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2946. Prescrizione ordinaria.

Art.2946. Prescrizione ordinaria.

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Documenti collegati:

Decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 25436 del 16/09/2025 (Rv. 676454-01)
Rimessaggio - Prestazione - Carattere unitario - Conseguenze - Prescrizione ordinaria decennale - Decorrenza. Nel contratto di rimessaggio, la prestazione, consistente nella custodia del bene, ha carattere unitario e continuativo e matura di giorno in giorno, cosicché il termine di prescrizione è quello ordinario decennale, decorrente da ogni singolo giorno, salva diversa pattuizione delle parti circa la periodicità nella corresponsione del compenso. Decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 25436 del 16/09/2025 (Rv. 676454-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946 , Cod_Civ_art_2948 …...
Societa' cooperative (nozione, caratteri, distinzioni, tipi: a responsabilita' limitata e non limitata) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24730 del 07/09/2025 (Rv. 676277-01)
Rapporto societario e rapporto mutualistico - Contemporanea sussistenza - Conseguenze in tema di individuazione del termine di prescrizione dei diritti del socio. In tema di società cooperative, atteso che il rapporto societario e il rapporto mutualistico tra socio e cooperativa sussistono contemporaneamente e in autonomia, al fine di individuare il termine di prescrizione dei diritti del socio occorre avere riguardo al tipo di rapporto dedotto in lite, sicché ove sia dedotta una questione riconducibile al rapporto sociale si applica il termine prescrizionale di cui all'art. 2949, comma 1 c.c., mentre ove sia dedotta una questione riconducibile al rapporto mutualistico si applica il termine prescrizionale ordinario di cui all'art. 2946 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24730 del 07/09/2025 (Rv. 676277-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2511, Cod_Civ_art_2519, Cod_Civ_art_2521, Cod_Civ_art_2345, Cod_Civ_art_2949, Cod_Civ_art_2946 …...
Termine - prescrizioni brevi - società - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20514 del 21/07/2025 (Rv. 675404 - 01)
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Ripetizione d’indebito tra società di persone e soci - Indebita percezione di utili non conseguiti - Art. 2033 c.c. - Applicabilità del termine di prescrizione quinquennale in tema di rapporti sociali ex art. 2949, comma 1, c.c. - Esclusione - Fondamento. L'azione di ripetizione tra società di persone e soci e relativa al recupero delle anticipazioni di utili non conseguiti rientra nell'azione generale di indebito di cui all'art. 2033 c.c., in relazione alla quale trova applicazione il corrispondente regime decennale di prescrizione, così dovendosi escludere l'applicazione del diverso termine quinquennale previsto dall'art. 2949, comma 1, c.c., in quanto l'oggetto dell'azione non è il diritto derivante dal rapporto sociale, cioè dalla posizione di socio, bensì l'accertamento della sua non debenza e del correlato diritto restitutorio. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 20514 del 21/07/2025 (Rv. 675404 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2303, Cod_Civ_art_2315, Cod_Civ_art_2949 …...
Rappresentanza - volontaria (procura) - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16374 del 17/06/2025 (Rv. 675616 - 01)
Procura - Natura ed effetti - Rapporto sottostante - Sussistenza - Necessità - Riconducibilità al mandato - Distinzione tra procura e mandato - Conseguenze - Azione di annullamento ex art. 1395 c.c. e azione risarcitoria ex art. 1710 c.c. - Concorrenza - Diverso titolo e regime prescrizionale. In tema di rappresentanza, la procura, quale negozio unilaterale con cui il rappresentato investe il rappresentante del potere di compiere un atto giuridico in suo nome e in sua vece, implica necessariamente un rapporto sottostante che ne giustifica il rilascio e che, in assenza di deduzioni su specifici rapporti gestori con essa compatibili, può ricondursi al mandato, distinguendosi da questo, in quanto mentre la procura esaurisce la sua funzione davanti ai terzi, il mandato involge il solo rapporto interno tra rappresentante e rappresentato; pertanto, poiché il complessivo rapporto è regolato sia dalle norme sulla rappresentanza che da quelle sul mandato, rispettivamente disciplinanti il lato esterno e quello interno di esso, l'annullamento del contratto concluso dal rappresentante con sé stesso ex art. 1395 c.c. può concorrere con l'azione di danni per l'infedele esecuzione del mandato ex art. 1710 c.c., trattandosi di azioni fondate su titoli distinti e autonomi e soggette a differente prescrizione, che, nella prima, è quinquennale ex art. 1442 c.c. e, nella seconda, necessariamente decennale, stante la sua natura contrattuale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 16374 del 17/06/2025 (Rv. 675616 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1387, Cod_Civ_art_1395, Cod_Civ_art_1442, Cod_Civ_art_1710, Cod_Civ_art_2946 …...
Sospensione - Occultamento doloso - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 11067 del 27/04/2025 (Rv. 674515-01)
Mera omissione di informazione - Distinzione - Rilievo di detta omissione ai fini della sospensione della prescrizione - Condizioni - Fattispecie in tema di prelazione. In tema di sospensione della prescrizione di un diritto, l'occultamento doloso è requisito diverso e più grave della mera omissione di un'informazione, la quale ha rilievo, ai fini della detta sospensione, soltanto se sussista un obbligo di informare; né il doloso occultamento può ritenersi implicito nella mancata registrazione o trascrizione di un contratto, trattandosi certamente di adempimenti doverosi, in quanto previsti da norme, anche se per finalità estranee ai rapporti tra privati, e tali da poter, in ipotesi, agevolare la conoscenza del contratto da parte dei terzi, ma inidonei, di per sé, a dimostrare il doloso occultamento della data del contratto o di altri fatti produttivi di diritti altrui. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione della corte di merito che, in tema di prelazione relativa all'alienazione di quote societarie, aveva dichiarato prescritto il relativo diritto, non ravvisando la causa di sospensione nel semplice occultamento della compravendita e, dunque, nella mancata denuntiatio, anche in considerazione della natura esclusivamente pattizia del diritto di preferenza accordato). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 11067 del 27/04/2025 (Rv. 674515-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2941, Cod_Civ_art_2946 …...
Decorrenza - Obbligazioni in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9135 del 07/04/2025 (Rv. 674709-01)
Nascenti dalle legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) - Azione di arricchimento senza causa - Prescrizione - Decorrenza - Fattispecie in tema di c.d. arricchimento indiretto. Anche per l'azione di arricchimento senza causa, come per ogni altra, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno nel quale può essere fatto valere il diritto all'indennizzo e cioè dal momento in cui detto diritto matura, che coincide con quello in cui si verifica l'arricchimento del beneficiario e la correlativa diminuzione patrimoniale dell'altra parte. (Nella specie, relativa ad azione di c.d. arricchimento indiretto proposta nei confronti del Comune dal suo direttore dei lavori per recuperare le somme versate in forza di sentenza di condanna all'impresa appaltatrice, quale compenso di lavori eseguiti e non previsti nel progetto principale, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva individuato il dies a quo della prescrizione nella data di realizzazione dell'impoverimento per effetto della sentenza di condanna passata in giudicato, anziché nella data di esecuzione dei lavori). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 9135 del 07/04/2025 (Rv. 674709-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 …...
Decorrenza - contratti di borsa - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 32226 del 12/12/2024 (Rv. 673234-02)
Intermediazione finanziaria - Inadempimento agli obblighi informativi dell'intermediario - Percepibilità del danno subito da parte del cliente - Individuazione - Criteri. In tema di intermediazione finanziaria, il momento in cui per il cliente diviene o è divenuto realmente percepibile il danno da ascriversi all'intermediario inadempiente ai propri obblighi informativi, da cui inizia a decorrere il termine decennale di prescrizione per l'esercizio dell'azione risarcitoria, dipende dalle circostanze del singolo caso concreto e la relativa indagine deve tener conto che i peculiari beni oggetto della controversia (titoli azionari o obbligazionari, derivati e simili) non sono assimilabili ad altri beni mobili e che il danno risarcibile ex art. 1223 c.c. non può essere provocato dal normale andamento del valore o del prezzo del titolo sul mercato secondario, poiché la sua fluttuazione è ontologicamente connaturata alla natura mutevole della valorizzazione degli investimenti finanziari, essendo, invece, necessario un quid pluris, anche un evento anomalo, che al contempo disveli il rischio taciuto dall'intermediario e concretizzi la lesione patrimoniale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 32226 del 12/12/2024 (Rv. 673234-02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 …...
Decorrenza - contratti di borsa - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 32226 del 12/12/2024 (Rv. 673234-01)
Intermediazione finanziaria - Inadempimento agli obblighi informativi dell'intermediario - Prescrizione dell'azione risarcitoria - Decorrenza - Dalla verificazione del pregiudizio - Fattispecie. In tema di intermediazione finanziaria, il termine di prescrizione decennale per l'esercizio, da parte del cliente, dell'azione di risarcimento dei danni cagionati dall'inadempimento dell'intermediario agli obblighi informativi su di lui gravanti in occasione di operazioni di investimento o disinvestimento, compiute in esecuzione del contratto quadro tra gli stessi stipulato, inizia a decorrere solo quando si manifesta in concreto per il cliente il pregiudizio patrimoniale, ossia la conseguenza dannosa da lui oggettivamente percepibile, secondo il metro dell'ordinaria diligenza, e rappresentata dalla perdita patrimoniale sofferta, essendo questo il momento in cui il diritto al risarcimento può essere fatto valere rispetto a un danno effettivamente determinatosi. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso che pretendeva di far decorrere il termine prescrizionale non dalla data del default del Gruppo Lehman Brothers, bensì da quella di esecuzione degli ordini, confondendo il momento dell'inadempimento della banca agli obblighi informativi e quello in cui si era determinato il danno nel patrimonio del cliente). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 32226 del 12/12/2024 (Rv. 673234-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 …...
Veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - fondo di garanzia per le vittime della strada - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 12736 del 09/05/2024 (Rv. 670915-01)
Impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada - Azione di regresso nei confronti del responsabile del danno - Natura speciale ed autonoma - Conseguenze - Prescrizione ordinaria decennale - Decorrenza. L'azione di regresso dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, prevista dall'art. 29 della l. n. 990 del 1969, applicabile ratione temporis, ha natura speciale ed autonoma ex lege, sicché per il suo esercizio si applica l'ordinario termine di prescrizione decennale, che comincia a decorrere dalla data del pagamento effettuato al danneggiato. Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 12736 del 09/05/2024 (Rv. 670915-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946 …...
Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 12284 del 07/05/2024 (Rv. 670950-01)
Modalità di riscossione - versamento diretto - rimborsi - Rimborso dei crediti IRPEF e IRPEG risultanti dalle dichiarazioni dei redditi presentate fino al 30 giugno 1997 - Interpretazione dell'art. 2, comma 58, della l. n. 350 del 2003 - Obbligo di non far valere la prescrizione del diritto del contribuente - Rilevabilità d'ufficio - Durata dell'obbligo - Decennio dall'entrata in vigore della norma. L'art. 2, comma 58, l. n. 350 del 2003, pone a carico dell'amministrazione finanziaria l'obbligo di non far valere la prescrizione del diritto del contribuente al rimborso delle eccedenze IRPEF e IRPEG sulle dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997; tale obbligo, la cui violazione è rilevabile d'ufficio dal giudice, cessa dopo un decennio, pari ad un nuovo periodo di prescrizione, decorrente dall'entrata in vigore della legge stessa (1° gennaio 2004). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 12284 del 07/05/2024 (Rv. 670950-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935 Cod_Civ_art_2946 …...
Nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 12362 del 07/05/2024 (Rv. 671331-01)
Contributi pubblici - L. n. 488 del 1992 - Richiesta di restituzione per rinuncia del beneficiario - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dalla data della revoca del contributo - Sussiste - Fattispecie. In tema di contributi pubblici, qualora il difetto della causa solvendi sopravvenga all'erogazione del contributo, il diritto dell'Amministrazione alla restituzione non può sorgere nel momento della percezione del contributo da parte del privato, ma solo nel momento della revoca del beneficio in cui, a seguito della scoperta e dell'accertamento dell'illegittimità dell'erogazione, l'indebito si è concretizzato, sicché è da tale momento che decorre il termine decennale di prescrizione dell'azione di ripetizione. (Nella specie, in applicazione del detto principio, la S.C., ha ritenuta infondata la censura mossa alla decisione impugnata, che aveva fatto decorrere il termine di prescrizione dall'adozione del provvedimento di revoca del beneficio piuttosto che dalla data, anteriore, nella quale il privato aveva comunicato di rinunciare al finanziamento, non essendo più in grado di ultimare il programma di investimenti per i quali aveva ottenuto il contributo stesso). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 12362 del 07/05/2024 (Rv. 671331-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 …...
Università' - Medici specializzandi - Trattamento economico - Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 2913 del 31/01/2024 (Rv. 670034-01)
Rivalutazione annuale e rideterminazione triennale dell'importo della borsa di studio ex art. 6 d.lgs. n. 257 del 1991 - Termine di prescrizione decennale - Applicabilità - Fondamento. In tema di trattamento economico dei medici specializzandi, il credito concernente la rivalutazione annuale e la rideterminazione triennale dell'importo della borsa di studio spettante ex art. 6 del d. lgs. n. 257 del 1991, ratione temporis applicabile, è soggetto a prescrizione decennale e non quinquennale, considerato che tale credito, in assenza dei provvedimenti della P.A. che ne stabiliscano l'importo, non è né liquido né esigibile, che la mancata quantificazione, messa a disposizione e corresponsione delle relative somme costituisce inadempimento indiretto degli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea, e che l'importo pagato non è assimilabile alla retribuzione dei pubblici impiegati, non rappresentando un corrispettivo dell'attività svolta. Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 2913 del 31/01/2024 (Rv. 670034-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948 …...
