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2909. Cosa giudicata.

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Codice Civile Libro Sesto: della tutela dei diritti Titolo IV: Della tutela giurisdizionale dei diritti Capo I: disposizioni generali Art.2909. Cosa giudicata.

Art. 2909. Cosa giudicata.

1. L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa.

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Giudicato esterno a seguito di sentenza della Corte di cassazione – Cass. n. 29923/2020Giudicato esterno a seguito di sentenza della Corte di cassazione – Cass. n. 29923/2020

Cosa giudicata civile -eccezione di giudicato - cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Giudicato esterno a seguito di sentenza della Corte di cassazione - Accertamento in sede di legittimità - Allegazione delle parti - Necessità - Esclusione - Cognizione della precedente pronuncia mediante ricorso a strumenti informatici e banche dati elettroniche - Ammissibilità.

Nel caso in cui il giudicato esterno fra le stesse parti si sia formato a seguito di una sentenza della Corte di cassazione, i poteri cognitivi del giudice possono pervenire alla cognizione della precedente pronuncia anche prescindendo dalle allegazioni delle parti (peraltro a conoscenza della formazione del precedente giudicato) e facendo ricorso, se necessario, a strumenti informatici e banche dati elettroniche.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 29923 del 30/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

29923

2020

Deliberazioni assembleari nulle o annullabili - Impugnazione – Cass. n. 29325/2020 (02)Deliberazioni assembleari nulle o annullabili - Impugnazione – Cass. n. 29325/2020 (02)

Società' - di capitali - società' per azioni (nozione, caratteri, distinzioni) - organi sociali - assemblea dei soci - deliberazioni – invalide impugnazione - Deliberazioni assembleari nulle o annullabili - Impugnazione - Litisconsorzio dei soci -Esclusione - Fondamento - Legittimazione disgiuntiva all'impugnazione - Sussistenza - Efficacia di giudicato della pronuncia di accoglimento - Configurabilità - Limiti.

In tema di società di capitali, la pronuncia di nullità o l'annullamento delle deliberazioni assembleari hanno effetto nei confronti di tutti i soci, anche se non vi è litisconsorzio necessario tra di essi, trattandosi di ipotesi in cui l'ordinamento riconosce a più soggetti la legittimazione disgiuntiva ad agire per rimuovere una certa situazione giuridica ed espressamente dispone la soggezione al giudicato anche di coloro che non hanno agito, quale eccezione alla regola limitativa dell'art. 2909 c.c.; tale ipotesi ricorre solo nel caso di accoglimento dell'impugnazione perché, in questo modo, si consuma l'interesse ad agire dei colegittimati non partecipanti al giudizio, mentre, ove l'impugnazione sia rigettata, tale evenienza non si verifica e, infatti, gli altri legittimati possono ancora procedere all'impugnazione, sempre che non siano decaduti.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29325 del 22/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2377, Cod_Civ_art_2379_1

corte

cassazione

29325

2020

Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita') – Cass. n. 28724/2020Provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita') – Cass. n. 28724/2020

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilita') - Provvedimenti provvisori "de potestate" - Ricorso straordinario per cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento.

E' inammissibile il ricorso per cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost. avverso i provvedimenti provvisori "de potestate" (nella specie: il decreto con il quale il tribunale autorizza i servizi sociali a sospendere gli incontri tra il genitore ed il figlio), trattandosi di provvedimenti privi dei caratteri della decisiorietà poiché sprovvisti di attitudine al giudicato "rebus sic stantibus" per la loro provvisorietà, nonchè della definitività, in quanto non sono emessi a conclusione di un procedimento e possono essere revocati, modificati o riformati dallo stesso giudice che li ha emessi anche in assenza di nuovi elementi sopravvenuti.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 28724 del 16/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0330, Cod_Civ_art_0333, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

28724

2020

Giudicato implicito sulla giurisdizione - Autorità di giudicato esterno – Cass. n. 28179/2020Giudicato implicito sulla giurisdizione - Autorità di giudicato esterno – Cass. n. 28179/2020

Cosa giudicata civile - giudicato implicito - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto - Autorità di giudicato esterno - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.

Il passaggio in cosa giudicata di una pronuncia del giudice ordinario, ovvero del giudice amministrativo, recante statuizioni sul merito di una pretesa attinente ad un determinato rapporto, estende i suoi effetti al presupposto della sussistenza della giurisdizione di detto giudice su tale rapporto, indipendentemente dal fatto che essa sia stata o meno oggetto di esplicita declaratoria e, quindi, osta a che la giurisdizione di quel giudice possa essere contestata in successive controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto davanti a un giudice diverso, avendo il giudicato esterno la medesima autorità di quello interno, in quanto corrispondono entrambi all'unica finalità dell'eliminazione dell'incertezza delle situazioni giuridiche e della stabilità delle decisioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la giurisdizione ordinaria in ordine alla domanda di pagamento dell'indennizzo per il recesso esercitato da un Comune rispetto ad una convenzione per la raccolta dei rifiuti conclusa con un Consorzio, rapporto già qualificato da una precedente sentenza resa tra le medesime parti, sia pure in relazione alla domanda di pagamento dei compensi proposta dal Consorzio e passata in cosa giudicata, in termini di appalto di servizi, anziché di accordo tra amministrazioni).

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 28179 del 10/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1671, Cod_Civ_art_2909

corte 

cassazione

28179

2020

Controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto – Cass. n. 28179/2020Controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto – Cass. n. 28179/2020

Cosa giudicata civile - giudicato implicito - cosa giudicata civile - giudicato implicito - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto - Autorità di giudicato esterno - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie.

Il passaggio in cosa giudicata di una pronuncia del giudice ordinario, ovvero del giudice amministrativo, recante statuizioni sul merito di una pretesa attinente ad un determinato rapporto, estende i suoi effetti al presupposto della sussistenza della giurisdizione di detto giudice su tale rapporto, indipendentemente dal fatto che essa sia stata o meno oggetto di esplicita declaratoria e, quindi, osta a che la giurisdizione di quel giudice possa essere contestata in successive controversie fra le stesse parti aventi titolo nel medesimo rapporto davanti a un giudice diverso, avendo il giudicato esterno la medesima autorità di quello interno, in quanto corrispondono entrambi all'unica finalità dell'eliminazione dell'incertezza delle situazioni giuridiche e della stabilità delle decisioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la giurisdizione ordinaria in ordine alla domanda di pagamento dell'indennizzo per il recesso esercitato da un Comune rispetto ad una convenzione per la raccolta dei rifiuti conclusa con un Consorzio, rapporto già qualificato da una precedente sentenza resa tra le medesime parti, sia pure in relazione alla domanda di pagamento dei compensi proposta dal Consorzio e passata in cosa giudicata, in termini di appalto di servizi, anziché di accordo tra amministrazioni).

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 28179 del 10/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1671, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

28179

2020

Giudicato implicito sulla giurisdizione e decisione nel merito - Cass. n. 27357/2020Giudicato implicito sulla giurisdizione e decisione nel merito - Cass. n. 27357/2020

Cosa giudicata civile - conflitto di giudicati - cosa giudicata civile - conflitto di giudicati - Pronuncia del giudice ordinario di merito o del giudice amministrativo - Giudicato implicito sulla giurisdizione e decisione nel merito - Efficacia esterna al processo - Sussistenza - Conflitto di giudicati - Prevalenza - Criterio temporale - Applicabilità.

Il giudicato implicito sulla giurisdizione, contenuto in una statuizione di merito del giudice ordinario o amministrativo, spiega effetti al di fuori del processo in cui la decisione è resa, sicchè, in caso di conflitto di giudicati, la risoluzione è affidata alla regola di prevalenza del giudicato successivo.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 27357 del 30/11/2020 (Rv. 659691 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

27357

2020

Pronuncia del giudice ordinario di merito o del giudice amministrativo - Cass. n. 27357/2020Pronuncia del giudice ordinario di merito o del giudice amministrativo - Cass. n. 27357/2020

Cosa giudicata civile - conflitto di giudicati - Pronuncia del giudice ordinario di merito o del giudice amministrativo - Giudicato implicito sulla giurisdizione e decisione nel merito - Efficacia esterna al processo - Sussistenza - Conflitto di giudicati - Prevalenza - Criterio temporale - Applicabilità.

Il giudicato implicito sulla giurisdizione, contenuto in una statuizione di merito del giudice ordinario o amministrativo, spiega effetti al di fuori del processo in cui la decisione è resa, sicchè, in caso di conflitto di giudicati, la risoluzione è affidata alla regola di prevalenza del giudicato successivo.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 27357 del 30/11/2020 (Rv. 659691 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_2909

Cosa giudicata

conflitto

giudicati

corte

cassazione

27357

2020

Magistrati e funzionari giudiziari - Cass. n. 26672/2020Magistrati e funzionari giudiziari - Cass. n. 26672/2020

Responsabilità' civile - magistrati e funzionari giudiziari – magistrati.

In tema di responsabilità civile dei magistrati, nell'ipotesi di domanda di risarcimento per danno attribuito a provvedimento della Corte di cassazione che abbia deciso la causa nel merito, il termine di decadenza di cui all'art. 4, comma 2, della l. n. 117 del 1988 decorre dalla pubblicazione del provvedimento sull'istanza di revocazione ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., anche se dichiarata inammissibile per estraneità al parametro legale dell'errore di fatto, ovvero, se il rimedio della revocazione non sia stato esperito, dal provvedimento asseritamente fonte del danno, salvo, in quest'ultimo caso, la valutazione da parte del giudice dell'azione di responsabilità civile della ricorrenza dei presupposti per proporre la revocazione e, in caso positivo, la dichiarazione di inammissibilità della domanda per mancato esperimento del rimedio di cui all'art. 391-bis c.p.c.

Corte di Cassazione, Sez. U - , Sentenza n. 26672 del 20/11/2020 (Rv. 659463 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_391_2, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

26672

2020

Violazione dell'art. 179 del codice della strada - Contestazione al conducente del veicolo ed al proprietario - Cass. n. 26345/2020Violazione dell'art. 179 del codice della strada - Contestazione al conducente del veicolo ed al proprietario - Cass. n. 26345/2020

Circolazione stradale - sanzioni - Violazione dell'art. 179 del codice della strada - Contestazione al conducente del veicolo ed al proprietario - A titolo di concorso di persone ex art. 5 della l. n. 689 del 1981 - Conseguenze - Efficacia riflessa, nei confronti del proprietario, del giudicato di annullamento del verbale di contravvenzione relativo al conducente – Condizioni - cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) In genere.

In tema di sanzioni per contravvenzione al codice della strada, le posizioni del proprietario e del conducente di un veicolo, cui sia stata contestata l'infrazione prevista dall'art. 179 del codice medesimo, per avere messo in circolazione ed avere circolato con un veicolo avente il cronotachigrafo non funzionante, sono distinte e, pertanto, contestate a titolo di concorso di persone ex art. 5 della l. n. 689 del 1981, e non già di responsabilità solidale, ai sensi del successivo art. 6. Ne consegue che, accolta, con sentenza passata in giudicato, l'opposizione al verbale di contravvenzione proposta dal conducente, per l'oggettiva insussistenza dell'illecito, tale pronunzia spiega un'efficacia riflessa nel giudizio in cui si controverte della legittimità della sanzione emessa a carico del proprietario.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 26345 del 19/11/2020 (Rv. 659682 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

sanzioni

conducente

proprietario

corte

cassazione

26345

2020

Disciplina delle locazioni di immobili urbani - Cass. n. 24266/2020Disciplina delle locazioni di immobili urbani - Cass. n. 24266/2020

Locazione - Disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - immobili adibiti ad uso di abitazione - durata - recesso del conduttore - Recesso per gravi motivi ex artt. 4, comma 2, e 27, comma 8, l. n. 392 del 1978 - Efficacia - Mancata contestazione del locatore - Rilevanza - Esclusione - Fondamento - Contestazione - Natura della relativa azione giudiziaria – Finalità - locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione - durata - recesso del conduttore In genere.

In materia di locazioni di immobili urbani adibiti ad uso di abitazione, il recesso del conduttore per gravi motivi ex art. 4, comma 2, l. n. 392 del 1978 (disposizione di identico tenore letterale rispetto a quella del successivo art. 27, comma 8, in materia di immobili destinati ad uso diverso da quello abitativo), attesa la sua natura di atto unilaterale recettizio, produce effetto - ex art. 1334 c.c. - per il solo fatto che la relativa dichiarazione pervenga al domicilio del locatore, non occorrendo anche la mancata contestazione, da parte di quest'ultimo, circa l'esistenza o rilevanza dei motivi invocati dal conduttore; ne consegue che l'eventuale contestazione del locatore in ordine a tali motivi introduce non un'azione costitutiva, volta a dichiarare il recedente sciolto dal contratto, ma una di accertamento, il cui scopo è stabilire se i "giusti motivi" sussistessero al momento del detto recesso.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24266 del 03/11/2020 (Rv. 659847 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1334, Cod_Civ_art_2909

locazioni di immobili

recesso del conduttore

corte

cassazione

24266

2020

Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Cass. n. 24270/2020Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Cass. n. 24270/2020

Avvocato e procuratore - responsabilita' civile - Responsabilità professionale - Inadempimento al mandato difensivo giudiziale - Prescrizione - Decorrenza - Esito definitivo del giudizio - Attività stragiudiziale - Esclusione – Fattispecie - prescrizione civile - Decorrenza

In tema di responsabilità professionale dell'avvocato per inadempimento al mandato difensivo in ambito giudiziario, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista determina l'evento dannoso, bensì da quello nel quale essa è oggettivamente percepibile e conoscibile dal danneggiato, vale a dire dalla formazione del giudicato; al contrario, tale decorrenza non è prospettabile nel diverso caso di inadempimento del mandato professionale in ambito stragiudiziale. (Nella specie, la S.C. ha chiarito che il principio massimato riguarda non solo la figura dell'avvocato, ma ogni altro professionista che presti assistenza nel giudizio al proprio mandante, in ragione della peculiarità dell'inserimento dell'esecuzione del rapporto professionale nella struttura del processo).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24270 del 03/11/2020 (Rv. 659754 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2236, Cod_Civ_art_2935, Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2947

Avvocato

responsabilita'

corte

cassazione

24270

2020

Eccesso di potere giurisdizionale – Cass. n. 23899/2020Eccesso di potere giurisdizionale – Cass. n. 23899/2020

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti. Questione di giurisdizione non sollevata nelle precedenti fasi processuali - Ricorso alle Sezioni Unite per eccesso di potere giurisdizionale da parte del giudice speciale - Ammissibilità.

La possibilità di proporre ricorso per cassazione, deducendo la configurabilità dell'ipotesi dell'eccesso di potere giurisdizionale da parte di un giudice speciale (nella specie, la Corte dei conti), non è in alcun modo preclusa dall'accettazione della giurisdizione sul merito della controversia, derivante dal non aver sollevato la relativa questione nei gradi di merito.

