2699. Atto pubblico.

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Codice Civile Libro Sesto: DELLA TUTELA DEI DIRITTI Titolo II: DELLE PROVE Capo II: DELLA PROVA DOCUMENTALE Sezione I: DELL'ATTO PUBBLICO Art.2699. Atto pubblico.

Art. 2699. Atto pubblico.

1. L'atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è formato.

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Atto notarile di compravendita - Indicazione da parte del venditore di avvenuto pagamento del prezzo – Cass. n. 20520/2020Atto notarile di compravendita - Indicazione da parte del venditore di avvenuto pagamento del prezzo – Cass. n. 20520/2020
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico -Atto notarile di compravendita - Indicazione da parte del venditore di avvenuto pagamento del prezzo contestualmente alla firma dell'atto - Natura - Conseguenze sul regime probatorio. L'indicazione del venditore, contenuta nell'atto notarile di compravendita, che il "pagamento del prezzo complessivo è avvenuto contestualmente alla firma del presente atto" non è coperto da fede privilegiata ex art. 2700 c.c., ma ha natura confessoria, con la conseguenza che il quietanziante non è ammesso alla prova contraria per testi o per presunzioni, salvo che dimostri, in applicazione analogica dell'art. 2732 c.c., che il rilascio della quietanza è avvenuto per errore di fatto o per violenza o salvo che se ne deduca la simulazione; quest'ultima nel rapporto tra le parti deve essere provata mediante contro dichiarazione scritta. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 20520 del 29/09/2020 (Rv. 659196 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_2699, Cod_Civ_art_2700, Cod_Proc_Civ_art_115 CORTE CASSAZIONE 20520 2020...
Condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - Cass. n. 15253/2020Condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - Cass. n. 15253/2020
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - Contratto stipulato per atto pubblico - Condizioni poste da uno dei contraenti, anche di natura vessatoria inserite in scritture allegate - Inclusione - Specifica approvazione - Necessità - Esclusione - Clausola di deroga alla competenza territoriale – Ragioni - contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - deroghe alla competenza . Le clausole inserite in un contratto stipulato per atto pubblico, ancorché si conformino alle condizioni poste da uno dei contraenti, non possono considerarsi come predisposte dal contraente medesimo ai sensi dell'art. 1341 c.c. e, pertanto, pur se vessatorie, non necessitano di specifica approvazione; è efficace, pertanto, la clausola di deroga alla competenza territoriale che, pur se contenuta in un documento separato ed unilateralmente predisposto, sia stata oggetto di un esplicito richiamo in contratto e sottoscritta dall'altro contraente, che abbia dichiarato di averne preso visione e di approvarne il contenuto, avendo, in tal caso, il valore, per effetto di una "relatio perfecta", delle clausole concordate. Corte di Cassazione. Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15253 del 16/07/2020 (Rv. 658728 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_028, Cod_Proc_Civ_art_029, Cod_Civ_art_1341, Cod_Civ_art_1342, Cod_Civ_art_2699 corte cassazione 15253 2020...
Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 1202 del 21/01/2020 (Rv. 656842 - 01)Famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi – Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 1202 del 21/01/2020 (Rv. 656842 - 01)
Procedura di negoziazione assistita - Accordo di separazione consensuale comprensivo del trasferimento di diritti immobiliari - Trascrizione - Autenticazione del verbale di accordo da parte di pubblico ufficiale a ciò autorizzato - Necessità. In tema di procedura di negoziazione assistita tra avvocati, ogni qualvolta l'accordo stabilito tra i coniugi, al fine di giungere ad una soluzione consensuale della separazione personale, ricomprenda anche il trasferimento di uno o più diritti di proprietà su beni immobili, la disciplina di cui all'art. 6 d.l. n. 132 del 2014, conv. dalla l. n. 162 del 2014, deve necessariamente integrarsi con quella di cui all'art. 5, comma 3, del medesimo d.l. n. 132, con la conseguenza che, per procedere alla trascrizione dell'accordo di separazione contenente anche un atto negoziale comportante un trasferimento immobiliare, è necessaria l'autenticazione del verbale di accordo da parte di un pubblico ufficiale a ciò autorizzato, ai sensi dell'art. 5, comma 3, cit. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 1202 del 21/01/2020 (Rv. 656842 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2657, Cod_Civ_art_2699, Cod_Civ_art_2671, Cod_Civ_art_2703 FAMIGLIA MATRIMONIO RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI  ...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - della sentenza impugnata - termini - per la decorrenza dei termini di impugnazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 27722 del 29/10/2019 (Rv. 655525 - 01)Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - della sentenza impugnata - termini - per la decorrenza dei termini di impugnazione - Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 27722 del 29/10/2019 (Rv. 655525 - 01)
Impugnazioni civili - Termine breve per impugnare - Difformità di date tra la relata di notifica in possesso del notificante e quella consegnata al destinatario - Prevalenza di quest'ultima - Fondamento - procedimento civile - notificazione - relazione di notifica Ai fini della individuazione del "dies a quo" per la decorrenza del termine breve per l'impugnazione, quando emerga una difformità di date tra la relata di notifica della sentenza in possesso del notificante e quella consegnata al destinatario, la tempestività della impugnazione deve essere valutata con riguardo alla data risultante dalla relata di notifica redatta sull'atto consegnato a quest'ultimo, il quale non è tenuto a provare l'esattezza delle risultanze dell'atto ricevuto, su cui solo poteva fare affidamento per computare il termine utile per l'impugnazione, mentre spetta al notificante, secondo gli ordinari criteri di distribuzione dell'onere probatorio, provare mediante querela di falso - trattandosi di contrasto tra due atti pubblici - la corrispondenza della relata stilata sull'atto in suo possesso all'effettivo svolgimento "quoad tempus" delle formalità di notifica. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, nella difformità di date ed in assenza di querela di falso, aveva dato prevalenza a quella della relata di notifica della sentenza di primo grado in possesso del notificante, in quanto risultante dall'attestazione del registro UNEP). Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 27722 del 29/10/2019 (Rv. 655525 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Proc_Civ_art_148, Cod_Proc_Civ_art_221, Cod_Proc_Civ_art_325, Cod_Civ_art_2699, Cod_Civ_art_2700...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20214 del 25/07/2019 (Rv. 654964 - 01)Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20214 del 25/07/2019 (Rv. 654964 - 01)
Efficacia probatoria - Fede privilegiata - Limiti - Contenuto intrinseco dell'atto - Esclusione - Fattispecie. L'efficacia probatoria dell'atto pubblico, nella parte in cui fa fede fino a querela di falso, è limitata agli elementi estrinseci dell'atto, indicati all'art. 2700 c.c., e non si estende al contenuto intrinseco del medesimo, che può anche non essere veritiero. E' pertanto ammessa qualsiasi prova contraria, nei limiti consentiti dalla legge, in ordine alla veridicità e all'esattezza delle dichiarazioni rese nel menzionato atto dalle parti. (Nella specie, la S.C. ha escluso che fossero munite di fede privilegiata le dichiarazioni dei contraenti, riportate nell'atto pubblico di "finanziamento ipotecario", relative all'esigibilità del credito garantito). Corte Cassazione, Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 20214 del 25/07/2019 (Rv. 654964 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2699, Cod_Civ_art_2700, Cod_Civ_art_2821...