Sanita' dell'ambiente - igiene del suolo e dell'abitato - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 199 del 04/01/2024 (Rv. 669709-01)
Spese di bonifica di sito inquinato - Diritto di rivalsa della pubblica amministrazione nei confronti del responsabile - Prescrizione decennale - Sussistenza - Fondamento - Dies a quo - Individuazione. Il diritto di rivalsa della pubblica amministrazione per le spese relative agli interventi di bonifica e ripristino ambientale eseguiti, in via sostitutiva, ai sensi dell'art. 17 del d.lgs. n. 22 del 1997 (e, successivamente, degli artt. 242, 244 e 250 del d.lsg. n. 152 del 2006), si rapporta a un'obbligazione ex lege, di natura indennitaria e non risarcitoria, gravante sul responsabile dell'inquinamento, e conseguentemente soggiace all'ordinario termine di prescrizione decennale, decorrente dalla data di effettuazione dei relativi esborsi. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 199 del 04/01/2024 (Rv. 669709-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2935 …...
Impiego pubblico - impiegati dello stato Corte di Cassazione, Sez. L , Sentenza n. 29961 del 27/10/2023 (Rv. 669340 - 04)
Carta docente - Azione di adempimento in forma specifica e azione risarcitoria - Prescrizione - Termine di decorrenza e durata. L'azione di adempimento in forma specifica volta ad ottenere la carta del docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, comma 4, c.c., decorrente dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito (per i casi di cui all'art. 4, commi 1 e 2, della l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico o, se posteriore, da quella in cui il sistema telematico consentiva annualmente la registrazione sulla piattaforma telematica); invece, l'azione risarcitoria, stante la sua natura contrattuale, si prescrive in dieci anni, decorrenti dalla data di uscita dell'insegnante dal sistema scolastico. Corte di Cassazione, Sez. L , Sentenza n. 29961 del 27/10/2023 (Rv. 669340 - 04) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_363_2, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948 …...
Consorzi – volontari Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 21625 del 20/07/2023 (Rv. 668383 - 01)
Oneri consortili - Applicazione della prescrizione quinquennale - Esclusione - Prescrizione decennale - Fondamento. Al credito per il pagamento degli oneri consortili deve ritenersi applicabile l'ordinario termine di prescrizione decennale e non quello quinquennale, di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., in quanto tale obbligo non ha natura periodica - rinvenibile solo per la spesa che trovi la sua fonte in un atto presupposto immutabile, legale o negoziale, che veda la somma dovuta periodicamente come semplice frazionamento temporale del dovuto - ma presuppone distinte deliberazioni consortili di approvazione del rendiconto che rendono annualmente esigibile l'obbligo di pagamento "pro quota” da parte del singolo consorziato. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 21625 del 20/07/2023 (Rv. 668383 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2948, Cod_Civ_art_2946 …...
Contratti bancari – Operazioni bancarie in conto corrente Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20455 del 17/07/2023 (Rv. 668309 - 01)
Operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - Azione di ripetizione di indebito - Rapporti di conto corrente bancario - Eccezione di prescrizione della banca - Controeccezione del correntista fondata sull'esistenza di un contratto di apertura di credito - Decorrenza del termine di prescrizione a far data dalla chiusura del rapporto - Natura di eccezione in senso lato - Conseguenze. In tema di rapporti di conto corrente bancario, qualora, a fronte di un'azione di ripetizione dell'indebito esercitata dal correntista, la banca convenuta eccepisca la prescrizione del diritto di credito sul presupposto della natura solutoria delle rimesse, l'esistenza di un contratto di apertura di credito che consenta di attribuire semplice natura ripristinatoria della provvista alle rimesse oggetto della ripetizione dell’indebito e, conseguentemente, di far decorrere il termine di prescrizione a far data dalla chiusura del rapporto, costituisce una eccezione in senso lato, come tale rilevabile d’ufficio dal giudice anche in grado di appello, purché l'affidamento risulti dai documenti legittimamente acquisiti al processo o dalle deduzioni contenute negli atti difensivi delle parti. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 20455 del 17/07/2023 (Rv. 668309 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_1842, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2946, Cod_Proc_Civ_art_345 …...
Rimborso delle somme anticipate in via esclusiva da un genitore – Cass. n. 15098/2023
Prescrizione civile - decorrenza - famiglia - filiazione - filiazione naturale - dichiarazione giudiziale di paternità e maternità - effetti - Spese di mantenimento dei minori - Rimborso delle somme anticipate in via esclusiva da un genitore - Natura - Prescrizione decennale - Applicabilità - Decorrenza.  In tema di spese di mantenimento dei minori, la domanda di rimborso delle somme anticipate in via esclusiva da uno dei genitori ha natura di azione di regresso fra condebitori solidali ex art. 1299 c.c., sulla base delle regole dettate dagli artt. 148 e 261 c.c. (oggi art. 316 bis c.c.); a tale domanda si applica, pertanto, la prescrizione decennale decorrente dalla nascita del minore e non quella quinquennale prevista dall'art. 2948 n. 2 c.c. per i contributi alimentari. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 15098 del 30/05/2023 (Rv. 667933 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0148, Cod_Civ_art_0261, Cod_Civ_art_0316_2, Cod_Civ_art_1299, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948   Corte Cassazione 15098 2023 …...
Titolarità attiva o passiva del rapporto controverso – Cass. n. 10188/2023
Procedimento civile - legittimazione (poteri del giudice) - ad causam - Titolarità attiva o passiva del rapporto controverso - Contestazioni del convenuto - Mera difesa - Eccezione di prescrizione e contestazione del "quantum" del credito - Difese incompatibili con la contestazione della legittimazione - Esclusione.  L'eccezione di prescrizione del credito vantato (nella specie in relazione ai canoni di locazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica), e quella di erronea quantificazione dello stesso non comportano, di per sé, implicito riconoscimento della titolarità, dal lato passivo, del rapporto e non ostano, pertanto, alla possibilità di contestarne la sussistenza nel successivo corso del giudizio di primo grado, integrando una mera difesa, come tale sottratta al regime delle preclusioni. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 10188 del 17/04/2023 (Rv. 667372 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_081, Cod_Proc_Civ_art_163, Cod_Proc_Civ_art_166, Cod_Proc_Civ_art_167, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 10188 2023 …...
Contestazione della determinazione dell'indennità – Cass. n. 9871/2023
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - Acquisizione coattiva sanante ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001 - Quantificazione dell'indennità - Rimedio - Natura di riconoscimento della giusta indennità - Esclusione - Contestazione della determinazione dell'indennità - Sussistenza - Conseguenze - Prescrizione decennale - Esclusione - Decadenza - Sussistenza.   In tema di acquisizione coattiva sanante ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327 del 2001, il rimedio azionabile contro la quantificazione dell'indennità non rappresenta una generale azione di riconoscimento della giusta indennità - a fronte della mancata determinazione da parte dell'amministrazione dell'indennità o di una indennità non definitiva -, ma costituisce un'azione che, in quanto volta a contestare la determinazione dell'indennità stessa operata dalla predetta amministrazione, è assoggettata non alla ordinaria prescrizione decennale ex art. 2946 c.c., bensì al termine breve di decadenza di trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di acquisizione, ai sensi del combinato disposto degli artt. 54, commi 1 e 5, del citato d.P.R., e 29, comma 3, del d.lgs. n. 150 del 2011. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 9871 del 13/04/2023 (Rv. 667494 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 9871 2023 …...
Pagamento anticipato del premio in unica soluzione – Cass. n. 6413/2023
Prescrizione civile - termine - prescrizione ordinaria decennale - assicurazione - assicurazione sulla vita - in genere - Pagamento anticipato del premio in unica soluzione - Cessazione "ante tempus" del rischio - Diritto alla restituzione del premio per il periodo non goduto - Sussistenza - Conseguenze in ordine alla prescrizione.   Nell'assicurazione sulla vita il premio è commisurato all'età del portatore del rischio e alla durata del contratto, sicché, se il premio è stato pagato anticipatamente in un'unica soluzione e il rischio cessa "ante tempus", la frazione di premio corrisposta a copertura dei rischi che non possono più verificarsi costituisce un pagamento "sine causa", con conseguente soggezione all'ordinario termine di prescrizione decennale del diritto di credito alla relativa restituzione. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 6413 del 03/03/2023 (Rv. 667209 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2952, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_1899, Cod_Civ_art_1897, Cod_Civ_art_1882, Cod_Civ_art_2033   Corte Cassazione 6413 2023 …...
Motivo di appello sulla sospensione – Cass. n. 32683/2022
Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi - cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Prescrizione - Motivo di appello sulla sospensione - Valutazione officiosa del termine di decorrenza della prescrizione - Necessità - Fondamento - Mancata proposizione di censure - Giudicato interno - Esclusione - Ragioni.   Qualora il motivo di appello si incentri su una violazione della disciplina sulla sospensione della prescrizione (in particolare, con riguardo all'occultamento doloso del debito contributivo, ai sensi dell'art. 2941, comma 1, n. 8, c.c.), l'intera fattispecie della prescrizione, anche con riguardo alla decorrenza del "dies a quo", rimane "sub iudice" e rientra, pertanto, nei poteri del giudice di secondo grado valutare d'ufficio, sulla scorta degli elementi ritualmente acquisiti, la corretta individuazione del termine iniziale della prescrizione, in quanto aspetto logicamente preliminare rispetto alla sospensione dedotta con l'impugnazione; inoltre, la mancata proposizione di specifiche censure non determina la formazione del giudicato interno sul "dies a quo" della prescrizione dei contributi (nella specie, differito dal d.p.c.m. 4 giugno 2009, in applicazione dell'art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 241 del 1997), giacché il giudicato, destinato a formarsi su un'unità minima di decisione che ricollega a un fatto, qualificato da una norma, un determinato effetto, investe la statuizione che dichiara prescritto un diritto e non le mere affermazioni, inidonee a costituire una decisione autonoma, sui singoli elementi della fattispecie estintiva, come la decorrenza del "dies a quo". Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 32683 del 07/11/2022 (Rv. 666218 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2941, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2946, Cod_Proc_Civ_art_342   Corte Cassazione 32683 2022 …...
Mero deposito in cancelleria del ricorso per decreto ingiuntivo – Cass. n. 27944/2022
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Prescrizione civile - Interruzione - Ricorso per decreto ingiuntivo - Deposito in cancelleria - Insufficienza - Notifica al debitore ingiunto - Necessità - Ragioni.   Il mer del ricorso per decreto ingiuntivo non è idoneo a spiegare efficacia interruttiva della prescrizione, potendo riconoscersi tale effetto alla sola notificazione del ricorso medesimo e del pedissequo decreto, quale espressione della volontà dell'istante, manifestata al debitore, di interrompere la situazione di inerzia che conduce all'estinzione del diritto. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 27944 del 23/09/2022 (Rv. 665729 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2946, Cod_Proc_Civ_art_633, Cod_Proc_Civ_art_643   Corte Cassazione 27944 2022 …...
Pluralità di contratti a termine illegittimamente apposto – Cass. n. 27331/2022
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Pluralità di contratti a termine - Illegittimità del termine - Conversione in un unico contratto - Indennità forfettizzata ex art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010 - Prescrizione ordinaria - Applicabilità - Azione di nullità del termine - Imprescrittibilità.   Nell'ipotesi di pluralità di contratti a termine illegittimamente apposto, con la conseguente conversione in unico contratto a tempo indeterminato, il diritto al pagamento dell'indennità "forfetizzata" e "onnicomprensiva", prevista dall'art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, si distingue da quello imprescrittibile a far valere la nullità del termine ed è soggetto al termine di prescrizione ordinario, essendo inapplicabili i termini prescrizionali stabiliti dagli artt. 2948, n. 4, 2955, n. 2, e 2956, n. 1, c.c. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 27331 del 16/09/2022 (Rv. 665484 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2948, Cod_Civ_art_2955, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2956   Corte Cassazione 27331 2022 …...
Modifica della disciplina normativa – Cass. n. 27015/2022
Prescrizione civile - termine - Modifica della disciplina normativa - Prolungamento o abbreviazione - Applicabilità al termine già iniziato a decorrere - Differenze - Fondamento.   La legge che modifica il termine di prescrizione di un diritto, in assenza di apposita disciplina transitoria, è applicabile anche ai diritti già sorti al momento della sua entrata in vigore (e non ancora estinti) ove preveda un termine più lungo del precedente e non anche se ne introduca uno più breve, tenuto conto che il principio di irretroattività non osta all'applicazione della legge sopravvenuta ai rapporti sorti anteriormente che non abbiano ancora esaurito i loro effetti, ma soltanto all'elisione degli effetti già verificatisi o in corso di verificazione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 27015 del 14/09/2022 (Rv. 665928 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 27015 2022 …...
