2909. Cosa giudicata.

    Codice Civile Libro Sesto: DELLA TUTELA DEI DIRITTI Titolo IV: DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI Capo I: DISPOSIZIONI GENERALI Art.2909. Cosa giudicata.

    Art. 2909. Cosa giudicata.

    1. L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01)
    Giudicato sulla giurisdizione - Successivo giudizio instaurato dallo stesso attore nei confronti solo di alcuni dei convenuti in precedenza evocati per i medesimi fatti, avente identico "petitum" e "causa petendi" diversamente qualificata - Regolamento preventivo di giurisdizione - Ammissibilità - Esclusione – Fondamento - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01) Per il principio del "ne bis in idem", secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile, ossia anche ciò che poteva essere dedotto in quanto afferente all'identica "causa petendi", l'efficacia panprocessuale delle pronunce della S.C. sulla giurisdizione non si realizza soltanto qualora la nuova domanda sia proposta in termini identici sotto tutti i profili della struttura dell'azione ("personae", "causa petendi" e "petitum"), atteso che non conta tanto il modo in cui essa è presentata, ma l'esatta qualificazione della domanda e dei fatti posti a base della stessa ("petitum" sostanziale), sicché, ove la S.C. abbia già statuito sulla giurisdizione in altro e precedente giudizio, è inammissibile il regolamento preventivo ex art. 41 c.p.c. proposto in un successivo giudizio, instaurato dallo stesso attore sulla base degli identici fatti narrati nel primo, quand'anche l'atto introduttivo del secondo giudizio abbia evocato solo il convenuto principale nel primo (ma sia poi risultato legittimamente estensibile a tutte le altre parti, chiamate in causa dal convenuto principale), con il medesimo "petitum" (sebbene parzialmente ridotto solo nel "quantum") e sostanzialmente la medesima "causa petendi" (per quanto diversamente qualificata rispetto alla domanda del primo giudizio). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01) Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Civ_art_2909...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - comunione e condominio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10745 del 17/04/2019 (Rv. 653562 - 01)
    Domanda principale concernente un bene condominiale - Domanda ed eccezione riconvenzionale di usucapione del convenuto - Differenza - Conseguenze in tema di litisconsorzio necessario. In tema di condominio negli edifici, ove un condomino, convenuto in un giudizio di rivendica di un bene comune, proponga un'eccezione riconvenzionale di usucapione, al fine limitato di paralizzare la pretesa avversaria, non si configura un'ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione ai restanti comproprietari, risolvendosi detta eccezione, che pur amplia il "thema decidendum", in un accertamento "incidenter tantum", destinato a valere soltanto fra le parti. Invece, in caso di domanda riconvenzionale di usucapione, il contraddittorio va esteso a tutti i condòmini perché l'azione è diretta ad ottenere un effetto di giudicato esteso a questi ultimi. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10745 del 17/04/2019 (Rv. 653562 - 01) Cod_Civ_art_1117_1, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_167...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10760 del 17/04/2019 (Rv. 653408 - 01)
    Questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - Individuazione – Fattispecie Il giudicato interno non si determina sul fatto, ma su una statuizione minima della sentenza, costituita dalla sequenza fatto, norma ed effetto, suscettibile di acquisire autonoma efficacia decisoria nell'ambito della controversia, sicché l'appello motivato con riguardo ad uno soltanto degli elementi di quella statuizione riapre la cognizione sull'intera questione che essa identifica, così espandendo nuovamente il potere del giudice di riconsiderarla e riqualificarla anche relativamente agli aspetti che, sebbene ad essa coessenziali, non siano stati singolarmente coinvolti, neppure in via implicita, dal motivo di gravame. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva affermato l'inopponibilità all'erede di un testamento olografo fatto valere da un legatario in ragione della tardività dell'istanza di verificazione avanzata da quest'ultimo a seguito del disconoscimento operato dal primo, sul rilievo che il motivo di appello con cui il legatario aveva contestato la tempestività del disconoscimento medesimo aveva riaperto la cognizione pure sulla questione relativa alla procedura da seguire per accertare l'autenticità del testamento). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10760 del 17/04/2019 (Rv. 653408 - 01) Cod_Civ_art_0602, Cod_Civ_art_0606, Cod_Civ_art_2909...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Terzi rimasti estranei al giudizio - Efficacia riflessa del giudicato -
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Terzi rimasti estranei al giudizio - Efficacia riflessa del giudicato - Condizioni - Fattispecie. Il giudicato, oltre ad avere una sua efficacia diretta nei confronti delle parti, loro eredi e aventi causa, è dotato anche di un'efficacia riflessa, nel senso che la sentenza, come affermazione oggettiva di verità, produce conseguenze giuridiche nei confronti di soggetti rimasti estranei al processo in cui è stata emessa, allorquando questi siano titolari di un diritto dipendente dalla situazione definita in quel processo o comunque di un diritto subordinato a tale situazione, con la conseguenza reciproca che l'efficacia del giudicato non si estende a quanti siano titolari di un diritto autonomo rispetto al rapporto giuridico definito con la prima sentenza. (Nella specie, la S.C., in relazione alla pronunzia di accoglimento della domanda di restituzione del prezzo del biglietto pagato da alcuni spettatori per assistere ad uno spettacolo lirico in teatro all'aperto, interrotto da gravi avverse condizioni atmosferiche, ha confermato l'efficacia riflessa della sentenza, passata in giudicato, con la quale era stata accolta analoga domanda, proposta da altri spettatori e per identici motivi a fronte dell'automatico operare dell'effetto risolutivo ex art. 1463 c.c.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8766 del 29/03/2019 Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Revocazione (giudizio di) - Sentenza d'appello - Domanda di revocazione per errore di fatto - Rigetto - Ricorso per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6266 del 04/03/2019
    Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - Sentenza d'appello - Domanda di revocazione per errore di fatto - Rigetto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie. Il ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che rigetta la domanda di revocazione per errore di fatto è ammissibile, pur dopo il passaggio in giudicato della pronunzia del giudice di legittimità sul merito, stante la completa autonomia dei due giudizi, sempre che la questione non sia già stata esaminata e decisa, ancorché sotto il diverso angolo prospettico dell'errore di diritto, risolvendosi altrimenti in un'inammissibile duplicazione di giudizi in violazione del principio del "ne bis in idem" e dell'intangibilità del giudicato. (Nella specie, è stata dichiarata l'inammissibilità del ricorso per revocazione perché la questione della nullità del termine, con riferimento ad una specifica condizione posta dalla contrattazione collettiva, era già stata decisa in modo definitivo in sede di legittimità). Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6266 del 04/03/2019 Cod_Proc_Civ_art_395, Cod_Proc_Civ_art_398, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_2909...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile ("quid disputandum" e "quid disputatum") - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5486 del 26/02/2019
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile ("quid disputandum" e "quid disputatum") - Estensione oggettiva del giudicato - Dedotto e deducibile - Delimitazione - Fattispecie. L'autorità del giudicato copre sia il dedotto, sia il deducibile, cioè non soltanto le ragioni giuridiche fatte espressamente valere, in via di azione o in via di eccezione, nel medesimo giudizio (giudicato esplicito), ma anche tutte quelle altre che, se pure non specificamente dedotte o enunciate, costituiscano, tuttavia, premesse necessarie della pretesa e dell'accertamento relativo, in quanto si pongono come precedenti logici essenziali e indefettibili della decisione (giudicato implicito). Pertanto, qualora due giudizi tra le stesse parti abbiano per oggetto un medesimo negozio o rapporto giuridico e uno di essi sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l'accertamento compiuto circa una situazione giuridica o la risoluzione di una questione di fatto o di diritto incidente su punto decisivo comune ad entrambe le cause o costituenti indispensabile premessa logica della statuizione contenuta nella sentenza passata in giudicato, precludono il riesame del punto accertato e risolto, anche nel caso in cui il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle che costituiscono lo scopo ed il "petitum" del primo. (In applicazione del principio, la S. C. ha rigettato il ricorso avverso sentenza che aveva ritenuto il giudicato sulla domanda di risarcimento dei danni per inesatta esecuzione di un mandato, nella specie idoneo a violare il divieto di patto commissorio, come preclusivo dell'esame, in successivo giudizio instaurato tra le stesse parti, della domanda di risarcimento dei danni per l'illiceità della medesima condotta del mandatario.). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5486 del 26/02/2019 Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_1703, Cod_Civ_art_1813, Cod_Civ_art_2744...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) efficacia riflessa nei confronti di soggetti terzi rispetto al giudizio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5411 del 25/02/2019
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) efficacia riflessa nei confronti di soggetti terzi rispetto al giudizio - successioni "mortis causa" - disposizioni generali - indegnita' di succedere La sentenza passata in giudicato, quando contenga un'affermazione obiettiva di verità che non ammette la possibilità di un diverso accertamento, può avere efficacia riflessa nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale, purché titolare di un diritto non autonomo, ma dipendente dalla situazione definita in quel processo o, comunque, di un diritto subordinato a questa. Tale efficacia può essere rimossa attraverso l'opposizione di terzo di cui all'art. 404, comma 2, c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudicato formatosi in un precedente processo, ove era stata dichiarata l'indegnità a succedere dell'erede del debitore, avesse un'efficacia riflessa anche nei confronti del creditore del "de cuius" il quale, rimasto estraneo al primo giudizio, aveva convenuto, in seguito, il detto erede per ottenere il pagamento di quanto dovuto dal defunto). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5411 del 25/02/2019 Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_0463, Cod_Proc_Civ_art_404...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Effetti del giudicato (preclusioni) - Giudicato interno formatosi in primo grado - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5133 del 21/02/2019
    Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Giudicato interno formatosi in primo grado - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Configurabilità - Limiti - Fondamento. Il giudicato interno eventualmente formatosi a seguito della sentenza di primo grado può essere rilevato anche d'ufficio in sede di legittimità, a meno che il giudice di secondo grado non abbia deciso, pur se implicitamente, sulla portata dell'atto di appello e, quindi, sull'esistenza o meno del suddetto giudicato, poiché, in tal caso, la pronuncia non può essere rimossa se non per effetto di espressa impugnazione, restando altrimenti preclusa ogni questione al riguardo. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5133 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - Giudicato sostanziale - Oggetto - Accertamento di fatti costituenti il fondamento logico e giuridico della decisione -Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5138 del 21/02/2019
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - Giudicato sostanziale - Oggetto - Accertamento di fatti costituenti il fondamento logico e giuridico della decisione - Inclusione - Effetti - Preclusione del riesame in un giudizio successivo - Condizioni. Il giudicato sostanziale (art. 2909 c.c.) che, quale riflesso di quello formale (art. 324 c.p.c.), fa stato ad ogni effetto tra le parti per l'accertamento di merito positivo o negativo del diritto controverso, si forma su tutto ciò che ha costituito oggetto della decisione, compresi gli accertamenti di fatto che rappresentano le premesse necessarie ed il fondamento logico e giuridico della pronuncia, con effetto preclusivo dell'esame delle stesse circostanze in un successivo giudizio, che abbia gli identici elementi costitutivi della relativa azione e cioè i soggetti, la "causa petendi" ed il "petitum". Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5138 del 21/02/2019 Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile -
    Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile - Azione di responsabilità promossa dinanzi alla Corte dei conti per gli stessi fatti materiali - Reciproca indipendenza - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di giurisdizione. Responsabilità civile - amministrazione pubblica - danno causato dai dipendenti della p.a. nell'esercizio delle funzioni L'azione di responsabilità per danno erariale e quella di responsabilità civile promossa dalle singole amministrazioni interessate davanti al giudice ordinario restano reciprocamente indipendenti, anche quando investano i medesimi fatti materiali, essendo la prima volta alla tutela dell'interesse pubblico generale, al buon andamento della P.A. e al corretto impiego delle risorse, con funzione prevalentemente sanzionatoria, e la seconda, invece, al pieno ristoro del danno, con funzione riparatoria ed integralmente compensativa, a protezione dell'interesse particolare della amministrazione attrice; ne deriva che le eventuali interferenze tra i due giudizi integrano una questione non di giurisdizione ma di proponibilità dell'azione di responsabilità innanzi al giudice contabile, sempre che non sia contestata dinanzi a quest'ultimo la configurabilità stessa, in astratto, di un danno erariale, in relazione ai presupposti normativamente previsti per il sorgere della responsabilità amministrativa contestata dal P.G. contabile, nel qual caso si configura una questione di giurisdizione risolvibile dalle Sezioni Unite, essendo posta in discussione la "potestas iudicandi" del giudice contabile, la cui definizione è rimessa alla discrezionalità del legislatore ordinario, non essendo la Corte dei conti "il giudice naturale della tutela degli interessi pubblici e della tutela da danni pubblici" (Corte cost., nn. 355/2010, 46/2008, 641/1987). Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 4883 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_001, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Proc_Civ_art_382...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contributi assicurativi – riscossione - Omissioni contributive - Titolo esecutivo giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 4806 del 19/02/2019
    Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi – riscossione - Omissioni contributive - Titolo esecutivo giudiziale - Procedura di riscossione coattiva mediante iscrizione a ruolo - Esperibilità - Fondamento. In tema di omissioni contributive, l'ente previdenziale, nella specie l'INAIL, ancorché abbia già ottenuto un titolo esecutivo giudiziale, può esperire la procedura di riscossione mediante iscrizione a ruolo ed emanazione della relativa cartella esattoriale ex d.lgs. n. 46 del 1999, in quanto nessuna norma impedisce tale scelta, né contempla sanzioni sul piano della validità della cartella esattoriale, senza che assuma rilievo il principio del "ne bis in idem", non implicando il ricorso alla procedura citata la richiesta di un nuovo accertamento della pretesa creditoria. Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 4806 del 19/02/2019 Cod_Civ_art_2909...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - oggettivi - accertamenti direttamente connessi alla decisione - Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019
    cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - accertamenti direttamente connessi alla decisione - inclusione - enunciazioni incidentali - esclusione – fattispecie - Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019 Il giudicato si forma, oltre che sull'affermazione o negazione del bene della vita controverso, sugli accertamenti logicamente preliminari e indispensabili ai fini del deciso, quelli cioè che si presentano come la premessa indefettibile della pronunzia, mentre non comprende le enunciazioni puramente incidentali e in genere le considerazioni estranee alla controversia e prive di relazione causale col deciso. L'autorità del giudicato è circoscritta oggettivamente in conformità alla funzione della pronunzia giudiziale, diretta a dirimere la lite nei limiti delle domande proposte, sicché ogni affermazione eccedente la necessità logico giuridica della decisione deve considerarsi un "obiter dictum", come tale non vincolante. (Nel caso di specie la S.C. ha ritenuto che non potesse avere autorità di cosa giudicata l'affermazione relativa all'acquisto della proprietà di un immobile per occupazione espropriativa contenuta in una sentenza relativa ad una domanda di manutenzione nel possesso, fatta valere in un giudizio petitorio nel quale era stato richiesto l'accertamento della proprietà esclusiva del medesimo bene, stante la diversità di "petitum" e di "causa petendi" dei due giudizi). Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019 Cod_Civ_art_2909...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - oggettivi - oggetto del giudicato e oggetto del relativo processo -
