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Divisione - divisione ereditaria - operazioni divisionali - formazione dello stato attivo dell'eredita’ – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2453 del 28/06/1976

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Collazione ed imputazione - collazione d'immobili - imputazione - restituzione in natura - funzione - differenze.*

071050 381237*

La collazione ereditaria, quale che ne sia il fondamento, rappresenta, in entrambe le forme in cui e prevista dalla legge (in natura o per imputazione), un mezzo giuridico preordinato alla formazione della massa ereditaria da dividere, in guisa che, nei reciproci rapporti tra determinati coeredi, siano assicurati, in senso relativo, l'equilibrio e la parità di trattamento, al fine che non venga alterato il rapporto di valore fra le varie quote e sia garantito a ciascuno degli eredi stessi la possibilità di conseguire una quantità di beni proporzionata alla propria quota. La differenza tra i due modi di collazione consiste in ciò che, mentre quella in natura consta di un'unica operazione, che implica un effettivo incremento dei beni in comunione che devono essere divisi, la collazione per imputazione ne postula due, l'addebito del valore dei beni donati, a carico della quota dell'erede donatario, ed il contemporaneo prelevamento di una corrispondente quantità di beni da parte degli eredi non donatari, cosicchè soltanto nella collazione per imputazione, non in quella in natura, i beni rimangono sempre in proprietà del coerede donatario, che li trattiene in virtù della donazione ricevuta e deve versare alla massa solo l'equivalente pecuniario, il che di norma avviene soltanto idealmente. ( V 2184/61).*

Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2453 del 28/06/1976

 

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