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2935. Decorrenza della prescrizione

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Codice Civile Libro Sesto: della tutela dei diritti Titolo V: della prescrizione e della decadenza Capo I: della prescrizione Sezione I: disposizioni generali Art.2935. Decorrenza della prescrizione.

Art. 2935. Decorrenza della prescrizione.

1. La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.

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Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Cass. n. 24270/2020Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Cass. n. 24270/2020

Avvocato e procuratore - responsabilita' civile - Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Prescrizione - Decorrenza - Esito definitivo del giudizio - Attività stragiudiziale - Esclusione – Fattispecie - prescrizione civile - Decorrenza

In tema di responsabilità professionale dell'avvocato per inadempimento al mandato difensivo in ambito giudiziario, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista determina l'evento dannoso, bensì da quello nel quale essa è oggettivamente percepibile e conoscibile dal danneggiato, vale a dire dalla formazione del giudicato; al contrario, tale decorrenza non è prospettabile nel diverso caso di inadempimento del mandato professionale in ambito stragiudiziale. (Nella specie, la S.C. ha chiarito che il principio massimato riguarda non solo la figura dell'avvocato, ma ogni altro professionista che presti assistenza nel giudizio al proprio mandante, in ragione della peculiarità dell'inserimento dell'esecuzione del rapporto professionale nella struttura del processo).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24270 del 03/11/2020 (Rv. 659754 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2947

Avvocato

responsabilita'

corte

cassazione

24270

2020

Azione di ripetizione dell'indebito dell'intermediario – Cass. n. 23448/2020Azione di ripetizione dell'indebito dell'intermediario – Cass. n. 23448/2020

Contratti di borsa - Nullità di contratto quadro ed ordini - Restituzioni di titoli e cedole - Azione di ripetizione dell'indebito dell'intermediario - Prescrizione - Decorrenza.

In tema di intermediazione finanziaria, la prescrizione dell'azione dell'intermediario volta alla restituzione dei titoli acquistati conseguente all'accertamento della nullità del contratto di investimento finanziario decorre ex art. 2935 c.c. da quando la nullità, quale azione di parte, o l'omologo rilievo officioso siano intervenuti, pur se ciò determina che la domanda di ripetizione assuma portata dipendente dal giudizio promosso dall'investitore.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 23448 del 26/10/2020 (Rv. 659602 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1422, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2037, Cod_Civ_art_2946, Cod_Civ_art_2935

corte

cassazione

23448

2020

Prescrizione dei contributi previdenziali – Cass. n. 18661/2020Prescrizione dei contributi previdenziali – Cass. n. 18661/2020

Previdenza (assicurazioni sociali) - danni per omessa assicurazione - risarcimento Omissione contributiva - Azione risarcitoria del lavoratore - Prescrizione decennale - Applicabilità - Decorrenza - Data di prescrizione dei contributi previdenziali - Rilevanza.

L'azione risarcitola del prestatore di lavoro nei confronti del datore che abbia omesso il versamento dei contributi si prescrive nell'ordinario termine decennale, decorrente dalla data di prescrizione del credito contributivo dell'INPS, senza che rilevi la conoscenza o meno da parte del lavoratore della omissione contributiva.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 18661 del 08/09/2020 (Rv. 658645 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946

CORTE

CASSAZIONE

18661

2020

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - Cass. n. 16852/2020Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - Cass. n. 16852/2020

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - retribuzione - Insolvenza del datore di lavoro - Fondo di garanzia INPS - Crediti di lavoro a carico del predetto Fondo - Natura - Conseguenze - Prescrizione - Interruzione durante la procedura fallimentare - Esclusione - Decorrenza - Fondamento - Fattispecie.

LAVORO

RETRIBUZIONE

FONDO DI GARANZIA INPS

Il diritto del lavoratore di ottenere dall'INPS, in caso di insolvenza del datore di lavoro, la corresponsione dei crediti a carico dello speciale Fondo di cui all'art. 2 della l. n. 297 del 1982 (nella specie, crediti residui per tredicesima e quattordicesima mensilità), ha natura previdenziale, ed è perciò distinto ed autonomo rispetto al credito vantato nei confronti del datore di lavoro, sicché, restando esclusa la fattispecie di obbligazione solidale, il termine di prescrizione di un anno non resta interrotto, nei confronti del Fondo, durante la procedura fallimentare a carico del datore di lavoro; poiché il diritto si perfeziona, non con la cessazione del rapporto di lavoro, ma al verificarsi dei presupposti previsti da detta legge (insolvenza del datore di lavoro, verifica dell'esistenza e misura del credito in sede di ammissione al passivo, ovvero all'esito di procedura esecutiva), la prescrizione decorre, in forza dell'art. 2935 c.c., dal perfezionarsi della fattispecie attributiva, che condiziona anche la proponibilità della domanda all'INPS.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 16852 del 07/08/2020 (Rv. 658580 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_1310, Cod_Civ_art_2943

corte

cassazione

16852

2020

 Conto corrente assistito da apertura di credito - Azione di ripetizione dell'indebito del correntista - Cass. n. 14958/2020 Conto corrente assistito da apertura di credito - Azione di ripetizione dell'indebito del correntista - Cass. n. 14958/2020

Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente (nozione, caratteri, distinzioni) - Conto corrente assistito da apertura di credito - Azione di ripetizione dell'indebito del correntista - Eccezione di prescrizione della banca - Natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse - Questione sollevata in appello - Ammissibilità - Ragioni.

Nel contratto di apertura di credito in conto corrente, ove il cliente agisca per la ripetizione di importi relativi ad interessi non dovuti e la banca sollevi l'eccezione di prescrizione, la questione della natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse, rilevante ai fini della decorrenza della prescrizione decennale dell'azione, può essere sollevata per la prima volta in appello, in quanto è la stessa proposizione dell'eccezione di prescrizione ad imporre di prendere in esame tale profilo, essendo l'onere di allegazione gravante sull'istituto di credito soddisfatto semplicemente con l'affermazione dell'inerzia del titolare del diritto, unitamente alla dichiarazione di volerne profittare.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 14958 del 14/07/2020 (Rv. 658366 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1842, Cod_Civ_art_1843, Cod_Civ_art_1852, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2938, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_345

corte

cassazione

14958

2020

Danni a decorso occulto - Accertamento della decorrenza della prescrizione - Cass. n. 14480/2020Danni a decorso occulto - Accertamento della decorrenza della prescrizione - Cass. n. 14480/2020

Prescrizione civile - decorrenza - Danni a decorso occulto - Accertamento della decorrenza della prescrizione - Semplice conoscenza della malattia - Rilevanza - Esclusione - Consapevolezza della causa della malattia - Necessità.

Nel caso di danni a decorso occulto, ai fini della determinazione della decorrenza del termine di prescrizione del diritto al risarcimento è irrilevante l'accertamento del momento in cui il paziente ha conseguito la semplice conoscenza della malattia, in mancanza di ulteriori elementi da cui desumere che a partire da quel momento il paziente medesimo abbia avuto anche la consapevolezza della causa della malattia.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 14480 del 09/07/2020 (Rv. 658377 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935

corte

cassazione

14480

2020

Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Cass. n. 11803/2020Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ingiustificato arricchimento (senza causa) – Cass. n. 11803/2020

Obbligo indennitario della P.A. - Presupposti - Utilizzo della prestazione - Individuazione della data - Fattispecie.

Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa- In genere.

In tema di azione di ingiustificato arricchimento, l'obbligo indennitario dell'amministrazione non sorge con la compiuta realizzazione dell'opera in conformità al progetto, ma in virtù del dato oggettivo dell'utilizzazione della prestazione, che avviene nel momento in cui l'elaborato progettuale viene acquisito dalla pubblica amministrazione e comunque da essa adoperato; detto momento segna il "dies a quo" per la decorrenza della prescrizione dell'azione, non rilevando a tal fine il riconoscimento soggettivo dell'"utilitas" da parte dell'ente.

Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 11803 del 18/06/2020 (Rv. 658444 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2041, Cod_Civ_art_2935

CORTE

CASSAZIONE

11803

2020

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11097 del 10/06/2020 (Rv. 658151 - 01)Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11097 del 10/06/2020 (Rv. 658151 - 01)

Illecito endofamiliare - Violazione dei doveri genitoriali - Natura istantanea o permanente - Configurabilità - Presupposti - Decorrenza del termine prescrizionale - Individuazione - Fondamento - Fattispecie.

L'illecito endofamiliare commesso in violazione dei doveri genitoriali verso la prole può essere sia istantaneo, ove ricorra una singola condotta inadempiente dell'agente, che si esaurisce prima o nel momento stesso della produzione del danno, sia permanente, se detta condotta perdura oltre tale momento e continua a cagionare il danno per tutto il corso della sua reiterazione, poiché il genitore si estranea completamente per un periodo significativo dalla vita dei figli; ne consegue che la natura dell'illecito incide sul termine di prescrizione che decorre, nel primo caso, dal giorno in cui il terzo provoca il danno e, nel secondo, da quello nel quale, in assenza di impedimenti giuridici all'esercizio dell'azione risarcitoria, l'illecito viene percepito o può essere percepito, come danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, con l'ordinaria diligenza e tenendo una condotta non anomala. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione dei giudici di merito i quali, nel rigettare la domanda risarcitoria rivolta dal figlio verso il padre per i danni cagionati dal protratto disinteresse da questi mostrato nei suoi confronti, avevano qualificato erroneamente l'illecito come "istantaneo ad effetti permanenti" e ritenuto maturata la prescrizione del diritto, facendo decorrere il relativo termine dal momento nel quale si era configurata la condotta di abbandono del genitore, ovvero dalla nascita del figlio, anziché da quello in cui il medesimo figlio ne aveva percepito l'intrinseca ingiustizia).

Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11097 del 10/06/2020 (Rv. 658151 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0147, Cod_Civ_art_0148, Cod_Civ_art_0258, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947

Impiego pubblico - impiegati regionali, provinciali, comunali - diritti dell'impiegato - trattamento economico - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 10219 del 28/05/2020 (Rv. 657720 - 01)Impiego pubblico - impiegati regionali, provinciali, comunali - diritti dell'impiegato - trattamento economico - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 10219 del 28/05/2020 (Rv. 657720 - 01)

Pubblico impiego privatizzato - Contratti a termine - Azione per il riconoscimento del medesimo trattamento retributivo previsto per i contratti a tempo indeterminato - Prescrizione - Termine previsto dall'art. 2948 nn. 4 e 5 c.c. - Decorrenza.

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - retribuzione - prescrizione In genere.

Nell'impiego pubblico contrattualizzato, la domanda con la quale il dipendente assunto a tempo determinato, invocando il principio di non discriminazione nelle condizioni di impiego, rivendica il medesimo trattamento retributivo previsto per l'assunto a tempo indeterminato soggiace al termine quinquennale di prescrizione previsto dall'art. 2948 nn. 4 e 5 c.c., il quale decorre, anche in caso di illegittimità del termine apposto ai contratti, per i crediti che sorgono nel corso del rapporto lavorativo dal giorno della loro insorgenza, e per quelli che si maturano alla cessazione del rapporto a partire da tale momento. (Principio enunciato nell'interesse della legge ai sensi dell'art. 363, comma 3, c.p.c.).

Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 10219 del 28/05/2020 (Rv. 657720 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2948Cod_Civ_art_2935

Assicurazione - contratto di assicurazione (nozione, caratteri, distinzioni) - disposizioni generali - prescrizione - Cass. n. 8973/2020Assicurazione - contratto di assicurazione (nozione, caratteri, distinzioni) - disposizioni generali - prescrizione - Cass. n. 8973/2020

Assicurazione contro i danni - Previsione di perizia contrattuale - Sospensione della prescrizione del diritto all'indennizzo - Condizioni - Denuncia di sinistro entro l'anno - Necessità - Fondamento - Fattispecie.

Nell'assicurazione contro i danni, la previsione della perizia contrattuale, rendendo inesigibile il diritto all'indennizzo fino alla conclusione delle operazioni peritali, sospende fino a tale momento la decorrenza del relativo termine di prescrizione ex art. 2952, comma 2, c.c., sempre che, tuttavia, il sinistro sia stato denunciato all'assicuratore entro il termine di prescrizione del diritto all'indennizzo, decorrente dal giorno in cui si è verificato, in questo modo potendosi attivare la procedura di accertamento del diritto ed evitandosi che la richiesta del menzionato indennizzo sia dilazionata all'infinito. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che, nonostante il sinistro fosse stato denunciato entro il termine - "ratione temporis" vigente - di un anno dalla relativa verificazione, aveva ritenuto prescritto il diritto all'indennizzo sul presupposto che la dichiarazione di volersi avvalere della procedura arbitrale era stata fatta dall'assicurato oltre un anno dopo la suddetta denuncia, senza tener conto dell'effetto sospensivo determinato dalla previsione della perizia contrattuale).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8973 del 15/05/2020 (Rv. 657936 - 03)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2952

corte

cassazione

8973

2020

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8640 del 07/05/2020 (Rv. 657695 - 01)Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8640 del 07/05/2020 (Rv. 657695 - 01)

Termine per l'adempimento da fissarsi per accordo delle parti - Mancata fissazione - Conseguenze - Impossibilità giuridica di esercizio del diritto - Configurabilità - Esclusione.

Condizione necessaria e sufficiente perché la prescrizione decorra è che il titolare del diritto, pur potendo esercitarlo, si astenga da tale esercizio; sicché, anche quando il termine acceda al diritto di credito da far valere, la prescrizione decorre anche quando il diritto non sia esigibile per la mancata fissazione del tempo dell’adempimento, potendo il creditore ricorrere al giudice per la fissazione di un termine, ai sensi dell'art. 1183, comma 2, c.c.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8640 del 07/05/2020 (Rv. 657695 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1183, Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935

Concorrenza (diritto civile) - in genere - Cass. n. 7677/2020Concorrenza (diritto civile) - in genere - Cass. n. 7677/2020

Concorrenza sleale - Condotta illecita -Risarcimento - Prescrizione - Applicazioni di sanzioni da parte dell'AGCOM - Decorrenza -Fattispecie.

In tema di risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale, il termine di prescrizione della relativa azione comincia a decorrere dal momento in cui il titolare sia stato adeguatamente informato o si possa pretendere ragionevolmente e secondo l'ordinaria diligenza che lo sia stato, non solo dell'altrui violazione ma anche dell'esistenza di un possibile danno ingiusto. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che in presenza di una pretesa risarcitoria da illecito antitrust, avanzata da un'impresa concorrente che operava nel medesimo settore di quella dominante, ha ritenuto che il "dies a quo" della prescrizione potesse essere anticipato alla data di avvio dell'istruttoria dinanzi all'AGCM, rispetto a quella di pubblicazione del provvedimento sanzionatorio assunto all'esito della ridetta istruttoria).

