa nel merito. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12714 del 19/06/2015 Nell'ipotesi in cui sia convenuto in giudizio, in proprio, un soggetto privo di capacità processuale (per essere stato interdetto legalmente ex art. 32 cod. pen.), il riacquisto della capacità in fase di gravame determina la sanatoria della nullità della sua costituzione in giudizio, con efficacia "ex tunc" - ai sensi dell'art. 182 cod. proc. civ. - idonea ad escludere l'invalidità della domanda proposta nei suoi confronti, ma non anche del giudizio svolto in violazione del principio del contraddittorio, sicché il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi su di essa, previa declaratoria della nullità della sentenza di primo grado, senza rimettere la causa al primo giudice. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12714 del 19/06/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12531 del 17/06/2015
    Persona inabilitata - Procedimento di notificazione - Natura complessa - Obbligo di notificare anche al curatore - Necessità - Fondamento - Conseguenze in tema di cartella di pagamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12531 del 17/06/2015 Nei confronti delle persone inabilitate, che devono stare in giudizio con la necessaria assistenza del curatore, il procedimento di notificazione ha carattere complesso in quanto può ritenersi perfezionato solo quando l'atto sia portato a conoscenza tanto della parte quanto del curatore, per mettere quest'ultimo in grado di svolgere la sua funzione di assistenza. Ne consegue che, ai sensi dell'art. 75 cod. proc. civ., analogicamente applicabile, per identità di "ratio", alla cartella di pagamento, la notifica al solo inabilitato, che non sia effettuata pure nei confronti del curatore, è giuridicamente inesistente, non assumendo rilievo la mancata indicazione della curatela nelle dichiarazioni dei redditi, atteso che è onere dell'Amministrazione individuare la persona che ha la rappresentanza dell'incapace. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12531 del 17/06/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa - azioni giudiziarie Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4209 del 21/02/2014
    Legittimazione dell'amministratore ad agire contro un comunista - Condizioni - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4209 del 21/02/2014 L'amministratore della comunione non può agire in giudizio in rappresentanza dei partecipanti contro uno dei comunisti, se tale potere non gli sia stato attribuito nella delega di cui al secondo comma dell'art. 1106 cod. civ., non essendo applicabile analogicamente - per la presenza della disposizione citata, che prevede la determinazione dei poteri delegati - la regola contenuta nel primo comma dell'art. 1131 cod. civ., la quale attribuisce all'amministratore del condominio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che contro terzi. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4209 del 21/02/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9135 del 06/05/2015
    Cartella esattoriale per recupero di prestazioni sanitarie indebitamente ricevute da un interdetto - Identificazione in essa del tutore, e non dell'incapace, quale soggetto obbligato - Illegittimità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9135 del 06/05/2015 Capacità della persona fisica - interdizione giudiziale - tutore - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9135 del 06/05/2015 La cartella esattoriale emessa per il recupero di prestazioni sanitarie indebitamente erogate in favore di un interdetto, che identifichi come debitore, anzichè l'incapace, il suo tutore, senza menzionarne la qualità, è illegittima per erronea individuazione del soggetto obbligato, poiché realizza un'inammissibile commistione tra soggetti e patrimoni giuridici - invece assolutamente distinti - con violazione dei principi della persistenza della soggettività giuridica, anche dell'incapace, e della personalità della responsabilità patrimoniale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 9135 del 06/05/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - legittimazione - ad processum – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8821 del 30/04/2015
    Difetto di legittimazione - Costituzione del legittimato per ratifica in sede di gravame - Rilevanza - Limiti. Il principio per cui il difetto di legittimazione processuale è sanato "ex tunc" dalla costituzione nel successivo grado di giudizio del soggetto legittimato (nella specie, per raggiunta maggior età), il quale manifesti la volontà di ratificare la precedente condotta difensiva, non si applica ove sia intervenuta una pronuncia d'inammissibilità dell'impugnazione, atteso che la semplice volontà di ratifica non è sufficiente a rimuovere gli effetti di tale pronuncia, che, invece, deve essere impugnata per vizi suoi propri. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 8821 del 30/04/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - società ed altri enti – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5343 del 18/03/2015
    Persona fisica non abilitata a rappresentare l'ente in giudizio - Successiva costituzione del legale rappresentante della società - Ratifica espressa o tacita dell'operato del "falsus procurator" - Ammissibilità - Sanatoria "ex tunc" del difetto di legittimazione processuale - Configurabilità - Portata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5343 del 18/03/2015 Il difetto di legittimazione processuale della persona fisica, che agisca in giudizio in rappresentanza di un ente, può essere sanato, in qualunque stato e grado del giudizio (e, dunque, anche in appello), con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato della effettiva rappresentanza dell'ente stesso, il quale manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del "falsus procurator". La ratifica e la conseguente sanatoria devono ritenersi ammissibili anche in relazione ad eventuali vizi inficianti la procura originariamente conferita al difensore da soggetto non abilitato a rappresentare la società in giudizio, trattandosi di atto soltanto inefficace e non anche invalido per vizi formali o sostanziali, attinenti a violazioni degli artt. 83 e 125 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 5343 del 18/03/2015    ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10successioni "mortis causa" - disposizioni generali - eredità giacente - curatore - obblighi Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 39 del 08/01/2015
    Curatore dell'eredità giacente - Cause che riguardano l'eredità - Legittimazione processuale - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 39 del 08/01/2015 Il curatore dell'eredità giacente, pur non essendo rappresentante del chiamato all'eredità, è legittimato attivamente e passivamente, ai sensi dell'art. 529 cod. civ., in tutte le cause che riguardano l'eredità medesima.Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 39 del 08/01/2015...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - eredità giacente - curatore - obblighi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 39 del 08/01/2015
    Curatore dell'eredità giacente - Cause che riguardano l'eredità - Legittimazione processuale - Sussistenza - Fondamento. Il curatore dell'eredità giacente, pur non essendo rappresentante del chiamato all'eredità, è legittimato attivamente e passivamente, ai sensi dell'art. 529 cod. civ., in tutte le cause che riguardano l'eredità medesima. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 39 del 08/01/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26495 del 17/12/2014
    Cancellazione della società dal registro delle imprese - Conseguenze processuali - Evento non dichiarato dal difensore - Ultrattività del mandato - Ricorso per cassazione notificato al difensore della società estinta costituito nei gradi di merito - Ammissibilità. La cancellazione della società dal registro delle imprese priva la stessa, a partire dal momento in cui si verifica l'estinzione della società cancellata, della capacità di stare in giudizio. Tuttavia, ove l'evento estintivo si verifichi nel corso del giudizio di secondo grado, prima che la causa sia trattenuta per la decisione e senza che lo stesso sia stato dichiarato, né notificato, dal procuratore della società medesima, ai sensi dell'art. 300 cod. proc. civ., per il principio dell'"ultrattività del mandato", il suddetto difensore continua a rappresentare la parte come se l'evento non si fosse verificato, sicché il ricorso per cassazione notificato alla (pur estinta) società contribuente, presso il difensore costituito nei gradi di merito, risulta ritualmente proposto. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26495 del 17/12/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa - azioni giudiziarie - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4209 del 21/02/2014
    Legittimazione dell'amministratore ad agire contro un comunista - Condizioni - Fondamento. L'amministratore della comunione non può agire in giudizio in rappresentanza dei partecipanti contro uno dei comunisti, se tale potere non gli sia stato attribuito nella delega di cui al secondo comma dell'art. 1106 cod. civ., non essendo applicabile analogicamente - per la presenza della disposizione citata, che prevede la determinazione dei poteri delegati - la regola contenuta nel primo comma dell'art. 1131 cod. civ., la quale attribuisce all'amministratore del condominio il potere di agire in giudizio sia contro i condomini che contro terzi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4209 del 21/02/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - legittimazione - ad processum – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24483 del 30/10/2013
    Accertamento in ogni stato e grado - Deducibilità per la prima volta nel giudizio di cassazione - Conseguenze - Ammissibilità della prova documentale - Sussistenza. L'onere di dimostrare l'avvenuto conferimento del potere rappresentativo al soggetto che ha proposto l'impugnazione in nome e per conto altrui non sorge automaticamente per effetto dell'esercizio di tale potere, ma solo in caso in contestazione, che può essere sollevata anche in sede di legittimità, in quanto essa riguarda un presupposto attinente alla regolare costituzione del rapporto processuale; qualora tale questione venga sollevata per la prima volta nel corso del giudizio di cassazione, deve essere riconosciuta all'interessato la possibilità di fornire la predetta dimostrazione, mediante la produzione, ai sensi dell'art. 372 cod. proc. civ., dei documenti comprovanti la legittimazione processuale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 24483 del 30/10/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - indicazione delle parti - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.21670 del 23/09/2013
    Ricorso proposto nella qualità di genitori di figlio già maggiorenne - Errore materiale nell'indicazione della parte ricorrente - Configurabilità del ricorso come proposto in proprio - Condizioni - Fattispecie. Il ricorso per cassazione proposto dai genitori quali esercenti la potestà sul figlio, quando lo stesso sia già divenuto maggiorenne, con riguardo a giudizio per i danni da questo subiti in un infortunio scolastico, rimanendo inammissibile in relazione a tale qualità, può tuttavia ritenersi proposto dai genitori anche in proprio, ove quella specificazione risulti frutto di errore materiale, desumibile, nella specie, dalla partecipazione in proprio dei medesimi genitori ai precedenti gradi del processo, nonché dal contenuto sostanziale della pretesa risarcitoria azionata, senza che possa intendersi come rinuncia alla domanda in proprio sin dall'inizio formulata nemmeno la circostanza che la procura speciale per la fase di legittimità sia stata conferita nella sola medesima qualità di genitori. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.21670 del 23/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - ricorso - forma e contenuto - indicazione delle parti – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.21670 del 23/09/2013
