1429. Errore essenziale

    Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo II: DEI CONTRATTI IN GENERALE Capo XII: DELL'ANNULLABILITA' DEL CONTRATTO Sezione I: DELL'INCAPACITA' Sezione II: DEI VIZI DEL CONSENSO Art.1429. Errore essenziale.

    Art. 1429. Errore essenziale.

    L'errore è essenziale:
    1) quando cade sulla natura o sull'oggetto del contratto;
    2) quando cade sull'identità dell'oggetto della prestazione ovvero sopra una qualità dello stesso che, secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi determinante del consenso;
    3) quando cade sull'identità o sulle qualità della persona dell'altro contraente, sempre che l'una o le altre siano state determinanti del consenso;
    4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti. Il dolo, quale vizio del consenso e causa di annullamento del contratto, assume rilevanza quando incida sul processo formativo del consenso, dando origine ad una falsa o distorta rappresentazione della realtà all'esito della quale il contraente si sia determinato a stipulare; ne consegue che l'effetto invalidante dell'errore frutto di dolo è subordinato alla circostanza, della cui prova è onerata la parte che lo deduce, che la volontà negoziale sia stata manifestata in presenza od in costanza di questa falsa rappresentazione. Compete al giudice del merito accertare, sulla base delle risultanze probatorie, se la fattispecie concreta integri un'ipotesi di dolo determinante e tale valutazione è sindacabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione, nei limiti previsti dall'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019 Cod_Civ_art_1427, Cod_Civ_art_1429, Cod_Civ_art_1440, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - annullabilità del contratto per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza)
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza) - di fatto e di diritto - errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto - errore di fatto suscettibile di condurre all'annullamento del contratto - esclusione - fondamento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018 L'errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto non rientra nella nozione di errore di fatto idoneo a giustificare una pronuncia di annullamento, in quanto non incide sull'identità o qualità della cosa, ma attiene alla sfera dei motivi in base ai quali la parte si è determinata a concludere un certo accordo e al rischio che il contraente si assume, nell'ambito dell'autonomia contrattuale, per effetto delle proprie personali valutazioni sull'utilità economica dell'affare. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sussistenza della "servitus non aedificandi" gravante sul bene oggetto del compromesso di vendita, costituito da un fabbricato con area circostante di pertinenza e non da un fondo, non costituisse qualità essenziale del bene, ma fosse astrattamente idonea a diminuirne il valore, e che l'intenzione della promissaria acquirente di voler demolire il fabbricato e di edificare sul terreno, in assenza di indicazioni nel contratto, non fosse desumibile dalla sola qualità di società immobiliare della stessa). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Errore sulla valutazione economica
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza) - di fatto e di diritto - errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto - errore di fatto suscettibile di condurre all'annullamento del contratto - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018 >>> L'errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto non rientra nella nozione di errore di fatto idoneo a giustificare una pronuncia di annullamento, in quanto non incide sull'identità o qualità della cosa, ma attiene alla sfera dei motivi in base ai quali la parte si è determinata a concludere un certo accordo e al rischio che il contraente si assume, nell'ambito dell'autonomia contrattuale, per effetto delle proprie personali valutazioni sull'utilità economica dell'affare. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sussistenza della "servitus non aedificandi" gravante sul bene oggetto del compromesso di vendita, costituito da un fabbricato con area circostante di pertinenza e non da un fondo, non costituisse qualità essenziale del bene, ma fosse astrattamente idonea a diminuirne il valore, e che l'intenzione della promissaria acquirente di voler demolire il fabbricato e di edificare sul terreno, in assenza di indicazioni nel contratto, non fosse desumibile dalla sola qualità di società immobiliare della stessa). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contenuto del contratto non corrispondente alla volontà delle parti