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23899 del 29/10/2020 (Rv. 659456 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_362

CORTE

CASSAZIONE

23899

2020

Condanna in solido per danno erariale – Cass. n. 23903/2020Condanna in solido per danno erariale – Cass. n. 23903/2020

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Condanna in solido per danno erariale in primo grado - Appello per difetto di giurisdizione proposto da uno solo dei coobbligati - Effetti - Giudicato implicito sulla giurisdizione del giudice adìto nei confronti dell'altro debitore - Configurabilità - Conseguenze - Ricorso in cassazione per carenza di giurisdizione del coobbligato non appellante - Inammissibilità.

In tema di danno erariale, ove la pronuncia di condanna emessa in primo grado a carico di due soggetti ritenuti solidalmente responsabili sia stata appellata per difetto di giurisdizione soltanto da uno di essi, deve ritenersi formato il giudicato implicito sulla sussistenza della giurisdizione del giudice adìto nei confronti del corresponsabile, stante il carattere scindibile dei rapporti giuridici, concretanti un'obbligazione solidale risarcitoria; pertanto il ricorso in cassazione per carenza di giurisdizione proposto dal coobbligato che non aveva sollevato la relativa questione nel grado di appello, deve essere dichiarato inammissibile.

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 23903 del 29/10/2020 (Rv. 659289 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_360_1, Cod_Civ_art_2909

CORTE

CASSAZIONE

23903

2020

Giudicato sostanziale sulla domanda – Cass. n. 23130/2020Giudicato sostanziale sulla domanda – Cass. n. 23130/2020

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato – oggettivi - Processo civile - Decisione su questioni processuali - Giudicato sostanziale sulla domanda - Esclusione - Riproponibilità della domanda - Sussistenza - Fattispecie.

La statuizione su una questione di rito dà luogo soltanto al giudicato formale ed ha effetto limitato al rapporto processuale nel cui ambito è emanata, sicché non preclude la riproposizione della domanda in altro giudizio, non essendo idonea a produrre gli effetti del giudicato in senso sostanziale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto che la statuizione di inammissibilità della domanda di risoluzione contrattuale per tardività, non ne impedisse la riproposizione in un secondo giudizio poi riunito al primo).

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 23130 del 22/10/2020 (Rv. 659515 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

23130

2020

Effetti del giudicato - Azioni a difesa della proprietà e di altri diritti reali – Cass. n. 22591/2020Effetti del giudicato - Azioni a difesa della proprietà e di altri diritti reali – Cass. n. 22591/2020

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Azioni a difesa della proprietà e di altri diritti reali - Passaggio in giudicato della sentenza che accerta la inesistenza del diritto - Nuova azione fondata su di un titolo di acquisto diverso - Preclusione - procedimento civile - domanda giudiziale - modificazioni

Atteso il carattere autodeterminato del diritto di proprietà e degli altri diritti reali di godimento, individuati in base alla sola indicazione del loro contenuto - cioè del bene che ne costituisce l'oggetto -, nelle azioni ad essi relative la deduzione del fatto costitutivo rileva ai fini non della loro individuazione, ma soltanto della prova del diritto. Ne consegue che, qualora sia proposta una domanda di accertamento o di condanna, relativa ad uno dei su indicati diritti, sulla base di un determinato fatto costitutivo, e questa venga rigettata per ragioni inerenti al fatto costitutivo dedotto, l'accertamento con efficacia di giudicato dell'inesistenza del diritto stesso preclude la possibilità di far valere "ex novo" il medesimo diritto sulla base di un diverso titolo di acquisto. (Nella fattispecie, la parte ricorrente aveva chiesto accertarsi l'avvenuto acquisto per usucapione di un terreno a seguito del rigetto di precedente domanda volta ad ottenerne la proprietà in virtù di un contratto di rendita vitalizia).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22591 del 16/10/2020 (Rv. 659370 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_0948, Cod_Proc_Civ_art_183_1

corte

cassazione

22591

2020

Giudicato implicito sulla validità del contratto - Sussistenza – Cass. n. 20555/2020Giudicato implicito sulla validità del contratto - Sussistenza – Cass. n. 20555/2020

Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato esterno - Domanda di adempimento - Rigetto - Giudicato implicito sulla validità del contratto - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

Il rigetto della domanda di adempimento del contratto determina la formazione del giudicato implicito sulla validità dello stesso, a meno che la decisione non sia fondata sulla ragione "più liquida", sicché le ragioni di validità non siano state oggetto di alcuno scrutinio da parte dell'organo giudicante. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudice di merito non si fosse pronunziato sulla validità del contratto, avendo ritenuto la prescrizione del credito).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 20555 del 29/09/2020 (Rv. 659205 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

CORTE

CASSAZIONE

20555

2020

Retrocessione parziale o totale di un bene espropriato – Cass. n. 18580/2020Retrocessione parziale o totale di un bene espropriato – Cass. n. 18580/2020

Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - retrocessione - Retrocessione parziale o totale di un bene espropriato - Giurisdizione del giudice ordinario - Giudicato - Qualificazione - Vincolo da giudicato - Esclusione - Questione di merito - Sussistenza - Fondamento.

In tema di retrocessione del bene espropriato, il giudice ordinario, investito del merito a seguito della riassunzione del giudizio conseguente alla declinatoria della giurisdizione del giudice amministrativo, ferma la giurisdizione affermata dal giudice remittente, ben può riconoscere la retrocessione parziale del bene e con essa la sussistenza di un mero interesse legittimo del privato, e rigettarne la domanda sul presupposto della mancanza della dichiarazione di inservibilità atteso che la formazione di un giudicato interno sulla giurisdizione del giudice ordinario, in difetto di eccezione di parte o rilievo d'ufficio, non si estende al merito della lite e dunque non impedisce al medesimo di qualificare diversamente il rapporto e di sottoporlo alla relativa disciplina.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 18580 del 07/09/2020 (Rv. 658808 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_037

CORTE 

CASSAZIONE

18580

2020

Ordinamento giudiziario - procedimento disciplinare - Cass. n.18302/2020     Ordinamento giudiziario - procedimento disciplinare - Cass. n.18302/2020

Ordinamento giudiziario - disciplina della magistratura - procedimento disciplinare -Procedimenti disciplinari diversi - Principio del "ne bis in idem" - Operatività - Presupposti - Fattispecie.

MAGISTRATURA

PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

Nel procedimento disciplinare riguardante i magistrati, la preclusione connessa al principio del "ne bis in idem" esclude che possa farsi luogo ad un secondo giudizio quando nel primo si sia giudicato sul medesimo fatto storico-naturalistico, identificato sulla base della coincidenza di tutti gli elementi costitutivi (condotta - nesso causale - evento), che costituisce oggetto della nuova contestazione. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza assolutoria pronunciata in favore di un pubblico ministero in ordine a fatti di mancata astensione nell'ambito di procedimenti penali trattati anteriormente ad una certa data, non precludesse un nuovo giudizio in relazione ad un episodio specifico della stessa natura, verificatosi nel medesimo periodo temporale ma non ricompreso nella precedente pronuncia, trattandosi di fatto che era stato oggetto di imputazione anche in sede penale, e per il quale l'originaria azione disciplinare era stata pertanto sospesa).

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 18302 del 03/09/2020 (Rv. 658631 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

18302

2020

Sospensione del processo facoltativa   - Cass. n. 17623/2020Sospensione del processo facoltativa   - Cass. n. 17623/2020

Procedimento civile - sospensione del processo - Sospensione facoltativa ex art. 337, comma 2, c.p.c. - Sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. - Presupposti - Differenze.

La sospensione del processo ex art. 337, comma 2, c.p.c. è solo facoltativa, perché può essere disposta in presenza di un rapporto di pregiudizialità in senso lato tra la causa pregiudicante e quella pregiudicata, senza che la statuizione assunta nella prima abbia effetto di giudicato nella seconda, né richiede che le parti dei due giudizi siano identiche, mentre quella disciplinata dall'art. 295 c.p.c. è sempre necessaria, essendo finalizzata ad evitare il contrasto tra giudicati nei casi di pregiudizialità in senso stretto e presuppone altresì l'identità delle parti dei procedimenti.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 17623 del 25/08/2020 (Rv. 658720 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_295, Cod_Proc_Civ_art_337, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

17623

2020

Giudicato esterno - Cass. n. 17310/2020     Giudicato esterno - Cass. n. 17310/2020

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - Giudicato esterno - Dedotta inesistenza da parte del ricorrente della preclusione del giudicato esterno invece predicata dalla sentenza d'appello - Contenuto del ricorso - Osservanza del principio di autosufficienza - Necessità – Conseguenze - cosa giudicata civile - eccezione di giudicato -In genere.

CASSAZIONE

RICORSO

GIUDICATO ESTERNO

CONTENUTO

Nel giudizio di legittimità, la parte ricorrente che deduca l'inesistenza del giudicato esterno invece affermato dalla Corte di appello deve, per il principio di autosufficienza del ricorso ed a pena d'inammissibilità dello stesso, riprodurre in quest'ultimo il testo integrale della sentenza che si assume essere passata in giudicato, non essendo a tal fine sufficiente il richiamo a stralci della motivazione.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 17310 del 19/08/2020 (Rv. 658895 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_366_1

corte

cassazione

17310

2020

Effetti del giudicato (preclusioni) - Lavoro - Cass. n. 17223/2020     Effetti del giudicato (preclusioni) - Lavoro - Cass. n. 17223/2020

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Lavoro - Rapporti di durata - Giudicato esterno - Rilevanza in diverso giudizio - Condizioni - Fattispecie.

COSA GIUDICATA CIVILE

EFFETTI

LAVORO

Nei rapporti di durata, anche di lavoro, il vincolo del giudicato, sia pur formato in relazione a periodi temporali diversi, opera solo a condizione che il fatto costitutivo sia lo stesso ed in relazione ai soli aspetti permanenti del rapporto, con esclusione di quelli variabili. (Nella specie, la S.C. ha escluso il giudicato esterno con riferimento alla individuazione delle quote assistiti di un pediatra, in quanto elementi variabili del rapporto, condizionate dalle scelte e dalle modifiche intervenute in ciascun anno da parte degli assistiti).

Corte di Cassazione, Sez. L, Ordinanza n. 17223 del 18/08/2020 (Rv. 658538 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

17223

2020

Interpretazione del giudicato - giudicato esterno - Cass. n. 17175/2020     Interpretazione del giudicato - giudicato esterno - Cass. n. 17175/2020

Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato esterno - Giudicato formatosi in un diverso processo fra le stesse parti - Attività di accertamento e di interpretazione del giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Limiti.

COSA GIUDICATA CIVILE

GIUDICATO ESTERNO

In tema di giudicato esterno formatosi tra le stesse parti in un diverso giudizio, la deducibilità con ricorso per cassazione della violazione dell'art. 2909 c.c., ovvero del vizio di motivazione ex art. 360, comma 1, n. 5), c.p.c., è possibile solo nel caso in cui il giudice di merito abbia erroneamente accertato ed interpretato il giudicato.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 17175 del 14/08/2020 (Rv. 658806 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_360_1

corte

cassazione

17175

2020

Giudicato esterno - Cass. n. 16458/2020Giudicato esterno - Cass. n. 16458/2020

Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione Regolamento di giurisdizione - Pronuncia del giudice ordinario di merito o del giudice amministrativo - Giudicato esterno - Rilevanza - Limiti - Fattispecie.

Le sentenze dei giudici ordinari di merito, o dei giudici amministrativi, che statuiscano sulla giurisdizione sono suscettibili di acquistare autorità di cosa giudicata in senso sostanziale e di spiegare, perciò, effetti al di fuori del processo nel quale siano state rese, qualora la decisione, sia pur implicita, sulla giurisdizione si rapporti con una statuizione di merito. (Nella specie, la S.C. ha riconosciuto l'efficacia esterna del giudicato civile di condanna di un Comune al pagamento di un indennizzo per ingiustificato arricchimento in favore dei proprietari di una cava utilizzata dall'ente come discarica di rifiuti solidi sulla base di un accordo verbale mai formalizzato in una convenzione, riconoscendo portata di "res iudicata" all'implicita statuizione dell'esistenza della giurisdizione del giudice ordinario derivante dal giudicato sulla natura privatistica del rapporto intercorso e sulla carenza di esercizio di potere).

Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 16458 del 30/07/2020 (Rv. 658629 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_037

corte

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16458

2020

Assicurazione della responsabilita' civile - facolta' e obblighi dell'assicuratore - Cass. n. 14481/2020Assicurazione della responsabilita' civile - facolta' e obblighi dell'assicuratore - Cass. n. 14481/2020

Assicurazione - assicurazione della responsabilita' civile - facolta' e obblighi dell'assicuratore - Obbligo di indennizzo dell'assicurato da parte dell'assicuratore - Inadempimento - Presupposti - Criterio di accertamento - Prognosi postuma - Rilevanza - Fattispecie.

L'assicuratore della responsabilità civile non può essere ritenuto inadempiente all'obbligo di pagamento dell'indennizzo per il mero fatto che, ricevuta la relativa richiesta dall'assicurato, abbia omesso di provvedervi. Il suddetto inadempimento può dirsi sussistente soltanto ove l'assicuratore abbia rifiutato il pagamento senza attivarsi per accertare, alla stregua dell'ordinaria diligenza professionale ex art. 1176, comma 2, c.c., la sussistenza di un fatto colposo addebitabile al medesimo assicurato oppure qualora gli elementi in suo possesso evidenziassero la sussistenza di una responsabilità dello stesso assicurato non seriamente contestabile. Il relativo accertamento deve essere compiuto dal giudice di merito con prognosi postuma, cioè con riferimento al momento in cui l'assicuratore ha ricevuto la domanda di indennizzo, e valutando tutte le circostanze del caso concreto, ivi compresa la condotta dell'assicurato, ma senza dare rilievo esclusivo ed assorbente ad una sentenza di condanna non definitiva a carico dell'assicurato, quando l'assicuratore non abbia preso parte al relativo giudizio. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che - in controversia avente ad oggetto la pretesa dell'assicurato, nei confronti dell'assicuratore, al conseguimento, tra l'altro, del risarcimento del danno commisurato alle spese sostenute per contrastare un'azione esecutiva promossa in danno dell'assicurato medesimo a seguito di una sentenza di condanna non definitiva pronunciata a suo carico - aveva ritenuto il predetto assicuratore inadempiente semplicemente per non avere soddisfatto la richiesta di pagamento dell'indennizzo, dando rilievo alla menzionata sentenza di condanna senza considerare, tuttavia, i contenuti di quest'ultima, la sua condivisibilità e la condotta dell'assicurato, che aveva sempre negato, nel rapporto con l'assicuratore, di avere tenuto una condotta colposa e fonte di responsabilità).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 14481 del 09/07/2020 (Rv. 658418 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1917, Cod_Civ_art_1882, Cod_Civ_art_1219, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

14481

2020

Sentenza fondata su plurime ed autonome Sentenza fondata su plurime ed autonome "rationes decidendi" - Cass. n. 13880/2020

Provvedimenti del giudice civile - sentenza - contenuto - motivazione - pluralita' di argomentazioni - Sentenza fondata su plurime ed autonome "rationes decidendi" - Impugnazione soltanto di una o di alcune - Conseguenze - Carenza di interesse all'esame delle ragioni impugnate - Esclusione - Rilevazione da parte del giudice dell'impugnazione della formazione del giudicato - Necessità.