    Ricorso per cassazione proposto nella qualità di genitori di figlio già maggiorenne - Integrazione del contraddittorio nei confronti del figlio - Necessità - Fondamento - Limiti - Ricorso palesemente infondato - Superfluità dell'assegnazione di termine ex art. 331 cod. proc. civ. Il ricorso per cassazione proposto dai genitori quali esercenti la potestà sul figlio, quando lo stesso sia già divenuto maggiorenne, impone l'integrazione del contraddittorio nei confronti di quest'ultimo, in quanto litisconsorte necessario, essendo già stato parte del giudizio nei precedenti gradi di merito in relazione ai riflessi patrimoniali e non patrimoniali della domanda a lui riferibili, sia pure per effetto della rappresentanza legale dei medesimi genitori, e risultando l'impugnazione così proposta inidonea a determinare la presenza del figlio nella fase di legittimità. Tuttavia, allorché la parte ormai maggiorenne sia comunque intervenuta nel giudizio davanti alla Corte, aderendo alle censure proposte dai genitori nel ricorso, senza però notificare alle altri parti tale atto d'intervento, la fissazione del termine ex art. 331 cod. proc. civ., in forza del principio della ragionevole durata del processo, può ritenersi anche superflua ove il gravame appaia "prima facie" infondato, e l'integrazione del contraddittorio si riveli, perciò, attività del tutto ininfluente sull'esito del procedimento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.21670 del 23/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - enti pubblici – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013
    Comune - Autorizzazione al sindaco a resistere in giudizio - Riferimento ad un gruppo di cause omogenee e singolarmente identificabili - Idoneità ai fini della capacità processuale - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013 È valida l'autorizzazione della giunta comunale al sindaco per resistere in giudizio, riferita ad un gruppo di cause omogenee, o comunque riconducibili ad un elemento comune e singolarmente identificabili "per relationem" ad una di esse. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - enti pubblici - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013
    Nel sistema (antecedente alla legge 8 giugno 1990, n. 142 ed al d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267) regolato dal r.d. 4 febbraio 1915, n. 148, cui rinvia l'art. 10 del d.lgs. 7 gennaio 1946, n. 1, benché il promovimento di una lite rientri nella competenza del consiglio comunale, spetta al sindaco il compimento degli atti conservativi nell'interesse del comune, tra i quali va compreso l'atto di opposizione a decreto ingiuntivo, atteso che l'osservanza di termini perentori non può conciliarsi con gli inevitabili indugi della procedura di autorizzazione al sindaco, quale titolare della rappresentanza dell'ente, da parte del consiglio comunale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10comune - organi - sindaco - in genere - potere di promuovere liti - regime anteriore alla legge n. 142 del 1990 - spettanza al consiglio comunale - compimento di atti conservativi nell'interesse del comune - attribuzione al sindaco - opposizione a decreto
    capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - enti pubblici - corte di cassazione sez. 1, sentenza n. 15919 del 25/06/2013 Nel sistema (antecedente alla legge 8 giugno 1990, n. 142 ed al d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267) regolato dal r.d. 4 febbraio 1915, n. 148, cui rinvia l'art. 10 del d.lgs. 7 gennaio 1946, n. 1, benché il promovimento di una lite rientri nella competenza del consiglio comunale, spetta al sindaco il compimento degli atti conservativi nell'interesse del comune, tra i quali va compreso l'atto di opposizione a decreto ingiuntivo, atteso che l'osservanza di termini perentori non può conciliarsi con gli inevitabili indugi della procedura di autorizzazione al sindaco, quale titolare della rappresentanza dell'ente, da parte del consiglio comunale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 15919 del 25/06/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10notificazione dell'atto di impugnazione - in genere - evento idoneo a determinare l'interruzione del processo - mancata dichiarazione o notificazione da parte del difensore nel corso del processo - impugn
    capacità processuale - in genere - minorenne - raggiungimento della maggiore età - mancata dichiarazione o notificazione da parte del difensore nel corso del processo - impugnazione - notificazione al legale rappresentante - legittimità - esclusione - ignoranza incolpevole dell'evento da parte dell'impugnante - configurabilità - esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8194 del 04/04/2013 Qualora uno degli eventi idonei a determinare l'interruzione del processo (nella specie, il raggiungimento della maggiore età da parte di minore costituitosi in giudizio a mezzo dei suoi legali rappresentanti) si verifichi nel corso del giudizio di primo grado, prima della chiusura della discussione (ovvero prima della scadenza dei termini per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica, ai sensi del nuovo testo dell'art. 190 cod. proc. civ.), e tale evento non venga dichiarato né notificato dal procuratore della parte cui esso si riferisce a norma dell'art. 300 cod. proc. civ., il giudizio di impugnazione deve essere comunque instaurato da e contro i soggetti effettivamente legittimati: e ciò alla luce dell'art. 328 cod. proc. civ., dal quale si desume la volontà del legislatore di adeguare il processo di impugnazione alle variazioni intervenute nelle posizioni delle parti, sia ai fini della notifica della sentenza che dell'impugnazione, con piena parificazione, a tali effetti, tra l'evento verificatosi dopo la sentenza e quello intervenuto durante la fase attiva del giudizio e non dichiarato né notificato. Un'esigenza di tutela della parte incolpevole non si pone, in ogni caso, rispetto all'ipotesi del raggiungimento della maggiore età nel corso del processo, che non costituisce un evento imprevedibile, ma, al contrario, un accadimento inevitabile nell'"an" - essendo lo stato di incapacità per minore età "naturaliter" temporaneo - ed agevolmente riscontrabile nel "quando". Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8194 del 04/04/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4472 del 21/02/2013
    Processo civile con parte minorenne rappresentata dai genitori - Determinazione della irragionevole durata - Periodo decorso fino al raggiungimento della maggiore età e periodo ulteriore della medesima fase processuale in cui i genitori siano rimasti in rappresentanza ultrattiva - Computo - Necessità. In tema di equa riparazione, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 89 del 2001, ai fini della determinazione della irragionevole durata di un processo civile, cui abbiano partecipato "ab origine" i genitori di un minore (quali suoi rappresentanti legali), occorre tener conto del periodo decorso fino al raggiungimento della maggiore età e di quello relativo alla protrazione del giudizio nell'ambito della medesima fase processuale in cui i genitori siano rimasti costituiti per effetto dell'ultrattività della rappresentanza processuale, impregiudicato il diritto del rappresentato ad intervenire, nell'ambito della stessa fase, con la costituzione volontaria in conseguenza del raggiungimento della maggiore età e fermo l'onere della sua autonoma costituzione, per i fini in questione, nei successivi gradi di giudizio. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 4472 del 21/02/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - legittimazione - passiva – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4011 del 19/02/2013
    Spettanza - Condizioni - Soggetto individuato nella sentenza impugnata come parte ivi costituita - Necessità - Corrispondenza alle risultanze processuali ed alla titolarità del rapporto sostanziale - Irrilevanza - Limiti. L'impugnazione di una sentenza deve essere rivolta nei confronti del soggetto che in essa è stato individuato come parte costituita in giudizio, prescindendosi dalla correttezza e dalla corrispondenza di una siffatta individuazione alle risultanze processuali, nonché dalla titolarità del rapporto sostanziale, purchè sia quella ritenuta dal giudice della sentenza impugnata. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4011 del 19/02/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19308 del 08/11/2012
    Minore - Rappresentanza processuale del genitore - Raggiungimento della maggiore età nel corso del giudizio di primo grado - Inammissibilità, per difetto di legittimazione del genitore, del gravame proposto da quest'ultimo in nome e per conto del primo - Successivo ricorso per cassazione proposto dal figlio divenuto maggiorenne - Ammissibilità - Sanatoria ex tunc del precedente vizio di rappresentanza processuale - Fondamento. Il difetto di legittimazione processuale del genitore, che agisca in giudizio in rappresentanza del figlio non più soggetto a potestà per essere divenuto maggiorenne, può essere sanato in qualunque stato e grado del giudizio, con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, qualora detto figlio, nella specie proponendo direttamente il ricorso per cassazione avverso la pronuncia di inammissibilità del precedente gravame esperito dal proprio genitore nella indicata qualità, manifesti in modo non equivoco la propria volontà di sanatoria. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19308 del 08/11/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - testimoniale - capacità a testimoniare - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14987 del 07/09/2012
    Amministratore di società - Incapacità a testimoniare nel processo avente come parte la società - Condizioni - Assunzione della veste di rappresentante della società o interesse a partecipare al giudizio - Necessità. In tema di prova per testimoni, l'amministratore di una società è incapace a testimoniare soltanto nel processo in cui rappresenti la società medesima, non potendo assumere contemporaneamente la posizione di parte e di teste, ovvero se nella causa abbia un interesse attuale e concreto, che potrebbe legittimarne la partecipazione al giudizio, e non già meramente ipotetico, quale quello relativo ad una sua eventuale responsabilità verso la società. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14987 del 07/09/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - testimoniale - capacità a testimoniare - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14987 del 07/09/2012