Copie autentiche tra loro difformiCopie autentiche tra loro difformi
Notariato - atto pubblico notarile - in genere - atto pubblico - copie autentiche tra loro difformi - proposizione della querela contro quelle ritenute contraffatte - necessità - limiti - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27000 del 24/10/2018 >>> Il principio per cui l'esistenza di copie autentiche di un atto pubblico tra loro difformi impone la proposizione della querela di falso contro quelle ritenute contraffatte, quale strumento imprescindibile per neutralizzarne il valore probatorio, trova applicazione quando le parti eseguano produzioni tra loro contrapposte, e non quando si tratti di copie prodotte dalla stessa parte processuale proprio al fine di sopperire a carenze del documento depositato in precedenza. In tale evenienza, il giudice è tenuto a procedere al raffronto comparativo tra esse e, in applicazione del principio generale di conservazione degli atti giuridici, ad accedere, ove possibile e sempre che non sia proposta querela di falso, all'interpretazione che renda logicamente compatibili i rilevati profili di difformità. (Fattispecie in cui, con riferimento alle due copie autentiche di un decreto ingiuntivo per credito contributivo prodotte dalla difesa dell'INPS, la prima recante solo il timbro con il nome del giudice, ma priva di sottoscrizione, l'altra contenente la sigla autografa del magistrato, la S.C. ha censurato l'omessa valutazione della copia siglata, dalla quale avrebbe potuto desumersi che la mancanza della dicitura "firmato", al di sotto del timbro, era dipesa da dimenticanza del cancelliere, tale da determinare una mera irregolarità). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 27000 del 24/10/2018...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - efficacia - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24007 del 12/10/2017Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - efficacia - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24007 del 12/10/2017
Querela di falso avverso una sentenza - Ammissibilità - Condizioni e limiti - Proposizione nel giudizio di impugnazione relativo alla sentenza - Esclusione. La querela di falso, avendo lo scopo di privare il documento dell’efficacia probatoria qualificata che gli è attribuita dalla legge, può investire anche una sentenza, purché attenga a ciò di cui la stessa fa fede quale atto pubblico, ossia alla provenienza del documento dall'organo che l'ha sottoscritta, alla conformità al vero di quanto risulta dalla veste estrinseca del documento (data, sottoscrizione, composizione del collegio giudicante, ecc.) ed a ciò che il giudicante attesta essere avvenuto in sua presenza, mentre non è ammessa ove proposta nell’ambito del giudizio di impugnazione della sentenza della quale si adduce la falsità. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 24007 del 12/10/2017  ...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 22903 del 29/09/2017Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 2 , Ordinanza n. 22903 del 29/09/2017
Atto notarile di compravendita - Efficacia probatoria fino a querela di falso - Limiti – Dichiarazioni rese dalle parti ed attestate dal notaio - Configurabilità – Esclusione - Fattispecie. L'atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti o degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza, ma non prova la veridicità e l'esattezza delle dichiarazioni rese dalle parti, le quali possono essere contrastate ed accertate con tutti i mezzi di prova consentiti dalla legge, senza ricorrere alla querela di falso. (Nella specie, la S.C. ha escluso che l'attestazione, contenuta nell'atto notarile di compravendita, dell’avvenuto pagamento del prezzo nelle mani della parte venditrice contestualmente alla stipula, fosse dotata di fede privilegiata - e superabile, pertanto, solo con la proposizione di querela di falso - in difetto di indicazione, nel medesimo atto, della presenza del notaio al momento del pagamento, nonché delle modalità di sua esecuzione). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22903 del 29/09/2017  ...
Notariato - atto pubblico notarile - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22469 del 27/09/2017  Notariato - atto pubblico notarile - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22469 del 27/09/2017
Copia autentica di atto notarile rilasciata dallo stesso notaio - Proposizione di querela di falso - Esame dell'originale a fini probatori - Necessità - Esclusione - Oneri probatori delle parti - Fattispecie. In un giudizio di querela di falso proposto contro una copia autentica di un atto pubblico rilasciata dallo stesso notaio che ha redatto l'originale, non è necessaria e funzionale per l'assolvimento dell'onere della prova della falsità, l'istanza di ordine di esibizione dell'originale, se il querelante abbia prodotto precedenti copie autentiche del medesimo atto, incombendo piuttosto sulla controparte l'onere di eccepire e dimostrare, producendo l'originale, che la copia impugnata di falso non è difforme da esso. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello, la quale aveva dichiarato l'avvenuta falsificazione della copia autentica di un atto pubblico senza effettuare la comparazione con l'originale, mai esibito nel processo e di cui l'attore non aveva richiesto l'esibizione, sulla base di un raffronto con pregresse copie prospettate conformi all'originale). Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22469 del 27/09/2017  ...
