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2727. Nozione.

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Codice Civile Libro Sesto: DELLA TUTELA DEI DIRITTI Titolo II: DELLE PROVE Capo IV: DELLE PRESUNZIONI Art.2727. Nozione.

Art. 2727. Nozione.

1. Le presunzioni sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignorato.

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Equa riparazione per irragionevole durata del processo amministrativo – Cass. n. 28378/2020Equa riparazione per irragionevole durata del processo amministrativo – Cass. n. 28378/2020

Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali - processo equo - termine ragionevole - Equa riparazione per irragionevole durata del processo amministrativo - Perenzione - Disciplina di cui aN'art. 2, comma 2 sexies, lett. d), della l. n. 89 del 2001 - Presunzione relativa di disinteresse a coltivare il giudizio - Conseguenze.

In materia di equa riparazione, l'art. 2, comma 2-sexies, della legge n. 89 del 2001, introdotto dalla legge n. 208 del 2015, contempla un elenco di presunzioni "iuris tantum" di insussistenza del pregiudizio da irragionevole durata del processo, tra cui il caso della perenzione del processo amministrativo, in presenza delle quali il giudice di merito può legittimamente ritenere essersi formata una prova "completa" da valorizzare anche in via esclusiva, salvo pur sempre il limite della motivazione del proprio convincimento, nonché quello dell'esame degli eventuali elementi indiziari contrari allegati dalla parte; la valutazione dell'idoneità degli elementi allegati a consentire il superamento delle presunzione relativa di disinteresse a coltivare il giudizio implica un'indagine di fatto, istituzionalmente attribuita dalla legge al giudice di merito, ma pur sempre sindacabile in sede di legittimità ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 28378 del 11/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727

corte

cassazione

28378

2020

Attendibilità del fatto noto e conseguenze sul fatto ignorato – Cass. n. 27982/2020Attendibilità del fatto noto e conseguenze sul fatto ignorato – Cass. n. 27982/2020

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - Prova indiziaria - Meccanismo di funzionamento - Attendibilità del fatto noto e conseguenze sul fatto ignorato - Conseguenze sul divieto di doppie presunzioni.

In tema di presunzioni, la prova inferenziale che sia caratterizzata da una serie lineare di inferenze, ciascuna delle quali sia apprezzata dal giudice secondo criteri di gravità, precisione e concordanza, fa sì che il fatto "noto" attribuisca un adeguato grado di attendibilità al fatto "ignorato", il quale cessa pertanto di essere tale divenendo noto, ciò che risolve l'equivoco logico che si cela nel divieto di doppie presunzioni.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 27982 del 07/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727

corte

cassazione

27982

2020

Diritto alla maggiorazione contributiva da esposizione all'amianto – Cass. n. 27761/2020Diritto alla maggiorazione contributiva da esposizione all'amianto – Cass. n. 27761/2020

Previdenza (assicurazioni sociali) - contributi assicurativi - Diritto alla maggiorazione contributiva da esposizione all'amianto - Prescrizione - Decorrenza - Atti ministeriali di indirizzo e coordinamento - Presunzione legale di conoscenza - Esclusione - Fattispecie.

Ai fini della decorrenza della prescrizione del diritto al riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dall'art. 13, comma 8, della l. n. 257 del 1992 per l'esposizione ad amianto, non sussiste la presunzione assoluta di conoscenza dell'atto ministeriale di indirizzo e coordinamento, con il quale il Ministero del lavoro riconosce l'esposizione qualificata di tutti gli addetti operanti in determinati reparti, né può presumersi la conoscenza da parte del lavoratore di avere svolto la sua attività in stabilimento o in reparto con nota esposizione quotidiana alle emissioni di amianto, rientrante tra quelli indicati nell'atto di indirizzo, non esistendo alcun riferimento normativo che confermi la ricorrenza di una presunzione legale, assoluta o relativa, in ordine a tali due circostanze.(In attuazione del predetto principio, la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che aveva dichiarato la prescrizione decennale del diritto del lavoratore ad ottenere il riconoscimento dei benefici previdenziali da amianto con decorrenza dalla data dell'atto ministeriale che riconosceva l'esposizione qualificata di tutti gli addetti operanti nel reparto oligofrene dello stabilimento, in cui prestava le sue funzioni il lavoratore, ritenendo presunta la conoscenza dell'atto di indirizzo e notoria l'appartenenza del reparto tra quelli indicati nell'atto di indirizzo).

Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 27761 del 03/12/2020

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2728

corte

cassazione

27761

2020

Responsabilità professionale del sanitario - Causalità materiale - Cass. n. 26907/2020Responsabilità professionale del sanitario - Causalità materiale - Cass. n. 26907/2020

Responsabilità' civile - causalità' (nesso di) - Responsabilità professionale del sanitario - Causalità materiale - Onere della prova - Ripartizione - Prova per presunzioni - Ammissibilità – Fattispecie - responsabilita' civile - professionisti - attivita' medico-chirurgica

In tema di responsabilità sanitaria, il paziente è tenuto a provare, anche attraverso presunzioni, il nesso di causalità materiale tra condotta del medico in violazione delle regole di diligenza ed evento dannoso, consistente nella lesione della salute (ovvero nell'aggravamento della situazione patologica o nell'insorgenza di una nuova malattia), non essendo sufficiente la semplice allegazione dell'inadempimento del professionista; è, invece, onere della controparte, ove il detto paziente abbia dimostrato tale nesso di causalità materiale, provare o di avere agito con la diligenza richiesta o che il suo inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello la quale, pur dando atto che la documentazione esaminata non consentiva di dimostrare direttamente che l'intervento eseguito fosse diretto a rimuovere una vite metallica restata per errore nell'arto del paziente, non aveva valutato la rilevanza della stessa documentazione ai fini della prova presuntiva).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 26907 del 26/11/2020 (Rv. 659901 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1218, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727

Responsabilità professionale

sanitario

corte

cassazione

26907

2020

Limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - Cass. n. 25082/2020Limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - Cass. n. 25082/2020

Proprietà' - limitazioni legali della proprietà' - rapporti di vicinato - norme di edilizia - violazione - effetti - sospensione dei lavori - risarcimento del danno - Distanze legali tra costruzioni - Violazione - Risarcimento del danno - Pregiudizio al diritto di proprietà - Presunzione "iuris tantum".

La violazione della prescrizione sulle distanze tra le costruzioni, attesa la natura del bene giuridico leso, determina un danno in "re ipsa”, con la conseguenza che non incombe sul danneggiato l'onere di provare la sussistenza e l’entità concreta del pregiudizio patrimoniale subito al diritto di proprietà, dovendosi, di norma, presumere, sia pure "iuris tantum", tale pregiudizio, fatta salva la possibilità per il preteso danneggiante di dimostrare che, per la peculiarità dei luoghi o dei modi della lesione, il danno debba, invece, essere escluso.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 25082 del 09/11/2020 (Rv. 659708 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0872, Cod_Civ_art_0873, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2728

rapporti di vicinato

norme di edilizia

corte

cassazione

25082

2020

Danno da lesione o perdita del rapporto parentale - Cass. n. 24689/2020Danno da lesione o perdita del rapporto parentale - Cass. n. 24689/2020

Risarcimento del danno - morte di congiunti (parenti della vittima) - Danno da lesione o perdita del rapporto parentale - Convivenza - Necessità - Esclusione - Vincolo di sangue - Necessità - Esclusione - Unilateralità del rapporto di fratellanza - Rilevanza - Esclusione.

Il danno non patrimoniale da lesione o perdita del rapporto parentale non è rigorosamente circoscritto ai familiari conviventi, poiché il rapporto di convivenza, pur costituendo elemento probatorio utile a dimostrarne l'ampiezza e la profondità, non assurge a connotato minimo di esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà, escludendoli automaticamente in caso di sua mancanza. In particolare, nessun rilievo può essere attribuito, al fine di negare il riconoscimento di tale danno, all'unilateralità del rapporto di fratellanza ed all'assenza di vincolo di sangue, non incidendo essi negativamente sull'intimità della relazione, sul reciproco legame affettivo e sulla pratica della solidarietà.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 24689 del 05/11/2020 (Rv. 659848 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727

Risarcimento del danno

perdita del rapporto parentale

corte

cassazione

24689

2020

Risarcimento danno - inadempimento contrattuale contro vettore aereo - Cass. n. 24632/2020 (03)Risarcimento danno - inadempimento contrattuale contro vettore aereo - Cass. n. 24632/2020 (03)

Competenza civile - incompetenza - per territorio - Domanda del passeggero di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale proposta contro il vettore aereo - Convenzione di Montreal sul trasporto aereo internazionale - Criteri di individuazione del giudice competente - Indicazione - Luogo ove il vettore ha un'impresa che ha provveduto a stipulare il contratto - Individuazione – Fattispecie - trasporti - marittimi ed aerei - trasporto aereo - di persone e bagagli (rinvio alle norme sul trasporto marittimo) - responsabilita' del vettore - ritardo o inadempimento.

La competenza a conoscere della domanda di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, proposta da un passeggero nei confronti del vettore aereo, va individuata in base ai criteri stabiliti dall'art. 33, comma 1, della Convenzione di Montreal sul trasporto aereo internazionale che, a questo fine, detta quattro criteri alternativi, attribuendo la competenza, a scelta dell'attore, anche al giudice avente sede nel luogo dove il vettore possiede una "impresa che ha provveduto a stipulare il contratto", intendendosi per tale quello del luogo in cui il vettore possiede un'organizzazione propria o un soggetto a lui strettamente collegato contrattualmente, per il tramite dei quali distribuisca i biglietti aerei. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto competente a conoscere della domanda il giudice del luogo nel quale era ubicata l'agenzia di viaggi per il tramite della quale i passeggeri avevano acquistato i biglietti, sul rilevo che la relativa legittimazione ad emettere titoli di viaggio per conto di una compagnia aerea consentiva di presumere, ex art. 2727 c.c., che l'agenzia fosse stata autorizzata a ciò dal vettore e rappresentasse, quindi, un suo "ticket office", in virtù di un apposito accordo bilaterale, idoneo a qualificarlo come institore, mandatario od appaltatore di servizi del vettore stesso).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 24632 del 05/11/2020 (Rv. 659913 - 04)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_038, Cod_Civ_art_2727

incompetenza

per territorio

vettore aereo

corte

cassazione

24632

2020

 

Prova dell'esistenza del testamento - distruzione del testamento olografo – Cass. n. 22191/2020Prova dell'esistenza del testamento - distruzione del testamento olografo – Cass. n. 22191/2020

Prova civile - documentale (prova) - scrittura privata - verificazione – disconoscimento - Irreperibilità del testamento olografo di cui si produca una copia informale - Equiparazione alla sua distruzione - Effetti - Presunzione di revoca tacita - Sussistenza - Conseguenze - Mancato disconoscimento della conformità della copia dell'olografo all'originale - Irrilevanza - Prova dell'esistenza del testamento - Ammissibilità - Contenuto. Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - testamento in genere - revocazione delle disposizioni testamentarie - tacita - distruzione del testamento olografo

L'irreperibilità del testamento olografo, di cui si provi l'esistenza in un certo tempo, mediante la produzione di una copia informale, è equiparabile alla sua distruzione e, pertanto, ingenera una presunzione di revoca dello stesso, non scalfita dal mancato disconoscimento della conformità all'originale - rilevante solo una volta che sia superata la detta presunzione -, rispetto alla quale grava su chi vi ha interesse l'onere di provare che esso "fu distrutto, lacerato o cancellato da persona diversa dal testatore" oppure che costui "non ebbe intenzione di revocarlo". Tale prova, salvo che la scomparsa sia dovuta a chi agisce per la ricostruzione del testamento medesimo, può essere data con ogni mezzo, dimostrando l'esistenza dell'olografo al momento della morte ovvero che esso, seppur scomparso prima della morte del testatore, sia stato distrutto da un terzo o sia andato perduto fortuitamente o, comunque, senza alcun concorso della volontà del testatore ovvero, ancora, che la distruzione del testamento da parte di costui non era accompagnata dall'intenzione di togliere efficacia alle disposizioni ivi contenute.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22191 del 14/10/2020 (Rv. 659329 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0684, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2724, Cod_Civ_art_2725, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2719

corte

cassazione

22191

2020

Occupazione immobiliare abusiva – Cass. n. 21272/2020Occupazione immobiliare abusiva – Cass. n. 21272/2020

Risarcimento del danno - Danno da occupazione immobiliare abusiva - Prova per presunzioni - Ammissibilità - Fattispecie.

Nel caso di occupazione illegittima di un immobile, il danno subito dal proprietario discende dalla menomazione della facoltà di godimento anche indiretta del bene e ben può essere apprezzato sul piano presuntivo. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la decisione gravata che aveva rigettato la domanda risarcitoria da occupazione "sine titulo"perché non vi era prova che il bene, ove lasciato libero, sarebbe stato fruttuosamente utilizzato).

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 21272 del 05/10/2020 (Rv. 659368 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

corte

cassazione

21272

2020

Validità della presunzione - Requisiti - Dati meramente ipotetici – Cass. n. 20342/2020Validità della presunzione - Requisiti - Dati meramente ipotetici – Cass. n. 20342/2020

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) -Validità della presunzione - Requisiti - Dati meramente ipotetici - Insufficienza.

Una presunzione giuridicamente valida non può fondarsi su dati meramente ipotetici, ma, trattandosi di una deduzione logica, deve essere desunta da fatti certi sulla base di massime di esperienza o dell'"id quod plerumque accidit"; al contrario, la congettura è una mera supposizione che si ricava da fatti incerti in via di semplice ipotesi.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 20342 del 28/09/2020 (Rv. 659250 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2728, Cod_Civ_art_2729

CORTE

CASSAZIONE

20342

2020

Società di capitale a base ristretta - Accertamento di maggior reddito - Cass. n. 16913/2020     Società di capitale a base ristretta - Accertamento di maggior reddito - Cass. n. 16913/2020

Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di capitale -imputazione irpeg - Società di capitale a base ristretta - Accertamento di maggior reddito - Presunzione di distribuzione ai soci - Riscontri bancari - Necessità - Esclusione.

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali con ristretta base partecipativa, ove sia accertata la percezione di redditi societari non contabilizzati, opera la presunzione di loro distribuzione "pro quota" ai soci, salva la prova contraria che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti dalla società, non occorrendo che l'accertamento emesso nei confronti dei soci risulti fondato anche su elementi di riscontro tesi a verificare, attraverso l'analisi delle loro movimentazioni bancarie, l'intervenuto acquisto di beni di particolare valore, non giustificabili sulla base dei redditi dichiarati.

Corte di Cassazione, Sez. 5, Ordinanza n. 16913 del 11/08/2020 (Rv. 658657 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

corte

cassazione

16913

2020

Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi - Cass. n. 16126/2020Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi - Cass. n. 16126/2020

Contratti di borsa - Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi - Inottemperanza - Conseguenze - Nesso causale fra inadempimento informativo e pregiudizio - Sussistenza - Presunzione legale relativa - Prova contraria - Limiti - Fattispecie.