    Amministratore di società - Incapacità a testimoniare nel processo avente come parte la società - Condizioni - Assunzione della veste di rappresentante della società o interesse a partecipare al giudizio - Necessità. In tema di prova per testimoni, l'amministratore di una società è incapace a testimoniare soltanto nel processo in cui rappresenti la società medesima, non potendo assumere contemporaneamente la posizione di parte e di teste, ovvero se nella causa abbia un interesse attuale e concreto, che potrebbe legittimarne la partecipazione al giudizio, e non già meramente ipotetico, quale quello relativo ad una sua eventuale responsabilità verso la società. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14987 del 07/09/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Capacità della persona fisica - potestà dei genitori (titolarità) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012
    Autorizzazione del giudice tutelare - Art. 320 cod. civ. - Promozione di giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria - Necessità - Atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni dell'incapace - Azione di rivendica e intervento volontario in giudizio - Autorizzazione del giudice tutelare - Necessità - Esclusione - Fondamento. In tema di rappresentanza processuale del minore, l'autorizzazione del giudice tutelare ex art. 320 cod. civ. è necessaria per promuovere giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria, che possono cioè arrecare pregiudizio o diminuzione del patrimonio e non anche per gli atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni che fanno già parte del patrimonio del soggetto incapace. Ne consegue che si atteggiano ad atti di ordinaria amministrazione, per i quali non è necessaria la predetta autorizzazione, tanto l'azione di rivendica finalizzata ad accrescere o a tutelare in senso migliorativo il patrimonio dell'incapace, quanto l'assunzione di una posizione processuale assimilabile a quella di un convenuto, come l'intervento volontario in giudizio per contrastare la domanda dell'attore di riconoscimento di un diritto di proprietà, giacché il provvedimento del giudice tutelare è richiesto solo quando il minore assuma la veste di attore in primo grado, ma non per le difese e gli atti diretti a resistere all'azione avversaria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità della persona fisica - potestà dei genitori - in genere (titolarità) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012
    Autorizzazione del giudice tutelare - Art. 320 cod. civ. - Promozione di giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria - Necessità - Atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni dell'incapace - Azione di rivendica e intervento volontario in giudizio - Autorizzazione del giudice tutelare - Necessità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012 In tema di rappresentanza processuale del minore, l'autorizzazione del giudice tutelare ex art. 320 cod. civ. è necessaria per promuovere giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria, che possono cioè arrecare pregiudizio o diminuzione del patrimonio e non anche per gli atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni che fanno già parte del patrimonio del soggetto incapace. Ne consegue che si atteggiano ad atti di ordinaria amministrazione, per i quali non è necessaria la predetta autorizzazione, tanto l'azione di rivendica finalizzata ad accrescere o a tutelare in senso migliorativo il patrimonio dell'incapace, quanto l'assunzione di una posizione processuale assimilabile a quella di un convenuto, come l'intervento volontario in giudizio per contrastare la domanda dell'attore di riconoscimento di un diritto di proprietà, giacché il provvedimento del giudice tutelare è richiesto solo quando il minore assuma la veste di attore in primo grado, ma non per le difese e gli atti diretti a resistere all'azione avversaria. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 743 del 19/01/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011
    Difetto di legittimazione dell'appellante - Deducibilità per la prima volta in cassazione - Ammissibilità - Condizioni. Qualora l'appello sia stato proposto in nome proprio da un soggetto diverso da quello legittimato, la Corte di cassazione, a condizione che non si sia formato giudicato interno sul punto per essere stata la questione sollevata e decisa in appello, può, con il solo limite che non siano necessari accertamenti di fatto, rilevare, trattandosi di "quaestio iuris" rilevabile d'ufficio, la violazione della regola di legittimazione all'appello, che è riconducibile all'art. 81 cod. p roc. civ.. Ne consegue che, sempre con i detti due limiti, la stessa questione può essere sollevata dal ricorrente in cassazione, ancorché egli in appello non l'abbia sollevata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011
    Difetto di legittimazione dell'appellante - Deducibilità per la prima volta in cassazione - Ammissibilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011 Qualora l'appello sia stato proposto in nome proprio da un soggetto diverso da quello legittimato, la Corte di cassazione, a condizione che non si sia formato giudicato interno sul punto per essere stata la questione sollevata e decisa in appello, può, con il solo limite che non siano necessari accertamenti di fatto, rilevare, trattandosi di "quaestio iuris" rilevabile d'ufficio, la violazione della regola di legittimazione all'appello, che è riconducibile all'art. 81 cod. p roc. civ.. Ne consegue che, sempre con i detti due limiti, la stessa questione può essere sollevata dal ricorrente in cassazione, ancorché egli in appello non l'abbia sollevata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011
    Difetto di legittimazione dell'appellante - Deducibilità per la prima volta in cassazione - Ammissibilità - Condizioni. Qualora l'appello sia stato proposto in nome proprio da un soggetto diverso da quello legittimato, la Corte di cassazione, a condizione che non si sia formato giudicato interno sul punto per essere stata la questione sollevata e decisa in appello, può, con il solo limite che non siano necessari accertamenti di fatto, rilevare, trattandosi di "quaestio iuris" rilevabile d'ufficio, la violazione della regola di legittimazione all'appello, che è riconducibile all'art. 81 cod. p roc. civ.. Ne consegue che, sempre con i detti due limiti, la stessa questione può essere sollevata dal ricorrente in cassazione, ancorché egli in appello non l'abbia sollevata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - poteri della cassazione - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011
    Difetto di legittimazione dell'appellante - Deducibilità per la prima volta in cassazione - Ammissibilità - Condizioni. Qualora l'appello sia stato proposto in nome proprio da un soggetto diverso da quello legittimato, la Corte di cassazione, a condizione che non si sia formato giudicato interno sul punto per essere stata la questione sollevata e decisa in appello, può, con il solo limite che non siano necessari accertamenti di fatto, rilevare, trattandosi di "quaestio iuris" rilevabile d'ufficio, la violazione della regola di legittimazione all'appello, che è riconducibile all'art. 81 cod. p roc. civ.. Ne consegue che, sempre con i detti due limiti, la stessa questione può essere sollevata dal ricorrente in cassazione, ancorché egli in appello non l'abbia sollevata. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 30246 del 30/12/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19881 del 29/09/2011
    Minore - Rappresentanza processuale del genitore - Raggiungimento della maggiore età dopo la notificazione dell'atto introduttivo - Difetto di legittimazione del genitore - Successiva costituzione del figlio - Sanatoria "ex tunc" - Ammissibilità - Fondamento - Portata. Il difetto di legittimazione processuale del genitore che agisca in giudizio in rappresentanza del figlio, non più soggetto a potestà per essere divenuto maggiorenne, può essere sanato in qualunque stato e grado del giudizio, con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio da quest'ultimo operata manifestando, in modo non equivoco, la propria volontà di sanatoria. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 19881 del 29/09/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - capacità processuale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19881 del 29/09/2011
    Minore - Rappresentanza processuale del genitore - Raggiungimento della maggiore età dopo la notificazione dell'atto introduttivo - Difetto di legittimazione del genitore - Successiva costituzione del figlio - Sanatoria "ex tunc" - Ammissibilità - Fondamento - Portata. Il difetto di legittimazione processuale del genitore che agisca in giudizio in rappresentanza del figlio, non più soggetto a potestà per essere divenuto maggiorenne, può essere sanato in qualunque stato e grado del giudizio, con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio da quest'ultimo operata manifestando, in modo non equivoco, la propria volontà di sanatoria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19881 del 29/09/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17692 del 29/08/2011
    Morte di una delle parti - Mancata dichiarazione o notificazione da parte del difensore nel corso del processo - Impugnazione - Notificazione al legale rappresentante - Legittimità - Esclusione - Fondamento. Qualora uno degli eventi idonei a determinare l'interruzione del processo (nella specie, la morte di una delle parti) si verifichi nel corso del giudizio di primo grado, prima della chiusura della discussione e tale evento non venga dichiarato né notificato dal procuratore della parte cui esso si riferisce a norma dell'art. 300 cod. proc. civ., il giudizio di impugnazione deve essere comunque instaurato da e contro i soggetti effettivamente legittimati: e ciò alla luce dell'art. 328 cod. proc. civ., dal quale si desume la volontà del legislatore di adeguare il processo di impugnazione alle variazioni intervenute nelle posizioni delle parti, sia ai fini della notifica della sentenza che dell'impugnazione, con piena parificazione, a tali effetti, tra l'evento verificatosi dopo la sentenza e quello intervenuto durante la fase attiva del giudizio e non dichiarato né notificato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17692 del 29/08/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - capacità processuale -Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7619 del 04/04/2011
    Impugnazione - Notificazione a soggetto minorenne - Nullità - Conseguenze - Inammissibilità del gravame - Esclusione - Rinnovazione dell'atto in appello - Necessità - Fondamento - Conflitto di interessi - Ricorrenza - Valutazione. La nullità della notificazione dell'impugnazione effettuata a soggetto minorenne non conduce all'inammissibilità della stessa, ma il giudice, valutando la ricorrenza di un potenziale conflitto di interessi tra le parti, deve disporre la rinnovazione dell'atto nei confronti del rappresentante legale, soggetto diverso dal genitore che ha introdotto il gravame, atteso che sono applicabili anche al giudizio di appello (ex art. 359 cod. proc. civ.) gli artt. 163 n. 2 e 164 cod. proc. civ., sulla nullità della citazione introduttiva del giudizio di cognizione ordinaria, nonché l'art. 182 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7619 del 04/04/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - capacità processuale - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010