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza)- ostativo (nella dichiarazione o nella trasmissione) - contenuto del contratto non corrispondente alla comune reale volontà delle parti - errore ostativo - configurabilità - esclusione- prevalenza della volontà delle parti sulla lettera del contratto - necessità - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24208 del 04/10/2018 >>> Ove il contenuto del contratto, così come risulta materialmente redatto, non corrisponda, quanto alle espressioni usate, alla comune, reale volontà delle parti, per erronea formulazione, redazione o trascrizione di elementi di fatto ad esso afferenti, deve ritenersi, ancorché la discordanza non emerga "prima facie" dalle tavole negoziali, che tale situazione non integri alcuna delle fattispecie dell'errore ostativo e che, di conseguenza, non trovi applicazione la normativa dettata in materia di annullamento del contratto per detto vizio, vertendosi, piuttosto, in tema di mero errore materiale, ricostruibile con ogni mezzo di prova, al di là della forma di volta in volta richiesta per il contratto cui afferisce, onde consentire al giudice la formazione di un corretto convincimento circa la reale ed effettiva volontà dei contraenti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 24208 del 04/10/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Locazione - obbligazioni del locatore - in genere - Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 15378 del 13/06/2018
    Inidoneità dell'immobile ai fini del conseguimento dell'abitabilità - Annullabilità del contratto per errore sulla qualità dell'oggetto - Esclusione - Vizio della cosa locata - Sussistenza - Rimedio risolutorio - Ammissibilità. In tema di locazione, l'inidoneità dell'immobile ai fini del conseguimento dell'abitabilità non rende annullabile il contratto per errore sulla qualità dell'oggetto, ma determina il mancato rispetto delle qualità che l'immobile deve possedere e dunque un vizio della cosa locata, con conseguente esperibilità del rimedio risolutorio previsto dall'art. 1578 c.c. Corte di Cassazione, Sez. 3 - , Ordinanza n. 15378 del 13/06/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) - retribuzione - in genere - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 46 del 03/01/2017
    Accertamento giudiziale della natura subordinata del rapporto - Differenze retributive - Determinazione - Criterio dell'assorbimento - Applicabilità - Obbligo di restituzione del trattamento superiore ai minimi contrattuali - Condizioni. Nell'ipotesi in cui un rapporto di lavoro qualificato come autonomo sia convertito, “ope iudicis”, in subordinato, poiché il diritto del lavoratore alla retribuzione trae origine esclusivamente dalla previsione del c.c.n.l. in relazione al livello riconosciuto, deve trovare applicazione il solo criterio dell'assorbimento, salvo che per il TFR che matura alla cessazione del rapporto, senza che sia concepibile un controllo sui differenti titoli, sicché va escluso il diritto ad una applicazione cumulativa dei benefici previsti dal contratto individuale e da quello collettivo; ove si accerti che il compenso pattuito dalle parti sia superiore a quello minimo previsto dal contratto collettivo, il datore di lavoro, cui non è impedito di erogare un trattamento più favorevole, potrà ottenerne la restituzione solo ove dimostri che la maggiore retribuzione sia stata frutto di un errore essenziale e riconoscibile dell'altro contraente ex artt. 1429 e 1431 c.c. Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n. 46 del 03/01/2017  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Divisione - divisione erria - impugnazione - rescissione per lesione - stima dei beni – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016
    Divisione (anche transattiva) - Impugnazione - Annullamento per errore sulle qualità di un cespite - Esclusione. La divisione, anche transattiva, può essere impugnata solamente con l'azione di annullamento per dolo o violenza ovvero con quella di rescissione per lesione (salvi i limiti di cui all'art. 764, comma 2, c.c.), e non anche per errore sulle qualità di un cespite. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Divisione - divisione ereditaria - impugnazione - rescissione per lesione - stima dei beni - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016