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - oggetto del giudicato e oggetto del relativo processo - presupposti ineliminabili della statuizione finale - estensione del giudicato - configurabilità - mero accertamento di fatto - estensione del giudicato – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3669 del 07/02/2019 In considerazione dell'inscindibile rapporto di connessione che viene a crearsi tra oggetto del giudicato e oggetto del processo nel quale questo si è formato, l'efficacia del giudicato si estende alle questioni che costituiscono presupposti logicamente e giuridicamente ineliminabili della statuizione finale, mentre è da escludere il giudicato sul punto di fatto, ossia sul puro e semplice accertamento dei fatti storici contenuto nella motivazione e compiuto dal giudice esclusivamente per pronunciare sulla situazione di vantaggio dedotta in giudizio. (Nella specie, la S.C. ha escluso che il giudicato esterno formatosi sull'illegittimità del licenziamento intimato ad una lavoratrice che si era rifiutata di svolgere il lavoro straordinario e le mansioni superiori, in quanto non retribuiti, potesse fare stato nel diverso giudizio per differenze retributive successivamente introdotto dalla stessa lavoratrice, a causa della diversità del "petitum" delle due cause e della natura di mero accertamento incidentale, compiuto nell'ambito del giudizio di impugnazione del licenziamento, circa i fatti posti a fondamento del diritto alle differenze retributive successivamente azionato.) Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3669 del 07/02/2019 Cod_Civ_art_2909...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredità - immobili non divisibili - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019
    Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredità - immobili non divisibili - non comoda divisibilità - Attribuzione del bene ex art. 720 c.c. - Domanda - Modalità attuativa della divisione - Effetti – Fattispecie - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019 Nel giudizio di divisione, l'istanza di attribuzione di un bene immobile indivisibile ex art. 720 c.c. costituisce una modalità attuativa della divisione, risolventesi nella mera specificazione della domanda di scioglimento della comunione, sicché, non essendo domanda ma eccezione, può essere formulata o essere oggetto di rinuncia anche in grado d'appello. (Nella specie, il giudice d'appello aveva invece ritenuto inammissibile la domanda di vendita proposta in secondo grado, in quanto quella di assegnazione avanzata in prime cure e accolta dal giudice non era stata fatta oggetto di impugnazione ed era perciò passata in giudicato). Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019 Cod_Civ_art_0720, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_329 immobili non divisibili...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019
    contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - "rilevazione" e "dichiarazione" - rispettive modalità operative – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 La rilevazione d'ufficio delle nullità negoziali - sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, e altresì per le ipotesi di nullità speciali o di protezione - è sempre obbligatoria, purché la pretesa azionata non venga rigettata in base a una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio. La loro dichiarazione, invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa - salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte - del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia di giudicato in assenza di sua impugnazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza, emessa in altro giudizio e passata in giudicato, con la quale era stata incidentalmente dichiarata la nullità del contratto preliminare di vendita del diritto d'uso di un box auto, spiegasse i suoi effetti anche nel successivo giudizio instaurato dalla promittente alienante nei confronti dei promissari acquirenti per il rilascio del bene e per il pagamento delle spese di gestione e dell'indennità di occupazione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019 nullità negoziali nullità del contratto preliminare di vendita Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) giudicato tributario - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019
    cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) giudicato tributario - effetto espansivo in favore del coobbligato solidale adempiente dopo la notifica della cartella - operatività - fondamento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019 L'effetto espansivo del giudicato tributario (nella specie, di annullamento dell'atto impositivo) opera in favore anche del coobbligato solidale che abbia adempiuto dopo la notifica della cartella, non trattandosi di pagamento spontaneo bensì finalizzato ad evitare la riscossione forzata. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019 Cod_Civ_art_1306, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_1292...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta - detrazioni
    Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta - detrazioni - giudicato - imposte periodiche - efficacia espansiva su altre annualità - deduzione canoni di leasing - operatività – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 33572 del 28/12/2018 In tema di determinazione del reddito d'impresa ai fini dell'applicazione di imposte periodiche, il giudicato esterno formatosi in relazione a un determinato anno d'imposta sull'inerenza tra la spesa sostenuta e l'attività dell'impresa spiega efficacia vincolante nel giudizio relativo a un successivo anno d'imposta quando siano rimasti immutati gli elementi fattuali rilevanti ai fini della verifica dell'inerenza stessa, come nel caso dei canoni di leasing relativi al medesimo immobile di cui sia chiesta la deducibilità per più annualità. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 33572 del 28/12/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Solve et repete" - condono fiscale - decisione di ammissione alla definizione agevolata
    Tributi (in generale) - "solve et repete" - condono fiscale - decisione di ammissione alla definizione agevolata - effetti - conseguenze – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31049 del 30/11/2018 In tema di condono fiscale, la decisione di ammissione alla definizione agevolata costituisce una forma atipica di definizione del rapporto tributario che rileva come fatto estintivo della pretesa fiscale sul piano sostanziale e processuale, sicché la stessa spiega effetto, ex art. 336, comma 2, c.p.c., in ragione della valenza pregiudicante, anche sulle eventuali pronunce, sebbene passate in giudicato, afferenti il medesimo rapporto impositivo. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha ritenuto non ostativo, rispetto alla definizione agevolata della lite, pendendo la controversia contro la cartella esattoriale, l'intervenuto giudicato sull'atto impositivo presupposto). Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31049 del 30/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Titolo esecutivo in genere - esecuzione degli obblighi di fare
    Esecuzione forzata - titolo esecutivo - in genere - esecuzione degli obblighi di fare - condanna di un soggetto ad un "facere" mediante esecuzione di determinate opere su un immobile - trasferimento del bene a terzi - permanenza della legittimazione passiva all'azione esecutiva del soggetto condannato al "facere" – limiti - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30929 del 29/11/2018 Il soggetto condannato ad un "facere" mediante esecuzione di determinate opere su un immobile ceduto ad altri non perde, in conseguenza del trasferimento del bene, la legittimazione passiva all'azione esecutiva ai sensi degli artt. 2909 c.c., 474 e 475 c.p.c., potendo la successione a titolo particolare avere incidenza nel processo esecutivo soltanto a seguito di una iniziativa del nuovo titolare del diritto, poiché a quest'ultimo è consentito di interloquire sulle modalità dell'esecuzione, ferma restando la validità e l'efficacia del precetto intimato al dante causa. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30929 del 29/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10"Solve et repete" - territorialità dell'imposizione (accordi e convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni) - soggetto residente
    Tributi (in generale) - "solve et repete" - territorialità dell'imposizione (accordi e convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni) - soggetto residente - "stabile organizzazione" - accertamento per ciascuna annualità di imposta - necessità – conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 30033 del 21/11/2018 Il requisito della "stabile organizzazione" di un soggetto non residente in Italia, la cui sussistenza e` necessaria ai fini dell'imponibilita` del reddito d'impresa, va accertato, in base ai suoi elementi costitutivi (quello materiale ed oggettivo della "sede fissa di affari" e quello dinamico dell'esercizio in tutto o in parte della sua attività), con riferimento a ciascun anno d'imposta, in ragione del possibile mutamento nel tempo di detti elementi: ne consegue che il giudicato esterno sulla sussistenza o meno di tale requisito relativamente ad uno o piu` anni d'imposta non può avere effetto con riferimento ad anni d'imposta diversi. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 30033 del 21/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria)
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo gratuito definitività di decreto ingiuntivo richiesto dal creditore nei confronti del debitore “in bonis” – effetti – preclusione alla dichiarazione di inefficacia di atti stipulati a titolo gratuito – insussistenza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018 In tema di effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori, il giudicato formatosi tra il fallito ed un creditore, sulla validità dell'atto a titolo gratuito, non preclude al curatore di farne valere l'inefficacia e l'inopponibilità nei confronti della massa dei creditori. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che non fossero opponibili al fallimento due decreti ingiuntivi, divenuti definitivi prima della dichiarazione di fallimento, conseguiti da una banca nei confronti del fallito, perché fondati su una fideiussione prestata non contestualmente al credito garantito ed a titolo gratuito). Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Atti a titolo gratuito
    Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo gratuito - definitività di decreto ingiuntivo richiesto dal creditore nei confronti del debitore “in bonis” – effetti – preclusione alla dichiarazione di inefficacia di atti stipulati a titolo gratuito – insussistenza – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018 >>> In tema di effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori, il giudicato formatosi tra il fallito ed un creditore, sulla validità dell'atto a titolo gratuito, non preclude al curatore di farne valere l'inefficacia e l'inopponibilità nei confronti della massa dei creditori. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che non fossero opponibili al fallimento due decreti ingiuntivi, divenuti definitivi prima della dichiarazione di fallimento, conseguiti da una banca nei confronti del fallito, perché fondati su una fideiussione prestata non contestualmente al credito garantito ed a titolo gratuito). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cumulo alternativo soggettivo
    Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - cumulo alternativo soggettivo - accoglimento della domanda nei confronti di un convenuto - appello del soccombente - parte vittoriosa - domanda non accolta - onere di riproposizione ex art. 346 cod. proc. civ. - sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28792 del 09/11/2018 >>> Nel caso di domanda proposta, alternativamente, nei confronti di due convenuti, che sia stata accolta nei confronti di uno e rigettata nei confronti dell'altro, l'appello introdotto dal soccombente non comporta la devoluzione al giudice di secondo grado anche della cognizione sulla pretesa dell'attore nei confronti del convenuto alternativo, posto che l'unicità del rapporto sostanziale, con titolare passivo incerto, non toglie che due e distinte siano le formali pretese, caratterizzate - pur nell'unità del "petitum" - dalla diversità dei soggetti convenuti ("personae") e in parte dei fatti e degli argomenti di sostegno ("causae petendi"); in relazione alla suddetta pretesa, pertanto, l'attore - appellato ha l'onere di riproporre la domanda già formulata in primo grado, ai sensi dell'art. 346 c.p.c. (Nel caso di specie, La S.C. ha confermato la pronuncia di merito in relazione alla domanda di un ente ospedaliero di pagamento delle rette di degenza per un paziente psichiatrico, proposta tanto al Comune quanto alla Asl, che il giudice di primo grado aveva accolto limitatamente all'ente territoriale, e che la Corte d'appello invece aveva rigettato dichiarando inammissibili le richieste nei confronti della Asl, per non essere state riproposte con domanda ritualmente introdotta in sede di impugnazione.). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28792 del 09/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Finalità d'interesse pubblico
    Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - interpretazione del giudicato esterno - limiti di cui all'art. 345 c.p.c. per le prove nuove in appello - esclusione - finalità d'interesse pubblico - rilievo e valutazione anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27161 del 25/10/2018 >>> Il giudicato esterno, al pari di quello interno, risponde alla finalità d'interesse pubblico di eliminare l'incertezza delle situazioni giuridiche e di rendere stabili le decisioni, sicché il suo accertamento non costituisce patrimonio esclusivo delle parti e non è subordinato ai limiti fissati dall'art. 345 c.p.c. per le prove nuove in appello, di tal che il giudice, al quale ne risulti l'esistenza, non è vincolato dalla posizione assunta dalle parti in giudizio, dovendo procedere al suo rilievo e valutazione anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, nell'ambito di un giudizio per querela di falso, non aveva preso in esame la sentenza penale divenuta definitiva nel corso del giudizio di secondo grado ed eccepita dalla parte interessata, con cui la convenuta, imputata del reato di cui all'art. 481 c.p., era stata assolta perché il fatto non sussiste). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27161 del 25/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio tra il creditore ed un condebitore
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - obbligazioni solidali - giudizio tra il creditore ed un condebitore - sentenza favorevole al secondo - opponibilità al creditore da parte di altro condebitore - limiti - estensione ai rapporti inscindibili - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26992 del 24/10/2018 >>> In tema di limiti soggettivi del giudicato, gli artt. 1306 e 1310 c.c. - che con riferimento alle obbligazioni solidali, e quindi a un rapporto con pluralità di parti ma scindibile, prevedono che i condebitori i quali non abbiano partecipato al giudizio tra il creditore e altro condebitore possano opporre al primo la sentenza favorevole al secondo (ove non basata su ragioni personali) - costituiscono espressione di un più generale principio, operante "a fortiori" con riguardo a rapporti caratterizzati da inscindibilità, secondo cui alla parte non impugnante si estendono gli effetti derivanti dall'accoglimento dell'impugnazione proposta da altre parti contro una sentenza sfavorevole emessa nei confronti di entrambi. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26992 del 24/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Accertamento sulla qualità soggettiva della parte obbligata
    Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - in genere - contributi previdenziali - accertamento sulla qualità soggettiva della parte obbligata - estensione ad altri giudizi - condizioni - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27009 del 24/10/2018 >>> In tema di contributi previdenziali, l'accertamento sulla qualità soggettiva della parte obbligata contenuto in una sentenza passata in giudicato estende i propri effetti ai periodi contributivi cronologicamente successivi, in riferimento ai quali può ritenersi, salva prova contraria, la persistenza della medesima condizione. (Fattispecie relativa all'accertamento giudiziale dell'insussistenza dei presupposti per l'iscrizione d'ufficio alla gestione commercianti). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27009 del 24/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Principio di consunzione del potere disciplinare
    Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro - libertà e dignità del lavoratore - sanzioni disciplinari - principio di consunzione del potere disciplinare - conseguenze - divieto di esercitare nuovamente il potere disciplinare rispetto a fatti già contestati - portata - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26815 del 23/10/2018 >>> In tema di licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti, complessivamente considerati, non può esercitare, una seconda volta,per quegli stessi fatti singolarmente considerati, il detto potere ormai consumato anche sotto il profilo di una sua diversa valutazione o configurazione giuridica, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate,entro il biennio, ai fini della recidiva.(Nella specie, il datore di lavoro aveva contestato una prima volta il "modus operandi"del direttore di una filiale bancaria - che aveva esercitato il potere gerarchico in modo improprio, attraverso l'asservimento dei sottoposti alla realizzazione di propri interessi personali - e, una seconda volta, i singoli episodi esplicativi dell'abitualità della condotta originariamente addebitata). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 26815 del 23/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interpretazione ed applicazione di una norma