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 7677 del 03/04/2020 (Rv. 657474 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2598, Cod_Civ_art_2600

corte

cassazione

7677

2020

Prescrizione civile - sospensione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6170 del 05/03/2020 (Rv. 657153 - 03)Prescrizione civile - sospensione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6170 del 05/03/2020 (Rv. 657153 - 03)

Credito pignorato - Periodi intercorrenti tra il pignoramento e la dichiarazione positiva del terzo e tra questa e l'ordinanza di assegnazione - Sospensione della prescrizione ex art. 2935 c.c. - Sussistenza - Ragioni.

Il termine di prescrizione del credito pignorato non decorre, ai sensi dell'art. 2935 c.c., nel periodo che intercorre tra il pignoramento presso terzi e la dichiarazione di quantità positiva del terzo (o l'accertamento giudiziale del suo obbligo) e tra quest'ultimo evento e l'assegnazione, in quanto il diritto non può essere fatto valere né dal creditore procedente, né dal debitore esecutato; la prescrizione ricomincia a decorrere dal momento in cui il diritto di credito può essere esercitato dal creditore assegnatario e, cioè, di regola, dalla pronuncia dell'ordinanza di assegnazione (se emessa in udienza) ovvero dal suo deposito (se resa fuori udienza).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 6170 del 05/03/2020 (Rv. 657153 - 03)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Proc_Civ_art_543, Cod_Proc_Civ_art_547, Cod_Proc_Civ_art_548, Cod_Proc_Civ_art_549, Cod_Proc_Civ_art_544

Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5124 del 26/02/2020 (Rv. 657135 - 01)Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5124 del 26/02/2020 (Rv. 657135 - 01)

Domanda al giudice tributario per l'annullamento degli atti impositivi - Effetti - Interruzione della prescrizione della successiva azione, esercitata dinanzi al G.O., di risarcimento dei danni derivanti dalla riscossione coattiva - Sussistenza - Fondamento.

Prescrizione civile - interruzione - effetti e durata.

La domanda di annullamento degli atti impositivi proposta al giudice tributario interrompe e sospende, per tutta la durata di quel processo, la prescrizione dell'azione - successivamente esercitata dinanzi al giudice ordinario - di risarcimento dei danni derivanti dalla riscossione coattiva, non potendo la pluralità di giudici, ordinari e speciali, prevista per assicurare una più adeguata risposta alla domanda di giustizia, risolversi in una minore effettività o addirittura in una vanificazione della tutela giurisdizionale.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5124 del 26/02/2020 (Rv. 657135 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947

PRESCRIZIONE CIVILE

INTERRUZIONE

ATTI INTERRUTTIVI

 

Lavoro - lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni) - contratto d'opera (nozione, caratteri, differenze dall'appalto, distinzioni) - corrispettivo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5239 del 26/02/2020 (Rv. 656941 - 01)Lavoro - lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni) - contratto d'opera (nozione, caratteri, differenze dall'appalto, distinzioni) - corrispettivo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5239 del 26/02/2020 (Rv. 656941 - 01)

Ente pubblico - Rapporto di preposizione organica - Prescrizione - Decorrenza in pendenza di rapporto - Impedimento - Esclusione - Fondamento.

In ambito pubblicistico, la preposizione ad un organo di un ente pubblico, in forza di un fondamento istituzionale o fiduciario, è un rapporto giuridico "sui iuris", non assimilabile a quello di lavoro subordinato, sicchè la sua revoca non va ricondotta all'esercizio del potere disciplinare, ma ai principi generali che disciplinano gli incarichi fiduciari; ne consegue che per essi la prescrizione decorre anche in pendenza di rapporto, operando solo per i rapporti di lavoro subordinato, che non godono di stabilità, la regola della posposizione al momento della cessazione.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5239 del 26/02/2020 (Rv. 656941 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935

LAVORO

LAVORO AUTONOMO

CONTRATTO D'OPERA

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 01)Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 01)

Fatto illecito - Risarcimento del danno da perdita di risparmi - Domanda proposta nei confronti del Ministero dello sviluppo economico per omessa vigilanza su investimenti finanziari effettuati da società fiduciaria - Prescrizione - “Dies a quo” - Deposito dello stato passivo della liquidazione coatta amministrativa della società - Fondamento.

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito decorre da quando il danneggiato, con l'uso dell'ordinaria diligenza, sia stato in grado di avere conoscenza dell'illecito, del danno e della derivazione causale dell'uno dall'altro, nonché dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa connotante detto illecito. Ne consegue che, nel caso di domanda risarcitoria proposta nei confronti del Ministero dello sviluppo economico per il ristoro dei danni derivanti dalla perdita di risparmi, affidati per l'investimento in programmi finanziari a società autorizzata ad operare come fiduciaria dello stesso Ministero, il "dies a quo" della prescrizione del diritto al risarcimento decorre dal deposito dello stato passivo della società - quale momento in cui il danneggiato è messo in condizione di apprezzare la vastità e la gravità delle irregolarità della società fiduciaria e, quindi, l'intempestività, l'incompletezza e le omissioni nelle attività di vigilanza demandate al Ministero - e non già dalla comunicazione ai creditori di siffatto deposito, rilevante soltanto ai fini della decorrenza dei termini per le impugnazioni.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947

PRESCRIZIONE CIVILE

DECORRENZA

 

Prescrizione civile - interruzione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 02)Prescrizione civile - interruzione – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 02)

Credito contrattuale alla restituzione dei capitali investititi nei confronti di società fiduciaria del Ministero dello sviluppo economico assoggettata a procedura concorsuale - Domanda di ammissione al passivo della società - Interruzione della prescrizione del diritto al risarcimento dei danni causati dal Ministero per omessa vigilanza sulla medesima società - Idoneità - Esclusione - Art_ 1310 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

Responsabilita' civile - solidarieta'.

In tema di danni patiti da investitori per perdita di risparmi affidati a società fiduciaria del Ministero dello sviluppo economico, la domanda di ammissione al passivo della società, assoggettata a procedura concorsuale, del credito alla restituzione dei capitali investiti per inadempimento del contratto di deposito in amministrazione fiduciaria delle somme, non è idonea ad interrompere il decorso del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno nei confronti del Ministero, fondato sul diverso e distinto fatto illecito extracontrattuale consistente nell'omessa vigilanza sull'operato della società finanziaria e nella mancata tempestiva revoca dell'autorizzazione ad operare alla stessa rilasciata, né trova applicazione il disposto dell'art_ 1310 c.c., attesi la diversità degli interessi lesi dalle autonome condotte dannose e il difetto di un vincolo di solidarietà tra i soggetti a vario titolo obbligati.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4683 del 21/02/2020 (Rv. 656911 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_1310

PRESCRIZIONE CIVILE

INTERRUZIONE

 

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3314 del 11/02/2020 (Rv. 656891 - 06)Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3314 del 11/02/2020 (Rv. 656891 - 06)

Risarcimento del danno - Illecito istantaneo e illecito permanente - Prescrizione - Regime di decorrenza - Conseguenze - Fattispecie.

In tema di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito, nel caso di illecito istantaneo con effetti permanenti, caratterizzato da un'azione che si esaurisce in un lasso di tempo definito, lasciando sussistere i suoi effetti, la prescrizione inizia a decorrere con la prima manifestazione del danno mentre, in ipotesi di illecito permanente, protraendosi la verificazione dell'evento per la durata del danno e della condotta che lo produce, essa ricomincia ogni giorno successivo a quello in cui il danno si è manifestato per la prima volta, fino alla cessazione della predetta condotta dannosa. (Nella specie, un utente del servizio idrico integrato aveva dedotto l'assoluta inefficienza dell'impianto di depurazione al fine di ottenere la restituzione della quota della relativa tariffa non dovuta e la S.C. ha qualificato in termini di illecito istantaneo con effetti permanenti la condotta, ascrivibile all'ente titolare del predetto impianto, di cooperazione nell'inadempimento del gestore del servizio).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 3314 del 11/02/2020 (Rv. 656891 - 06)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2043

PRESCRIZIONE CIVILE

DECORRENZA

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - delle prestazioni - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1661 del 24/01/2020 (Rv. 656655 - 01)Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - delle prestazioni - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1661 del 24/01/2020 (Rv. 656655 - 01)

Rendita da malattia professionale - Decorrenza della prescrizione - Momento di manifestazione della malattia - Conoscibilità oggettiva dell'esistenza della malattia - Necessità - Conoscenze scientifiche del momento - Rilevanza - Fattispecie.

La manifestazione della malattia professionale, rilevante ai fini della individuazione del "dies a quo" per la decorrenza del termine triennale di prescrizione di cui al d.P.R. n. 1124 del 1965, può ritenersi verificata quando sussiste l'oggettiva possibilità che l'esistenza della malattia, ed i suoi caratteri di professionalità e indennizzabilità, siano conoscibili dal soggetto interessato; tale conoscibilità, che è cosa diversa dalla conoscenza, altro non è che la possibilità che un determinato elemento sia riconoscibile sulla base delle conoscenze scientifiche del momento.

 (Fattispecie in cui si è ritenuto che il termine di prescrizione avesse iniziato a decorrere, già prima della domanda, dalla diagnosi della malattia prevista dalla tabella allegata al d.m. 14 gennaio 2018 come patologia con elevata probabilità di origine lavorativa nel caso di esposizione ad agenti, quali le ammine aromatiche, cui era stato esposto il ricorrente).

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 1661 del 24/01/2020 (Rv. 656655 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935

PREVIDENZA

PRESCRIZIONE DELLE PRESTAZIONI

 

Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - causa (nozione, distinzioni) - illiceita' - frode alla legge - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 33435 del 17/12/2019 (Rv. 656320 - 01)Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - causa (nozione, distinzioni) - illiceita' - frode alla legge - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 33435 del 17/12/2019 (Rv. 656320 - 01)

Giudizio di accertamento della nullità di un negozio in frode alla legge - Eccessiva durata - Pregiudizio per l'attore - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.

La durata ventennale di un giudizio per l'accertamento della nullità di un negozio in frode alla legge (nella specie contratto di vendita stipulato in violazione di un diritto di prelazione) non può andare a detrimento del promissario acquirente, non potendosi penalizzare chi agisce a tutela del diritto ex art. 2932 c.c. e deve aspettare il passaggio in giudicato della sentenza di trasferimento della proprietà; ne consegue che il titolare del bene, se soccombente, non può, giovandosi della lunghezza del giudizio, eccepire l'intervenuta usucapione del fondo.

Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 33435 del 17/12/2019 (Rv. 656320 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2932

REQUISITI

ELEMENTI DEL CONTRATTO

CONTRATTI

Prescrizione civile - opponibilita' - non rilevabilita' d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. L. , Sentenza n. 31282 del 29/11/2019 (Rv. 655890 - 01)Prescrizione civile - opponibilita' - non rilevabilita' d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. L. , Sentenza n. 31282 del 29/11/2019 (Rv. 655890 - 01)

Contributi - Opposizione a cartella esattoriale - Prescrizione successiva alla notifica - Deduzione specifica - Necessità - Rilievo d'ufficio - Condizioni - Conseguenze.

In materia contributiva, la prescrizione maturata successivamente alla notifica della cartella esattoriale può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del processo, a condizione che tale questione sia stata correttamente introdotta nel processo, in coerenza con il principio della domanda, e sia, quindi, pertinente al tema dell'indagine processuale così come ritualmente introdotto in giudizio; ne consegue che il ricorrente per cassazione, che si dolga della sua mancata valutazione ad opera del giudice di merito, ha l'onere di precisare in quali termini sia stata formulata la domanda inizialmente proposta, e se ed in che modo sia stato sollecitato il dibattito processuale su tale specifica questione.

Corte di Cassazione, Sez. L. , Sentenza n. 31282 del 29/11/2019 (Rv. 655890 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Proc_Civ_art_360_1

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24586 del 02/10/2019 (Rv. 655337 - 01)Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24586 del 02/10/2019 (Rv. 655337 - 01)

Diritto al risarcimento del danno conseguente a malattia causata da comportamento colposo del datore di lavoro - Prescrizione - Decorrenza.

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno conseguente a una malattia causata al dipendente nell'espletamento del lavoro dal comportamento colposo del datore di lavoro decorre dal momento in cui l'origine professionale della malattia può ritenersi conoscibile dal danneggiato, indipendentemente dalle valutazioni soggettive dello stesso.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 24586 del 02/10/2019 (Rv. 655337 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947

Prescrizione civile - termine – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20726 del 31/07/2019 (Rv. 654794 - 01)Prescrizione civile - termine – Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20726 del 31/07/2019 (Rv. 654794 - 01)

Domanda di condanna generica - Onere del convenuto di sollevare l'eccezione di prescrizione - Sussistenza - Riproposizione dell'eccezione non accolta in appello - Necessità - Ragioni - Conseguenze.

Anche a fronte di una domanda di condanna in forma generica, il convenuto che assuma che il proprio debito sia in tutto o in parte prescritto ha l'onere di sollevare la relativa eccezione nei termini di legge, a pena di decadenza, e se non accolta, di reiterarla in appello, ai sensi dell'art. 346 c.p.c.; ciò comporta che il giudice di primo grado ha l'obbligo di decidere su tale eccezione che integra una preliminare di merito, in quanto l'eventuale sussistenza della prescrizione fa venire meno ogni interesse della parte all'accertamento dell'esistenza del diritto azionato.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 20726 del 31/07/2019 (Rv. 654794 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_278, Cod_Proc_Civ_art_346

Prescrizione civile - decorrenza - Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20642 del 31/07/2019 (Rv. 654669 - 01)Prescrizione civile - decorrenza - Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20642 del 31/07/2019 (Rv. 654669 - 01)

Impedimenti soggettivi e ostacoli di fatto - Idoneità ad impedire la decorrenza della prescrizione - Esclusione - Ammissione del debitore al concordato preventivo - Irrilevanza - Fattispecie.

