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Articolo 5 secondo comma della legge 300/70  - Visite di controllo anche ai lavoratori assentiper infortunio

09/09/2002 Lavoro - Articolo 5 secondo comma della legge 300/70  - Visite di controllo anche ai lavoratori assentiper infortunio

Lavoro - Articolo 5 secondo comma della legge 300/70  - Visite di controllo anche ai lavoratori assenti per infortunio

Cassazione – Sezione lavoro – sentenza 18 aprile-9 novembre 2002, n. 15773

Svolgimento del processo

Con atto del 22 settembre 1997 Alfredo Corteggiani, esponendo che con atti del 21 aprile 1997 e del 26 maggio 1997 la Telecom Italia spa (di cui egli era dipendente) gli aveva comminato due sanzioni disciplinari per essersi egli più volte allontanato dalla sua abitazione senza preventiva comunicazione ed aver reso in tal modo infruttuose quattro visite di controllo effettuate nell’ambito della sue degenza determinata da infortunio sul lavoro, e lamentando che la società aveva applicato la disposizione prevista dal contratto collettivo in materia di malattia pur in assenza d’una analoga disposizione contrattuale in materia di infortuni, chiese che il pretore di Rieti dichiarasse l’illegittimità delle sanzioni.
Il pretore respinse la domanda. Con sentenza del 18 febbraio 1999 il tribunale di Rieti ha respinto l’appello. Il giudicante rileva che solo l’articolo 32 del contratto collettivo nazionale di lavoro disciplina il diritto del datore di far controllare lo stato di salute dal lavoratore assente per malattia, a differenza dell’articolo 33, che, disciplinando gli infortuni sul lavoro, non regola analogo controllo.
E tuttavia, il controllo, previsto in via generale dall’articolo 5 della legge 300/70, è stato poi analiticamente disciplinato da successive disposizioni, dettate per evitare abusi ed uniformare la disciplina (in particolare, l’articolo 5 del decreto legge 483/83, convertito in legge 638/83). In questo quadro, il datore di lavoro ha il potere di chiedere visite di controllo nella degenza determinate da infortuni sul lavoro.
La ragione dell’articolo 33 del contratto collettivo è la necessità di differenziare alcuni aspetti in materia di infortuni, dalla parallela disciplina in materia di malattia: in assenza di questa ragione, nulla la norma dispone, restando implicitamente richiamata e pertanto applicabile la disciplina in materia di malattia.
L’inapplicabilità di questa disciplina condurrebbe peraltro ad un’inammissibile discriminazione, poiché il lavoratore, pur soggetto al potere di controllo previsto dall’articolo 5 della legge 300/70, resterebbe privo delle garanzie (in particolare, i limiti di orario) in suo favore previste dalla normativa in materia di malattia.
Legittima è pertanto l’applicazione di questa normativa, che la società aveva fatto, nel caso in esame.
Per la cassazione di questa sentenza ricorre Alfredo Corteggiani, percorrendo le linee di due motivi; la Telecom Italia spa resiste con controricorso, coltivato con controricorso.