Dalla funzione sistematica assegnata all'obbligo informativo gravante sull'intermediario finanziario, preordinato al riequilibrio dell'asimmetria del patrimonio conoscitivo-informativo delle parti in favore dell'investitore, al fine di consentirgli una scelta realmente consapevole, scaturisce una presunzione legale di sussistenza del nesso causale fra inadempimento informativo e pregiudizio, pur suscettibile di prova contraria da parte dell'intermediario; tale prova, tuttavia, non può consistere nella dimostrazione di una generica propensione al rischio dell'investitore, desunta anche da scelte intrinsecamente rischiose pregresse, perché anche l'investitore speculativamente orientato e disponibile ad assumersi rischi deve poter valutare la sua scelta speculativa e rischiosa nell'ambito di tutte le opzioni dello stesso genere offerte dal mercato, alla luce dei fattori di rischio che gli sono stati segnalati(In attuazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva condannato una banca al risarcimento dei danni subiti da un cliente per l'acquisto di bond Cirio, avendo ritenuto determinante per la formazione del consenso di quest'ultimo l'inadempimento ai propri obblighi informativi da parte dell'istituto di credito, che non aveva dedotto l'intervento di fattori causali esterni, autonomamente idonei a determinare l'evento dannoso).

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 16126 del 28/07/2020 (Rv. 658562 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2728

corte

cassazione

16126

2020

Accertamenti bancari - Dati emergenti dai conti correnti bancari -Cass. n. 13112/2020Accertamenti bancari - Dati emergenti dai conti correnti bancari -Cass. n. 13112/2020

Tributi (in generale) - accertamento tributario (nozione) - in genere - Accertamenti bancari - Dati emergenti dai conti correnti bancari - Presunzione legale in favore dell'erario - Natura - Onere della prova contraria - A carico del contribuente - Contenuto - Doveri del giudice.

In tema di accertamenti bancari, gli artt. 32 del d.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del d.P.R. n. 633 del 1972 prevedono una presunzione legale in favore dell'erario che, in quanto tale, non necessita dei requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dall'art. 2729 c.c. per le presunzioni semplici, e che può essere superata dal contribuente attraverso una prova analitica, con specifica indicazione della riferibilità di ogni versamento bancario, idonea a dimostrare che gli elementi desumibili dalle movimentazioni bancarie non attengono ad operazioni imponibili, cui consegue l'obbligo del giudice di merito di verificare con rigore l'efficacia dimostrativa delle prove offerte dal contribuente per ciascuna operazione e di dar conto espressamente in sentenza delle relative risultanze.

Corte di Cassazione Sez. 5 - , Sentenza n. 13112 del 30/06/2020 (Rv. 658392 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2728, Cod_Civ_art_2727

corte

cassazione

13112

2020

Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Cass. n.11925/2020Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Cass. n.11925/2020

Protezione internazionale - Dichiarazioni del richiedente - Valutazione - Criteri procedimentali di cui all'art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 251 del 2007 e criteri generali - Giudizio di inattendibilità - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti.

In materia di protezione internazionale, la valutazione di affidabilità del richiedente è il risultato di una procedimentalizzazione legale della decisione che deve essere svolta alla luce dei criteri specifici, indicati dall'art. 3, comma 5, del d.lgs. n. 251 del 2007, oltre che di quelli generali di ordine presuntivo, idonei ad illuminare circa la veridicità delle dichiarazioni rese; sicché, il giudice è tenuto a sottoporre le dichiarazioni del richiedente, ove non suffragate da prove, non soltanto ad un controllo di coerenza interna ed esterna ma anche ad una verifica di credibilità razionale della concreta vicenda narrata a fondamento della domanda, i cui esiti in termini di inattendibilità costituiscono apprezzamento di fatto insindacabile in sede di legittimità, se non nei limiti dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 11925 del 19/06/2020 (Rv. 658017 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Proc_Civ_art_360_1

CORTE

CASSAZIONE

11925

2020

Azione revocatoria ordinaria - Prova della Azione revocatoria ordinaria - Prova della "participatio fraudis" del terzo - Cass. n. 10928/2020

Responsabilita' patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - revocatoria ordinaria (azione pauliana) Rapporti con la simulazione - condizioni e presupposti (esistenza del credito, "eventus damni, consilium fraudis et scientia damni") Prova della "participatio fraudis" del terzo - Ricorso alle presunzioni semplici - Ammissibilità - Rapporti di convivenza extramatrimoniale - Rilevanza - Fattispecie.

 

La prova della "participado fraudis" del terzo, necessaria per l'accoglimento dell'azione revocatoria ordinaria nel caso in cui l'atto dispositivo sia oneroso e successivo al sorgere del credito, può essere ricavata anche da presunzioni semplici, ivi compresa la sussistenza di rapporti di convivenza extramatrimoniale tra il debitore e il terzo tali da rendere estremamente inverosimile che quest'ultimo non fosse a conoscenza della situazione debitoria gravante sul disponente. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto esente da critiche la sentenza di appello che aveva attribuito rilevanza, a fini probatori, ad un rapporto affettivo e personale cessato nella convivenza, ma non venuto meno nella frequentazione e nella confidenza reciproca, data pure l'esistenza di figli minori in comune).

Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 10928 del 09/06/2020 (Rv. 658216 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2901

Revocatoria

Ordinaria

Pauliana

Azione

corte

cassazione

10928

2020

Edilizia popolare ed economica - cooperative edilizie – Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 10804 del 05/06/2020 (Rv. 657964 - 02)Edilizia popolare ed economica - cooperative edilizie – Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 10804 del 05/06/2020 (Rv. 657964 - 02)

Ritardato rilascio di immobile da parte del socio estromesso - Danno - Liquidazione in via equitativa - Ammissibilità - Criteri.

Il danno subito da una società cooperativa edilizia per effetto del ritardato rilascio dell'alloggio da parte del socio estromesso può essere liquidato in via equitativa ex art. 2727 c.c., anche in mancanza di una prova specifica del suo esatto ammontare, avuto riguardo all'oggetto sociale, al presumibile uso che la medesima società avrebbe fatto del bene nel caso di tempestiva riconsegna, alla durata dell'occupazione illegittima ed alle caratteristiche dell'immobile.

 Corte di Cassazione Sez. 3- , Ordinanza n. 10804 del 05/06/2020 (Rv. 657964 - 02)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Borsa - Abuso di informazioni privilegiate ex art. 187-bis del d.lgs. n. 58 del 1998 - Prova della condotta illecita - Presunzioni - Ammissibilità – Fondamento - Cass. n. 8782/2020Borsa - Abuso di informazioni privilegiate ex art. 187-bis del d.lgs. n. 58 del 1998 - Prova della condotta illecita - Presunzioni - Ammissibilità – Fondamento - Cass. n. 8782/2020

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - in genere.

Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - in genere.

In tema di abuso di informazioni privilegiate ex art. 187-bis del d.lgs. n. 58 del 1998, non esiste alcuna incompatibilità tra tale condotta ed il suo accertamento mediante presunzioni semplici, essendo, piuttosto, la prova presuntiva spesso l'unica che consenta di accertare il possesso delle dette informazioni, dal momento che il trasferimento di queste si attua, di regola, con modalità che escludono attività di documentazione, mentre la rappresentazione dell'"insider trading" attraverso prove orali è eventualità per lo più esclusa dalla naturale riservatezza delle comunicazioni e dalla mancata conoscenza, da parte della Consob, di quanti, vicini all'incolpato, potrebbero fornire precise informazioni al riguardo.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 8782 del 12/05/2020 (Rv. 657699 - 03)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2697

corte

cassazione

8782

2020

Contratti di borsa - Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 7905 del 17/04/2020 (Rv. 657681 - 01)Contratti di borsa - Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi – Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 7905 del 17/04/2020 (Rv. 657681 - 01)

Inottemperanza - Conseguenze - Nesso causale fra inadempimento informativo e pregiudizio -Sussistenza - Presunzione legale relativa - Prova contraria - Limiti.

Dalla funzione sistematica assegnata all'obbligo informativo gravante sull'intermediario finanziario, preordinato al riequilibrio dell'asimmetria del patrimonio conoscitivo-informativo delle parti in favore dell'investitore, al fine di consentirgli una scelta realmente consapevole, scaturisce una presunzione legale di sussistenza del nesso causale fra inadempimento informativo e pregiudizio, pur suscettibile di prova contraria da parte dell'intermediario; tale prova, tuttavia, non può consistere nella dimostrazione di una generica propensione al rischio dell'investitore, desunta anche da scelte intrinsecamente rischiose pregresse, perché anche l'investitore speculativamente orientato e disponibile ad assumersi rischi deve poter valutare la sua scelta speculativa e rischiosa nell'ambito di tutte le opzioni dello stesso genere offerte dal mercato, alla luce dei fattori di rischio che gli sono stati segnalati.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Sentenza n. 7905 del 17/04/2020 (Rv. 657681 - 01)

Riferimenti normativi Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2728

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7748 del 08/04/2020 (Rv. 657507 - 01)Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7748 del 08/04/2020 (Rv. 657507 - 01)

Lesione da sinistro stradale - Danno patito dagli stretti congiunti “iure proprio” - Sconvolgimento delle abitudini di vita - Necessità - Esclusione - Prova - Rapporto di stretta parentela - Valenza presuntiva - Sussistenza - Fattispecie.

In tema di lesioni conseguenti a sinistro stradale, il danno "iure proprio" subito dai congiunti della vittima (nella specie, i suoi genitori e fratelli) non è limitato al solo totale sconvolgimento delle loro abitudini di vita, potendo anche consistere in un patimento d'animo o in una perdita vera e propria di salute. Tali pregiudizi possono essere dimostrati per presunzioni, fra le quali assume rilievo il rapporto di stretta parentela esistente fra la vittima ed i suoi familiari che fa ritenere, secondo un criterio di normalità sociale, che essi soffrano per le gravissime lesioni riportate dal loro prossimo congiunto.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 7748 del 08/04/2020 (Rv. 657507 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_2043

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - accertamento e riscossione – Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5339 del 27/02/2020 (Rv. 657341 - 01)Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - accertamento e riscossione – Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5339 del 27/02/2020 (Rv. 657341 - 01)

Iva - Operazioni inesistenti - Conoscenza o conoscibilità, da parte del soggetto passivo, della evasione di imposta sul valore aggiunto derivante dalla cessione - Prova mediante presunzioni - Ammissibilità.

 Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - fatturazione delle operazioni.

In tema di detrazione dell'IVA correlata ad operazioni inesistenti, la prova che il soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che la cessione dei beni si iscriveva in un'evasione dell'imposta sul valore aggiunto, in linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia (Corte giustizia 22 ottobre 2015, C-277/14), può essere fornita dall'Amministrazione anche mediante presunzioni - come espressamente prevede l'art_ 54, comma 2, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - valorizzando, nel quadro indiziario, quali elementi sintomatici della mancata esecuzione della prestazione dal fatturante, l'assenza della minima dotazione personale e strumentale adeguata alla predetta esecuzione, l'immediatezza dei rapporti (cedente/prestatore fatturante interposto e cessionario/committente), una conclamata inidoneità allo svolgimento dell'attività economica e la non corrispondenza tra i cedenti e la società coinvolta nell'operazione.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5339 del 27/02/2020 (Rv. 657341 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2697

TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI

IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.)

ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE

 

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 5279 del 26/02/2020 (Rv. 657231 - 01)Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 5279 del 26/02/2020 (Rv. 657231 - 01)

Prova civile - Ricorso alle presunzioni - Apprezzamento al giudice di merito - Censurabilità in cassazione - Limiti.

In tema di giudizio di cassazione, la censura per vizio di motivazione in ordine all'utilizzo o meno del ragionamento presuntivo non può limitarsi ad affermare un convincimento diverso da quello espresso dal giudice di merito, ma deve fare emergere l'assoluta illogicità e contraddittorietà del ragionamento decisorio, restando peraltro escluso che la sola mancata valutazione di un elemento indiziario possa dare luogo al vizio di omesso esame di un punto decisivo.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 5279 del 26/02/2020 (Rv. 657231 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_360_1

PROVA CIVILE

PROVE INDIZIARIE

PRESUNZIONI

 

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - titolo contrario - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 3852 del 17/02/2020 (Rv. 657106 - 04)Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - titolo contrario - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 3852 del 17/02/2020 (Rv. 657106 - 04)

Azione di rivendica di parti comuni riconducibili all'art_ 1117 c.c. - Onere della prova gravante sul rivendicante - "Probatio diabolica" del regime di condominialità - Esclusione - Conseguenze in tema di rivendica di tali beni in proprietà esclusiva.

Proprieta' - azioni a difesa della proprieta' - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) – prova.

La presunzione legale di proprietà comune di parti del complesso immobiliare in condominio, che si sostanzia sia nella destinazione all'uso comune della "res", sia nell'attitudine oggettiva al godimento collettivo, dispensa il condominio dalla prova del suo diritto, ed in particolare dalla cosiddetta "probatio diabolica". Ne consegue che quando un condomino pretenda l'appartenenza esclusiva di uno dei beni indicati nell'art_ 1117 c.c., poiché la prova della proprietà esclusiva dimostra, al contempo, la comproprietà dei beni che detta norma contempla, onde vincere tale ultima presunzione è onere dello stesso condomino rivendicante dare la prova della sua asserita proprietà esclusiva, senza che a tal fine sia rilevante il titolo di acquisto proprio o del suo dante causa, ove non si tratti dell'atto costitutivo del condominio, ma di alienazione compiuta dall'iniziale unico proprietario che non si era riservato l'esclusiva titolarità del bene.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 3852 del 17/02/2020 (Rv. 657106 - 04)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1117_1, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_0948, Cod_Civ_art_2727,

COMUNIONE DEI DIRITTI REALI

CONDOMINIO NEGLI EDIFICI

PARTI COMUNI DELL'EDIFICIO

 

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3541 del 13/02/2020 (Rv. 657016 - 01)Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3541 del 13/02/2020 (Rv. 657016 - 01)

Violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. - Censurabilità in sede di legittimità - Limiti.

In sede di legittimità è possibile censurare la violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c. solo allorché ricorra il cd. vizio di sussunzione, ovvero quando il giudice di merito, dopo avere qualificato come gravi, precisi e concordanti gli indizi raccolti, li ritenga, però, inidonei a fornire la prova presuntiva oppure qualora, pur avendoli considerati non gravi, non precisi e non concordanti, li reputi, tuttavia, sufficienti a dimostrare il fatto controverso.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3541 del 13/02/2020 (Rv. 657016 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_360_1

PROVA CIVILE

PROVE INDIZIARIE

PRESUNZIONI

 

Personalita' (diritti della) - onore (reputazione) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 3133 del 10/02/2020 (Rv. 657144 - 01)Personalita' (diritti della) - onore (reputazione) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 3133 del 10/02/2020 (Rv. 657144 - 01)

Danno patrimoniale da indebita segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia - Prova per presunzioni - Ammissibilità - Liquidazione - Criteri.