    Giudizio di cassazione - Capacità processuale - Attestazione - Documenti attestanti detta capacità - Termine per l'allegazione - Udienza di discussione - Conseguente sanatoria dell'attività precedente - Sussistenza. Nel giudizio di cassazione i documenti diretti ad attestare la capacità processuale della parte, necessaria per la proposizione del relativo ricorso o del controricorso, devono essere allegati entro il termine ultimo costituito dalla celebrazione dell'udienza di discussione, rimanendo in tal caso convalidata con effetto retroattivo l'attività processuale svolta in precedenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26009 del 23/12/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10CIVILE - CAPACITÀ PROCESSUALE - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19015 del 02/09/2010
    Minorenne - Compimento della maggiore età - Capacità processuale della parte divenuta maggiorenne - Automatica operatività - Esclusione - Dichiarazione, comunicazione o notifica con un atto del processo - Necessità - Omissione - Conseguenze - Ultrattività della rappresentanza processuale - Limiti - Fondamento. La rappresentanza processuale del minore non cessa automaticamente allorché questi diventi maggiorenne ed acquisti, a sua volta, la capacità processuale, rendendosi necessario che il raggiungimento della maggiore età sia reso noto alle altre parti mediante dichiarazione, notifica o comunicazione con un atto del processo. Tale principio dell'"ultrattività" della rappresentanza opera - tuttavia - soltanto nell'ambito della stessa fase processuale, attesa l'autonomia dei singoli gradi di giudizio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19015 del 02/09/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10CIVILE - DIFENSORI - MANDATO ALLE LITI (PROCURA) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18485 del 09/08/2010
    Morte della parte - Procuratore - Facoltà di continuare a rappresentare la parte - Sussistenza - Limiti - Evento verificatosi dopo il deposito della sentenza di primo grado e prima della proposizione dell'appello - Nuovo mandato da parte degli eredi - Necessità. In tema di interruzione del processo, a norma dell'art. 300, primo e secondo comma. cod. proc. civ., il procuratore ha la facoltà di continuare a rappresentare la parte che gli abbia conferito il mandato, ancorché defunta dopo la costituzione in giudizio, soltanto all'interno della fase processuale in cui l'evento si è verificato. Pertanto, ove la morte della parte sia avvenuta dopo la pubblicazione della sentenza di primo grado e prima della proposizione dell'appello, il difensore della parte defunta non può proporre tale impugnazione in base alla procura rilasciata dalla medesima, ma necessita di un nuovo mandato da parte degli eredi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 18485 del 09/08/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - MANDATO ALLE LITI (PROCURA) - CONTENUTO E FORMA – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 18062 del 04/08/2010
    Ricorso proposto da un Comune - Conferimento della procura alle liti - Organo legittimato - Sindaco - Autorizzazione a proporre impugnazione della giunta - Procura valida - Esclusione - Atto formale del Sindaco - Necessità - Fattispecie. In tema di ricorso per cassazione, la procura speciale al difensore, prescritta a pena di nullità dall'art. 365 cod. proc. civ., può essere conferita al difensore esclusivamente dal soggetto legittimato a stare in giudizio ai sensi dell'art. 75 cod. proc. civ., il quale, per il Comune, è il solo Sindaco (art. 50 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267) e non la giunta comunale. Ne deriva che tale ultimo organo, anche laddove abbia per statuto il potere di autorizzare il Sindaco alla proposizione di azioni in giudizio, è privo del potere di nomina del difensore, il quale, seppure designato mediante delibera di giunta, deve nuovamente essere nominato, con conferimento di apposita procura alle liti, dal Sindaco. (In applicazione del principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione di un Comune, presentato da un avvocato autorizzato dalla Giunta comunale a proporre l'atto di impugnazione ma mai nominato dal Sindaco). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 18062 del 04/08/2010...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9217 del 19/04/2010
    Inabilitato - Compimento di atti processuali - Assistenza del curatore - Necessità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9217 del 19/04/2010 In tema di capacità processuale dell'inabilitato, l'assistenza del curatore è necessaria anche quando l'attività processuale della parte assuma i caratteri dell'atto di ordinaria amministrazione, perché, a prescindere dalla opinabilità della qualificazione in tali termini dell'attività nel processo, l'art. 394, comma 2, cod. civ., richiamato dall'art. 424 cod. civ., stabilisce che l'inabilitato può stare in giudizio con l'assistenza del curatore, senza distinguere a seconda dell'attività che egli intenda svolgere. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9217 del 19/04/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9217 del 19/04/2010
    Vizi della costituzione della parte in giudizio - Dovere del giudice di promuovere la sanatoria ex art. 182 cod. proc. civ. nel testo anteriore alla legge n. 69 del 2009 - In qualsiasi fase e grado del giudizio - Effetti "ex tunc" - Limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali - Insussistenza - Fondamento - Fattispecie relativa a inabilitato assistito dal curatore. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9217 del 19/04/2010 L'art. 182, secondo comma, cod. proc. civ. (nel testo applicabile "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dalla legge n. 69 del 2009), secondo cui il giudice che rilevi un difetto di rappresentanza, assistenza o autorizzazione "può" assegnare un termine per la regolarizzazione della costituzione in giudizio, dev'essere interpretato, anche alla luce della modifica apportata dall'art. 46, comma secondo, della legge n. 69 del 2009, nel senso che il giudice "deve" promuovere la sanatoria, in qualsiasi fase e grado del giudizio e indipendentemente dalle cause del predetto difetto, assegnando un termine alla parte che non vi abbia già provveduto di sua iniziativa, con effetti "ex tunc", senza il limite delle preclusioni derivanti da decadenze processuali. (Principio affermato relativamente a fattispecie di invalida costituzione in giudizio della persona incapace, inabilitata ed assistita dal curatore). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9217 del 19/04/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - procedimento - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 2224 del 01/02/2010
    Ricorso proposto da una società - Difetto di prova sui poteri del relativo rappresentante - Mancata contestazione in sede di merito - Contestazione in cassazione - Ammissibilità - Esclusione. Anche in sede di regolamento preventivo di giurisdizione trova applicazione il principio secondo cui l'ammissibilità del ricorso per cassazione, proposto da una società, non può essere contestata, sotto il profilo della mancanza di prove circa i poteri di rappresentanza della persona che ha conferito il mandato al difensore, qualora nelle pregresse fasi di merito la medesima persona sia stata in giudizio nella qualità di rappresentante dell'ente, senza che fosse formulata al riguardo tempestiva eccezione. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 2224 del 01/02/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - capacità processuale - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2041 del 29/01/2010
    Ambasciata - Organo esterno dello Stato estero - Configurabilità - Potere di rappresentanza in giudizio relativamente a rapporti privatistici - Sussistenza - Autorizzazione - Necessità - Esclusione. Le ambasciate o rappresentanze diplomatiche sono organi esterni dello Stato cui appartengono ed i loro titolari (ambasciatori o agenti diplomatici) hanno la funzione di rappresentare ad ogni effetto il proprio Stato presso quello straniero dove sono accreditati, non esaurendosi la loro attività nel campo strettamente politico e pubblico, ma estendendosi altresì - senza che vi osti alcuna norma di diritto internazionale -, ad ogni altro campo, compreso quello privatistico, nel quale sia necessario tutelare gli interessi dello Stato rappresentato. Ne consegue che l'ambasciatore è legittimato, in quanto tale, a rappresentare il proprio Stato nei giudizi in cui questo sia parte, ancorché relativi a rapporti privatistici, senza bisogno di alcun atto autorizzativo particolare, svolgendosi il potere rappresentativo attraverso un rapporto di compenetrazione organica. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2041 del 29/01/2010  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10industria - energia elettrica (industria ed impianti elettrici) - nazionalizzazione - enel - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007
    Statuto - Rappresentanza processuale attiva e passiva dell'ente - Spettanza ai direttori compartimentali - Automatica estensione al vice direttore in caso di assenza o impedimento del primo - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007 La rappresentanza processuale attiva e passiva dell'Enel, che l'art. 14 dello statuto dell'ente, approvato con d.P.R. 21 dicembre 1965, n. 1720, conferisce al direttore di compartimento nell'ambito della circoscrizione territoriale e in relazione agli affari di sua competenza, deve ritenersi automaticamente estesa al vice direttore di compartimento per il caso di assenza o impedimento del primo, integrando ciò una conseguenza naturale dell'attribuzione a detto vice direttore della qualità di vicario per l'espletamento, sia pure in via secondaria e con il ruolo di supplenza, delle stesse funzioni del titolare dell'ufficio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Industria - energia elettrica (industria ed impianti elettrici) - nazionalizzazione - enel Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007
    Statuto - Rappresentanza processuale attiva e passiva dell'ente - Spettanza ai direttori compartimentali - Automatica estensione al vice direttore in caso di assenza o impedimento del primo - Sussistenza. La rappresentanza processuale attiva e passiva dell'Enel, che l'art. 14 dello statuto dell'ente, approvato con d.P.R. 21 dicembre 1965, n. 1720, conferisce al direttore di compartimento nell'ambito della circoscrizione territoriale e in relazione agli affari di sua competenza, deve ritenersi automaticamente estesa al vice direttore di compartimento per il caso di assenza o impedimento del primo, integrando ciò una conseguenza naturale dell'attribuzione a detto vice direttore della qualità di vicario per l'espletamento, sia pure in via secondaria e con il ruolo di supplenza, delle stesse funzioni del titolare dell'ufficio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - società ed altri enti – Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 20596 del 01/10/2007