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli articoli 1418, 1421 e 2110 Cc, dell’articolo 5 comma 14 del decreto legge
463/83 convertito in legge 638/83, del Dpr 1124/65, della legge 300/70, dell’articolo 14 della legge 833/78 e dell’articolo 14 della Costituzione,
il ricorrente sostiene che, per l’articolo 14, terzo comma della Costituzione, la disposizione che disciplina le visite di controllo (articolo 5 comma 14 del decreto legge 463/83 convertito in legge 638/83) ha natura speciale: non è applicabile per analogia a situazioni (degenza per infortunio sul lavoro) diverse da quelle (degenza per malattia) ivi disciplinate.
In particolare, l’accertamento in materia di infortunio è diretto alla verifica dell’inabilità senza riguardo alle modalità operative impiegate (accertamento ambulatoriale o domiciliare), che rivestono autonoma rilevanza in materia di malattia.
L’articolo 2 della legge 33/1980 e l’articolo 1 del decreto ministeriale 15 luglio 1986, che accentra il controllo nell’Inps, prevedendo che a questo anche altri istituti previdenziali si rivolgano, disciplina i controlli in materia di malattia, e si riferisce ad istituti previdenziali preposti all’assicurazione per malattia.
Con il secondo motivo, denunciando omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, il ricorrente sostiene che, poiché il datore comunica immediatamente l’infortunio all’Inail, è questo stesso ente che, accertando l’infortunio e la durata dell’astensione del lavoro, sottopone il lavoratore a visita di controllo. E pertanto la discriminazione, ipotizzata dalla sentenza, nell’ipotesi di non estensione della norma contrattuale alla degenza per infortunio sul lavoro, non sussiste.
2. I due motivi, che la loro interconnessione devono essere congiuntamente esaminati, sono infondati.
3. L’articolo 14 terzo comma della Costituzione, prevede una generale riserva di legge per la disciplina dei controlli delle infermità del lavoratore («gli accertamenti e le ispezioni sono regolati da leggi speciali»).
E, come osservato dalla dottrina, l’articolo 5 secondo comma della legge 300/70 («il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda») ha soddisfatto questa riserva. Ed è incontestato che la norma, disciplinando il controllo delle assenze per “infermità” (quale temporaneo impedimento), riguardi anche l’ipotesi in cui l’infermità dipenda da infortunio sul lavoro.
Ad una più specifica finalità sono dirette le cosiddette fasce orarie di reperibilità. Introdotte (con norma programmatica) dall’accordo interconfederale del 26 gennaio 1977, applicate poi da alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro (come in materia tessile), le fasce orarie sono state legislativamente previste, quale formale attuazione del protocollo triangolare (di intesa sul costo del lavoro) del 22 gennaio 1983 (attuazione diretta a contrastare il contingente fenomeno dell’assenteismo per micromorbilità pretestuosa), solo per le “infermità” determinate da malattia: non per quelle determinate da infortuni sul lavoro (per questa limitazione, Cassazione 1247/02).
Il limite discende dalla specifica lettera («controllo dello stato di malattia») dell’articolo 5 decimo comma del decreto legge 463/83 (convertito in legge 638/83), che, richiamando lo stato di “malattia” previsto dai precedenti commi, si estende tacitamente alle successive disposizioni (i successivi commi dell’articolo 5, nonché i decreti 25 febbraio 1984 del Ministero della Sanità e 170/86 del Ministero del lavoro, che ne sono attuazione), le quali, pur non contenendo questo espresso riferimento limitativo, formano, con le precedenti, un’unitaria disciplina.
In tal modo, questa disciplina (della quale una parte della dottrina ha sottolineato l’asimmetria, determinata dal fatto che regola solo una delle cause di infermità) non è direttamente applicabile nell’ipotesi in cui l’assenza del lavoratore sia causata da infortunio sul lavoro (di questa interpretazione limitativa, tuttavia, una parte della dottrina dubita, ritenendo che, per la genericità e l’ampiezza della locuzione normativa e per la loro generale finalità, l’articolo 5 commi 12, 12bis e 14 dell’indicato decreto legge ed i conseguenti decreti ministeriali disciplinano anche i controlli delle assenze per infortunio sul lavoro).
In questi limiti, ed in applicazione dell’articolo 384 secondo comma Cpc, la motivazione della sentenza impugnata deve essere corretta, nella conferma della decisione, che è conforme al diritto.
4. Questo collegio, consapevole del diverso pensiero attentamente espresso da Cassazione 5414/88, ritiene tuttavia che l’obbligo di disponibilità del lavoratore assente per infortunio sul lavoro, pur non direttamente disciplinato dalle fasce orarie previste dall’indicata normativa, è legittimamente regolabile dal contratto collettivo (la legittimità di un’eventuale norma collettiva che abbia questo contenuto è condivisa da Cassazione 1247/02).
5. Ciò discende in primo luogo dall’oggetto di quest’obbligo. Per tale oggetto, le fasce orarie disciplinate dalle disposizioni precedentemente indicate (ed ogni altra, pur disciplinata da norma collettiva) non rientrano nello spazio della riserva di legge, costituzionalmente garantita.
Ed invero, questa riserva attiene all’accertamento in sé, come attività dell’organo che ha la relativa funzione; la sua ragione normativa è la natura “invasiva” dell’accertamento, nei confronti della sfera del singolo: la positiva penetrazione in uno spazio (l’infermità, nonché il corpo e la mente, che ne sono sede), il quale, riguardando, come sofferta intimità, la dignità dell’individuo (anche nei suoi potenziali riflessi  familiari, professionali e sociali), esige adeguata corrispondente riservatezza. Ed è ben evidente (come ragione della riserva) la necessità che questa penetrazione sia regolata da una norma di legge: adeguata attuazione della riserva e della relativa ragione, la legge ha poi assegnato la gestione dell’accertamento ad un istituto pubblico, al fine di garantire la necessità e le modalità.
La disponibilità nelle fasce orarie previste per la visita di controllo ha un diverso più limitato oggetto: il comportamento del lavoratore (rendersi reperibile in particolari limitati spazi della giornata, per consentire la visita), quale fatto propedeutico, necessario per l’accertamento.
Il controllo è un fatto attivo (del terzo) nei confronti del singolo; la reperibilità è un fatto passivo (del singolo) nei confronti del controllo.
In tal modo, nei confronti d’una norma collettiva, che disciplini attraverso fasce orarie la disponibilità del lavoratore al controllo di infermità causate da infortuni sul lavoro, la preclusione ex articolo 14 terzo comma della Costituzione (ravvisata da Cassazione 5414/98), investendo un oggetto diverso dalla disponibilità, non sussiste.