Quando la sentenza assoggettata ad impugnazione sia fondata su diverse "rationes decidendi", ciascuna idonea a giustificarne autonomamente la statuizione, la circostanza che tale impugnazione non sia rivolta contro una di esse determina l'inammissibilità del gravame per l’esistenza del giudicato sulla "ratio decidendi" non censurata, piuttosto che per carenza di interesse.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 13880 del 06/07/2020 (Rv. 658309 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

13880

2020

Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorita' in altri giudizi civili o amministrativi – Cass. n. 12973/2020Giudizio civile e penale (rapporto) - cosa giudicata penale - autorita' in altri giudizi civili o amministrativi – Cass. n. 12973/2020

Sentenza penale dibattimentale di estinzione del reato per prescrizione - Effetti nel giudizio civile - Configurabilità - Limiti.

La sentenza del giudice penale di estinzione del reato per prescrizione, emessa a seguito di dibattimento, spiega effetti, nel giudizio civile, nei confronti di coloro che abbiano partecipato al processo penale, in ordine alla sussistenza dei fatti materiali in concreto accertati, anche se può essere operata in sede civile una loro rivalutazione in via autonoma, qualora da essi dipenda il riconoscimento del diritto fatto valere in quella sede.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 12973 del 30/06/2020 (Rv. 658224 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

12973

2020

Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Cass. n. 12649/2020Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Cass. n. 12649/2020

Cosa giudicata su un capo di sentenza - Condizioni - Acquiescenza sulle parti non impugnate - Configurabilità - Presupposti.

La formazione della cosa giudicata su un capo della sentenza per mancata impugnazione può verificarsi solo con riferimento ai capi che siano completamente autonomi perché fondati su distinti presupposti di fatto e di diritto, sicché l'acquiescenza alle parti della sentenza non impugnata non si verifica quando queste si pongano in nesso conseguenziale con altra e trovino in essa il suo presupposto.

Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 12649 del 25/06/2020 (Rv. 658277 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_336

corte

cassazione

12649

2020

Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - effetti della decisione sulla giurisdizione - Cass. n. 12479/2020Giurisdizione civile - regolamento di giurisdizione - effetti della decisione sulla giurisdizione - Cass. n. 12479/2020

Giudicato interno - Questione definita in relazione alla sola domanda principale - Riproposizione della questione con riguardo alle domande subordinate o accessorie - Inammissibilità.

Il giudicato interno, conseguente alla statuizione sul regolamento preventivo di giurisdizione, adottata con esclusivo riferimento alla domanda principale, senza operare alcuna distinzione rispetto alle domande subordinate o accessorie, pur potendo la pronuncia interessare anche queste ultime, preclude ogni successiva contestazione attinente alla giurisdizione, anche se relativa alle domande subordinate o accessorie in precedenza non esaminate.

Corte di Cassazione Sez. U - , Ordinanza n. 12479 del 24/06/2020 (Rv. 658037 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Civ_art_2909

corte

cassazione

12479

2020

Giudizio civile e penale (rapporto) - Dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione – Cass. n. 11467/2020Giudizio civile e penale (rapporto) - Dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione – Cass. n. 11467/2020

Condanna contestuale dell'imputato al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile - Efficacia vincolante della pronuncia sull'"an debeatur" - Sussistenza - Fattispecie.

Giudizio civile e penale (rapporto) - assoluzione dell'imputato - per amnistia.

Qualora, in sede penale, sia stata pronunciata in primo o in secondo grado la condanna, anche generica, alle restituzioni e al risarcimento dei danni cagionati dal reato a favore della parte civile, e la Corte di cassazione, nell'annullare senza rinvio la pronuncia per essere il reato estinto per prescrizione, tenga "ferme le statuizioni civili, attesa la sentenza di condanna in primo grado e l'assenza di impugnazione sul punto", una tale decisione dà luogo alla formazione del giudicato sulla statuizione resa dal giudice penale, a norma dell'art. 578 c.p.p., sulla domanda civile portata nella sede penale, come tale vincolante in ogni altro giudizio tra le stesse parti in cui si verta sulle conseguenze, anche diverse dalle restituzioni o dal risarcimento (nella specie, l'annullamento di un testamento), derivanti dal fatto.

Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 11467 del 15/06/2020 (Rv. 658264 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909

CORTE

CASSAZIONE

11467

2020

Esecuzione forzata - titolo esecutivo - sentenza - Cass. n. 10806/2020Esecuzione forzata - titolo esecutivo - sentenza - Cass. n. 10806/2020

Titolo esecutivo giudiziale - Interpretazione extratestuale da parte del giudice dell'esecuzione - Ammissibilità - Limiti e presupposti - Fattispecie.

L'interpretazione del titolo esecutivo giudiziale (nella specie, relativa alla portata del giudicato esterno di una sentenza definitiva di condanna al pagamento di una somma di denaro) compete al giudice dell'esecuzione e, in caso di opposizione ex art. 615 c.p.c., a quello dell'opposizione, che ne individua la portata precettiva sulla base del dispositivo e della motivazione; egli può ricorrere, ove il contenuto del titolo sia obbiettivamente ambiguo o incerto e ferma l'indeducibilità di motivi di contestazione nel merito delle statuizioni, anche ad elementi extratestuali, purché ritualmente acquisiti nel processo ed a condizione che non sovrapponga la propria valutazione in diritto a quella del giudice del merito.

Corte di Cassazione Sez. 3 - , Sentenza n. 10806 del 05/06/2020 (Rv. 658033 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_474, Cod_Proc_Civ_art_484, Cod_Proc_Civ_art_615

corte

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10806

2020

Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Cass. n. 8982/2020Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - Cass. n. 8982/2020

Formazione del giudicato dopo l'udienza di precisazione delle conclusioni - Ammissibilità dell'eccezione di giudicato - Conseguenze - Obbligo del giudice di rimettere la causa sul ruolo - Necessità - Fattispecie.

L'eccezione di giudicato può legittimamente essere allegata dopo l'udienza di precisazione delle conclusioni (nella specie, in appello), se soltanto dopo tale momento esso si è formato. Ricorrendo tale ipotesi, il giudice non può ritenere tardiva o non provata l'eccezione, ma deve rimettere la causa sul ruolo per consentire a chi l'ha sollevata il deposito della sentenza passata in giudicato ed all'altra parte di contraddire.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 8982 del 15/05/2020 (Rv. 657939 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_345

corte

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8982

2020

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 8645/2020Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 8645/2020

Inesistenza della notifica della citazione di primo grado - Statuizione in dispositivo - Mancata autonoma censura di tale capo - Giudicato interno - Esclusione - Condizioni - Conseguenze.

Procedimento civile - domanda giudiziale - interpretazione e qualificazione giuridica - In genere.

E' da escludere la formazione di un giudicato interno sull'affermata inesistenza della notifica della citazione di primo grado, ancorché il relativo capo del dispositivo non sia stato oggetto d'una propria e autonoma censura - sicché se ne impone la verifica d'ufficio - allorquando la parte impugnante contesti i successivi effetti processuali che il giudice d'appello ne abbia tratto, atteso che, affinché il giudice possa ricostruire i fatti in maniera autonoma rispetto a quanto prospettato dalle parti e procedere ad una diversa loro qualificazione giuridica, non occorre un'apposita censura sugli uni o sull'altra, ma è sufficiente che sia contestato anche soltanto l'effetto finale che il giudice "a quo" ne abbia ricavato, rappresentando l'inesistenza - non diversamente dalla nullità di un atto processuale - una "qualificazione" giuridica che questi opera per trarne uno o più effetti concreti sui "themata decidenda" sostanziali e/o processuali.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8645 del 07/05/2020 (Rv. 657696 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_187, Cod_Proc_Civ_art_279, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_329, Cod_Proc_Civ_art_384, Cod_Civ_art_2909

corte

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8645

2020

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Cass. n. 8101/2020Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Cass. n. 8101/2020

Efficacia riflessa - Configurabilità - Presupposti - Fattispecie.

Il giudicato formatosi in un determinato giudizio può spiegare "efficacia riflessa" nei confronti di soggetti rimasti estranei al rapporto processuale a condizione che: a) i terzi non siano titolari di un diritto autonomo, scaturente da un distinto rapporto giuridico o costituito su un rapporto diverso da quello dedotto nel primo giudizio; b) i terzi non possano risentire un "pregiudizio giuridico" dalla precedente decisione; c) l'efficacia riflessa riguardi soltanto l'affermazione di una situazione giuridica che non ammette la possibilità di un diverso accertamento. (In applicazione del principio, la S.C. ha escluso l'efficacia riflessa del giudicato avente ad oggetto il "premio scudetto", riconosciuto ad altri giocatori della medesima squadra di calcio in distinti processi, essendo stato dedotto in giudizio un diritto fondato su un autonomo rapporto obbligatorio, di per sé non incompatibile con le diverse decisioni già divenute definitive).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 8101 del 23/04/2020 (Rv. 657573 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

8101

2020

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8095 del 23/04/2020 (Rv. 657587 - 01)Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8095 del 23/04/2020 (Rv. 657587 - 01)

Ricorso alle Sezioni Unite - Questione di giurisdizione non sollevata nelle precedenti fasi processuali - Preclusione - Limiti.

Il ricorso alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, per motivi di giurisdizione, avverso le pronunce emesse dalla Corte dei conti, non trova ostacolo nella circostanza che tale questione non sia stata sollevata nelle precedenti fasi processuali, ricollegandosi l'effetto preclusivo al solo maturarsi del giudicato interno formatosi per la mancata impugnazione di una pregressa pronuncia resa esplicitamente sulla giurisdizione, ovvero sul merito, nel presupposto implicito della giurisdizione medesima.

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8095 del 23/04/2020 (Rv. 657587 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_362

Esecuzione forzata - opposizioni – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7756 del 08/04/2020 (Rv. 657504 - 01)Esecuzione forzata - opposizioni – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7756 del 08/04/2020 (Rv. 657504 - 01)

Impugnazione del preavviso di fermo - Natura - Contestuali richieste di accertamento dell'insussistenza dei crediti posti a fondamento di tale preavviso o della loro illegittimità - Accoglimento di tali richieste -Conseguenze.

Procedimento civile - domanda giudiziale - interesse ad agire In genere.

L'impugnazione del preavviso di fermo è un'azione di accertamento negativo della pretesa creditoria, con la conseguenza che, anche ove sia stata ritenuta fondata, al momento della decisione, l'ulteriore domanda, contestualmente proposta, di accertamento dell'insussistenza o dell'illegittimità delle ragioni di credito sulle quali tale preavviso era fondato, permane l'interesse dell'attore ad ottenere la declaratoria d'inibizione all'iscrizione del detto fermo, in cui si traduce la richiesta di annullamento del menzionato preavviso.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 7756 del 08/04/2020 (Rv. 657504 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_615

Cosa giudicata civile - giudicato implicito - Cass. n. 7454/2020Cosa giudicata civile - giudicato implicito - Cass. n. 7454/2020

Decisione di merito - Idoneità alla formazione del giudicato implicito sulla giurisdizione - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie.

Il giudicato implicito sulla giurisdizione si forma tutte le volte in cui la causa sia stata decisa nel merito, con esclusione delle sole decisioni che non contengano statuizioni implicanti l'affermazione della giurisdizione, sicché la preclusione da giudicato non può scaturire da una pronuncia che non contenga alcuna statuizione sull'attribuzione o sulla negazione del bene della vita preteso, ma si limiti a risolvere questione giuridiche strumentali all'attribuzione del bene controverso. (Nella specie, relativa ad una domanda di risarcimento danni per accessione invertita e occupazione illegittima, la S.C. ha escluso la presenza di un giudicato implicito sulla giurisdizione del giudice ordinario, rispetto alla domanda risarcitoria, nella sentenza non definitiva di primo grado, che si era limitata a ritenere non perfezionato un accordo di cessione volontaria dell'area occupata, senza esaminare la predetta domanda, neppure al fine di ritenere sussistente l'"an" della pretesa).

Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 7454 del 19/03/2020 (Rv. 657417 - 03)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_037, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_329, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909

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7454

2020

Cosa giudicata civile - giudicato implicito - Cass. n. 7115/2020Cosa giudicata civile - giudicato implicito - Cass. n. 7115/2020

Formazione - Vincolo tra dedotto e deducibile - Necessità - Fattispecie.

Il giudicato implicito richiede, per la sua formazione, che tra la questione decisa in modo espresso e quella che si deduce essere stata risolta implicitamente sussista un rapporto di dipendenza indissolubile, tale da determinare l'assoluta inutilità di una decisione sulla seconda questione e che la questione decisa in modo espresso non sia stata impugnata. (Nella specie, riguardante due conti correnti bancari per i quali la Corte d'appello aveva ritenuto ritualmente sollevata l'eccezione di prescrizione con riferimento ad uno solo di essi, la S.C. ha escluso il giudicato implicito sulla rituale eccezione anche per l'altro conto, avendo la sentenza di primo grado rigettato l'eccezione nel merito per mancato decorso del termine senza pronunciarsi sulla sua riferibilità ad uno o ad entrambi i rapporti).

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 7115 del 12/03/2020 (Rv. 657491 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

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7115

2020

Impiego pubblico - impiegati dello stato - stipendi - passaggio ad altro ruolo o ad altra amministrazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6756 del 10/03/2020 (Rv. 657435 - 01)Impiego pubblico - impiegati dello stato - stipendi - passaggio ad altro ruolo o ad altra amministrazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6756 del 10/03/2020 (Rv. 657435 - 01)

Trasferimento di personale ministeriale ad enti locali - Disciplina ex art. 31 del d.lgs. n. 165 del 2001 - Conseguenze - Applicazione della contrattazione collettiva dell'ente di destinazione - Pregresso giudicato su mansioni superiori - Limiti.

In tema di trasferimento di personale ministeriale ad enti locali ai sensi dell'art. 31 del d.lgs. n. 165 del 2001, ai fini dell'inquadramento del personale, trova applicazione ex art. 2112 c.c. la contrattazione collettiva dell'ente di destinazione ed il giudicato di accertamento dello svolgimento di mansioni superiori presso la precedente amministrazione ha efficacia vincolante per i periodi successivi esclusivamente se il lavoratore alleghi e provi il reiterarsi delle mansioni superiori anche in tale arco temporale, a condizione che rimanga immutata la disciplina collettiva di riferimento.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 6756 del 10/03/2020 (Rv. 657435 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2112, Cod_Civ_art_2909

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - Giudicato esterno - Presupposti - Questioni non proponibili prima del sorgere del fatto giuridico da cui scaturiscono – Cass. n. 6091/2020Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - Giudicato esterno - Presupposti - Questioni non proponibili prima del sorgere del fatto giuridico da cui scaturiscono – Cass. n. 6091/2020

Limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile ("quid disputandum" e "quid disputatum") - In genere.