    Spendita della qualità di legale rappresentante di persona giuridica da parte della persona fisica conferente il mandato "ad litem" - Onere probatorio relativo - Regime applicabile in caso di potere rappresentativo derivante da atto non soggetto a pubblicità legale - Onere specifico di riscontrare la qualità spesa - Sussistenza - Presupposto - Tempestività della contestazione della controparte - Necessità - Accertabilità d'ufficio in ipotesi di contestazione tardiva - Esclusione - Fattispecie in tema di giudizio conseguente a regolamento di competenza.  In tema di rappresentanza processuale delle persone giuridiche, la persona fisica che ha conferito il mandato al difensore non ha l'onere di dimostrare tale sua qualità, neppure nel caso in cui l'ente si sia costituito in giudizio per mezzo di persona diversa dal legale rappresentante e l'organo che ha conferito il potere di rappresentanza processuale derivi tale potestà dall'atto costitutivo o dallo statuto, poiché i terzi hanno la possibilità di verificare il potere rappresentativo consultando gli atti soggetti a pubblicità legale e, quindi, spetta a loro fornire la prova negativa. Solo nel caso in cui il potere rappresentativo abbia origine da un atto della persona giuridica non soggetto a pubblicità legale, incombe a chi agisce l'onere di riscontrare l'esistenza di tale potere a condizione, però, che la contestazione della relativa qualità ad opera della controparte sia tempestiva, non essendo il giudice tenuto a svolgere di sua iniziativa accertamenti in ordine all'effettiva esistenza della qualità spesa dal rappresentante, dovendo egli solo verificare se il soggetto che ha dichiarato di agire in nome e per conto della persona giuridica abbia anche asserito di farlo in una veste astrattamente idonea ad abilitarlo alla rappresentanza processuale della persona giuridica stessa. (Nella specie, le Sezioni unite, con riferimento ad un ricorso per regolamento di competenza, hanno disatteso l'eccezione di inammissibilità avanzata dai controricorrenti relativa alla invalidità della procura rilasciata dalla società ricorrente per assunto difetto di legittimazione alla rappresentanza processuale della persona fisica che l'aveva conferita, siccome rimasta priva di prova e risultata comunque formulata solo con la memoria di cui all'art. 47 cod. proc. civ., depositata, però, tardivamente). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 20596 del 01/10/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - legittimazione - ad processum – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19922 del 25/09/2007
    Persona giuridica - Atto di appello proposto da soggetto che si definisce procuratore speciale - Mancata produzione dell'atto che conferisce tale procura. In caso di appello proposto a nome di una società di capitali, dev'essere dichiarata l'inammissibilità del gravame, per difetto di idonea procura alle liti, nel caso in cui questa, stesa a margine o in calce all'atto di impugnazione, sia rilasciata, in nome e per conto della società, da soggetto che si qualifichi come "procuratore speciale" senza che l'atto di investitura di tale procuratore sia stato prodotto, né in contrario può rilevare la mancata eccezione della parte avversaria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 19922 del 25/09/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17003 del 02/08/2007
    Rappresentanza processuale - Spettanza a coloro che ne hanno la rappresentanza legale - Procedimento per la revoca dell'interdizione - Notificazione degli atti processuali al curatore provvisorio - Necessità - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17003 del 02/08/2007 Nel giudizio avente ad oggetto la revoca dell'interdizione e l'eventuale pronuncia dell'inabilitazione, il curatore provvisorio, nominato all'esito del giudizio di primo grado, non assume la veste di rappresentante processuale dell'interdetta, "medio tempore" inabilitata; pertanto, correttamente, l'atto di appello del tutore è notificato alla parte personalmente e non al curatore provvisorio. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17003 del 02/08/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - società ed altri enti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14766 del 26/06/2007
    Rappresentanza processuale - Conferimento - Presupposti - Rappresentanza sostanziale in relazione al rapporto dedotto in giudizio - Necessità - Poteri sostanziali delegati - Specificazione in relazione ai singoli rapporti - Necessità - Esclusione - Individuazione indiretta relativamente alla natura controversa del rapporto - Ammissibilità. Il potere di rappresentanza processuale, con la connessa facoltà di conferire la procura alle liti al difensore, non può mai essere attribuito disgiuntamente dal potere di rappresentanza sostanziale; il conferimento di tale potere di rappresentanza sostanziale, tuttavia, non esige la previa individuazione dei rapporti controversi che ne formano l'oggetto, ma può validamente essere attribuito con riferimento ad un coacervo di rapporti omogenei e litigiosi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14766 del 26/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - società ed altri enti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14766 del 26/06/2007
    Rappresentanza processuale - Conferimento - Presupposti - Rappresentanza sostanziale in relazione al rapporto dedotto in giudizio - Necessità - Poteri sostanziali delegati - Specificazione in relazione ai singoli rapporti - Necessità - Esclusione - Individuazione indiretta relativamente alla natura controversa del rapporto - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14766 del 26/06/2007 Il potere di rappresentanza processuale, con la connessa facoltà di conferire la procura alle liti al difensore, non può mai essere attribuito disgiuntamente dal potere di rappresentanza sostanziale; il conferimento di tale potere di rappresentanza sostanziale, tuttavia, non esige la previa individuazione dei rapporti controversi che ne formano l'oggetto, ma può validamente essere attribuito con riferimento ad un coacervo di rapporti omogenei e litigiosi. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14766 del 26/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10notificazione - ordinata dal giudice – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14570 del 22/06/2007
    Ambasciata - Organo esterno dello Stato estero - Configurabilità - Potere di rappresentanza in giudizio relativamente a rapporti privatistici - Facoltà per la parte di citare direttamente lo Stato - Notifica ex art. 151 cod. proc. civ. - Configurabilità. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14570 del 22/06/2007 Le ambasciate sono organi esterni dello Stato cui appartengono ed i loro titolari hanno la funzione di rappresentare ad ogni effetto ed in ogni campo, compreso quello privatistico, il proprio Stato presso quello straniero dove sono accreditati, con la conseguenza che l'ambasciatore è legittimato, in quanto tale, a rappresentare il proprio Stato nei giudizi in cui questo sia parte senza bisogno di alcun atto autorizzativo particolare. Ciò non esclude che l'attore possa citare in giudizio direttamente lo Stato rappresentato, e non l'ambasciatore, provvedendo alla notificazione della citazione e della sentenza direttamente all'organo che lo rappresenta; peraltro, la presenza dell'ambasciatore nello stesso luogo del giudice adito costituisce fatto notorio che esclude, di regola, la sussistenza di "circostanze particolari o esigenze di maggiore celerità" che giustificano la notificazione ai sensi dell'art. 151 c.p.c. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14570 del 22/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - mandato alle liti (procura) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13774 del 12/06/2007
    Art. 12, comma 7, legge reg. Sicilia 26 agosto 1992 n. 7 - Possibilità per il sindaco di nominare il vice - Sindaco per la sostituzione in caso di assenza o di impedimento - Conseguenze in tema di ricorso per cassazione - Conferimento di procura da parte del vice - Sindaco - Presunzione della legittimità dell'atto. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13774 del 12/06/2007 In tema di ricorso per cassazione, la previsione dell'art. 12, comma 7, legge reg. Sicilia 26 agosto 1992 n. 7 della possibilità per il sindaco di nominare, tra gli assessori, il vice-sindaco che lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento, fa presumere, nel caso di conferimento della procura al difensore da parte di un assessore, la legittimità dell'atto e cioè la ricorrenza di una delle situazioni giustificative dell'intervento dell'assessore. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 13774 del 12/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - determinazione (stima) - opposizione alla stima – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 12771 del 31/05/2007
    Giudizio di opposizione alla stima - Legittimazione - Opposizione proposta da enti morali - Autorizzazione dell'organo di controllo – Esclusione - procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - in genere - Enti morali - Opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione - Natura - Atto di ordinaria amministrazione - Conseguenze - Necessità di autorizzazione dell'organo consiliare - Esclusione. La domanda di determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione ha natura conservativa del patrimonio, in quanto volta a limitare un pregiudizio che, scaturendo da un atto autoritativo e non negoziale, l'interessato non potrebbe altrimenti evitare. Tale azione rientra pertanto tra gli atti di ordinaria amministrazione e, quando sia proposta da un ente morale (nella specie, un istituto religioso), non necessita della previa autorizzazione dell'organo assembleare. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 12771 del 31/05/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - ammissibilità ed inammissibilità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006
    Proposizione dell'atto di appello senza indicazione, in epigrafe, della qualità dell'appellato - Conseguenza - Inammissibilità o nullità dell'appello - Esclusione - Condizione - Desumibilità della qualità dell'appellato dal complessivo contenuto dell'atto di appello - Necessità - Effetto - Derivante validità di detto atto - Fondamento. La mancata indicazione nell'epigrafe dell'atto di appello della qualità nella quale l'appellato è chiamato in giudizio (nella specie trattatavasi dell'appello nei riguardi di compagnia assicuratrice senza specificazione della sua qualità di soggetto designato alla liquidazione per conto del F.G.V.S.) non importa l'inammissibilità o la nullità dell'appello quando la predetta qualità risulti con certezza dal contesto dello stesso atto di appello, poiché, per effetto del rinvio disposto dall'art. 342 cod. proc. civ. alle disposizioni degli artt. 163, comma terzo, n. 2) - che richiede l'esatta indicazione, nell'atto di citazione, delle parti - e 164 dello stesso codice, che fa dipendere la nullità dell'atto introduttivo solo dall'assoluta mancanza od incertezza del predetto requisito, dovendo porsi riferimento al contenuto sostanziale dell'atto, anche eventualmente integrato con gli atti pregressi, rispetto alla mera forma di esso, deve ritenersi valido l'atto di appello che consenta, alla stregua della valutazione del suo contenuto complessivo, di desumere univocamente il requisito riguardante la qualità in ordine alla quale l'appellato deve considerasi evocato in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - appello - ammissibilità ed inammissibilità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006
