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2035. Prestazione contraria al buon costume.

Art.2035. Prestazione contraria al buon costume.

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Documenti collegati:

Obbligazioni contrarie al buon costume -Cass. n. 16706/2020
Obbligazioni in genere - obbligazioni contrarie al buon costume - Art. 2035 c.c. - "Soluti retentio" - Ambito applicativo - Finanziamento di impresa in stato di decozione - Contrarietà al buon costume - Condizioni. OBBLIGAZIONI BUON COSTUME SOLUTI RETENTIO Ai fini dell'applicazione della "soluti retentio" prevista dall'art. 2035 c.c., le prestazioni contrarie al buon costume non sono soltanto quelle che contrastano con le regole della morale sessuale o della decenza, ma sono anche quelle che non rispondo ai principi e alle esigenze etiche costituenti la morale sociale in un determinato ambiente e in un certo momento storico, dovendosi pertanto ritenere contraria al buon costume, e come tale irripetibile, l'erogazione di somme di denaro in favore di un'impresa già in stato di decozione integrante un vero e proprio finanziamento, che consente all'imprenditore di ritardare la dichiarazione di fallimento, incrementando l'esposizione debitoria dell'impresa trattandosi di condotta preordinata alla violazione delle regole di correttezza che governano le relazioni di mercato e alla costituzione di fattori di disinvolta attitudine "predatoria" nei confronti di soggetti economici in dissesto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Ordinanza n. 16706 del 05/08/2020 (Rv. 658613 - 03) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_2035, Cod_Civ_art_1418, Cod_Civ_art_1343, Cod_Civ_art_2033 corte cassazione 16706 2020 …...
Donazione indiretta - negozio mezzo - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7480 del 25/03/2013
Donazione indiretta - Acquisto di quota di immobile con danaro della disponente ed intestazione ad altro soggetto - Impiego di danaro proveniente dall'attività di prostituzione della disponente - Nullità della donazione per l'illiceità della causa - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. La donazione indiretta, consistente nell'intestazione in favore del beneficiario di una quota di immobile acquistata con danaro proprio della disponente, proveniente dall'attività di meretricio di quest'ultima, dalla quale il primo traeva guadagno, non è affetta da nullità per illiceità della causa, rimanendo la condotta di sfruttamento della prostituzione irrilevante rispetto all'atto di liberalità, espressione di piena autonomia negoziale ed oggetto di semplice accettazione da parte del donatario. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 7480 del 25/03/2013 Donazione indiretta   …...
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - causa - illiceità - contrarietà al buon costume – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 9441 del 21/04/2010
Art. 2035 cod. civ. - "Soluti retentio" - Nozione di buon costume - Contenuto - Pagamento di somma di denaro per finalità truffaldine o corruttive - Contrarietà a norme imperative ma anche al buon costume - Sussistenza - Ripetibilità della prestazione - Esclusione. Ai fini dell'applicabilità della "soluti retentio" prevista dall'art. 2035 cod. civ., la nozione di buon costume non si identifica soltanto con le prestazioni contrarie alle regole della morale sessuale o della decenza, ma comprende anche quelle contrastanti con i principi e le esigenze etiche costituenti la morale sociale in un determinato ambiente e in un certo momento storico; pertanto, chi abbia versato una somma di denaro per una finalità truffaldina o corruttiva non è ammesso a ripetere la prestazione, perché tali finalità, certamente contrarie a norme imperative, sono da ritenere anche contrarie al buon costume. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 9441 del 21/04/2010   …...
Pubblica amministrazione - contratti - formazione - forma – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8722 del 02/09/1998
Contratto stipulato con il privato - Mancanza della forma scritta - Nullità ex art. 2035 cod. civ. - Esclusione - Azione di indebito arricchimento nei confronti della P. A. - Esperibilità da parte del privato adempiente. Il contratto stipulato dal privato con la P.A., ma nullo per difetto di forma scritta, non può essere considerato contrario al buon costume ai sensi dell'art. 2035 codice civile. Ne consegue che il privato, il quale abbia effettivamente eseguito la propria prestazione, può utilmente agire nei confronti della P.A. con l'azione di indebito arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 8722 del 02/09/1998   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo – Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 11973 del 18/11/1995
Contratto nullo per violazione di norme imperative - Pagamento effettuato in base ad esso - Ripetibilità - Differenza con il pagamento effettuato in base a contratto contrario al buon costume. Il pagamento effettuato in base a contratto nullo per contrarietà a norme imperative configura un'ipotesi di indebito oggettivo cui consegue per il disposto dell'art. 2033 cod. civ. (diversamente dalla nullità per contrarietà al buon costume) la ripetibilità di quanto sia stato pagato. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 11973 del 18/11/1995   …...