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - in genere - interpretazione ed applicazione di una determinata norma - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 24992 del 10/10/2018 >>> Il giudicato sostanziale ha ad oggetto il bene della vita fatto valere in giudizio e non anche l'interpretazione ed applicazione delle disposizioni normative, attività rispetto alle quali il giudice non è vincolato alle deduzioni delle parti. Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 24992 del 10/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto preliminare di compravendita
    Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - contratto preliminare di compravendita - domanda ex art. 2932 c.c. - rigetto per mancato adempimento o mancata offerta della prestazione inerente al prezzo - formazione del giudicato - riproponibilità della domanda - ammissibilità - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24922 del 09/10/2018 >>> Il giudicato formatosi sulla pronuncia di rigetto della domanda di esecuzione in forma specifica di preliminare di vendita,per il mancato adempimento o la mancata offerta della prestazione inerente al prezzo, non osta, sempre che il contratto non sia stato risolto, a che quella domanda possa essere riproposta, sulla base della sopravvenienza di detto adempimento o di detta offerta. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24922 del 09/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Questioni suscettibili di giudicato interno
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - individuazione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018 >>> Ai fini della selezione delle questioni, di fatto o di diritto, suscettibili di devoluzione e, quindi, di giudicato interno se non censurate in appello, la locuzione giurisprudenziale "minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno" individua la sequenza logica costituita dal fatto, dalla norma e dall'effetto giuridico, ossia la statuizione che affermi l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico. Ne consegue che, sebbene ciascun elemento di detta sequenza possa essere oggetto di singolo motivo di appello, nondimeno l'impugnazione motivata anche in ordine ad uno solo di essi riapre la cognizione sull'intera statuizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, pur in assenza di specifico gravame sul punto da parte dell'assicurato, in seguito all'appello dell'INPS in merito alla tardività dell'azione giudiziale, aveva riesaminato l'intera questione della decadenza in tema di benefici previdenziali ex art. 13 della l. n. 257 del 1992, ritenendola maturata per i soli ratei anteriori al triennio dalla proposizione della domanda amministrativa). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Plurime obbligazioni pecuniarie – pretese creditorie
    Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - plurime obbligazioni pecuniarie relative a rapporto contrattuale complesso – rapporto di durata – pretese creditorie conseguenti – interesse al frazionamento giudiziale – necessità di specifica deduzione - mancanza – conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24698 del 08/10/2018 >>> Quando distinti crediti maturati da un soggetto sono inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo e fondati su un unico rapporto di durata, il frazionamento del credito è ammesso soltanto se risulti in capo al creditore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata. Laddove manchi la corrispondente deduzione, il giudice che intenda farne oggetto di rilievo dovrà indicare la relativa questione ex art.183 c.p.c., riservando la decisione con termine alle parti per il deposito di memorie ex art.101, comma 2, c.p.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha, in una fattispecie in cui un unico rapporto di collaborazione professionale si era protratto con una compagnia assicuratrice per circa dieci anni ed articolato in migliaia di incarichi peritali, ritenuto che la linea difensiva adottata dalla società convenuta, improntata principalmente sulla improponibilità della domanda per abusivo frazionamento del credito, presupponesse logicamente proprio la contestazione dell'esistenza di un interesse meritevole di tutela a tale modalità di esercizio del diritto di azione). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24698 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Questioni suscettibili di giudicato interno
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - individuazione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018 >>> Ai fini della selezione delle questioni, di fatto o di diritto, suscettibili di devoluzione e, quindi, di giudicato interno se non censurate in appello, la locuzione giurisprudenziale "minima unità suscettibile di acquisire la stabilità del giudicato interno" individua la sequenza logica costituita dal fatto, dalla norma e dall'effetto giuridico, ossia la statuizione che affermi l'esistenza di un fatto sussumibile sotto una norma che ad esso ricolleghi un dato effetto giuridico. Ne consegue che, sebbene ciascun elemento di detta sequenza possa essere oggetto di singolo motivo di appello, nondimeno l'impugnazione motivata anche in ordine ad uno solo di essi riapre la cognizione sull'intera statuizione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che, pur in assenza di specifico gravame sul punto da parte dell'assicurato, in seguito all'appello dell'INPS in merito alla tardività dell'azione giudiziale, aveva riesaminato l'intera questione della decadenza in tema di benefici previdenziali ex art. 13 della l. n. 257 del 1992, ritenendola maturata per i soli ratei anteriori al triennio dalla proposizione della domanda amministrativa). Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 24783 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Plurime obbligazioni pecuniarie - pretese creditorie
    Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - plurime obbligazioni pecuniarie relative a rapporto contrattuale complesso – rapporto di durata – pretese creditorie conseguenti – interesse al frazionamento giudiziale – necessità di specifica deduzione - mancanza – conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24698 del 08/10/2018 >>> Quando distinti crediti maturati da un soggetto sono inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo e fondati su un unico rapporto di durata, il frazionamento del credito è ammesso soltanto se risulti in capo al creditore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata. Laddove manchi la corrispondente deduzione, il giudice che intenda farne oggetto di rilievo dovrà indicare la relativa questione ex art.183 c.p.c., riservando la decisione con termine alle parti per il deposito di memorie ex art.101, comma 2, c.p.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha, in una fattispecie in cui un unico rapporto di collaborazione professionale si era protratto con una compagnia assicuratrice per circa dieci anni ed articolato in migliaia di incarichi peritali, ritenuto che la linea difensiva adottata dalla società convenuta, improntata principalmente sulla improponibilità della domanda per abusivo frazionamento del credito, presupponesse logicamente proprio la contestazione dell'esistenza di un interesse meritevole di tutela a tale modalità di esercizio del diritto di azione). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 24698 del 08/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Danni da emotrasfusioni - diritto all’indennizzo
    Procedimento civile - cessazione della materia del contendere - danni da emotrasfusioni - giudizio di accertamento del diritto all’indennizzo ai sensi della l. n. 210 del 1992 – declaratoria di cessazione della materia del contendere a seguito dell’accoglimento del ricorso esperito in via amministrativa – efficacia di giudicato nel giudizio risarcitorio promosso contro il ministero della salute - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24523 del 05/10/2018 >>> In tema di danni da emotrasfusioni, la pronuncia di cessazione della materia del contendere, emessa nel giudizio intentato contro il Ministero della Salute per il riconoscimento dell'indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992, sul presupposto dell'accoglimento del ricorso amministrativo avverso il corrispondente diniego, ha efficacia di giudicato, circa la sussistenza del nesso causale tra le trasfusioni praticate al paziente e la patologia dallo stesso contratta, nel successivo giudizio di risarcimento del danno promosso contro il Ministero della Salute, sussistendo l'identità di parti che costituisce presupposto indispensabile per la configurazione del fenomeno del giudicato esterno. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 24523 del 05/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sentenza di accertamento della futura scadenza convenzionale
    Locazione – disdetta - sentenza di accertamento della futura scadenza convenzionale - potere di provocare la cessazione del contratto prima della data accertata - sussistenza - potere di impedire il verificarsi della scadenza - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24534 del 05/10/2018 >>> Il giudicato formatosi sull'accertamento della futura data di scadenza di un contratto di locazione lascia inalterato il potere delle parti di provocare la cessazione degli effetti del contratto, prima della scadenza, al verificarsi di altri presupposti,trattandosi di un diritto diverso da quello accertato, riconosciuto dal contratto o dalla legge senza alcuna incompatibilità con la scadenza accertata; al contrario, se il conduttore, che sia stato convenuto in giudizio per la convalida della licenza per finita locazione, intenda esercitare il proprio diritto di impedire il verificarsi della scadenza naturale del contratto,è tenuto a farlo in quel processo, trattandosi di un fatto impeditivo del diritto fatto valere dal locatore, restando altrimenti precluso dal giudicato l'accertamento di una data di scadenza diversa da quella accertata. (Nella specie, la S.C. ha confermatola decisione della corte d'appello che, a fronte di una sentenza, passata in giudicato, con la quale la data di scadenza di un contratto di locazione era stata fissata al 31.12.2018, aveva negato che il conduttore potesse far valere l'ulteriore rinnovazione del contratto, con nuova scadenza al 31.12.2024, nell'ambito del successivo giudizio intentato dal locatore per la convalida dell'intimazione per finita locazione). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24534 del 05/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudicato interno - configurabilità
    Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - configurabilità - condizioni - passaggio motivazionale - esclusione – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24358 del 04/10/2018 >>> Il giudicato interno può formarsi solo su capi di sentenza autonomi, che cioè risolvano una questione controversa avente una propria individualità ed autonomia, così da integrare astrattamente una decisione del tutto indipendente; sono privi del carattere dell'autonomia i meri passaggi motivazionali, ossia le premesse logico-giuridiche della statuizione adottata, come pure le valutazioni di meri presupposti di fatto che, unitamente ad altri, concorrono a formare un capo unico della decisione. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso che vi fosse stata violazione del giudicato interno, per la mancata impugnazione della sentenza di prime cure, nella parte in cui aveva ritenuto insussistente il requisito della etero direzione, quale indice rilevante, ma non esaustivo, della natura subordinata del rapporto di lavoro, per il cui riconoscimento era stato intentato il giudizio). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 24358 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Opposizione ad ordinanza ingiunzione
    Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - contestazione della dpl di violazione in materia di disciplina del lavoro - opposizione ad ordinanza ingiunzione – giudizio tra datore di lavoro ed ente previdenziale concernente il versamento dei contributi - pregiudizialità - sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - in genere. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23045 del 26/09/2018 >>> Tra il giudizio avente ad oggetto il pagamento di contributi previdenziali e quello avente ad oggetto l'opposizione avverso ordinanza ingiunzione irrogativa di sanzioni amministrative per violazione delle norme sul collocamento relativamente ai medesimi lavoratori, entrambi presupponenti l'accertamento della natura subordinata dei rapporti di lavoro, non sussiste rapporto di pregiudizialità, atteso che l'efficacia riflessa del giudicato nei confronti dei terzi rimasti estranei al processo presuppone che tali soggetti non siano titolari di un rapporto autonomo rispetto a quello su cui è intervenuto il giudicato, mentre tra potestà accertativa dell'Ispettorato del lavoro e diritti ed obblighi inerenti ad un rapporto di lavoro subordinato sussiste un reciproco rapporto di autonomia, che fa qualificare come "res inter alios acta", rispetto a ciascuna delle due posizioni, il giudicato intervenuto nel giudizio inerente all'altro rapporto. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23045 del 26/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Obbligo di pagamento del promissario acquirente
    Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Domanda di esecuzione in forma specifica - Obbligo di pagamento del promissario acquirente - Condizioni e limiti – “Dies a quo” di decorrenza del termine dal passaggio in giudicato della sentenza costitutiva - Conseguenze - Fattispecie. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 2, SENTENZA N. 22997 DEL 26/09/2018 Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale (o entro il termine convenzionalmente pattuito), mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) così come l'assolvimento delle altre eventuali condizioni cui si sia obbligato risultino dovute all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligo, anche per l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà. Ne consegue che è illegittima l'imposizione, con la sentenza emessa ex art. 2932 c.c., di un termine per l'assolvimento delle condizioni alle quali risulta subordinato l'effetto traslativo che debba decorrere anticipatamente rispetto al passaggio in giudicato della pronuncia costitutiva. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, accogliendo la domanda dei promissari acquirenti, aveva subordinato il trasferimento della proprietà al pagamento del residuo corrispettivo e degli accessori entro centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza, anziché dal passaggio in giudicato della medesima).  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Domanda di esecuzione in forma specifica
    Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) (nozione, caratteri, distinzione) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - domanda di esecuzione in forma specifica - obbligo di pagamento del promissario acquirente - condizioni e limiti – “dies aquo” di decorrenza del termine dal passaggio in giudicato della sentenza costitutiva - conseguenze - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22997 del 26/09/2018 >>> Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale (o entro il termine convenzionalmente pattuito), mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) così come l'assolvimento delle altre eventuali condizioni cui si sia obbligato risultino dovute all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligo, anche per l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà. Ne consegue che è illegittima l'imposizione, con la sentenza emessa ex art. 2932 c.c., di un termine per l'assolvimento delle condizioni alle quali risulta subordinato l'effetto traslativo che debba decorrere anticipatamente rispetto al passaggio in giudicato della pronuncia costitutiva. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, accogliendo la domanda dei promissari acquirenti, aveva subordinato il trasferimento della proprietà al pagamento del residuo corrispettivo e degli accessori entro centoventi giorni dalla pubblicazione della sentenza, anziché dal passaggio in giudicato della medesima). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 22997 del 26/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Decreto ingiuntivo definitivamente esecutivo
    Procedimenti sommari - d'ingiunzione - decreto - esecutorietà - per mancata opposizione o per mancata attività dell'opponente - decreto ingiuntivo definitivamente esecutivo - conseguenze - formazione del giudicato - ambito oggettivo - estensione al titolo che ne costituisce il fondamento - sussistenza - ulteriore azione su medesimo titolo - preclusione - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22465 del 24/09/2018 >>> Il principio secondo cui l'autorità del giudicato spiega i suoi effetti non solo sulla pronuncia esplicita della decisione,ma anche sulle ragioni che ne costituiscono sia pure implicitamente il presupposto logico-giuridico, trova applicazione anche in riferimento al decreto ingiuntivo di condanna al pagamento di una somma di denaro, il quale, in mancanza di opposizione o quando quest'ultimo giudizio sia stato dichiarato estinto, acquista efficacia di giudicato non solo in ordine al credito azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello stesso, precludendo ogni ulteriore esame delle ragioni addotte a giustificazione della relativa domanda in altro giudizio. (Nella specie la S.C. ha ritenuto preclusa dal giudicato, formatosi a seguito dell'estinzione della causa di opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto da una banca in relazione al saldo passivo di un conto corrente, la successiva domanda, proposta dal correntista, tesa ad ottenere la ripetizione delle somme indebitamente trattenute dall'istituto di credito in forza di clausole negoziali invalide). Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 22465 del 24/09/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Interesse del convenuto ad impugnare
    Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - interesse all'impugnazione - Ordinanza di estinzione del giudizio - Interesse del convenuto ad impugnare - Esclusione - Ragioni. CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. 6 - L, ORDINANZA N. 21977 DEL 11/09/2018 Non sussiste l'interesse del convenuto ad impugnare un'ordinanza di estinzione del giudizio, trattandosi di statuizione meramente processuale inidonea ad arrecare pregiudizio alle parti coinvolte ed a costituire giudicato sostanziale sulla pretesa fatta valere, limitandosi l'efficacia di tale giudicato al solo aspetto del venir meno dell'interesse alla prosecuzione del giudizio.  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Sanzioni amministrative - principi comuni - ambito di applicazione - concorso di persone - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21347 del 29/08/2018
    Unico accertamento della violazione e dell’applicazione della sanzione - Giudicato di accoglimento dell'opposizione proposta da uno degli autori delle violazioni - Efficacia riflessa per il concorrente - Configurabilità – Limiti - Fattispecie. In materia di sanzioni amministrative, qualora l'oggetto dell'unico provvedimento sanzionatorio sia costituito da più condotte poste in essere da più soggetti, il giudicato relativo all'accoglimento dell'opposizione proposta da alcuni di essi non spiega i suoi effetti in favore dei concorrenti rimasti estranei al relativo giudizio, stante la diversità delle parti e delle condotte addebitate. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso l'efficacia del giudicato assolutorio relativo alla posizione di alcuni componenti del servizio di sorveglianza di una banca nei confronti di altro componente rimasto estraneo al giudizio e oggetto del medesimo provvedimento sanzionatorio emesso dalla Banca d'Italia). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 21347 del 29/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - appello - interesse ad appellare - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21018 del 23/08/2018
    Domanda di risarcimento danni cagionati da animali – Prospettazione della responsabilità del convenuto sia quale proprietario che quale fruitore dell’animale - Accoglimento della domanda in base ad uno dei titoli di responsabilità indicati - Impugnazione incidentale dell'attore vittorioso per avvalersi del titolo non esaminato – Necessità – Esclusione – Obbligo di pronuncia del giudice di appello – Sussistenza - Condizioni. In tema di risarcimento di danni cagionati da animali, l'adduzione indifferenziata, quale titolo di responsabilità del convenuto, sia della qualità di proprietario che di soggetto fruitore dell'animale comporta che l'accoglimento della domanda in primo grado in base alla seconda prospettazione, a meno di una esplicita esclusione della prima, non onera la parte danneggiata vittoriosa della proposizione di appello incidentale per avvalersi validamente, mediante la mera ma univoca riproposizione ai sensi dell'art. 346 c.p.c., di quella non accolta dal primo giudice; ne consegue che il giudice di appello non può esimersi, ove escluda la sussistenza del secondo titolo di responsabilità (la disponibilità dell'animale), dall'esaminare nel merito la sussistenza dell'altra (la proprietà o comproprietà). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 21018 del 23/08/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 18062 del 10/07/2018
    Sentenza di appello di riforma di quella di primo grado - Conseguenti obblighi restitutori - Espressa statuizione di condanna alla restituzione - Necessità - Formulazione di tale domanda in appello o in separato giudizio - Ammissibilità - Eccezione di giudicato esterno - Opponibilità - Esclusione - Fondamento. La sentenza d'appello che, in riforma quella di primo grado, faccia sorgere il diritto alla restituzione degli importi pagati in esecuzione di questa, non costituisce, in mancanza di un'espressa statuizione di condanna alla ripetizione di dette somme, titolo esecutivo, occorrendo all'uopo che il "solvens" formuli in sede di gravame - per evidenti ragioni di economia processuale ed analogamente a quanto disposto dagli artt. 96, comma 2 e 402, comma 1, c.p.c. - un'apposita domanda in tal senso, ovvero attivi un autonomo giudizio, tenendo conto che, ove si determini in quest'ultimo senso, non gli sarà opponibile il giudicato derivante dalla mancata impugnazione della sentenza per omessa pronuncia, perché la rinuncia implicita alla domanda di cui all'art. 346 c.p.c. ha valore processuale e non anche sostanziale. Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 18062 del 10/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 17760 del 06/07/2018
    Processo tributario – Giudicato – Imposte periodiche – Limiti oggettivi – Fattispecie. In materia tributaria, l'effetto vincolante del giudicato esterno, in relazione alle imposte periodiche, è limitato ai soli casi in cui vengano in esame fatti che, per legge, hanno efficacia permanente o pluriennale, producendo effetti per un arco di tempo che comprende più periodi di imposta, o nei quali l'accertamento concerne la qualificazione di un rapporto ad esecuzione prolungata, con la conseguenza che lo stesso è escluso nelle fattispecie "tendenzialmente permanenti", in quanto suscettibili di variazione annuale. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C., con riferimento all'impugnazione di un avviso di accertamento in materia di ICI, ha escluso l'efficacia del giudicato intervenuto in un'altra controversia tra le stesse parti in relazione a diverse annualità, atteso il carattere variabile del presupposto di imposta costituito dal valore della rendita catastale). Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 17760 del 06/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - effetti del contratto - esecuzione di buona fede - Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17893 del 06/07/2018
    Plurime obbligazioni pecuniarie relative a rapporto contrattuale complesso – Rapporto di durata – Pretese creditorie conseguenti – Possibilità di frazionamento giudiziale – Limiti - Fattispecie. Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, benchè relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi, ma, ove le suddette pretese creditorie, oltre a far capo ad un medesimo rapporto tra le stesse parti, siano anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o, comunque, fondate sullo stesso fatto costitutivo, - sì da non poter essere accertate separatamente se non a costo di una duplicazione di attività istruttoria e di una conseguente dispersione della conoscenza dell'identica vicenda sostanziale - le relative domande possono essere formulate in autonomi giudizi solo se risulti in capo al creditore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata, e, laddove ne manchi la corrispondente deduzione, il giudice che intenda farne oggetto di rilievo dovrà indicare la relativa questione ex art. 183 c.p.c., riservando, se del caso, la decisione con termine alle parti per il deposito di memorie ex art. 101, comma 2, c.p.c. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la decisione di merito in una fattispecie in cui un perito aveva svolto, per conto di una compagnia di assicurazioni, un'attività continuativa per molti anni con le medesime modalità e con regolamentazione uniforme, essendo la remunerazione per il singolo incarico collegata unicamente al numero dei sinistri periziati, con accettazione delle parcelle mediante il sistema informatico della compagnia, indipendentemente dal contenuto concreto della prestazione). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 17893 del 06/07/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16847 del 26/06/2018
    Giudicato esterno - Rilevabilità d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. L'esistenza del giudicato esterno è, a prescindere dalla posizione assunta in giudizio dalle parti, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del processo anche nell'ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, trattandosi di un elemento che può essere assimilato agli elementi normativi astratti, essendo destinato a fissare la regola del caso concreto; sicché, il suo accertamento non costituisce patrimonio esclusivo delle parti, ma, mirando ad evitare la formazione di giudicati contrastanti, conformemente al principio del "ne bis in idem", corrisponde ad un preciso interesse pubblico, sotteso alla funzione primaria del processo e consistente nell'eliminazione dell'incertezza delle situazioni giuridiche, attraverso la stabilità della decisione. (Nella specie, la S.C., in virtù di sentenze "inter partes" acquisite in sede di memoria ex art. 380 bis1 c.p.c., ha rigettato l'impugnazione del secondo licenziamento, intimato a seguito di ripristino giudiziale del rapporto lavorativo, per effetto del giudicato sopravvenuto sulla legittimità del primo licenziamento disciplinare). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16847 del 26/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16688 del 25/06/2018
    Requisiti - Identità di parti, di "petitum" e di "causa petendi" - Fattispecie. Affinché il giudicato sostanziale formatosi in un giudizio operi all'interno di altro instaurato successivamente, è necessario che tra la precedente causa e quella in atto vi sia, oltre che identità di parti e di "petitum", anche di "causa petendi", ai fini della cui individuazione rilevano non tanto le ragioni giuridiche enunciate dalla parte a fondamento della pretesa avanzata in giudizio, bensì l'insieme delle circostanze di fatto che la parte stessa pone a base della propria richiesta, essendo compito precipuo del giudice la corretta identificazione degli effetti giuridici scaturenti dai fatti dedotti in causa. (Nella specie, è stato ritenuto inammissibile, per precedente giudicato in relazione ad analoga domanda fondata sulla deduzione di una prassi aziendale, il ricorso di un lavoratore volto all'accertamento del diritto alla promozione automatica in virtù di clausola contrattuale, avuto riguardo all'identità del bene richiesto e del presupposto fattuale addotto, consistente in una determinazione aziendale). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 16688 del 25/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - conflitto di giudicati - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 13804 del 31/05/2018
    Prevalenza - Criterio temporale - Limiti - Fattispecie. Ove sulla medesima questione si siano formati due giudicati contrastanti, al fine di stabilire quale dei due debba prevalere occorre fare riferimento al criterio temporale, nel senso che il secondo giudicato prevale in ogni caso sul primo, purché la seconda sentenza contraria ad altra precedente non sia stata sottoposta a revocazione, impugnazione peraltro ammessa esclusivamente ove la decisione oggetto della stessa non abbia pronunciato sulla relativa eccezione di giudicato.(Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto che la prevalenza del giudicato formatosi sull'illegittimità del diniego al riconoscimento di benefici fiscali di cui all'art. 26 del d.P.R. n. 601 del 1973 in favore del contribuente, comporta la caducazione del diritto dell'Amministrazione alla riscossione delle somme ritenute dovute in virtù dei precedenti giudicati). Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 13804 del 31/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giurisdizione civile - principi costituzionali - ricorso per cassazione contro decisioni dei giudici amministrativi - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 13702 del 30/05/2018
    Giudicato civile - Poteri del giudice di ottemperanza - Adozione di provvedimenti sostitutivi della P.A. - Invasione della sfera di discrezionalità amministrativa - Eccesso di potere giurisdizionale - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie. Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, per invasione della sfera riservata al potere discrezionale della P.A., nel caso in cui il giudice dell'ottemperanza, rilevata la violazione od elusione del giudicato civile, adotti provvedimenti in luogo della P.A. inadempiente, sostituendosi al soggetto obbligato ad adempiere, in quanto, in ossequio al principio dell'effettività della tutela giurisdizionale, il giudizio di ottemperanza, al fine di soddisfare pienamente l'interesse sostanziale del ricorrente, non può arrestarsi di fronte ad adempimenti parziali, incompleti od addirittura elusivi del contenuto della decisione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione del Consiglio di Stato che, in sede di giudizio di ottemperanza, aveva dichiarato illegittimo l'indennizzo attribuito ad un privato a seguito di acquisizione in sanatoria di un fondo, ex art. 42 bis del d.P.R. n. 327 del 2001, perché di importo inferiore a quanto riconosciuto allo stesso, a titolo risarcitorio per l'illegittima espropriazione del medesimo cespite, da una precedente sentenza civile passata in giudicato). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 13702 del 30/05/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10giudicato civile - interpretazione del giudicato - giudicato esterno - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 12752 del 23/05/2018
    Portata - Delimitazione da parte del giudice - Modalità - Ricorso alla domanda di parte in via interpretativa - Limiti e condizioni. La portata del giudicato esterno va definita dal giudice del merito sulla base di quanto stabilito nel dispositivo della sentenza ed, eventualmente, nella motivazione che la sorregge, potendosi far riferimento, in funzione interpretativa, alla domanda della parte solo in via residuale qualora, all'esito dell'esame degli elementi dispositivi ed argomentativi di diretta emanazione giudiziale, persista un'obiettiva incertezza sul contenuto della statuizione.  Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 12752 del 23/05/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato esterno tributi (in generale) - "solve et repete" – Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 9710 del 19/04/2018
    contenzioso tributario Giudicato - Limiti oggettivi - Estensione a diversi periodi di imposta - Condizioni. Nel processo tributario, il vincolo oggettivo derivante dal giudicato, in relazione alle imposte periodiche, deve essere riconosciuto nei casi in cui vengano in esame fatti che, per legge, hanno efficacia permanente o pluriennale, producendo effetti per un arco di tempo che comprende più periodi di imposta o nei quali l'accertamento concerne la qualificazione del rapporto, salvo che, in materia di IVA, ciò comporti l'estensione ad altri periodi di imposta di un giudicato in contrasto con la disciplina comunitaria, avente carattere imperativo, compromettendone l'effettività. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 9710 del 19/04/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato esterno "solve et repete" - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 9710 del 19/04/2018
    Giudicato - Limiti oggettivi - Estensione a diversi periodi di imposta - Condizioni. Nel processo tributario, il vincolo oggettivo derivante dal giudicato, in relazione alle imposte periodiche, deve essere riconosciuto nei casi in cui vengano in esame fatti che, per legge, hanno efficacia permanente o pluriennale, producendo effetti per un arco di tempo che comprende più periodi di imposta o nei quali l'accertamento concerne la qualificazione del rapporto, salvo che, in materia di IVA, ciò comporti l'estensione ad altri periodi di imposta di un giudicato in contrasto con la disciplina comunitaria, avente carattere imperativo, compromettendone l'effettività. Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 9710 del 19/04/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione - Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 4997 del 02/03/2018
    Regolamento di giurisdizione – Giudicato esterno – Rilevanza – Limiti – Fattispecie. Le sentenze di merito che statuiscono sulla giurisdizione sono suscettibili di acquistare autorità di giudicato esterno, sì da spiegare i propri effetti anche al di fuori del processo nel quale siano state rese, solo in quanto in esse la pronuncia sulla giurisdizione, sia pure implicita, si coniughi con una di merito, fermo restando che tale efficacia presuppone il passaggio in giudicato formale delle sentenze stesse ed è limitata a quei processi che abbiano per oggetto cause identiche, non solo soggettivamente ma anche oggettivamente, a quelle in cui si è formato il giudicato esterno (anche sulla giurisdizione), il quale costituisce oggetto di eccezione in senso proprio. (Nella specie, la S.C. ha escluso che la sentenza del T.A.R., con la quale era stato dichiarato inammissibile, per difetto di interesse, il ricorso proposto dal privato avverso provvedimento comunale di autorizzazione al compimento di opere carrabili, avesse determinato un giudicato esterno implicito sulla giurisdizione, non risultandone l'avvenuto passaggio in giudicato, difettando una statuizione di merito e non essendovi identità delle cause). Corte di Cassazione, Sez. U - , Ordinanza n. 4997 del 02/03/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2130 del 29/01/2018
    Contributi previdenziali - Accertamento sulla qualità soggettiva della parte obbligata - Estensione ad altri giudizi - Condizioni. In materia di obbligazioni contributive, l’accertamento concernente una qualità soggettiva della parte obbligata, che costituisca elemento costitutivo dell’obbligazione a carattere tendenzialmente permanente e comune a vari periodi del rapporto obbligatorio, non può assumere valore di giudicato rispetto ai periodi contributivi cronologicamente anteriori a quello oggetto di accertamento, ma esclusivamente rispetto a quelli successivi, in riferimento ai quali può ritenersi, salva prova contraria, la persistenza della medesima qualità. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 2130 del 29/01/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorita' in altri giudizi civili o amministrativi - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22376 del 26/09/2017
