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0457. Delazione dell'eredità.

Art.457. Delazione dell'eredità.

0 Codice civile

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Sepolcro (diritto di) - Sepolcro ereditario - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15432 del 10/06/2025 (Rv. 675876 - 01)
Sepolcro gentilizio o familiare - Distinzione - Regime. Nel sepolcro ereditario lo "ius sepulchri" si trasmette nei modi ordinari, per atto inter vivos o mortis causa, come qualsiasi altro diritto, dall'originario titolare anche a persone non facenti parte della famiglia, mentre in quello gentilizio o familiare - tale dovendosi presumere il sepolcro, in caso di dubbio - lo "ius sepulchri" è attribuito, in base alla volontà del testatore, in stretto riferimento alla cerchia dei familiari destinatari di esso, acquistandosi dal singolo iure proprio sin dalla nascita, per il solo fatto di trovarsi col fondatore nel rapporto previsto dall'atto di fondazione o dalle regole consuetudinarie, iure sanguinis e non iure successionis, e determinando una particolare forma di comunione fra contitolari, caratterizzata da intrasmissibilità del diritto, per atto tra vivi o mortis causa, imprescrittibilità e irrinunciabilità. Tale diritto di sepolcro si trasforma in ereditario con la morte dell'ultimo superstite della cerchia dei familiari designati dal fondatore, rimanendo soggetto, per l'ulteriore trasferimento, alle ordinarie regole della successione mortis causa. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 15432 del 10/06/2025 (Rv. 675876 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0822, Cod_Civ_art_0823, Cod_Civ_art_0824, Cod_Civ_art_0074, Cod_Civ_art_0457 …...
Azione - Azione proposta dall'erede - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14288 del 29/05/2025 (Rv. 674702 - 01)
Dimostrazione della relazione familiare e della posizione di chiamato all'eredità - Certificato stato di famiglia del “de cuius” - Sufficienza - Certificazione e proposizione dell'azione - Accettazione tacita dell'eredità - Presunzione "iuris tantum" - Configurabilità. Nel caso di azione proposta da un soggetto che si qualifichi erede del de cuius in virtù di un determinato rapporto parentale o di coniugio, la produzione del certificato dello stato di famiglia è idonea a dimostrare l'allegata relazione familiare e, dunque, la qualità di soggetto che deve ritenersi chiamato all'eredità, ma non anche la qualità di erede, posto che essa deriva dall'accettazione espressa o tacita, non evincibile dal certificato; tuttavia, tale produzione, unitamente alla allegazione della qualità di erede, costituisce una presunzione iuris tantum dell'intervenuta accettazione tacita dell'eredità, atteso che l'esercizio dell'azione giudiziale da parte di un soggetto che si deve considerare chiamato all'eredità, e che si proclami erede, va considerato come atto espressivo di siffatta accettazione e, quindi, idoneo a considerare dimostrata la qualità di erede. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14288 del 29/05/2025 (Rv. 674702 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0459, Cod_Civ_art_0460, Cod_Civ_art_0470, Cod_Civ_art_0475, Cod_Civ_art_0476, Cod_Civ_art_2697 …...
Azione - Azione proposta dall'erede - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14288 del 29/05/2025 (Rv. 674702 - 01)
Dimostrazione della relazione familiare e della posizione di chiamato all'eredità - Certificato stato di famiglia del “de cuius” - Sufficienza - Certificazione e proposizione dell'azione - Accettazione tacita dell'eredità - Presunzione "iuris tantum" - Configurabilità. Nel caso di azione proposta da un soggetto che si qualifichi erede del de cuius in virtù di un determinato rapporto parentale o di coniugio, la produzione del certificato dello stato di famiglia è idonea a dimostrare l'allegata relazione familiare e, dunque, la qualità di soggetto che deve ritenersi chiamato all'eredità, ma non anche la qualità di erede, posto che essa deriva dall'accettazione espressa o tacita, non evincibile dal certificato; tuttavia, tale produzione, unitamente alla allegazione della qualità di erede, costituisce una presunzione iuris tantum dell'intervenuta accettazione tacita dell'eredità, atteso che l'esercizio dell'azione giudiziale da parte di un soggetto che si deve considerare chiamato all'eredità, e che si proclami erede, va considerato come atto espressivo di siffatta accettazione e, quindi, idoneo a considerare dimostrata la qualità di erede. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 14288 del 29/05/2025 (Rv. 674702 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0459, Cod_Civ_art_0460, Cod_Civ_art_0470, Cod_Civ_art_0475, Cod_Civ_art_0476, Cod_Civ_art_2697 …...
Disposizioni generali - accettazione dell'eredita' (pura e semplice) - modi - tacita - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 390 del 08/01/2025 (Rv. 673498-01)
Parte avente un titolo legale per il diritto di successione ereditaria - Avvenuta proposizione di domande giudiziali dirette a ricostruire l'integrità del patrimonio ereditario - Prova dell'accettazione dell'eredità - Necessità - Esclusione - Contestazione della qualità di erede - Onere della prova - Contenuto. La parte che ha un titolo legale che le conferisce il diritto di successione ereditaria non è tenuta a dimostrare di avere accettato l'eredità ove proponga in giudizio domande che, di per sé, manifestano la volontà di accettare, qual è quella diretta a ricostituire l'integrità del patrimonio ereditario, gravando su chi contesta la qualità di erede, l'onere di eccepire la mancata accettazione dell'eredità ed, eventualmente, provare l'esistenza di fatti idonei ad escludere l'accettazione tacita, che appare implicita nel comportamento dell'erede. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 390 del 08/01/2025 (Rv. 673498-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0459, Cod_Civ_art_0476, Cod_Civ_art_2697 …...