Il giudicato copre il dedotto e il deducibile in relazione al medesimo oggetto, e, pertanto, non soltanto le ragioni giuridiche e di fatto esercitate in giudizio, ma anche tutte le possibili questioni, proponibili in via di azione o eccezione, che, sebbene non dedotte specificamente, costituiscono precedenti logici, essenziali e necessari, della pronuncia, ma non può spiegare i suoi effetti in ordine alle questioni che non potevano essere proposte prima che sorgesse il fatto giuridico da cui scaturiscono. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha escluso il formarsi del giudicato implicito esterno con riferimento a domande proposte da un soggetto nella veste di erede, siccome conseguenti al definitivo accertamento di tale qualità avvenuto nel precedente giudizio, e non costituenti un presupposto logico-giuridico di quest'ultimo).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 6091 del 04/03/2020 (Rv. 657127 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

6091

2020

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 5409/2020Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 5409/2020

Giudizi tra le stesse parti relativi al medesimo rapporto di lavoro - Giudicato sul TFR - Misura della retribuzione mensile - Preclusione - Sussistenza.

COSA GIUDICATA CIVILE

EFFETTI DEL GIUDICATO

Qualora due giudizi tra le stesse parti riguardino il medesimo rapporto di lavoro, il giudicato formatosi sul TFR determina la preclusione di ogni contestazione sulla misura delle retribuzioni mensili sulla base delle quali il trattamento è stato determinato in quanto, sebbene il diritto alla retribuzione mensile e quello al TFR costituiscano diritti diversi, gli stessi dipendono da un unico fenomeno giuridico pregiudiziale, consistente nella configurazione della retribuzione prevista per il contratto di lavoro.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5409 del 27/02/2020 (Rv. 656944 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0034, Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2120

corte

cassazione

5409

2020

 

Impugnazioni civili - appello - eccezioni - non riproposte (decadenza) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4689 del 21/02/2020 (Rv. 656914 - 01)Impugnazioni civili - appello - eccezioni - non riproposte (decadenza) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4689 del 21/02/2020 (Rv. 656914 - 01)

Tardiva proposizione di eccezione in senso stretto in primo grado - Omesso rilievo - Rilevabilità di ufficio ad opera del giudice di appello - Ammissibilità - Fondamento - Onere di appello incidentale o di riproposizione della questione - Insussistenza - Fattispecie.

La tardività di un'eccezione in senso stretto (nella specie, di prescrizione), non rilevata né dalla controparte né dal giudice di ufficio nel processo di primo grado, può essere valutata di ufficio dal giudice di appello poiché la parte, vittoriosa in primo grado anche su tale eccezione, non ha l'onere di impugnazione incidentale o di riproposizione della questione, non formandosi, quindi, un giudicato implicito sul punto.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4689 del 21/02/2020 (Rv. 656914 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_346, Cod_Proc_Civ_art_167, Cod_Civ_art_2909

IMPUGNAZIONI CIVILI

APPELLO

ECCEZIONI NON RIPROPOSTE

 

Contratti agrari - affitto di fondi rustici - affitto a coltivatore diretto - risoluzione - inadempimento – Cass. n. 4003/2020Contratti agrari - affitto di fondi rustici - affitto a coltivatore diretto - risoluzione - inadempimento – Cass. n. 4003/2020

Domanda di risoluzione del contratto per inadempimento - Rigetto - Giudicato - Nuova domanda di risoluzione - Deduzione di altri inadempimenti conosciuti o conoscibili alla data di proposizione della prima domanda e non fatti valere con essa - Preclusione - Fattispecie.

 

CONTRATTI AGRARI

AFFITTO DI FONDI RUSTICI

AFFITTO A COLTIVATORE DIRETTO

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile ("quid disputandum" e "quid disputatum").

Il giudicato di rigetto della domanda di risoluzione del contratto per inadempimento preclude la proposizione di una nuova domanda di risoluzione fondata su altri inadempimenti conosciuti o conoscibili alla data di proposizione della prima domanda e non fatti valere con essa. (Nella specie, relativa ad affitto di fondo rustico, il concedente aveva chiesto la risoluzione del contratto per inadempimento, deducendo l'intervenuto abusivo frazionamento del fondo ad opera dell'affittuario, nonostante tale condotta fosse conoscibile già al momento dell'introduzione di un precedente giudizio di risoluzione per degli ulteriori inadempimenti dello stesso affittuario, definito con sentenza di rigetto favorevole a quest'ultimo e passata in giudicato).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 4003 del 18/02/2020 (Rv. 656906 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_2909

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4003

2020

 

Esecuzione forzata - opposizioni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3716 del 14/02/2020 (Rv. 657019 - 01)Esecuzione forzata - opposizioni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3716 del 14/02/2020 (Rv. 657019 - 01)

Titolo esecutivo di formazione giudiziale - Opposizione all'esecuzione - Motivi deducibili - Fatti anteriori alla formazione del titolo - Esclusione - Momento di formazione delle preclusioni nel giudizio nel quale si è costituito tale titolo - Rilevanza.

In tema di opposizione all'esecuzione promossa in base a titolo esecutivo di formazione giudiziale, non possono essere dedotti fatti estintivi, impeditivi o modificativi verificatisi prima della maturazione delle preclusioni processuali, ad essi relative, nel giudizio di cognizione che ha portato alla formazione di tale titolo.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3716 del 14/02/2020 (Rv. 657019 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_615, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_183_1

ESECUZIONE FORZATA

OPPOSIZIONI

 

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - danni e restituzioni in dipendenza della sentenza cassata - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3527 del 13/02/2020 (Rv. 657015 - 01)Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - danni e restituzioni in dipendenza della sentenza cassata - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3527 del 13/02/2020 (Rv. 657015 - 01)

Art_ 389 c.p.c. - Domanda di restituzione - Omessa pronuncia del giudice di rinvio non impugnata - Riproponibilità della domanda in autonomo giudizio - Ammissibilità - Fondamento.

Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione.

L'omessa pronuncia del giudice di rinvio sulla domanda di restituzione delle somme pagate in esecuzione di una sentenza di appello cassata in sede di legittimità non preclude l'autonoma proposizione della domanda in un separato giudizio, nemmeno se tale omissione di pronuncia non sia stata impugnata con ricorso per cassazione, essendosi formato su di essa un giudicato di mero rito.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3527 del 13/02/2020 (Rv. 657015 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_389, Cod_Civ_art_2909

IMPUGNAZIONI CIVILI

RICORSO PER CASSAZIONE

GIUDIZIO DI RINVIO

 

Provvedimenti del giudice civile - Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - nullita' della sentenza - pronuncia sulla nullita' - inesistenza - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2766 del 06/02/2020 (Rv. 657250 - 01)

Sentenza con motivazione e dispositivo concernenti una causa tra soggetti diversi dalle parti del giudizio - Nullità insanabile - Configurabilità - Fondamento - Inidoneità al giudicato - Rilievo d'ufficio.

La sentenza emessa nei confronti delle parti del giudizio ma con motivazione e dispositivo relativi a causa diversa, concernente altri soggetti, è priva degli elementi necessari per la formazione del giudicato sul rapporto controverso ed è, quindi, affetta da nullità insanabile, che, nel corso del processo può essere rilevata d'ufficio dal giudice dell'impugnazione, determinando in sede di legittimità, la cassazione con rinvio affinché si possa procedere alla sua rinnovazione.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2766 del 06/02/2020 (Rv. 657250 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_161, Cod_Proc_Civ_art_324

PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE

"IUS SUPERVENIENS"

NULLITA' DELLA SENTENZA

 

Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Cass. n. 1587/2020Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Cass. n. 1587/2020

Appello in ordine alla sola prescrizione - Formazione del giudicato interno sulla spettanza del diritto - Condizioni.

COSA GIUDICATA CIVILE

INTERPRETAZIONE DEL GIUDICATO

GIUDICATO INTERNO

La proposizione dell'appello in ordine alla sola statuizione sulla prescrizione non determina la formazione del giudicato interno sulla spettanza del diritto, in astratto riconosciuta in primo grado, se l'esame della questione sulla prescrizione non sia limitato all'identificazione del "dies a quo" o all'esistenza di cause interruttive, ma involga la qualificazione del diritto stesso.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 1587 del 24/01/2020 (Rv. 656691 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2934, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_339

corte

cassazione

1587

2020

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 1586/2020Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 1586/2020

Rigetto della domanda - Nuovo giudizio - Diversa qualificazione giuridica della domanda ad opera della parte - Giudicato - Sussistenza - Presupposti - Fattispecie.

COSA GIUDICATA CIVILE

EFFETTI DEL GIUDICATO

 

Il passaggio in giudicato della sentenza di rigetto di una domanda preclude la proposizione in un nuovo giudizio di altra domanda, diversamente qualificata "in iure" ma volta all'ottenimento del medesimo diritto. (Nella fattispecie, la parte aveva richiesto la condanna dello Stato, per inadempimento alle direttive comunitarie, al pagamento della remunerazione della frequenza di corsi di specializzazione in medicina, pretesa ad altro titolo già esercitata e disattesa, per prescrizione, in un precedente giudizio).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 1586 del 24/01/2020 (Rv. 656690 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

corte

cassazione

1586

2020

Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - interesse all'impugnazione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 542 del 15/01/2020 (Rv. 656631 - 01)Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - interesse all'impugnazione - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 542 del 15/01/2020 (Rv. 656631 - 01)

Giudizio instaurato contro più debitori solidali - Accertamento della responsabilità esclusiva di uno di essi - Interesse del debitore condannato all'impugnazione in relazione a tale statuizione - Insussistenza - Condizioni - Fondamento.

La solidarietà passiva nel rapporto obbligatorio è prevista dal legislatore nell'interesse del creditore e serve a rafforzare il diritto di quest'ultimo, consentendogli di ottenere l'adempimento dell'intera obbligazione da uno qualsiasi dei condebitori, mentre non ha alcuna influenza nei rapporti interni tra condebitori solidali, fra i quali l'obbligazione si divide secondo quanto risulta dal titolo o, in mancanza, in parti uguali. Ne consegue che, se il creditore conviene in giudizio più debitori, sostenendo la loro responsabilità solidale, e il giudice, invece, condanna uno solo di essi, con esclusione del rapporto di solidarietà, il debitore condannato, ove non abbia proposto alcuna domanda di rivalsa nei confronti del preteso condebitore solidale e, dunque, non abbia dedotto in giudizio il rapporto interno che lo lega agli altri debitori, non ha un interesse ad impugnare tale sentenza nella parte in cui esclude la solidarietà, perché essa non aggrava la sua posizione di debitore dell'intero e non pregiudica il suo eventuale diritto di rivalsa.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 542 del 15/01/2020 (Rv. 656631 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1292, Cod_Civ_art_1298, Cod_Civ_art_1299, Cod_Civ_art_2055, Cod_Civ_art_2909

IMPUGNAZIONI CIVILI

INTERESSE ALL'IMPUGNAZIONE

 

Famiglia - matrimonio - scioglimento - divorzio - obblighi - verso la prole – Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 283 del 09/01/2020 (Rv. 656764 - 01)Famiglia - matrimonio - scioglimento - divorzio - obblighi - verso la prole – Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 283 del 09/01/2020 (Rv. 656764 - 01)

Divorzio - Revisione dell'assegno di mantenimento per i figli - Necessità di far valere fatti sopravvenuti - Pendenza di precedente giudizio di revisione - Conseguenze - Fattispecie.

I provvedimenti in tema di mantenimento dei figli minori di genitori divorziati passano in giudicato, ma essendo sempre rivedibili, divengono definitivi solo "rebus sic stantibus", sicché il giudice in sede di revisione non può procedere ad una diversa ponderazione delle pregresse condizioni economiche delle parti, né può prendere in esame fatti anteriori alla definitività del titolo stesso o che comunque avrebbero potuto essere fatti valere con gli strumenti concessi per impedirne la definitività. (Nella specie la S.C. ha confermato il rigetto della domanda proposta dal coniuge onerato del pagamento di un assegno di mantenimento per la prole, il quale aveva introdotto un nuovo procedimento di revisione dell'assegno, invocando fatti modificativi delle condizioni economiche delle parti, intervenuti prima della conclusione di altro procedimento di modifica nel quale essi avrebbero potuto essere fatti valere).

Corte di Cassazione, Sez. 1 , Ordinanza n. 283 del 09/01/2020 (Rv. 656764 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909

FAMIGLIA

MATRIMONIO

SCIOGLIMENTO

DIVORZIO

 

Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - disposizioni processuali - controversie relative alla risoluzione per inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 34158 del 20/12/2019 (Rv. 656335 - 0Locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392) - disposizioni processuali - controversie relative alla risoluzione per inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 34158 del 20/12/2019 (Rv. 656335 - 0

Domanda di risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore - Finita locazione per intervenuta scadenza e rilascio dell'immobile - Giudicato sul punto - Interesse del locatore a proseguire il giudizio sulla domanda di risoluzione per inadempimento - Sussistenza - Fondamento.

Nell'ipotesi in cui, nel corso del giudizio instaurato dal locatore per ottenere la risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore, intervenga la restituzione dell'immobile per finita locazione, non vengono meno l'interesse ed il diritto del locatore ad ottenere l'accertamento dell'operatività di una pregressa causa di risoluzione del contratto per grave inadempimento del conduttore, potendo da tale accertamento derivare effetti a lui favorevoli. Del pari, il giudicato formatosi sulla cessazione, per intervenuta scadenza, della locazione non preclude alla parte che ne ha interesse attuale l'esame della domanda di accertamento, con valore di giudicato, dell'operatività di una pregressa causa di risoluzione del contratto per inadempimento grave del conduttore, atteso che, qualora più fatti diano diritto, ciascuno in maniera autonoma, alla cessazione di un contratto, sussistono altrettante "causae petendi" e, quindi, azioni, sicché la pronuncia sull'una, passata in giudicato, non preclude l'esame delle altre.

Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 34158 del 20/12/2019 (Rv. 656335 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1571, Cod_Civ_art_1596, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - Cass. n. 34026/2019Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - Cass. n. 34026/2019

Qualificazione giuridica del rapporto dedotto in giudizio da parte del giudice - Formazione del giudicato - Condizioni - Fattispecie.

Il giudicato si forma anche sulla qualificazione giuridica data dal giudice all'azione, quando essa abbia condizionato l'impostazione e la definizione dell'indagine di merito e la parte interessata abbia omesso di proporre specifica impugnazione sul punto. (Facendo applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto che la ricorrente principale avesse nell'atto di appello formulato idonee difese che, sul piano logico giuridico, si ponevano in contrasto con la qualificazione di recesso come compiuta dal giudice di primo grado, escludendo, pertanto, su tale aspetto la formazione del giudicato).

Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 34026 del 19/12/2019 (Rv. 656328 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

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34026

2019

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 33719/2019Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Cass. n. 33719/2019

Condanna a corrispondere a titolo risarcitorio una somma comprensiva di capitale ed interessi - Effetto dell'impugnazione concernente il solo capitale od i soli interessi sull'intero importo oggetto di condanna - Ricorrenza di tale effetto in caso di procedura di correzione di errore materiale - Esclusione - Fattispecie.

Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - acquiescenza – parziale - In genere.

Provvedimenti del giudice civile - sentenza – correzione - In genere.