    Sentenza penale di assoluzione - Giudicato successivo alla pronuncia della sentenza impugnata - Efficacia nel giudizio civile - Limiti - Rilevanza ex art. 654 c.p.p. - Operatività del divieto previsto dall'art. 372 c.p.c. - Sussistenza - Conseguenze Il principio secondo cui, nel giudizio di cassazione, l'esistenza del giudicato esterno è, al pari di quella del giudicato interno, rilevabile d'ufficio, non solo qualora emerga da atti comunque prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell'ipotesi in cui il giudicato si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, con correlativa inopponibilità del divieto di cui all'art. 372 c.p.c., non può trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata, ai sensi dell'art. 654 c.p.p., unicamente al fine di dimostrare l'effettiva sussistenza (o insussistenza) dei fatti, non assumendo in tali casi alcuna valenza enunciativa della "regula iuris" alla quale il giudice civile ha il dovere di conformarsi nel caso concreto e potendo ravvisarsi la sua astratta rilevanza soltanto in relazione all'affermazione (o negazione) di meri fatti materiali, ossia a valutazioni di stretto merito non deducibili nel giudizio di legittimità; ne consegue, in tali ipotesi, l'inammissibilità della produzione della sentenza penale, siccome estranea all'ambito previsionale dell'art. 372 c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 22376 del 26/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - cause scindibili e inscindibili - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22370 del 26/09/2017
    Impugnazione di delibera assembleare da parte di più condomini - Litisconsorzio processuale - Sussistenza - Conseguenze - Appello proposto solo da alcuni condomini - Riforma della decisione di primo grado - Estensione, anche del capo sulle spese, ai condomini non appellanti - Fondamento. In tema di condominio, l'impugnazione di una delibera assembleare ad opera di una pluralità di condomini determina, tra gli stessi, una situazione di litisconsorzio processuale, fondato sulla necessità di evitare eventuali giudicati contrastanti in merito alla legittimità della deliberazione medesima; sicché, ove la sentenza che ha deciso su tale impugnativa sia stata appellata soltanto da alcuni dei detti condomini, l'esito dell'impugnazione si estende anche a quelli che, tra gli originari litisconsorti, non l'abbiano proposta, ancorché la decisione concerna - stante la cessazione della materia del contendere - le sole spese di lite, trattandosi di capo accessorio che condivide il carattere di inscindibilità della causa principale. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22370 del 26/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21566 del 18/09/2017
    Specificità dei motivi di appello – Capo autonomo di sentenza – Nozione – Mere argomentazioni che non integrano una decisione del tutto indipendente – Esclusione In tema di appello, la mancata impugnazione di una o più affermazioni contenute nella sentenza può dar luogo alla formazione del giudicato interno soltanto se le stesse siano configurabili come capi completamente autonomi, avendo risolto questioni controverse che, in quanto dotate di propria individualità ed autonomia, integrino una decisione del tutto indipendente, e non anche quando si tratti di mere argomentazioni oppure della valutazione di presupposti necessari di fatto che, unitamente ad altri, concorrano a formare un capo unico della decisione. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21566 del 18/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - svalutazione monetaria - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21567 del 18/09/2017
    Amministratore di fatto – Risarcimento del danno derivante dall’impoverimento della società fallita a causa di erogazioni in favore di società controllanti sempre gestite dall’amministratore di fatto – Giudizio svolto separatamente a carico degli amministratori di diritto – Liquidazione del danno – Successiva condanna dell’amministratore di fatto – Quantum debeatur – Rivalutazione monetaria - Spettanza – Fondamento. L'art. 1306, comma 2, c. c., nel consentire al debitore solidale di opporre al creditore la sentenza più favorevole pronunciata nei confronti del condebitore esclude, ove il primo abbia manifestato la volontà di avvalersi del giudicato, la possibilità di porre a suo carico un importo superiore a quello precedentemente liquidato nei confronti del secondo, ma non preclude l'ulteriore rivalutazione dell'importo riconosciuto. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che aveva ritenuto di escludere che l’amministratore di fatto potesse essere condannato al risarcimento del danno in favore del fallimento della società in misura superiore a quella disposta, sempre in favore della curatela, in separato giudizio contro gli amministratori di diritto). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 21567 del 18/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 21395 del 15/09/2017
    Giudizio tributario - Imposte periodiche - Efficacia del giudicato esterno - Fattispecie relativa ad esenzione decennale dall’IRPEG. In materia tributaria, l'effetto vincolante del giudicato esterno, in relazione alle imposte periodiche, deve essere riconosciuto nei casi in cui vengano in esame fatti che, per legge, hanno efficacia permanente o pluriennale, producendo effetti per un arco di tempo che comprende più periodi di imposta, o nei quali l'accertamento concerne la qualificazione di un rapporto ad esecuzione prolungata. (Nella fattispecie la S.C. ha accolto il ricorso introduttivo del contribuente riconoscendo il diritto all'esenzione dall'IRPEG ai sensi dell'art. 105 del d.P.R. n. 218 del 1978 in relazione ad una annualità rientrante nel periodo indicato in una sentenza passata in giudicato). Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 21395 del 15/09/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - falso civile - querela di falso – Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 19413 del 03/08/2017
    Proposizione in via principale - Legittimazione attiva - Interesse ad accertare la falsità o genuinità di un documento - Autenticità dello scritto - Cosa giudicata - Carenza di interesse alla domanda - Fondamento. È legittimato a proporre querela di falso in via principale chiunque intenda conseguire una certezza, quanto alla falsità o genuinità di un documento, nei confronti di chi abbia inteso concretamente avvalersi di esso, sicché difetta l’interesse ad agire, con riferimento al tema della certezza dell’autenticità dello scritto, quando essa è già esistente, in quanto consacrata in un provvedimento giurisdizionale divenuto cosa giudicata. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 19413 del 03/08/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17049 del 11/07/2017
    Giudizio di convalida di sfratto per morosità - Giudicato - Estensione - Limiti – Fattispecie - Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - disposizioni processuali - controversie relative alla risoluzione per inadempimento - In genere. L’ordinanza di convalida dello sfratto per morosità ha efficacia di cosa giudicata sostanziale su ogni questione in merito alla risoluzione del contratto ed al possesso di fatto della cosa locata, ma non preclude, nell'autonomia dei rispettivi e correlativi diritti, né al locatore di instaurare separato giudizio per il pagamento dei canoni, né al conduttore di chiedere in giudizio l’accertamento dell’obbligo del pagamento e di eccepire e contrastare, nell’indagine sui rapporti di dare e di avere in relazione ai canoni, la misura di questi, tranne il caso in cui allo sfratto per morosità si sia accompagnata contestualmente l’ingiunzione di pagamento per i canoni, risultando, in tale ipotesi, coperti dal giudicato anche i fatti impeditivi/estintivi del relativo obbligo. (Nella specie la S.C., correggendo sul punto la motivazione della sentenza di merito, ha escluso che vi fosse alcuna preclusione, derivante dal passaggio in giudicato dell’ordinanza di convalida di sfratto per morosità, riguardo all’esame dell’anteriore domanda di accertamento degli inadempimenti del locatore, né che potesse ritenersi assorbita l’eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c., dedotta dal conduttore anteriormente all’intimazione della convalida, ancorchè non riproposta nel successivo giudizio di sfratto per morosità). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17049 del 11/07/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) "solve et repete" - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 15690 del 23/06/2017
    Giudicato esterno - Imposta unica frazionata in più anni - Decisione separata relativa ad una annualità - Opponibilità nei giudizi concernenti le altre annualità - Limiti. In tema di opponibilità del giudicato esterno in materia tributaria, se un'unica imposta viene frazionata in più anni, il giudicato relativo ad una annualità coinvolge anche le altre, perché la questione è identica in tutti i suoi aspetti, divergendo solo le modalità temporali d'imputazione; laddove, invece, da un'unica fonte scaturiscano poste attive o passive differenti anno per anno, il giudicato coinvolge soltanto quella specifica annualità che costituisca oggetto del giudizio, e non si riflette sulle altre, articolandosi in maniera diversa gli elementi di fatto, ed essendo identica solo la questione giuridica che consente di risolvere il caso concreto. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 15690 del 23/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Giudicato esterno – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15737 del 23/06/2017
    Rilevabilità in sede di legittimità - Condizioni - Contenuto del ricorso - Osservanza del principio di autosufficienza - Necessità. Nel giudizio di legittimità, il principio della rilevabilità del giudicato esterno va coordinato con l'onere di autosufficienza del ricorso; pertanto, la parte ricorrente che deduca l'esistenza del giudicato deve, a pena d'inammissibilità del ricorso, riprodurre in quest'ultimo il testo integrale della sentenza che si assume essere passata in giudicato, non essendo a tal fine sufficiente il richiamo a stralci della motivazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15737 del 23/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorita' in altri giudizi civili o amministrativi - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15740 del 23/06/2017
    Domanda civile di restituzione azionata nel giudizio penale - Sentenza di condanna - Accertamento fattuale compiuto dal giudice penale - Carattere vincolante per il giudice civile - Condizioni - Fattispecie. Introdotta un’azione civile nel giudizio penale, l’accertamento, in tale sede, dell’antigiuridicità del fatto - ove compiuto ai fini tanto della condanna, quanto della fondatezza dell’azione predetta - acquista, nel successivo processo civile in cui si controverta anzitutto del medesimo fatto, un valore che va al di là del semplice riscontro degli elementi necessari alla statuizione di colpevolezza, assumendo anche quello di presupposto per la domanda ivi azionata. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, reiettiva della domanda di rivendica proposta, nei confronti di un comune, dagli occupanti di un fondo, del quale era stata sancita l'appartenenza al demanio in un precedente giudizio penale definito con sentenza passata in giudicato, escludendo che detto accertamento avesse carattere meramente incidentale, in considerazione della condanna restitutoria su tale base pronunziata, in sede penale, in favore del comune, ivi costituitosi parte civile). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15740 del 23/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 15350 del 21/06/2017
    Sentenza di merito fondata su una pluralità di ragioni autonome - Valida impugnazione contro tutte le “rationes decidendi” - Necessità - Rilievo di inammissibilità del motivo diretto a censurare una delle “rationes decidendi” - Ammissibilità - Ragioni - Conseguenze - Assorbimento degli altri motivi - Fondamento - Fattispecie. Ove la sentenza di merito sia sorretta da una pluralità di ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali giuridicamente e logicamente sufficiente a giustificare la decisione adottata, il rilievo di inammissibilità del motivo di ricorso per cassazione diretto a censurare solo una di esse - consentito in applicazione del principio della “ragione più liquida” - rende irrilevante l’esame degli altri motivi, atteso che in nessun caso potrebbe derivarne l’annullamento della sentenza impugnata, risultando comunque consolidata l’autonoma motivazione oggetto della censura dichiarata inammissibile. (Nella specie, la S.C., avendo dichiarato inammissibile il motivo diretto a censurare la motivazione con la quale sentenza impugnata, nell’ambito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per il pagamento di canoni locativi non corrisposti, aveva escluso l’esistenza di un preteso controcredito vantato dal conduttore per l’esecuzione di opere di miglioramento, ha ritenuto conseguentemente irrilevante l’esame del motivo volto a censurare l’ulteriore motivazione, aggiuntiva e concorrente con la precedente, fondata sul giudicato formatosi sulla domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento e sul correlato effetto preclusivo in ordine alla possibilità per il conduttore di far valere in compensazione un proprio controcredito). Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 15350 del 21/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato esterno - Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14297 del 08/06/2017
    Interpretazione - Incensurabilità in Cassazione - Limiti - Fondamento - Fattispecie. La violazione della cosa giudicata, in quanto importa disapplicazione dell'art. 2909 c.c., è denunciabile in Cassazione, ma il controllo di legittimità deve limitarsi all'accertamento degli estremi legali per la efficienza del giudicato esterno nel processo in corso, senza potersi sindacare l’interpretazione che del giudicato stesso abbia dato il giudice di merito, perché essa rientra nella sfera del libero apprezzamento di quest'ultimo e, quindi, è incensurabile in sede di legittimità, quando l'interpretazione stessa sia immune da errori giuridici o da vizi di logica. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia impugnata che, in un giudizio di quantificazione di differenze retributive, che traeva origine da una sentenza resa tra le stesse parti, passata in giudicato, di accertamento dell’interposizione fittizia di manodopera, ma senza statuizioni sulla durata dell’orario di lavoro, risultato poi nel corso del giudizio a tempo parziale e non pieno, aveva quantificato l’ammontare delle retribuzioni in misura corrispondentemente ridotta). Corte di Cassazione Sez. L , Sentenza n. 14297 del 08/06/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Impugnazioni civili - impugnazioni in generale – acquiescenza - Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 13047 del 24/05/2017
    Acquiescenza ex art. 329, comma 2, c.p.c. - Presupposti - Parti non impugnate autonome e non dipendenti da quella oggetto di impugnazione - Necessità - Fattispecie relativa a sentenza della commissione tributaria regionale avente ad oggetto distinti periodi d'imposta aventi elementi o presupposti di fatto comuni. Nel processo tributario, l’effetto di acquiescenza, ex art. 329, comma 2, c.p.c., alle parti della sentenza non impugnate - la cui produzione ne presuppone l'autonomia e la non dipendenza da quella oggetto di impugnazione, come può verificarsi soltanto se la decisione contenga più capi contro i quali la parte ha interesse ad impugnare – non è ravvisabile ove la decisione riguardi distinti periodi d’imposta e la contestazione investa elementi o presupposti di fatto comuni e ricorrenti negli stessi, atteso che, in siffatta ipotesi, se è vero che l’autonomia dei periodi d’imposta distingue le diverse pretese creditorie, ciò non vale, tuttavia, ad identificare altrettanti diversi capi della domanda, né, tantomeno, diverse parti della sentenza, cosicchè detta contestazione, anche in assenza di un esplicito riferimento a ciascuno dei distinti anni d’imposta, non può non intendersi riferita all’intero oggetto del contendere. (Nella specie, la S.C. ha cassato l’impugnata sentenza che, in un giudizio concernente più avvisi di accertamento ai fini IRPEF, IRAP e IVA, ciascuno per un distinto anno d’imposta, ma tutti fondati sulla contestazione di elementi o presupposti di fatto comuni e ricorrenti nei vari anni, aveva affermato l’esistenza di un giudicato interno con riferimento all’avviso di accertamento relativo a uno di essi, in ragione della mancanza, nel ricorso in appello dell’ufficio, di specifici elementi di critica al medesimo afferenti). Corte di Cassazione Sez. 5, Ordinanza n. 13047 del 24/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Comunita' europea - comunita' economica europea - agricoltura - fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (feaog) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12846 del 22/05/2017