6. Da altra angolazione, è poi da osservare che la disciplina delle fasce orarie non solo non rientra nell’indicata preclusione, bensì è fondata su una doverosa disponibilità del lavoratore al controllo dell’infermità.
Ed invero, questo controllo è un diritto del datore, previsto dall’articolo 5 secondo comma della legge 300/70; e questi, creditore della prestazione, ha indubbio interesse ad accertare non solo la giustificazione della temporanea sospensione dell’adempimento addotta dal lavoratore, bensì la situazione patologica del lavoratore stesso, quale potenziale fattore d’una propria responsabilità. A tale diritto corrisponde il simmetrico obbligo del lavoratore (unico strumento di attuazione di quel diritto).
E, in assenza d’un termine, l’adempimento di questo obbligo sarebbe immediatamente esigibile (articolo 1183 primo comma Cc). Temporale delimitazione dell’obbligo, le fasce orarie costituiscono, come anche la dottrina ha osservato, una prescrizione a favore del lavoratore (è da aggiungere che le sanzioni previste per l’inadempimento hanno la loro giustificazione – quale simmetrico compenso – anche in questa favorevole delimitazione).

7. Da più generale angolazione, quest’obbligo di reperibilità è poi parte del più generale obbligo di correttezza e buona fede, immanente a tutto lo svolgimento del rapporto obbligatorio (come, ad esempio, per gli articoli 1175, 1358, 1366, 1375 Cc).
Interpretando questa clausola generale (obbligo di correttezza e buona fede), dottrina e giurisprudenza hanno individuato comportamenti che, pur non rientrando in specifici e contingenti obblighi contrattuali ed extracontrattuali, sono dovuti dalla parte del negozio, in quanto costituiscono, senza il compimento di apprezzabili sacrifici (Cassazione 2503/91) od attività eccezionali (Cassazione 8014/97), un dovere di lealtà (ex plurimis, Cassazione 6908/98) e di cooperazione ai fini dell’attuazione del diritto della controparte (sull’obbligo di collaborazione, quale specificazione dell’obbligo di correttezza, ex plurimis, Cassazione 12405/00, 1351/98, 1123/97, 3195/87).
In questo quadro è da collocare anche la disponibilità che, pur non espressamente prevista da una specifica disposizione di legge, il lavoratore deve offrire per consentire l’attuazione del diritto, del datore, di ottenere (attraverso l’intervento degli istituti previdenziali) il controllo dell’infermità causata da infortunio sul lavoro.
E, poiché l’unico necessario strumento per attuare il diritto della controparte è questa disponibilità (in assenza della quale questo sarebbe ipotizzabile), il relativo obbligo assume una consistenza più intensa della mera collaborazione.
8. Da più in generale angolazione, poiché il contenuto degli obblighi di correttezza e buona fede (ex articoli 1175 e 1375 Cc) è deducibile (come per ogni clausola generale) anche «dal comune sentire in un dato momento storico» (Cassazione 6908/98), non è dubbio che nell’attuale coscienza generale è inscritta, con il dovere a tutti comune di lavorare (e l’articolo 4, secondo comma della Costituzione, con la sua natura programmatica, è idonea espressione di questa coscienza) e, specificamente, con il biasimo per ingiustificate assenze del lavoratore che pretestuosamente lamenti qualche infermità, anche il suo dovere di offrire una leale disponibilità per il relativo accertamento.
E la norma collettiva che disciplina questa disponibilità, limitando il generale ed indefinito obbligo entro ristretti limiti temporali (dovere che Corte costituzionale 78/1988 ritiene attuabile «con un minimo di diligenza e di disponibilità, atteso l’ambito molto limitato delle fasce orarie di reperibilità, per cui non risulta nemmeno gravoso o vessatorio»), è una legittima specificazione nell’interesse dello stesso lavoratore.
9. Il ricorso deve essere respinto. Per motivi di equità, le spese del giudizio di legittimità devono essere compensate.