Successione nel processo - a titolo universale - impugnazioni civili - Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25860 del 27/09/2024 (Rv. 672461-01)
Impugnazioni in generale - legittimazione all'impugnazione - attiva Impugnazione dell'erede - Prova della sua qualità - Necessità - Fondamento - Fattispecie. Colui che, assumendo di essere erede di una delle parti originarie del giudizio, propone impugnazione, deve fornire la prova, ex art. 2697 c.c., di tale sua qualità, posto che la titolarità, attiva o passiva, della posizione soggettiva vantata in giudizio è elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta all'attore allegarla e provarla, salvo il riconoscimento da parte del convenuto o lo svolgimento di difese incompatibili con la sua negazione. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito di inammissibilità dell'appello, avendo gli appellanti offerto la prova della loro qualità di eredi solo in sede di comparsa conclusionale e, quindi, tardivamente). Corte di Cassazione, Sez. 3, Ordinanza n. 25860 del 27/09/2024 (Rv. 672461-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0459, Cod_Civ_art_2697, Cod_Proc_Civ_art_099, Cod_Proc_Civ_art_100, Cod_Proc_Civ_art_112, Cod_Proc_Civ_art_115 …...
Successione testamentaria - capacita' - di testare - incapacita' - Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9904 del 11/04/2024 (Rv. 671018-01)
Apertura della successione - Diritti vantati a titolo successorio - Generale disponibilità - Anche in caso di verifica circa la validità del testamento ex art. 591, comma 1, n. 3), c.c. - Fondamento. In caso di apertura della successione, i diritti vantati a titolo ereditario hanno carattere generalmente disponibile, anche in ipotesi di verifica circa la validità del testamento ex art. 591, comma 1, n. 3), c.c., in quanto le decisioni che ne derivano non incidono sulla capacità di agire di un soggetto (peraltro non più in vita), ma si limitano ad accertare l'eventuale condizione di minorata capacità di intendere e volere, alla data di redazione del testamento, cosicché esse non rientrano tra le azioni concernenti lo stato o la capacità delle persone. Corte di Cassazione, Sez. 2, Ordinanza n. 9904 del 11/04/2024 (Rv. 671018-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0456, Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0591 …...
Successione testamentaria - testamento in genere - interpretazione - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5487 del 01/03/2024 (Rv. 670484-01)
Principio di conservazione - Rilevanza - In caso di disposizione testamentaria suscettibile di interpretazioni alternative - Fattispecie. Nell'interpretazione del testamento, il giudice di merito deve accertare, secondo il principio generale ex art. 1362 c.c., l'effettiva volontà del testatore, comunque espressa, valutando congiuntamente e in modo coordinato l'elemento letterale e quello logico dell'atto mortis causa, nel rispetto del principio di conservazione, sicché viola l'art. 1367 c.c. il giudice che opti immotivatamente per l'interpretazione invalidante di una disposizione testamentaria in realtà suscettibile di interpretazioni alternative. (Nella specie, con riguardo a un testamento con cui la de cuius aveva istituito erede il marito, prevedendo a suo carico l'obbligo morale di riscrivere l'atto, dopo la sua morte, e di istituire eredi i cognati, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che, all'esito della premorienza del coniuge istituito, aveva escluso la configurabilità del meccanismo della sostituzione ex art. 688 c.c., in favore dei cognati). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 5487 del 01/03/2024 (Rv. 670484-01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0688, Cod_Civ_art_1362, Cod_Civ_art_1367 …...
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - in genere Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 30802 del 06/11/2023 (Rv. 669406 - 02)
Successione testamentaria contenente soli legati - Esaurimento dell'asse relitto - Possibilità della sua coesistenza con la successione legittima - Sussistenza - Ragioni. In tema di successione ereditaria, la presenza di un testamento che contenga soltanto attribuzioni a titolo di legato idonee ad esaurire l’asse relitto non esclude la successione legittima, la quale sussiste anche quando è priva di un positivo contenuto patrimoniale, siccome destinata ad operare sia al fine di individuare la responsabilità per i debiti ereditari e per gli obblighi gravanti sull’erede, sia al fine di decidere sulla sorte dei beni appartenenti al de cuius, ma ignorati dalle disposizioni testamentarie, ovvero sopravvenuti alla data di redazione della scheda, i quali sono destinati a devolversi secondo le regole della successione ab intestato, una volta esclusa la possibilità di individuare una diversa istituzione di erede nelle previsioni di ultima volontà. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 30802 del 06/11/2023 (Rv. 669406 - 02) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0649, Cod_Civ_art_0647 …...
Giurisdizione volontaria - provvedimenti - impugnazioni e reclami Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 29841 del 27/10/2023 (Rv. 669279 - 01)
Successioni mortis causa - Provvedimenti di volontaria giurisdizione - Decreto che dichiara chiusa la curatela dell'eredità giacente ed approva il rendiconto del curatore - Ricorso straordinario per cassazione - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento. È inammissibile il ricorso per Cassazione ex art. 111 Cost. avverso il decreto camerale che dichiara chiusa la curatela dell'eredità giacente e approva il rendiconto del curatore, trattandosi di provvedimento privo dei caratteri di decisorietà e di definitività, insuscettibile come tale di passaggio in cosa giudicata, atteso che la cessazione della curatela ha quale presupposto logico e giuridico esclusivamente l'accettazione dell'eredità da parte di un chiamato che non sia nel possesso di quei beni, come tale priva di alcuna conseguenza sostanziale, fatta salva l'ipotesi di controversia sulle spese della procedura. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 29841 del 27/10/2023 (Rv. 669279 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Proc_Civ_art_737 …...