Il danno patrimoniale derivante da indebita segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia può essere provato dal danneggiato anche per presunzioni, potendo consistere, se imprenditore, nel peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale pure per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza, e, per qualsiasi altro soggetto, nella maggiore difficoltà nell'accesso al credito.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 3133 del 10/02/2020 (Rv. 657144 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

DIRITTI DELLA PERSONALITA’

ONORE (REPUTAZIONE)

RISARCIMENTO DEL DANNO

 

Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - prova dell'incontro dei consensi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 2204 del 30/01/2020 (Rv. 656858 - 01)Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - conclusione del contratto - prova dell'incontro dei consensi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 2204 del 30/01/2020 (Rv. 656858 - 01)

Puntuazione completa ed incompleta di clausole negoziali - Regime probatorio - Differenze.

Nella nozione di minuta o puntuazione del contratto rientrano tanto i documenti che contengono intese parziali in ordine al futuro regolamento di interessi tra le parti (cd. puntuazione di clausole), quanto i documenti che predispongano con completezza un accordo negoziale in funzione preparatoria del medesimo (cd. puntuazione completa di clausole). Mentre la prima ipotesi denota una presunzione iniziale di mancato accordo, salva la dimostrazione concreta che solo a quelle clausole aveva riferimento un accordo raggiunto tra le parti, la seconda integra, al contrario, una presunzione semplice di perfezionamento contrattuale, superabile dalla prova contraria della effettiva volontà delle parti non volta all'attuale raggiungimento di un accordo. In tale secondo caso, la parte o il terzo che abbiano l'interesse a dimostrare che non si tratta di un contratto concluso ma di una semplice minuta con puntuazione completa di clausole, hanno l'onere di superare la presunzione semplice di avvenuto perfezionamento del contratto, fornendo la prova concreta della insussistenza della volontà attuale di accordo negoziale.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 2204 del 30/01/2020 (Rv. 656858 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1321, Cod_Civ_art_1326, Cod_Civ_art_1337, Cod_Civ_art_1362, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727

CONTRATTI IN GENERE

REQUISITI (ELEMENTI DEL CONTRATTO)

ACCORDO DELLE PARTI

 

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 1163 del 21/01/2020 (Rv. 656633 - 03)Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 1163 del 21/01/2020 (Rv. 656633 - 03)

Deduzione del fatto da provare da quello noto - Criteri - Fattispecie.

Nella prova per presunzioni, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., non occorre che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, essendo sufficiente che dal fatto noto sia desumibile univocamente quello ignoto, alla stregua di un giudizio di probabilità basato sull'"id quod plerumque accidit", sicché il giudice può trarre il suo libero convincimento dall'apprezzamento discrezionale degli elementi indiziari prescelti, purché dotati dei requisiti legali della gravità, precisione e concordanza. (Nella specie, la S.C. ha escluso che rispondesse ai requisiti di cui all'art. 2729 c.c. la decisione di merito secondo la quale, ai fini dell'accertamento del danno da perdita della capacità di produrre reddito, l'intenzione dell'attore di astenersi dalla ricerca di un'occupazione per il resto della propria vita potesse desumersi dal mancato inserimento, nella richiesta di iscrizione nelle liste di collocamento, della dichiarazione di disponibilità a svolgere attività lavorativa, circostanza verificatasi quando egli aveva appena ventitré anni).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 1163 del 21/01/2020 (Rv. 656633 - 03)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

PROVA CIVILE

PROVE INDIZIARIE

PRESUNZIONI

 

Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidita' personale – permanente - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 1163 del 21/01/2020 (Rv. 656633 - 01)Risarcimento del danno - valutazione e liquidazione - invalidita' personale – permanente - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 1163 del 21/01/2020 (Rv. 656633 - 01)

Soggetto leso - Disoccupazione al momento del sinistro -Risarcimento del danno da invalidità temporanea - Esclusione - Danno futuro collegato all'invalidità permanente - Risarcibilità.

In tema di risarcimento del danno alla persona, la mancanza di un reddito al momento dell'infortunio, dovuta allo stato di disoccupazione del soggetto leso, può escludere il danno da invalidità temporanea, ma non anche il danno futuro collegato all'invalidità permanente, il quale verrà ad incidere sulla capacità di guadagno della vittima nel momento in cui questa inizierà un'attività remunerata, salvo che si tratti di disoccupazione volontaria, ovvero di un consapevole rifiuto dell'attività lavorativa.

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – semplici - Deduzione del fatto da provare da quello noto - Criteri - Fattispecie.

Nella prova per presunzioni, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., non occorre che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, essendo sufficiente che dal fatto noto sia desumibile univocamente quello ignoto, alla stregua di un giudizio di probabilità basato sull'"id quod plerumque accidit", sicché il giudice può trarre il suo libero convincimento dall'apprezzamento discrezionale degli elementi indiziari prescelti, purché dotati dei requisiti legali della gravità, precisione e concordanza. (Nella specie, la S.C. ha escluso che rispondesse ai requisiti di cui all'art. 2729 c.c. la decisione di merito secondo la quale, ai fini dell'accertamento del danno da perdita della capacità di produrre reddito, l'intenzione dell'attore di astenersi dalla ricerca di un'occupazione per il resto della propria vita potesse desumersi dal mancato inserimento, nella richiesta di iscrizione nelle liste di collocamento, della dichiarazione di disponibilità a svolgere attività lavorativa, circostanza verificatasi quando egli aveva appena ventitré anni).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 1163 del 21/01/2020 (Rv. 656633 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

RISARCIMENTO DEL DANNO

VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE

INVALIDITA' PERSONALE

 

Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34098 del 19/12/2019 (Rv. 656613 - Espropriazione per pubblico interesse (o utilita') - occupazione temporanea e d'urgenza (opere di bonifica e lavori per la ricostruzione di oo.pp.) - risarcimento del danno - Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34098 del 19/12/2019 (Rv. 656613 -

Occupazione illegittima - Verbale di immissione in possesso - Valore probatorio - Presunzione relativa - Prova contraria - Ammissibilità - Fondamento.

In tema di occupazione temporanea e d'urgenza di un terreno per la realizzazione di un'opera pubblica, la formale redazione del verbale di immissione in possesso conseguente al decreto di occupazione, a norma dell'art. 20 della legge n. 865 del 1971, fa presumere l'effettivo impossessamento dell'immobile da parte della P.A. beneficiaria dell'occupazione e, quanto al proprietario, la perdita delle facoltà di godimento e di disposizione del bene; la presunzione, che ha natura relativa, fa salva la prova contraria, cui è ammessa la P.A., della mancata effettiva presa di possesso dell'immobile, nonché la prova, da parte del proprietario del bene occupato, di aver subito nel periodo precedente l'immissione in possesso, per effetto della sola adozione del decreto di occupazione d'urgenza, cui consegue l'indisponibilità giuridica del bene, un pregiudizio risarcibile, se effettivo, come quello ad esempio derivante dall'impossibilità di vendere il bene in presenza di concrete possibilità.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 34098 del 19/12/2019 (Rv. 656613 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_0832, Cod_Civ_art_1140

Azienda - cessione - debiti - Cass. n. 32134/2019Azienda - cessione - debiti - Cass. n. 32134/2019

Responsabilità del cessionario per i debiti - Presupposti - Iscrizione nei libri contabili obbligatori - Necessità - Limiti - Finalità di tutela del creditore - Fattispecie.

In tema di cessione di azienda, il principio di solidarietà fra cedente e cessionario - fissato dall'art. 2560, comma 2, c.c. con riferimento ai debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento e condizionato a che i debiti risultino dai libri contabili obbligatori - deve essere applicato considerando la "finalità di protezione" della disposizione, la quale permette di far comunque prevalere il principio generale di responsabilità solidale del cessionario qualora risulti, da un lato, un utilizzo della norma volto a perseguire fini diversi rispetto a quelli per i quali essa è stata introdotta e, dall'altro, un quadro probatorio che, ricondotto alle regole generali fondate anche sul valore delle presunzioni, consenta di assicurare tutela effettiva al creditore. (In applicazione del principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione impugnata che, in mancanza delle scritture contabili, aveva respinto la domanda della creditrice nei confronti della cessionaria, ma aveva omesso di considerare le evidenze processuali dalle quali risultava che la cessione dell'azienda - in favore di società di nuova costituzione, con la stessa compagine sociale, per l'esercizio della medesima attività e con trasferimento della clientela - era stata utilizzata come strumento fraudolento per spogliare la società debitrice di ogni attivo, precludendo in tal modo il recupero del credito).

Corte di Cassazione, Sez. 3 , Ordinanza n. 32134 del 10/12/2019 (Rv. 656505 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2560, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

corte

cassazione

32134

2019

Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30969 del 27/11/2019 (Rv. 656199 - 01)Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30969 del 27/11/2019 (Rv. 656199 - 01)

"Status" di rifugiato - Riconoscimento - Fondato timore di persecuzione "personale e diretta" nel Paese d'origine - Onere probatorio - Contenuto.

Requisito essenziale per il riconoscimento dello "status" di rifugiato è il fondato timore di persecuzione "personale e diretta" nel Paese d'origine del richiedente a causa della razza, della religione, della nazionalità, dell'appartenenza a un gruppo sociale ovvero per le opinioni politiche professate; il relativo onere probatorio - che riceve un'attenuazione in funzione dell'intensità della persecuzione - incombe sull'istante, per il quale è tuttavia sufficiente dimostrare, anche in via indiziaria, la "credibilità" dei fatti allegati, i quali, peraltro, devono avere carattere di precisione, gravità e concordanza.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 30969 del 27/11/2019 (Rv. 656199 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Poste e radiotelecomunicazioni pubbliche - servizi di telecomunicazione - telefoni – Cass. n. 27609/2019Poste e radiotelecomunicazioni pubbliche - servizi di telecomunicazione - telefoni – Cass. n. 27609/2019

Contratto di utenza telefonica - Malfunzionamento del servizio di connessione analogica - Indennizzo previsto nella carta dei servizi - Esonero dall'onere di provare il danno - Esclusione - Fondamento.

Nel contratto di utenza telefonica, in caso di malfunzionamento del servizio di connessione analogica, il riconoscimento dell'indennizzo previsto dalla carta dei servizi non solleva l'utente che abbia proposto domanda risarcitoria dall'onere di provare il danno, giacché dall’esistenza e dall'entità del disservizio, rilevanti ai fini dell'ottenimento dell'indennizzo, non può trarsi in via presuntiva la dimostrazione dell'effettivo verificarsi di un pregiudizio risarcibile.

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 27609 del 29/10/2019 (Rv. 655574 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1559, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727

corte

cassazione

27609

2019

Successioni Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - esecutori testamentari - nomina – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 26873 del 22/10/2019 (Rv. 655661 - 01)

Successione testamentaria - Capacità di testare - Presunzioni - Ammissibilità - Distribuzione onere probatorio.

In tema di incapacità di testare a causa di incapacità di intendere e di volere al momento della redazione del testamento, il giudice del merito può trarre la prova dalle sue condizioni mentali, anteriori o posteriori, sulla base di una presunzione; posto che la relativa prova può essere fornita con qualsiasi mezzo, una volta dimostrata una condizione di permanente e stabile demenza nel periodo immediatamente susseguente alla redazione del testamento, spetta a chi afferma la validità del testamento la prova della sua compilazione in un momento di lucido intervallo.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 26873 del 22/10/2019 (Rv. 655661 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0591, Cod_Civ_art_0602, Cod_Civ_art_1697, Cod_Civ_art_2727

Obbligazioni in genere - adempimento - del terzo - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 26856 del 21/10/2019 (Rv. 655817 - 01)Obbligazioni in genere - adempimento - del terzo - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 26856 del 21/10/2019 (Rv. 655817 - 01)

Adempimento del terzo - Presunzione di gratuità - Fondamento - Conseguenze - Onere del creditore di provare il vantaggio per il disponente - Sussistenza.

Nell'adempimento del debito altrui da parte del terzo, mancando nello schema causale tipico la controprestazione in favore del disponente, si presume che l'atto sia stato compiuto gratuitamente, pagando il terzo, per definizione, un debito non proprio e non prevedendo la struttura del negozio nessuna controprestazione in suo favore; pertanto, nel giudizio avente ad oggetto la dichiarazione di inefficacia di tale atto, ai sensi dell'art. 64 l.fall., incombe al creditore beneficiario l'onere di provare, con ogni mezzo previsto dall'ordinamento, che il disponente abbia ricevuto un vantaggio in seguito all'atto che ha posto in essere, in quanto questo perseguiva un suo interesse economicamente apprezzabile.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 26856 del 21/10/2019 (Rv. 655817 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1180, Cod_Civ_art_2359, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Dlgs_14_2019_art_163

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24966 del 07/10/2019 (Rv. 655458 - 01)Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24966 del 07/10/2019 (Rv. 655458 - 01)

Servitù di passaggio ex art. 1054 c. c.- Costituita per negozio - Natura coattiva - Presunzione relativa - Sussistenza - Conseguenze. Servitu' - prediali - servitu' coattive - costituzione servitu' coattive.

Per il disposto dell'art. 1054 c.c., il quale riconosce al proprietario del fondo rimasto intercluso in conseguenza di alienazione a titolo oneroso o di divisione il diritto di ottenere coattivamente dall'altro contraente il passaggio senza corrispondere alcuna indennità, deve presumersi che la servitù di passaggio costituita con atto, anche successivo, preordinato a superare l'interclusione, abbia natura coattiva, con conseguente applicabilità della causa estintiva di cui all'art. 1055 c.c., salvo che dal negozio costitutivo non emerga, in concreto ed inequivocabilmente, l'intento delle parti di applicare il regime delle servitù volontarie.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 24966 del 07/10/2019 (Rv. 655458 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1032, Cod_Civ_art_1054, Cod_Civ_art_1055, Cod_Civ_art_2727

Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20580 del 31/07/2019 (Rv. 654946 - 01)Costituzione della repubblica - straniero (condizione dello) - Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20580 del 31/07/2019 (Rv. 654946 - 01)

Protezione internazionale - Dichiarazioni del richiedente asilo - Credibilità soggettiva - Valutazione - Criteri ex art. 3, comma 5, d.lgs. n. 251 del 2007 - Non esaustività - Fondamento.

In tema di protezione internazionale, l'art. 3 del d.lgs. n 251 del 2007 enuncia alcuni parametri, meramente indicativi e non tassativi, che possono costituire una guida per la valutazione nel merito della veridicità delle dichiarazioni del richiedente, i quali, tuttavia, fondandosi sull'"id quod plerumque accidit", non sono esaustivi, non precludendo la norma la possibilità di fare riferimento ad altri criteri generali di ordine presuntivo, idonei ad illuminare il giudice circa la veridicità delle dichiarazioni rese, non essendo, in particolare, il racconto del richiedente credibile per il solo fatto che sia circostanziato, ai sensi del comma 5, lett. a), della medesima norma, ove i fatti narrati siano di per sé inverosimili secondo comuni canoni di ragionevolezza.

Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20580 del 31/07/2019 (Rv. 654946 - 01)

Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_116, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Prove indiziarie - presunzioni semplici – cass. 14762/2019Prove indiziarie - presunzioni semplici – cass. 14762/2019

Deduzione del fatto da provare da quello noto - Criteri.

Nella prova per presunzioni non occorre che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, essendo sufficiente che il fatto da provare sia desumibile dal fatto noto come conseguenza ragionevolmente possibile, secondo un criterio di normalità, ovvero che il rapporto di dipendenza logica tra il fatto noto e quello ignoto sia accertato alla stregua di canoni di probabilità, la cui sequenza e ricorrenza possano verificarsi secondo regole di esperienza. Il giudice che ricorra alle presunzioni, nel risalire dal fatto noto a quello ignoto, deve rendere apprezzabili i passaggi logici posti a base del proprio convincimento.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 14762 del 30/05/2019 (Rv. 654095 - 02)

Riferimenti normativi: 

Cod. Civ. art. 2727 – Nozione

Cod. Civ. art. 2729 – Presunzioni semplici

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01)Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01)

Danno da lesione del rapporto parentale per le lesioni di non lieve entità patite dal prossimo congiunto - Ricorso alla prova presuntiva del danno - Ammissibilità - Riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta - Fattispecie.

Il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall'altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva ed in riferimento a quanto ragionevolmente riferibile alla realtà dei rapporti di convivenza ed alla gravità delle ricadute della condotta. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza gravata che aveva ritenuto insussistente o, comunque, pienamente ristorato con il riconoscimento del danno biologico proprio, il danno cosiddetto parentale patito dalla ricorrente per le lesioni subite dal convivente a seguito di un sinistro, omettendo di considerare l'entità non lieve delle lesioni personali riportate dal danneggiato, quantificate al 79%, e la relativa incidenza sull'ambito dinamico-relazionale della stessa ricorrente).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11212 del 24/04/2019 (Rv. 653591 - 01)

Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2059, Cod_Civ_art_2727

Possesso   (nozione, caratteri, distinzioni) (Possesso   (nozione, caratteri, distinzioni) ("ius possessionis" e "ius possidendi") - Danno da occupazione immobiliare abusiva – Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01)

Risarcimento - Esistenza di danno "in re ipsa" - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie.

Nel caso di occupazione illegittima di un immobile il danno subito dal proprietario non può ritenersi sussistente "in re ipsa", atteso che tale concetto giunge ad identificare il danno con l'evento dannoso ed a configurare un vero e proprio danno punitivo, ponendosi così in contrasto sia con l'insegnamento delle Sezioni Unite della S.C. (sent. n. 26972 del 2008) secondo il quale quel che rileva ai fini risarcitori è il danno-conseguenza, che deve essere allegato e provato, sia con l’ulteriore e più recente intervento nomofilattico (sent. n. 16601 del 2017) che ha riconosciuto la compatibilità del danno punitivo con l'ordinamento solo nel caso di espressa sua previsione normativa, in applicazione dell'art. 23 Cost.; ne consegue che il danno da occupazione "sine titulo", in quanto particolarmente evidente, può essere agevolmente dimostrato sulla base di presunzioni semplici, ma un alleggerimento dell'onere probatorio di tale natura non può includere anche l'esonero dall'allegazione dei fatti che devono essere accertati, ossia l'intenzione concreta del proprietario di mettere l'immobile a frutto. (In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie relativa a richiesta di risarcimento danni per trasloco di mobilio e trasferimento degli abitanti in altro alloggio, ha confermato la sentenza secondo cui difettava la prova del danno - qualificato come emergente - avendo i ricorrenti invocato un obbligo di liquidazione "in re ipsa", attraverso il criterio equitativo del valore locativo dell'immobile, anziché provare nell'"an" e nel "quantum" le conseguenze negative derivanti, di regola, dallo spossessamento).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 11203 del 24/04/2019 (Rv. 653590 - 01)

Cod_Civ_art_0832, Cod_Civ_art_1223, Cod_Civ_art_1226, Cod_Civ_art_2043, Cod_Civ_art_2056, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - ammissibilita' - Proprietà - Accertamento - Prova per presunzioni - Configurabilità -Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - ammissibilita' - Proprietà - Accertamento - Prova per presunzioni - Configurabilità -

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - ammissibilita' -Proprietà - Accertamento - Prova per presunzioni - Configurabilità - Sussistenza - Limiti - Ricorso alle risultanze catastali - Ammissibilità.

Al di fuori dell'ipotesi della rivendicazione, per la quale l'art. 948 c.c. prevede un regime probatorio rigoroso, la proprietà può essere dimostrata, come tutti i fatti, anche con presunzioni e, quindi, pure attraverso il ricorso alle risultanze catastali.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 7567 del 18/03/2019

Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Civ_art_0948

Imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5873 del 28/02/2019Imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5873 del 28/02/2019

Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - rimanenze - valutazione dei beni - Operazione soggettivamente inesistente - Consapevolezza da parte del contribuente - Prova a carico dell'Amministrazione - Oggetto - Fattispecie.

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - determinazione dell'imposta – detrazioni.

Nel caso di operazioni soggettivamente inesistenti, è onere dell'Amministrazione che contesti il diritto del contribuente a portare in deduzione il costo ovvero in detrazione I'IVA pagata su fatture emesse da un concedente diverso dall'effettivo cedente del bene o servizio, dare la prova che il contribuente, al momento in cui acquistò il bene od il servizio, sapesse o potesse sapere, con l'uso della diligenza media, che l'operazione invocata a fondamento del diritto a detrazione si è iscritta in un'evasione o in una frode. La dimostrazione può essere data anche attraverso presunzioni semplici, valutati tutti gli elementi indiziari agli atti, attraverso la prova che, al momento in cui ha stipulato il contratto (nella specie di leasing immobiliare), il contribuente è stato posto nella disponibilità di elementi sufficienti per un imprenditore onesto che opera sul mercato e mediamente diligente, a comprendere che il soggetto formalmente cedente il bene al concedente aveva, con l'emissione della relativa fattura, evaso l'imposta o compiuto una frode. (Nella specie, la decisione ha riguardato un caso di operazione immobiliare complessa, in cui è stata contestata, tra l'altro, l'indebita deduzione, come componenti negativi di reddito, dei costi dei canoni di leasing di un complesso immobile sopravvalutato).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 5873 del 28/02/2019

Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2697

Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici convincimento del giudice fondato solo su presunzioni semplici - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5484 del 26/02/2019Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici convincimento del giudice fondato solo su presunzioni semplici - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5484 del 26/02/2019

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici Convincimento del giudice fondato solo su presunzioni semplici - Ammissibilità - Censurabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie.

La prova per presunzione semplice, che può anche costituire l'unica fonte del convincimento del giudice, integra un apprezzamento di fatto che, se coerentemente motivato, non è censurabile in sede di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto immune da vizi logici la sentenza impugnata che, in causa per responsabilità sanitaria, aveva desunto dall'emorragia pre-ricovero di una gestante il derivato danno cerebrale del figlio, con ragionamento in sé coerente sotto il profilo logico-formale oltre che confortato delle risultanze di una consulenza tecnica d'ufficio).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5484 del 26/02/2019

Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729, Cod_Proc_Civ_art_360_1

prova per presunzione semplice

Querela di falso – contenuto - Obbligo di indicazione degli elementi e delle prove della falsità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4720 del 19/02/2019 Querela di falso – contenuto - Obbligo di indicazione degli elementi e delle prove della falsità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4720 del 19/02/2019

Prova civile - falso civile - querela di falso – contenuto - Obbligo di indicazione degli elementi e delle prove della falsità - Estremi - Presunzioni - Ammissibilità - Fattispecie in tema di produzione di consulenza tecnica di parte.

Ai fini della valida proposizione della querela di falso, l'obbligo di indicazione degli elementi e delle prove della falsità previsto dall'art. 221 c.p.c. può essere assolto con qualsiasi tipo di prova che sia idonea all'accertamento del falso e, quindi, anche a mezzo di presunzioni. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ritenuto inidonei a dimostrare la falsità della sottoscrizione di una quietanza di integrale soddisfacimento di un credito risarcitorio il deposito di una consulenza tecnica di parte, la sottoscrizione, da parte della querelante, del verbale di udienza, la dichiarazione di disponibilità della stessa al saggio grafico, nonché la macroscopica inferiorità della somma riportata nella quietanza rispetto a quella oggetto della domanda risarcitoria e a quella indicata in una bozza di transazione sottoscritta dalla medesima querelante).

Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 4720 del 19/02/2019

Cod_Proc_Civ_art_221, Cod_Proc_Civ_art_222, Cod_Civ_art_2727

Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - Cass. n. 3854/2019Fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - Cass. n. 3854/2019

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - presupposto soggettivo dell'azione - "scientia decoctionis" da parte del terzo contraente - conoscenza effettiva - necessità - desumibilità della stessa da elementi presuntivi - condizioni - incensurabilità in cassazione - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3854 del 08/02/2019

In tema di revocatoria fallimentare, la conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo contraente deve essere effettiva, ma può essere provata anche con indizi e fondata su elementi di fatto, purché idonei a fornire la prova per presunzioni di tale effettività. La scelta degli elementi che costituiscono la base della presunzione ed il giudizio logico con cui dagli stessi si deduce l'esistenza del fatto ignoto costituiscono un apprezzamento di fatto che, se adeguatamente motivato, sfugge al controllo di legittimità.

Corte di Cassazione Sez. 1 - , Ordinanza n. 3854 del 08/02/2019

Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Revocatoria

Ordinaria

Pauliana

Azione

corte

cassazione

3854 

2019

Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici deduzione del fatto da provare da quello noto - criteri - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3513 del 06/02/2019 Prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici deduzione del fatto da provare da quello noto - criteri - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3513 del 06/02/2019

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici deduzione del fatto da provare da quello noto - criteri - fattispecie in tema di donazione - Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3513 del 06/02/2019

Nella prova per presunzioni, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., non occorre che tra il fatto noto e quello ignoto sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, ma è sufficiente che dal fatto noto sia desumibile univocamente quello ignoto, alla stregua di un giudizio di probabilità basato sull'"id quod plerumque accidit", sicché il giudice può trarre il suo libero convincimento dall'apprezzamento discrezionale degli elementi indiziari prescelti, purché dotati dei requisiti legali della gravità, precisione e concordanza.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il giudice di merito, in applicazione di tali principi, avesse correttamente qualificato come donazioni simulate alcune vendite poste in essere dalla "de cuius" a favore di un figlio, deponendo in tal senso l'inverosimiglianza del prezzo indicato, notevolmente inferiore a quello di mercato, l'esistenza di un decadimento fisico della alienante al momento delle apparenti vendite, nonché la mancata prova dell'effettiva percezione del corrispettivo delle vendite, della provenienza della provvista relativa agli assegni consegnati in pagamento e della capacità reddituale degli acquirenti).

Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 3513 del 06/02/2019

Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Prove indiziarie - presunzioni (nozione) -  Caratteri - Gravità, precisione, concordanza – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019Prove indiziarie - presunzioni (nozione) -  Caratteri - Gravità, precisione, concordanza – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) -  Caratteri - Gravità, precisione, concordanza – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019

Nozione - Pluralità di elementi presuntivi - Necessità - Esclusione.

L'art. 2729 c.c. ammette solo le presunzioni che abbiano i connotati della gravità, precisione e concordanza, laddove: la "precisione" va riferita al fatto noto (indizio) che costituisce il punto di partenza dell'inferenza e postula che esso non sia vago, ma ben determinato nella sua realtà storica; la "gravità" va ricollegata al grado di probabilità della sussistenza del fatto ignoto che, sulla base della regola d'esperienza adottata, è possibile desumere da quello noto; la "concordanza" richiede che il fatto ignoto sia, di regola, desunto da una pluralità di indizi gravi e precisi, univocamente convergenti nella dimostrazione della sua sussistenza, dovendosi tuttavia precisare, al riguardo, che tale ultimo requisito è prescritto esclusivamente nell'ipotesi di un eventuale, ma non necessario, concorso di più elementi presuntivi.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 2482 del 29/01/2019

 

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie – Cass. 1871/2019Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie – Cass. 1871/2019

Consegna al creditore, da parte del debitore, di assegno bancario o circolare all'ordine di terzo e da questi girato in bianco - Pagamento del debitore al creditore - Sussistenza - Revocabilità - Condizioni.

Titoli di credito - assegno bancario - in bianco - In genere.

In tema di revocatoria fallimentare, la consegna al proprio creditore, da parte del debitore, di un assegno bancario o circolare all'ordine di altro soggetto, e da questi girato in bianco, si presume, salvo prova contraria, che integri pagamento da parte del debitore stesso che abbia operato la consegna ed è come tale revocabile nel concorso dei presupposti di cui all'art. 67 l.fall.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 1871 del 23/01/2019 (Rv. 652409 - 01)

Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_166, Dlgs_14_2019_art_056, Cod_Civ_art_1376, Cod_Civ_art_1992, Cod_Civ_art_2003, Cod_Civ_art_2004, Cod_Civ_art_2008, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2727

Revocatoria

Ordinaria

Pauliana

Azione

corte

cassazione

1871 

2019

Scrittura privata - telegramma - in genere prova della spedizioneScrittura privata - telegramma - in genere prova della spedizione

Prova civile - documentale (prova) - scrittura privata - telegramma - in genere prova della spedizione - presunzione del ricevimento - sussistenza - fondamento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 511 del 11/01/2019

La produzione in giudizio di un telegramma, o di una lettera raccomandata, anche in mancanza dell'avviso di ricevimento, costituisce prova certa della spedizione, attestata dall'ufficio postale attraverso la relativa ricevuta, dalla quale consegue la presunzione dell'arrivo dell'atto al destinatario e della sua conoscenza ai sensi dell'art. 1335 c.c., fondata sulle univoche e concludenti circostanze della suddetta spedizione e sull'ordinaria regolarità del servizio postale e telegrafico. (Fattispecie relativa ad impugnazione del contratto a termine spedita dal lavoratore tramite raccomandata con avviso di ricevimento, spettando al datore di lavoro l'onere di dimostrare di essersi trovato senza sua colpa nell'impossibilità di acquisire la conoscenza dell'atto, come nel caso di irregolarità compiutesi nel procedimento di recapito).