L'impossibilità di far valere il diritto, quale fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione ex art. 2935 c.c., è solo quella che deriva da cause giuridiche che ne ostacolino l'esercizio e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto, sicché l'ammissione del debitore al concordato preventivo con cessione dei beni non impedisce il decorso della prescrizione, non essendovi alcun ostacolo per il creditore a formulare nei confronti del debitore ammesso alla detta procedura, istanze, solleciti ed atti cautelativi di costituzione in mora (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato prescritto il credito nei confronti di una società fallita per decorso del termine decennale, in mancanza di atti interruttivi anche durante la procedura di concordato preventivo).

Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 20642 del 31/07/2019 (Rv. 654669 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2941Dlgs_14_2019_art_085, Dlgs_14_2019_art_044, Dlgs_14_2019_art_087, Dlgs_14_2019_art_046

Concorrenza (diritto civile) - Cass. n. 18176/2019Concorrenza (diritto civile) - Cass. n. 18176/2019

Illecito anticoncorrenziale - Danno - Caratteristiche - Risarcimento - Prescrizione - Decorrenza - prescrizione civile - decorrenza risarcimento del danno

In tema di risarcimento del danno da illecito anticoncorrenziale, riconducibile alla categoria del danno lungolatente, il termine di prescrizione della relativa azione comincia a decorrere, non dal momento in cui il fatto si verifica nella sua materialità e realtà fenomenica, ma da quando esso si manifesta all'esterno con tutti i connotati che ne determinano l'illiceità. (Nell'affermare il principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva dato rilievo, ai fini della decorrenza della prescrizione, al momento in cui la condotta, qualificata come abuso di posizione dominante, aveva assunto rilevanza pubblica).

Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 18176 del 05/07/2019 (Rv. 654545 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2947, Cod_Civ_art_2043

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18176

2019

 

Operazioni bancarie in conto corrente - Cass. n. 15895/2019Operazioni bancarie in conto corrente - Cass. n. 15895/2019

Contratti bancari - Contratto di conto corrente assistito da apertura di credito – Azione di ripetizione dell’indebito del correntista – Eccezione di prescrizione estintiva della banca – Contenuto – Necessità di indicare le specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte - Esclusione.

In tema di prescrizione estintiva, l'onere di allegazione gravante sull'istituto di credito che, convenuto in giudizio, voglia opporre l'eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l'azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito, è soddisfatto con l'affermazione dell'inerzia del titolare del diritto, unita alla dichiarazione di volerne profittare, senza che sia necessaria l'indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte.

Corte di Cassazione Sez. U - , Sentenza n. 15895 del 13/06/2019 (Rv. 654580 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1843, Cod_Civ_art_1852, Cod_Civ_art_2033, Cod_Civ_art_2934, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2938, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_164, Cod_Proc_Civ_art_167, Cod_Civ_art_2697

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2019

Lavoro subordinato - retribuzione - cassa integrazione guadagni – Cass. 14426/2019Lavoro subordinato - retribuzione - cassa integrazione guadagni – Cass. 14426/2019

Integrazione salariale - Art.8, commi 4 e 5, del d.l. n. 86 del 1988 - Svolgimento di attività lavorativa - Decadenza dal diritto - Credito restitutorio - Prescrizione - Decorrenza - Sospensione - Condizioni.

In tema di decadenza del lavoratore dal trattamento di integrazione salariale nel caso di svolgimento di attività di lavoro autonomo o subordinato ex art. 8, commi 4 e 5, del d.l. n. 86 del 1988, conv. con modif. in l. n. 160 del 1988, il credito restitutorio dell'INPS sorge quando l'Istituto ha erogato il trattamento non dovuto, momento da cui decorre di conseguenza la prescrizione decennale, mentre è irrilevante, a tal fine, quello diverso e successivo in cui l'Istituto venga a conoscenza della natura indebita dell'erogazione effettuata, salva la ricorrenza della sospensione di cui all'art. 2941 n. 8 c.c. per il mancato inoltro di comunicazioni obbligatorie da parte del beneficiario della prestazione.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 14426 del 27/05/2019 (Rv. 654056 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2941 – Sospensione per rapporti tra le parti

Cod. Civ. art. 2935 – Decorrenza della prescrizione

Opponibilità - non rilevabilità d'ufficio – Cass. 14135/2019Opponibilità - non rilevabilità d'ufficio – Cass. 14135/2019

Contenuto dell'eccezione - Indicazione del fatto in relazione al quale decorre il termine - Necessità - Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi – riscossione .

L'eccezione di prescrizione deve sempre fondarsi su fatti allegati dalla parte ed il debitore che la solleva ha l'onere di allegare e provare il fatto che, permettendo l'esercizio del diritto, determina l'inizio della decorrenza del termine, ai sensi dell'art. 2935 c.c., restando escluso che il giudice possa accogliere l'eccezione sulla base di un fatto diverso.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione della corte terrritoriale che, pronunciandosi su opposizione avverso ruolo esattoriale per crediti previdenziali fondata sulla prescrizione maturata prima della notifica delle cartelle, correttamento non aveva preso in esame l'eventuale prescrizione maturata in epoca successiva alla notifica delle cartelle medesime).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14135 del 23/05/2019 (Rv. 654016 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2935 – Decorrenza della prescrizione

Cod. Proc. Civ. art. 416 – Costituzione del convenuto

Fallimento ed altre procedure concorsuali - liquidazione coatta amministrativa - amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)Fallimento ed altre procedure concorsuali - liquidazione coatta amministrativa - amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)

Azione revocatoria fallimentare - Prescrizione - Art. 2935 c.c. - Decorrenza - Delimitazione del periodo sospetto - Esclusione.

In tema di prescrizione dell'azione revocatoria nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, disciplinata dal d.lgs. n. 270 del 1999, la regola secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, ai sensi dell'art. 2935 c.c., si riferisce al termine fissato per l'esercizio della detta azione, non anche alla delimitazione del periodo sospetto, di cui all'art. 67 l.fall., e alla conseguente identificazione degli atti revocabili al suo interno, per i quali, nell'ipotesi di consecuzione di procedure concorsuali, il computo a ritroso di tale periodo decorre dalla data di ammissione alla prima procedura.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)

Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_056, Dlgs_14_2019_art_166, Cod_Civ_art_2935

Fallimento ed altre procedure concorsuali - liquidazione coatta amministrativa - amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)Fallimento ed altre procedure concorsuali - liquidazione coatta amministrativa - amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)

Azione revocatoria fallimentare - Prescrizione - Art. 2935 c.c. - Decorrenza - Delimitazione del periodo sospetto - Esclusione.

In tema di prescrizione dell'azione revocatoria nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, disciplinata dal d.lgs. n. 270 del 1999, la regola secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, ai sensi dell'art. 2935 c.c., si riferisce al termine fissato per l'esercizio della detta azione, non anche alla delimitazione del periodo sospetto, di cui all'art. 67 l.fall., e alla conseguente identificazione degli atti revocabili al suo interno, per i quali, nell'ipotesi di consecuzione di procedure concorsuali, il computo a ritroso di tale periodo decorre dalla data di ammissione alla prima procedura.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)

Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_056, Dlgs_14_2019_art_166, Cod_Civ_art_2935

Liquidazione coatta amministrativa - Cass. 13838Liquidazione coatta amministrativa - Cass. 13838

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi – Azione revocatoria fallimentare - Prescrizione - Art. 2935 c.c. - Decorrenza - Delimitazione del periodo sospetto - Esclusione.

In tema di prescrizione dell'azione revocatoria nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, disciplinata dal d.lgs. n. 270 del 1999, la regola secondo cui la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, ai sensi dell'art. 2935 c.c., si riferisce al termine fissato per l'esercizio della detta azione, non anche alla delimitazione del periodo sospetto, di cui all'art. 67 l.fall., e alla conseguente identificazione degli atti revocabili al suo interno, per i quali, nell'ipotesi di consecuzione di procedure concorsuali, il computo a ritroso di tale periodo decorre dalla data di ammissione alla prima procedura.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 13838 del 22/05/2019 (Rv. 654043 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2935 – Decorrenza della prescrizione

Atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019Atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019

Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - citazione o domanda giudiziale - Domanda al giudice amministrativo per l'annullamento dell'atto amministrativo illegittimo - Effetti - Interruzione della prescrizione dell'azione risarcitoria successivamente esercitata contro la P.A. dinanzi al giudice ordinario - Sussistenza - Fondamento - Abuso del processo - Esclusione.

In tema di risarcimento del danno da atto amministrativo illegittimo, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo - nell'assetto normativo anteriore alla l. n. 205 del 2000, che ha concentrato presso tale giudice la tutela risarcitoria con la demolitoria - esprime la volontà del danneggiato di reagire all'azione autoritativa illegittima e, quindi, interrompe per tutta la durata del processo amministrativo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria, successivamente esercitata dinanzi al giudice ordinario, non potendosi ipotizzare in tale situazione, una fattispecie di abuso del processo.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6343 del 05/03/2019

Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2943, Cod_Civ_art_2945, Cod_Civ_art_2947

(Tributi anteriori alla riforma del 1972) - imposte di fabbricazione - prescrizione - Accise - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4034 del 12/02/2019(Tributi anteriori alla riforma del 1972) - imposte di fabbricazione - prescrizione - Accise - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4034 del 12/02/2019

Tributi erariali diretti - (tributi anteriori alla riforma del 1972) - imposte di fabbricazione - prescrizione - Accise - Termine di prescrizione per il recupero dell'imposta - Decorrenza - Fondamento.

In tema di recupero delle accise, il termine quinquennale di prescrizione che, ai sensi dell'art. 57, comma 3, del d.lgs. n. 504 del 1995, decorre dalla "data in cui è avvenuto il consumo", va riferito alla data di presentazione della dichiarazione annuale da parte del contribuente-fabbricante, responsabile dell'attuazione del tributo, assumendo rilievo il momento in cui l'Ufficio è posto nelle condizioni di verificare l'adempimento degli obblighi di cui all'art. 55, comma 1, del cit. d.lgs.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 4034 del 12/02/2019

Cod_Civ_art_2935

Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019 Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019 

Territori ex italiani -Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Richiesta di revisione - Prescrizione - Termine e decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019 

Il diritto dei privati di chiedere la revisione della stima, sulla base dei nuovi parametri introdotti dalla l. n. 16 del 1980 e dalla l. n. 135 del 1985, dell'indennizzo per i beni perduti all'estero in territori già appartenenti alla sovranità italiana, è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione, decorrente dall'entrata in vigore delle leggi citate, trattandosi di diritto soggettivo correlato ad un'obbligazione indennitaria "ex lege" dello Stato italiano, riconducibile all'area della responsabilità contrattuale.

Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3796 del 08/02/2019

Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2946

Contributi agricoli - Prescrizione - Decorrenza - Scadenza dei termini per il pagamento – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2432 del 29/01/2019Contributi agricoli - Prescrizione - Decorrenza - Scadenza dei termini per il pagamento – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2432 del 29/01/2019

Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi - Contributi agricoli - Prescrizione - Decorrenza - Scadenza dei termini per il pagamento – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2432 del 29/01/2019

Data di presentazione delle denunce da parte del datore di lavoro - Irrilevanza - Fondamento.

In tema di contributi agricoli, il termine di prescrizione non decorre dalla data di presentazione delle denunzie periodiche della manodopera da parte del datore, ma dalla scadenza del termine fissato per legge per il pagamento degli stessi, dal momento che, per il "favor debitoris" costituente la "ratio" di tali previsioni, l'INPS non può esigere il pagamento prima della scadenza e, di conseguenza, non può decorrere la prescrizione, secondo il criterio generale di cui all'art. 2935 c.c.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2432 del 29/01/2019

 

Sindacato di legittimità costituzionale - giudizio incidentale - decisioni - Cass. n. 29609/2018 Sindacato di legittimità costituzionale - giudizio incidentale - decisioni - Cass. n. 29609/2018

Corte costituzionale - sindacato di legittimità costituzionale - giudizio incidentale - decisioni - accoglimento (illegittimità costituzionale) - effetti - pronuncia d'incostituzionalità - decorrenza della prescrizione del diritto – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018

Quando la dichiarazione d'incostituzionalità elimini una situazione di oggettiva incertezza tale da impedire concretamente l'esercizio del diritto, la prescrizione decorre dalla pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale. Al contrario ove la dichiarazione d'illegittimità costituzionale abbia rimosso l'unico limite all'azionabilità diretta di una pretesa che avrebbe potuto comunque essere fatta valere la prescrizione decorre dalla maturazione del diritto. (La S.C ha indicato come esemplificazione della prima ipotesi la dichiarazione di incostituzionalità da parte della sentenza n. 223 del 1983 in tema di conguaglio dell'indennità di espropriazione e come esemplificazione della seconda, la determinazione di stima di cui agli artt. 15 e 16 della l. n. 865 del 1971, venuta meno per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 470 del 1990).

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018

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29609

2018

Occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) – indennitàOccupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) – indennità

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) – indennità - art. 20, comma quarto, legge n. 856 del 1971 dopo corte cost. n. 470 del 1990 - criterio di calcolo - per periodi annuali e al termine di ciascuno di essi - conseguenze - prescrizione - decorrenza dalle medesime date – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018

L'immediata esperibilità del giudizio per la liquidazione dell'indennità di occupazione ex art. 20, comma 4, l. n. 865 del 1971 (modificato dall'art. 14 della l. n. 10 del 1977), determinata dalla sentenza della Corte costituzionale n. 470 del 1990, che ha eliminato la condizione di azionabilità costituita dalla previa determinazione di stima di cui agli artt. 15 e 16 della medesima legge, non produce lo spostamento della decorrenza della prescrizione alla data di pubblicazione della citata sentenza, restando fermo il "dies a quo" costituito dal termine di ciascun anno di occupazione, in applicazione del principio secondo il quale la pregressa vigenza di una norma ostativa all'esercizio di un diritto, successivamente dichiarata incostituzionale, costituisce un mero ostacolo di fatto, e non un impedimento giuridico, all'esercizio del diritto medesimo.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 29609 del 16/11/2018

 

previdenza - previdenza forense - contribuzione minimaprevidenza - previdenza forense - contribuzione minima

Avvocato - previdenza - previdenza forense - contribuzione minima - prescrizione - decorrenza - dalla comunicazione dei redditi percepiti - esclusione - dalle annate di riferimento - fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27218 del 26/10/2018

>>> In tema di previdenza forense, la prescrizione della contribuzione minima decorre in concomitanza con le singole annualità di iscrizione alla cassa, in applicazione dell'art. 2935 c.c., trattandosi di onere dovuto a prescindere dal reddito, per il quale non è applicabile l'art. 19 della l. n. 576 del 1980 che fissa, invece, la decorrenza della prescrizione dalla trasmissione della dichiarazione dei redditi.