Successioni "mortis causa" - coeredita' (comunione ereditaria) Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 28221 del 09/10/2023 (Rv. 669008 - 01)
Disposizione a favore di successibili non identificati - Ammissibilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie. In tema di successione mortis causa, è inefficace la disposizione testamentaria a favore di successibili non identificabili, in quanto essa consentirebbe al testatore di porre, incondizionatamente e senza limitazioni di tempo, un vincolo alla destinazione e alla circolazione dei beni, in contrasto con le esigenze di ordine pubblico. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto la devoluzione allo Stato dell'eredità, dal momento che il ricorrente era figlio di un parente della disponente non ancora in vita al momento dell'apertura della successione). Corte di Cassazione, Sez. 2 , Sentenza n. 28221 del 09/10/2023 (Rv. 669008 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0462, Cod_Civ_art_0586, Cod_Civ_art_0572, Cod_Civ_art_0457 …...
Clausola di attribuzione dell'indennizzo in favore degli eredi legittimi – Cass. n. 11101/2023
Assicurazione - assicurazione sulla vita - a favore di un terzo - designazione del beneficiario - Assicurazione sulla vita - Clausola di attribuzione dell'indennizzo in favore degli eredi legittimi - Premorienza di uno dei beneficiari allo stipulante - Acquisto del diritto da parte dei suoi eredi - Misura - Fattispecie.  Allorché uno dei beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita premuoia al contraente, la prestazione, se il beneficio non sia stato revocato o il contraente non abbia disposto diversamente, deve essere eseguita a favore degli eredi del premorto in proporzione della quota che sarebbe spettata a quest'ultimo. (Nella specie, in un caso in cui erano pervenuti alla successione legittima della stipulante, insieme alla sorella di costei, gli eredi dell'altro fratello premorto, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva ripartito l'indennizzo assicurativo in parti uguali tra tutti gli aventi diritto, anziché riconoscere a coloro che erano succeduti all'originario beneficiario premorto la sola quota di metà che a quest'ultimo sarebbe spettata). Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 11101 del 27/04/2023 (Rv. 667791 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0467, Cod_Civ_art_0468, Cod_Civ_art_1412, Cod_Civ_art_1920, Cod_Civ_art_1919   Corte Cassazione 11101 2023 …...
Accettazione dell'eredità con beneficio di inventario – Cass. n. 24836/2022
Successioni "mortis causa" - successione necessaria - reintegrazione della quota di riserva dei legittimari - azione di riduzione (lesione della quota di riserva) - in genere - Successione legittima - Pretermissione del legittimario - Configurabilità - Condizioni - Esperimento dell'azione di riduzione - Accettazione dell'eredità con beneficio di inventario - Necessità - Esclusione - Accettazione tacita dell'eredità - Sussistenza.   In caso di apertura della successione legittima, il legittimario, sebbene non possa ritenersi diseredato in senso formale, poiché chiamato "ex lege" all'eredità, è considerato pretermesso qualora il "de cuius" abbia distribuito tutto il suo patrimonio mediante disposizioni a titolo particolare "inter vivos"; ne deriva che l'azione di riduzione non è soggetta all'onere dell'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario e che, ove il legittimario non abbia già compiuto atti di accettazione, egli diviene necessariamente erede nel momento stesso in cui esercita tale azione di riduzione, che comporta, quindi, tacita accettazione di eredità. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24836 del 17/08/2022 (Rv. 665563 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0476, Cod_Civ_art_0557, Cod_Civ_art_0564   Corte Cassazione 24836 2022 …...
Possibilità di concorso con erede legittimo – Cass. n. 24310/2022
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - testamento in genere - disposizioni - a titolo universale e a titolo particolare (distinzione tra erede e legatario) - Istituzione di erede "ex re certa" - Condizioni - Possibilità di concorso con erede legittimo - Sussistenza - Misura della partecipazione sugli altri beni ereditari.   Il connotato essenziale della istituzione di erede "ex re certa" non va ricercato nell'implicita volontà del testatore di attribuire all'istituito la totalità dei beni di cui egli avrebbe potuto disporre al momento della confezione del testamento, ma nell'assegnazione di un bene determinato, o di un complesso di beni determinati, come quota del suo patrimonio; risolta la questione interpretativa nel senso della istituzione "ex re", l'erede in tal modo istituito può partecipare anche all'acquisto di altri beni, se del caso in concorso con l'erede legittimo e, quindi, raccoglierli in proporzione della sua quota, da determinarsi in concreto mediante il rapporto proporzionale tra il valore delle "res certae" attribuitegli ed il valore dell'intero asse ereditario. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 24310 del 05/08/2022 (Rv. 665388 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0588, Cod_Civ_art_0457   Corte Cassazione 24310 2022 …...
Dimostrazione della qualità di chiamato all'eredità – Cass. n. 22730/2021
Procedimento civile - azione - Azione proposta dall'erede - Dimostrazione della qualità di chiamato all'eredità - Necessità - Accettazione tacita dell'eredità - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie.   L'erede che intenda esercitare un diritto riconducibile al "de cuius" deve allegare la propria legittimazione per essere subentrato nella medesima posizione di quello, fornendo la prova, mediante la produzione in giudizio di idonea documentazione, del decesso della parte originaria e della propria qualità di erede; solo successivamente acquisisce rilievo l'accettazione dell'eredità, la quale può anche avvenire tacitamente, attraverso l'esercizio di un'azione petitoria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, in un giudizio di rivendicazione, ai fini della dimostrazione del trasferimento della proprietà del bene oggetto di causa, aveva ritenuto sufficiente la tacita accettazione dell'eredità da parte degli aventi causa della parte attrice, senza dare rilievo all'imprescindibile necessità di acquisire anche la prova della loro qualità di eredi). Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 22730 del 11/08/2021 (Rv. 662065 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0460, Cod_Civ_art_0475, Cod_Civ_art_0476, Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_0948, Cod_Civ_art_0459, Cod_Civ_art_0457   Corte Cassazione 22730 2021 …...