    Proposizione dell'atto di appello senza indicazione, in epigrafe, della qualità dell'appellato - Conseguenza - Inammissibilità o nullità dell'appello - Esclusione - Condizione - Desumibilità della qualità dell'appellato dal complessivo contenuto dell'atto di appello - Necessità - Effetto - Derivante validità di detto atto - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006 La mancata indicazione nell'epigrafe dell'atto di appello della qualità nella quale l'appellato è chiamato in giudizio (nella specie trattatavasi dell'appello nei riguardi di compagnia assicuratrice senza specificazione della sua qualità di soggetto designato alla liquidazione per conto del F.G.V.S.) non importa l'inammissibilità o la nullità dell'appello quando la predetta qualità risulti con certezza dal contesto dello stesso atto di appello, poiché, per effetto del rinvio disposto dall'art. 342 cod. proc. civ. alle disposizioni degli artt. 163, comma terzo, n. 2) - che richiede l'esatta indicazione, nell'atto di citazione, delle parti - e 164 dello stesso codice, che fa dipendere la nullità dell'atto introduttivo solo dall'assoluta mancanza od incertezza del predetto requisito, dovendo porsi riferimento al contenuto sostanziale dell'atto, anche eventualmente integrato con gli atti pregressi, rispetto alla mera forma di esso, deve ritenersi valido l'atto di appello che consenta, alla stregua della valutazione del suo contenuto complessivo, di desumere univocamente il requisito riguardante la qualità in ordine alla quale l'appellato deve considerasi evocato in giudizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 23870 del 08/11/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - difensori - mandato alle liti (procura) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14449 del 22/06/2006
    In calce o a margine di atto a nome di società - Firma illeggibile - Conseguenze. L'illeggibilità della firma del conferente (del quale non risulti il nome in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio) la procura alla lite in rappresentanza di una società, ove non sia allegata alcuna specifica funzione o carica, ma sia indicata genericamente la qualità di legale rappresentante, che non assicura la conoscibilità del suo nome senza margini di incertezza, potendo la società essere dotata di più legali rappresentanti, determina una nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che aveva ritenuto l'inammissibilità del gravame, perché le sottoscrizioni apposte in calce alla formula della procura - che non consentivano neanche di comprendere che trattavasi di due sottoscrizioni e non di una - non erano state oggetto di integrazione, non valendo a tal fine la presenza dei nominativi nella nota di iscrizione a ruolo, indicazione neppure richiamata dopo che era stata sollevata l'eccezione di nullità). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14449 del 22/06/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10difensori - mandato alle liti (procura) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14449 del 22/06/2006
    In calce o a margine di atto a nome di società - Firma illeggibile - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14449 del 22/06/2006 L'illeggibilità della firma del conferente (del quale non risulti il nome in calce od a margine dell'atto con il quale sta in giudizio) la procura alla lite in rappresentanza di una società, ove non sia allegata alcuna specifica funzione o carica, ma sia indicata genericamente la qualità di legale rappresentante, che non assicura la conoscibilità del suo nome senza margini di incertezza, potendo la società essere dotata di più legali rappresentanti, determina una nullità relativa, che la controparte può opporre con la prima difesa, a norma dell'art. 157 cod. proc. civ., facendo così carico alla parte istante d'integrare con la prima replica la lacunosità dell'atto iniziale, mediante chiara e non più rettificabile notizia del nome dell'autore della firma illeggibile; ove difetti, sia inadeguata o sia tardiva detta integrazione, si verifica invalidità della procura ed inammissibilità dell'atto cui accede. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che aveva ritenuto l'inammissibilità del gravame, perché le sottoscrizioni apposte in calce alla formula della procura - che non consentivano neanche di comprendere che trattavasi di due sottoscrizioni e non di una - non erano state oggetto di integrazione, non valendo a tal fine la presenza dei nominativi nella nota di iscrizione a ruolo, indicazione neppure richiamata dopo che era stata sollevata l'eccezione di nullità). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14449 del 22/06/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006
    Legittimazione processuale della società - Cancellazione dal registro delle imprese - Conseguenze - Estinzione della società - Esclusione - Effetti sulla legittimazione processuale e sulla rappresentanza - Effettiva liquidazione dei rapporti giuridici pendenti - Estinzione - Necessità - Fattispecie in tema di società in nome collettivo. In tema di legittimazione processuale di una società - nella specie, in nome collettivo -, alla cancellazione di questa dal registro delle imprese, e comunque al suo scioglimento, non consegue anche la sua estinzione, che è determinata, invece, soltanto dalla effettiva liquidazione dei rapporti giuridici pendenti che alla stessa facevano capo, e dalla definizione di tutte le controversie giudiziarie in corso con i terzi per ragioni di dare ed avere. Ne consegue che una società costituita in giudizio non perde la legittimazione processuale in conseguenza della sua sopravvenuta cancellazione dal registro delle imprese, e che la rappresentanza sostanziale e processuale della stessa permane, per i rapporti rimasti in sospeso e non definiti, in capo ai medesimi organi che la rappresentavano prima della formale cancellazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10legittimazione - in genere (poteri del giudice) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006
    Legittimazione processuale della società - Cancellazione dal registro delle imprese - Conseguenze - Estinzione della società - Esclusione - Effetti sulla legittimazione processuale e sulla rappresentanza - Effettiva liquidazione dei rapporti giuridici pendenti - Estinzione - Necessità - Fattispecie in tema di società in nome collettivo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006 In tema di legittimazione processuale di una società - nella specie, in nome collettivo -, alla cancellazione di questa dal registro delle imprese, e comunque al suo scioglimento, non consegue anche la sua estinzione, che è determinata, invece, soltanto dalla effettiva liquidazione dei rapporti giuridici pendenti che alla stessa facevano capo, e dalla definizione di tutte le controversie giudiziarie in corso con i terzi per ragioni di dare ed avere. Ne consegue che una società costituita in giudizio non perde la legittimazione processuale in conseguenza della sua sopravvenuta cancellazione dal registro delle imprese, e che la rappresentanza sostanziale e processuale della stessa permane, per i rapporti rimasti in sospeso e non definiti, in capo ai medesimi organi che la rappresentavano prima della formale cancellazione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12114 del 23/05/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10legittimazione - ad causam – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8174 del 07/04/2006
    Società di capitali - Responsabilità patrimoniale esclusiva - Conseguenze - Fattispecie relativa alla legittimazione passiva in ordine a domanda di pagamento di prestazioni professionali - Socio di maggioranza con controllo totalitario della società - Rilevanza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8174 del 07/04/2006 In tema di legittimazione "ad causam", le società di capitali, in quanto dotate di personalità giuridica, sono soggetti distinti dai soci che ne fanno parte ed hanno la responsabilità patrimoniale esclusiva, salvo tassative ipotesi previste dalla legge (nella specie non dedotte), per le obbligazioni assunte nei confronti di terzi. Ne consegue che, legittimata passiva in ordine alla domanda di pagamento di prestazioni professionali, è la società di capitali e non il singolo socio, a nulla rilevando che, dopo il trasferimento delle quote sociali intervenuto nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, il socio stesso sia diventato socio di maggioranza, con assunzione del controllo pressoché totalitario della società stessa. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8174 del 07/04/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7879 del 05/04/2006
    Comune - Rappresentanza processuale - Originario affidamento per statuto comunale a dirigente - Successiva modifica statutaria - Costituzione in giudizio del Sindaco - Efficacia sanante - Configurabilità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7879 del 05/04/2006 Il difetto di legittimazione processuale della persona fisica che agisca in giudizio in rappresentanza di un ente può essere sanato in qualunque stato e grado del giudizio, con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato della effettiva rappresentanza dell'ente stesso, il quale manifesti la volontà, anche tacita, di ratificare la precedente condotta difensiva del "falsus procurator".(Fattispecie relativa alla costituzione in giudizio di un sindaco effettuata allo scopo di sanare e ratificare l'operato del dirigente del settore Avvocatura, cui era attribuita dallo statuto comunale, nella versione originaria, la rappresentanza in giudizio degli interessi del Comune in relazione a tutte le liti riguardanti l'ente, poi revocata per effetto di una modifica statutaria). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7879 del 05/04/2006  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - autorizzazione ad agire e contraddire - società ed altri enti – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27450 del 13/12/2005
    Amministratore di condominio - Difetto di legittimazione processuale - Incidenza sulla valida costituzione del rapporto processuale e sulla legittimità del contraddittorio - Conseguenze - Rilevabilità d'ufficio - Limiti. Il difetto di legittimazione processuale (nella specie dell'amministratore di un condominio), attenendo alla legittimità del contraddittorio, nonché alla validità della sua costituzione, determina la nullità degli atti processuali compiuti ed è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento, con l'unico limite del giudicato formatosi sul punto, se la relativa eccezione è stata disattesa dal primo giudice e non riproposta in appello. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 27450 del 13/12/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20913 del 27/10/2005
    Persona fisica non abilitata a rappresentare altro soggetto fisico o persona giuridica - Successiva costituzione del soggetto dotato della effettiva rappresentanza - Ratifica espressa o tacita dell'operato del "falsus procurator" - Ammissibilità in ogni stato e grado del giudizio - Sanatoria "ex tunc" del difetto di legittimazione processuale - Configurabilità - Estensione della ratifica e della connessa sanatoria ai vizi inficianti la procura originariamente conferita al difensore da soggetto non abilitato a rappresentare la parte in giudizio - Ammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20913 del 27/10/2005 Il difetto di legittimazione processuale della persona fisica o giuridica, che agisca in giudizio in rappresentanza di un altro soggetto, può essere sanato, in qualunque stato e grado del giudizio, con efficacia retroattiva e con riferimento a tutti gli atti processuali già compiuti, per effetto della costituzione in giudizio del soggetto dotato della effettiva rappresentanza, il quale manifesti la volontà di ratificare la precedente condotta difensiva del "falsus procurator". Tanto la ratifica, quanto la conseguente sanatoria devono ritenersi ammissibili anche in relazione ad eventuali vizi inficianti la procura originariamente conferita al difensore da soggetto non abilitato a rappresentare la parte in giudizio, trattandosi di atto soltanto inefficace e non anche invalido per vizi formali o sostanziali, attinenti a violazioni degli artt. 83 e 125 cod. proc. civ. . La sanatoria retroattiva, peraltro, non è impedita dalla previsione dell'art. 182 cod. proc. civ., secondo cui sono fatte salve le decadenze già verificatesi. Questa, infatti, va riferita alle decadenze sostanziali (sancite, cioè, per l'esercizio del diritto e dell'azione: art. 2964 e segg. cod. civ.) e non a quelle che si esauriscono nell'ambito del processo, com'è dimostrato dal fatto che, in caso contrario, si avrebbe l'inapplicabilità (inammissibile sotto il profilo sistematico) del citato art. 182 cod. proc. civ. in tutte le ipotesi in cui le parti incorrono in decadenze processuali già nell'atto introduttivo. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 20913 del 27/10/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005
