Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - domanda - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16214 del 31/07/2015Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - passività fallimentari (accertamento del passivo) - ammissione al passivo - domanda - in genere – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16214 del 31/07/2015
Credito derivante da contatto di mutuo - Onere della prova - Ripartizione - Criteri - Accertamento del capitale residuo - Prova della risoluzione - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16214 del 31/07/2015 Il creditore che agisce in sede di verifica del passivo fallimentare in base ad un contratto di mutuo è tenuto a fornire la prova dell'esistenza del titolo, della sua anteriorità al fallimento e della disciplina dell'ammortamento, con le scadenze temporali e con il tasso di interesse convenuti, mentre il debitore mutuatario (e, per esso, il curatore) ha l'onere di provare il pagamento delle rate di mutuo scadute prima della dichiarazione di fallimento, atteso che le rate successive, agli effetti del concorso, si considerano scadute alla data della sentenza dichiarativa, a norma dell'art. 55, comma 2, l.fall., e non è, dunque, necessario, per l'accertamento del capitale residuo, provare la risoluzione del contratto, che rileva solo ai fini degli interessi di mora.  ...
Contratti in genere - autonomia contrattuale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015Contratti in genere - autonomia contrattuale - in genere – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015
Leasing finanziario - Collegamento negoziale con il contratto di fornitura della cosa - Conseguenze - Azioni dell'utilizzatore nei confronti del fornitore - Azioni di adempimento e risarcimento del danno - Configurabilità - Azione di risoluzione - Condizioni - Sussistenza di specifica previsione contrattuale - Necessità - Accertamento spettante al giudice di merito. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015 L'operazione di leasing finanziario si caratterizza per l'esistenza di un collegamento negoziale tra il contratto di leasing propriamente detto, concluso tra concedente ed utilizzatore, e quello di fornitura, concluso tra concedente e fornitore allo scopo (noto a quest'ultimo) di soddisfare l'interesse dell'utilizzatore ad acquisire la disponibilità della cosa, in forza del quale, ferma restando l'individualità propria di ciascun tipo negoziale, l'utilizzatore è legittimato a far valere la pretesa all'adempimento del contratto di fornitura, oltre che al risarcimento del danno conseguentemente sofferto. In mancanza di un'espressa previsione normativa al riguardo, l'utilizzatore non può, invece, esercitare l'azione di risoluzione (o di riduzione del prezzo) del contratto di vendita tra il fornitore ed il concedente (cui esso è estraneo) se non in presenza di specifica clausola contrattuale, con la quale gli venga dal concedente trasferita la propria posizione sostanziale, restando il relativo accertamento rimesso al giudice di merito poiché riguarda non la "legitimatio ad causam" ma la titolarità attiva del rapporto. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 19785 del 05/10/2015  ...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015
Inadempimento - Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso - Circostanze oggettive e soggettive - Alterazione dell'equilibrio contrattuale - Fattispecie in materia di vendita a rate. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015 In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di tutte le circostanze, oggettive e soggettive, dalle quali sia possibile desumere l'alterazione dell'equilibrio contrattuale. (In applicazione del principio esposto, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che, in un caso di vendita con riserva di proprietà, aveva valutato l'importanza dell'inadempimento avendo riguardo sia del numero delle rate scadute e non pagate al momento della domanda, sia dell'intenzione manifestata dal compratore prima del giudizio di non voler provvedere al pagamento dei ratei successivi). Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 10995 del 27/05/2015 RISOLUZIONE DEL CONTRATTO CONTRATTI  ...
Lavoro - lavoro autonomo - contratto d'opera - professioni intellettuali - prestazione d'opera intellettuale - esecuzione dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17048 del 20/08/2015Lavoro - lavoro autonomo - contratto d'opera - professioni intellettuali - prestazione d'opera intellettuale - esecuzione dell'opera - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17048 del 20/08/2015
Contratto d'opera professionale - Redazione di un progetto di ingegneria - Obbligazione di risultato - Contenuto - Mancato conseguimento di un finanziamento pubblico per la realizzazione dell'opera - Irrilevanza ai fini dell'adempimento contrattuale - Fondamento. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17048 del 20/08/2015 L'obbligazione di redigere un progetto di ingegneria è di risultato poiché ha ad oggetto la sua realizzabilità, sicché, ove il progetto presentato dal professionista sia valido e tecnicamente ed astrattamente idoneo al conseguimento del finanziamento pubblico, l'omessa concreta erogazione di quest'ultimo non rileva ai fini dell'adempimento contrattuale, trattandosi di oggetto estraneo al risultato da garantire e, invece, condizionato da variabili indipendenti dalla prestazione professionale, come la sussistenza di fondi sufficienti presso la P.A. o la preferenza da quest'ultima accordata al perseguimento di certe finalità pubbliche, piuttosto che di altre. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 17048 del 20/08/2015    ...
Azienda - cessione - concorrenza (divieto di) - Cass. n. 18692/2015Azienda - cessione - concorrenza (divieto di) - Cass. n. 18692/2015
Domanda di accertamento del comportamento anticoncorrenziale - Ulteriore domanda di risoluzione del contratto di cessione d'azienda - Incompatibilità - Esclusione - Ragioni. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18692 del 22/09/2015 La domanda di accertamento della violazione del divieto di concorrenza derivante dal contratto di cessione di azienda (o del ramo d'azienda) è volta a far valere l'inadempimento del contratto e non è incompatibile con la domanda di risoluzione contrattuale fondata sul medesimo presupposto, non essendovi neppure contrasto tra gli obiettivi delle due domande, consistenti, da un lato, nella richiesta di risarcimento dei danni cagionati dalla violazione, e, dall'altro, nella richiesta di restituzione delle rate di prezzo pagate e nella dichiarazione di cessazione dell'obbligo di corrispondere quelle non ancora scadute. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 18692 del 22/09/2015 corte cassazione 18692 2015  ...
Vendita - obbligazioni del venditore - evizione (garanzia per) - parziale - cosa gravata da garanzie reali od altri vincoli. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16388 del 05/08/2015Vendita - obbligazioni del venditore - evizione (garanzia per) - parziale - cosa gravata da garanzie reali od altri vincoli. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16388 del 05/08/2015
Risoluzione del contratto - Condizioni - Proposizione della domanda di risoluzione - Liberazione della cosa dal vincolo - Ammissibilità - Rapporto tra domanda di risoluzione e domanda di adempimento. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16388 del 05/08/2015 In materia di vendita di cosa gravata da garanzie reali o altri vincoli non dichiarati dal venditore e ignorati dal compratore, l'art. 1482 c.c., applicabile indifferentemente alla vendita perfetta e al preliminare di vendita, mentre attribuisce al compratore la facoltà di sospendere il pagamento del prezzo, subordina tuttavia la risoluzione del contratto per inadempimento all'inutile decorso del termine stabilito dal giudice per liberare la cosa dai vincoli. Ne consegue che la domanda giudiziale di risoluzione, in deroga alla disposizione dell'art. 1453, comma 3, c.c., non ha l'effetto immediato di precludere alla parte inadempiente la possibilità di adempiere la propria obbligazione, cioè di liberare la cosa dal vincolo, sicché, ove il promittente venditore liberi tempestivamente la cosa venduta dal vincolo, deve ritenersi consentito al compratore, in deroga al citato art. 1453, di domandare l'adempimento del preliminare di vendita in luogo della risoluzione di esso. Corte di Cassazione, Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 16388 del 05/08/2015  ...
Opere pubbliche (appalto di) - esecuzione del contratto - consegna dei lavori. – Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22112 del 29/10/2015Opere pubbliche (appalto di) - esecuzione del contratto - consegna dei lavori. – Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22112 del 29/10/2015
Appalto disciplinato dal capitolato generale per le opere pubbliche approvato con d.P.R. n. 1063 del 1962 - Mancata o tardiva consegna dei lavori e consegna parziale - Identità di regolamentazione - Conseguenze - Risoluzione del contratto - Esclusione - Recesso ex art. 10 del menzionato decreto - Sussistenza. – Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22112 del 29/10/2015 In tema di appalto di opere pubbliche regolato dal d.P.R. n. 1063 del 1962, la mancata (o tardiva) consegna dei lavori da parte della P.A., al pari della loro consegna parziale, non conferiscono all'appaltatore il diritto di risolvere il rapporto, ai sensi degli articoli 1453 e 1454 c.c., né, tantomeno, di avanzare pretese risarcitorie, ma solo la facoltà, ex art. 10 del citato decreto, di presentare istanza di recesso dal contratto. Ne consegue che, nel caso di mancata presentazione dell'istanza, il contratto si presume ancora eseguibile, senza ulteriori oneri a carico della stazione appaltante, mentre il mancato accoglimento della stessa origina, "a contrario", il diritto dell'appaltatore al compenso per i maggiori oneri dipendenti dal ritardo. Corte di Cassazione 1, Sentenza n. 22112 del 29/10/2015 Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1454...
scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014
inadempimento - Valutazione in ordine alla non scarsa importanza dello stesso - Criteri - Fattispecie in tema di contratto di locazione. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014 In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di un criterio oggettivo, avuto riguardo all'interesse del creditore all'adempimento della prestazione attraverso la verifica che l'inadempimento abbia inciso in misura apprezzabile nell'economia complessiva del rapporto (in astratto, per la sua entità, e, in concreto, in relazione al pregiudizio effettivamente causato all'altro contraente), sì da dar luogo ad uno squilibrio sensibile del sinallagma contrattuale, nonché di eventuali elementi di carattere soggettivo, consistenti nel comportamento di entrambe le parti (come un atteggiamento incolpevole o una tempestiva riparazione, ad opera dell'una, un reciproco inadempimento o una protratta tolleranza dell'altra), che possano, in relazione alla particolarità del caso, attenuarne l'intensità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva tenuto conto dell'interesse concreto del locatore, non solo patrimoniale ma anche personale - consistente nell'abitare con la propria famiglia in un appartamento sovrastante i locali concessi in locazione - a conseguire dal conduttore, oltre al pagamento del canone, la realizzazione di lavori di insonorizzazione dei locali, oggetto di apposita obbligazione contrattuale).Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 22346 del 22/10/2014...