    Divisione (anche transattiva) - Impugnazione - Annullamento per errore sulle qualità di un cespite - Esclusione. La divisione, anche transattiva, può essere impugnata solamente con l'azione di annullamento per dolo o violenza ovvero con quella di rescissione per lesione (salvi i limiti di cui all'art. 764, comma 2, c.c.), e non anche per errore sulle qualità di un cespite. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Divisione - divisione erria - impugnazione - rescissione per lesione - stima dei beni – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016
    Divisione (anche transattiva) - Impugnazione - Annullamento per errore sulle qualità di un cespite - Esclusione. La divisione, anche transattiva, può essere impugnata solamente con l'azione di annullamento per dolo o violenza ovvero con quella di rescissione per lesione (salvi i limiti di cui all'art. 764, comma 2, c.c.), e non anche per errore sulle qualità di un cespite. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Divisione - divisione erria - impugnazione - rescissione per lesione - stima dei beni – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016
    Divisione (anche transattiva) - Impugnazione - Annullamento per errore sulle qualità di un cespite - Esclusione. La divisione, anche transattiva, può essere impugnata solamente con l'azione di annullamento per dolo o violenza ovvero con quella di rescissione per lesione (salvi i limiti di cui all'art. 764, comma 2, c.c.), e non anche per errore sulle qualità di un cespite. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16802 del 09/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro - lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - assunzione in prova - forma – Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 16214 del 03/08/2016
    Mancata proroga - Dolo del lavoratore - Rilevanza - Limiti - Fattispecie. Il datore di lavoro che si ritenga leso dalla mancata proroga del patto di prova determinata da dolo del lavoratore deve provare gli artifizi e i raggiri che abbiano avuto efficienza causale sul suo consenso, restando il dedotto dolo comunque irrilevante ove cada non sulla stipulazione del contratto di lavoro o sull'individuazione dei suoi elementi essenziali ma solo sul patto di prova, che costituisce elemento accidentale del contratto. (Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso proposto dal datore di lavoro che deduceva la natura dolosa del comportamento di una lavoratrice, assunta in prova, che non aveva sottoscritto la mail aziendale contenente la proroga del patto di prova, al solo fine di avvalersi della conversione del contratto per scadenza del periodo di esperimento). Corte di Cassazione, Sez. L, Sentenza n. 16214 del 03/08/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12892 del 23/06/2015
    Requisiti - Generica influenza psicologica - Sufficienza - Esclusione - Artifici, raggiri o menzogne - Necessità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12892 del 23/06/2015 A norma dell'art. 1439 cod. civ., il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati siano stati tali che, senza di essi, l'altra parte non avrebbe prestato il proprio consenso per la conclusione del contratto, ossia quando, determinando la volontà del contraente, abbiano ingenerato nel "deceptus" una rappresentazione alterata della realtà, provocando nel suo meccanismo volitivo un errore da considerarsi essenziale ai sensi dell'art. 1429 cod. civ. Ne consegue che a produrre l'annullamento del contratto non è sufficiente una qualunque influenza psicologica sull'altro contraente, ma sono necessari artifici o raggiri, o anche semplici menzogne che abbiano avuto comunque un'efficienza causale sulla determinazione volitiva della controparte e, quindi, sul consenso di quest'ultima. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12892 del 23/06/2015  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16004 del 11/07/2014
    Dichiarazioni menzognere (cosiddetto mendacio) in relazione alla situazione patrimoniale e finanziaria della società - Cessioni di quote societarie - Causa di annullamento - Condizioni - Valutazione del giudice di merito - Contenuto. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16004 del 11/07/2014 Le dichiarazioni menzognere (cosiddetto mendacio) sono idonee ad integrare raggiri - e, dunque, a configurare il dolo contrattuale - la cui rilevanza è tanto maggiore in relazione all'affidabilità intrinseca degli atti utilizzati (come quelli contabili destinati a rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria di una società) e se siano rese da una parte con la deliberata finalità di offrire una rappresentazione alterata della veridicità dei presupposti di fatto rilevanti per la determinazione del prezzo di cessione delle quote sociali e di viziare nell'altra parte il processo formativo della volontà negoziale. La valutazione della idoneità di tale comportamento a coartare la volontà del "deceptus" è riservata al giudice del merito, il quale è tenuto a motivare specificamente in ordine alle concrete circostanze - la cui prova è a carico del "deceptor" - dalle quali desumere che l'altra parte già conosceva o poteva rendersi conto "ictu oculi" dell'inganno perpetrato nei suoi confronti. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 16004 del 11/07/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) – dolo - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014