In tema di obbligazioni di valore, la regola per la quale capitale ed interessi compensativi formano un "unicum" inscindibile, con la conseguenza che l'impugnazione del capo di sentenza relativo alla liquidazione del primo rimette in discussione anche quello concernente i secondi e viceversa, non trova applicazione nel diverso caso di correzione di errore materiale della sentenza medesima (nella specie, in ordine all'entità del capitale), poiché il provvedimento di correzione, di natura amministrativa, non produce gli effetti di cui all'art. 336 c.p.c.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 33719 del 18/12/2019 (Rv. 656454 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_288, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_336

corte

cassazione

33719

2019

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 31084 del 28/11/2019 (Rv. 656084 - 01)Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 31084 del 28/11/2019 (Rv. 656084 - 01)

Giudicato esterno-Imposte periodiche- Effetto vincolante- Limiti- Fatti con efficacia permanente o pluriennale- Diritto unionale- Obbligo di disapplicazione delle norme su giudicato su medesimo tributo per diverso periodo di imposta- Esclusione- Eccezioni.

In materia tributaria, l'effetto vincolante del giudicato esterno, in relazione alle imposte periodiche, è limitato ai soli casi in cui vengano in esame fatti che, per legge, hanno efficacia permanente o pluriennale, producendo effetti per un arco di tempo che comprende più periodi di imposta, o nei quali l'accertamento concerne la qualificazione di un rapporto ad esecuzione prolungata; né il diritto dell'Unione europea, così come costantemente interpretato dalla Corte di Giustizia, impone al giudice nazionale di disapplicare le norme processuali interne da cui deriva l'autorità di cosa giudicata di una decisione, con riguardo al medesimo tributo, in relazione ad un diverso periodo di imposta, nemmeno quando ciò permetterebbe di porre rimedio ad una violazione del diritto comunitario da parte di tale decisione, salvo le ipotesi, assolutamente eccezionali, di discriminazione tra situazioni di diritto comunitario e situazioni di diritto interno, ovvero di pratica impossibilità o eccessiva difficoltà di esercizio dei diritti conferiti dall'ordinamento comunitario ovvero di contrasto con una decisione definitiva della Commissione europea emessa prima della formazione del giudicato.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 31084 del 28/11/2019 (Rv. 656084 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909

Civile e penale (rapporto) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30311 del 21/11/2019 (Rv. 656144 - 01)Civile e penale (rapporto) – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30311 del 21/11/2019 (Rv. 656144 - 01)

Condanna penale irrevocabile - Effetti nel giudizio civile di risarcimento del danno - Limiti - Capo di imputazione penale - Necessario utilizzo dello stesso da parte del giudice civile quale parametro di riferimento per la liquidazione del detto risarcimento - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

In tema di efficacia della sentenza penale irrevocabile di condanna nel giudizio civile di risarcimento del danno, il capo di imputazione penale non può costituire parametro di riferimento, al fine di verificare l'esattezza del procedimento di liquidazione di tale danno seguito dal giudice civile, poiché solo a quest'ultimo spetta, nel sistema disciplinato dall'art. 651 c.p.p., ogni valutazione in ordine alla sussistenza del danno, al nesso di causalità e alla liquidazione del pregiudizio, dovendo egli accertare se la condotta penalmente rilevante abbia cagionato alla vittima una lesione della sfera personale o patrimoniale idonea ad assurgere al rango di violazione costituzionalmente rilevante. (Nella specie, relativa ad una domanda di risarcimento del danno derivato dalla mancata comunicazione al successore del beneficiario dell'accoglimento di una richiesta di contributo, condotta per la quale l'imputato era stato condannato per abuso d'ufficio, la S.C. ha affermato che il giudice civile ben poteva quantificare, in via equitativa, il danno facendo riferimento alla compromissione di un diritto soggettivo dell'interessato ed all'intero ammontare del contributo dal medesimo non conseguito, nonostante la decisione penale si fondasse sul mancato rispetto di un interesse legittimo e sul semplice ritardo della detta comunicazione).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 30311 del 21/11/2019 (Rv. 656144 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909

Impugnazioni civili - appello - domande - nuove – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30495 del 21/11/2019 (Rv. 656164 - 01)Impugnazioni civili - appello - domande - nuove – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30495 del 21/11/2019 (Rv. 656164 - 01)

Domanda di restituzione di somme pagate in esecuzione della sentenza di primo grado - Proposizione in appello - Ammissibilità - Condizioni - Omessa pronuncia del giudice di appello - Rimedi - Fondamento.

La domanda di restituzione delle somme corrisposte in esecuzione della sentenza di primo grado, essendo conseguente alla richiesta di modifica della decisione impugnata, non costituisce domanda nuova ed è perciò ammissibile in appello anche nel corso del giudizio, quando l'esecuzione della sentenza sia avvenuta successivamente alla proposizione dell'impugnazione. Qualora il giudice d'appello non provveda su tale domanda, la parte può alternativamente denunciare l'omissione con ricorso per cassazione o farla valere riproponendo la detta domanda restitutoria in autonomo giudizio, posto che la mancata pronuncia dà luogo ad un giudicato solo processuale e non sostanziale.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 30495 del 21/11/2019 (Rv. 656164 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_336, Cod_Proc_Civ_art_091 Cod_Proc_Civ_art_282, Cod_Proc_Civ_art_345, Cod_Civ_art_2909

Comunione dei diritti reali - comproprieta' indivisa (nozione, caratteri, distinzioni) - azioni giudiziarie - lite tra comproprietari e terzi - litisconsorzio necessario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29506 del 14/11/2019 (Rv. 655832 - 01)Comunione dei diritti reali - comproprieta' indivisa (nozione, caratteri, distinzioni) - azioni giudiziarie - lite tra comproprietari e terzi - litisconsorzio necessario - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29506 del 14/11/2019 (Rv. 655832 - 01)

Fondo in comproprietà - Domanda di un singolo comproprietario per il risarcimento dei danni derivanti da fatto illecito del terzo - Litisconsorzio necessario tra tutti - Esclusione - Fondamento.

In materia di comunione nei diritti reali, la domanda di risarcimento danni da fatto illecito del terzo (nella specie, realizzazione di manufatto abusivo sul fondo confinante) esperita da uno dei comproprietari, pur riguardando anche gli altri non richiede l'integrazione necessaria del contraddittorio trattandosi di azione a tutela della proprietà comune, non implicante l'accertamento della titolarità del proprio o dell'altrui diritto di proprietà.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 29506 del 14/11/2019 (Rv. 655832 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_103, Cod_Civ_art_1100, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909

CONDOMINIO

COMPROPRIETA' INDIVISA

Transazione - (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 28170 del 31/10/2019    (Rv. 655647 - 01)Transazione - (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 28170 del 31/10/2019    (Rv. 655647 - 01)

Transazione stipulata nel corso di una lite - Mancata deduzione nel giudizio - Sentenza che decide nel merito la controversia - Effetti del giudicato sulla transazione - Conseguenze - Impossibilità di far valere la transazione - Limiti - Fattispecie.

Il principio generale secondo cui la transazione - stipulata nel corso di una lite - non dedotta in giudizio è travolta dal giudicato è applicabile solo nel caso in cui essa abbia ad oggetto il diritto controverso, laddove, nell'ipotesi in cui le parti si siano limitate a concordare, rispettivamente, l'una la rinuncia agli atti del giudizio e l'altra la rinuncia alle spese già liquidate in proprio favore, la transazione è valida anche se stipulata anteriormente alla sentenza di condanna, trattandosi di un tipico "pactum de non petendo" (per le spese da liquidare) o "de non exequendo" (per le spese già liquidate). (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il motivo di gravame con il quale una delle parti lamentava di essere stata condannata, pur dopo la transazione, al pagamento in favore dell'altra delle spese del giudizio di appello, ritenendo che, poiché l'accordo transattivo restava valido e non travolto dal giudicato, la parte ricorrente non aveva giuridico interesse ex art. 100 c.p.c. a rimuovere detta pronuncia).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 28170 del 31/10/2019    (Rv. 655647 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1965, Cod_Civ_art_2909

Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - revoca – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 26090 del 15/10/2019 (Rv. 655616 - 01)Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidita', vecchiaia e superstiti - pensione di invalidita' - revoca – Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 26090 del 15/10/2019 (Rv. 655616 - 01)

Giudizio promosso per contestare la revoca o la soppressione di un trattamento assistenziale - Necessità di effettuare una comparazione con lo stato di salute precedentemente accertato - Sussistenza in caso di accertamento dello stesso con sentenza.

Nelle controversie in materia di soppressione, per asserito miglioramento, di pensione di invalidità civile, assegno di invalidità civile o indennità di accompagnamento, che siano stati conseguiti in forza di sentenza passata in giudicato, è necessario condurre una comparazione tra le condizioni di salute esistenti all'epoca della sentenza e quelle riscontrate in occasione del giudizio di revisione, atteso che in tali casi il giudicato si estende anche alla valutazione del carattere invalidante delle malattie che, se invariate, non possono essere diversamente valutate.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 26090 del 15/10/2019 (Rv. 655616 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909

Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 25493 del 10/10/2019 (Rv. 655411 - 01)Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 25493 del 10/10/2019 (Rv. 655411 - 01)

Processo tributario - Implicita affermazione della giurisdizione nella decisione di primo grado - Rilievo officioso del difetto di giurisdizione in appello - Ricorso per cassazione - Giudice tributario munito di "potestas iudicandi" - Determinabilità da parte della Cassazione - Fondamento - Giudicato implicito sulla giurisdizione - Giudicato interno - Ostatività.

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giurisdizioni speciali (impugnabilita') - commissioni tributarie.

Nel processo tributario, la mera prospettazione della questione di giurisdizione - contenuta nel ricorso per cassazione avverso la sentenza della C.T.R. che abbia inammissibilmente rilevato d'ufficio il difetto della giurisdizione implicitamente affermata dalla decisione di primo grado - consente alla Corte di cassazione di accertare il consolidamento in capo al giudice tributario della "potestas iudicandi" per effetto della formazione, a suo beneficio, di un giudicato implicito sulla relativa attribuzione e, quindi, senza che venga statuita la cogenza di quest'ultima alla stregua del quadro normativo, ponendosi d'ostacolo, in sede di legittimità, soltanto la pronuncia di secondo grado che decida, ancorché implicitamente, sull'esistenza o meno del giudicato interno, rimovibile solo per effetto di espressa impugnazione.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 25493 del 10/10/2019 (Rv. 655411 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_362_1, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_2909

Procedimento civile - litisconsorzio - necessario – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24724 del 03/10/2019 (Rv. 655258 - 01)Procedimento civile - litisconsorzio - necessario – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24724 del 03/10/2019 (Rv. 655258 - 01)

Servitù con identico contenuto a favore di fondi diversi - Negatoria del proprietario del fondo servente - Per opere ostative dell'attività comune della servitù - Litisconsorzio necessario dei titolari della servitù - Esclusione. Proprieta' - azioni a difesa della proprieta' - negatoria (nozioni, distinzioni)

Nel caso di servitù le quali, pur avendo lo stesso contenuto, siano distinte, perché poste a servizio di fondi diversi, non è ravvisabile alcun litisconsorzio necessario tra i relativi titolari, rispetto all'"actio negatoria" esperita contro alcuno di essi dal proprietario del fondo servente, anche se questi domandi di essere autorizzato ad eseguire nel suo fondo opere che impediscano l'esercizio dell’attività comune alle diverse servitù.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24724 del 03/10/2019 (Rv. 655258 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Civ_art_0949, Cod_Civ_art_2909

Decisione sulla sola competenza - Giudicato formale - Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 19472 del 18/07/2019 (Rv. 654769 - 01)Decisione sulla sola competenza - Giudicato formale - Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 19472 del 18/07/2019 (Rv. 654769 - 01)

Cosa giudicata civile - giudicato sulla competenza

Decisione sulla sola competenza - Giudicato formale - Esame di questioni preliminari di merito - Incidenza sul successivo giudizio di merito davanti al giudice competente - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

La sentenza del giudice che statuisca unicamente sulla competenza non contiene alcuna pronuncia di merito, né esplicita né implicita, idonea a passare in giudicato, anche nell'ipotesi che abbia esaminato e deciso questioni preliminari di merito ai fini dell'accertamento della competenza, sicché dà luogo ad un giudicato solo formale e non preclude al giudice dichiarato competente l'esame e l'applicazione, per la decisione di merito, delle norme di diritto sostanziale, ancorché in contrasto con le premesse della sentenza sulla competenza. (Nella specie, la Corte di Cassazione ha cassato con rinvia la sentenza di merito che, ritenuto erroneamente giudicato vincolante la qualificazione della domanda in termini di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva, operata dal Tribunale dichiaratosi competente con sentenza "parziale", aveva dichiarato la nullità della successiva sentenza definitiva di rigetto della domanda risarcitoria per ritenuta insussistenza dell'illecita occupazione).

Corte Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 19472 del 18/07/2019 (Rv. 654769 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Proc_Civ_art_156, Cod_Proc_Civ_art_161, Cod_Proc_Civ_art_329, Cod_Proc_Civ_art_279

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 18901 del 15/07/2019 (Rv. 654494 - 01)Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 18901 del 15/07/2019 (Rv. 654494 - 01)

Pubblico impiego privatizzato - Mansioni superiori - Accertamento - Effetti - Giudicato - Periodi successivi - Efficacia - Rilevanza - Condizioni.

Nel pubblico impiego contrattualizzato, il giudicato di accertamento dello svolgimento di mansioni superiori non comporta l'acquisizione della miglior qualifica, ma solo la condanna al pagamento delle differenze retributive, sicchè esso ha efficacia vincolante anche per i periodi successivi solo se il lavoratore, immutata la disciplina collettiva, alleghi e provi il reiterarsi delle mansioni superiori anche in detto arco temporale.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 18901 del 15/07/2019 (Rv. 654494 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_324

Assicurazione - assicurazione della responsabilità civile - facoltà e obblighi dell'assicuratore - Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18325 del 09/07/2019 (Rv. 654774 - 01)Assicurazione - assicurazione della responsabilità civile - facoltà e obblighi dell'assicuratore - Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18325 del 09/07/2019 (Rv. 654774 - 01)

Giudizio di risarcimento danni da responsabilità civile automobilistica - Giudicato favorevole al danneggiato - Opponibilità all'assicuratore rimasto estraneo al giudizio - Esclusione - Fondamento - Efficacia solo probatoria del giudicato formatosi "inter alios".

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) In genere.

In tema di assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, il giudicato di condanna del danneggiante non può essere opposto dal danneggiato che agisca nei confronti dell'assicuratore perché devono essere garantiti il diritto di difesa del terzo ed i principi del giusto processo e del contraddittorio. Pertanto, detto giudicato può avere nel successivo giudizio esclusivamente efficacia di prova documentale.

Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18325 del 09/07/2019 (Rv. 654774 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_2054

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Corte Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 18062 del 05/07/2019 (Rv. 654409 - 01)Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Corte Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 18062 del 05/07/2019 (Rv. 654409 - 01)

Efficacia riflessa - Configurabilità - Presupposti - Nesso di pregiudizialità dipendenza - Fondamento - Fattispecie.