    Sanzione amministrativa pecuniaria per indebita percezione di aiuti comunitari - Ordinanza ingiunzione - Opposizione - Giudicato formatosi nel giudizio per il recupero dell’IVA sulle erogazioni da restituire - Efficacia riflessa - Esclusione - Fondamento. Il giudicato formatosi nel giudizio per il recupero dell’IVA sugli aiuti comunitari da restituire, perché indebitamente percepiti, non ha alcuna efficacia vincolante nel giudizio pendente relativo all'opposizione alla irrogazione della sanzione, non sussistendo tra i due processi un nesso di pregiudizialità-dipendenza giuridica (che si ha esclusivamente allorché un rapporto giuridico, pregiudiziale o condizionante, rientra nella fattispecie di altro, condizionato, dipendente) che, solo, legittima l'efficacia riflessa del giudicato nei confronti di soggetti in tutto o in parte diversi, nel rispetto dei diritti costituzionali del contraddittorio e di difesa. Nella sentenza del giudizio relativo al recupero dell'IVA sulla erogazione da restituire, infatti, non necessariamente può rinvenirsi l'accertamento della liceità (o illiceità) del comportamento del soggetto privato né, comunque, essa contiene un'affermazione obiettiva di verità che non ammetta possibilità di diverso accertamento; d'altro canto, la sanzione amministrativa non è condizionata alla fondatezza, o meno, della pretesa relativa all'IVA sull'aiuto da restituire, bensì alla commissione di un illecito, il cui accertamento è oggetto del giudizio di opposizione alla sanzione, con la conseguenza che la sentenza passata in giudicato nel primo giudizio non costituisce un presupposto o un elemento della fattispecie oggetto dell'altro. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12846 del 22/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12244 del 17/05/2017
    Opposizione a cartella esattoriale - Inammissibilità per mancata deduzione di vizi propri - Questione preliminare all’estensione del giudicato esterno - Configurabilità - Fattispecie. Nel giudizio di opposizione ad una cartella esattoriale, emessa a seguito di provvedimento divenuto definitivo per omessa impugnazione (nella specie, un avviso di rettifica e liquidazione in tema di imposta di registro), la questione dell’inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio, per la mancata deduzione di vizi propri della cartella impugnata, è preliminare rispetto all’estensione dell’efficacia di un giudicato esterno. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione di merito che, senza tener conto dei profili di inammissibilità del ricorso, aveva esteso all’acquirente il giudicato formatosi in altro giudizio a favore dei venditori, coobbligati solidali). Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12244 del 17/05/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 9954 del 20/04/2017
    Oggetto - Individuazione - Estensione agli accertamenti di fatto inerenti questioni pregiudiziali in senso logico-giuridico rispetto al "decisum" - Sussistenza - Fattispecie. Il giudicato sostanziale di cui all'art. 2909 c.c., il quale, come riflesso di quello formale previsto dall'art. 324 c.p.c., fa stato ad ogni effetto tra le parti quanto all'accertamento di merito, positivo o negativo, del diritto controverso, si forma soltanto su ciò che ha costituito oggetto della decisione, ricomprendendosi in esso anche gli accertamenti di fatto che abbiano rappresentato le premesse necessarie ed il fondamento logico-giuridico per l'emanazione della pronuncia, precludendo l'esame di quegli stessi elementi in un successivo giudizio quando l'azione ivi dispiegata abbia identici elementi costitutivi. (Nella specie, la S.C. ha escluso che, nell’ambito di un giudizio finalizzato a conseguire l’indennizzo assicurativo per il furto di un’autovettura, potesse ritenersi coperta dal giudicato, intervenuto in altro processo avente ad oggetto il risarcimento dei danni occorsi alla stessa autovettura in conseguenza di un sinistro verificatosi prima del furto, la circostanza della mancata riparazione del mezzo, non rappresentando l’accertamento della stessa premessa necessaria o fondamento logico-giuridico della pronuncia di condanna dell’assicuratore al risarcimento del danno). Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 9954 del 20/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - giudicato formale - Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9746 del 18/04/2017
    Giudicato esterno - Eccezione - Onere probatorio dell'eccipiente - Oggetto. La parte che eccepisce il giudicato esterno ha l'onere di provare il passaggio in giudicato della sentenza resa in altro giudizio, non soltanto producendola, ma anche corredandola della idonea certificazione ex art. 124 disp. att. c.p.c., dalla quale risulti che la pronuncia non è soggetta ad impugnazione, non potendosi ritenere che la mancata contestazione di controparte sull'affermato passaggio in giudicato significhi ammissione della circostanza, né che sia onere della controparte medesima dimostrare l'impugnabilità della sentenza. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 9746 del 18/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - cessazione della materia del contendere - Corte di Cassazione Sez. 5 - , Ordinanza n. 8782 del 05/04/2017
    Accertamento ai fini IRPEF - Definizione della lite, relativa ad imposta di registro e per lo stesso atto, in base agli artt. 46 del d.lgs. n. 546 del 1992 e 16 della l. n. 289 del 2002, con cessazione della materia del contendere - Declaratoria - Efficacia di giudicato sostanziale sulla nuova pretesa fatta valere - Esclusione - Ragioni. Definizione delle pendenze tributarie in base agli artt. 46 d.lgs. n. 546 del 1992, e 16 della legge n. 289 del 2002 - Effetti - Cessazione della materia del contendere - Declaratoria - Efficacia di giudicato sostanziale sulla pretesa fatta valere - Esclusione. Definizione delle pendenze tributarie in base agli artt. 46 d.lgs. n. 546 del 1992, e 16 della legge n. 289 del 2002 - Effetti - Cessazione della materia del contendere - Declaratoria - Efficacia di giudicato sostanziale sulla pretesa fatta valere - Esclusione. In tema di rettifica, ai fini IRPEF, del valore di cessione di azienda, dalla declaratoria di cessazione della materia del contendere, pronunciata a seguito di intervenuta definizione di altra lite relativa a rettifica o liquidazione dell'imposta di registro sul medesimo atto nei casi stabiliti dalla legge (nella specie, per condono ex art. 16 della l. n. 289 del 2002), non consegue alcun accertamento di giudicato sulla "res litigiosa", trattandosi di un'assoluzione dal processo, come tale, quindi, priva di effetti di giudicato sostanziale ex art. 2909 c.c.; ne consegue l'insussistenza di alcun vincolo, ai fini predetti, derivante dal valore di plusvalenza fissato dall'Amministrazione nell'avviso di accertamento relativo all'imposta di registro ed oggetto di condono. Corte di Cassazione Sez. 5 - , Ordinanza n. 8782 del 05/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8607 del 03/04/2017
    Giudicato esterno - Rilevabilità d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento - Sussistenza – Fattispecie. Il giudicato esterno, al pari di quello interno, risponde alla finalità d'interesse pubblico di eliminare l’incertezza delle situazioni giuridiche e di rendere stabili le decisioni, sicchè il suo accertamento non costituisce patrimonio esclusivo delle parti; pertanto il giudice al quale ne risulti l’esistenza non è vincolato dalla posizione assunta da queste ultime in giudizio, potendo procedere al suo rilievo e valutazione anche d’ufficio, in ogni stato e grado del processo. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione impugnata, che aveva ritenuto coperta da giudicato la domanda proposta da una lavoratrice, diretta ad ottenere il risarcimento del danno morale conseguito alla contrazione di una grave patologia epatica in occasione di lavoro, rilevando che, per lo stesso evento, era già stata pronunciata sentenza irrevocabile di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno biologico, pronuncia con la quale era stata implicitamente rigettata la richiesta, in tale sede già formulata, di risarcimento del danno morale). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 8607 del 03/04/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2735 del 02/02/2017
    Giudicato esterno - Formazione in epoca successiva alla pronuncia della sentenza impugnata - Efficacia nel giudizio di legittimità - Inopponibilità del divieto di cui all’art. 372 c.p.c. - Limiti - Fattispecie. In tema di giudizio di cassazione, il principio secondo cui l’esistenza del giudicato esterno è, al pari di quello interno, rilevabile d’ufficio, non solo quando emerga da atti prodotti nel giudizio di merito, ma anche nell’ipotesi in cui si sia formato successivamente alla pronuncia della sentenza impugnata, con correlativa inopponibilità del divieto ex art. 372 c.p.c., non può trovare applicazione laddove la sentenza passata in giudicato venga invocata al fine di dimostrare l’effettiva sussistenza, o meno, dei fatti, poiché, in tal caso, il giudicato ha valenza non già di regola di diritto cui conformarsi bensì solo in relazione a valutazioni di stretto merito. (Nella specie, riguardante la domanda di un concessionario di beni demaniali, a titolo di manutenzione nel possesso, spiegata contro committente ed appaltatrice dell’esecuzione di lavori con effetti sull’area di demanio, la S.C. ha escluso l’ammissibilità della produzione della sentenza definitiva con cui il giudice amministrativo aveva dichiarato l’illegittimità dell’annullamento in autotutela dei titoli abilitativi edilizi, osservando che l’elemento soggettivo sotteso alla domanda non era escluso dai suddetti titoli). Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 2735 del 02/02/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato – Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 21170 del 19/10/2016
    Giudicato esterno - Rilevabilità in sede di legittimità - Limiti. Nel giudizio di cassazione, l'esistenza del giudicato esterno intervenuto nelle more del giudizio di merito, senza tempestiva deduzione in quella sede, non è rilevabile d'ufficio. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 21170 del 19/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - sentenze - di condanna generica - Condanna generica al risarcimento del danno - Giudicato esterno - Portata – Limiti - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 20444 del 11/10/2016
    Risarcimento del danno - condanna generica - in genere. La sentenza di condanna generica postula, quale presupposto necessario e sufficiente a legittimarne l'adozione, solo l'accertamento di un fatto ritenuto, alla stregua di un giudizio di probabilità, potenzialmente produttivo di danni, mentre il riscontro dell'esistenza, in concreto, di questi ultimi, benché già ivi possibile, può anche essere differito alla fase della loro effettiva liquidazione, ed in tal caso, se una siffatta pronuncia non sia stata impugnata, il giudicato formatosi non investe la sussistenza dei danni stessi e del loro rapporto di causalità con il fatto illecito, né preclude la successiva dichiarazione di infondatezza della pretesa risarcitoria, ove si verifichi che i pregiudizi lamentati non si siano prodotti o non siano riconducibili al comportamento del responsabile. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 20444 del 11/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - procedimento - liquidazione dell'indennita' - determinazione (stima) - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 20234 del 07/10/2016
    Determinazione dell'indennità di occupazione legittima - Qualificazione di terreno come agricolo - Giudicato sulla detta qualificazione come antecedente logico giuridico della decisione - Diversa qualificazione nel giudizio risarcitorio per occupazione appropriativa o accessione invertita - Preclusione - Fondamento - Fattispecie.   In tema di espropriazione per pubblica utilità, il giudicato formatosi sulla qualificazione del terreno, quale antecedente logico giuridico della statuizione sulla indennità di occupazione legittima, calcolata secondo il criterio degli interessi legali sul valore del suolo, preclude ogni diversa qualificazione e valutazione del terreno medesimo nel giudizio risarcitorio per occupazione appropriativa o accessione invertita, costituendo l'accertamento in fatto del valore del bene il comune punto di partenza per la stima sia dell'indennità di occupazione sia del danno risarcibile. (Nella specie, la S.C., sul presupposto della formazione di un giudicato interno circa la natura edificatoria del terreno oggetto di causa, ha cassato con rinvio la sentenza di merito la quale aveva invece ritenuto che il terreno dovesse considerarsi come agricolo, avendo tale natura al momento della sua irreversibile trasformazione). Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 20234 del 07/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie - procedimento possessorio - fasi del giudizio - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19720 del 03/10/2016
    Provvedimenti emessi all'esito della fase interdittale - Mancata instaurazione del giudizio di merito - Idoneità al giudicato - Esclusione - Fondamento.   I provvedimenti possessori, pur restando efficaci indipendentemente dall'instaurazione del giudizio di merito in applicazione dell'art. 669 octies, ultimo comma, c.p.c., sono inidonei ad acquisire efficacia di giudicato, non avendo carattere decisorio, come le misure cautelari per le quali opera detta disposizione, e stante l'omesso richiamo, compiuto invece per altre ipotesi di procedimenti a cognizione sommaria, agli effetti di cui all'art. 2909 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 19720 del 03/10/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimenti speciali - procedimenti in materia di lavoro e di previdenza - procedimento di primo grado - sentenza - di condanna - svalutazione monetaria – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19312 del 29/09/2016
    Impugnazione limitata al credito principale - Giudicato relativo agli accessori - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Applicazione d'ufficio dell'art. 429, comma 3, c.p.c. - Necessità. L'applicabilità di ufficio degli interessi e della rivalutazione monetaria, in forza dell'art. 429, comma 3, c.p.c., trova il proprio limite nell'acquiescenza e nella conseguente formazione del giudicato sulla questione non investita da apposito mezzo di gravame, sicché gli accessori del credito, non costituendo un capo autonomo della sentenza su cui può formarsi il giudicato, neppure implicito, devono essere attribuiti d'ufficio dal giudice dell'impugnazione, qualora il giudice di primo grado non li abbia riconosciuti, ed il creditore abbia proposto impugnazione, anche incidentale, sulla sorte capitale. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 19312 del 29/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - apertura (dichiarazione) di fallimento - competenza per territorio – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 19343 del 29/09/2016
    Dichiarazione di fallimento - Regolamento di competenza ex art. 45 c.p.c. - Esperibilità - Fondamento - Art. 9 ter l.fall. - Impedimento - Esclusione. Competenza civile - regolamento di competenza - conflitto (regolamento d'ufficio) - In genere. In tema di fallimento, il regolamento di competenza di ufficio è esperibile, in applicazione analogica dell'art. 45 cod. proc. civ., in presenza di un conflitto di competenza sia reale positivo che meramente virtuale, attesa l'inderogabilità della previsione dell'art. 9 l.fall. e la conseguente rilevabilità di ufficio ed in ogni tempo della sua violazione, cui non osta l'eventuale avvenuta pronuncia, in uno dei due giudizi, della sentenza di fallimento, anche se divenuta cosa giudicata. Né, in contrario, può invocarsi l'art. 9 ter l.fall., che, nell'enunciare il principio della prevenzione quale criterio per l'individuazione del giudice innanzi al quale deve proseguire la procedura ove il fallimento sia stato dichiarato da più tribunali, postula che questi ultimi siano tutti ugualmente competenti ex art. 9 l.fall., sicché è inutilizzabile se quello pronunciatosi per primo abbia affermato la propria competenza in relazione ad una sede dell'impresa non corrispondente a quella principale. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 19343 del 29/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) – Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 18875 del 26/09/2016
    Giudicato esterno in materia tributaria - Efficacia in un diverso giudizio concernente altro periodo d'imposta - Condizioni - Finanziamento pluriennale - Diversa contestazione - Irrilevanza. In tema di contenzioso tributario, qualora due giudizi tra le stesse parti facciano riferimento al medesimo rapporto giuridico, l'accertamento compiuto in uno di essi con sentenza passata in giudicato, relativamente a situazioni giuridiche o a soluzioni di questioni di fatto o di diritto in ordine a un punto fondamentale comune ad entrambi, preclude l'esame dello stesso punto nell'altro giudizio, non trovando ostacolo l'efficacia del giudicato nell'autonomia dei periodi d'imposta, ove gli elementi costitutivi della fattispecie, estendendosi a più periodi d'imposta, assumano carattere tendenzialmente permanente. Ne discende che il carattere gratuito di un finanziamento pluriennale dalla società controllante a favore della controllata, accertato con efficacia di giudicato per un anno d'imposta, ha efficacia espansiva anche nel giudizio relativo ad altra annualità, afferendo all'identico rapporto giuridico, senza che rilevi la differente disposizione normativa contestata nel diverso atto impositivo impugnato. Corte di Cassazione Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 18875 del 26/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - giudicato implicito – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18693 del 23/09/2016
    Azione ex art. 2041 c.c. avanzata dall'opposto nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo - Decisione nel merito - Giudicato implicito sulla proponibilità della domanda - Configurabilità - Fondamento. In caso di rigetto della domanda di arricchimento senza causa, proposta per la prima volta dal creditore opposto nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, emesso con riguardo alla sua domanda di adempimento, senza che la relativa statuizione sia stata impugnata con ricorso incidentale da parte del preteso arricchito, unico soggetto interessato alla sua eventuale censurabilità, si forma il giudicato implicito sulla questione pregiudiziale relativa alla proponibilità della domanda ex art. 2041 c.c., costituendo la mancata impugnazione sintomo di un comportamento incompatibile con la volontà di far valere in sede di impugnazione la questione pregiudiziale (che dà luogo ad un capo autonomo della sentenza e non costituisce un mero passaggio interno della decisione di merito, come si desume dall'art. 279, comma 2, n. 2 e 4, c.p.c.), verificandosi il fenomeno dell'acquiescenza per incompatibilità, con le conseguenti preclusioni sancite dagli artt. 324 e 329, comma 2, c.p.c., in coerenza con i principi dell'economia processuale e della durata ragionevole del processo, di cui all'art. 111 Cost. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18693 del 23/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18713 del 23/09/2016