Contratto di assicurazione sulla vita – Cass. n. 11421/2021
Assicurazione - assicurazione sulla vita - a favore di un terzo - designazione del beneficiario - Assicurazione sulla vita - Clausola di attribuzione dell'indennizzo a favore degli eredi legittimi (e/o testamentari) - Premorienza di uno degli eredi del contraente - Conseguenze - Trasmissibilità agli eredi del beneficiario premorto. Allorché uno dei beneficiari di un contratto di assicurazione sulla vita premuore al contraente, la prestazione, se il beneficio non sia stato revocato o il contraente non abbia disposto diversamente, deve essere eseguita a favore degli eredi del premorto in proporzione della quota che sarebbe spettata a quest'ultimo. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 11421 del 30/04/2021 (Rv. 661129 - 03) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0467, Cod_Civ_art_0468, Cod_Civ_art_1412, Cod_Civ_art_1920, Cod_Civ_art_1921, Cod_Civ_art_1923 …...
Clausola di attribuzione dell'indennizzo a favore degli eredi legittimi – Cass. n. 11421/2021
Assicurazione - assicurazione sulla vita - a favore di un terzo - designazione del beneficiario - Assicurazione sulla vita - Clausola di attribuzione dell'indennizzo a favore degli eredi legittimi (e/o testamentari) - Interpretazione. Nel contratto di assicurazione sulla vita la designazione generica degli "eredi" come beneficiari, in una delle forme previste nell'articolo 1920, comma 2, c.c., comporta l'acquisto di un diritto proprio ai vantaggi dell'assicurazione da parte di coloro che, al momento della morte del contraente, rivestano tale qualità in forza del titolo della astratta delazione indicata all'assicuratore per individuare i creditori della prestazione. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 11421 del 30/04/2021 (Rv. 661129 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_1362, Cod_Civ_art_1920, Cod_Civ_art_1923 …...
"Petitio hereditatis" proposto da successibile "ex lege" – Cass. n. 28665/2020
Procedimento civile - nuova domanda - procedimento civile - domanda giudiziale - nuova domanda - "Petitio hereditatis" proposto da successibile "ex lege" - Produzione in giudizio di scheda testamentaria da parte del convenuto - Domanda di nullità del testamento formulata dall'attore alla prima udienza - Ammissibilità. Nell'ipotesi di "petitio hereditatis" proposta dal successore "ex lege", la domanda di nullità del testamento formulata dall'attore alla prima udienza dopo la produzione in giudizio della scheda testamentaria da parte del convenuto, ponendosi in nesso di consequenzialità con la relativa difesa, è ammissibile ove ricorrano le condizioni di cui all'art. 183, comma 4, c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 28665 del 15/12/2020 Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0533, Cod_Proc_Civ_art_183_1, Cod_Proc_Civ_art_036, Cod_Proc_Civ_art_167 corte cassazione 28665 2020 …...
Riassunzione nei confronti degli eredi - Cass. n. 25885/2020
Procedimento civile - interruzione del processo - riassunzione -Riassunzione nei confronti degli eredi - Qualità di successore a titolo universale - Questione di merito e non di legittimazione - Fondamento - Conseguenze - Onere probatorio - Ragionamento presuntivo - Applicabilità - Fattispecie. A seguito della notifica dell'atto di riassunzione nei confronti dei chiamati all'eredità, che consente la ripresa del processo senza che occorra alcun accertamento in ordine all'accettazione espressa o tacita dell'eredità, la parte evocata in riassunzione può assumere un contegno di non contestazione (o di espressa ammissione) circa la propria qualità di erede, il che esonera la parte attrice dall'onere di dimostrare il fatto incontroverso, oppure può negare tale qualifica e dunque la titolarità del rapporto controverso, attraverso una mera difesa da esercitarsi tempestivamente rispetto alle preclusioni formatesi con la definizione del "thema decidendum" all'esito della fase di trattazione; in tal caso il giudice dovrà verificare l'assolvimento dell'onere della prova da parte di colui che afferma la qualità di erede, anche valutando, attraverso un ragionamento presuntivo, il comportamento, processuale ed extraprocessuale, tenuto dal chiamato. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta l'affermazione della Corte di appello secondo cui era onere dei chiamati contestare specificamente di aver assunto la qualità di eredi e che l'indicazione di "chiamati all'eredità", contenuta nella comparsa in riassunzione, era rimasta contraddetta da comportamenti concludenti in funzione dell'assunzione della qualità di eredi). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25885 del 16/11/2020 (Rv. 659588 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2697, Cod_Civ_art_0457, Cod_Proc_Civ_art_303, Cod_Proc_Civ_art_115, Cod_Proc_Civ_art_116 interruzione processo Riassunzione  eredi corte cassazione 25885 2020 …...
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria – Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17868 del 03/07/2019 (Rv. 654464 - 03)
Testamento in genere - disposizioni - a titolo universale e a titolo particolare (distinzione tra erede e legatario) Criteri discretivi - Qualifica di erede universale nella scheda testamentaria - Sufficienza per derivarne la natura di successione a titolo universale in favore del beneficiario - Esclusione - Fondamento. La qualifica di erede universale nella scheda testamentaria, associata all'attribuzione di un singolo bene o di un complesso di beni, pur potendo costituire un elemento valutabile ai fini dell'indagine diretta ad accertare l’eventuale intenzione del testatore di assegnare quei beni come quota del patrimonio, ai sensi dell'art. 588, comma 2, c.c., non giustifica, di per sé, l'attribuzione degli altri beni menzionati nel testamento e non attribuiti, occorrendo a tal fine che sia ricavabile dal complessivo contenuto del testamento una disposizione nell'universalità del patrimonio ai sensi dell'art. 588, comma 1, c.c. Corte Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17868 del 03/07/2019 (Rv. 654464 - 03) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0588 …...