    Dolo decettivo - Conseguenze - Annullamento del contratto - Irrilevanza dell'oggetto dell'inganno - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014 In tema di vizi del consenso, vige il principio "fraus omnia corrumpit", in virtù del quale il dolo decettivo conduce all'annullamento del contratto (come pure del negozio unilaterale) qualunque sia l'elemento sul quale il "deceptus" sia stato ingannato e, dunque, in relazione a qualunque errore in cui sia stato indotto, ivi compreso quello sul valore o sulle qualità del bene oggetto del negozio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.7751 del 17/05/2012
    Silenzio o reticenza - Causa di annullamento del contratto - Configurabilità - Esclusione - Limiti - Fattispecie. Nel contratto di lavoro, il semplice silenzio serbato da una delle parti, anche in ordine a situazioni di interesse della controparte, e la reticenza, non immutando la rappresentazione della realtà, ma limitandosi a non contrastare la percezione della realtà alla quale sia pervenuto l'altro contraente, non integrano - salvo che l'inerzia della parte si inserisca in un complesso comportamento, adeguatamente preordinato, con malizia o astuzia, a realizzare l'inganno perseguito, determinando l'errore del "deceptus"- gli estremi del dolo omissivo rilevante ai sensi dell'art. 1439 cod. civ., e non costituiscono di per sé causa invalidante del contratto, tanto più ove il silenzio non riguardi elementi costitutivi del rapporto o qualità essenziali del lavoratore, ma circostanze non essenziali, che la parte non è tenuta a dichiarare in sede di trattative. (Fattispecie relativa alla richiesta di una Provincia di annullamento del conferimento dell'incarico di direttore generale in relazione alla circostanza che il nominato non aveva riferito di rilievi contabili mossigli in relazione a precedente incarico con altra Provincia). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.7751 del 17/05/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Transazione - invalidità - annullabilità - errore di diritto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 72 del 03/01/2011
    Contratto di transazione - Errore di diritto - Rilevanza - Limiti. In tema di contratto di transazione, ai sensi dell'art. 1969 cod. civ., è rilevante il solo errore di diritto sulla situazione costituente presupposto della "res controversa" (e, quindi, antecedente logico della transazione) e non anche quello che cade su una questione che sia stata oggetto di controversia o che avrebbe potuto formare oggetto di controversia. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 72 del 03/01/2011  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Arbitrato - arbitrato irrituale (o libero) - in genere – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25268 del 01/12/2009
    Natura - Lodo arbitrale - Impugnazione per nullità - Esclusione - Impugnazione per errore - Ammissibilità - Limiti - Caratteri dell'errore - Essenzialità e riconoscibilità - Necessità - Errore relativo al convincimento raggiunto - Esclusione. Nell'arbitrato irrituale, attesa la sua natura volta ad integrare una manifestazione di volontà negoziale sostitutiva di quella delle parti in conflitto, il lodo è impugnabile soltanto per i vizi che possono vulnerare simile manifestazione di volontà, con conseguente esclusione dell'impugnazione per nullità prevista dall'art. 828 cod. proc. civ.; pertanto, l'errore del giudizio arbitrale, deducibile in sede impugnatoria, per essere rilevante, deve integrare gli estremi della essenzialità e riconoscibilità di cui agli artt. 1429 e 1431 cod. civ., mentre non rileva l'errore commesso dagli arbitri con riferimento alla determinazione adottata in base al convincimento raggiunto dopo aver interpretato ed esaminato gli elementi acquisiti. Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25268 del 01/12/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Arbitrato - arbitrato irrituale (o libero) - in genere – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25268 del 01/12/2009