    Cosa giudicata su un capo di sentenza - Condizioni - Acquiescenza sulle parti non impugnate - Configurabilità - Presupposti - Fattispecie. La formazione della cosa giudicata su un capo della sentenza per mancata impugnazione può verificarsi solo con riferimento ai capi che siano completamente autonomi perché fondati su distinti presupposti di fatto e di diritto, sicché l'acquiescenza alle parti della sentenza non impugnata non si verifica quando queste si pongano in nesso conseguenziale con altra e trovino in essa il suo presupposto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia della corte d'appello che aveva escluso l'acquiescenza della parte che aveva contestato la sussistenza dei presupposti per l'applicazione della liquidazione equitativa, in relazione all'inesattezza dell'inadempimento nonché al parametro adottato per la liquidazione). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18713 del 23/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Cosa giudicata civile - conflitto di giudicati prevalenza – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18617 del 22/09/2016
    Criterio temporale - Sentenze di appello assoggettate a ricorso per cassazione - Riferimento alla data di pubblicazione della sentenza impugnata - Esclusione - Riferimento alla data di pubblicazione della sentenza di legittimità - Necessità. Nel caso di formazione di giudicati contrastanti sullo stesso oggetto, al fine di stabilire quale debba prevalere, in quanto formatosi successivamente all'altro, ove in entrambi i giudizi le sentenze emesse in grado di appello siano state impugnate in cassazione ed i corrispondenti ricorsi siano stati rigettati o dichiarati inammissibili, si deve fare riferimento alla data di pubblicazione della sentenza di Cassazione e non a quella di pubblicazione della sentenza di appello, sicché il giudicato prevalente è quello formalmente scaturito dalla sentenza di Cassazione temporalmente posteriore. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18617 del 22/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Competenza civile - regolamento di competenza - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18530 del 21/09/2016
    Cessazione della materia del contendere - Declaratoria - Natura - Regolamento di competenza - Inammissibilità. La declaratoria di cessazione della materia del contendere è una pronuncia processuale di sopravvenuta carenza di interesse, idonea ad acquisire efficacia di giudicato limitatamente a tale aspetto, ma non a formare il giudicato sostanziale, sicché avverso la stessa è inammissibile l'istanza di regolamento di competenza, essendo priva di rilevanza ogni questione inerente alla determinazione del giudice competente a provvedere sulla domanda. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18530 del 21/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18401 del 20/09/2016
    Assegno "una tantum" ex art. 2, comma 3, della l. n. 210 del 1992 - Indennizzo ex art. 1 della stessa legge - Identità del fatto costitutivo - Conseguenze in tema di giudicato. Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - In genere. L'assegno "una tantum", previsto dall'art. 2, comma 3, della l. n. 210 del 1992 in favore dei superstiti qualora a causa delle vaccinazioni o delle patologie indicate dalla legge sia derivata la morte del soggetto danneggiato, ha come fatto costitutivo del diritto azionato "iure proprio" la presenza dell'evento morte, ma presuppone necessariamente anche il fatto costitutivo del diritto all'indennizzo ex art. 1, comma 1, della medesima legge, sicché il giudicato formatosi sulla mancanza dei presupposti dell'indennizzo in favore del soggetto danneggiato spiega efficacia anche nei confronti dell'avente diritto superstite. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18401 del 20/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16080 del 02/08/2016
    Giudicato penale di assoluzione - Efficacia nel giudizio civile ex art. 654 c.p.p. - Condizioni - Fattispecie. L'efficacia vincolante del giudicato penale di assoluzione, è invocabile, ex art. 654 c.p.p., nel giudizio civile tra coloro che parteciparono al processo penale purché la soluzione del primo dipenda dagli stessi fatti materiali del secondo e la legge civile non ponga limitazioni alla prova della posizione soggettiva controversa. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha escluso che l'accertamento a mezzo testimoni della simulazione assoluta di un contratto di compravendita immobiliare, avvenuto in un giudizio ex art. 633 c.p. definito con sentenza di assoluzione, passata in giudicato, del simulato alienante-occupante, potesse essere invocato nel successivo giudizio civile di rilascio del medesimo immobile). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16080 del 02/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi (in generale) - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento - in genere – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 14509 del 15/07/2016
    Accertamento fondato sulla presunzione derivante da spesa per incremento patrimoniale - Impugnazione - Rigetto - Giudicato - Effetti espansivi in ulteriori anni d'imposta - Limiti. In tema di accertamento tributario, qualora l'Amministrazione determini sinteticamente il reddito in base alla spesa per incrementi patrimoniali, che, ai sensi dell'art. 38, comma 5, del d.P.R. n. 600 del 1973, nel testo, vigente "ratione temporis", anteriore alla modifica introdotta dall'art. 22, comma 1, del d.l. n. 78 del 2010, con in l. n. 122 del 2010, si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell'anno in cui è stata effettuata e nei quattro precedenti, il giudicato esterno formatosi sul rigetto del ricorso proposto avverso l'accertamento riguardante uno degli anni cui si estende detta presunzione preclude, nel giudizio relativo all'accertamento eseguito sulle medesime basi per altra annualità, la possibilità di ritenere insussistente il fondamento della presunzione ma non anche di considerare dimostrato, per gli altri anni oggetto di controversia, il superamento della presunzione di maggior reddito parcellizzato. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 14509 del 15/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Procedimento civile - cessazione della materia del contendere – Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14341 del 13/07/2016
    Declaratoria di cessazione della materia del contendere - Impugnazione - Onere di preliminare censura su ogni questione di merito - Necessità. Qualora il giudice di primo grado abbia dichiarato cessata la materia del contendere, è onere della parte che in appello contesti la decisione per questioni di merito, impugnare preliminarmente la declaratoria di cessazione della materia del contendere per mancanza di presupposti, restando altrimenti precluso, per difetto di interesse, ogni altro motivo di impugnazione. Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14341 del 13/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - in genere – Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14140 del 11/07/2016
    Assegno di invalidità - Giudicato sul requisito sanitario - Limiti - Conseguenze - Fattispecie in tema di ricorso avverso accertamento tecnico preventivo di cui all'art. 445 bis c.p.c. In materia di accertamento del diritto a prestazioni d'invalidità, la sentenza passata in giudicato, se non consente una nuova valutazione, mediante diverso parere medico-legale, delle circostanze di fatto da essa già considerate, e come tali, divenute inoppugnabili verità processuali, non impedisce, però, di tenere conto dei mutamenti intervenuti successivamente, che comportino eventualmente la perdita del requisito sanitario da parte del ricorrente, con conseguente legittimità, di una decisione difforme dalla prima sentenza, che confermi l'intervenuta revoca del beneficio in favore della parte che ne ha chiesto il ripristino. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del tribunale che, in sede di ricorso di cui all'art. 445 bis, comma 6, c.p.c., per ottenere il ripristino dell'assegno d'invalidità, aveva ritenuto che il principio del giudicato richiamato dal beneficiario della prestazione revocata - riconosciuta da precedente sentenza di appello passata in giudicato - non era valevole per le valutazioni di carattere tecnico demandate al consulente tecnico di ufficio, che aveva svolto l'indagine sulla base dei dati di rilevanza medico-sanitaria acquisiti nello svolgimento delle operazioni e non contestati). Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14140 del 11/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Assistenza e beneficenza pubblica - prestazioni assistenziali - in genere – Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14140 del 11/07/2016
    Assegno di invalidità - Giudicato sul requisito sanitario - Limiti - Conseguenze - Fattispecie in tema di ricorso avverso accertamento tecnico preventivo di cui all'art. 445 bis c.p.c. In materia di accertamento del diritto a prestazioni d'invalidità, la sentenza passata in giudicato, se non consente una nuova valutazione, mediante diverso parere medico-legale, delle circostanze di fatto da essa già considerate, e come tali, divenute inoppugnabili verità processuali, non impedisce, però, di tenere conto dei mutamenti intervenuti successivamente, che comportino eventualmente la perdita del requisito sanitario da parte del ricorrente, con conseguente legittimità, di una decisione difforme dalla prima sentenza, che confermi l'intervenuta revoca del beneficio in favore della parte che ne ha chiesto il ripristino. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del tribunale che, in sede di ricorso di cui all'art. 445 bis, comma 6, c.p.c., per ottenere il ripristino dell'assegno d'invalidità, aveva ritenuto che il principio del giudicato richiamato dal beneficiario della prestazione revocata - riconosciuta da precedente sentenza di appello passata in giudicato - non era valevole per le valutazioni di carattere tecnico demandate al consulente tecnico di ufficio, che aveva svolto l'indagine sulla base dei dati di rilevanza medico-sanitaria acquisiti nello svolgimento delle operazioni e non contestati). Sez. 6 - L, Ordinanza n. 14140 del 11/07/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21299 del 09/10/2014
    Sentenza penale di estinzione del reato per intervenuta prescrizione - Efficacia vincolante per il giudice civile in ordine all'accertamento dei fatti materiali - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21299 del 09/10/2014 Il giudicato penale è vincolante nel giudizio civile in ordine all'accertamento dei fatti materiali solo ove si tratti di sentenza irrevocabile di condanna o di assoluzione pronunciata in seguito a dibattimento, ma non nel caso di sentenza meramente dichiarativa della intervenuta prescrizione, dovendosi escludere l'applicazione analogica dell'art. 654 cod. proc. pen., atteso il carattere eccezionale della norma e tenuto conto del fatto che non sempre la prescrizione importa l'accertamento della sussistenza del fatto materiale costituente reato, sicché, in tale ipotesi, il giudice civile deve procedere autonomamente all'accertamento ed alla valutazione dei fatti. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 21299 del 09/10/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016
    Domanda di esecuzione in forma specifica - Obbligo di pagamento del promissario acquirente - Condizioni e limiti - Inadempimento - Conseguenze. Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale, mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) risulti dovuto all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligazione, e l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà, rende applicabile l'istituto della risoluzione per inadempimento ma non la condizione risolutiva ex art. 1353 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016
    Domanda di esecuzione in forma specifica - Obbligo di pagamento del promissario acquirente - Condizioni e limiti - Inadempimento - Conseguenze. Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale, mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) risulti dovuto all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligazione, e l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà, rende applicabile l'istituto della risoluzione per inadempimento ma non la condizione risolutiva ex art. 1353 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016
    Domanda di esecuzione in forma specifica - Obbligo di pagamento del promissario acquirente - Condizioni e limiti - Inadempimento - Conseguenze. Il promissario acquirente che, a norma dell'art 2932 c.c., chieda l'esecuzione specifica di un contratto preliminare di vendita è tenuto ad eseguire la prestazione a suo carico o a farne offerta nei modi di legge se tale prestazione sia già esigibile al momento della domanda giudiziale, mentre non è tenuto a pagare il prezzo quando, in virtù delle obbligazioni nascenti dal preliminare, il pagamento dello stesso (o della parte residua) risulti dovuto all'atto della stipulazione del contratto definitivo, sicché, in tale evenienza, solo con il passaggio in giudicato della sentenza costitutiva di accoglimento della domanda di esecuzione in forma specifica sorge l'obbligazione, e l'eventuale successivo mancato saldo del prezzo, al quale è subordinato l'effetto traslativo della proprietà, rende applicabile l'istituto della risoluzione per inadempimento ma non la condizione risolutiva ex art. 1353 c.c. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10605 del 23/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - giudice di rinvio - poteri - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10421 del 20/05/2016
    Vizio riscontrato - Omessa pronuncia su un motivo di gravame - Giudicato implicito sulla sua ammissibilità - Condizioni e limiti - Conseguenze sulla valutazione del giudice del rinvio. La cassazione con rinvio della sentenza di secondo grado per omessa pronuncia su un motivo di appello non determina il giudicato implicito sulla sua ammissibilità, ove questa non sia stata espressamente affermata o, comunque, presa in considerazione dalla Corte di cassazione, sicché è rimessa al giudice del rinvio ogni valutazione, sia sul merito che sulla sua ammissibilità, in ordine al motivo di gravame non esaminato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 10421 del 20/05/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007
    giudizi relativi ad un unico rapporto tributario - Giudicato sulla non debenza delle prime rate di un tributo - Vincolo nei giudizi successivi - Sussistenza. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007 In materia tributaria, il giudicato formatosi in ordine alla non debenza di un tributo in relazione alle prime rate si estende alla controversia che abbia ad oggetto lo stesso rapporto (nella specie si trattava di rimborsi di pagamenti rateali relativi ad un unico periodo di imposta). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 14294 del 20/06/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18725 del 06/09/2007
    Terzi rimasti estranei al giudizio - Efficacia riflessa del giudicato - Condizioni - Fattispecie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla falsità di una fideiussione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18725 del 06/09/2007 Il giudicato, oltre a spiegare un'efficacia diretta nei confronti dei soggetti che hanno partecipato al giudizio nel quale esso si è formato, è dotato anche di un'efficacia riflessa nei confronti dei terzi che, pur essendo rimasti estranei al medesimo giudizio, risultino titolari di diritti ed obblighi dipendenti dalla situazione giuridica definita in quel processo. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che il giudicato formatosi in un giudizio tra una banca ed un fideiussore relativamente all'autenticità della sottoscrizione di una fideiussione rilasciata a garanzia di un mutuo precludesse l'azione di risarcimento dei danni derivanti dalla falsità della sottoscrizione, proposta dal fideiussore non solo nei confronti della banca, ma anche nei confronti di un funzionario della stessa che, pur avendo curato la pratica relativa al mutuo, era rimasto estraneo al predetto giudizio). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18725 del 06/09/2007  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorità in altri giudizi civili o amministrativi - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11998 del 08/06/2005
      Efficacia soggettiva del giudicato penale nei giudizi civili o amministrativi - Deroga all'art. 2909 cod. civ. - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11998 del 08/06/2005 L'art. 654 cod. proc. pen., che stabilisce che l'efficacia del giudicato penale nei giudizi civili ed amministrativi, in cui si controverte intorno ad un diritto o ad un interesse legittimo il cui riconoscimento dipende dall'accertamento degli stessi fatti materiali che furono oggetto del giudizio penale, opera nei confronti dell'imputato, della P.C. e del responsabile civile che si sia costituito o che sia intervenuto nel processo penale, è norma che, ponendo un'eccezione ai principi generali circa l'ambito di efficacia di un giudicato, deve formare oggetto di stretta interpretazione. Deve, pertanto, escludersi l'efficacia del giudicato penale nel giudizio civile ove non vi sia coincidenza soggettiva tra i due giudizi. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito che aveva escluso l'efficacia probatoria della sentenza penale nei confronti del Ministero dell' Interno che a quel giudizio non aveva partecipato). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11998 del 08/06/2005  ...

