Inversione volontaria nel processo - Deduzione di una prova da parte del non onerato - Sufficienza - Esclusione - Inequivoca manifestazione di volontà - Necessità - Fattispecie relativa a riscatto agrario. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14306 del 07/07/2005

L'inversione dell'onere della prova, in mancanza di apposito patto ex art. 2698 cod. civ., può risultare anche dal comportamento processuale della parte, ma, affinchè ciò si verifichi, non è sufficiente che la parte sulla quale non grava l'onere deduca od anche offra la prova, occorrendo, invece, la inequivoca manifestazione della parte medesima di voler rinunciare ai benefici ed ai vantaggi che le derivano dal principio che regola la distribuzione dell'onere stesso e di subire le conseguenze dell'eventuale fallimento della prova dedotta od offerta. (Nella specie, relativa all'esercizio di azione di riscatto agrario, la S.C., nel confermare la sentenza di merito, ha escluso che il fallimento della prova offerta dalla parte retrattata in ordine alla vendita di terreni da parte dei ricorrenti nel biennio anteriore all'esercizio dell'azione valesse a dimostrare l'inversione dell'onere probatorio).

Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 14306 del 07/07/2005

 

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