PQM

La Corte respinge il ricorso e compensa le spese del giudizio di legittimità.

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Attualità - News - Commenti

Delitti contro la libertà individuale – violazione di domicilio – concorso apparente di norme – accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter, c.p.)  – Cassazione Penale, sentenza n. 21987- deposito del 20/05/2019

detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (art. 615-quater, c.p.) – antefatto non punibile – “il delitto di cui all’art. 615-quater cod. pen., non concorre bensì è assorbito nel più grave reato di cui all’art. 615-ter cod. pen., di cui costituisce un antecedente necessario, sempre che quest’ultimo sia contestato, procedibile e integrato nel medesimo contesto spazio-temporale, in danno della medesima persona fisica”. Cassazione Penale, sentenza n. 21987 ud. 14/01/2019 - deposito del 20/05/2019. Commento a cura dell’Avv. Emanuele Lai.

codice della strada – revoca della patente Tar Marche, ord., 27 maggio 2019, n. 356

Sollevata questione di legittimità costituzionale – automatismo sanzionatorio – revoca della patente in caso di misure di sicurezza personali – irragionevolezza – obbligo del Prefetto – Tar Marche, ord., 27 maggio 2019, n. 356, commento a cura dell’Avv. Silvia Albanese.

Elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi - limite del doppio mandato. Corte Costituzionale - Comunicato stampa - Legittimo il divieto di terzo mandato consecutivo per i componenti dei consigli forensi 18.9.2019

 Avvocato e procuratore - Elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi - Limiti all'elettorato passivo - Ineleggibilità degli avvocati che abbiano già espletato due mandati consecutivi - Norma di interpretazione autentica che, ai fini del rispetto del divieto di rielezione, prevede che si tenga conto anche dei mandati espletati, anche solo in parte, prima dell'entrata in vigore dell'art. 3, comma 3, secondo periodo, della legge n. 113 del 2017. documentazione estratta dal sito web della Corte costituzionale

Condominio – delibera assembleare –- installazione dell’ascensore – barriere architettoniche - corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 15021 del 31 maggio 2019

Delibera –ascensore – barriere architettoniche – installazione in cortile comune di uso esclusivo – prevenzione antincendio – violazione - corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 15021 del 31 maggio 2019 a cura di Adriana Nicoletti – Avvocato del Foro di Roma – Commento

delibera assembleare avente ad oggetto l’installazione di un ascensore

Condominio – Delibera assembleare – impugnativa – ricorso per cassazione – interesse ad agire – carenza – inammissibilità - corte di cassazione, sez. 2, sentenza n. 13217 del 16 maggio 2019 a cura di Adriana Nicoletti – Avvocato del Foro di Roma – Commento

Massime corte di cassazione

Azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6030 del 28/02/2019

Possesso - azioni a difesa del possesso - azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) - procedimento possessorio - fasi del giudizio - Provvedimento del giudice di primo grado di accoglimento dell'istanza di tutela del possesso con omissione della remissione delle parti alla fase di merito - Reclamabilità - Esclusione - Appellabilità - Sussistenza - Esame nel merito da parte del tribunale del reclamo erroneamente proposto - Ricorso per cassazione - Ammissibilità - Poteri della Corte di cassazione.

Patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5807 del 28/02/2019

Risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale (danni morali) - Danni subiti da congiunto del danneggiato principale (danno parentale) - "danno conseguenza" - Oneri allegatori e probatori - Fattispecie.

Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - spese giudiziali civili - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019

Spese giudiziali civili - di cassazione - in genere - Responsabilità aggravata ex art. 96, comma 3, c.p.c. - Abuso del diritto di impugnazione - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - responsabilità aggravata - lite temeraria - In genere.

Cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - in genere - Riassunzione ad opera di una sola delle parti - Sufficienza -

Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - giudizio di rinvio - in genere - Riassunzione ad opera di una sola delle parti - Sufficienza - Effetti - Contumacia - Valore di rinuncia - Esclusione.

Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto -Corte di Cassazione, Sez. L - , Ordinanza n. 5752 del 27/02/2019

Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - estinzione del rapporto - diritto alla conservazione del posto - infortuni e malattie - comporto Superamento del periodo di comporto - Oneri datoriali di motivazione - Comporto cd. “secco” e per sommatoria - Art. 2 della l. n. 604 del 1966 novellato - Rilevanza - Fattispecie.

Confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5725 del 27/02/2019

Prova civile - confessione - in genere - Oggetto della confessione - Fatti obiettivi e non giudizi od opinioni - Necessità - Conseguenze - Fattispecie.

Cose in custodia - incendio - obbligo di custodia - Omessa custodia di un bene destinato ad attività di culto - Responsabilità del proprietario - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5841 del 28/02/2019

Responsabilità civile - cose in custodia - incendio - obbligo di custodia - Omessa custodia di un bene destinato ad attività di culto - Responsabilità del proprietario - Sussistenza - Responsabilità dell'ente territoriale su cui insiste il bene - Condizioni - Fattispecie.

Agenzia (contratto di) - (nozioni, caratteri, distinzioni) -Concluso anteriormente al d.lgs. n. 303 del 1991 - Forma scritta - Necessità - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 6021 del 28/02/2019

Agenzia (contratto di) - in genere (nozioni, caratteri, distinzioni) - Concluso anteriormente al d.lgs. n. 303 del 1991 - Forma scritta - Necessità - Esclusione - Successivi fatti contrari o aggiunti - Prova testimoniale - Ammissibilità.

Accertamento tributario (nozione) - avviso di accertamento – notifica - Notificazione ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973 - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Ordinanza n. 5902 del 28/02/2019

Tributi (in generale) - accertamento tributario (nozione) - avviso di accertamento – notifica - Notificazione ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973 - Legittimità - Condizioni - Modalità.

Responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza dei diritti di cronaca e di critica - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5811 del 28/02/201

Stampa - responsabilità civile e penale (reati commessi col mezzo della stampa) - Ricostruzione dei fatti, attitudine offensiva delle notizie diffuse, sussistenza dei diritti di cronaca e di critica - Apprezzamento del giudice di merito - Censurabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie.

Rappresentanza - volontaria (procura) - in genere - Procura generale a donare - Art. 60 l. n. 218 del 1995 - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 6016 del 28/02/2019

Contratti in genere - rappresentanza - volontaria (procura) - in genere - Procura generale a donare - Art. 60 l. n. 218 del 1995 - Operatività - Condizioni - Fondamento - Fattispecie.

Principi comuni - ambito di applicazione - elemento soggettivo - Colpa - Sufficienza - Buona fede - Rilevanza - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6018 del 28/02/2019

Sanzioni amministrative - principi comuni - ambito di applicazione - elemento soggettivo - Colpa - Sufficienza - Buona fede - Rilevanza - Condizioni - Ignoranza incolpevole - Necessità - Fattispecie.

Effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Tassatività degli atti interruttivi - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6029 del 28/02/2019

Possesso - effetti - usucapione - interruzione e sospensione - in genere - Tassatività degli atti interruttivi - Conseguenze - Fattispecie.

Capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Corte di Cassazione, Sez. 5 - , Sentenza n. 5925 del 28/02/2019

Procedimento civile - capacità processuale - rappresentanza del procuratore e dell'institore - Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Prova - Necessità - Procura speciale - Produzione in ogni stato e grado del giudizio - Fondamento - Limiti - Fattispecie.

Onorari – privilegi - Spese e spettanze procuratorie - Riferimento alla parcella ed agli importi indicati nella tabella dei parametri forensi - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 5798 del 28/02/2019

Avvocato e procuratore - onorari – privilegi - Spese e spettanze procuratorie - Riferimento alla parcella ed agli importi indicati nella tabella dei parametri forensi - Necessità - Onorari - Determinazione discrezionale entro i limiti dello scaglione di riferimento correttamente individuato - spese giudiziali civili - "ius superveniens" - liquidazione

Azioni a difesa della proprietà - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6007 del 28/02/2019

Proprietà - azioni a difesa della proprietà - rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) - in genere - Distruzione o alienazione del bene rivendicato, in epoca anteriore al giudizio - Azione esperibile.

Obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Sentenza n. 5803 del 28/02/2019

Obbligazioni in genere - obbligazioni pecuniarie - interessi - saggio degli interessi - Ritardo di pagamento nelle transazioni commerciali - Saggio di interesse di cui all'art. 5 del d.lgs. n. 231 del 2002 - Applicabilità ai contratti di affitto - Fondamento - Fattispecie.

Condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - spese di manutenzione (ripartizione) - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Ordinanza n. 6010 del 28/02/2019

Comunione dei diritti reali - condominio negli edifici (nozione, distinzioni) - contributi e spese condominiali - spese di manutenzione (ripartizione) - Criterio.

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