    Persona giuridica - Conferimento di rappresentanza processuale speciale - Condizioni - Attribuzione pregressa o contestuale anche di rappresentanza sostanziale - Necessità - Fattispecie. A norma dell'art. 77 cod. proc. civ. il conferimento di un potere di rappresentanza processuale speciale da parte di una persona giuridica suppone o la pregressa esistenza nel soggetto cui esso viene conferito di un potere di rappresentanza sostanziale o il contestuale conferimento di tale potere in modo tale, però, che esso possa estrinsecarsi prima ed indipendentemente dall'esercizio del potere di rappresentanza processuale. Quest'ultimo caso deve ritenersi integrato in presenza del conferimento, da parte di una società assicuratrice in persona del suo legale rappresentante, di una procura speciale ad un proprio dirigente, affinché la rappresenti in giudizio nelle cause relative a sinistri di tutti i rami, con facoltà di rinunciare ed accettare le rinunce agli atti, transigere, nominare difensori e procuratori ed eleggere domicilio, con l'ulteriore precisazione, tuttavia, del carattere indicativo di siffatta elencazione e la previsione della legittimazione "al compimento di quanto necessario all'adempimento del mandato", poiché quest'ultima precisazione comporta l'attribuzione di un potere di rappresentanza sostanziale esercitabile prima dell'eventuale esercizio del potere di rappresentanza processuale, in quanto è evidente che fra quanto è necessario per l'esercizio di quest'ultimo potere a partire dall'inizio della lite deve necessariamente comprendersi quanto, prima del livello processuale, può essere posto in essere per scongiurare quell'inizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005
    Persona giuridica - Conferimento di rappresentanza processuale speciale - Condizioni - Attribuzione pregressa o contestuale anche di rappresentanza sostanziale - Necessità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005 A norma dell'art. 77 cod. proc. civ. il conferimento di un potere di rappresentanza processuale speciale da parte di una persona giuridica suppone o la pregressa esistenza nel soggetto cui esso viene conferito di un potere di rappresentanza sostanziale o il contestuale conferimento di tale potere in modo tale, però, che esso possa estrinsecarsi prima ed indipendentemente dall'esercizio del potere di rappresentanza processuale. Quest'ultimo caso deve ritenersi integrato in presenza del conferimento, da parte di una società assicuratrice in persona del suo legale rappresentante, di una procura speciale ad un proprio dirigente, affinché la rappresenti in giudizio nelle cause relative a sinistri di tutti i rami, con facoltà di rinunciare ed accettare le rinunce agli atti, transigere, nominare difensori e procuratori ed eleggere domicilio, con l'ulteriore precisazione, tuttavia, del carattere indicativo di siffatta elencazione e la previsione della legittimazione "al compimento di quanto necessario all'adempimento del mandato", poiché quest'ultima precisazione comporta l'attribuzione di un potere di rappresentanza sostanziale esercitabile prima dell'eventuale esercizio del potere di rappresentanza processuale, in quanto è evidente che fra quanto è necessario per l'esercizio di quest'ultimo potere a partire dall'inizio della lite deve necessariamente comprendersi quanto, prima del livello processuale, può essere posto in essere per scongiurare quell'inizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005
    Persona giuridica - Conferimento di rappresentanza processuale speciale - Condizioni - Attribuzione pregressa o contestuale anche di rappresentanza sostanziale - Necessità - Fattispecie. A norma dell'art. 77 cod. proc. civ. il conferimento di un potere di rappresentanza processuale speciale da parte di una persona giuridica suppone o la pregressa esistenza nel soggetto cui esso viene conferito di un potere di rappresentanza sostanziale o il contestuale conferimento di tale potere in modo tale, però, che esso possa estrinsecarsi prima ed indipendentemente dall'esercizio del potere di rappresentanza processuale. Quest'ultimo caso deve ritenersi integrato in presenza del conferimento, da parte di una società assicuratrice in persona del suo legale rappresentante, di una procura speciale ad un proprio dirigente, affinché la rappresenti in giudizio nelle cause relative a sinistri di tutti i rami, con facoltà di rinunciare ed accettare le rinunce agli atti, transigere, nominare difensori e procuratori ed eleggere domicilio, con l'ulteriore precisazione, tuttavia, del carattere indicativo di siffatta elencazione e la previsione della legittimazione "al compimento di quanto necessario all'adempimento del mandato", poiché quest'ultima precisazione comporta l'attribuzione di un potere di rappresentanza sostanziale esercitabile prima dell'eventuale esercizio del potere di rappresentanza processuale, in quanto è evidente che fra quanto è necessario per l'esercizio di quest'ultimo potere a partire dall'inizio della lite deve necessariamente comprendersi quanto, prima del livello processuale, può essere posto in essere per scongiurare quell'inizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005
    Persona giuridica - Conferimento di rappresentanza processuale speciale - Condizioni - Attribuzione pregressa o contestuale anche di rappresentanza sostanziale - Necessità - Fattispecie. A norma dell'art. 77 cod. proc. civ. il conferimento di un potere di rappresentanza processuale speciale da parte di una persona giuridica suppone o la pregressa esistenza nel soggetto cui esso viene conferito di un potere di rappresentanza sostanziale o il contestuale conferimento di tale potere in modo tale, però, che esso possa estrinsecarsi prima ed indimente dall'esercizio del potere di rappresentanza processuale. Quest'ultimo caso deve ritenersi integrato in presenza del conferimento, da parte di una società assicuratrice in persona del suo legale rappresentante, di una procura speciale ad un proprio dirigente, affinché la rappresenti in giudizio nelle cause relative a sinistri di tutti i rami, con facoltà di rinunciare ed accettare le rinunce agli atti, transigere, nominare difensori e procuratori ed eleggere domicilio, con l'ulteriore precisazione, tuttavia, del carattere indicativo di siffatta elencazione e la previsione della legittimazione "al compimento di quanto necessario all'adempimento del mandato", poiché quest'ultima precisazione comporta l'attribuzione di un potere di rappresentanza sostanziale esercitabile prima dell'eventuale esercizio del potere di rappresentanza processuale, in quanto è evidente che fra quanto è necessario per l'esercizio di quest'ultimo potere a partire dall'inizio della lite deve necessariamente comprendersi quanto, prima del livello processuale, può essere posto in essere per scongiurare quell'inizio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19976 del 14/10/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 12868 del 16/06/2005
    Comune - Rappresentanza processuale - Necessità, nel nuovo disegno normativo delle autonomie locali, di una delibera autorizzativa della giunta municipale - Esclusione - Limiti - Statuto comunale - Potere della fonte statutaria di prevedere l'autorizzazione giuntale o la determinazione del competente dirigente - Sussistenza - Conseguenze. Nel nuovo quadro delle autonomie locali, ai fini della rappresentanza in giudizio del Comune, l'autorizzazione alla lite da parte della giunta comunale non costituisce più, in linea generale, atto necessario ai fini della proposizione o della resistenza all'azione, salva restando la possibilità per lo statuto comunale - competente a stabilire i modi di esercizio della rappresentanza legale dell'ente, anche in giudizio ("ex" art. 6, secondo comma, del testo unico delle leggi sull'ordinamento delle autonomie locali, approvato con il D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267) - di prevedere l'autorizzazione della giunta, ovvero di richiedere una preventiva determinazione del competente dirigente (ovvero, ancora, di postulare l'uno o l'altro intervento in relazione alla natura o all'oggetto della controversia). Ove l'autonomia statutaria si sia così indirizzata, l'autorizzazione giuntale o la determinazione dirigenziale devono essere considerati atti necessari, per espressa scelta statutaria, ai fini della legittimazione processuale dell'organo titolare della rappresentanza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 12868 del 16/06/2005  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - capacità processuale – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 12868 del 16/06/2005
    Comune - Rappresentanza processuale - Spettanza al sindaco - Carattere non esclusivo - Possibilità per lo statuto comunale di affidare detta rappresentanza ai dirigenti ovvero a esponenti apicali della struttura burocratica del Comune - Sussistenza - Conseguenze in caso di affidamento della rappresentanza al dirigente dell'ufficio legale del Comune - Equipollenza, in materia, del regolamento comunale alla fonte statutaria - Limiti. Nel nuovo sistema istituzionale e costituzionale degli enti locali, lo statuto del Comune - ed anche il regolamento del Comune, ma soltanto se lo statuto contenga un espresso rinvio, in materia, alla normativa regolamentare - può legittimamente affidare la rappresentanza a stare in giudizio ai dirigenti, nell'ambito dei rispettivi settori di competenza, quale espressione del potere gestionale loro proprio, ovvero ad esponenti apicali della struttura burocratico - amministrativa del Comune, fermo restando che, ove una specifica previsione statutaria (o, alle condizioni di cui sopra, regolamentare) non sussista, il sindaco conserva l'esclusiva titolarità del potere di rappresentanza processuale del Comune, ai sensi dell'art. 50 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con il D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267. In particolare, qualora lo statuto (o, nei limiti già indicati, il regolamento) affidi la rappresentanza a stare in giudizio in ordine all'intero contenzioso al dirigente dell'ufficio legale, questi, quando ne abbia i requisiti, può costituirsi senza bisogno di procura, ovvero attribuire l'incarico ad un professionista legale interno o del libero foro (salve le ipotesi, legalmente tipizzate, nelle quali l'ente locale può stare in giudizio senza il ministero di un legale), e, ove abilitato alla difesa presso le magistrature superiori, può anche svolgere personalmente attività difensiva nel giudizio di cassazione. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 12868 del 16/06/2005  ...