Corte di Cassazione, Sez. 6 - L, Ordinanza n. 511 del 11/01/2019

Trattamento della persona - trattamento inumano - detenzione in condizioni non conformi all’art. 3 CEDUTrattamento della persona - trattamento inumano - detenzione in condizioni non conformi all’art. 3 CEDU

Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali - trattamento della persona - trattamento inumano - detenzione in condizioni non conformi all’art. 3 CEDU - rimedio ex art. 35 ter, l. n. 354 del 1975 - natura - conseguenze in tema di riparto dell’onere probatorio - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31556 del 06/12/2018

In tema di violazione dell'art. 3 CEDU nei confronti di soggetti detenuti o internati, il rimedio di cui all'art. 35 ter l. n. 354 del 1975 presuppone una responsabilità di tipo contrattuale, derivante dallo stretto rapporto che si instaura tra lo Stato e il detenuto, la quale dà luogo ad una obbligazione indennitaria "ex lege"; pertanto, sotto il profilo del riparto dell'onere probatorio, spetta all'amministrazione penitenziaria, chiamata a rispondere della violazione di obblighi di protezione e di norme di comportamento, provare l'adempimento conforme ai principi della Convenzione, mentre compete al detenuto fornire la dimostrazione del danno lamentato e del nesso causale tra quest'ultimo e il dedotto inadempimento, salva la possibilità di avvalersi, oltre che delle presunzioni e del principio di non contestazione, dei poteri integrativi ed officiosi del giudice propri del rito camerale prescelto dal legislatore, quali, in particolare, il potere di assumere informazioni previsto dall'art. 738, comma 3, c.p.c., che costituisce - in funzione della salvaguardia del principio di effettività della tutela giurisdizionale di diritti di indubbia matrice costituzionale e convenzionale - utile meccanismo riequilibratore nell'ambito di un procedimento caratterizzato da una situazione di squilibrio tra la parte pubblica, titolare della potestà punitiva, e il soggetto privato che la subisce.

Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 31556 del 06/12/2018

prove indiziarie - presunzioni (nozione) semplici - sindacato del giudice di meritoprove indiziarie - presunzioni (nozione) semplici - sindacato del giudice di merito

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - sindacato del giudice di merito - censurabilità in sede di legittimità - vizio denunciabile - violazione o falsa applicazione di norme di diritto - sussistenza – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29635 del 16/11/2018

In tema di presunzioni, qualora il giudice di merito sussuma erroneamente sotto i tre caratteri individuatori della presunzione (gravità, precisione, concordanza) fatti concreti che non sono invece rispondenti a quei requisiti, il relativo ragionamento è censurabile in base all'art. 360, n. 3, c.p.c. (e non già alla stregua del n. 5 dello stesso art. 360), competendo alla Corte di cassazione, nell'esercizio della funzione di nomofilachia, controllare se la norma dell'art. 2729 c.c., oltre ad essere applicata esattamente a livello di declamazione astratta, lo sia stata anche sotto il profilo dell'applicazione a fattispecie concrete che effettivamente risultino ascrivibili alla fattispecie astratta. (Nella specie, è stata cassata la decisione di merito che aveva individuato il presupposto soggettivo per la decorrenza della prescrizione del diritto alla rivalutazione contributiva ex art. 13, comma 8, l. n. 257 del 1992 - rappresentato dalla conoscenza o conoscibilità in capo all'interessato della propria pregressa esposizione ad amianto - nell'invio di una nota alla Contarp, ufficio tecnico dell'I.N.A.I.L., da parte una rappresentanza sindacale dei lavoratori operanti in azienda, sul rilievo, non rispondente a criteri di elevata probabilità logica, che la stessa fosse conosciuta anche del ricorrente benché pensionato da circa sette anni).

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29635 del 16/11/2018

Diritto al risarcimento del danno da perdita di Diritto al risarcimento del danno da perdita di "chance"

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) – categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro - qualifiche - carriera - concorsi interni - mancata attribuzione di qualifica superiore - diritto al risarcimento del danno da perdita di "chance" - prova del nesso causale- presunzioni - sufficienza - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25727 del 15/10/2018

>>> In tema di risarcimento del danno per perdita di "chance", come conseguenza del mancato riconoscimento di una qualifica superiore,l'onere di provare il nesso di causalità tra l'inadempimento datoriale ed il danno può essere rispettato dal lavoratore anche solo mediante presunzioni. (Nella specie, la dipendente lamentava che la mancata attribuzione della qualifica superiore le aveva precluso anche il riconoscimento della posizione organizzativa e la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva rigettato la domanda senza considerare che gli altri candidati, avendo ottenuto le mansioni superiori, avevano conseguito anche la predetta posizione).

Corte di Cassazione Sez. L, Ordinanza n. 25727 del 15/10/2018

Efficacia probatoriaEfficacia probatoria

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) - semplici - unico elemento indiziario - efficacia probatoria - condizioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 23153 del 26/09/2018

>>> In tema di presunzioni semplici, gli elementi assunti a fonte di prova non debbono essere necessariamente più d'uno, ben potendo il giudice fondare il proprio convincimento su uno solo di essi, purché grave e preciso, dovendo il requisito della "concordanza" ritenersi menzionato dalla legge solo in previsione di un eventuale, ma non necessario, concorso di più elementi presuntivi.

Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza n. 23153 del 26/09/2018

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20593 del 07/08/2018Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - parti comuni dell'edificio - presunzione di comunione - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20593 del 07/08/2018

Tutela delle parti comuni - Onere del condominio di provare rigorosamente la comproprietà di un bene appartenente a quelli indicati dall'art. 1117 c.c. - Esclusione – Fondamento - Onere del condomino di provare il titolo di proprietà esclusiva - Sussistenza.

In tema di condominio negli edifici, per tutelare la proprietà di un bene appartenente a quelli indicati dall'art. 1117 cod. civ. non è necessario che il condominio dimostri con il rigore richiesto per la rivendicazione la comproprietà del medesimo, essendo sufficiente, per presumerne la natura condominiale, che esso abbia l'attitudine funzionale al servizio o al godimento collettivo, e cioè sia collegato, strumentalmente, materialmente o funzionalmente con le unità immobiliari di proprietà esclusiva dei singoli condomini, in rapporto con queste da accessorio a principale, mentre spetta al condomino che ne affermi la proprietà esclusiva darne la prova.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20593 del 07/08/2018

CONDOMINIO

PARTI COMUNI

 

Circolazione stradale - sanzioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20436 del 02/08/2018Circolazione stradale - sanzioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20436 del 02/08/2018

Sanzioni amministrative connesse alla circolazione stradale – Individuazione del destinatario - Vendita del veicolo – Iscrizione al P.R.A. – Presunzione semplice - Certificato di proprietà non trascritto nel P.R.A. – Rilevanza ai fini della prova – Sussistenza - Fondamento.

In tema di sanzioni amministrative connesse alla circolazione stradale, la trascrizione dell'atto di vendita del veicolo nel P.R.A. costituisce una forma di pubblicità notizia finalizzata a regolare conflitti fra aventi causa di un unico autore concernenti lo stesso mezzo di trasporto e, pertanto, la mancanza di tale annotazione determina una mera presunzione del fatto che la vettura sia rimasta nella disponibilità dell'alienante, presunzione recessiva rispetto alla prova fondata sul certificato di proprietà che, ancorché non trascritto, dimostra l'avvenuto trasferimento del bene in capo all'acquirente.

Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 20436 del 02/08/2018

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20458 del 02/08/2018Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione per l'invalidità, vecchiaia e superstiti - pensioni - in genere - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20458 del 02/08/2018

Prosecuzione dell'attività lavorativa ex art. 24, comma 4, del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. in l. n. 214 del 2011 - Diritto potestativo del lavoratore - Esclusione - Prosecuzione di fatto del rapporto - Clausola generale di buona fede e correttezza - Applicabilità - Fattispecie.

In materia di trattamenti pensionistici, la disposizione dell'art. 24, comma 4, del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. nella l. n. 214 del 2011, non attribuisce al lavoratore il diritto potestativo di proseguire nel rapporto di lavoro fino al raggiungimento del settantesimo anno di età, in quanto la norma non crea alcun automatismo, ma si limita a prefigurare condizioni previdenziali di incentivo, sulla cui base le parti possano consensualmente stabilire la prosecuzione dello stesso rapporto; qualora tuttavia ricorrano dette condizioni e il lavoratore abbia chiesto la prosecuzione, l'assenso del datore di lavoro a tale proposta non deve necessariamente esprimersi in forma scritta, ma può trarsi anche dal comportamento concludente tenuto nella fase successiva al raggiungimento dell'età pensionabile, interpretato alla luce dei criteri di buona fede oggettiva e correttezza contrattuale. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che, utilizzando corretti canoni ermeneutici e così sottraendosi a censure di legittimità, aveva desunto la volontà della società di aderire alla proposta di prosecuzione del rapporto avanzata dal lavoratore sulla base di molteplici e convergenti elementi, quali la completezza della proposta stessa, il silenzio serbato su di essa, accompagnato dal protrarsi dell'esercizio dei poteri datoriali per oltre sedici mesi, nonché l'avvio di una trattativa per l'ulteriore prolungamento).

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 20458 del 02/08/2018

 

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – semplici - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 17720 del 06/07/2018Prova civile - prove indiziarie - presunzioni (nozione) – semplici - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 17720 del 06/07/2018

Sindacato del giudice di merito - Censurabilità in sede di legittimità - Vizi denunciabili - Distinzioni – Mancata applicazione del ragionamento presuntivo - Vizio di omesso esame di un fatto secondario - Sussistenza - Fondamento.

In tema di presunzioni di cui all'art. 2729 c.c., la denunciata mancata applicazione di un ragionamento presuntivo che si sarebbe potuto e dovuto fare, ove il giudice di merito non abbia motivato alcunche´ al riguardo (e non si verta nella diversa ipotesi in cui la medesima denuncia sia stata oggetto di un motivo di appello contro la sentenza di primo grado, nel qual caso il silenzio del giudice puo` essere dedotto come omissione di pronuncia su motivo di appello), non e` deducibile come vizio di violazione di norma di diritto, bensi` solo ai sensi e nei limiti dell'art. 360, co. 1, n. 5 c.p.c., cioè come omesso esame di un fatto secondario (dedotto come giustificativo dell'inferenza di un fatto ignoto principale), purché decisivo.

Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 17720 del 06/07/2018

Notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14822 del 07/06/2018Notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14822 del 07/06/2018

Violazione del dovere di diligenza e lettura personale dell'atto - Prova per presunzioni ricavata dal numero degli atti stipulati - Sufficienza.

La prova che il notaio sia venuto meno al dovere di diligenza e di lettura personale dell'atto può essere desunta in via presuntiva anche semplicemente dal numero degli atti rogati, quando esso sia tale che il tempo teoricamente dedicato alla formazione di ciascuno di essi non sia neppure sufficiente a darne integrale lettura.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14822 del 07/06/2018

 

Notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14822 del 07/06/2018Notariato - disciplina (sanzioni disciplinari) dei notai - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14822 del 07/06/2018

Violazione del dovere di diligenza e lettura personale dell'atto - Prova per presunzioni ricavata dal numero degli atti stipulati - Sufficienza.

La prova che il notaio sia venuto meno al dovere di diligenza e di lettura personale dell'atto può essere desunta in via presuntiva anche semplicemente dal numero degli atti rogati, quando esso sia tale che il tempo teoricamente dedicato alla formazione di ciascuno di essi non sia neppure sufficiente a darne integrale lettura.

Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 14822 del 07/06/2018

 

tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone giuridiche (i.r.p.e.g.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - determinazione - detrazioni - ritenute di acconto Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 3819 del 16/02/2018tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone giuridiche (i.r.p.e.g.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - determinazione - detrazioni - ritenute di acconto Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 3819 del 16/02/2018

Mutuo dei soci in favore della società - Ritenuta d'acconto sugli interessi dovuti - Obbligo della società - Effettiva corresponsione degli interessi - Necessità - Esclusione - Fondamento.

In tema di imposta sul reddito delle persone giuridiche, la società di capitali, che riceve somme di denaro a titolo di mutuo dai propri soci, ha l'obbligo di effettuare la ritenuta d'acconto sugli interessi dovuti non solo nel caso in cui la corresponsione degli stessi sia effettivamente avvenuta, ma anche quando essa sia soltanto presunta dalla legge, atteso il carattere normalmente oneroso del mutuo, sancito dall'art. 1815 c.c., ed in virtù della presunzione di cui all'art. 45, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986.

Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 3819 del 16/02/2018

 

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie – Cass. n. 3081/2018Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie – Cass. n. 3081/2018

Stato di insolvenza del debitore - "Scientia decoctionis" da parte del convenuto - Nozione - Concreta situazione psicologica - Configurabilità - Desumibilità da elementi presuntivi - Limiti - Condizione professionale dell'"accipiens" e modalità del pagamento - Rilevanza.

In tema di elemento soggettivo dell'azione revocatoria fallimentare ex art. 67, comma 2, l.fall., la "scientia decoctionis" in capo al terzo, come effettiva conoscenza dello stato di insolvenza, è oggetto di apprezzamento del giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità se correttamente motivato, potendosi formare il relativo convincimento anche attraverso il ricorso alle presunzioni, alla luce del parametro della comune prudenza ed avvedutezza e della normale ed ordinaria diligenza, con rilevanza peculiare della condizione professionale dell'"accipiens" e del contesto nel quale gli atti solutori si sono realizzati.

Corte di Cassazione, Sez. 1 - , Ordinanza n. 3081 del 08/02/2018 (Rv. 646870 - 01)

Riferimenti normativi: Dlgs_14_2019_art_056, Dlgs_14_2019_art_166, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Revocatoria

ordinaria

pauliana

azione

corte

cassazione

3081 

2018

Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cass. n. 26061/2017Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori (rapporti con l'azione revocatoria ordinaria) - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cass. n. 26061/2017

Accertamento della "scientia decoctionis" ai sensi dell’art. 67, comma 2, l.fall. - Valutazione complessiva degli indizi - Natura di agente economico qualificato del terzo - Acquisizione di informazioni ordinariamente non accessibili - Rilevanza - Atteggiamento soggettivo del debitore – Irrilevanza.

In tema di azione revocatoria fallimentare, la qualità di operatore economico qualificato della banca convenuta, pur non integrando, da sola, la prova dell'effettiva conoscenza dei sintomi dell'insolvenza, impone di considerare la professionalità ed avvedutezza con cui normalmente gli istituti di credito esercitano la loro attività. Ne consegue che la "scientia decoctionis" non può escludersi solo perchè, in sede di concessione di dilazione per il rimborso di un prestito, si sia tenuto conto delle aspettative degli organi sociali (manifestate nella relazione di accompagnamento al bilancio) della società successivamente dichiarata fallita, giacchè la banca ha disponibilità di mezzi ed informazioni tali da consentirle di verificare, in modo autonomo e tecnicamente qualificato, il carattere realistico di tali aspettative, di per sé inidonee ad essere oggetto di valutazione nella ricerca degli indizi dello stato d'insolvenza.

 Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 26061 del 02/11/2017

Revocatoria

ordinaria

pauliana

azione

corte

cassazione

26061 

2017

 

Negozi giuridici - unilaterali - recettizi - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 22687 del 28/09/2017 Negozi giuridici - unilaterali - recettizi - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 22687 del 28/09/2017

Comunicazione al destinatario mediante raccomandata - Presunzione di conoscenza ex art. 1335 c.c. - Contestazione del destinatario - Onere della prova - Contenuto.

Ai sensi dell’art. 1335 c.c., la dichiarazione unilaterale comunicata mediante lettera raccomandata si presume ricevuta (e quindi conosciuta nel suo contenuto), pur in mancanza dell’avviso di ricevimento, sulla base dell’attestazione della spedizione da parte dell’ufficio postale, sicché incombe sul destinatario l’onere di provare l’asserita non corrispondenza della dichiarazione ricevuta – perché la raccomandata non conteneva alcun atto o conteneva un atto diverso – rispetto a quella indicata dal mittente, non potendo il destinatario limitarsi ad una generica contestazione dell’invio della raccomandata medesima.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 22687 del 28/09/2017

 

Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione per il risarcimento dei danni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017Assicurazione - veicoli (circolazione-assicurazione obbligatoria) - risarcimento del danno - azione per il risarcimento dei danni – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017

Richiesta di risarcimento all'assicuratore (o impresa designata o ina) – modalità - Denuncia di sinistro stradale (art. 5 legge 26 febbraio 1977 n. 39, ratione temporis applicabile) - Trasmissione all'assicuratore prima dell'instaurazione del giudizio nei suoi confronti - Necessità - Denuncia congiunta - Presunzione di veridicità - Sussistenza - Valore indiziario - Condizioni.

La denuncia di sinistro stradale (cui sia applicabile "ratione temporis" l'art. 5 della l. n. 39 del 1977 n. 39), deve esser trasmessa, pur senza la prefissione di un termine, all'assicuratore prima di citarlo in giudizio, non solo per informarlo (artt. 1334 e 1913 c.c.) delle circostanze, modalità e conseguenze del sinistro, onde consentirgli la liquidazione stragiudiziale del danno derivatone, ma anche, nel caso di denuncia congiunta, ai fini della presunzione, fino a prova contraria a carico di esso assicuratore, della veridicità delle dichiarazioni ivi contenute; se invece il modulo di constatazione amichevole è portato per la prima volta a conoscenza dell'assicuratore nel corso del giudizio nei suoi confronti, le predette dichiarazioni hanno valore soltanto indiziario.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 22415 del 26/09/2017

 

Contratti bancari - servizio bancario delle cassette di sicurezza (nozioni, caratteri, distinzioni) - obblighi e responsabilità della banca - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18637 del 27/07/2017Contratti bancari - servizio bancario delle cassette di sicurezza (nozioni, caratteri, distinzioni) - obblighi e responsabilità della banca - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18637 del 27/07/2017

Contratto di deposito beni in cassette di sicurezza - Furto - Responsabilità della banca - Onere della prova del danno subito - Presunzioni semplici e prove testimoniali - Ammissibilità.

In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nell'ipotesi di sottrazione dei beni custoditi a seguito di furto, ricorrendo la responsabilità della banca, l’onere della prova del danno subito grava sull’utente, sebbene sia all’uopo ammissibile il ricorso a presunzioni semplici ed a prove testimoniali, risultando anzi esso doveroso, tanto da giustificare, in caso di omissione non adeguatamente motivata, la cassazione della relativa decisione, trattandosi di danni dei quali è estremamente difficile, se non impossibile, fornire la prova storica.

Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 18637 del 27/07/2017

 

Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - presunzione agli effetti civili - scontro di veicoli - prova liberatoria - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18259 del 24/07/2017Circolazione stradale - responsabilità civile da incidenti stradali - colpa - presunzione agli effetti civili - scontro di veicoli - prova liberatoria - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18259 del 24/07/2017

Accertamento della responsabilità ex art. 2054 c.c. - Ricorso alle presunzioni semplici - Ammissibilità - Fondamento.

In tema di valutazione della prova, è possibile il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. al fine di valutare la responsabilità ai sensi dell'art. 2054 c.c., giacchè anche dette presunzioni sono “prova”, senza che, salvo la cd. “prova legale”, possa istituirsi una gerarchia tra le diverse e relative fonti.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 18259 del 24/07/2017

 

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17058 del 11/07/2017Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17058 del 11/07/2017

Sofferenza morale per le lesioni patite dal prossimo congiunto - Prova del danno - Ricorso alla prova presuntiva - Ammissibilità - Criteri - Fattispecie.

Il danno non patrimoniale, consistente nella sofferenza morale patita dal prossimo congiunto di persona lesa in modo non lieve dall’altrui illecito, può essere dimostrato con ricorso alla prova presuntiva, che deve essere cercata anche d’ufficio, se la parte abbia dedotto e provato i fatti noti dai quali il giudice, sulla base di un ragionamento logico-deduttivo, può trarre le conseguenze per risalire al fatto ignorato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva ritenuto non provato il danno non patrimoniale patito dal padre della vittima di un incidente stradale, senza considerare i fatti da quegli dedotti e provati nel corso del giudizio, ove era stato accertato che la vittima era minorenne, conviveva con il padre ed aveva subito lesioni personali in conseguenza delle quali era stata ricoverata in ospedale e da cui era derivata un’inabilità permanente di grado pari al 25 per cento ed un periodo di inabilità temporanea assoluta di oltre quattro mesi).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17058 del 11/07/2017

 

Stampa - responsabilita' civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017Stampa - responsabilita' civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017

Diffamazione a mezzo stampa - Danno alla reputazione - Prova - Ricorso al notorio e a presunzioni - Ammissibilità - Parametri.

In tema di risarcimento del danno causato da diffamazione a mezzo stampa, la prova del danno non patrimoniale può essere fornita con ricorso al notorio e tramite presunzioni, assumendo, come idonei parametri di riferimento, la diffusione dello scritto, la rilevanza dell’offesa e la posizione sociale della vittima, tenuto conto del suo inserimento in un determinato contesto sociale e professionale.

Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 13153 del 25/05/2017

 

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - Cass. n. 13234/2017Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - Cass. n. 13234/2017

Oneri condominiali - Pagamento - Quietanza rilasciata dall'ex amministratore in favore di un condomino - Simulazione - Posizione del condominio - Prova per testi e per presunzioni della simulazione - Ammissibilità - Soggezione ai limiti di impugnativa ex art. 2732 c.c. - Esclusione - Fondamento.

Il condominio, non partecipe ed ignaro dell'accordo simulatorio intervenuto tra un condomino e l’ex amministratore, ove deduca la simulazione delle quietanze relative all'avvenuto pagamento degli oneri condominiali è da considerarsi "terzo" rispetto a quell’accordo, con la conseguenza che può fornire la prova della simulazione "senza limiti", ai sensi del'art. 1417 c.c., e, quindi, sia a mezzo di testimoni, sia tramite presunzioni, dovendosi inoltre escludere che, in dipendenza della natura di confessione stragiudiziale della quietanza, possano valere, riguardo alla sua posizione, i limiti di impugnativa della confessione stabiliti dall'art. 2732 c.c., che trovano applicazione esclusivamente nei rapporti fra il mandatario ed il preteso simulato acquirente.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 13234 del 25/05/2017

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Spese condominiali

Corte

Cassazione

13234

2017

 

Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - malattie professionali - rapporto con le lavorazioni - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 13024 del 24/05/2017Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - malattie professionali - rapporto con le lavorazioni - Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 13024 del 24/05/2017

Malattie professionali tabellate - Onere della prova a carico del lavoratore - Contenuto - Prova del nesso di causalità - Esclusione - Malattie correlate all’asbesto - Natura monofattoriale - Contenuto della previsione tabellare - Onere della prova contraria a carico dell’INAIL - Contenuto.

In tema di assicurazione contro le malattie professionali, quando la malattia è inclusa nella tabella, al lavoratore è sufficiente dimostrare di esserne affetto e di essere stato addetto alla lavorazione nociva, anch’essa tabellata, affinché il nesso eziologico sia presunto per legge ove la malattia stessa si sia manifestata entro il periodo anch'esso indicato in tabella. Per le malattie correlate all’asbesto, definite monofattoriali, il fattore di rischio è previsto nella tabella in termini ampi, senza indicazioni di soglie quantitative, qualitative e temporali, sicché è da ritenere che l’ordinamento abbia compreso nel giudizio di correlazione causale tra i due termini sopra indicati anche l’apporto concausale. Ne consegue che l’INAIL può fornire la prova contraria, dimostrando l'intervento causale di fattori patogeni extralavorativi, dotati di efficacia esclusiva, idonei a superare la predetta presunzione legale di eziologia professionale.

Corte di Cassazione Sez. L - , Ordinanza n. 13024 del 24/05/2017

 

Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - plusvalenze patrimoniali - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12265 del 1Tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - plusvalenze patrimoniali - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12265 del 1

Cessione d'immobile o di azienda - Accertamento induttivo fondato solo sul valore accertato per l'imposta di registro - Legittimità - Esclusione - Fondamento - Art. 5 del d.lgs. n. 147 del 2015 - Norma d'interpretazione autentica.

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, l'art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 - che, quale norma di interpretazione autentica, ha efficacia retroattiva - esclude che l'Amministrazione finanziaria possa ancora procedere ad accertare, in via induttiva, la plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell'imposta di registro.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 12265 del 17/05/2017

 

Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - fatturazione delle operazioni - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 10120 del 21/04/2017Tributi erariali indiretti (riforma tributaria del 1972) - imposta sul valore aggiunto (i.v.a.) - obblighi dei contribuenti - fatturazione delle operazioni - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 10120 del 21/04/2017

Frodi carosello - Operazioni soggettivamente inesistenti - Di tipo triangolare - Onere della prova a carico della Amministrazione finanziaria - Prova della mancanza di dotazioni personali dell’interposto - Sufficienza - Onere a carico del contribuente - Prova contraria - Contenuto.

In tema di evasione dell’IVA a mezzo di frodi carosello, quando l’operazione soggettivamente inesistente è di tipo triangolare, poco complessa e caratterizzata dalla interposizione fittizia di un soggetto terzo tra il cedente comunitario ed il cessionario italiano, l’onere probatorio a carico della Amministrazione finanziaria, sulla consapevolezza da parte del cessionario che il corrispettivo della cessione sia versato al soggetto terzo non legittimato alla rivalsa né assoggettato all’obbligo del pagamento dell’imposta, è soddisfatto dalla dimostrazione che l’interposto sia privo di dotazione personale e strumentale adeguata alla prestazione fatturata, mentre spetta al contribuente-cessionario fornire la prova contraria della buona fede con cui ha svolto le trattative ed acquistato la merce, ritenendo incolpevolmente che essa fosse realmente fornita dalla persona interposta.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 10120 del 21/04/2017

 

Risarcimento del danno - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 25898 del 15/12/2016Risarcimento del danno - in genere - Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 25898 del 15/12/2016

Occupazione “sine titulo” di immobile – Danno da perdita della temporanea sua disponibilità – Oneri di allegazione e prova a carico dell’attore – Contenuto.

Nella ipotesi di occupazione “sine titulo” di un cespite immobiliare altrui, il danno subito dal proprietario per l’indisponibilità del medesimo può definirsi “in re ipsa”, purché inteso in senso descrittivo, cioè di normale inerenza del pregiudizio all’impossibilità stessa di disporre del bene, senza comunque far venir meno l’onere per l’attore quanto meno di allegare, e anche di provare, con l’ausilio delle presunzioni, il fatto da cui discende il lamentato pregiudizio, ossia che se egli avesse immediatamente recuperato la disponibilità dell’immobile, l’avrebbe subito impiegato per finalità produttive, quali il suo godimento diretto o la sua locazione.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 25898 del 15/12/2016

Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - malattie professionali - rapporto con le lavorazioni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23653 del 21/11/2016Previdenza (assicurazioni sociali) - assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - malattie professionali - rapporto con le lavorazioni – Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23653 del 21/11/2016

Lavorazione tabellata - Presunzione legale di eziologia professionale - Sussistenza - Malattia ad eziologia multifattoriale - Limiti e modalità applicative della presunzione - Neoplasia ritenuta dalla scienza medica di possibile origine professionale - Prova contraria a carico dell'I.N.A.I.L. - Contenuto - Fattispecie.

Dall'inclusione nelle apposite tabelle sia della lavorazione che della malattia (purché insorta entro il periodo massimo di indennizzabilità) deriva l'applicabilità della presunzione di eziologia professionale della patologia sofferta dall'assicurato, con il conseguente onere di prova contraria a carico dell'I.N.A.I.L., quale è, in particolare, la dipendenza dell'infermità da una causa extralavorativa oppure il fatto che la lavorazione non abbia avuto idoneità sufficiente a cagionare la malattia, di modo che, per escludere la tutela assicurativa è necessario accertare, rigorosamente ed inequivocabilmente, che vi sia stato l'intervento di un diverso fattore patogeno, che da solo o in misura prevalente, abbia cagionato o concorso a cagionare la tecnopatia. Tale regola deve essere, tuttavia, temperata in caso di malattia, come quella tumorale, ad eziologia multifattoriale, nel senso che la prova del nesso causale non può consistere in semplici presunzioni desunte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma deve consistere nella concreta e specifica dimostrazione, quanto meno in via di probabilità, della idoneità della esposizione al rischio a causare l'evento morboso, con la precisazione che in presenza di forme tumorali che hanno o possono avere, secondo la scienza medica, un'origine professionale, la presunzione legale quanto a tale origine torna ad operare, sicché l'I.N.A.I.L. può solo dimostrare che la patologia tumorale, per la sua rapida evolutività, non è ricollegabile all'esposizione a rischio, in quanto quest'ultima sia cessata da lungo tempo. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello che, sulla base di nuova ctu in detta fase, aveva escluso che la patologia tumorale fosse ricollegabile all'espletamento di attività lavorativa svolta in cantiere edile).

Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 23653 del 21/11/2016

 

Impresa - libri e scritture contabili - tenuta e conservazione - prova tra imprenditori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016Impresa - libri e scritture contabili - tenuta e conservazione - prova tra imprenditori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016

Scritture contabili - Poteri del Giudice - Valutazione di indizi a favore dell'imprenditore che le ha prodotte - Ammissibilità.

Le disposizioni degli artt. 2709 e 2710 c.c., le quali regolano l'efficacia probatoria delle scritture contabili contro l'imprenditore e nei rapporti tra imprenditori, non precludono al giudice la possibilità di trarre dai libri contabili di una delle parti, regolarmente tenuti, elementi indiziari atti a concretare, in concorso con altre risultanze, una valida prova per presunzione anche a favore dell'imprenditore che i libri stessi ha prodotto in giudizio.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016

 

impresa - libri e scritture contabili - tenuta e conservazione - prova tra imprenditori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016impresa - libri e scritture contabili - tenuta e conservazione - prova tra imprenditori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016

Scritture contabili - Poteri del Giudice - Valutazione di indizi a favore dell'imprenditore che le ha prodotte - Ammissibilità.