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    incontro con i corsisti della SCUOLA FORENSE FOROEUROPEO che hanno superato la prova scritta

    Roma 16 Luglio 2019 - Incontro con alcuni dei corsisti della Scuola forense foroeuropeo che hanno superato la prova scritta esame avvocato 2018  Aula Magna Scuola Dante - La lista dei corsisti Foroeuropeo che sono stati ammessi alle prove orali.

    Domande e risposte per l’esame orale di avvocato 2018

    Foroeuropeo - Foroeuropeo AN1178Esame orale Avvocato 2018 - La Scuola Forense Foroeuropeo, per dare un ulteriore supporto a coloro che hanno superato la prova scritta e che devono prepararsi alla prova orale ha sviluppato i Quaderni  con domande e risposte. 

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    • 25 Giugno 2019 H. 13.30/16.30 - Diritto di Famiglia: i tempi di permanenza con il padre dei figli minori  - la dichiarazione giurata dei redditi e del patrimonio nel processo della famiglia - negoziazione assistita  Relatori avv. Marina Petrolo e avv. Giorgio Vaccaro – Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  – Due crediti formativi

       

       

    • 11 Giugno 2019 H. 13.30/16.30 - La cosiddetta legge “spazzacorrotti”- Legge 9 Gennaio 2019, n. 3 “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”  Le innovazione sulla L. 231/2001 - Introduce Avv. Domenico Condello - Avv. Irma Conti - Avv. Valeria Raimondo - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  – Due crediti formativi

    • 28 Maggio 2019 H.13.30/16.30Diritto del lavoro: i nuovi confini del lavoro subordinato. Il rapporto di lavoro disciplinato dal decreto 14 del 2019 e sui licenziamenti corte costituzionale e decreto dignità - relatori avv. Filippo Aiello e avv. Nicola Petracca - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.  –  due crediti formativi

       

    • 7 Maggio 2019 - Diritto Comunitario: le leggi italiane che discriminano i lavoratori stranieri in Italia e la tutela dell’ambiente nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – relatori avv. Maurizio de Stefano - avv. Andrea Saccucci - Convegno in videoconferenza accreditamento dal C.N.F. 

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    • 26 Marzo  2019 H.13.30/16.30Diritto Condominiale: la modificazione della destinazione d’uso delle parti comuni. I registri condominiali dopo la riforma dell’istituto. Dr. Riccardo Redivo Magistrato in pensione Già presidente di sezione della Corte di Appello di Roma - Dr. Alberto Celeste Sostituto Procuratore generale presso Corte di Cassazione – Convegno in Videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.:  due crediti formativi

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      12 Marzo 2019 - Banche dati online e offline, internet, la posta elettronica ordinaria e certificata - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F.

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      5 Marzo 2019  - Il processo amministrativo telematico - Relatori avv. Domenico Condello e Dr. Marco Marini - Videoconferenza di gruppo accreditato da parte del C.N.F.

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      5 Marzo 2019 - Il processo amministrativo telematico - Relatori avv. Domenico Condello e Dr. Marco Marini - Videoconferenza di gruppo accreditato da parte del C.N.F.

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      26 Febbraio 2019  - La notifica in proprio L. 53/1994 - Convegno in videoconferenza di gruppo accreditato dal C.N.F. 

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    • 29 Gennaio 2019  - Informatica giuridica e Diritto dell'Informatica - PCT - Il Processo Civile Telematico  - Convegno in Videoconferenza di gruppo accreditato C.N.F. – due crediti formativi 

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