Notariato - atto pubblico notarile - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22469 del 27/09/2017 Notariato - atto pubblico notarile - in genere - Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22469 del 27/09/2017
Atto pubblico - Copie autentiche tra loro difformi - Proposizione della querela contro quelle ritenute contraffatte - Necessità – Fondamento - Prova civile - falso civile - querela di falso - in genere. L'esistenza di copie autentiche di un atto pubblico tra loro difformi impone la proposizione della querela di falso contro quelle ritenute contraffatte, essendo questo lo strumento imprescindibile per neutralizzare il valore probatorio di tali documenti. Corte di Cassazione Sez. 3 - , Ordinanza n. 22469 del 27/09/2017  ...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18757 del 28/07/2017Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18757 del 28/07/2017
Nozione - Relazione di servizio e rilevamento tecnico descrittivo redatti dai Carabinieri in occasione di un sinistro stradale - Qualifica di atto pubblico - Esclusione - Querela di falso - Improponibilità - Fondamento. Costituiscono atti pubblici, a norma dell'art. 2699 c.c., soltanto gli atti che i pubblici ufficiali formano nell'esercizio di pubbliche funzioni certificative delle quali siano investiti dalla legge, mentre esulano da tale nozione gli atti dei pubblici ufficiali che non siano espressione delle predette funzioni; pertanto, non è proponibile querela di falso nei confronti della relazione di servizio redatta dai Carabinieri e dell'allegato rilevamento tecnico descrittivo, ove diretta avverso il contenuto informativo di quanto appreso o constatato dai verbalizzanti (nella specie, individuazione del conducente di un veicolo al momento di un sinistro), atteso che tali atti, non essendo espressione di una funzione pubblica certificativa, godono di fede privilegiata relativamente alle sole circostanze certificate dai militari in relazione all'attività direttamente svolta (data di redazione dell’atto, nominativi dei verbalizzanti, ecc.), ma non anche relativamente alle informazioni in essi contenute. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 18757 del 28/07/2017  ...
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15237 del 20/06/2017Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - condizioni generali di contratto - necessita' di specifica approvazione scritta - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15237 del 20/06/2017
Contratto stipulato per atto pubblico - Condizioni poste da uno dei contraenti, anche di natura vessatoria - Inclusione - Specifica approvazione - Necessità - Esclusione - Fondamento. Le clausole inserite in un contratto stipulato per atto pubblico, ancorché si conformino alle condizioni poste da uno dei contraenti, non possono considerarsi come "predisposte" dal contraente medesimo ai sensi dell'art. 1341 c.c. e, pertanto, pur se vessatorie, non necessitano di specifica approvazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15237 del 20/06/2017 REQUISITI ELEMENTI DEL CONTRATTO CONTRATTI...
Ordine e sicurezza pubblica - polizia di sicurezza - limitazioni di polizia - stranieri - Immigrazione - Certificato di nascita rilasciato da autorità straniera - Efficacia probatoria – Limiti - Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13829 del 07/07/2016Ordine e sicurezza pubblica - polizia di sicurezza - limitazioni di polizia - stranieri - Immigrazione - Certificato di nascita rilasciato da autorità straniera - Efficacia probatoria – Limiti - Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13829 del 07/07/2016
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere. Il valore di atto pubblico da riconoscersi alle certificazioni anagrafiche è limitato, ai sensi dell'art. 2700 c.c., alla corrispondenza dei dati attestati con quelli annotati nei registri anagrafici del Paese che ha emesso la certificazione, e non si estende alla corrispondenza dei medesimi dati con la reale situazione di fatto, né con la loro riferibilità alla persona in favore della quale la certificazione è stata rilasciata, che deve invece essere dimostrata mediante la produzione di un valido documento di identità. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda di riconoscimento dello "status" di rifugiato ovvero della protezione sussidiaria, rilevando la parziale discordanza tra i dati anagrafici risultanti dal certificato di nascita del ricorrente e quelli riportati sulla carta d'identità). Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 13829 del 07/07/2016  ...
sanzioni amministrative - applicazione - ordinanza - procedimento - istruttorie - Verbale di accertamento - Fede privilegiata - Limiti - Fattispecie in tema di rilevamento di violazione ex art. 141 cod. strada. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1510sanzioni amministrative - applicazione - ordinanza - procedimento - istruttorie - Verbale di accertamento - Fede privilegiata - Limiti - Fattispecie in tema di rilevamento di violazione ex art. 141 cod. strada. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1510
prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - Verbale di accertamento di violazione al codice della strada - Fattispecie in tema di accertamento di violazione prevista dall'art. 141 cod. strada. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15108 del 22/06/2010 La pericolosità della condotta di guida prevista dall'art. 141 cod. strada deve essere desunta dalle caratteristiche e dalle condizioni della strada e del traffico e da ogni altra circostanza di qualsiasi natura; pertanto, la relativa valutazione costituisce il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un'attività di elaborazione da parte degli stessi, i quali devono rilevare i fatti in accadimento e sottoporli a critica, per desumerne la valutazione di congruità ai criteri di buona condotta di guida o, appunto, di pericolosità. Ne consegue che detta valutazione è priva dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 cod. civ. e la sua contestazione nel giudizio di opposizione non richiede la proposizione della querela di falso. (Nella specie, la Corte, alla stregua del principio enunciato, ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza impugnata con la quale era stato ritenuto che il verbale di accertamento relativo all'omessa regolazione della velocità in prossimità di un'intersezione non poteva godere della suddetta fede privilegiata). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15108 del 22/06/2010  ...
sanzioni amministrative - applicazione - ordinanza - procedimento - istruttorie – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25842 del 27/10/2008sanzioni amministrative - applicazione - ordinanza - procedimento - istruttorie – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25842 del 27/10/2008
Verbale di accertamento - Fede privilegiata - Limiti - Fattispecie in tema di rilevamento di infrazione all'obbligo di indossare la cintura di sicurezza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25842 del 27/10/2008 In tema di sanzioni amministrative, il verbale di accertamento dell'infrazione fa piena prova, fino a querela di falso, con riguardo ai fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza alcun margine di apprezzamento, oppure da lui compiuti, nonché riguardo alla provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale ed alle dichiarazioni delle parti. Non può essere, invece, attribuita la fede privilegiata nè ai giudizi valutativi, nè alla menzione di quelle circostanze relative ai fatti avvenuti in presenza del pubblico ufficiale che possono risolversi in suoi apprezzamenti personali, perché mediati dall'occasionale percezione sensoriale di accadimenti che si svolgono così repentinamente da non potersi verificare e controllare secondo un metro obiettivo (In applicazione del principio la S.C. ha ritenuto potersi attribuire pieno valore probatorio al verbale con cui gli agenti della polizia municipale avevano attestato che il conducente l'autovettura, al momento dell'ordine di fermata, non indossava la cintura di sicurezza, non potendosi ritenere che tale forma di constatazione fosse qualificabile come una mera sensazione) Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25842 del 27/10/2008  ...
