Il custode (artt. 65 , 66, 67 del c.p.c.)

Il custode (artt. 65 , 66, 67 del c.p.c.)

Il Custode può essere nominato da un Giudice o da un Ufficiale giudiziario; la sua nomina risulta da processo verbale che egli stesso deve sottoscrivere. Tale nomina o incarico può essere
remunerativa ed il quantum viene stabilito da chi lo ha nominato; in tal caso il custode non può chiedere di essere sostituito se non per giusti motivi. In caso di prestazione gratuita il custode può
chiedere di essere sostituito anche se deve comunque giustificare la sua richiesta.

La differenza con il CTU è che, in caso di nomina, il custode è obbligato ad accettarla. Il Custode è tenuto alla conservazione ed integrità fisica dei beni affidatigli ed alla loro utilità economica,
deve esercitare la custodia con la diligenza del buon padre di famiglia ed è responsabile verso le parti dei danni a lui imputabili.

Ha legittimazione processuale attiva e passiva e può pertanto esercitare azioni di conservazione e reintegrazione di quanto affidato alla sua cura (Cass. Civ. sez. II del 19 Marzo 1984, n. 877). Il
Custode quindi, può stare in giudizio come attore e convenuto per tutelare la conservazione del bene. E' legittimato a contestare l'atto che possa pregiudicare l'esercizio delle funzioni. (Cass. Civ.
sez. I del 17 luglio 2001, n. 9692)

Qualora il bene affidato in custodia produca reddito (per esempio immobile locato), il custode, in ottemperanza all'art. 593 C.P.C. è tenuto a depositare il conto della gestione periodica con
cadenza trimestrale e finale, che ai sensi dell'art. 178 delle disposizioni di attuazione del codice civile, deve essere approvato dal Giudice dell'esecuzione sentite le parti del giudizio.

Se la custodia dei beni pignorati è onerosa il custode non può impegnare il creditore procedente nelle obbligazioni di terzi (Cass. Civ. sez. III del 20 luglio 1976 n. 2875). Nell'ipotesi in cui il
Giudice non ha emesso nei confronti del creditore procedente provvedimento in cui richiede l'anticipo delle spese o questo non venga eseguito, se il custode non si dimette, risponde in proprio
salvo richiesta di rimborso in sede di liquidazione

Il compenso del Custode è inderogabilmente liquidato dal Giudice che lo ha nominato. E ciò anche nel caso in cui la controversia sia proseguita in appello (Cass.Civ. Sez. I^ 12/08/95 n. 8865) E'
adito ad emettere con ordinanza non impugnabile il provvedimento di sostituzione del custode nominato. In caso di sequestro conservativo mobiliare la competenza alla sostituzione spetta al
Giudice che lo ha autorizzato.

Al custode non può essere liquidato il compenso ai sensi degli artt. 11 Legge 319/80 e 20 Legge 794/42 in quanto la Suprema Corte ha escluso che tali disposizioni possano essere applicabili al
custode giudiziario. Contro il provvedimento di liquidazione del compenso spettante il custode è legittimato a proporre opposizione (Cass. Civ. sez. II del 17 aprile 1991 n. 4090).

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