Pubblica amministrazione - obbligazioni - arricchimento senza causa – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2801 del 10/03/1995
Casa di cura convenzionata con il servizio sanitario nazionale - Ricoveri in soprannumero rispetto ai posti letto autorizzati - Effettuazione - Ostatività all'azione ex art. 2041 cod. civ. nei confronti della Regione - Esclusione - Condizioni. L'esercizio da parte di una casa di cura convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale di ricoveri in soprannumero rispetto ai posti letto autorizzati, ancorché sanzionabile ai sensi dell'art. 193 del R.D. 27 luglio 1934 n.1265, non esclude la possibilità per la società proprietaria della struttura sanitaria di esercitare l'azione di cui all'art. 2041 nei confronti della Regione per indebito arricchimento in danno di essa attrice, posto che l'azione generale di arricchimento può legittimamente sperimentarsi anche per ottenere l'indennizzo di un pregiudizio sofferto a causa di contratto "contra lege" - e sempre che la prestazione non sia stata eseguita per uno scopo contrario al buon costume (art. 2035 cod. civ.) - quando la Regione abbia continuato ad avvalersi della struttura sanitari, così implicitamente riconoscendo l'insussistenza di pregiudizi derivanti ai ricoverati dall'utilizzazione di detta struttura. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2801 del 10/03/1995   …...
Espropriazione per pubblico interesse (o utilità) - Occupazione temporanea e d'urgenza – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 9448 del 09/09/1993
Risarcimento del danno - Provvedimento di proroga dell'occupazione temporanea - Annullamento - Conseguenze - Danno - Risarcimento per l'occupazione illegittima e per la perdita del fondo per la irreversibile trasformazione con l'opera pubblica - Prescrizione - Decorrenza - Termine iniziale. Qualora il giudice amministrativo ritenga illegittimo ed annulli il provvedimento di proroga del'occupazione temporanea, così conferendo carattere di illecito al comportamento dell'amministrazione che abbia realizzato l'opera pubblica ed irreversibilmente trasformato il fondo durante il periodo di detta proroga, il diritto del privato al risarcimento del danno per l'occupazione illegittima e per la perdita del bene insorge ed è esercitabile con il passaggio in giudicato della pronuncia del giudice amministrativo, che rimuove l'ostacolo costituito dal decreto di occupazione, immediatamente efficace e dotato della presunzione di legittimità. Pertanto dal momento del passaggio in giudicato della detta pronuncia comincia a decorrere la prescrizione quinquennale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 9448 del 09/09/1993   …...
Obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5371 del 18/06/1987
Negozio contrario a norme imperative - ripetibilità delle prestazioni. La disciplina unitaria della condictio indebiti trova il suo completamento nella norma di cui all'art. 2035 cod. civ. la quale funge da limite legale all'applicabilità del precedente art. 2033, di modo che il giudice di merito, chiamato a pronunziarsi su una "condictio ob iniustam causam", deve procedere d'ufficio, e sulla base delle risultanze acquisite, alla ulteriore valutazione dell'atto o del contratto di cui abbia ravvisato l'illegalità o la contrarietà all'ordine pubblico, sul diverso piano della sua contrarietà al buon costume, tenendo presente, da un lato, che la nozione di negozio contrario al buon costume comprende (oltre ai negozi che infrangono le regole del pudore sessuale e della decenza) anche i negozi che urtano contro i principi e le esigenze etiche della coscienza collettiva, elevata a livello di morale sociale, in un determinato momento ed ambiente, e per altro verso che sono irripetibili, ai sensi dell'art. 2035 cod. civ. i soli esborsi fatti per uno scopo contrario al buon costume, ma non pure le prestazioni fatte in esecuzione di un negozio illegale per contrarietà a norme imperative. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 5371 del 18/06/1987   …...