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27218 del 26/10/2018

 

Diritto alla restituzione delle somme versateDiritto alla restituzione delle somme versate

Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione - sentenza di primo grado riformata in appello - diritto alla restituzione delle somme versate - prescrizione - decorrenza - efficacia interruttiva dell’appello - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 27131 del 25/10/2018

>>> Il termine di prescrizione del diritto alla restituzione delle somme pagate in esecuzione della sentenza di condanna di primo grado, riformata in appello, comincia a decorrere, ai sensi dell'art. 2935 c.c., dalla data di pubblicazione della sentenza di riforma in ragione dell'immediata efficacia di quest'ultima, ed è interrotta dalla notifica dell'atto di appello, con effetti permanenti fino al passaggio in giudicato, solo a condizione che in tale atto (o successivamente, in caso di esecuzione avviata dopo la proposizione dell'impugnazione) sia stata espressamente formulata la richiesta di restituzione delle somme corrisposte in esecuzione della sentenza di primo grado; in assenza di tale domanda, infatti, non può operare automaticamente l'effetto interruttivo previsto dal combinato disposto degli artt. 2943 e 2945 c.c., in quanto il diritto alla restituzione non ha alcuna correlazione con lo specifico rapporto controverso in appello, trovando la sua fonte in un fatto nascente dal processo (l'avvenuta esecuzione di un titolo giudiziale poi riformato), che potrebbe del tutto mancare (o, comunque, sopravvenire) al momento dell'impugnazione, con la conseguenza che tale fatto deve essere autonomamente portato alla cognizione del giudice di appello. (Nella specie, la S.C. ha confermato la statuizione del giudice di merito, che aveva ritenuto prescritto il diritto alla restituzione di somme pagate in esecuzione di una sentenza definitivamente riformata, in quanto la relativa domanda era stata formulata per la prima volta mediante un autonomo giudizio, instaurato dopo più di dieci anni dalla pubblicazione della sentenza di riforma).

Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 27131 del 25/10/2018

Custode giudiziario di cose sequestrate in procedimento penale – Diritto al compensoCustode giudiziario di cose sequestrate in procedimento penale – Diritto al compenso

Prescrizione civile - decorrenza - Custode giudiziario di cose sequestrate in procedimento penale – Diritto al compenso - Prescrizione - Termine di decennale – Decorrenza – Limiti - Fondamento. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, SENTENZA N. 22362 DEL 13/09/2018

>>> Il diritto del custode giudiziario di cose sequestrate nell'ambito di un procedimento penale al compenso per l'attività svolta, che non deriva da un rapporto di diritto privato, ma da un incarico di natura pubblicistica, è correlato a una prestazione continuativa e matura di giorno in giorno, così che è soggetto a prescrizione decennale decorrente da ogni singolo giorno, a meno che nel provvedimento di conferimento sia stabilita una determinata periodicità nella corresponsione del compenso, dovendosi, in tal caso, ritenere configurabile una prestazione periodica, con conseguente applicazione del termine quinquennale di prescrizione di cui all'art. 2948, n. 4, c.c.

 

Insufficienza del patrimonio socialeInsufficienza del patrimonio sociale

Società - di capitali - società per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - organi sociali - amministratori - responsabilità - verso i creditori sociali - Decorso della prescrizione - Insufficienza del patrimonio sociale - Bilancio approvato - Rilevanza - Relazione dei sindaci critica - Falsità dei dati esposti in bilancio - Percepibilità da parte dei creditori sociali - Apprezzamento in fatto riservato al giudice di merito. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 1, SENTENZA N. 21662 DEL 05/09/2018

Nell'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei sindaci di una società di capitali, spettante, ai sensi degli artt. 2394 e 2407 c.c., ai creditori sociali, l'insufficienza del patrimonio sociale al soddisfacimento dei crediti, rilevante ai fini del decorso della prescrizione quinquennale, può risultare dal bilancio sociale che costituisce, per la sua specifica funzione, il documento informativo principale sulla situazione della società non solo nei riguardi dei soci, ma anche dei creditori e dei terzi in genere. Sicché spetta al giudice di merito, con un apprezzamento in fatto insindacabile in cassazione, accertare se la relazione dei sindaci al bilancio che abbia evidenziato l'inadeguatezza della valutazione di alcune voci - a fronte della quale l'assemblea abbia comunque deliberato la distribuzione di utili ai soci, senza rilievi da parte degli organi di controllo -, sia idonea ad integrare di per sé l'elemento della oggettiva percepibilità per i creditori circa la falsità dei risultati attestati dal bilancio sociale.

 

Indennità di cui all’art. 46 l. n. 2359 del 1865Indennità di cui all’art. 46 l. n. 2359 del 1865

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - determinazione (stima) - in genere - Indennità di cui all’art. 46 l. n. 2359 del 1865 - Perdita o diminuzione della proprietà per effetto dell’opera pubblica – Decorrenza del termine di prescrizione – Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. U, SENTENZA N. 21589 DEL 04/09/2018

Il termine per la prescrizione del diritto all'indennità prevista dall'art. 46 della l. n. 2359 del 1865 decorre dal momento in cui il danneggiato ha piena conoscenza del pregiudizio derivante dalla perdita o diminuzione di facoltà inerenti al proprio diritto dominicale conseguenti all'esecuzione dell'opera pubblica. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva individuato il "dies a quo" della prescrizione nella data di redazione di un verbale attestante la realizzazione dell'opera pubblica nei suoi tratti essenziali, ritenendo che da quel momento gli aventi diritto fossero nella possibilità di percepire il pregiudizio indennizzabile).

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - contributi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21371 del 29/08/2018Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - contributi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21371 del 29/08/2018

Sentenza di reintegra - Obbligo contributivo del datore di lavoro - Prescrizione - Decorrenza - Sospensione della prescrizione - Impedimenti fattuali - Irrilevanza - Fattispecie.

La sentenza che ordina la reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato, stante la sua immediata esecutività, attiva l'obbligo per il datore di lavoro di corrispondere i contributi maturati dalla data del licenziamento fino alla reintegra, sicchè il "dies a quo" della prescrizione di tali contributi coincide con il termine di scadenza successivo alla riattivazione dell'obbligo, senza che diano luogo a sospensione della prescrizione l'impugnazione del licenziamento e lo svolgimento del relativo processo, rilevando rispetto alla possibilità per l'ente di far valere il credito contributivo, ai sensi dell'art. 2935 c.c., i soli impedimenti giuridici e non quelli fattuali. (Nella specie, si è ritenuto ininfluente, ai fini del decorso del termine di prescrizione, il momento di effettiva conoscenza da parte dell'INPS dell'avvenuta impugnazione del licenziamento e della conseguente decisione).

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 21371 del 29/08/2018

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi – indennità per cessazione del rapporto di lavoro - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16139 del 19/06/2018Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi – indennità per cessazione del rapporto di lavoro - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16139 del 19/06/2018

Indennità sostitutiva del preavviso di licenziamento - Diritto alla relativa contribuzione - Applicabilità - Decorrenza.

Le indennità spettanti al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex art. 2948, n. 5, c.c. a prescindere dalla loro natura, retributiva o previdenziale, in ragione dell'esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall'eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti in occasione della chiusura del rapporto; ne consegue che anche per il versamento della contribuzione sull'indennità sostitutiva del preavviso di licenziamento si applica la prescrizione breve, con decorrenza dalla cessazione del rapporto, restando irrilevante l'epoca in cui tale diritto sia stato eventualmente accertato in giudizio.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16139 del 19/06/2018

 

Prescrizione civile - opponibilità - non rilevabilità d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15991 del 18/06/2018Prescrizione civile - opponibilità - non rilevabilità d'ufficio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15991 del 18/06/2018

Contenuto dell'eccezione - Indicazione del fatto in relazione al quale decorre il termine - Necessità - Fattispecie.

L'eccezione di prescrizione deve sempre fondarsi su fatti allegati dalla parte ed il debitore che la solleva ha l'onere di allegare e provare il fatto che, permettendo l'esercizio del diritto, determina l'inizio della decorrenza del termine, ai sensi dell'art. 2935 c.c., restando escluso che il giudice possa accogliere l'eccezione sulla base di un fatto diverso. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto inammissibile un'eccezione di prescrizione sollevata genericamente in appello senza nulla specificare in ordine al tipo di prescrizione invocata, ai fatti che ne costituivano il momento iniziale di decorrenza in base alla disciplina del tipo contrattuale e con un mero ed apodittico richiamo alle considerazioni svolte nel giudizio di primo grado).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 15991 del 18/06/2018

 

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 14827 del 07/06/2018Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - costituzione del rapporto - durata del rapporto - a tempo determinato - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 14827 del 07/06/2018

Pluralità di contratti a termine - Nullità dell'apposizione del termine - Conversione in unico contratto a tempo indeterminato - Prescrizione dei crediti relativi - Decorrenza in costanza di rapporto - Esclusione.

Nel caso di una serie di contratti di lavoro di diritto privato a tempo determinato, poi convertiti in un unico contratto a tempo indeterminato in conseguenza della ritenuta nullità dell'apposizione del termine, la prescrizione dei crediti derivanti dal rapporto non decorre dalla scadenza dei singoli contratti a termine e resta sospesa sino alla cessazione del rapporto lavorativo, non rilevando che a seguito della conversione il rapporto medesimo risulti assistito dalla garanzia della stabilità reale.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 14827 del 07/06/2018

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21534 del 15/09/2017Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21534 del 15/09/2017

Termine - Prescrizioni brevi - Risarcimento del danno - Fatto dannoso costituente reato - Reato di calunnia - Azione civile di risarcimento del danno - Decorrenza del termine decennale - Dalla notizia della falsa denuncia.

Il termine prescrizionale di dieci anni previsto per il reato di calunnia - applicabile, a norma dell'art. 2947, comma 3, c.c., anche all'azione civile di risarcimento del danno - decorre, sia per il reato sia per l'azione civile, dalla stessa data, e cioè dalla data in cui il giudice venga a conoscenza, direttamente o indirettamente, della falsa denuncia, e non già dalla data di inizio dell'azione penale, poichè il reato di calunnia si consuma appena all'autorità giudiziaria - oppure ad altra autorità obbligata a riferire ad essa- venga presentata (o comunque giunga) la falsa denuncia: da quello stesso momento la persona denunciata può far valere il diritto al risarcimento per il pregiudizio sofferto.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 21534 del 15/09/2017

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - danni per omessa assicurazione - risarcimento – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 21302 del 14/09/2017Previdenza (assicurazioni sociali) - danni per omessa assicurazione - risarcimento – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 21302 del 14/09/2017

Azione del lavoratore per la costituzione da parte del datore di lavoro di rendita ex art. 13 della l. n. 1338 del 1962 - Prescrizione - Decorrenza - Dalla data di prescrizione dei contributi previdenziali - Mancata conoscenza da parte del lavoratore della omissione contributiva - Irrilevanza.

Il diritto del lavoratore alla costituzione, a spese del datore di lavoro, la rendita vitalizia di cui all'art. 13, della l. n. 1338 del 1962, per effetto del mancato versamento da parte di quest'ultimo dei contributi previdenziali, è soggetto al termine ordinario di prescrizione, decorrente dalla data di prescrizione del credito contributivo dell'INPS, senza che rilevi la conoscenza o meno, da parte del lavoratore, della omissione contributiva.

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 21302 del 14/09/2017

 

Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi – Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 17640 del 17/07/2017Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi – Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 17640 del 17/07/2017

Notifica a società di persone di un verbale di accertamento - Interruzione della prescrizione - Idoneità nei confronti dei soci - Notifica del verbale a socio di società di persone - Inidoneità - Eccezioni.

La notifica ad una società di persone di un atto interruttivo della prescrizione concernente il debito sociale (nella specie, verbale di accertamento di debito contributivo), che è debito anche dei soci, interrompe, ai sensi dell’art. 1310 c.c., la prescrizione anche nei confronti di questi ultimi; al contrario, la notifica di un atto interruttivo della prescrizione nei confronti del singolo socio è inidonea a produrre effetti nei confronti della società, non potendo, di norma, ricollegarsi alcun effetto interruttivo ad una richiesta di pagamento inoltrata ad un soggetto diverso dal debitore, salvo il caso in cui costui sia rappresentante o comunque, benché privo del potere rappresentativo, abbia agito in tale qualità, qualora risulti applicabile il principio dell’apparenza.

Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 17640 del 17/07/2017

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13510 del 30/05/2017Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13510 del 30/05/2017

Rifiuto, da parte dell’Amministrazione competente, dell’aggiornamento delle banche dati funzionali al rilascio delle informative cd. antimafia - Azione di risarcimento del danno per estromissione dal mercato dei pubblici appalti - Messa in liquidazione volontaria della società - Decorrenza della prescrizione - Dal momento della messa in liquidazione - Danni futuri - Medesima decorrenza - Limiti.

In materia di appalti di opere pubbliche, il “dies a quo” del termine quinquennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da estromissione di una società dal mercato dei pubblici appalti, asseritamente conseguente al rifiuto, da parte della P.A., dell’aggiornamento delle banche dati funzionali al rilascio delle informative cd. antimafia (di cui all’art. 10, comma 7, lettera c), del d.P.R. n. 252 del 1998), si identifica, qualora la società abbia disposto la propria messa in liquidazione volontaria, ancorchè indotta dal detto rifiuto, nel momento stesso di tale messa in liquidazione, pur perdurando il comportamento omissivo dell’amministrazione; ciò non solo per i danni già verificatisi, ma anche per quelli futuri derivanti dalla perdita della possibilità di partecipazione a quel mercato, in quanto causalmente ricollegabili sempre alla stessa condotta omissiva, atteso che il fatto del danneggiato, volto a rimediare al danno già prodottosi, non elimina l’efficacia causale di tale condotta per il danno ulteriore.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13510 del 30/05/2017

 

Successioni Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - indegnita' di succedere - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24252 del 29/11/2016

Azione per la pronuncia dell'indegnità - Prescrizione decennale - Ipotesi di cui all'art. 463 n. 6 c.c. - Decorrenza - Individuazione - Riferimento all'apertura della successione - Esclusione - Criteri - Fattispecie.