Opere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - risoluzione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015Opere pubbliche (appalto di) - estinzione del contratto - risoluzione - in genere - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015
Inadempimento del committente consistente nella mancata verifica del progetto - Risoluzione del contratto - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015 In tema di appalto di opera pubblica, l'inadempimento del committente alla prescrizione di cui all'art. 5 del r.d. 25 maggio 1895, n. 350, nel testo applicabile "ratione temporis", che impone alla stazione appaltante una verifica del progetto, in relazione al terreno e ad altre invarianti, giustifica, nel concorso delle condizioni di cui all'art. 1455 cod. civ., la risoluzione del contratto solo se ritenuto prevalente su altre e contrapposte inadempienze e sempreché renda praticamente impossibile l'esecuzione dell'opera da parte dell'appaltatore, dovendosi, invece, escludere che una tale violazione possa essere considerata, in sé e per sé, come causa di sospensione od improseguibilità dell'opera, che potrà verificarsi solo se il giudice del merito accerti o escluda la ricorrenza delle condizioni tecniche per l'eseguibilità del progetto sull'area prescelta. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 12321 del 15/06/2015  ...
contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione - pendenza - comportamento di buona fede delle parti –Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014 doppiacontratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione - pendenza - comportamento di buona fede delle parti –Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014 doppia
Assunzione di obbligo o alienazione sotto condizione sospensiva del rilascio di autorizzazioni amministrative - Obbligo di condotta durante la pendenza - Contenuto - Inosservanza - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014 La parte che si è obbligata o ha alienato un bene sotto la condizione sospensiva del rilascio delle autorizzazioni amministrative necessarie alle finalità economiche dell'altra parte deve compiere, secondo buona fede, tutte le attività che da lei dipendono per l'avveramento della condizione, senza impedire che la P.A. provveda sul rilascio delle autorizzazioni, potendo l'altra parte, in caso contrario, chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, da accertare con il criterio della regolarità causale, ove risulti, in base alla situazione esistente nel momento in cui si è verificato l'inadempimento, che la condizione avrebbe potuto avverarsi, mediante il legittimo rilascio delle autorizzazioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014 REQUISITI ELEMENTI DEL CONTRATTO CONTRATTI...
Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015
Controversia per il pagamento di canoni locatizi - Sopravvenienza di sentenza ex art. 2932 cod. civ. di trasferimento dell'immobile al conduttore - Obbligo di versamento dei canoni - Persistenza - Fino alla data di passaggio in giudicato della sentenza ex art. 1932 cod. civ. - Fondamento - Esecutività provvisoria - Esclusione - Limiti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015 Provvedimenti del giudice civile - sentenza - esecuzione provvisoria (della) - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015 Qualora, pendente un giudizio concernente il pagamento di canoni locatizi rimasti inadempiuti, sopravvenga, all'esito di un diverso procedimento tra le stesse parti, una sentenza ex art. 2932 cod. civ., di trasferimento dell'immobile, oggetto del contratto di locazione, al conduttore, quest'ultimo resta obbligato a corrispondere alla controparte i canoni non versati fino alla data del passaggio in giudicato della decisione, la cui natura costitutiva la qualifica come produttiva di effetti "ex nunc" da tale data, senza essere connotata, in quanto tale, da provvisoria esecutività ex art. 282 cod. proc. civ. se non limitatamente ai capi decisori che non si collochino in rapporto di stretta dipendenza con quelli costitutivi relativi alla modificazione giuridica sostanziale. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 12236 del 12/06/2015 CONTRATTO PRELIMINARE COMPROMESSO CONTRATTI...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015
Locazione di immobili - Risoluzione contrattuale in base a clausola risolutiva espressa - Rilievo di ufficio - Esclusione - Domanda specifica - Necessità - Domanda di risoluzione formulata ex art. 1453 cod. civ. - Successivo mutamento in domanda di risoluzione ai sensi dell'art. 1456 cod. civ. - Inammissibilità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015 La risoluzione del contratto di locazione di immobili sulla base di una clausola risolutiva espressa non può essere pronunciata di ufficio, ma postula la corrispondente e specifica domanda giudiziale della parte nel cui interesse quella clausola è stata prevista, sicchè, una volta proposta l'ordinaria domanda ex art. 1453 cod. civ., con l'intimazione di sfratto per morosità, non è possibile mutarla in richiesta di accertamento dell'avvenuta risoluzione "ope legis" di cui all'art. 1456 cod. civ., atteso che quest'ultima è radicalmente diversa dalla prima, sia quanto al "petitum", perchè invocando la risoluzione ai sensi dell'articolo 1453 cod. civ. si chiede una sentenza costitutiva mentre la domanda di cui all'articolo 1456 cod. civ. ne postula una dichiarativa, sia relativamente alla "causa petendi", perchè nella ordinaria domanda di risoluzione, ai sensi dell'articolo 1453 cod. civ., il fatto costitutivo è l'inadempimento grave e colpevole, nell'altra, viceversa, la violazione della clausola risolutiva espressa. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 11864 del 09/06/2015  ...
Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal falso rappresentante (rappresentanza senza poteri) - ratifica – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11453 del 03/06/2015Contratti in genere - rappresentanza - contratto concluso dal falso rappresentante (rappresentanza senza poteri) - ratifica – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11453 del 03/06/2015
Ratifica del preliminare di vendita immobiliare - Citazione con la quale il rappresentato chiede la risoluzione per inadempimento del promissario acquirente - Idoneità - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11453 del 03/06/2015 L'atto scritto di ratifica del preliminare di vendita immobiliare stipulato dal "falsus procurator" può essere costituito dall'atto di citazione col quale il rappresentato chiede la risoluzione per inadempimento del promissario acquirente, in quanto tale domanda implica l'univoca volontà del "dominus" di far proprio l'operato del rappresentante senza poteri. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 11453 del 03/06/2015  ...
obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014obbligazioni in genere - nascenti dalla legge - ripetizione di indebito - oggettivo - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014
Domanda di risoluzione contrattuale per inadempimento - Restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto - Cosa determinata della quale sia impossibile la riconsegna - Applicazione dell'art. 2037 cod. civ. - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014 In caso di risoluzione per inadempimento del vincolo contrattuale, il venir meno della "causa adquirendi" comporta l'obbligo di restituzione di quanto prestato in esecuzione del contratto stesso, secondo le regole dell'indebito oggettivo, sicché, ove si verta nel caso di restituzione di una cosa determinata della quale sia impossibile la riconsegna, l'obbligo dell'"accipiens" risulta disciplinato dall'art. 2037 cod. civ., sicché, ove sia in malafede nel ricevere o trattenere il bene, è tenuto a corrispondere il controvalore, mentre nell'opposta situazione di buona fede è obbligato nei soli limiti del suo arricchimento. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 18185 del 25/08/2014  ...
contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto per inadempimento - importanza dell'inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto per inadempimento - importanza dell'inadempimento - Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014
Locazione ad uso turistico - Alberghiero - Inadempimento del conduttore ai suoi obblighi principali - Portata - Valutazione caso per caso della non scarsa importanza dell'inadempimento ex art. 1455 cod. civ. - Necessità - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014 Nelle locazioni non abitative (nella specie, ad uso turistico-alberghiero), la valutazione della gravità dell'inadempimento va operata caso per caso e non può ridursi alla mera constatazione della violazione di una obbligazione principale ma deve considerare l'importanza dell'inadempimento in rapporto al complesso delle pattuizioni e dell'operazione economica posta in essere, nonché all'interesse che intendeva realizzare la parte non inadempiente, così da verificare in quale misura l'inadempimento abbia determinato un effettivo squilibrio nel sinallagma contrattuale, che giustifichi la risoluzione. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che la violazione dell'obbligazione di custodia della cosa locata, per l'omessa esecuzione di lavori di piccola manutenzione per un valore di settanta milioni di vecchie lire, non fosse idonea a giustificare la risoluzione per inadempimento a fronte di canoni corrisposti in nove anni per un importo di oltre tre miliardi). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 17066 del 28/07/2014  ...
locazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392, cosiddetta sull'equo canone) - disposizioni processuali - controversie relative alla risoluzione per inadempimento - provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultrlocazione - disciplina delle locazioni di immobili urbani (legge 27 luglio 1978 n. 392, cosiddetta sull'equo canone) - disposizioni processuali - controversie relative alla risoluzione per inadempimento - provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultr
Intimazione di sfratto per morosità del conduttore - Risoluzione del contratto per inadempimento ex art. 1453 cod. civ. - Vizio di ultrapetizione - Esclusione - Condizioni - Fattispecie. Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15904 del 11/07/2014 In tema di intimazione di sfratto per morosità, la sentenza che pronunci la risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore, ex art. 1453 cod. civ., non incorre in vizio di ultrapetizione se non siano state proposte domande e eccezioni nuove rispetto a quelle introdotte dalle parti con l'intimazione di sfratto o comunque oggetto del giudizio di opposizione, ossia se il tema d'indagine sia stato fin dall'origine esteso all'accertamento di inadempimenti diversi da quelli fatti valere dal locatore con l'intimazione di sfratto e dal conduttore con l'atto di opposizione alla convalida. (Nella specie, il locatore non aveva proposto domande diverse dall'accertamento della morosità del conduttore nel pagamento dei canoni, mentre il conduttore aveva, fin dall'origine, eccepito altri inadempimenti del locatore, che a suo avviso ne paralizzavano il diritto al pagamento del canone e gli attribuivano il diritto al risarcimento dei danni). Corte di Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 15904 del 11/07/2014  ...
contratti scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - diffida ad adempiere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11493 del 23/05/2014 biscontratti scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - diffida ad adempiere – Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11493 del 23/05/2014 bis
Domanda di risoluzione di diritto - Implicita domanda di risoluzione giudiziale ex art. 1453 cod. civ. - Configurabilità - Fondamento - Ipotesi inversa - Sussistenza - Condizioni - Fattispecie in tema di contratto preliminare di vendita immobiliare. Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11493 del 23/05/2014 In tema di inadempimento contrattuale, mentre nella proposizione di una domanda di risoluzione di diritto per l'inosservanza di una diffida ad adempiere, può ritenersi implicita, in quanto di contenuto minore, anche la domanda di risoluzione giudiziale di cui all'art. 1453 cod. civ., non altrettanto può dirsi nell'ipotesi inversa, di proposizione soltanto di quest'ultima domanda, restando precluso l'esame della domanda di risoluzione di diritto a meno che i relativi fatti che la sostanziano siano stati allegati in funzione di un proprio effetto risolutivo. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, annullato il lodo arbitrale, si era limitata ad escludere l'intervenuta risoluzione di diritto di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a seguito di diffida ad adempiere, senza indagare sulla implicita domanda di risoluzione giudiziale del contratto medesimo). Corte di Cassazione, Sez. 1, Sentenza n. 11493 del 23/05/2014  ...
contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporti tra domanda di risoluzione e di adempimento – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8510 del 11/04/2014contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporti tra domanda di risoluzione e di adempimento – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8510 del 11/04/2014
Facoltà di mutamento della domanda di adempimento in quella di risoluzione - Estensione anche alla domanda di risarcimento del danno conseguente alla risoluzione - Ammissibilità. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8510 del 11/04/2014 La parte che, ai sensi dell'art. 1453, secondo comma, cod. civ., chieda la risoluzione del contratto per inadempimento nel corso del giudizio dalla stessa promosso per ottenere l'adempimento, può domandare, contestualmente all'esercizio dello "ius variandi", oltre alla restituzione della prestazione eseguita, anche il risarcimento dei danni derivanti dalla cessazione degli effetti del regolamento negoziale. Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 8510 del 11/04/2014  ...
Pubblica amministrazione - contratti - formazione - controlli - successivi (approvazioni) - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9636 del 12/05/2015Pubblica amministrazione - contratti - formazione - controlli - successivi (approvazioni) - Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9636 del 12/05/2015
Difetto del visto della Corte dei conti - Risolubilità del contratto per inadempimento della P.A. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9636 del 12/05/2015 In assenza della "condicio iuris" del visto della Corte dei conti, il contratto, seppur perfetto negli elementi costitutivi, non può essere eseguito dalla P.A. e, quindi, non può essere risolto per il suo inadempimento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 9636 del 12/05/2015  ...
contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione - pendenza - comportamento di buona fede delle parti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014contratti in genere - requisiti (elementi del contratto) - requisiti accidentali - condizione - pendenza - comportamento di buona fede delle parti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014
Assunzione di obbligo o alienazione sotto condizione sospensiva del rilascio di autorizzazioni amministrative - Obbligo di condotta durante la pendenza - Contenuto - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014 La parte che si è obbligata o ha alienato un bene sotto la condizione sospensiva del rilascio delle autorizzazioni amministrative necessarie alle finalità economiche dell'altra parte deve compiere, secondo buona fede, tutte le attività che da lei dipendono per l'avveramento della condizione, senza impedire che la P.A. provveda sul rilascio delle autorizzazioni, potendo l'altra parte, in caso contrario, chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni, da accertare con il criterio della regolarità causale, ove risulti, in base alla situazione esistente nel momento in cui si è verificato l'inadempimento, che la condizione avrebbe potuto avverarsi, mediante il legittimo rilascio delle autorizzazioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3207 del 12/02/2014 REQUISITI ELEMENTI DEL CONTRATTO CONTRATTI  ...
prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014prescrizione civile - interruzione - atti interruttivi - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014
Domanda di adempimento - Richiesta di risarcimento in forma specifica - - Rapporti - Mutamento della domanda nel corso del processo - Effetti sul termine di prescrizione - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014 Il mutamento nel corso del giudizio della domanda di adempimento in quella di risarcimento in forma specifica, previa risoluzione del rapporto contrattuale, non ha effetti sulla decorrenza del termine di prescrizione, in quanto nel processo non viene introdotta una nuova «causa petendi» o un diverso fatto costitutivo del diritto azionato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 2822 del 07/02/2014  ...
giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 1135 del 21/01/2014giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 1135 del 21/01/2014
Bonifica di siti inquinati nella Regione Campania - Natura di servizio pubblico "ex se" - Esclusione - Attività di raccolta rifiuti meramente strumentale rispetto alla bonifica - Riconduzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ex art. 4 del d.l. n. 90 del 2008 (applicabile "ratione temporis") - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 1135 del 21/01/2014 E devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario la domanda di risoluzione (di diritto o giudiziale) del contratto avente ad oggetto l'esecuzione di servizi per l'attuazione di un piano di bonifica di siti inquinati nella Regione Campania, in quanto l'attività di bonifica non comporta, di per sé, l'espletamento di un pubblico servizio, né la circostanza che essa contempli l'espletamento della raccolta di rifiuti - quando quest'ultima sia prevista quale mero strumento di perseguimento della finalità di bonifica di zone inquinate, in assenza di attività autoritativa di "gestione rifiuti" - è sufficiente a determinare la riconduzione della convenzione contrattuale alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ex art. 4 del d.l. 23 maggio 2008, n. 90, conv. in legge 14 luglio 2008, n. 123 (applicabile "ratione temporis"). Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 1135 del 21/01/2014  ...
Arbitrato - perizia contrattuale  Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014Arbitrato - perizia contrattuale Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014
Mandato conferito a terzo arbitratore - Contratto di conferimento del relativo incarico professionale o di mandato al terzo - Risoluzione per inadempimento - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014 In tema di determinazione della prestazione rimessa ad un terzo, il contratto di conferimento di incarico professionale o di mandato al terzo arbitratore non può essere risolto per inadempimento ex artt. 1453 e 1455 cod. civ., ostandovi la previsione dell'art. 1349, cod. civ., che consente l'impugnazione della determinazione di quest'ultimo solo se manifestamente iniqua o erronea ("arbitrium boni viri") o in presenza di comprovata malafede ("arbitrium merum"), che, altrimenti, resterebbe vanificata. Corte di Cassazione Sez.1, Sentenza n.13379 del 12/06/2014 Riferimenti normativi:Cod. Civ. art. 1349,Cod. Civ. art. 1453,Cod. Civ. art. 1455...