    Natura - Lodo arbitrale - Impugnazione per nullità - Esclusione - Impugnazione per errore - Ammissibilità - Limiti - Caratteri dell'errore - Essenzialità e riconoscibilità - Necessità - Errore relativo al convincimento raggiunto - Esclusione. Nell'arbitrato irrituale, attesa la sua natura volta ad integrare una manifestazione di volontà negoziale sostitutiva di quella delle parti in conflitto, il lodo è impugnabile soltanto per i vizi che possono vulnerare simile manifestazione di volontà, con conseguente esclusione dell'impugnazione per nullità prevista dall'art. 828 cod. proc. civ.; pertanto, l'errore del giudizio arbitrale, deducibile in sede impugnatoria, per essere rilevante, deve integrare gli estremi della essenzialità e riconoscibilità di cui agli artt. 1429 e 1431 cod. civ., mentre non rileva l'errore commesso dagli arbitri con riferimento alla determinazione adottata in base al convincimento raggiunto dopo aver interpretato ed esaminato gli elementi acquisiti. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 25268 del 01/12/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - rinunzia all'eredità - impugnazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13735 del 12/06/2009
    Rinuncia all'eredità - Impugnazione per errore - Esclusione - Fondamento - Impugnazione per errore ostativo - Ammissibilità - Limiti. In tema di successioni errie, benché l'art. 526 cod. civ. escluda l'impugnazione per errore della rinuncia all'eredità, ciò non impedisce che tale impugnazione sia ammessa in presenza di errore ostativo; detta fattispecie, peraltro, non ricorre quando la rinuncia sia avvenuta in base all'erronea convinzione di essere stato chiamato alla successione in qualità di erede legittimo anziché di erede testamentario, rimanendo tale ipotesi estranea a quella dell'errore sulla dichiarazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13735 del 12/06/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Successioni "mortis causa" - disposizioni generali - rinunzia all'eredità - impugnazione - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13735 del 12/06/2009
    Rinuncia all'eredità - Impugnazione per errore - Esclusione - Fondamento - Impugnazione per errore ostativo - Ammissibilità - Limiti. In tema di successioni errie, benché l'art. 526 cod. civ. escluda l'impugnazione per errore della rinuncia all'eredità, ciò non impedisce che tale impugnazione sia ammessa in presenza di errore ostativo; detta fattispecie, peraltro, non ricorre quando la rinuncia sia avvenuta in base all'erronea convinzione di essere stato chiamato alla successione in qualità di erede legittimo anziché di erede testamentario, rimanendo tale ipotesi estranea a quella dell'errore sulla dichiarazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13735 del 12/06/2009  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Transazione - invalidità - annullabilità - errore di diritto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7219 del 06/08/1997
    Errore su situazione estranea all'oggetto della controversia - Annullabilità - Transazione divisoria - Inclusione. Poiché è rilevante l'errore di diritto sulla situazione costituente presupposto della "res controversa" e quindi antecedente logico della transazione - e come tale estranea al "caput controversum" - è annullabile (art. 1969 cod. civ.) la transazione divisoria conclusa nell'erroneo presupposto che un bene appartenesse interamente all'asse errio, anziché la metà, per esser l'altra metà del coniuge superstite, in regime di comunione legale dei beni con il "de cuius" (art. 177, primo comma, lett. a cod. civ.). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7219 del 06/08/1997  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Divisione - divisione erria - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7219 del 06/08/1997
    Divisione transattiva e transazione divisoria - Differenza - Proporzione o meno tra le attribuzioni dei beni comuni e le quote spettanti - Rilevanza. Il "discrimen" tra divisione transattiva, rescindibile (art. 764, primo comma, cod. civ.) e transazione divisoria, non rescindibile (art. 764, secondo comma, cod. civ.), ne' annullabile per errore (art. 1969 cod. civ.), è costituito non dalla natura transattiva di una controversia divisionale, ricorrente in entrambi i negozi, bensì dall'esistenza (nella prima) o meno (nella seconda) di proporzionalità tra le attribuzioni patrimoniali e le quote di ciascuno dei partecipanti alla comunione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7219 del 06/08/1997  ...

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