Esercizio in via diretta dell'azione surrogatoria - Cass. Sent. 16623/2019
Responsabilità patrimoniale - conservazione della garanzia patrimoniale - surrogatoria, differenze e rapporti con la azione revocatoria – litisconsorzio - Azione di riduzione - Legittimazione del creditore del legittimario pretermesso - Condizioni - Soggetti passivi - Individuazione - Litisconsorzio necessario. È ammissibile l'esercizio in via diretta dell'azione surrogatoria - prevista dall'art. 2900 c.c. - nella proposizione della domanda di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima da parte dei creditori dei legittimari totalmente pretermessi che siano rimasti del tutto inerti, realizzandosi un'interferenza di natura eccezionale - ma legittima - nella sfera giuridica del debitore; infatti, l'azione surrogatoria non è altro che lo strumento che la legge appresta al creditore per evitare gli effetti che possano derivare alle sue ragioni dall'inerzia del debitore che ometta di esercitare le opportune azioni dirette ad alimentare il suo patrimonio, riducendo così la garanzia che esso rappresenta in favore dei creditori. Corte di Cassazione Sez. 2 - , Sentenza n. 16623 del 20/06/2019 (Rv. 654340 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_0457, Cod_Civ_art_0524, Cod_Civ_art_0481, Cod_Civ_art_0557, Cod_Civ_art_2900 …...
successione testamentaria - capacità - di testare
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - capacità - di testare - incapacità - azione di annullamento - legittimazione - impugnazione di disposizione testamentaria per invalidità – titolarità di un diritto successorio in dipendenza dell’accertata invalidità – necessità - successibile “ex lege” escluso per diseredazione - inammissibilità per difetto di interesse – fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26062 del 17/10/2018 >>> Poiché al fine di giustificare l'interesse ad agire per far accertare l'invalidità di una disposizione testamentaria occorre che si possa vantare un diritto successorio in dipendenza dell'accertata invalidità della stessa disposizione, tale posizione non è riconoscibile in capo a chi, potenziale successibile "ex lege", sia stato validamente escluso, per diseredazione, dalla successione, atteso che la invalidità colpisce, di regola, uno o più singole disposizioni testamentarie, lasciando valide le altre, inclusa quella di esclusione. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata nella parte in cui la corte di merito, una volta dichiarata la validità della disposizione testamentaria di diseredazione in danno di tutta la stirpe dei fratelli, non aveva riconosciuto il difetto di interesse di questi ultimi all'impugnativa delle singole disposizioni). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 26062 del 17/10/2018 …...
successione testamentaria - testamento in genere – interpretazione
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - testamento in genere – interpretazione - disposizione testamentaria - distinzione tra sostituzione fedecommissaria e costituzione testamentaria di usufrutto con contestuale istituzione di eredi nudi proprietari - individuazione - criteri - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25698 del 15/10/2018 >>> L'interpretazione di una disposizione testamentaria volta a determinare se il testatore abbia voluto disporre una sostituzione fedecommissaria o una costituzione testamentaria di usufrutto deve muovere dalla ricerca della effettiva volontà del "de cuius",attraverso l'analisi delle finalità che il testatore intendeva perseguire, oltre che mediante il contenuto testuale della scheda testamentaria; ne consegue che la disposizione con la quale il "de cuius" lascia a persone diverse rispettivamente l'usufrutto e la nuda proprietà di uno stesso bene (o dell'intero complesso dei beni ereditari) non integra gli estremi della sostituzione fedecommissaria (ma quelli di una formale istituzione di erede) quando le disposizioni siano dirette e simultanee e non in ordine successivo, i chiamati non succedano l'uno all'altro, ma direttamente al testatore, e la consolidazione tra usufrutto e nuda proprietà costituisca un effetto non della successione, ma della "vis espansiva" della proprietà. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che, col testamento impugnato, fosse stata disposta, in favore della moglie e delle sorelle e nipoti, una istituzione di erede con sostituzione fedecommissaria in quanto il testatore, con l'univoco utilizzo del termine "proprietà" per entrambe le disposizioni, aveva inteso segnare la posteriorità sul medesimo bene del diritto dei nipoti e delle sorelle, rispetto a quello della moglie, restando invece irrilevante l'utilizzo della formula "vita natural durante"per circoscrivere temporalmente il diritto di quest'ultima). Corte di Cassazione Sez. 2, Ordinanza n. 25698 del 15/10/2018 …...
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15239 del 20/06/2017
Coesistenza con la successione legittima - Ammissibilità - Presupposti. La successione legittima può coesistere con quella testamentaria nell'ipotesi in cui il "de cuius" non abbia disposto con il testamento della totalità del suo patrimonio ed in particolare, nel caso di testamento che, senza recare istituzione di erede, contenga soltanto attribuzione di legati. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, in applicazione di detto principio ed in mancanza di formale istituzione di erede, aveva qualificato come legatario il beneficiario "morits causa" di una specifica consistenza immobiliare, non rilevando, in senso contrario, che lo stesso fosse stato altresì onerato di partecipare alle spese funerarie del "de cuius" né, tantomeno, la mancata menzione, nel testamento, di altri soggetti o di altri beni, la cui inesistenza non era stata dimostrata). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 15239 del 20/06/2017   …...
