1427. Errore, violenza e dolo

    Codice Civile Libro Quarto: DELLE OBBLIGAZIONI Titolo II: DEI CONTRATTI IN GENERALE Capo XII: DELL'ANNULLABILITA' DEL CONTRATTO Sezione I: DELL'INCAPACITA' Sezione II: DEI VIZI DEL CONSENSO Art.1427. Errore, violenza e dolo.

    Art. 1427. Errore, violenza e dolo.

    1. Il contraente, il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza, o carpito con dolo, può chiedere l'annullamento del contratto, secondo le disposizioni seguenti.

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    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - dolo - in genere - Ricorrenza dei presupposti - Onere della prova - Accertamento devoluto al giudice di merito - Sindacabilità in sede di legittimità - Limiti. Il dolo, quale vizio del consenso e causa di annullamento del contratto, assume rilevanza quando incida sul processo formativo del consenso, dando origine ad una falsa o distorta rappresentazione della realtà all'esito della quale il contraente si sia determinato a stipulare; ne consegue che l'effetto invalidante dell'errore frutto di dolo è subordinato alla circostanza, della cui prova è onerata la parte che lo deduce, che la volontà negoziale sia stata manifestata in presenza od in costanza di questa falsa rappresentazione. Compete al giudice del merito accertare, sulla base delle risultanze probatorie, se la fattispecie concreta integri un'ipotesi di dolo determinante e tale valutazione è sindacabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione, nei limiti previsti dall'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. Corte di Cassazione, Sez. 2 - , Sentenza n. 5734 del 27/02/2019 Cod_Civ_art_1427, Cod_Civ_art_1429, Cod_Civ_art_1440, Cod_Proc_Civ_art_360_1...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Invalidità - annullabilità del contratto per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza)
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza) - di fatto e di diritto - errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto - errore di fatto suscettibile di condurre all'annullamento del contratto - esclusione - fondamento – fattispecie - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018 L'errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto non rientra nella nozione di errore di fatto idoneo a giustificare una pronuncia di annullamento, in quanto non incide sull'identità o qualità della cosa, ma attiene alla sfera dei motivi in base ai quali la parte si è determinata a concludere un certo accordo e al rischio che il contraente si assume, nell'ambito dell'autonomia contrattuale, per effetto delle proprie personali valutazioni sull'utilità economica dell'affare. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sussistenza della "servitus non aedificandi" gravante sul bene oggetto del compromesso di vendita, costituito da un fabbricato con area circostante di pertinenza e non da un fondo, non costituisse qualità essenziale del bene, ma fosse astrattamente idonea a diminuirne il valore, e che l'intenzione della promissaria acquirente di voler demolire il fabbricato e di edificare sul terreno, in assenza di indicazioni nel contratto, non fosse desumibile dalla sola qualità di società immobiliare della stessa). Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Errore sulla valutazione economica
    Contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) - errore (rilevanza) - di fatto e di diritto - errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto - errore di fatto suscettibile di condurre all'annullamento del contratto - esclusione - fondamento - fattispecie. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018 >>> L'errore sulla valutazione economica del bene oggetto del contratto non rientra nella nozione di errore di fatto idoneo a giustificare una pronuncia di annullamento, in quanto non incide sull'identità o qualità della cosa, ma attiene alla sfera dei motivi in base ai quali la parte si è determinata a concludere un certo accordo e al rischio che il contraente si assume, nell'ambito dell'autonomia contrattuale, per effetto delle proprie personali valutazioni sull'utilità economica dell'affare. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la sussistenza della "servitus non aedificandi" gravante sul bene oggetto del compromesso di vendita, costituito da un fabbricato con area circostante di pertinenza e non da un fondo, non costituisse qualità essenziale del bene, ma fosse astrattamente idonea a diminuirne il valore, e che l'intenzione della promissaria acquirente di voler demolire il fabbricato e di edificare sul terreno, in assenza di indicazioni nel contratto, non fosse desumibile dalla sola qualità di società immobiliare della stessa). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 29010 del 12/11/2018...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - invalidita' - annullabilita' del contratto - per vizi del consenso (della volonta') - azione di annullamento - prescrizione - Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 18930 del 27/09/2016