Istanza di rimborso del credito – Cass. n. 24655/2022
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta - rimborsi - Credito esposto in dichiarazione - Istanza di rimborso del credito - Richiesta di compensazione - Equiparabilità - Esclusione - Fondamento - Applicabilità del termine di prescrizione decennale - Esclusione - Fattispecie.   La domanda di rimborso del credito IVA deve essere tenuta distinta da quella di compensazione dell'imposta con altro debito fiscale, sicché, laddove l'istanza del contribuente sia formulata in termini di compensazione, e non denoti l'inequivocabile volontà di ottenere il rimborso del credito, mediante l'indicazione dello stesso nel quadro "RX4" nella dichiarazione annuale, non si applica - salvo ipotesi eccezionali in cui la compensazione non può più essere effettuata (ad es., per cessazione dell’attività o morte del contribuente) - il termine ordinario decennale di prescrizione, bensì quello di decadenza biennale previsto dall'art. 21, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva applicato il termine decadenziale biennale, in quanto la società contribuente non aveva compilato il quadro "RX4", bensì il campo "VX5", relativo all'IVA da portare in detrazione). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 24655 del 10/08/2022 (Rv. 665796 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 24655 2022 …...
Diritto al rimborso del credito ILOR – Cass. n. 20605/2022
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta – rimborsi - Diritto al rimborso del credito ILOR - Prescrizione del credito - Rilevabilità d'ufficio - Esclusione - Fondamento e conseguenze.   Il diritto al rimborso di un credito Ilor rientra nella libera disponibilità del contribuente sicché, presentata tempestivamente l'istanza di rimborso, la prescrizione dello stesso, derivante dalle regole generali e non prevista specificamente a favore dell'Amministrazione finanziaria, non è rilevabile d'ufficio né deducibile per la prima volta nel giudizio di appello, ostandovi il disposto di cui all'art. 57 del d.lgs. n. 546 del 1992. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 20605 del 27/06/2022 (Rv. 665132 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 20605 2022 …...
Superfluità della denuncia da parte del committente – Cass. n. 19343/2022
Appalto (contratto di) - rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore) - decadenza dalla garanzia - prescrizione del diritto del committente - Riconoscimento dell'esistenza dei vizi - Conseguenze - Superfluità della denuncia da parte del committente - Mancanza dell'impegno ad eliminarli - Applicabilità dei termini brevi di prescrizione - Sussistenza.   Il semplice riconoscimento dei vizi e delle difformità dell'opera da parte dell'appaltatore implica la superfluità della tempestiva denuncia da parte del committente, ma da esso non deriva automaticamente, in mancanza di un impegno in tal senso, l'assunzione in capo all'appaltatore dell'obbligo di emendare l'opera, che, ove configurabile, è una nuova e distinta obbligazione soggetta al termine di prescrizione decennale; ne consegue che il predetto riconoscimento non impedisce il decorso dei termini brevi della prescrizione previsti in tema di appalto. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 19343 del 16/06/2022 (Rv. 664999 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1666, Cod_Civ_art_1667, Cod_Civ_art_1669, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 19343 2022 …...
Possibilità legale di esercizio del diritto – Cass. n. 13343/2022
Prescrizione civile - decorrenza - Possibilità legale di esercizio del diritto - Rilevanza - Incertezze giurisprudenziali - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.   L'impossibilità di far valere il diritto - alla quale l'art. 2935 c.c. attribuisce la rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione - è solo quella che deriva da cause giuridiche che ostacolino l'esercizio del diritto stesso, essendo irrilevanti le incertezze giurisprudenziali circa le modalità di esercizio o la qualificazione dell'azione, le quali non precludono l'esercizio immediato del diritto, ma rappresentano un mero impedimento di fatto. (Nella specie, la S.C. ha escluso che, ai fini della decorrenza del termine decennale di prescrizione dell'azione di risarcimento del danno derivante da tardiva ed incompleta attuazione delle direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE concernenti il compenso spettante ai medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari, assumano rilievo le incertezze giurisprudenziali in ordine al soggetto passivamente legittimato, alla natura della responsabilità dello Stato ed al giudice interno munito di giurisdizione). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 13343 del 28/04/2022 (Rv. 664637 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 13343 2022 …...
Indennizzo dovuto per la reiterazione dei vincoli espropriativi – Cass. n. 13390/2022
Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - procedimento - liquidazione dell’indennità - determinazione (stima) - in genere - Reiterazione di vincoli espropriativi prima dell'entrata in vigore del d.P.R. n. 327 del 2001 - Azione per ottenere l'indennizzo - Prescrizione decennale - Decorrenza dalla reiterazione del vincolo - Sentenza della Corte costituzionale n. 179 del 1999 - Irrilevanza - Fondamento.   In tema di espropriazione per pubblica utilità, l'indennizzo dovuto per la reiterazione dei vincoli espropriativi prima dell'entrata in vigore del d.P.R. n. 327 del 2001 si prescrive nel termine ordinario decennale, decorrente dalla reiterazione di ciascun vincolo, che costituisce la prima manifestazione del danno, non rilevando che l'azione non fosse esercitabile prima della sentenza della Corte costituzionale 20 maggio 1999, n. 179, trattandosi di mero ostacolo di fatto alla proposizione della domanda, privo di effetti interruttivi o sospensivi della durata della prescrizione. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13390 del 28/04/2022 (Rv. 664760 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 13390 2022 …...
Anticipazione del termine per convertire le Lire in Euro – Cass. n. 3592/2022
Credito - istituti o enti di credito - banca d’Italia - attività' - azione di controllo sulla moneta e sul credito - Art. 26 del d.l. n. 201 del 2011 - Anticipazione del termine per convertire le Lire in Euro - Dichiarazione di illegittimità costituzionale - "Reviviscenza" della disciplina previgente - Esclusione - Conseguenze.   In seguito alla sentenza della Corte costituzionale n. 216 del 2015 con cui è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 26 del d.l. n. 201 del 2011, conv., con modif., dalla l. n. 214 del 2011, il quale, in deroga alle disposizioni di cui agli artt. 3 della l. n. 96 del 1997 e 52 ter del d.lgs. n. 213 del 1998, aveva anticipato al 6 dicembre 2011 il termine entro il quale era consentito convertire in Euro le Lire ancora in circolazione (originariamente fissato al 28 febbraio 2012), non si è verificata la "reviviscenza" della disciplina precedente, ma si è determinato un "vuoto" normativo in ordine al termine di prescrizione di un diritto soggettivo, che deve ritenersi colmato in applicazione della regola generale sulla durata decennale di cui all'art. 2946 c.c.. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3592 del 04/02/2022 (Rv. 663776 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 3592 2022 …...
Specifica indicazione del tipo legale e della durata – Cass. n. 1980/2022
Prescrizione civile - Prescrizione estintiva - Specifica indicazione del tipo legale e della durata - Omissione - Conseguenze - Interpretazione del giudice di merito della volontà delle parti - Necessità - Onere di allegazione e prova dei fatti interruttivi - A carico del creditore erariale.   Anche in materia tributaria trova applicazione il principio secondo cui, a fronte della natura estintiva della prescrizione eccepita dal contribuente, l'individuazione del termine legale applicabile è rimessa al giudice di merito, il quale, in difetto di specifica precisazione, è comunque tenuto ad interpretare la volontà della parte nella formulazione della relativa eccezione e a verificare la maturazione o meno della prescrizione, avuto riguardo agli atti di esercizio della potestà impositiva ed eventualmente interruttivi, il cui onere di allegazione e prova grava sul creditore erariale. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 1980 del 24/01/2022 (Rv. 663664 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948, Cod_Civ_art_2697   Corte Cassazione 1980 2022 …...
Danno subito dal compratore a causa dei vizi della cosa venduta – Cass. n. 1218/2022
Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta (nozione, distinzioni) - effetti della garanzia - risarcimento del danno - Danno subito dal compratore a causa dei vizi della cosa venduta - Esercizio della sola azione di risarcimento - Ammissibilità - Condizioni.   Il compratore, che abbia subito un danno a causa dei vizi della cosa, può rinunciare a proporre l’azione per la risoluzione del contratto o per la riduzione del prezzo ed esercitare la sola azione di risarcimento del danno dipendente dall’inadempimento del venditore, sempre che in tal caso ricorrano tutti i presupposti dell’azione di garanzia e, quindi, siano dimostrate la sussistenza e la rilevanza dei vizi ed osservati i termini di decadenza e di prescrizione ed, in genere, tutte le condizioni stabilite per l'esercizio di tale azione. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 1218 del 17/01/2022 (Rv. 663573 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1494, Cod_Civ_art_1495, Cod_Civ_art_2944, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 1218 2022 …...
Richiesta di remissione alla CGUE della questione – Cass. n. 39421/2021
Comunità europea - giudice nazionale - rimessione degli atti - in genere - Risarcimento del danno da tardiva attuazione direttive europee in tema di compenso ai medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari - Richiesta di remissione alla CGUE della questione della data di decorrenza del termine di prescrizione di tale diritto - Manifesta infondatezza - Fondamento.   In tema di risarcimento del danno derivante da tardiva ed incompleta attuazione delle direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE concernenti il compenso spettante ai medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari, è manifestamente infondata la richiesta di rimessione alla Corte di giustizia dell’Unione europea della questione se il termine di prescrizione del diritto al risarcimento debba decorrere non dall'entrata in vigore della l. n. 370 del 1999 (vale a dire, dal 19 ottobre 1999), ma dalla successiva data in cui la giurisprudenza di legittimità ha individuato con certezza il soggetto passivamente legittimato ed il giudice interno munito di giurisdizione in ordine alla relativa domanda; infatti, anche prima di tale data non vi erano dubbi sulla legittimazione passiva dello Stato e, comunque, qualsiasi controversia in materia di giurisdizione poteva essere risolta mediante lo strumento del regolamento di giurisdizione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 39421 del 13/12/2021 (Rv. 663576 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946   Corte Cassazione 39421 2021 …...
Interruzione della prescrizione per deposito del ricorso – Cass. n. 24891
Responsabilità patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - revocatoria ordinaria (azione pauliana); rapporti con la simulazione - prescrizione - Azione revocatoria ordinaria - Procedimento sommario di cognizione - Interruzione della prescrizione - Decorrenza dal deposito del ricorso - Configurabilità - Sussistenza - Fondamento.   In caso di proposizione di azione revocatoria ordinaria mediante ricorso ex art. 702 bis c.p.c., il termine di prescrizione è validamente interrotto dal deposito del ricorso nella cancelleria del giudice adito, atteso, per un verso, che nell'instaurazione del rapporto processuale (rilevante ai fini della individuazione del giudice previamente adìto in caso di litispendenza: art.39, ult. comma, c.p.c.) deve individuarsi l'espressione della volontà dell’attore di interrompere la condizione di inerzia che conduce all'estinzione del diritto per prescrizione, e considerato, per altro verso, che il dato letterale secondo cui, ai fini dell’effetto interruttivo della prescrizione, rileva la "notificazione" dell'atto con cui si inizia il giudizio (art.2943 c.c.), deve essere inteso come corrispondente al binomio proposizione della domanda/pendenza del giudizio, avuto riguardo alla circostanza che nell'impianto originario del codice di rito civile predominava il modello del processo ordinario instaurato con citazione, sicché la notificazione dell'atto con cui esso era introdotto costituiva la modalità "naturale" di proporre la domanda. Corte di Cassazione, Sez. 3 -, Sentenza n. 24891 del 15/09/2021 (Rv. 662206 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2901, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2946, Cod_Proc_Civ_art_39, Cod_Proc_Civ_art_702 bis   Corte Cassazione 24891 2021 …...
Azione giudiziaria per il rispetto delle - Imprescrittibilità – Cass. n. 15142/2021
Proprieta' - limitazioni legali della proprieta' - rapporti di vicinato - distanze legali (nozione) - azione giudiziaria per il rispetto delle - Imprescrittibilità - Fondamento. I poteri inerenti al diritto di proprietà, incluso quello di esigere il rispetto delle distanze, non si estinguono per il decorso del tempo, salvi gli effetti dell'usucapione del diritto a mantenere la costruzione di distanza inferiore a quella legale: ne consegue che anche la domanda volta ad ottenere il rispetto delle distanze legali è imprescrittibile, trattandosi di azione reale modellata sullo schema dell'"actio negatoria servitutis", rivolta non ad accertare il diritto di proprietà dell'attore, ma a respingere l'imposizione di limitazioni a carico della proprietà suscettibili di dar luogo a servitù. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15142 del 31/05/2021 (Rv. 661404 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0948, Cod_Civ_art_0949, Cod_Civ_art_2946 …...
Domanda di rimborso di crediti di imposta su dividendi di fonte italiana – Cass. n. 14763/2021
Riscossione delle imposte - riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - modalita' di riscossione - versamento diretto - rimborsi - in genere Domanda di rimborso di crediti di imposta su dividendi di fonte italiana - Società sedente in Gran Bretagna - Termine - Mancata previsione nel diritto interno e nella Convenzione tra Italia e Regno Unito del 21 ottobre 1988 contro le doppie imposizioni - Conseguenze - Applicazione dell'art. 2946 c.c. - Sussistenza - Disparità di trattamento tra residenti e non - Esclusione - Fondamento. La richiesta di rimborso di crediti di imposta su dividendi di fonte italiana percepiti da società con sede nel Regno Unito e priva di stabile organizzazione nel territorio statale, in assenza di espresse previsioni nell'ordinamento interno e nella Convenzione tra Repubblica italiana e Regno unito di Gran Bretagna e d'Irlanda, per evitare le doppie imposizioni, ratificata con l. n. 329 del 1990, è soggetta al termine di prescrizione decennale di cui all'art. 2946 c.c., non essendo applicabile in via analogica o estensiva né il termine di decadenza di cui all'art. 43, d.P.R. n. 603 del 1972, né quello di cui all'art. 43,d.P.R. n. 600 del 1973, senza che ciò comporti disparità di trattamento tra residenti e non in ordine al termine di verifica dell'esistenza del credito da parte dell'Amministrazione, essendo esclusa, dai giudici unionali, la configurabilità di illegittime restrizioni al principio di libera circolazione dei capitali ancorate al prolungamento dei termini di rettifica fiscale. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 14763 del 27/05/2021 (Rv. 661525 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946 …...