Le disposizioni degli artt. 2709 e 2710 c.c., le quali regolano l'efficacia probatoria delle scritture contabili contro l'imprenditore e nei rapporti tra imprenditori, non precludono al giudice la possibilità di trarre dai libri contabili di una delle parti, regolarmente tenuti, elementi indiziari atti a concretare, in concorso con altre risultanze, una valida prova per presunzione anche a favore dell'imprenditore che i libri stessi ha prodotto in giudizio.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016

 

Impresa - libri e scritture contabili - tenuta e conservazione - prova tra imprenditori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016Impresa - libri e scritture contabili - tenuta e conservazione - prova tra imprenditori – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016

Scritture contabili - Poteri del Giudice - Valutazione di indizi a favore dell'imprenditore che le ha prodotte - Ammissibilità.

Le disposizioni degli artt. 2709 e 2710 c.c., le quali regolano l'efficacia probatoria delle scritture contabili contro l'imprenditore e nei rapporti tra imprenditori, non precludono al giudice la possibilità di trarre dai libri contabili di una delle parti, regolarmente tenuti, elementi indiziari atti a concretare, in concorso con altre risultanze, una valida prova per presunzione anche a favore dell'imprenditore che i libri stessi ha prodotto in giudizio.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9968 del 16/05/2016

 

prova civile - prove indiziarie - presunzioni - in genere (nozione) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9225 del 04/05/2005prova civile - prove indiziarie - presunzioni - in genere (nozione) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9225 del 04/05/2005

Presupposti e requisiti - Sussistenza - Accertamento del giudice di merito - Portata - Incensurabilità in Cassazione - Limiti - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9225 del 04/05/2005

In materia di presunzioni, è riservata al giudice di merito la valutazione discrezionale della sussistenza sia dei presupposti per il ricorso a tale mezzo di prova, sia dei requisiti di precisione, gravità e concordanza richiesti dalla legge per valorizzare elementi di fatto come fonti di presunzione, ovverosia come circostanze idonee a consentire illazioni che ne discendano secondo il criterio dell'"id quod plerumque accidit"; l'unico sindacato riservato in proposito al giudice di legittimità è quello sulla congruenza della relativa motivazione. (Nella specie, relativa a controversia in cui l'acquirente affermava che il venditore aveva consegnato e fatturato merce in quantità superiore a quella ordinata, il giudice di merito aveva negato che tale circostanza potesse presumersi sulla base del fatto che l'acquirente non aveva pagato il maggior prezzo richiesto; la Corte Cass. nel confermare la sentenza impugnata ha enunziato il principio di cui alla massima).

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9225 del 04/05/2005

 

Società - di persone fisiche - società irregolare e di fatto - prova – Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8981 del 05/05/2016Società - di persone fisiche - società irregolare e di fatto - prova – Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8981 del 05/05/2016

Prova scritta - Mancanza - Irrilevanza - Possibilità di provare con ogni mezzo lo svolgimento in comune di un'attività economica - Sussistenza - Responsabilità solidale dei soci verso i terzi - Esteriorizzazione del vincolo sociale - Sufficienza - Accertamento del giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Esclusione.

La mancanza della prova scritta del contratto di costituzione di una società di fatto o irregolare (non richiesta dalla legge ai fini della sua validità) non impedisce al giudice del merito l'accertamento "aliunde", mediante ogni mezzo di prova previsto dall'ordinamento, ivi comprese le presunzioni semplici, dell'esistenza di una struttura societaria, all'esito di una rigorosa valutazione (quanto ai rapporti tra soci) del complesso delle circostanze idonee a rivelare l'esercizio in comune di una attività imprenditoriale, quali il fondo comune costituito dai conferimenti finalizzati all'esercizio congiunto di un'attività economica, l'alea comune dei guadagni e delle perdite e l'"affectio societatis", cioè il vincolo di collaborazione in vista di detta attività nei confronti dei terzi; peraltro, è sufficiente a far sorgere la responsabilità solidale dei soci, ai sensi dell'art. 2297 c.c., l'esteriorizzazione del vincolo sociale, ossia l'idoneità della condotta complessiva di taluno dei soci ad ingenerare all'esterno il ragionevole affidamento circa l'esistenza della società. Tali accertamenti, risolvendosi nell'apprezzamento di elementi di fatto, non sono censurabili in sede di legittimità, se sorrette da motivazioni adeguate ed immuni da vizi logici o giuridici.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8981 del 05/05/2016

 

Società - di persone fisiche - società irregolare e di fatto - prova – Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8981 del 05/05/2016Società - di persone fisiche - società irregolare e di fatto - prova – Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8981 del 05/05/2016

Prova scritta - Mancanza - Irrilevanza - Possibilità di provare con ogni mezzo lo svolgimento in comune di un'attività economica - Sussistenza - Responsabilità solidale dei soci verso i terzi - Esteriorizzazione del vincolo sociale - Sufficienza - Accertamento del giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Esclusione.

La mancanza della prova scritta del contratto di costituzione di una società di fatto o irregolare (non richiesta dalla legge ai fini della sua validità) non impedisce al giudice del merito l'accertamento "aliunde", mediante ogni mezzo di prova previsto dall'ordinamento, ivi comprese le presunzioni semplici, dell'esistenza di una struttura societaria, all'esito di una rigorosa valutazione (quanto ai rapporti tra soci) del complesso delle circostanze idonee a rivelare l'esercizio in comune di una attività imprenditoriale, quali il fondo comune costituito dai conferimenti finalizzati all'esercizio congiunto di un'attività economica, l'alea comune dei guadagni e delle perdite e l'"affectio societatis", cioè il vincolo di collaborazione in vista di detta attività nei confronti dei terzi; peraltro, è sufficiente a far sorgere la responsabilità solidale dei soci, ai sensi dell'art. 2297 c.c., l'esteriorizzazione del vincolo sociale, ossia l'idoneità della condotta complessiva di taluno dei soci ad ingenerare all'esterno il ragionevole affidamento circa l'esistenza della società. Tali accertamenti, risolvendosi nell'apprezzamento di elementi di fatto, non sono censurabili in sede di legittimità, se sorrette da motivazioni adeguate ed immuni da vizi logici o giuridici.

Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 8981 del 05/05/2016

 

Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - in genere - art. 732 c.c. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8692 del 03/05/2016Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - in genere - art. 732 c.c. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8692 del 03/05/2016

Applicabilità - Condizioni - Comunione ereditaria - Unico cespite - Alienazione di quota di esso - Presunzione di alienazione di quota ereditaria - Configurabilità - Fondamento - Limiti.

In tema di retratto successorio, ove uno degli eredi alieni ad un estraneo la quota indivisa dell'unico cespite ereditario, si presume che l'alienazione concerna la quota che lo riguarda, intesa come porzione ideale dell'"universum ius defuncti", sicché il coerede può esercitare il diritto di prelazione ex art. 732 c.c., salvo che il retrattato dimostri, in base ad elementi concreti della fattispecie ed intrinseci al contratto (quali la volontà delle parti, lo scopo perseguito, la consistenza del patrimonio ereditario ed il raffronto con l'entità dei beni venduti), che la vendita ha, invece, ad oggetto un bene a sé stante, mentre non assume alcun rilievo il comportamento del retraente, estraneo al contratto medesimo.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8692 del 03/05/2016

 

Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - in genere - art. 732 c.c. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8692 del 03/05/2016Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - retratto successorio - in genere - art. 732 c.c. – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8692 del 03/05/2016

Applicabilità - Condizioni - Comunione ereditaria - Unico cespite - Alienazione di quota di esso - Presunzione di alienazione di quota ereditaria - Configurabilità - Fondamento - Limiti.

In tema di retratto successorio, ove uno degli eredi alieni ad un estraneo la quota indivisa dell'unico cespite ereditario, si presume che l'alienazione concerna la quota che lo riguarda, intesa come porzione ideale dell'"universum ius defuncti", sicché il coerede può esercitare il diritto di prelazione ex art. 732 c.c., salvo che il retrattato dimostri, in base ad elementi concreti della fattispecie ed intrinseci al contratto (quali la volontà delle parti, lo scopo perseguito, la consistenza del patrimonio ereditario ed il raffronto con l'entità dei beni venduti), che la vendita ha, invece, ad oggetto un bene a sé stante, mentre non assume alcun rilievo il comportamento del retraente, estraneo al contratto medesimo.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 8692 del 03/05/2016

 

prova civile - prove indiziarie - presunzioni - semplici – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12802 del 29/05/2006prova civile - prove indiziarie - presunzioni - semplici – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12802 del 29/05/2006

 Deduzione del fatto ignoto da quello noto -Criteri. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12802 del 29/05/2006

Nella prova per presunzioni non occorre che tra il fatto noto e il fatto ignoto, sussista un legame di assoluta ed esclusiva necessità causale, ma è sufficiente che il fatto da provare sia desumibile dal fatto noto come conseguenza ragionevolmente possibile secondo un criterio di normalità da stabilire alla stregua di canoni di probabilità con riferimento ad una connessione possibile e verosimile di accadimenti.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12802 del 29/05/2006

 

Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - in genere – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - in genere – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

Società di capitali - Dati risultanti dai conti correnti bancari - Utilizzabilità - Limitazione a quelli formalmente intestati alla società - Esclusione - Conti formalmente intestati ai soci ed agli amministratori - Estensione - Condizioni - Sostanziale riferibilità dei conti alla società - Prova da parte dell'Ufficio - Anche per presunzioni - Conseguenze.

In sede di rettifica e di accertamento d'ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi dell'art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, l'utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all'ente, ma riguarda anche quelli intestati ai soci, agli amministratori o ai procuratori generali, allorché risulti provata dall'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati, senza necessità di provare altresì che tutte le movimentazioni di tali rapporti rispecchino operazioni aziendali, atteso che, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 600 cit., incombe sulla società contribuente dimostrarne l'estraneità alla propria attività di impresa.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

 

Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

Società di capitali - Dati risultanti dai conti correnti bancari - Utilizzabilità - Limitazione a quelli formalmente intestati alla società - Esclusione - Conti formalmente intestati ai soci ed agli amministratori - Estensione - Condizioni - Sostanziale riferibilità dei conti alla società - Prova da parte dell'Ufficio - Anche per presunzioni - Conseguenze.

In sede di rettifica e di accertamento d'ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi dell'art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, l'utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all'ente, ma riguarda anche quelli intestati ai soci, agli amministratori o ai procuratori generali, allorché risulti provata dall'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati, senza necessità di provare altresì che tutte le movimentazioni di tali rapporti rispecchino operazioni aziendali, atteso che, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 600 cit., incombe sulla società contribuente dimostrarne l'estraneità alla propria attività di impresa.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

 

Tributi erariali diretti - accertamento dellez imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016Tributi erariali diretti - accertamento dellez imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

Società di capitali - Dati risultanti dai conti correnti bancari - Utilizzabilità - Limitazione a quelli formalmente intestati alla società - Esclusione - Conti formalmente intestati ai soci ed agli amministratori - Estensione - Condizioni - Sostanziale riferibilità dei conti alla società - Prova da parte dell'Ufficio - Anche per presunzioni - Conseguenze.

In sede di rettifica e di accertamento d'ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi dell'art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, l'utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all'ente, ma riguarda anche quelli intestati ai soci, agli amministratori o ai procuratori generali, allorché risulti provata dall'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati, senza necessità di provare altresì che tutte le movimentazioni di tali rapporti rispecchino operazioni aziendali, atteso che, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 600 cit., incombe sulla società contribuente dimostrarne l'estraneità alla propria attività di impresa.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

 

Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

Società di capitali - Dati risultanti dai conti correnti bancari - Utilizzabilità - Limitazione a quelli formalmente intestati alla società - Esclusione - Conti formalmente intestati ai soci ed agli amministratori - Estensione - Condizioni - Sostanziale riferibilità dei conti alla società - Prova da parte dell'Ufficio - Anche per presunzioni - Conseguenze.

In sede di rettifica e di accertamento d'ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi dell'art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, l'utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all'ente, ma riguarda anche quelli intestati ai soci, agli amministratori o ai procuratori generali, allorché risulti provata dall'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati, senza necessità di provare altresì che tutte le movimentazioni di tali rapporti rispecchino operazioni aziendali, atteso che, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 600 cit., incombe sulla società contribuente dimostrarne l'estraneità alla propria attività di impresa.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

 

Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - accertamenti e controlli - Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

Società di capitali - Dati risultanti dai conti correnti bancari - Utilizzabilità - Limitazione a quelli formalmente intestati alla società - Esclusione - Conti formalmente intestati ai soci ed agli amministratori - Estensione - Condizioni - Sostanziale riferibilità dei conti alla società - Prova da parte dell'Ufficio - Anche per presunzioni - Conseguenze.

In sede di rettifica e di accertamento d'ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi dell'art. 37, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973, l'utilizzazione dei dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all'ente, ma riguarda anche quelli intestati ai soci, agli amministratori o ai procuratori generali, allorché risulti provata dall'Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell'intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all'ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati, senza necessità di provare altresì che tutte le movimentazioni di tali rapporti rispecchino operazioni aziendali, atteso che, ai sensi dell'art. 32 del d.P.R. n. 600 cit., incombe sulla società contribuente dimostrarne l'estraneità alla propria attività di impresa.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 8112 del 22/04/2016

 

Prova civile - prove indiziarie - presunzioni - in genere (nozione) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12866 del 22/06/2015Prova civile - prove indiziarie - presunzioni - in genere (nozione) – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12866 del 22/06/2015

Pagamento di canone di locazione eccedente quello legale o concordato - Prova del maggiore versamento per intervalli di tempo non corrispondenti alla intera durata del rapporto - Prova presuntiva per i periodi intermedi - Violazione del divieto di "praesumptio de praesumpto" - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12866 del 22/06/2015

Nel giudizio di ripetizione di indebito instaurato dal conduttore, il giudice può trarre la prova del pagamento di canoni di locazione in misura eccedente quella concordata o quella legale, senza violare il divieto di "praesumptio de praesumpto", allorché, essendo stato provato con documenti e testimoni il versamento di somme maggiori del canone contrattuale, o di quello dovuto ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392, per periodi di tempo non corrispondenti all'intera durata del rapporto, ritenga presuntivamente provato il versamento, anche per i periodi intermedi, di un canone mensile di quello stesso importo.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12866 del 22/06/2015

 

Contratti in genere - simulazione - assoluta – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13345 del 30/06/2015Contratti in genere - simulazione - assoluta – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13345 del 30/06/2015

Alienazione di un bene - Diversità rispetto all'atto soggetto a revocatoria - Sottrazione alla garanzia generica dei creditori - Sufficienza - Esclusione - Prova specifica dell'apparenza dell'alienazione - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13345 del 30/06/2015

In considerazione della diversità di presupposti esistenti tra negozio simulato e negozio soggetto ad azione revocatoria, ad integrare gli estremi della simulazione non è sufficiente la prova che, attraverso l'alienazione di un bene, il debitore abbia inteso sottrarlo alla garanzia generica dei creditori, ma è necessario provare specificamente che questa alienazione sia stata soltanto apparente, nel senso che né l'alienante abbia inteso dismettere la titolarità del diritto, né l'altra parte abbia inteso acquisirla.