Successioni "mortis causa" - successione testamentaria - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12158 del 11/06/2015
"Institutio ex re certa" - Coesistenza con la successione legittima - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12158 del 11/06/2015 In tema di delazione dell'eredità, non ha luogo la successione legittima (nella specie, per la somma risultante da un credito su un conto corrente intestato al "de cuius", non oggetto di legato) agli effetti dell'art. 457, secondo comma, cod. civ., in presenza di disposizione testamentaria a titolo universale, sia pur in forma di istituzione "ex re certa", tenuto conto della forza espansiva della stessa per i beni ignorati dal testatore o sopravvenuti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12158 del 11/06/2015   …...
successioni "mortis causa" - successione testamentaria - successioni "mortis causa" - successione testamentaria - Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22195 del 20/10/2014
Perdita del diritto di accettare l'eredità testamentaria - Apertura della successione legittima - Coesistenza della successione testamentaria con la successione legittima - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22195 del 20/10/2014 In tema di successione a causa di morte, la perdita del diritto di accettare l'eredità ex art. 481 cod. Civ. Comporta anche la perdita della qualità di chiamato all'eredità per testamento, con la conseguenza che la devoluzione testamentaria diviene inefficace e si apre esclusivamente la successione legittima, ai sensi dell'art. 457 cod. Civ., senza che si verifichi la coesistenza tra successione testamentaria e successione legittima.Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 22195 del 20/10/2014 …...
successioni "mortis causa" - successione legittima ("ab intestato") - categorie dei successibili - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2743 del 06/02/2014
Pluralità di successibili in ordine successivo - Simultaneità della delazione - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2743 del 06/02/2014 In tema di successioni legittime, qualora sussista una pluralità di designati a succedere in ordine successivo, si realizza una delazione simultanea a favore dei primi chiamati e dei chiamati ulteriori, con la conseguenza che questi ultimi, in pendenza del termine di accettazione dell'eredità dei primi chiamati, sono abilitati ad effettuare una accettazione, anche tacita, dell'eredità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2743 del 06/02/2014   …...
successioni "mortis causa" - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014
Esercizio di un diritto del "de cuius" - Legittimazione ad agire - Qualità di erede - Non contestazione - Necessità della prova mediante atto dello stato civile - Esclusione - Accettazione, anche tacita, dell'eredità - Sufficienza - Esercizio della stessa azione - Idoneità. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014 Il figlio che aziona in giudizio un diritto del genitore, del quale afferma essere erede "ab intestato", ove non sia stato contestato il rapporto di discendenza con il "de cuius", non deve ulteriormente dimostrare, al fine di dare prova della sua legittimazione ad agire, l'esistenza di tale rapporto producendo l'atto dello stato civile, attestante la filiazione, ma è sufficiente, in quanto chiamato all'eredità a titolo di successione legittima, che abbia accettato, anche tacitamente, l'eredità, di cui costituisce atto idoneo l'esercizio stesso dell'azione.Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22223 del 20/10/2014 …...
Successioni "mortis causa" - successione legittima ("ab intestato") - categorie dei successibili – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2743 del 06/02/2014
Pluralità di successibili in ordine successivo - Simultaneità della delazione - Conseguenze. In tema di successioni legittime, qualora sussista una pluralità di designati a succedere in ordine successivo, si realizza una delazione simultanea a favore dei primi chiamati e dei chiamati ulteriori, con la conseguenza che questi ultimi, in pendenza del termine di accettazione dell'eredità dei primi chiamati, sono abilitati ad effettuare una accettazione, anche tacita, dell'eredità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2743 del 06/02/2014   …...
Capacità della persona fisica - incapacità naturale di intendere e di volere - atti compiuti da persona naturalmente incapace – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013
Contratto concluso da persona poi deceduta - Legittimazione all'azione di annullamento - Singolo coerede - Sussistenza - Litisconsorzio necessario dei coeredi - Sussistenza - Fondamento. L'esercizio dell'azione di annullamento del contratto per incapacità di intendere e volere di uno dei contraenti, che sia successivamente deceduto, sebbene possa compiersi da parte di uno solo dei coeredi, anche in contrasto con gli altri, implica comunque il litisconsorzio necessario di tutti, giacché, come la sentenza di annullamento deve investire l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, ma nella sua interezza, posto che esso non può essere contemporaneamente valido per un soggetto e invalido per un altro, così anche l'eventuale restituzione non può avvenire "pro quota". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013   …...
Procedimento civile - litisconsorzio - necessario – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013
Eccezione di non integrità del contraddittorio - Oneri del deducente - Rilevabilità d'ufficio - Sussistenza. La parte che deduce la non integrità del contraddittorio ha l'onere di indicare quali siano i litisconsorti pretermessi e di dimostrare i motivi per i quali è necessaria l'integrazione, senza, peraltro, che sia impedito al giudice il rilievo d'ufficio, seppure a seguito di sollecitazione di parte, del medesimo difetto di integrità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013   …...