Rapporto di agenzia - Indennità sostitutiva del preavviso – Cass. n. 14062/2021
Agenzia (contratto di) - scioglimento del contratto - recesso - preavviso - Rapporto di agenzia - Indennità sostitutiva del preavviso - Prescrizione quinquennale - Applicabilità - Fondamento. In tema di contratto di agenzia, l'indennità sostitutiva del preavviso, spettante all'agente al momento della cessazione del rapporto, è assoggettata alla prescrizione quinquennale ex art. 2948, n. 5, c.c. e non all'ordinario termine decennale, in ragione dell'esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall'eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti in occasione della chiusura del rapporto. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 14062 del 21/05/2021 (Rv. 661253 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1750, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948 …...
Formazione dello stato passivo - Insinuazione al passivo – Cass. n. 13767/2021
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passivita' fallimentari (accertamento del passivo) - formazione dello stato passivo - Insinuazione al passivo - Credito tributario - Prescrizione maturata dopo la notificazione della cartella - Eccezione del curatore in sede di ammissione al passivo - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento. L'eccezione di prescrizione del credito tributario maturata successivamente alla notifica della cartella di pagamento, sollevata dal curatore in sede di ammissione al passivo fallimentare, è devoluta alla cognizione del giudice ordinario e non già di quello tributario, segnando la notifica della cartella il consolidamento della pretesa fiscale e l'esaurimento del potere impositivo. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13767 del 20/05/2021 (Rv. 661448 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2953 …...
Azione di ripetizione dell’indebito da parte del correntista – Cass. n. 3858/2021
Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - Apertura di credito - Azione di ripetizione dell’indebito da parte del correntista - Versamento sul conto corrente - Imputazione degli interessi - Art. 1194 comma 2 c.c.- Applicabilità - Condizioni. Nei contratti di conto corrente bancario cui acceda un'apertura di credito il meccanismo di imputazione del pagamento degli interessi, di cui all'art. 1194, comma 2, c.c., trova applicazione solo in presenza di un versamento avente funzione solutoria in quanto eseguito su un conto corrente avente un saldo passivo che ecceda i limiti dell'affidamento, sicchè non può mai configurarsi una siffatta imputazione, quando l'annotazione degli interessi avvenga sul conto corrente che presenti un passivo rientrante nei limiti dell'affidamento, avendo la relativa rimessa una mera funzione ripristinatoria della provvista. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 3858 del 15/02/2021 (Rv. 660509 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_1823, Cod_Civ_art_1422, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_1194, Cod_Civ_art_1843, Cod_Civ_art_1827 …...
Imputazione pagamento – Cass. n. 3644/2021
Obbligazioni in genere - adempimento - pagamento - imputazione - Facoltà da esercitare al momento del pagamento - Sussistenza - Esercizio successivo - Condizioni - Estinzione per prescrizione - Inconfigurabilità. L'imputazione del pagamento è una facoltà che inerisce ad un rapporto obbligatorio di debito - credito principale che va esercitata dal debitore all'atto del pagamento a pena di inefficacia e che, se esercitata successivamente, è efficace solo se vi sia il consenso del creditore, senza che possa configurarsi una prescrizione della facoltà di imputazione, potendo venire in rilievo esclusivamente la prescrizione del diritto di credito cui essa inerisce. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 3644 del 12/02/2021 (Rv. 660502 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1193, Cod_Civ_art_1194, Cod_Civ_art_1195, Cod_Civ_art_1196, Cod_Civ_art_2946 …...
Accertamento del passivo - Somme iscritte a ruolo - Cass. n. 25028/2020
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività' fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - domanda - Accertamento del passivo - Somme iscritte a ruolo - Cartella di pagamento notificata dall'agente della riscossione alla società "in bonis" successivamente fallita - Novazione del credito - Insussistenza - Prescrizione decennale - Esclusione - Ragioni. Ai fini dell'ammissione al passivo fallimentare di somme iscritte a ruolo, l'eventuale notifica della cartella di pagamento (ovvero di altro atto di riscossione coattiva) da parte dell'agente della riscossione nei confronti della società "in bonis" successivamente fallita, non produce effetto novativo della natura del credito, il quale resta assoggettato alla sua specifica disciplina anche in ordine al regime prescrizionale, sicché qualora sia prevista una prescrizione più breve di quella ordinaria, non si rende applicabile il termine decennale di cui all'art. 2953 c.c., salvo che in presenza di un accertamento divenuto definitivo per il passaggio in giudicato di una sentenza. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 25028 del 09/11/2020 (Rv. 659731 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2953, (Legge Falliment. art. 93 = Dlgs_14_2019_art_201) Accertamento  passivo corte cassazione 25028 2020 …...
Azione di ripetizione dell'indebito dell'intermediario – Cass. n. 23448/2020
Contratti di borsa - Nullità di contratto quadro ed ordini - Restituzioni di titoli e cedole - Azione di ripetizione dell'indebito dell'intermediario - Prescrizione - Decorrenza. In tema di intermediazione finanziaria, la prescrizione dell'azione dell'intermediario volta alla restituzione dei titoli acquistati conseguente all'accertamento della nullità del contratto di investimento finanziario decorre ex art. 2935 c.c. da quando la nullità, quale azione di parte, o l'omologo rilievo officioso siano intervenuti, pur se ciò determina che la domanda di ripetizione assuma portata dipendente dal giudizio promosso dall'investitore. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 23448 del 26/10/2020 (Rv. 659602 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1422, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2037, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2935 corte cassazione 23448 2020 …...
Prescrizione dei contributi previdenziali – Cass. n. 18661/2020
Previdenza (assicurazioni sociali) - danni per omessa assicurazione - risarcimento Omissione contributiva - Azione risarcitoria del lavoratore - Prescrizione decennale - Applicabilità - Decorrenza - Data di prescrizione dei contributi previdenziali - Rilevanza. L'azione risarcitola del prestatore di lavoro nei confronti del datore che abbia omesso il versamento dei contributi si prescrive nell'ordinario termine decennale, decorrente dalla data di prescrizione del credito contributivo dell'INPS, senza che rilevi la conoscenza o meno da parte del lavoratore della omissione contributiva. Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 18661 del 08/09/2020 (Rv. 658645 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 CORTE CASSAZIONE 18661 2020 …...
Imposta di registro - Riscossione - Credito erariale - Cass. n. 12740/2020
Prescrizione civile - termine - prescrizione ordinaria decennale irpef - iva - irap - Imposta di registro - Riscossione - Credito erariale - Prescrizione - Termine ordinario decennale - Applicabilità - Fondamento. - tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - accertamento e riscossione. In tema IRPEF, IVA, IRAP ed imposta di registro, il credito erariale per la loro riscossione si prescrive nell'ordinario termine decennale assumendo rilievo, quanto all’imposta di registro, l'espresso disposto di cui all'art. 78 del d.P.R. n. 131 del 1986 e, quanto alle altre imposte dirette, l’assenza di un'espressa previsione, con conseguente applicabilità dell'art. 2946 c.c., non potendosi applicarsi l’estinzione per decorso quinquennale prevista dall'art. 2948, comma 1, n. 4, c.c. "per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi", in quanto l'obbligazione tributaria, pur consistendo in una prestazione a cadenza annuale, ha carattere autonomo ed unitario ed il pagamento non è mai legato ai precedenti bensì risente di nuove ed autonome valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti impositivi. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 12740 del 26/06/2020 (Rv. 658066 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948 corte cassazione 12740 2020 …...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento – Cass. n. 12637/2020
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilita' dell'inadempimento, colpa o dolo  Rigetto della domanda di risoluzione - Conseguenze - Divieto di chiedere l'adempimento - Esclusione - Fondamento - Decorrenza di nuovo termine prescrizionale per l'adempimento - Sussistenza. Il divieto, posto dall'articolo 1453 c.c., di chiedere l'adempimento, una volta domandata la risoluzione del contratto, viene meno e non ha più ragion d'essere quando la domanda di risoluzione venga rigettata, rimanendo in vita in tal caso il vincolo contrattuale e risorgendo l'interesse alla esecuzione della prestazione, con inizio del nuovo termine prescrizionale del diritto di chiedere l'adempimento. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 12637 del 25/06/2020 (Rv. 658273 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1455, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2946 corte cassazione 12637 2020 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso – Cass. n. 20869/2020
Censura di omesso esame dell'eccezione di prescrizione - Specificazione del motivo di ricorso - Onere del ricorrente - Contenuto. In tema di ricorso per cassazione, il ricorrente che censuri la statuizione del giudice d'appello per aver ritenuto precluso l'esame dell'eccezione di prescrizione, oggetto di pronuncia di rigetto da parte del tribunale, perché non formulata con apposito motivo di appello incidentale, ha l'onere di specificare nel ricorso le ragioni per cui ritiene errata tale statuizione, il tenore della sua eccezione, il tempo e il luogo della sua deduzione, evidenziandone la tempestività nonché le ragioni del rigetto (ovvero gli elementi da cui desumere il suo omesso esame), non potendosi limitare a rinviare agli atti delle precedenti fasi del processo. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 11659 del 16/06/2020 (Rv. 658073 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2948, Cod_Proc_Civ_art_360_1 CORTE CASSAZIONE 11659 2020 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Cass. n. 20869/2020
Rapporto di convivenza - Prescrizione - Termine - Decorrenza. Nell'ambito del rapporto di convivenza "more uxorio", il termine di prescrizione dell'azione di ingiustificato arricchimento decorre non dai singoli esborsi, bensì dalla cessazione della convivenza. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11303 del 12/06/2020 (Rv. 658159 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2034, Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2946 CORTE CASSAZIONE 11303 2020 …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - organi preposti al fallimento - curatore - obblighi - responsabilita' - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 10093 del 28/05/2020 (Rv. 657710 - 01)
Amministrazione straordinaria - Azione di responsabilità nei confronti del commissario straordinario - Prescrizione ordinaria - Applicabilità - Fondamento. In tema di amministrazione straordinaria, l'azione di responsabilità promossa nei confronti del commissario straordinario per inosservanza dei doveri di perizia connessi all'espletamento dell'incarico professionale è soggetta al termine di prescrizione decennale stabilito dall'art. 2946 c.c., venendo in rilievo una forma di responsabilità contrattuale derivante dalla violazione di obblighi legali in una situazione di contatto qualificato. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 10093 del 28/05/2020 (Rv. 657710 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2946 …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - domande conseguenti alla cassazione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9245 del 20/05/2020 (Rv. 657686 - 01)
Azione di restituzione ex art. 389 c.p.c. - Configurabilità della ripetizione d'indebito - Esclusione - Prescrizione - Termine. L'azione di restituzione proposta, a norma dell'art. 389 c.p.c., dalla parte vittoriosa nel giudizio di cassazione, in relazione alle prestazioni eseguite in base alla sentenza d'appello poi annullata, non è riconducibile allo schema della ripetizione d'indebito ed è soggetta all'ordinario termine decennale di prescrizione. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 9245 del 20/05/2020 (Rv. 657686 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2946, Cod_Proc_Civ_art_389 …...
Riscossione delle entrate patrimoniali - opposizione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6117 del 04/03/2020 (Rv. 657275 - 01)
Cartella di pagamento - Subentro di Agenzia dell'Entrate Riscossione quale nuovo concessionario - Conseguenze - Applicabilità del regime ordinario di prescrizione "ex" art. 2946 c.c. - Esclusione - Fondamento. In tema di riscossione dei tributi, il subentro dell'Agenzia delle Entrate quale nuovo concessionario non determina il mutamento della natura del credito, che resta assoggettato per legge ad una disciplina specifica anche quanto al regime prescrizionale, caratterizzato dal principio di ordine pubblico dell'irrinunciabilità della prescrizione; pertanto, in assenza di un titolo giudiziale definitivo che accerti con valore di giudicato l'esistenza del credito, continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione quinquennale prevista dall'art. 28 l. n. 689 del 1981, invece che la regola generale sussidiaria di cui all'art. 2946 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 6117 del 04/03/2020 (Rv. 657275 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946 …...
