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Giornalista - rapporto di lavoro giornalistico (lavoro subordinato)

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Stampa - giornalista - rapporto di lavoro giornalistico (lavoro subordinato) - svolgimento delle mansioni di redattore alle dipendenze di un'impresa giornalistica - requisiti e contenuto - qualifica di collaboratore fisso - requisiti - distinzione – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29182 del 13/11/2018

Nell'ambito del lavoro giornalistico, la qualifica di redattore si caratterizza per il particolare tipo di notizie richieste e per il particolare inserimento nell'organizzazione e programmazione necessaria per la formazione del prodotto finale, con prestazione dell'attività lavorativa quotidiana e con l'osservanza di un orario di lavoro; viceversa, per la figura del collaboratore fisso rileva la semplice continuità dell'apporto, limitato, di regola, ad offrire servizi inerenti ad un settore informativo specifico di competenza. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva riconosciuto la qualifica di redattore sul rilievo che il lavoratore si occupasse di tutti i settori dell'informazione e non di un settore specifico, svolgesse "anche attività c.d. di cucina redazionale", fosse organicamente inserito nella redazione in quanto doveva interagire con i colleghi e con il capo servizio, godesse di un supporto logistico del tutto uguale a quello dei colleghi, osservasse un quotidiano orario di lavoro - benché ridotto -, venisse remunerato su base oraria invece che in base al numero di articoli, come i collaboratori).

Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 29182 del 13/11/2018

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