Il giudicato può spiegare efficacia riflessa nei confronti di soggetti rimasti estranei al processo quando sussiste un nesso di pregiudizialità - dipendenza fra situazioni giuridiche, quando contenga l'affermazione di una verità che non ammette un diverso accertamento ed il terzo non vanti un diritto autonomo rispetto a quello su cui il giudicato stesso è intervenuto. (La S.C., in applicazione di detto principio, ha escluso, con riferimento all'accertamento delle responsabilità nella causazione di un sinistro stradale, l'efficacia riflessa del giudicato intervenuto fra danneggiato e proprietario del veicolo investitore nei confronti dell'assicuratore non evocato in giudizio).

Corte Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 18062 del 05/07/2019 (Rv. 654409 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17931 del 04/07/2019 (Rv. 654562 - 02)Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17931 del 04/07/2019 (Rv. 654562 - 02)

Efficacia riflessa di un giudicato nei confronti di soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale - Condizioni - Fattispecie.

Il giudicato formatosi in un determinato giudizio può spiegare efficacia riflessa nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale, purché questi sia titolare di un diritto dipendente dalla situazione definita in quel processo, o comunque a questa subordinato. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, con riferimento a un sinistro stradale che aveva dato origine a due distinti giudizi - l'uno intentato dal proprietario per il risarcimento dei danni occorsi al mezzo, l'altro dal conducente per il risarcimento dei danni alla sua persona -, aveva escluso che il giudicato formatosi nel primo, in ordine alla ripartizione percentuale di responsabilità tra i conducenti coinvolti, potesse spiegare efficacia riflessa nel secondo).

Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17931 del 04/07/2019 (Rv. 654562 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2909

Eccezione di giudicato - Giudicato esterno – Cass. 14883/2019Eccezione di giudicato - Giudicato esterno – Cass. 14883/2019

Grado di appello - Formazione del giudicato dopo la scadenza del termine per le memorie di replica - Deduzione in sede di legittimità - Ammissibilità - Fondamento.

Nel giudizio di legittimità è opponibile il giudicato esterno solo con riferimento alla decisione divenuta definitiva dopo la scadenza del termine ultimo per ogni allegazione difensiva in grado d'appello e, pertanto, successivamente alla scadenza dei termini per il deposito delle memorie di replica, momento in cui il quadro fattuale sul quale la decisione di secondo grado può e deve fare riferimento è da considerarsi chiuso.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 14883 del 31/05/2019 (Rv. 654285 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Cod. Proc. Civ. art. 190.1 – Comparse conclusionali e memorie

 Cod. Proc. Civ. art. 324 – Cosa giudicata formale

Cod. Proc. Civ. art. 352 – Decisione

Cod. Proc. Civ. art. 372 – Produzione di altri documenti

Assicurazioni sociali - assicurazione contro la disoccupazione - Cass. 14416/2019Assicurazioni sociali - assicurazione contro la disoccupazione - Cass. 14416/2019

Obbligo assicurativo – Contributi assicurativi - Versamento - Omissione - Costituzione della rendita vitalizia - Esistenza del rapporto di lavoro - Prova scritta - Necessità - Giudicato - Contenuto - Rilevanza - Limiti.

Il principio secondo cui la costituzione della rendita vitalizia ai sensi dell'art. 13 della l. n. 1338 del 1962 in caso di omesso versamento dei contributi assicurativi presuppone in ogni caso che sia provata con documenti di data certa almeno l'esistenza del rapporto di lavoro, essendo possibile provare con mezzi diversi soltanto la durata del rapporto medesimo e l'ammontare della retribuzione, non trova deroga nel caso in cui l'esistenza del rapporto di lavoro abbia costituito oggetto di un precedente giudizio e risulti accertata mediante prove testimoniali, ancorché su ciò si sia formato il giudicato, restando quest'ultimo positivamente incidente solo nell'ipotesi in cui abbia ad oggetto proprio la natura di documentazione di data certa di una determinata prova.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 14416 del 27/05/2019 (Rv. 653978 - 01)

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Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Assicurazioni sociali - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensione di anzianità – Cass. 14423/2019Assicurazioni sociali - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensione di anzianità – Cass. 14423/2019

Dipendenti del Banco di Napoli - Personale in pensione alla data del 31 dicembre 1990 - Giudicato - Norma di interpretazione autentica - Conseguenze - Conservazione del sistema di perequazione automatica delle pensioni integrative - Fondamento.

In tema di regime perequativo dei trattamenti pensionistici dei dipendenti del Banco di Napoli in pensione alla data del 31 dicembre 1990, la norma di interpretazione autentica introdotta con l'art. 1, comma 55, della l. n. 243 del 2004, che ha superato il vaglio di legittimità costituzionale (Corte cost. n. 362 del 2008) ed escluso la limitata e predeterminata sopravvivenza (fino al 26 luglio 1996) della perequazione automatica, secondo regole peculiari, per tali dipendenti, non è idonea a rimuovere gli effetti del giudicato formatosi in epoca antecedente alla sua introduzione, in ossequio ai principi di certezza del diritto e di separazione dei poteri, sicché il maturato pensionistico, cristallizzato per effetto del giudicato, deve essere riconosciuto nella sua entità, con le sue eventuali variazioni legate alla dinamica perequativa legale, anche per i ratei successivi.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 14423 del 27/05/2019 (Rv. 653980 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Cod. Proc. Civ. art. 324 – Cosa giudicata formale

Impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione – Cass. 14253/2019Impugnazioni in generale - effetti della riforma o della cassazione – Cass. 14253/2019

Somme versate in esecuzione di sentenza di primo grado - Domanda di restituzione proposta in sede di gravame - Statuizione al riguardo del giudice di appello come giudice di primo grado - Fondamento - Omessa pronuncia sul punto da parte del giudice dell'impugnazione - Individuazione - Esercizio di separata domanda per l'ottenimento della restituzione - Ammissibilità - Preclusione del giudicato - Esclusione.

In relazione alla domanda - proposta nella fase di gravame - di restituzione delle somme versate in esecuzione della sentenza di primo grado impugnata, il giudice di appello opera quale giudice di primo grado, in quanto detta domanda non poteva essere formulata precedentemente; ne consegue che, se il giudice dell'impugnazione omette di pronunziarsi sul punto, la parte può alternativamente far valere l'omessa pronunzia con ricorso in cassazione o riproporre la domanda restitutoria in separato giudizio, senza che la mancata impugnazione della sentenza determini la formazione del giudicato.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 14253 del 24/05/2019 (Rv. 653973 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Proc. Civ. art. 282 – Esecuzione provvisoria

Cod. Proc. Civ. art. 324 – Cosa giudicata formale

Cod. Proc. Civ. art. 336 – Effetti della riforma o della cassazione

Cod. Proc. Civ. art. 345 – Domande ed eccezioni nuove

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Condominio negli edifici - azioni giudiziarie – Cass. 14082/2019Condominio negli edifici - azioni giudiziarie – Cass. 14082/2019

Decreto ingiuntivo per la riscossione di oneri condominiali - Opposizione - Accertamento dell'inesistenza di un condominio - Giudicato esterno - Rilevanza - Conseguenze.

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, l'accertamento in un altro giudizio dell'esclusione del rapporto di condominialità e della conseguente insussistenza dell'obbligo di concorrere alle spese, in quanto antecedente logico, è rilevante, in termini di giudicato esterno ed impedisce la riapertura della questione in difetto di elementi sopravvenuti.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 14082 del 23/05/2019 (Rv. 654180 - 01)

Riferimenti normativi:

Cod. Civ. art. 1117 – Parti comuni dell’edificio

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

CONDOMINIO

AZIONI GIUDIZIARIE

Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) – Cass. 13989/2019Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) – Cass. 13989/2019

Società a ristretta base sociale - Decisione di accertamento sugli utili extracontabili nei confronti della società - Efficacia riflessa nei confronti dei soci.

Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento.

Nel giudizio avente ad oggetto l'avviso di accertamento relativo al socio di una società di capitali a ristretta base sociale ha efficacia riflessa il giudicato, formatosi nel processo tra l'Agenzia delle entrate e la società, con il quale sia stata accertata la insussistenza di utili extracontabili della società medesima, ovvero la minor consistenza di detti utili, in quanto tale accertamento negativo rimuove, in tutto o in parte, il presupposto da cui dipende il maggior utile da partecipazione conseguito dal socio.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 13989 del 23/05/2019 (Rv. 654000 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Eccezione di giudicato – Cass. 13987/2019Eccezione di giudicato – Cass. 13987/2019

Giudicato esterno - Decisione di appello difforme dal giudicato - Rimedi esperibili - Fondamento.

In tema di impugnazioni, avverso la sentenza d'appello che non tenga conto del giudicato formale intervenuto prima del suo deposito, a differenza di quanto avviene nell'ipotesi di giudicato sopravvenuto rispetto a tale momento, deve essere proposta revocazione ex art. 395 n. 5 c.p.c., e non ricorso per cassazione, in quanto l'esaurimento della fase di merito si ha solo con il deposito della decisione di secondo grado, sicché nel corso del giudizio di gravame il giudicato esterno può essere dedotto con la produzione della sentenza munita di attestato di definitività, anche mediante un'apposita istanza che consenta la rimessione della causa sul ruolo.

Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 13987 del 23/05/2019 (Rv. 653999 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Cod. Proc. Civ. art. 324 – Cosa giudicata formale

Cod. Proc. Civ. art. 360.1 – Sentenze impugnabili e motivi di ricorso

Cod. Proc. Civ. art. 395.5 – Casi di revocazione

Giudicato amministrativo (cosa giudicata amministrativa) - efficacia soggettiva – Cass. 13389Giudicato amministrativo (cosa giudicata amministrativa) - efficacia soggettiva – Cass. 13389

Giudicato - Atto amministrativo a contenuto generale - Annullamento - Portata generale - Configurabilità - Presupposto - Passaggio in giudicato della sentenza di annullamento - Fattispecie.

Sicilia - tributi - riscossione .

L'efficacia dell'annullamento di un atto amministrativo generale a contenuto normativo oltrepassa i soggetti che sono stati parti del giudizio o del procedimento di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in quanto impedisce all'Amministrazione di continuare ad applicare la norma in una serie indeterminata di casi a far data dal passaggio in giudicato della pronuncia di annullamento. (Fattispecie relativa ad annullamento della delibera di incremento tariffario a seguito di ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia in cui la S.C. ha riconosciuto a idoneità a formare giudicato al relativo decreto, emesso successivamente all'entrata in vigore dell'art. 69 della l. n. 69 del 2009 e dell'art. 7 del d.lgs. n. 104 del 2010).

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 13389 del 17/05/2019 (Rv. 653869 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Effetti del giudicato (preclusioni) – Cass. 13152/2019Effetti del giudicato (preclusioni) – Cass. 13152/2019

Processo tributario - Giudicato esterno - Rilevabilità - Effetto preclusivo - Sussistenza - Fattispecie.

Tributi (in generale) - "solve et repete" - contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972) - procedimento -disposizioni comuni ai vari gradi del procedimento - rinvio alle norme del codice di procedura civile .

Nel processo tributario, qualora due giudizi tra le stesse parti abbiano ad oggetto un medesimo rapporto giuridico ed uno di essi sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l'accertamento così compiuto in ordine alla situazione giuridica ovvero alla soluzione di questioni di fatto e di diritto relative ad un punto decisivo comune ad entrambe le cause, formando la premessa logica indispensabile della statuizione contenuta nel dispositivo della sentenza, preclude il riesame dello stesso punto di diritto già accertato e risolto, anche laddove il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle costituenti lo scopo ed il "petitum" del primo. (Fattispecie in cui la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la sentenza di merito che, nell'affermare la legittimità di un avviso di accertamento, ai fini IRPEF, basato sulla natura edificabile di un terreno, aveva trascurato l'effetto preclusivo derivante da altro giudizio ove, con sentenza passata in giudicato, ne era stata esclusa l'edificabilità ai fini dell'imposta di registro).

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 13152 del 16/05/2019 (Rv. 653736 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Cod. Proc. Civ. art. 324 – Cosa giudicata formale

Appello - poteri del collegio – Cass. 12875/2019Appello - poteri del collegio – Cass. 12875/2019

Diversa qualificazione del contratto da parte del giudice d'appello - Ammissibilità - Provvedimenti del giudice civile - "ius superveniens" - ultra ed extra petita -  In genere.

Il giudice d'appello può qualificare il rapporto dedotto in giudizio in modo diverso rispetto a quanto prospettato dalle parti o ritenuto dal giudice di primo grado, purché non introduca nel tema controverso nuovi elementi di fatto, lasci inalterati il "petitum" e la "causa petendi" ed eserciti tale potere-dovere nell'ambito delle questioni, riproposte con il gravame, rispetto alle quali la qualificazione giuridica costituisca la necessaria premessa logico-giuridica, dovendo, altrimenti, tale questione preliminare formare oggetto di esplicita impugnazione ad opera della parte che risulti, rispetto ad essa, soccombente.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto inammissibile il motivo di ricorso vertente sull'erroneo inquadramento, da parte dei giudici di merito, del contratto dedotto in giudizio nella disciplina del trasporto di merci per conto di terzi, in ragione del fatto che tale qualificazione giuridica non era stata oggetto di esplicito motivo di gravame, avendo la ricorrente proposto appello al solo fine di contestare che al rapporto, così come qualificato, si applicasse il sistema delle c.d. tariffe a forcella).

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 12875 del 15/05/2019 (Rv. 653896 - 01)

Riferimenti normativi: 

Cod. Proc. Civ. art. 112 – Corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato

Cod. Proc. Civ. art. 342 – Forma dell’appello

Cod. Proc. Civ. art. 346 – Decadenza delle domande e delle eccezioni non riproposte

Cod. Proc. Civ. art. 324 – Cosa giudicata formale

Cod. Proc. Civ. art. 333 – Impugnazioni incidentali

Cod. Civ. art. 2909 – Cosa giudicata

Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione  Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01)Cosa giudicata civile - giudicato sulla giurisdizione Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01)

Giudicato sulla giurisdizione - Successivo giudizio instaurato dallo stesso attore nei confronti solo di alcuni dei convenuti in precedenza evocati per i medesimi fatti, avente identico "petitum" e "causa petendi" diversamente qualificata - Regolamento preventivo di giurisdizione - Ammissibilità - Esclusione – Fondamento - Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01)

Per il principio del "ne bis in idem", secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile, ossia anche ciò che poteva essere dedotto in quanto afferente all'identica "causa petendi", l'efficacia panprocessuale delle pronunce della S.C. sulla giurisdizione non si realizza soltanto qualora la nuova domanda sia proposta in termini identici sotto tutti i profili della struttura dell'azione ("personae", "causa petendi" e "petitum"), atteso che non conta tanto il modo in cui essa è presentata, ma l'esatta qualificazione della domanda e dei fatti posti a base della stessa ("petitum" sostanziale), sicché, ove la S.C. abbia già statuito sulla giurisdizione in altro e precedente giudizio, è inammissibile il regolamento preventivo ex art. 41 c.p.c. proposto in un successivo giudizio, instaurato dallo stesso attore sulla base degli identici fatti narrati nel primo, quand'anche l'atto introduttivo del secondo giudizio abbia evocato solo il convenuto principale nel primo (ma sia poi risultato legittimamente estensibile a tutte le altre parti, chiamate in causa dal convenuto principale), con il medesimo "petitum" (sebbene parzialmente ridotto solo nel "quantum") e sostanzialmente la medesima "causa petendi" (per quanto diversamente qualificata rispetto alla domanda del primo giudizio).

Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 11161 del 23/04/2019 (Rv. 653897 - 01)

Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Civ_art_2909

Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - comunione e condominio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10745 del 17/04/2019 (Rv. 653562 - 01)Procedimento civile - litisconsorzio - necessario - comunione e condominio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10745 del 17/04/2019 (Rv. 653562 - 01)

Domanda principale concernente un bene condominiale - Domanda ed eccezione riconvenzionale di usucapione del convenuto - Differenza - Conseguenze in tema di litisconsorzio necessario.

In tema di condominio negli edifici, ove un condomino, convenuto in un giudizio di rivendica di un bene comune, proponga un'eccezione riconvenzionale di usucapione, al fine limitato di paralizzare la pretesa avversaria, non si configura un'ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione ai restanti comproprietari, risolvendosi detta eccezione, che pur amplia il "thema decidendum", in un accertamento "incidenter tantum", destinato a valere soltanto fra le parti. Invece, in caso di domanda riconvenzionale di usucapione, il contraddittorio va esteso a tutti i condòmini perché l'azione è diretta ad ottenere un effetto di giudicato esteso a questi ultimi.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10745 del 17/04/2019 (Rv. 653562 - 01)

Cod_Civ_art_1117_1, Cod_Civ_art_1158, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_102, Cod_Proc_Civ_art_167

Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10760 del 17/04/2019 (Rv. 653408 - 01)Cosa giudicata civile - interpretazione del giudicato - giudicato interno - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10760 del 17/04/2019 (Rv. 653408 - 01)

Questioni di fatto o di diritto suscettibili di giudicato interno - Individuazione – Fattispecie

Il giudicato interno non si determina sul fatto, ma su una statuizione minima della sentenza, costituita dalla sequenza fatto, norma ed effetto, suscettibile di acquisire autonoma efficacia decisoria nell'ambito della controversia, sicché l'appello motivato con riguardo ad uno soltanto degli elementi di quella statuizione riapre la cognizione sull'intera questione che essa identifica, così espandendo nuovamente il potere del giudice di riconsiderarla e riqualificarla anche relativamente agli aspetti che, sebbene ad essa coessenziali, non siano stati singolarmente coinvolti, neppure in via implicita, dal motivo di gravame. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva affermato l'inopponibilità all'erede di un testamento olografo fatto valere da un legatario in ragione della tardività dell'istanza di verificazione avanzata da quest'ultimo a seguito del disconoscimento operato dal primo, sul rilievo che il motivo di appello con cui il legatario aveva contestato la tempestività del disconoscimento medesimo aveva riaperto la cognizione pure sulla questione relativa alla procedura da seguire per accertare l'autenticità del testamento).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 10760 del 17/04/2019 (Rv. 653408 - 01)

Cod_Civ_art_0602, Cod_Civ_art_0606, Cod_Civ_art_2909

Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Terzi rimasti estranei al giudizio - Efficacia riflessa del giudicato - Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Terzi rimasti estranei al giudizio - Efficacia riflessa del giudicato -

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - Terzi rimasti estranei al giudizio - Efficacia riflessa del giudicato - Condizioni - Fattispecie.

Il giudicato, oltre ad avere una sua efficacia diretta nei confronti delle parti, loro eredi e aventi causa, è dotato anche di un'efficacia riflessa, nel senso che la sentenza, come affermazione oggettiva di verità, produce conseguenze giuridiche nei confronti di soggetti rimasti estranei al processo in cui è stata emessa, allorquando questi siano titolari di un diritto dipendente dalla situazione definita in quel processo o comunque di un diritto subordinato a tale situazione, con la conseguenza reciproca che l'efficacia del giudicato non si estende a quanti siano titolari di un diritto autonomo rispetto al rapporto giuridico definito con la prima sentenza. (Nella specie, la S.C., in relazione alla pronunzia di accoglimento della domanda di restituzione del prezzo del biglietto pagato da alcuni spettatori per assistere ad uno spettacolo lirico in teatro all'aperto, interrotto da gravi avverse condizioni atmosferiche, ha confermato l'efficacia riflessa della sentenza, passata in giudicato, con la quale era stata accolta analoga domanda, proposta da altri spettatori e per identici motivi a fronte dell'automatico operare dell'effetto risolutivo ex art. 1463 c.c.).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 8766 del 29/03/2019

Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

Revocazione (giudizio di) - Sentenza d'appello - Domanda di revocazione per errore di fatto - Rigetto - Ricorso per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6266 del 04/03/2019Revocazione (giudizio di) - Sentenza d'appello - Domanda di revocazione per errore di fatto - Rigetto - Ricorso per cassazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6266 del 04/03/2019

Impugnazioni civili - revocazione (giudizio di) - Sentenza d'appello - Domanda di revocazione per errore di fatto - Rigetto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Condizioni - Fattispecie.

Il ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che rigetta la domanda di revocazione per errore di fatto è ammissibile, pur dopo il passaggio in giudicato della pronunzia del giudice di legittimità sul merito, stante la completa autonomia dei due giudizi, sempre che la questione non sia già stata esaminata e decisa, ancorché sotto il diverso angolo prospettico dell'errore di diritto, risolvendosi altrimenti in un'inammissibile duplicazione di giudizi in violazione del principio del "ne bis in idem" e dell'intangibilità del giudicato. (Nella specie, è stata dichiarata l'inammissibilità del ricorso per revocazione perché la questione della nullità del termine, con riferimento ad una specifica condizione posta dalla contrattazione collettiva, era già stata decisa in modo definitivo in sede di legittimità).

Corte di Cassazione, Sez. L - , Sentenza n. 6266 del 04/03/2019

Cod_Proc_Civ_art_395, Cod_Proc_Civ_art_398, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_2909

Limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile (Limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile ("quid disputandum" e "quid disputatum") - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5486 del 26/02/2019

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - dedotto e deducibile ("quid disputandum" e "quid disputatum") - Estensione oggettiva del giudicato - Dedotto e deducibile - Delimitazione - Fattispecie.

L'autorità del giudicato copre sia il dedotto, sia il deducibile, cioè non soltanto le ragioni giuridiche fatte espressamente valere, in via di azione o in via di eccezione, nel medesimo giudizio (giudicato esplicito), ma anche tutte quelle altre che, se pure non specificamente dedotte o enunciate, costituiscano, tuttavia, premesse necessarie della pretesa e dell'accertamento relativo, in quanto si pongono come precedenti logici essenziali e indefettibili della decisione (giudicato implicito). Pertanto, qualora due giudizi tra le stesse parti abbiano per oggetto un medesimo negozio o rapporto giuridico e uno di essi sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l'accertamento compiuto circa una situazione giuridica o la risoluzione di una questione di fatto o di diritto incidente su punto decisivo comune ad entrambe le cause o costituenti indispensabile premessa logica della statuizione contenuta nella sentenza passata in giudicato, precludono il riesame del punto accertato e risolto, anche nel caso in cui il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle che costituiscono lo scopo ed il "petitum" del primo. (In applicazione del principio, la S. C. ha rigettato il ricorso avverso sentenza che aveva ritenuto il giudicato sulla domanda di risarcimento dei danni per inesatta esecuzione di un mandato, nella specie idoneo a violare il divieto di patto commissorio, come preclusivo dell'esame, in successivo giudizio instaurato tra le stesse parti, della domanda di risarcimento dei danni per l'illiceità della medesima condotta del mandatario.).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5486 del 26/02/2019

Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_1703, Cod_Civ_art_1813, Cod_Civ_art_2744

Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) efficacia riflessa nei confronti di soggetti terzi rispetto al giudizio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5411 del 25/02/2019Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) efficacia riflessa nei confronti di soggetti terzi rispetto al giudizio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5411 del 25/02/2019

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) efficacia riflessa nei confronti di soggetti terzi rispetto al giudizio - successioni "mortis causa" - disposizioni generali - indegnita' di succedere

La sentenza passata in giudicato, quando contenga un'affermazione obiettiva di verità che non ammette la possibilità di un diverso accertamento, può avere efficacia riflessa nei confronti di un soggetto rimasto estraneo al rapporto processuale, purché titolare di un diritto non autonomo, ma dipendente dalla situazione definita in quel processo o, comunque, di un diritto subordinato a questa. Tale efficacia può essere rimossa attraverso l'opposizione di terzo di cui all'art. 404, comma 2, c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudicato formatosi in un precedente processo, ove era stata dichiarata l'indegnità a succedere dell'erede del debitore, avesse un'efficacia riflessa anche nei confronti del creditore del "de cuius" il quale, rimasto estraneo al primo giudizio, aveva convenuto, in seguito, il detto erede per ottenere il pagamento di quanto dovuto dal defunto).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5411 del 25/02/2019

Cod_Civ_art_2909, Cod_Civ_art_0463, Cod_Proc_Civ_art_404

Effetti del giudicato (preclusioni) - Giudicato interno formatosi in primo grado - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5133 del 21/02/2019Effetti del giudicato (preclusioni) - Giudicato interno formatosi in primo grado - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5133 del 21/02/2019

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - Giudicato interno formatosi in primo grado - Rilevabilità d'ufficio in sede di legittimità - Configurabilità - Limiti - Fondamento.

Il giudicato interno eventualmente formatosi a seguito della sentenza di primo grado può essere rilevato anche d'ufficio in sede di legittimità, a meno che il giudice di secondo grado non abbia deciso, pur se implicitamente, sulla portata dell'atto di appello e, quindi, sull'esistenza o meno del suddetto giudicato, poiché, in tal caso, la pronuncia non può essere rimossa se non per effetto di espressa impugnazione, restando altrimenti preclusa ogni questione al riguardo.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 5133 del 21/02/2019

Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

Limiti del giudicato - Giudicato sostanziale - Oggetto - Accertamento di fatti costituenti il fondamento logico e giuridico della decisione -Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5138 del 21/02/2019Limiti del giudicato - Giudicato sostanziale - Oggetto - Accertamento di fatti costituenti il fondamento logico e giuridico della decisione -Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5138 del 21/02/2019

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - Giudicato sostanziale - Oggetto - Accertamento di fatti costituenti il fondamento logico e giuridico della decisione - Inclusione - Effetti - Preclusione del riesame in un giudizio successivo - Condizioni.

Il giudicato sostanziale (art. 2909 c.c.) che, quale riflesso di quello formale (art. 324 c.p.c.), fa stato ad ogni effetto tra le parti per l'accertamento di merito positivo o negativo del diritto controverso, si forma su tutto ciò che ha costituito oggetto della decisione, compresi gli accertamenti di fatto che rappresentano le premesse necessarie ed il fondamento logico e giuridico della pronuncia, con effetto preclusivo dell'esame delle stesse circostanze in un successivo giudizio, che abbia gli identici elementi costitutivi della relativa azione e cioè i soggetti, la "causa petendi" ed il "petitum".

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5138 del 21/02/2019

Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324

Giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile -Giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile -

Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - corte dei conti - Azione di responsabilità svolta dalla P.A. in sede civile - Azione di responsabilità promossa dinanzi alla Corte dei conti per gli stessi fatti materiali - Reciproca indipendenza - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze in tema di giurisdizione.

Responsabilità civile - amministrazione pubblica - danno causato dai dipendenti della p.a. nell'esercizio delle funzioni

L'azione di responsabilità per danno erariale e quella di responsabilità civile promossa dalle singole amministrazioni interessate davanti al giudice ordinario restano reciprocamente indipendenti, anche quando investano i medesimi fatti materiali, essendo la prima volta alla tutela dell'interesse pubblico generale, al buon andamento della P.A. e al corretto impiego delle risorse, con funzione prevalentemente sanzionatoria, e la seconda, invece, al pieno ristoro del danno, con funzione riparatoria ed integralmente compensativa, a protezione dell'interesse particolare della amministrazione attrice; ne deriva che le eventuali interferenze tra i due giudizi integrano una questione non di giurisdizione ma di proponibilità dell'azione di responsabilità innanzi al giudice contabile, sempre che non sia contestata dinanzi a quest'ultimo la configurabilità stessa, in astratto, di un danno erariale, in relazione ai presupposti normativamente previsti per il sorgere della responsabilità amministrativa contestata dal P.G. contabile, nel qual caso si configura una questione di giurisdizione risolvibile dalle Sezioni Unite, essendo posta in discussione la "potestas iudicandi" del giudice contabile, la cui definizione è rimessa alla discrezionalità del legislatore ordinario, non essendo la Corte dei conti "il giudice naturale della tutela degli interessi pubblici e della tutela da danni pubblici" (Corte cost., nn. 355/2010, 46/2008, 641/1987).

Corte di Cassazione, Sez. U, Ordinanza n. 4883 del 19/02/2019

Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_001, Cod_Proc_Civ_art_041, Cod_Proc_Civ_art_362, Cod_Proc_Civ_art_374, Cod_Proc_Civ_art_382

Contributi assicurativi – riscossione - Omissioni contributive - Titolo esecutivo giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 4806 del 19/02/2019Contributi assicurativi – riscossione - Omissioni contributive - Titolo esecutivo giudiziale - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 4806 del 19/02/2019

Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi – riscossione - Omissioni contributive - Titolo esecutivo giudiziale - Procedura di riscossione coattiva mediante iscrizione a ruolo - Esperibilità - Fondamento.

In tema di omissioni contributive, l'ente previdenziale, nella specie l'INAIL, ancorché abbia già ottenuto un titolo esecutivo giudiziale, può esperire la procedura di riscossione mediante iscrizione a ruolo ed emanazione della relativa cartella esattoriale ex d.lgs. n. 46 del 1999, in quanto nessuna norma impedisce tale scelta, né contempla sanzioni sul piano della validità della cartella esattoriale, senza che assuma rilievo il principio del "ne bis in idem", non implicando il ricorso alla procedura citata la richiesta di un nuovo accertamento della pretesa creditoria.

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 4806 del 19/02/2019

Cod_Civ_art_2909

Limiti del giudicato - oggettivi - accertamenti direttamente connessi alla decisione - Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019Limiti del giudicato - oggettivi - accertamenti direttamente connessi alla decisione - Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019

cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - accertamenti direttamente connessi alla decisione - inclusione - enunciazioni incidentali - esclusione – fattispecie - Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019

Il giudicato si forma, oltre che sull'affermazione o negazione del bene della vita controverso, sugli accertamenti logicamente preliminari e indispensabili ai fini del deciso, quelli cioè che si presentano come la premessa indefettibile della pronunzia, mentre non comprende le enunciazioni puramente incidentali e in genere le considerazioni estranee alla controversia e prive di relazione causale col deciso.

L'autorità del giudicato è circoscritta oggettivamente in conformità alla funzione della pronunzia giudiziale, diretta a dirimere la lite nei limiti delle domande proposte, sicché ogni affermazione eccedente la necessità logico giuridica della decisione deve considerarsi un "obiter dictum", come tale non vincolante.