Nell'ipotesi di azione volta ad ottenere la pronunzia dell'indegnità a succedere in ragione della formazione o dell'uso di un testamento falso (art. 463 n. 6 c.c.), il termine decennale di prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il soggetto legittimato ad esercitare la stessa abbia la ragionevole certezza e consapevolezza sia della circostanza che una parte pretenda di essere erede e si qualifichi come tale in forza di un testamento che si ha motivo di ritenere falso, sia del proprio diritto a conseguire l'eredità o il legato, in virtù di indici oggettivamente univoci idonei a determinare detto convincimento in una persona di normale diligenza, il cui apprezzamento è riservato alla valutazione del giudice del merito. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto giustificata l'iniziale inerzia dell'attrice che, pur avendo alcune perplessità, non aveva ancora maturato certezze sulla non autenticità di un testamento olografo prima della rivelazione da parte del fratello).

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24252 del 29/11/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18606 del 22/09/2016Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18606 del 22/09/2016

Azione di risarcimento dei danni da responsabilità professionale - Termine di prescrizione - Decorrenza - Fattispecie in tema di attività notarile.

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da responsabilità professionale inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista determina l'evento dannoso, bensì da quello in cui la produzione del danno si manifesta all'esterno, divenendo oggettivamente percepibile e riconoscibile da parte del danneggiato. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per aver erroneamente indicato il valore catastale degli immobili nel redigere una dichiarazione di successione, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ancorato il "dies a quo" di decorrenza della prescrizione alla data della denuncia di successione, anziché a quella della notifica al danneggiato dell'avviso di accertamento della maggiore imposta).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18606 del 22/09/2016

 

Lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17592 del 05/09/2016Lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17592 del 05/09/2016

Insolvenza del datore di lavoro - Fondo di garanzia gestito dall'INPS - Credito del lavoratore inerente agli ultimi tre mesi del rapporto - Prescrizione annuale - Presentazione della domanda amministrativa - Effetto interruttivo e sospensivo - Portata.

In tema di prescrizione annuale del diritto di ottenere dal Fondo di garanzia gestito dall'INPS il pagamento delle retribuzioni relative agli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro, la presentazione della prescritta domanda, secondo le norme che regolano il conseguimento delle prestazioni previdenziali, oltre a costituire atto interruttivo della prescrizione, determina l'apertura del procedimento amministrativo preordinato alla liquidazione, sicché il decorso della prescrizione resta sospeso fino alla sua conclusione.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17592 del 05/09/2016

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17095 del 12/08/2016Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17095 del 12/08/2016

Contributi INAIL - Prescrizione quinquennale ex art. 3, comma 9, della l. n. 335 del 1995 - Decorrenza - Fondamento.

I contributi INAIL si prescrivono in cinque anni ex art. 3, comma 9, della l. n. 335 del 1995, con inizio della decorrenza, quanto alla prima rata dall'inizio della lavorazione e, per le rate successive, dal 16 febbraio di ogni anno, ai sensi degli artt. 28 e 44 del d.P.R. n. 1124 del 1965, posto che alla suddetta data il datore deve calcolare il premio anticipato per l'anno in corso, sulla base delle retribuzioni effettive dell'anno precedente e il relativo conguaglio.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 17095 del 12/08/2016

 

Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 16712 del 09/08/2016Prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 16712 del 09/08/2016

Debito tributario di società di persone - Responsabilità solidale del socio - Conseguenze - Notifica della cartella di pagamento alla sola società - Interruzione della prescrizione anche nei confronti del socio - Idoneità.

In materia tributaria, la notifica alla società di persone della cartella di pagamento concernente il debito sociale, che è debito anche dei soci, interrompe, ai sensi dell'art. 1310 c.c., la prescrizione nei confronti di questi ultimi, purché sia avvenuta entro il termine decennale di prescrizione di cui all'art. 2935 c.c., che decorre da quando il pregresso atto impositivo sia divenuto definitivo.

Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 16712 del 09/08/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Sez. 3, Sentenza n. 14662 del 18/07/2016Prescrizione civile - decorrenza – Sez. 3, Sentenza n. 14662 del 18/07/2016

Azione risarcitoria ex art. 2043 c.c. - Eccezione di prescrizione - Prova della manifestazione del danno - Onere a carico dell'eccipiente - Valutazione del giudice - Incensurabilità in sede di legittimità.

In tema di risarcimento del danno, la parte che eccepisce la prescrizione ha l'onere di dimostrare il "dies a quo" della decorrenza del relativo termine, ossia il momento nel quale si sono manifestati all'esterno i danni dedotti in giudizio, costituendo la valutazione della relativa prova una "quaestio facti", incensurabile in sede di legittimità.

Sez. 3, Sentenza n. 14662 del 18/07/2016

 

prescrizione civile - sospensione - per rapporti tra le parti – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9113 del 17/04/2007prescrizione civile - sospensione - per rapporti tra le parti – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9113 del 17/04/2007

Doloso occultamento dell'esistenza del debito da parte del debitore - Ricorrenza - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9113 del 17/04/2007

L'operatività della causa di sospensione della prescrizione di cui all'art. 2941 n. 8) cod. civ. ricorre quando sia posta in essere dal debitore una condotta tale da comportare per il creditore una vera e propria impossibilità di agire, e non una mera difficoltà di accertamento del credito, con la conseguenza che tale criterio non impone, in altri termini, di far riferimento ad un'impossibilità assoluta di superare l'ostacolo prodotto dal comportamento del debitore, ma richiede di considerare l'effetto dell'occultamento in termini di impedimento non sormontabile con gli ordinari controlli. (Nella specie, relativa a controversia in materia di opposizione a cartelle esattoriali per il recupero di crediti riconducibili al pagamento di contributi e sanzioni pretesi dalla CNPAF nei confronti di alcuni avvocati, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che si era uniformata al principio di diritto enunciato, rilevando come il contenuto delle dichiarazioni inviate dai professionisti non avrebbe potuto impedire alla Cassa previdenziale di controllare la veridicità dei dati trasmessi, acquisendo le necessarie informazioni dai competenti uffici finanziari ai sensi dell'art. 17 della legge n. 576 del 1980).

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 9113 del 17/04/2007

 

assicurazione - assicurazione contro i danni - oggetto del contratto (rischio assicurato) - surrogazione legale dell'assicuratore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007assicurazione - assicurazione contro i danni - oggetto del contratto (rischio assicurato) - surrogazione legale dell'assicuratore – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007

Natura - Successione a titolo particolare nel credito risarcitorio - Configurabilità - Momento determinante - Individuazione - Conseguenze in tema di estinzione per prescrizione del credito trasferito - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007

La surrogazione dell'assicuratore prevista dall'art. 1916 cod. civ. integra una successione a titolo particolare nel credito risarcitorio fino alla concorrenza dell'ammontare dell'indennizzo, la quale si verifica nel momento in cui l'assicuratore fornisce notizia al terzo responsabile del pagamento effettuato all'assicurato, esprimendo la volontà di avvalersi della citata norma, ed implica l'opponibilità all'assicuratore delle eccezioni invocabili contro l'assicurato alla suddetta data, per effetto del subingresso dell'uno nella stessa posizione dell'altro. Pertanto, con riferimento alla prescrizione, deve ritenersi che l'inerzia del danneggiato, protrattasi fino alla scadenza del termine prescrizionale, possa essere fatta valere dal terzo responsabile, nei confronti dell'assicuratore in surrogazione, quale causa estintiva del diritto, solo se tale scadenza sia anteriore all'esercizio della surrogazione, mentre, in caso contrario, essendosi la titolarità del credito trasferita in capo all'assicuratore prima della maturazione della prescrizione, e valendo la menzionata comunicazione, altresì, quale atto interruttivo, l'estinzione per prescrizione del credito trasferito può discendere esclusivamente da successiva inattività dell'assicuratore medesimo. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza impugnata con la quale era stata dichiarata l'infondatezza dell'eccezione formulata dalla società ricorrente circa l'assunta prescrizione dell'azione di surroga proposta nei suoi confronti per il fatto che l'atto di chiamata in causa le era stato notificato oltre il termine annuale di cui all'art. 1495 cod. civ., essendosi diversamente e correttamente ritenuto che, nascendo il diritto di rivalsa dall'avvenuto pagamento e non già dall'evento di danno, il termine di prescrizione applicabile fosse quello ordinario decennale, suscettibile di interruzione anche per effetto di atti idonei compiuti dal danneggiato prima del sorgere del diritto dell'assicuratore di agire in surrogazione).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11457 del 17/05/2007

 

espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - accordi amichevoli – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11843 del 22/05/2007espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - accordi amichevoli – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11843 del 22/05/2007

Declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge n. 385 del 1980 - Diritto al pagamento del conguaglio - Prescrizione - Decorrenza - Detta della pubblicazione in gazzetta ufficiale della sentenza costituzionale n. 223 del 1983 - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11843 del 22/05/2007

Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 1983, la quale ha dichiarato illegittimi i criteri di determinazione del prezzo nel caso di cessione volontaria del fondo oggetto di procedura espropriativa, si è verificata una ipotesi di nullità parziale del relativo accordo, con contestuale sostituzione automatica dei criteri legali a quelli caducati, ex art. 1419, comma 2, c.c.. Ne consegue che il diritto al pagamento di eventuali conguagli, dovuti per effetto della suddetta pronuncia, è sorto nel momento di pubblicazione di quest'ultima sulla gazzetta ufficiale, e che tale momento segna il dies a quo di decorrenza della prescrizione del suddetto diritto

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11843 del 22/05/2007

 

previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18698 del 06/09/2007previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - di contributi – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18698 del 06/09/2007

Contribuzione relativa alla previdenza forense - Decorrenza della prescrizione - Incidenza della legge n. 335 del 1995 - Esclusione - Applicazione dell'art. 19, secondo comma, della legge n. 576 del 1980 - Necessità - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18698 del 06/09/2007

Poiché la legge 8 agosto 1995, n. 335 ha unificato la durata dei termini di prescrizione dei contributi previdenziali, ma non anche le regole in ordine alla decorrenza dei medesimi, non è incisa dalla predetta legge la previgente disposizione di cui all'art. 19, secondo comma, della legge 20 settembre 1980, la quale, per la previdenza forense, dispone che la prescrizione inizia a decorrere dalla trasmissione alla Cassa Nazionale di Assistenza e Previdenza Forense della dichiarazione di cui agli artt. 17 e 23 della stessa legge n. 576 (e, segnatamente, della cd. denuncia "Mod. 5", contenente l'indicazione del volume d'affari) (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva ritenuto prescritto il debito contributivo, relativo a talune annualità, di un assicurato alla Cassa di previdenza Forense, errando però sull'individuazione del termine iniziale di decorrenza della prescrizione stessa, assumendolo nella data di insorgenza dell'obbligo di contribuzione e non già, come invece avrebbe dovuto reputare, dalla comunicazione alla Cassa del predetto "Mod. 5", indicante il volume d'affari annuo).

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 18698 del 06/09/2007

 

prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6975 del 04/04/2005prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6975 del 04/04/2005

 

Separazione personale di coniugi e cessazione degli effetti civili del matrimonio - Diritto al conseguimento dei ratei dell'assegno di mantenimento - Decorrenza unica della prescrizione dalla data della sentenza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6975 del 04/04/2005

In tema di separazione dei coniugi e di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il diritto alla corresponsione dell'assegno di mantenimento, in quanto avente ad oggetto più prestazioni autonome, distinte e periodiche, si prescrive non a decorrere da un unico termine rappresentato dalla data della pronuncia della sentenza di separazione o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, bensì dalle singole scadenze di pagamento, in relazione alle quali sorge, di volta in volta, l'interesse del creditore a ciascun adempimento.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 6975 del 04/04/2005

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

Danni da contagio di sangue infetto - Diritto al risarcimento - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Ordinaria diligenza - Fattispecie.

In materia di contagio da emotrasfusioni, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie infettive per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ai danni da epatite contratta da una bimba talassemica, sottoposta praticamente fin dalla nascita ad interventi emotrasfusionali, aveva ritenuto che proprio la frequentazione settimanale degli ambienti ospedalieri, da parte dei genitori della piccola, avrebbe dovuto rendere gli stessi edotti del rischio di un possibile contagio, avendo il giudice di legittimità, per contro, ritenuto che nessun onere fosse ipotizzabile a loro carico di interpellare, sul punto, i sanitari, in assenza di sospetti o dubbi sulla patologia, ricavabili da specifiche diagnosi, ovvero da particolari esami o accertamenti clinici).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

Danni da contagio di sangue infetto - Diritto al risarcimento - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Ordinaria diligenza - Fattispecie.

In materia di contagio da emotrasfusioni, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie infettive per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ai danni da epatite contratta da una bimba talassemica, sottoposta praticamente fin dalla nascita ad interventi emotrasfusionali, aveva ritenuto che proprio la frequentazione settimanale degli ambienti ospedalieri, da parte dei genitori della piccola, avrebbe dovuto rendere gli stessi edotti del rischio di un possibile contagio, avendo il giudice di legittimità, per contro, ritenuto che nessun onere fosse ipotizzabile a loro carico di interpellare, sul punto, i sanitari, in assenza di sospetti o dubbi sulla patologia, ricavabili da specifiche diagnosi, ovvero da particolari esami o accertamenti clinici).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

Danni da contagio di sangue infetto - Diritto al risarcimento - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Ordinaria diligenza - Fattispecie.

In materia di contagio da emotrasfusioni, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto patologie infettive per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice di merito, in relazione ai danni da epatite contratta da una bimba talassemica, sottoposta praticamente fin dalla nascita ad interventi emotrasfusionali, aveva ritenuto che proprio la frequentazione settimanale degli ambienti ospedalieri, da parte dei genitori della piccola, avrebbe dovuto rendere gli stessi edotti del rischio di un possibile contagio, avendo il giudice di legittimità, per contro, ritenuto che nessun onere fosse ipotizzabile a loro carico di interpellare, sul punto, i sanitari, in assenza di sospetti o dubbi sulla patologia, ricavabili da specifiche diagnosi, ovvero da particolari esami o accertamenti clinici).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8645 del 03/05/2016

 

responsabilità patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - revocatoria ordinaria (azione pauliana) - in genere; rapporti con la simulazione – Cass. n. 1210/2007responsabilità patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - revocatoria ordinaria (azione pauliana) - in genere; rapporti con la simulazione – Cass. n. 1210/2007

Prescrizione - Decorrenza - Dalla stipula dell'atto - Esclusione - Dal giorno della pubblicità ai terzi - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1210 del 19/01/2007

La disposizione dell'art. 2903 cod.civ., laddove stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto, deve essere interpretata (attraverso il coordinamento con la disposizione generale in tema di prescrizione, di cui all'art. 2935 cod.civ.) nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo .(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito sul punto in cui rigettava l'eccezione di prescrizione dell'azione revocatoria ordinaria, ritenendo che la prescrizione iniziasse a correre non dalla stipula dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale oggetto di revocatoria, ma dal giorno dell'annotazione dell'atto stesso nei registri dello stato civile).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 1210 del 19/01/2007

Revocatoria

ordinaria

pauliana

azione

corte

cassazione

1210 

2007

 

Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016

Nullità contrattuale - Ripetizione del corrispettivo versato in esecuzione del contratto - Prescrizione - Decorrenza - Dall'avvenuto pagamento - Accertamento giudiziale della nullità - Irrilevanza.