Impiego pubblico - accesso ai pubblici impieghi in genere – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 5740 del 03/03/2020 (Rv. 657303 - 01)
Pubblico impiego privatizzato - Abusiva reiterazione di contratti a termine - Danno ex art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001 - Natura contrattuale - Conseguenze sul regime prescrizionale. Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - In genere. In materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, il danno risarcibile di cui all'art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, derivante dalla prestazione in violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori da parte della P.A, ha origine contrattuale e il relativo diritto è pertanto assoggettato all'ordinario termine di prescrizione decennale. Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 5740 del 03/03/2020 (Rv. 657303 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2946 …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3314 del 11/02/2020 (Rv. 656891 - 05)
Presupposto dell'indebito - Pagamento in assenza del vincolo obbligatorio - Necessità - Ipotesi - Equiparazione della dichiarazione di incostituzionalità di disposizione di legge - Termine di prescrizione applicabile. Prescrizione civile - termine - prescrizione ordinaria decennale. L'azione di ripetizione dell'indebito presuppone l'inesistenza dell'obbligazione adempiuta, derivante dall'assenza originaria di un titolo negoziale che la giustifichi o dal suo successivo venir meno a seguito di annullamento, rescissione o inefficacia connessa ad una condizione risolutiva avveratasi, ipotesi alle quali va equiparata la declaratoria di illegittimità costituzionale della disposizione di legge in cui trovi fondamento il pagamento eseguito, così che il diritto alla restituzione dell'indebito che sorge in conseguenza della pronuncia di incostituzionalità è soggetto all'ordinario termine di prescrizione decennale. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3314 del 11/02/2020 (Rv. 656891 - 05) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2946 OBBLIGAZIONI IN GENERE NASCENTI DALLA LEGGE RIPETIZIONE DI INDEBITO   …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - indennita' - sostitutiva delle ferie - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 3021 del 10/02/2020 (Rv. 657052 - 01)
Indennità sostitutiva delle ferie non godute - Natura mista - Conseguenze - Termine decennale di prescrizione - Fondamento. L'indennità sostitutiva delle ferie non godute ha natura mista, sia risarcitoria che retributiva, a fronte della quale si deve ritenere prevalente, ai fini della verifica della prescrizione, il carattere risarcitorio, volto a compensare il danno derivante dalla perdita del diritto al riposo, cui va assicurata la più ampia tutela applicando il termine ordinario decennale, mentre la natura retributiva, quale corrispettivo dell'attività lavorativa resa in un periodo che avrebbe dovuto essere retribuito ma non lavorato, assume rilievo allorché ne debba essere valutata l'incidenza sul trattamento di fine rapporto, ai fini del calcolo degli accessori o dell'assoggettamento a contribuzione. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 3021 del 10/02/2020 (Rv. 657052 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2099, Cod_Civ_art_2109, Cod_Civ_art_2120, Cod_Civ_art_2946 LAVORO LAVORO SUBORDINATO INDENNITA'   …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - anzianita' di servizio - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 2232 del 30/01/2020 (Rv
Insegnanti - Anzianità di servizio in ruolo - Fatto giuridico insuscettibile di prescrizione - Conseguenze in tema di scatti di retribuzione collegati all'anzianità. L'anzianità di servizio in ruolo degli insegnanti configura un mero fatto giuridico, come tale insuscettibile di una prescrizione distinta da quella dei diritti patrimoniali che su di essa si fondano, con la conseguenza che, nel caso in cui il docente, prescrittosi un primo scatto di retribuzione, agisca tempestivamente per ottenere l'attribuzione di scatti successivi, questi debbono essere liquidati nella misura ad essi corrispondente, e cioè come se quello precedente, maturato ma non più dovuto per effetto della prescrizione, fosse stato corrisposto, in quanto il datore di lavoro può opporre al lavoratore la prescrizione quinquennale dei crediti relativi ai singoli aumenti ma non la prescrizione dell'anzianità di servizio quale fattispecie costitutiva di crediti ancora non prescritti. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 2232 del 30/01/2020 (Rv. 656767 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2946 LAVORO LAVORO SUBORDINATO COSTITUZIONE DEL RAPPORTO   …...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passivita' fallimentari (accertamento del passivo) - formazione dello stato passivo - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 34447 del 24/12/2019 (Rv. 656487 - 01)
Credito tributario - Prescrizione maturata dopo la notificazione della cartella - Eccezione del curatore in sede di ammissione al passivo - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento. Giurisdizione civile - giurisdizione in generale. L'eccezione di prescrizione del credito tributario maturata successivamente alla notifica della cartella di pagamento, sollevata dal curatore in sede di ammissione al passivo fallimentare, è devoluta alla cognizione del giudice delegato (in sede di verifica dei crediti) e del tribunale (in sede di opposizione allo stato passivo e di insinuazione tardiva), e non già del giudice tributario, segnando la notifica della cartella il consolidamento della pretesa fiscale e l'esaurimento del potere impositivo. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 34447 del 24/12/2019 (Rv. 656487 - 01) Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_203, Cod_Civ_art_2946 …...
Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - Cass. n. 31927/2019
Contratti bancari - Azione di ripetizione di indebito - Eccezione di prescrizione sollevata dalla banca - Natura solutoria dei versamenti - Prova del contratto di apertura di credito - Onere a carico del correntista - Acquisizione della prova nel processo - Omessa allegazione del correntista - Irrilevanza. In materia di rapporti bancari, a fronte dell'eccezione di prescrizione del credito a decorrere dalle singole rimesse, sollevata dalla banca avverso la domanda di ripetizione dell'indebito proposta dal correntista, grava su quest'ultimo la prova della natura ripristinatoria e non solutoria delle rimesse indicate, ma il giudice è comunque tenuto a valorizzare la prova della stipula di un contratto di apertura di credito purché ritualmente acquisita, indipendentemente da una specifica allegazione del correntista, perché la deduzione circa l'esistenza di un impedimento al decorso della prescrizione determinato da una apertura di credito, costituisce un'eccezione in senso lato e non in senso stretto. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 31927 del 06/12/2019 (Rv. 656479 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Civ_art_1842, Cod_Civ_art_1852, Cod_Civ_art_1194 corte cassazione 31927 2019 …...
Contratti agrari - impresa familiare coltivatrice – Cass. n. 28224/2019
Riscatto forzoso, da parte del comproprietario, della quota di fondo rustico spettante a componente, non più coltivatore, della famiglia coltivatrice - Prescrizione - Termine decennale - Decorrenza. Il diritto (ex art. 8, comma 10, legge n. 590 del 1965) del comproprietario di domandare il riscatto forzoso della quota del fondo rustico in titolarità del componente, non più coltivatore, della famiglia coltivatrice si prescrive nel termine decennale decorrente dalla scadere del quinto anno dalla cessazione della coltivazione del fondo. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 28224 del 04/11/2019 (Rv. 655583 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946 corte cassazione 28224 2019 …...
Responsabilità patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - revocatoria ordinaria (azione pau liana); rapporti con la simulazione - prescrizione - Cass. n. 22827/2019
Azione revocatoria ordinaria - Procedimento sommario di cognizione - Interruzione della prescrizione - Decorrenza dal deposito del ricorso - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. In caso di proposizione di azione revocatoria ordinaria mediante ricorso ex art. 702 bis c.p.c., il termine di prescrizione non è validamente interrotto dal solo deposito del ricorso nella cancelleria del giudice adito, atteso che, trattandosi di azione che può essere introdotta a scelta dell'attore sia con ricorso che con atto di citazione, non sussiste l'esigenza di evitare che sul soggetto che agisce in giudizio ricadano i tempi di emanazione del decreto di fissazione dell'udienza con conseguente compressione del termine assegnato dal legislatore per l'esercizio del diritto di difesa. Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 22827 del 12/09/2019 (Rv. 655301 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2901, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2946 Revocatoria Ordinaria Pauliana Azione corte cassazione 22827  2019 …...
Formazione dello stato passivo - Credito tributario – Cass. Ord. 15717/2019
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - formazione dello stato passivo - Credito tributario - Eccezione di prescrizione sollevata dopo la notificazione della cartella e il sollecito di pagamento - Giurisdizione del giudice tributario - Sussistenza - Fondamento. L'eccezione di prescrizione del credito tributario, svolta dal curatore in sede di ammissione al passivo fallimentare, successivamente alla notificazione della cartella di pagamento, costituisce un fatto estintivo dell'obbligazione che, riguardando l'"an" e il "quantum" del tributo, rientra nella cognizione del giudice tributario, a nulla rilevando l'invio al contribuente di un successivo sollecito di pagamento, non trattandosi di un atto di esecuzione forzata, la cui cognizione è demandata al giudice ordinario, bensì di un atto assimilabile all'avviso di mora ex art. 50, comma 2, del d.P.R. n. 602 del 1973, impugnabile davanti alle commissioni tributarie. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 15717 del 11/06/2019 (Rv. 654455 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_1219 …...
Tributi anteriori alla riforma del 1972 - imposte di fabbricazione - olii vegetali e minerali - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5956 del 28/02/2019
Tributi erariali diretti - in genere (tributi anteriori alla riforma del 1972) - imposte di fabbricazione - olii vegetali e minerali - Imposta versata per effetto di disposizione nazionale poi dichiarata incompatibile con direttiva comunitaria - Termine per il rimborso - Decorrenza - Fondamento - Limiti. Nell'ipotesi in cui un'accisa sia stata pagata sulla base di una norma interna successivamente dichiarata in contrasto con una direttiva europea da una sentenza della Corte di giustizia, il termine di decadenza per l'esercizio del diritto al rimborso decorre dalla data del versamento dell'imposta e non da quella, successiva, in cui è intervenuta la pronuncia, purché detta direttiva, benché non tempestivamente trasposta nell'ordinamento italiano, sia qualificabile come "self executing". Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5956 del 28/02/2019 Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2946 …...
Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019 
Territori ex italiani -Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Richiesta di revisione - Prescrizione - Termine e decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019  Il diritto dei privati di chiedere la revisione della stima, sulla base dei nuovi parametri introdotti dalla l. n. 16 del 1980 e dalla l. n. 135 del 1985, dell'indennizzo per i beni perduti all'estero in territori già appartenenti alla sovranità italiana, è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione, decorrente dall'entrata in vigore delle leggi citate, trattandosi di diritto soggettivo correlato ad un'obbligazione indennitaria "ex lege" dello Stato italiano, riconducibile all'area della responsabilità contrattuale. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019 Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946 …...
Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta – rimborsi - credito esposto in dichiarazione - istanza di rimborso del credito - richiesta di compensazione - equiparabilità - esclusione - fondamento - applicabilità del termine di prescrizione decennale - esclusione – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30168 del 22/11/2018 La domanda di rimborso del credito IVA deve essere tenuta distinta da quella di compensazione dell'imposta con altro debito fiscale, sicchè, laddove l'istanza del contribuente sia formulata in termini di compensazione, e non denoti l'inequivocabile volontà di ottenere il rimborso del credito (mediante l'indicazione del credito nel quadro "RX4" nella dichiarazione annuale), non si applica il termine ordinario decennale di prescrizione, bensì quello di decadenza biennale previsto dall'art. 21, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992. (Fattispecie relativa alla responsabilità professionale di un commercialista per la perdita del diritto al rimborso del credito IVA di una società sua cliente, dovuto all'indicazione dello stesso come credito di cui si chiedeva la compensazione). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 30168 del 22/11/2018   …...
Custode giudiziario di cose sequestrate in procedimento penale – Diritto al compenso
Prescrizione civile - decorrenza - Custode giudiziario di cose sequestrate in procedimento penale – Diritto al compenso - Prescrizione - Termine di decennale – Decorrenza – Limiti - Fondamento. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, SENTENZA N. 22362 DEL 13/09/2018 >>> Il diritto del custode giudiziario di cose sequestrate nell'ambito di un procedimento penale al compenso per l'attività svolta, che non deriva da un rapporto di diritto privato, ma da un incarico di natura pubblicistica, è correlato a una prestazione continuativa e matura di giorno in giorno, così che è soggetto a prescrizione decennale decorrente da ogni singolo giorno, a meno che nel provvedimento di conferimento sia stabilita una determinata periodicità nella corresponsione del compenso, dovendosi, in tal caso, ritenere configurabile una prestazione periodica, con conseguente applicazione del termine quinquennale di prescrizione di cui all'art. 2948, n. 4, c.c.   …...
Insufficienza del patrimonio sociale
Società - di capitali - società per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - organi sociali - amministratori - responsabilità - verso i creditori sociali - Decorso della prescrizione - Insufficienza del patrimonio sociale - Bilancio approvato - Rilevanza - Relazione dei sindaci critica - Falsità dei dati esposti in bilancio - Percepibilità da parte dei creditori sociali - Apprezzamento in fatto riservato al giudice di merito. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 1, SENTENZA N. 21662 DEL 05/09/2018 Nell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci di una società di capitali, spettante, ai sensi degli artt. 2394 e 2407 c.c., ai creditori sociali, l'insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei crediti, rilevante ai fini del decorso della prescrizione quinquennale, può risultare dal bilancio sociale che costituisce, per la sua specifica funzione, il documento informativo principale sulla situazione della società non solo nei riguardi dei soci, ma anche dei creditori e dei terzi in genere. Sicché spetta al giudice di merito, con un apprezzamento in fatto insindacabile in cassazione, accertare se la relazione dei sindaci al bilancio che abbia evidenziato l'inadeguatezza della valutazione di alcune voci - a fronte della quale l'assemblea abbia comunque deliberato la distribuzione di utili ai soci, senza rilievi da parte degli organi di controllo -, sia idonea ad integrare di per sé l'elemento della oggettiva percepibilità per i creditori circa la falsità dei risultati attestati dal bilancio sociale.   …...
Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14815 del 07/06/2018 - 2
Riconoscimento dei vizi da parte dell'appaltatore ed impegno ad eliminarli – Effetto - Insorgenza di un'autonoma obbligazione di fare – Limitazione ai soli vizi denunciati prima del riconoscimento – Estensione ai difetti scoperti successivamente – Esclusione – Fondamento - Fattispecie. L'impegno dell'appaltatore ad eliminare i vizi denunciati dal committente costituisce tacito riconoscimento degli stessi e, senza novare l'originaria obbligazione gravante sull'appaltatore, ha l'effetto di svincolare il diritto alla garanzia del committente dai termini di decadenza e prescrizione di cui all'art. 1667 c.c., costituendo fonte di un'autonoma obbligazione di "facere" che si affianca a quella preesistente legale di garanzia. Tale nuova obbligazione, però, poiché non estingue quella originaria, può concernere i soli difetti contestati dal committente, non potendosi estendere ad ogni problematica che sia sorta successivamente con riferimento all'oggetto dell'appalto. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha escluso che l'impegno dell'appaltatore a rimuovere i difetti della "res" assunto prima dell'ultimazione dell'incarico potesse riferirsi a vizi che il committente aveva scoperto dopo la fine dei lavori). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 14815 del 07/06/2018   …...
Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - retribuzione - prescrizione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 22172 del 22/09/2017
Decorrenza della prescrizione - Dalla cessazione del rapporto in assenza di stabilità reale – Successivo riconoscimento della natura subordinata – Crediti derivanti da incarichi di dirigente – Inclusione. La prescrizione dei crediti del lavoratore decorre, in assenza di un regime di stabilità reale, dalla cessazione del rapporto di lavoro e rimane sospesa in costanza dello stesso, inclusi i crediti di un lavoratore formalmente autonomo, il cui rapporto sia successivamente riconosciuto come subordinato, nonché quelli derivanti da incarichi dirigenziali. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 22172 del 22/09/2017   …...
Previdenza (assicurazioni sociali) - danni per omessa assicurazione - risarcimento – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 21302 del 14/09/2017
Azione del lavoratore per la costituzione da parte del datore di lavoro di rendita ex art. 13 della l. n. 1338 del 1962 - Prescrizione - Decorrenza - Dalla data di prescrizione dei contributi previdenziali - Mancata conoscenza da parte del lavoratore della omissione contributiva - Irrilevanza. Il diritto del lavoratore alla costituzione, a spese del datore di lavoro, la rendita vitalizia di cui all'art. 13, della l. n. 1338 del 1962, per effetto del mancato versamento da parte di quest'ultimo dei contributi previdenziali, è soggetto al termine ordinario di prescrizione, decorrente dalla data di prescrizione del credito contributivo dell'INPS, senza che rilevi la conoscenza o meno, da parte del lavoratore, della omissione contributiva. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 21302 del 14/09/2017   …...
Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - sgravi (benefici, esenzioni, agevolazioni) - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 15491 del 22/06/2017
Sgravi contributivi integranti aiuti di Stato illegali - Recupero - Prescrizione - Termine decennale ex art. 2946 c.c. - Applicazione - Fondamento. Agli effetti del recupero degli sgravi contributivi concessi alle imprese su contratti di formazione e lavoro, integranti aiuti di Stato incompatibili col mercato comune, opera il termine ordinario di prescrizione decennale di cui all'art. 2946 c.c., decorrente dalla notifica alla Repubblica Italiana della decisione comunitaria di recupero, atteso che, ai sensi degli artt. 14 e 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, come interpretati dalla giurisprudenza comunitaria, le procedure di recupero sono regolate dal diritto nazionale, nel rispetto del principio di equivalenza fra le discipline, comunitaria e interna, nonché del principio di effettività del rimedio. Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 15491 del 22/06/2017   …...
Vendita - obbligazioni del venditore - garanzia per i vizi della cosa venduta (nozione, distinzioni) - termini e condizioni dell'azione - prescrizione dell'azione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14005 del 06/06/2017
Impegno del venditore ad eliminare i vizi - Accettazione del compratore - Effetti - Insorgenza di un'autonoma obbligazione di fare - Conseguenze. In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, di cui all'art. 1490 c.c., qualora il venditore si impegni ad eliminare i vizi e l'impegno sia accettato dal compratore, sorge un'autonoma obbligazione di "facere", che, ove non estingua per novazione la garanzia originaria, a questa si affianca, rimanendo ad essa esterna e, quindi, non alterandone la disciplina. Ne consegue che, in tale ipotesi, anche considerato il divieto dei patti modificativi della prescrizione, sancito dall'art. 2936 c.c., l'originario diritto del compratore alla riduzione del prezzo ed alla risoluzione del contratto resta soggetto alla prescrizione annuale, di cui all'art. 1495 c.c., mentre l'ulteriore suo diritto all'eliminazione dei vizi ricade nella prescrizione ordinaria decennale. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14005 del 06/06/2017   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredita' (pura e semplice) - diritto di accettazione – Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 4695 del 23/02/2017
Prescrizione - Sopravvenienza di beni nell’asse – Irrilevanza. In tema di successioni "mortis causa", non influisce sulla decorrenza del termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità, di cui all’art. 480 c.c., la sopravvenienza di beni nell'asse ereditario, atteso che tale circostanza, pur potendo incidere sull’interesse concreto del chiamato a subentrare nella posizione giuridica del defunto, non esclude la giuridica possibilità di accettare l’eredità, stante il carattere universale del fenomeno successorio, che comprende non solo i rapporti attivi, ma anche quelli passivi facenti capo al “de cuius”, e rende, pertanto, irrilevante, ai fini dell’applicabilità del comma 2 della detta norma, la mera ignoranza circa l'effettiva consistenza dell’asse relitto. Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 4695 del 23/02/2017   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'er' (pura e semplice) - diritto di accettazione – prescrizione - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4695 del 23/02/2017
Sopravvenienza di beni nell’asse – Irrilevanza. In tema di successioni "mortis causa", non influisce sulla decorrenza del termine di prescrizione per l’accettazione dell’eredità, di cui all’art. 480 c.c., la sopravvenienza di beni nell'asse errio, atteso che tale circostanza, pur potendo incidere sull’interesse concreto del chiamato a subentrare nella posizione giuridica del defunto, non esclude la giuridica possibilità di accettare l’eredità, stante il carattere universale del fenomeno successorio, che comprende non solo i rapporti attivi, ma anche quelli passivi facenti capo al “de cuius”, e rende, pertanto, irrilevante, ai fini dell’applicabilità del comma 2 della detta norma, la mera ignoranza circa l'effettiva consistenza dell’asse relitto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4695 del 23/02/2017   …...
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta - rimborsi - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4559 del 22/02/2017
Credito esposto in dichiarazione – Necessità di istanza di rimborso – Esclusione – Applicabilità di termine decadenziale biennale – Esclusione – Fattispecie in tema di errore nella successiva dichiarazione. In tema d'IVA, ove il credito di imposta sia già desumibile dalle dichiarazioni del contribuente e non sia contestato dall'Amministrazione finanziaria, non è necessaria una specifica istanza di rimborso, che costituisce solo il presupposto di esigibilità per l'avvio del relativo procedimento, per cui non trova applicazione il termine biennale di decadenza previsto dall’art. 21, comma 2, ultima parte, del d.lgs. n. 546 del 1992, ma solo quello di prescrizione decennale ex art. 2946 c.c. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, che negava il rimborso invocando il termine decadenziale biennale, in quanto il credito del contribuente emergeva dalla dichiarazione dell’anno 2001, non contestata dall’Ufficio, sebbene non fosse stato riportato, per un mero errore di compilazione, nella dichiarazione annuale IVA dell’anno successivo). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4559 del 22/02/2017   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - indegnita' di succedere - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24252 del 29/11/2016
Azione per la pronuncia dell'indegnità - Prescrizione decennale - Ipotesi di cui all'art. 463 n. 6 c.c. - Decorrenza - Individuazione - Riferimento all'apertura della successione - Esclusione - Criteri - Fattispecie. Nell'ipotesi di azione volta ad ottenere la pronunzia dell'indegnità a succedere in ragione della formazione o dell'uso di un testamento falso (art. 463 n. 6 c.c.), il termine decennale di prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il soggetto legittimato ad esercitare la stessa abbia la ragionevole certezza e consapevolezza sia della circostanza che una parte pretenda di essere erede e si qualifichi come tale in forza di un testamento che si ha motivo di ritenere falso, sia del proprio diritto a conseguire l'eredità o il legato, in virtù di indici oggettivamente univoci idonei a determinare detto convincimento in una persona di normale diligenza, il cui apprezzamento è riservato alla valutazione del giudice del merito. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto giustificata l'iniziale inerzia dell'attrice che, pur avendo alcune perplessità, non aveva ancora maturato certezze sulla non autenticità di un testamento olografo prima della rivelazione da parte del fratello). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24252 del 29/11/2016   …...
Lavoro - lavoro subordinato - categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - diritto alla qualifica – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21645 del 26/10/2016
Prescrizione decennale - Operatività - Diritto alle conseguenti differenze retributive - Prescrizione quinquennale - Applicabilità. L'azione promossa dal lavoratore subordinato per il riconoscimento della qualifica superiore si prescrive nell'ordinario termine decennale di cui all'art. 2946 c.c., mentre le azioni dirette ad ottenere le differenze retributive derivanti dal suddetto riconoscimento si prescrivono nel termine quinquennale previsto dall'art. 2948 c.c. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21645 del 26/10/2016   …...
Responsabilità civile - amministrazione pubblica - contratti della p.a. - responsabilità precontrattuale - In genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14188 del 12/07/2016
In tema di contratti conclusi con la P.A., l'eventuale responsabilità di quest'ultima, in pendenza dell'approvazione ministeriale, deve qualificarsi come precontrattuale, ai sensi degli artt. 1337 e 1338 c.c., ed è inquadrabile nella responsabilità di tipo contrattuale da "contatto sociale qualificato", inteso come fatto idoneo a produrre obbligazioni, ex art. 1173 c.c., e dal quale derivano, a carico delle parti, non obblighi di prestazione ai sensi dell'art. 1174 c.c., bensì reciproci obblighi di buona fede, di protezione e di informazione, giusta gli artt. 1175 e 1375 c.c., con conseguente applicabilità del termine decennale di prescrizione sancito dall'art. 2946 c.c. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 14188 del 12/07/2016   …...
appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19560 del 10/09/2009
Decadenza - Riconoscimento dei vizi da parte dell'appaltatore ed impegno ad eliminarli - Conseguente nuova e autonoma obbligazione - Termini ex art. 1667 cod. civ. - Inapplicabilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19560 del 10/09/2009 Il riconoscimento dei vizi e delle difformità dell'opera e l'assunzione dell'impegno ad eliminarli da parte dell'appaltatore implicano non soltanto l'accettazione delle contestazioni e la rinuncia a far valere l'esonero dalla garanzia previsto dall'art. 1667 cod. civ., ma determinano altresì l'assunzione di una nuova obbligazione, sempre di garanzia, diversa ed autonoma rispetto a quella originaria, che non necessita di alcuna accettazione formale della controparte, cui attribuisce il medesimo diritto di agire per i vizi ormai "ex adverso" riconosciuti e, quindi, svincolato dal termine decadenziale e soggetto al solo termine prescrizionale ordinario. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19560 del 10/09/2009   …...
Territori ex italiani - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015
Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Richiesta di revisione - Prescrizione - Termine e decorrenza - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015 Il diritto dei privati di chiedere la revisione della stima, sulla base dei nuovi parametri introdotti dalle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985, dell'indennizzo per i beni perduti all'estero in territori già appartenenti alla sovranità italiana, è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione, decorrente dall'entrata in vigore delle leggi citate, trattandosi di diritto soggettivo correlato ad un'obbligazione indennitaria "ex lege" dello Stato italiano, riconducibile all'area della responsabilità contrattuale. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto prescritto il diritto dei ricorrenti alla revisione della stima dell'indennizzo, già liquidato, per la perdita dei beni confiscati dal Governo jugoslavo in ragione della domanda giudiziale formulata oltre dieci anni dopo l'entrata in vigore delle leggi che tale revisione consentivano). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015   …...
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - sanzioni - sanzioni penali - conseguimento di rimborsi non dovuti – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19682 del 01/10/2015
Atto impeditivo della decadenza biennale prevista dall'art. 21 del d.lgs. n. 546 del 1992 - Esposizione del credito d'imposta nella dichiarazione annuale - Sufficienza - Presentazione del modello di rimborso - Necessità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19682 del 01/10/2015 La domanda di rimborso dell'IVA o di restituzione del credito d'imposta maturato dal contribuente deve ritenersi già presentata con la compilazione, nella dichiarazione annuale, del quadro relativo al credito, analogamente a quanto avviene in materia d'imposte dirette, ed in linea con la Sesta Direttiva CEE, per la quale il diritto al ristoro dell'IVA versata "a monte" è principio basilare del sistema comunitario, per effetto del principio di neutralità, mentre la presentazione del modello di rimborso costituisce esclusivamente presupposto per l'esigibilità del credito e, quindi, adempimento necessario solo per dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso. Ne consegue che, una volta manifestata in dichiarazione la volontà di recuperare il credito d'imposta, il diritto al rimborso, pure in difetto dell'apposita, ulteriore domanda, non può considerarsi assoggettato al termine biennale di decadenza previsto dall'art. 16 del d.P.R. n. 636 del 1972, e, oggi, dall'art. 21, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992, ma solo a quello di prescrizione ordinario decennale ex art. 2946 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 19682 del 01/10/2015   …...