contributi e spese condominiali - in genere - deliberazione assembleare di approvazione della spesa Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2049 del 29/01/2013contributi e spese condominiali - in genere - deliberazione assembleare di approvazione della spesa Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2049 del 29/01/2013
Obbligo di contribuzione da parte dei condomini - Sussistenza - Rilevanza delle vicende del rapporto obbligatorio tra condominio e creditori dello stesso - Esclusione - Fondamento - Conseguenze. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2049 del 29/01/2013 {tab massima|green}Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 2049 del 29/01/2013 In tema di condominio negli edifici, la deliberazione di approvazione delle spese, adottata dall'assemblea e divenuta inoppugnabile, fa sorgere l'obbligo dei condomini di pagare al condominio i contributi dovuti, rimanendo indipendenti l'obbligazione del singolo partecipante verso il condominio e le vicende delle partite debitorie del condominio verso i suoi creditori. Ne consegue che il condomino non può ritardare il pagamento delle rate di spesa, in attesa dell'evolversi delle relazioni contrattuali del condominio, così riversando sugli altri condomini gli oneri del proprio ritardo nell'adempimento, né può dedurre che il pagamento sia stato effettuato direttamente al terzo, in quanto ciò altererebbe la gestione complessiva del condominio, ma deve, adempiere all'obbligazione verso quest'ultimo, salva l'insorgenza, in sede di bilancio consuntivo, di un credito da rimborso nei confronti della gestione condominiale, ove residuino avanzi di cassa per mancati esborsi o per la risoluzione dei contratti precedentemente stipulati. CONDOMINIO CONTRIBUTI SPESE CONDOMINIALI {tab integrale|orange}SVOLGIMENTO DEL PROCESSOLa Corte di appello di Roma con sentenza 5 ottobre 2005 ha confermato la pronuncia resa dal tribunale di Tivoli nel novembre 2002, con la quale era stata respinta l'opposizione della condomina Co... Marcella avverso l'ingiunzione per spese condominiali notificatale dal Condominio Tr.., di Villalba di Guidonia, nel 1998. Oltre a dolersi della condanna alle spese, la Co... propone due motivi di ricorso per cassazione, notificato il 20 novembre 2006. Il Condominio Tr.. non ha svolto attività difensiva. MOTIVI DELLA DECISIONEPreliminarmente va dato atto che è pervenuto in cancelleria (pot 16816 del 5 nov. 2012) un fax non firmato nel quale si legge che la ricorrente Co... dichiarava di rinunciare al procedimento e di aver revocato il mandato al proprio difensore.Di tale documento non si può tener conto sia per le carenze formali (difetto di sottoscrizione), sia perché il giudizio di cassazione è retto da impulso officioso, sicché in esso, in mancanza di rituale rinuncia, non ha rilevanza neppure la revoca del mandato al difensore.Con il primo motivo, la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 2730 e 2733 c.c. e art. 231 c.p.c. e vizi di motivazione.Lamenta che la Corte di appello non abbia tenuto conto della sentenza di risoluzione del contratto di appalto, intercorso con un'impresa edile, dal quale nasceva il debito del Condominio e quindi quello della Co....La Co... sostiene che la restituzione di somme imposta all'appaltatore a seguito della risoluzione del contratto aveva fatto si che il Condominio era divenuto addirittura creditore dell'impresa e sembra ipotizzare che da ciò conseguirebbe la estinzione del debito fatto valere dal Condominio con l'ingiunzione. Con il secondo motivo la Co... denuncia violazione dell'art. 1188 c.c. e vizi di motivazione. Lamenta che la sentenza impugnata non abbia tenuto conto dei pagamenti diretti effettuati all'appaltatore verso il quale la condomina era debitrice solidale.Le censure non hanno pregio.La delibera di spesa adottata dal condominio e divenuta inoppugnabile fa sorgere l'obbligo del condomino di pagare al condominio la somma dovuta.Obbligazione del condomino verso il condominio e vicende delle partite debitorie del condominio verso i suoi fornitori o creditori sono indipendenti.Il condomino non può ritardare il pagamento delle rate di spesa in attesa dell'evolvere delle relazioni contrattuali tra condominio e soggetti creditori di quest'ultimo.Scaricherebbe altrimenti sugli altri condomini gli oneri del proprio ritardo nell'adempimento.Deve invece adempiere all'obbligazione verso il Condominio e, qualora dalla gestione condominale residuino avanzi di cassa, vuoi per mancate spese, vuoi per la risoluzione di contratti in precedenza stipulati e conseguenti restituzioni, sorgerà eventualmente un credito nei confronti del condominio, tenuto a restituire, con il bilancio consuntivo di fine anno, l'esubero di cassa spettante secondo i rendiconti e le provenienze dei vari fondi residui. È quindi vano dedurre che il pagamento sia stato effettuato ad un terzo.In proposito vale osservare in primo luogo che non risulta specificamente che il creditore abbia ratificato ciò o abbia approfittato di questo versamento (art. 1188 c.c.); su questi profili il ricorso sorvola, in quanto si limita a dedurre che vi sia stato versamento e successivo riaccredito, senza puntualizzare e dimostrare la volontà del Condominio di beneficiarne, rinunciando alle pretese di puntuale pagamento fatte valere con l'ingiunzione per cui qui...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporti tra domanda di risoluzione e di adempimento – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8510 del 11/04/2014Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporti tra domanda di risoluzione e di adempimento – Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8510 del 11/04/2014
Facoltà di mutamento della domanda di adempimento in quella di risoluzione - Estensione anche alla domanda di risarcimento del danno conseguente alla risoluzione - Ammissibilità. La parte che, ai sensi dell'art. 1453, secondo comma, cod. civ., chieda la risoluzione del contratto per inadempimento nel corso del giudizio dalla stessa promosso per ottenere l'adempimento, può domandare, contestualmente all'esercizio dello "ius variandi", oltre alla restituzione della prestazione eseguita, anche il risarcimento dei danni derivanti dalla cessazione degli effetti del regolamento negoziale. Corte di Cassazione Sez. U, Sentenza n.8510 del 11/04/2014  ...
Esecuzione forzata - vendita forzata - effetti - vizi della cosa – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7708 del 02/04/2014Esecuzione forzata - vendita forzata - effetti - vizi della cosa – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7708 del 02/04/2014
Vendita forzata - Vendita di "aliud pro alio" - Esclusiva deducibilità mediante opposizione agli atti esecutivi - Termine flessibile per l'opposizione - Configurabilità. Nella vendita forzata l'aggiudicatario del bene pignorato, in quanto parte del processo di esecuzione, ha l'onere di far valere l'ipotesi di "aliud pro alio" con il solo rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi, che va esperita - nel limite temporale massimo dell'esaurimento della fase satisfattiva dell'espropriazione, costituito dalla definitiva approvazione del progetto di distribuzione - comunque entro il termine perentorio di venti giorni dalla legale conoscenza dell'atto viziato, ovvero dal momento in cui la conoscenza del vizio si è conseguita o sarebbe stata conseguibile secondo una diligenza ordinaria. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 7708 del 02/04/2014  ...
Lavoro - lavoro autonomo - contratto d'opera - professioni intellettuali - compenso (onorario) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6886 del 24/03/2014Lavoro - lavoro autonomo - contratto d'opera - professioni intellettuali - compenso (onorario) - Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6886 del 24/03/2014
Diritto del professionista al compenso - Persistenza in caso di domanda risarcitoria e non risolutoria del committente - Fondamento. Nel contratto d'opera intellettuale, qualora il committente non abbia chiesto la risoluzione per inadempimento, ma solo il risarcimento dei danni, il professionista mantiene il diritto al corrispettivo della prestazione eseguita, in quanto la domanda risarcitoria non presuppone lo scioglimento del contratto e le ragioni del committente trovano in essa adeguata tutela. Corte di Cassazione, Sez. 2, Sentenza n. 6886 del 24/03/2014  ...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - adempimento dopo la domanda – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4211 del 21/02/2014Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - adempimento dopo la domanda – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4211 del 21/02/2014
Rimessione al primo giudice della causa di risoluzione - Per nullità della notifica della citazione introduttiva - Riassunzione del giudizio - Effetti - Retroattività del divieto ex art. 1453, terzo comma, cod. civ. - Esclusione - Fondamento. Qualora il giudice d'appello rimetta al primo giudice la causa di risoluzione del contratto per inadempimento attesa la nullità della notifica della citazione introduttiva, la riassunzione del giudizio non fa retroagire alla data della citazione stessa il divieto di adempiere sancito dall'art. 1453, terzo comma, cod. civ., trattandosi di un effetto sostanziale della domanda, che presuppone la ricezione dell'atto da parte del destinatario, non rilevando, quindi, l'efficacia retroattiva della rinnovazione della notifica, prevista dall'art. 291 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 4211 del 21/02/2014  ...
urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - attuazione dei piani regolatori - lottizzazione di aree fabbricabili Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014urbanistica - modi di attuazione della disciplina urbanistica - piani regolatori comunali - attuazione dei piani regolatori - lottizzazione di aree fabbricabili Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014
Convenzioni urbanistiche "ex lege" n. 765 del 1967 - Natura contrattuale - Conseguenze - Risoluzione per inadempimento della P.A. - Risarcimento del danno - Criteri di liquidazione. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014 Le convenzioni urbanistiche stipulate ai sensi della legge 6 agosto 1967, n. 765, che consentono l'esercizio in forma contrattata dei poteri autoritativi di controllo dell'attività edilizia, anche sotto forma d'impegno ad un futuro atto di esercizio del potere di pianificazione urbanistica, conservano il loro carattere contrattuale, con la conseguenza che, in caso di risoluzione per inadempimento della P.A., il privato ha diritto al risarcimento dei danni che, sebbene non commisurabili alle utilità che egli si poteva aspettare da una puntuale esecuzione della convenzione, comprendono il costo delle opere di urbanizzazione inutilmente eseguite in forza della convenzione inadempiuta, in quanto funzionalmente collegate alla programmata edificabilità dell'area, come effetto ripristinatorio della situazione antecedente alla conclusione del contratto, stante la regola della retroattività della risoluzione.Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 364 del 10/01/2014...