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13345 del 30/06/2015

SIMULAZIONE

CONTRATTI

 

Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente - plurima intestazione del conto corrente – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18777 del 23/09/2015Contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente - plurima intestazione del conto corrente – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18777 del 23/09/2015

Cointestazione del conto corrente - Contitolarità delle somme accreditate - Presunzione "iuris tantum" - Superamento - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18777 del 23/09/2015

La cointestazione di un conto corrente tra coniugi attribuisce agli stessi, ex art. 1854 c.c., la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni, e fa presumere la contitolarità dell'oggetto del contratto; tale presunzione dà luogo ad una inversione dell'onere probatorio che può essere superata attraverso presunzioni semplici - purché gravi, precise e concordanti - dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva desunto la prova dell'esclusiva provenienza del denaro dall'attività professionale di uno dei coniugi, dalla circostanza che l'altro coniuge, legalmente separato, fosse titolare di un conto corrente personale utilizzato per l'accredito dello stipendio ed il pagamento delle utenze).

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 18777 del 23/09/2015

 

 

Trasporti - contratto di trasporto (diritto civile) - di cose - responsabilità del vettore -Cause di esonero della responsabilità Trasporti - contratto di trasporto (diritto civile) - di cose - responsabilità del vettore -Cause di esonero della responsabilità "ex recepto" - Furto del carico - Prova liberatoria - Insufficienza - Imprevedibilità del fatto per modalità atipiche - Inevi

Trasporti - contratto di trasporto (diritto civile) - di cose - responsabilità del vettore. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16554 del 06/08/2015

Cause di esonero della responsabilità "ex recepto" - Furto del carico - Prova liberatoria - Insufficienza - Imprevedibilità del fatto per modalità atipiche - Inevitabilità del fatto - Necessità. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16554 del 06/08/2015

Al fine di escludere la responsabilità "ex recepto" del vettore non è sufficiente la prova della perdita del carico a causa di un furto, se il fatto è avvenuto con modalità tali da evidenziare l'omessa adozione di cautele idonee ad evitarlo, essendo necessario accertare che i fatti, ancorché riconducibili ad un reato, si siano svolti con modalità talmente atipiche ed abnormi da doversi ritenere del tutto imprevedibili ed inevitabili anche mediante l'assunzione di misure di prevenzione adeguate. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16554 del 06/08/2015

Cod_Civ_art_1176, Cod_Civ_art_1693, Cod_Civ_art_2727, Cod_Civ_art_2729

Massime precedenti Vedi: N. 17398 del 2007 Rv. 599052

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - assemblea dei condomini - deliberazioni - verbale – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16774 del 12/08/2015Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici - assemblea dei condomini - deliberazioni - verbale – Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16774 del 12/08/2015

Valore di prova presuntiva - Contestazione da parte del condomino della verità di quanto riferito nel verbale - Onere della prova. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16774 del 12/08/2015

Il verbale dell'assemblea condominiale offre una prova presuntiva dei fatti che afferma essersi in essa verificati, per modo che spetta al condomino che impugna la deliberazione assembleare contestando la rispondenza a verità di quanto riferito nel relativo verbale provare il suo assunto.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16774 del 12/08/2015

 CONDOMINIO

ASSEMBLEA DEI CONDOMINI

 

Consorzi - contributi consortili – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23815 del 20/11/2015Consorzi - contributi consortili – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23815 del 20/11/2015

Consorzi obbligatori di bonifica - Contributi consortili - Natura - Oneri reali - Beneficio apportato al fondo - Presunzione - Prova contraria a carico del proprietario - Intenzione di non usufruire dell'opera realizzata dal consorzio - Irrilevanza.

I contributi consortili di bonifica costituiscono oneri reali, giusta l'art. 21 del r.d. n. 215 del 1933, dovuti da chi, al tempo della loro esazione, sia proprietario del fondo situato nel perimetro del comprensorio, e trovano giustificazione nei benefici, concreti o anche solo potenziali, che si presumono apportati al terreno dalle opere eseguite dal consorzio, senza che quest'ultimo ne sia onerato della prova, spettando, invece, al proprietario dimostrare il contrario, senza che, a tal fine, rilevi l'aver manifestato, per scelta personale o per situazioni particolari, l'intenzione di non usufruire di quanto (nella specie, un impianto di irrigazione) realizzato dal primo.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 23815 del 20/11/2015

 

contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17732 del 06/08/2014contratti bancari - operazioni bancarie in conto corrente - in genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17732 del 06/08/2014

Contratto bancario regolato in conto corrente - Accreditamenti e prelevamenti - Natura - Conseguenze - Annotazione eseguita per errore - Prova - Limiti - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17732 del 06/08/2014

Nel contratto bancario regolato in conto corrente, gli atti di accreditamento e di prelevamento non sono qualificabili alla stregua di autonomi negozi giuridici o di pagamenti, vale a dire come atti estintivi di obbligazioni, ma si presumono, fino a prova contraria, atti di utilizzazione dell'unico contratto ad esecuzione ripetuta. Ne consegue che i relativi documenti non costituiscono prova di debito o di credito, ma solo della correttezza della posta contabile che concorre al saldo esigibile dall'una o dall'altra parte, onde può esserne dimostrata l'erroneità senza i limiti previsti, per la prova per testi, per presunzioni ed in tema di confessione, rispettivamente, dagli artt. 2725, 2726, 2729, comma secondo, e 2732 cod. civ. (Nella specie, in una controversia per l'accertamento dell'errore commesso da un cassiere, che aveva accreditato al correntista una somma maggiore di quella effettivamente versata, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto provato dalla banca, in via presuntiva, l'errore di scritturazione).

 

servitù prediali - servitù coattive - passaggio coattivo - condizioni - fondo intercluso per alienazione o divisioneservitù prediali - servitù coattive - passaggio coattivo - condizioni - fondo intercluso per alienazione o divisione

Servitù di passaggio ex art. 1054 cod. civ. - Costituita per negozio - Natura coattiva - Presunzione relativa - Sussistenza - Conseguenze.

Per il disposto dell'art. 1054 cod. civ., il quale riconosce al proprietario del fondo rimasto intercluso in conseguenza di alienazione a titolo oneroso o di divisione il diritto di ottenere coattivamente dall'altro contraente il passaggio senza corrispondere alcuna indennità, deve presumersi che la servitù di passaggio costituita con lo stesso atto di alienazione o di divisione, o anche con atto successivo che all'interclusione sia oggettivamente preordinato, abbia natura coattiva, con conseguente applicabilità alla medesima, in caso di cessazione dell'interclusione, della causa estintiva di cui all'art. 1055 cod. civ., salvo che dal negozio costitutivo non emerga, in concreto ed inequivocabilmente, l'intento delle parti di assoggettarsi al regime delle servitù volontarie.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2922 del 10/02/2014

 

tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - plusvalenze patrimoniali – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 245 del 09/tributi erariali diretti - imposta sul reddito delle persone fisiche (i.r.p.e.f.) (tributi posteriori alla riforma del 1972) - redditi di impresa - determinazione del reddito - plusvalenze patrimoniali – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 245 del 09/

Contestazione di plusvalenza patrimoniale realizzata attraverso cessione onerosa di immobile - Prova della parziale simulazione dell'operazione - Onere a carico dell'Amministrazione finanziaria - Adempimento mediante presunzioni semplici - Ammissibilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 245 del 09/01/2014

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora sia contestata una plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione a titolo oneroso di un'unità immobiliare, l'onere di fornire la prova che l'operazione è parzialmente (quanto al prezzo di vendita) simulata, spetta all'Amministrazione finanziaria, la quale adduca l'esistenza di maggiori ricavi, e può essere adempiuto, ai sensi dell'art. 39, primo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, anche sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti (non ostandovi il divieto della doppia presunzione, il quale attiene esclusivamente alla correlazione tra una presunzione semplice con altra presunzione semplice, e non può quindi ritenersi violato nel caso in cui da un fatto noto si risalga ad un fatto ignorato, che a sua volta costituisce la base di una presunzione legale), rimanendo a carico del contribuente l'onere di superare la presunzione di corrispondenza tra il valore di mercato ed il prezzo incassato.

Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 245 del 09/01/2014

 

servitù prediali - servitù coattive - passaggio coattivo - condizioni - fondo intercluso per alienazione o divisione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2922 del 10/02/2014servitù prediali - servitù coattive - passaggio coattivo - condizioni - fondo intercluso per alienazione o divisione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2922 del 10/02/2014

Servitù di passaggio ex art. 1054 cod. civ. - Costituita per negozio - Natura coattiva - Presunzione relativa - Sussistenza - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2922 del 10/02/2014

Per il disposto dell'art. 1054 cod. civ., il quale riconosce al proprietario del fondo rimasto intercluso in conseguenza di alienazione a titolo oneroso o di divisione il diritto di ottenere coattivamente dall'altro contraente il passaggio senza corrispondere alcuna indennità, deve presumersi che la servitù di passaggio costituita con lo stesso atto di alienazione o di divisione, o anche con atto successivo che all'interclusione sia oggettivamente preordinato, abbia natura coattiva, con conseguente applicabilità alla medesima, in caso di cessazione dell'interclusione, della causa estintiva di cui all'art. 1055 cod. civ., salvo che dal negozio costitutivo non emerga, in concreto ed inequivocabilmente, l'intento delle parti di assoggettarsi al regime delle servitù volontarie.

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2922 del 10/02/2014

 

fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cass. n. 17208/2014fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Cass. n. 17208/2014

Stato di insolvenza - Conoscenza da parte della banca convenuta - Prova - Esame dei bilanci ed affermata solvibilità del cliente - Sufficienza - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17208 del 29/07/2014

In tema di azione revocatoria fallimentare, la qualità di operatore economico qualificato della banca convenuta, pur non integrando, da sola, la prova dell'effettiva conoscenza dei sintomi dell'insolvenza, impone di considerare la professionalità ed avvedutezza con cui normalmente gli istituti di credito esercitano la loro attività. Ne consegue che la "scientia decoctionis" della prima non può escludersi solo perchè, in sede di concessione o di rinnovo di un fido, abbia effettuato un qualunque esame dei bilanci della correntista poi fallita, concluso con la mera affermazione della sua solvibilità, dovendosi, piuttosto, verificare - per scongiurare analisi funzionali non all'accertamento della solvibilità del cliente, ma alla protezione della stessa banca da eventuali revocatorie - se sia stato svolto un esame critico ed attento della effettività, della coerenza e della congruità delle singole voci esposte nei bilanci, e se i criteri di giudizio in concreto utilizzati corrispondano o meno alla prassi degli istituti nella concessione del credito.

Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 17208 del 29/07/2014

Revocatoria

ordinaria

pauliana

azione

corte

cassazione

17208 

2014

 

impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 15205 del 03/07/2014impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - motivi del ricorso - vizi di motivazione - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 15205 del 03/07/2014

Ricorso per cassazione - Valutazione delle testimonianze - Vizio della motivazione - Configurabilità - Limiti e condizioni. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 15205 del 03/07/2014

In tema di ricorso per cassazione, qualora le deposizioni testimoniali, ancorché ritualmente portate all'esame del giudice di legittimità, affermino o neghino obiettivamente fatti costitutivi dei diritti controversi e non siano state esaminate dal giudice di merito, è configurabile il vizio di motivazione di cui all'art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ. (nel testo anteriore alle modifiche apportate dall'art. 54, comma 1, lett. b), del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134), mentre qualora comportino comunque valutazioni ed apprezzamenti di fatto, ivi compresa la maggiore o minore attendibilità dei testi, suffragata da non illogici argomenti, ovvero presunzioni ex art. 2727 cod. civ., il motivo è inammissibile, soprattutto laddove si pretenda una valutazione atomistica delle singole deposizioni e non già il necessario esame complessivo delle stesse, non essendo consentito alla S.C. di procedere ad un nuovo esame di merito attraverso una autonoma valutazione delle risultanze degli atti di causa.

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 15205 del 03/07/2014

 

Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza – Cass. n. 4930/2015Spese giudiziali civili - condanna alle spese - soccombenza – Cass. n. 4930/2015

Giudizio di cassazione - Responsabilità ex art. 385, quarto comma, cod. proc. civ., vigente "ratione temporis" - Tesi difensiva palesemente infondata - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4930 del 12/03/2015

Costituisce indizio idoneo, ex art. 2727 cod. civ., a fondare la responsabilità ex art. 385, quarto comma, cod. proc. civ., (nel testo vigente "ratione temporis", introdotto dall'art. 13 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, e successivamente abrogato dall'art. 46, comma 20, della legge 18 giugno 2009, n. 69), la palese infondatezza della tesi prospettata dal ricorrente, il cui sostegno significhi "non intelligere quod omnes intelligunt". (Nella specie, la S.C. ha ritenuto la temerarietà della prospettazione dei ricorrenti - quanto meno per colpa grave - che avevano propugnato la corresponsabilità di una delle società editrici convenute nella pretesa diffamazione commessa ai loro danni per il semplice fatto che i due quotidiani venissero venduti congiuntamente, atteso che, per elementare principio di diritto, acquisibile secondo una diligenza minima ex art. 1176 cod. civ., una società editrice di un quotidiano non può rispondere del contenuto degli articoli pubblicati da un giornale di altro editore).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4930 del 12/03/2015

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Spese giudiziali

Corte

Cassazione

4930

2015

 

 

valutazione e liquidazione - invalidità personale - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 23468 del 04/11/2014valutazione e liquidazione - invalidità personale - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 23468 del 04/11/2014

risarcimento del danno - Riduzione della capacità di guadagno - Danno patrimoniale - Liquidazione automatica - Esclusione - Onere della prova - Sussistenza - Ricorso a presunzioni - Ammissibilità.Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 23468 del 04/11/2014

Tra lesione della salute e diminuzione della capacità di guadagno non sussiste alcun rigido automatismo, sicché, in presenza di una lesione della salute, anche di non modesta entità, non può ritenersi ridotta in egual misura la capacità di produrre reddito, ma il soggetto leso ha sempre l'onere di allegare e provare, anche mediante presunzioni, che l'invalidità permanente abbia inciso sulla capacità di guadagno.

Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 23468 del 04/11/2014

Riferimenti normativi:
Cod_Civ_art_2043,Cod_Civ_art_2056,Cod_Civ_art_2697,Cod_Civ_art_2727
Massime precedenti Conformi:N. 10031 del 2006

Massime precedenti Vedi: N. 15238 del 2014


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