capacità della persona fisica - incapacità naturale di intendere e di volere - atti compiuti da persona naturalmente incapace - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013
Contratto concluso da persona poi deceduta - Legittimazione all'azione di annullamento - Singolo coerede - Sussistenza - Litisconsorzio necessario dei coeredi - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013 L'esercizio dell'azione di annullamento del contratto per incapacità di intendere e volere di uno dei contraenti, che sia successivamente deceduto, sebbene possa compiersi da parte di uno solo dei coeredi, anche in contrasto con gli altri, implica comunque il litisconsorzio necessario di tutti, giacché, come la sentenza di annullamento deve investire l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, l'atto negoziale non limitatamente ad un soggetto, ma nella sua interezza, posto che esso non può essere contemporaneamente valido per un soggetto e invalido per un altro, così anche l'eventuale restituzione non può avvenire "pro quota". Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 25810 del 18/11/2013   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013 - 2
Unicità della prescrizione del diritto di accettazione dell'eredità, decorrente in ogni caso dall'apertura della successione, indipendentemente dalla fonte della delazione - Successiva scoperta di testamento del quale non si aveva notizia al momento dell'accettazione dell'eredità - Irrilevanza - Questione di legittimità costituzionale dell'art. 480, secondo comma, cod. civ. - Manifesta infondatezza. In tema di successioni "mortis causa", è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, per contrasto con gli artt. 3 e 24 Cost., dell'art. 480, secondo comma, cod. civ., interpretato nel senso che il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare l'eredità decorre unitariamente dal giorno dell'apertura della successione, pure nel caso di successiva scoperta di un testamento del quale non si aveva notizia. Invero, detta disciplina si rivela frutto di una scelta ragionevole del legislatore, in quanto finalizzata, come in tutte le ipotesi di prescrizione, al perseguimento della certezza delle situazioni giuridiche, e quindi ispirata dall'esigenza di cristallizzare in modo definitivo, dopo un certo lasso di tempo, la regolamentazione dei diritti erri tra le diverse categorie di successibili, in maniera da accordare specifica tutela a chi abbia accettato, nell'indicato termine di dieci anni, l'eredità devolutagli per legge o per testamento, ed anche a chi, dopo aver accettato nel termine l'eredità legittima, abbia fatto valere un testamento successivamente scoperto, rispetto a colui che, chiamato per testamento e non pure per legge all'eredità, non abbia potuto accettare la stessa nel termine di prescrizione per mancata conoscenza dell'esistenza di tale scheda testamentaria; d'altra parte, prevedendo l'art. 480 cod. civ. un termine prescrizionale, cui va riconosciuta natura sostanziale e non processuale, esso rimane per sua natura estraneo all'ambito di tutela dell'art. 24 Cost., in quanto non volto all'esercizio del diritto di difesa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013   …...
Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - diritto di accettazione - prescrizione – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013
Unicità del diritto di accettazione dell'eredità, indipendentemente dalla fonte, testamentaria o legittima, della delazione - Sussistenza - Conseguente unicità della prescrizione del diritto di accettazione, decorrente in ogni caso dall'apertura della successione - Fondamento. Il vigente ordinamento giuridico non prevede due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell'eredità, derivanti l'uno dalla delazione testamentaria e l'altro dalla delazione legittima, ma contempla - con riguardo al patrimonio relitto dal defunto, quale che sia il titolo della chiamata - un unico diritto di accettazione, che, se non viene fatto valere, si prescrive nel termine di dieci anni dal giorno dell'apertura della successione, come conferma l'art. 483, secondo comma, cod. civ., il quale attribuisce automatico rilievo ad un testamento scoperto dopo l'accettazione dell'eredità (pur limitando entro il valore dell'asse l'obbligo di soddisfare i legati ivi disposti), senza che esso debba essere a sua volta accettato. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 264 del 08/01/2013   …...
Comunione dei diritti reali - comproprietà indivisa - scioglimento - comunioni coattive (cose indivisibili) – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5261 del 04/03/2011
Scioglimento della comunione - Patto di permanenza in comunione - Applicazione alla materia successoria - Configurabilità - Limite di indivisibilità di cui all'art. 1112 cod. civ. - Estensione - Accertamento di fatto devoluto al giudice di merito. In tema di scioglimento della comunione, la disposizione dell'art. 1111, secondo comma, cod. civ. - in base alla quale il patto di rimanere in comunione non può, comunque, avere una durata superiore ai dieci anni - benché sia analogicamente applicabile anche alle disposizioni testamentarie a titolo particolare, trova un limite implicito nella regola dettata dal successivo art. 1112 cod. civ., secondo cui lo scioglimento non può essere chiesto quando si tratta di cose che, se divise, cesserebbero di servire all'uso cui sono destinate; l'accertamento in fatto sulla concreta divisibilità del bene è devoluto all'esame del giudice di merito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5261 del 04/03/2011   …...
Procedimento civile - successione nel processo - a titolo universale – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27274 del 14/11/2008
Morte della parte in corso di giudizio - Integrazione necessaria del contraddittorio nei confronti di tutti gli eredi - Sufficienza della chiamata all'eredità - Esclusione - Rinuncia all'eredità dei chiamati - Conseguenze - Obbligo d'integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri eredi - Onere d'individuazione delle parti - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità del ricorso. In caso di morte di una parte nel corso del giudizio, i suoi successori a titolo universale sono tutti litisconsorti necessari quando abbiano acquistato la qualità di eredi per accettazione espressa o tacita non essendo sufficiente la semplice chiamata all'eredità. Deve, pertanto, ritenersi inammissibile il ricorso per cassazione ove non sia stato adempiuto l'ordine d'integrazione del contraddittorio disposto a seguito di rinuncia all'eredità dei precedenti chiamati, fondato sulla mera dichiarazione d'inesistenza di ulteriori eredi in quanto è onere delle parti provvedere all'individuazione degli eredi predetti e procedere, ove ne ricorrano i presupposti, alla nomina di un curatore dell'eredità giacente. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 27274 del 14/11/2008   …...