Successioni "mortis causa" - successione necessaria - reintegrazione della quota di riserva dei legittimari - azione di riduzione (lesione della quota di riserva) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13407 del 30/06/2015
Donazione lesiva della legittima - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dalla data di apertura della successione - Azione di riduzione proposta dall'erede del legittimario - Irrilevanza ai fini della decorrenza del termine di prescrizione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13407 del 30/06/2015 In tema di successione necessaria, qualora la lesione della legittima derivi da donazioni, il termine decennale di prescrizione dell'azione di riduzione decorre dalla data di apertura della successione non essendo sufficiente il "relictum" a garantire al legittimario il soddisfacimento della quota di riserva, senza che rilevi, a tal fine, che la riduzione sia domandata, ai sensi dell'art. 557, primo comma, cod. civ., dall'erede del legittimario, a cui non spetta un diritto autonomo rispetto al suo dante causa, sicché, ove al momento dell'apertura della successione del legittimario risulti già maturata la prescrizione dell'azione di riduzione, resta preclusa all'erede la possibilità di domandare utilmente la stessa, non potendo la morte del legittimario comportare la reviviscenza di un diritto che quest'ultimo aveva già perduto. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13407 del 30/06/2015   …...
Titoli di credito - assegno bancario - non trasferibile – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10534 del 22/05/2015
Assegno bancario, di traenza o circolare non trasferibile - Banca negoziatrice - Responsabilità per avere consentito l'incasso a persona diversa dal beneficiario del titolo - Natura - Contrattuale - Fondamento - Conseguenze - Prescrizione dell'azione di risarcimento - Termine decennale - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10534 del 22/05/2015 La responsabilità della banca negoziatrice per avere consentito, in violazione delle specifiche regole poste dall'art. 43 della legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), l'incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, ha - nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno - natura contrattuale, avendo la banca un obbligo professionale di protezione, preesistente, specifico e volontariamente assunto, nei confronti di tutti i soggetti interessati al buon fine della sottostante operazione, sì da assicurare che il titolo sia introdotto nel circuito di pagamento bancario in conformità alle regole che ne presidiano la circolazione e l'incasso. Ne deriva che l'azione di risarcimento proposta dal danneggiato è soggetta all'ordinario termine di prescrizione decennale, stabilito dall'art. 2946 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10534 del 22/05/2015   …...
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta - rimborsi – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 9941 del 15/05/2015
Cessazione dell'attività di impresa - Domanda di rimborso relativa ad eccedenza di imposta - Art. 30, secondo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972 - Applicabilità - Modalità di presentazione - Conformità al modello "VR" ministeriale - Esclusione - Termine di presentazione - Prescrizione decennale - Applicabilità. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 9941 del 15/05/2015 In tema di IVA, la domanda di rimborso relativa all'eccedenza di imposta risultata alla cessazione dell'attività di impresa è regolata dall'art. 30, secondo comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, con la conseguenza che è esaustiva la manifestazione di una volontà diretta all'ottenimento del rimborso, ancorchè non accompagnata dalla presentazione del modello ministeriale "VR", che costituisce, ai sensi dell'art. 38 bis del d.P.R. n. 633 del 1972, solo un presupposto per l'esigibilità del credito, ed è soggetta al termine ordinario di prescrizione decennale, e non a quello di decadenza biennale, ex art. 21, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, applicabile solo in via sussidiaria e residuale. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 9941 del 15/05/2015   …...
Riscossione delle imposte - riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - modalità di riscossione - versamento diretto - rimborsi - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19409 del 30/09/2015
Istanza di conversione del credito d'imposta in titoli di Stato - Interruzione della prescrizione del credito degli interessi - Sussistenza - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19409 del 30/09/2015 L'istanza di rimborso del credito d'imposta mediante assegnazione di titoli di Stato e la successiva assegnazione degli stessi, comportando l'estinzione di una parte del credito d'imposta e la corresponsione su tale somma dei corrispondenti interessi, interrompono la prescrizione con riguardo all'obbligazione accessoria avente ad oggetto gli interessi, senza che assuma rilevanza la sua autonomia causale rispetto all'obbligazione relativa al credito d'imposta. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19409 del 30/09/2015     …...
Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 17742 del 08/09/2015
Crediti previdenziali - Controversia sull'ammontare - Ricalcolo del trattamento - Prescrizione quinquennale - Inapplicabilità - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 17742 del 08/09/2015 In materia di previdenza obbligatoria (quale quella gestita dagli enti previdenziali privatizzati ai sensi del d.lgs. n. 509 del 1994) la prescrizione quinquennale prevista dall'art. 2948, n. 4, c.c. - così come dall'art. 129 del r.d.l. n. 1827 del 1935 - richiede la liquidità ed esigibilità del credito, che deve essere posto a disposizione dell'assicurato, sicché, ove sia in contestazione l'ammontare del trattamento pensionistico, il diritto alla riliquidazione degli importi è soggetto alla ordinaria prescrizione decennale di cui all'art. 2946 c.c. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 17742 del 08/09/2015   …...
territorialità dell'imposizione‭ (‬accordi e convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni‭) ‬-‭ ‬Corte di Cassazione,‭ ‬Sez.‭ ‬5,‭ ‬Sentenza n.‭ ‬27079‭ ‬del‭ ‬19/12/2014
‭ Società residente in Francia - Percezione di dividendi, fonte di credito d'imposta, da società residente in Italia - Ammontare - Determinazione - Istanza - Termini di decadenza - Inapplicabilità - Prescrizione - Configurabilità. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 27079 del 19/12/2014 Il diritto attribuito dall'art.‭ ‬10,‭ ‬paragrafo‭ ‬4,‭ ‬lett.‭ ‬B‭)‬,‭ ‬della Convenzione diretta ad evitare le doppie imposizioni‭ (‬stipulata a Venezia il‭ ‬5‭ ‬ottobre‭ ‬1989‭ ‬tra il Governo della Repubblica italiana e quello della Repubblica francese e ratificata e resa esecutiva dalla legge‭ ‬7‭ ‬gennaio‭ ‬1992,‭ ‬n.‭ ‬20‭) ‬ad una società residente in Francia‭ ‬-‭ ‬che riceva da una società residente in Italia dividendi,‭ ‬in sé idonei a fondare il diritto ad un credito di imposta ove percepiti da un residente in Italia‭ ‬-‭ ‬al pagamento,‭ ‬da parte del tesoro italiano,‭ ‬di un importo pari alla metà del suddetto credito d'imposta,‭ ‬diminuito della ritenuta alla fonte prevista al par.‭ ‬2‭ ‬dello stesso articolo‭ ‬10,‭ ‬non‭ ‬è soggetto né al termine di decadenza di cui all'art.‭ ‬38‭ ‬del d.P.R.‭ ‬29‭ ‬settembre‭ ‬1973,‭ ‬n.‭ ‬602,‭ ‬né a quello di cui all'art.‭ ‬21,‭ ‬comma‭ ‬2,‭ ‬del d.lgs.‭ ‬31‭ ‬dicembre‭ ‬1992,‭ ‬n.‭ ‬546,‭ ‬ma solo al termine decennale di prescrizione di cui all'art.‭ ‬2946‭ ‬cod.‭ ‬Civ.Corte di Cassazione,‭ ‬Sez.‭ ‬5,‭ ‬Sentenza n.‭ ‬27079‭ ‬del‭ ‬19/12/2014 …...
vendita - obbligazioni del venditore - mancanza di qualità della cosa - qualità promesse - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16963 del 24/07/2014
Vendita di partecipazioni sociali - Clausola di garanzia del venditore circa le sopravvenienze passive - Diritto del compratore all'indennizzo - Prescrizione - Termine annuale ex artt. 1495 e 1497 cod. civ. - Esclusione - Fondamento - Termine ordinario decennale - Applicazione. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16963 del 24/07/2014 Nella vendita di partecipazioni sociali, la clausola con la quale il venditore si impegna a tenere indenne il compratore dalle sopravvenienze passive nel patrimonio della società ha ad oggetto una prestazione accessoria e non rientra, quindi, nella garanzia di cui all'art. 1497 cod. civ., che attiene, invece, alle qualità intrinseche della cosa, esistenti al momento della conclusione del contratto. Pertanto, il diritto del compratore all'indennizzo, fondato su detta clausola, non è soggetto alla prescrizione annuale ex artt. 1495 e 1497 cod. civ., bensì alla prescrizione ordinaria decennale. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16963 del 24/07/2014   …...
prescrizione civile - termine - prescrizione ordinaria decennale - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10414 del 06/05/2013
Dipendente di azienda esercente servizio di trasporto pubblico locale - Diritto al risarcimento del danno alla salute per violazione del debito di sicurezza ex art. 2087 cod. civ. - Riconducibilità ai diritti esclusivamente patrimoniali "ex lege" n. 633 del 1957 - Esclusione - Conseguenze in tema di prescrizione - Termine ordinario decennale ex art. 2946 - Applicabilità. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10414 del 06/05/2013 In materia di crediti del lavoratore, il comma 4 dell'articolo unico della legge 24 luglio 1957, n. 633 - secondo cui, nei rapporti di lavoro soggetti alle norme del r.d. 8 gennaio 1931, n. 148, il diritto a competenze arretrate e ad altre prestazioni di natura esclusivamente patrimoniale si prescrive nei termini di cui agli artt. 2948, 2955 e 2956 cod. civ. - non opera rispetto alla domanda di risarcimento del danno alla salute derivante da violazione del debito di sicurezza ex art. 2087 cod. civ., cui è applicabile l'ordinario termine di prescrizione decennale previsto dall'art. 2946 cod. civ. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 10414 del 06/05/2013 …...
obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014
Ripetizione di indebito - Inesistenza del titolo di pagamento - Portata - Diritto dell'assicuratore alla restituzione dell'indennizzo non dovuto - Natura di pagamento indebito - Conseguenze ai fini della prescrizione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014 Va qualificata come ripetizione di indebito, ai sensi dell'art. 2033 cod. civ., qualunque domanda avente ad oggetto la restituzione di somme pagate sulla base di un titolo inesistente, sia nel caso di inesistenza originaria, che di inesistenza sopravvenuta o di inesistenza parziale. Ne consegue che il diritto alla restituzione dell'indennizzo assicurativo, per la parte che l'assicuratore assuma di aver pagato in eccedenza rispetto al dovuto, è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella breve di cui all'art. 2952 cod. civ., in quanto scaturente dall'indebito e non dal contratto di assicurazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014 Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 7897 del 04/04/2014   …...
Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - pagamento dell'imposta - rimborsi – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 20678 del 01/10/2014
Credito esposto in dichiarazione - Necessità di istanza di rimborso - Esclusione - Applicabilità di termine decadenziale biennale - Esclusione. In tema di IVA, l'esposizione di un credito d'imposta nella dichiarazione dei redditi fa sì che non occorra, da parte del contribuente, al fine di ottenere il rimborso, alcun altro adempimento, dovendo solo attendere che l'Amministrazione finanziaria eserciti, sui dati esposti in dichiarazione, il potere-dovere di controllo secondo la procedura di liquidazione delle imposte ovvero, ricorrendone i presupposti, attraverso lo strumento della rettifica della dichiarazione. Ne consegue che il relativo credito del contribuente è soggetto all'ordinaria prescrizione decennale, mentre non è applicabile il termine biennale di decadenza previsto dall'art. 21, comma 2, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in quanto l'istanza di rimborso non integra il fatto costitutivo del diritto ma solo il presupposto di esigibilità del credito per dare inizio al procedimento di esecuzione del rimborso stesso. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 20678 del 01/10/2014   …...
divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013
divisione -  Trasferimento della quota ereditaria - Azione di riscatto - Prescrizione decennale - "Dies a quo" - Decorrenza. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013 massima|green Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013 Il retratto successorio di cui all'art. 732 cod. civ. è soggetto al termine di prescrizione di dieci anni, decorrenti dalla data della vendita della quota ereditaria compiuta in violazione del diritto di prelazione spettante ai coeredi, ancorché permanga lo stato di comunione ereditaria. integrale|orange Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013 SVOLGIMENTO DEL PROCESSOCon atto di citazione ritualmente notificato la signora Ma.... Ma..a conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Castrovillari, il sig. Ma.. Valentino, assumendo di essere coerede, unitamente ai germani Ida, Vincenzo, Angela e Franca oltre che al padre Leonardo, della madre Fe... Carmela; - che detta eredità consisteva in un fabbricato per civile abitazione sito in Castrovillari e che, nel corso di un giudizio intentato nei suoi confronti dal Ma.. (quale procuratore dei suoi fratelli e del padre), era venuta a conoscenza dell'esistenza della scrittura privata del 7 novembre 1980, con la quale i germani avevano alienato la loro quota al Ma.. per il prezzo di L. 28.000.000; - che essa attrice intendeva far valere il proprio diritto di prelazione sulle quote ereditarie nei confronti del Ma.. per l'importo di L. 14.000.000; - che, a tal fine, ella aveva già instaurato, con atto di citazione del dicembre 1995, altro giudizio nei confronti del medesimo convenuto dinanzi al Tribunale di Castrovillari, il quale si era concluso con sentenza del luglio 1998, dichiarativa dell'incompetenza del Tribunale adito, essendo competente il Pretore di Castrovillari; - che ella intendeva riproporre l'azione formulando la domanda precedentemente avanzata. Si costituiva in giudizio il convenuto Ma.. Valentino, il quale si riportava alle precedenti difese, deducendo l'infondatezza della domanda e, in ogni caso, l'erroneità della somma offerta. Acquisiti i documenti prodotti ed il fascicolo d'ufficio del giudizio definito con la sentenza di incompetenza, il Tribunale di Castrovillari, con sentenza n. 591 …...
Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013
Giudizio di cassazione - Contestazione relativa all'idoneità di un atto ad interrompere il corso della prescrizione - Rilievo ufficioso dell'esatto "dies a quo" del termine prescrizionale - Necessità. Contestata, con ricorso per cassazione, l'idoneità di un certo atto ad interrompere il corso della prescrizione del diritto, la Corte di cassazione è tenuta a rilevare d'ufficio l'esatto "dies a quo" di decorrenza del termine prescrizionale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Sentenza n. 17066 del 10/07/2013   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013 - 2
Unicità della prescrizione del diritto di accettazione dell'eredità, decorrente in ogni caso dall'apertura della successione, indipendentemente dalla fonte della delazione - Successiva scoperta di testamento del quale non si aveva notizia al momento dell'accettazione dell'eredità - Irrilevanza - Questione di legittimità costituzionale dell'art. 480, secondo comma, cod. civ. - Manifesta infondatezza. In tema di successioni "mortis causa", è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost., dell'art. 480, secondo comma, cod. civ., interpretato nel senso che il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare l'eredità decorre unitariamente dal giorno dell'apertura della successione, pure nel caso di successiva scoperta di un testamento del quale non si aveva notizia. Invero, detta disciplina si rivela frutto di una scelta ragionevole del legislatore, in quanto finalizzata, come in tutte le ipotesi di prescrizione, al perseguimento della certezza delle situazioni giuridiche, e quindi ispirata dall'esigenza di cristallizzare in modo definitivo, dopo un certo lasso di tempo, la regolamentazione dei diritti erri tra le diverse categorie di successibili, in maniera da accordare specifica tutela a chi abbia accettato, nell'indicato termine di dieci anni, l'eredità devolutagli per legge o per testamento, ed anche a chi, dopo aver accettato nel termine l'eredità legittima, abbia fatto valere un testamento successivamente scoperto, rispetto a colui che, chiamato per testamento e non pure per legge all'eredità, non abbia potuto accettare la stessa nel termine di prescrizione per mancata conoscenza dell'esistenza di tale scheda testamentaria; d'altra parte, prevedendo l'art. 480 cod. civ. un termine prescrizionale, cui va riconosciuta natura sostanziale e non processuale, esso rimane per sua natura estraneo all'ambito di tutela dell'art. 24 Cost., in quanto non volto all'esercizio del diritto di difesa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013
Unicità del diritto di accettazione dell'eredità, indipendentemente dalla fonte, testamentaria o legittima, della delazione - Sussistenza - Conseguente unicità della prescrizione del diritto di accettazione, decorrente in ogni caso dall'apertura della successione - Fondamento. Il vigente ordinamento giuridico non prevede due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell'eredità, derivanti l'uno dalla delazione testamentaria e l'altro dalla delazione legittima, ma contempla - con riguardo al patrimonio relitto dal defunto, quale che sia il titolo della chiamata - un unico diritto di accettazione, che, se non viene fatto valere, si prescrive nel termine di dieci anni dal giorno dell'apertura della successione, come conferma l'art. 483, secondo comma, cod. civ., il quale attribuisce automatico rilievo ad un testamento scoperto dopo l'accettazione dell'eredità (pur limitando entro il valore dell'asse l'obbligo di soddisfare i legati ivi disposti), senza che esso debba essere a sua volta accettato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013   …...
Responsabilità civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011
Mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - Diritto al risarcimento dei danni - Natura giuridica - Indennizzo per obbligazione "ex lege" - Fondamento - Natura "contrattuale" dell'obbligazione in quanto non derivante da illecito ai sensi dell'art. 2043 cod. civ. ma nascente da inadempimento di un rapporto obbligatorio preesistente - Configurabilità - Conseguenze - Prescrizione ordinaria decennale - Applicabilità. In caso di omessa o tardiva trasposizione da parte del legislatore italiano nel termine prescritto delle direttive comunitarie (nella specie, le direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE, non autoesecutive, in tema di retribuzione della formazione dei medici specializzandi), sorge, conformemente ai principi più volte affermati dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, il diritto degli interessati al risarcimento dei danni che va ricondotto allo schema della responsabilità per inadempimento dell'obbligazione "ex lege" dello Stato, di natura indennitaria. Tale responsabilità - dovendosi considerare il comportamento omissivo dello Stato come antigiuridico anche sul piano dell'ordinamento interno e dovendosi ricondurre ogni obbligazione nell'ambito della ripartizione di cui all'art. 1173 cod. civ. - va inquadrata nella figura della responsabilità "contrattuale", in quanto nascente non dal fatto illecito di cui all'art. 2043 cod. civ., bensì dall'inadempimento di un rapporto obbligatorio preesistente, sicché il diritto al risarcimento del relativo danno è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011   …...
Comunità europea - direttive - efficacia – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011
Omessa o inesatta trasposizione di direttiva comunitaria - Violazione degli obblighi del Trattato - Sussistenza - Sentenza della Corte di giustizia 14 marzo 2009 (Danske Slagterier) che chiarisce la precedente sentenza 25 luglio 1991 (Emmot) - Azione di risarcimento nei confronti dello Stato - Inizio del decorso della prescrizione - Verificarsi dei primi effetti lesivi - Criteri - Data anteriore a quella di corretta trasposizione - Rilevanza - Condizioni. L'omessa o inesatta attuazione di una direttiva comunitaria deve configurarsi come violazione, da parte dello Stato membro, degli obblighi derivanti dal Trattato dell'Unione europea e, quindi, come condotta illecita, fonte di obbligazione risarcitoria. Tuttavia, anche alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea - e, in particolare, della sentenza della Grande Sezione 14 marzo 2009, in causa C-445/06, Danske Slagterier, che ha rivisto e precisato i principi affermati nella sentenza 25 luglio 1991, in causa C-208/90, Emmot - il termine di prescrizione di un'azione di risarcimento nei confronti dello Stato, conseguente alla carente trasposizione di una direttiva, comincia a decorrere dalla data in cui i primi effetti lesivi di detta scorretta trasposizione si siano verificati e ne siano prevedibili altri. Detta data può anche essere antecedente alla corretta trasposizione della direttiva stessa, a condizione che il danno per gli aventi diritto si sia verificato, anche solo in parte, anteriormente alla trasposizione stessa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011   …...
Responsabilità civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011 Medici specializzandi - D.lgs. n. 257 del 1991 - Incompleta attuazione di direttive comunitarie - Inadempienza dello Stato verso i soggett
Medici specializzandi - D.lgs. n. 257 del 1991 - Incompleta attuazione di direttive comunitarie - Inadempienza dello Stato verso i soggetti che avevano maturato analoghi diritti in precedenza - Permanenza - Art. 11 della legge n. 370 del 1999 - Riconoscimento limitato ai soggetti beneficiari di sentenza del giudice amministrativo - Conseguenze - Inizio del decorso della prescrizione per gli esclusi - Configurabilità - Individuazione della data. A seguito della tardiva ed incompleta trasposizione nell'ordinamento interno delle direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE, relative al compenso in favore dei medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari - realizzata solo con il d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257 - è rimasta inalterata la situazione di inadempienza dello Stato italiano in riferimento ai soggetti che avevano maturato i necessari requisiti nel periodo che va dal 1° gennaio 1983 al termine dell'anno accademico 1990-1991. La lacuna è stata parzialmente colmata con l'art. 11 della legge 19 ottobre 1999, n. 370, che ha riconosciuto il diritto ad una borsa di studio soltanto in favore dei beneficiari delle sentenze irrevocabili emesse dal giudice amministrativo; ne consegue che tutti gli aventi diritto ad analoga prestazione, ma tuttavia esclusi dal citato art. 11, hanno avuto da quel momento la ragionevole certezza che lo Stato non avrebbe più emanato altri atti di adempimento alla normativa europea. Nei confronti di costoro, pertanto, la prescrizione decennale della pretesa risarcitoria comincia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore del menzionato art. 11. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011   …...
Responsabilità civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011
Mancata o tardiva attuazione di direttive comunitarie - Diritto al risarcimento dei danni - Natura giuridica - Indennizzo per obbligazione "ex lege" - Fondamento - Natura "contrattuale" dell'obbligazione in quanto non derivante da illecito ai sensi dell'art. 2043 cod. civ. ma nascente da inadempimento di un rapporto obbligatorio preesistente - Configurabilità - Conseguenze - Prescrizione ordinaria decennale - Applicabilità. In caso di omessa o tardiva trasposizione da parte del legislatore italiano nel termine prescritto delle direttive comunitarie (nella specie, le direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE, non autoesecutive, in tema di retribuzione della formazione dei medici specializzandi), sorge, conformemente ai principi più volte affermati dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, il diritto degli interessati al risarcimento dei danni che va ricondotto allo schema della responsabilità per inadempimento dell'obbligazione "ex lege" dello Stato, di natura indennitaria. Tale responsabilità - dovendosi considerare il comportamento omissivo dello Stato come antigiuridico anche sul piano dell'ordinamento interno e dovendosi ricondurre ogni obbligazione nell'ambito della ripartizione di cui all'art. 1173 cod. civ. - va inquadrata nella figura della responsabilità "contrattuale", in quanto nascente non dal fatto illecito di cui all'art. 2043 cod. civ., bensì dall'inadempimento di un rapporto obbligatorio preesistente, sicché il diritto al risarcimento del relativo danno è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011   …...
Lavoro - lavoro subordinato - retribuzione - cassa integrazione guadagni - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.25139 del 13/12/2010
Sospensione dal lavoro - Illegittimità - Domanda di risarcimento danni - Prescrizione decennale ordinaria - Applicabilità - Fondamento. In tema di cassa integrazione guadagni, la richiesta del lavoratore di risarcimento danni per l'illegittima sospensione a seguito di collocamento in C.i.g.s. ha ad oggetto un credito da inadempimento contrattuale, soggetto all'ordinaria prescrizione decennale. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.25139 del 13/12/2010   …...
Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
Inadempimento dell'appaltatore per danni arrecati dai suoi dipendenti - Applicabilità della disciplina ex artt. 1667 e 1668 cod. civ. - Esclusione - Responsabilità dell'appaltatore ex artt. 1453 e 1455 cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Individuazione. Nel caso in cui contro l'appaltatore non venga azionata la speciale garanzia prevista dagli artt.1667 e 1668 cod. civ., per l'ipotesi in cui l'opera eseguita presenti vizi, difformità o difetti, ma venga formulata una richiesta di pagamento, basata su un'autonoma previsione del capitolato generale dell'appalto lavori, per la riparazione di danni arrecati dai suoi dipendenti, trattandosi di un'ordinaria azione di risarcimento danni resta applicabile la disciplina dettata dagli artt.1453 e 1455 cod. civ., con il conseguente assoggettamento agli ordinari termini di prescrizione e non al regime di decadenza e prescrizione breve di cui all'art. 1667 cod. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007   …...
appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
Inadempimento dell'appaltatore per danni arrecati dai suoi dipendenti - Applicabilità della disciplina ex artt. 1667 e 1668 cod. civ. - Esclusione - Responsabilità dell'appaltatore ex artt. 1453 e 1455 cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Individuazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007 Nel caso in cui contro l'appaltatore non venga azionata la speciale garanzia prevista dagli artt.1667 e 1668 cod. civ., per l'ipotesi in cui l'opera eseguita presenti vizi, difformità o difetti, ma venga formulata una richiesta di pagamento, basata su un'autonoma previsione del capitolato generale dell'appalto lavori, per la riparazione di danni arrecati dai suoi dipendenti, trattandosi di un'ordinaria azione di risarcimento danni resta applicabile la disciplina dettata dagli artt.1453 e 1455 cod. civ., con il conseguente assoggettamento agli ordinari termini di prescrizione e non al regime di decadenza e prescrizione breve di cui all'art. 1667 cod. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - indegnità di succedere - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7266 del 29/03/2006
Azione per la pronuncia dell'indegnità - Imprescrittibilità - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Prescrizione ordinaria - Necessità - Ipotesi di cui all'art. 463 n. 6 cod. civ. - Decorrenza - Individuazione - Riferimento in ogni caso all'apertura della successione - Esclusione - Criteri - Fattispecie. L'azione rivolta ad ottenere la pronunzia dell'indegnità a succedere, quindi una sentenza che ha natura costitutiva, si prescrive nel termine di dieci anni dall'apertura della successione; tuttavia, poiché l'art. 2935 cod. civ., nello stabilire che la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, si riferisce soltanto alla possibilità legale di far valere il diritto, quindi agli impedimenti di ordine giuridico e non già a quelli di mero fatto, rientrando in questi ultimi anche l'ignoranza del titolare del diritto, quando la stessa è incolpevole, la prescrizione di detta azione nel caso di indegnità conseguente alla formazione o all'uso di un testamento falso (art. 463 n. 6 cod. civ.) inizia a decorrere dal giorno in cui il soggetto legittimato ad esercitarla abbia la ragionevole certezza e consapevolezza sia della circostanza che ad una parte pretenda di essere erede e si qualifichi come tale in forza di un testamento che si ha motivo di ritenere falso, sia del proprio diritto a conseguire l'eredità o il legato, in virtù di indici oggettivamente univoci idonei a determinare detto convincimento in una persona di normale diligenza, il cui apprezzamento è riservato alla valutazione del giudice del merito. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva individuato il "dies a quo" della prescrizione nel giorno di apertura della successione, omettendo di valutare la rilevanza, a detto fine, della circostanza che l'attore aveva proposto l'azione allorché era passata in giudicato la sentenza che aveva accolto la domanda di petizione dell'eredità proposta dall'indegno in base ad un testamento poi risultato falso, da questi formato). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7266 del 29/03/2006   …...

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