    Contratto concluso per effetto di truffa - Annullabilità per dolo - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Decorso del termine di prescrizione - Conoscenza degli estremi fattuali della truffa - Costituzione di parte civile - Idoneità. Il contratto concluso per effetto di truffa di uno dei contraenti in danno dell'altro è annullabile ai sensi dell'art. 1439 c.c., atteso che il dolo costitutivo di tale delitto non è ontologicamente diverso, neanche sotto il profilo dell'intensità, da quello che vizia il consenso negoziale, entrambi risolvendosi in artifizi o raggiri adoperati dall'agente e diretti ad indurre in errore l'altra parte e così a viziarne il consenso. Pertanto, la costituzione di parte civile nei confronti dell'imputato cui tale truffa sia stata contestata, implicando la piena conoscenza degli estremi fattuali del reato ascritto, e quindi del dolo, è idonea a far decorrere, ex art. 1442, comma 2, c.c., il termine quinquennale di prescrizione dell'azione di annullamento. Corte di Cassazione Sez. 1 - , Sentenza n. 18930 del 27/09/2016  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Tributi erariali diretti - accertamento delle imposte sui redditi (tributi posteriori alla riforma del 1972) - dichiarazione annuale - Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19410 del 30/09/2015
    Dichiarazione dei redditi - Opzione offerta dalla legge - Natura negoziale - Errore - Emendabilità e ritrattabilità - Condizioni - Prova dell'essenzialità e riconoscibilità dell'errore - Fondamento - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19410 del 30/09/2015 In tema di dichiarazione dei redditi, l'errore relativo all'indicazione di dati inerenti all'esercizio di un'opzione offerta dal legislatore, costituente, come tale, espressione di volontà negoziale, è emendabile e ritrattabile solo se il contribuente, secondo la disciplina generale dei vizi della volontà di cui agli artt. 1427 e ss. c.c., estesa dall'art. 1324 c.c. agli atti unilaterali in quanto compatibile, fornisce la prova della sua essenzialità e obiettiva riconoscibilità da parte dell'Amministrazione finanziaria. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva ritenuto emendabile, a mezzo di dichiarazione correttiva ex art. 2, comma 8 bis, del d.P.R. n. 322 del 1998, in assenza di prova circa l'essenzialità e l'obiettiva riconoscibilità, l'errore compiuto dal contribuente in una precedente dichiarazione in cui si era conformato, ai fini di cui all'art. 10, comma 4, della legge n. 146 del 1998, agli studi di settore). Corte di Cassazione, Sez. 5, Sentenza n. 19410 del 30/09/2015      ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014
    Acquisto di un bene in vista di una successiva concessione dello stesso in locazione finanziaria ad un terzo - Vizio del consenso incidente sulla formazione della volontà del concedente - Rilevanza. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014 Il contratto di acquisto di un bene, pur se stipulato in vista di una successiva concessione in locazione finanziaria ad un terzo, può essere annullato per vizio del consenso che abbia inciso sulla formazione della volontà dell'acquirente, che è legittimato a chiederne l'annullamento anche quando, come concedente, agisca nella veste di mandatario dell'utilizzatore, atteso che, da un lato viene in rilievo, in ogni caso, un mandato "in rem propriam" e senza rappresentanza, mentre, dall'altro, presupposto del contratto di leasing è costituito dalla proprietà o dalla legittima disponibilità giuridica, in capo al concedente, del bene concesso in locazione, e, in tali operazioni, sussiste un collegamento funzionale tra vendita e locazione finanziaria tale da determinare una "diffusione", dall'uno all'altro dei contratti, delle cause di nullità, annullamento e risoluzione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10contratti in genere - invalidità - annullabilità del contratto - per vizi del consenso (della volontà) – dolo - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014
    Dolo decettivo - Conseguenze - Annullamento del contratto - Irrilevanza dell'oggetto dell'inganno - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014 In tema di vizi del consenso, vige il principio "fraus omnia corrumpit", in virtù del quale il dolo decettivo conduce all'annullamento del contratto (come pure del negozio unilaterale) qualunque sia l'elemento sul quale il "deceptus" sia stato ingannato e, dunque, in relazione a qualunque errore in cui sia stato indotto, ivi compreso quello sul valore o sulle qualità del bene oggetto del negozio. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 4065 del 20/02/2014  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - accordo delle parti - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013