Lavoro - lavoro subordinato - rinunzie e transazioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9255 del 06/05/2016Lavoro - lavoro subordinato - rinunzie e transazioni - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9255 del 06/05/2016
Conciliazione in sede sindacale - Natura - Atto pubblico o scrittura privata autenticata - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. La conciliazione in sede sindacale non ha natura di atto pubblico o di scrittura privata autenticata, in quanto il rappresentante sindacale non è un pubblico ufficiale, né ha il potere di autenticare le sottoscrizioni delle parti, ma si limita a garantire con la sua presenza l'assenza di uno stato di soggezione tra datore di lavoro e lavoratore, sicché quest'ultimo può limitarsi a disconoscere la propria sottoscrizione facendo ricadere sulla controparte l'onere di chiederne la verificazione, la cui mancanza determina l'inutilizzabilità dell'atto. Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9255 del 06/05/2016  ...
Lavoro - lavoro subordinato - rinunzie e transazioni - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9255 del 06/05/2016Lavoro - lavoro subordinato - rinunzie e transazioni - Corte di Cassazione Sez. 6 - L, Ordinanza n. 9255 del 06/05/2016
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Prova civile‭ ‬-‭ ‬documentale‭ (‬prova‭) ‬-‭ ‬atto pubblico‭ ‬-‭ ‬Corte di Cassazione,‭ ‬Sez.‭ ‬3,‭ ‬Sentenza n.‭ ‬25213‭ ‬del‭ ‬27/11/2014Prova civile‭ ‬-‭ ‬documentale‭ (‬prova‭) ‬-‭ ‬atto pubblico‭ ‬-‭ ‬Corte di Cassazione,‭ ‬Sez.‭ ‬3,‭ ‬Sentenza n.‭ ‬25213‭ ‬del‭ ‬27/11/2014
Atto notarile di compravendita‭ ‬-‭ ‬Indicazione di avvenuto pagamento del prezzo contestualmente alla firma dell'atto‭ ‬-‭ ‬Fede privilegiata‭ ‬-‭ ‬Condizioni‭ ‬-‭ ‬Fattispecie.‭ ‬Corte di Cassazione,‭ ‬Sez.‭ ‬3,‭ ‬Sentenza n.‭ ‬25213‭ ‬del‭ ‬27/11/2014 L'indicazione,‭ ‬contenuta nell'atto notarile di compravendita,‭ ‬che il‭ "‬pagamento del prezzo complessivo‭ ‬è avvenuto contestualmente alla firma del presente atto‭" ‬non ha valore fidefacente fino a querela di falso poiché non esprime con assoluta certezza,‭ ‬in assenza di ulteriori elementi pure desumibili dall'atto,‭ ‬l'attestazione da parte del pubblico ufficiale,‭ ‬che il pagamento sia avvenuto in sua presenza.‭ (‬Nella specie,‭ ‬la S.C.‭ ‬ha ritenuto che la mancata indicazione delle modalità di esecuzione del pagamento‭ ‬-‭ ‬ossia se effettuato in contanti ovvero con assegni circolari o di conto corrente‭ ‬-‭ ‬portasse a ritenere che la clausola si riferisse solo alla dichiarazione delle parti del già avvenuto pagamento tra loro‭)‬.Corte di Cassazione,‭ ‬Sez.‭ ‬3,‭ ‬Sentenza n.‭ ‬25213‭ ‬del‭ ‬27/11/2014...
opere pubbliche (appalto di) - controversie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18316 del 27/08/2014opere pubbliche (appalto di) - controversie - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18316 del 27/08/2014
Prova civile - Stato di avanzamento dei lavori di opere pubbliche - Natura - Atto pubblico. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18316 del 27/08/2014 Gli stati di avanzamento, i libretti della misurazione e la contabilità relativa ai lavori dati in appalto dalla P.A. sono atti pubblici e non certificazioni amministrative, perché formati da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni per costituire la prova dei fatti giuridicamente rilevanti dai quali derivano obblighi a carico della P.A. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18316 del 27/08/2014  ...
Pubblica amministrazione - contratti - formazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10748 del 25/05/2015Pubblica amministrazione - contratti - formazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10748 del 25/05/2015
Appalto pubblico - Processo verbale di aggiudicazione definitiva - Vincolatività ed intangibilità per la P.A. - Limite - Interesse pubblico che giustifica la revoca dell'aggiudicazione in autotutela. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10748 del 25/05/2015 La forza vincolante, per la P.A., del processo verbale di aggiudicazione definitiva di un appalto e la sua intangibilità, trovano un limite, qualora il contratto non sia stato ancora stipulato, nell'interesse pubblico apprezzabile che giustifica l'esercizio dei poteri di autotutela, con possibilità di pervenire alla revoca dell'aggiudicazione a seguito del riesame degli atti adottati quando essi inducano ad un diverso apprezzamento della situazione preesistente. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 10748 del 25/05/2015  ...
procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - autenticazione della sottoscrizione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Sentenza n. 15170 del 02/07/2014procedimento civile - difensori - mandato alle liti (procura) - autenticazione della sottoscrizione - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Sentenza n. 15170 del 02/07/2014
Contestazione ed impugnazione dell'autenticazione - Querela di falso - Necessità - Mera produzione di un fax del difensore dell'appellato recante il disconoscimento della propria sottoscrizione in calce all'atto ex art. 83 cod. proc. civ. - Insufficienza. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Sentenza n. 15170 del 02/07/2014 La certificazione dell'autografia della parte, effettuata dal procuratore ai sensi dell'art. 83 cod. proc. civ., data la sua natura essenzialmente pubblicistica, può essere contestata ed impugnata esclusivamente attraverso la querela di falso, non potendosi ritenere sufficiente la mera produzione di un fax del difensore dell'appellato recante il disconoscimento della propria sottoscrizione apposta in calce all'atto ex art. 83 cod. proc. civ. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 3, Sentenza n. 15170 del 02/07/2014  ...
impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - della sentenza impugnata - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Sentenza n. 2035 del 30/01/2014impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - della sentenza impugnata - Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Sentenza n. 2035 del 30/01/2014
termini - per la decorrenza dei termini di impugnazione - Posta privata - Data di consegna del plico al destinatario - Fede privilegiata al fine della decorrenza del termine per impugnare - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di comunicazione del deposito dello stato passivo del fallimento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Sentenza n. 2035 del 30/01/2014 L'incaricato di un servizio di posta privata non riveste, a differenza dell'agente del fornitore servizio postale universale, la qualità di pubblico ufficiale, onde gli atti dal medesimo redatti non godono di alcuna presunzione di veridicità fino a querela di falso. Ne consegue che, pur nei casi in cui la legge consente la notificazione direttamente a mezzo del servizio postale con spedizione dell'atto in plico con raccomandata con avviso di ricevimento, l'attestazione della data di consegna del plico non è idonea a far decorrere il termine iniziale per proporre impugnazione. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha ritenuto che, in mancanza di prova della data di consegna della comunicazione, eseguita dalla cancelleria tramite un servizio di poste private, relativa al deposito dello stato passivo del fallimento, l'opposizione al medesimo fosse tempestiva). Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Sentenza n. 2035 del 30/01/2014  ...
notificazione - a mani proprie – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26175 del 12/12/2014notificazione - a mani proprie – Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26175 del 12/12/2014
Rifiuto del destinatario di ricevere la copia dell'atto - Equiparazione legale alla notificazione effettuata a mani proprie - Redazione della relata in tempo e luogo diverso da quello di conclusione del procedimento notificatorio - Validità della notifica - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26175 del 12/12/2014 In tema di notifica ex art. 138, secondo comma, cod. proc. civ., in cui il destinatario rifiuta di ricevere copia dell'atto e la consegna è una mera "ficio iuris", la cosiddetta relata può essere formata subito dopo, in un luogo diverso da quello in cui si è concluso il procedimento notificatorio e anche in assenza della parte, senza che ciò comporti alcuna violazione dell'art. 2699 cod. civ. e senza che ne consegua alcuna invalidità, attesa l'autonomia tra la notificazione e la relativa certificazione. Corte di Cassazione Sez. 5, Sentenza n. 26175 del 12/12/2014  ...
donazione - forma - testimoni Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014donazione - forma - testimoni Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014
Presenza di due testimoni - Necessità "ad substantiam" - Fondamento - Prestazione di giuramento decisorio - Effetto suppletivo - Insussistenza. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014 Per la validità della donazione, ai sensi dell'art. 48 della legge notarile, anche prima della modifica introdotta dalla legge 28 novembre 2005, n. 246, è necessaria l'assistenza di due testimoni, alla mancanza dei quali non può supplire neanche la prestazione del giuramento decisorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14799 del 30/06/2014 Riferimenti normativi:Cod. Civ. art. 782,Cod. Civ. art. 2699,Cod. Civ. art. 2736,Cod. Proc. Civ. art. 233...
notificazione - relazione di notifica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014notificazione - relazione di notifica - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014
Impugnazioni civili - Termine per impugnare - Difformità di date tra la relata di notifica in possesso della parte notificante e quella consegnata al destinatario della notifica - Prevalenza di quest'ultima - Fondamento - Dedotta falsità dei dati riportati nella relata del documento consegnato al destinatario - Rimedio esperibile - Querela di falso - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014 Ai fini della individuazione del "dies a quo" per la decorrenza del termine breve per l'impugnazione, quando emerga una difformità di date tra la relata di notifica della sentenza in possesso del notificante e quella consegnata al destinatario, la tempestività della impugnazione deve essere valutata con riguardo alla data risultante dalla relata di notifica redatta sull'atto consegnato a quest'ultimo, il quale non è tenuto a provare l'esattezza delle risultanze dell'atto ricevuto, su cui solo poteva fare affidamento per computare il termine utile per l'impugnazione, mentre spetta al notificante, secondo gli ordinari criteri di distribuzione dell'onere probatorio, provare mediante querela di falso - trattandosi di contrasto tra due atti pubblici - la corrispondenza della relata stilata sull'atto in suo possesso all'effettivo svolgimento "quoad tempus" delle formalità di notifica. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014  ...
Procedimento civile - notificazione - relazione di notifica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014Procedimento civile - notificazione - relazione di notifica – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014
Impugnazioni civili - Termine per impugnare - Difformità di date tra la relata di notifica in possesso della parte notificante e quella consegnata al destinatario della notifica - Prevalenza di quest'ultima - Fondamento - Dedotta falsità dei dati riportati nella relata del documento consegnato al destinatario - Rimedio esperibile - Querela di falso - Fondamento. Ai fini della individuazione del "dies a quo" per la decorrenza del termine breve per l'impugnazione, quando emerga una difformità di date tra la relata di notifica della sentenza in possesso del notificante e quella consegnata al destinatario, la tempestività della impugnazione deve essere valutata con riguardo alla data risultante dalla relata di notifica redatta sull'atto consegnato a quest'ultimo, il quale non è tenuto a provare l'esattezza delle risultanze dell'atto ricevuto, su cui solo poteva fare affidamento per computare il termine utile per l'impugnazione, mentre spetta al notificante, secondo gli ordinari criteri di distribuzione dell'onere probatorio, provare mediante querela di falso - trattandosi di contrasto tra due atti pubblici - la corrispondenza della relata stilata sull'atto in suo possesso all'effettivo svolgimento "quoad tempus" delle formalità di notifica. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19156 del 11/09/2014  ...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17470 del 17/07/2013Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17470 del 17/07/2013
Successore a titolo particolare nel diritto controverso - Legittimazione attiva all'impugnazione - Spettanza - Prova del titolo successorio - Necessità - Contenuto - Fattispecie. Il successore a titolo particolare nel diritto controverso è legittimato ad impugnare la sentenza resa nei confronti del proprio dante causa provando il titolo che gli consenta di sostituire quest'ultimo, essendo a tal fine sufficiente la specifica indicazione di tale atto nell'intestazione dell'impugnazione, laddove il titolo sia di natura pubblica e di contenuto, quindi, accertabile ed esso sia rimasto incontestato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha riconosciuto alla cessionaria del ramo di azienda, comprensivo del rapporto oggetto di giudizio, la legittimazione a ricorrere per cassazione avverso la sentenza di appello resa nei confronti della sua dante causa). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 17470 del 17/07/2013  ...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013
Efficacia probatoria privilegiata - Limiti - Veridicità intrinseca delle dichiarazioni contenute nell'atto - Esclusione - Fattispecie. L'efficacia probatoria privilegiata dell'atto pubblico è limitata ai fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza e alla provenienza delle dichiarazioni, senza implicare l'intrinseca veridicità di esse o la loro rispondenza all'effettiva intenzione delle parti. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto estranea all'efficacia probatoria dell'atto la dichiarazione, in esso contenuta, del versamento del prezzo in cambio del bene). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013  ...
prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013
Efficacia probatoria privilegiata - Limiti - Veridicità intrinseca delle dichiarazioni contenute nell'atto - Esclusione - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013 L'efficacia probatoria privilegiata dell'atto pubblico è limitata ai fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza e alla provenienza delle dichiarazioni, senza implicare l'intrinseca veridicità di esse o la loro rispondenza all'effettiva intenzione delle parti. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto estranea all'efficacia probatoria dell'atto la dichiarazione, in esso contenuta, del versamento del prezzo in cambio del bene). Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11012 del 09/05/2013  ...
Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - istruttoria – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3705 del 14/02/2013Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - istruttoria – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3705 del 14/02/2013
Sanzioni amministrative - Opposizione - Verbale di accertamento della violazione - Efficacia probatoria privilegiata - Limiti - Conseguenze - Deduzioni di errori o omissioni percettive imputabili al pubblico ufficiale nella ricostruzione dei fatti - Querela di falso - Necessità - Fattispecie. Nel procedimento di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativa al pagamento di una sanzione amministrativa, sono ammesse la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto, inerenti alla violazione, che non siano attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre sono riservati al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti, pur quando si deducano errori od omissioni di natura percettiva da parte dello stesso pubblico ufficiale. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, la quale, in relazione alla contestazione del mancato possesso dei documenti di un natante, aveva dato credito alla testimonianza resa in corso di causa, trascurando la valenza probatoria privilegiata del verbale di accertamento, in cui risultava che, al momento del controllo operato dagli agenti accertatori, l'imbarcazione era in navigazione). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3705 del 14/02/2013  ...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - efficacia - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2637 del 05/02/2013Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - efficacia - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2637 del 05/02/2013
Sentenza - Prova privilegiata della validità ed esattezza del contenuto - Superabilità - Querela di falso - Ammissibilità - Condizioni - Fondamento. La querela di falso, avendo lo scopo di privare il documento dell'efficacia probatoria qualificata che gli è attribuita dalla legge, può investire anche una sentenza purché attenga a ciò di cui la sentenza, stessa fa fede quale atto pubblico, cioè alla provenienza del documento dall'organo che l'ha sottoscritta, alla conformità al vero di quanto risulta dalla veste estrinseca del documento (data, sottoscrizione, composizione del collegio giudicante, ecc.) e di ciò che il giudicante attesta essere avvenuto in sua presenza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2637 del 05/02/2013  ...
provvedimenti del giudice civile - sentenza - pubblicazione (deposito della) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13794 del 01/08/2012provvedimenti del giudice civile - sentenza - pubblicazione (deposito della) – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13794 del 01/08/2012
Consegna dell'originale completo della sentenza al cancelliere - Certificazione del deposito da parte del cancelliere - Contemporaneità delle formalità di pubblicazione e di deposito - Necessità - Conseguenze - Attestazione di pubblicazione avvenuta in data successiva al deposito del documento - Ammissibilità - Esclusione - Presenza sulla sentenza di due date distinte di deposito e di pubblicazione - Rilevanza della sola prima data - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13794 del 01/08/2012 A norma dell'art. 133 cod.proc.civ., la consegna dell'originale completo del documento-sentenza al cancelliere, nella cancelleria del giudice che l'ha pronunciata, avvia il procedimento di pubblicazione, il quale si compie, senza soluzione di continuità, con la certificazione del deposito mediante l'apposizione, in calce al documento, della firma e della data del cancelliere, che devono essere contemporanee alla data della consegna ufficiale della sentenza, in tal modo resa pubblica per effetto di legge. È pertanto da escludere che il cancelliere, preposto, nell'espletamento di tale attività, alla tutela della fede pubblica (art. 2699 cod.civ.), possa attestare che la sentenza, già pubblicata, ai sensi dell'art. 133 cod.civ., alla data del suo deposito, viene pubblicata in data successiva, con la conseguenza che, ove sulla sentenza siano state apposte due date, una di deposito, senza espressa specificazione che il documento contiene soltanto la minuta del provvedimento, e l'altra di pubblicazione, tutti gli effetti giuridici derivanti dalla pubblicazione della sentenza decorrono già dalla data del suo deposito. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 13794 del 01/08/2012  ...
prova civile - certificazioni amministrative – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25568 del 30/11/2011prova civile - certificazioni amministrative – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25568 del 30/11/2011
Attestazioni contenute in una cartella clinica - Valore probatorio - Distinzione tra attività espletate e valutazioni espresse - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25568 del 30/11/2011 Le attestazioni contenute in una cartella clinica, redatta da un'azienda ospedaliera pubblica, o da un ente convenzionato con il servizio sanitario pubblico, hanno natura di certificazione amministrativa, cui è applicabile lo speciale regime di cui agli artt. 2699 e segg. cod. civ., per quanto attiene alle sole trascrizioni delle attività espletate nel corso di una terapia o di un intervento, restando, invece, non coperte da fede privilegiata le valutazioni, le diagnosi o, comunque, le manifestazioni di scienza o di opinione in essa espresse. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 25568 del 30/11/2011  ...
Prova civile - certificazioni amministrative – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17524 del 23/08/2011Prova civile - certificazioni amministrative – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17524 del 23/08/2011
Attestazione amministrativa (o certificazione in senso improprio) - Efficacia probatoria in favore dell'Amministrazione di provenienza - Piena prova - Esclusione. L'attestazione amministrativa (o certificazione in senso improprio), vale a dire la dichiarazione di scienza relativa a circostanze che il soggetto dichiarante abbia tratto da un accertamento o un'ispezione su documenti nella sua disponibilità per ragioni d'ufficio, non può costituire piena prova a favore dell'Amministrazione da cui provenga, che di essa intenda avvalersi in causa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 17524 del 23/08/2011  ...