Impugnazioni civili - impugnazioni in generale - notificazione - dell'atto di impugnazione - agli eredi – Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza interlocutoria n. 2807 del 08/02/2006
Morte della parte non dichiarata dal procuratore - Dichiarazione nella notificazione della sentenza - Impugnazione - Notificazione - Agli eredi collettivamente ed impersonalmente - Facoltà - Rinuncia - Conseguenze - Individuazione dei singoli eredi - Onere a carico del notificante - Delazione ereditaria - Deduzione - Insufficienza - Accettazione dell'eredità - Deduzione - Necessità. Nel caso in cui il decesso della parte, verificatosi nel corso del giudizio, non sia stato dichiarato in udienza dal procuratore costituito, ma sia stato portato a conoscenza della controparte esclusivamente con l'atto di notifica della sentenza, non accompagnato dalla puntuale indicazione degli eredi, la controparte che intenda impugnare la sentenza può avvalersi della facoltà, prevista dall'art. 330 cod. proc. civ., di notificare l'atto di impugnazione impersonalmente e collettivamente agli eredi. Qualora non intenda avvalersi di detta facoltà, essa è tenuta ad individuare, tra i chiamati all'eredità, coloro che hanno effettivamente assunto la qualità di eredi della parte deceduta, e, pur non dovendo fornire la prova che tali soggetti non vi abbiano rinunciato, ha l'onere di dedurre quanto meno la sussistenza effettiva delle condizioni da cui possa desumersi che essi abbiano accettato espressamente o tacitamente l'eredità. La mera delazione ereditaria, conseguente all'apertura della successione, non è infatti sufficiente ai fini della trasmissione della legittimazione "ad causam", la quale presuppone l'accettazione dell'eredità, per effetto della quale il chiamato assume la veste effettiva di erede della parte. Corte di Cassazione Sez. 1, Ordinanza interlocutoria n. 2807 del 08/02/2006   …...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - procedimento - riassunzione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14081 del 01/07/2005
Da parte di soggetto qualificantesi erede - Quale figlio del "de cuius" - Mancata specificazione della specie della successione - Omessa indicazione del modo dell'accettazione dell'eredità - Dimostrazione della relazione familiare - Prova della qualità di erede - Ai fini della legittimazione alla riassunzione - Sussistenza - Fondamento. Qualora si verifichi la morte della parte ed il processo venga riassunto da un soggetto che si qualifichi erede del "de cuius", in qualità di figlio del medesimo, dimostrando la relazione familiare, pur senza specificare di quale tipo di successione si sia trattato e senza indicare in che modo sia avvenuta l'accettazione dell'eredità, l'atto di riassunzione, in quanto proveniente da un soggetto che si deve considerare certamente chiamato all'eredità quale che sia il tipo di successione, va considerato come atto di accettazione tacita dell'eredità e, quindi, idoneo a far considerare dimostrata la legittimazione alla riassunzione (principio affermato dalla Suprema Corte in relazione a fattispecie in cui si trattava di riassunzione a seguito di cassazione con rinvio ed era stato prodotto certificato di famiglia per dimostrare la relazione parentale). Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14081 del 01/07/2005   …...
Società - di capitali - società per azioni - costituzione - modi di formazione del capitale - delle azioni - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1410 del 19/02/1999
Vendita di azioni acquistate iure haereditatis - Annotazione del nome dell' erede sul titolo e sul registro dell' emittente - Necessità - Art. 2022 cod. civ. - Applicabilità a pena di nullità del trasferimento.  L' art. 2022 cod. civ., che prescrive, per l' esecuzione del trasferimento di titoli nominativi - ivi compresi quelli azionari di società - l'annotazione del nome dell' acquirente sul titolo, è norma inderogabile (la cui violazione comporta nullità del trasferimento) ed applicabile anche ai trasferimenti mortis causa. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 1410 del 19/02/1999   …...
Successioni mortis causa - disposizioni generali - accettazione dell'eredità – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5666 del 18/10/1988
Diritto di accettazione - prescrizione - rinvenimento di testamento successivamente all'apertura della successione - irrilevanza.* Il vigente ordinamento giuridico non contempla due distinti ed autonomi diritti di accettazione dell'eredità, derivanti l'uno dalla devoluzione testamentaria e l'altro da quella legittima, ciascuno soggetto ad un proprio termine di prescrizione, ma prevede (con riguardo al patrimonio relitto dal defunto, quale che ne sia il titolo della chiamata) un unico diritto d'accettazione, che, se non viene fatto valere, si prescrive nel termine di dieci anni decorrente dal giorno dell'apertura della successione, e che se è, invece, esercitato, mediante l'accettazione dell'eredità devoluta per legge consente al chiamato ed ai terzi, nel caso di testamento successivamente scoperto, qualunque sia il tempo trascorso dalla apertura della successione, di chiederne l'esecuzione, sia nella ipotesi in cui il testamento sia più favorevole al chiamato (perché ad esempio gli attribuisce una quota maggiore rispetto a quella devoluta per legge ovvero beni ulteriori) sia nell'ipotesi opposta, nel qual caso però vige il principio secondo cui l'erede non è tenuto a soddisfare i legati scritti nel testamento oltre il valore dell'eredità o con pregiudizio della porzione di legittima che gli è dovuta. ( V 697/83, mass n 425439).* Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 5666 del 18/10/1988   …...
Successioni mortis causa - disposizioni generali - delazione dell'eredità (chiamata all'eredità) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 5793 del 02/07/1987
Petizione di eredità - in genere - successione legittima - vocazione ereditaria - qualità di erede legittimo - titolo idoneo - proponibilità di azioni fondate su tali qualità - titolo necessario e sufficiente - accettazione espressa o tacita - idoneità. Anche con riguardo a crediti di lavoro del de cuius in caso di successione legittima, non è necessario altro titolo, per la vocazione ereditaria, che la qualità di erede legittimo (da provarsi documentalmente mediante gli Atti dello stato civile), mentre l'accettazione anche tacita dell'eredità, la quale può risultare dalla stessa proposizione dell'Azione in veste di erede, è titolo necessario e sufficiente per la proponibilità di azioni fondate su tale qualità, e così per ottenere il pagamento dei detti crediti del de cuius, restando priva di rilievo, allo stesso fine, la mancata produzione della denuncia di successione, che è atto prettamente fiscale. Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 5793 del 02/07/1987   …...
Successioni mortis causa - disposizioni generali – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6339 del 23/11/1982
Rappresentazione - in genere - rappresentazione a favore del discendente legittimo del diseredato - ammissibilità.* La diseredazione ha effetti nei soli confronti del soggetto nei cui confronti è effettuata e, pertanto, non esclude che il discendente legittimo di chi sia stato diseredato dal testatore possa succedere a quest'ultimo per rappresentazione. ( V 3158/55).* Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6339 del 23/11/1982   …...

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