    Responsabilità precontrattuale (trattative e formazione del contratto) – Regola della buona fede nella formazione del contratto - Violazione - Azione risarcitoria ex art. 2043 cod. civ. - Ammissibilità - Anche in caso di stipulazione del contratto - Sussistenza - Condizioni. L'azione di risarcimento danni ex art. 2043 cod. civ. per lesione della libertà negoziale è esperibile allorché ricorra una violazione della regola di buona fede nelle trattative contrattuali - nella specie, finalizzate alla stipulazione di una transazione - che abbia dato luogo ad un assetto d'interessi più svantaggioso per la parte che abbia subìto le conseguenze della condotta contraria a buona fede, e ciò pur in presenza di un contratto valido, ovvero, nell'ipotesi di invalidità dello stesso, in assenza di una sua impugnativa basata sugli ordinari rimedi contrattuali. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 21255 del 17/09/2013  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Lavoro subordinato - costituzione del rapporto - assunzione - Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.7751 del 17/05/2012
    Silenzio o reticenza - Causa di annullamento del contratto - Configurabilità - Esclusione - Limiti - Fattispecie. Nel contratto di lavoro, il semplice silenzio serbato da una delle parti, anche in ordine a situazioni di interesse della controparte, e la reticenza, non immutando la rappresentazione della realtà, ma limitandosi a non contrastare la percezione della realtà alla quale sia pervenuto l'altro contraente, non integrano - salvo che l'inerzia della parte si inserisca in un complesso comportamento, adeguatamente preordinato, con malizia o astuzia, a realizzare l'inganno perseguito, determinando l'errore del "deceptus"- gli estremi del dolo omissivo rilevante ai sensi dell'art. 1439 cod. civ., e non costituiscono di per sé causa invalidante del contratto, tanto più ove il silenzio non riguardi elementi costitutivi del rapporto o qualità essenziali del lavoratore, ma circostanze non essenziali, che la parte non è tenuta a dichiarare in sede di trattative. (Fattispecie relativa alla richiesta di una Provincia di annullamento del conferimento dell'incarico di direttore generale in relazione alla circostanza che il nominato non aveva riferito di rilievi contabili mossigli in relazione a precedente incarico con altra Provincia). Corte di Cassazione Sez. L, Sentenza n.7751 del 17/05/2012  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Transazione - invalidità - annullabilità - errore di diritto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7219 del 06/08/1997
    Errore su situazione estranea all'oggetto della controversia - Annullabilità - Transazione divisoria - Inclusione. Poiché è rilevante l'errore di diritto sulla situazione costituente presupposto della "res controversa" e quindi antecedente logico della transazione - e come tale estranea al "caput controversum" - è annullabile (art. 1969 cod. civ.) la transazione divisoria conclusa nell'erroneo presupposto che un bene appartenesse interamente all'asse errio, anziché la metà, per esser l'altra metà del coniuge superstite, in regime di comunione legale dei beni con il "de cuius" (art. 177, primo comma, lett. a cod. civ.). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 7219 del 06/08/1997  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - rendimento dei conti - approvazione definitiva - irrevocabilita - impugnativa per vizi della volonta - ammissibilita – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2469 del 24/07/1971
    Azione di revisione - e possibile in relazione alle partite non incluse nel conto per errore materiale o per omissione.* L'approvazione del conto puo dar luogo all'impugnativa per vizi della volonta (errore, violenza, dolo). Tuttavia, una volta che il conto sia stato approvato in modo definitivo, sia pure stragiudizialmente, colui che ne chieda la revisione deve fornire la prova, in base ad elementi di fatto venuti in luce successivamente alla definizione del conto, che le partite, per le quali si reclama il rimborso, non siano state incluse nel conto per errore materiale o per omissione.* Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2469 del 24/07/1971  ...
    Foroeuropeo - Foroeuropeo freccia_27_10Prova civile - rendimento dei conti - approvazione definitiva - irrevocabilita – Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2469 del 24/07/1971
    Impugnativa per vizi della volonta - ammissibilita - azione di revisione - e possibile in relazione alle partite non incluse nel conto per errore materiale o per omissione.* L'approvazione del conto puo dar luogo all'impugnativa per vizi della volonta (errore, violenza, dolo). Tuttavia, una volta che il conto sia stato approvato in modo definitivo, sia pure stragiudizialmente, colui che ne chieda la revisione deve fornire la prova, in base ad elementi di fatto venuti in luce successivamente alla definizione del conto, che le partite, per le quali si reclama il rimborso, non siano state incluse nel conto per errore materiale o per omissione.* Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 2469 del 24/07/1971  ...

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