Arbitrato - compromesso e clausola compromissoria - interpretazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013Arbitrato - compromesso e clausola compromissoria - interpretazione – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013
Clausola compromissoria - Contenuto - Controversie sulla risoluzione del contratto - Domanda di risarcimento del danno da immagine derivante inadempimento contrattuale - Inclusione - Fondamento. La clausola compromissoria concernente le controversie relative alla risoluzione di un contratto ricomprende nel suo ambito di applicazione la domanda di risarcimento del danno derivante da lesione del diritto all'immagine allorquando un siffatto pregiudizio sia ricollegabile non già alla violazione di doveri, con condotta perseguibile ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., che incombono verso la generalità dei cittadini, bensì all'inadempimento di precise obbligazioni assunte con il predetto contratto, e sia, quindi, conseguente alla invocata responsabilità contrattuale. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013  ...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16556 del 02/07/2013Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16556 del 02/07/2013
Risoluzione per inadempimento - Risoluzione parziale del contratto ad esecuzione istantanea - Configurabilità - Condizioni. La risoluzione parziale del contratto, esplicitamente prevista dall'art. 1458 cod. civ. per i contratti ad esecuzione continuata o periodica, è possibile anche per il contratto ad esecuzione istantanea, quando il relativo oggetto sia rappresentato - secondo la valutazione del giudice di merito, censurabile in sede di legittimità solo per violazione di legge o vizi logici - non da un'unica cosa infrazionabile, ma da più cose aventi propria individualità, quando, cioè, ciascuna di queste, separata dal tutto, mantenga un'autonomia economico-funzionale, che la renda definibile come bene a sé, suscettibile di diritti o di negoziazione distinti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16556 del 02/07/2013  ...
contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – corte di cassazione sez. 2, sentenza n. 16556 del 02/07/2013contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - in genere – corte di cassazione sez. 2, sentenza n. 16556 del 02/07/2013
Risoluzione per inadempimento - Risoluzione parziale del contratto ad esecuzione istantanea - Configurabilità - Condizioni. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16556 del 02/07/2013 La risoluzione parziale del contratto, esplicitamente prevista dall'art. 1458 cod. civ. per i contratti ad esecuzione continuata o periodica, è possibile anche per il contratto ad esecuzione istantanea, quando il relativo oggetto sia rappresentato - secondo la valutazione del giudice di merito, censurabile in sede di legittimità solo per violazione di legge o vizi logici - non da un'unica cosa infrazionabile, ma da più cose aventi propria individualità, quando, cioè, ciascuna di queste, separata dal tutto, mantenga un'autonomia economico-funzionale, che la renda definibile come bene a sé, suscettibile di diritti o di negoziazione distinti. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16556 del 02/07/2013  ...
famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale - oggetto - acquisti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16559 del 02/07/2013famiglia - matrimonio - rapporti patrimoniali tra coniugi - comunione legale - oggetto - acquisti – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16559 del 02/07/2013
Giudizio di risoluzione per inadempimento del coniuge acquirente - Litisconsorzio del coniuge non stipulante - Necessità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16559 del 02/07/2013 |In tema di comunione legale tra coniugi, qualora l'alienante eserciti l'azione di risoluzione della compravendita per inadempimento dell'acquirente, il coniuge di quest'ultimo, rimasto estraneo alla stipulazione del contratto, non è litisconsorte necessario, trattandosi di un'azione che verte sull'inadempimento dello stipulante ed incide direttamente sull'atto, pur potendosi ripercuotere sull'acquisto del coniuge non stipulante, avvenuto "ope legis", ai sensi dell'art. 177, primo comma, lett. a), cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 16559 del 02/07/2013  ...
Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 12901 del 24/05/2013Giurisdizione civile - giurisdizione ordinaria e amministrativa - Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 12901 del 24/05/2013
Contratti tra ente pubblico e società private per la realizzazione e gestione di termovalorizzatori finalizzati a risolvere l'emergenza rifiuti - Natura privatistica - Configurabilità - Controversie per responsabilità da inadempimento con le società contraenti - Giurisdizione del giudice ordinario - Fondamento. L'ente pubblico, che stipuli con società private contratti per la realizzazione e gestione di termovalorizzatori finalizzati a risolvere l'emergenza rifiuti, assume la medesima posizione di un soggetto privato, ponendo in essere atti disciplinati dal codice civile e dalle relative leggi speciali, sia sotto il profilo oggettivo che soggettivo, in coerenza ed analogia con i principi comunitari afferenti la costituzione di società da parte delle pubbliche amministrazioni, che non ammettono poteri speciali da parte dell'azionista pubblico, sicché, una volta sorti gli impegni negoziali da essi derivanti, le conseguenti controversie per responsabilità da inadempimento con le società contraenti, riguardando essenzialmente rapporti tra parti paritetiche, e non potendo più spendere o esercitare la P.A. alcun potere di supremazia o di imperio, nemmeno in sede di autotutela, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario. Corte di Cassazione Sez. U, Ordinanza n. 12901 del 24/05/2013  ...
compromesso e clausola compromissoria - interpretazione - clausola compromissoria  Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013compromesso e clausola compromissoria - interpretazione - clausola compromissoria Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013
Contenuto - Controversie sulla risoluzione del contratto - Domanda di risarcimento del danno da immagine derivante inadempimento contrattuale - Inclusione - Fondamento. Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013 {tab massima|green}Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013 La clausola compromissoria concernente le controversie relative alla risoluzione di un contratto ricomprende nel suo ambito di applicazione la domanda di risarcimento del danno derivante da lesione del diritto all'immagine allorquando un siffatto pregiudizio sia ricollegabile non già alla violazione di doveri, con condotta perseguibile ai sensi dell'art. 2043 cod. civ., che incombono verso la generalità dei cittadini, bensì all'inadempimento di precise obbligazioni assunte con il predetto contratto, e sia, quindi, conseguente alla invocata responsabilità contrattuale. {tab integrale|orange} Cassazione Civile Sez. 1, Sentenza n. 23675 del 18/10/2013 SVOLGIMENTO DEL PROCESSOCon lodo del 6 febbraio 2002, il Collegio arbitrale previsto dal contratto di convenzionamento e fornitura di carburanti stipulato il 4 settembre 1996 tra la s.p.a. Italiana petroli, poi incorporata dall'AGIP petroli s.p.a. e la Cofin per la gestione dell'impianto ubicato in Lecce lungo la S.P. per Vergola, dichiarò risolto il contratto per inadempimento della Cofin che condannò a corrispondere alla controparte i seguenti importi: Euro 71.530 per forniture non pagate, Euro 858.578 per la risoluzione anticipata del contratto ed il mancato approvvigionamento carburanti; Euro 15.493 per mancato approvvigionamento di lubrificanti ed Euro 2.561.367 per la perdita dell'impianto GPL.La Corte di appello di Genova con sentenza del 27 novembre 2006, ha respinto l'impugnazione principale dell'AGIP, in quanto: a) correttamente gli arbitri avevano escluso la loro competenza alla richiesta di liquidazione del danno all'immagine, avendo detto pregiudizio natura extracontrattuale, perciò non ricollegabile alle controversie derivanti dal contratto di convenzionamento indicate dalla clausola; nonché a quella di statuire sulle restituzioni conseguente ad un contratto di comodato intercorso tra le parti trattandosi di un negozio diverso, avente una distinta ed autonoma clausola compromissoria; b) non era sindacabile neppure la liquidazione equitativa del danno per il mancato approvvigionamento dei lubrificanti, collegata alla reputata inidoneità probatoria dei documenti prodotti dall'impugnante. Ha rigettato altresì l'impugnazione incidentale della Cofin, osservando: c) che il lodo contestualmente sottoscritto dagli arbitri, si era regolarmente pronunciato sulla istanza di sospensione del procedimento in attesa della decisione di altro giudizio davanti al giudice amministrativo, proposto dall'AGIP, rigettandola; d) che la controversia tra le parti prescindeva del tutto dalla legittimità dell'azione del comune che aveva negato o rimosso alcune autorizzazioni amministrative a quest'ultima società: essendo incentrata esclusivamente sull'inadempimento delle parti alle obbligazioni assunte con il contratto di convenzionamento; e) che soltanto l'AGIP rappresentata e non anche la controparte COFIN era legittimata ad eccepire il difetto di rappresentanza e/o di delega da parte dei suoi funzionari che avevano stipulati i negozi contestati; f) che apparteneva al merito della controversia riservato agli arbitri sia l'interpretazione dei criteri cui commisurare la penale, sia i parametri di quantificazione delle singole poste di danno; g) che il lodo era stato pronunciato tempestivamente nell'ambito del periodo di proroga consentita dalla stessa Cofin.Per la cassazione della sentenza detta società ha proposto ricorso per 15 motivi; cui ha resistito la s.p.a. ENI subentrata all'AGIP, con controricorso con il quale ha formulato a sua volta ricorso incidentale per 5 motivi.MOTIVI DELLA DECISIONEIl Collegio deve anzitutto ribadire che il giudizio di impugnazione per nullità del lodo arbitrale, costituisce un giudizio a critica limitata, proponibile soltanto per determinati "errores in procedendo" specificamente previsti, nonché per inosservanza, da parte degli arbitri, delle regole di diritto nei limiti indicati dall'art. 829 cod. proc. civ., comma 2; in cui trova applicazione la regola della specificità della formulazione dei motivi, in considerazione della natura rescindente di tale giudizio e del fatto che solo il rispetto di detta regola può consentire al giudice, ed alla parte convenuta, di verificare se le contestazioni formulate corrispondano esattamente ai casi di impugnabilità stabiliti dalla menzionata norma. E che nel ricorso per cassazione avverso la sentenza che abbia deciso su detta impugnazione, dovendosi verificare se la sentenza medesima sia adeguatamente e correttamente motivata in relazione ai motivi di impugnazione del lodo, il sindacato di legittimità va condotto esclusivamente attraverso il riscontro della conformità a legge e della congruità della...