Contratti in genere - invalidità - nullità del contratto – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2081 del 23/03/1985
Cause - per violazione di norma valutaria - mera infrazione amministrativa - esperibilità della condictio indebiti - pagamento contrario al buon costume - esclusione. Nel caso di contratto nullo per violazione di norme valutarie, che sia stato stipulato in un momento in cui la violazione stessa integrava mera infrazione amministrativa e non reato (nella specie, prima dell'entrata in vigore del d.l. 4 marzo 1976 n. 31, convertito in legge 30 aprile 1976 n. 159), l'esperibilità della "condictio indebiti", per la ripetizione di quanto pagato in esecuzione del contratto stesso, non resta esclusa dal disposto dell'art. 2035 cod. civ., il quale prevede la "soluti retentio" per il pagamento contrario al "buon costume". Tale norma, infatti, pur includendo nella nozione di buon costume non solo le regole del pudore sessuale e della decenza, ma anche i principi e le esigenze etiche della morale collettiva, non può trovare applicazione per i fatti dei quali lo stesso legislatore, escludendone la Rilevanza penale, ne attenua la valutazione negativa anche sotto il profilo etico e sociale. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 2081 del 23/03/1985 NULLITA' DEL CONTRATTO CONTRATTI …...
Assistenza e beneficienza pubblica - istituzioni di assistenza e beneficenza (opere pie) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5408 del 18/10/1982
Contratto di conferimento di incarico professionale - stipulazione con un membro del consiglio di amministrazione - nullità relativa ex artt. 15 e 17 legge 6972 nel 1890 - causa contraria al buon costume o turpe ovvero intenzionale lesione degli interessi dell'ente da parte dei suoi amministratori - disciplina ex art. 2035 cod. Civ. - applicabilità - conseguenze. Il contratto avente ad oggetto il conferimento di un incarico professionale (nella specie, direzione di lavori), che i competenti organi di una istituzione pubblica di assistenza e beneficienza (nella specie, ospedale di circolo di busto arsizio) abbiano stipulato con un membro del consiglio di amministrazione dell'ente, in violazione della norma di cui all'art. 15 della legge 17 luglio 1890 n. 6972, è affetto, in base al combinato disposto di detta norma di natura imperativa e del successivo art. 17, da nullità relativa, e, conseguentemente, è inopponibile all'ente medesimo. Peraltro, qualora il contratto stesso presenti anche causa contraria al buon costume o turpe, in relazione al carattere lucrativo dello incarico, senza alcun controllo o cautela, e con intenzionale lesione degli interessi dell'ente da parte dei suoi amministratori, trova applicazione l'art. 2035 cod. civ., il quale implica che il professionista non può pretendere alcun corrispettivo per l'opera svolta, nemmeno a titolo d'indebito od in forza di Azione sussidiaria di arricchimento, mentre l'ente, sottratto ad ogni impegno contrattuale in relazione al fatto illecito dei propri organi ed al conseguente venir meno del rapporto organico, può agire per la ripetizione di quanto abbia indebitamente versato al professionista medesimo. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 5408 del 18/10/1982   …...
Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - causa illiceità – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 4414 del 17/07/1981
Contrarieta al buon costume - accertamento - riferimento al momento della conclusione del contratto - necessita - contratto diretto a violare norme imperative non piu sanzionate penalmente al momento della stipulazione - contrarieta al buon costume - esclusione. La nozione dei negozi contrari al buon costume non puo essere limitata ai negozi contrari alle regole del pudore sessuale e della decenza, ma si estende fino a comprendere i negozi contrari a quei principi ed esigenze etiche della coscienza morale collettiva che costituiscono la morale sociale, in quanto ad essi uniforma il proprio comportamento la generalita delle persone corrette, di buona fede e di sani principi, in un determinato momento ed in un dato ambiente. Pertanto, poiche la causa turpe deve essere apprezzata in relazione al momento in cui il negozio e stato compiuto, deve escludersi che sia contrario al buon costume un contratto diretto a violare norme imperative ma non piu sanzionate penalmente al momento della conclusione del contratto, in quanto lo stesso legislatore, escludendola Rilevanza penale di tali fatti, quanto meno pro tempore, attenua la valutazione negativa dei fatti stessi anche sotto il profilo etico e sociale. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 4414 del 17/07/1981   …...

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