(Nel caso di specie la S.C. ha ritenuto che non potesse avere autorità di cosa giudicata l'affermazione relativa all'acquisto della proprietà di un immobile per occupazione espropriativa contenuta in una sentenza relativa ad una domanda di manutenzione nel possesso, fatta valere in un giudizio petitorio nel quale era stato richiesto l'accertamento della proprietà esclusiva del medesimo bene, stante la diversità di "petitum" e di "causa petendi" dei due giudizi).

Corte di Cassazione , Sez. 1 - , Ordinanza n. 3793 del 08/02/2019

Cod_Civ_art_2909

Limiti del giudicato - oggettivi - oggetto del giudicato e oggetto del relativo processo - Limiti del giudicato - oggettivi - oggetto del giudicato e oggetto del relativo processo -

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - oggettivi - oggetto del giudicato e oggetto del relativo processo - presupposti ineliminabili della statuizione finale - estensione del giudicato - configurabilità - mero accertamento di fatto - estensione del giudicato – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3669 del 07/02/2019

In considerazione dell'inscindibile rapporto di connessione che viene a crearsi tra oggetto del giudicato e oggetto del processo nel quale questo si è formato, l'efficacia del giudicato si estende alle questioni che costituiscono presupposti logicamente e giuridicamente ineliminabili della statuizione finale, mentre è da escludere il giudicato sul punto di fatto, ossia sul puro e semplice accertamento dei fatti storici contenuto nella motivazione e compiuto dal giudice esclusivamente per pronunciare sulla situazione di vantaggio dedotta in giudizio.

(Nella specie, la S.C. ha escluso che il giudicato esterno formatosi sull'illegittimità del licenziamento intimato ad una lavoratrice che si era rifiutata di svolgere il lavoro straordinario e le mansioni superiori, in quanto non retribuiti, potesse fare stato nel diverso giudizio per differenze retributive successivamente introdotto dalla stessa lavoratrice, a causa della diversità del "petitum" delle due cause e della natura di mero accertamento incidentale, compiuto nell'ambito del giudizio di impugnazione del licenziamento, circa i fatti posti a fondamento del diritto alle differenze retributive successivamente azionato.)

Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 3669 del 07/02/2019

Cod_Civ_art_2909

Divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredità - immobili non divisibili - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019Divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredità - immobili non divisibili - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019

Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredità - immobili non divisibili - non comoda divisibilità - Attribuzione del bene ex art. 720 c.c. - Domanda - Modalità attuativa della divisione - Effetti – Fattispecie - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019

Nel giudizio di divisione, l'istanza di attribuzione di un bene immobile indivisibile ex art. 720 c.c. costituisce una modalità attuativa della divisione, risolventesi nella mera specificazione della domanda di scioglimento della comunione, sicché, non essendo domanda ma eccezione, può essere formulata o essere oggetto di rinuncia anche in grado d'appello.

(Nella specie, il giudice d'appello aveva invece ritenuto inammissibile la domanda di vendita proposta in secondo grado, in quanto quella di assegnazione avanzata in prime cure e accolta dal giudice non era stata fatta oggetto di impugnazione ed era perciò passata in giudicato).

Corte di Cassazione Sez. 2 - , Ordinanza n. 3497 del 06/02/2019

Cod_Civ_art_0720, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_329

immobili non divisibili

Invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019Invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019

contratti in genere - invalidità - nullità del contratto - in genere nullità negoziali - "rilevazione" e "dichiarazione" - rispettive modalità operative – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019

La rilevazione d'ufficio delle nullità negoziali - sotto qualsiasi profilo, anche diverso da quello allegato dalla parte, e altresì per le ipotesi di nullità speciali o di protezione - è sempre obbligatoria, purché la pretesa azionata non venga rigettata in base a una individuata "ragione più liquida", e va intesa come indicazione alle parti di tale vizio.

La loro dichiarazione, invece, ove sia mancata un'espressa domanda della parte all'esito della suddetta indicazione officiosa, costituisce statuizione facoltativa - salvo per le nullità speciali, che presuppongono una manifestazione di interesse della parte - del medesimo vizio, previo suo accertamento, nella motivazione e/o nel dispositivo della pronuncia, con efficacia di giudicato in assenza di sua impugnazione.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sentenza, emessa in altro giudizio e passata in giudicato, con la quale era stata incidentalmente dichiarata la nullità del contratto preliminare di vendita del diritto d'uso di un box auto, spiegasse i suoi effetti anche nel successivo giudizio instaurato dalla promittente alienante nei confronti dei promissari acquirenti per il rilascio del bene e per il pagamento delle spese di gestione e dell'indennità di occupazione).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 3308 del 05/02/2019

nullità negoziali

nullità del contratto preliminare di vendita

Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1419, Cod_Civ_art_1421, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_183_1

NULLITA' DEL CONTRATTO

CONTRATTI

 

Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) giudicato tributario - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019Limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) giudicato tributario - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019

cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) giudicato tributario - effetto espansivo in favore del coobbligato solidale adempiente dopo la notifica della cartella - operatività - fondamento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019

L'effetto espansivo del giudicato tributario (nella specie, di annullamento dell'atto impositivo) opera in favore anche del coobbligato solidale che abbia adempiuto dopo la notifica della cartella, non trattandosi di pagamento spontaneo bensì finalizzato ad evitare la riscossione forzata.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 3105 del 01/02/2019

Cod_Civ_art_1306, Cod_Civ_art_2909, Cod_Proc_Civ_art_324, Cod_Civ_art_1292

Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta - detrazioni Imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta - detrazioni

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta - detrazioni - giudicato - imposte periodiche - efficacia espansiva su altre annualità - deduzione canoni di leasing - operatività – fondamento - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 33572 del 28/12/2018

In tema di determinazione del reddito d'impresa ai fini dell'applicazione di imposte periodiche, il giudicato esterno formatosi in relazione a un determinato anno d'imposta sull'inerenza tra la spesa sostenuta e l'attività dell'impresa spiega efficacia vincolante nel giudizio relativo a un successivo anno d'imposta quando siano rimasti immutati gli elementi fattuali rilevanti ai fini della verifica dell'inerenza stessa, come nel caso dei canoni di leasing relativi al medesimo immobile di cui sia chiesta la deducibilità per più annualità.

Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 33572 del 28/12/2018

 

"Solve et repete" - condono fiscale - decisione di ammissione alla definizione agevolata

Tributi (in generale) - "solve et repete" - condono fiscale - decisione di ammissione alla definizione agevolata - effetti - conseguenze – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31049 del 30/11/2018

In tema di condono fiscale, la decisione di ammissione alla definizione agevolata costituisce una forma atipica di definizione del rapporto tributario che rileva come fatto estintivo della pretesa fiscale sul piano sostanziale e processuale, sicché la stessa spiega effetto, ex art. 336, comma 2, c.p.c., in ragione della valenza pregiudicante, anche sulle eventuali pronunce, sebbene passate in giudicato, afferenti il medesimo rapporto impositivo. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha ritenuto non ostativo, rispetto alla definizione agevolata della lite, pendendo la controversia contro la cartella esattoriale, l'intervenuto giudicato sull'atto impositivo presupposto).

Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 31049 del 30/11/2018

 

Titolo esecutivo in genere - esecuzione degli obblighi di fareTitolo esecutivo in genere - esecuzione degli obblighi di fare

Esecuzione forzata - titolo esecutivo - in genere - esecuzione degli obblighi di fare - condanna di un soggetto ad un "facere" mediante esecuzione di determinate opere su un immobile - trasferimento del bene a terzi - permanenza della legittimazione passiva all'azione esecutiva del soggetto condannato al "facere" – limiti - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30929 del 29/11/2018

Il soggetto condannato ad un "facere" mediante esecuzione di determinate opere su un immobile ceduto ad altri non perde, in conseguenza del trasferimento del bene, la legittimazione passiva all'azione esecutiva ai sensi degli artt. 2909 c.c., 474 e 475 c.p.c., potendo la successione a titolo particolare avere incidenza nel processo esecutivo soltanto a seguito di una iniziativa del nuovo titolare del diritto, poiché a quest'ultimo è consentito di interloquire sulle modalità dell'esecuzione, ferma restando la validità e l'efficacia del precetto intimato al dante causa.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 30929 del 29/11/2018

 

"Solve et repete" - territorialità dell'imposizione (accordi e convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni) - soggetto residente

Tributi (in generale) - "solve et repete" - territorialità dell'imposizione (accordi e convenzioni internazionali per evitare le doppie imposizioni) - soggetto residente - "stabile organizzazione" - accertamento per ciascuna annualità di imposta - necessità – conseguenze - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 30033 del 21/11/2018

Il requisito della "stabile organizzazione" di un soggetto non residente in Italia, la cui sussistenza e` necessaria ai fini dell'imponibilita` del reddito d'impresa, va accertato, in base ai suoi elementi costitutivi (quello materiale ed oggettivo della "sede fissa di affari" e quello dinamico dell'esercizio in tutto o in parte della sua attività), con riferimento a ciascun anno d'imposta, in ragione del possibile mutamento nel tempo di detti elementi: ne consegue che il giudicato esterno sulla sussistenza o meno di tale requisito relativamente ad uno o piu` anni d'imposta non può avere effetto con riferimento ad anni d'imposta diversi.

Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 30033 del 21/11/2018

 

Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - Cass. n. 29460/2018Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - Cass. n. 29460/2018

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo gratuito definitività di decreto ingiuntivo richiesto dal creditore nei confronti del debitore “in bonis” – effetti – preclusione alla dichiarazione di inefficacia di atti stipulati a titolo gratuito – insussistenza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018

In tema di effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori, il giudicato formatosi tra il fallito ed un creditore, sulla validità dell'atto a titolo gratuito, non preclude al curatore di farne valere l'inefficacia e l'inopponibilità nei confronti della massa dei creditori. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che non fossero opponibili al fallimento due decreti ingiuntivi, divenuti definitivi prima della dichiarazione di fallimento, conseguiti da una banca nei confronti del fallito, perché fondati su una fideiussione prestata non contestualmente al credito garantito ed a titolo gratuito).

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018

Revocatoria

Ordinaria

Pauliana

Azione

corte

cassazione

29460 

2018

 

Atti a titolo gratuitoAtti a titolo gratuito

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo gratuito - definitività di decreto ingiuntivo richiesto dal creditore nei confronti del debitore “in bonis” – effetti – preclusione alla dichiarazione di inefficacia di atti stipulati a titolo gratuito – insussistenza – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018

>>> In tema di effetti del fallimento sugli atti pregiudizievoli ai creditori, il giudicato formatosi tra il fallito ed un creditore, sulla validità dell'atto a titolo gratuito, non preclude al curatore di farne valere l'inefficacia e l'inopponibilità nei confronti della massa dei creditori. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che non fossero opponibili al fallimento due decreti ingiuntivi, divenuti definitivi prima della dichiarazione di fallimento, conseguiti da una banca nei confronti del fallito, perché fondati su una fideiussione prestata non contestualmente al credito garantito ed a titolo gratuito).

Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 29460 del 15/11/2018

Cumulo alternativo soggettivoCumulo alternativo soggettivo

Cosa giudicata civile - effetti del giudicato (preclusioni) - cumulo alternativo soggettivo - accoglimento della domanda nei confronti di un convenuto - appello del soccombente - parte vittoriosa - domanda non accolta - onere di riproposizione ex art. 346 cod. proc. civ. - sussistenza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28792 del 09/11/2018

>>> Nel caso di domanda proposta, alternativamente, nei confronti di due convenuti, che sia stata accolta nei confronti di uno e rigettata nei confronti dell'altro, l'appello introdotto dal soccombente non comporta la devoluzione al giudice di secondo grado anche della cognizione sulla pretesa dell'attore nei confronti del convenuto alternativo, posto che l'unicità del rapporto sostanziale, con titolare passivo incerto, non toglie che due e distinte siano le formali pretese, caratterizzate - pur nell'unità del "petitum" - dalla diversità dei soggetti convenuti ("personae") e in parte dei fatti e degli argomenti di sostegno ("causae petendi"); in relazione alla suddetta pretesa, pertanto, l'attore - appellato ha l'onere di riproporre la domanda già formulata in primo grado, ai sensi dell'art. 346 c.p.c. (Nel caso di specie, La S.C. ha confermato la pronuncia di merito in relazione alla domanda di un ente ospedaliero di pagamento delle rette di degenza per un paziente psichiatrico, proposta tanto al Comune quanto alla Asl, che il giudice di primo grado aveva accolto limitatamente all'ente territoriale, e che la Corte d'appello invece aveva rigettato dichiarando inammissibili le richieste nei confronti della Asl, per non essere state riproposte con domanda ritualmente introdotta in sede di impugnazione.).

Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 28792 del 09/11/2018

Finalità d'interesse pubblicoFinalità d'interesse pubblico

Cosa giudicata civile - eccezione di giudicato - interpretazione del giudicato esterno - limiti di cui all'art. 345 c.p.c. per le prove nuove in appello - esclusione - finalità d'interesse pubblico - rilievo e valutazione anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo – fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27161 del 25/10/2018

>>> Il giudicato esterno, al pari di quello interno, risponde alla finalità d'interesse pubblico di eliminare l'incertezza delle situazioni giuridiche e di rendere stabili le decisioni, sicché il suo accertamento non costituisce patrimonio esclusivo delle parti e non è subordinato ai limiti fissati dall'art. 345 c.p.c. per le prove nuove in appello, di tal che il giudice, al quale ne risulti l'esistenza, non è vincolato dalla posizione assunta dalle parti in giudizio, dovendo procedere al suo rilievo e valutazione anche d'ufficio, in ogni stato e grado del processo. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che, nell'ambito di un giudizio per querela di falso, non aveva preso in esame la sentenza penale divenuta definitiva nel corso del giudizio di secondo grado ed eccepita dalla parte interessata, con cui la convenuta, imputata del reato di cui all'art. 481 c.p., era stata assolta perché il fatto non sussiste).

Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 27161 del 25/10/2018

Giudizio tra il creditore ed un condebitoreGiudizio tra il creditore ed un condebitore

Cosa giudicata civile - limiti del giudicato - soggettivi (limiti rispetto a terzi) - obbligazioni solidali - giudizio tra il creditore ed un condebitore - sentenza favorevole al secondo - opponibilità al creditore da parte di altro condebitore - limiti - estensione ai rapporti inscindibili - sussistenza - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26992 del 24/10/2018

>>> In tema di limiti soggettivi del giudicato, gli artt. 1306 e 1310 c.c. - che con riferimento alle obbligazioni solidali, e quindi a un rapporto con pluralità di parti ma scindibile, prevedono che i condebitori i quali non abbiano partecipato al giudizio tra il creditore e altro condebitore possano opporre al primo la sentenza favorevole al secondo (ove non basata su ragioni personali) - costituiscono espressione di un più generale principio, operante "a fortiori" con riguardo a rapporti caratterizzati da inscindibilità, secondo cui alla parte non impugnante si estendono gli effetti derivanti dall'accoglimento dell'impugnazione proposta da altre parti contro una sentenza sfavorevole emessa nei confronti di entrambi.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26992 del 24/10/2018


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