In caso di nullità di un contratto per impossibilità giuridica originaria del suo oggetto, l'azione di ripetizione dell'indebito, esperibile in relazione all'avvenuto versamento del corrispettivo, deve essere esercitata entro dieci anni dalla data del pagamento, non ostando al decorso della prescrizione l'assenza di un giudicato in ordine alla nullità contrattuale.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016

 

Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016

Nullità contrattuale - Ripetizione del corrispettivo versato in esecuzione del contratto - Prescrizione - Decorrenza - Dall'avvenuto pagamento - Accertamento giudiziale della nullità - Irrilevanza.

In caso di nullità di un contratto per impossibilità giuridica originaria del suo oggetto, l'azione di ripetizione dell'indebito, esperibile in relazione all'avvenuto versamento del corrispettivo, deve essere esercitata entro dieci anni dalla data del pagamento, non ostando al decorso della prescrizione l'assenza di un giudicato in ordine alla nullità contrattuale.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016

 

Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016

Nullità contrattuale - Ripetizione del corrispettivo versato in esecuzione del contratto - Prescrizione - Decorrenza - Dall'avvenuto pagamento - Accertamento giudiziale della nullità - Irrilevanza.

In caso di nullità di un contratto per impossibilità giuridica originaria del suo oggetto, l'azione di ripetizione dell'indebito, esperibile in relazione all'avvenuto versamento del corrispettivo, deve essere esercitata entro dieci anni dalla data del pagamento, non ostando al decorso della prescrizione l'assenza di un giudicato in ordine alla nullità contrattuale.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7749 del 19/04/2016

 

Rescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016Rescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

Risarcimento del danno per responsabilità professionale - Prescrizione - Decorrenza - Percezione esterna dell'esistenza del danno risarcibile - Necessità - Criteri - Accertamento rimesso al giudice - Fattispecie.

In tema di azione risarcitoria per responsabilità professionale, il termine prescrizionale decorre dal momento in cui la produzione del danno diventi oggettivamente percepibile e riconoscibile dal danneggiato alla stregua della diligenza da quest'ultimo esigibile ai sensi dell'art. 1176 c.c., secondo standards obiettivi e in relazione alla specifica attività del professionista, in base ad un accertamento di fatto rimesso al giudice del merito. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per non avere fornito agli acquirenti in una compravendita immobiliare un'adeguata informazione in ordine alle conseguenze pregiudizievoli derivanti dal contratto, attinenti alla perdita dei vantaggi legati al tasso d'interesse agevolato, la S.C. ha ritenuto che la sentenza impugnata, nell'ancorare il "dies a quo" di decorrenza della prescrizione alla mera stipula dell'atto, avesse pretermesso la doverosa indagine sul momento in cui si era prodotto e reso conoscibile il danno lamentato dagli acquirenti).

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

Risarcimento del danno per responsabilità professionale - Prescrizione - Decorrenza - Percezione esterna dell'esistenza del danno risarcibile - Necessità - Criteri - Accertamento rimesso al giudice - Fattispecie.

In tema di azione risarcitoria per responsabilità professionale, il termine prescrizionale decorre dal momento in cui la produzione del danno diventi oggettivamente percepibile e riconoscibile dal danneggiato alla stregua della diligenza da quest'ultimo esigibile ai sensi dell'art. 1176 c.c., secondo standards obiettivi e in relazione alla specifica attività del professionista, in base ad un accertamento di fatto rimesso al giudice del merito. (Nella specie, relativa alla responsabilità di un notaio per non avere fornito agli acquirenti in una compravendita immobiliare un'adeguata informazione in ordine alle conseguenze pregiudizievoli derivanti dal contratto, attinenti alla perdita dei vantaggi legati al tasso d'interesse agevolato, la S.C. ha ritenuto che la sentenza impugnata, nell'ancorare il "dies a quo" di decorrenza della prescrizione alla mera stipula dell'atto, avesse pretermesso la doverosa indagine sul momento in cui si era prodotto e reso conoscibile il danno lamentato dagli acquirenti).

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6747 del 07/04/2016

 

risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016

Danno ambientale - Sussumibilità nella previsione dell'art. 2043 c.c. (e non dell'art. 18 della l. n. 349 del 1986) - Condotta antigiuridica - Individuazione - Termine prescrizionale dell'azione risarcitoria - Decorrenza.Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016

In materia di danno ambientale, in relazione a fattispecie sussumibili "ratione temporis" nell'art. 2043 c.c. (e non nell'art. 18 della l. n. 349 del 1986), il comportamento idoneo ad integrare l'illecito consiste in una condotta dolosa o colposa di danneggiamento dell'ambiente (non richiedendosi anche la "violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge", secondo le previsioni della suddetta "lex specialis"), destinata a persistere sino a quando il suo autore mantenga - in base a libera determinazione, sempre reversibile - le condizioni di lesione ambientale, sicché la prescrizione del diritto al risarcimento decorre solo dalla cessazione di tale contegno, sia essa volontaria ovvero dipendente dalla perdita di disponibilità del bene danneggiato.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 3259 del 19/02/2016

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015

Falso riconoscimento della paternità poi disconosciuto - Successiva impugnazione dell'atto - Risarcimento dei danni - Prescrizione - Decorrenza - Dal giorno dell'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento dei danni conseguenti ad un riconoscimento di paternità consapevolmente falso e, come tale, in seguito disconosciuto, decorre dal giorno dell'azione di impugnazione dell'atto per difetto di veridicità.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16222 del 31/07/2015

 

Territori ex italiani - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015Territori ex italiani - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015

Indennizzo per beni perduti all'estero - Nuova disciplina di cui alle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985 - Richiesta di revisione - Prescrizione - Termine e decorrenza - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015

Il diritto dei privati di chiedere la revisione della stima, sulla base dei nuovi parametri introdotti dalle leggi n. 16 del 1980 e n. 135 del 1985, dell'indennizzo per i beni perduti all'estero in territori già appartenenti alla sovranità italiana, è soggetto all'ordinario termine decennale di prescrizione, decorrente dall'entrata in vigore delle leggi citate, trattandosi di diritto soggettivo correlato ad un'obbligazione indennitaria "ex lege" dello Stato italiano, riconducibile all'area della responsabilità contrattuale. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto prescritto il diritto dei ricorrenti alla revisione della stima dell'indennizzo, già liquidato, per la perdita dei beni confiscati dal Governo jugoslavo in ragione della domanda giudiziale formulata oltre dieci anni dopo l'entrata in vigore delle leggi che tale revisione consentivano).

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 19649 del 01/10/2015

 

Responsabilità civile - prescrizione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015Responsabilità civile - prescrizione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015

Danni da mancato adeguamento dei margini minimi obbligatori per la distribuzione dei prodotti petroliferi per il riscaldamento - Omissione del Cip, preposto a tale adeguamento - Illecito permanente - Conseguenze sulla prescrizione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015

In tema di responsabilità civile, il mancato adeguamento - a partire dal 1982, e per la durata di dieci anni - dei margini minimi obbligatori per la distribuzione del petrolio per il riscaldamento, da parte del Comitato interministeriale prezzi (Cip), integra un comportamento illecito, a danno delle società di distribuzione (delle quali è stato bloccato il margine di guadagno per un decennio), che ha natura di permanente e la cui caratteristica è di dar luogo ad un diritto al risarcimento che sorge in modo continuo e che in modo continuo si prescrive, se non esercitato dal momento in cui si produce, sicché il termine prescrizionale decorre "de die in diem", man mano che i danni stessi accadono.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12701 del 19/06/2015

 

Successioni Successioni "mortis causa" - successione necessaria - reintegrazione della quota di riserva dei legittimari - azione di riduzione (lesione della quota di riserva) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13407 del 30/06/2015

Donazione lesiva della legittima - Termine di prescrizione - Decorrenza - Dalla data di apertura della successione - Azione di riduzione proposta dall'erede del legittimario - Irrilevanza ai fini della decorrenza del termine di prescrizione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13407 del 30/06/2015

In tema di successione necessaria, qualora la lesione della legittima derivi da donazioni, il termine decennale di prescrizione dell'azione di riduzione decorre dalla data di apertura della successione non essendo sufficiente il "relictum" a garantire al legittimario il soddisfacimento della quota di riserva, senza che rilevi, a tal fine, che la riduzione sia domandata, ai sensi dell'art. 557, primo comma, cod. civ., dall'erede del legittimario, a cui non spetta un diritto autonomo rispetto al suo dante causa, sicché, ove al momento dell'apertura della successione del legittimario risulti già maturata la prescrizione dell'azione di riduzione, resta preclusa all'erede la possibilità di domandare utilmente la stessa, non potendo la morte del legittimario comportare la reviviscenza di un diritto che quest'ultimo aveva già perduto.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13407 del 30/06/2015

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10828 del 26/05/2015Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10828 del 26/05/2015

Impedimenti soggettivi e ostacoli di fatto - Idoneità ad impedire la decorrenza della prescrizione - Esclusione - Limiti - Ritardo indotto dalla necessità di un accertamento giudiziale - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie in tema di disconoscimento di rapporto di lavoro subordinato e restituzione dei contributi. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10828 del 26/05/2015

L'impossibilità di far valere il diritto, alla quale l'art. 2935 cod. civ. attribuisce rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione, è solo quella che deriva da cause giuridiche che ne ostacolino l'esercizio e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto, per i quali il successivo art. 2941 cod. civ. prevede solo specifiche e tassative ipotesi di sospensione, tra le quali, salva l'ipotesi di dolo prevista dal n. 8 del citato articolo, non rientra l'ignoranza, da parte del titolare, del fatto generatore del suo diritto, il dubbio soggettivo sull'esistenza di tale diritto, né il ritardo indotto dalla necessità del suo accertamento. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva fatto decorrere la prescrizione decennale del diritto alla restituzione dei contributi versati indebitamente dalla data del provvedimento con cui l'INPS aveva annullato la posizione assicurativa del lavoratore, anziché da quelle di ciascuno dei diversi versamenti contributivi, assegnando rilievo, quale impedimento di diritto invece che di fatto, alla mancata consapevolezza della natura subordinata o meno del rapporto di lavoro).

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 10828 del 26/05/2015

 

Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - assicurazione – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18317 del 18/09/2015Prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - assicurazione – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18317 del 18/09/2015

Sospensione del termine - Decorrenza - Dalla comunicazione all'assicuratore della richiesta di risarcimento - Provenienza dal danneggiato o da un terzo - Irrilevanza - Assenza, nella comunicazione, della determinazione del "quantum" risarcitorio - Ininfluenza - Condizioni. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18317 del 18/09/2015

In tema di assicurazione, l'effetto sospensivo della prescrizione disciplinato dall'art. 2952, comma 4, c.c., si verifica anche se la comunicazione all'assicuratore della richiesta risarcitoria del danneggiato provenga da quest'ultimo, o da un terzo, invece che dall'assicurato, senza, peraltro, che possa negarsi l'operatività di tale effetto qualora sia stata omessa l'esatta determinazione del "quantum" risarcitorio, sempreché l'atto sia univoco nell'esplicitare la volontà di ottenere il ristoro di tutti i danni subiti, con conseguente certa e concreta esposizione del patrimonio dell'assicurato stesso.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18317 del 18/09/2015

 

 

Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa - scioglimento – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa - scioglimento – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015

Diritto dei comunisti ai frutti dovuti dal comproprietario utilizzatore del bene - Prescrizione - Decorrenza - Dal momento della divisione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015

La prescrizione del diritto dei comunisti ai frutti dovuti loro dal comproprietario utilizzatore del bene comune decorre soltanto dal momento della divisione, cioè dal tempo in cui si è reso (o si sarebbe dovuto rendere) il conto, non essendo configurabile, con riguardo a tali crediti, un'inerzia del creditore alla quale possa riconnettersi un effetto estintivo, giacché è appunto dalla divisione che traggono origine l'obbligo della resa dei conti, con decorrenza dal momento in cui è sorta la comunione, e l'esigenza dell'imputazione alla quota di ciascun comunista delle somme di cui è debitore verso i condividenti.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16700 del 11/08/2015

 

prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15921 del 11/07/2014prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15921 del 11/07/2014

Danno coperto da assicurazione - Indennizzo - Procedimento penale a carico dell'assicurato per il fatto generatore del danno - "Liquidazione del danno" condizionato alle pendenze del procedimento penale - Avveramento - Conseguenze - Interruzione della prescrizione - Portata - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15921 del 11/07/2014

In tema di assicurazione contro i danni, quando le parti elevino a condizione sospensiva della "liquidazione del danno", da parte dell'assicuratore, la circostanza futura ed incerta dell'inizio di un procedimento penale a carico dell'assicurato per reato riguardante i fatti generatori del danno, l'avveramento della condizione non osta all'esercizio del solo diritto al pagamento di quanto dovuto dall'assicuratore, né del diritto dell'assicurato all'indennizzo, giacché la loro coincidenza comporta che la prescrizione di tale unitario diritto resti interrotta - a norma dell'art. 2935 cod. civ. - fino al passaggio in giudicato della sentenza di proscioglimento dell'assicurato, identificandosi il suo diritto all'indennizzo con quello a vedersi risarcire, nei modi e nei limiti stabiliti dal contratto, il danno sofferto in conseguenza del sinistro.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15921 del 11/07/2014

prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - assicurazione – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4548 del 26/02/2014prescrizione civile - termine - prescrizioni brevi - assicurazione – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4548 del 26/02/2014

Sospensione del termine - Decorrenza - Dalla comunicazione all'assicuratore della richiesta di risarcimento - Provenienza dal danneggiato o da un terzo - Irrilevanza. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4548 del 26/02/2014

In tema di assicurazione, l'art. 2952, quarto comma, cod. civ., regolando in ogni suo aspetto il rapporto tra assicurato e assicuratore, stabilisce, quale regime speciale, la sospensione del termine di prescrizione sino alla definitiva liquidità ed esigibilità del credito del terzo danneggiato, con decorrenza non già dalla denuncia del sinistro, ma dalla comunicazione all'assicuratore della richiesta di risarcimento proposta dal danneggiato, che è efficace anche se proveniente dallo stesso danneggiato o da un terzo.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 4548 del 26/02/2014

 

Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - azione disciplinare - prescrizione – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1822 del 02/02/2015Avvocato e procuratore - giudizi disciplinari - azione disciplinare - prescrizione – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1822 del 02/02/2015

Decorrenza in caso di illecito permanente - Dalla cessazione delle permanenza - Conseguenze - Nell'ipotesi di appropriazione di somma depositata dal cliente a titolo fiduciario.