Prova civile - falso civile - querela di falso Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9796 del 04/05/2011Prova civile - falso civile - querela di falso Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9796 del 04/05/2011
Consulenza tecnica d'ufficio - Querela di falso - Esperibilità - Esclusione - Fondamento. In tema di querela di falso, l'idoneità del documento impugnato ad assumere efficacia di prova privilegiata costituisce il presupposto necessario del procedimento di verificazione giudiziale a norma degli artt. 221 e seguenti cod. proc. civ. Ne consegue che è inammissibile la proposizione della querela avverso la consulenza tecnica d'ufficio, la quale, riguardo alle affermazioni, constatazione o giudizi in essa contenuti, non è munita di pubblica fede, potendo essere contrastata con tutti i mezzi di prova e non essendo vincolante per il giudice, che può liberamente disattenderla. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9796 del 04/05/2011  ...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15108 del 22/06/2010Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15108 del 22/06/2010
Verbale di accertamento di violazione al codice della strada - Fattispecie in tema di accertamento di violazione prevista dall'art. 141 cod. strada. La pericolosità della condotta di guida prevista dall'art. 141 cod. strada deve essere desunta dalle caratteristiche e dalle condizioni della strada e del traffico e da ogni altra circostanza di qualsiasi natura; pertanto, la relativa valutazione costituisce il portato di un giudizio dei verbalizzanti che implica un'attività di elaborazione da parte degli stessi, i quali devono rilevare i fatti in accadimento e sottoporli a critica, per desumerne la valutazione di congruità ai criteri di buona condotta di guida o, appunto, di pericolosità. Ne consegue che detta valutazione è priva dell'efficacia probatoria privilegiata prevista dall'art. 2700 cod. civ. e la sua contestazione nel giudizio di opposizione non richiede la proposizione della querela di falso. (Nella specie, la Corte, alla stregua del principio enunciato, ha rigettato il ricorso e confermato la sentenza impugnata con la quale era stato ritenuto che il verbale di accertamento relativo all'omessa regolazione della velocità in prossimità di un'intersezione non poteva godere della suddetta fede privilegiata). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15108 del 22/06/2010  ...
Documentale (prova) - atto pubblico - atto pubblico costitutivo di diritti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010Documentale (prova) - atto pubblico - atto pubblico costitutivo di diritti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010
Successiva attestazione notarile relativa alla specificazione di parte del contenuto del precedente atto pubblico - Efficacia equiparabile a quella dell'atto pubblico - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. L'attestazione notarile contenente una specificazione del contenuto di un precedente atto pubblico redatto dallo stesso notaio rogante a guisa di "interpretazione autentica" non integra gli estremi di un nuovo atto pubblico, poichè tale forma di interpretazione può provenire solo dalle medesime parti che abbiano posto in essere la manifestazione volitiva produttiva degli effetti giuridici previsti dall'ordinamento, e non da parte di diversi soggetti, quand'anche si tratti del pubblico ufficiale che abbia rogato l'atto, il cui compito di interpretare e tradurre in termini giuridico-formali detta volontà non può essere svolto "a posteriori", ma deve realizzarsi, nell'immediatezza della relativa manifestazione alla propria presenza, nella fedele rappresentazione del contenuto della stessa, rendendone edotti i dichiaranti prima della inerente sottoscrizione. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha, perciò, qualificato come anomala - e, quindi, improduttiva di qualsiasi legittimo effetto - la prova riconducibile alla produzione in giudizio di un'attestazione notarile specificativa del contenuto di un precedente atto pubblico proveniente dallo stesso notaio che lo aveva rogato, così cassando con rinvio l'impugnata sentenza che aveva attribuito rilevanza probatoria a siffatta attestazione). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010  ...
prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010
Atto pubblico costitutivo di diritti - Successiva attestazione notarile relativa alla specificazione di parte del contenuto del precedente atto pubblico - Efficacia equiparabile a quella dell'atto pubblico - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010 L'attestazione notarile contenente una specificazione del contenuto di un precedente atto pubblico redatto dallo stesso notaio rogante a guisa di "interpretazione autentica" non integra gli estremi di un nuovo atto pubblico, poichè tale forma di interpretazione può provenire solo dalle medesime parti che abbiano posto in essere la manifestazione volitiva produttiva degli effetti giuridici previsti dall'ordinamento, e non da parte di diversi soggetti, quand'anche si tratti del pubblico ufficiale che abbia rogato l'atto, il cui compito di interpretare e tradurre in termini giuridico-formali detta volontà non può essere svolto "a posteriori", ma deve realizzarsi, nell'immediatezza della relativa manifestazione alla propria presenza, nella fedele rappresentazione del contenuto della stessa, rendendone edotti i dichiaranti prima della inerente sottoscrizione. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha, perciò, qualificato come anomala - e, quindi, improduttiva di qualsiasi legittimo effetto - la prova riconducibile alla produzione in giudizio di un'attestazione notarile specificativa del contenuto di un precedente atto pubblico proveniente dallo stesso notaio che lo aveva rogato, così cassando con rinvio l'impugnata sentenza che aveva attribuito rilevanza probatoria a siffatta attestazione). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5440 del 05/03/2010  ...
Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - istruttoria - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 17355 del 24/07/2009Sanzioni amministrative - applicazione - opposizione - procedimento - istruttoria - Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 17355 del 24/07/2009
Nel giudizio di opposizione ad ordinanza ingiunzione relativo al pagamento di una sanzione amministrativa è ammessa la contestazione e la prova unicamente delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l'atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile contraddittorietà oggettiva, mentre è riservata al giudizio di querela di falso, nel quale non sussistono limiti di prova e che è diretto anche a verificare la correttezza dell'operato del pubblico ufficiale, la proposizione e l'esame di ogni questione concernente l'alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell'effettivo svolgersi dei fatti. (Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto assistita da fede privilegiata l'indicazione nel verbale del mancato uso della cintura di sicurezza da parte del trasgressore, in quanto oggetto diretto della constatazione visiva del pubblico ufficiale accertatore). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 17355 del 24/07/2009  ...
provvedimenti del giudice civile - sentenza - pubblicazione (deposito della) – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9622 del 22/04/2009provvedimenti del giudice civile - sentenza - pubblicazione (deposito della) – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9622 del 22/04/2009
Attestazione del deposito da parte del cancelliere - Efficacia probatoria - Atto pubblico - Eventuale erroneità - Irrilevanza in mancanza di querela di falso - Conseguenze ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9622 del 22/04/2009 L'attestazione con la quale il cancelliere, ai sensi del secondo comma dell'art. 133 cod. proc. civ., dà atto del deposito della sentenza, costituisce atto pubblico la cui efficacia probatoria, ex art. 2700 cod. civ., può essere posta nel nulla solo con la proposizione della querela di falso. Pertanto, ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione, la sentenza deve ritenersi depositata nella data attestata, sia pure erroneamente, dal cancelliere, fino a che non sia attivata, con esito positivo, la suddetta procedura di falso. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9622 del 22/04/2009  ...
Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27937 del 24/11/2008Prova civile - documentale (prova) - atto pubblico – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27937 del 24/11/2008
Verbale di accertamento di violazione al codice della strada - Efficacia probatoria di atto pubblico - Limiti - Percezioni sensoriali dei verbalizzanti - Esclusioni - Contestabilità con ogni mezzo di prova - Fattispecie in tema di accertamento del numero di targa di un'auto. In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, per contestare le affermazioni contenute in un verbale proveniente da un pubblico ufficiale su circostanze oggetto di percezione sensoriale, e come tali suscettibili di errore di fatto - nella specie la rilevazione del numero di targa di un'auto - non è necessario proporre querela di falso, ma è sufficiente fornire prove idonee a vincere la presunzione di veridicità del verbale, secondo l'apprezzamento rimesso al giudice di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27937 del 24/11/2008  ...
prova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - Verbale di accertamento di violazione al codice della strada - Efficacia probatoria di atto pubblico - Limiti - Percezioni sensoriali dei verbalizzanti - Esclusioni - Contestabilità con ogniprova civile - documentale (prova) - atto pubblico - in genere - Verbale di accertamento di violazione al codice della strada - Efficacia probatoria di atto pubblico - Limiti - Percezioni sensoriali dei verbalizzanti - Esclusioni - Contestabilità con ogni
sanzioni amministrative - applicazione- ordinanza - procedimento - istruttorie - Verbale di accertamento - Fede privilegiata - Limiti - Fattispecie in tema di rilevamento del numero di targa di un autoveicolo. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27937 del 24/11/2008 In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, per contestare le affermazioni contenute in un verbale proveniente da un pubblico ufficiale su circostanze oggetto di percezione sensoriale, e come tali suscettibili di errore di fatto - nella specie la rilevazione del numero di targa di un'auto - non è necessario proporre querela di falso, ma è sufficiente fornire prove idonee a vincere la presunzione di veridicità del verbale, secondo l'apprezzamento rimesso al giudice di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27937 del 24/11/2008  ...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - della sentenza impugnata - termini - per la decorrenza dei termini di impugnazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28230 del 20/12/2005Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - della sentenza impugnata - termini - per la decorrenza dei termini di impugnazione – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28230 del 20/12/2005
Notifica di sentenza ai fini della decorrenza del termine breve per l'impugnazione - Difformità di date tra la relata di notifica in possesso della parte notificante e quella consegnata al destinatario della notifica - Prevalenza di quest'ultima - Fondamento - Deduzione della falsità dei dati risultanti dalla relata di notificazione del documento recapitato al destinatario - Rimedio esperibile - Querela di falso - Sussistenza - Onere della prova - Individuazione della ripartizione. Procedimento civile - notificazione - relazione di notifica - Notifica di sentenza ai fini della decorrenza del termine breve per l'impugnazione - Difformità di date tra la relata di notifica in possesso della parte notificante e quella consegnata al destinatario della notifica - Prevalenza di quest'ultima - Fondamento - Deduzione della falsità dei dati risultanti dalla relata di notificazione del documento recapitato al destinatario - Rimedio esperibile - Querela di falso - Sussistenza - Onere della prova - Individuazione della ripartizione. Allorché, in sede di individuazione del "dies a quo" relativo alla decorrenza del termine breve per l'impugnazione, emerga una difformità di date fra la relata di notifica di una sentenza in possesso della parte notificante e quella consegnata al destinatario dell'atto notificato, la tempestività dell'impugnazione deve essere valutata con riferimento alla data risultante dalla relata di notifica consegnata a quest'ultimo (che deve considerarsi "relata originaria", certificante la contestuale consegna dell'atto), il quale non è tenuto a provare l'esattezza delle risultanze dell'atto ricevuto (sul quale soltanto poteva fare affidamento nel computare il termine utile per la proposizione dell'impugnazione), spettando invece al soggetto che eccepisca la decadenza (e, quindi, l'inammissibilità dell'impugnazione), secondo gli ordinari principi di distribuzione dell'onere probatorio, di provare, mediante querela di falso trattandosi di contrasto tra due atti pubblici, la corrispondenza della relata stilata sull'atto in suo possesso all'effettivo svolgimento ("quoad tempus") delle formalità di notifica. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 28230 del 20/12/2005  ...
provvedimenti del giudice civile - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27689 del 16/12/2005provvedimenti del giudice civile - in genere – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27689 del 16/12/2005
Ordinanza - Atto pubblico - Configurabilità - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27689 del 16/12/2005 L'ordinanza (nella specie, resa in un procedimento di opposizione all'esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ.) configura un atto pubblico, tanto che sia pronunziata in udienza, quanto se emessa fuori udienza, munita della data e della sottoscrizione del giudice, sempre che il deposito del provvedimento sia documentato ai sensi dell'art. 57 cod. proc. civ., atteso che questa disposizione attribuisce ai cancellieri funzioni giurisdizionali di documentazione in relazione alle attività proprie degli organi giudiziari e delle parti. Ne consegue che le comunicazioni che devono seguire le ordinanze pronunziate fuori udienza (art. 134 cod. proc. civ.) sono meri strumenti conoscitivi che non incidono sull'esistenza e validità di tali provvedimenti. (Fattispecie relativa alla soppressione da parte del giudice di un'ordinanza - sostituita con altro provvedimento di opposto tenore - resa fuori udienza e non ancora formalmente comunicata alle parti, ma già depositata, iscritta al registro cronologico e riportata nel frontespizio del fascicolo d'ufficio). Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n. 27689 del 16/12/2005  ...

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