Contratti in genere - caparra - confirmatoria – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012Contratti in genere - caparra - confirmatoria – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012
Recesso - Legittimità - Condizioni - Inadempimento di non scarsa importanza - Necessità - Valutazione da parte del giudice dell'incidenza sull'economia complessiva del contratto - Criteri. Ai fini della legittimità del recesso di cui all'art. 1385 cod. civ., come in materia di risoluzione contrattuale, non è sufficiente l'inadempimento, ma occorre anche la verifica circa la non scarsa importanza prevista dall'art. 1455 cod. civ., dovendo il giudice tenere conto dell'effettiva incidenza dell'inadempimento sul sinallagma contrattuale e verificare se, in considerazione della mancata o ritardata esecuzione della prestazione, sia da escludere per la controparte l'utilità del contratto alla stregua dell'economia complessiva del medesimo. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 409 del 13/01/2012 CAPARRA CONFIRMATORIA CONTRATTI...
Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - in genere (nozione, caratteri, distinzione) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14714 del 30/08/2012Contratti in genere - contratto preliminare (compromesso) - in genere (nozione, caratteri, distinzione) - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14714 del 30/08/2012
Inadempimento del promittente venditore di un beni immobile - Risarcimento del danno dovuto al promissario acquirente - Liquidazione - Criteri. Il risarcimento del danno, imputabile al promittente venditore per la mancata stipulazione del contratto definitivo di vendita di un bene immobile, consiste nella differenza tra il valore commerciale del bene medesimo al momento in cui l'inadempimento è divenuto definitivo (che, in caso di vendita a terzi, coincide con la trascrizione dell'atto) ed il prezzo pattuito. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 14714 del 30/08/2012  ...
Vendita - singole specie di vendita - di cosa altrui - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1567 del 24/01/2011Vendita - singole specie di vendita - di cosa altrui - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1567 del 24/01/2011
Contratto preliminare di compravendita - Bene di proprietà controversa - Contratto aleatorio - Esclusione - Fondamento - Obbligo di trasferimento della proprietà a carico del venditore - Permanenza. In un contratto preliminare di compravendita, il fatto che le parti diano atto che il bene in questione è di proprietà controversa, in quanto oggetto di una lite tra il venditore e un terzo, non costituisce, di per sé, prova del carattere aleatorio del contratto, sia perché l'aleatorietà può aversi solo quando il fattore di pura sorte svolga un'efficacia di tipo causale, sia perché, in difetto di clausola contraria, il venditore rimane tenuto all'obbligo di trasferimento della proprietà e soggiace, in caso di inadempimento, alla relativa responsabilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 1567 del 24/01/2011  ...
procedimenti sommari - per convalida di sfratto per finita locazione - intimazione di licenza o di sfratto - per morosità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13248 del 31/05/2010procedimenti sommari - per convalida di sfratto per finita locazione - intimazione di licenza o di sfratto - per morosità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13248 del 31/05/2010
Locazione di immobili ad uso diverso da quello abitativo - Offerta o pagamento del canone dopo l'intimazione di sfratto - Effetti - Inoperatività della clausola risolutiva espressa nel susseguente giudizio a cognizione piena - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13248 del 31/05/2010 Nelle locazioni di immobili ad uso diverso dall'abitazione, alle quali non si applica la disciplina di cui all'art. 55 della legge 27 luglio 1978, n. 392, l'offerta o il pagamento del canone (che, se effettuati dopo l'intimazione di sfratto, non consentono l'emissione, ai sensi dell'art. 665 cod. proc. civ., del provvedimento interinale di rilascio con riserva delle eccezioni, per l'insussistenza della persistente morosità di cui all'art. 663, terzo comma, cod. proc. civ.), nel giudizio susseguente a cognizione piena, non comportano l'inoperatività della clausola risolutiva espressa, in quanto, ai sensi dell'art. 1453, terzo comma, cod. civ., dalla data della domanda - che é quella già avanzata ex art. 657 cod. proc. civ. con l'intimazione di sfratto, introduttiva della causa di risoluzione del contratto - il conduttore non può più adempiere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 13248 del 31/05/2010  ...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13003 del 27/05/2010Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - in genere - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13003 del 27/05/2010
Rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo – Preliminare di compravendita - Domanda di adempimento - Mutamento della domanda in quella di risoluzione - Richiesta di restituzione della somma versata a titolo di prezzo - Ammissibilità - Accettazione del contraddittorio - Necessità - Esclusione. La facoltà, di cui all'art. 1453, secondo comma, cod. civ., di poter mutare nel corso del giudizio di primo grado, nonché in appello, e persino in sede di rinvio la domanda di adempimento in quella di risoluzione in deroga al divieto di "mutatio libelli" sancito dagli artt. 183, 184 e 345 cod. proc. civ., sempreché si resti nell'ambito dei fatti posti a base della inadempienza originariamente dedotta, senza introdurre un nuovo tema di indagine, comporta che, in tema di contratto preliminare di compravendita, qualora sia sostituita la domanda di adempimento con quella di risoluzione, possa essere chiesta la restituzione della somma versata a titolo di prezzo, quale domanda consequenziale a quella di risoluzione, implicando l'accoglimento di questa, per l'effetto retroattivo espressamente previsto dall'art. 1458 cod. civ., l'obbligo di restituzione della prestazione ricevuta, onde di tale domanda il giudice può decidere anche se su di essa non vi sia stata accettazione del contraddittorio. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13003 del 27/05/2010  ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23490 del 05/11/2009Provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23490 del 05/11/2009
Domanda di risoluzione di contratto preliminare e di condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra - Pronuncia di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta di esecuzione, ex art. 1453, secondo comma, cod. civ. - Conseguenze - Condanna alla restituzione della caparra e non del doppio di essa - Violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato - Esclusione - Fondamento. Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato allorché il giudice, qualificando giuridicamente in modo diverso rispetto alla prospettazione della parte i fatti da questa posti a fondamento della domanda, le attribuisca un bene della vita omogeneo, ma ridimensionato, rispetto a quello richiesto. Ne consegue che, proposta in primo grado una domanda di risoluzione per inadempimento di contratto preliminare, e di conseguente condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra ricevuta, non pronunzia "ultra petita" il giudice il quale ritenga che il contratto si sia risolto non già per inadempimento del convenuto, ma per impossibilità sopravvenuta di esecuzione derivante dalle scelte risolutorie di entrambe le parti (ex art. 1453, secondo comma, cod. civ.) e condanni il promittente venditore alla restituzione della sola caparra (la cui ritenzione è divenuta "sine titulo") e non del doppio di essa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23490 del 05/11/2009  ...
provvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Domanda di risoluzione di contratto preliminare e di condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra - Pronuncia di risoluzione del contratto per impossibiprovvedimenti del giudice civile - sentenza - ultra ed extra petita – Domanda di risoluzione di contratto preliminare e di condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra - Pronuncia di risoluzione del contratto per impossibi
contratti in genere - caparra - penitenziale - Domanda di risoluzione di contratto preliminare e di condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra - Pronuncia di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta di esecuzione, ex art. 1453, secondo comma, cod. civ. - Conseguenze - Condanna alla restituzione della caparra e non del doppio di essa - Violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23490 del 05/11/2009 Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato allorché il giudice, qualificando giuridicamente in modo diverso rispetto alla prospettazione della parte i fatti da questa posti a fondamento della domanda, le attribuisca un bene della vita omogeneo, ma ridimensionato, rispetto a quello richiesto. Ne consegue che, proposta in primo grado una domanda di risoluzione per inadempimento di contratto preliminare, e di conseguente condanna del promittente venditore alla restituzione del doppio della caparra ricevuta, non pronunzia "ultra petita" il giudice il quale ritenga che il contratto si sia risolto non già per inadempimento del convenuto, ma per impossibilità sopravvenuta di esecuzione derivante dalle scelte risolutorie di entrambe le parti (ex art. 1453, secondo comma, cod. civ.) e condanni il promittente venditore alla restituzione della sola caparra (la cui ritenzione è divenuta "sine titulo") e non del doppio di essa. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 23490 del 05/11/2009  ...
successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - in genere - in genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - in genere - in genere. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009
locazione - trasferimento a titolo particolare della cosa locata (alienazione) - in genere - intervento dell'acquirente della cosa locata - termine di decadenza ex art. 419 cod. proc. civ. - applicabilità - esclusione - fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009 L'intervento ex art. 111 cod. proc. civ. dell'acquirente di un immobile locato in una causa avente ad oggetto la risoluzione del contratto di locazione, in primo grado, non è soggetto al termine di decadenza stabilito dall'art. 419 cod. proc. civ., in quanto questa tipologia d'intervento non è riconducibile all'intervento volontario del terzo di cui all'art. 105 cod. proc. civ., al quale si riferisce l'art. 419 cod. proc. civ. nel testo risultante dalla sentenza additiva della Corte costituzionale n. 193 del 1983; peraltro, tale intervento non comporta la proposizione di una nuova domanda, in quanto l'atto di acquisto dell'immobile locato da parte del terzo interventore non integra un diverso fatto costitutivo del diritto fatto valere dall'attore, ma costituisce il titolo della successione a titolo particolare nell'originario contratto di locazione con gli effetti di cui all'art. 1602 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009  ...
Procedimento civile - successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009Procedimento civile - successione nel processo - a titolo particolare nel diritto controverso - Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009
L'intervento ex art. 111 cod. proc. civ. dell'acquirente di un immobile locato in una causa avente ad oggetto la risoluzione del contratto di locazione, in primo grado, non è soggetto al termine di decadenza stabilito dall'art. 419 cod. proc. civ., in quanto questa tipologia d'intervento non è riconducibile all'intervento volontario del terzo di cui all'art. 105 cod. proc. civ., al quale si riferisce l'art. 419 cod. proc. civ. nel testo risultante dalla sentenza additiva della Corte costituzionale n. 193 del 1983; peraltro, tale intervento non comporta la proposizione di una nuova domanda, in quanto l'atto di acquisto dell'immobile locato da parte del terzo interventore non integra un diverso fatto costitutivo del diritto fatto valere dall'attore, ma costituisce il titolo della successione a titolo particolare nell'originario contratto di locazione con gli effetti di cui all'art. 1602 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 8700 del 09/04/2009  ...
contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - in genere - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentecontratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - in genere - rapporto tra domanda di adempimento e domanda di risoluzione - imputabilità dell'inadempimento, colpa o dolo – Corte di Cassazione Sez. 3, Sente
Ordinanza di convalida di sfratto - Efficacia di giudicato sostanziale - Configurabilità - Estensione - Sentenza di risoluzione per inadempimento anteriormente verificatosi pronunciata in successivo e distinto giudizio - Prevalenza della detta sentenza sulle altre cause di risoluzione - Sussistenza - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19695 del 17/07/2008 L'ordinanza di convalida di sfratto é un provvedimento giurisdizionale irrevocabile che ha valore di cosa giudicata sostanziale per la risoluzione del contratto di locazione e per la condanna al rilascio; tale provvedimento, tuttavia, non preclude la pronuncia, in un successivo e distinto giudizio, della sentenza di risoluzione del medesimo contratto per inadempimento anteriormente verificatosi, la cui domanda ha contenuto e presupposti diversi, e tale pronuncia, sebbene di carattere costitutivo, avendo efficacia retroattiva al momento dell'inadempimento, ai sensi dell'art. 1458 cod. civ., prevale rispetto alle altre cause di risoluzione del medesimo rapporto contrattuale per la priorità nel tempo dell'operatività dei suoi effetti. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 19695 del 17/07/2008  ...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - eccezione d'inadempimento – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - eccezione d'inadempimento – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007
Contratto di somministrazione di beni o servizi in regime di monopolio legale della parte adempiente - Eccezione di inadempimento ex art. 1460 cod. civ. - Ammissibilità - Sospensione dell'adempimento ex art. 1461 cod. civ. - Ammissibilità - Applicabilità delle altre disposizioni in tema di inadempimento contrattuale - Sussistenza.  In favore dell'imprenditore che somministri beni o presti servizi in regime di monopolio legale, trova applicazione, in assenza di espressa deroga, non solo l'art. 1460 cod. civ., sull'eccezione di inadempimento, ma anche l'art. 1461 cod. civ., sulla facoltà di sospendere l'esecuzione della prestazione dovuta quando sussista un evidente pericolo di non ricevere il corrispettivo in ragione delle condizioni patrimoniali dell'altro contraente, trattandosi di previsioni compatibili con l'obbligo, posto dall'art. 2597 cod. civ., di contrattare e di osservare parità di trattamento; da ciò deriva che, a maggior ragione, sono applicabili anche le altre disposizioni in tema di inadempimento contrattuale, tra cui l'art. 1453 cod. civ. relativo alla disciplina della risoluzione. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 26977 del 20/12/2007  ...
Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007Appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
Inadempimento dell'appaltatore per danni arrecati dai suoi dipendenti - Applicabilità della disciplina ex artt. 1667 e 1668 cod. civ. - Esclusione - Responsabilità dell'appaltatore ex artt. 1453 e 1455 cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Individuazione. Nel caso in cui contro l'appaltatore non venga azionata la speciale garanzia prevista dagli artt.1667 e 1668 cod. civ., per l'ipotesi in cui l'opera eseguita presenti vizi, difformità o difetti, ma venga formulata una richiesta di pagamento, basata su un'autonoma previsione del capitolato generale dell'appalto lavori, per la riparazione di danni arrecati dai suoi dipendenti, trattandosi di un'ordinaria azione di risarcimento danni resta applicabile la disciplina dettata dagli artt.1453 e 1455 cod. civ., con il conseguente assoggettamento agli ordinari termini di prescrizione e non al regime di decadenza e prescrizione breve di cui all'art. 1667 cod. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007  ...
appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007appalto (contratto di) - garanzia - per le difformità e vizi dell'opera - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007
Inadempimento dell'appaltatore per danni arrecati dai suoi dipendenti - Applicabilità della disciplina ex artt. 1667 e 1668 cod. civ. - Esclusione - Responsabilità dell'appaltatore ex artt. 1453 e 1455 cod. civ. - Configurabilità - Termine di prescrizione applicabile - Individuazione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007 Nel caso in cui contro l'appaltatore non venga azionata la speciale garanzia prevista dagli artt.1667 e 1668 cod. civ., per l'ipotesi in cui l'opera eseguita presenti vizi, difformità o difetti, ma venga formulata una richiesta di pagamento, basata su un'autonoma previsione del capitolato generale dell'appalto lavori, per la riparazione di danni arrecati dai suoi dipendenti, trattandosi di un'ordinaria azione di risarcimento danni resta applicabile la disciplina dettata dagli artt.1453 e 1455 cod. civ., con il conseguente assoggettamento agli ordinari termini di prescrizione e non al regime di decadenza e prescrizione breve di cui all'art. 1667 cod. civ.. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 13431 del 08/06/2007  ...
appalto (contratto di) - verifica - esecuzione a regola d'arte - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007appalto (contratto di) - verifica - esecuzione a regola d'arte - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007
Mancata ultimazione - Domanda di adempimento o domanda di risoluzione - Mancata fissazione di un termine per il completamento ex art. 1662 cod.civ. - Rilevanza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007 In tema di appalto, in caso di mancata ultimazione dei lavori, il committente può chiedere il completamento dell'opera ex art. 1453, primo comma, cod. civ., oppure può domandare la risoluzione del contratto in base alla stessa norma, indipendentemente dall'esercizio della facoltà di verificare lo stato dei lavori e di fissare all'appaltatore un termine per il completamento di essi, prevista dall'art. 1662 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007  ...
appalto (contratto di) - verifica - esecuzione a regola d'arte - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007appalto (contratto di) - verifica - esecuzione a regola d'arte - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007
Mancata ultimazione - Domanda di adempimento o domanda di risoluzione - Mancata fissazione di un termine per il completamento ex art. 1662 cod.civ. - Rilevanza - Esclusione. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007 In tema di appalto, in caso di mancata ultimazione dei lavori, il committente può chiedere il completamento dell'opera ex art. 1453, primo comma, cod. civ., oppure può domandare la risoluzione del contratto in base alla stessa norma, indipendentemente dall'esercizio della facoltà di verificare lo stato dei lavori e di fissare all'appaltatore un termine per il completamento di essi, prevista dall'art. 1662 cod. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 6931 del 22/03/2007  ...
contratti in genere - scioglimento del contratto - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12466 del 16/06/2016contratti in genere - scioglimento del contratto - Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12466 del 16/06/2016
risoluzione del contratto - per inadempimento - importanza dell'inadempimento - domanda di risoluzione - rigetto per scarsa importanza dell'inadempimento - Conseguenze - Rigetto della contestuale domanda di risarcimento - Necessità - Esclusione - Fondamento.  Il rigetto della domanda di risoluzione contrattuale determinato dalla scarsa importanza dell'inadempimento non comporta necessariamente il rigetto della contestuale domanda di risarcimento, giacché anche un inadempimento inidoneo ai fini risolutori può aver cagionato un danno risarcibile. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 12466 del 16/06/2016  ...
scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporti tra domanda di risoluzione e di adempimento – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9941 del 28/04/2006scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - rapporti tra domanda di risoluzione e di adempimento – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9941 del 28/04/2006
Mutamento della domanda di adempimento in risoluzione - Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo - Richiesta in via monitoria della prestazione - Successiva domanda di risoluzione nel giudizio di opposizione - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9941 del 28/04/2006 La regola posta dall'art.1453, secondo comma, cod. civ., in forza della quale la parte può sostituire la domanda di adempimento del contratto con quella di risoluzione, trova applicazione anche nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, comportando la possibilità che il creditore che abbia chiesto in via monitoria la prestazione pattuita domandi, nel successivo giudizio di opposizione, la risoluzione del contratto per inadempimento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 9941 del 28/04/2006  ...
procedimenti sommari - per convalida di sfratto per finita locazione - intimazione di licenza o di sfratto - per morosità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005procedimenti sommari - per convalida di sfratto per finita locazione - intimazione di licenza o di sfratto - per morosità – Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005
Successiva purgazione della mora da parte del conduttore intimato - Gravità del pregresso inadempimento - Accertamento nell'ambito del giudizio ordinario di risoluzione seguito alla fase sommaria - Ammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005 In tema di locazioni, la purgazione della mora, successiva alla domanda di risoluzione insita nell'intimazione di sfratto per morosità, non è ostativa, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 1453 cod. civ., all'accertamento della gravità del pregresso inadempimento nell'ambito del giudizio ordinario che a tal fine prosegua successivamente al pagamento dei canoni scaduti da parte dell'intimato. Corte di Cassazione Sez. 3, Sentenza n. 24460 del 18/11/2005  ...
Provvedimenti del giudice civile - sentenza - omessa pronuncia – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005Provvedimenti del giudice civile - sentenza - omessa pronuncia – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005
Mancanza della decisione - Condizioni - Mancata pronuncia su domanda di risoluzione del contratto per inadempimento e pronuncia sulla domanda di risarcimento danni basata sullo stesso titolo - Vizio di ammessa pronuncia - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Una domanda su cui il giudice non abbia espressamente provveduto può considerarsi accolta con pronuncia implicita ove costituisca il presupposto di fatto e l'antecedente logico - giuridico necessario di altra istanza, legata alla prima da un indissolubile rapporto di dipendenza, sulla quale invece egli abbia deciso. Non è, quindi, configurabile il vizio di omessa pronuncia allorquando il giudice del merito non si sia pronunciato su una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento, ma abbia provveduto sulla ulteriore domanda di risarcimento danni basata sullo stesso titolo, dovendosi in tal caso ritenere che egli abbia deciso implicitamente in senso positivo in ordine alla domanda di risoluzione contrattuale, costituente il postulato imprescindibile della pretesa risarcitoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005  ...
Obbligazioni in genere - inadempimento – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005Obbligazioni in genere - inadempimento – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005
Gravità - Apprezzamento del giudice di merito - Sindacabilità in cassazione - Esclusione - Condizioni. L'apprezzamento del giudice di merito sulla sussistenza di elementi comprovanti l'inadempimento e la sua gravità nel quadro dell'economia contrattuale, implicando la risoluzione di questioni di fatto, è insindacabile in Cassazione se immune da errori logici o giuridici; il giudice di merito non è, infatti, tenuto ad analizzare e discutere ogni singolo dato acquisito al processo e adempie all'obbligo della motivazione quando giustifica compiutamente la propria decisione in base alle risultanze probatorie che ritiene risolutive ai fini della statuizione adottata. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005  ...
provvedimenti del giudice civile - sentenza - omessa pronuncia – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005provvedimenti del giudice civile - sentenza - omessa pronuncia – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005
Mancanza della decisione - Condizioni - Mancata pronuncia su domanda di risoluzione del contratto per inadempimento e pronuncia sulla domanda di risarcimento danni basata sullo stesso titolo - Vizio di ammessa pronuncia - Configurabilità - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005 Una domanda su cui il giudice non abbia espressamente provveduto può considerarsi accolta con pronuncia implicita ove costituisca il presupposto di fatto e l'antecedente logico - giuridico necessario di altra istanza, legata alla prima da un indissolubile rapporto di dipendenza, sulla quale invece egli abbia deciso. Non è, quindi, configurabile il vizio di omessa pronuncia allorquando il giudice del merito non si sia pronunciato su una domanda di risoluzione del contratto per inadempimento, ma abbia provveduto sulla ulteriore domanda di risarcimento danni basata sullo stesso titolo, dovendosi in tal caso ritenere che egli abbia deciso implicitamente in senso positivo in ordine alla domanda di risoluzione contrattuale, costituente il postulato imprescindibile della pretesa risarcitoria. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7086 del 05/04/2005  ...
Locazione - obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) - morosità – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004Locazione - obbligazioni del conduttore - corrispettivo (canone) - morosità – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004
Autoriduzione del canone - Illegittimità - Conseguenze. In tema di locazione di immobili urbani ad uso abitativo, la cosiddetta autoriduzione del canone (e, cioè, il pagamento di questo in misura inferiore a quella convenzionalmente stabilita, per effetto di una unilateralmente asserita esorbitanza di tale ultima misura rispetto all'importo inderogabilmente fissato per legge) costituisce fatto arbitrario del conduttore, illegittimo e contrario al principio dell'esecuzione del contratto secondo buona fede, che provoca il venir meno dell'equilibrio sinallagmatico del negozio, essendo, poi, devoluta ai poteri del giudice, ai fini dell'accertamento della gravità dell'inadempimento così realizzatosi, la valutazione dell'importanza dello squilibrio tra le prestazioni con riguardo all'interesse del locatore in relazione al suo diritto di ricevere il canone in misura legale. Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004    ...
Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - importanza dell'inadempimento – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004Contratti in genere - scioglimento del contratto - risoluzione del contratto - per inadempimento - importanza dell'inadempimento – Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004
Inadempimento delle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto - Gravità dell'inadempimento - Configurabilità - Fattispecie in tema di locazione. Qualora l'inadempimento sia accertato con riguardo alle obbligazioni primarie ed essenziali del contratto, quale, in ipotesi di locazione, quella di pagamento dei canoni dovuti, la valutazione della non scarsa importanza dell'inadempimento, ai sensi ed agli effetti dell'art. 1455 cod.civ., che è valutazione riservata al giudice di merito, deve ritenersi implicita. Corte Cassazione, Sez. 3, Sentenza n. 14234 del 28/07/2004  ...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1232 del 23/01/2004 (Rv. Fallimento ed altre procedure concorsuali - fallimento - effetti - sugli atti pregiudizievoli ai creditori - azione revocatoria fallimentare - atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie – Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1232 del 23/01/2004 (Rv.
Pagamento di debiti liquidi ed esigibili nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento - Soggezione alla revocatoria fallimentare - Estensione alle imprese creditrici operanti in regime di monopolio legale - Sussistenza - Fondamento - Fattispecie. In favore dell'imprenditore che somministri beni o presti servizi in regime di monopolio legale, trovano applicazione, in assenza di espressa deroga, non solo l'art. 1460 cod. civ., sull'eccezione di inadempimento, ma anche l'art. 1461 cod. civ., sulla facoltà di sospendere l'esecuzione della prestazione dovuta quando sussista un evidente pericolo di non ricevere il corrispettivo in ragione delle condizioni patrimoniali dell'altro contraente, trattandosi di previsioni compatibili con l'obbligo, posto dall'art. 2597 cod. civ., di contrattare e di osservare parità di trattamento. L'applicabilità di detto art. 1461 cod. civ., come delle altre disposizioni dettate a presidio del nesso di sinallagmaticità nella fase di esecuzione dei contratti a prestazioni corrispettive, comporta che il pagamento del debito liquido ed esigibile, ricevuto dal monopolista nell'anno che precede la dichiarazione di fallimento del somministrato o dell'utente, con la consapevolezza del suo stato d'insolvenza, resta soggetto alla revocatoria di cui all'art. 67, secondo comma, della legge fallimentare, non trovandosi il monopolista in una situazione differenziata rispetto agli altri creditori, e difettando di conseguenza i presupposti per cogliere nell'art. 2597 cod. civ. una implicita previsione di esenzione dalla revocatoria stessa. (Fattispecie relativa a pagamenti effettuati in favore dell'ENEL, prima del fallimento, per consumi di energia elettrica). Corte di Cassazione, Sez. U, Sentenza n. 1232 del 23/01/2004 (Rv. 569633 - 01) Riferimenti normativi: Cod_Civ_art_1453, Cod_Civ_art_1460, Cod_Civ_art_1461, Cod_Civ_art_2597, Dlgs_14_2019_art_056, Dlgs_14_2019_art_166...