La prescrizione dell'azione disciplinare per illecito permanente dell'avvocato decorre solo dalla cessazione della permanenza, sicché, in caso di omissione del rendiconto di un deposito fiduciario, non rileva il momento della revoca del mandato, che fa sorgere l'obbligo di rendiconto, ma il momento in cui il professionista nega il diritto del cliente sulla somma depositata, affermando il proprio diritto di trattenerla.

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1822 del 02/02/2015

 

Successioni Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21687 del 14/10/2014

Termine previsto dall'art. 480 cod. civ. - Pendenza del giudizio di accertamento del destinatario dell'istituzione di erede - Rilevanza ai fini della decorrenza della prescrizione - Esclusione - Fondamento.

In tema di accettazione dell'eredità, la pendenza di un giudizio volto all'accertamento del soggetto destinatario dell'istituzione di erede, sulla base della ricostruzione della volontà testamentaria, non rileva, in quanto impedimento di mero fatto, ai fini della decorrenza del termine di prescrizione di cui all'art. 480 cod. civ., trattandosi di diritto di natura potestativa, per il quale non operano gli atti interruttivi della prescrizione e che è soggetto unicamente alle ordinarie cause di sospensione ed agli impedimenti legali.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 21687 del 14/10/2014

 

divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013

divisione -  Trasferimento della quota ereditaria - Azione di riscatto - Prescrizione decennale - "Dies a quo" - Decorrenza. Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013

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Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013
Il retratto successorio di cui all'art. 732 cod. civ. è soggetto al termine di prescrizione di dieci anni, decorrenti dalla data della vendita della quota ereditaria compiuta in violazione del diritto di prelazione spettante ai coeredi, ancorché permanga lo stato di comunione ereditaria.

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Cassazione Civile Sez. 2, Sentenza n. 3465 del 12/02/2013
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di citazione ritualmente notificato la signora Ma.... Ma..a conveniva in giudizio, dinanzi al Tribunale di Castrovillari, il sig. Ma.. Valentino, assumendo di essere coerede, unitamente ai germani Ida, Vincenzo, Angela e Franca oltre che al padre Leonardo, della madre Fe... Carmela; - che detta eredità consisteva in un fabbricato per civile abitazione sito in Castrovillari e che, nel corso di un giudizio intentato nei suoi confronti dal Ma.. (quale procuratore dei suoi fratelli e del padre), era venuta a conoscenza dell'esistenza della scrittura privata del 7 novembre 1980, con la quale i germani avevano alienato la loro quota al Ma.. per il prezzo di L. 28.000.000; - che essa attrice intendeva far valere il proprio diritto di prelazione sulle quote ereditarie nei confronti del Ma.. per l'importo di L. 14.000.000; - che, a tal fine, ella aveva già instaurato, con atto di citazione del dicembre 1995, altro giudizio nei confronti del medesimo convenuto dinanzi al Tribunale di Castrovillari, il quale si era concluso con sentenza del luglio 1998, dichiarativa dell'incompetenza del Tribunale adito, essendo competente il Pretore di Castrovillari; - che ella intendeva riproporre l'azione formulando la domanda precedentemente avanzata. Si costituiva in giudizio il convenuto Ma.. Valentino, il quale si riportava alle precedenti difese, deducendo l'infondatezza della domanda e, in ogni caso, l'erroneità della somma offerta. Acquisiti i documenti prodotti ed il fascicolo d'ufficio del giudizio definito con la sentenza di incompetenza, il Tribunale di Castrovillari, con sentenza n. 591 del 10 luglio 2001, respingeva la domanda della Ma...., sul presupposto che si fosse prescritto il diritto della stessa al riscatto delle quote ereditarie da lei vantato, in virtù della circostanza che la stessa non aveva fornito la prova del tempestivo esercizio del diritto entro il decennio dalla scoperta dell'intervenuta vendita dei diritti ereditari.
Interposto appello da parte della medesima Ma.... e nella costituzione dell'appellato Ma.. Valentino, la Corte di appello di Catanzaro, con sentenza n. 560 del 2006 (depositata il 6 ottobre 2006), accoglieva il gravame e, per l'effetto, dichiarava che l'appellante aveva diritto a subentrare nell'acquisto da Ma.... Leonardo, Ma.... Angela, Ma.... Ida, Ma.... Vincenzo e Ma.... Franca dei diritti loro spettanti sull'eredità di Fe... Carmela, di cui alla denunzia di successione del 5 maggio 1980, ceduti al Ma.. Valentino con scrittura privata del 7 novembre 1980, per l'importo ivi indicato pari a L. 28.000.000; dichiarava, altresì, che la Ma.... Ma..a era tenuta a corrispondere al Ma.. Valentino il prezzo di acquisto versato da questi ai predetti germani Ma...., pari ad Euro 14.60,79, oltre interessi legali dalla data della domanda introduttiva del giudizio di primo grado;
condannava l'appellato al pagamento delle spese del doppio grado. A sostegno dell'adottata decisione la Corte territoriale rilevava che il termine prescrizionale per l'esercizio del diritto di riscatto relativo a beni caduti in comunione ereditaria sarebbe dovuto decorrere, nella specie, dal momento in cui la scrittura privata relativa al trasferimento della quota dei beni ereditari aveva assunto data certa nei confronti dei terzi e che, in difetto di autenticazione della sottoscrizione, il Ma.. avrebbe dovuto provare che la scrittura dedotta in giudizio aveva assunto data certa in epoca anteriore al decennio decorrente dalla data di proposizione della domanda giudiziale (coincidente con il 4 dicembre 1995), onere che l'appellato non aveva assolto. In conseguenza dell'insussistenza dei presupposti per ritenere prescritto il diritto esercitato dalla Ma...., la domanda proposta dalla stessa in primo grado era da accogliere, con l'accollo in capo alla stessa dell'obbligo di corrispondere l'importo corrispondente al prezzo risultante dalla stessa scrittura privata, oltre interessi dalla domanda. Avverso la suddetta sentenza di secondo grado (notificata il 23 novembre 2006) ha proposto tempestivo ricorso per cassazione il Ma.. Valentino, riferito a due motivi, avverso il quale si è costituita in questa fase con controricorso (contenente ricorso incidentale, riferito ad un unico motivo) la Ma.... Ma..a, in...

espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - determinazione (stima) - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8662 del 14/04/2014espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - procedimento - liquidazione dell'indennità - determinazione (stima) - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8662 del 14/04/2014

Espropriazione perfezionata nel vigore della legge n. 385 del 1980 - Diritto all'integrazione o al conguaglio - Prescrizione - Decorrenza - Dalla sentenza dichiarativa dell'illegittimità costituzionale n. 223 del 1983 - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8662 del 14/04/2014

In materia espropriativa, il momento dal quale far decorrere il termine decennale di prescrizione del diritto a conseguire l'integrazione o il conguaglio dell'indennità di espropriazione, allorché la vicenda ablativa si sia perfezionata nel vigore della legge 29 luglio 1980, n. 385 (riguardante il sistema dell'indennizzo "salvo conguaglio"), coincide con quello in cui tale diritto viene ad esistenza e, quindi, con la pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale 19 luglio 1983, n. 223, che ha caducato la menzionata disciplina della legge n. 385 del 1980, senza che rilevi l'ignoranza incolpevole del proprio diritto da parte del titolare, attesa l'insussistenza tanto di un "caos normativo" quanto della conseguente oggettiva non riconoscibilità delle disposizioni di legge in vigore, tenuto conto del fatto che, a seguito della declaratoria di incostituzionalità, non si era verificato un vuoto normativo, ma aveva ripreso vigore il criterio generale del valore venale di cui all'art. 39 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 (poi sostituito dal criterio di cui all'art. 5 bis della legge 8 agosto 1992, n. 359).

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 8662 del 14/04/2014

 

lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014

Diritto al trattamento di fine rapporto - Comunicazione datoriale della misura degli accantonamenti - Prescrizione della relativa azione di accertamento - Decorrenza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014

La comunicazione datoriale della misura degli accantonamenti utili ai fini della futura liquidazione del t.f.r., in quanto atto inidoneo ad eliminare la situazione di incertezza, legittimante il lavoratore a richiedere l'accertamento giudiziale del suo diritto, non comporta la decorrenza del termine di prescrizione della relativa azione.

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014

 

Lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014Lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014

Diritto al trattamento di fine rapporto - Comunicazione datoriale della misura degli accantonamenti - Prescrizione della relativa azione di accertamento - Decorrenza - Esclusione.

La comunicazione datoriale della misura degli accantonamenti utili ai fini della futura liquidazione del t.f.r., in quanto atto inidoneo ad eliminare la situazione di incertezza, legittimante il lavoratore a richiedere l'accertamento giudiziale del suo diritto, non comporta la decorrenza del termine di prescrizione della relativa azione.

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 6332 del 19/03/2014

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013

Responsabilità del Ministero della salute per contagio con virus HBV, HIV e HCV in conseguenza di emotrasfusioni o assunzione di emoderivati con sangue infetto - Diritto al risarcimento del danno - Prescrizione quinquennale - Decorrenza - Momento in cui la malattia è percepibile come danno ingiusto conseguente a comportamento di un terzo - Criteri - Data della domanda amministrativa - Rilevanza - Fondamento.

La responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi è di natura extracontrattuale, né sono ipotizzabili, al riguardo, figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione (epidemia colposa o lesioni colpose plurime); ne consegue che il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, primo comma, cod. civ., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all'esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l'ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, da ritenersi coincidente non con la comunicazione del responso della Commissione medica ospedaliera di cui all'art. 4 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, ma con la proposizione della relativa domanda amministrativa, che attesta l'esistenza, in capo all'interessato, di una sufficiente ed adeguata percezione della malattia.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28464 del 19/12/2013

 

Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013Prescrizione civile - decorrenza - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013

Fatto illecito - Risarcimento del danno - Decorso della prescrizione - Conoscenza o conoscibilità della ricorrenza degli elementi costitutivi del diritto azionato - Fattispecie in tema di lesione della libertà negoziale, conseguente a stipula di contratto di transazione inconsapevolmente concluso dalla parte vittima di reato di corruzione in atti giudiziari.

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da fatto illecito inizia a decorrere non già dalla "data del fatto", inteso come fatto storico obiettivamente realizzato, bensì quando ricorrano presupposti di sufficiente certezza, in capo all'avente diritto, in ordine alla sussistenza degli elementi costitutivi del diritto azionato, sì che gli stessi possano ritenersi, dal medesimo, conosciuti o conoscibili. (In forza di tale principio, la S.C. ha ritenuto che la prescrizione del diritto al risarcimento del danno da lesione della libertà negoziale - conseguente alla stipulazione di un contratto di transazione a condizioni economiche deteriori, per la parte vittima di reato di corruzione in atti giudiziari - fosse decorsa non dal momento della consumazione del reato, ma da quello della notifica, alla stessa, della richiesta di rinvio a giudizio degli imputati).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013

 

Prescrizione civile - opponibilità - non rilevabilità d'ufficio - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20147 del 03/09/2013Prescrizione civile - opponibilità - non rilevabilità d'ufficio - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20147 del 03/09/2013

Eccezione di prescrizione - Rilievo di parte entro il termine assegnato ai sensi dell'art. 180, secondo comma, cod. proc. civ., nel testo "ratione temporis" applicabile - Necessità.

Non essendo la prescrizione rilevabile di ufficio, la relativa eccezione deve essere sollevata con la comparsa di costituzione e risposta o, comunque, entro il termine assegnato ai sensi dell'art. 180, comma secondo, cod. proc. civ., nel testo di cui alla legge 26 novembre 1990, n. 353, vigente fino al 1° marzo 2006 ed applicabile "ratione temporis".

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20147 del 03/09/2013

 

Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2420 del 01/02/2013Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - impugnazioni - appello - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2420 del 01/02/2013

Eccezioni in senso lato - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice d'appello - Ritualità e tempestività della produzione dei relativi elementi probatori - Necessità - Fattispecie.

Nel rito del lavoro, il potere di rilevazione, anche d'ufficio, delle eccezioni in senso lato può essere esercitato dal giudice d'appello solo sulla base di elementi probatori ritualmente e tempestivamente allegati agli atti. (Nella specie, nell'ambito di una controversia in materia di sanzioni amministrative, il ricorrente aveva tempestivamente opposto la prescrizione della pretesa sanzionatoria, mentre la Direzione Provinciale del Lavoro si era limitata a depositare copia del verbale di accertamento notificato alla controparte - da cui si poteva evincere l'effetto interruttivo - solamente nel giudizio d'appello; la S.C., in applicazione del principio di cui alla massima, ha confermato la decisione della corte territoriale che aveva ritenuto inammissibile la suddetta produzione).

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2420 del 01/02/2013

 

Prescrizione - Atti interruttivi  - 1Prescrizione - Atti interruttivi - 1

21/10/2012 Giudizio dinanzi al G.O. per il risarcimento del danno - Azione di annullamento del provvedimento davanti al G.O. - Effetto interruttivo della prescrizione - Configurabilità - Nuova decorrenza - Dal passaggio in giudicato della pronuncia del giudice amministrativo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10395 del 21/06/2012

Civile - Prescrizione - Atti interruttivi 
Giudizio dinanzi al G.O. per il risarcimento del danno - Azione di annullamento del provvedimento davanti al G.O. -

Effetto interruttivo della prescrizione - Configurabilità - Nuova decorrenza - Dal passaggio in giudicato della

pronuncia del giudice amministrativo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10395 del 21/06/2012
Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 10395 del 21/06/2012

La domanda, proposta al giudice amministrativo, di annullamento del provvedimento lesivo è idonea, per la durata del

processo amministrativo, ad interrompere la prescrizione del diritto al risarcimento del danno nel giudizio proposto

dinanzi al giudice ordinario, con la conseguenza che la prescrizione già interrotta può iniziare a decorrere nel

giudizio risarcitorio davanti all'A.G.O. dal passaggio in giudicato della statuizione del giudice amministrativo.

Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 16783 del 02/10/2012Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - processo equo - termine ragionevole - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 16783 del 02/10/2012

Equa riparazione - Proponibilità dell'azione in pendenza del processo - Compatibilità tra decorrenza del termine di prescrizione e pendenza del termine di decadenza - Configurabilità - Esclusione - Fondamento.

In tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata del processo, la previsione della sola decadenza dall'azione giudiziale per ottenere l'equo indennizzo a ristoro dei danni subiti a causa dell'irragionevole durata del processo, contenuta nell'art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89, con riferimento al mancato esercizio di essa nel termine di sei mesi dal passaggio in giudicato della decisione che ha definito il procedimento presupposto, esclude la decorrenza dell'ordinario termine di prescrizione, in tal senso deponendo non solo la lettera dell'art. 4 richiamato, norma che ha evidente natura di legge speciale, ma anche una lettura dell'art. 2967 cod. civ. coerente con la rubrica dell'art. 2964 cod. civ., che postula la decorrenza del termine di prescrizione solo allorché il compimento dell'atto o il riconoscimento del diritto disponibile abbia impedito il maturarsi della decadenza; inoltre, in tal senso depone, oltre all'incompatibilità tra la prescrizione e la decadenza, se riferite al medesimo atto da compiere, la difficoltà pratica di accertare la data di maturazione del diritto, avuto riguardo alla variabilità della ragionevole durata del processo in rapporto ai criteri previsti per la sua determinazione, nonché il frazionamento della pretesa indennitaria e la proliferazione di iniziative processuali che l'operatività della prescrizione in corso di causa imporrebbe alla parte, in caso di ritardo ultredecennale nella definizione del processo.

Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 16783 del 02/10/2012

 

Successioni Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16426 del 27/09/2012

Accettazione dell'eredità - Diritto di accettazione - Prescrizione - Termine previsto dall'art. 480 cod. civ. - Decorrenza per i chiamati ulteriori - Dal momento dell'apertura della successione - Configurabilità - Fondamento.

In tema di successioni per causa di morte, l'art. 480 cod. civ. pone un'eccezione alla regola che si desume dal combinato disposto dell'art. 2935 cod. civ., in relazione alla decorrenza della prescrizione, e dell'art. 523 cod. civ., circa l'ordine della devoluzione, nel senso che, sebbene per i chiamati ulteriori la delazione non sia coeva all'apertura della successione, ma si attui in linea eventuale e successiva solo se, ed in quanto, i primi chiamati non vogliano o non possano accettare l'eredità, la prescrizione decorre anche per i chiamati ulteriori sin dal momento dell'apertura della successione, salva l'ipotesi in cui vi sia stata accettazione da parte dei precedenti chiamati e il loro acquisto errio sia venuto meno. Tale eccezione trova spiegazione alla luce dell'art. 481 cod. civ., che attribuisce a chiunque vi abbia interesse, e dunque prioritariamente ai chiamati ulteriori, l' "actio interrogatoria", mediante la quale è possibile chiedere al giudice di fissare un termine, necessariamente anteriore alla scadenza di quello di prescrizione, ex art. 480 cod. civ., entro cui il chiamato manifesti la propria intenzione di accettare l'eredità o di rinunciarvi.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16426 del 27/09/2012

 

Successioni Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16426 del 27/09/2012

Accettazione dell'eredità - Diritto di accettazione - Prescrizione - Termine previsto dall'art. 480 cod. civ. - Decorrenza per i chiamati ulteriori - Dal momento dell'apertura della successione - Configurabilità - Fondamento.

In tema di successioni per causa di morte, l'art. 480 cod. civ. pone un'eccezione alla regola che si desume dal combinato disposto dell'art. 2935 cod. civ., in relazione alla decorrenza della prescrizione, e dell'art. 523 cod. civ., circa l'ordine della devoluzione, nel senso che, sebbene per i chiamati ulteriori la delazione non sia coeva all'apertura della successione, ma si attui in linea eventuale e successiva solo se, ed in quanto, i primi chiamati non vogliano o non possano accettare l'eredità, la prescrizione decorre anche per i chiamati ulteriori sin dal momento dell'apertura della successione, salva l'ipotesi in cui vi sia stata accettazione da parte dei precedenti chiamati e il loro acquisto errio sia venuto meno. Tale eccezione trova spiegazione alla luce dell'art. 481 cod. civ., che attribuisce a chiunque vi abbia interesse, e dunque prioritariamente ai chiamati ulteriori, l' "actio interrogatoria", mediante la quale è possibile chiedere al giudice di fissare un termine, necessariamente anteriore alla scadenza di quello di prescrizione, ex art. 480 cod. civ., entro cui il chiamato manifesti la propria intenzione di accettare l'eredità o di rinunciarvi.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16426 del 27/09/2012

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - delle prestazioni – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.5572 del 06/04/2012Previdenza (assicurazioni sociali) - prescrizione - delle prestazioni – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.5572 del 06/04/2012

Sospensione del termine di prescrizione - Durante i tempi di formazione del silenzio rifiuto sulla richiesta di prestazione e del silenzio rigetto sul ricorso amministrativo - Fondamento - Conseguenze in tema di prescrizione annuale del diritto all'indennità di maternità.

In tema di prestazioni di previdenza e assistenza, la prescrizione è sospesa, oltre che durante il tempo di formazione del silenzio rifiuto sulla richiesta all'istituto assicuratore ex art. 7 della legge n. 533 del 1973, anche durante il tempo di formazione del silenzio rigetto sul ricorso amministrativo condizionante la procedibilità della domanda giudiziale ex art. 443 cod. proc. civ., essendo ancora valido il principio di settore, enucleabile dall'art. 97 del r.d.l. n. 1827 del 1935 e conforme ai principi costituzionali di equità del processo ed effettività della tutela giurisdizionale, per cui il decorso del termine di prescrizione è sospeso durante il tempo di attesa incolpevole dell'assicurato; ne consegue che la prescrizione del diritto all'indennità di maternità, soggetta al termine annuale ai sensi degli artt. 6 della legge n. 138 del 1943 e 15 della legge n. 1204 del 1971, è sospesa per i centoventi giorni di formazione del silenzio rifiuto di cui all'art. 7 della legge n. 533 del 1973 e per i centottanta giorni di formazione del silenzio rigetto previsto dall'art. 46 della legge n. 88 del 1989.

Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.5572 del 06/04/2012

 

 Responsabilità civile - amministrazione pubblica -  Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011    Medici specializzandi - D.lgs. n. 257 del 1991 - Incompleta attuazione di direttive comunitarie - Inadempienza dello Stato verso i soggett Responsabilità civile - amministrazione pubblica - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011 Medici specializzandi - D.lgs. n. 257 del 1991 - Incompleta attuazione di direttive comunitarie - Inadempienza dello Stato verso i soggett

Medici specializzandi - D.lgs. n. 257 del 1991 - Incompleta attuazione di direttive comunitarie - Inadempienza dello Stato verso i soggetti che avevano maturato analoghi diritti in precedenza - Permanenza - Art. 11 della legge n. 370 del 1999 - Riconoscimento limitato ai soggetti beneficiari di sentenza del giudice amministrativo - Conseguenze - Inizio del decorso della prescrizione per gli esclusi - Configurabilità - Individuazione della data.

A seguito della tardiva ed incompleta trasposizione nell'ordinamento interno delle direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE, relative al compenso in favore dei medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari - realizzata solo con il d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257 - è rimasta inalterata la situazione di inadempienza dello Stato italiano in riferimento ai soggetti che avevano maturato i necessari requisiti nel periodo che va dal 1° gennaio 1983 al termine dell'anno accademico 1990-1991. La lacuna è stata parzialmente colmata con l'art. 11 della legge 19 ottobre 1999, n. 370, che ha riconosciuto il diritto ad una borsa di studio soltanto in favore dei beneficiari delle sentenze irrevocabili emesse dal giudice amministrativo; ne consegue che tutti gli aventi diritto ad analoga prestazione, ma tuttavia esclusi dal citato art. 11, hanno avuto da quel momento la ragionevole certezza che lo Stato non avrebbe più emanato altri atti di adempimento alla normativa europea. Nei confronti di costoro, pertanto, la prescrizione decennale della pretesa risarcitoria comincia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore del menzionato art. 11.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011

 

Responsabilità civile - amministrazione pubblica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011Responsabilità civile - amministrazione pubblica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011

Medici specializzandi - D.lgs. n. 257 del 1991 - Incompleta attuazione di direttive comunitarie - Inadempienza dello Stato verso i soggetti che avevano maturato analoghi diritti in precedenza - Permanenza - Art. 11 della legge n. 370 del 1999 - Riconoscimento limitato ai soggetti beneficiari di sentenza del giudice amministrativo - Conseguenze - Inizio del decorso della prescrizione per gli esclusi - Configurabilità - Individuazione della data.

A seguito della tardiva ed incompleta trasposizione nell'ordinamento interno delle direttive n. 75/362/CEE e n. 82/76/CEE, relative al compenso in favore dei medici ammessi ai corsi di specializzazione universitari - realizzata solo con il d.lgs. 8 agosto 1991, n. 257 - è rimasta inalterata la situazione di inadempienza dello Stato italiano in riferimento ai soggetti che avevano maturato i necessari requisiti nel periodo che va dal 1° gennaio 1983 al termine dell'anno accademico 1990-1991. La lacuna è stata parzialmente colmata con l'art. 11 della legge 19 ottobre 1999, n. 370, che ha riconosciuto il diritto ad una borsa di studio soltanto in favore dei beneficiari delle sentenze irrevocabili emesse dal giudice amministrativo; ne consegue che tutti gli aventi diritto ad analoga prestazione, ma tuttavia esclusi dal citato art. 11, hanno avuto da quel momento la ragionevole certezza che lo Stato non avrebbe più emanato altri atti di adempimento alla normativa europea. Nei confronti di costoro, pertanto, la prescrizione decennale della pretesa risarcitoria comincia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore del menzionato art. 11.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10813 del 17/05/2011

 

Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17629 del 28/07/2010Prescrizione civile - decorrenza – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17629 del 28/07/2010

Prescrizione dei crediti del lavoratore - Artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966) - Non decorrenza in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale - Limiti - Diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all'art. 2087 cod. civ. - Esclusione - Conseguenze.

In tema di prescrizione dei crediti del lavoratore, il principio di cui agli artt. 2948 n.4, 2955 n. 2 e 2956 n. 1 cod. civ. (quali risultanti dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 63 del 1966), secondo il quale la prescrizione non decorre in costanza di rapporto di lavoro non assistito da stabilità reale, riguarda per espressa previsione il solo diritto alla retribuzione e non si estende al diritto del lavoratore al risarcimento del danno derivante dalla violazione degli obblighi di cui all'art. 2087 cod. civ., la cui prescrizione (decennale in caso di azione di responsabilità contrattuale) decorre dal momento in cui il danno si è manifestato, anche in corso di rapporto di lavoro.

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.17629 del 28/07/2010

 

Lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2625 del 04/02/2010Lavoro - lavoro subordinato - indennità - di fine rapporto di lavoro - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2625 del 04/02/2010

Azione di accertamento - Presupposti - Azione di condanna - Interesse ad agire - Individuazione - Conseguenze - Prescrizione del diritto al T.F.R. - Decorrenza.

Il lavoratore può far valere il suo diritto al trattamento di fine rapporto mediante l'azione di accertamento, fin tanto che persista l'interesse ad eliminare uno stato di incertezza in ordine alle modalità di maturazione del trattamento (sia nel caso in cui la composizione della base di computo del trattamento si stata conosciuta mediante la comunicazione degli accantonamenti, sia in quello in cui tale composizione possa venire in discussione a seguito dell'eventuale erogazione di anticipazioni), ovvero mediante l'azione di condanna, una volta che il rapporto sia cessato e si intenda ottenere la liquidazione di tale trattamento; allorché venga proposta quest'ultima azione, diretta ad una diversa liquidazione mediante il ricalcolo del t.f.r., l'interesse ad agire, identificandosi, non tanto con l'eliminazione di uno stato di incertezza che si protrae "de die in diem", quanto con il ricevimento di una somma di denaro in conseguenza di un inesatto adempimento, sorge al momento della cessazione del rapporto di lavoro, cui sono oggettivamente subordinate l'esistenza del diritto e la proposizione dell'azione, sicché soltanto da tale momento può decorrere la prescrizione.

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.2625 del 04/02/2010

 

Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008

Danno arrecato dalla P.A. - Azione di risarcimento - Termine di prescrizione - Decorrenza dalla data dell'illecito - Fondamento - Disciplina anteriore all'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205 - Giurisdizione dell'A.G.O. sul risarcimento - Azione di annullamento davanti all'A.G.A. - Effetto interruttivo della prescrizione - Sussistenza - Fondamento.

La possibilità di agire per il risarcimento del danno ingiusto causato da atto amministrativo illegittimo senza la necessaria pregiudiziale impugnazione dell'atto lesivo, sussistente già prima che l'art. 35 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, come sostituito dall'art. 7 della legge 21 luglio 2000, n. 205, concentrasse nella cognizione del giudice amministrativo la tutela demolitoria e quella risarcitoria, comporta che il termine di prescrizione dell'azione di risarcimento decorre dalla data dell'illecito e non da quella del passaggio in giudicato della sentenza di annullamento da parte del giudice amministrativo, non costituendo l'esistenza dell'atto amministrativo un impedimento all'esercizio dell'azione. Peraltro, la domanda di annullamento dell'atto proposta al giudice amministrativo prima della concentrazione davanti allo stesso anche della tutela risarcitoria, pur non costituendo il prodromo necessario per conseguire il risarcimento dei danni, dimostra la volontà della parte di reagire all'azione amministrativa reputata illegittima ed è idonea ad interrompere per tutta la durata di quel processo il termine di prescrizione dell'azione risarcitoria proposta dinanzi al giudice ordinario, dovendosi al riguardo fare applicazione del principio, affermato da n. 77 del 2007, per cui la pluralità dei giudici ha la funzione di assicurare una più adeguata risposta alla domanda di giustizia e non può risolversi in una minore effettività o addirittura in una vanificazione della tutela giurisdizionale.

Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 9040 del 08/04/2008

 


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