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    Criteri per le prove orali per l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato.

    La Commissione Centrale per l’esame di Stato del Ministero della Giustizia ha definito i criteri per lo svolgimento e la valutazione delle prove orali per l’esame di abilitazione alla professione forense.

    VII corso intensivo A DISTANZA esame avvocato 2019 - Interattivo nella virtual classroom

    VII CORSO INTENSIVO A DISTANZA 
    ESAME AVVOCATO 2019

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    con gli stessi docenti e lo stesso programma del corso frontale di Roma

    VII Corso intensivo FRONTALE a ROMA esame avvocato 2019 - Scuola forense foroeuropeo

    VII CORSO INTENSIVO FRONTALE a ROMA
    preparazione esame Avvocato 2019

    13 Settembre/ 3 Dicembre 2019

    Sede Istituto C. “Dante Alighieri” - Roma - Via Cassiodoro, 2/A
    SCUOLA FORENSE FOROEUROPEO

    incontro con i corsisti della SCUOLA FORENSE FOROEUROPEO che hanno superato la prova scritta

    Roma 16 Luglio 2019 - Incontro con alcuni dei corsisti della Scuola forense foroeuropeo che hanno superato la prova scritta esame avvocato 2018  Aula Magna Scuola Dante - La lista dei corsisti Foroeuropeo che sono stati ammessi alle prove orali.

    Domande e risposte per l’esame orale di avvocato 2018

    Foroeuropeo - Foroeuropeo AN1178Esame orale Avvocato 2018 - La Scuola Forense Foroeuropeo, per dare un ulteriore supporto a coloro che hanno superato la prova scritta e che devono prepararsi alla prova orale ha sviluppato i Quaderni  con domande e risposte. 

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    • 25 Giugno 2019 H. 13.30/16.30 - Diritto di Famiglia: i tempi di permanenza con il padre dei figli minori  - la dichiarazione giurata dei redditi e del patrimonio nel processo della famiglia - negoziazione assistita  Relatori avv. Marina Petrolo e avv. Giorgio Vaccaro – Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  – Due crediti formativi

       

       

    • 11 Giugno 2019 H. 13.30/16.30 - La cosiddetta legge “spazzacorrotti”- Legge 9 Gennaio 2019, n. 3 “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”  Le innovazione sulla L. 231/2001 - Introduce Avv. Domenico Condello - Avv. Irma Conti - Avv. Valeria Raimondo - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  – Due crediti formativi

    • 28 Maggio 2019 H.13.30/16.30Diritto del lavoro: i nuovi confini del lavoro subordinato. Il rapporto di lavoro disciplinato dal decreto 14 del 2019 e sui licenziamenti corte costituzionale e decreto dignità - relatori avv. Filippo Aiello e avv. Nicola Petracca - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  –  due crediti formativi

       

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